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Topi – Pipistrelli – Serpenti

   

Dopo la suina: pecorina per tutti…  

di Marcello Pamio 

Il 25 gennaio 2020, esattamente con la Luna Nuova, ci sarà il capodanno cinese, detto anche Festa di Primavera. Senza ombra di dubbio è la festa tradizionale più importante della Cina. 

Una miliardata di persone festeggeranno l’addio dell’Anno del Maiale (il 2019), per onorare l’entrata nell’Anno del Topo. Secondo l’astrologia orientale il roditore è simbolo di astuzia e intelligenza, e questo fa tirare un sospiro di sollievo, ma dal punto di vista occidentale è l’animale più massacrato nella sperimentazione chimico-farmaceutica, e quel sospiro diventa uno squittoso lamento. 

La baldoria del capodanno però sarà rimandata, per colpa di un paio di altri animali: serpente e pipistrello!  

La città di Wuhan è stata messa infatti in quarantena per un misterioso virus che sta minacciando (non solo) la Cina. 

Dall’aeroporto di Wuhan, collegato direttamente con il mondo intero, e dalla stazione ferroviaria, nessun aereo o treno potrà partire o arrivare nei prossimi giorni. Stiamo parlando di una megalopoli da 11 milioni di abitanti.  

Ufficialmente i morti sarebbero ad oggi 22, su 600 contagiati, anche se l’Imperial College di Londra parla di oltre 4000 persone infette. 

Il Topo quindi è stato obnubilato dal Serpente e dal collega alato Pipistrello, perché, stando alle dichiarazioni ufficiali, il “paziente zero”, il focolaio originario dell’infezione, sarebbe stato uno strisciante rettile squamato che al mercato del pesce di Wuhan avrebbe contagiato il primo uomo. 

Ma esattamente come per la Sars, dove all’epoca un povero zibetto era stato contagiato da un pipistrello, anche oggi in Cina il serpente tentatore sarebbe stato infettato da un pipistrello! 

Questo almeno è quello che ci raccontano.  

Coronavirus  

Il virus responsabile di questa nuova infezione fa parte della famiglia dei coronavirus, la stessa della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome) che ha colpito sempre la Cina allarmando il mondo intero nell’inverno 2002/2003: è un Paramyxovirus del gruppo dei coronavirus. 

Il nome deriva dalla sua forma, perché al microscopio elettronico apparirebbe come una piccolissima mina anti-nave: sferica, con una membrana “corazzata” e irta di “spine” formate da una glicoproteina, usata dal virus per attaccare i recettori delle cellule dell’ospite. 

Di coronavirus se ne conoscono parecchi, suddivisi in tre gruppi in base alle somiglianze del loro patrimonio genetico:  

Gruppo 1: virus della diarrea epidemica suina (PEDV), il virus della peritonite infetta felina (FIPV), quello del cane (CCV) e un virus che colpisce l’uomo (HuCV229E).  

Gruppo 2: vari coronavirus che infettano soprattutto uccelli e pollame.  

Gruppo 3: virus dell’epatite del ratto (MHV), virus bovino (BCV), coronavirus umano OC43 e un virus che provoca nel maiale l’encefalite emoagglutinante.

Stranamente il virus della Sars non appartiene a nessuno dei tre gruppi, per cui i genetisti hanno dovuto assegnargli un gruppo a sé. La mappa genetica dei Sarsa appare in parte quasi identica al coronavirus bovino BCD e al virus avicolo AIBV, «ma il resto del genoma appare molto diverso». 

Secondo il dottor John Tam, il microbiologo dell’Università di Hong Kong che l’ha studiato meglio, la causa sarebbe «una mutazione che ha alterato la preferenza del virus per certi tessuti, così che attacca l’intestino e non solo i polmoni»; secondo altri potrebbe invece trattarsi di ingegneria umana… 

Cosa questa non assurda, se pensiamo che vi sono scienziati in Australia (CSIRO, Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization) che per studiare una malattia dei maiali, innestano frammenti di DNA estraneo, creando veri e propri mostri.

A cosa lavorano infatti al Geelong in Australia, al Lawrence Livermore, a Los Alamos, centro nucleare militare con laboratorio microbiologico? Cosa sperimentano nel centro di Porton Down in Gran Bretagna o nel laboratorio segretissimo di Nes Zyona di Tel Aviv? 

E’ possibile che siano stati creati dei virus in laboratorio?  

Il fatto che sempre più frequentemente certi virus siano capaci di superare la barriera interspecifica (virus che infettavano solo certi animali, ora infettano l’uomo) possono essere il risultato – anziché di un fenomeno “naturale” – di una manipolazione genetica? C’è o non c’è il rischio che “accidentalmente” vengano trasformati in una mutazione “straordinariamente virulenta”, diciamo come il virus Ebola? 

Queste e tante altre domande rimangono prive di risposta! Ma la guerra biologica e il bioterrorismo sono un fatto assodato. 

Il 29 novembre del 2011 il Corsera pubblica un articolo dal titolo: “Creato il virus che può uccidere la metà della popolazione mondiale“. 

I ricercatori dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam (Paesi Bassi) hanno infatti prodotto una variante estremamente contagiosa del virus dell’influenza aviaria H5N1 in grado di trasmettersi facilmente a milioni di persone, scatenando una pandemia. Hanno scoperto che bastano cinque modificazioni genetiche per trasformare il virus dell’influenza aviaria in un agente patogeno altamente contagioso che potrebbe scatenare una pandemia in grado di uccidere la metà della popolazione mondiale. 

Nonostante le polemiche sulla pubblicazioni giunte da tutto il mondo, simili ricerche continuano a ritmo frenetico.  

Sars causata da un conoravirus?  

Il Times di Londra ha pubblicato un articolo secondo il quale gli scienziati all’epoca della Sars “hanno subìto una sconfitta dopo aver scoperto che il coronavirus, incolpato della potenzialmente fatale malattia, non era presente nella maggior parte dei pazienti contagiati”. 

Il 16 aprile del 2003 l’OMS disse ufficialmente che il coronavirus era la causa della Sars. 

Secondo il dottor Frank Plummer, direttore scientifico del Laboratorio Nazionale di Microbiologia del Canada di Winnipeg: “solamente il 40% delle persone con quello che chiamiamo Sars hanno il coronavirus. Non abbiamo trovato nessun altro virus, ma la connessione tra la Sars ed il coronavirus in realtà è molto debole”. 

Il dottor Plummer ha trovato il coronavirus solo in una minoranza dei casi di Sars.

Come la mettiamo? Tante sono le cose che non tornano…  

Dal serpente a Burioni  

Il vaccino non arriverà, scordiamocelo“, parola di Burioni, il quale continua dicendo che non lo convincono “i numeri diffusi dalla Cina. Il virus potrebbe mutare, questo mi preoccupa”. 

Quello che purtroppo non muta mai, è la presenza del vate della vaccinocrazia nei media mainstream. 

La chicca arriva subito dopo: “dovremo imparare la lezione che tanti coronavirus hanno fatto il salto di specie da animale a uomo. E investire per nuovi vaccini, così da essere pronti al prossimo nuovo virus. Il vaccino ora scordiamocelo, arriverà tardi: combatteremo il nemico senza“. 

Et voilà, il leit motiv è sempre lo stesso: investiamo soldi (i nostri soldi) per sfornare vaccini contro qualunque cosa minacci la salute pubblica, poco importa se si tratta di virus inventati.  

Conclusione  

Dicono che la storia docet? Forse, ma bisogna saperla leggere e interpretare correttamente. 

Negli ultimi anni siamo stati letteralmente terrorizzati da infezioni virali pandemiche che avrebbero dovuto decimare la popolazione mondiale. 

Ricordiamo solo le più importanti:  

2001 Mucca pazza 

2002 Sars 

2005 Aviaria 

2009 Suina 

2015 Zika 

2019 Ebola 

Se avessimo dato retta ai media di Regime, avremmo dovuto ingollare e inocularsi di tutto (antibiotici, vaccini, antivirali), per poter camminare con tanto di mascherina sulla faccia, sopra montagne di cadaveri disseminati per le strade delle città. Ma cosa è realmente successo? NULLA di nulla. Cioè non proprio, perché la paura tra i sudditi cresce sempre di pari passo con le quotazioni in borsa delle lobbies della chimica e farmaceutica. Big Pharma sguazza sul panico e grazie alle pandemie fa profitti enormi vendendo centinaia di milioni di dosi di prodotti chimici.  

Fonte: https://disinformazione.it/ 

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Anna Dossena: 

Vi invito a leggere questo articolo e vi ricordo che l’attuale virus è del tipo coronavirus, stessa famiglia SARS. 

Ciò che tutti dovrebbero sapere – ma l’OMS non te lo dice – della protezione naturale dalla nuova epidemia 

LO SAPEVATE? 

La gente di Hong Kong, dell’Asia e di tutto il mondo ha paura del virus SARS (Severe Acute Respiratory Syndrom). Ma questa paura è davvero giustificata? È un fatto scientifico che tutti i virus che sono stati studiati possano essere bloccati da specifici nutrienti essenziali. La sostanza naturale acido ascorbico (vitamina C) è nota per ridurre o bloccare completamente la replicazione di tutti i virus a cui è applicata. Le malattie virali sono essenzialmente sconosciute nel mondo animale, poiché la maggior parte degli animali – contrariamente all’uomo – produce elevate quantità di vitamina C nel loro corpo. Inoltre, tutti i virus si diffondono nel corpo usando gli stessi enzimi (collagenasi) che possono essere parzialmente o completamente bloccati per mezzo dell’amminoacido naturale lisina. Numerose ricerche cliniche documentano anche il ruolo benefico della vitamina A e di altri nutrienti essenziali nel potenziamento del sistema immunitario. 

Il fatto che siano disponibili sostanze naturali per aiutare a proteggere milioni di persone dalla SARS deve essere immediatamente diffuso in tutto il mondo. Queste sostanze naturali non sono solo efficaci ma anche senza effetti collaterali e – soprattutto – disponibili in qualsiasi parte del mondo in questo momento. 

In questa situazione, le persone del mondo guardano verso le organizzazioni responsabili delle problematiche sanitarie globali per chiedere aiuto e consulenza. Ma sono delusi. Il fatto che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stia fallendo così tanto nella diffusione di informazioni salvavita su misure sanitarie naturali e non brevettabili non è una coincidenza. Riflette il fatto che l’OMS non serve principalmente gli interessi sanitari delle persone in tutto il mondo, ma è apparentemente influenzata dagli interessi dei loro maggiori sponsor aziendali: l’industria farmaceutica. Questo settore degli investimenti si basa sulle vendite di droghe sintetiche brevettabili. 

Il fatto che le informazioni salvavita sulle misure di salute naturale per combattere l’epidemia di SARS siano trattenute dalla gente del mondo è irresponsabile e deve essere immediatamente interrotto. Le persone nel mondo non possono più tollerare il fatto che la loro salute e la loro vita siano sacrificate ai trilioni di dollari di “affari con malattie” basati su farmaci brevettabili. 

Invito ogni persona, ogni operatore sanitario e ogni funzionario del governo a familiarizzare con i fatti scientifici sull’uso delle vitamine nella lotta contro le malattie virali tra cui la SARS. 

®wld 

Davanti agli occhi – oltre il mistero delle costruzioni antiche

 

 

Gli strumenti usati per costruire antichi monumenti potrebbero esserci stati davanti agli occhi da sempre   

di HAF

 

Uno dei motivi principali per cui oggi restiamo affascinati dalle strutture antiche è il mistero di quanto spesso le pietre massicce venissero tagliate e montate insieme con una precisione inspiegabile.

Usando i tuoi occhi, un chiaro difetto nella narrativa tradizionale diventa palesemente evidente.

Le spiegazioni tradizionali suggeriscono che strumenti ordinari e primitivi combinati con straordinarie imprese dello sforzo umano hanno reso tutto possibile.

Non c’è una buona spiegazione del perché le tecniche di costruzione e i progetti condividano così tante somiglianze in tutto il pianeta quando emerge il quadro generale.  

 

Oltre al mistero della costruzione, c’è un altro anello mancante: cosa è successo agli strumenti? Inoltre, perché non vediamo le informazioni registrate che spiegano questi sorprendenti metodi di costruzione?

Questi metodi erano intenzionalmente tenuti segreti o le risposte ci hanno sempre guardato in faccia?

È la ragione per cui non abbiamo trovato prove evidenti di strumenti perché uno di questi è il suono e le vibrazioni effimere? E, è un’altra ragione perché abbiamo frainteso gli strumenti utilizzati?

Le “Pietre veliche d’Egitto”

Un antico racconto di un antico storico e geografo arabo suggerisce che gli egiziani usassero il suono per trasportare enormi blocchi di pietra. Conosciuto come Erodoto degli Arabi, registrò una leggenda secolare nel 947 d.C.

Secondo Mysterious Universe, la leggenda dice così:

“Quando costruirono le piramidi, i loro creatori posizionarono con cura ciò che era descritto come magico papiro sotto i bordi delle possenti pietre che dovevano essere usate nel processo di costruzione.

“Poi, uno ad uno, le pietre furono colpite da ciò che era curiosamente, e piuttosto enigmaticamente, descritto solo come un’asta di metallo.

“Ecco, le pietre iniziarono lentamente ad alzarsi in aria e – come soldati diligenti che seguono indubbiamente gli ordini – procedettero in modo lento, metodico, a file singole un numero di piedi sopra un sentiero lastricato circondato da entrambi i lati da simili, aste di metallo misteriose.”

 

 

Lo scettro di Was

 

Abbiamo visto tutti divinità egiziane come Anubi, in piedi con una strana asta in mano come nella foto sopra.

Tuttavia, non molte persone sanno cos’è quell’oggetto. Si chiama Was-sceptre, un bastone con una base a forcella e sormontato da una testa a punta a forma di canino stilizzato o di un altro animale.

L’asta è sottile e perfettamente diritta e associata ad altri oggetti misteriosi come l’Ankh e il Djed. Erano semplicemente simbolici o avrebbero potuto essere strumenti di qualche tipo?

Ankh, Djed & Was di Kyera Giannini (CC BY 2.0)

  Djed di Mark Cartwright (CC-BY-NC-SA)

 

Secondo l’Enciclopedia della storia antica, questi oggetti sono simboli che rappresentano il potere e il dominio reali.

“I tre simboli più importanti, che spesso appaiono in tutti i modi di opere d’arte egiziane, dagli amuleti all’architettura, erano l’ankh, il djed e lo scettro.

“Questi sono stati spesso combinati in iscrizioni e spesso compaiono su sarcofagi insieme in un gruppo o separatamente. Nel caso di ciascuno di questi, la forma rappresenta l’eterno valore del concetto: l’ankh rappresentava la vita; la stabilità djed; era il potere.”

In alcune raffigurazioni, gli scettri Was sono visti sostenere il tetto di un santuario mentre Horus guarda.Allo stesso modo, il Djed è visto su architravi del tempio che sembrano reggere il cielo nel complesso di Djoser a Saqqara.

Un video di Ancient Architects esplora questa idea, mostrando esempi di diapason usati dagli egiziani.

Il narratore Matthew Sibson dal Regno Unito solleva alcune idee affascinanti su come gli egiziani potrebbero aver usato oggetti come lo scettro di Was e le forchette di sintonia per tagliare le pietre più dure usando il potere del suono e delle vibrazioni. (vedi video sotto)

Una statua di diapason è raffigurata su una statua di Iside e Anubi, ognuna con in mano un’asta. Tra le divinità, una scultura mostra due diapason che sembrano essere collegati da fili.

Sotto le forche, un oggetto arrotondato con quattro punte è centrato e appare quasi come una freccia rivolta verso l’alto.

Nel video, Sibson fa apparire un’e-mail interessante ma non verificata sul sito Web KeelyNet.com dal 1997. L’e-mail suggerisce che gli egittologi hanno trovato antiche forcelle in sintonia e potrebbero averle etichettate come “anomale” quando non potevano immaginare quale fosse il loro scopo.

“Alcuni anni fa un amico americano ha scelto la serratura di una porta che conduceva ad un magazzino del museo egiziano di circa 8 piedi x dieci piedi. All’interno ha trovato “centinaia” di ciò che ha descritto come “diapason”.

Queste dimensioni variavano da circa 8 pollici a circa 8 o 9 piedi di lunghezza complessiva e assomigliavano a catapulte, ma con un filo teso teso tra i denti della “forcella”. Insiste, per inciso, sul fatto che questi non erano sicuramente non ferrosi, ma “acciaio”.

Questi oggetti assomigliavano a una lettera “U” con una maniglia (un po’ come un forcone) e, quando il filo veniva strappato, vibravano per un periodo prolungato.

Mi viene in mente di chiedermi se questi dispositivi avrebbero potuto avere degli utensili temprati fissati sul fondo delle loro maniglie e se avrebbero potuto essere usati per tagliare o incidere la pietra, una volta che fossero stati messi in vibrazione.

Sebbene l’e-mail sia solo una prova aneddotica, sembra confermare il geroglifico di diapason sulla statua di Iside e Anubi, con filo teso tra i denti.

Successivamente, vediamo un sigillo Sumerian Cylinder molto più vecchio che mostra una figura che regge quello che sembra essere un diapason. Come vedi di più, sembra che gli antichi sapessero molto di più sugli effetti del suono e delle vibrazioni di quanto attualmente comprendiamo.

Oggi stiamo imparando nuovi modi di guardare alle strutture antiche. L’archeoacustica sta rivelando come il suono abbia giocato un ruolo vitale nella costruzione di siti in tutto il mondo.

Nel frattempo, lo studio dei cimatici rivela come le vibrazioni alterano la geometria della materia in modi intricati e inspiegabili.

Inoltre, i misteri della meccanica quantistica si stanno svelando quando troviamo nuove particelle e utilizziamo algoritmi di intelligenza artificiale per scoprire come funziona la materia stessa.

Potremmo finalmente raggiungere la fase in cui inizieremo a capire esattamente come gli antichi popoli del mondo hanno creato enormi monumenti in tutto il mondo? 

Riferimento: Ancient-code.com

Fonte: https://humansarefree.com/

®wld

L’Ossimoro della decrescita felice

 Il lavoro da casa aiuta l’ambiente
La Decrescita Possibile – Su cosa dovremo “Decrescere”
di Fabio Pipinato 
La “decrescita felice” è una sorta di ossimoro in quanto,
la felicità viene sempre contrabbandata con la crescita, e l’infelicità con la decrescita.
Per certi versi è così basta vedere la crisi del ’29 con famiglie sul lastrico o a quella più recente del 2008 con il fallimento della Lehman Brothers che causò milioni di licenziamenti, sfratti, fallimenti, una paralisi dell’economia e tanta disperazione.

Questo articolo analizzerà su cosa dovremmo “decrescere” e il prossimo articolo si concentrerà su cosa dovremmo invece “crescere”.

Naturalmente sono solo alcuni punti rubati dal web che potrebbero essere dai lettori addizionati o moltiplicati.
Buona lettura…
Energia

In casa consumiamo:

  1. Fuori casa, in hotel o B&B
  2. In ufficio
  3. Una famiglia di 3 persone consuma a casa 3, mentre un ufficio di 10 impiegati 50. Se siamo impiegati di un’assicurazione che, secondo Jacopo Fo, dovrebbe stare più che attenta a come si spendono le risorse, 6, e se lavoriamo in banca, 7.
Gli impiegati di banca costretti a temperature tropicali d’inverno e glaciali d’estate appena tornano a casa consumano 1.
Insomma, il lavoro da casa, aiuta l’ambiente.
Armi
I 131 bombardieri F35 acquistati dall’Italia dagli USA, descritti da Rocco Buttiglione come la madre di tutte le tangenti costano circa 15 mld di Euro.
Solo Mario Monti riuscì, a budget invariato, a farli diminuire a 91 unità.
Ma il problema non sono solo i caccia ma le armi d’uso comune come fucili e pistole che rendono sempre più insicuro il nostro Paese mentre le armi esportate nei Paesi dittatoriali e non solo rendono insicuri i paesi oltremare.
Ne consegue che ad ogni export corrisponda un proporzionale import di migranti che fuggono da quelle terre.
Come sortire dal “progresso scorsoio” descritto da Andrea Zanzotto?
Carne

Mangiare troppa carne fa male all’ambiente e al clima.

Con il 14,5% delle emissioni totali di gas serra, infatti, il settore zootecnico è una delle principali fonti di emissione di gas climalteranti. Un terzo delle terre coltivate in tutto il mondo serve a produrre un miliardo di tonnellate di mangime, soprattutto attraverso monocolture di soia e mais, destinate agli allevamenti intensivi.
Il 23% dell’acqua dolce disponibile sul Pianeta viene usato per l’allevamento. E servono 15.500 litri di acqua per produrre un chilo di carne di manzo.
Per Slow Food non si dovrebbe mangiare più di 500 grammi di carne a settimana per un totale di 30 kg di carne l’anno. Gli europei ne mangiano in media 74 kg, gli statunitensi arrivano a 125 kg l’anno.
Ciò significa che se la nonna prepara il cappone a Natale è maleducato rimproverarla mentre potremmo volerci un po’ più bene durante l’anno perché oltre a far male all’ambiente e al clima ne va anche della nostra salute.
A.A.A. – Auto, Aereo, Allarme clima

A Copenaghen,

negli anni ’70 c’erano 350 mila automobili e 100 mila velocipedi, e la crisi petrolifera portò in piazza i ciclisti a chiedere più spazio e più sicurezza.
Nel 2017 nel centro di Copenaghen circolavano in media 250 mila vetture e 260 mila biciclette.
Ma il sorpasso non bastò.
Il Sindaco ora vuole/pretende una città ad inquinamento 0 per il 2020.
Aereo

Per i voli interni italiani si consiglia “meno aereo e più treno”.

Un esempio è la tratta Milano-Roma, per cui il treno è la soluzione più rapida e sostenibile:
il viaggio dura 1 ora e 06 minuti in meno rispetto all’aereo, l’anidride carbonica risparmiata è 89,3 kg, mentre la quantità risparmiata di benzina è di 33,5 litri.
Una convenienza simile è stata riscontrata per il viaggio in treno da Milano a Zurigo:
si guadagnano 15 minuti rispetto a un viaggio in aereo, mentre si consumano anche 102,2 kg di CO2 e 39,8 litri di benzina in meno.
E-commerce

Lo shopping on line, senza relazioni di piazza, è di una tristezza infinita.
Non solo. L’impatto ambientale è impressionante.
Secondo Gabanelli nell’ultimo anno 22 milioni di italiani hanno comprato scarpe, cellulari, frullatori, libri e cibo per cani rimanendo seduti sul divano:
clicchi, paghi e in pochi giorni il prodotto è recapitato in casa…
In Italia nel 2017 si stima siano stati fatti 150 milioni di ordini, che vuol dire 150 milioni di pacchi spediti, e altrettanti citofoni suonati. Quando lo stesso prodotto è in vendita nel negozio vicino a casa, comprarlo lì.
Eviteremo di vederlo chiudere e sostituito con una sala giochi.
Fumo

Droghe o alcol. La gara su chi fa più male non mi appassiona.

Detto ciò la scienza afferma che l’alcol è la sostanza psicotropa che miete più vittime in termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e cocaina.
Le cifre sono spaventose.
In un decennio sono morte 435.000 persone per malattie alcol correlate.
Ma il dato più impressionante è che la metà dei minorenni (54%), per l’Eurispes, ha acquistato alcolici nonostante una legge che lo vieti espressamente.
A condannare l’alcol non si giustificano le droghe e tantomeno quelle leggere che alimenta un mercato criminale da 14 mld. di Euro.
Slot Machine

Queste creano dipendenza e povertà.

Queste macchinette infernali sono distribuite capillarmente in quanto fanno guadagnare mafie e Stato. Creano un introito di 86 miliardi di Euro, (di cui 10 miliardi derivanti dal gioco illegale).
Parliamo della terza impresa del Paese con circa 1.260 Euro di spesa pro capite e una struttura fondata su 400mila slot machine che invadono le città, una ogni 150 abitanti.
Lo Stato ci guadagna molto e si limita a metter il cartello:
“gioca con moderazione”…
A riguardo, alcuni esercenti hanno fatto la scelta etica di farne a meno nonostante significativi guadagni.
I consumatori consapevoli dovrebbero premiare in primis chi rinuncia a questo business rovinafamiglie

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

®wld

Il giorno più buio dell’anno

Questo 22 dicembre in gran parte del mondo (e 21 in alcune parti dell’America e del Pacifico) si celebrano il solstizio d’inverno e il solstizio d’estate

Questo 22 dicembre alle 04:19 il tempo universale è il solstizio d’inverno nell’emisfero settentrionale e il solstizio d’estate nell’emisfero meridionale. Nel nord è il giorno più buio dell’anno, tradizionalmente associato alla morte del sole e alla sua rinascita. A sud, il massimo splendore.

Storicamente questa è stata una delle date più importanti nel calendario religioso per molte culture tradizionali che governano le loro festività con un calendario lunisolare, collegato ai processi della natura. Alcune persone hanno suggerito che il solstizio fosse l’ispirazione per porre il Natale in date vicine, sostituendo in modo sincrono le feste romane come i saturnali e le celebrazioni del Sole Invictus a Roma. La data segna anche l’ingresso del sole nella costellazione del Capricorno, governata da Saturno. Il filosofo neoplatonico Porfirio, il primo attivista del vegetarismo e dei diritti degli animali, scrisse su questo:

I romani celebrano i loro Saturnali quando il sole è in Capricorno, e in questa festa i servi indossano le scarpe di coloro che sono liberi e tutte le cose sono distribuite in comune tra loro; il legislatore che suggerisce con questa cerimonia, che quelli che sono servi nel presente, saranno successivamente rilasciati dalla celebrazione di Saturnalia e dalla casa attribuita a Saturno, cioè Capricorno; quando rivivranno nel segno e si spoglieranno delle vesti materiali della generazione, torneranno alla loro incontaminata felicità, alla fonte della vita.
I solstizi insieme agli equinozi segnano i quattro assi dell’anno solare e le stagioni come li conosciamo in Occidente. Allo stesso modo, è tradizionalmente un momento celebrato dalle cosiddette culture pagane, per le quali la natura non è una massa inerte, ma un’incarnazione dello spirito e dell’intelligenza divina del cosmo. Oltre a questo, da una prospettiva cronobiologica o anche da una sensibilità poetica alla luce, come ripetiamo sempre in queste date, il solstizio consente di riconnettersi con ritmi e processi naturali. In questo caso, il processo simbolico che incarna il solstizio per tutta la natura è la morte e la rinascita. Una sensazione che Albert Camus una volta espresse quando disse: “Nel pieno inverno ho trovato un’estate invincibile in me”. Ed è che il solstizio è, dopo tutta la festa del trionfo della luce, ciò che i romani chiamavano Sol Invictus.

D’altra parte, questo solstizio coincide con il 600° anniversario della morte di Je Tsongkhapa, il lama “della valle della cipolla”, fondatore dell’ordine gelug del buddismo tibetano, che ha tra i suoi monaci più illustri niente di meno che oggi Dalai Lama Oggi in varie parti del mondo i tibetani celebrano ciò che considerano il “parinirvana” di Tsongkhapa che fa offerte, recita preghiere, volteggia in cerchio con stupa e altri.

Pagati $ 4 miliardi per lesioni e decessi correlati ai vaccini

Dagli anni ’80, l’agenzia governativa degli Stati Uniti ha pagato oltre $ 4 miliardi per lesioni e decessi correlati ai vaccini. Vuoi ancora un vaccino antinfluenzale?

Di BN Frank

Molti americani non sono consapevoli del fatto che esiste un programma nazionale di compensazione degli infortuni ai vaccini per coloro che sono stati feriti da vaccini antinfluenzali e altre vaccinazioni . Questo è il motivo per cui Donald Trump e molti altri si oppongono alle vaccinazioni obbligatorie, in particolare per “L’influenza” che di solito non è fatale.

 

Dall’anno scorso, erano stati pagati oltre 4 miliardi di dollari per ferite da vaccino e decessi:

Un aggiornamento del 1° dicembre 2018 della US Health Resources and Services Administration (HRSA) sul programma federale di indennizzo per i danni da vaccino (VICP) ha riferito che l’ammontare totale dei premi a bambini e adulti che sono stati feriti o sono morti dopo aver ricevuto l’infanzia raccomandata a livello federale i vaccini hanno superato $ 4 miliardi. 1 2

Il VICP è stato creato dal Congresso ai sensi del National Childhood Vaccine Injury Act del 1986 come sistema di compensazione federale alternativo alle cause di lesioni da vaccino presentate in tribunale civile. 3

Secondo un articolo pubblicato su Fair Warning, quasi nessuna attenzione da parte dei media è stata data ai pagamenti effettuati alle vittime di vaccini dal governo, che sono giudicati dalla Corte Federale per le Reclami degli Stati Uniti (nota anche come “Corte dei vaccini”). 1 Fair Warning sottolinea che uno dei motivi per cui la “Corte dei vaccini” lavora in relativa oscurità è perché i funzionari della sanità pubblica sostengono che “i vaccini forniscono enormi benefici per la salute pubblica” e sono riluttanti a parlare di vittime di vaccini per paura che la pubblicità relativa alle lesioni da vaccino i premi di risarcimento dissuaderebbero il pubblico dall’essere vaccinato. 1

Il rapporto HRSA rivela che negli ultimi 30 anni (dal 1989), il VICP ha ricevuto 20.123 petizioni che rivendicano lesioni e decessi da vaccino, di cui 18.000 richieste sono state risolte. Di questi 17.576 casi, 6.313 casi (circa due su tre crediti) hanno ricevuto premi di compensazione tramite accordi o sentenze. 1 2 Tuttavia, l’HRSA non riconosce che le lesioni da vaccino sono rare e stima che una persona sia stata compensata per ogni milione di dosi distribuite negli Stati Uniti. 1 Tuttavia, l’HRSA non riconosce che non esiste alcun meccanismo per misurare quante lesioni e decessi dopo la vaccinazione si sono verificati ma non sono mai stati segnalati.

Il problema è che il numero di petizioni al VICP è aumentato drammaticamente negli ultimi anni. Circa 1 miliardo di dollari (un quarto dell’importo totale del pagamento dal 1989) è stato distribuito alle vittime di ferite da vaccino negli ultimi quattro anni. 1

Fair Warning cita Barbara Loe Fisher, co-fondatrice e presidente del National Vaccine Information Center, che ha dichiarato: “Siamo amaramente delusi. Dal mio punto di vista, questo è stato trasformato nel sogno dell’azionista e nel peggior incubo di un consumatore “. 1 Ha notato che due terzi dei firmatari del VICP sono respinti, il che si discosta dallo scopo originale del VICP: presumere il nesso di causalità a meno che non ci sia un altro spiegazione biologicamente plausibile per la lesione o la morte in seguito alla vaccinazione. 1

Nel 2014, il Government Accountability Office (GAO) è stato critico nei confronti del VICP, sottolineando che la maggior parte delle richieste di risarcimento ha richiesto diversi anni, alcuni più di un decennio. 4

I sintomi simil-influenzali sono anche comuni con la malattia da microonde , una malattia riconosciuta a livello federale (vedi 1 , 2 ) e la sensibilità elettromagnetica, una disabilità riconosciuta a livello federale (vedi 1 , 2 ). Queste condizioni sono causate o aggravate dall’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche (EMR), inclusi i telefoni cellulari e le radiazioni WiFi .

Brave: il browser creato per la privacy

 

Non ci sono vaccinazioni per la malattia a microonde o la sensibilità elettromagnetica.

Credito immagine: Pixabay

Fonte: https://www.activistpost.com/

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Inviatomi da Anna Dossena: Intanto a Milano succede questo

®wld

L’alcool uccide più degli oppioidi, perché non se ne parla?

 

L’alcol sta uccidendo più persone dell’epidemia di oppioidi. Allora perché non ne stiamo parlando?

I fatti:

I decessi correlati all’alcol sono la terza causa principale di decessi prevenibili negli Stati Uniti.

Riflettere su:

Dovremmo rendere affascinante il consumo di alcol nei media e nelle pubblicità? È tempo di prendere coscienza dei rischi potenzialmente letali di questo farmaco?

Negli ultimi anni, abbiamo sentito molto parlare dell’epidemia di oppioidi che sta investendo la nazione. Il Center for Disease Control ha riferito che oltre 47.000 persone sono morte negli Stati Uniti da solo per overdose di oppiacei nel 2017, che è quasi 5 volte la quantità di decessi causati da oppiacei nel 1999. Questo è importante, e sì, è bello che sta ottenendo l’attenzione che merita. Tuttavia, nello stesso anno, circa 88.000 persone sono morte per cause legate all’alcol – Qualcuno ne ha sentito parlare?

L’alcol è la terza causa principale di morte prevenibile negli Stati Uniti, il primo è il tabacco e il secondo è una dieta povera e un’attività fisica minima. Detto questo, perché non ne stiamo parlando? E perché non vediamo le etichette di avvertimento sulle bevande alcoliche? Perché stiamo promuovendo una sostanza così dannosa? Certamente non vediamo enormi cartelloni pubblicitari con persone in bikini che saltellano oxycontin o iniettano eroina, perché siamo ben consapevoli che queste sostanze creano dipendenza e possono causare danni, quindi di nuovo, perché promuoviamo apertamente l’alcol? Soprattutto ai giovani?

È perché è legale?

È possibile che i decessi correlati all’alcol non suscitino tanto preoccupazione perché è legale, facilmente disponibile e socialmente accettabile? Più probabilmente. Le vendite di alcolici hanno raggiunto $ 253,8 miliardi negli Stati Uniti nel 2018 – questo potrebbe anche avere qualcosa a che fare con esso.

Non sto suggerendo che la criminalizzazione dell’alcol sia una soluzione a questo problema o altro, allo stesso modo in cui non vedo come sia ancora contro la legge utilizzare qualsiasi droga, indipendentemente da quanto siano dannosi per te. Credo che dovremmo dire la nostra su come trattiamo noi stessi e ciò che mettiamo nei nostri corpi, non il governo o un sistema legale. Ma invece di essere raffigurato come una sostanza nociva, come gli oppiacei, i cristalli e il crack sono – l’alcol è reso glamour dai media; spesso interpretato come sofisticato, divertente, sexy e generalmente solo la cosa più bella da fare.
L’alcol è sostanzialmente incoraggiato nella nostra società

Non vi è alcun dubbio, l’uso di alcol è profondamente radicato nella nostra cultura. Tanto che scegliere di non bere è spesso la cosa più strana da fare. La gente chiederà sempre, oh, come mai non stai bevendo? A differenza di altre droghe, le persone in genere non chiedono, oh perché non stai fumando met stasera? O qualunque cosa possa essere.

Il binge drinking è praticamente previsto nei fine settimana e per molte persone è un modo per rilassarsi, lasciarsi andare e divertirsi dopo una lunga settimana di lavoro. Molte persone giustificano il loro consumo in questo modo insistendo sul fatto che va bene, perché non bevo tutti i giorni. La cosa sull’abuso di alcol è che non deve essere ogni giorno per essere considerato un problema o per essere considerato un alcolizzato.

Ci sono molti modi in cui tendiamo a giustificare il nostro uso, perché il pensiero di rinunciarci completamente o ammettere che abbiamo persino un problema può essere estremamente travolgente, specialmente se i nostri mezzi di sussistenza sono centrati su di esso. 

Quanto è troppo?

Il National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA) ha creato un sito web chiamato “Rethinking Drinking” per evidenziare la quantità di idee sbagliate su ciò che è considerato il consumo di alcol “a basso rischio” e “ad alto rischio”. Si scopre che più di tre drink al giorno o più di sette drink alla settimana per le donne e quattro drink al giorno o 14 drink alla settimana per gli uomini sono considerati “ad alto rischio” e questi schemi possono essere dannosi sia nel breve e a lungo termine.

Alcune persone potrebbero avere un atteggiamento di, non bevo affatto durante la settimana, quindi ho tutte le mie bevande alcoliche assegnate nel fine settimana – tuttavia, per gli uomini che consumano 5 o più bevande e per le donne che consumano 4 o più bevande in circa un periodo di 2 ore è considerato un abbuffata.

È tempo di “Ripensare quella bevanda”?

Dovremmo avere più campagne volte a sensibilizzare sui potenziali danni causati dall’alcol? Perché è legale sembra avere anche questa visione della sicurezza, perché i nostri funzionari e legislatori del governo hanno sempre a cuore il nostro interesse, giusto? 😉 Ma se non stiamo istruendo i giovani in modo efficace sui potenziali rischi associati al consumo di alcol, allora forse ci dovrebbe essere uno sforzo maggiore per far conoscere i rischi sulla confezione e persino eliminare gli annunci pubblicitari. Secondo me, semplicemente non ha senso essere legalmente autorizzato a pubblicizzare qualcosa di così dannoso, specialmente in modo così glamour.

Non so cosa significhi ora per gli adolescenti e se è ancora considerato “cool” da bere e se c’è una tonnellata di pressione tra pari intorno a tutto. La mia speranza è che questo punto di vista cambi, i giovani saranno resi più consapevoli dei rischi e più persone troveranno il coraggio di allontanarsi da ciò che non li serve più o che non è nel loro interesse.

Molti sostenitori della salute e persone che sono molto caute riguardo a ciò che stanno mettendo nel loro corpo continuano a trascurare completamente l’alcol come sostanza dannosa. Ora, non c’è alcun giudizio per chiunque scelga di bere, ma penso che sia tempo di dare una buona occhiata a queste cose e almeno avere dietro la consapevolezza.

Sicuramente, di tanto in tanto può essere divertente rilassarsi, sciogliersi, essere sciocchi, ma quando facciamo affidamento su di esso per sfuggire alla nostra infelicità dalla nostra situazione attuale, beh allora forse è il momento di affrontare queste situazioni a testa alta, piuttosto che sfuggirli e cambiare tutto ciò che ci sta incoraggiando a raggiungere quel bicchiere di vino, whisky o birra in primo luogo. 

Come possiamo sostenere gli altri?

Resta il fatto che molte persone che bevono possono farlo con parsimonia, non in eccesso e non molto spesso. Hanno una maniglia su di esso e non interferisce con le loro vite in modo negativo. Tuttavia, per coloro che hanno lottato – bevendo troppo, troppo frequentemente, con black out, può essere difficile persino sapere se è un problema a causa di quanto sia accettabile nella nostra società.

Se qualcuno dice, no grazie non sto bevendo, non chiedermi perché, e invece provaci, subito! E nessuna pressione tra pari. Ho avuto problemi con il bere, ho smesso e ricaduto due volte, al momento sono sobrio. Prima che smettessi di bere questa volta mi sarei aperto ad alcune persone a riguardo, mettendo in dubbio il mio uso e se fosse dannoso o meno, molte persone mi dicevano, ahh non essere così duro con te stesso! Ci è permesso di goderci la vita o di spegnerci di tanto in tanto se ne abbiamo bisogno. Se qualcuno ti sta dicendo che sono preoccupati che potrebbero avere un problema con l’alcol, non farli indovinare da soli, se si stanno aprendo al riguardo, prova a supportarli. Non sappiamo sempre cosa stanno passando gli altri, a quanto pare anche se ci dicono chiaramente. Questo può anche sfidare il nostro rapporto con l’alcol, ma se puoi tenerlo separato. 

Hai un problema?

Se sei preoccupato che potresti avere un problema con l’alcol, probabilmente lo fai. Tieni presente che avere un problema con l’alcol non ti rende necessariamente un alcolista. Potresti avere un problema con l’alcol se riesci a identificarti con uno dei seguenti scenari:

    Trascorrere molto tempo a ottenere, utilizzare e recuperare dagli effetti dell’alcol.
Voglie, o un forte desiderio di usare l’alcool.
Non essere in grado di ridurre il consumo di alcol nonostante il desiderio di farlo.
Continuare ad abusare di alcol nonostante i problemi interpersonali o sociali negativi che sono probabilmente dovuti al consumo di alcol.
Uso di alcol in situazioni fisicamente pericolose (come guidare veicoli o usare macchinari).
Bere più o più a lungo di quanto inizialmente previsto.
Continuare ad abusare di alcol nonostante la presenza di un problema psicologico o fisico probabilmente dovuto al consumo di alcol.
Non essere in grado di adempiere ai principali obblighi a casa, al lavoro o a scuola a causa del consumo di alcol.
Rinunciare ad attività sociali, professionali o ricreative precedentemente godute a causa del consumo di alcol.
Avere una tolleranza (vale a dire la necessità di bere quantità di alcol sempre più grandi o più frequenti per ottenere l’effetto desiderato).
Sviluppare sintomi di astinenza quando si fanno sforzi per smettere di usare alcol.

Un ottimo modo per controllare le cose è impegnarsi in un periodo di tempo senza consumo di alcol e monitorare come ti senti, cosa fai e se ti senti sollevato. Potrebbe essere necessario chiedere ai tuoi amici di supportarti durante questo periodo e preparare alcune attività sobrie! Giochi da tavolo, carte, film, sport, escursioni: tutte queste cose possono essere molto divertenti e sobrie!

Se il tuo problema è più grave di questo, o se hai bisogno di aiuto in qualche modo, contatta un amico o un familiare di fiducia o potresti trarre vantaggio dalle riunioni locali di alcolisti anonimi per un’intera serie di supporto e risorse. Se questo non è un problema, consulta Hello Sunday Morning per assistenza

Fonte: https://www.collective-evolution.com/

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Il legame tra un microbioma intestinale sano e il benessere generale

La metà di tutti i farmaci comunemente usati colpisce seriamente il microbioma intestinale, avvertono gli scienziati

Di Alanna Ketler

I  fatti:

È stato scoperto che molti farmaci comunemente prescritti hanno un effetto drastico sui “batteri buoni” nel nostro intestino.

Riflessioni su:

È importante essere consapevoli di tutti i potenziali effetti collaterali prima di assumere un nuovo farmaco per decidere se ne valga la pena.

Il legame tra un microbioma intestinale sano e il benessere generale è stato stabilito negli ultimi anni, poiché stiamo imparando che circa il 95% della serotonina (comunemente indicata come “ormone felice”) prodotto nei nostri corpi proviene effettivamente dal nostro intestino! Questo è uno dei tanti motivi per cui è importante prendersi cura della nostra salute, essere consapevoli dei cibi che stiamo mangiando ed essere consapevoli delle reazioni avverse da qualsiasi farmaco che stiamo assumendo.

Un recente studio presentato alla UEG Week 2019 (United European Gastroenterology) ha rilevato che 18 farmaci da prescrizione comunemente prescritti influenzano ampiamente la struttura tassonomica e il potenziale metabolico del microbioma intestinale. Altri otto farmaci di diverse categorie sono stati trovati per aumentare i meccanismi di resistenza antimicrobica nei partecipanti allo studio, e questo non va bene.

Secondo il comunicato stampa ufficiale sui risultati dello studio,

“I ricercatori del University Medical Center Groningen e del Maastricht University Medical Center hanno esaminato 41 categorie di farmaci comunemente usati e valutato 1883 campioni fecali da una coorte basata sulla popolazione, pazienti con IBD e pazienti con IBS mescolati a controlli sani. I ricercatori hanno confrontato i profili delle funzioni tassonomiche e metaboliche dei tossicodipendenti con i non tossicodipendenti, osservando l’effetto dell’uso di singoli farmaci e quindi l’uso combinato di farmaci. I cambiamenti osservati potrebbero aumentare il rischio di infezioni intestinali, obesità e altre gravi condizioni e disturbi legati al microbioma intestinale “.

In un intestino sano, tutti noi abbiamo una popolazione di microbi che vive all’interno del nostro intestino. Questa popolazione di microbi è composta da decine di trilioni di microrganismi, che comprendono oltre 1000 diverse specie di batteri. Esistono molti fattori diversi che possono influenzare la popolazione di microbiota nell’intestino umano, comprese varie forme di trattamento.

Le categorie di farmaci che si sono concluse nello studio per avere il maggiore impatto sul microbioma intestinale sono le seguenti:

  • Inibitori della pompa protonica (IPP) – usati per trattare la dispepsia che colpisce tra l’11% e il 24% della popolazione europea. Gli IPP sono anche usati per trattare l’ulcera peptica, l’eradicazione da H. Pylori, il reflusso gastrointestinale e l’esofago di Barrett.
  • Metformina – usata come trattamento per il diabete di tipo 2, che colpisce il 10% degli adulti europei
  • Antibiotici: usati per trattare le infezioni batteriche, assunti ogni anno dal 34% della popolazione europea
  • Lassativi: usati per trattare e prevenire la costipazione, che colpiscono il 17% degli adulti europei

Risultati più importanti

Lo studio ha anche dimostrato che il microbiota intestinale degli utilizzatori di PPI ha determinato un aumento del livello dei batteri del tratto gastrointestinale superiore e una maggiore produzione di acidi grassi. I consumatori di metformina hanno mostrato livelli più alti di batteri Escherichia coli (E.coli).

La ricerca ha anche mostrato che altre sette categorie di farmaci erano collegate a cambiamenti significativi nei livelli di popolazioni di batteri presenti nell’intestino. Gli steroidi orali erano correlati a livelli più elevati di batteri metanogeni, che è associato ad un aumento dell’IMC e dell’obesità. Inoltre, alcuni farmaci antidepressivi (noti come SSRI) usati da coloro che soffrono anche di IBS erano collegati a un’abbondanza di una specie batterica chiamata Eubacterium ramulus, che può essere dannosa.

Il ricercatore capo dello studio, Arnau Vich Vila, ha dichiarato: “Sappiamo già che l’efficienza e la tossicità di alcuni farmaci sono influenzate dalla composizione batterica del tratto gastrointestinale e che il microbiota intestinale è stato correlato a molteplici condizioni di salute; pertanto, è fondamentale capire quali sono le conseguenze dell’uso di farmaci nel microbioma intestinale. Il nostro lavoro evidenzia l’importanza di considerare il ruolo del microbiota intestinale nella progettazione dei trattamenti e indica anche nuove ipotesi che potrebbero spiegare alcuni effetti collaterali associati all’uso di farmaci. “

Pensieri finali

È importante comprendere tutti i potenziali effetti collaterali quando si decide di introdurre un nuovo farmaco nel nostro sistema. I batteri nel nostro intestino sono lì per una ragione e aiutano i nostri corpi con molte funzioni e se vengono uccisi o sbilanciati potrebbe causare problemi più gravi lungo la strada.

Se stai riscontrando uno di questi problemi e stai assumendo uno di questi farmaci, può essere utile parlarne con il medico e vedere se esistono metodi alternativi per il trattamento.

La nostra salute è la nostra più grande ricchezza!

Fonte: https://www.collective-evolution.com/

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