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Tutankhamon il Re Bambino

Tutankhamon è uno dei faraoni più famosi a governare l’Egitto. Credito immagine di: Shutterstock

5 cose che probabilmente non conoscevi su Tutankhamon

Tutankhamon era un antico faraone egiziano appartenente alla XVIII dinastia d’Egitto e regnò dal 1336 al 1327 a.C. Nei geroglifici, il nome Tutankhamon era tipicamente scritto Amen-tut-ankh.

Il suo nome originale, Tutankhaten significa “immagine vivente di Aton”, mentre Tutankhamon significa “immagine vivente di Amon”.

Sebbene sia formalmente definito che la XVIII dinastia si concluda con il regno di Horemheb, gli egittologi sono convinti che il giovane faraone fosse l’ultimo sovrano di sangue reale della dinastia.

Il suo regno fu segnato dal ritorno alla normalità nel piano socio-religioso dopo l’intermezzo con il monoteismo di Akhenaton.

Tutankhamen rovesciò il radicalismo di suo padre, Akhenaton, e ristabilì l’antico sistema di credenze. Credito immagine di: Shutterstock.

Il ritorno è stato graduale, ripristinando il culto e l’architettura dei templi abbandonati appartenenti a divinità come Amón, Osiride o Ptah, collocando la casta sacerdotale in carica e consentendo la celebrazione dei riti pertinenti.

Quindi, passiamo attraverso alcuni dettagli affascinanti su uno dei faraoni più famosi che hanno governato l’Egitto.

La tomba di Tutankhamon era così piccola che ci vollero secoli per iscoprirla. In particolare, ci sono voluti 3.245 anni fino a quando la sua tomba, trovata il 4 novembre 1922, fu scoperta dall’egittologo inglese Howard Carter.

Il regno di Tutankhamon

Tutankhamon aveva tra gli 8 e i 9 anni quando iniziò il suo regno. Pertanto, le importanti decisioni del governo caddero su due figure più antiche: il padre di Nefertiti, di nome Ay, e un generale militare di nome Horemheb. Il Faraone Ragazzo regnò per un decennio, dal 1333 al 1324 a.C. È considerato il Faraone più giovane a governare l’Egitto.

Il percorso del Re Tut

Nonostante il fatto che molti credano che ci sia un percorso relativo a Tutankhamon, non n’è esiste uno.

Quando Howard Carter entrò per la prima volta nella tomba del Re Tut nel 1922, fu accompagnato dal suo finanziatore George Herbert. Quattro mesi dopo essere entrato nella tomba, Herbert morì di presunto avvelenamento del sangue da una puntura di zanzara infetta. Presto i giornali sono impazziti e iniziarono a scrivere di un percorso, e di come l’Herbert fu vittima del percorso di Re Tut, che era presumibilmente delineato su una tavoletta di argilla appena fuori dalla tomba.

Ma nonostante il fatto che anche altri che visitarono la tomba morirono, non c’è una singola prova che suggerisce che le loro morti fossero collegate a un percorso.

Quando Carter entrò nella tomba dei Re Tut, trovò un tesoro, oggetti funerari inestimabili, tra cui figurine d’oro, gioielli rituali, piccole imbarcazioni che si dice rappresentino il viaggio verso l’aldilà e un santuario fatto per gli organi imbalsamati del faraone.

Ma, oltre a tutti quei tesori, Carter ha scoperto una camera che conteneva due piccole bare con due feti. Secondo il test del DNA, una delle mummie era la figlia nata morta di Tutankhamen, e l’altra probabilmente era la figlia di sua mamma.

I reperti recuperati dalla tomba di Tutankhamon sono considerati alcuni dei tesori archeologici più visti al mondo.

La sua famiglia 

La famiglia e la discendenza di Tutankhamon è un po’ confusa.

Tutankhamon era il figlio di Akhenaton, il marito di Nefertiti, con cui aveva avuto sei figlie. Tuttavia, allo stesso tempo, Akhenaton aveva una “moglie minore” di nome Kira, che dovrebbe essere la madre del famoso faraone.

Tutankhamon era sposato, a sua volta, con Ankhesenpaaten, una delle figlie di Akhenaton e Nefertiti, era la sua sorellastra.

Il nome di Tutankhamon, quasi cancellato dalla storia 

Anche se Tuthankhamun è, e rimarrà uno dei Faraoni più famosi dell’antico Egitto, le prove del suo regno furono cancellate dopo la sua morte, quando il suo successore Horemhe sostituì il nome di Tutankhamon con il suo su innumerevoli monumenti.

Fonte:  https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

La Mano Occulta

 La Mano Occulta che ha Scritto la Storia 

dal Sito Web VigilantCitizen 

traduzione di Nicoletta Marino 

Versione originale in ingles  

Versione in spagnolo 

Il corso della Storia è stato diretto da un piccolo gruppo di persone con interessi comuni?

I dipinti e le fotografie dei grandi uomini dei secoli passati rivelano un filo comune che li unisce. E’ una coincidenza che molti di loro nascondessero una delle loro mani quando posavano per un ritratto? Sembra poco probabile. 

Vedremo l’origine massonica della “mano occulta” e gli uomini potente che utilizzano il segno nei ritratti famosi.

Stalin e Washington – due ideologie opposte, una stessa posa della mano

“Il pensiero odierno per uno stato democratico mondiale non è una nuova tendenza, una circostanza accidentale, il lavoro per creare la base di conoscenze necessarie per stabilire la democrazia illustrata tra tutte le nazioni è stata portata a buon fine per centinaia di anni dalle società segrete.”  Manly P. Hall  Secret Destiny of America 

  • Dietro gli avvenimenti mondiali degli ultimi secoli esiste una forza occulta?
  • La caduta delle monarchie europee, l’epoca dell’Illuminismo e il nostro cammino verso una democrazia mondiale può far parte di un grande piano orchestrato da una” mano occulta”?

A meno che tutte le persone menzionate in questo articolo non avessero un’ulcera o mani deformi, il gesto di occultare una delle mani deve avere semplicemente un significato specifico.

E lo ha. La maggior parte delle persone che usano questo segno fanno parte ed è provato (e sono anche entusiaste) dei membri della Massoneria.

Tenendo presente la grande importanza che questo gesto ha nei rituali massonici e il fatto che tutta l’élite o parte di essa apparteneva alla Massoneria o erano a conoscenza della sua esistenza, è proprio impossibile che il ricorrere a questo gesto sia il risultato di una coincidenza.

La “mano occulta” in effetti si trova nei rituali del Grado dell’Arco Reale della Massoneria e i capi mondiali che utilizzano questo segno stanno sottilmente dicendo a altri iniziati dell’ordine:

“Questo ti dice la mia appartenenza, questo è quello in cui credo e questo è quello per cui sto lavorando”.

Il Grado dell’Arco Real

La Triplice Tau

Il grado dell’Arco Reale (il 13° grado del Rito Scozzese o il Settimo del Rito di York) è conosciuto anche come il Massone del Segreto.
 
Durante questo grado, si dice che gli iniziati ricevano grandi verità massoniche.
 
“I membri di questo grado sono chiamati compagni e hanno diritto a una spiegazione completa dei misteri dell’Ordine, mentre nei gradi precedenti sono conosciuti con l’appellativo comune e famigliare di Fratelli e sono mantenuti in uno stato di profonda ignoranza del sublime segreto rivelato in questo Capitolo.
 
Tutto questo concorda con gli usi di Pitagora che faceva distinzione dei suoi alunni nello stesso modo.
 
Dopo un periodo di prova di cinque anni, come abbiamo detto prima, erano ammessi alla presenza del precettore, erano chiamati i suoi compagni e gli era permesso di parlare liberamente.
 
Prima della scadenza di questo periodo le sue istruzioni erano date stando lui dietro uno schermo. John Fellows
Ricerca di Fellows sull’origine, la Storia e il Significato della Massoneria
 
“Se passiamo all’Arco Reale, abbiamo una meravigliosa acquisizione di conoscenze, e troviamo tutto perfetto perché è il non plus ultra della Massoneria, e non potrà mai essere superata da nessuna istituzione umana.” George Olive Lezioni sulla Massoneria
Durante questo grado l’iniziato apprende il nome sacro di Dio.
“Un Grado indescrivibilmente più grande, sublime e importante di qualsiasi altro che lo precede e in effetti è la cuspide e la perfezione della Antica Massoneria.
 
Imprime nelle nostre menti la credenza dell’esistenza di un Dio, senza inizio di giorni e fine di anni, il grande e incomprensibile Alfa e Omega e ci ricorda del rispetto che dobbiamo per il suo santo NOME”. George Oliver Hitos Históricos
Questo nome santo è Jahbulon, una combinazione di parole che significa “dio” in siriano, caldeo ed egizio.
JEHOVÁ -Tra i vari nomi di questo nome sacro in uso tra le differenti nazioni della Terra, tre in particolare meritano l’attenzione dei Massoni dell’Arco reale.
1 – JAH – Questo nome di Dio si trova nel Salmo 68 v.4.2.
2 – BAAL o BEL – Questa parola significa un signore, maestro o possessore pertanto era applicato da molte nazioni dell’Oriente per indicare il Signore di tutte le cose e il Maestro del Mondo.
3 – ON – Questo era il nome con il quale JEHOVA era adorato tra gli Egiziani.” Malcolm C. Duncan Rituale Massonico di Duncan
Il rituale massonico di iniziazione a questo grado ricrea il ritorno a Gerusalemme dei tre massoni più eccellenti che erano prigionieri in Babilonia.
 
Non descriverò tutta la cerimonia e il simbolismo, ma a un certo punto all’iniziato è chiesto di imparare un motto segreto e un gesto con la mano per passare attraverso una serie di veli. 
 
L’Immagine che segue mostra un gesto della mano necessario per passare attraverso il secondo velo come è documentato nel Rituale Massonico di Duncan.
 

Maestro del Secondo Velo:

“Tre Maestri fra i più eccellenti che devono essere esistiti, o fino al punto in cui sono arrivati; però non si può andare oltre senza le mie parole e la parola di esortazione.

Le mie parole sono Sem, Jafet e Adoniram; il mio segno è il seguente: (si mette la mono sul petto); è l’imitazione di uno di quelli dati da Dio a Mosè quando gli ordinò di mettere la mano sul petto e togliendola divenne così bianca come la neve.
 
La mia parola di esortazione spiega questo segno e si trova negli scritti di Mosè, ne quarto capitolo dell’Esodo”.
 
“E il Signore disse a Mosè: metti la mano sul tuo petto. E lui la mise e quando la tolse fu allora che la sua mano era bianca come la neve”. Malcolm C. Duncan di Duncan e il Monitor Rituale Massonico
Questo gesto della mano si ispira all’Esodo 4.6.
 
In questo versetto biblico, il cuore (il seno) è sinonimo di quello che siamo e la mano di quello che facciamo. Quindi si può interpretare come: ciò che siamo è ciò che facciamo.
 
Il significato simbolico di questo gesto potrebbe spiegare la ragione per cui è usato largamente dai massoni famosi.
 
La mano occulta permette di far sapere agli altri iniziati che la persona rappresentata è parte di quel mistero della Fratellanza e che le sue azioni furono ispirate dalla filosofia e dalle credenze massoniche.
 
D’altra parte la mano che esegue le azioni si nasconde dietro la tela che può riferirsi simbolicamente alla natura segreta delle azioni del massone.
 
Questo sono alcuni degli uomini famosi che hanno usta quel gesto con la mano.
 
Napoleone Bonaparte 
 

 

Napoleone Bonaparte (1769-1821) era un comandante militare e un político di Francia, le cui azioni diedero una svolta alla politica europea nel 19 secolo. Fu iniziato nella Loggia Army Philadelphe nel 1798.

Anche i suoi Fratelli Giuseppe, Luciano, Luigi e Geremia erano massoni. 

Cinque dei sei membri del Gran Consiglio dell’Impero di Napoleone erano massoni, come sei dei nove ufficiali imperiali e 22 dei 30 Marescialli di Francia.

Associare Bonaparte alla Massoneria è stata sempre riportata nei registri storici.

Nel suo saggio su Napoleone e la Massoneria, Tuckett afferma: 

“Ci sono prove inconfutabili che Napoleone aveva familiarità con la natura, gli obiettivi e l’organizzazione della Massoneria: che approvava e la utilizzava per le sue finalità”. JES Tuckett Napoleone e la Massoneria fonte

Si racconta anche che Napoleone fu aiutato dai poteri occulti.  

Nel 1813 quando fu sconfitto a Lipsia, un ufficiale prussiano il suo “Libro del Destino e Oracolo”. In origine questo Oracolo fu scoperto in una delle tombe reali egizie durante una spedizione militare francese nel 1801. L’imperatore ordinò che il manoscritto fosse tradotto da un famoso erudito e antiquario tedesco. Da quel momento in poi, l’Oracolo divenne uno dei beni più preziosi per Napoleone.

Lo consultò in molte occasioni e si dice che:

“fu di stimolo alle sue imprese più importante e di maggior successo.” 

Karl Marx

Karl Marx oggi è conosciuto come il fondatore del comunismo moderno.

Nonostante fosse disconosciuto da alcuni Massoni, si dice che Marx fosse un Framassone al grado 32 della Grande Loggia d’Oriente. Marx divenne il portavoce degli atei e del movimento socialista europeo.

Pianificò la sostituzione delle monarchie con le repubbliche socialiste con l’obiettivo di arrivare a questo passaggio: la conversione alle repubbliche comuniste. 

George Washington  

George Washington fu uno die Padri Fondatori degli Stati Uniti ed è considerato “il più importante Massone d’America”.

Charles Willson Pealed dipinse questo ritratto quando Washington aveva 52 anni. 

Osservate la posizione dei piedi di Washington: formano un quadrato oblungo. La posizione dei piedi sono di grande importanza nel simbolismo massonico

Paragonate questo con questo estratto dal Rituale massonico di Duncan

  

Wolfgang Amadeus Mozar

Wolfgang Amadeus Mozart è considerato uno dei compositori di musica più prolifico e influente di sempre.

Anche lui era massone e fu iniziato nella Loggia austriaca ZurZur Wohltatigkeit il 14 dicembre 1784. Le creazioni di Mozart incorporavano sempre importanti elementi massonici.

L’opera il Flauto Magico si basava principalmente su principi massonici. 

“La musica dei massoni conteneva frasi musicali e forme che avevano significati semiotici specifici. 

Per esempio la cerimonia di Iniziazione massonica iniziava con tre colpi che il candidato dava sulla porta per chiedere di entrare.

Musicalmente questo è dato da una figura di punti. 

Questa figura appare nell’ouverture dell’opera il Flauto Magico, il che suggerisce l’apertura dell’iniziazione massonica”. Katherine Thompson Il filo massonico in Mozart

La progressione musical del Flauto Magico si basa sulla proporzione aurea (1,6180…), la proporzione di tutto quanto è considerato divino dalla Scuola dei Misteri.

Qui abbiamo le composizioni créate da Mozart usate nelle logge massoniche:

  • Lied (canto) “Gesellenreise, usata per l’ingresso di lavratorigiornalieri”
  • Cantata per tenore e coro maschile Die Maurerfreude (“Gioia del Massone”)
  • Il Funerale di Musica Massonica (MaurerischeTrauermusik)
  • Due canti per celebrare l’ingresso di “ZurNeugekröntenHoffnung”
  • Cantata per tenore e piano “Voi che onorate l’immenso universo creatore”
  • La Piccola Cantata massonica (Kleine Freimaurer-Kantate ) intitolata Laut verkünde unsre Freude, per solisti, coro maschile e orchestra.

Marchese de Lafayette

Il Marchese de Lafayette era un massone di grado 33.  

Secondo Willam R. Denslow “10.000 massoni famosi”, Lafayette era un ufficiale dell’esercito francese che fu generale nella guerra della rivoluzione americana e un leader della Guardia Nazionale durante la sanguigna Rivoluzione Francese.

Lafayette fu anche Grande Commendatore Onorario del Consiglio Supremo di New York.

Salomon Rothschild

Salomon Rothschild fu il fondatore del ramo viennese della importante famiglia Mayer Amschel Rothschild. 

La famiglia più importante del mondo che ha influenzato enormemente le politiche di Germania, Francia, Italia e Austria. I Rothschild sono anche i principali attori che stanno dietro alla creazione del Sionismo e allo Stato di Israele. 

Il potere dei Rothschild si estese ben oltre i confini della loggia massonica. Si dice che fanno parte dei 13 “Liniaggi Illuminati“.

Un’analisi dell’edificio del Tribunale Supremo di Israele (vedi l’articolo cliccando quì) conferma l’adesione di Rothschild nel simbolismo massonico. 

Simon Bolivar

Conosciuto come “Il Liberatore”, Bolívar è considerato il “George Washington del Sud America”.

Si unì alla Massoneria a Cadice, Spagna, ricevette i gradi del Rito Scozzese a Parigi e fu nominato cavaliere in una Commenda di Cavalieri Templari in Francia nel 1807.

  • Bolivar fondo e servì come Maestro della Loggia Nº 1 Protettrice delle Virtù in Venezuela. 
  • Il paese della Bolivia porta il suo nome.
  • Bolivar ricoprì anche l’incarico di Presidente della Colombia, del Perù e della Bolivia nel decennio del 1820.
  • Appartenne alla Loggia Nº 2 Ordine e Libertà in Perù.

Notate nell’immagine sopra la posizione dei suoi piedi (oblunga) a terra e il pavimento fatto come una scacchiera, che è anche massonico.

La sua postura potrebbe essere stata ispirata a quella dei Cavalieri del grado della Marca Cristiana come si vede qui sotto nei Riti della Massoneria di Richardson: 

Giuseppe Stalin

 

Il regno del terrore di Stalin in Unione Sovietica portò alla morte di milioni dei suoi stessi compatrioti. 

Spesso è ritratto in immagini con la mano nascosta. Non si trovate prove ufficiali che dimostrino l’iniziazione di Stalin alla Massoneria. 

Ovviamente dittatori come Stalin controllavano strettamente ogni informazione su di loro e sui loro problema per cui è difficile provare qualsiasi cosa. 

La mano nascosta ci fornisce una pista iniziale su una possibile affiliazione a una fratellanza occulta.

Come abbiamo visto, i leader che hanno utilizzato il gesto della “mano occulta” ebbero una grande influenza nella storia del mondo e molti sono stati confermati come massoni.

Questo gesto è un dettaglio ignorato che suggerisce l’appartenenza del leader alla filosofia occulta.

Mediante la comprensione di questo fatto e per il riconoscimento dell’immensa influenza che questi leader ebbero sul corso della Storia, possiamo iniziare a renderci conto della forza occulta che attualmente sta dirigendo il mondo verso la democrazia internazionale…

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Alarico Re di tutti

 Il Re Cristiano: Alarico era giudeo, chi glielo spiega a Hitler? 

Gettate la rete dall’altra parte della barca, e troverete. E’ una pesca miracolosa quella che il redivivo Gesù, nel Vangelo di Giovanni, promette agli apostoli increduli: se volete pesce, calate le vostre reti sul fianco destro dell’imbarcazione. Linguaggio cifrato: la verità ti attende dove mai avresti pensato che fosse – magari dentro di te, nell’emisfero destro del cervello? Tra le pagine (romanzesche) dedicate a un personaggio devotissimo all’uomo di Betlemme – il “Re Cristiano”, appunto, in azione trecento anni dopo gli eventi evangelici – Gianfranco Carpeoro avverte: li state cercando dalla parte sbagliata, i resti del mitico sovrano dei Visigoti, l’autore del primo Sacco di Roma.

Lui, Alarico, recava scritto già nel suo nome il proprio destino: “Re di tutti”, in lingua norrena proto-germanica. “Re di tutti”, tant’è vero che non voleva affatto radere al suolo Roma: al contrario, ambiva a diventarne l’imperatore. Per questo, lasciata la città (non saccheggiata da lui, ma dai detenuti liberati) si portò via l’augusta principessa discendente della “gens Flavia”, Galla Placidia, sua promessa sposa, insieme a cui si spinse in Calabria per poi attraversare il Mediterraneo: diretto in Africa o a Gerusalemme? Morì a Cosenza, di malaria o avvelenato. Fu sepolto insieme al suo tesoro, a lungo inutilmente cercato – anche da Hitler. E adesso chi glielo spiega, al Führer, che forse il suo Alarico era addirittura un giudeo?

Avete sempre scavato dalla parte sbagliata, scrive Carpeoro, perché Alarico non era un barbaro germanico: era romanizzato e cristiano, sia pure di confessione ariana. E forse addirittura ebreo, discendente nientemeno che dalla Maddalena e da Giuseppe di Arimatea, il misterioso armatore che riscattò il corpo di Cristo da Pilato. L’oscuro Giuseppe d’Arimatea, cioè l’uomo che poi, si racconta, nel Primo Secolo guidò la spedizione navale che portò in Europa il Cristianesimo, tramite lo sbarco in Provenza delle “Marie venute dal mare” guidate proprio da Maria di Magdala, il cui vero nome – Miriam – è quello che tuttora i Gipsy attribuiscono alla loro regina, consacrata ogni anno a Saintes-Marie-De-La-Mer, in Camargue. Ma che c’entrano, i Goti, con i profughi palestinesi di origine semitica, probabilmente giudei, che raggiunsero le coste meridionali della Francia dopo i fatti di cui parlano i Vangeli? C’entrano eccome, se è vero che i Goti discesi dal Baltico e spintisi a ovest del Danubio – i Derving – poi cambiarono nome, secondo l’abate calabrese Gioacchino da Fiore, adottando la “M” di Miriam per diventare Merovingi, dinastia regale. 

E’ così strano pensare che un popolo erratico di origine baltica, poi attestatosi in Francia, sia entrato in contatto con i proto-cristiani di Palestina? Certo che no, se si pensa che i Goti furono in gran parte cristianizzati, già nel Quarto Secolo. Ma attenzione: non erano cattolici, erano seguaci di Ario.

Corrente gnostica, secondo cui Cristo è “figlio di Dio” esattamente quanto noi, ciascuno avendo in sé la propria quota di divinità, l’Arianesimo (bocciato nel 325 dal Concilio di Nicea insieme a tutti gli altri cristianesimi non cattolici) ebbe un vastissimo seguito, specie nell’Europa balcanica popolata dai Goti, all’epoca reduci dal Medio Oriente turco: il loro primo vescovo, Wulfila, a partire dall’anno 348 tradusse la Bibbia in lingua gotica. E’ proprio lui, Ulfila, che apre il romanzo meta-storico di Carpeoro, svelando al giovane Alarico il senso profondo e segreto della sua missione: conquistare la regalità nella giustizia, proprio nel nome della mitica antenata Miriam. Simbologo e studioso dei Rosacroce, Carpeoro fa discendere quel “mandato ancestrale” (il governo terreno illuminato dall’alto) direttamente dalla Bibbia: è il compito che Abramo riceverebbe dal misterioso Melchisedek, “Re di Giustizia”, al quale chiede di essere autorizzato a regnare sugli ebrei. 

E’ il mandato che poi Giuda riceverà a sua volta da Giacobbe-Israele, che descrive le doti del figlio con i tre colori della bandiera italiana. Nella tradizione, proprio il bianco, il rosso e il verde designeranno il contenuto simbolico della discendenza di Davide, fino a tradursi nelle virtù teologali cristiane (fede, speranza e carità). Valori che il potere del mondo ha bandito, ma che qualcuno – in nome di Cristo – ha provato a restaurare? Anche indossando i panni, germanici ma romanizzati, dell’inquieto sovrano dei Goti dell’Ovest?

E’ la tesi attorno a cui si interroga Carpeoro, avvicinando il lettore ai primissimi secoli attraverso l’espediente letterario del noir, impersonato dall’anomalo ricercatore milanese Giulio Cortesi, appassionato di musica e soprattutto di cucina. Come già nel “Volo del Pellicano” e poi in “Labirinti”, Cortesi è vegliato dal suo ruvido angelo custode, il commissario Amedeo Bertossi, il cui mestiere non è inseguire fantasmi del passato, ma brutali assassini in carne e ossa. Killer contemporanei, che questa volta fanno fuori un professore – tedesco – che aveva scoperto qualcosa di sconcertante sulla vera identità di Alarico. Un’intuizione fondamentale, imbarazzante e molto pericolosa, che porta dritto anche alla precisa ubicazione della leggendaria sepoltura del condottiero.

Se Cosenza è tuttora alla ricerca del Tesoro di Alarico su quella che era la riva pagana del Busento, Carpeoro – che è cosentino di nascita – cita il conterraneo Vincenzo Astorino per suggerire che le spoglie del sovrano vanno cercate sulla sponda opposta del fiumicello, quella che all’epoca era cristiana, dove sorgeva l’antichissima chiesetta di San Pancrazio, oggi interrata dai detriti alluvionali. Secondo la leggenda – e la poesia di August von Platen, tradotta da Carducci –quel piccolo corso d’acqua avrebbe addirittura sommerso il Re dei Goti, inumato (come poi Attila) insieme al suo cavallo nel letto del torrente, deviato per l’occasione. 

A decrittare anche quei versi ottocenteschi – scomponendoli, in un gioco enigmistico – provvede, nel romanzo, la favolosa équipe di cui si avvale Cortesi: il professore torinese e il suo amico simbologo, l’anziano architetto milanese che tiene in casa un Caravaggio non censito, e poi il vero “aiutante magico”, Fra’ Tommasino, il decano dell’Abbazia di Chiaravalle, “coadiuvato” (in sogno) da Cecilia, la ragazza amata dall’immenso pittore Giorgione, sulla cui “Tempesta” la critica non ha finito di arrovellarsi.

Una trama agile e avvincente, piena di colpi di scena giocati tra Milano e la Calabria, riesce a trasportare il lettore tra le brume meno esplorate degli ultimi decenni dell’Impero Romano, dato già per morto quando invece era ancora enorme l’impronta di un grande imperatore come Teodosio. E’ proprio nella guerra di successione che si inserisce l’apparente outsider “germanico” Alarico, che contende Galla Placidia al figlio del suo altrettanto apparente antagonista, il generale Stilicone, accanto al quale ha anche combattuto per difendere Roma. Alarico? Era sì il Re dei germanici Dervingi, ma anche un cittadino romano, promosso addirittura governatore dell’Illiria. E non era pagano: era cristiano. Di più: era ariano, devoto al vescovo Ulfila. 

Se poi il termine “ariano” ha assunto tutt’altro significato, lo si deve all’Uomo Nero, Hitler, che – in nome del mito della purezza razziale – spedì a Cosenza gli archeologi di Himmler e cercare, inutilmente, le spoglie (e il tesoro) del loro presunto campione germanico. Quello è il modo in cui la lettura distratta della storia può deviare dalla verità, coniando stereotipi e luoghi comuni che poi innescano dinamiche che finiscono sempre nello stesso modo, cioè con una strage di massa. 

Ne sa qualcosa il sinistro Rudolf von Sebottendorff , il vero fondatore del nazismo “etnico”, il cui spettro si presenta puntuale all’appuntamento coi lettori di Carpeoro – che non è uno storico, ma un simbologo: nella storia, cerca quello che gli storici non dicono, e forse non vedono. Per esempio: perché Alarico, conquistata Roma, porta con sé Galla Placidia? E perché, se voleva dirigersi in Africa, non è salpato da qualsiasi porto tirrenico, spingendosi invece fino a Reggio Calabria, cioè verso la rotta ionica del Medio Oriente? Aveva forse con sé qualcosa di prezioso, che – come poi i Templari – doveva essere “rimesso al suo posto”, cioè nel Tempio di Salomone a Gerusalemme, simbolo dell’unità pacifica di tutti i popoli della Terra?  

“Il Re Cristiano” (l’acronimo è R+C, Rosacroce) è un romanzo per chi ama le domande, più che le risposte. E’ il sequel della storia che lo precede, “Labirinti”, e in fondo disegna un altro dedalo: come Teseo ha bisogno dell’amore di Arianna per uscire vivo dal labirinto del Minotauro, il valoroso Alarico deve avere al suo fianco Galla Placidia. Non riuscirà a portare a termine la missione, morendo ancora giovane senza poter instaurare il suo “regno di giustizia” a Roma? Ma la storia non finisce lì, avverte Carpeoro.  

Vi siete mai chiesti chi fosse, davvero, Galla Placidia? Perché era così ambita, importante, decisiva? Vi siete mai domandati perché si fece erigere lo spettacolare mausoleo funebre a Ravenna, poi scegliere di essere sepolta altrove? Cosa nasconde, allora, il Mausoleo di Galla Placidia? E perché proprio lì, a due passi – come fosse un “guardiano della soglia” – volle farsi seppellire Dante Alighieri, amico dei Càtari e dei Templari, nonché capo della confraternita iniziatica dei Fidelis in Amore? Sono solo domande, non risposte. Ma quelle, del resto, spesso mancano anche agli storici. E appunto, a proposito di Goti: qualcuno s’è mai chiesto perché si chiamino “gotiche” le meravigliose cattedrali che ornano le capitali europee, erette mille anni dopo Alarico? E dunque: cosa salterebbe fuori, magari proprio a Cosenza, se qualcuno prima o poi si decidesse a gettare la rete “dall’altra parte”? 

(Il libro: Giovanni Francesco Carpeoro, “Il Re Cristiano”, Melchisedek, 272 pagine, 22 euro). 

Fonte: http://www.libreidee.org/

Tra Storia, Scienza e Conoscenza

Gli scienziati confermano: “Le persone assorbono energia dagli altri” 

di Ivan

Uno studio condotto da scienziati dell’Università di Bielefeld ha dimostrato come le piante possano estrarre una fonte alternativa di energia da altre piante.

Questa scoperta, dicono gli esperti, potrebbe avere un impatto importante sul futuro della bioenergia e su come la intendiamo, e infine, fornendo prove che dimostrino che anche le persone hanno la “capacità” di attingere energia dagli altri allo stesso modo.

In altre parole, significa che le persone possono assorbire energia dagli altri che li circondano.

Quindi la prossima volta, quando incontrerai qualcuno di nuovo e proverai quella sensazione come se fossi circondato da energia negativa, potresti effettivamente essere sopra qualcosa. 

Il professor Dr. Olaf Kruse e il suo team di ricerca biologica hanno scoperto che l’alga verde Chlamydomonas Reinhardtii, non solo si impegna nella fotosintesi ma “si nutre di una fonte alternativa di energia”, il che significa che ha l’abilità di attirarla da altre piante.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.

Come spiegato dallo psicologo e dall’energia curativa del Dr. Olivia Bader-Lee, i fiori hanno bisogno di acqua e luce per crescere e le persone non sono così diverse dalla vita che ci circonda. I nostri corpi fisici sono come spugne e possiamo assorbire dall’ambiente. 

Il dott. Bader-Lee afferma che: “questo è esattamente il motivo per cui ci sono alcune persone che si sentono a disagio in gruppi specifici in cui c’è una miscela di energia ed emozioni”. 

Come notato dal Dr. Kruse, le piante si impegnano nella fotosintesi del biossido di carbonio, dell’acqua e della luce. 

Gli esperti sono riusciti a mostrare attraverso una serie di esperimenti, coltivando Chlamydomonas reinhardtii, che, di fronte a una carenza di energia, queste piante a cellula singola assorbivano energia dalla cellulosa vegetale adiacente. 

L’alga può secernere enzimi che “digeriscono” la cellulosa e scomporla in componenti più piccoli.

Successivamente, i componenti vengono trasportati nelle cellule e trasformati in una fonte di energia, consentendo all’alga di continuare a crescere.

il professor Kruse afferma che: “Questa è la prima volta che un tale comportamento è stato verificato in un organismo vegetale”. 

“Che le alghe possano digerire la cellulosa contraddice ogni precedente libro di testo. In una certa misura, ciò che stiamo vedendo sono piante che si nutrono di altre piante”. 

Poiché questo è stato osservato per la prima volta nel reinhardtii di Chlamydomonas, i ricercatori stanno espandendo il loro studio e cercando meccanismi simili in altri tipi di alghe. 

I ricercatori osservano che i risultati preliminari indicano che questo è il caso. 

Bader-Lee ha affermato: “Nel prossimo futuro, quando gli studi sull’energia saranno più avanzati  alla fine lo vedremo tradotto anche agli esseri umani”. 

“L’organismo umano è simile a una pianta, ha la capacità di attingere l’energia necessaria per alimentare gli stati emotivi e questo può essenzialmente eccitare le cellule o causare aumenti nel cortisolo e catabolizzare le cellule a seconda dell’innesco emotivo.”  

Gli umani sono come le piante, e lo stesso accade con il corpo umano 

Il Dr. Bader-Lee crede che lo stesso possa essere applicato agli umani. 

il dott. Bader-Lee spiega che “nei prossimi anni quando gli studi sull’energia saranno più avanzati, si avrà la possibilità di vedere nel tempo che questo sarà tradotto anche per gli umani”.

“L’organismo umano è molto simile a una pianta, che prende l’energia necessaria per nutrire gli stati emotivi e questa essenza può energizzare le cellule o causare un aumento di cortisolo e catabolizzare le cellule a seconda dell’innesco emotivo”. Fonte: Comunicazioni della natura 

Riferimento: le persone possono attingere energia da altre persone nello stesso modo in cui le piante fanno / MICHAEL FORRESTER, 2012. 

Fonte: https://www.ancient-code.com/ 

 

La NASA farà un grande annuncio dopo che l’intelligenza artificiale di Google cacciando il pianeta alieno lo ha scoperto  

La NASA è pronta a tenere un ‘importante conferenza stampa dopo che il suo telescopio per la caccia al pianeta, e che ha collaborato con l’Intelligenza Artificiale di Google, ha fatto un grande passo avanti. 

L’agenzia ha scritto sul loro sito web: la NASA ospiterà una teleconferenza multimediale alle 13:00 EST giovedì 14 dicembre, per annunciare l’ultima scoperta fatta dal suo telescopio spaziale Kepler. 

Il telescopio spaziale Kepler della NASA è uno degli strumenti più rispettati e usati dagli astronomi per la caccia dei pianeti,alla ricerca di una vita aliena e di mondi simili alla Terra. 

Il Kepler Space Telescope è stato lanciato nello spazio nel 2009 quando gli astronomi non erano a conoscenza del numero di pianeti extrasolari che esistevano altrove nel cosmo. Con sorpresa di molti, in quasi nove anni, ha dimostrato che i pianeti sono molto comuni nell’universo e che ogni stella può avere almeno un pianeta in orbita attorno a essa. 

Di recente, la NASA ha fatto un nuovo passo avanti, uno che è abbastanza significativo da meritare una conferenza stampa importante.

Nonostante il fatto che sulla stampa siano state fornite pochissime informazioni sulla natura della scoperta, gli scienziati ritengono che sia molto probabilmente legato ai mondi extraterrestri alieni in orbita a stelle lontane, e una delle nostre migliori possibilità di trovare pianeti simili alla Terra. 

in un comunicato stampa rilasciato di recente, i funzionari della NASA hanno scritto: “la scoperta è stata fatta da ricercatori che hanno utilizzato l’apprendimento automatico di Google. L’apprendimento automatico è un approccio all’intelligenza artificiale e dimostra nuovi modi di analizzare i dati di Kepler”. 

Secondo la NASA, la scoperta è stata fatta in collaborazione con l’Intelligenza Artificiale di Google, che è stata citata in giudizio da esperti per analizzare le informazioni raccolte da diversi telescopi. 

La NASA spera che, usando l’Intelligenza Artificiale, possa combattere attraverso diverse scoperte e identificare i possibili pianeti extrasolari più rapidamente, e speriamo di trovare un altro pianeta altrove nell’universo che possa supportare la vita così come la conosciamo. 

Secondo la NASA, quattro ingegneri e scienziati prenderanno parte alla conferenza stampa, tra cui Paul Hertz, che guida la divisione di astrofisica della Nasa, un ingegnere informatico esperto di Google e due scienziati. 

Recentemente, il telescopio ha iniziato a lavorare sul suo nuovo progetto chiamato K2, il cui obiettivo principale è quello di cercare gli esopianeti, cercando e analizzando anche diversi fenomeni cosmici.

Ciò significa che un’enorme quantità di informazioni deve essere elaborata dagli astronomi, che hanno scoperto che il nostro universo pullula di pianeti che potrebbero, almeno teoricamente, supportare la vita aliena. 

Molte simili scoperte pionieristiche sono state annunciate in conferenze stampa analoghe tenute dalla NASA in passato.

Questo è il motivo per cui molte persone si aspettano che l’ultima scoperta della NASA sarà di grande importanza.

Nonostante molti si aspettino che la conferenza stampa faccia un annuncio relativo agli esopianeti, molti credono che la NASA possa annunciare la scoperta della vita aliena. 

Questo, tuttavia, è altamente improbabile.

L’audio e le immagini della teleconferenza verranno trasmesse in streaming all’indirizzo: https://www.nasa.gov/live  

Fonte: https://www.ancient-code.com/

 

 

L’enigmatica “città” antica di Midas, costruita dai Frigi quasi 3000 anni fa

È una città antica di 3.000 anni, non è una città. Si dice che sia l’eterno luogo di riposo di Re Mida, il personaggio mitico ricordato nella mitologia greca per la sua capacità di trasformare in oro tutto ciò che toccava.

Situato nella provincia turca di Eskisehir, c’è un sito archeologico soprannominato Yazilikaya, che letteralmente significa roccia incisa. Tuttavia, è indicato anche come la città di Midas. 

Si crede che i Frigi lo abbiano costruito tra l’VIII e il VII secolo aC, sebbene gli archeologi sospettano che potrebbe essere molto più antico. 

La cosa più curiosa è che, sebbene sia chiamata una città, non c’erano mai case lì. 

Piuttosto, era un antico centro religioso dell’epoca. 

Guardando indietro nella storia 

I frigi erano un antico popolo indo-europeo che, secondo Erodoto, abitava il sud dei Balcani. 

Nell’VIII secolo, emigrarono in Anatolia, dove fondarono la loro capitale a Gordio (in cui secoli dopo ebbe luogo il famoso episodio del taglio del nodo gordiano di Alessandro Magno). 

Il più antico re mitico dei Frigi era Midas, un personaggio dal quale non ci sono prove archeologiche, ma che appare nei miti greci più tardi come l’uomo che tutto ciò che toccava, trasformato in oro. 

Tuttavia, ci sono riferimenti a un re che “si adatta alle sue descrizioni” in fonti assire dell’VIII secolo aC, che lo ritraggono come un alleato di Sargon II nel 709 aC. 

È interessante notare che i re frigi successivi furono chiamati Mida o Gordia, il che potrebbe indicare che Midas potrebbe essere stato un titolo e non un nome. 

Intorno allo stesso tempo, i Frigi costruirono la loro capitale a Gordio e installarono il loro centro religioso a Yazilikaya. 

Non si sa per certo se quando sono arrivati, le grotte, le gallerie e le scalinate erano già lì. 

Gli studiosi non sono in grado di verificare che fosse già un luogo sacro quando i frigi arrivarono lì, o se quell’aspetto fosse dato dai nuovi abitanti. 

I fatto è che l’hanno trasformato in una sorta di santuario e hanno cominciato ad adornarlo con nuove costruzioni, scavando e inscrivendo nuovi elementi nelle rocce circostanti.

Phrygia Yazilikaya and the cave houses in ancient Midas City, Eskisehir, Turkey. Image Credit: Shutterstock

 La tomba di ‘Midas’ 

Uno dei monumenti più famosi del sito è la cosiddetta Tomba di Midas.

È un monumento, che non è mai stato dimostrato essere una tomba, ed è composto da una facciata scavata nella roccia alta 20 metri e larga 16. 

Presenta una porta falsa, oggi parzialmente distrutta dai saccheggiatori, che devono aver pensato che qualcosa doveva esserci dietro, e un’iscrizione nella parte superiore, perfettamente leggibile e consistente in una dedica

Scritto in antico frigio, dice l’iscrizione; “Da Ates, figlio di Arkias, a Mida”.

Sulle pareti della nicchia inferiore, c’è anche una piccola iscrizione che dice Matar (madre) e probabilmente si riferisce alla dea Cibeles, la cui immagine potrebbe essersi trovata una volta lì. 

Solo una leggenda?  

Ciò a cui il mondo fa riferimento Midas rimane un mistero oggi.

Se prestiamo attenzione alle fonti, Midas fu sepolto sotto un enorme tumulo vicino a Gordio.

È interessante notare che gli scavi effettuati negli anni ’90 non hanno trovato una sola traccia di sepolture lì, né in nessun altro posto nella zona per quella materia.

Tuttavia, una delle cose più affascinanti e strane è che, se sali fino al punto più alto della città, vedrai centinaia di scale scavate nelle rocce circostanti, che portano a vicoli ciechi o semplicemente scompariranno sotto il terra. 

Gli archeologi hanno trovato un numero di altari sparsi e troni a gradoni. 

Molti studiosi ritengono che questi siano percorsi cerimoniali, che hanno svolto un ruolo importante nel culto religioso dell’area.

Le scale che sono state costruite conducono letteralmente nel punto di terra verso tunnel e camere sotterranee, interconnesse tra loro, che alcuni archeologi ritengono siano state usate come “cisterne” per immagazzinare l’acqua, anche se diversi autori ritengono di avere una ragione diversa e più profonda.

La maggior parte di questi passaggi sono bloccati da terra e rocce che si sono accumulate nel corso dei secoli e non sono mai state scavate.

Città sotterranee?

The ancient ‘tunnels’ which lead to the underground. Image Credit: Shutterstock

Nonostante il fatto che ci siano numerosi autori che credono possa esserci un qualche tipo di collegamento con le numerose città sotterranee trovate in Turchia negli ultimi decenni, non dimentichiamo che i Frigi, come molte altre antiche culture, credevano che i loro dei vivessero all’interno del montagne, o all’interno della Terra, e le gallerie che portavano dentro erano passaggi per il divino mondo sotterraneo 

Fonte: https://www.ancient-code.com/ 

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

ANU – l’antenato degli Anunnaki

Gli Anunnaki erano considerati esseri celesti venuti sulla Terra, migliaia di anni fa.

Anu, la fonte suprema di ogni autorità e l’antenato degli Anunnaki

Anu era una delle più antiche divinità del pantheon sumero, era considerato il padre e il primo re degli dei, ed è indicato come l’antenato degli antichi Anunnaki.

Nella mitologia sumera, An (in Sumerian An = “sky”) o Anu (in accadico) era il dio del cielo, signore delle costellazioni, re degli dei, che viveva con sua moglie, la dea Ki (in sumerico, “Terra” o Antu in accadico), nelle regioni più alte del cielo.

Si credeva che avesse il potere di giudicare coloro che avevano commesso crimini e che aveva creato le stelle come soldati per distruggere i malvagi.

Il suo attributo era la tiara reale.

Il suo servitore e ministro era il dio Ilabrat.

La cosa ancora più importante, è che era era il padre di Enlil, l’antico dio mesopotamico del vento, dell’aria, della terra e delle tempeste. E l’antenato degli Anunnaki, la fonte suprema di ogni autorità.

An, l’Antenato degli Anunnaki: quelli che scesero dal cielo

Allora, chi erano gli antichi Anunnaki?

Il termine ANUNNAKI, se frammentato, si traduce; ANU: “CIELO” – NNA: “Discendere” – KI: “Terra”: “Coloro che sono discesi dal cielo in terra …”

Oggi molti autori sono convinti che non sono né dèi né angeli, ma esseri di un altro pianeta venuti sulla Terra in possesso di uno sviluppo tecnologico e di una conoscenza avanzata della fisica, in grado di manipolare le menti di una razza “inferiore” e trasformarli in un specie schiavi.

Difronte a una civiltà tecnologica come quella degli Anunnaki, l’uomo si inginocchiava considerandoli Dei celesti con poteri per governare il cielo e la terra.

In altre parole, queste “divinità” sono state male interpretate come divinità supreme poiché possedevano una tecnologia che l’uomo primitivo non era in grado di comprendere e capire.

An era una delle divinità più potenti e importanti nel pantheon sumero e gli Dei Anunnaki erano considerati la progenie di An e della sua consorte Ki.

Secondo Black and Green nel loro libro Gods, Demons and Symbols of Ancient Mesopotamia: An Illustrated Dictionary, gli antichi Anunnaki erano proprio questo, la “progenie di An”.

I “sette dei che decretano” possono essere elencati nel gruppo Anunnaki: An, Enlil, Enki, Ninhursag, Nanna, Utu e Inanna.

Quando si menzionano gli Anunnaki, le antiche tavolette sumeriche non fanno riferimento a questi Dei come mere creature eteriche, ma li descrivono come esseri biologici di  arne e sangue, come gli umani.

Quando parliamo di Dei, immaginiamo immagini di nebulosi spiriti celesti che emergono dai confini di un piano di realtà indeterminato.

Tuttavia, questa non è la descrizione che i Sumeri hanno dato agli Anunnaki.

Queste divinità erano reali in ogni singolo modo per gli antichi Sumeri. Gli Dei coesistevano con l’uomo, questi esseri Celesti condividevano le loro vite e coesistevano con l’uomo nelle antiche città della Terra. Erano esseri fisici e palpabili, che mangiavano, dormivano e morivano.

Queste divinità erano visibili agli occhi di chiunque; sono descritti come viaggiatori dei cieli in possenti veicoli aerei, che emettevano un rumore che sembrava un tuono che faceva tremare le montagne, mentre emettevano fuoco.

Anu era una delle più antiche divinità secondo l’antica mitologia sumera. Creditoimmagine

Anu- una delle divinità più antiche del pantheon sumero

Anu era considerato una delle divinità più antiche del pantheon sumero e faceva parte di una triade di grandi dei, insieme a Enlil, dio dell’aria e dell’atmosfera e Enki (anche noto, in accadico, come Ea), dio della terra o delle sue fondamenta.

Era considerato il padre e il primo re degli dei.

Anu è associato al tempio E-anna della città di Uruk (la biblica Erech), nel sud di Babilonia e vi è una buona ragione per credere che questo posto sarebbe il sito originale del culto di Anu.

Il tempio di Anu a Uruk era chiamato E-an-na (‘casa del paradiso’). “In paradiso c’è Anu sul suo trono, rivestito di tutti gli attributi della sovranità: lo scettro, il diadema, il copricapo, il bastone …

Le stelle costituivano il suo esercito.

Simbolicamente, il re ha ricevuto il suo potere direttamente da Anu.

Ecco perché invocavano solo i sovrani e non il resto dei mortali.

Anu era il:

“Padre degli dei” (abû ilâni),

“Padre del cielo” (ab shamê),

“Re dei cieli” (il shamê).

L’equivalente semitico occidentale di Anu sarebbe il dio Ël.

E sembra anche avere equivalenza con il dio Dagon dei filistei e dei fenici.

Astronomicamente Anu era associato alla Via dell’An (o Sentiero di An), una regione del cielo che coincideva con l’equatore.

Più tardi questa regione verrebbe definita come lo spazio tra i due tropici.

Era associato al numero 60, un numero sacro per i Sumeri.

https://www.ancient-code.com/

 Allora, chi erano gli Anunnaki? 

L’albero genealogico degli Anunnaki antichi: 

quelli che scendevano dal cielo

Gli Antichi Anunnaki vengono spesso definiti come gli dei immortali che vivevano sulla Terra durante l’antico tempo Sumero in Mesopotamia

Secondo la mitologia mesopotamica, Anunna o Anunnaki erano, inizialmente, gli dei più potenti e vivevano con Anu in paradiso.

Più tardi, senza aver stabilito un chiaro motivo per questo cambiamento, gli Igigi erano considerati come dei celesti mentre il termine Anunna era usato per designare gli dei dell’Oltretomba, specialmente sette dei che servivano come giudici negli Inferi.

Nel mito di Atrahasis si afferma che, prima della creazione dell’uomo, gli dei dovevano lavorare per vivere.

Quindi, gli Anunna fecero una categoria di dei inferiori, gli Igigi lavorarono per loro, finché non si ribellarono e si rifiutarono di continuare a lavorare.

Quindi Enki creò l’umanità in modo che continuasse a svolgere i compiti che gli dei minori avevano abbandonato e attraverso il culto avrebbe fornito cibo agli dei.

Nell’Enûma Elish, fu Marduk che creò l’umanità e quindi divise l’Anunna tra il cielo e la terra e assegnò loro compiti.

Successivamente, l’Anunna, grata a Marduk, fondò Babilonia e costruì un tempio in suo onore, chiamato Esagila.

La reinvenzione del termine Anunna attraverso la sua forma accadica, Anunnaki, sorse nel 1964, dopo la pubblicazione del libro Antica Mesopotamia: Ritratto di una civiltà morta, di AdolphLeo Oppenheim, che rese popolare questo concetto che fu preso da diversi blog e personaggi da il mondo esoterico e portali pseudoscientifici.

L’autore Zecharia Sitchin pubblicò una dozzina di libri conosciuti come Chronicles of the Earth degli anni 70 in cui descriveva dettagliatamente gli Anunnaki.

Nei suoi libri, Sitchin offriva tradotte antiche tavolette d’argilla sumere e testi scritti in una scrittura cuneiforme che descrive gli Anunnaki.

Nel libro il dodicesimo pianeta, Sitchin racconta l’arrivo degli Anunnaki sulla Terra da un presunto pianeta chiamato Nibiru circa 450.000 anni fa: esseri alti circa 3 metri di altezza con pelle bianca, capelli lunghi e barba, che si sarebbero stabiliti in Mesopotamia e questo, grazie all’ingegneria genetica, ha accelerato l’evoluzione del Neanderthal in Homo Sapiens contribuendo con la propria genetica, per il bisogno di schiavi lavoratori.

Secondo gli scritti di Sitchin, la tecnologia e il potere degli Anunnaki è qualcosa che la nostra civiltà non può replicare nemmeno oggi nel 21° secolo.

Sitchin affermò che gli antichi abitanti di Nibiru 450.000 anni fa avevano la capacità di viaggiare nello spazio e utilizzare l’ingegneria genetica e che avrebbero lasciato tracce della loro esistenza in tutta la Terra con piccoli indizi che indicavano una tecnologia ancora sconosciuta che è presente in varie forme come la costruzione di piramidi (egiziane, maya, azteco e cinese), nel sito megalitico di Stonehenge, nello “spazioporto di Baalbeck”, nelle linee di Nazca e in Machu Picchu.

Le teorie sono molte e ciò che alcuni studiosi definiscono mitologia, altre li indicano come viaggiatori interstellari, che vennero sulla Terra migliaia di anni fa.

Ma se gli Anunnaki fossero reali? Chi erano e chi fu tra di loro il primo? Qual è la loro linea di sangue e, possiamo rintracciarli nella storia come specifiche divinità?

Ci sono vari “alberi genealogici” disponibili su Internet che presentano una serie di differenze. Ad esempio, i seguenti tre (immagine sotto) sono alberi genealogici più inclini alla versione mesopotamica, in particolare quella babilonese della linea di sangue Anunnaki, e la prova di ciò è l’inclusione di Tiamat e Marduk.

La “Grande Assemblea degli Anunnaki”, essenzialmente l’Albero genealogico della classe dominante (o “Dèi e Dee” dei testi sumeri) è data da Laurence Gardner, Genesi dei Re GReail, Bantam Press, New York, 1999:

Nella foto qui è la grande assemblea degli Anunnaki antichi. Credito immagine

Una versione leggermente diversa:

Di John D. Croft, CC BY-SA3.0, tramite Wikimedia Commons

https://www.ancient-code.com/

 Secondo Zacharia Sitchin questo è l’Albero Genealogico degli Anunnaki

Gli antichi egizi ereditarono il loro sapere dai Sumeri. Ma se è così, una domanda sorge spontanea: questi ultimi da chi avevano appreso quelle scienze? La tesi di Zecharia Sitchin è semplice, ma sconvolgente: i testi sacri dei popoli antichi vanno letti come resoconti storici. La mitologia non è creazione fantastica, bensì confusa memoria di fatti realmente avvenuti!

Darwin aveva ragione – secondo Sitchin – solo a metà: la selezione naturale produsse, è vero, i primati superiori dai quali discendiamo, ma l’impiegabile salto evolutivo all’Homo Sapiens fu opera di viaggiatori extraterrestri a nostra immagine e somiglianza, che applicarono l’ingegneria genetica al bagaglio cromosomico dei nostri antenati africani.

C’è infatti un altro pianeta nel nostro sistema solare, un pianeta con un’orbita ellittica simile a quella delle comete, che transita tra Marte e Giove ogni 3600 anni. Esseri intelligenti di quel pianeta (i Sumeri li chiamavano Anunnaki, la Bibbia Nephilim) iniziarono a visitare la Terra mezzo milione di anni orsono, e le loro gesta attraverso i millenni sono quelle che leggiamo nell’Antico Testamento, o nel libro di Gilgamesh. Alla luce delle ipotesi dell’autore, tradizioni, leggende e ritrovamenti, da sempre circondati da un alone di mistero, divengono improvvisamente comprensibili.

Gli argomenti del professor Sitchin spaziano dall’esegesi biblica all’astrofisica, dalla linguistica alla storia delle religioni. Il modello metastori-co che ci propone è logico e coerente, e potrebbe persino riconciliare credenti e non credenti sulle origini dell’umanità

Contributo: wlady 

Eridu è stata la prima città sulla Terra

 

ERIDU si dice che sia la prima e la più antica città sumera e la capitale del primo periodo dinastico. Secondo la tradizione sumera, la città fondata e appartenuta al dio Enki, il dio della saggezza.

Secondo la lista dei Re Sumeriprima della Grande Alluvione, Eridu è stata la prima città sulla Terra,

Secondo i re dei Sumeri, Eridu era la prima città al mondo. La riga di apertura recita:

“[Nam] -lugal an-ta èd-dè-a-ba 

[eri] du ki nam-lugal-la ”  

“Quando la regalità sciese dal cielo, 

la regalità era in Eridu. “

Eridu (Coordinate: 30° 48’57.02 “N 45° 59’45.85” E) era un’antica città nel sud della Mesopotamia, 24 chilometri a sud di Ur, nell’attuale sito archeologico di Tell Abu Shahrein. Eridu, anche traslitterato come Eridug, potrebbe significare “luogo potente” o “luogo di orientamento” secondo gli studiosi dicono che questo sito archeologico è di grande importanza.

Alla sua fondazione, era molto probabile che si trovasse a pochi passi dal Golfo Persico; tuttavia, attualmente, a causa dell’accumulo di limo sul litorale nel corso dei millenni, i resti di Eridu sono ora a una certa distanza dal golfo di Abu Shahrain, in Iraq.

Alcuni studiosi sostengono che nell’antica epoca sumera Eridu era legato all’estuario per mezzo di canali e secondo l’epopea babilonese, era la prima città creata nel mondo.

Come notato dalla mitologia sumera, l’antica città di Eridu era UNA DELLE CINQUE città antiche costruite sulla Terra prima del grande diluvio.

Eridu era la città più meridionale del conglomerato della Mesopotamia e importante centro del culto per il Dio dell’acqua, Enki.

Nel luglio 2016, l’UNESCO ha scelto il sito archeologico di Eridu come Patrimonio dell’Umanità Mista, come “parte dei resti archeologici degli insediamenti sumeri nella Bassa Mesopotamia, che prosperarono tra il terzo e il quarto millennio a.C. nel delta formato dal Fiume Eufrate e Fiume Tigri.”

Come notato dall’antica tradizione sumera, così come dalla lista dei re sumeri, Eridu era la più antica delle città della Mesopotamia, nella cui posizione il dio Marduk aveva creato il mondo.

Gli archeologi hanno dimostrato, attraverso la ricerca del ventesimo secolo, che i livelli inferiori della città (livello XIX) risalgono almeno al 4900 a.C., all’inizio del periodo di El Obeid. Il mainstream di studiosi suggeriscono che la città fu fondata nel 54° secolo a.C. 

L’egittologo David Rohl ha ipotizzato che Eridu, potrebbe essere stata l’originale Babele e il sito della mitica Torre di Babele, piuttosto che la successiva città di Babilonia. (Credito dell’immagine: Shutterstock.) 

In questa prima fase, i resti ceramici mostrano un ruolo significativo di Eridu nella regione

Verso il 3800 a.C. (livello VI) la città aveva un importante tempio e un cimitero da cui sono state scoperte mille tombe. 

Verso l’anno 2500 a.C., durante l’arcaico periodo dinastico, un sovrano, forse della prima dinastia di Ur, costruì un grande palazzo ad Eridu, e alla fine del III millennio a.C., durante il regno di Amar-Sin, un grande ziggurat fu costruito nella città, che rimase un importante centro religioso nell’impero della terza dinastia di Ur. 

Secondo la lista dei re sumerici, i primi “mitologici” re, i successori del regno dei cieli, sono quelli di Eridu. 

La lista dei re continua:

In Eridu, Alulim divenne re; regnò per 28800 anni. Alalngar governò per 36000 anni. 2 re; hanno governato per 64800 anni. Poi Eridu cadde e la regalità fu portata a Bad-Tibira.

L’elenco dei re sumeri descrive in un dettaglio senza precedenti un tempo in cui il mondo era governato per migliaia di anni da esseri chiamati “dei”. Questo è uno dei motivi principali per cui il mainstream di studiosi suggeriscono che la lista dei re sumeri è una miscela di resoconti preistorici e mitologici e che quei governanti che vivevano in regni non plausibili non erano reali e facevano parte dell’antico folklore.

Il mainstream di studiosi considerano l’età in cui un governante presumibilmente governava il popolo come riflesso della sua importanza. Più anni regnava un re, più era importante. Tuttavia, questo è molto discusso tra molti autori.

In tempi antichi, questa città era uno degli insediamenti più importanti, e il nucleo urbano di Eridu era il tempio di Enki, chiamato Casa della falda acquifera. 

di  Ivan

Fonte:  https://www.ancient-code.com/ 

Traduzione e adattamento: NinGish.Zid.Da  

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I 5 libri antichi “controversi” che potrebbero distruggere le fondamenta della storia

Nel corso degli anni, gli archeologi hanno incontrato incredibili scoperte. Alcune di queste scoperte sono manoscritti antichi che sono stati trovati per ritrarre la storia da un diverso punto di vista. Un punto di vista controverso.

Nemerosi libri antichi raccontano un lato diverso della storia. Un lato diverso delle origini umane e un lato diverso delle capacità umane. Questi testi antichi, di solito considerati di natura mitologica, si oppongono a quasi tutti gli studiosi e la storia moderna.

Alcuni di loro sono parzialmente accettati, mentre alcune delle loro pagine sono state soprannominate miti perché scuotono le fondamenta stesse di ciò che sappiamo della nostra civiltà.

Purtroppo, mentre questi libri sono reali e fanno parte della storia, la storia che ci è stata insegnata nel corso degli anni li ha ignorati del tutto.

Questo è il motivo per cui in questo articolo ti porterò in un viaggio e ti presenterò cinque libri antichi che sono sia controversi che affascinanti e potrebbero scuotere la comprensione stessa della storia umana.

Li trovo oltremodo affascinanti.

Uno dei miei libri preferiti è il cosiddetto libro di Thoth. È un libro sacro che, secondo le antiche credenze egizie, non solo offre una conoscenza illimitata, ma la leggenda dice che chiunque legga il conten

uto può contenere i mezzi per decifrare i segreti e dominare la terra, il mare, l’aria e i corpi celesti. I documenti storici ci dicono che il libro era una raccolta di antichi testi egizi scritti da Thoth, l’antico dio egizio della scrittura e della conoscenza.

Il libro di Thoth appare frammentato in vari papiri, la maggior parte del secondo secolo al periodo tolemaico.

La Bibbia di Kolbrin è un altro affascinante libro antico che si ritiene sia stato scritto circa 3.600 anni fa.

Questo antico libro è indicato come il primo documento giudaico / cristiano che spiega la comprensione dell’evoluzione umana, del creazionismo e del design intelligente. Alcuni studiosi sostengono che questo antico libro fu scritto insieme all’Antico Testamento.

Vari autori hanno partecipato alla sua creazione e la Bibbia di Kolbrin è composta da due parti principali che costituiscono un totale di 11 libri antichi.

Il libro di Enoch è un altro libro che molti autori hanno inserito nella categoria dubbia o controversa. Il libro di Enoch è un antico manoscritto religioso ebraico che viene fatto risalire a Enoch, il bisnonno di Noè.

Il Libro di Enoch è considerato da molti uno degli scritti apocrifi non canonici più influenti.

Inoltre, si ritiene che questo libro abbia influenzato in modo significativo le credenze cristiane.

Si ritiene che il cosiddetto Libro dei Giganti sia stato composto circa 2000 anni fa. È stato trovato nelle grotte di Qumran dove i ricercatori hanno trovato i rotoli del Mar Morto. Nello specifico, il Libro dei Giganti parla di creature che hanno abitato il nostro pianeta nel lontano passato e di come sono state distrutte. Secondo il testo antico, i Giganti – I Nephilim – si sono resi conto che, a causa dei loro violenti atti, affrontarono un’imminente distruzione. Chiesero a Enoc di parlare a nome loro a Dio.

L’Ars Notoria è uno dei libri più controversi e misteriosi mai creati.

Secondo la leggenda, questo antico libro è una miscela di contenuti mistici, storici e sensazionali che promette di insegnare le abilità sovrumane a coloro che seguono ciò che è scritto. L’Ars Notoria appartiene alla Chiave Minore di Salomone. È un grimorio anonimo (o libro degli incantesimi) sulla demonologia. I suoi centoquarantaquattro incantesimi furono creati a metà del XVII secolo, per lo più da materiali vecchi di secoli. L’Ars Notoria contiene una serie di preghiere e sono state scritte in diverse lingue, tra cui ebraico, greco e latino.

fONTE: https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

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