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“Aerosol Crimes”

La deliberata distruzione della nostra atmosfera
Il chimico americano Clifford Carnicom e, autore dello splendido documentario “Aerosol Crimes” e fondatore dell’Istituto Carnicom, ha dimostrato sulla base di numerosi studi scientifici l’esistenza delle scie chimiche negli Stati Uniti.
Poco dopo l’uscita del suo sito web, ha visitato diverse basi dell’Air Force, le agenzie di intelligence, costruttori di aeromobili, fabbricanti di componenti di aeromobili, aziende farmaceutiche, istituti di ricerca e imprenditori armi.
Questo fatto dovrebbe parlare da solo. Perché si può dire di quanto grande e ampio sia il cartello, che beneficia del programma delle scie chimiche e le sue aspettative.
In attesa del video documentario italiano di Tanker-Enemy,
Guarda il nuovo documentario “La Copertura delle nuvole: la distruzione deliberata della nostra atmosfera” di Clifford Carnicom:

Almanaco di giugno 2014

 
Secondo “L’Ipotesi del Tempo Fantasma”, 
siamo ancora nel 18° secolo! 
L’ipotesi del Tempo Fantasma è una teoria revisionista della cronologia storica ufficiale formulata tra il 1980 e il 1990 dallo storico tedesco Heribert Illig. Secondo l’ipotesi del ricercatori, alcuni periodi della storia passata, in particolare quella europea durante il Medioevo (614-911 d.C.) non si sono affatto verificati, oppure si è volutamente datarli erroneamente. Dunque, tre secoli sarebbero stati inventati di sana pianta: ragion per cui, saremmo, in realtà, nel 1717!
Se fosse vero, non sarebbe semplicemente una cospirazione, ma la madre di tutte le cospirazioni: un vero e proprio complotto temporale: ben 297 anni di storia, quelli tra il 614 e il 911, non sarebbero mai avvenuti e quindi deliberatamente inventati o volutamente datati in maniera erronea.

Questa teoria, conosciuta come Ipotesi del Tempo Fantasma, è stata formulata da tre studiosi in tempi diversi: Hans-Ulrich Niemitz, ingegnere ed ex direttore del Centro di Storia della Tecnologia di Berlino (1946-2010), lo storico tedesco Heribert Illig (nato nel 1947), e Anatolij Timofeevič Fomenko, matematico, fisico e professore all’Università statale di Mosca (nato nel 1954).

Nell’introduzione al suo articolo “The Phantom Time Hypothesis”, il dottor Hans-Ulrich Niemitz chiede ai suoi lettori di essere pazienti, benevoli e aperti a idee radicalmente nuove, dato che le sue affermazioni sono tutt’altro che convenzionali.

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DOSSIER DEI SERVIZI SEGRETI SULLA REALE SITUAZIONE ITALIANA (TRA 6 MESI)  
 
La notizia si commenta da sola. Ma comunque ci saranno i soliti ANALFABETI DEI TEMPI ottimisti, (falsi profeti positivisti), che diranno: “Basta, gridare: al lupo, al lupo..”.

Bene, allora continuate pure ad andare al mare con la vostra famiglia, andate in montagna, andate a lavorare, andate pure a fare un pò di bisognini… in bocca al Lupo, e buona vita a tutti i dormienti amanti del SixTema!

 
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Il nero bilancio delle scie chimiche
“il Dott. Len Horowitz, che è una autorità medica negli Stati Uniti, riferisce che nelle udienze del congresso del 1975, Frank Church ha esposto al Central Intelligence Agency armi biologiche dalle imprese contraenti. La Litton Bionetics e il Corpo degli Ingegneri dell’Esercito, che stavano sviluppando e utilizzando le varie armi biologiche sulle popolazioni e, questo è tutto fatto con operazioni nere, operazioni segrete, da dove ottengono il finanziamento e, dove la gente del Congresso non è mai realmente informata dove questo denaro stia andando. E’ un bilancio in nero.”

“Nell’arena della guerra contemporanea, vengono convocati esperti in guerra chimico-biologica per discutere le modalità più ideali per condurre le guerre di oggi, per essere sicuri di rendere il nemico inoffensivo, la loro intenzione non è quella di uccidere le persone. Vogliono indurre la popolazione ad essere malati cronici, diventando così totalmente dipendenti dallo stato, con le conseguenze di un affiacchimento delle risorse del paese. Per poi indirizzarle a vivere in un loro complesso militare-medico-industriale e un loro cartello medico-farmaceutico internazionale. Per poi vendere a questi paesi sconfitti tutti i farmaci e le sostanze chimiche che hanno bisogno per mantenere una parvenza di esistenza sana.

Le popolazioni sconfitte, completamente esaurite sia fisicamente che economicamente. Non potendo mettere insieme una forza militare. Viene creata così una dipendenza e, quindi, la popolazione viene indebolita ulteriormente e, le popolazioni indebolite sono facili da controllare. Quindi si ha il controllo della popolazione, facendo a spese delle popolazioni saconfitte grandi fortune, fare esplodere un’arma nucleare che devasterebbe le infrastrutture, non avrebbe nessun beneficio. Ecco che allora vengono acquistate tali infrastrutture al prezzo della disperazione. Ci si vuole sbarazzare del popolo. Non ci si vuole sbarazzare delle infrastrutture”.

Articolo completo in lingua inglese QUI 
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QUI 
 

“La matrice”

“L’epidemia del velcro”

Mi piace l’espressione, “Che cosa succede se scoppia una guerra e nessuno ci va?” La stessa cosa vale per il risveglio dalla matrice.
Che cosa succede se la matrice non sa dove manifestarsi?
La nostra idea del sé è artificiosa. E’ con noi fino dalla nascita e viene rafforzata dal mondo che ci circonda. E’ su questo pesantemente armato falso-auto-schermo che sono in grado di manipolare proiettando la loro visione del mondo. Collaboriamo, credendo che il loro paradigma debba essere il solo, e gli aiutiamo a trasmetterlo alle generazioni successive.
Lasciando la vera realtà addormentata fuori e dentro di noi per tutto il tempo.
 

Siamo come Insetti sul parabrezza

 

Noi usiamo il nostro ego, come un parabrezza. Il guaio è che ci impedisce di vivere appieno la vera realtà. L’immaginazione non ha bisogno di nessun parabrezza. Siamo spirito e non materia. Tali moscerini potrebbero passare proprio attraverso il nostro campo visivo invece di creare la loro realtà artificiale.
Che è esattamente ciò che accade. La nostra realtà, quello che vediamo e percepiamo nella vita, diventa quell’immondizia attaccata sul parabrezza con poche vere immagini che arrivino fino a noi.
 
La stessa cosa vale per la coscienza. Quando ti svegli ti rendi conto che non hai nulla da difendere, nulla da temere, nulla per cui lottare. Si scopre che siamo già completi e collegato al tutto. Nessuno ci può prendere la nostra libertà, perché noi SIAMO la libertà. Tra le altre cose, ti rendi conto che tutto questo gioco della vita che è stato meticolosamente strutturato per noi è costruito su impianti di desideri e bisogni basati su percezioni, un falso senso di scarsità, è l’impulso a lottare per ottenere quello che viene detto sia necessario.
Niente di tutto questo dovrebbe esistere. E’ tutto basato sull’ignoranza e sui capricci di una razza predatoria, che di fatto si nutre di afidi addormentati che sono stati co-creati e manipolati.
Tutto questo è triste, ma vero.
 

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Ganci e Cerchi

 

Tutto questo, si chiama velcro. Vero è che sei quei piccoli uncini venissero raddrizzati, nulla sarebbe attenersi ai i cerchi. Immaginiamo per un momento che la nostra idea del sé venisse piegata manipolando le idee, deformerebbe la realtà. È possibile nel lungo tempo trovarci attaccato qualsiasi cosa.. E quando quel qualcosa si attacca, i nostri ganci vengono utilizzati accumulando qualsiasi cosa. Cresciamo ed appariamo come quella cosa che si è conficcata in noi.
Tutti gli altri imitano le stesse cose così ci si sente giustificati se non addirittura confortati. In realtà cerchiamo cose attinenti a noi.

Questo è ciò che sta accadendo su più livelli. Ti siedi a guardare la TV e, le palle di velcro di tutte le dimensioni arrivano da ogni parte, sono una così grande quantità, che la maggior parte di loro non le vediamo. Appena ci alziamo, veniamo via con una grande quantità di sporcizia attaccata Alla nostra mente, il cuore e lo spirito rimangono quasi impercettibili.
L’unica ragione del perché questa roba si attacca, è perché siamo “agganciati”. In qualche modo, da qualche parte noi tutti siamo stati programmati con dei ganci e cerchi dove si attacca la sporcizia.
 

La Rimozione

 

Il Lasciar andar via questa mentalità non la si risolve durante il sonno notturno, ci rimane sempre una scia. Ci vuole molto tempo per realizzare il modo di liberarsi dalla programmazione e, dalla grande quantità di meccanismi sbagliati della disinformazione. La cosa bella è che in realtà c’è un processo molto semplice per liberarsi. Dobbiamo solo ascoltare la vostra coscienza interiore e scavare nelle informazioni reali e vere.
 
Possiamo fare quello che la nostra coscienza risvegliata ci dice di fare.
Questo è il saper “cogliere”. A meno che non mettiamo in azione quello che abbiamo imparato per essere vero, non saremo solo che un altro bambino spiritualmente morto. Questo non è quello che vogliamo. Basta iniziare con una risposta alla volta inserendola al nostro interno.
 
Ciò che rende difficile chi si sta svegliando è l’attraversamento della società. La matrice è costruita per cercare e soffocare il dissenso. Non ama essere esposta, in modo che attiverà tutti i tipi di macchinazioni per fermarci; paura, senso di colpa, l’umiliazione, il dubbio, la retribuzione, la pressione, preoccupazioni finanziarie, e ora anche minacce governative.
 
Tutto questo non è niente di nuovo. E’ come hanno gestito la vita di tutti. Ma quando si inizia a parlare su come cambiare la nostra vita secondo ciò che abbiamo imparato per essere vera, vedremo delle fantastiche conferme, ma vedremo anche qualche cosa di strano che sale. Il mio consiglio è di lasciarpassare quel qualcosa di strano.
 

Non farti un back up del parabrezza. 

È tutta una bugia il volertelo far fare fare.

 

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Il ragno e la mosca

 

La centralità del ragno è vera. Forze Oscure sono dietro a questa matrice della rete. La bellezza di tutto questo è che una volta ottenuta la consapevolezza del sé, la Matrix perde il suo potere su di noi. La Vera Coscienza Universale, fa parte del tutto, è al di là dei livelli di inferiori matrici di sintesi e paradigmi.
 
Tuttavia, quelli inconsapevoli sono soggetti a molte influenze. Non capiscono appieno le dinamiche dei mezzi usati, ma quelli intrappolati in questa rete di inganni e di controllo non sono solo oggetto di manipolazione sociale, politico ed economico psicologico, ma hanno pure lo spirito manipolato. La peggiore di queste manipolazioni è la religione, ma questa dinamica manipolazione si è talmente trasformata in una nuova religione come la “new age”. In tutto questo c’è molto da stare attenti.
 
La vera spiritualità è diametralmente opposta alla religione organizzata, dottrine o credenze di qualsiasi tipo. Stranamente, quelle trappole si nutrono di questa fame di spiritualità e poi costruire le loro elaborate strutture gerarchiche di controllo e di contenimento di esse.
Anche in questo caso, le cause ci riconducono alla matrice.
 

Attenzione 

I componenti che si aggrappano sono reali

 

L’avvertimento però, è questo. Attenti agli aggrappa-menti … quelli veri. Qualunque cosa si voglia chiamare tesi negative, parassiti “luci convenzionali” socio-politici e anche inter-dimensionali. Il termine “aggrappa-mento” è semplicemente appropriato, perché questo è esattamente quello che fanno. Ma i “ganci e cerchi” devono essere a posto ed efficaci per contrastare gli aggrappa-menti.
 
Si vede in giro gente scura in volto che sembra essere periodicamente alimentata da qualcosa di esterno, piuttosto che da dentro se stessi. Questo è ormai un fatto assodato. E di queste persone ne vedremo sempre di più nei giorni a venire. Capita alle persone che invitano tali Influenze, sia consciamente o inconsciamente. Essi conducono una vita lussuriosa e di conseguenza esercitano, il controllo psicopatico sugli altri, con la loro propensione alla violenza che gli da un senso di potere. In definitiva essa si manifesta spesso nel satanismo, e/o qualche esercizio ipocrite religioso. Devianza sessuale e pedofilia dilagano tra le persone”naturalmente” .
In sintesi, bisogna stare lontano da soggetti che possono influenzare. Fidandosi del prprio istinto.
 
Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di svegliare la gente L’ignorante può essere facilmente manipolato non solo dalla matrice, ma da una miriade di altre cose strane che si possono trovare in giro. Le tesi e i vari tipi di cose che si stanno manifestando sempre più nella Matrix, sono i bombardamenti e i cambiamenti vibrazionali.
 
Ciò non dovrebbe mettere paura a nessuno, ma abbiamo bisogno di un sano rispetto per il campo di battaglia in rapida evoluzione, dobbiamo rimanere consapevoli delle sue numerose influenze.
 

 

Lasciarsi andare

 

Questa è la chiave. Staccarsi da tutto. Noi siamo gli unici che lasciano agli altri  il potere su di noi stessi. Succede quando siamo ignoranti della Verità e basiamo i nostri pensieri o azioni sulle menzogne.
Succede quando siamo tesi, troppo impegnati con il nostro cervello, quando abbiamo fretta, o molti altri “motivi”. Tutto questo con un vigile monitoraggio potrebbe essere evitato.
 
Succede quando cerchiamo di difenderci e da qualsiasi senso di “chi siamo”. Succede quando si sostituisce le esperienze dell’ammontare delle conoscenze che abbiamo appreso. Succede quando non rispondiamo a quello che l’amore e il cuore ci dice fare.
 
Succede quando siamo attaccati al risultato. Questo l’effetto Velcro diventa più duro e ci guardiamo indietro. Quando insistiamo che la nostra mente deve corrispondere ad un certo modo, o abbiamo bisogno di essere in un certo luogo, o in un certo momento, quando in realtà tutto è arbitrario, o pensare ai nostri obiettivi di qualsiasi tipo siano “scolpiti nella pietra”, stiamo impostando noi stessi i nostri guai. Ciò vale ancor di più per le “credenze”.
 
Che cosa succede se l’Universo aprisse un’altra porta? Con la nostra mentalità non siamo liberi di entrarci. Infatti, la nostra mente costituita, con lo stato d’animo che abbiamo non riusciremmo nemmeno a vedere la nuova porta che si apre, per uno dei motivi sopra elencati.
 
In quegli stati mentali in cui siamo immersi  “nell’inconscio”.

 

Il divertimento profetico della Sincronicità

 

La definizione di libertà personale è quando siamo liberi di seguire le indicazioni della vita e vivere in sincronia. Questa è un’avventura quotidiana e il controllo costante, che si sia da una parte o dall’altra, in questo momento o in un’altro.
La cosa meravigliosa è, seguire la sincronicità è divertente! I comportamenti scorretti fanno deragliare, i ritardi diventano avventure. Le luci rosse diventano il tempo libero … tempo libero per godersi il paesaggio e cercare qualcosa che potremmo anche avere bisogno di vedere.
 
Carl Jung ha definito la sincronicità come il “principio” di collegamento acausali” che collega la mente alla materia. Si manifesta ancora come coincidenza e semplicità inquietante significativa. Poiché siamo tutti interconnessi in un campo fluente di informazioni, che hanno perfettamente senso, noi tutti dovremmo essere in grado di vedere questo lavoro di inter-connettività, il più consapevolmente, imparando a vivere più pienamente.

Quindi teniamo d’occhio la sincronicità: sono esperienze estremamente potenti che migliorano la nostra vita.
In questo momento essere vivi e un gran momento … ma non è un buon momento per essere addormentati.

Per rimanere e mantenersi fermi su se stessi, la gente non si ascolterà ora, ma si ricorderà di quello che è stato detto molto presto!

www.zengardner.com

[di-gres-sió-ne]

SITCHIN – ALFORD – DEMONTIS

Analisi dei punti fondamentali della

teoria di Zecharia Sitchin

 

Nell’articolo ‘Orbita Incrociata’ (http://www.acam.it/alford.htm) lo studioso Alan Alford, un tempo strenuo sostenitore della teoria di Sitchin, analizza i punti fondamentali della stessa, evidenziando i suoi punti di contatto o di distacco dalla ‘versione originale’. In qualità di esperto italiano in merito, voglio dire la mia aggiungendo per ogni punto il mio pensiero, in modo da dare al lettore una visione panoramica ma dettagliata dell’ argomento. Riporto quindi qui di seguito le 14 conclusioni analizzate da Alford, con il mio commento in corsivo:

 

 

Conclusione n. 1:

SITCHIN: Gli Annunaki (“Coloro che dal cielo alla terra vennero”) erano “giganti extraterrestri” che crearono l’uomo geneticamente come un ibrido tra loro e l’Homo erectus.

 

ALFORD:

sono d’accordo. C’è stato un intervento genetico. Il Darwinismo crolla miseramente nello spiegare come l’Homo erectus abbia beneficiato improvvisamente di un incremento del 50% nel volume del cervello, della capacità linguistica e di una moderna anatomia.

 

DEMONTIS:

Esatto. Si tratta nel dettaglio di un incrocio con alcuni esemplari di Homo Ergaser o di Homo Heidelbergensis, incrocio dal quale sarebbero nati i Neanderthal nel Nord Europa e i Rhodesiensis in Africa. Gli Heidelbregensis annoveravano esemplari di altezza fino ai 2.20 metri, e la datazione (500mila – 300mila anni fa) corrisponde con quella fornita da Sitchin, come dimostrato dallo studioso Lee R. Berger nel 2007.

 

 

 

Conclusione n. 2:

SITCHIN: Gli Annunaki vennero sulla Terra da un pianeta chiamato Nibiru, che si trova nel nostro sistema solare su un’enorme orbita cometaria della durata di 3600 anni.

 

ALFORD:

sono d’accordo. Questo è ciò che affermavano gli antichi testi. Inoltre, gli astronomi sono alla ricerca di un “Pianeta X” con caratteristiche assai corrispondenti a quelle di Nibiru. Negli ultimi anni sono state avanzate critiche piuttosto pesanti alla teoria del “Pianeta X”, ma sulla base di argomentazioni

cervellotiche e inconcludenti, e non stupisce che coloro che appoggiano la teoria, come l’astronomo Tom Van Flandern, continuino a tenere duro. 

Io credo che il discredito del Pianeta X potrebbe benissimo essere stato orchestrato a causa delle profonde implicazioni connesse alla sua scoperta… va infatti notato come il sistematico discredito sia coinciso con investimenti nell’ordine di miliardi di dollari per telescopi spaziali. La ricerca del Pianeta X continua in segreto ad opera dei governi?

 

DEMONTIS:

Esatto. Le dimostrazioni di Sitchin sono convincenti, e i riferimenti documentali e iconografici sono troppi per poter esser coincidenze. C’è da dire che non né conosciuta allo stato attuale UNA tavola che dica espressamente ‘Gli Anunnaki venivano da Nibiru etc.’. Si tratta di un lavoro di deduzione.

 

Conclusione n. 3:

SITCHIN: Gli Annunaki si sono evoluti su Nibiru sul quale avevano una società ben sviluppata, governati dal loro Dio principale, Anu.

 

ALFORD:

altamente improbabile. Sebbene Nibiru possa aver piantato semi di forme di vita primitive sulla Terra, è altamente improbabile che da questo si siano evolute specie sino al livello di intelligenza. Lo si può dedurre dall’orbita di Nibiru, che si presume essere su un corso regolare di collisione cataclismica con la cintura di

asteroidi. Per quanto riguarda la divinità suprema  vivente su Nibiru, perché avrebbe scelto di insediarsi su un pianeta dove la luce del Sole avrebbe circa un sedicesimo della forza che ha sulla Terra? Sitchin non ha considerato l’ipotesi che gli dèi siano giunti sulla Terra passando per Nibiru e non da Nibiru, usandolo come astronave… né la possibilità che gli stessi dèi fossero una colonia lavorativa che agiva sotto ordine di qualcuno… o anche che i messaggi presumibilmente provenienti da Anu su Nibiru avrebbero potuto essere trasmessi da altrove…

 

DEMONTIS:

Sappiamo poco dai testi sumeri su da dove provenissero gli Anunnaki. Per certo dai miti sappiamo che venivano da un altro pianeta, e il riferimento incrociato tra i pantheon, i miti, e in particolare l’ Enuma Elish, rendono molto probabile che Sitchin abbia ragione, e che il pianeta di origine degli Anunnaki fosse Nibiru.

 

Conclusione n. 4:

SITCHIN: gli Annunaki arrivarono sulla Terra nell’era dei Pesci, 445.000 anni fa.

 

ALFORD:

Errato. Sitchin ha basato i suoi calcoli su 120 “cicli” di 3.600 anni, e il riferimento alla lista dei re ndi Babilonia a 432.000 anni. Comunque, come ho esaustivamente dimostrato nel mio libro, i Babilonesi hanno erroneamente interpretato dei dati che erano stati espressi in ere di 2.160 anni (un dodicesimo del ciclo precessionale). Il “ciclo” di 2.160 anni fornisce una cronologia decisamente migliore che suggerisce che gli dèi arrivarono 272.000anni fa. Inoltre, è altamente probabile che il cataclisma del diluvio abbia influito sull’oscillazione della Terra e quindi Sitchin non può calcolare le date dei periodi zodiacali prima del diluvio. L’immagine dei pesci che Sitchin usa per corroborare un arrivo nei Pesci potrebbe ugualmente significare l’arrivo degli dèi tramite un

ammaraggio nell’oceano (paragonare con le missioni Apollo di ritorno dalla Luna).

 

DEMONTIS:

Alford sbaglia. In nessuna mitologia mesopotamica è presente un riferimento ai cicli di 2160 anni in relazione alle cose degli ‘dei’ e dei ‘re’. Dunque le liste di Re Sumeri (e di divinità) vanno misurate nel loro Shar, che é appunto il 3600. In base a questo calcolo la datazione di Sitchin é giustificata. Ovviamente si tratta di un valore medio, quindi se mai si può fare un discorso di ‘variabilità’ di questa orbita.

 

Conclusione n. 5:

SITCHIN: L’uomo fu creato dagli Annunaki 299.000 anni fa.

 

ALFORD:

Nuovamente errato. Il ciclo di 2160 anni situa la datazione della creazione a 182.000 anni fa. Sitchin fa andare indietro la sua cronologia con la datazione dell’arcaico Homo sapiens al 300.000 a.C., ma non abbiamo alcun dato affidabile di questo modello arcaico. Tutto ciò che è credibile sull’Homo sapiens suggerisce un’improvvisa sua comparsa a meno di 200.000 anni fa.

 

DEMONTIS:

In realtà Sitchin afferma che circa 300mila anni fa ci fu la rivolta degli Igigi, non la creazione dell’uomo. Alla rivolta seguì un periodo di stasi, poi un periodo di esperimenti che, dopo vari tentativi, portò alla produzione in serie dell’ Homo Sapiens. Inoltre Alford commette un errore: le ultime scoperte genetiche collocano la Eva Mitocondria in un periodo che può arrivare fino ai 230mila anni fa, ma é impensabile che questa Eva sia la prima donna prodotta. Il mtDNA databile fino a 230mila anni fa (da Brian Sykes – Human Genome Project) doveva essere stata preceduta da una ulteriore genealogia, esattamente come il nostro Adamo Ycromosomale viene datato a 90mila anni fa ma é impensabile che potesse essere il primo ‘Homo Sapiens’. Man mano che le scoperte genetiche vanno avanti lo scenario proposto da Sitchin trova sempre più conferma, ultimamente anche l’Adamo Ycromosomale sembra essere stato retrodatato oltre i 100mila anni fa.

 

 

 

Conclusione n. 6:

SITCHIN: L’uomo fu creato quale servo per compiere il lavoro duro a supporto delle truppe Annunaki.

 

ALFORD:

D’accordo. Tutti i testi antichi lo affermano, quindi perché contestarlo? La nostra specie è troppo arrogante per digerire questa possibilità?

 

DEMONTIS:

Esatto. Come dice Alford, questo è il tema ricorrente in tutti i testi più antichi che trattano l’argomento. Non esist emotivo per mettere in dubbio l’affermazione indipendente di varie culture.

 

 

 

Conclusione n. 7:

SITCHIN: Gli Annunaki vennero sulla Terra per ottenere oro da immettere nell’atmosfera del loro pianeta, Nibiru.

 

ALFORD:

Nessuna prova. Questa è una delle affermazioni più straordinarie di Sitchin, elencata qui perché è importante spiegare perché vennero sulla Terra. Personalmente, riterrei più credibile che vi siano giunti per estrarre numerosi altri minerali. Perché quest’ossessione per l’oro? Una volta scrissi a Sitchin per chiederglielo, ma non mi ha mai risposto…

 

DEMONTIS:

Concordo con Sitchin, ma anche con Alford ammettendo però che solo SUCCESSIVAMENTE gli Anunnaki si dedicarono ad altri minerali. Precisamente dopo il IV millennio a.C. (Stagno – Rame – Piombo – Ferro). Ma tutti i reperti e testi più antichi ci mostrano come ancora prima che l’ uomo imparasse a costruire case o strade o impianti idrici, l’utilizzo dell’oro era largamente diffuso e solo pr quelle funzioni che erano relative agli Anunnaki  (o ai corrispondenti ‘leader’ nelle culture non mesopotamiche). Sul motivo per cui questo oro venisse estratto tuttavia non si può dire molto.

 

Conclusione n. 8:

SITCHIN: Gli Annunaki vivevano migliaia di anni perché i loro cicli vitali si erano adattati per la vita su un pianeta con un’orbita di 3.600 anni attorno al Sole.

 

ALFORD:

Altamente improbabile. La teoria è priva di basi scientifiche. Al contrario, la storia tramandata nelle culture e nei testi antichi suggerisce che la longevità degli dèi abbia basi genetiche. Io ho suggerito che gli dèi usassero terapie genetiche per accrescere i loro stessi geni della longevità; si sposavano con le sorellastre per minimizzare gli effetti della dispersione genetica e usavano cocktails di droghe per contrastare gli effetti dell’invecchiamento causati dai “radicali liberi”.

 

DEMONTIS: Le due teorie non si escludono, e quella dell’ adattamento dei cicli vitali non è priva di basi scientifiche. Noi stessi lo possiamo sperimentare nel nostro piccolo empiricamente, e la questione dell’adattamento a cicli diversi é essenziale nella progettazione delle missioni nello spazio. Sitchin inoltre afferma chiaramente che man mano che gli Anunnaki vivevano sulla Terra la loro ‘biologia’ si adattava sempre più ai ritmi e alle condizioni fisiche del nostro pianeta.

 

 

 

Conclusione n. 9:

SITCHIN: Il Diluvio Universale fu un autentico evento storico, causato dal pianeta Nibiru che sciolse la placca ghiacciata dell’Antartico, che scivolando in mare generò un enorme maremoto.

 

ALFORD:

E’ improbabile che ciò sia accaduto nel modo descritto da Sitchin. La presunta orbita di Nibiru non lo avrebbe portato più vicino alla Terra rispetto alla fascia di asteroidi, una distanza di 166 milioni di miglia. È difficile immaginare come avrebbe potuto avere qualche effetto sulla Terra da tale distanza. Dal mio punto di vista, Nibiru causò il Diluvio, ma non nel modo descritto da Sitchin.

 

DEMONTIS:

E’ dimostrato scientificamente che 12mila anni fa circa ci fu un improvviso sciogliersi di ghiacci, al polo e nelle vette montuose più alte. I carotaggi mostrano proprio in questo periodo un repentino aumento della temperatura globale, e una forte modifica del tasso di salinità oceanica.

 

 

Conclusione n. 10:

SITCHIN: L’enorme piattaforma di pietra a Baalbek, in Libano era un sito di atterraggio degli Annunaki.

 

ALFORD:

Sono d’accordo. Sono fra i pochi fortunati ad aver visitato Baalbek ed ho visto le sue enormi pietre da vicino, oltre alle quali la prova geografica

sottolineata da Sitchin è persuasiva.

 

DEMONTIS:

Totalmente d’ accordo con Sitchin. Non è possibile ipotizzare altra funzione per quelle pietre se non quella di supportare strutture di lancio. La collocazione geografica inoltre, stando ai miti, mette in relazione questo sito con Shamash, il dio delle ‘navicelle’.

 

Conclusione n. 11:

SITCHIN: Le piramidi di Giza furono costruite dagli Annunaki come fari che guidassero le astronavi in arrivo a Baalbek.

 

ALFORD:

Beh… forse, però… malgrado la sua connessione geografica con Baalbek, la Grande Piramide è molto più complessa di quello che dovrebbe essere se fosse solo un faro. La mia analisi suggerisce che avrebbe potuto essere un generatore di energia a gas idrogeno.

 

DEMONTIS:

La spiegazione di Alford è molto dettagliata ed intrigante, e non esclude quella di Sitchin, che peraltro trova riscontro linguisticamente e  descrittivamente in miti mesopotamici (Le conquiste di Ninurta).

 

 

 

Conclusione n. 12:

SITCHIN: Sodoma e Gomorra furono attaccate da armi nucleari, che allo stesso modo distrussero un centro spaziale nel Sinai.

 

ALFORD:

Sono d’accordo. Ho ottenuto una foto ravvicinata da un satellite della penisola del Sinai che conferma ciò che afferma Sitchin. Inoltre possiedo copie delle foto di Emmanuel Anati delle rocce annerite in Sinai. Gli esperti ammettono che tali rocce sembrano vulcaniche, ma non c’è alcun vulcano vicino al Sinai.

 

http://ningizhzidda.blogspot.it/2011/04/spazio-porto-nel-sinai-al-tempo-degli.html

 

DEMONTIS:

Esatto, l’ episodio, o meglio i suoi effetti, ha un riscontro scientifico. Uno studio geologico delle sabbie del medioriente dimostra che proprio 4000 anni fa nella zona indicata ci fu un improvviso deposito di terra bruciata proveniente da Ovest. Sarebbero le sabbie bruciate sollevate dall’impatto ed esplosione degli ordigni, diffusosi nell’aria e trasportate verso est.

 

 

Conclusione n. 13:

SITCHIN: Stonehenge e Machu Picchu furono costruite dagli Annunaki come calendari solari-lunari, associati alla Nuova Era dell’Ariete, circa 2.200 a.C

 

ALFORD:

Quasi. Chiunque abbia costruito Stonehenge conosceva in anticipo il ciclo di 19 anni della Luna ed era in grado di localizzare un unico sito per tracciare i suoi otto punti principali in un disegno rettangolare. Perché costruire un osservatorio solare-lunare così complesso per guardare a quello che già conosci? Sorprendentemente, Sitchin non ha colto questo punto. I calendari di Stonehenge e Machu Picchu erano secondari al loro scopo primario, che era sicuramente quello di osservare le stelle e misurare la velocità dei cambi precessionali.

 

DEMONTIS:

In realtà la prima fase di Stonehenge, secondo Sitchin, risale al 2900 a.C., per venire successivamente riutilizzata e completata intorno al 2200 a.C., quindi la sua funzione originale non era legata all’ era dell’Ariete. L’osservazione di Alford sul perchè costruire qualcosa per osservare un fenomeno che già si conosceva è priva di motivo. Le strutture dovevano verificare il ‘punto di mira’ di ingresso del sole in una costellazione, come ‘cross-check’ per l’ingresso ‘da calcolo’. Cioè l’ingresso effettivo del Sole in una costellazione poteva avvenire in momenti diversi da quelli stabiliti con il calcolo approssimativo dei 2160 anni (o 2148 secondo altre suddivisioni).

 

Conclusione n. 14:

SITCHIN: Il Dio ebreo, Yahweh, non era uno degli extraterrestri, ma è il Dio Unico, Eterno e Spirituale.

 

ALFORD:

Decisamente sbagliato. La conclusione di Sitchin sul Dio degli Ebrei potrebbe benissimo essere parziale, al fine di evitare di urtare i suoi amici Ebrei. Le analisi presentate nel mio libro lasciano pochi dubbi sul fatto che Yahweh fosse il Dio in carne e ossa, conosciuto dagli antichi come “il Dio della tempesta”.

 

 

 

DEMONTIS:

Questo punto è controverso. Sitchin lascia l’ argomento aperto, senza dare una sua spiegazione ‘ufficiale’. Lui avanza l’ipotesi che Yahweh POTESSE essere considerato ndagli ebrei come il ‘Dio universale’. Concordo comunque con Alford che Yahweh non è altro che  Ishkur – Teshub – Viracocha. Tutte le indicazioni mirano in tal senso.

 

 

Alessandro Demontis GENNAIO 2013 questo articolo è la revisione di uno precedente, scritto alla fine del 2011

diventare una specie molto diversa dalla nostra

http://www.ted.com/talks/juan_enriquez_will_our_kids_be_a_different_species/transcript#t-45566
Homo evolutus
 I nostri figli apparterranno a una specie diversa?
Il video è trascritto qui sotto, minuto per minuto, per vedere il video sottotitolato in italiano cliccare sull’immagine sopra:

Bene. Dunque, come tutte le belle storie, questa comincia tanto, tanto tempo fa, quando in pratica non esisteva nulla. Qui vedete un’immagine dell’intero universo, di com’era circa 14 miliardi di anni fa. Tutta l’energia è concentrata in un unico punto. Per qualche motivo si scatena un’esplosione, e si cominciano ad avere oggetti come questi. Ora sono passati circa 14 miliardi di anni. E questi oggetti si espandono sempre più fino a diventare galassie, e ce ne sono trilioni e trilioni. E in queste galassie si trovano queste enormi nuvole di polvere.
Facciamo particolare attenzione a quelle tre piccole protuberanze.

 
0:45 al centro dell’immagine. Se le osservate da vicino, questo è il loro aspetto. Sono colonne di polvere, in un luogo in cui non si trova tanta polvere — a proposito, la loro altezza è di circa un trilione di miglia — e succede che tutta la polvere esistente si accorpa e si fonde, e dà inizio a una reazione termonucleare. Quello che state vedendo è la nascita delle stelle. Lassù stanno nascendo delle stelle. Quando ci sono abbastanza stelle si forma una galassia.
Questa è una galassia particolarmente importante, perché è quella in cui viviamo. Se guardate la galassia da vicino noterete una stella relativamente normale, non particolarmente interessante.
 
1:29 A proposito, stiamo a circa due terzi della storia. Dunque questa stella non appare che quando sono passati due terzi di questa storia. E quello che accade dopo è che è rimasta abbastanza polvere che non riesce a dar vita a una stella, bensì a un pianeta. Questo succedeva un po’ più di quattro miliardi di anni fa.
1:49 E di lì a poco c’era abbastanza materiale avanzato per creare un brodo primordiale, quello che crea la vita. E la vita comincia a espandersi sempre di più, finché non scompare.
2:08 Ora la cosa veramente strana è che la vita termina non una, non due, bensì cinque volte. Così quasi tutte le forme di vita sulla Terra sono state spazzate via cinque volte. E nel frattempo il grado di complessità va aumentando, e ci sarà sempre più materiale per costruire cose nuove. L’uomo compare solamente quando questa storia arriva al 99.96%, tanto per mettere in prospettiva noi e i nostri antenati.
 
 

2:40 In questo contesto, esistono due teorie del caso sul perché noi ci troviamo qui. La prima teoria del caso è tutto quello che ha scritto. Secondo questa teoria, noi rappresentiamo il fulcro di tutta la creazione. E la ragione di tutti questi trilioni di galassie e dei sestilioni di pianeti, è la creazione di qualcosa di questo tipo e anche di questo tipo. Ed è questo lo scopo dell’universo; e poi linea piatta, e non ci sono miglioramenti.

3:17 L’unica domanda che potreste porvi è la seguente, forse siamo lievemente arroganti? E se lo siamo — specialmente considerando il fatto che stavamo rischiando l’estinzione. Della nostra specie erano rimasti solo circa 2000 individui. Ancora poche settimane senza pioggia e non avremmo mai visto nessuno di costoro.

3:52 Ma forse vorrete rifarvi con la seconda teoria, se la prima non vi è piaciuta tanto. E la seconda teoria recita: Possiamo evolverci? Beh, perché ci dovremo porre questa domanda? Perché finora ci sono state almeno 29 evoluzioni di umanoidi. Dunque è certo che ci siamo evoluti. Ci siamo evoluti in continuazione. E continuiamo a trovare tracce di queste evoluzioni. Lo scorso anno abbiamo trovato questa. Quest’altra il mese passato.

4:22 E mentre ci state riflettendo, potreste anche farvi questa domanda: Allora perché una singola specie umana? Non sarebbe davvero strano se andaste in Africa e in Asia e nell’Antartide e trovaste esattamente lo stesso tipo di uccello — specialmente considerato che coesisteva con almeno otto altre specie di umanoidi nello stesso periodo sul pianeta? Dunque la prassi vincente è non limitarsi ad avere un solo Homo Sapiens; la normalità è avere varie versioni di umani in giro per la Terra. 

4:56 E se questa è la normalità, allora vi potreste chiedere, bene, così se vogliamo creare qualche altra cosa quanto dovrebbe essere grande una mutazione? Beh, Svante Paabo ci dà la risposta. La differenza tra noi e i Neanderthal è lo 0,004% del codice genetico. Ecco quanto differiscono le specie l’una dall’altra. Questo spiega tanti dibattiti politici di oggigiorno.

 

5:25 Ma mentre fate le vostre considerazioni, una delle cose interessanti da sapere è quanto minime siano le mutazioni e dove avvengono. La differenza tra umani e Neanderthal sta nello sperma e nei testicoli, nell’odore e nella pelle. E quelli sono i geni specifici che differiscono uno dall’altro. Dunque dei piccoli cambiamenti possono avere un grande impatto.

5:45 E mentre state elaborando queste informazioni state continuando a mutare. Circa 10 000 anni fa nella zona del Mar Nero c’è stata una mutazione di un gene che ha portato agli occhi azzurri. E queste mutazioni avvengono in continuazione.

6:01 E mentre continuano, uno degli avvenimenti di quest’anno sarà che stiamo per svelare i primi 10 000 genomi umani, perché fare sequenze geniche è sempre più abbordabile. E una volta ottenute le sequenze potremo trovare le varie differenze.

6:14 E a proposito, non ci stiamo preparando per un dibattito, perché abbiamo davvero abusato della scienza in questo senso. Negli anni ’20 pensavamo che le varie popolazioni presentassero notevoli differenze tra loro. In parte influenzati dalle opere di Francis Galton. Era il cugino di Darwin. Ma negli Stati Uniti il Carnegie Institute, Stanford, l’American Neurological Association le hanno elaborate. Le hanno esportate e se ne è abusato. Di fatto condussero a degli orrendi maltrattamenti di esseri umani. Dunque fin dal 1940 noi stiamo ripetendo che non esistono differenze, che siamo tutti identici. A fine anno sapremo se questa affermazione è vera.

6:53 E mentre ci stiamo pensando, stiamo effettivamente trovando cose del genere: hai un gene ACE? Perché dovrebbe importare? Perché nessuno ha mai scalato un 8000 metri senza ossigeno senza avere nel suo corredo genetico il gene ACE. Per essere più specifici, che ne dite di un genotipo 577R? Bene, sembra che ogni atleta maschio olimpionico porti con sé almeno una di queste varianti.

7:21 Se questo è vero, ci troveremo ad affrontare delle domande molto complicate per le Olimpiadi di Londra. Tre opzioni: Volete che le Olimpiadi siano una vetrina di mutanti ultra attivi? Opzione numero due: Perché non si potrebbe fare come per il golf o per la vela? Dato che uno ce l’ha e un altro invece no, ti darò un vantaggio di un decimo di secondo. Versione numero tre: Dato che questo gene è ricorrente in natura, e tu ce l’hai e tu invece non ti sei scelto i genitori giusti, tu hai diritto alla mutazione. Tre opzioni differenti. Se queste variazioni fanno la differenza tra una medaglia olimpica e una non olimpica.

8:05 E sembra che a noi umani, mentre scopriamo queste cose, il cambiamento piaccia davvero, il nostro aspetto, il modo di comportarci, ciò che fa il nostro corpo. Negli USA ci sono stati circa 10,2 milioni di interventi di chirurgia plastica, e con le tecnologie che stanno spuntando oggi, le correzioni, le ablazioni, gli aumenti e i miglioramenti sembreranno un gioco da ragazzi.

8:29 Voi avete già visto il lavoro di Tony Atala su TED, ma questa capacità di riempire oggetti somiglianti a cartucce da inchiostro con delle cellule, ci permetterà di stampare pelle, organi, e tutta una serie di parti anatomiche. E man mano che la tecnologia migliora, continuate ad assistere al ripetersi di queste cose — anno 2000, la sequenza del genoma umano — e sembra che non stia accadendo niente, finché succede. E il prossimo avvenimento potrebbe essere vicino.

9:06 E poi, questi due ragazzi che nel 2000 stavano lavorando al genoma, e il Public Project per il sequenziamento del genoma umano nel 2000, non c’è stato molto altro, finché sentiamo di questo esperimento in Cina, lo scorso anno, dove prendono delle cellule da un topolino, ci aggiungono quattro elementi chimici, le fanno diventare cellule staminali, le fanno crescere e creano una copia identica del topolino.

9:36 E’ un fatto eclatante. Perché essenzialmente vuol dire che potete prendere una cellula, una cellula staminale pluripotente, che è come uno sciatore in cima a una montagna, e questi due sciatori diventano cellule staminali pluripotenti, 4, 8, 16 volte, e poi ce ne sono talmente tante dopo 16 divisioni che quelle cellule devono differenziarsi. Così scendono da un pendio della montagna, e poi da un altro. E andando da quella parte diventano osso, poi vanno su un’altra pista e diventano piastrine, e poi diventano macrofagi, e poi celle T. Ma quando si scia è davvero difficile risalire. A meno che, naturalmente, non disponiate di uno skilift. Ciò che fanno i 4 elementi chimici è prendere le cellule e farle risalire su per la montagna così che possano trasformarsi in altri tipi di cellule.

10:29 E questo significa che potenzialmente si può ricostruire l’intero corpo di qualsiasi organismo partendo da una qualsiasi di queste cellule. Si tratta di un fatto notevole, perché ora si possono prelevare non solo delle cellule di topo, ma anche di epidermide umana e trasformarle in staminali umane. E’ quello che hanno fatto a ottobre: hanno preso cellule di pelle umana, le hanno rese staminali, e le hanno trasformate in cellule epatiche. Dunque in teoria si potrebbe generare qualsiasi organo partendo da una cellula qualsiasi.

11:06 Ed ecco un altro esperimento: Se foste in grado di fotocopiare il vostro corpo, magari vorreste farlo anche con il cervello. Uno dei personaggi che avete visto a TED circa un anno e mezzo fa era questo tizio. Ha tenuto un meraviglioso discorso tecnico. Insegna al MIT. In sostanza affermava che si possono individuare i retrovirus all’interno delle cellule cerebrali dei topi. Vi si possono attaccare delle proteine che si accendono quando vengono illuminate. E così è possibile tracciare le mappe di quando il topo vede, sente, tocca, ricorda, ama. E poi si può prendere un cavo a fibre ottiche e illuminare alcune di queste cose. E facendolo potete immaginarle in due colori, il che significa che le informazioni si possono scaricare su un pc in forma di codice binario

12:00 Ma dove si vuole arrivare? Beh, non è del tutto inconcepibile che un giorno si potrà scaricare la propria memoria, magari in un corpo nuovo. E forse si potrà caricare la memoria anche di altre persone. Cosa che potrebbe comportare un paio di piccole implicazioni etiche, politiche, morali. Solo un pensiero.

12:28 Ecco il tipo di domande che possono suscitare l’interesse di filosofi, governanti, economisti, scienziati. Perché queste tecnologie stanno progredendo velocemente.

12:40 Mentre vi lascio con questi pensieri, vorrei concludere con un esempio sul cervello. Il primo luogo in cui vi attendereste oggi un’enorme pressione evoluzionistica, sia per via delle sollecitazioni, che diventano via via più intense, che della plasticità dell’organo, è il cervello.

12:58 Abbiamo delle prove che tutto questo stia già succedendo? Bene, consideriamo l’incidenza dei casi di autismo ogni 1000 persone. Questa è la situazione nel 2000. Qui vediamo il 2002, il 2006, il 2008. Ecco l’incremento dei casi in meno di un decennio. E ancora non sappiamo perché stia accadendo. Ciò che sappiamo, potenzialmente, è che il cervello reagisce in modo iperattivo e iperplastico, e crea individui di questo tipo. E questa è una sola delle condizioni

Ci sono anche persone estremamente intelligenti, che riescono a ricordare tutto quello che hanno visto nella vita, persone affette da sinestesia, da schizofrenia. Stanno succedendo un sacco di cose, e ancora non riusciamo a capire come e perché stiano accadendo.
 

13:50 Ma una domanda che potreste farvi è se stiamo assistendo a una rapida evoluzione del cervello e al suo modo di elaborare i dati. Perché se pensate alla quantità di dati che analizza il nostro cervello, oggi, in un giorno, riceviamo la stessa quantità di dati che una volta si accumulava in un anno. E mentre fate le vostre considerazioni, ci sono 4 teorie che provano a dare una spiegazione, e tutta una serie di altre teorie. Io non ho una risposta definitiva. Occorre veramente fare ancora più ricerche.

14:18 La prima teoria è quella del fast food. Cominciano a esserci dati sul fatto che obesità e dieta alimentare abbiano a che fare con le modificazioni genetiche, che potrebbero avere o non avere un impatto sul funzionamento del cervello di un bambino.

14:34 La seconda teoria è quella dello smanettone sexy. Condizioni alquanto rare. (Risata) (Applausi) Sta succedendo che, dato che questi geni del pc tendono a concentrarsi in gruppi, perché sono altamente qualificati per la programmazione, che è un lavoro molto remunerativo, e per compiti molto dettagliati, e si concentrano in determinate aree geografiche, cosicché tendono ad accoppiarsi con i loro simili. Si tratta dell’ipotesi dell’accoppiamento assortativo, ossia geni che si rafforzano a vicenda all’interno di queste strutture.

15:17 La terza teoria, abbiamo troppe informazioni? Cerchiamo di elaborare talmente tante informazioni che alcune persone diventano sinestetiche e acquisiscono la capacità di ricordare tutto. Altre diventano ipersensibili alla quantità di informazioni. Altre ancora reagiscono con varie condizioni psicologiche o di altro tipo, alle informazioni. O forse si tratta di chimica.

15:38 Ma quando si assiste a un tale incremento di magnitudine in una condizione, allora o non lo si sta misurando correttamente oppure c’è qualcosa che sta accadendo molto in fretta, e si potrebbe trattare di evoluzione in tempo reale.

15:50 Ecco dove volevo arrivare. Ciò che ritengo stia accadendo è una transizione verso una nuova specie. E non lo pensavo quando ho cominciato a scrivere assieme a Steve Gullans. Credo che ci stiamo evolvendo in Homo evolutus che, nel bene o nel male, non è un ominide che è meramente consapevole dell’ambiente circostante, ma un ominide che sta cominciando direttamente e deliberatamente a controllare l’evoluzione della propria specie, e di quella di batteri, piante, animali. Credo che si tratti di un cambiamento di tale ampiezza che i vostri nipoti e pronipoti potrebbero diventare una specie molto diversa dalla vostra.

La misura dello schiavo

Biogenetica & Mitologia

La “differenza più evidente tra i bambini in provetta e quello che viene descritto nei testi antichi è che il primo fenomeno è una simulazione del processo naturale della procreazione: lo sperma del maschio umano feconda un ovulo di femmina umana che poi si sviluppa in un utero. Nel caso della creazione dell’Adamo, fu mescolato il materiale genetico di due specie differenti (anche se non dissimili) per creare un nuovo essere, a metà strada tra i due “genitori”.

Negli ultimi anni la scienza moderna ha compiuto notevoli progressi nelle manipolazioni genetiche. Con l’aiuto di equipaggiamenti sempre più sofisticati, compu­ter, e attrezzi sempre più minuti, gli scienziati sono riusciti a “leggere” il codice genetico degli organismi viventi, compreso quello dell’uomo. Non solo è diventato possi­bile leggere le “lettere” “dell’alfabeto” genetico, le A-G-C-T del DNA e le A-G-C-U dell’RNA, ma ora siamo anche in grado di riconoscere le “parole” di tre lettere del codice genetico (come AGG, AAT, GCC, GGG, e così via, in innumerevoli combinazioni) e anche i segmenti di fili del DNA che formano i geni, ognuno con il suo specifico .compito, per esempio: determinare il colore degli occhi, regolare la crescita o trasmettere una malattia ereditaria.

Gli scienziati hanno anche scoperto che alcune “parole” del codice servono soltanto per indicare al procedimento di duplicazione dove cominciare e dove fermarsi. Gra­dualmente, gli scienziati hanno imparato a trascrivere il codice genetico su uno schermo di computer e a ricono­scere nelle stampate (vedi figura 56) i segni di “avanti” e “alt”. 


Il passo successivo era quello, estremamente noioso, di trovare la funzione di ogni segmento, o gene, quando il semplice batterio E. coli ne ha circa 4.000, e gli esseri umani molti più di 100.000. Ora si sta progettando di disegnare delle “mappe” dello schema genetico comple­to degli esseri umani (“genoma”).

L’enormità del compi­to, e la vastità della conoscenza già raggiunta, possono essere comprese considerando il fatto che se il DNA presente in tutte le cellule umane fosse estratto e messo in una scatola, la scatola non dovrebbe essere più grossa di un cubetto di ghiaccio; ma se si dovesse stendere l’intreccio dei fili di DNA, il filo sarebbe lungo più di 75 – milioni di chilometri…

Nonostante tutte le complicazioni, è ormai possibile, con l’aiuto degli enzimi, tagliare i fili del DNA in punti stabiliti, eliminare una “frase” che forma un gene, e persino inserire nel DNA un gene estraneo; con queste tecni­che si possono eliminare le caratteristiche indesiderate (come quella che causa una malattia) o aggiungere una caratteristica desiderata (come un gene per l’ormone della crescita). I progressi nella comprensione e nella manipolazione di questa chimica fondamentale della vita furono riconosciuti nel 1980 con l’assegnazione dei pre­mio Nobel per la chimica a Walter Gilbert di Harvard e a Frederick Sanger dell’Università di Cambridge per lo sviluppo di metodi rapidi di lettura di grossi segmenti di DNA, e a Paul Berg della Stanford University per il suo lavoro pionieristico nella “divisione del gene”. Un altro termine usato per questa procedura è “tecnologia di ricombinazione del DNA”, perché dopo la divisione, il DNA viene riformato con l’introduzione di nuovi segmenti di DNA;

Questa tecnologia ha reso possibile la terapia geneti­ca, cioè la rimozione o la correzione nelle cellule umane di geniche che causano malattie ereditarie e difetti. Ha reso possibile anche la biogenetica: la creazione, attraverso la manipolazione genetica, di batteri o topi da usare per fabbricare una certa sostanza chimica (come l’insulina) necessaria in medicina. I successi della tecnologia di ricostruzione genetica sono possibili perché il DNA di tutti gli organismi viventi sulla Terra è formato nello stesso modo, così che un filo di DNA di un batterio “accetterà” (cioè si combinerà) con un segmento di DNA umano. In effetti, ricercatori americani e svizzeri hanno riferito nel luglio 1984 la scoperta di un segmento di DNA comune agli esseri umani, alle mosche, ai lombrichi, ai polli e alle rane; una ulteriore conferma della comune origine genetica di tutte le forme di vita sulla Terra.

Gli ibridi come i muli, che nascono da un asino e da un cavallo, sono possibile perché i due genitori hanno cro­mosomi simili (anche se gli ibridi non sono in grado di procreare). Una pecora e una capra, pur non essendo parenti tanto lontani, non possono accoppiarsi natural­mente; ma per la loro somiglianza genetica, sono stati condotti esperimenti per riunirli e formare (nel 1983) una “capecora” (fig. 57): una pecora con tanto di mantello lanoso, ma con le corna di una capra. Queste creature miste, “mosaici” genetici, sono chiamate “chimere”, dal mostro della mitologia greca che aveva la parte anteriore di unì leone, la parte mediana di una capra e la coda di un dragone (fig. 58). L’impresa fu compiuta con una “fusione cellulare”, cioè la fusione di un embrione di pecora e di un embrione di capra durante la fase della loro prima divisio­ne, separandoli ognuno in quattro cellule, poi incubando la mistura in una provetta con sostanze nutritive fino al momento di trasferire di nuovo l’embrione misto nell’ute­ro, di una pecora che fungeva da madre surrogata.


Nella fusione cellulare, il risultato (anche se nasce un piccolo vitale) è piuttosto imprevedibile; è completa­mente affidato al caso i quali geni andranno a finire su quali cromosomi e dove, e quali tratti—”immagini” e “somiglianze” — verranno raccolti da quali cellule del donatore.

È quasi unanimemente riconosciuto che i mostri della mitologia greca, compreso il famoso Minotauro (metà uomo e metà toro) di Creta, fossero effettivamente ricordi delle storie trasmesse ai greci da Berossus, il sacerdote babilonese, e che le sue fonti fossero proprio i testi sumeri sugli esperimenti più o meno riusciti di Enki e Ninti, che avevano prodotto ogni sorta di chimere.

I progressi della genetica hanno fornito alla biotecno­logia altre strade oltre quella imprevedibile delle chime­re; è evidente che in questo modo, la scienza moderna ha seguito l’alternativa (benché più difficile) scelta da Enki e Ninti togliendo e aggiungendo pezzi di fili genetici, con la tecnologia di ricostruzione, si possono rendere più specifici e precisi i tratti da eliminare, aggiungere o scam­biare. Le pietre miliari di questo progresso nell’ingegneria genetica furono i trasferimenti di geni di batteri nei topi. Nel 1982 i geni della crescita di un ratto furono divisi e introdotti nel codice genetico dì un topolino (da equipe dirette da Ralph L. Brinster della University of Pennsylva-rìia e Richard D. Palmiter del Howard Hughes Medicai Institute), portando alla nascita di un “supertopo” due volte più grosso di un topo normale. Nel 1985 fu riportato su Nature (27 giugno) che degli sperimentatori in vari centri scientifici erano riusciti ad inserire geni della cre­scita umani in conigli, maiali e pecore; nel 1987 (New Sdentisi, 17 settembre) scienziati svedesi avevano creato allo stesso modo un super-salmone. Oggigiorno, i geni che trasmettono altre, caratteristiche sono stati usati in queste ricostruzioni “trans-genetiche” tra batteri, piante e mammiferi.

Le tecniche sono state perfezionate fino alla produzione artificiale di composti che emulano perfetta­mente la funzione specifica di un precisò gene, soprattut­to allo scopo di curare le malattie.

Nei mammiferi, l’ovulo femminile fecondato e alterato deve essere poi impiantato nell’utero di una madre portatrice — la funzione che fu assegnata, secondo i racconti dei Sumeri, alle “dee della nascita”. Ma prima di questa fase, bisognava trovare il modo di introdurre i tratti gene­tici desiderati del maschio donatore nell’ovulo della fem­mina. Il metodo più comune è la micro-iniezione, per cui l’ovulo di una femmina, già fecondato, viene estratto e iniettato, con i tratti genetici prescelti; dopo un breve periodo di incubazione in un’ampolla di vetro, l’ovulo viene reimpiantato in un utero (si è provato con topi, maiali e altri mammiferi). La procedura è difficile, ci sono molti ostacoli e il risultato ha solo una piccola percentuale di successo, però funziona. Un’altra tecnica è stata l’uso di virus, che naturalmente attaccano le cellule e si fondono con i nuclei genetici; i nuovi tratti genetici che devono essere trasferiti alla cellula vengono legati in modo com­plesso al virus, che agisce quindi come portatore. Qui il problema è che la scelta del punto in cui i cromosomi si dipartono, e a cui si deve attaccare il gene, è completa­mente incontrollabile e nella maggior parte dei casi sono risultate delle chimere.

Nel giugno 1989 una relazione apparsa sulla rivista Celi annunciava il successo raggiunto da una equipe di scien­ziati italiani, guidata da Corrado Spadafora dell’Istituto di Tecnologia Biomedica di Roma, nell’usare lo sperma cdme portatore del nuovo gene. I ricercatori riferirono di aver usato una procedura in cui lo sperma era stato introdotto per abbassare la naturale resistenza contro i geni estra­nei; immerso poi in soluzioni contenenti il nuovo materia­le genetico, lo sperma aveva assorbito il materiale “gene­tico nel suo nucleo. Con questo sperma trattato furono fecondate delle femmine di topo; i piccoli nati conteneva­no nei loro cromosomi il nuovo gene (in questo caso un certo enzima batterico).

L’uso del mezzo più naturale — lo sperma — per trasportare il materiale genetico in un ovulo lasciò stupe­fatta l’intera comunità scientifica per la semplicità della trovata, e fu oggetto, di titoli in prima pagina persino sul New York Times. Uno studio successivo su Science dell’1 agosto 1989 riportò una serie di esperimenti, di cui alcuni coronati da successo, di altri scienziati che avevano imita­to la tecnica italiana. Ma tutti gli scienziati specialisti nella tecnologia di ricostruzione furono d’accordo sul fatto che era stata davvero inventata una nuova tecnica, quella più semplice e più naturale.

Alcuni hanno fatto notare che la capacità dello sperma di assorbire il DNA estraneo era stata già suggerita dai ricercatori nel 1971, dopo degli esperimenti con lo sp*erma . di coniglio. Nessuno si rendeva conto che questa tecnica era stata descritta molto prima, nei testi sumeri che rac­contavano la creazione dell’Adamo da parte di Enki e Ninti, i quali avevano mescolato l’ovulo della donna-scimmia in una provetta con lo sperma di un giovane Anunnaki in una soluzione che conteneva siero di sangue.

Nel 1987 il rettore di antropologia dell’Università di Firenze, in Italia, sollevò una tempesta di proteste da parte del clero e degli umanisti quando rivelò che gli esperimenti in corso potevano portare alla “creazione di una nuova razza di schiavi, di un antropoide con una madre scimpanzé e un padre umano”. Uno degli affezionati lettori di Zecharia Sitchin gli mandò il ritaglio di giornale che parlava della storia con il commento: “Bene, Enki, eccoci daccapo”

Sembrava riassumere nel modo migliore i successi della moderna microbiologia.

Tratto dalle mie letture di Zecharia Sitchin