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EBOLA E DINTORNI (quarta parte)

Ebola

 

Epidemia di Ebola? Prove tecniche di controllo…
Marcello Pamio – 25 agosto 2014

 

Passano le stagioni e gli anni, cambiano apparentemente anche i burattini della politica che si alternano a marionette manovrate dagli stessi fili, eppure le strategie del Sistema sono sempre le medesime. Non cambiano di una virgola.
A parte qualche sfumatura infinitesimale, la strategia è sempre la stessa: controllare dal punto di vista fisico, mentale ed emozionale, la popolazione intera del pianeta, o una buona fetta di essa.
Come fare?

E’ più semplice di quello che si possa immaginare, e lo stile di vita moderno ne è la prova lampante: respiriamo aria avvelenata (scie chimiche, inquinamento), beviamo acqua sterilizzata la cui vitalità è meno di zero, mangiamo alimenti morti, pastorizzati, pregni di chimica e adesso anche transgenici. Se tutto ciò non bastasse ci intossichiamo quotidianamente il fisico e le menti con veleni quali droghe, farmaci e vaccini. Dall’altra parte, i super controllati e potentissimi mezzi di comunicazione massa (cinema, giornali, radio e televisioni), apparentemente disgiunti, lavorano invece in sinergia col Sistema, perché si occupano di tenere distratte le menti, le intasano e ingolfano di false notizie, spacciate però per informazione, e avvelenano le anime con emozioni e sentimenti deleteri e assolutamente devianti.

 

Ricordiamo che il fine ultimo è il controllo dell’uomo!
Un persona malata, intossicata, emotivamente destabilizzata è una persona che si manipola facilmente. Un vero e proprio suddito.
Non hanno bisogno di persone libere di pensare, sentire e agire, ma di sudditi ammansiti, di un gregge di pecore ammaestrate tenute a bada da qualche cane-pastore. Ogni tanto però qualche pecora scappa dal gruppo e cerca la libertà, cerca di capire cosa c’è aldilà del recinto.
Libertà che nonostante la tecnologia, i navigatori satellitari, gli i-phone e i cellulari, è sempre più risicata e sempre più a rischio.
L’odierno caso della epidemia di Ebola rientra in tutto questo?

Secondo dati dell’OMS, tra il 19 e il 20 agosto 2014 sono stati segnalati un totale di 142 nuovi casi, tra Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone. Mentre i morti accertati – sempre per l’Organizzazione sovranazionale di Ginevra – sono saliti a 1427.
Secondo le agenzie di stampa, ci sarebbero 70 morti per febbre emorragica “di origine sconosciuta” in Congo, e c’è chi addirittura parla di casi sospetti in Austria e Germania, quindi in piena Europa!
Il passato continua a ripetersi se non viene ben compreso…

 

Le pandemie inventate precedenti
Senza andare troppo in là nel tempo, e ridestare alla memoria pandemie come la Spagnola del 1918 o l’Asiatica, è bene però ricordare cos’è accaduto al mondo nell’ultimo decennio.
Tra il 2002 e il 2003 il mondo ha iniziato a sentir parlare di SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), forma atipica di polmonite apparsa nella provincia del Guangdong in Cina.
Dopo pochi anni, nel 2005 è apparsa dal nulla l’influenza aviaria H5N1 che allarmò il mondo, ma rimase una pandemia mancata. E’ solo nel 2009 con la mitica influenza suina, che si iniziò a parlare della prima pandemia del nuovo secolo. 
Oggi sappiamo bene come sono andate a finire simili bufale: sono servite per inoculare la paura e il panico nelle masse; spacciare farmaci (antibiotici) e vaccini, ingrassando le lobbies della chimica e farmaceutica; modificare e allargare la definizione stessa di pandemia, esattamente come è avvenuto a maggio del 2009 durante l’epidemia di suina, per opera dell’OMS.

Sono trascorsi solo cinque anni dall’ultimo vergognoso terrorismo virale, e oggi tocca a Ebola.
L’Ebola, secondo le fonti ufficiali, sarebbe un virus della famiglia Filoviridae estremamente aggressivo per l’uomo (virus di tipo A), che causa una febbre emorragica e uccide nel giro di pochissimi giorni. Il tasso di mortalità è altissimo: va da un 50% all’89%.
Potenzialmente – dicono sempre le fonti autorevoli – il virus Ebola potrebbe essere utilizzato come arma biologica, come un agente di bioterrorismo. L’unico inghippo, come arma, sta paradossalmente proprio nella sua altissima mortalità: infatti una epidemia termina velocemente perché muoiono tutti gli ospiti.

Per quale motivo i militari americani hanno sperimentato in questi anni l’Ebola in Sierra Leone e negli altri paesi africani? Forse per trovare un sistema che ne riduca la mortalità in modo tale da avere nelle mani un’arma biologica perfetta e potentissima? 
Forse tra qualche giorno i media mainstream, pubblicheranno la notizia che il virus Ebola ha mutato geneticamente, diminuendo da una parte la sua altissima mortalità, ma permettendo dall’altra il contagio virale di massa. Contagio che forse qualcuno sta desiderando?
Magari verranno pubblicate notizie che il vaccino contro l’Ebola è stato trovato, esattamente come quanto ha riportato la Pravda dell’11 agosto 2014: “Si scopre che c’è un vaccino contro Ebola. Gli scienziati del Pentagono lo stavano sviluppando da 30 anni, e tutti i diritti della cura appartengono al governo degli Stato Uniti. Due medici statunitensi infetti hanno ricevuto iniezioni di vaccino e hanno cominciato il recupero dalla malattia immediatamente”.
Quindi si parla già di vaccino.

Un vaccino i cui diritti sono del governo statunitense, o meglio, del ministero della Difesa: il Pentagono. Per cui ci stanno già dicendo che tale vaccino funziona perché due medici americani infettati dal virus Ebola sono guariti. Il miracolo della scienza e delle coincidenze!
Per tanto, chi vorrà vaccinarsi per non morire, dovrà chiederlo in ginocchio al governo americano, altrimenti, se renderanno obbligatorio il vaccino per tutti, a guadagnarci, sarà sempre il governo democratico a stelle e strisce. Il paese che salverà il mondo dalle pandemie.
Pandemie che prima creano e poi aiutano a debellare…e non sarebbe certo la prima volta.

Il dott. Leonard Horowitz in un suo articolo “SARS: Great Global Scam”, ne è convinto.
Il dottor Horowitz è l’autore di tredici libri compreso il bestseller nazionale: “Virus emergenti: AIDS & Ebola, incidenti o intenzionali?”
In questo articolo egli sostiene che questo attacco virale senza precedenti è, alternativamente,o un ingegnoso esperimento del bioterrorismo istituzionalizzato, o uno strumento per il controllo psicosociale diffuso.
Quale modo migliore di vendere giornali, che guerre e disastri? Quale modo migliore per aumentare i preventivi per gli ospedali ed il personale dell’ennesima “emergenza sanitaria”? Quale modo migliore per aumentare le vendite di farmaci e vaccini, riempiendo la gente di spavento e convincendola che queste malattie siano allarmanti e che la loro speranza migliore è un’inoculazione inoffensiva? Quale modo migliore per deviare l’attenzione di un Paese da importanti questioni estere e da problemi interni, che spaventandolo presentandogli un problema mondiale che lo colpisce così da vicino?

George Bush per esempio ha aggiunto la SARS alla lista delle malattie per le quali è necessaria la quarantena con l’ordine esecutivo nr. 13295. Il governo dell’Ontario, sempre per la SARS aveva dichiarato l’ ”emergenza sanitaria” che richiede la quarantena (se necessario con la forza) per chiunque sia ritenuto sospetto di poter diffondere l’epidemia o abbia avuto contatti con persone che potrebbero essere malate. 

 

Stessa cosa oggi con l’Ebola, con la differenza che in questo caso si tratta di una potenziale arma biologica di tipo militare molto pericolosa. E le parole del coordinatore dell’Onu contro il virus Ebola, non lasciano spazio a molti dubbi. Ha dichiarato qualche giorno fa di voler essere pronto ad “affrontare una fiammata se necessario” dell’epidemia. A quale fiammata si riferisce? Alla pandemia vera e propria? La stanno per caso attendendo? O peggio ancora, inducendo?

 

Strani incidenti…chi tocca il virus muore!
Ovviamente si tratta della classica coincidenza, ma nel Boeing 777 della Malaysia Airlines, abbattuto nei cieli tra Ucraina e Russia vi era tra le persone presenti, un certo Glenn Thomas. Un nome non molto conosciuto…
Glenn Thomas era un autorevole consulente dell’OMS a Ginevra, esperto in AIDS e, soprattutto, in virus come l’Ebola. Egli era anche il coordinatore dei media ed era coinvolto nelle inchieste che stavano portando alla luce tutte le controverse operazioni di sperimentazione del virus Ebola nel laboratorio di armi biologiche presso l’ospedale di Kenema in Sierra Leone. Ora questo laboratorio è stato chiuso per volontà del Governo, ma stanno emergendo particolari interessanti in merito agli interessi nascosti dietro la sua gestione…
Ovviamene queste cose non le sentiremo dire in televisione.

Tra gli interessati, la coppietta del secolo: il miliardario Bill Gates e sua moglie Melinda, con la loro omonima fondazione “Bill & Melissa Gates”. I due filantropi, che guarda caso, lavorano in ambienti eugenetici e contribuiscono, mediante le vaccinazioni di massa, alla sterilizzazione delle donne dei paesi del Sud del mondo, hanno connessioni con i laboratori di armi biologiche situati proprio a Kenema, epicentro, guarda caso, dell’epidemia di Ebola sviluppatasi dall’ospedale dove erano in corso trial clinici sugli esseri umani per lo sviluppo del relativo vaccino. 

 

Anche l’ebreo George Soros non manca mai. Il miliardario ungaro-statunitense, onnipresente quando si tratta di finanziare la destabilizzazione di un paese (le varie rivoluzioni colorate e arabe sono una sua creazione), tramite la sua Fondazione, finanzia lo stesso laboratorio di armi biologiche. Sono sempre banali coincidenze…
Attraverso la Fondazione “Soros Open Society”, per molti anni ha attuato “investimenti significativi“ nel “triangolo della morte Ebola” della Sierra Leone, Liberia e Guinea.

 

Glenn Thomas, lo sfortunato esperto di virus precipitato con il Boeing, era a conoscenza di prove concrete che dimostravano come il laboratorio, finanziato dai sopra filantropi, aveva manipolato diagnosi positive per Ebola, per conto della Tulane University, al fine di giustificare un trattamento sanitario coercitivo alla popolazione e sottoporla al trattamento sperimentale del vaccino che, in realtà, trasmetteva loro Ebola!
Purtroppo per noi che vogliamo capire, e per fortuna per coloro che invece stanno gestendo il gioco, i testimoni di questa criminale operazione spariscono, muoiono o precipitano…
Qual è alla fine l’operazione che stanno cercando di mettere in atto?
Innanzitutto è bene comprendere che si tratta di un’operazione militare.
Il virus Ebola esce infatti da un laboratorio militare di massima sicurezza. Lo stanno sperimentando in segreto da anni sulla ignara popolazione locale di vari paesi africani. Ogni tanto sfugge al controllo qualcosa, ma poi il focolaio epidemico viene gestito. Fino ad ora… 
Dopo anni di esperienze dirette sul campo africano, vogliono forse creare una e vera e propria epidemia o pandemia (Problema) che interessi il mondo intero?

A questo punto viene in mente la solita strategia: Problema-Reazione-Soluzione.
Il Problema è l’epidemia inventata e creata a tavolino.
La Reazione è sempre la stessa: la paura. Emozione che blocca e paralizza le coscienze e che permette a lorsignori di fare qualsiasi cosa. La paura di morire di febbre emorragica spingerà la gente a fare la fila per farsi iniettare veleni e vaccini sperimentali. La paura farà accettare senza battere ciglio, ulteriori leggi repressive che violano tutti o quasi i sacrosanti diritti civili. La paura è il collante emotivo, il vero e proprio virus che quando ha infettato la popolazione permetterà alla Sinarchia mondialista, di andare avanti indisturbata nei suoi progetti…
La Soluzione è sempre pronta: vaccinare tutta la popolazione mondiale (iniettando non si sa bene cosa!); far passare leggi e decreti, in nome della sicurezza nazionale, ancor più repressivi di quelli post 11 settembre 2001 (l’auto-attentato o per meglio dire il false flag più famoso degli ultimi decenni); instaurare la legge marziale e prepararsi a mettere in quarantena chiunque possa essere un intralcio o un pericolo.

Insomma, l’agenda è fitta e sempre molto ricca, ma la fantasia è finita da tempo. 
Il Sistema è assolutamente monotono e si trova alle strette, oramai è alle corde del ring e non sa più cosa fare, se non accelerare il disegno con la dottrina dello shock ad awe, delloshock e sgomento. Fa sempre più rumore un albero che cade, rispetto una foresta che cresce.
Trovandosi all’ultima spiaggia, stanno abbattendo sempre più alberi per shoccarci e impaurirci.
Ma tale dottrina non sta funzionando, e quindi non ce la faranno nel loro intento, e la prova sta nel fatto che la strategia adottata per i piani di dominio globale è sempre la medesima.
Le forze in atto non hanno più fantasia, sono diventate, per così dire, monotone.
Mentre le coscienze odierne dell’umanità, una volta totalmente addormentate e obnubilate, ora si stanno lentamente destando da questo grande Truman Show planetario.
Tale risveglio è il pericolo numero uno per i grandi manovratori che lavorano nell’ombra. 
Una persona sana, una persona non addormentata, che conosce la propria interiorità, il proprio mondo emozionale, e sa come agire, è una persona libera.
Libertà non intesa nel senso esteriore del termine, ma libertà interiore!
Questa persona non potrà mai essere ingabbiata, e sicuramente saprà decidere in libertà di coscienza se farsi vaccinare oppure no…

 

http://www.disinformazione.it/ebola2.htm 

 

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Una visione così condizionata della realtà

   
Noi: i figli di Matrix, dominati dagli dèi 
Un estratto dal libro di David Icke: I figli di Matrix, un libro che mira a raccogliere tutte le prove sul controllo extraterrestre, intraterrestre e interdimensionale sul pianeta Terra che viene esercitato da migliaia di anni.
reptilian brain“Antiche leggende narrano che le civiltà assai progredite di Atlantide e Lemuria si basavano sulle conoscenze portate sulla Terra da razze extraterrestri da molte parti della galassia e da altre dimensioni dell’ universo.

La creazione consiste in una serie di infinite dimensioni di vita che vibrano a diverse velocità. Pensate alle frequenze delle numerosissime stazioni radiofoniche e televisive che in questo momento stanno trasmettendo nella vostra zona. Tutte condividono lo stesso spazio che occupa anche il vostro corpo. Voi non le vedete ed esse non si vedono tra loro perché vibrano su frequenze diverse. 

Quando spostate la manopola della radio da una stazione all’altra, non succede che la prima stazione smette improvvisamente di trasmettere perché voi avete deciso di non ascoltarla più. Continua infatti a trasmettere – e ad esistere – esattamente come prima. L’unica differenza sta nel fatto che voi non siete più sintonizzati su quella frequenza. Tutte le infinite frequenze della vita e dell’esistenza in tutta la creazione condividono lo stesso spazio. 

La maggior parte della gente chiama “dimensioni” queste diverse gamme di frequenza e ciò non è sbagliato perché si riferisce a una cosa ben precisa. Più precisamente si tratta di “densità”, poiché più è lenta la vibrazione di quell’energia, più densa e “solida” essa appare. Più veloce è la sua vibrazione, più etereo e immateriale è il suo aspetto. In seguito comincia a vibrare così velocemente da abbandonare la gamma di frequenza – la densità – dei nostri sensi fisici e noi non la vediamo più. La gamma di frequenza che riusciamo a vedere è quella che chiamo Terza Densità o Terza Dimensione.
 
Al momento siamo sintonizzati su questa frequenza, la gamma dei nostri sensi fisici, e così riusciamo a vederla e a toccarla. Quando “moriamo”, abbandoniamo questa gamma di frequenza e il nostro corpo e proseguiamo il nostro viaggio eterno altrove, su un’altra densità o dimensione. La nostra coscienza, il nostro pensiero, il senso che abbiamo di noi stessi sono eterni. In definitiva, tutte le frequenze e tutte le espressioni di vita sono la stessa energia. Noi siamo l’un l’altro. 

È questa la Legge dell’Uno che gli Illuminati del Tempio del Sole cercano di sopprimere da migliaia di anni. Alcuni esseri extraterrestri e ultradimensionali sanno come cambiare la loro frequenza, in modo da potersi spostare tra densità, comparendo e “sparendo” a seconda della frequenza su cui si sintonizzano, proprio come una manopola della radio. Ecco perché c’è chi sostiene di aver visto delle entità “sparire” davanti ai propri occhi. In realtà, non sono “sparite” affatto. Hanno solo abbandonato la gamma di frequenza accessibile a quella persona. La stessa cosa succede con gli UFO.

Man becoming

Non siamo soli
Le tre principali forme fisiche provenienti da costellazioni, pianeti e stelle come Orione, Sirio, le Pleiadi, Marte e gli altri pianeti che ho menzionato, sembrano essere state: la razza bianca o dei “biondi dagli occhi azzurri”; una stirpe rettiliana che ha assunto varie forme; e i cosiddetti “grigi” del moderno folklore UFO.

Esisteva anche una progredita stirpe nera e un’altra che, secondo chi sostiene di essere stato rapito da entità non umane, presentava un aspetto insettiforme. Negli studi sugli UFO, questi ultimi esemplari vengono designati con il nome di insettoidi. Capisco quanto sia difficile accettare e comprendere queste cose per chi, come noi, ha una visione così condizionata della realtà. Ma, innanzi tutto, non chiedo a nessuno di accettare ciò che dico – si tratta solo di informazioni, di cui potete fare l’uso che volete – e, in secondo luogo, il mondo non assomiglia minimamente alla nostra visione condizionata della realtà. Capire il legame tra i Nordici, i rettiliani e i grigi significa capire molte cose del mondo di oggi. 

W. T. Samsel, autore di The Atlantean Connection, scrive:

«Durante la prima metà dell’era lemurica, il coinvolgimento di essere extraterrestri si limitava al ruolo di osservatori. Cioè a dire, essi non intervenivano né si immischiavano nelle cose che riguardavano quelli che allora erano per loro solo oggetto di studio. Lo sviluppo e il progresso della razza umana sulla Terra era sotto osservazione e veniva studiato da questi parenti provenienti dallo spazio. In The Atlantis Connection mi riferisco a tutto ciò come al “Progetto Titano”. I tre principali gruppi extraterrestri, che risultarono coinvolti nel Progetto Titano, provenivano da Sirio, dalle Pleiadi e da Orione, nonostante esistessero altre stirpi extraterrestri coinvolte in tutto questo. A questo punto entrò in scena la varietà rettiliana. Mentre gli abitanti di Sirio, delle Pleiadi e di Orione interagivano cooperando tra loro sulla base delle condizioni del programma accettate da tutti, i rettiliani si distinsero come elementi ribelli che non aderivano alla “regole” o principi del Progetto Titano stilati dai tre maggiori partecipanti al progetto».1

(…) Questa stirpe rettiliana è la forza dominante che sta dietro agli Illuminati (per lo meno ad un certo livello), ma con considerevole coinvolgimento da parte dei grigi e di alcuni elementi della razza bianca extraterrestre o Nordici, come vengono comunemente chiamati dagli ufologi.
La parte restante della popolazione globale è composta da pedine che prendono parte alle loro battaglie e alle loro alleanze. I rettiliani e i Nordici si incrociarono tra loro per creare stirpi ibride. L’ibridazione rettiliana coinvolse anche altre razze sparse per il mondo, ma il legame con i Nordici si configurò come il più importante per loro.2

Questa fusione creò un codice genetico rettiliano all’interno del DNA e queste sono le stirpi che hanno governato il mondo per migliaia di anni e che ancora oggi detengono le posizioni di potere, come vedremo. Alle famiglie a cui un tempo appartennero i faraoni egiziani e i re europei, oggi appartengono i presidenti degli Stati Uniti, i banchieri più in vista e i proprietari di mezzi di comunicazione. Un tema ricorrente sin dall’Età dell’oro di Atlantide e Lemuria-Mu è quello del serpente o rettile.
 
Le leggende si riferiscono ad entrambe quelle civiltà come alle Terre del Drago e alla Madre Patria.3 I Greci chiamavano Atlantide “Hespera” (uno dei tanti nomi di Venere) e credevano che fosse protetta da un drago.4 Testi degli Indiani d’America chiamano Atlantide col nome di “Itzamana”, che significa “Terra del drago”
(…) Lo stesso nome “Mu” ricorda il nome polinesiano con cui si designa il Drago.7 Un testo indiano Tamil, il Silappadikaran, descrive un continente sommerso nell’Oceano Pacifico e Indiano che chiama Kumari Nadu o Kumari Kandam, che significa la “Terra dei draghi e dei serpenti immortali”.8

Narrano le leggende che una stirpe arrivò sulla Terra da Sirio, la “stella canina” più brillante del cielo, che dista 8,7 anni luce da qui. Il termine “stella canina” deriva dalla sua posizione all’interno della costellazione Canis Maior ed essa è anche nota come Cane di Orione.9 

I DogonVarie leggende e resoconti sostengono che esseri provenienti da Sirio infusero conoscenze altamente avanzate alla civiltà di Atlantide e Lemuria-Mu e fondarono la Scuola misterica di Atlantide. Secondo Robert Temple in The Sirius Mystery, la tribù Dogon del Mali, in Africa, sostiene che esseri provenienti da Sirio abbiano fatto visita ai loro antenati, trasmettendo loro le proprie conoscenze sull’universo. Essi descrivono gli abitanti di Sirio come esseri anfibi, “dall’aspetto serpentiforme” – un tema, come vedrete, molto ricorrente.
Alcuni membri della tribù dei Dogon del Mali, nell’Africa nord-occidentale, rivelarono nel 1931 ad alcuni studiosi francesi alcune notevoli informazioni sul sistema di Sirio.  

Secondo tali studiosi i Dogon sarebbero anche stati a conoscenza dell’esistenza, confermata solo in epoca recente, di tutti i pianeti dell’intero sistema solare fino a Plutone, e delle loro lune. Essi dicevano che una stella orbitava intorno a Sirio e che era così pesante che tutti i popoli del mondo non sarebbero riusciti a sollevarla.15 A quell’epoca, la stella a cui si riferivano, e che oggi è conosciuta col nome di Sirio B, non era ancora stata scoperta dagli scienziati. Pare che i Dogon abbiano detto che ci volevano circa 50 anni per compiere un’orbita completa intorno a Sirio A e che quest’ultima era “infinitamente piccola”.16

Sappiamo oggi che tutto questo è vero. Sirio B è una stella nana eccezionalmente pesante. Pare anche che credessero nell’esistenza di una terza stella, anch’essa orbitante intorno a Sirio A e che impiega 50 anni per compiere un giro completo. Ancora una volta questo astro all’epoca non era stato ancora scoperto, ma gli astronomi confermarono la sua esistenza nel 1995, attribuendogli il nome di Sirio C.17

Il simbolo del “tre” in uso tra gli Illuminati – la trinità – appare legato, almeno in parte, a queste tre stelle del sistema di Sirio.

(…) La centralità di Sirio è un tratto comune alla maggior parte delle antiche società – e delle società segrete. Si pensava che il calore dei mesi estivi fosse, in parte, causato da Sirio e, quindi, quei giorni divennero noti come i “giorni della canicola”. Il calendario egizio era regolato sui movimenti di Sirio (Sothis per i Greci) e il calendario sothico si basava su Sirio, che sorgeva un attimo prima del Sole, la cosiddetta alba eliaca dell’estate.22 Il numero 23 era importante per i Dogon, come lo fu per Egiziani e Babilonesi. Alcuni ricercatori sostengono che tale simbologia numerica si rifaceva all’alba eliaca del 23 luglio quando Sirio, la Terra e il Sole risultano allineati.

La dea Iside, secondo la mitologia egiziana, è un simbolo di Sirio. Robert Temple suggerisce in The Sirius Mystery che Iside sia Sirio e che la “dea sorella” di Iside, Neftis, rappresenti Sirio B. Si diceva che Iside fosse visibile e Neftis invisibile, proprio come Sirio A e B. Un altro simbolo di Sirio era Anubi (Anpu per  gli Egizi), la divinità raffigurata sotto forma di cane o con la testa di sciacallo e associata a Osiride, il “dio Sole” d’Egitto.26

(…) Il simbolo del cane o del lupo ricorre spesso nei culti di adorazione del serpente o dei rettiliani.
(…) Il capo degli “dei” rettiliani, noti come Anunnaki nelle tavolette sumere, viene designato col nome di An (in seguito Anu). Egli veniva raffigurato sotto forma di sciacallo o cane. Associato a Sirio, secondo la religione egizia, era Orione e desta interesse il fatto che moderni ufologi colleghino i rettiliani sia con Sirio che con Orione. Secondo il mito egiziano Iside (Sirio) era la compagna di Osiride (Orione?). Tra i maggiori simboli degli Illuminati tuttora esistenti figurano l’occhio, il triangolo o piramide, la stella a cinque punte, l’obelisco e la cupola. Il geroglifico egiziano che rappresenta Sirio è l’obelisco, la cupola e la stella a cinque punte; gii antichi ritenevano Sirio e Sirio B essenziali per la loro vita.

Gli Anunnaki (Annedoti) sembrano avere stretti legami con l’acqua e i loro discendenti usano ancora oggi nomi in codice che si riferiscono spesso alle loro origini “marine”. Le più importanti tra queste famiglie risiedono o in regioni caldissime come il Texas, l’Arizona, il Nevada e la California o, più spesso, in zone fredde e umide dove vi è abbondanza di acqua. Il prefisso Anu ricorre in molti nomi della mitologia antica, come in Anunnaki ( e in An o Anu, il loro “capo”). Abbiamo Anubi e Anukis e nell’antica lingua sanscrita il termine “anu-pa” significa “paese dell’acqua”.34

Gli Zulu conoscevano Sirio B come la stella “dell’abisso” molto tempo prima che fosse identificata dalla moderna tecnologia. Nel suo libro Song Of The Stars, Credo Mutwa scrisse:

«Non solo tra gli Zulu, ma anche tra i Dogon e molte altre tribù africane variamente diffuse, circolano storie dei Nommo, che ricordano quelle del Popolo delle Acque delle nostre leggende. Costoro vengono descritti come esseri intelligenti che hanno visitato la Terra parecchie volte. Vengono solitamente descritti come simili agli esseri umani, ma con pelle che ricorda quella dei rettili. Ne ho sentito parlare come di un incrocio tra un piccolo demonio e un delfino».37

(…) I fondatori della civiltà sumera furono gli stessi Anunnaki rettiliani che avevano controllato Atlantide nelle sue fasi finali e che l’avevano condotta verso la distruzione. L’ossessione che costoro nutrivano nei confronti della tecnologia e del controllo esercitato dalla macchina, così caratteristici dell’era finale di Atlantide, si può vedere anche nel mondo odierno. E c’è una ragione per tutto.

Un tema ricorrente nelle leggende di Atlantide e Lemuria è quello per cui, soprattutto nelle fasi finali di quelle civiltà, sia emersa una forza oscura che si appropriò delle scuole misteriche e delle posizioni di potere e usò le proprie avanzate conoscenze nel modo più orrendo e malvagio. Essi manipolarono la mente delle persone e seminarono il disordine attraverso un uso improprio della “magia” esoterica – la manipolazione dell’energia. Scoppiarono enormi conflitti e secondo alcuni resoconti persino gli stessi cataclismi avrebbero potuto essere causati dal modo in cui essi squilibrarono il campo energetico della Terra. Questi erano gli Anunnaki all’opera – e questo è quello che fanno ancora oggi”.

tratto da:
Figli di Matrix         
Scritto da Cristina Bassi
Fonte: http://thelivingspirits.net/

Aprofondimeti e articoli correlati: 
Gli adoratori del sole
la nostra specie Homo Sapiens
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Progenie di Iside-Sothis e di Osiride.Orione

I 25 anni del www la “Magna Carta” del web

Internet compie 25 anni. Tim Berners-Lee: 
“Il web deve essere un diritto di tutti” 
http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/il-web-compie-25-anni-ecco-il-pc-che-ha-sviluppato-il-www/158970/157464?ref=nrct-1
 Clicca sull’immagine per vedere il video
 

Steve Jobs, Bill Gates, Mark Zuckerberg, guru mondiali dei computer e dell’informatica. Ma la rete internet nasce per un’intuizione di un trentenne ricercatore britannico che nel 1989 lavorava al Cern di Ginevra, Tim Bernes-Lee e la sua creatura è il WORLD WIDE WEB, la grande ragnatela sulla quale oggi tutti ci muoviamo.

Nel 1993 Tim Berners-Lee venne intervistato dalla testata TG1 della RAI. I suoi diretti superiori al CERN vennero interrogati, nel corso dell’intervista, sulla possibilità che il CERN promuovesse, anche con fondi speciali di ricerca delle Commissioni Europee, l’idea del WWW e la sua promozione industriale. Il direttore del CERN, il fisico italiano Carlo Rubbia, disse che non riteneva compito del CERN promuovere quella pur brillante idea. Tim Berners Lee accettò l’offerta di Mike Dertouzos del MIT, lasciando il CERN per il Laboratory for Computer Science (LCS) del prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, presso cui nel 1994 fondò il World Wide Web Consortium (W3C). (Fonte http://it.wikipedia.o/wiki/Tim_Berners-Lee) 

Internet compie 25 anni. Tim Berners-Lee: "Il web deve essere un diritto di tutti"Tim Berners-Lee (ansa)
 
Internet compie 25 anni. La nascita del web viene fatta risalire convenzionalmente infatti alla proposta depositata il 12 marzo 1989 al Cern da un professore inglese allora sconosciuto, Tim Berners-Lee (il documento è disponibile a questo indirizzo: info.cern.ch/Proposal.html). Fu lui a sviluppare WorldWideWeb, il primo programma di navigazione, quello che diede poi il nome alla rete in quanto tale, insieme a un ingegnere belga e a uno studente. E oggi, nell’occasione del 25 anni, Berners-Lee propone una “Magna Carta” per il web. Sotto attacco da parte di governi e corporation, con la necessità di un documento universale che ne protegga l’apertura a tutti e la neutralità. “Il web dovrebbe essere accessibile a tutti, da ogni dispositivo, e deve poter essere uno strumento attraverso cui l’essere umano possa esprimere il suo potenziale e garantire la propria dignità e diritti civili”.

In realtà Internet, nata prima come rete militare e poi come risorsa accademica, esisteva in forme via via più evolute fin dagli anni ’60. Il Tcp/Ip, il protocollo fondamentale che tuttora permette lo scambio di informazioni tra i computer in rete, era uno standard già dai primi anni ’80. Esistevano molti server di documentazione online per i ricercatori. C’erano vari sistemi per consultare questi archivi (come Gopher o il Nntp, il Network News Transfer Protocol), alcuni già relativamente evoluti, con la gestione di titoli grandi e testi piccoli e riferimenti incrociati tra le fonti.

Ma mancava una sistematizzazione. Ciascuno sviluppava le proprie soluzioni. “Creare il web – spiegò lo stesso Berners-Lee in un’intervista del 2007 – fu un atto di disperazione, perché la situazione era molto difficile al Cern. Gran parte della tecnologia implicava il web”. L’ipertesto e la rete, disse, c’erano già: “Tutto era già stato sviluppato. Io misi solo tutti questi elementi insieme. Era il passaggio successivo, quello della generalizzazione. Andammo a un livello superiore di astrazione e pensammo a tutti i sistemi di documentazione come componenti di un sistema immaginario più grande”.

Messa così, però, rischia di essere fuorviante per eccessiva modestia. Fu Berners-Lee a creare l’Uniform Resource Locator (Individuatore di risorsa uniforme), universalmente noto oggi come Url, cioè la struttura dell’indirizzo delle pagine web, il protocollo Hypertext Transfer Protocol (il protocollo di trasferimento dell’ipertesto) a cui fa riferimento quell’http che c’è davanti a tutti gli indirizzi, e i primi standard html (Hypertext Markup Language), il linguaggio di base nel quale sono scritte le pagine web. Venticinque anni dopo, l’infrastruttura della Rete è rimasta sostanzialmente la stessa. Ma ora è uno strumento di comunicazione di massa, utilizzato non solo attraverso i grandi mainframe e i personal computer, ma come veicolo di scambio di dati e informazioni di ogni tipo attraverso i dispositivi mobili. Una vera e propria risorsa sociale, immaginare la nostra vita oggi senza internet è impossibile.

Berners-Lee è il fondatore nonché attualmente ancora il direttore del w3c (World Wide Web Consortium, un consorzio di 351 tra aziende e organizzazioni attive nello sviluppo di tecnologie per internet), che si occupa di definire gli standard della rete. Inoltre fa ricerca presso il laboratorio di intelligenza artificiale del Mit di Boston dedicando le sue energie in particolare al Centro per l’intelligenza collettiva. Per lui il viaggio insomma è appena cominciato.

12 marzo 2014
http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/03/12/news/internet_compie_25_anni-80803001/

Il riciclaggio della reincarnazione

C’è una via di uscita dal sistema reincarnazione?

  tunnelman

Un testo illuminante e coraggioso che può mettere sottosopra  tutta la poetica e la letteratura esoterica e spirituale, sul tema karma, vite passate e reincarnazione…

Tutti avranno sentito parlare del tunnel di luce al quale la nostra anima si sente fortemente attratta al momento della morte, ma qual’è il vero significato della revisione che facciamo della nostra vita ? Perché andiamo quasi sempre a finire sulla via di ritorno in questa terza dimensione e che cosa potremo fare per uscire dai cicli di re-incarnazione ?
Near Death Experience (esperienza pre-morte): le caratteristiche comuni a tutti.

Quasi tutti coloro che sono stati resuscitati da uno stato di pre-morte dicono che non desideravano fare ritorno in vita e che provavano, nell’aldilà, la sensazione di essere “a casa”- Pertanto, se così ci si sente “dall’altra parte”,
perché mai continuiamo a nascere nuovamente in questo mondo infernale?

Così come riportato da migliaia di persone che hanno avuto l’esperienza di pre-morte, una volta liberi dal corpo fisico, hanno avuto esperienze comuni:

  • La “morte” iniziale
  • Il tunnel e la luce bianca
  • L’altro lato del tunnel
  • L’incontro con degli esseri, visti come angeli, guide, amici e famigliari
  • La revisione della propria vita
  • Essere rimandati nuovamente sulla Terra
  • Le lezioni acquisiti nell’aldilà

 

reincarnation cycles

 
Il tunnel di luce è così attraente perché ci offre l’opportunità di incontrare i nostri cari, morti in precedenza. Il sentimento d’amore viene descritto in modo amplificato piu’ di ogni altra cosa che noi come umanità possiamo vivere in questa realtà tridimensionale. In realtà, il tunnel di luce è un raccoglitore di anime che continua a riciclare la tua anima insieme all’energia del tuo corpo fisico, reincarnazione su reincarnazione..

La Revisione della propria Vita

Parte di questo procedimento riguarda una revisione della propria vita, in cui vedi in una panoramica a 360 gradi, tutto cio’ che hai fatto nell’ultima incarnazione.  Qui vedi la tua vita dalla prospettiva di tutti quelli che hai incontrato nella tua precedente incarnazione . Cosi puoi vedere come hai ferito i sentimenti di qualcuno, quando vedi la vita dalla prospettiva dell’altro, oppure puoi vedere quanta felicità hai portato a qualcun altro, dopo avergli fatto un atto di gentilezza, senza aspettarti nulla in cambio.
    
Sarai molte volte con un essere che pare “della Fonte” (spirituale) che ti sembra amorevole e che riderà con te nel vedere la tua revisione di vita. Tuttavia lo stesso “essere”, ti rimanderà in questa dimensione tridimensionale, dopo questa revisione della vita, nonostante tu sia felice di essere “dall’altra parte del velo”.
Guide Spirituali.

A tutti vengono assegnate guide spirituali, ma chi sono veramente costoro e qual è il loro scopo principale? E’ possibile che essi siano semplicemente dei rappresentanti di coloro che ci tengono in questo loop, dentro questi perpetui cicli di reincarnazione?

Secondo i  Wes Penre Papers:
Non sono cosi tanto appassionato di queste “guide spirituali”, che ti vengono incontro quando lasci il tuo corpo alla morte. La piu’ parte di loro sono Assistenti Siriani [da Sirio, ndt] , come per esempio Vegani non fisici [dalla stella Vega, ndt…]  e i Grigi. Stai molto all’erta se ti dicono di seguirli nella “luce” o verso “il tunnel” o per andare a vedere i parenti. Se scegli di andare con loro , finirai di nuovo nel sistema di riciclaggio di Sirio, in totale amnesia e sarai di nuovo cacciato giù in un nuovo corpo, sulla Terra 

Una volta feci un sogno in cui stavo per incarnarmi in questa realtà tridimensionale. Mi trovai messo dentro una stanza che sembrava un ascensore, che rappresentava il processo di discesa sulla Terra. Mi ricordo di essere già stato in quel luogo molte volte prima, ma non potevo ricordare cosa avrei dovuto fare subito dopo. 

Ero all’ultimo piano (il quattordicesimo piano – significava forse la quattordicesima dimensione?). La mia memoria era stat rimossa cosi pesantemente che non potevo ricordare come discendere sulla Terra. Questo è un test che ci viene fatto, “dall’altro lato”, per vedere se tratteniamo memorie. Se così è, allora devi tornare indietro e farle nuovamente cancellare.

Ci furono anche altri test per verificare la mia memoria, ma non li ricordo. Questi erano le ultime memorie frammentate, “dell’altro lato”, prima di nascere.
E’ possibile che esista un’area che assomiglia ad un ascensore, progettata per cancellare tutte le tue memorie delle vite precedenti e dell’altro lato del velo.
E’ pur vero che esistono delle guide che si offrono volontarie per venire qui per guidarti veramente fuori da questo ciclo di reincarnazione e ci sono probabilità che, se stai leggendo questo proprio ora, che il tuo spirito guida sia uno di loro.

La Risonanza Schumann
Se stai pensando, “Come è possibile che un Grigio mostri amore e sia uno spirito guida?” Tieni presente che essi usano tecnologie oltre la nostra comprensione, per spazzar via le nostre memorie di vite precedenti.
La Risonanza Schumann sulla Terra è a 7,83 Hz da migliaia di anni, cosi pensano in molti. Di recente, la risonanza è salita a 8,15 cicli al secondo.

Qui puoi trovare la Risonanza Schumann quotidiana. E’ su un sito russo ed è tradotta in inglese. Clicka sul link “Frequency” sul lato sinistro della pagina.
E se fosse che la luce del tunnel sia in grado di creare una risonanza di 1000, 10.000 o persino 1.000.000 di cicli al secondo? E se i Grigi fossero impenetrabili dalla Risonanza e fossero programmati per apparire come spiriti guida , al momento della morte del veicolo fisico, per convincerci ad entrare nel tunnel della luce?

A quel punto, proveresti immenso amore e ti fideresti di loro istintivamente, sulla base di un programma artificiale, progettato per tenerti intrappolato nel sistema di riciclaggio della reincarnazione.
Alla fine non sarebbe amore ciò che proveresti : è solo un altro sistema artificiale di controllo per tenerci chiusi dentro in questo sistema attuale di energia negativa. 

cross-over
Regressione in Vite Passate e Gruppi d’Anima

Attraverso le regressioni in vite passate, sappiamo che tutte le nostre vite passate sono memorizzate o nel nostro DNA cellulare e/o dentro la nostra anima. Tuttavia non siamo in grado di andare a recuperare immediatamente queste memorie. 

Quando siamo sotto ipnosi, possiamo ricordare il minimo dettaglio di una vita passata, ma una volta fuori dall’ipnosi, abbiamo difficoltà a ricordare cosa abbiamo mangiato ieri o chi era l’ultima persona che ci ha chiamati.
Non c’è qualcun altro che trova tutto questo un po’ strano? Come è possibile ricordare in dettaglio le nostre vite passate, sotto ipnosi e perché continuiamo ad incarnarci con lo stesso cast di attori? 

Come uscire dal sistema della Reincarnazione

Al momento della morte, avendo anche solo questa consapevolezza, puoi chiamarti fuori dal processo di reincarnazione, senza venire persuaso dal fatto di dover tornare per riparare a debiti karmici negativi. Molti di coloro che ci hanno preceduto nella morte, sono già caduti nel tranello, ma se ancora non hanno ripreso un nuovo corpo o hanno fatto un “contratto d’anima”, anche loro possono essere salvati dal ripetere l’incarnazione qui.

E’ veramente una strategia brillante messa in opera dagli Arconti, quella di usare l’energia dell’amore contro di noi, per continuare a farci tornare come schiavi economici in un sistema che si ciba delle nostre energie.
Ricordati “Come sotto, cosi sopra”. Quasi tutto quello che ci hanno insegnato è una menzogna, incluso il fatto che dobbiamo continuamente reincarnarci in un sistema di servitù economica.

Al momento della morte, prendiamo tutto ciò che abbiamo imparato, incluso la nostra personalità. Vibriamo anche ad un certo livello: tanto più aumenti le tue vibrazioni, tanto più prenderai con te tutto il duro “ lavoro” che hai fatto
Ricordati di collegarti con il tuo “Sè superiore “[l’autore parla di “oversoul”: sovra anima, ndt] prima di entrare nel tunnel di luce oppure chiedi alla tua guida di aiutarti a farlo. Se lo desideri potresti raccontare alle persone la faccenda del “tunnel di luce”, prima che vi entrino.

Se entri nel tunnel della luce, fai in modo che nessun consiglio ti convinca del fatto che devi ripagare dei debiti karmici . Ogni debito karmico, cosi percepito, è stato parte di cio’ che hai deciso di vivere. Questo non significa che non devi avere sensi di colpa per aver danneggiato intenzionalmente qualcuno, perché alla fine dovremmo amare chiunque e rispettare tutto.

Se invece decidi di fare ritorno per aiutare questo pianeta, non fare accordi per tornare in questa realtà tridimensionale, fatta di sistematico controllo attraverso un “contratto d’anima”.

Torna invece nei termini che tu stabilisci, incluso il fatto di poter ricordare tutte le vite precedenti e tutto cio’ che hai imparato durante le tue incarnazioni e “al di là del velo”.
Potresti tornare indietro nella versione della 5a dimensionale della Terra, ma scegli cosi solo se sei certo che non è una dimensione sotto il controllo del sistema arcontico.

Potresti anche scegliere di tornare come guida non-fisica, nel sistema tridimensionale, per aiutare gli altri, proprio come hanno fatto le tue guide.  
Infine, troverai vera pace nel momento in cui realizzi che TU sei la Fonte della creazione e che hai la capacità di creare mondi e galassie, ricolmi armoniosamente di amore, fuori da questo sistema di controllo.
Ci vediamo lì -J.

Appendice alla 5dimensione:
180px-Janeway cryingMi sono imbattuto in questo video oggi che mostra come la verità a volta sia nascosta proprio davanti agli occhi Si tratta di: Star Trek Voyager, Coda episode. Vi prego di trovare il tempo di guardarlo.
Nel seguito una trascrizione del video:

Il fantasma del padre di  Janeway ricompare e cerca di convincerla che tutto è finito e che lì per lei non c’è piu’ nulla.. Ma Janeway non si sente pronta ad accettare questa notizia. Il “padre” cerca di convincerla che tutti i suoi tentativi di negare la realtà della sua situazioni, non solo la feriranno di piu’ ma nel tempo si renderà conto di quanto potente e distruttiva è la solitudine: vedere le persone che ama continuare le loro vite senza di lei ed essere tagliata fuori per sempre dalla loro esistenza.
Ma Janeway ancora non si convince, insiste che non solo si sente pronta ma che preferirebbe esserci nello spirito che per nulla del tutto, perché “un capitano non abbandona la nave”.

Mentre il fantasma del padre continua a far pressione perché Janeway decida di lasciare dietro di sé questo mondo, Janeway ha una visione su Chakotay ed il Dottore, che sono ancora sulla superficie del pianeta e stanno ancora tentando di resuscitarla.

Una seconda ed una terza visione la convincono che le esperienze nel “post mortem” , non sono realtà. Si rende conto che la persona che è sdraiata al suolo, su quel pianeta, è la vera Janeaway e che tutte le cose che ha vissuto dalla sua presunta morte , sono una allucinazione.
L’essere alieno finalmente rivela la sua identità ed afferma che la sua specie, nel momento della morte, arriva ad aiutare i morenti a comprendere cio’ che sta accadendo per far si che il passaggio nell’aldilà sia una occasione di gioia

Afferma di aver detto la verità quando descriveva un posto meraviglioso, perché puo’ essere tutto cio’ che lei puo’ desiderare che sia. Mascherandosi da suo padre, o in genere da qualcuno che il trapassato ha amato, fa si che il trapasso faccia molta meno paura.

Janeway dubita che le vere ragioni dell’alieno, per volerla nel suo mondo, abbiano qualcosa a che fare con la gioia eterna e pretende di sapere cosa egli veramente voglia da lei.
L’alieno l’afferra dicendole che deve andare con lui ma Janeway si rende contro che se avesse potuto costringerla ad andare, allora lo avrebbe già fatto.

Janeway infine comprende che costui ha bisogno del suo accordo volontario, che è qualcosa che si rifiuta di dare. Allora l’alieno si irrita visibilmente e ritorna nel suo regno, ma come ultimo monito afferma che ci sarebbe stato un altro tempo a che lui avrebbe atteso; allora lei sarebbe entrata nella sua Matrix e lo avrebbe nutrito per lunghissimo tempo.

Fonte. http://www.wakingtimes.com/2014/08/08/exit-reincarnation-system/
Traduzione Cristina Bassi
Chi è l’autore Gregg Prescott:, fondatore ed editore di In5D e BodyMindSoulSpirit.  

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MEDIOEVO

Con il nome di MEDIOEVO viene indicato convenzionalmente  il periodo storico che inizia, secondo la cronologia tradizionale, con il 477 e si conclude con il 1492, data della scoperta dell’America, indicata come inizio dell’Età Moderna.

 

Questo termine introdotto dagli umanisti nel tardo 1400, ha un tono in parte spregiativo perché questo periodo era considerato una lunga epoca di transizione dalla civiltà classica a quella rinascimentale; si tratterebbe secondo questa interpretazione, di una età priva di caratteri originali, contrassegnati unicamente dall’oscurantismo e dalle barbarie


Lo abbiamo già detto che non è affatto così, ed è un peccato che ancora in molte opere saggistiche di storia venga ancora descritta (anche attuali) usando questi termini, che fanno resistere luoghi comuni, e che attingono con le loro ricerche a testi che hanno sopra la polvere di mille anni  e sono sicuramente di parte.
“Storici” che per secoli -ha detto qualcuno – hanno fatto di tutto per imbrogliare le carte e renderle quanto più possibile oscure, e bisogna dar loro atto che ci sono riusciti. Ancora più deprimente è vedere testi scolastici dove l’ insegnamento che si offre agli studenti è fatto su un panorama di fatti e di istituzioni medioevale senza un orientamento storiografico e un approfondimento più ampio.Possiede personalmente l’estensore di queste note, libri stampati nell’arco di 500 anni che sono un continuo ricopiare da quelli precedenti, e ci sono ancora oggi testi storici attuali  che non tengono in nessun conto di quell’approfondimento detto sopra, che invece è possibile fare, esiste, è oggi disponibile in quelle biblioteche che possiedono opere recenti di storici, e che sono arricchite da ricerche oggettive, nuove versioni dei fatti che ci pervengono da milioni di documenti fino a poco tempo fa introvabili, non facilmente reperibili, e se pure in qualche caso citati, alcuni passi omessi, spesso edulcorati oppure -con la faziosità- non riportati con le opportune comparazioni che oggi – se vogliamo una storia oggettiva- si devono e si possono fare ricorrendo agli studi di altre discipline scientifiche che oggi si occupano -anche indirettamente- di storia. Ma che per fortuna esistono per chi vuole approfondire. Non basta più lo storico, che ci dice tutto su quel tipo di società guardando solo l’aspetto politico-sociologico, ma ignora tutti gli altri che non sono meno importanti, anzi determinanti.

Per fare queste scoperte nascono anche opere di come orientarsi, e si citano ad esempio: “Introduzione allo studio della storia medioevale” di Delogu -Il Mulino 1995″, e altri autori come P. Dolilinger, E. Sestan, P. Courcelle, C. Cipolla, Cinzio Violante con “Prospettive storiografiche sulla società  medioevale -dove ci sono 40 anni di ricerche di questi studiosi che sono determinanti nell’individuazione di complessi temi e problemi storici  fino ad oggi ignorati- F.Angeli Ed. 1995″, ci sono  i 32 volumi della Storia della Cambridge University – Garzanti Ed.”” che sono abbastanza recenti ma che sembrano anche questi ignorati dai compilatori di testi storici  (forse perchè per possederli occorrono una decina di milioni? – ma perché non vanno a leggerli in una buona pubblica biblioteca dove sono a disposizione?).


In quest’opera monumentale, un periodo storico viene visto da diversi punti di osservazione molto autonomi (600 esperti del ramo sono gli estensori dei vari capitoli); esempio: chi ha fatto un’analisi economica non ha nessuna soggezione verso chi ha trattato in altre pagine un’analisi di tipo religioso, politico, intellettuale o magari di tipo tecnologico e perfino alimentare. L’introduzione nel 1200 e nel 1700 del banale (ed economico) zucchero in occidente (quello di canna nel 1200-1300, quello più economico di barbabietola nel 1700) i dietologi ma soprattutto i neuroscienziati attribuiscono al questo fondamentale alimento (e ai suoi aminoacidi) la trasformazione delle società del tempo: prima quella rinascimentale, poi quella delle invenzioni; del pensiero creativo; della rivoluzione industriale e di conseguenza quelle delle vere e proprie rivoluzioni politiche e sociali; cioè una mutazione (a livello atomico-molecolare e quindi genetico) del pensiero filosofico-scientifico del 1200-1300, poi quello del  1700 (e a tale proposito ci è utile anche l’altrettanto monumentale opera di Geymonat, “Storia del pensiero filosofico e scientifico” – le 10.000 pagine in 9 volumi editi sempre dalla Garzanti.
E poi, molti, molti altri, interessanti saggi, che offrono panorami dove c’è una completa rivalutazione del Medioevo, della sua funzione storica e della sua cultura, che ha reso più plausibile parlare di una “civiltà medievale” con caratteri decisamente originali e particolari.Poi, sarebbe poco chiedere a chi si interessa a una divulgazione della Storia di leggere anche la Storia scritta dall’altra parte della barricata, quella dei vinti: o vogliamo considerarci i soli ad avere la presunzione di possedere l’ unica fonte – la nostra – e di conoscere (monopolizzandola?) la verità assoluta?
Ancora oggi in occidente sono rari i saggi di storia scritti da orientali (si pensi alle Crociate); rarissimi quelli che ci raccontano cosa veramente accadde quando ci furono le colonizzazioni in Asia, in India, in Giappone, nelle Americhe, in Africa.  Perfino dell’ultima guerra in Vietnam sappiamo solo una versione; eppure ipocritamente affermiamo con orgoglio che l’umanità possiede oggi ricche fonti di informazione pluralistiche, planetarie, globalizzate. Ma dove e quali sono? E soprattutto chi le distribuisce?

Nel cercare alcuni fonti per compilare questa cronologia, l’autore ha trovato alcuni saggisti che hanno dato delle interpretazioni a certi fatti storici con una approssimazione e una superficialità  incredibile; punti di vista (spesso non soggettivi ma perfino “oggettivi” ma falsi!) diametralmente opposti a quelli degli avversari.
Ad esempio tutti gli appoggi dati dall’Inghilterra all’indipendenza della Sicilia (dal ‘700 in poi – da Napoleone fino a Churchill) furono sempre legati alle ricche solfatare dell’isola, necessarie (perchè era l’unica fonte) allo sviluppo della metallurgia inglese.

E quando si tratta di dare l’importanza storica di un personaggio scomodo a un “regime”, è triste vederlo liquidare con battute di spirito, o peggio con un luogo comune degno alle volte di un alunno di seconda elementare, non di oggi ma perfino di mille anni fa.

Oggi – indagando- scopriamo invece insignificanti rapporti di natura diversi ma legati a certi fatti che è  impossibile ignorare; come potrebbe essere perfino la “Storia del clima” di Le Roy Ed. Flammarion – Parigi, un’acquisizione archivistica rintracciata in varie parti della terra che fanno ribaltare certe conoscenze, sulla salute, la longevità degli abitanti, le economie, la demografia di un popolo, che fanno passare quasi in secondo piano le vicende storiche-politiche a quei popoli legate, o le fanno diventare conseguenziali.

Alcune decadenze o fioriture di civiltà le abbiamo sempre attribuite a personaggi storici che sono – dicevamo fino a ieri – riuscite a cagionarle o a promuoverle, mentre ora ci accorgiamo, che erano forse dovute a una semplice diminuzione di umidità del clima, ad alluvioni durate per 10 anni (1310-1320) cui seguì subito dopo una carestia apocalittica durate 20 anni (1320-1340 ) e che ebbe nello stesso periodo, il colpo di grazia con una pandemia di peste (1348-1350) che ridusse la popolazione d’ Europa la metà dei suoi abitanti, alcuni paesi, alcune città, alcune campagne, rimasero totalmente senza abitanti, e alcuni territori anche senza il sovrano e i suoi funzionari. Oppure alla scoperta di un banalissimo territorio con importantissime (in una certa epoca) materie prime (come le solfatare nel ‘700-‘800; o come il petrolio nel ‘900)
Non ci rendiamo conto che basterebbe che in Italia non piovesse per soli tre mesi (non due anni come nel medioevo alcune volte è accaduto), ed entra in crisi tutta l’economia dei trasporti, della mobilità delle persone e quindi l’intera economia, il modello di sviluppo, la politica, e la stessa civiltà.

Abbiamo visto ATTILA che abbandona l’Italia e rinuncia ad invaderla per l’intervento di papa Leone Magno, cioè – così passò alla storia- per un intervento divino, soprannaturale;  mentre oggi sappiamo che proprio in quell’anno in Italia c’era una grande carestia alimentare per il clima – la siccità- e nello stesso tempo era scoppiata una peste di notevoli proporzioni, e che proprio nella pianura Padana invasa da Attila la pandemia fece registrare da Milano ad  Aquileia le punte più alte della mortalità.

Non c’erano ancora i paesini interni, cioè fuori dalle grandi strade di comunicazioni, ma erano gli abitati quasi tutti dislocati su queste grandi direttrici; e non doveva essere uno spettacolo incoraggiante per un condottiero -con tante velleità di conquiste come Attila- vedere da Milano a Verona le ecatombe di sepolture lungo la strada principale. E se ci fu in quella decisione di Attila qualcosa di soprannaturale questo era vero! infatti  c’era la forza della Morte che mieteva vittime.
Su questo singolare fatto c’è ancora un altro dato interessante.
Tutti i Vandali e Unni proprio perché provenivano dalle zone Mongole-Cinesi erano immuni a certe epidemie; loro del resto erano già i sopravvissuti  di una rigorosa selezione.

Mentre la peste in Italia era ancora sconosciuta, e l’immunità genetica gli italici non l’avevano, perchè erano flagelli che in Italia non erano mai giunti. Quelle precedenti erano (lo sappiamo dalla sintomatologia dell’epoca) di altra natura. Sia quella del 66 che nel 166 (vedi) erano infatti di vaiolo, due epidemie arrivate a Roma dall’Africa e dalla Siria.
I Vandali e gli Unni invece della peste ne erano immuni, perché dagli annali cinesi,  oggi sappiamo che solo nel periodo 1-477 d.C., ebbero 34 grandi epidemie, e nella pandemia del 312-318 sopravvissero solo il 2% di chi pagava le tasse (che causò un crollo dell’economia); sappiamo che un generale cinese che stava difendendosi dai barbari nella zona mongolica turca (quelli che verranno poi in occidente, con una avvenuta  selezione naturale, quindi immuni) perse per una terribile peste in pochi mesi 7 decimi del suo esercito.
Quando giunsero in Occidente gli Unni erano immunizzati, ma erano dei portatori sani. E nessuno meglio di loro sapeva cos’erano quelle sintomatologie che in Italia erano ancora sconosciute, e molto frettolosamente e fatalisticamente attribuite al diavolo e al castigo divino.

Ci valga come esempio più recente le pochissime morti in occidente nel 1518 a causa del morbillo; ma quando gli occidentali sbarcarono in America l’ 87% della popolazione precolombiana morì proprio per questa banalissima malattia nelle Americhe ancora sconosciuta. In Messico ne morirono il 97 %. Cortes più che un conquistatore fu un grande becchino di una ecatombe di cadaveri, che morivano in massa, o con la febbre a 40 delirando cadevano da soli sopra le spade degli spagnoli.

Dalle ultime indagini, l’America era abitata da 100 milioni di individui, (all’incirca pari alla popolazione europea occidentale) ma 50 anni dopo Cortes, i suoi uomini e dopo i vari letali contagi si erano ridotti a poco più di 5-6 milioni. Eppure Cortes viene ricordato nella Storia come il conquistatore del Messico.
Così nell’Europa del primo e nel tardo medioevo; alle frontiere, quando Romani e Barbari insieme erano ormai diventati i custodi dei confini, i primi – con alcune malattie sconosciute – cadevano come le mosche, e solo gli altri ostrogoti, unni, vandali ecc. – restavano in piedi.

Risultato: all’incirca nell’anno 600, l’ex Impero Romano aveva perso nella promiscuità con i barbari (micidiale – ricordiamoci che erano portatori sani, ma portatori) tutti i soldati; e la popolazione italica sulla penisola era diminuita da 15 milioni a 5 milioni, invece i Germani (i barbari) erano saliti da 5 milioni a 15 milioni.

Quando dalla Crimea venne la apocalittica peste nera del 1348-1350 dove tutta l’ Europa perse la metà della sua popolazione, la regione che fu risparmiata totalmente fu proprio la Pannonia (l’Ungheria) dove come abbiamo visto in questi ultimi anni ci fu la più alta concentrazione degli insediamenti Unni e di Ostrogoti di origine asiatica; e  molto limitate furono le vittime nel cuore della Germania.
In Lombardia il ceppo della popolazione longobarda (barbara – anche se erano già passati 700 anni dal loro arrivo) registrò nemmeno un ventesimo di vittime rispetto alle popolazioni del centro e del sud Italia, ancora  totalmente originaria del ceppo Italico, geneticamente non immune, anche se  esposta.

Oggi conosciamo benissimo dopo 1500 anni, le componenti cromosomiche e genetiche delle generazioni che si sono susseguite; queste portano ancora le immunità degli amici di Attila e compagni. Oggi è molto facile stabilirlo col DNA mitocondriale. ( Le Pesti e le epidemie nella Storia, di Mc Neill- Ediz Einaudi 1982 – significativa l’allegata cartina della mortalità europea nel 1348-1350).

La Storia in certi casi è tutta da riscrivere alla luce di questi fatti. Certi “grandi” uomini influirono molto poco sugli eventi. E se noi oggi possiamo qui scrivere e leggere la loro storia, è perché i barbari si fusero con le genti italiche, vi trasmisero certe immunità genetiche; cioè i nostri antenati -quasi di ognuno di noi- riuscirono a cavarsela proprio perché vennero i barbari, altrimenti saremmo scomparsi come il 97 % dei popoli delle civiltà Precolombiane; e se questo accadeva queste righe nè l’autore le poteva  scrivere  nè il lettore italico riusciva a leggerle.
Ringraziamo i Barbari, e non chiamiamoli più i distruttori, ma i salvatori di tutto il vecchio popolo latino, che in un certo periodo fu sul punto di estinguersi del tutto.

La caratteristica quindi della storia dell’inizio del  Medioevo è costituita prima dallo scontro, poi dalla fusione dei due elementi latino e barbarico. La si fa iniziare con il 477: e infatti a partire da questa data  l’infiltrazione dei barbari,- già presenti all’interno dei confini dell’Impero – prende la forma di una supremazia demografica sempre più marcata su quanto era rimasto della popolazione italica romana, che stava vivendo un momento molto critico non solo politico ma fisico.

(Un’altra curiosità; tutti gli italici-latini  erano alti circa 150- 160 cm. ma dopo l’invasione dei longobardi con i vari incroci dei 500.000 barbari di Alboino (tutti quasi uomini in età “gagliarda”- quindi si accoppiarono abbondantemente con le donne italiche) durante la loro dominazione la media salì improvvisamente a 170-180 cm., ma solo nelle zone occupate dai barbari; gli altri (del centro e del sud) rimasero per altri 1300-1400 anni con la stessa altezza.
MEDIOEVO – MUTAZIONE ANCHE SOCIALE – INIZIA IL FEUDALESIMO 

Con l’avvento dell’Impero Romano-Barbarico (che precede quello cristiano – il Sacro Romano Impero a partire da quello Carolingio) la nuova società (mutuando dai barbari usi e costumi e soprattutto la vocazione alla terra – molto ambito il proprio pezzetto di terra personale) diventa una società  agricolo-pastorale; avviene cioè lo spopolamento delle città, con una radicale trasformazione dell’economia, che non è più organizzata e centralizzata dallo stato (che non esiste più), ma diventa sempre di più frazionata e autonoma; si forma una serie di nuclei locali, territoriali, con la figura del Conte e del  Duca che da dentro la sua istituzione con un suo  preciso quadro giuridico (prima padrone di sé, quasi anarchico, poi anche legittimato dai piccoli re e principi – conti o duchi diventati tali con la forza delle armi ovviamente a spese di altri conti e duchi) guida ad ogni passo il cittadino (che non si chiama più così, ma “gleba”, cioè una comunità di “servi” a suo servizio in casa e nelle attività lavorative).

Nasceva così un rapporto di subordinazione imposta o volontaria, un “legame” personale chiamato “gewas“. In antico celtico significava “servo“, inteso come uomo di qualcun altro, fedele, pronto a servirlo e anche a combattere per lui in cambio di qualcosa, per ricevere lui stesso protezione, e soprattutto per ricevere un concreto mantenimento. Quest’ultimo poteva essere o gli “alimenta” oppure l’attribuzione di un pezzo di terra produttivo da coltivare (solo dopo venne il vero e proprio affidamento) ma non cessava di essere gewas (vassallo), anzi riceveva in più la responsabilità di mantenere l’ordine nei territori a lui affidati.
Quando le conquiste si ampliarono (come quando i carolingi giunsero al potere) a loro volta i gewas crearono un analogo sistema di distribuzioni di onori e di terre; questi beneficiari presero il nome di wald gewas (wald = terra selvatica, foresta- servi della terra incolta) cioè valvassori.

Una figura – quella del nuovo nobile – che non doveva più rispondere allo Stato e dipendere dallo Stato, ed era – contenti o no – l’unico punto di riferimento della gleba; diventa così lui arbitro in ogni questione di carattere esistenziale e anche spirituale; la prima per motivi di sopravvivenza alimentare, la seconda (questo avvenne subito dopo) – chiesa, vita religiosa, ubbidienza, frugalità, continenza – la offriva come unica fonte di una  altrettanto unica visione della realtà. Molto misera, cioè una visione ormai vuota di sentimento e senza una coscienza di unità culturale e politica. Questo accadde anche dove c’erano consistenti nuclei e ambienti intellettualmente formati, ma che via via – sempre più deboli- iniziarono a frammentarsi, infine a scomparire nell’anonimato di una collettività resa apatica ad ogni cosa, che non aveva più nessun contatto con altre popolazioni, spesso anche vicinissime. Iniziò questa “civiltà del villaggio” a regredire in una autarchia sia economica che culturale; una vita dunque – questa sì “eroica”- appena appena  sussistenziale, solo di sopravvivenza, senza ricchi “cibi” per il corpo nè per la mente. Vivi ma vegetali.

La produzione inizia ad essere puramente autarchica, si produce solo lo stretto necessario perchè il villaggio si è chiuso su se stesso, non fa più scambi, non ha più strade, si è chiuso al libero mercato, con la conseguenza che non riuscendo a vendere più nulla, nulla può più comprare. Inoltre non scambia informazioni, e non riceve patrimoni di conoscenze. Questa miseria materiale e culturale porta irreversibilmente ad una povertà esistenziale, ad una totale involuzione della civiltà. L’unico incoraggiamento che riceverà d’ora in avanti il poveretto -in questo misero vivere- è la rassegnazione. E purtroppo  “vivere” nella natura umana non é rassegnarsi (stare seduti e aspettare); questo é il coraggio ridicolo dello sciocco. Con la rassegnazione non si va da nessuna parte, si resta fermi,  sempre più deboli, e sempre più esposti. Ed è quello che accadde quando queste città e questi paesi furono assaliti. E non solo dai barbari! I “barbari” scesero dalle città, scoprirono i fondi che fino a pochi anni prima avevano disprezzato. Corti e cortili diventarono provvidenziali piccoli “regni” dove esercitare quell’autorità che avevano in città perso.
Se dobbiamo credere a Procopio “La rovina  andò sempre crescendo coi nuovi tempi; i nuovo assedi, il fanatismo e le intestine guerre; Roma vide rinascere i conflitti con Alba a Tivoli; si batteva ella sulle proprie porte; gli spazi vuoti compresi nella sua cinta divennero campo a quelle battaglie che in altri tempi essa portava ai più lontani popoli della terra…I lupi ed altri selvaggi animali passeggiavano liberamente pei vuoti anfiteatri fabbricati per loro; ma non v’erano più vittime da divorare” (Procopio. Historia Vand.)

Ora in un ambito sociale così definito che venne soprattutto rimodellato sull’esempio delle istituzioni barbare (istituzioni nate da organizzazioni preesistenti tribali ma che poi riceveranno perfino una rigida applicazione con il potere temporale  papale) questa nuova società dà origine a quella classe nobiliare, prima di Duchi, poi di Conti, che prima (ad esempio nella corte bizantina) erano nominati tali solo per svolgere determinate cariche pubbliche come funzionari, ma poi (con forti pressioni) divennero presto queste cariche ereditarie, nel quadro generale di feudalizzazione che sempre di più si avvierà a formare una potente classe nobiliare, che avrà autonomamente in concessione terre e popolazioni coatte per far fronte  con un rapporto di vassallaggio con una serie di aiuti nei confronti di chi ha concesso a loro i titoli (Papi-Imperatori o Imperatori-Papi, o Principi Vescovi) dando (o obbligati a dare) i contributi necessari per continuare ad esistere o conservare privilegi. Contributi in mezzi e uomini che il feudatario sarà sempre costretto a fornire al sovrano o al principe di turno, pena la destituzione, la spoliazione dei beni e la soppressione dei privilegi (per tanti motivi – non ultimi quelli religiosi- questo accadde spesso- vedi la spoliazione degli ariani o eretici).

Se il feudalesimo europeo, trova la sua lontana origine nel mondo barbarico germanico, dobbiamo però dire che un qualcosa di simile si era già sviluppato anche dentro il mondo  romano e in quello bizantino poco prima, durante e subito dopo lo sfacelo dell’impero. Nella vita sociale di questo inizio d’epoca  feudale  le tradizioni barbariche e quelle nate già prima della caduta dell’impero romano (vedi Corte di Bisanzio con Costantino, poi Teodosio) entrambe si influenzarono.
Vedremo fra poco che lo stesso Teodorico, nel suo Editto, manterrà moltissime (tribali) consuetudinarie leggi, norme, istituzioni delle popolazioni barbariche, ma in moltissime altre manterrà anche quelle del diritto romano; ma anche all’incontrario e che resistono ancora oggi.

Il FEUDALESIMO GERMANICO
che è approdato in Italia,  era una continuazione di quei legami sociali non fondati sulle leggi scritte, contratti o convenzioni, ma stabiliti dal legame familiare, di sangue parentale, poi di clan, poi di tribù. Unione di tante famiglie con rapporti sociali molto più vasti, quindi non più solo stima e ubbidienza al capo famiglia (pur conservando gelosamente anche questo) ma soprattutto subordinazione al capo del clan, al capo tribù, che era poi  il più valoroso,  il più audace, il più intelligente  uomo della tribù.
Solo più tardi  (e qui ci fu l’influenza del diritto romano sul concetto di proprietà e l’ereditarietà dei titoli) i barbari (ma solo in Italia) si adeguarono alle leggi romane (e ad alcuni conveniva pure).

Ma sulla guida della comunità, in alcune zone – come in Alto Adige- resiste ancora oggi una “legge razionale”, il capo delle locali unità di protezione civile (militare o paramilitare) è sempre il più abile, non il più ricco e neppure il figlio (magari malaticcio) dell’abile deceduto. Altrettanto la “legge del maso chiuso” ancora vigente: la proprietà terriera (casa, bestiame, culture, negozi e altri beni) va al primo figlio, e solo se questo è “abile” e sano. E questo per conservare integra e sana la proprietà dell’antica “dinastia” patriarcale, o del clan. Ancora oggi in Alto Adige ci sono poderi anche di modeste famiglie che contano 500, 1000, 1500 anni di vita. A Glorenza il vinaio, il panificio, il fabbro ecc. hanno l’insegna con lo stesso nome da secoli e secoli. E il proprietario-erede ha conservato le stesse proprietà terriere (piccole o grandi) del suo antenato.

Nel feudalesimo che sta invece per iniziare ora, spesso accadrà che il figlio del principe, del duca o del conte, nonostante malato, pazzo o stupido, seguiterà a ereditare i ducati, le contee e perfino i regni; “governandoli” con tutte le negative conseguenze.
Attila scoppiò in una risata isterica quando gli dissero che a Ravenna l’imperatore era un bambino; “… ma allora chi comanda gli eserciti? Chi guida il popolo? Chi fa i trattati? I governanti o le balie?”. Ai barbari simili istituzioni erano perfino inconcepibili, sfuggivano ad ogni logica “naturale”; solo il più forte e il più intelligente comandava il branco.

 

DOPO QUESTA INTRODUZIONE AL MEDIOEVO
POSSIAMO RICOMINCIARE A NARRARE GLI EVENTI DEGLI ANNI


GENSERICO – Il re dei Vandali, che ha governato ininterrottamente per 47 anni anni, muore quest’anno in Africa. Non conosciamo il suo anno di nascita, ma se facciamo alcune considerazioni, se era partito dalla Spagna già come capo dei Vandali, si presume che avesse allora 25-30 anni, quindi dovrebbe essere morto all’età venerabile di circa 75-80 anni.

Gli succede il figlio UNERICO, ma è una eredità quella del padre molto difficile da amministrare e quindi conservare. In poco più di una generazione, della grande conquista di Genserico non rimase più nulla. Trionfò solo la pusillanimità degli eredi.

Continua QUILeggi anche:  Dal 753 al 510 a.C. all’anno Zero e il link posto a fine pagina per avere una sequenza cronologica fino ad arrivare al Medio Evo.

 

 

EBOLA E DINTORNI (quarta parte)

 
EBOLA E DINTORNI (prima parte
EBOLA E DINTORNI (seconda parte)
Ebola e dintorni (terza parte)
 

Gli Stati Uniti sono tristemente impreparati per un’epidemia di Ebola. Se una pandemia dovesse scoppiare, il numero molto limitato di laboratori ospedalieri e le unità di isolamento che abbiamo attualmente sarebbero rapidamente sopraffatte.  

Sì, potremmo essere in grado di fornire solo uno “dello stato della cura dell’arte” per una manciata di persone, ma se migliaia (o milioni) di americani contraessero il virus ce lo possiamo dimenticare. La nostra industria della salute è già  incredibilmente a un lumicino sottile, e noi semplicemente non avremmo le risorse per gestire uno tsunami di Ebola per pazienti ad alto rischio. 

E, naturalmente, la medicina, convenzionale comunque non ha una cura per l’Ebola. Il “farmaco sperimentale” che viene utilizzato sui due operatori sanitari americani con la malattia sembra aiutarli, ma anche se non risulta essere sicuro e anche se è approvato, per il pubblico ci vorrà ancora molto tempo prima che ci sia abbastanza farmaco per tutti. 

Quindi speriamo di non vedere mai una vera pandemia di Ebola in questo paese. Perché se accadesse, potremo vedere potenzialmente milioni di persone morire.
 

E 'ormai chiaro - non siamo preparati per una pandemia di Ebola
 
Mercoledì scorso abbiamo appreso che il bilancio globale di morte a causa dell’Ebola è aumentato a 932. Come potete vedere da questo articolo, i casi di Ebola si stanno ora diffondendo a un ritmo esponenziale. Se i casi si dovessero  espandere allo stesso ritmo, come è successo, in pochi mesi l’Ebola diventerebbe abbastanza spaventosa.
 
Pare che l’Ebola si sia ora diffusa in altri paesi. Un uomo in Arabia Saudita che veniva testato per Ebola è ormai morto. Un uomo liberiano è morto per il virus Ebola in Marocco .
 
Negli Stati Uniti, il CDC si rifiuta di raccontare ai media le posizioni delle persone che sono state testate per Ebola in questo paese. Ma noi sappiamo che il CDC ha detto al Time Magazine che ha ricevuto “diverse decine di telefonate” in materia di “persone malate dopo aver viaggiato in Africa “.
 
Se si contrae l’Ebola, c’è una buona probabilità che si stia per morire. Il tasso dell’attuale mortalità durante questa epidemia, è superiore al 50 per cento. Si tratta di un killer che è silenzioso e brutalmente efficiente.
 
Ma ciò che rende l’Ebola così pericolosa è che può essere portata in giro per tre settimane prima di scoprire di averla contatta. In realtà, un medico che ha lavorato in prima linea combattendo questa malattia dice che le vittime di Ebola sono in grado di “di andare in giro sani e abbastanza in forma fino a poco prima della loro morte “.
 
Così la persona seduta accanto a voi al lavoro o che vi cammina vicino passando al supermercato potrebbe avere il virus.
Non lo potremo mai sapere.
 
La fuori, in questo momento, c’è un sacco di disinformazione sull’Ebola là fuori. Ci sono un sacco di persone che ci dicono che essa “non può diffondersi facilmente” e che fondamentalmente la si può contrarre solo con uno scambio fluidi corporei di qualcuno.
 
Purtroppo, questo non sembra essere la verità. Come ha sottolineato Mike Adams di Natural News, la pubblica Agenzia di sanità del Canada dice che l’Ebola “può sopravvivere in materiale liquido o secco per diversi giorni”

Ancora peggio, l’Ebola può sopravvivere tenacemente anche fuori dall’ospite. Ecco quello che l’Agenzia di sanità pubblica del Canada dice:


SOPRAVVIVENZA DELL’OSPITE ESTERNAMENTE: Il virus può sopravvivere in materiale liquido o essiccato per diversi giorni. L’infettività è risultata essere stabile a temperatura ambiente oppure a 4°C per diversi giorni, e indefinitamente stabili a -70C. L’infettività può essere conservata mediante liofilizzazione.

Questo indica chiaramente che i virus dell’Ebola possono sopravvivere per diversi giorni su oggetti comuni come le maniglie delle porte o superfici domestiche. Se una vittima dell’Ebola infetta gira intorno a tali oggetti comuni toccandoli dopo la pulizia del sangue o muco dal naso, un’altra vittima innocente si può facilmente infettare toccando gli stessi oggetti e poi mangiare del cibo.

Uno studio dell’Ebola condotto nel 2012 ha dimostrato che l’Ebola potrebbe essere trasmessa tra maiali e scimmie che non hanno avuto un contatto fisico con un altro

Quando la notizia che il virus Ebola era riemerso in Uganda, gli investigatori in Canada stavano facendo le proprie ricerche indicando la mortalità del virus e, che potrebbe diffondersi tra le specie, attraverso l’aria.


Il team, composto da ricercatori del Centro Nazionale per la malattia degli Esteri degli animali, dell’Università di Manitoba, e l’Agenzia di sanità pubblica del Canada, ha osservato la trasmissione di Ebola da suini a scimmie. In primo luogo hanno inoculato un numero di suinetti con il ceppo Zaire del virus Ebola. Ebola-Zaire è il ceppo più mortale, con tassi di mortalità fino al 90 per cento. I suinetti sono stati poi messi in una stanza con quattro macachi cynomolgus, una specie di scimmia comunemente usato nei laboratori.

Gli animali sono stati separati da gabbie metalliche per evitare il contatto diretto tra le specie.
Nel giro di pochi giorni, i suinetti inoculati hanno mostrato segni clinici di infezione indicativi di infezione Ebola. Nei suini, Ebola provoca generalmente una malattia respiratoria e un aumento della temperatura. Nove giorni dopo l’infezione, tutti i suinetti sembravano aver contratto la malattia.

Entro otto giorni di esposizione, due delle quattro scimmie hanno mostrato segni di infezione Ebola. Quattro giorni più tardi, le restanti due scimmie si erano malate gravemente. E’ possibile che le prime due scimmie abbiano infettato le altre due, ma la trasmissione tra i primati non umani non è mai stata osservata prima in un ambiente di laboratorio.

Se Ebola è veramente “un qualcosa che non si trasmette facilmente”, come mai poi nel mondo sono stati infettati finora più di 100 operatori sanitari?
Stavano Facendo attenzione?
 
E se pensiamo alla nostra “avanzata tecnologia” che sta preparando i lavoratori sanitari per contenere l’Ebola in questo paese, forse dovremmo rivedere tali protocolli.
 
Come Mike Adams ha sottolineato in un altro articolo, non riusciamo nemmeno a fermare la diffusione di “super bacteri”, come l’MRSA nei nostri ospedali …

Come possono le autorità sanitarie statunitensi sostenere che vi sia un rischio zero da pazienti affetti da Ebola trattati in ospedali degli Stati Uniti, quando quegli stessi ospedali non riescono a controllare le infezioni dei super bug? “Molti ospedali sono poco attrezzati a contenere qualsiasi agente patogeno. Ecco perché, almeno 75.000 persone all’anno muoiono per infezioni ospedaliere. Se gli ospedali non possono fermare le infezioni comuni come MRSA, VRE e C. diff, non possono gestire l’Ebola.”

Sì, gli Stati Uniti hanno un sistema sanitario di gran lunga superiore rispetto a nazioni come la Liberia e la Sierra Leone.
Ma ha dei limiti.
 
Prima di oggi, stavo leggendo qualcosa di apparentemente scritto da qualcuno che lavora in un laboratorio ospedaliero. Volevo condividere tre citazioni che ho trovato particolarmente deludenti …
 
# 1 “Anche negli Stati Uniti, di tutti i vari ospedali in cui ho lavorato, non c’è speranza di contenere nulla di simile. Uno dei più grandi ospedali che ho lavorato aveva solo due stanze di isolamento a flusso inverso. DUE, che potrebbero affondare in un minuto.”
 
# 2 “I pazienti arrivano fino all’ospedale mostrando solo una ipotetica e sintomatica patologia. Quindi in quel momento che arrivano, hanno già infettato tutta la loro famiglia, il loro gruppo di lavoro, e chiunque abbiano incontrato nel giro di pochi metri sulla strada per l’ospedale. Quando arrivano all’ospedale le infermiere ER trattano il paziente come una comune influenza, o sepsi. Ma nel frattempo il paziente sta infettando tutti. E tutti loro, a loro volta, cominciano a infettare tutti gli altri nello stesso modo. Se il virus dell’Ebola è virulento come sostiene l’OMS o come ritiene che potrebbe essere, spero che le persone si rendano conto di quanto sta succedendo, ci saranno molte più persone malate e, negli ospedali non ci sarebbero posti letto disponibili in tutti gli Stati Uniti messi insieme.”
 
# 3 “Quindi non aspettatevi miracoli nella linea del fronte da parte del personale ospedaliero, non abbiamo gli strumenti, e noi certamente non abbiamo la manodopera. Chiedete a chiunque in campo medico quanto sia straordinario poter lavorare, se ne avessero voglia, e non fatemi nemmeno parlare su come siano disperse nell’industria. Anche se suppongo che questo si trasformerà in qualcosa, che sarà visibile molto presto e, molto velocemente.”
Non c’è modo al mondo che i nostri medici professionisti stiano per essere in grado di gestire una pandemia conclamata come l’Ebola.
Pertanto, se uno non è in fin di vita, è meglio rimanere a casa il più possibile con tutto il necessario alimentare.
 
Questo significa che avrete bisogno di abbastanza cibo e rifornimenti che durino per almeno un paio di mesi, e che potrebbe potenzialmente essere molto più lungo di quello.
 
A questo proposito, basti pensare che se Ebola si sta diffondendo, certamente non bisognerebbe andare in luoghi come negozi di generi alimentari dove un gran numero di persone tutti i giorni circolano. Ma se non si dispone di qualsiasi alimento, alla fine si sarebbe costretti a lasciare la propria casa. Una decisione che potrebbe costare molto cara.
 
Speriamo che questa crisi finisca velocemente senza preoccuparsi di tutto questo. Ma se l’Ebola si avvia a contaminare tutta l’America, la chiave sarà di isolare se stessi e la vostra famiglia, per quanto possibile.
Per ora, i nostri alti funzionari stanno facendo sembrare che non abbiamo nulla di cui preoccuparsi.
 
Ad esempio, il capo della CDC ha detto alla CBS News che “siamo in grado di fermarla”, e che la diffusione del virus Ebola probabilmente non raggiungerà questo paese …

Il direttore dei Centers for Disease Control and Prevention(CDC) ha detto in un’intervista alla CBS ‘”Face the Nation”, che egli è fiducioso che l’epidemia di Ebola in Africa occidentale può essere fermata e probabilmente non raggiungerà gli Stati Uniti.


Tom Frieden in un’intervista Domenica ha detto: il fatto è semplice, siamo in grado di fermarla. Siamo in grado di fermare la propagazione negli ospedali e possiamo fermarla in Africa [che] è in realtà la fonte dell’epidemia e dove c’è stata l’impennata della nostra risposta in modo che possiamo controllarla lì”.

E Barack Obama dice che Ebola “non è qualcosa che si trasmette facilmente“, e che tutto è sotto controllo …
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Traduzione curata da wlady