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SANTO GRAAL o meglio, L’ORO MONO ATOMICO

Ricevuto da: Anna Dossena

ARTICOLO MOLTO INTERESSANTE Noi siamo esseri umani con emoglobina basata sul ferro e un’anima, appunto la ghiandola Amigdala! Loro sono esseri umani demoni, con emocianina basata sul rame  ecco perché si dice “sangue blu”, e la loro cattiveria è data dalla assenza della ghiandola Amigdala, l’anima appunto. Molto meno intelligenti di noi, ma cattivi e uniti!

Vitamina B17 detta anche Amigdalina (fai una ricerca, e ti accorgerai che la spacciano per veleno)

MA È L’ESATTO OPPOSTO

Essi arrivarono dall’altra parte della parete di ghiaccio comunemente chiamata Antartide, già migliaia di anni fa, per predare ORO dalla porzione di Madre Natura Terra Dio in cui oggi viviamo noi. E depredarlo al popolo di IPERBOREA: gli ARIANI!

Essi usarono il “FASCIO LITTORIO” un’arma a induzione di onde sonore vibrazionali (cioè la luce … Lucifero! Infatti la luce non ha velocità propria, bensì è la reazione a catena dei fotoni, che vengono appunto attivati dalle onde sonore vibrazionali) Tale arma non è altro che la vera ed unica “ARCA DELL’ALLEANZA” con la quale possono provocare terremoti, smottamenti, slavine e valanghe, tsunami, cicloni uragani e tempeste.

Oggi ne hanno una versione addolcita ed “omologata” che si chiama HAARP, composta da 3 elementi separati: Le antenne HAARP in USA, la piattaforma galleggiante HAARP e un immenso “condensatore ionico” nella base di DIEGO GARÇIA!

Bene essi distrussero il 99% di tale avanzatissima civiltà, ma, la loro stessa avidità fece si che si ritrovarono essi stessi a corto di materie prime alimentari, per il fatto che per vincere tale guerra dovettero usare appunto L’Arca dell’alleanza. Cosa che portò ad uno sconvolgimento della geomorfologia terrestre, con conseguenze e danni fuori dalla loro portata tecnologica. Infatti i demoni sono INFERIORI, ma uniti e cattivi.

Abbandonarono quindi la nostra porzione di Terra, per tornare indietro. In seguito arrivarono gli Sciti i Fenici e i Rus (ovvero le derivazioni genotipi che dei Vichinghi che occuparono la Kiev arcaica. O meglio i marinareschi discendenti vagabondi degli ultimi Ariani) chiamati: русский.

E i Tartari (che non sono assolutamente coloro che i libri di storia LORO, ci insegnano!

Quindi, costoro si fusero senza tuttavia perdere identità, in un unico grandissimo impero: L’IMPERO DELLA GRANDE TARTARIA, che comprendeva tutta la grande Russia, la Gallia, Esperia (Italia) Ichnusa (Sardegna) la Sassonia (Germania) l’Anglia (UK) ma non il Nippon, l’India, l’Australia e la New Zealand, il Canada, e ben il 75% ca. dell’Amaruca (si Amaruca, perché Amerigo Vespucci è un personaggio inventato) così come moltissimi altri!

1000 anni di storia INVENTATI!

Passiamo adesso al movente sommo, di tutto ciò: VIVERE A LUNGO:

Carbonio 12, il mattone della vita organica 6 protoni, 6 neutroni e 6 elettroni…666 ti ricorda qualcosa? Il suo isotopo più importante è il Carbonio 7 Carbonio 7= 6 protoni, 1 neutrone e 6 elettroni … 616 Come i 12 apostoli più Gesù….

Leonardo Da Vinci sapeva tutto, ULTIMA CENA ecco perché è considerato il primo…il PRIMO DEGLI ILLUMINATI  il Carbonio 7 è l’unico elemento capace di fondere i tre tipi di oro insieme e come risultato, esce fuori: L’ ORO MONO ATOMICO! che polverizzato ed ingerito (perché l’oro può essere metabolizzato dagli esseri umani o meglio da tutte le forme di vita ORGANICHE)

dato il suo potere (assurdo)  antiossidante, permette agli esseri viventi, sia essi ferro-basati che rame-basati, di poter vivere molti molti anni.

Tavole dei Sumeri:

le tavole dei Sumeri, risalenti a giusto qualche annetto fa, descrivono cronologicamente le epopee dei loro re, e stiamo parlando di regni durati migliaia di anni.

Avrete certamente notato, altrimenti fatelo, le pseudo borsette che i famosi Annunaki hanno sovente in mano, nelle rappresentazioni artistiche che li raffigurano, statue dipinti, incisioni etc. etc., e queste borsette, le hanno con se anche tutti i cosiddetti dei venuti dal cielo, in ogni parte (della nostra porzione) della Terra in cui sono stati rinvenuti, Perù, Guatemala, India, Romania etc. etc.

E sapete bene che in tutte le civiltà antiche l’oro era maniacalmente presente e appannaggio dei reali o dei ceti elevati. Bene in quelle borsette avevano oro mono atomico.

Ecco perché le civiltà della nostra remota antichità erano, come in effetti siamo noi, ossessionati da tale elemento/metallo!

Ma purtroppo il Carbonio 7, o meglio il vero SANTO GRAAL, ha una vita effimera, che tecnicamente è categorizzata come: poco più di tempo zero!

È un elemento instabile, il più instabile. Ma essi, ”essi” lo hanno trovato, al CERN di Ginevra, via LHC (large hadron collider) e gli hanno dato in primis il falso nome di: BOSONE DI HIGGS, per poi subito dopo, dargli il suo vero nome: LA PARTICELLA DI DIO!

Adesso fermati un attimo e pensa … PENSA!

Cosa manca a costoro che GOVERNANO IL MONDO? Hanno le ricchezze, i soldi tramite le LORO banche Hanno il POTERE, sia economico, sia dei media (informazione e quindi descritto bene da G. Orwell, e da Orson Welles: il 4° potere) sia giuridico!

Che cosa gli manca, o meglio, a cosa possono ambire costoro che HANNO TUTTO? Ad annientarci? NO! Lo avrebbero potuto fare molto tempo fa, ma purtroppo loro hanno la forza della cattiveria, ma noi abbiamo l’INTELLIGENZA!

Allora?

Gli manca il potere di poter vivere a lungo! E solo con l’oro, essi possono avere la possibilità di raggiungere il loro obiettivo! Come detto prima, purtroppo però, loro non hanno il nostro intelletto, e quindi devono IMPIEGARE gli UOMINI (quindi l’umanità) per ottenere il SANTO GRAAL o meglio, L’ORO MONO ATOMICO!

Stranamente la Cina sta costruendo un acceleratore di particelle, 10 volte la grandezza del CERN!

di: Stefano Desio

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LE DUE IMMORTALITA’

di Mauro Biglino:

L’oro monoatomico e il Dio della steppa

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Il Dragone Nazionale

TgSole24 – 3 febbraio 2021 – Arriva l’Imperatore Lucertola e recita il De Profundis dell’Italia

Il Gruppo dei 30 (G30) ha pubblicato il proprio rapporto 2020 raccomandando una buona dose di “distruzione creativa” per realizzare la transizione globale all’economia “carbon-free”. Il G30, per chi non lo sapesse, riunisce banchieri centrali (alcuni in carica, altri non più), accademici e finanzieri. Quando Mario Draghi fu eletto presidente della BCE, l’Ombudsman europeo considerò la sua partecipazione al G30 in conflitto con la nuova carica e lo invitò a dimettersi dal G30 (https://www.ombudsman.europa.eu/it/press-release/en/88696). Draghi non si dimise e il 14 dicembre ha presentato il nuovo rapporto.

Leggi l’intero articolo QUI 

Mario Draghi e la MMT

di:

I ruffiani della stampa tessono lodi sperticate (e ridicole) al Presidente del Consiglio in pectore Mario Draghi. Sui social, in direzione oposta e contraria, ciò che resta del sovranismo tira in ballo il panfilo Britannia e si straccia le vesti perché arriva il liquidatore finale.

Se Draghi non è di certo un italiano vero, come Toto Cutugno, stavolta si può valutare una narrazione diversa e più ottimistica perché poco dopo la scadenza del mandato in BCE, Draghi aveva lasciato dichiarazioni curiose, per non dire sorprendenti.

Vediamo di che si tratta

Stando ad un filmato reso pubblico da Bloomberg (questo), Draghi stava rispondendo a domande dei parlamentari sulla distribuzione della ricchezza. Qual è il modo migliore per incanalare il denaro al fine di far crescere l’economia in modo di attenuare le disuguaglianze? Chiesero al nostro eroe. Mentre tutti si aspettavano una risposta sulla lotta alla GORRUZZZZIONE e contro gli sprechi dei luridi Stati-Nazione di ottocentesca memoria, Superman Draghi ha roteato su se stesso più veloce della luce ed ha citato la

MMT

la MMT di Warren Mosler!

L’articolo continua QUI

 

La controrivoluzione di Mario Draghi non salverà l’Italia (era il simbolo della difesa dell’euro, ma potrebbe essere l’uomo che farà uscire il Paese dall’Unione Monetaria)

Ambrose Evans–Pritchard per The Telegraph

L’Italia è passata attraverso tutti gli ingranaggi.

Dalla rivolta democratica contro “l’euro e le élite eurofile” fino all’estremo opposto, quello di un “governo di tecnocrati“ guidato dall’ultimo Mr. Euro, senza che ci siano state elezioni lungo la strada.

La fregatura è stata mozzafiato anche per coloro che pensavano di aver già visto tutto in Italia.

In un certo senso, la nomina di Mario Draghi è astuta.

Ma coloro che stanno celebrando la “riconquista”, nei circoli dell’UE e nei mercati obbligazionari, dovrebbero stare attenti a cosa desiderano.

Nella disavventura dell’Italia con l’Unione Monetaria è stata giocata l’ultima carta. Non ne esistono altre.

L’UM equivale a due decenni perduti, caratterizzati dal crollo costante dell’economia e dai “tassi di disoccupazione giovanile” al 50pc in tutto il Mezzogiorno, culminati infine in una trappola debito-deflazione.

Dicevano che avrebbe funzionato meglio!

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Clicca sull’immagine per guardare il video

DRAGHI: IL CURRICULUM DI UN PRIVATIZZATORE

Mario Draghi è pronto a diventare il nuovo Primo Ministro italiano. Salvatore della patria, alto profilo, un tecnico al di sopra della politica. Con queste solenni parole il Presidente della Repubblica e la stampa mainstream hanno presentato l’arrivo di Draghi a Palazzo Chigi. Ma chi è davvero Mario Draghi, l’uomo che dovrebbe traghettare l’Italia nel prossimo futuro?

Draghi e il Britannia: l’inizio delle privatizzazioni

Economista e accademico, la carriera di Draghi è iniziata a metà degli anni’80 durante l’ultima fase della I Repubblica. Da allora la sua ascesa è stata segnata da passaggi repentini tra incarichi pubblici e privati, ruoli di rilievo nelle istituzioni statali e in enti sovranazionali.

Prima diventa consigliere del Ministero del Tesoro nel Governo Craxi per poi entrare nella Banca Mondiale come Direttore esecutivo fino al 1990. Sono però gli anni ’90 il periodo dove la storia italiana risente maggiormente dell’influenza di Draghi.

Come Direttore Generale del Ministero del Tesoro dal 1991 al 2001, Draghi è stato infatti uno dei principali artefici della stagione delle privatizzazioni dei grandi asset strategici italiani. Un periodo inaugurato con un discorso pronunciato dallo stesso Draghi sul panfilo Britannia nel 1992, alla presenza dei principali rappresentanti delle istituzioni finanziarie mondiali.

Poiché le privatizzazioni sono così cruciali nello sforzo riformatore del Paese, i mercati le vedono come il test di credibilità del nostro sforzo di consolidamento fiscale. E i mercati sono pronti a ricompensare l’Italia come hanno fatto in altre occasioni.

Questo uno dei tanti passaggi del discorso di Draghi sul Britannia a cui fece seguito la privatizzazione dell’IRI, di Autostrade, della Banca Commerciale italiana, del Credito italiano, dell’IMI, della STET di AGIP, di parte dell’ENEL e di ENI e molte altre aziende prima in mano pubblica. Una stagione che è coincisa con il declino italiano e ha portato ad una conseguente perdita progressiva di sovranità politica ed economica.

Da Goldman Sachs alla lettera a Berlusconi

Terminate le privatizzazioni, finisce anche l’incarico di Draghi al Ministero del Tesoro. L’economista entra così nella banca d’affari americana Goldman Sachs fino al 2005. La porta scorrevole tra pubblico e privato continua però ad aprirsi e con nonchalance Draghi dopo Goldman Sachs diventa Governatore della Banca d’Italia. In questo ruolo esercita pressioni sui Governi italiani per tagliare la spesa pubblica, ridurre l’inflazione e riformare il mercato del lavoro.

Infine Draghi viene nominato Presidente della BCE nel 2011 e si distingue subito per la lettera cofirmata insieme al Presidente uscente Jean Claude Trichet e indirizzata all’allora Governo Berlusconi.

E’ necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala. C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione.

Il Governo Berlusconi rifiutò di applicare queste proposte e sappiamo poi com’è andata a finire. Quello di Draghi è quindi un profilo decisamente controverso ed è curiosa la definizione riservatagli dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. “Un vile affarista e liquidatore dell’industria pubblica italiana”. Parole che pesano e devono far riflettere prima di affidare il destino dell’Italia a questo personaggio.

Fonte: https://www.byoblu.com/ 

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Le cinque Regine Killer più importanti nella Storia Antica

Molte regine famose hanno alterato il corso della storia. Fonte: Atelier Sommerland / Adobe Stock

Le cinque Regine Killer più importanti nella Storia Antica

del Dott. Micki Pistorius 04 Gennaio 2021 dal Sito Web Ancient-Origins traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese

La vera leadership non conosce genere e nonostante la condanna sociale o le restrizioni degli dei, donne potenti hanno raccolto la sfida e si sono fatte avanti per prendere saldamente nelle loro mani delicate, le redini del governo.

Regine a pieno titolo, i loro regni sono caratterizzati da progresso, ricchezza e prosperità, qualità intellettuale, edilizia civile, genio militare e persino il loro sacrificio.

Una panoramica attraverso 2000 anni di storia, ci mostra alcune delle regine più eccezionali e famose, che hanno lasciato un’eredità degna e impressionante come i monumenti che avevano costruito come loro tombe

1500 a.C. – Hatshepsut, la famosa regina che divenne re

Il faraone egiziano Thutmosi I e la sua regina Ahmose ebbero una principessa di nome Hatshepsut nel 1508 a.C.

Era l’unica figlia del faraone e della sua prima moglie, e se il lignaggio del governo fosse stato trasmesso alle figlie, sarebbe stata la prima a ereditare la corona reale all’età di 12 anni quando suo padre morì.

Tuttavia, Hatshepsut era sposata con il suo fratellastro Thutmosi II, e diventa la sua principale moglie e regina.

Hanno dato alla luce una figlia, Neferue, e Thutmosi II ha avuto un figlio, Thutmose III, con una concubina. All’età di 27 anni, Thutmosi II muore e Hatshepsut diviene reggente del figliastro Thutmosi III.

Gli Dei dell’Egitto avevano presumibilmente decretato che il ruolo del re non avrebbe mai potuto essere effettuato da una donna.

Il pantheon egizio era composto da 24 dee egiziane, 26 divinità maschili e sei divinità androgine. La dea egizia più potente era Iside, e poi c’erano Hathor, Bastet, Maat, Nut e molte altre.

Molto probabilmente, il “decreto degli dei” è stato imposto da sacerdoti e politici uomini.

Statua del famoso sovrano femminile, Hatshepsut. (CC0)

Furono veloci nel dienticare Sobekneferu, un’altra donna che regnò come faraone durante la XII dinastia, anche se solo per quattro anni.

Probabilmente Hatshepsut pensava che le 24 divinità femminili l’avrebbero sostenuta, quindi nel 1437 a.C. sfidò il decreto e fece posizionare saldamente sulla sua testa la corona Nemes da faraone.

Per ottenere legittimità agli occhi dei suoi sudditi e forse raggiungere un compromesso con i suoi cortigiani, Hatshepsut cambiò il suo nome, che significava “La Prima fra le Nobili Dame”, nella versione maschile Hatshepsu.

È raffigurata mentre indossa abiti maschili e sfoggia persino una falsa barba maschile.

Tradizionalmente, le statue di uomini erano dipinte con un pigmento rosso intenso e le donne con un pigmento giallo più chiaro, ma è interessante notare che le statue di questo sovrano erano dipinte con un tono di pelle arancione unico, una fusione tra i due colori.

Qualunque siano le sue rifiniture estetiche esterne, Hatshepsut è stata un indice lineare efficace e di grande successo per 21 anni.

Il suo principale risultato fu quello di ristabilire le rotte commerciali che erano state interrotte durante l’occupazione degli Hyksos dell’Egitto durante il Secondo Periodo Intermedio (1650-1550 aC), tra la fine del Medio Regno e l’inizio del Nuovo Regno.

Il commercio con la terra di Punt portò ricchezza e prosperità in Egitto.

Ha commissionato centinaia di progetti di costruzione in tutto l’Alto Egitto e il Basso Egitto, di cui il più monumentale è stato il complesso del tempio funerario a Deir el-Bahri, sulla riva occidentale del Nilo.

Ha piantato alberi di mirra, che si era assicurata da Punt, in questo complesso.

Per quanto riguarda la sua politica delle relazioni estere, mantenne per lo più relazioni diplomatiche e pacifiche, ma guidò anche campagne militari in Nubia e Canaan, e inviò rappresaglie contro Biblo e il Sinai.

Statua di Hatshepsut nel suo tempio a Deir el-Bahri. (sootra / Adobe Stock)

Hatshepsut morì intorno al 1458 a.C., all’età di circa 40 anni.

Il suo figliastro Thutmosi III cercò di sradicare tutte le prove del suo governo e fu solo nel 1822 d.C., quando furono decodificati i geroglifici sulle pareti di Deir el-Bahri, che furono rivelati la sua esistenza e il suo governo sorprendente.

Mentre le mummie di Thutmosi I, II e III furono tutte scoperte nella DB320, nella Valle dei Re, Hatshepsut non si trovava da nessuna parte.

Il dottor Zahi Hawass ha rivisitato la tomba conosciuta come KV60, dove due mummie erano state scoperte da Howard Carter. Ha trovato una piccola scatola contenente un organo interno decomposto e un dente.

Le scansioni moderne delle mummie femminili indicavano che una di loro aveva un’orbita dentale vuota, e il dente scoperto corrispondeva perfettamente.

Attraverso i moderni test forensi, la mummia è stata identificata positivamente come Hatshepsut nel 2007.

La regina Faraone era stata restaurata a pieno titolo

1000 a.C. – La Regina di Saba, fondatrice della dinastia salomonica etiope

Sebbene abbia quasi raggiunto lo status di culto come figura leggendaria, la regina di Saba è riconosciuta in tutte e tre le fedi abramitiche:

  • Ebraismo
  • Cristianesimo
  • Islam

Eppure l’ubicazione di Saba è sempre stata contestata.

Alcuni lo collocano nell’Arabia meridionale come il Regno di Saba (l’attuale Yemen), e fonti arabe si riferiscono alla regina di Saba come Balqis o Bilqis.

Intorno alla metà del I millennio a.C., c’erano Sabei anche nel Corno d’Africa, nell’area che in seguito divenne il regno di Aksum, che si trova in Etiopia.

Quindi, è l’Etiopia che rivendica la regina di Saba, chiamata Makeda, come madre della loro nazione.

L’identificazione dell’Etiopia come Saba è supportata dallo storico ebreo del primo secolo d.C., Giuseppe Flavio nelle sue Storia antica degli Ebrei, che identificò Saba come una città reale dell’Etiopia fortificata, che Cambise II ribattezzò Meroë.

Questo nome è stato trovato nel XIV secolo nel Kebra Nagast (“La gloria dei re”), scritto nel XIV secolo e considerato il poema epico nazionale dell’Etiopia. Si presume che la regina di Saba abbia avuto accesso a ricchezze sconosciute.

Nel Corano un’upupa, informa il re Salomone della terra di Saba, governata da una donna, alla quae

“sono state date tutte le cose e ha un grande trono”.

1 Re 10:10 della Bibbia ebraica conferma le sue ricchezze come tali:

“E diede al re 120 talenti (circa quattro tonnellate) d’oro, una grande riserva di aromi e pietre preziose: non arrivarono più aromi in abbondanza come quelli che la regina di Saba diede al re Salomone.

E anche la Marina di Hiram, che ha portato l’oro da Ofir, ha portato da Ofir una grande abbondanza di mandorli e pietre preziose “.

Dipinto del 17° secolo d.C. della famosa Regina di Saba da una chiesa a Lalibela, in Etiopia. Magnus Manske / CC BY SA 2.0

Non c’è dubbio che sia la regina di Saba che il re Salomone fossero consapevoli delle ricchezze dell’altro.

Chi avrebbe si sarebbe inginocchiato per primo davanti al magnifico trono dell’altro?

Sebbene la regina fosse consapevole della forza militare del suo regno, optò per un approccio più diplomatico e decise di inviare regali al re Salomone.

I doni furono rifiutati da Salomone, che disse:

“Mi fornite ricchezza? Ma quello che Allah mi ha dato è migliore di quello che vi ha dato. Piuttosto, siete voi che gioite del vostro dono”.

In modo maschile, Salomone minacciò quindi di intraprendere un’azione militare se la regina non avesse ancora acconsentito alla sua convocazione.

Non sapremo mai se la sua curiosità avesse avuto la meglio su di lei, ma la regina di Saba decise di recarsi a Gerusalemme e portò con sé

“una carovana molto grande, con cammelli che trassportano spezie, e molto oro, e pietre preziose”.

Ha fatto al re Salomone tre indovinelli per mettere alla prova la sua saggezza e lui a sua volta ha cercato di ingannarla facendola camminare su un pavimento di vetro, che lei ha scambiato per acqua.

Una volta messi da parte gli inganni e gli indovinelli, i due reggenti si sono conosciuti più intimamente

Salomone e la regina di Saba (Porte del paradiso). Sailko / CC BY 2.5

La regina di Saba rimase incinta dal re Salomone e gli diede un figlio, Menilek, che divenne re, fondando così la dinastia reale salomonica dell’Etiopia, che governò fino alla deposizione di Haile Selassie I° nel 1974.

In Yemen, gli archeologi che hanno scavato nell’antico tempio sabeo di Awwām, chiamato Santuario della regina di Saba, non hanno trovato alcun riferimento alla regina di Saba nelle numerose iscrizioni e il British Museum afferma che non ci sono ancora prove archeologiche della sua esistenza.

Forse, come Hatshepsut, la regina di Saba potrebbe rivelarsi in un dente perso o in qualche altro manufatto, in attesa di essere ricostruito dalla tecnologia moderna

69 aC – Cleopatra, la regina intellettuale d’Egitto

Tutti conoscono la leggenda di Cleopatra, famosa per la sua bellezza, la sua abitudine di fare il bagno nel latte d’asina e per aver sedotto Giulio Cesare e Marco Antonio di Roma.

Eppure pochi riconoscono che Cleopatra VII era considerata una delle donne più intelligenti del suo tempo.

Cleopatra nacque nel 69 a.C. dal faraone Tolomeo XII. Come il suo predecessore Hatshepsut, divenne faraone, ma dovette superare in astuzia il fratello per conquistare il trono d’Egitto.

Sembra che i Tolomei greci fossero meno vincolati dal decreto delle antiche divinità egizie dal non nominare le donne come governanti.

Nell’81 a.C. morì Tolomeo IX e gli succedette la figlia Berenice III.

Tuttavia, la corte egiziana si opponeva ancora al fatto che una regina regnasse da sola, e lei sposò il suo figliastro, Tolomeo XI, che prontamente la fece uccidere.

La omonima di Berenice, Berenice IV, la sorella maggiore di Cleopatra, rivendicò il trono quando il loro padre, Tolomeo XII accompagnato da Cleopatra, fece una visita di stato a Roma.

Berenice fu uccisa nel 55 a.C. al suo ritorno.

Tolomeo XII governò fino alla sua morte nel 51 a.C., quando Cleopatra e suo fratello minore Tolomeo XIII ereditarono la custodia congiunta dell’Egitto. Il loro disaccordo portò a una guerra civile.

Giulio Cesare, il console romano, intervenne ma fu assediato, insieme a Cleopatra, da Tolomeo XIII.

I rinforzi di Cesare revocarono l’assedio e Tolomeo morì nel 47 a.C. nella battaglia del Nilo.

Un ritratto postumo dipinto di Cleopatra VII dell’Egitto tolemaico dalla città romana di Ercolano, realizzato durante il I secolo d.C., cioè prima della distruzione di Ercolano dall’eruzione vulcanica del Vesuvio. Ángel M. Felicísimo / CC BY 2.0

La sorella di Cleopatra, Arsinoe IV, fu esiliata ad Efeso per il suo ruolo nello svolgimento dell’assedio, e in seguito uccisa dall’amante di Cleopatra, Marco Antonio.

Cesare nominò la 22enne Cleopatra e suo fratello minore di 12 anni Tolomeo XIV come governanti congiunti, ma Cleopatra non avrebbe voluto nessun fratello con cui condividere il trono e lo fece assassinare nel 44 aC.

Chiaramente, era un’abile stratega politica…

Cleopatra è stata salutata come una delle donne più belle della terra, ma sembra che la sua bellezza si riflettesse nel suo intelletto.

Plutarco riconosce nella sua Vita di Antonio, (XXVII.2-3):

“Per la sua bellezza, come ci viene detto, non era di per sé del tutto incomparabile, né tale da colpire chi la vedeva; ma conversare con lei aveva un fascino irresistibile, e la sua presenza, unita alla persuasività del suo discorso e del carattere che era in qualche modo diffuso nel suo comportamento nei confronti degli altri, aveva qualcosa di stimolante.

C’era dolcezza anche nei toni della sua voce; e la sua lingua, come uno strumento a molte corde, poteva facilmente rivolgersi a qualsiasi lingua le piacesse…”

Come principessa reale, il tutore d’infanzia di Cleopatra era Filostrato, che le insegnò l’orazione e la filosofia.

Fu il primo faraone greco a imparare l’antico egizio, sapeva interpretare i geroglifici e, naturalmente, parlava correntemente il greco, la sua lingua madre, così come le lingue dei,

Parti, Ebrei, Medi, Trogodyata, Siriani, Etiopi e Arabi…

Lei studiò:

geografia, storia, astronomia, diplomazia internazionale, matematica, alchimia, medicina, zoologia, economia e altro…

Con un evidente talento per le lingue e data la sua storia con Cesare e Marco Antonio, probabilmente ha anche imparato il latino.

“Cleopatra” (1888) di John William Waterhouse. (Dominio pubblico) Cleopatra è una delle più grandi regine famose nella storia.

Come un’antica Estee Lauder, ha prodotto cosmetici nel suo laboratorio e ha scritto alcuni lavori relativi alle erbe e alla cosmesi.

Il suo lavoro era ben noto durante i primi secoli del Cristianesimo, ma purtroppo tutti i suoi libri furono distrutti nell’incendio del 391 d.C., quando la grande Biblioteca di Alessandria fu distrutta.

La stessa Cleopatra aveva studiato come studentessa presso la Biblioteca di Alessandria.

Durante la guerra del liberatore romano, Cleopatra si schierò con Marco Antonio e navigò a capo della sua flotta in suo aiuto. Sfortunatamente, le sue navi furono gravemente danneggiate da una tempesta nel Mediterraneo ed arrivò troppo tardi per partecipare alla battaglia.

La sua successiva alleanza con Marco Antonio le assicurò gli ex territori tolemaici nel Levante, inclusi quasi tutti quelli della

  • Fenicia (il Libano moderno)
  • la ptolemaica Akko (moderna Acri in Israele)
  • la regione della Celesiria lungo il fiume Oronte superiore
  • la regione che circonda Gerico in Palestina, che affidò a Erode.

Conquistò anche una parte del regno nabateo, Cirene lungo la costa libica, e Itanos e Olous nella Creta romana, dimostrando ancora una volta che ciò che le mancava in forza militare, lo compensò con una strategia intelligente.

Cleopatra fu l’ultimo sovrano attivo del regno tolemaico d’Egitto e dopo la sua morte nel 30 a.C., l’Egitto divenne una provincia dell’Impero Romano.

Quando Cleopatra morì, la sua eredità intellettuale fu trasferita alla figlia che ebbe da Marco Antonio: Cleopatra Selene.

Cleopatra Selene sposò il futuro re Giuba II di Mauretania, lui stesso un grande intellettuale, che incoraggiò la moglie a coltivare la memoria della sua grande madre.

270 d.C. – Zenobia, regina di Palmira

L’eredità intellettuale di Cleopatra fu tramandata di generazione in generazione, fino a Zenobia, che prese il potere come la sua famosa antenata.

Al momento della nascita di Zenobia nel 240 d.C., Palmira era una provincia romana.

I suoi nomi, Giulia Aurelia Zenobia, indicano la sua cittadinanza romana, concessa in precedenza alla famiglia del padre.

L’ascesa al potere di Zenobia iniziò come seconda moglie di Settimio Odaenato, governatore romano di Palmira, che aveva sconfitto il re sassanide Shapur.

Dopo l’assassinio di Odaenathus e Hairan, suo figlio primogenito avuto dalla sua prima moglie, nel 267 d.C. il figlio di Zenobia avuto dall’imperatore Gallieno, Vaballathus, divenne re di Palmira, e Zenobia divenne reggente.

Come Cleopatra, Zenobia intratteneva alla sua corte intellettuali e filosofi, era generosa verso i suoi sudditi e tollerava le minoranze religiose, ma dove Cleopatra aveva ampliato i territori dell’Egitto con un’abile manipolazione, Zenobia espanse il suo territorio con manovre militari.

‘L’ultimo sguardo della regina Zenobia su Palmira’ (1888) di Herbert Gustave Schmalz. Dominio pubblico

Durante il terzo secolo d.C., Roma conobbe una grave crisi, soprannominata Crisi Imperiale (235-284 dC) quando l’impero fu assediato da invasioni, ribellioni, guerre civili, pestilenze e depressione economica.

La regina Zenobia vide l’opportunità di capitalizzare la situazione, espandendo il territorio di Palmira e, infine, di ottenere l’indipendenza da Roma.

Forte della sua discendenza da Cleopatra, rivendicò l’Egitto ormai provincia romana.

La sua pretesa fu riconosciuta dall’egiziano Timagenes, che radunò le sue truppe per sconfiggere il prefetto d’Egitto, Tenagino Probus.

Dopo l’annessione dell’Egitto, Zenobia diresse i suoi eserciti in Anatolia, conquistando strada facendo Siria, Palestina e Libano.

L’imperatore romano Aureliano non aveva altra scelta che riconoscere l’Impero di Palmira, poiché stava affrontando una minaccia più grande in Occidente.

Zenobia, che fungeva ancora da reggente per suo figlio, fece coniare monete che mostravano Vaballathus e Aureliano che avevano lo stesso grado.

Non molto tempo dopo, solo Vaballathus e la stessa Zenobia comparvero sulle monete.

Nel 272 d.C. Zenobia dichiarò suo figlio imperatore e assunse il titolo di imperatrice, un affronto che convinse Aurelio a rivolgere i suoi eserciti ad est.

Sconfisse Zenobia ad Antiochia ed Emesa. Zenobia prima fuggì dalla sua amata Palmira e poi tentò di fuggire in cammello con suo figlio, ma fu arrestata da Aureliano.

Il destino della regina di Palmira dopo è pura speculazione:

fu fatta sfilare da Aureliano durante il suo trionfo, le fu concessa una villa da Aurelio e sposò un ricco romano…

Morì dopo il 274 d.C., ma la sua eredità è ancora celebrata poiché è venerata come simbolo del patriottismo in Siria.

Statua in marmo della famosa regina Zenobia in catene. CC BY SA 3.0

500 d.C. – La Signora di Cao, Perù

Nel 1987, gli scavi a Huaca Rajada, Sipán, hanno rivelato tombe intatte, con diverse mummie, e la prima è stata soprannominata “Il Signore di Sipán“.

I suoi gioielli e ornamenti in oro, argento, rame e pietre preziose indicavano che apparteneva al rango più alto. C’erano due piramidi a Huaca Rajada, come nel successivo sito di Moche, scoperto a El Brujo.

Nel 2006, a Huaca El Brujo (Luogo Sacro del Mago) sulla costa settentrionale del Perù che si affaccia sul Pacifico blu, è stata scoperta un’altra mummia, ma questa volta era una donna.

La Signora di Cao, come è chiamata, era morta intorno ai venticinque anni circa 1.500 anni fa, probabilmente a causa di una complicazione di parto. Una seconda giovane donna, probabilmente un sacrificio, fu sepolta con lei.

Le due piramidi principali, Huaca del Sol e Huaca de la Luna a El Brujo, un tempo erano il centro delle celebrazioni sociali e religiose della cultura pre-Inca Moche.

Quando gli archeologi peruviani iniziarono a scoprire per la prima volta le immagini della vita di Moche raffigurate sulle pareti delle tombe, erano convinti che le immagini fossero rappresentazioni metaforiche di eventi cosmici, poiché certamente nessuna cultura avrebbe potuto avere potenti mistiche sacerdotesse bevitrici di sangue, che governavano una tale società.

Ricostruzione del potente sovrano femminile conosciuta come la Signora di Cao. Ozesama / CC BY SA 4.0

In precedenza, si pensava che la società fosse governata da uomini, dopo la scoperta del Signore di Sipán.

Tuttavia, un rituale raffigurato sulla parete della tomba mostra individui nudi, vinti e legati, che marciano fino alla piattaforma superiore della grande piramide dove le loro gole vengono tagliate, come sacrificio a una divinità suprema.

Sorprendentemente, un grande calice d’argento, il marchio di un sovrano nella società Moche, viene utilizzato per raccogliere il sangue e poi il sangue viene consumato dalla sacerdotessa-regina.

Non solo la ricchezza dei manufatti, ma in realtà le armi trovate con la mummia femminile, indicano che potrebbe essere stata una sovrana.

Ciò che ha reso la Signora di Cao ancora più straordinaria, sono stati i suoi tatuaggi.

I Moche non hanno mummificato i loro morti deliberatamente, ma il clima secco ha preservato la Signora di Cao e i suoi intricati tatuaggi.

Sebbene non si creda che i membri più comuni della società Moche fossero tatuati, si potrebbe certamente dedurre da questa sepoltura che probabilmente erano i membri di status più elevato, e i tatuaggi rappresentavano e rafforzavano la connessione dell’individuo con il divino attraverso la magia simpatica.

Nessuno conosce le circostanze esatte della vita della Signora di Cao, ma è chiaro che alla sua morte le fu assegnato lo stesso status di quello dei presunti governanti maschili.

Come Hatshepsut, la tecnologia moderna ha riportato in vita la Signora di Cao.

Con l’aiuto della stampa 3-D, una ricostruzione facciale della regina sacerdotessa ora funge da modello peruviano di governo femminile.

Ricostruzione della Signora di Cao. © Manuel González Olaechea y Franco / CC BY SA 3.0

Fonte / https://www.bibliotecapleyades.net/

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Benvenuti a Venezia, in un mondo post covid dove ti stanno guardando, ovunque tu vada

Venezia osserva ogni mossa dei turisti

Di: Julia Buckley, CNN
(CNN) – Ti stanno guardando, ovunque tu vada. Sanno esattamente dove ti fermi, quando rallenti e acceleri, e ti contano dentro e fuori dalla città.
Inoltre, stanno monitorando il tuo telefono, in modo che possano dire esattamente quante persone del tuo paese o regione si trovano in quale area e in quale momento.
E lo stanno facendo nel tentativo di cambiare il turismo in meglio.
Benvenuti a Venezia in un mondo post-Covid. La città canale potrebbe essere stata conosciuta come La Serenissima, o La Serenissima, durante i suoi secoli governando le onde come potente Repubblica di Venezia.
Negli ultimi anni, però, le cose sono diventate un po’ meno serena, grazie ai quasi 30 milioni di visitatori che ogni anno scendono sulla città di appena 50.000 abitanti.
Prima che il Covid-19 colpisse, i turisti arrivavano in numero spesso ingestibile, soffocando le strade principali e riempiendo i vaporetti. Le autorità avevano tentato varie misure, dall’introduzione di linee separate per i residenti alle principali fermate del vaporetto (vaporetto) all’introduzione di tornelli che avrebbero filtrato i turisti nei giorni di punta. Una prevista “tassa di ingresso”, prevista per il debutto nel 2020, è stata posticipata a gennaio 2022 , a causa della pandemia.
Ma oltre a controllare il passaggio, le autorità volevano monitorare il turismo stesso – non solo registrando gli ospiti durante la notte ma, in una città in cui la stragrande maggioranza dei visitatori sono escursionisti, contando esattamente chi è in città – e dove vanno.
Entra nella sala di controllo di Venezia.

Una ‘torre di controllo’ all’avanguardia

La sala di controllo registra tutto, dal livello dell’acqua ai principali percorsi che le persone stanno percorrendo in città. Julia Buckley

Sull’isola del Tronchetto, accanto al ponte di due miglia che separa Venezia dalla terraferma italiana, è stata inaugurata nel settembre 2020 la Sala di Controllo. Ex magazzino abbandonato dagli anni ’60, fa parte di una nuova sede della polizia cittadina e governo – una “torre di controllo” autodefinita per la città.
L’edificio ha uffici per il sindaco, altri dignitari e una grande sala TVCC, con telecamere che trasmettono immagini da tutta la città, sorvegliate dalla polizia.
Fin qui tutto normale. Ma poi, dall’altra parte del corridoio, c’è la Smart Control Room, un’altra banca di schermi con immagini e informazioni che arrivano in diretta da tutta la laguna. Tuttavia, non vengono monitorati per il crimine; stanno fornendo informazioni alle autorità che creeranno un profilo delle orde di persone che visitano Venezia. La speranza è che la raccolta delle informazioni non solo tenga traccia dei passi ora, consentendo alle autorità di attivare i tornelli e iniziare a far pagare per l’ingresso nei giorni di punta. Alla fine, sperano che i dati contribuiranno a creare un piano di turismo più sostenibile per il futuro.

Come monitorare il turismo

Una simulazione delle principali arterie percorse in città. Julia Buckley

“Questo è il cervello della città”, dice Marco Bettini, condirettore generale di Venis, la società tecnologica e multimediale con sede a Venezia che ha costruito il sistema.
“Sappiamo in tempo reale quante persone ci sono in ogni parte [della città] e da quali paesi provengono”.
Fa clic sul feed video del Canal Grande – l ‘”autostrada” di Venezia, come la chiama lui – per osservare il traffico.
“C’è un’enorme pressione del traffico qui”, dice. I vaporetti pubblici, le barche che consegnano merci, i taxi, i residenti che sfrecciano sulla “strada” con le loro barche private e, naturalmente, quelle famose gondole – stanno tutti spingendo per lo spazio sul Canal Grande. Senza corsie designate, può essere un libero per tutti.
Ma il nuovo sistema non solo registra cosa sta succedendo; analizza il traffico, riconoscendo i diversi tipi di imbarcazioni, dalla gondola al “topo”, essenzialmente un water-truck. Quindi memorizza i numeri. E corrisponde anche agli orari dei trasporti pubblici, registrando se un vaporetto è in ritardo e, in tal caso, di quanti minuti.
I lavoratori possono anche attivare una “macchina del tempo” per guardare indietro – finora, ad esempio, ci sono state più di 1.000 barche che passavano sotto il ponte principale di Piazzale Roma, il principale punto di ingresso della città.
Tuttavia, sono i numeri dei pedoni che interessano di più le autorità che esaminano i modelli di turismo. Il sistema non solo conta i visitatori in prossimità delle telecamere poste in giro per la città, ma, in collaborazione con TIM (Telecom Italia, il più grande operatore di telecomunicazioni in Italia), analizza chi sono e da dove provengono.
In questo giorno d’inverno, prima che il Veneto entrasse in un altro semi-blocco, ad esempio, finora, 13.628 persone sono entrate a Venezia e 8.548 sono uscite. Nell’ora dopo le 7 del mattino, 1.688 persone sono arrivate a Piazzale Roma (la porta della città su strada e tram) – i pendolari.
Alle 10, gli arrivi hanno raggiunto il picco di 2.411: molto probabilmente gli escursionisti.

Monitoraggio dei visitatori per paese e area

Le autorità sperano che il monitoraggio dei visitatori li aiuti a capire meglio il flusso di turisti. Julia Buckley

Le autorità possono vedere da dove provengono questi nuovi arrivati ​​analizzando i dati del telefono (le informazioni sono tutte aggregate automaticamente, quindi non è possibile raccogliere dati personali).
Secondo Bettini ci sono 97 persone nell’area intorno a Piazza San Marco questo sabato pomeriggio, di cui solo 24 non italiane.
E fino ad oggi le persone nell’area sono state 955, di cui 428 provenienti dall’estero. Dei 527 italiani, solo 246 sono residenti a Venezia (se un cellulare è regolarmente registrato in città, viene conteggiato come residente).
“Come puoi vedere, il numero di escursionisti – è elevato”, dice Bettini. Questa è un’informazione cruciale, perché questi turisti “mordi e fuggi” di solito sono accusati di causare il maggior danno alla città in difficoltà. Tendono ad arrivare da altre parti d’Italia – spesso dalle località balneari in una giornata di brutto tempo – e raramente spendono soldi, portando il proprio cibo e mangiando picnic illeciti sui ponti e sul lungomare. Ma dal momento che non pernottano, non possono essere contati dalle autorità – fino ad ora.
Contare gli escursionisti e monitorare dove tendono a visitare e quali strade prendono, potrebbe essere cruciale per una città che ha fatto ricorso a chiudere le sue arterie principali ai non locali nei periodi di punta nel tentativo di diffondere le persone in tutta la città.
Come afferma Valeria Duflot, co-fondatrice di Venezia Autentica un’impresa sociale online che si occupa di turismo sostenibile: “Il problema non è che Venezia ha troppi visitatori. Il problema è che tutti i visitatori vanno negli stessi due luoghi: Piazza San Marco e il Ponte di Rialto”.

Di dove sei?

Lavorando con un operatore telefonico, le autorità possono risalire alla provenienza di coloro che si trovano attualmente in città. Julia Buckley

Gli italiani vengono registrati in base alla regione in cui vivono. Degli stranieri, il sistema si scompone da dove provengono (i dati si basano su dove è registrato il loro cellulare, quindi molto probabilmente il loro paese di origine) e li visualizza come barre su un mappa sulla città – una rappresentazione grafica del sovraffollamento in tempo reale, con colori che vanno dal bianco al rosso man mano che i numeri aumentano.
Oggi, il 36% dei visitatori stranieri è tedesco, seguito da svizzeri (16%) e britannici (13% – questa visita è avvenuta prima che la nuova variante britannica vedesse i viaggiatori britannici banditi dall’Italia). Solo l’1,312% dei visitatori proviene dagli Stati Uniti, anche se, dato che i viaggiatori americani sono ancora banditi dall’Unione Europea, è una sorpresa che sia anche così tanto.
E oggi a Venezia sono state registrate 85.000 persone. Un numero molto maggiore, 177.000, sono stati a Mestre, sulla terraferma. Sulle isole – dove luoghi come Burano e Murano sono frequentati dai turisti – ci sono 5.700 persone, questo sabato pomeriggio.
C’è molto di più su cui le autorità tengono sotto controllo: la velocità con cui le persone si muovono in luoghi come Piazza San Marco (inizia a correre e la macchina ti evidenzia), i livelli di marea in tutta la laguna (cruciale per monitorare le inondazioni dell’acqua alta e determinare quando nuove barriere contro le piene del Mose dovrebbero essere innalzate).
Ci sono voluti tre anni per costruire il sistema, al costo di 3 milioni di euro (3,5 milioni di dollari). E sebbene alcuni potrebbero criticare le implicazioni sulla privacy (sebbene non vengano registrati dati personali, tu e la tua provenienza venite essenzialmente registrati mentre vi spostate per la città), le autorità sono molto orgogliose.
“Nel 2021, Venezia festeggia il suo 1.600 ° anniversario”, afferma Bettini. “E festeggeremo con la tecnologia”.
Fonte: https://edition.cnn.com/travel/article/venice-control-room-tourism/index.html

Le radici del Piano COVID – del cartello IG Farben

fonte

di Jon Rappoport dal sito web NoMoreFakeNews

La conoscenza di un crimine in corso all’interno di una società si trasforma in una cospirazione del silenzio, condivisa da molti dipendenti

Ma mentre sali la scala aziendale, QUALCUNO non solo lo sa, ma INTENDE continuare a commettere il crimine. Questa è la mia conclusione, dopo 30 anni di indagini su comportamenti medici criminali, compreso l’omicidio di massa.

Ecco uno sfondo profondo, che illumina l’attuale ruolo di leader farmaceutico nella frode e nella devastazione COVID:

Nel 1933, il più grande cartello del mondo, IG Farben, ha permesso l’ascesa al potere di Hitler.

Farben:

prodotti farmaceutici, coloranti, prodotti chimici, sintetici …

Durante la seconda guerra mondiale, Farben fece spedire prigionieri da Auschwitz alla sua struttura vicina, dove furono condotti su di loro terribili esperimenti medico / farmaceutici.

Per i resoconti, leggi The Devil’s Chemists – 4 Conspirators of the International Farben Cartel who Manufacture Wars , di Josiah DuBois , e The Crime and Punishment of IG Farben , di Joseph Borkin . Alla fine della guerra, i dirigenti di Farben furono processati e, nonostante gli sforzi di Telford Taylor , il procuratore capo degli Stati Uniti e il procuratore aggiunto, Josiah DuBois , le condanne emesse furono lievi …

Ad esempio, Fritz Ter Meer,

un dirigente di alto rango della Farben, fu processato per omicidio medico di massa e schiavitù, e condannato a irrisori sette anni di carcere.

È stato rilasciato dopo tre anni e ha ricoperto la carica di presidente del comitato consultivo della Bayer, un “ramo sull’albero” della IG Farben.

C’erano chiare ragioni per condanne leggere per i dirigenti di Farben.

Primo, la ricostruzione dell’Europa era vista come un baluardo contro l’aggressivo comunismo sovietico.

I criminali di guerra di Farben erano “necessari” per organizzare la nuova Europa.

Ancora più importante, stava nascendo un mondo completamente nuovo e le mega-corporazioni e i cartelli erano al centro di esso.

Sarebbero i motori che guidano l’economia globale e controllano le risorse naturali del pianeta.

Era il colonialismo con una faccia diversa, la Compagnia delle Indie Orientali che si basava sulla tecnologia e sull’industria e una portata planetaria al di là di qualsiasi cosa mai tentata.

Così i magnati di Farben, e quelli come loro, erano visti da molti come progettisti altamente competenti della nuova “pace e prosperità”.

E oh sì … c’era una terza ragione per cui i dirigenti della Farben se la passavano così alla leggera.

I loro potenti partner del cartello in tutto il mondo volevano continuare rapporti proficui con questi fratelli nazisti …

Alcuni dei partner internazionali altamente influenti:

Si potrebbe dire che, dopo la guerra, l’emergente colosso farmaceutico globale era una reincarnazione del modello Farben:

  • profitto prima della sicurezza
  • sperimentazione medica letale oltre ogni limite legale
  • l’uso di farmaci / vaccini come mezzo di controllo

Quel modus operandi è sopravvissuto fino ad oggi e ha prosperato oltre le previsioni. Ha anche danneggiato, distrutto e ucciso molte più persone di quanto il nazista Farben avesse sognato.

Ho spesso citato la recensione della dottoressa Barbara Starfield del 26 luglio 2000 sul Journal of the American Medical Association ,

La salute degli Stati Uniti è davvero la migliore al mondo?”

Starfield ha affermato in modo conservativo che ogni anno,

il sistema medico statunitense uccide 106.000 persone per somministrazione diretta di farmaci approvati dalla FDA . Questo si traduce in più di un milione di morti ogni decennio.

E non stiamo nemmeno parlando degli altri milioni di persone gravemente mutilate.

Né i vaccini fanno parte di questa stima.

L’orribile programma medico è una diretta continuazione del piano IG Farben.

E ora abbiamo la frode chiamata COVID-19 …

L’uccisione – dei fragili e degli anziani – passa attraverso la terrificante diagnosi della “malattia pandemica”, più l’isolamento forzato dalla famiglia e dai propri cari.

Nessun virus necessario …

La mutilazione e l’uccisione arrivano anche con la somministrazione del farmaco tossico preferito, Remdesivir, e l’uso di ventilatori respiratori più sedazione …

In un ampio studio di New York ( Presenting Characteristics, Comorbidities, and Outcomes Among 5700 Patients Hospitalised with COVID-19 in the New York City Area – by JAMA), il tasso di mortalità tra i pazienti anziani sottoposti a ventilatori è stato uno sbalorditivo 97,2%. Le carcerazioni COVID giustificate dal punto di vista medico hanno devastato milioni di vite. Questo pubblico prigioniero è ora sottoposto al più grande esperimento medico della storia:

la somministrazione di un vaccino che è stato approvato rapidamente e utilizza una tecnologia RNA mai approvata per uso pubblico prima – a causa dei suoi pericoli …

Il vantaggio principale di questo vaccino va al moderno Farben nexus delle aziende farmaceutiche:

La tecnologia RNA, finalmente approvata, consente una produzione molto più rapida, semplice ed economica di vaccini e farmaci …

Pertanto, i ricercatori possono affermare di scoprire dozzine di “nuovi virus” che richiedono vaccini.

Dai test alla produzione di massa di vaccini … questione di pochi mesi, non anni …

Gravi reazioni avverse ai nuovi vaccini COVID si stanno accumulando … all’ultimo conteggio, un 3% riferito di coloro che hanno ricevuto i colpi.

Puoi FACILMENTE moltiplicarlo per un fattore dieci per ottenere un’immagine più accurata.

Funzionari della sanità pubblica e capi di governo scriveranno queste reazioni come “malattia COVID” e continueranno a promuovere il vaccino sperimentale – e avvertiranno che il rifiuto diffuso di prendere i colpi porterà alla necessità di nuovi livelli di carcerazione.

L’intero programma di distruzione – dalla seconda guerra mondiale in poi – in realtà dal 1910 e dal famigerato rapporto Flexner – è stato mirato a,

indebolendo le popolazioni, rendendole più facili da controllare

L’intero programma è stato intenzionale, ai massimi livelli.

L’amministrazione in corso del programma è stata essenzialmente portata avanti da ignoranti, ciechi, persone con il lavaggio del cervello, codardi, che formano una vasta burocrazia senza volto che assomiglia alla struttura della macchina nazista:

“Stavo solo eseguendo gli ordini …”

Ma ancora una volta, ai massimi livelli, è intenzionale.

Guerra con altri mezzi …

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/sociopolitica2/sociopol_igfarben10.htm

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Nikola Tesla e il popolo spaziale

Il documento declassificato dell’FBI menziona il contatto di Nikola Tesla con il “popolo spaziale”

di: Arjun Walia

Molti decenni fa il mentore di Wernher Von Brauns Hermann Oberth, il padre fondatore della missilistica e dell’astronautica, noto anche come il “padre dei voli spaziali“, affermò la sua convinzione che “i dischi volanti sono reali” e che “sono navi spaziali di un altro sistema solare. Penso che probabilmente siano presidiati da osservatori intelligenti che sono membri di una razza che potrebbe aver indagato sulla nostra Terra per secoli “.

Ha scritto queste parole in “Flying Saucers Come From A Distant World”, The American Weekly, 24 ottobre 1954.

All’epoca accademici come Oberth erano ben consapevoli del fenomeno UFO, e oggi l’argomento ha acquisito ancora più “credibilità” dato che più governi hanno ormai confermato l’esistenza di questi oggetti.

Non mancano i dati di tracciamento radar, prove video, prove fotografiche e testimonianze di alto rango che sono ora disponibili nel pubblico dominio.

Questo sembra confondere molte persone, dal momento che la “divulgazione UFO tradizionale” sta decollando dopo una campagna decennale di “ridicolo e segretezza”. (Ex direttore della CIA Roscoe Hillenkoetter).

Anche Nikola Tesla, nato prima di Oberth, aveva un forte interesse quando si trattava dell’idea della vita su altri pianeti. Ci sono molti esempi che documentano questo fatto.

Ad esempio, in un’intervista rilasciata a Time all’età di 75 anni, Tesla ha dichiarato quanto segue:

“Penso che niente possa essere più importante della comunicazione interplanetaria. Sicuramente arriverà un giorno e la certezza che ci sono altri esseri umani nell’universo, che lavorano, soffrono, lottano, come noi, produrrà un effetto magico sull’umanità e formerà le fondamenta di una fratellanza universale che durerà finché l’umanità stessa. “

Non c’è dubbio che il contatto, la comunicazione e le relazioni con esseri di altri mondi avrebbero enormi implicazioni e cambierebbero per sempre la coscienza umana. Come ho già detto molte volte, non lascerebbe veramente intatto nessun aspetto dell’umanità.

Ci sono molti altri esempi e dichiarazioni interessanti di Tesla a cui arriveremo in seguito, ma prima volevo attirare la vostra attenzione su alcuni documenti del Federal Bureau of Investigation (FBI) declassificati che sono stati conservati dall’agenzia di pertinenza di Tesla. Il documento è una registrazione di una “Newsletter delle sessioni interplanetarie” del 1957.

La newsletter sembra essere una promozione stampata di una conferenza tenuta da George Van Tassel. La newsletter sembra essere stata scritta dalla scrittrice Margaret Storm, insieme a quello che sembra essere suo marito, John.

Ciò che è interessante chiedere è: perché l’FBI era così interessato al punto da documentare questi incontri, discussioni e raduni? Perché hanno tenuto traccia di questa specifica newsletter? È perché avevano un forte interesse per il fenomeno UFO / extraterrestre?

Ricorda, questo è degli anni ’50, oggi sappiamo che i governi e le agenzie di intelligence, come l’FBI, hanno avuto un interesse lungo e documentato per il fenomeno.

Parte del documento recita come segue,

Margaret Storm è stata assegnata a determinati lavori con Space People, come segue: sta scrivendo un libro – Return of the Dove – una storia della vita di Nikola Tesla, scienziato, e il ruolo che le sue invenzioni avranno nella New Age.

Gran parte dei dati per questo libro sono stati forniti alla signora Storm tramite trascrizioni ricevute sul set di Tesla, una macchina di tipo radio inventata da Tesla nel 1938 per la comunicazione interplanetaria.

Tesla morì nel 1943 ei suoi ingegneri non costruirono il set Tesla fino a dopo la sua morte. È stato messo in funzione nel 1950 e da quel momento gli ingegneri Tesla sono stati in stretto contatto con le navi spaziali.

The Space People ha visitato molte volte gli ingegneri Tesla e ci ha detto che Tesla era un venusiano, portato su questo pianeta da bambino , nel 1856, e lasciato con il signor e la signora Tesla in una remota provincia di montagna in quella che è ora Yogoslavia.

Che tu creda o meno che questo dipenda da te, poiché non esiste un modo reale per verificare le affermazioni. Il documento fa emergere fenomeni UFO più correlati.

Per quanto riguarda George Van Tassel, ha avuto una lunga carriera nell’aviazione, iniziando con Douglas Aircraft per poi passare a Hughes e finire con Lockheed. All’inizio degli anni ’50 divenne pubblico sostenendo di aver avuto esperienze di contatto con persone dallo spazio.

Secondo lui, questi esseri emettono avvertimenti di distruzione dati i modi dell’umanità insieme a messaggi di pace universale. Dopo questo apparentemente hanno iniziato a istruire Tassel su come costruire un edificio che potesse invertire il processo di invecchiamento.

Si chiamava “The Integration” e il progetto ha consumato tutto il suo tempo. Ha affermato che le istruzioni per il dispositivo provenivano da extraterrestri del pianeta Venere. Apparentemente è morto per un attacco di cuore poco prima che avesse luogo la prima manifestazione. ( fonte1 ) ( fonte2 )

Avendo studiato la tradizione del fenomeno UFO / extraterrestre da più di 15 anni, una cosa che trovo particolarmente interessante sono le storie e gli incontri che coinvolgono messaggi di preoccupazione sulla direzione in cui è necessaria l’umanità e l’urgente necessità di cambiare rotta per evitare la povertà, guerra, fame, distruzione ambientale e disastro.

Ci sono innumerevoli esempi di questo, uno dei tanti sarebbe l’incontro che più di 60 bambini in età scolare hanno avuto in Zimbabwe nel 1994 .

Solo perché le affermazioni nel documento non possono essere verificate, non significa che l’interesse di Tesla per la comunicazione extraterrestre non sia verificato. Come accennato in precedenza nell’articolo, lo è.

Ad esempio, secondo la Library of Congress, Tesla ha affermato di aver ricevuto comunicazioni radio da Marte. Citano un articolo del Richmond Times che pretendeva di offrire un’ampia descrizione e commento della sua presunta scoperta.

“Mentre sedeva accanto al suo strumento sulla collina del Colorado, nel profondo silenzio di quella regione austera e stimolante, dove pianti i tuoi piedi nell’oro e la tua testa sfiora le costellazioni – mentre sedeva lì una sera, da solo, la sua attenzione, squisitamente vivo in quel momento, fu arrestato da un debole suono proveniente dal ricevitore: tre colpi fatati, uno dopo l’altro, a intervalli fissi. Quale uomo che sia mai vissuto su questa terra non invidierà Tesla in quel momento! “

Una citazione diretta da Tesla di seguito, tratta dal suo pezzo,

Talking With Planets“.

Non riesco mai a dimenticare le prime sensazioni che ho provato quando mi sono reso conto di aver osservato qualcosa di forse dalle conseguenze incalcolabili per l’umanità.

Mi sentivo come se fossi presente alla nascita di una nuova conoscenza o alla rivelazione di una grande verità. Anche adesso, a volte, posso ricordare vividamente l’incidente e vedere il mio apparato come se fosse effettivamente davanti a me.

Le mie prime osservazioni mi terrorizzarono positivamente, poiché in esse era presente qualcosa di misterioso, per non dire soprannaturale, e di notte ero solo nel mio laboratorio; ma quella volta l’idea che questi disturbi fossero segnali controllati in modo intelligente non mi si presentava ancora.

I cambiamenti che notavo avvenivano periodicamente, e con un suggerimento così chiaro di numero e ordine che non erano riconducibili a nessuna causa allora a me nota.

Conoscevo, naturalmente, i disturbi elettrici prodotti dal sole, dall’aurora boreale e dalle correnti terrestri, ed ero certo, come potevo esserlo, che queste variazioni non fossero dovute a nessuna di queste cause.

La natura dei miei esperimenti precludeva la possibilità che i cambiamenti fossero prodotti dai disturbi atmosferici, come è stato avventatamente affermato da alcuni.

Qualche tempo dopo mi balenò in mente il pensiero che i disturbi che avevo osservato potessero essere dovuti a un controllo intelligente.

Sebbene non potessi decifrarne il significato, mi era impossibile pensare che fossero stati del tutto accidentali.

Cresce costantemente in me la sensazione di essere stato il primo a sentire il saluto di un pianeta a un altro … Non stavo semplicemente assistendo a una visione, ma avevo intravisto una grande e profonda verità.

Un altro esempio dei pensieri di Tesla, nelle sue stesse parole:

Altri potrebbero deridere questo suggerimento … (di) comunicare con uno dei nostri vicini celesti, come Marte … o trattarlo come uno scherzo pratico, ma ci sono stato molto sul serio da quando ho fatto le mie prime osservazioni a Colorado Springs …

All’epoca non esisteva nessun impianto wireless diverso dal mio in grado di produrre un disturbo percettibile in un raggio di oltre poche miglia.

Inoltre le condizioni in cui operavo erano ideali ed ero ben addestrato per il lavoro. Il carattere dei disturbi registrati precludeva la possibilità che fossero di origine terrestre, e ho anche eliminato l’influenza del sole, della luna e di Venere.

Come ho poi annunciato, i segnali consistevano in una ripetizione regolare di numeri, e uno studio successivo mi ha convinto che dovevano essere emanati da Marte, il pianeta essendo proprio allora vicino alla Terra. ( fonte )

Pensieri finali

È abbastanza chiaro che Tesla aveva un forte interesse per la vita extraterrestre e ha tentato di comunicare.

È incredibile come sia stato il primo a sviluppare apparecchiature in grado di potenziare i segnali provenienti dallo spazio e da altri pianeti.

Oggi, i segnali di origine sconosciuta sono comuni nella comunità scientifica, vengono comunemente rilevati massicci lampi radio e altre anomalie.

Abbiamo scritto su questo argomento sin dal nostro inizio nel 2009 e se sei interessato a sfogliare i nostri articoli sull’argomento, puoi farlo qui.

Come Tesla allude all’inizio di questo articolo, il contatto ha enormi implicazioni. Costringerà, ed è attualmente, l’umanità a guardare a una visione più ampia della realtà e ad intrattenere concetti che forse una volta non rientravano nel quadro accettato della conoscenza.

In tutte le fasi della storia umana, concetti plausibili e persino quelli supportati da prove ed esempi hanno sempre affrontato una dura opposizione e resistenza, ma alla fine sono stati accettati.

Siamo ancora una razza molto giovane e senza dubbio ci sono verità che aspettano “là fuori” di essere scoperte. Una cosa è certa, sicuramente non abbiamo i nostri affari qui sul pianeta Terra in ordine.

Man mano che cresciamo sembra che più mettiamo in discussione le nostre vite, cosa stiamo facendo qui e perché lo facciamo. Sembra che continuiamo a cambiare la nostra capacità di cambiare il nostro mondo in meglio nelle mani di altri che potrebbero non avere a cuore i nostri migliori interessi.

In qualche modo, in qualche modo, è tempo per noi di assumerci la responsabilità e iniziare a creare un’esperienza umana che risuoni con tutti ed è in armonia con la madre Terra.

Come facciamo questo? Non lo so, ma so che restare in silenzio, non esplorare e non espandere la nostra coscienza non è la risposta.

“Per secoli questa idea è stata proclamata nei saggi insegnamenti della religione, probabilmente non solo come mezzo per assicurare la pace e l’armonia tra gli uomini, ma come una verità profondamente radicata. Il buddista lo esprime in un modo, il cristiano in un altro, ma entrambi dicono la stessa cosa: siamo tutti uno”. – Nikola Tesla

Fonte: https://humansarefree.com/

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