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Cinismo & Stoicismo

Statua di un filosofo cinico sconosciuto dai Musei Capitolini di Roma. Questa statua è una copia di epoca romana di una precedente statua greca del III secolo a.C. 

Cinismo antica Filosofia, una maniera per vivere   

di Jacob Bell dal Sito Web ClassicalWisdom traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese

Ho preso alcune decisioni piuttosto strane e inaspettate che sono fuori delle norme sociali ed economiche del nostro 21° secolo.

Il sogno americano, almeno per me, è morto… e in un certo senso, potrei invece seguire in linea generale il sogno cinico. Dico in linea generale perché i Cinici dell’antica Grecia erano un gruppo molto radicale.

La scuola di filosofia conosciuta come i Cinici nacque intorno al V° secolo a.C. e iniziò a svanire quasi mille anni dopo, nel V° secolo d.C.

I Cinici hanno avuto un ruolo importante nell’influenzare diverse altre scuole di filosofia, come gli Stoici, che hanno adattato ed evoluto molti dei principi fondamentali del cinismo (e tralasciato gran parte della pazzia, come la defecazione pubblica)…

A differenza della filosofia speculativa di figure come Platone e Aristotele, la filosofia cinica era una filosofia vissuta. I cinici hanno sviluppato teorie filosofiche come mezzo per vivere bene e hanno ignorato la maggior parte della filosofia astratta.

I cinici sono stati contrari a una vita superficiale, favorendo,

“una vita vissuta in accordo con la natura”.

Per loro, vivere secondo la natura significava seguire un percorso di autosufficienza, libertà e ragionamento lucido.

Credevano che le convenzioni sociali avessero la capacità di ostacolare la “bella vita” e che potessero condurre alla corruzione,

“compromettere la libertà e stabilire un codice di condotta che si contrapponga alla natura e alla ragione”.

Se me lo chiedete è una specie di musica come quella di un raduno hippy…

 Gli hippies sono Cinici?

Per i Cinici, la natura potrebbe offrire molto divertimento e intrattenimento.

Hanno trovato conforto e felicità in piaceri semplici come

  • uscire a passeggiare
  • sentire il calore del sole
  • bere un bicchiere di acqua fresca in una giornata calda…

Concordo in tutto questo… tranne che cambierei l’acqua per una bella birra artigianale fredda, che probabilmente sarebbe troppo pretenziosa per il vero cinico. Va bene…

Questo perché i Cinici denunciarono lusso e ricchezza.

Credevano che nella loro ricerca, l’uomo si impegnava in inutili lavori giorno dopo giorno.

Per i Cinici, una vita fatta di un’azione frenetica in cerca della ricchezza o del potere era assurda.

Questo tipo di vita farebbe allontanare sia l’uomo antico che quello moderno dalla natura e instillerebbe in lui un bisogno di superficialità che non sarebbe mai soddisfatta.

Non essendo mai soddisfatto e desiderando sempre di più, l’uomo diventerebbe schiavo dei suoi desideri.

 

Diogene seduto nella sua botte di Jean-Léon Gérôme (1860)

Il filosofo greco Diogene (404-323 a.C.) è seduto nella sua dimora, la botte di terracotta, nel Metroon, ad Atene, mentre accende la lampada alla luce del giorno con la quale doveva cercare un uomo onesto.

I suoi compagni erano dei cani che servivano anche come emblema della sua filosofia “cinica” (greca: “kynikos”, simile a un cane), che enfatizzava un’esistenza austera.

Tre anni dopo che questo dipinto fu esposto per la prima volta, Gerome fu nominato professore di pittura all’Ecole des Beaux-Arts dove avrebbe istruito molti studenti, sia francesi che stranieri.

Il più famoso tra i cinici era un uomo di nome Diogene di Sinope, spesso chiamato Diogene il Cane a causa del suo comportamento radicale, compresa la defecazione pubblica.

Chiaramente, ha portato la filosofia cinica all’estremo.

Ha abbracciato il dolore, le difficoltà e la povertà.

Viveva in una botte di terracotta, mangiava avanzi e guadagnava gran parte dei suoi beni con l’accattonaggio.

Diogene il Cane ha passato il tempo prendendo in giro le convenzioni sociali e richiamando l’attenzione sull’assurdità di un comportamento simile a quello di un robot da parte di coloro che lo circondavano (anche a personaggi come Alessandro Magno!)

 

“Alessandro e Diogene” di Caspar de Crayer. Diogene una volta chiese ad Alessandro Magno di spegnere la sua luce.

Diogene considerava gran parte delle attività dell’umanità alla maniera di Sisifo.

Cioè, proprio come Sisifo che trasportava il masso su per la montagna giorno dopo giorno, solo per farlo rotolare giù, le ricerche dell’uomo per la ricchezza e il potere erano altrettanto inutili e insignificanti…

Non abbiamo bisogno di seguire gli esatti valori stabiliti dai Cinici per beneficiare della loro saggezza, perché, beh, ciò sarebbe seguire una convenzione sociale e sfidere l’intera idea della filosofia cinica!

Invece,

Possiamo vedere il vantaggio nella semplicità e possiamo guardare all’interno dei nostri valori.

Possiamo liberarci dalle convenzioni sociali restrittive e coltivare una vita che troviamo appagante e che abbia un significato.

Non sto suggerendo di abbandonare il vostro lavoro quotidiano o di seguire una vita ascetica.

Rimanendo fedele ai Cinici, sarebbe sbagliato per me dirvi “come vivere”…

Ma non è necessariamente una cattiva idea riprendere una prospettiva cinica e rivalutare di tanto in tanto le cose al fine di perseguire ciò che trovate soddisfacente e con un significato interiore.

Dopotutto, indipendentemente dal nostro stato di ricchezza o povertà, nessuno di noi ne esce vivo, e quindi potremmo anche essere noi a scegliere il masso che portiamo giorno dopo giorno sulla montagna…

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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La Verità storica sul Medioriente

La Verità storica sul Medioriente. La volete sentire SI o NO?  

di   

Quando succede qualcosa in Siria, in Libano, in Israele (o decapitano qualche sfortunato come appena accaduto alle due ragazze scandinave in Marocco) spuntano come funghi ipotesi sulle cause dei mali del medioriente. Si tratta di cause metastoriche, che mescolano espisodi veri a leggende inventate di sana pianta, oppure che prendono per le corna una questione che andrebbe presa per la coda. Alla fine, i lettori di queste analisi concludono dicendo cose del tipo “si ammazzano tra di loro”, “non sanno andare d’accordo”, “gli abbiamo rubato il petrolio”, e cose così.

Allora proviamo a fare chiarezza, ma senza perderci nei mille rivoli dei sunniti, sciiti, palestinesi e partito Baath. 

Bene. Si parte. 

Iniziamo dicendo che tutto il casino ha una data d’inizio e un luogo d’origine. La data d’inizio è il 1916, in piena Guerra Mondiale, il luogo è Londra. Se sfrugugliate su wikipedia leggerete una fesseria assoluta, e cioè che il petrolio fu scoperto in Arabia Saudita nel 1938. In verità gli inglesi sapevano benissimo che l’Arabia sonnecchiava su un mare di petrolio fin dalla Prima Guerra Mondiale e voleva dunque impossessarsene. Sia delle materie prime dell’attuale Arabia Saudita, sia di quelle dei paesi limitrofi (dall’Egitto all’Iran)! 

Nel 1916 la situazione era questa: esisteva un impero musulmano, l’impero ottomano, guidato da un califfo che era il capo politico dei turchi di Istanbul e di tutte le aree del medioriente. Oltre che un capo politico, però, questo califfo era anche il capo spiriturale, cioè una sorta di “Papa” dei musulmani. L’impero Ottomano era all’epoca in guerra contro Francia e Inghilterra e le cose si stavano mettendo male. Gli inglesi, che avevano i piedi ben piantati in mezza Africa, dall’Egitto a Città del Capo, volevano mettere le mani su quest’area mediorientale per sfruttarne le enormi ricchezze. Così anche i francesi, seppur nei  limiti logistici loro propri in quel frangente, visto che avevano i tedeschi del Kaiser ai confini in Europa. 

Gli inglesi, nel 1916, già stavano pensando a come mettere a posto le cose in caso di loro vittoria, peraltro sempre più probabile. La loro difficoltà era legata proprio al fatto che qualora avessero vinto i turchi, non sapevano come fare per sostituirlo, perchè un conto è sostituire un capo di stato con un fantoccio di comodo, un altro è sostituire un capo religioso e spirituale in grado di tenere assieme tutto l’Islam. 

La figura che gli inglesi individuarono era quella di un principe nato a Istanbul e che aveva studiato in Inghilterra e che conosceva bene l’inglese, cioè che lo parlava fluentemente. 

Costui poteva rappresentare il degno sostituto del Califfo turco non solo e non tanto per la sua ampia cultura, ma anche perchè nel 1916 era il custode dei luoghi sacri in Arabia della Mecca e di Medina. Come se qui da noi ci fosse un cardinale con poteri speciali e molto riconosciuto dei fedeli in lizza per diventare il futuro Papa. Il nome di questo Principe era Hussein (al-Ḥusayn ibn ʿAlī in arabo), ed aveva il ruolo, appunto di Sceriffo della Mecca. Insomma, amici, stiamo parlando del pretendente ideale a prendere le redini del califfato: un principe arabo molto colto, conoscitore dell’Inghilterra e della fede musulmana. Non solo, tenetevi forte, costui era anche discendente del profeta Maometto!!!  

Insomma, un taccone decisamente meglio del precedente… gli inglesi avevano trovato la soluzione ideale. 

Durante la Grande Guerra, al-Ḥusayn ibn ʿAlī (Hussein) si era a dire il vero inizialmente alleato con gli Ottomani e la germania, ma fu poi convinto a mutare decisamente orientamento da una corrispondenza durata dall’estate 1915 all’inizio 1916 che ebbe con l’Alto Commissario britannico al Cairo, Sir Henry McMahon (che fu poi improvvidamente resa pubblica dal figlio Faysal davanti al Consiglio supremo inglese anni dopo). Gli inglesi, alla ricerca di una figura che si ponesse a capo dell’insurrezione araba, dettero la garanzia a Hussein che sarebbe stato ricompensato con un “Grande regno arabo” che avrebbe abbracciato il territorio intero fra Egitto e Persia, con l’eccezione dei possedimenti imperiali britannici e di quelli sotto tutela francese. 

Qualcuno ha mai visto il film Lawrence d’Arabia con Peter O’Toole e Omar Sharif? Beh… è quella storia lì e non è affatto inventata, sono ancora custodite le lettere degli accordi presi tra il Principe Hussein e gli inglesi e si possono leggere integralmente. 

ATTENZIONE: Hussein non era uno sprovveduto e non stava affatto svendendo il popolo arabo e turco (che NON sono la stessa cosa, peraltro). Hussein leggeva il Times tutte le mattine e aveva capito benissimo il potenziale delle risorse del medioriente, cioè di Siria, Libano, Arabia ecc ecc, ma sapeva anche che avrebbe avuto bisogno degli occidentali perchè aveva bisogno delle tecnologie e degli ingegneri per estrarre e realizzare grandi infrastrutture per il suo popolo. Quindi l’accordo era molto intelligente e fu semmai sciocco il Califfo ottomano di allora a preferire i tedeschi e quindi posizioni di retroguardia. 

Ad un certo punto gli inglesi fecero la loro offerta a Hussein. La proposta prevedeva di accedere al suolo dei paesi del “nuovo” califfato pagandogli delle royalties. Ora, cari lettori, immaginatevi Hussein che prende la calcolatrice dalla mensola della cucina, che si fa una bella risata e che dice agli algidi interlocutori: “tornate un’altra volta con una proposta almeno dieci volte più alta e ricominciamo a parlarne”.

Gli inglesi, però, non tornarono un’altra volta.

Fecero tutt’altro. 

OCCHIO ORA che siamo arrivati al punto: gli inglesi presero la tribù più sporca e retriva di tutta l’area, i wahabiti e li misero sul trono del nuovo califfato al posto di Hussein.  

Cosa dire dei wahabiti, oltre al fatto che ovviamente accettarono le condizioni di sfruttamento del medioriente? 

Per due secoli il Wahhabismo è stato il credo dominante nell’attuale Arabia Saudita. Esso costituisce una forma estremamente rigida di Islam sunnita, che insiste su un’interpretazione rigida e molto discussa del Corano. I wahhabiti credono che tutti coloro che non praticano l’Islam secondo le modalità da essi indicate siano nemici dell’Islam. I critici affermano però che la rigidità wahhabita ha portato a un’interpretazione quanto mai erronea e distorta dell’Islam, ricordando come dalla loro linea di pensiero siano scaturiti personaggi come Osama bin Laden e i Ṭālebāni. L’esplosiva crescita del Wahhabismo ha permesso l’insorgere di scuole (madrasa) e moschee wahhabite in tutto il mondo islamico… i fenomeni più terribili vengono da qui: da Al Quaeda e dalla sua variante oggi tanto di moda, l’Isis. 

Quali sono le abitudini dei wahabiti in Arabia Saudita? Beh, tagliano le mani ai ladri, lapidano le donne, non le lasciano guidare l’automobile, ad esempio. Cosette simpatiche, insomma, che però nulla di nulla hanno a che fare con la grande cultura araba di filosofia e matematica nè con i sogni aulici di Mille e una Notte che tutti abbiamo letto da bambini. 

Da quando gli occidentali, prima gli inglesi e i francesi e, dopo la seconda Guerra, anche gli americani, hanno scelto i wahabiti a fare da padri spiriturali nell’area – nonchè reali d’Arabia –  sono successi i veri casini. Le loro colpe sono di gran lunga peggiori di quelle di Israele, che pure ne ha, e di molto gravi. 

Il terrorismo islamico, dalla Cenenia russa alla Siria, dalla Libia alla Nigeria di Bocho Aram ha come unica matrice spirituale e finanziamento materiale l’Arabia Saudita dei wahabiti alleati degli americani. I sauditi, nostri alleati, presero il posto di Hussein alla guida dell’Islam e ancora oggi consentono la speculazione delle multinazionali sulle materie prime a vantaggio solo loro, che sono numericamente in pochi abitanti e a tutto svantaggio del resto del cosiddetto Islam. 

Quindi, se in Occidente volessimo risolvere per sempre la questione (sia per noi, che per i musulmani di tutto il mondo) dovremo lavorare con gli altri arabi  per ridimensionare o abbattere il regime wahabita che governa da decenni in Arabia. Tutto il resto, le bombe di mia nonna in cariola, Putin che aiuta Assad, Obama che aiuta Erdogan, l’Iran che se la fa con i russi … i bambini morti per colpa di Tizio e di Caio sono specchietti per le allodole, falsi macroscopici ad uso e consumo del lobotomizzato cittadino occidentale, delle grosse tette di Selvaggia Lucarelli e del piccolo cervello di Saverio Tommasi 

Fonte articolo: http://micidial.it/ 

Consiglio: leggere anche i commenti all’interno del post originale

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Ps: se sei arrivato fin qui, non perderti l’articolo appena sotto della situazione della storia attuale … 

I maiali della guerra

  

I maiali della guerra si stanno finalmente rivelando – E questo è solo l’inizio … 

di: Brandon Smith  

Nel 2016 durante la campagna elettorale di Donald Trump uno dei principali fattori della sua popolarità tra i conservatori fu che fu uno dei primi candidati dopo Ron Paul a discutere per aver portato a casa le truppe statunitensi e per porre fine al coinvolgimento americano nelle varie guerre elitarie fabbricate nel Medio Oriente. Dall’Iraq, all’Afghanistan, alla Siria e allo Yemen e oltre, i Neo-Contro e i Neo-Lib per volere dei loro padroni globalisti avevano intrapreso guerre di guerra senza sosta da oltre 15 anni. I tempi erano maturi per un cambiamento e la gente era certa che se Hillary Clinton entrasse alla Casa Bianca, sarebbero stati garantiti altri 4-8 anni di guerra.  

Non c’era nulla da guadagnare da queste guerre. Stavano solo trascinando gli Stati Uniti verso il basso socialmente ed economicamente, e anche l’idea di “ottenere il petrolio” si era trasformata in una farsa poiché la maggior parte del petrolio iracheno andava in Cina, non negli Stati Uniti. Le stime generali sui costi delle guerre ammontano a $ 5 trilioni di dollari USA e oltre 4500 morti americani insieme a circa 40.000 feriti. Le uniche persone che stavano beneficiando della situazione erano i globalisti e le élite bancarie, che chiedevano a gran voce di destabilizzare il Medio Oriente dal giorno in cui avevano lanciato il loro “Progetto per un nuovo secolo americano” (PNAC). Davvero, tutte le guerre sono guerre di banchieri. 

I tentativi dell’amministrazione Obama di indurre gli americani a sostenere la guerra aperta con il regime di Assad in Siria erano falliti. I tentativi coerenti di George W. Bush e Obama di aumentare le tensioni con l’Iran erano svaniti. Gli americani mostravano segni di stanchezza, FINALMENTE stufo delle bugie che venivano costruite per ingannarle e renderle complici nelle guerre dei banchieri. Trump era una boccata d’aria fresca … ma ovviamente, come tutti gli altri burattini dei globalisti, le sue promesse erano vuote. 

Nel mio articolo “Clinton contro Trump e la cooptazione del movimento per la libertà” , pubblicato prima delle elezioni del 2016, ho avvertito che la retorica di Trump potrebbe essere un grande spettacolo e che potrebbe essere scritta dall’establishment per riportare i conservatori in la piega repubblicana / neo-con. A quel tempo, l’outlet mediatico di sinistra Bloomberg si scatenava apertamente nell’idea che Trump potesse assorbire e distruggere il “Tea Party” e il movimento per la libertà e trasformarli in qualcosa di molto più gestibile. La domanda era se il movimento per la libertà avrebbe o meno acquisito completamente Trump o se fosse rimasto scettico. 

Inizialmente, non credo affatto che il movimento si sia aggrappato alla sua obiettività. Troppe persone hanno acquistato Trump alla cieca e immediatamente sulla base di speranze errate e del desiderio di “vincere” contro la sinistra. Neanche il folle cultismo della sinistra politica ha aiutato molto le cose. 

Quando Trump ha iniziato a saturare il suo gabinetto con élite bancarie e globalisti del CFR nel momento in cui è entrato in carica, ho saputo senza dubbio che era una frode. Le strette associazioni con le creature della palude dello stabilimento erano qualcosa per cui aveva costantemente criticato Clinton e altri politici durante la campagna, ma Trump non era migliore o diverso da Clinton; era solo un fattorino per le élite. La differenza singolare era che la sua retorica era stata progettata per attrarre direttamente i conservatori con la libertà. 

Ciò significava che era solo questione di tempo prima che Trump infrangesse la maggior parte delle promesse della sua campagna, comprese le sue affermazioni secondo cui avrebbe riportato a casa le truppe statunitensi. Alla fine, la maschera doveva staccarsi se Trump avrebbe continuato a portare avanti l’agenda dei suoi padroni. 

Oggi, la maschera si è effettivamente staccata. Negli ultimi tre anni Trump ha fatto annunci di un imminente ritiro delle truppe in Medio Oriente, inclusa la recente affermazione che le truppe avrebbero lasciato la Siria. Tutti gli annunci sono stati seguiti da un AUMENTO della presenza di truppe statunitensi nella regione. Sono stati fatti tentativi coerenti per fomentare un nuovo conflitto con l’Iran. L’accumulo della guerra è stato ovvio, ma alcune persone sul treno Trump non l’hanno ancora capito. 

L’argomento più comune che ho sentito quando ho sottolineato tutte le incoerenze nelle affermazioni di Trump e i suoi collegamenti diretti con i globalisti è stato che “Non aveva avviato alcuna guerra, quindi come poteva essere un burattino globalista …?” La mia risposta ha sempre stato “Dagli un po ‘di tempo, e lo farà.” 

Uno dei miei lettori ha notato di recente che la “Trump Derangement Syndrome” (TDS) in realtà va in entrambe le direzioni. Le persone di sinistra raddoppiano il loro odio per Trump in ogni occasione, ma i cultisti di Trump raddoppiano il loro sostegno a Trump indipendentemente da quante promesse infrange. Questa è sempre stata la mia più grande preoccupazione – Che i conservatori nel movimento per la libertà abbandonassero alla fine i loro principi di governo limitato, la fine delle élite bancarie alla Casa Bianca e la fine delle guerre illegali perché si erano investiti così completamente nella farsa di Trump essere troppo imbarazzato per ammettere che erano stati ingannati

Un’altra preoccupazione è che il movimento per la libertà sarebbe stato infettato da un afflusso di persone che sono statisti neoconservatori nel loro nucleo. Queste persone fingono di essere conservatori attenti alla libertà, ma quando il velo viene sollevato mostrano i loro veri colori come i maiali di guerra che sono davvero. Bisogna fare una distinzione tra maniaci del controllo neo-con dell’era Bush e conservatori costituzionali; ci sono poche o nessuna somiglianza tra i due gruppi, ma l’establishment spera che il primo divori il secondo.

Ho notato che i Maiali da Guerra sono entrati in vigore la scorsa settimana, battendo le loro casse e chiedendo più sangue. Il governo americano ha assassinato il comandante militare iraniano Qasem Soleimani, sono iniziate ritorsioni contro obiettivi statunitensi e ora il governo iracheno ha chiesto che le truppe statunitensi fossero rimosse dalla regione, alla quale Trump ha detto “no” e ha invece chiesto il pagamento. È stata avviata una nuova ondata di truppe che finirà in una guerra totale. Il tit-for-tat è appena iniziato. 

Come rispondono i cultisti di Trump? “Uccidi quei terroristi!” 

Sì, molte delle stesse persone che hanno applaudito la presunta opposizione di Trump alle guerre tre anni fa, ora stanno tifando fanaticamente per l’inizio della guerra forse più distruttiva di tutte. Le razionalizzazioni per questo abbondano. Dicono che Soleimani stava pianificando attacchi contro obiettivi statunitensi in Iraq. E questo potrebbe essere vero, sebbene non sia stata ancora presentata alcuna prova concreta. 

Mi vengono in mente le affermazioni dell’era Bush sulle “Armi di distruzione di massa” irachene, le armi che non furono mai trovate e nessuna prova fu trovata che fossero mai esistite. Le uniche armi che l’Iraq aveva erano le armi che gli Stati Uniti avevano venduto loro decenni fa. Qualsiasi governo può fabbricare una scusa per l’assassinio o la guerra per il consumo pubblico; l’amministrazione Trump non è diversa.

Detto questo, penso che il fattore più importante in questo dibattito sia caduto a margine. La linea di fondo è che le truppe e le basi statunitensi NON dovrebbero essere in Iraq in primo luogo. Trump stesso ha dichiarato più volte. Anche se Soleimani fosse dietro gli attacchi e le rivolte in Iraq, i beni statunitensi non possono essere attaccati nella regione se vengono RIMOSSI dalla regione come Trump ha detto che avrebbe fatto. 

C’è solo un motivo per mantenere le attività statunitensi in Iraq, Afghanistan o Siria in questo momento, e quello di creare tensioni in corso nell’area che possono essere utilizzate dall’establishment per innescare una nuova guerra, in particolare con l’Iran.

I maiali di guerra hanno sempre ragioni e ragioni, però. Dicono che il mondo musulmano è una minaccia per il nostro modo di vivere e sono d’accordo sul fatto che la loro ideologia è completamente incompatibile con i valori occidentali. Detto questo, la soluzione non sta mandando i giovani americani a morire all’estero in guerre basate su bugie. Ancora una volta, queste guerre avvantaggiano solo banchieri e globalisti; non ci rendono più sicuri come popolo. L’unica soluzione morale è assicurarsi che gli elementi fascisti dell’estremismo musulmano non vengano importati nelle nostre coste. 

I maiali di guerra affermano che meritiamo il pagamento per i nostri “servizi resi” nella regione prima di partire, facendo eco ai sentimenti di Donald Trump. Chiedo, quali servizi? Pagamento per cosa? L’invasione che gli iracheni non volevano, sulla base di errori che sono stati pubblicamente esposti? Le basi statunitensi che non dovrebbero esserci in primo luogo? Le centinaia di migliaia di morti di una guerra che non aveva altro scopo se non quello di destabilizzare deliberatamente la regione? 

Non riceveremo mai “pagamenti” dagli iracheni come compensazione per questi sforzi folli, e i maiali di guerra lo sanno. Vogliono la guerra. Vogliono che continui per sempre. Vogliono attaccare i loro ego all’evento. Vogliono rivendicare la gloria per se stessi in modo vicario quando vinciamo e vogliono rivendicare la vittima per se stessi in modo vicario quando i nostri soldati o cittadini vengono uccisi. Sono perdenti che possono essere vincitori solo attraverso i sacrifici degli altri.

I maiali di guerra difendono l’idea che al presidente dovrebbe essere permesso di fare la guerra unilateralmente senza il sostegno del congresso. Dicono che questo tipo di azione è legale e tecnicamente hanno ragione. È “legale” perché i controlli e gli equilibri di guerra sono stati rimossi sotto l’amministrazione Bush e Obama. Il passaggio dell’AUMF (Authorization For Use Of Military Force) nel 2001 conferì al potere esecutivo dittatoriale il potere di iniziare la guerra per capriccio senza controllo. Solo perché è “legale” non significa che sia costituzionale o giusto. 

Alla fine, il carrozzone di Trump ha lo scopo di realizzare molte cose per i globalisti; l’obiettivo principale è che è progettato per trasformare i conservatori della libertà in statisti rabbiosi. È progettato per trasformare gli attivisti contro la costituzione contro la guerra in mongeri e sostenitori del grande governo, purché sia ​​un grande governo sotto il “nostro controllo”. Ma non è sotto il nostro controllo. Trump NON è il nostro ragazzo. È un agente dello establishment ed è sempre stato. 

Per ora, il tintinnio della sciabola è aggressivo ma le azioni sono state limitate. Questo non sarà il caso a lungo. Alcuni potrebbero chiedersi il motivo per cui l’establishment non abbia semplicemente lanciato una guerra totale adesso? Perché iniziare in piccolo? In primo luogo, hanno bisogno di conservatori psicologicamente investiti nell’idea. Ciò potrebbe richiedere un evento di falsa bandiera o un attacco ai civili americani. In secondo luogo, devono eseguire un vasto accumulo di truppe, che potrebbe richiedere alcuni mesi. Le dichiarazioni di un “bisogno di pace” sono sempre usate per bloccare il tempo mentre le élite si posizionano per la guerra. 

La guerra con l’Iran è inutile, e francamente, non vincibile, e le élite lo sanno. Non è solo una guerra con l’Iran, è una guerra con l’Iran, i loro alleati e ogni altra nazione che reagisce negativamente alle nostre azioni. E queste nazioni non devono reagire militarmente, possono reagire economicamente scaricando i titoli del Tesoro USA e il dollaro come riserva mondiale. 

L’establishment vuole che gli Stati Uniti siano coinvolti in Afghanistan, Iraq, Iran, ecc. Fino a quando non saremo così svuotati dal conflitto da crollare. 

Hanno anche bisogno di una notevole distrazione per nascondere la loro responsabilità per l’implosione della bolla di tutto e il dolore economico che ne deriverà. Il fine gioco per l’establishment è che l’America si autodistrugga, in modo che possa essere ricostruita in qualcosa di irriconoscibile ed eternamente mostruoso. Vogliono che ogni traccia dei nostri principi originali venga cancellata, e per farlo, hanno bisogno che siamo complici della nostra stessa distruzione. Hanno bisogno di noi per partecipare. Non partecipare e rifiuta di sostenere nuove guerre di banchieri. Non essere un maiale della guerra. 

Fonte: http://www.alt-market.com/ 

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Davanti agli occhi – oltre il mistero delle costruzioni antiche

 

 

Gli strumenti usati per costruire antichi monumenti potrebbero esserci stati davanti agli occhi da sempre   

di HAF

 

Uno dei motivi principali per cui oggi restiamo affascinati dalle strutture antiche è il mistero di quanto spesso le pietre massicce venissero tagliate e montate insieme con una precisione inspiegabile.

Usando i tuoi occhi, un chiaro difetto nella narrativa tradizionale diventa palesemente evidente.

Le spiegazioni tradizionali suggeriscono che strumenti ordinari e primitivi combinati con straordinarie imprese dello sforzo umano hanno reso tutto possibile.

Non c’è una buona spiegazione del perché le tecniche di costruzione e i progetti condividano così tante somiglianze in tutto il pianeta quando emerge il quadro generale.  

 

Oltre al mistero della costruzione, c’è un altro anello mancante: cosa è successo agli strumenti? Inoltre, perché non vediamo le informazioni registrate che spiegano questi sorprendenti metodi di costruzione?

Questi metodi erano intenzionalmente tenuti segreti o le risposte ci hanno sempre guardato in faccia?

È la ragione per cui non abbiamo trovato prove evidenti di strumenti perché uno di questi è il suono e le vibrazioni effimere? E, è un’altra ragione perché abbiamo frainteso gli strumenti utilizzati?

Le “Pietre veliche d’Egitto”

Un antico racconto di un antico storico e geografo arabo suggerisce che gli egiziani usassero il suono per trasportare enormi blocchi di pietra. Conosciuto come Erodoto degli Arabi, registrò una leggenda secolare nel 947 d.C.

Secondo Mysterious Universe, la leggenda dice così:

“Quando costruirono le piramidi, i loro creatori posizionarono con cura ciò che era descritto come magico papiro sotto i bordi delle possenti pietre che dovevano essere usate nel processo di costruzione.

“Poi, uno ad uno, le pietre furono colpite da ciò che era curiosamente, e piuttosto enigmaticamente, descritto solo come un’asta di metallo.

“Ecco, le pietre iniziarono lentamente ad alzarsi in aria e – come soldati diligenti che seguono indubbiamente gli ordini – procedettero in modo lento, metodico, a file singole un numero di piedi sopra un sentiero lastricato circondato da entrambi i lati da simili, aste di metallo misteriose.”

 

 

Lo scettro di Was

 

Abbiamo visto tutti divinità egiziane come Anubi, in piedi con una strana asta in mano come nella foto sopra.

Tuttavia, non molte persone sanno cos’è quell’oggetto. Si chiama Was-sceptre, un bastone con una base a forcella e sormontato da una testa a punta a forma di canino stilizzato o di un altro animale.

L’asta è sottile e perfettamente diritta e associata ad altri oggetti misteriosi come l’Ankh e il Djed. Erano semplicemente simbolici o avrebbero potuto essere strumenti di qualche tipo?

Ankh, Djed & Was di Kyera Giannini (CC BY 2.0)

  Djed di Mark Cartwright (CC-BY-NC-SA)

 

Secondo l’Enciclopedia della storia antica, questi oggetti sono simboli che rappresentano il potere e il dominio reali.

“I tre simboli più importanti, che spesso appaiono in tutti i modi di opere d’arte egiziane, dagli amuleti all’architettura, erano l’ankh, il djed e lo scettro.

“Questi sono stati spesso combinati in iscrizioni e spesso compaiono su sarcofagi insieme in un gruppo o separatamente. Nel caso di ciascuno di questi, la forma rappresenta l’eterno valore del concetto: l’ankh rappresentava la vita; la stabilità djed; era il potere.”

In alcune raffigurazioni, gli scettri Was sono visti sostenere il tetto di un santuario mentre Horus guarda.Allo stesso modo, il Djed è visto su architravi del tempio che sembrano reggere il cielo nel complesso di Djoser a Saqqara.

Un video di Ancient Architects esplora questa idea, mostrando esempi di diapason usati dagli egiziani.

Il narratore Matthew Sibson dal Regno Unito solleva alcune idee affascinanti su come gli egiziani potrebbero aver usato oggetti come lo scettro di Was e le forchette di sintonia per tagliare le pietre più dure usando il potere del suono e delle vibrazioni. (vedi video sotto)

Una statua di diapason è raffigurata su una statua di Iside e Anubi, ognuna con in mano un’asta. Tra le divinità, una scultura mostra due diapason che sembrano essere collegati da fili.

Sotto le forche, un oggetto arrotondato con quattro punte è centrato e appare quasi come una freccia rivolta verso l’alto.

Nel video, Sibson fa apparire un’e-mail interessante ma non verificata sul sito Web KeelyNet.com dal 1997. L’e-mail suggerisce che gli egittologi hanno trovato antiche forcelle in sintonia e potrebbero averle etichettate come “anomale” quando non potevano immaginare quale fosse il loro scopo.

“Alcuni anni fa un amico americano ha scelto la serratura di una porta che conduceva ad un magazzino del museo egiziano di circa 8 piedi x dieci piedi. All’interno ha trovato “centinaia” di ciò che ha descritto come “diapason”.

Queste dimensioni variavano da circa 8 pollici a circa 8 o 9 piedi di lunghezza complessiva e assomigliavano a catapulte, ma con un filo teso teso tra i denti della “forcella”. Insiste, per inciso, sul fatto che questi non erano sicuramente non ferrosi, ma “acciaio”.

Questi oggetti assomigliavano a una lettera “U” con una maniglia (un po’ come un forcone) e, quando il filo veniva strappato, vibravano per un periodo prolungato.

Mi viene in mente di chiedermi se questi dispositivi avrebbero potuto avere degli utensili temprati fissati sul fondo delle loro maniglie e se avrebbero potuto essere usati per tagliare o incidere la pietra, una volta che fossero stati messi in vibrazione.

Sebbene l’e-mail sia solo una prova aneddotica, sembra confermare il geroglifico di diapason sulla statua di Iside e Anubi, con filo teso tra i denti.

Successivamente, vediamo un sigillo Sumerian Cylinder molto più vecchio che mostra una figura che regge quello che sembra essere un diapason. Come vedi di più, sembra che gli antichi sapessero molto di più sugli effetti del suono e delle vibrazioni di quanto attualmente comprendiamo.

Oggi stiamo imparando nuovi modi di guardare alle strutture antiche. L’archeoacustica sta rivelando come il suono abbia giocato un ruolo vitale nella costruzione di siti in tutto il mondo.

Nel frattempo, lo studio dei cimatici rivela come le vibrazioni alterano la geometria della materia in modi intricati e inspiegabili.

Inoltre, i misteri della meccanica quantistica si stanno svelando quando troviamo nuove particelle e utilizziamo algoritmi di intelligenza artificiale per scoprire come funziona la materia stessa.

Potremmo finalmente raggiungere la fase in cui inizieremo a capire esattamente come gli antichi popoli del mondo hanno creato enormi monumenti in tutto il mondo? 

Riferimento: Ancient-code.com

Fonte: https://humansarefree.com/

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Professor Barbero, la pianti di dire la verità sull’Europa

Oh, Barbero! Che hai fatto

Lo storico piemontese Alessandro Barbero è l’intellettuale italiano oggi maggiormente coccolato dai media. Non è divisivo come Vittorio Sgarbi e Diego Fusaro, non si acconcia da hipster come Massimo Cacciari e non si improvvisa tuttologo di calcio come Mughini. Barbero buca il video con il suo aplomb anglosassone ed i suoi occhiali da secchione; sa catturare l’attenzione anche dello spettatore più pigro grazie ad una voce entusiasta e così “chiara e distinta” da far impallidire le idee di Cartesio. E’ simpatico, Barbero, anche quando ti dice cose che non avresti mai immaginato e ti fa sentire ignorante. 

Non solo. Barbero è riuscito ad imporsi come il conferenziere più amato dagli italiani anche sul web, dove spopolano i suoi video-pipponi lunghi due ore su figure storiche come Carlo Magno e Napoleone. Roba che Paolo Mieli non ci dorme la notte, per l’invidia!  

Ecco perchè il medievalista torinese è riuscito in questi anni ad uscire dalle polverose stanze dell’Accademia per entrare nei salotti buoni della televisione. Non è raro vederlo come conduttore a Rai Storia oppure a fianco di Piegiorgio Odifreddi a riempire i teatri. Insomma, Barbero è uno storico che sembra venire dal mondo anglosassone: uno storico che ce l’ha fatta. 

Eh già, perchè mentre in Italia l’allegra brigata del Ciccap è riuscita a convincerci tutti che al primo potere ed al quarto potere devono sedere solo i positivisti in stile Piero Angela and Son, altrove anche i classicisti, i filosofi e gli storici hanno un ruolo che non rimane relegato ai banchi di scuola. Boris Johnson – pochi lo sanno – è un classicista, Noam Chomsky un filosofo ed un sociologo, Henry Kissinger, uno storico. 

Barbero, dunque, è uno dei pochissimi umanisti che in questo Paese non è costretto a sbarcare il lunario dando ripetizioni di latino agli studenti del ginnasio. 

Fino a quando… 

Fino a quando, poco prima di natale, Massimo Bernardini non ha commesso il passo falso di intervistarlo sulla democrazia. In quel di Reggio Emilia, per l’esattezza al Teatro Asioli di Correggio, il conduttore di Tv Talk ha (mal)pensato di portare Barbero sulla strada dell’europeismo convinto. Un dialogo che nelle intenzioni del giornalista doveva condurre il pubblico emiliano (e come tale di sinistra per definizione) nel petaloso mondo dell’invincibile Europa, dell’euro irreversibile, e dell’antisovranismo militante. 

Qualcosa, però, è andato storto. 

Non senza lo stupore dell’intervistatore e del pubblico, sull’Eurosistema Barbero ha avuto l’ardire di dire la verità. 

Dopo aver chiarito la funzione principale dei parlamenti in una democrazia moderna (legiferare e controllare l’operato dei governi), il dialogo è andato circa così: 

Barbero. “La costituzione vuol dire: eleggiamo un parlamento! dalla rivoluzione francese in poi i popoli hanno voluto le costituzioni ed in esse il ruolo del Parlamento è chiarissimo. Il popolo ha detto eleggiamo un parlamento. Ed il governo? Il governo deve rispondere al parlamento!!! 

Su queste cose c’è una confusione enorme oggi, anche nel nostro Paese. Storicamente, la differenza tra PARLAMENTO e GOVERNO è chiarissima. Il governo prende le deicisioni dopo essere stato nominato da un Presidente della Repubblica (una volta era il Re). Non è un dettaglio da niente… il presidente della repubblica, che è un po’ come l’equivalente del Re, nomina il governo. Ma il governo deve avere l’approvazione del parlamento eletto dal popolo. Il parlamento serve a quello! Quando il parlamento non vota la fiducia, il governo cade. 

Ora, io come molti non ho le idee chiarissime di come funzioni l’Europa, ma non mi sembra proprio che funzioni così… 

Non mi sembra che tutti i giorni la commissione europea prenda le decisioni e debba poi andare tutti i giorni in Parlamento col rischio di cadere perchè ai rappresentanti del popolo non va bene… 

A me non sembra che funzioni così (e se funziona così riesce a non farlo vedere molto bene), e la gente questo lo percepisce”. 

Giornalista. “Però da 40 anni noi stiamo votando direttamente questo Parlamento Europeo. Tutti gli europei votano il parlamento, mandiamo rappresentati dal 1979”. 

Barbero. “Ma – chiedo per sapere… – il Parlamento Europeo, può far cadere il governo europeo?” 

A questo punto, sul teatro Asioli cala il gelo.  

Bernardini non risponde. 

Il pubblico non fiata. 

In pochi secondi, in una riga dattiloscritta, seppur con educazione e attraverso la forma dubitativa della domanda, Alessando Barbero – storico dei media ufficiali – dice quello che tutta la controinformaione degna di questo nome urla da anni fino a farsi uscire le vene dal collo, e cioè che 

L’UNIONE EUROPEA NON E’ UNA DEMOCRAZIA 

Insomma, il Re è nudo, solo che stavolta a dirlo non è stato un bambino, ma uno dei più grandi accademici italiani.

Allora faccio un appello allo stimato storico torinese: professore si fermi qua! 

Professore si fermi ora!

Vuole continuare ad andare da Piero Angela? Vuole rimanere in cima alle classifiche dei libri e pubblicare per Sellerio, Laterza e tutta la compagnia? Vuole continuare ad essere invitato dai media che contano e ad essere osannato nei teatri? 

Allora la pianti di dire la verità sull’Europa. E’ pericolosissimo! A sto punto, non mi stupirei se la sbattessero fuori dall’Università.  Ma cosa le è saltato in mente? Preghiamo. 

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Tradimenti e incapacità politica? O … Programmata?

 

Come Angela Merkel ha tradito il popolo tedesco  

di HAF  

Come rivela il seguente video, Angela Merkel non è mai stata a favore della migrazione, ma ha tradito la sua stessa gente come cancelliere.  

La Merkel è una bugiarda senza principi che ha usato la sua successiva posizione favorevole alla migrazione per guadagnare potere in un regime tedesco di sinistra. 

Angela Merkel è un politico di carriera che ha avuto visioni completamente diverse in passato. Nel 2000 la Merkel ha dichiarato:

La società multiculturale non è una forma di vita praticabile e lo credo anche io.”

Più tardi, nel 2002, critica l’allora governo per non avere un limite di migrazione, qualcosa che lei stessa non ha avuto per molto tempo. Lei dice:

Prima di avere una nuova migrazione, dobbiamo prima migliorare l’integrazione dei bambini stranieri che vivono con noi“. 

La Merkel parla anche del sobborgo multiculturale di Kreuzberg di Berlino.

Dice al governo che non hanno speso un solo marchio (il marco tedesco era la valuta tedesca prima dell’adozione dell’euro nel 2002) sui problemi nell’area, mentre continuano a parlare di migrazione. 

Il tentativo di dire che faremo un po ‘di multiculturalismo qui e vivremo uno accanto all’altro e siamo felici l’uno dell’altro. Questo tentativo fallito! È completamente fallito! 

Sotto la Merkel, Kreuzberg è diventato un criminale, dove in alcune zone le donne non sono le benvenute. Alcune parti si sono trasformate in zone vietate al limite.

La Merkel, diventata cancelliera nel 2005, nel 2010 afferma che i lavoratori migranti hanno mentito e che il multiculturalismo ha completamente fallito:

“Siamo uno stato, a partire dagli anni ’60, che ha portato i lavoratori migranti in Germania. Ora vivono con noi, ci hanno mentito per un po ‘. Questa non è la realtà.

“E ovviamente il tentativo di dire che faremo un po ‘di multiculturalismo qui e vivremo uno accanto all’altro e siamo felici l’uno dell’altro. Questo tentativo fallito! È completamente fallito!”

Che cosa ha fatto la Merkel con la sua vasta conoscenza dei problemi migratori della Germania? 

Niente , ha fatto il contrario di quello che aveva promesso. I problemi di migrazione della Germania sono cresciuti senza controllo sotto di lei.

Non ha limitato la migrazione, ha aperto i confini da sola e ha accettato 1,6 milioni di migranti dal 2014. 

I risultati? Devastante. Diverse giovani ragazze tedesche brutalmente violentate e assassinate dai migranti, e il crimine violento è aumentato nel paese.

La distruzione dell’Europa: i migranti musulmani sono un cavallo di Troia (e dopo verranno in America) 

Le buone notizie? I furti di bici sono probabilmente diminuiti. Dormi bene Angela Merkel? È tempo di dimettersi e assumersi la responsabilità di ciò che hai fatto.

Fonte: Voiceofeurope.com 

Pubblicato su: https://humansarefree.com/

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Come fermare l’estinzione degli italiani

di

La situazione della natalità in Italia sta peggiorando anno dopo anno. E’ un paese che sta sparendo, in pratica. Gufismo, pessimismo? No, dati Istat, forniti da gente che fa statistica per mestiere.

La popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2018 è inferiore di oltre 124 mila unità rispetto all’anno precedente pari al -0,2%. Si tratta del quarto anno consecutivo di diminuzione: dal 2015 sono oltre 400 mila i residenti in meno, un ammontare superiore agli abitanti del settimo comune più popoloso d’Italia. Al primo gennaio 2019 risiedono in Italia 60.359.546 persone, di cui l’8,7% sono straniere. Il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro paese è in lieve flessione (-0,8%) mentre è in aumento l’emigrazione di cittadini italiani (+1,9%). (fonte)

Ora, preso atto che questi sono numeri e che quindi neanche Mattarella nella sua forma più smagliante può negarli, viene da chiedersi: perché? E, soprattutto, questo trend è davvero inarrestabile?  

Come ribadisco sempre su queste pagine, l’Italia è stata per la maggior parte della storia delle civiltà, il paese più ricco del mondo. Su questo si trovano opinioni diverse e dati in parte contrastanti, ma basta fare un piccolo test: dove si trovano gli edifici, i monumenti, le infrastrutture artisticamente più belle, costose e grandi del mondo? E in quale paese tali opere sono numerose e diverse sia per stili, materiali impiegati ed epoche storiche? Ecco, appunto! Se andate in Germania, Stati Uniti, Svizzera, Giappone, non c’è niente di simile, ma neanche di lontanamente paragonabile proprio. Questo cosa significa? Significa che gli italiani non sono geneticamente né culturalmente inferiori a nessun altro popolo … ANZI!   

E però gli italiani hanno perso la Seconda Guerra Mondiale ed hanno abbracciato progetti sovranazionali guidati da “altre” nazioni: pertanto, in Italia, si è accettata una lingua straniera per i commerci, una moneta straniera (l’euro) e un governo straniero, quello della Commissione Europea. 

Detto diversamente, ma più chiaramente, l’Italia è oggi una colonia, un luogo dove al limite si può venire in vacanza, così come capitò ai primi del Novecento all’India, per i britannici, durante l’età vittoriana.  

In questa situazione, sposarsi e fare dei figli è un rischio elevato. Conviene di più farne a meno e vivere da single con l’aiuto della famiglia d’origine.  

Ma il quesito più interssante è il secondo: si può invertire il calo della natalità?

Si, perchè questo è già successo diverse volte nella storia dell’umanità.  

Nel Trecento, ad esempio, la popolazione europea crollò letteralmente di quasi un terzo a seguito di malattie come la peste, che non cessarono subito dopo, ma gli europei seppero riadattarsi alla mutata situazione e tornare a crescere di numero. 

Quindi, nella storia e nel lunghissimo periodo, la popolazione è sempre cresciuta, ma non nel breve e medio periodo, durante il quale anzi vi sono stati decenni di decrescita della natalità. In Inghilterra, nel ‘700 si ebbe un’impennata dei nati perché l’industrializzazione consentiva alle coppie di trovare lavoro subito, di sposarsi prima e dunque di avere più figli, e precocemente.

In Italia, dopo la guerra, grazie alla scarsa disoccupazione dovuta alla necessità della ricostruzione, vi fu il fenomeno dei BabyBoomers, che riguardò tutto l’Occidente e che aumentò a dismisura il numero degli abitanti.   

Sono solo esempi, ma che dimostrano come sia possibilissimo invertire un trend. 

L’ultimo caso – nessuno lo sa – è quello della Russia.  

Come si vede da tutti i grafici forniti in questi anni dalla Banca Mondiale, la Russia schiacciata dalle pressioni internazionali all’indomani dell’esperienza sovietica non aveva né fiducia in sè stessa, né una gestione nazionale dell’economia. Poi è arrivato un leader che ha invertito la rotta cambiando le cose grazie alla cura dell’interesse nazionale.  

I russi che erano precipitati come demografia negli anni ’90 si sono “miracolosamente” ripresi mentre tutti gli altri paesi ex comunisti promuovevano la migrazione della loro forza lavoro.  

Su wikipedia si legge: “poche nascite e molti morti ridussero la popolazione russa dello 0,5% ogni anno, durante gli anni ’90.Questo tasso si presentava in continua accelerazione. Per ogni 1000 russi vi furono 16 morti e solo 10,5 nascite, provocando il declino della popolazione da 800.000 a 750.000 l’anno. L’ONU stimò che la popolazione della Russia del 2006, circa 140 milioni, sarebbe potuta diminuire di un terzo entro il 2050.”  

Nel 2005 con il secondo mandato del Presidente Putin la stabilità della situazione politica ed economica ha comportato una maggiore attenzione del governo sulla questione demografica, attraverso strumenti che favorissero da una parte l’aumento della natalità, come incentivi economici alla nascita del secondo e terzo figlio o crediti immobiliari alle coppie di neo-sposi, dall’altra parte la diminuzione della mortalità attraverso una riforma generale del sistema sanitario nazionale.  

Nel 2016, la popolazione russa ha registrato un + 0,2% rispetto al 2015, segnando così una inversione che si protrae nel tempo, pur molto lentamente. Quelli appena trascorsi sono stati anni difficili per i russi a causa di sanzioni, tensioni in Ucraina e nel medioriente.  

Ma il declino è stato fermato, contrariamente a quanto avviene da noi, in Italia.  

Ricette semplici ed efficaci da copiare quanto prima: come noto agli economisti di ogni latitudine ed epoca storica, non è possibile crescere economicamente con un crollo costante della natalità nazionale.

Il grafico semplifica un po’ troppo, ma rende l’idea (fonte) 

Come hanno fatto? In Russia hanno dato soldi a chi fa figli, in buona sostanza, e dagli 8 nati per 1000 sono arrivati a 12/1000. Non hanno agguantato ancora le vecchie statistiche, ma il trend si è nettamente invertito. Qualcosa di simile stanno tentando in Francia e Danimarca. E in Italia?

Fonte articolo: http://micidial.it/

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L’albero di Natale e le sue leggendarie origini storiche

 

È una casa rara che non è adornata in questo momento con un abete di Natale. In questi tempi familiari, piccoli e grandi di solito trasformiamo il nostro albero di Natale nell’asse centrale della nostra casa: ai tuoi piedi appariranno i regali il 25 dicembre e accanto a lui ci incontreremo, assaporando deliziosi piatti e dolci. Ci siamo abituati così tanto alla sua presenza magica, che non ricordiamo nemmeno – o molte volte sappiamo – i motivi per cui, anno dopo anno, diventa il protagonista del nostro Natale.

Tuttavia, sebbene la documentazione storica sull’abete natalizio appaia solo pochi secoli fa, è vero che le leggende e le tradizioni che ci raccontano risalgono a tempi molto antichi. Tradizioni e leggende frutto di culture, epoche e usanze molto diverse: alcune di origine strettamente cristiana e altre molto precedenti alla nascita del cristianesimo. 

Il simbolismo dell’albero nel corso della storia

Gli alberi sono sempre stati considerati un simbolo di vita, specialmente per quelle culture strettamente legate alle forze della natura. Dalla preistoria gli uomini primitivi introdussero piante perenni e tutti i tipi di fiori nelle loro caverne e rifugi ai quali conferirono un significato magico e / o religioso. Mentre Greci e Romani decoravano le loro case con edera, i Vichinghi e altri popoli nordici preferivano farlo con il vischio e altre piante sempreverdi come alloro, agrifoglio e rami di varie conifere.

 I popoli nordici decoravano le loro case con agrifoglio e altre piante perenni. Illustrazione di una pianta di agrifoglio disegnata da Otto Wilhelm per il suo libro “Flora di Germania, Austria e Svizzera” (1885). (Dominio pubblico)

Gli antichi abitanti del nord Europa hanno celebrato la nascita di Frey, dio del sole e della fertilità, adornando un albero perenne vicino al solstizio d’inverno. Questo albero rappresentava il divino Yggdrasil (Albero dell’albero dell’universo supporto dei Nove mondi), nella cui corona era il cielo in cui era Asgard (la dimora degli dei), e all’interno di Asgard el Valhalla (sala di Odino nella che ha ricevuto eroi vichinghi uccisi in combattimento). Al contrario, le loro radici profonde affondarono in Helheim, il regno dei morti. La celebrazione di quel giorno era decorarla con torce che rappresentavano le stelle, la luna e il sole. Intorno a lui, danza e canta in onore di Frey. Dopo l’evangelizzazione di quella parte del vecchio continente, i nuovi cristiani hanno adottato l’idea dell’albero sacro per celebrare la nascita di Cristo.

Per i Celti l’albero era considerato un elemento sacro e venerato dai Druidi. Era un mezzo per celebrare il “culto della luce” nel giorno del solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno. Dal solstizio d’inverno fino all’inizio di gennaio i Celti hanno bruciato rami di quercia (simbolo dell’anno che muore) nella convinzione che le scintille prodotte porterebbero a nuovi giorni luminosi, mentre le ceneri si spargevano attraverso i campi per favorire il Colture future

Esistono innumerevoli culture in cui l’albero rappresenta il mezzo di unione tra cielo e terra. Pertanto, specialmente nelle culture orientali, l’albero è un simbolo dell’incontro con il sacro: un punto d’incontro tra esseri umani e divinità. Per millenni gli alberi sono stati per l’uomo un simbolo di saggezza, fertilità, longevità e crescita. Quindi, ci sono così tante leggende che ruotano attorno agli alberi e al loro rapporto con gli umani.

Giovane donna che decora il suo albero di Natale nel “Natale” (1898), di Marcel Rieder (1862-1942). (Dominio pubblico) 

L’albero di Natale cristiano

L’albero di Natale simboleggia per il cristianesimo la speranza di rinascita nella notte più buia dell’anno e l’invocazione della luce attraverso la nascita di Gesù di Nazaret. Inoltre, ricorda l’albero del Paradiso di cui mangiarono i frutti Adamo ed Eva e da dove proviene il peccato originale. D’altra parte, la sua forma triangolare (perché si usa generalmente una conifera) simboleggia la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Secondo una popolare tradizione tedesca, San Bonifacio (675-754) – vescovo inglese che viaggiò in Frisia e Germania per evangelizzare i suoi abitanti, si sentì molto ferito nel Natale del 723 quando vide che i tedeschi erano tornati alla loro vecchia idolatria e si prepararono a celebrare il solstizio d’inverno sacrificando un giovane sotto la sacra quercia di Thor. Tale era la sua delusione e rabbia che, prendendo un’ascia, andò a tagliare quell’albero. La leggenda narra che, al primo colpo dell’ascia, una forte raffica di vento abbatté immediatamente la quercia. La gente del posto, sorpresa e spaventata, riconobbe l’intervento della mano di Dio in un simile evento e implorò San Bonifacio di spiegare come avrebbero dovuto celebrare il Natale.

Quindi, il sacerdote notò un piccolo abete che, miracolosamente, rimase intatto accanto ai resti della quercia caduta. Lo vide come un simbolo dell’amore di Dio e lo adornava con mele – frutti di tentazioni peccaminose – e con candele che rappresentano la luce di Cristo che nasce per illuminare il mondo. Alla fine, poiché aveva familiarità con l’usanza pagana di decorare case con foglie e rami di piante perenni durante l’inverno, chiese a ogni famiglia di portare un abete a casa.

Statua di San Bonifacio a Fritzlar, Germania, raffigurante il santo che porta un’ascia dopo aver abbattuto la quercia di Thor. (Dominio pubblico)

A poco a poco, la tradizione si è evoluta, cambiando mele per palline colorate e candele per faretti e luci lampeggianti. Ma, nonostante questi cambiamenti, le sfere colorate simboleggiano ancora le preghiere fatte durante il periodo dell’Avvento cristiano: il tempo di preparazione fino alla nascita di Gesù.

In questo modo, le palle blu simboleggiano le preghiere di pentimento, quelle d’argento corrispondono alle preghiere per dire grazie, quelle dorate sono un simbolo delle preghiere di lode e le sfere rosse delle richieste rivolte a Dio. Allo stesso modo, la stella con cui è sormontato l’abete di Natale rappresenta la fede e la luce che dovrebbero guidare ogni buon cristiano, ricordando alla stella che, secondo il credo cristiano, ha guidato i Magi a Betlemme.

Per quanto riguarda il resto delle figurine con cui è decorato l’albero di Natale, rappresentano le buone azioni e i sacrifici che i cristiani offrono in dono a Gesù per il suo “compleanno” il 25 dicembre.

Tutti gli ornamenti natalizi in abete hanno un profondo significato simbolico. (Kris de Curtis-CC BY 2.0) 

Origini dell’albero di Natale moderno

Oggi non sappiamo quale sia stata la prima copia dell’albero di Natale nella storia, dal momento che ci sono diverse città del nord Europa che contestano questo onore. Ad esempio, a Riga, in Lettonia, c’è una targa che afferma che il primo albero fu adornato in quella città nel 1510. Tuttavia, ci sono anche testimonianze che affermano che era nella Brema tedesca, nel 1570, quando fu decorato per la prima volta un albero a base di noci, frutta secca e nastri di carta.

Nonostante quanto sopra, sono gli spettacoli medievali – che rappresentavano misteri e passaggi biblici – che, secondo gli esperti, forniscono gli indizi più importanti sulla vera origine del moderno albero di Natale. Questi spettacoli hanno adempiuto alla funzione di insegnare la religione cristiana alle persone che, per la maggior parte, erano composte da individui analfabeti. Queste opere sono diventate molto popolari e diffuse in tutta Europa. Così, alla vigilia di Natale, il 24 dicembre, era rappresentato il passaggio del peccato originale di Adamo ed Eva. Durante tutto il lavoro, l’albero biblico del bene e del male ha occupato il centro della scena. In linea di principio si pensava di usare un melo, ma non sarebbe stato adatto in inverno, quindi si decise di far adornare un abete con mele, wafer e dolci per bambini dai quali, secondo gli esperti, sarebbero derivati ​​i nostri attuali alberi di Natale.

Secondo gli esperti, è stato sulla riva occidentale del Reno, nella regione dell’Alsazia, dove “la moda” di decorare un albero di Natale è emersa nel 16° secolo. (Dominio pubblico)

Secondo gli esperti, è stato sulla riva occidentale del Reno, nella regione dell’Alsazia, dove “la moda” di decorare un albero di Natale è emersa nel 16° secolo. (Dominio pubblico)

Questi stessi esperti suggeriscono anche che si trovava sulla riva occidentale del Reno, nella regione dell’Alsazia, dove “la moda” dell’albero di Natale è emersa nel XVI secolo. Una delle prime prove documentali di ciò è la documentazione della città di Schlettstadt dell’anno 1521, che include l’ordine di fornire una protezione speciale alle foreste nei giorni prima di Natale, essendo i ranger responsabili della punizione Chiunque abbia tagliato un albero per decorare la propria casa. Inoltre, un altro documento informa che, a Strasburgo, capitale dell’Alsazia, gli abeti furono venduti sul mercato, per portarli a casa e decorarli. Dall’Alsazia la tradizione si diffuse nel resto della Germania, poi in tutta Europa e, infine, nel resto del mondo cristiano. 

Immagine di copertina: particolare del dipinto ad olio “L’albero di Natale” (1911), di Albert Chevallier Tayler. (Dominio pubblico)

Autore: Mariló T. A. 

riferimenti

L’albero di Natale: origini e senso cristiano. http://www.primeroscristianos.com/index.php/origenes/item/791-el-arbol-de-navidad-sus-origenes-y-sentido-cristiano/791-el-arbol-de-navidad-sus- Origenes-e-senso-cristiana

Fernandez, Tere. Natale e le sue tradizioni: l’albero di Natale. http://es.catholic.net/op/articulos/18260/la-navidad-y-sus-tradiciones-el-rbol-de-navidad.html

Castelli, Eleonora. L’abete come albero di Natale: origine, storia e leggenda. http://galakia.com/abeto-arbol-de-navidadorigenhistoria-leyenda/

Gómez Fernández, Francisco José. Breve storia del Natale. Edizioni Nowtilus.

Fonte articolo: https://www.ancient-origins.es/

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