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La Caduta dell’Impero Accadico

 

L’impero accadico all’epoca di Sargon I il Grande. Wikipedia.

Uno studio determina che La Caduta dell’Impero Accadico potrebbe essere dovuta a un Cabiamento Climatico

di Stephen Luntz dal Sito Web IFLScience traduzione di Nicoletta Marino  Versión original en ingles  Versione in spagnolo

Circa 4200 anni fa, il primo imperodella Mesopotamia, l’Impero Accadico, cadde, in concomitanza con grandi trasformazioni in Egitto e nella Valle dell’Indo, le altre due grandi civiltà dell’epoca.

Uno studio su determinate stalagmiti in Iran fa capire che un evento climatico generalizzato può essere stato il responsabile di tutto questo.

Le civiltà crescono e cadono per molte ragioni e le cause della scomparsa dell’Impero Accadico continuano ad essere controverse. La coincidenza sincronizzata di eventi lontani ha portato alcuni storici a propendere per una causa climatica.

Eppure la natura e l’esistenza stessa di questa causa climatica non è stata chiara come successe a metà dell’era dell’Olocene, caratterizzata da temèerature in gran parte stabili, senza un aumento conosciuto della attività vulcanica o di cambiamento nella produzione solare.

Quindi, quando un gruppo diretto dalla dott.ssa Stacy Carolin, dell’Università di Oxford, studiò stalagmiti della grotta Gol-e-Zard, nelle montagne di Alborz, in Iran, formatesi tra 5.200 e 3.700 anni prima, trovò che più o meno in quel periodo era successo qualcosa.

Il resoconto del gruppo (Precise Timing of Abrupt Increase in Dust Activity in the Middle East coincident with 4.2 ka Social Change), pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), dimostra che ci furono forti incrementi nella quantità di magnesio esistente in relazione con il calcio più o meno 4.510 e 4.260 anni prima, in concomitanza con una crescita più lenta e con cambiamenti negli isotopi di ossigeno delle stalagmiti.

Quei cambiamenti durarono tra 110 e 290 anni prima che la composizione delle stalagmiti tornassero ai livelli precedenti.

L’industria e l’attività estrattiva delle civiltà antiche a volte hanno lasciato l’impronta sul pianeta, ma non conosciamo nessun meccanismo a causa del quale gli Accadi sono stati sottoposti a un impatto osservato in grotte così distanti.

Pertanto sembra probabile che qualunque cosa sia stata la causa del cambiamento chimico trovato nelle stalagtiti e che ha coinciso con il declino degli Accadi invece che la causa del loro declino sia stata l’alterazione chimica di queste grotte lontane.

 Stalgmiti nella grotta di Gol-e-Zard, Iran.

Il cambiamento nella composizione delle stalagtiti sembra essere il risultato di un aumento di polvere che cade dalle montagne della Mesopotamia il che sembra essere una conseguenza di condizioni più secche esistenti all’ovest.

Oggi gli anni aridi dei deserti della Siria e dell’Iraq, si associano a un maggior deposito della polvere in Iran. La lenta crescita delle stalagtiti potrebbe essere anche un indice dell’esistenza di condizioni locali più secche.

I sedimenti del Mar Rosso e del Golfo dell’Oman, tra gli altri paleoclimi vicini, sono stati utilizzati per desumere che l’ovest dell’Asia fu sottoposto a un periodo arido molto importante nel periodo preso in considerazione, ma la datazione degli stessi è troppo imprecisa per vincolarla son sicurezza alcollasso accadico.

Invece le analisi delle stalagtiti danno un errore di soli 31 anni.

C’è un gan dibattito tra gli storici su qyanto il cambiamento climatico ha contribuito al collasso della civiltà accadica.

Non sappiamo perché la Mesopotamia divenne arida durante quel periodo però sembra che fece crollare quella civiltà e riguardò gravemente Egitto e la Valle dell’Indo.

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

Articolo correlato: Il Crollo della Civiltà Sumero/Accadica

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“collettivismo” – il pretesto di uguaglianza

 L’individuo e il suo futuro

“E’ istruttivo leggere quello che hanno scritto gli autori cento o duecento anni fa sui valori fondamentali, perché allora si può apprezzare quanto è successo alla cultura di una nazione. Si può cogliere l’enorme influenza della propaganda pianificata, che cambia le menti, costruisce un nuovo consenso, esiliando certi dirompenti pensatori ai margini della società. Con grande intento, si può vedere ciò che gli è stato dipinto sopra, al fine di promuovere la tirannia che annuncia un bene maggiore per tutti.” (La metropolitana, Jon Rappoport)

Qui presento diverse dichiarazioni circa l’individuo, sono state scritte nel 19° secolo in America. Gli autori: Ralph Waldo Emerson, Henry David Thoreau, e James Fenimore Cooper erano figure di spicco. Emerson, a suo tempo, era il più famoso.

“Tutta la grandezza del carattere dipende dall’individualità. L’uomo che non ha altra esistenza se non quella di partecipare comunemente in tutto quello che è intorno a lui, non avrà altro che un’esistenza di mediocrità.”- James Fenimore Cooper

“Meno governo abbiamo, meglio è, – con un minor numero di leggi si potrà confidare su di un minore potere. L’antidoto a questo abuso è di [da] un Governo formale”, influenzato da un carattere privato, per far crescere l’individuo -. Ralph Waldo Emerson

“Le generazioni precedenti hanno agito sotto la convinzione di una splendente prosperità sociale che sarebbe stata la beatitudine dell’uomo, cittadini che si sono sacrificati in modo uniforme allo Stato. La mente moderna ha creduto che la nazione sarebbe esistita per l’individuo, per la tutela e l’educazione di ogni uomo. Questa idea, più o meno è stata scritta nelle rivoluzioni e/o movimenti nazionali, ma nella mente del filosofo era molto più precisa; l’individuo è il mondo.”- Ralph Waldo Emerson

“If a man does not keep pace with his companions, perhaps it is because he hears a different drummer. Let him step to the music which he hears, however measured or far away.” — Henry David Thoreau

“Loro [i conformisti] pensano che la società sia più saggia della loro anima, e non sanno che è una sola anima, e che la loro anima, è la più saggia di tutto il mondo … La società è ovunque nella cospirazione contro la virilità di ciascuno dei suoi membri … L’obiettivo è l’uomo, che deve essere un anticonformista … Infine, nulla è sacro, tranne l’integrità della vostra mente.”- Ralph Waldo Emerson

Potete immaginare, oggi, una di queste dichiarazioni farsi largo nelle tradizioni e nelle menti del pubblico, tanto meno nei media mainstream?

Immediatamente, bisognerebbe respingere in forma virulenta l’individualismo illimitato, sulla base del fatto che è comparabile alla brutale avidità, è l’equivalente e (odiato) capitalismo, la disumana indifferenza è uguale alla difficile situazione dei meno fortunati, pari al cinico disprezzo per le esigenze del gruppo.

Gli uomini del 19° secolo che hanno scritto queste affermazioni verrebbero guardati con ostile sospetto, come potenziali criminali, con dei valori potenzialmente anomali “anti-governativi”, che dovrebbero essere messi in una lista, per il fatto che potrebbero avere tendenze terroristiche.

L’analisi contemporanea dell’individuo va ben oltre questo.

Il caso in questione è quello di: Peter Collero, del dipartimento di sociologia, Western Oregono University, ha scritto un libro dal titolo: Il mito dell’individualismo: come le Forze Sociali Formano la nostra vita:

“La maggior parte delle persone oggi crede che un individuo è una persona con un documento d’identità indipendente e distinto. Tuttavia, questo, è un mito.”

Callero sta sostenendo l’assenza di qualsiasi unicità da persona a persona. Sta affermando che non c’è distinzione significativa tra due persone. Tanto per cominciare, non ci sono due persone. Sono un gruppo.

Questo declassamento dell’individuo e del suo spirito umano è notevole, ma questa non è una eccezione. Ci sono molte, molte persone che oggi sarebbero d’accordo (senza capire di che cosa stanno parlando) che l’individuo non esiste. Il perché sul fatto che essi sarebbero d’accordo, è quello che il prendere una posizione opposta, li avrebbe impostati verso un percorso individuale e indipendente, ammettendo la loro autonomia e quindi avrebbero violato un sacro divieto, quello della correttezza politica.

Questi sono gli estremisti del conformismo a cui Emerson si riferiva un secolo e mezzo fa.

Incapaci di partecipare a qualcosa di simile e a un chiaro pensiero, queste persone salutano la bandiera del Collettivo, i quali ammettono allegramente che “ciò che è meglio per tutti.” Tali domande, di “chi si definisce ‘migliore'” e di “chi siano gli ingegneri di questo risultato” sono al di là delle loro capacità di distinguo. Riposano nella vaghezza del loro orgoglio.

Senza rendersene conto, si tratta di strumenti di un programma. Sono fanti in una campagna senza sosta per promuovere il collettivismo (dittatura dall’alto) con il pretesto di uguaglianza.

Ribadendo una delle dichiarazioni di Emerson: “L’antidoto a questo abuso di [da] un governo formale, è, un’influenza di carattere privato, sulla crescita della persona.” Il corollario è: se non c’è una diffusa crescita degli individui e della loro autonomia per pensieri, azioni e una coscienza morale, se non si allargano i propri orizzonti e le sfere d’influenza, a lungo andare sarà il governo ad avere il controllo?

Infatti, l’umiliazione dell’individuo è una intenzionale manovra progettata per mantenere il potere del governo intatto e ampliare la propria gamma.

Considerate questa domanda: se tutta l’opposizione al prepotente e invadente governo illegittimo, sono contenute in gruppi organizzati, e se non emergessero persone indipendenti, “Emerson”, quale sarebbe il risultato?

A lungo termine, questi gruppi potrebbero ristagnare e non riuscire nelle loro missioni. Sarebbero cooptati dal governo. Alla fine, tutti questi gruppi potrebbero essere considerati come “bisogni speciali” casi, che richiedono un “intervento” per “aiutarli”.

Questo è un futuro senza promesse, senza ragione, senza fantasia, senza forza vitale.

È per questo che l’individuo rimane vitale; al di sopra e al di là, attraversando qualsiasi tempesta di propaganda.

Jon Rappoport 

traduzione e adattamento: ningishzidda