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La (vera) storia della medicina: come ti hanno inventato il v-a-c-c-i-n-o

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Contagi, morti e terapie intensive ora in calo. In Italia la primavera promette bene e arrivano alle orecchie degli spettatori le grida di giubilo degli scientisti che da un anno a questa parte si contendono le ospitate televisive: “merito del v-a-c-c-i-n-o”, dicono. Già, le pagine dei manuali di storia riportano in modo inequivocabile che nei secoli scorsi fosse determinante la stagionalità e che la virulenza durava in media due anni, ma è bello crederci e occorre insistere con la ricerca.

Sarà la scienza coi vaccini a portarci fuori da questo inferno. Però i vaccini hanno più di duecento anni di vita. E come diamine sono stati inventati? Chi è l’accademico che è riuscito in tale impresa? Quali studi di chimica avrà mai fatto? In quale università si sarà laureato?

Sveliamo subito il mistero.

Il primo v-a-c-c-i-n-o efficace fu sviluppato da un tale Edward Jenner nel 1798. Si trattava di un oscuro medico di campagna che aveva lungamente osservato il propagarsi del vaiolo nelle campagne. In particolare, Jenner aveva notato che chi mungeva le vacche e che aveva preso la malattia dai bovini poi non sviluppava più il vaiolo “umano”, e che quindi non subiva gli effetti tragici dello stesso. In altri termini, prendere il vaiolo dalle mucche proteggeva poi dal ben più temibile vaiolo che circolava nei villaggi mietendo migliaia di vittime.

Bene, si tratta di sapere, si tratta di scienza, se badiamo all’etimologia della parola, MA NON si trattò certo di un esperimento mentale galileiano come nella leggendaria caduta dei gravi dalla torre di Pisa, nè delle tanto celebrate “necessarie dimostrazioni” matematiche di cui parla l’inventore del metodo nella sua lettera a Cristina di Lorena.

Questo si può dire con un discreto margine di sicurezza perché Jenner aggiunse alla sua osservazione una grande dose di coraggio dato che inoculò il materiale prelevato da una pustola di una mungitrice che si era infettata ad un bambino di otto anni, James Philipps, il figlio del suo giardiniere.

Chissà cosa direbbe oggi l’istituto superiore di sanità, visto che ha raccomandato ai medici di famiglia di non visitare nemmeno i loro pazienti c-o-v-i-d e di indicare al telefono la preziosa cura basata sulla “vigile attesa”.

Comunque, tornado a Jenner, egli dovette insistere non poco con la Royal Society per avere ascolto, mentre in attesa di verifiche ufficiali al suo metodo continuava ad inoculare il materiale agli allevatori ed ai contadini con successo. In virtù di alcuni errori di altri più blasonati medici, Jenner dovrà in seguito difendersi dalle accuse di inefficacia del suo metodo e durante le fasi di prova e riprova, diversi medici e pazienti morirono tanto è vero che solo nel 1980, cioè 182 anni dopo la scoperta di Jenner, l’Organizzazione Mondiale della Sanità poté dichiarare eradicato il vaiolo.

Nonostante ci siano voluti secoli, i meriti di Jenner non si possono mettere in discussione anche se senza dubbio oggi verrebbe giudicato come “un praticone” da chi, come Roberto Burioni, non pare abbia scoperto nulla. Giusto aggiungere, a tal proposito, un’ulteriore e significativa precisazione.

Sulla maggior enciclopedia del mondo, wikipedia, troviamo scritto che Edward Jenner era un medico, di periferia, ma pur sempre un medico. Bhé, le cose non stanno esattamente così.

by James Northcote, oil on canvas, 1803, 1823

Secondo le fonti, lo scopritore del v-a-c-c-i-n-o era all’inizio della carriera un SURGEON, termine di difficile traduzione, ma che forse noi potremo intendere come “chirurgo guaritore”. All’epoca, infatti, il chirurgo non veniva preparato nelle università, ma negli ospedali, dove gli apprendisti si impratichivano osservando altri surgeon più anziani. Detto diversamente, Jenner non aveva studiato medicina sui testi, ma si era fatto le ossa rubando con l’occhio l’attività di incisione degli altri.

 

Nel 1756, all’età di sette anni, Edward fu mandato a studiare presso la scuola di Grammatica di Cirencester.  Durante questo periodo venne inoculato con il Variola v-i-r-u-s, agente del terribile Vaiolo umano, subì quindi una Variolazione, non una vaccinazione, che lo rese immune per tutta la vita a questa malattia.

Nel 1763 all’età di 14 anni egli divenne apprendista per 7 anni presso Mr. Daniel Ludlow, un Surgeon di Chipping Sodbury, dove egli acquisì l’esperienza necessaria per diventare Surgeon lui stesso. Occorre ora spiegare che nell’Inghilterra del XVIII secolo esistevano due tipologie di medici: il Physician e il Surgeon. Quali erano le differenze tra le due categorie: il Physician aveva una laurea con specializzazione, come i medici attuali, il Surgeon era una persona, spesso senza studi, ma veloce nell’usare il bisturi, quindi non comparabile ai nostri chirurghi. (fonte)

Cosa può insegnarci la storia? E’ vero che il passato non ritorna? A mio avviso racconti storici verificabili come quello appena riportato suggeriscono si che la ricerca scientifica va incoraggiata in tutti i modi possibili, ma che forse sarebbe meglio trovare il modo di sottrarla ai dogmatici difensori di categorie professionali autoreferenziali.

Fonte: http://micidial.it/

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La nuova logica illogica

CROLLO DELLA LOGICA

di: Dottor Roberto Slaviero – 04.05.21

Se vai al ristorante, devi mangiare all’esterno, se sei invece appartenente ad una ditta (P.IVA), puoi mangiare all’interno e sembra però non il titolare, solo i dipendenti; cosi mi hanno spiegato l’altro giorno in Trentino.

Questo è il primo esempio di come la logica, non diciamo aristotelica, ma quella comune del buon senso, sia definitivamente trapassata.

Del plexiglass e uso della maschera, ne avevo già parlato.

In Alto Adige, se sei v-a-c-c-i-n-a-t-o od hai il tampone negativo entri nei bar e ristoranti, altrimenti … ciccia, fuori al freddo o al sole, se hai fortuna.

Tipica legge di stampo nazista; al tempo erano gli ebrei, i marcati col segno della “bestia”!

Il governo italiano, dice che impugnerà l’ordinanza del Governatore, ma sotto sotto…la vorrebbe in tutta Italia.

Forse l’unico che gli romperà le palle, sarà il garante della Privacy…si vedrà.

Il sifilitico e il tubercoloso, se v-a-c-c-i-n-a-t-i anti coroncino, possono entrare all’interno, il normale e sano, con un piccolo raffreddorino, NO!

Non mi pare che nessun partito, si sia stracciato le vesti per difendere un minimo di legalità nel Paese del sole e mare!

Stanno già pensando a chi farà il prossimo Presidente della Repubblica etc etc e mi pare spingano per introdurre anche in Italia il voto elettronico, tipo Dominium, quello che ha rubato a Trump, le elezioni lo scorso novembre.

Deep State, ovvero principalmente fancazzisti, che inventano e  srotolano pagine e pagine di documenti, per lo più senza logica pratica.

Complimenti ragazzi, soprattutto a quelli che non vincono le elezioni, eppure sono sempre al governo.

Nel frattempo dall’India le notizie mainstream, volano sui morti e le pile di fuoco che gli accompagnano.

E’ una loro usanza bruciare i corpi, ragazzi!

VARIANTE INDIANA

Il simpatico Patrick ed i suoi video di Fantapolitica, ci fa vedere dei grafici, che inequivocabilmente dimostrano che la mortalità in India sia aumentata, con l’aumentare delle v-a-c-c-i-n-a-z-i-o-n-i: pare che abbiano v-a-c-c-i-n-a-t-o 120 milioni su 1 miliardo e 400 mila, circa quindi un 8% della popolazione

https://rumble.com/vgep4n-fanta-politica-21-rimanendo-a-casa-in-vigile-attesa….html – 37° minuto circa

La mortalità da corona, è passata da circa 200 al giorno a 2000 al giorno, comunque sempre su una popolazione di 1400 milioni.

In Italia, siamo circa 60 milioni e ne morivano anche 7-800 al di, fate voi quindi le %.

Ma la logica dell’informazione è questa.

Montagnier ed altri sani ricercatori dissero: NON v-a-c-c-i-n-a-t-e in epidemia, potrebbero crearsi Virosi peggiori!

La nuova logica ILLOGICA dice il contrario, cosi si vuole, nelle alte sfere farmaceutico-politiche.

La dittatura sanitaria in Europa e soprattutto in Italia, sta raggiungendo il suo culmine.

Il protocollo medico ministeriale di Paracetamolo e stai a casa è stato reintrodotto, con l’auspicio comunque di una visita medica a domicilio…lo vedremo.

Proveranno le nuove terapie geniche anche sui minori, come da previsione; ma…i minori non si sono beccati il corona cattivo, sono ancora parzialmente sani  nonostante le esavalenti etc…APPUNTO…Troppo sani!

Questa è la nuova logica illogica; anzi … chiamiamola logica criminale!

Il nuovo paradigma voluto dai potenti è: la terapia genica salverà il mondo e sarà in grado di curare il cancro, oltre che i v-i-r-u-s cattivi!

La utilizzano già da parecchio tempo per i tumori, ma non mi pare di aver assistito alla sconfitta del male del secolo…per ora, ma vedrete tra poco…cosi ci dicono.

Intanto gli anziani gravi o gli immunodepressi, continuano a morire di infezioni ospedaliere ad esempio…ma chi se ne frega…meglio…meno pensioni da pagare!

La nuova logica illogica e criminale.

La fase dell’esperimento Homo Sapiens quindi, è in fase terminale, con questo concordo con gli ideatori del Reset virale;

sta miseramente fallendo e loro cercano una ricollocazione dei futuri sopravvissuti, se anche loro sopravviveranno.

Il meccanismo, che noi chiamiamo Universo, non penso possa continuare a subire impotente la follia, che ha pervaso e soggiogato le menti umane, rispetto alla bellezza e perfezione del mondo animale, e quindi aspettatevi a breve, un riallineamento generale, fatto a suon di sberloni geofisici ed elettrici!

Il clima infatti e purtroppo, i criminali del reset, lo hanno sotto controllo da anni, diciamo comunque a basse quote.

Altro che macchine elettriche e robot dopo la stangata tipo atlantidea…!

Nel frattempo, i prezzi delle materie prime stanno aumentando a dismisura, cosi come per i generi alimentari e per salvarci quindi dall’inflazione galoppante, dovrà diminuire l’offerta dei prodotti; vi ricordate le file bolsceviche in Russia, per comprare l’unico tipo di salame o salsiccia?

Altro che caviale e champagne…logicamente per i ricconi … non ci saranno problemi, come ai tempi del Politburo bolscevico.

La catena di produzione mondiale, dopo un anno di chiusure si è inceppata…volutamente e logicamente…

“Un dato da tenere in considerazione è il fatto che l’Accademia non costituiva una scuola dogmatica e gli insegnamenti del maestro non venivano imposti ai discepoli: nell’Accademia si praticava il metodo del dialogo per brevi domande e risposte e anche le dottrine fondamentali di Platone, come la teoria delle idee, venivano sottoposte a discussione critica.”

https://it.wikipedia.org/wiki/Logica_aristotelica

AVETE LE ORECCHIE COMITATI TECNICO SCIENTIFICI E GOVERNI?

La logica dei criminali del Reset  è solo una logica di morte e distruzione!

Poveri Aristotele e Platone…sento le loro grida di rabbia, provenienti dall’altra dimensione!

In ogni caso, un mondo basato sulla logica, ad esempio istintiva del mondo animale, può sopravvivere, una illogica virale umana, NO.

https://www.youtube.com/watch?v=DoANmDxZFO0

Come dar torto all’Agente Smith, visti gli accadimenti odierni!

Diciamo comunque che, l’esasperazione consumistica distruttiva e collettiva, è stata creata sempre dagli sfruttatori usurai e perversi, che sguinzagliano i vari Agenti Smith, per stanare e perseguitare i dissidenti…a loro dire!

PILLOLA ROSSA O PILLOLA BLU?

https://www.youtube.com/watch?v=jWd8Rlgqgb8

A VOI LA SCELTA!

The time is gone,

the song is over…

https://www.youtube.com/watch?v=rL3AgkwbYgo

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/

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Cambiamenti a lungo termine ai geni di un paziente infetto

Coronavirus (COVID-19

Foto di Fusion Medical Animation su Unsplash

Il C-O-V-I-D-19 altera i geni umani, spiegando il mistero dietro i “ trasportatori a lungo raggio ” del coronavirus

LUBBOCK, Texas –  Per alcuni pazienti C-O-V-I-D-19, superare la loro infezione è solo l’inizio della guarigione. Nell’ultimo anno, i “trasportatori a lungo raggio” C-O-V-I-D hanno continuato a manifestare una serie di sintomi mesi dopo la scomparsa del virus. Questi includono qualsiasi cosa, dai problemi della pelle, alla mancanza di respiro, alla perdita del senso del gusto o dell’olfatto. Ora, i ricercatori dicono che potrebbero sapere perché questo sta accadendo. Un nuovo studio rileva che il coronavirus causa effettivamente cambiamenti a lungo termine ai geni di un paziente infetto.

Nello specifico, gli scienziati rivelano che la proteina spike di SA-RS-Co-V-2, il virus che causa C-O-V-I-D-19, crea cambiamenti duraturi nell’espressione genica umana. Questi piccoli picchi coprono la superficie delle cellule del coronavirus. Consentono al virus di legarsi a determinati recettori sulle cellule umane e di dirottarne le funzioni, portando all’infezione da C-O-V-I-D. Una volta che il picco colpisce le cellule di un paziente, il virus rilascia il proprio materiale genetico nella cellula in modo che possa replicarsi.

“Abbiamo scoperto che l’esposizione alla proteina spike SA.RS-Co-V-2 da sola era sufficiente per modificare l’espressione genica di base nelle cellule delle vie aeree”, spiega Nicholas Evans, uno studente del master presso il Texas Tech University Health Sciences Center, in un comunicato stampa. “Questo suggerisce che i sintomi osservati nei pazienti possono inizialmente derivare dalla proteina spike che interagisce direttamente con le cellule”.

I picchi apportano cambiamenti a lungo termine alle cellule polmonari umane

I ricercatori hanno esaminato in che modo l’esposizione alla proteina spike influisce sulle cellule delle vie aeree umane coltivate in esperimenti di laboratorio. Hanno anche confrontato i risultati con gli studi che utilizzano campioni cellulari di pazienti reali C-O-V-I-D-19.

Il team osserva che la coltura di cellule delle vie aeree umane richiede tempo e condizioni specifiche che aiutano le cellule a maturare. Ciò consente alle cellule del laboratorio di svilupparsi nelle diverse cellule che vivono in una vera via aerea umana. Per fare ciò, gli autori dello studio hanno perfezionato una tecnica di coltura chiamata interfaccia aria-liquido in modo da poter simulare più da vicino le condizioni nei polmoni di un paziente reale .

Dopo la coltura, gli scienziati hanno esposto le cellule a concentrazioni alte e basse di proteine ​​spike purificate. I risultati rivelano differenze nell’espressione genica che sono rimaste nelle cellule anche dopo la scomparsa dell’infezione . I geni più colpiti includono quelli che controllano la risposta infiammatoria del corpo.

“Il nostro lavoro aiuta a chiarire i cambiamenti che si verificano nei pazienti a livello genetico , che potrebbero eventualmente fornire informazioni su quali trattamenti funzionerebbero meglio per pazienti specifici”, spiega Evans.

Gli autori dello studio ora intendono utilizzare questo approccio per esaminare la durata di questi cambiamenti genetici. Sperano anche di rivelare quali altre conseguenze a lungo termine un’infezione da C-O-V-I-D avrà sulla salute di un paziente.

Il team sta presentando i propri risultati a Experimental Biology (EB) 2021, un incontro virtuale dell’American Society for Biochemistry and Molecular Biology.

Fonte: https://www.studyfinds.org/

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Oltre all’arma della paura, i regimi totalitari hanno bisogno della censura

Il colpo di stato della tecnocrazia svelato nel nuovo libro di Mercola “The Truth About C-O-V-I-D-19”

Questa intervista tra il dottor Joseph Mercola e Robert F. Kennedy, Jr. pone le basi per comprendere il colpo di stato della tecnocrazia attraverso la tirannia medica e la censura di tutte le opinioni opposte. Mercola comprende appieno la tecnocrazia e sta aprendo gli occhi a milioni di persone. ⁃ TN Editor

Nell’intervista sopra, Robert F. Kennedy Jr. mi intervista sul mio nuovo libro, “The Truth About C-O-V-I-D-19 – Exposing the Great Reset, Lockdowns, V-a-c-c-i-n-e Passports and the New Normal”, scritto insieme al fondatore e direttore del Associazione dei consumatori biologici, Ronnie Cummins.

Kennedy ha scritto una prefazione penetrante e perspicace1 ad esso. Il libro è in uscita oggi. Se hai preordinato, grazie! Se non l’hai fatto, ora puoi ritirarlo senza indugio.

Clicca sull’immagine per vedere il video originale

L’arma della paura

In “The Truth About C-O-V-I-D-19”, esaminiamo le prove che suggeriscono un’origine di laboratorio e come l’élite tecnocratica abbia usato questa pandemia come giustificazione per erodere la libertà, la libertà e la democrazia dal primo giorno. Come notato da Kennedy nella sua prefazione:

Tecnocrati governativi, oligarchi miliardari, Big Pharma, Big Data, Big Media, i baroni rapinatori dell’alta finanza e l’apparato di intelligence industriale militare amano le pandemie per gli stessi motivi per cui amano le guerre e gli attacchi terroristici. Le crisi catastrofiche creano opportunità di convenienza per aumentare sia il potere che la ricchezza.

Nel suo libro fondamentale, ‘The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism’, Naomi Klein racconta come demagoghi autoritari, grandi corporazioni e ricchi plutocrati usano le interruzioni di massa per spostare la ricchezza verso l’alto, cancellare le classi medie, abolire i diritti civili, privatizzare i beni comuni e espandere i controlli autoritari …

La metodologia è, infatti, stereotipata, come ha spiegato il comandante della Luftwaffe di Hitler, Hermann Göring, durante i processi per crimini di guerra nazisti a Norimberga: un parlamento o una dittatura comunista.

Voce o nessuna voce, il popolo può sempre essere portato agli ordini dei leader. Questo è facile. Tutto quello che devi fare è dire loro che sono stati attaccati e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e per esporre il paese a un pericolo maggiore. Funziona allo stesso modo in qualsiasi paese. ‘”

Il bioterrorismo è la nuova “guerra al terrorismo”

Come sottolineato da Kennedy, l’attacco dell’9 settembre è stato utilizzato per lanciare la “guerra al terrore” e attuare il Patriot Act, ironicamente chiamato, che, lungi dal proteggere i diritti dei patrioti, li ha effettivamente erosi e ha gettato le basi per il moderno stato di sorveglianza. Ora, il nemico sono i microbi, che sono ancora più nebulosi e intoccabili del “terrorismo” amorfo che lo precede.

Non commettere errori, il piano, come esposto in vari documenti e rapporti, incluso il rapporto 2010 della Fondazione Rockefeller,2 “Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale”, in cui descrivono il loro scenario “Lockstep”, una risposta globale coordinata a una pandemia letale e il suo white paper del 2020,3 “National C-O-V-I-D-19 Testing Action Plan” – consiste nell’utilizzare il bioterrorismo per assumere il controllo delle risorse, della ricchezza e delle persone del mondo.

Si tratta di utilizzare la necessità di una risposta pandemica coordinata come giustificazione per una sorveglianza permanente e controlli sociali che ostacolano la libertà personale e la libertà di scelta.

Le misure pandemiche infatti non riguardano la protezione della salute pubblica e il salvataggio di vite umane. Ciò può essere accertato dal fatto che non sono mai stati presentati calcoli costi-benefici per nessuna delle misure – nemmeno ora, quasi un anno e mezzo dopo, in un momento in cui gli stati e le nazioni stanno di nuovo considerando un altro round di blocchi e quarantene domestiche. Come notato da Kennedy:

“La sospensione del giusto processo, e le regole di avviso e commento hanno significato che nessuno dei prelati di governo che hanno ordinato la quarantena doveva prima calcolare pubblicamente se distruggere l’economia globale, interrompere cibo e forniture mediche e gettare un miliardo di esseri umani in una povertà estrema e l’insicurezza alimentare ucciderebbe più persone di quante ne salverebbe”.

Se l’obiettivo primario fosse la salute pubblica, nessuna misura verrebbe reimplementata una seconda, terza o quarta volta senza prima aver effettuato quei calcoli. Dopotutto, abbiamo più di un anno di dati sull’uso della maschera, sui blocchi e sulle distanze sociali da tutto il mondo. L’unico motivo per ignorare quella parte cruciale della definizione delle politiche sanitarie è perché sanno che i dati non supportano nessuna di queste strategie.

La censura è una caratteristica essenziale del totalitarismo

Oltre all’arma della paura, i regimi totalitari hanno bisogno della censura. Non solo si devono respingere le obiezioni, ma per sovvertire efficacemente la democrazia, con l’obiettivo di eliminarla del tutto, bisogna prima eliminare la libertà di parola. Come spiegato da Kennedy nella sua prefazione:

“Includendo la libertà di parola nel Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, James Madison ha sostenuto che tutte le nostre altre libertà dipendono da questo diritto. Qualsiasi governo in grado di nascondere le sue malefatte ha la licenza per commettere atrocità.

Non appena si impadroniscono delle leve dell’autorità, i tiranni impongono la censura orwelliana e iniziano a spiare i dissidenti … Il libero flusso di informazioni e l’espressione di sé sono ossigeno e luce solare per la democrazia rappresentativa, che funziona meglio con le politiche ricotte nel calderone bollente del pubblico discussione. È assiomatico che senza libertà di parola la democrazia appassisce …

Per consolidare e rafforzare il loro potere, le dittature mirano a sostituire quegli ingredienti vitali dell’autogoverno – dibattito, espressione di sé, dissenso e scetticismo – con rigide ortodossie autoritarie che fungono da surrogati secolari della religione. Queste ortodossie si comportano per abolire il pensiero critico e le popolazioni di reggimento in obbedienza cieca e incondizionata alle autorità immeritevoli …

La censura è violenza, e questa sistematica imbavagliamento del dibattito – che i sostenitori giustificano come misura per ridurre la pericolosa polarizzazione – sta in realtà alimentando la polarizzazione e l’estremismo che gli autocrati usano per reprimere controlli sempre più draconiani. Potremmo ricordare, in questo strano momento della nostra storia, l’amico di mio padre, l’avvertimento di Edward R. Murrow:

‘Il diritto al dissenso … è sicuramente fondamentale per l’esistenza di una società democratica. Questo è il diritto che è andato per primo in ogni nazione che è inciampata sul sentiero del totalitarismo”.

Il dogma fabbricato si pone come “consenso scientifico”

Per anni ho denunciato la corruzione e la collusione tra le industrie private e le agenzie governative che dovrebbero regolarle. Oggi, il pericolo che le agenzie catturate rappresentano per la salute pubblica è chiaro a chiunque.

Abbastanza convenientemente, le uniche “fonti attendibili” che le persone possono esaminare sono proprio le agenzie che sono state catturate e corrotte dall’industria. Nel frattempo, ci sono molte migliaia di esperti medici e scienziati indipendenti che sono in disaccordo con veemenza con il “consenso scientifico” presentato da queste agenzie e hanno le prove per sostenere le loro obiezioni.

Tutti loro vengono ora censurati in un modo o nell’altro. Il risultato finale è un pubblico completamente poco informato e fuorviato, e da questo non può derivare una sola cosa buona. Come dice Kennedy:

“Invece di citare studi scientifici per giustificare i mandati per maschere, blocchi e v-a-c-c-i-n-i, i nostri dirigenti medici citano WHO, CDC, FDA e NIH …

Quindi, non sorprende che, invece di chiedere la scienza della sicurezza del nastro blu e incoraggiare un dibattito onesto, aperto e responsabile sulla scienza, i funzionari sanitari del governo gravemente compromessi e di recente abilitazione incaricati di gestire la risposta alla pandemia C-O-V-I-D-19 hanno collaborato con i media tradizionali e i social media interrompere la discussione sulle questioni chiave della salute pubblica e dei diritti civili.

Hanno messo a tacere e scomunicato gli eretici come il dottor Mercola che ha rifiutato di genuflettersi alla Pharma e trattare la fede incondizionata in zero responsabilità, v-a-c-c-i-n-i sperimentali scadenti come un dovere religioso.

La rubrica del “consenso scientifico” della nostra attuale iatrarchia è l’iterazione contemporanea dell’Inquisizione spagnola. È un dogma fabbricato costruito da questo cast corrotto di tecnocrati medici e dai loro collaboratori dei media per legittimare le loro pretese di nuovi poteri pericolosi.

I sommi sacerdoti della moderna Inquisizione sono i gasbag della rete e delle notizie via cavo di Big Pharma che predicano la rigida obbedienza ai diktat ufficiali, inclusi i blocchi, le distanze sociali e la rettitudine morale di indossare maschere nonostante l’assenza di una scienza peer-reviewed che dimostra in modo convincente che le maschere prevengono C-O-V-I-D-19 trasmissione. La necessità di questo tipo di prova è gratuita.

Ci consigliano invece di “fidarci degli esperti”. Tale consiglio è sia antidemocratico che antiscientifico. La scienza è dinamica. Gli “esperti” spesso differiscono sulle questioni scientifiche e le loro opinioni possono variare in base alle esigenze della politica, del potere e degli interessi finanziari.

Quasi tutte le azioni legali che io abbia mai portato si contrappongono a esperti altamente accreditati provenienti da parti opposte, e tutti giurano sotto giuramento a posizioni diametralmente antitetiche basate sulla stessa serie di fatti. La scienza è disaccordo; la nozione di consenso scientifico è un ossimoro”.

Proteggi la tua salute

Il “consenso scientifico” in cui la tecnocrazia medica vuole farvi credere è che i v-a-c-c-i-n-i sono l’unica risposta disponibile a questa pandemia. Finora, tutte le strategie preventive e le terapie farmacologiche più sicure sono state minimizzate nel migliore dei casi e censurate o bandite nel peggiore dei casi.

La realtà è che ci sono molte alternative e tutte sono molto più sicure delle terapie geniche C-O-V-I-D-19 sperimentali che vengono fornite. Rivedo quelli che credo siano i più importanti in “The Truth About C-O-V-I-D-19”.

Leggi la storia completa qui …

Pubblicato sul sito web: https://it.technocracy.news/

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La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione

Bizzi: Cro-Magnon, l’Uomo di Atlantide venuto dalle stelle

Chi siamo? Da dove veniamo? Sono domande che ci interpellano da sempre. «La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione: gente inconsapevole, gestita completamente». Lo scrive in un libro il biologo Giovanni Cianti, in una considerazione erroneamente attribuita a Carlos Castaneda. «Chi ha capito, ha capito: non ha bisogno di consigli. Chi non ha capito, non capirà mai. Io non biasimo queste persone», scrive Cianti: «Sono strutturate per vivere, e basta: mangiare, bere, respirare, partorire, lavorare, guardare la televisione e mangiare la pizza il sabato sera, andare a vedere una partita. Il mondo, per loro, finisce lì: non sono in grado di percepire altro. C’è invece un piccolissimo gruppo di esseri umani, che possono essere definiti “difetti di fabbricazione”. Sono sfuggiti al “controllo qualità” della linea di produzione. Sono pochi, sono eretici e sono guerrieri». Mi piace molto, questa frase, forse perché anch’io sento di appartenere a questa minoranza. Ma non è solo questione di rifiutare i dogmi, le imposizioni, e di sentirsi guerrieri. E’ anche una questione di sensibilità. Si tratta di porsi domande, di chiedersi sempre il perché delle cose.

E infatti, tutte le grandi tradizioni spirituali – quelle autentiche, dell’antichità, quelle cioè che hanno preceduto l’era dei dogmi – hanno sempre spinto le persone a porsi domande. Tutte le grandi tradizioni iniziatiche dell’antichità erano finalizzate al risveglio della coscienza e Uomo di Cro-Magnondella percezione, all’apertura di certi canali che noi possediamo naturalmente, ma che magari non sappiamo come utilizzare. Sono canali di comunicazione tra macrocosmo e microcosmo. Comunicazione diretta: sono dei portali, che abbiamo dentro di noi. Molte persone, semplicemente, li ignorano: non si pongono nemmeno il problema della loro esistenza. Nel libro “Resi umani“, scritto con Mauro Biglino, il biologo molecolare Pietro Buffa riflette sulla nostra parentela con lo scimpanzé: il cucciolo di scimpanzé e il “cucciolo d’uomo” sono praticamente indistinguibili. Poi lo scimpanzé adulto si trasforma e si allontana molto da noi, mentre l’uomo adulto conserva i tratti delle specie domestiche, con scarsissima aggressività, e mantiene i caratteri morfologici del cucciolo, come gli occhi grandi rispetto al resto del corpo: un fenomeno che gli scienziati chiamano “neotenia”.

Siamo stati “domesticati” da qualcuno, che ci ha “fabbricati” con la genetica? Lo dicono i testi sumeri: raccontano che gli Anunnaki “crearono” gli Igigi, loro servitori, progettati per lavorare al posto loro, nelle miniere. La nascita degli Igigi ricorda da vicino quella degli Adamiti, che la Bibbia attribuisce agli Elohim. Nella tradizione eleusina, i nostri “creatori” sono gli dèi Titani. Per la precisione, quattro di loro: Atlante, Menezio, Prometeo ed Epimeteo, figli di Giapeto. Da cui la Stirpe Giapetide, ottenuta anche in quel caso con l’ingegneria genetica. La nostra sarebbe la Quinta Umanità, anche per Esiodo. In vari testi antichi si allude a interventi numerosi e ripetuti, attraverso varie fasi del nostro passato. Si parla di una civiltà avanzata, sbarcata sulla Terra in un’epoca incredibilmente remota. La Terra: un pianeta Una ricostruzione dell'Atlantideottimale per la vita, abitabile, con enormi risorse naturali da sfruttare. Solo che, magari, i primi “pionieri” erano in pochi: un’avanguardia di sparuti colonizzatori.

Per ottenere lavoratori, questi pionieri hanno incrociato i loro geni con quelli di alcuni tipi di primati, al fine di ottenere manodopera a costo zero? Si tratta di un’ipotesi inquietante, come è inquietante che l’umanità attuale presenti tanti segni di soggezione, di sottomissione. Non è un mistero, per psicologi e sociologi: l’Homo Sapiens attuale è estremamente manipolabile, suscettibile di indottrinamenti. Tutte le grandi religioni (monoteistiche, in particolare) hanno sempre imposto dogmi: non spingersi oltre, non cogliere il frutto proibito, non porsi domande, accettare il dogma di fede. E’ la basilare forma di indottrinamento, che nelle religioni monoteistiche accompagna l’essere vivente dalla culla alla tomba. Ci viene insegnato a credere, e tutto il sistema si regge su questo. Proprio tutto? Secondo certe interpretazioni, alcune manipolazioni genetiche sarebbero avvenute in epoche assai remote, prima di 200.000 anni fa, e avrebbero portato alla nascita di alcuni ceppi del Sapiens. Secondo invece la tradizione misterica eleusina, sarebbe avvenuta una successiva manipolazione, ad opera dei Titani, attorno all’anno 80.000 avanti Cristo.

Molto plausibilmente, questa seconda manipolazione dette vita all’Uomo di Cro-Magnon, un ceppo del Sapiens particolarmente evoluto. E’ un enigma, per la storia, perché il Cro-Magnon nasce già avanzato, con elevatissime proprietà di linguaggio e con una struttura sociale organizzata, e si diffonde in buona parte dell’emisfero occidentale. La sua comparsa può aver turbato certi processi precedenti? Ha generato un’anomalia? Una falla, nella cosiddetta Matrix? Secondo determinate teorie, il Cro-Magnon sarebbe l’Uomo di Atlantide: proprio quella Astronaviparticolare umanità che gli dèi Titani avrebbero creato a loro immagine e somiglianza, e che avrebbe generato una propria civiltà in quello che era un grande continente, oggi scomparso, nell’Altantico settentrionale.

Doveva essere un continente che poi sarebbe stato distrutto nell’ambito di una grande guerra, che ci viene descritta nella “Teogonia” di Esiodo come la Titanomachia, una guerra combattuta fra dèi. Secondo certi testi mitologici, questo cosiddetto Primo Impero di Atlantide avrebbe cessato il proprio percorso storico attorno al 19.000 avanti Cristo. Poi, la civiltà umana del Cro-Magnon sarebbe risorta dalle proprie ceneri (dalle palafitte, dalle caverne) fino a tornare grande, organizzata e civile, e a conquistare vastissimi territori, incluso il bacino mediterraneo, il Medio Oriente, buona parte dell’Africa e le Americhe. Sempre secondo alcune interpretazioni, questa particolare parte di umanità avrebbe dato molto fastidio, a certi gestori della Matrix. Lo so, sembra di sconfinare nella fantascienza. E sia: facciamo finta Bizziche sia fantascienza. Dunque, immaginiamo che questo sia vero, e che tanti altri ceppi umani siano frutto di una manipolazione finalizzata esclusivamente all’assoggettamento e alla “domesticazione”, per diventare forza lavoro gratuita.

Tutto questo può aver fatto comodo, a certi schemi di potere che poi, di volta in volta, hanno dovuto ricorrere a forme manipolative. Come una sorta di “tagliando”: ogni tanto è stato necessario, nella storia, per certe élite di potere, ricorrere a ulteriori giri di vite, a ulteriori interventi manipolativi a livello concettuale, di dogma, di pensiero religioso, giusto per riportare questa umanità nei binari prestabiliti. Immaginiamo però che una parte di umanità sia sfuggita, a questa logica. Immaginiamo che abbia portato avanti una civiltà libera da questi schemi, libera da certi dogmi, e che questa parte di umanità sia sempre stata contrastata da certi poteri. Poi, la distruzione della Seconda Atlantide (fra il 10800 e il 9600 avanti Cristo, a causa di un cataclisma di origine cosmica) ha segnato di nuovo un duro colpo, per questa umanità.

Cos’è rimasto, di quella civiltà? La Creta minoica e certe altre civiltà del Mediterraneo, anch’esse poi messe a dura prova dagli eventi, con la fine del matriarcato e l’avvento del patriarcato, e con lo scontro tra religioni avvenuto con la Guerra di Troia (fra l’antico culto degli dèi Titani e il culto dei nuovi dèi olimpici). Tutto ci porterebbe a credere che il Cro-Magnon sia stato una sorta di anomalia nell’anomalia. So benissimo che questo è un campo minato: nessun antropologo ammetterà mai che possano esistere ceppi umani con origini diverse. Loro tendono sempre a ricondurre tutto agli eredi dei grandi primati, in modo lineare, con una discendenza diretta. Effettivamente, il problema del fenotipo che ci differenzia è inquietante. Io posso citare interpretazioni fornite da studiosi sulla soglia dell’eresia. Già nell’800, ad esempio, il fatto degli Fenotipi umaniocchi a mandorla presenti nel fenotipo orientale (che non ha nessuna giustificazione apparente, per quanto riguarda la vita sulla Terra) è stato associato ipoteticamente ad un incrocio con delle “razze” (o meglio, delle civiltà) provenienti da un pianeta con una luminosità molto maggiore della nostra, quindi magari con una stella molto più luminosa del nostro sole. Se è vero che questi “creatori” hanno utilizzato dei loro geni, può essere un carattere che si è trasferito: altrimenti gli occhi a mandorla non avrebbero alcuna giustificazione, se non – appunto – per proteggere gli occhi da una forte luce. E’ solo un’ipotesi, naturalmente.

Anche il fatto della pigmentazione scura non ha nessun rapporto con i climi tropicali, dove infatti troviamo anche popolazioni native con pelle molto più chiara. E’ come se questi ceppi umani avessero effettivamente delle origini diverse. Ma questo rappresenta una pericolosissima eresia, per gli antropologi attuali. Sono cose che non si possono dire, anche perché, solitamente, chi avanza queste ipotesi viene accusato di razzismo. Ma qui non si tratta assolutamente di razzismo, nel senso di discriminazione razziale. Non ha senso parlare di discriminazione: si tratta semplicemente di ipotizzare le origini di questi fenotipi. Gli aborigeni, i nativi americani dalla pelle rossa: ognuno sembra raccontare qualcosa di diverso. Alcuni hanno folta peluria, altri meno. Per noi, l’eliminazione della peluria è diventata quasi un’ossessione. Come se si volesse arrivare ad assomigliare a questi “attori terzi”, o all’elemento “creatore” originario.

Lo stesso discorso della peluria si collega alla questione della “neotenia”, cioè il mantenimento dei tratti giovanili che caratterizza anche l’adulto nel solo caso dell’Homo Sapiens: tratti che poi l’uomo vuole mantenere a tutti i costi. Come se, inconsapevolmente, cercassimo di scavare in un ipotetico passato, remotissimo. A questo proposito trovo impressionante un frammento di un antico testo misterico, attribuito I Minoici in Americaalla letteratura atlantidea e tramandato dalla tradizione eleusina, pubblicato per la prima volta (a pagina 518) nel mio libro “I Minoici in America e le memorie di una civiltà perduta”, appena uscito. «Un tempo – vi si legge – la Stirpe di En’n (cioè l’umanità) non era ospite nella Casa della Dea Taéa, ma aveva stabile dimora nella Grande Casa di Shanal, e compiva viaggi per le rotte di Nehéfre (fra le stelle). Questo per tutto il tempo che i Padri-Madri Phykkhesh-Tàu imperarono nella Grande Casa». Phykkhesh-Tàu è il pianeta della costellazione della Balena, il sistema solare di Tau-Ceti da cui gli eleusini fanno discendere i Titani.

«Distrutto il loro Impero, anche le progenie di En’n figlio dei Phykkesh-Tau caddero in disgrazia ed ebbero rifugio solo nella Casa di Taéa», continua il testo. «E nella Casa di Taéa la progenie di En’n, privata delle scienze della Mente Cosmica, dovrà restare tante generazioni quante vissero per Nehéfre nella Grande Dimora di Shanal. Ma la progenie di En’n col passar delle generazioni – prosegue il frammento – dimenticò la sua naturale origine, facendo di ciò che fu realtà il mito, e allora gli Dei, Giusti e Veraci, mandarono alla progenie di En’n ospite nella Casa di Taéa, luogo d’esilio, il Dio che guarda Nehéfre per concepimento di Anuve, affinché fosse ricordo alla progenie di En’n dove è la sua Vera Casa e quale l’origine della Stirpe, e che il destino dei figli di En’n figlio dei Phykkhesh-Tau è di tornare donde venne, perché la progenie di En’n non può rimanere eternamente in esilio nella Casa di Taéa, essendo questa estranea alla sua origine». E’ incredibile: praticamente, quel testo ci parla di una nostra origine stellare, e di un nostro destino finalizzato al ritorno alle stelle.

Visto che siamo in tema di citazioni, propongo un testo appena scritto sul suo sito da Elisa Renaldin, che è un’attrice e regista teatrale. Fa una considerazione molto profonda, che si ricollega al discorso che ho fatto adesso. «Continuo a leggere da tutte le parti che l’anima sarebbe qui per evolvere», premette Elisa. «Vi dirò che non credo a questa storiella. O almeno, non ci credo nei termini in cui viene presentata». E spiega: «Collocare l’anima al pari di un ego infantile che deve crescere, ed è qui per imparare, lo trovo degradante per la natura intrinseca Elisa Renaldindell’anima: è un altro modo per dirci che siamo piccoli e miseri esseri incapaci. Giunti quaggiù per fare che cosa? Per “migliorare”: ma stiamo scherzando? Se noi arriviamo da lassù, prima cosa, significa che abbiamo origine da un punto della coscienza oltremodo evoluto e sviluppato. Che poi, scendendo qui, ci dimentichiamo chi siamo, veniamo deviati dall’inizio alla fine e ci perdiamo per la strada, questo è un altro paio di maniche».

«Tuttalpiù – continua Elisa Renaldin – siamo qui per ricordare. Ricordare che cosa? Chi siamo. Ce ne dimentichiamo, per una serie di ragioni che qui sarebbe troppo lungo trattare. Ma questo è ciò che io sento come vero. Ad ogni incarnazione aggiungiamo un pezzo al puzzle della nostra memoria. Ci avviciniamo ogni volta un po’ di più al ricordo di sé, ed è questo il vero scopo. Se per evolvere intendiamo questo, allora possiamo essere d’accordo. Ma se per evolvere intendiamo imparare, come se fossimo dei bambini incapaci, allora no. E perché alcuni sembrano più evoluti di altri? Si trovano solo in punti differenti del ricordo di sé. Chi si riunifica alla sua identità (divina, o coscienziale) modifica il suo approccio alla vita, e quindi modifica pensieri, sentimenti, comportamenti ed energie. Come facciamo, a ricordarci di noi? Esercitandoci a rimanere il più a lungo possibile nello stato di presenza. E sbarazzandoci degli orpelli inutili che ci hanno appicciato addosso: credi, memi, ideologie, dogmi, e via discorrendo. Insomma, uscendo dai recinti percettivi che ci hanno costruito addosso».

Con questo testo, Elisa Renaldin ha centrato pienamente l’essenza dei Misteri Eleusini. Gliel’ho scritto, in un messaggio che le ho inviato: i Misteri Eleusini insegnano proprio questo. Insegnano alle persone a ritrovare il proprio sé, quindi la propria identità, stabilendo correttamente il proprio percorso. Probabilmente la specie umana è stata addomesticata, da qualcuno. Ammesso e non concesso che si riesca a farlo, sta a noi scoprire se questo è vero, o no. Quindi non accontentiamoci dei dogmi della scienza, non accontentiamoci della storia Tau Cetiper come ci viene raccontata: perché, se magari ci hanno imposto una certa “domesticazione” (assimilabile alla famosa Matrix, quella dei film che ben conosciamo) possiamo anche imparare a uscirne, a rifiutarla. L’importante è crescere: far crescere il nostro sé, la nostra coscienza, dal punto di vista evolutivo. Poi potremo anche decidere: se continuare ad essere animali addomesticati, o invece diventare uomini e donne liberi.

(Nicola Bizzi, dichiarazioni rilasciate nella diretta web-streaming “ll Sentiero di Atlantide – Homo Sapiens“, trasmessa il 18 aprile 2021 sul canale YouTube “Facciamo finta che“, di Luca Lamberti. Storico ed editore di Aurora Boreale, nonché iniziato alla tradizione dei Misteri Eleusini, Bizzi ha pubblicato saggi di estremo interesse, come “Da Eleusi a Firenze“, che aprono squarci inattesi sulla nostra storia, partendo dalla documentazione riservata della comunità eleusina. Un filone di indagine che continua nell’ultimo saggio, appena uscito: Nicola Bizzi, “I Minoici in America  e le memorie di una civiltà perduta“, Edizioni Aurora Boreale, 616 pagine, euro 28,50, disponibile anche in versione epub, euro 11,99).

Pubblicato sul sito web: https://www.libreidee.org/

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Senza nemmeno saperlo, le trappole della civiltà ci rendono schiavi

Credito:Dominio pubblico tramite Wikipedia

Lezioni dall’Impero Romano sul pericolo del lusso

di Jonny Thomsondal sito web BigThink

Siamo schiavi dalle cose belle della vita …?

  • Lo scrittore romano, Tacito, sosteneva che l’Impero Romano fosse stato costruito schiavizzando i conquistati che si abituarono alla vita raffinata e al lusso.

  • La tecnologia oggi è diventata così essenziale nella nostra vita quotidiana che sembra impossibile liberarsene. È tanto una gabbia quanto un lusso.

  • Essere dipendenti da una cosa le conferisce potere su di te. Avere bisogno di qualcosa o qualcuno è, nel bene e nel male, limitarsi …

Philippa ha deciso che vuole lasciare i social media. È preoccupata per quanto possa creare dipendenza e pensa che non le stia facendo alcun bene.

Ma allora,

Come parlerà a sua zia in Sud Africa?

Cosa succederà a tutte le sue foto?

E come può organizzare quella festa?

Trevor vuole lasciare il paese. Non si fida del governo, non gli piace la gente e odia il tempo.

Ma poi ottiene una buona assistenza sanitaria. E gli piace la TV. Anche le strade sono abbastanza buone.

Philippa e Trevor sono due esempi di come il lusso, la tecnologia e la vita facile possono intrappolarci o rinchiuderci. Per molti versi, è un fenomeno moderno e riconoscibile, ma risale almeno allo scrittore romano Tacito .

È l’idea che,

le trappole della civiltà ci rendono schiavi

Come è possibile che, senza nemmeno saperlo, quelle cose che pensavamo fossero utili e il risparmio di tempo sono diventati indispensabili indispensabili?

Il pericolo nascosto del lusso

L’esercito romano era una delle forze militarmente più efficaci e di successo che il mondo abbia mai conosciuto.

In terra aperta, le loro legioni erano praticamente imbattibili …

Ma l’Impero Romano non fu costruito solo sul dorso del genio militare e di spade corte e taglienti.

Le legioni avrebbero potuto picchiare un popolo, ma non l’hanno sottomesso.

È stato l’amore per il lusso e la vita facile a farlo …

I Britanni, notò Tacito, erano ridotti in schiavitù, non dalle catene, ma dal loro desiderio di buon vino e cene eleganti.

In effetti, il governatore della Gran Bretagna, Agricola, cercò deliberatamente di pacificare questa società guerriera tribale con “deliziose distrazioni” di bagni caldi, toghe e istruzione.

Come ha scritto Tacito,

“Gli ingenui britannici descrivevano queste cose come ‘civiltà’, quando in realtà facevano semplicemente parte della loro schiavitù”.

Il comfort e la comodità avevano trasformato guerrieri dipinti e urlanti in civili gentili e pacificati.

(Va notato che Tacito probabilmente esagerò eccessivamente tutto questo. La Gran Bretagna non fu mai conforme come la Francia o la Spagna nell’impero romano.)

L’uso del lusso per conquistare un popolo è una tattica che si rispecchia nel tempo.

Di fronte a un deficit commerciale con la Cina, l’Impero britannico ha inondato il paese di oppio a buon mercato che avevano spedito dall’India.

Una droga di lusso divenne una dipendenza e gli inglesi scambiarono il loro oppio con porcellana, tè e seta.

Mikhail Gorbachev si gode lo stile di vita americano. Credito: Bob Galbraith / Dominio pubblico tramite Wikipedia

La Guerra Fredda è stata vinta anche grazie al lusso.

Quando televisori e frigoriferi americani a buon mercato si fecero strada inevitabilmente nell’URSS, i sovietici non potevano sperare di eguagliare tanta opulenza.

Il blocco è arrivato a considerare tali beni domestici “di lusso” come essenziali, e solo gli Stati Uniti potevano darli.

Ma l’esempio più riconoscibile per la maggior parte di noi oggi è il nostro rapporto con Big Tech

Aziende come,

… collegare lentamente e inesorabilmente le nostre vite ai loro algoritmi e piattaforme.

I social media sono progettati e calibrati per creare deliberatamente dipendenza.

I servizi che fanno risparmiare tempo o denaro, come l’archiviazione basata su cloud , sono diventati così universali che tornare indietro sta diventando impossibile.

È sempre più vero che non conosciamo nemmeno le nostre password per le cose: lasciamo che i nostri telefoni o app le inventino e le memorizzino per noi.

Non puoi lasciare la macchina

Una nuova tecnologia o servizio è inizialmente un lusso – finché non diventa così normalizzato e onnipresente, così essenziale – che non possiamo tornare indietro al tempo prima della sua comparsa.

Quello che una volta era un “desiderio” diventa un “bisogno”.

Il romanzo di EM Forster, “The Machine Stops“, immagina un mondo in cui ogni aspetto della vita è fornito dalla “macchina”.

Ci sono pulsanti,

“chiedere cibo, musica, vestiti, bagni caldi, letteratura e, ovviamente, comunicazione con gli amici”.

Quanto si è rivelato essere preveggente …?

Oggi abbiamo,

  • Uber

  • Skype

  • Ciao Fresh

  • Amazon Prime

Anche i nostri amici e familiari sono collegati alla macchina …

È possibile partire?

Sebbene consideriamo la tecnologia liberatoria , ci racchiude anche in

Se crediamo a Tacito, ora siamo schiavi delle cose che una volta consideravamo un lusso.

È compito della filosofia vedere queste catene per quello che sono …

E, mentre esaminiamo le nostre vite, possiamo quindi scegliere di indossarle felicemente o iniziare il lungo e difficile viaggio di buttarle via ..

Pubblicato sul sito web: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Perchè l’Era Presente teme i Classici Antichi?

di: Francesco Carraro

Molte delle cose migliori, e anche di quelle peggiori, arrivano come noto dall’America. Quindi, anche la crociata contro la cultura classica partita dalla Howard University di Washington probabilmente produrrà a breve i suoi effetti da noi. Dobbiamo aspettarci l’eliminazione del latino dai curricula dei licei? Anche peggio. Magari, già che ci sono, i paladini del culturalmente corretto aboliranno pure i licei tout court. Forse partendo dal Classico che – da questo punto di vista – si presenta come il covo di ogni nequizia: lì si spacciano persino i sediziosi pensieri (in greco antico!) di Eraclito, Parmenide, Socrate, Aristotele; e le cattivissime trame dei tragediografi Eschilo, Sofocle ed Euripide; e i semi di discordia universale della filosofia stoica.

Ora, il fenomeno è già stato correttamente inquadrato da qualche intellettuale più attento della media. Per esempio, Marcello Veneziani su “La Verità” ha messo giustamente in luce come la guerra alla cultura classica occidentale sia consonante a una precisa “nota” della nostra epoca. E cioè la saldatura tra le esigenze puramente materiali, consumistiche, di “crescita” del turbocapitalismo apolide e transnazionale, da un lato; e le ossessioni orwelliane, poliziesche e censorie di una certo permalosissimo “mondo”: quello, per intenderci, degli antifa, del metoo, dell’antirazzismo ottuso, della cancel culture, dell’ideologia gender.

In effetti, il neoliberismo ha bisogno di consumatori privi di identità specifica, di genere definito, di tradizione radicata. Mentre le nuove “ideologie” di cui sopra (paranoiche, aggressive e intimidatorie verso chiunque non si allinei) forniscono il “tipo umano” ideale di cui l’Evo Competitivo abbisogna. Tutto vero, ma non è tutto. C’è un altro aspetto da considerare. In gioco non c’è solo la volontà di sbriciolare e disperdere le “tradizioni” in senso lato: e quindi i concetti di patria e di nazione, di religione e di famiglia, di lingua e di specificità culturale. In gioco, c’è anche (se non “proprio”) il deliberato intento di annichilire una peculiare forma di cultura: e cioè quella classica occidentale.

È quest’ultima il vero idolo polemico e bersaglio finale dei distruttori. La vogliono far saltare per aria come i talebani hanno polverizzato i Buddha di Bamiyan. L’alibi è quello, ridicolo, del maschilismo, della misoginia, del razzismo, del “bianchismo” e chi più ne ha più ne metta, di imbecillità in imbecillità. La verità è che il Pensiero Unico Dominante ha in odio la cultura classica per un altro dirimente, ma dissimulato, motivo: perché è la patria della filosofia, cioè della riflessione libera e indipendente, del dominio della ragione sull’istinto, della logica sull’irrazionalità, del pensiero sulla materia, delle virtù sui vizi, dell’ordine etico sul disordine morale, del dominio di sé sull’attitudine al servaggio, della legge sul caos, della giustizia sulla iniquità.

Insomma, nella classicità vi è la radice di quanto di meglio abbia mai saputo partorire la parte “divina” dell’essere umano. E questa è una colpa intollerabile per i signori di una “agenda” affatto angelica. Con la quale si punta, piuttosto, a degradare l’uomo al rango di bestia al pascolo o di appendice robotica di una matrice digitale. Nel quale hanno da funzionare solo la “pancia”, il “cuore”, le “emozioni”, i “gusti”. In uno scenario di ottundimento psicologico e inebetimento individuale e collettivo, in cui nessuno sia in grado di ricordare (o di capire) chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando.
Francesco Carraro
www.francescocarraro.com
https://scenarieconomici.it/perche-lera-presente-teme-i-classici-antichi/

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