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La (vera) storia della medicina: come ti hanno inventato il v-a-c-c-i-n-o

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Contagi, morti e terapie intensive ora in calo. In Italia la primavera promette bene e arrivano alle orecchie degli spettatori le grida di giubilo degli scientisti che da un anno a questa parte si contendono le ospitate televisive: “merito del v-a-c-c-i-n-o”, dicono. Già, le pagine dei manuali di storia riportano in modo inequivocabile che nei secoli scorsi fosse determinante la stagionalità e che la virulenza durava in media due anni, ma è bello crederci e occorre insistere con la ricerca.

Sarà la scienza coi vaccini a portarci fuori da questo inferno. Però i vaccini hanno più di duecento anni di vita. E come diamine sono stati inventati? Chi è l’accademico che è riuscito in tale impresa? Quali studi di chimica avrà mai fatto? In quale università si sarà laureato?

Sveliamo subito il mistero.

Il primo v-a-c-c-i-n-o efficace fu sviluppato da un tale Edward Jenner nel 1798. Si trattava di un oscuro medico di campagna che aveva lungamente osservato il propagarsi del vaiolo nelle campagne. In particolare, Jenner aveva notato che chi mungeva le vacche e che aveva preso la malattia dai bovini poi non sviluppava più il vaiolo “umano”, e che quindi non subiva gli effetti tragici dello stesso. In altri termini, prendere il vaiolo dalle mucche proteggeva poi dal ben più temibile vaiolo che circolava nei villaggi mietendo migliaia di vittime.

Bene, si tratta di sapere, si tratta di scienza, se badiamo all’etimologia della parola, MA NON si trattò certo di un esperimento mentale galileiano come nella leggendaria caduta dei gravi dalla torre di Pisa, nè delle tanto celebrate “necessarie dimostrazioni” matematiche di cui parla l’inventore del metodo nella sua lettera a Cristina di Lorena.

Questo si può dire con un discreto margine di sicurezza perché Jenner aggiunse alla sua osservazione una grande dose di coraggio dato che inoculò il materiale prelevato da una pustola di una mungitrice che si era infettata ad un bambino di otto anni, James Philipps, il figlio del suo giardiniere.

Chissà cosa direbbe oggi l’istituto superiore di sanità, visto che ha raccomandato ai medici di famiglia di non visitare nemmeno i loro pazienti c-o-v-i-d e di indicare al telefono la preziosa cura basata sulla “vigile attesa”.

Comunque, tornado a Jenner, egli dovette insistere non poco con la Royal Society per avere ascolto, mentre in attesa di verifiche ufficiali al suo metodo continuava ad inoculare il materiale agli allevatori ed ai contadini con successo. In virtù di alcuni errori di altri più blasonati medici, Jenner dovrà in seguito difendersi dalle accuse di inefficacia del suo metodo e durante le fasi di prova e riprova, diversi medici e pazienti morirono tanto è vero che solo nel 1980, cioè 182 anni dopo la scoperta di Jenner, l’Organizzazione Mondiale della Sanità poté dichiarare eradicato il vaiolo.

Nonostante ci siano voluti secoli, i meriti di Jenner non si possono mettere in discussione anche se senza dubbio oggi verrebbe giudicato come “un praticone” da chi, come Roberto Burioni, non pare abbia scoperto nulla. Giusto aggiungere, a tal proposito, un’ulteriore e significativa precisazione.

Sulla maggior enciclopedia del mondo, wikipedia, troviamo scritto che Edward Jenner era un medico, di periferia, ma pur sempre un medico. Bhé, le cose non stanno esattamente così.

by James Northcote, oil on canvas, 1803, 1823

Secondo le fonti, lo scopritore del v-a-c-c-i-n-o era all’inizio della carriera un SURGEON, termine di difficile traduzione, ma che forse noi potremo intendere come “chirurgo guaritore”. All’epoca, infatti, il chirurgo non veniva preparato nelle università, ma negli ospedali, dove gli apprendisti si impratichivano osservando altri surgeon più anziani. Detto diversamente, Jenner non aveva studiato medicina sui testi, ma si era fatto le ossa rubando con l’occhio l’attività di incisione degli altri.

 

Nel 1756, all’età di sette anni, Edward fu mandato a studiare presso la scuola di Grammatica di Cirencester.  Durante questo periodo venne inoculato con il Variola v-i-r-u-s, agente del terribile Vaiolo umano, subì quindi una Variolazione, non una vaccinazione, che lo rese immune per tutta la vita a questa malattia.

Nel 1763 all’età di 14 anni egli divenne apprendista per 7 anni presso Mr. Daniel Ludlow, un Surgeon di Chipping Sodbury, dove egli acquisì l’esperienza necessaria per diventare Surgeon lui stesso. Occorre ora spiegare che nell’Inghilterra del XVIII secolo esistevano due tipologie di medici: il Physician e il Surgeon. Quali erano le differenze tra le due categorie: il Physician aveva una laurea con specializzazione, come i medici attuali, il Surgeon era una persona, spesso senza studi, ma veloce nell’usare il bisturi, quindi non comparabile ai nostri chirurghi. (fonte)

Cosa può insegnarci la storia? E’ vero che il passato non ritorna? A mio avviso racconti storici verificabili come quello appena riportato suggeriscono si che la ricerca scientifica va incoraggiata in tutti i modi possibili, ma che forse sarebbe meglio trovare il modo di sottrarla ai dogmatici difensori di categorie professionali autoreferenziali.

Fonte: http://micidial.it/

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L’ascesa del Secolo Euroasiatico

Eurasia

di Andrew Korybko dal sito web OneWorld traducción de SOTT 25 Marzo 2021 del Sitio Web SOTT Versione originale in inglese traduzione di Nicoletta Marino Versione in spagnolo

Andrew Korybko è un analista politico americano residente a Mosca specializzato nelle relazioni sulla strategia degli Stati Uniti in Afro-Eurasia, la visione globale della Cina della Nuova Via della Seta (One Belt One Road) e la Guerra Ibrida

I rapidi avvenimenti recenti portano a sperare che il secolo euroasiatico stia nascendo molto più rapidamente di quanto gli osservatori più ottimisti avrebbero potuto aspettarsi…

Gli avvenimenti rilevanti sono:

Di seguito analizzeremo brevemente l’importanza di questi cinque punti prima di situarli in un contesto strategico più ampio.

Il triangolo Cina India Pakistan sul territorio conteso del Cachemir, riconosciuto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è stato sempre un elemento dallelevato potenziale conflittivo, che il mondo ricordò per la battaglia aerea indo-pakistana del febbraio 2019 e per gli scontri cino indiani della scorsa estate sul fiume Galwan.

Tutte le parti, si resero conto che la cosa migliore per i propri interessi era la stabilizzazione la tesa situazione che c’era lì con il ritiro immediato sincronizzato e il cessate il fuoco del mese scorso.

Questo ha fatto sì che tutto si calmasse e ha creato una situazione proprizia per risolvere pacificamente i loro disaccordi.

Lle ripetute minacce degli Stati Uniti di sanzionare l’India per l’acquisto pianificato di sistemi di difesa aerea S-400 dalla Russia, migioreranno anche la situazione di sicrezza in Eurasia, anche se sembra strano.

Fonte

A Così l’India si deve rendere conto che gli Stati Uniti non sono un alleato molto affidabile come alcuni nel paese aveva pensato in precedenza.

Gli Stati Uniti stanno dando condizioni politiche, economiche e strategiche inaccettabili per la cooperazione militare con l’India con il Quad che in molti sospettano che è diretto tacitamente a contenere la Cina.

Se Washington va avanti con le sue minacce, Nuova Delhi potrebbe a sua volta fare un passo indietro dal Quad, il che, migliorerebbe ancora di più le relazioni tra Cina e India.

La riunione di Anchorage della settimana scorsa tra diplomatici cinesi e americani, è terminata con una paternale di questi ultimi ai primi, il che ha impedito che si facessero molti progressi importanti.

Inoltre, l’accordo del presidente americano Joe Biden con un intervistatore che gli ha domandato,

se credeva che il Presidente russo Vladimir Putin era un “assassino” ha provocato il fatto che Mosca ha ritirato il suo ambasciatore per la prima volta dal 1998…

Guarda caso, il Ministro degli Esteri della Russia questa settimana ha visitato Pechino per cercare di discutere il rafforzamento dei legami bilaterali, che non vanno contro terzi, come Stati Uniti, ma hanno l apretesa solo di migliorare la situazione in Eurasia.

La settimana scorsa è avvenuto anche il primo Diaologo sulla Sicurezza a Islamabad, dove il Primo Ministro Imran Khan, il ministro degli Affari Esteri Shah Mahmood Qureshi il Capo di Stao Maggiore dell’esercito, il generale Qamar Javed Bajwa, presentarono insieme la nuova strategia multilaterale del Pakistan.

E’ importante notare che Islamabad spinse Nuova Delhi a fare il primo passo per risolvere la sua disputa sul Cachemir per far sì che,

Pakistan faciliti i rapporti dell’India con l’Afganistan, le repubbliche dell’Asia Centrale e poi (forse) con La Russia e anche La Unione Europea.

Questo avvicinamento così amichevole potrebbe rivoluzionare le capacità di relazione economica dell’Eurasia se l’India risponde positivamente al Pakistan.

In ultimo, i recenti progressi ottenuti nella risoluzione pacifica della guerra afgana potrebbe liberare il potenziale di colleggamento tra l’Asia Centrale e il Sud dell’Asia.

Questo è in particolare certo considerando l’accordo raggiunto il mese scorso tra Pakistan, Afganistan e Uzbekistan par costruire una ferrovia che li golleghi tra loro.

Tenendo conto l’avvicinamento senza precedenti dei capi politici, dei diplomatici e militari pachistani verso l’India della settimana scorsa esiste la possibilità plausibile che si crei finalmente un corridoio di collegamento tra Asia Centrale e il Sud dell’Asia quando finirà la guerra in Afganistan.

Questo sarebbe a beneficio senza dubbio di tutto il continente euroasiatico.

Infine, i rapidi avvenimenti delle ultime settimane portano con forza all’ascesa del secolo euroasiatico.

  • Cina
  • India
  • Pakistan
  • Russia,

…condividono lo stesso obiettivo per migliorare il collegamento tra di loro e i loro numerosi soci e le loro visioni convergono sempre di più alla luce degli ultimi avvenimenti.

Il migliore dei casi è che:

Il ritiro sincronizzato tra Cina e India e il cessate il fuoco tra India e Pakistan si mantengano parallelamente ai progressi significativi nella risoluzione della guerra in Afganistan e il conflitto nel Cachemir.

Questo risultato permetterebbe a tutti gli attori di resistere più facilmente ai piani di divisione e governo degli Stati Uniti e garantirebbe così un futuro incui tutti escono vitooriosi.

Pubblicato sul sito web: https://www.bibliotecapleyades.net/

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La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione

Bizzi: Cro-Magnon, l’Uomo di Atlantide venuto dalle stelle

Chi siamo? Da dove veniamo? Sono domande che ci interpellano da sempre. «La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione: gente inconsapevole, gestita completamente». Lo scrive in un libro il biologo Giovanni Cianti, in una considerazione erroneamente attribuita a Carlos Castaneda. «Chi ha capito, ha capito: non ha bisogno di consigli. Chi non ha capito, non capirà mai. Io non biasimo queste persone», scrive Cianti: «Sono strutturate per vivere, e basta: mangiare, bere, respirare, partorire, lavorare, guardare la televisione e mangiare la pizza il sabato sera, andare a vedere una partita. Il mondo, per loro, finisce lì: non sono in grado di percepire altro. C’è invece un piccolissimo gruppo di esseri umani, che possono essere definiti “difetti di fabbricazione”. Sono sfuggiti al “controllo qualità” della linea di produzione. Sono pochi, sono eretici e sono guerrieri». Mi piace molto, questa frase, forse perché anch’io sento di appartenere a questa minoranza. Ma non è solo questione di rifiutare i dogmi, le imposizioni, e di sentirsi guerrieri. E’ anche una questione di sensibilità. Si tratta di porsi domande, di chiedersi sempre il perché delle cose.

E infatti, tutte le grandi tradizioni spirituali – quelle autentiche, dell’antichità, quelle cioè che hanno preceduto l’era dei dogmi – hanno sempre spinto le persone a porsi domande. Tutte le grandi tradizioni iniziatiche dell’antichità erano finalizzate al risveglio della coscienza e Uomo di Cro-Magnondella percezione, all’apertura di certi canali che noi possediamo naturalmente, ma che magari non sappiamo come utilizzare. Sono canali di comunicazione tra macrocosmo e microcosmo. Comunicazione diretta: sono dei portali, che abbiamo dentro di noi. Molte persone, semplicemente, li ignorano: non si pongono nemmeno il problema della loro esistenza. Nel libro “Resi umani“, scritto con Mauro Biglino, il biologo molecolare Pietro Buffa riflette sulla nostra parentela con lo scimpanzé: il cucciolo di scimpanzé e il “cucciolo d’uomo” sono praticamente indistinguibili. Poi lo scimpanzé adulto si trasforma e si allontana molto da noi, mentre l’uomo adulto conserva i tratti delle specie domestiche, con scarsissima aggressività, e mantiene i caratteri morfologici del cucciolo, come gli occhi grandi rispetto al resto del corpo: un fenomeno che gli scienziati chiamano “neotenia”.

Siamo stati “domesticati” da qualcuno, che ci ha “fabbricati” con la genetica? Lo dicono i testi sumeri: raccontano che gli Anunnaki “crearono” gli Igigi, loro servitori, progettati per lavorare al posto loro, nelle miniere. La nascita degli Igigi ricorda da vicino quella degli Adamiti, che la Bibbia attribuisce agli Elohim. Nella tradizione eleusina, i nostri “creatori” sono gli dèi Titani. Per la precisione, quattro di loro: Atlante, Menezio, Prometeo ed Epimeteo, figli di Giapeto. Da cui la Stirpe Giapetide, ottenuta anche in quel caso con l’ingegneria genetica. La nostra sarebbe la Quinta Umanità, anche per Esiodo. In vari testi antichi si allude a interventi numerosi e ripetuti, attraverso varie fasi del nostro passato. Si parla di una civiltà avanzata, sbarcata sulla Terra in un’epoca incredibilmente remota. La Terra: un pianeta Una ricostruzione dell'Atlantideottimale per la vita, abitabile, con enormi risorse naturali da sfruttare. Solo che, magari, i primi “pionieri” erano in pochi: un’avanguardia di sparuti colonizzatori.

Per ottenere lavoratori, questi pionieri hanno incrociato i loro geni con quelli di alcuni tipi di primati, al fine di ottenere manodopera a costo zero? Si tratta di un’ipotesi inquietante, come è inquietante che l’umanità attuale presenti tanti segni di soggezione, di sottomissione. Non è un mistero, per psicologi e sociologi: l’Homo Sapiens attuale è estremamente manipolabile, suscettibile di indottrinamenti. Tutte le grandi religioni (monoteistiche, in particolare) hanno sempre imposto dogmi: non spingersi oltre, non cogliere il frutto proibito, non porsi domande, accettare il dogma di fede. E’ la basilare forma di indottrinamento, che nelle religioni monoteistiche accompagna l’essere vivente dalla culla alla tomba. Ci viene insegnato a credere, e tutto il sistema si regge su questo. Proprio tutto? Secondo certe interpretazioni, alcune manipolazioni genetiche sarebbero avvenute in epoche assai remote, prima di 200.000 anni fa, e avrebbero portato alla nascita di alcuni ceppi del Sapiens. Secondo invece la tradizione misterica eleusina, sarebbe avvenuta una successiva manipolazione, ad opera dei Titani, attorno all’anno 80.000 avanti Cristo.

Molto plausibilmente, questa seconda manipolazione dette vita all’Uomo di Cro-Magnon, un ceppo del Sapiens particolarmente evoluto. E’ un enigma, per la storia, perché il Cro-Magnon nasce già avanzato, con elevatissime proprietà di linguaggio e con una struttura sociale organizzata, e si diffonde in buona parte dell’emisfero occidentale. La sua comparsa può aver turbato certi processi precedenti? Ha generato un’anomalia? Una falla, nella cosiddetta Matrix? Secondo determinate teorie, il Cro-Magnon sarebbe l’Uomo di Atlantide: proprio quella Astronaviparticolare umanità che gli dèi Titani avrebbero creato a loro immagine e somiglianza, e che avrebbe generato una propria civiltà in quello che era un grande continente, oggi scomparso, nell’Altantico settentrionale.

Doveva essere un continente che poi sarebbe stato distrutto nell’ambito di una grande guerra, che ci viene descritta nella “Teogonia” di Esiodo come la Titanomachia, una guerra combattuta fra dèi. Secondo certi testi mitologici, questo cosiddetto Primo Impero di Atlantide avrebbe cessato il proprio percorso storico attorno al 19.000 avanti Cristo. Poi, la civiltà umana del Cro-Magnon sarebbe risorta dalle proprie ceneri (dalle palafitte, dalle caverne) fino a tornare grande, organizzata e civile, e a conquistare vastissimi territori, incluso il bacino mediterraneo, il Medio Oriente, buona parte dell’Africa e le Americhe. Sempre secondo alcune interpretazioni, questa particolare parte di umanità avrebbe dato molto fastidio, a certi gestori della Matrix. Lo so, sembra di sconfinare nella fantascienza. E sia: facciamo finta Bizziche sia fantascienza. Dunque, immaginiamo che questo sia vero, e che tanti altri ceppi umani siano frutto di una manipolazione finalizzata esclusivamente all’assoggettamento e alla “domesticazione”, per diventare forza lavoro gratuita.

Tutto questo può aver fatto comodo, a certi schemi di potere che poi, di volta in volta, hanno dovuto ricorrere a forme manipolative. Come una sorta di “tagliando”: ogni tanto è stato necessario, nella storia, per certe élite di potere, ricorrere a ulteriori giri di vite, a ulteriori interventi manipolativi a livello concettuale, di dogma, di pensiero religioso, giusto per riportare questa umanità nei binari prestabiliti. Immaginiamo però che una parte di umanità sia sfuggita, a questa logica. Immaginiamo che abbia portato avanti una civiltà libera da questi schemi, libera da certi dogmi, e che questa parte di umanità sia sempre stata contrastata da certi poteri. Poi, la distruzione della Seconda Atlantide (fra il 10800 e il 9600 avanti Cristo, a causa di un cataclisma di origine cosmica) ha segnato di nuovo un duro colpo, per questa umanità.

Cos’è rimasto, di quella civiltà? La Creta minoica e certe altre civiltà del Mediterraneo, anch’esse poi messe a dura prova dagli eventi, con la fine del matriarcato e l’avvento del patriarcato, e con lo scontro tra religioni avvenuto con la Guerra di Troia (fra l’antico culto degli dèi Titani e il culto dei nuovi dèi olimpici). Tutto ci porterebbe a credere che il Cro-Magnon sia stato una sorta di anomalia nell’anomalia. So benissimo che questo è un campo minato: nessun antropologo ammetterà mai che possano esistere ceppi umani con origini diverse. Loro tendono sempre a ricondurre tutto agli eredi dei grandi primati, in modo lineare, con una discendenza diretta. Effettivamente, il problema del fenotipo che ci differenzia è inquietante. Io posso citare interpretazioni fornite da studiosi sulla soglia dell’eresia. Già nell’800, ad esempio, il fatto degli Fenotipi umaniocchi a mandorla presenti nel fenotipo orientale (che non ha nessuna giustificazione apparente, per quanto riguarda la vita sulla Terra) è stato associato ipoteticamente ad un incrocio con delle “razze” (o meglio, delle civiltà) provenienti da un pianeta con una luminosità molto maggiore della nostra, quindi magari con una stella molto più luminosa del nostro sole. Se è vero che questi “creatori” hanno utilizzato dei loro geni, può essere un carattere che si è trasferito: altrimenti gli occhi a mandorla non avrebbero alcuna giustificazione, se non – appunto – per proteggere gli occhi da una forte luce. E’ solo un’ipotesi, naturalmente.

Anche il fatto della pigmentazione scura non ha nessun rapporto con i climi tropicali, dove infatti troviamo anche popolazioni native con pelle molto più chiara. E’ come se questi ceppi umani avessero effettivamente delle origini diverse. Ma questo rappresenta una pericolosissima eresia, per gli antropologi attuali. Sono cose che non si possono dire, anche perché, solitamente, chi avanza queste ipotesi viene accusato di razzismo. Ma qui non si tratta assolutamente di razzismo, nel senso di discriminazione razziale. Non ha senso parlare di discriminazione: si tratta semplicemente di ipotizzare le origini di questi fenotipi. Gli aborigeni, i nativi americani dalla pelle rossa: ognuno sembra raccontare qualcosa di diverso. Alcuni hanno folta peluria, altri meno. Per noi, l’eliminazione della peluria è diventata quasi un’ossessione. Come se si volesse arrivare ad assomigliare a questi “attori terzi”, o all’elemento “creatore” originario.

Lo stesso discorso della peluria si collega alla questione della “neotenia”, cioè il mantenimento dei tratti giovanili che caratterizza anche l’adulto nel solo caso dell’Homo Sapiens: tratti che poi l’uomo vuole mantenere a tutti i costi. Come se, inconsapevolmente, cercassimo di scavare in un ipotetico passato, remotissimo. A questo proposito trovo impressionante un frammento di un antico testo misterico, attribuito I Minoici in Americaalla letteratura atlantidea e tramandato dalla tradizione eleusina, pubblicato per la prima volta (a pagina 518) nel mio libro “I Minoici in America e le memorie di una civiltà perduta”, appena uscito. «Un tempo – vi si legge – la Stirpe di En’n (cioè l’umanità) non era ospite nella Casa della Dea Taéa, ma aveva stabile dimora nella Grande Casa di Shanal, e compiva viaggi per le rotte di Nehéfre (fra le stelle). Questo per tutto il tempo che i Padri-Madri Phykkhesh-Tàu imperarono nella Grande Casa». Phykkhesh-Tàu è il pianeta della costellazione della Balena, il sistema solare di Tau-Ceti da cui gli eleusini fanno discendere i Titani.

«Distrutto il loro Impero, anche le progenie di En’n figlio dei Phykkesh-Tau caddero in disgrazia ed ebbero rifugio solo nella Casa di Taéa», continua il testo. «E nella Casa di Taéa la progenie di En’n, privata delle scienze della Mente Cosmica, dovrà restare tante generazioni quante vissero per Nehéfre nella Grande Dimora di Shanal. Ma la progenie di En’n col passar delle generazioni – prosegue il frammento – dimenticò la sua naturale origine, facendo di ciò che fu realtà il mito, e allora gli Dei, Giusti e Veraci, mandarono alla progenie di En’n ospite nella Casa di Taéa, luogo d’esilio, il Dio che guarda Nehéfre per concepimento di Anuve, affinché fosse ricordo alla progenie di En’n dove è la sua Vera Casa e quale l’origine della Stirpe, e che il destino dei figli di En’n figlio dei Phykkhesh-Tau è di tornare donde venne, perché la progenie di En’n non può rimanere eternamente in esilio nella Casa di Taéa, essendo questa estranea alla sua origine». E’ incredibile: praticamente, quel testo ci parla di una nostra origine stellare, e di un nostro destino finalizzato al ritorno alle stelle.

Visto che siamo in tema di citazioni, propongo un testo appena scritto sul suo sito da Elisa Renaldin, che è un’attrice e regista teatrale. Fa una considerazione molto profonda, che si ricollega al discorso che ho fatto adesso. «Continuo a leggere da tutte le parti che l’anima sarebbe qui per evolvere», premette Elisa. «Vi dirò che non credo a questa storiella. O almeno, non ci credo nei termini in cui viene presentata». E spiega: «Collocare l’anima al pari di un ego infantile che deve crescere, ed è qui per imparare, lo trovo degradante per la natura intrinseca Elisa Renaldindell’anima: è un altro modo per dirci che siamo piccoli e miseri esseri incapaci. Giunti quaggiù per fare che cosa? Per “migliorare”: ma stiamo scherzando? Se noi arriviamo da lassù, prima cosa, significa che abbiamo origine da un punto della coscienza oltremodo evoluto e sviluppato. Che poi, scendendo qui, ci dimentichiamo chi siamo, veniamo deviati dall’inizio alla fine e ci perdiamo per la strada, questo è un altro paio di maniche».

«Tuttalpiù – continua Elisa Renaldin – siamo qui per ricordare. Ricordare che cosa? Chi siamo. Ce ne dimentichiamo, per una serie di ragioni che qui sarebbe troppo lungo trattare. Ma questo è ciò che io sento come vero. Ad ogni incarnazione aggiungiamo un pezzo al puzzle della nostra memoria. Ci avviciniamo ogni volta un po’ di più al ricordo di sé, ed è questo il vero scopo. Se per evolvere intendiamo questo, allora possiamo essere d’accordo. Ma se per evolvere intendiamo imparare, come se fossimo dei bambini incapaci, allora no. E perché alcuni sembrano più evoluti di altri? Si trovano solo in punti differenti del ricordo di sé. Chi si riunifica alla sua identità (divina, o coscienziale) modifica il suo approccio alla vita, e quindi modifica pensieri, sentimenti, comportamenti ed energie. Come facciamo, a ricordarci di noi? Esercitandoci a rimanere il più a lungo possibile nello stato di presenza. E sbarazzandoci degli orpelli inutili che ci hanno appicciato addosso: credi, memi, ideologie, dogmi, e via discorrendo. Insomma, uscendo dai recinti percettivi che ci hanno costruito addosso».

Con questo testo, Elisa Renaldin ha centrato pienamente l’essenza dei Misteri Eleusini. Gliel’ho scritto, in un messaggio che le ho inviato: i Misteri Eleusini insegnano proprio questo. Insegnano alle persone a ritrovare il proprio sé, quindi la propria identità, stabilendo correttamente il proprio percorso. Probabilmente la specie umana è stata addomesticata, da qualcuno. Ammesso e non concesso che si riesca a farlo, sta a noi scoprire se questo è vero, o no. Quindi non accontentiamoci dei dogmi della scienza, non accontentiamoci della storia Tau Cetiper come ci viene raccontata: perché, se magari ci hanno imposto una certa “domesticazione” (assimilabile alla famosa Matrix, quella dei film che ben conosciamo) possiamo anche imparare a uscirne, a rifiutarla. L’importante è crescere: far crescere il nostro sé, la nostra coscienza, dal punto di vista evolutivo. Poi potremo anche decidere: se continuare ad essere animali addomesticati, o invece diventare uomini e donne liberi.

(Nicola Bizzi, dichiarazioni rilasciate nella diretta web-streaming “ll Sentiero di Atlantide – Homo Sapiens“, trasmessa il 18 aprile 2021 sul canale YouTube “Facciamo finta che“, di Luca Lamberti. Storico ed editore di Aurora Boreale, nonché iniziato alla tradizione dei Misteri Eleusini, Bizzi ha pubblicato saggi di estremo interesse, come “Da Eleusi a Firenze“, che aprono squarci inattesi sulla nostra storia, partendo dalla documentazione riservata della comunità eleusina. Un filone di indagine che continua nell’ultimo saggio, appena uscito: Nicola Bizzi, “I Minoici in America  e le memorie di una civiltà perduta“, Edizioni Aurora Boreale, 616 pagine, euro 28,50, disponibile anche in versione epub, euro 11,99).

Pubblicato sul sito web: https://www.libreidee.org/

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Perchè l’Era Presente teme i Classici Antichi?

di: Francesco Carraro

Molte delle cose migliori, e anche di quelle peggiori, arrivano come noto dall’America. Quindi, anche la crociata contro la cultura classica partita dalla Howard University di Washington probabilmente produrrà a breve i suoi effetti da noi. Dobbiamo aspettarci l’eliminazione del latino dai curricula dei licei? Anche peggio. Magari, già che ci sono, i paladini del culturalmente corretto aboliranno pure i licei tout court. Forse partendo dal Classico che – da questo punto di vista – si presenta come il covo di ogni nequizia: lì si spacciano persino i sediziosi pensieri (in greco antico!) di Eraclito, Parmenide, Socrate, Aristotele; e le cattivissime trame dei tragediografi Eschilo, Sofocle ed Euripide; e i semi di discordia universale della filosofia stoica.

Ora, il fenomeno è già stato correttamente inquadrato da qualche intellettuale più attento della media. Per esempio, Marcello Veneziani su “La Verità” ha messo giustamente in luce come la guerra alla cultura classica occidentale sia consonante a una precisa “nota” della nostra epoca. E cioè la saldatura tra le esigenze puramente materiali, consumistiche, di “crescita” del turbocapitalismo apolide e transnazionale, da un lato; e le ossessioni orwelliane, poliziesche e censorie di una certo permalosissimo “mondo”: quello, per intenderci, degli antifa, del metoo, dell’antirazzismo ottuso, della cancel culture, dell’ideologia gender.

In effetti, il neoliberismo ha bisogno di consumatori privi di identità specifica, di genere definito, di tradizione radicata. Mentre le nuove “ideologie” di cui sopra (paranoiche, aggressive e intimidatorie verso chiunque non si allinei) forniscono il “tipo umano” ideale di cui l’Evo Competitivo abbisogna. Tutto vero, ma non è tutto. C’è un altro aspetto da considerare. In gioco non c’è solo la volontà di sbriciolare e disperdere le “tradizioni” in senso lato: e quindi i concetti di patria e di nazione, di religione e di famiglia, di lingua e di specificità culturale. In gioco, c’è anche (se non “proprio”) il deliberato intento di annichilire una peculiare forma di cultura: e cioè quella classica occidentale.

È quest’ultima il vero idolo polemico e bersaglio finale dei distruttori. La vogliono far saltare per aria come i talebani hanno polverizzato i Buddha di Bamiyan. L’alibi è quello, ridicolo, del maschilismo, della misoginia, del razzismo, del “bianchismo” e chi più ne ha più ne metta, di imbecillità in imbecillità. La verità è che il Pensiero Unico Dominante ha in odio la cultura classica per un altro dirimente, ma dissimulato, motivo: perché è la patria della filosofia, cioè della riflessione libera e indipendente, del dominio della ragione sull’istinto, della logica sull’irrazionalità, del pensiero sulla materia, delle virtù sui vizi, dell’ordine etico sul disordine morale, del dominio di sé sull’attitudine al servaggio, della legge sul caos, della giustizia sulla iniquità.

Insomma, nella classicità vi è la radice di quanto di meglio abbia mai saputo partorire la parte “divina” dell’essere umano. E questa è una colpa intollerabile per i signori di una “agenda” affatto angelica. Con la quale si punta, piuttosto, a degradare l’uomo al rango di bestia al pascolo o di appendice robotica di una matrice digitale. Nel quale hanno da funzionare solo la “pancia”, il “cuore”, le “emozioni”, i “gusti”. In uno scenario di ottundimento psicologico e inebetimento individuale e collettivo, in cui nessuno sia in grado di ricordare (o di capire) chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando.
Francesco Carraro
www.francescocarraro.com
https://scenarieconomici.it/perche-lera-presente-teme-i-classici-antichi/

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Poteri oscuri, ormai sempre meno oscuri

Poteri oscuri, dietro le comparse della fiction politica nazionale
Postato da Giorgio Cattaneo
 
Poteri oscuri: ogni tanto emergono maschere, dalla poltiglia nera in cui annaspa l’Italia a partire dalla caduta del Muro di Berlino. Il detonatore fu l’operazione-Tangentopoli, orchestrata con l’aiuto di settori dell’intelligence Usa per affondare tutti i partiti della Prima Repubblica, tranne uno: proprio l’erede della sinistra comunista avrebbe ricevuto le chiavi del regno a patto che tradisse tutti, il paese e il suo stesso elettorato, per svendere al miglior offerente il ricco bottino rappresentato da quella che, negli anni di Craxi, era diventata la quarta potenza economica mondiale.
Attraverso uno strettissimo controllo sui media e sulla stessa magistratura, cominciò allora la narrazione aliena della realtà: il linciaggio contro i presunti corrotti, a beneficio dei “buoni” che regalavano l’Italia, pezzo per pezzo, ai poteri che li avevano insediati alla guida del paese, tramite illustri prestanome. Erano gli anni del fragoroso giustizialismo televisivo spettacolarizzato da un caposcuola come Michele Santoro, cui avrebbe fatto eco – di lì a poco – il talento della scolaresca di Marco Travaglio, specializzata nel completare la comoda narrazione anti-italiana della storia recente.

Un sotto-giornalismo per bambini, popolato di marionette: gli italiani dipinti come incorreggibili cialtroni, ladri matricolati, evasori fiscali, mafiosi. Il grande totem farlocco – il debito pubblico – utilizzato come demone, da un’esegesi infantile e ancillare come quella ricamata da Stefano Feltri, già vicedirettore del “Fatto” e ora alla guida del nuovo mini-quotidiano di De Benedetti, dopo esser stato accolto nel salotto del Bilderberg in compagnia di Lilli Gruber, già europarlamentare anti-berlusconiana, reginetta di un panorama feudale e post-giornalistico in cui lo share lo fanno i nipotini della stagione di Mani Pulite come Floris e Formigli, nuovi camerieri del potere reggente, e come Lucia Annunziata, in quota all’Aspen Institute.

Poteri oscuri, appunto: nell’Italia appaltata ai D’Alema, ai Prodi e ai Napolitano, e da allora sotto schiaffo – nonostante la vana e disastrosa discontinuità solo apparente del distrattore di massa Berlusconi – un gruppo industriale come quello di Torino s’è mangiato in un sol boccone l’intero Gruppo Espresso, a partire dall’ammiraglia “Repubblica”, senza che una sola voce giornalistica osasse versare una lacrima sulla fine del plurarismo dell’informazione.

Poteri oscuri: quelli che – appena scoppiata la cosiddetta pandemia – dopo essersi fatti finanziare uno stabilimento in Marocco hanno preteso e ottenuto, pronta cassa, quasi 7 miliardi di euro per reggere al lockdown, per poi rastrellare altri milioni di euro per mettersi a fabbricare mascherine.

A Palazzo Chigi sedeva l’ultimo degli ultimi, il Re Travicello venuto dalla curia romana, a prima vista “inventato” da Beppe Grillo (ospite del Britannia con Draghi nel fatale 1992) ma in realtà allevato dal gruppo del cardinale Silvestrini, lo stesso che ispirava Giulio Andreotti. Un principe degli yesman, l’avvocato Conte, tributario in tutto (attività giuridica, carriera universitaria) dei felpati terminali politici del Vaticano, il grande potere palese che poi, con Bergoglio, ha sancito storiche alleanze – con la Cina per il nuovo globalismo autoritario, con i Rothschild per il nuovo capitalismo del Great Reset – dopo aver convalidato il medievale regime di lockdown imposto all’Italia e promosso in modo sfacciatamente pubblicitario la campagna vaccinale, presentando la vaccinazione addirittura come dovere morale, umanitario.

E di fronte a simili eventi, nel paese lasciato per un anno in balia del dalemiano Arcuri, un personaggio surreale come l’influencer Andrea Scanzi non ha trovato di meglio che passare il tempo a insultare Matteo Salvini, in modo perfettamente speculare allo stile “rasoterra” del capetto della Lega.

Splendidamente allineati, Salvini & Scanzi, nel raccontare di tutto, tranne che la verità sulla tragedia italiana patologizzata attraverso la narrazione pandemica: giornalisti e politici fingono di sbranarsi su amenità assolute e comparse irrisorie (Conte e Speranza, l’intero zoo dei 5 Stelle), senza decidersi a denunciare la natura del male, la catastrofe deliberatamente propiziata e aggravata dalla mediocrità, dall’insipienza e dall’improvvisazione, corroborata dai business collaterali, desolata dalle minuscole rendite feudali dei singoli signorotti regionali.
Il saldo è deprimente: a cosa servono, politici e giornalisti di questa caratura? Sembrano brocchi frastornati, eppure pronti a spargere inutile veleno su falsi obiettivi, creando nemici di cartapesta ed evocando pericoli inesistenti, dunque ideali per occultare quelli veri: cioè le trame dei grandi poteri, ormai sempre meno oscuri, che sovragestiscono l’Italia ininterrottamente, da trent’anni.

Vi racconto una storia come tante

Cordialissimi Lettori, mai al mondo avrei voluto scrivere queste righe, ma da quello che sta succedendo in Italia e nel Mondo, non posso fare a meno di tacere, vi racconto una storia come tante di persone che hanno vissuto nel periodo in cui ho vissuto io:

Ho ’71 anni, genitore e nonno di nipoti ventenni che vivono in Germana.

Ebbene nella mia vita vissuta, speravo di non vedere più certe cose (come ho postato nei video).

“Non ho più niente, vengo per un pezzo di pane”: i nuovi poveri in coda per il cibo a Milano

Avevo appena ‘8 anni, in quel 1958, la mia famiglia si è trovata per varie vicissitudini in ristrettezze economiche, cose che possono succedere nel corso della vita, abbiamo perso la casa e ogni bene materiale; io e mia mamma ci siamo ritrovati a girovagare per Milano con una piccola valigetta a dormire in piazza Duomo alla porta sinistra della Cattedrale, mia mamma (classe 1910) a quel tempo aveva ’48 anni, il papà introvabile, mio fratello più piccolo dato agli zii in Piemonte, il fratello più grande stava facendo la leva militare.

Mi mamma mi lavava le mutandine nella fontana dei giardini pubblici di Porta Venezia, andava ad aiutare una sua amica in un trattoria/latteria per preparare i cibi per la clientela e in cambio del suo aiuto chiedeva solo un piatto di minestra per me.

Con il tempo (dopo vari consigli di brave persone) siamo stati indirizzati in un dormitorio pubblico (quello di Viale Ortles Milano (credo ancora attivo), successivamente siamo stati in una struttura di Corso XII Marzo, la casa di ricovero era una donazione dei Conti Senavra, ora diventata una Chiesa, ebbene in quella struttura ci è stato dato uno spazio di cartongesso con due letti e una stufetta a legna (parigina), subito poco tempo dopo una stanza tutta per noi dove poi abbiamo fatto rientrare dagli zii del Piemonte il fratellino e il ritorno del fratello dal servizio di leva, anche papà si è unito alla famiglia.

In quel periodo sono andato a scuola, io e mio fratello più piccolo, nel pomeriggio si andava a raccogliere le palline da tennis (Tennis Club Lombardo) e a tirare il fratasso nei campi per rifarli, si prendeva 100£ all’ora e venivano dati tutti alla mamma, i quel periodo, in Largo Marinai d’Italia c’era ancora il verziere di Milano, dove io e mio fratellino si andava a scaricare le cassette di frutta e verdura per poter portare a casa alla mamma una piccola cassetta di verdura e frutta che si tirava con uno spago legato alla vita per tutto il corso.

Soldi non ce n’erano e dovevamo vestirci e calzarci, stavamo crescendo, e la mamma con il suo ingegno riuscì a trovare il Viale Piave (Milano) una congregazione di Frati  (Frate Cicilio) che ci hanno vestiti e calzati, perfino gli occhiali da vista mi sono stati dati; ma non c’erano solo quei benedetti Frati, vi era anche la Tazzinetta Benefica a Milano e il Corriere Lombardo che dispensava cibo, sia cotto che da cuocere.

Dopo un lungo periodo, passato in quel ricovero, eravamo in lista per usufruire delle Case Popolari del Comune di Milano, era il 1959, e mio fratello ha potuto trovarsi un lavoro alla Pirelli, mio papà cominciava a fare piccoli lavoretti edlizi, io e mio fratello più piccolo in questa nuova casa, abbiamo ripreso le scuole elementari…l’incubo era finito … anche se per il Natale andavamo ancora a prendere da mangiare, ci si andava con il tram e l’odore della pastasciutta invadeva tutto il tram stesso, facendoci vergognare.

Francia: studenti si mettono in fila per ricevere pacchi di cibo

A ’14 anni mi sono trovato un lavoro come garzone di drogheria e mio fratello come garzone di macelleria, abbiamo continuato gli studi di sera dove poi mi sono diplomato, il fratello maggiore nel ‘1962 si era sposato,

Il resto è vita vissuta intensamente senza mai demordere; ora vivo in quella casa del Comune che ci è stata assegnata perché me la sono comperata.

Guardando quei video mi si stringe il cuore perché so’ come possa sentirsi quella povera gente, resa indigente da gente incapace e inimica; sono passati ’63 anni e tutto sembra ripetersi, solo che oggi non c’è misericordia, la gente è incattivita e … manca quella rinascita meravigliosa degli anni ’60.

wlady, alias ®wld

La Danza Finale

In questa nuova era di forti cambiamenti storici e sociali è giusto porsi interrogativi e riflettere su tutto ciò che sta accadendo e su ciò che si prospetta per il futuro dell’essere umano. Il documentario intende essere quindi uno spunto per ulteriori ricerche private ed approfondimenti dei vari argomenti trattati ai fini di comprendere meglio l’importanza dell’evento in atto.

“Quanto meno te l’aspetti, tutto il tempo che credevi di avere viene a mancare.

E capisci che velocemente devi darti una mossa se non vuoi essere risucchiato nel gorgo delle folle dei tempi e dei modi determinati da altri.”

“Ti senti mancare la terra sotto i piedi quando ne prendi atto.

Senti che il tuo territorio sembra non appartenerti più.

Di essere invaso.”

“In un tempo in cui gli invasori sono tanto invasori quanto familiari, diventa ancora più difficile combatterli e neutralizzarli, perché ti sono entrati in casa e ne hai fatto l’abitudine.”

“Proprio per questo, non c’è tempo da perdere in ansie e paure, per quanto legittime esse siano.”

LA CANZONE REP TRASCRITTA

E’ meglio che fai attenzione a cosa ti esce dalla bocca o dirotterò un aereo e lo farò volare in casa tua.

Brucerò il tuo appartamento con la tua famiglia legata sul divano. E ti taglierò la gola così quando urlerai ne verrà fuori solo sangue.

Dubito che ci possa essere un MC più malvagio. I molestatori di bambini infetti dall’AIDS non sono più malati di me.

Vedo il mondo per quello che è, al di là del bianco e del nero. Il modo in cui il governo minimizza i fatti storici. Perché gli stati u-n-i-t-i hanno finanziato l’ascesa al Terzo Reich. Proprio come la C-I-A ha addestrato i terroristi alla lotta. A costruire b-o-m-b-e e a introdurre taglierini su un volo.

Quando ero bambino, il diavolo in persona mi ha comprato un microfono, ma ho rifiutato l’offerta, perché Dio mi ha mandato all’attacco con abilità inutilizzate come le tube di Falloppio per una lesbica.

Le mie parole smaschereranno George Bush e Bin Laden come due parti separate dallo stesso Drago a sette teste, e non puoi cercare di capire la verità, perciò non ascoltarmi.

Pensi che gli Illuminati siano soltanto una fottuta teoria del complotto ?!? Ecco perché i razzisti conservatori sono al comando e il tuo telefono è intercettato dal Governo Federale.

Perciò sto trasmettendo delle frequenze nel tuo cervello quando mi parli. Technique farà a pezzi il raper indecente. Faccio entrare armi illegalmente, perché non sono uno che esita.

Una commissione con fucile telescopico controlla il Presidente. Padre perdonali perché non sanno distinguere il bene dl male. La verità vi renderà liberi, come è scritto in questa canzone, e la canzone ha la causa di morte scritta in codice.

La parola di Dio portata alla vita, salverà la tua anima. Mi sono infiltrato  nel P-e-n-t-a-g-o-n-o per delle prova auto-incriminanti. Dei Repubblicanni che hanno prodotto la pestilenza della polvere bianca.

Giubbotto antiproiettile dei Marines Corps, con le pistole e le munizioni. Sputo sulle battute (musicali) come un demone bloccato dentro un piano.

Trasformo un Sambo in un soldato con un solo verso. Adesso, ecco la verità sul sistema che vi incasinerà la mente.

Hanno dato a Al Quaeda 6 miliardi di dollari tra il 1989 e il 1992. e ora gli ultimi capitoli dell’Apocalisse si stanno avverando. E so che un sacco di gente trova difficoltà a mandare giù, perché il bigottismo subliminale vi fa odiare le mie idee politiche.

Ma vi comportate come se l’America non distruggerebbe mai due palazzi, in un paese che finanzia le b-o-m-b-e lanciate sui nostri figli; stavo guardando le Torri anche se non ero vicinissimo. Le ho viste crollare a terra come se fossero piene di esplosivi.

E pensavano che nessuno avesse notato il reportage sulle b-o-m-b-r piantate nell Ponte George Washington. quattro no-Arabi arrestati durante la situazione di emergenza e poi sono scomparsi per sempre dai notiziari.

Hanno doppiato un nastro di Osama, e hanno detto che era la prova “Gelosi della nostra Libertà”. Non riesco a credere che vi siete bevuti questa scusa.

Sventolare un cxxo di bandiera non vi rende degli eroi dillo a Gound Zero. Il diavolo si è insinuato in paradiso, Dio ha dormito troppo il settimo giorno.

Il nuovo Ordine Mondiale è nato l’11 Settembre.

Padre perdonali perché non sanno distinguere il bene dal male. La Verità vi renderà Liberi come scritto in questa canzone e la canzone ha la causa di Morte scritta in codice.

La parola di Dio portata alla vita, salverà la tua anima. Perciò conservatori, non prendetevela a male. Non penso che l’abbia fatto Bush, perché non è poi così intelligente, e solo una stupida marionetta che prende ordini dal suo cellulare, dalle stesse persone che hanno sabotato il Senatore Wellstone.

L’industria militare fa risuonare bei soldoni cercando di giustificare la Wolfowiz Doctrine. E in effetti, Ramsfeld, ora che ci ripenso, senza l’11 Settembre non ci sarebbe potuta essere ua guerra in Iraq, o un budget alla difesa sufficiente a conquistare il mondo.

Uccidere la Libertà di parola e revocare il diritto di aborto, estorsioni ai tagli delle tasse, una benedizione per i ricchie i bastardi. Ma avete ancora una risposta all’Armageddon che avete sceneggiato.

And Dick Cheney, tu, sanguisuga del cxxo, raccontagli i tuoi piani per costruire gli oleodotti per tutto l’Afghanistan e di come le truppe israeliane hanno addestrato i bambini in Pakistan.

Potrete ave preso in giro qualche “negro domestico” ma ho capito che il Colonialismo è finanziato dalle Corporation. Ecco perché Halliburton viene pagato per ricostruire nazioni.

Ditemi la verità, non resto paralizzato dalla paura; so che la C.I-A ha visto Bin Laden in dialisi nel ‘98, quando era nelle Top 10 dell’F-B-I. I legami del Governo sono il vero motivo per cui il Governo mente. Leggetelo voi stessi invece di chiedere al Governo il perché.

Perché allora la causa di morte farà morire la propaganda

®wld