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Alarico Re di tutti

 Il Re Cristiano: Alarico era giudeo, chi glielo spiega a Hitler? 

Gettate la rete dall’altra parte della barca, e troverete. E’ una pesca miracolosa quella che il redivivo Gesù, nel Vangelo di Giovanni, promette agli apostoli increduli: se volete pesce, calate le vostre reti sul fianco destro dell’imbarcazione. Linguaggio cifrato: la verità ti attende dove mai avresti pensato che fosse – magari dentro di te, nell’emisfero destro del cervello? Tra le pagine (romanzesche) dedicate a un personaggio devotissimo all’uomo di Betlemme – il “Re Cristiano”, appunto, in azione trecento anni dopo gli eventi evangelici – Gianfranco Carpeoro avverte: li state cercando dalla parte sbagliata, i resti del mitico sovrano dei Visigoti, l’autore del primo Sacco di Roma.

Lui, Alarico, recava scritto già nel suo nome il proprio destino: “Re di tutti”, in lingua norrena proto-germanica. “Re di tutti”, tant’è vero che non voleva affatto radere al suolo Roma: al contrario, ambiva a diventarne l’imperatore. Per questo, lasciata la città (non saccheggiata da lui, ma dai detenuti liberati) si portò via l’augusta principessa discendente della “gens Flavia”, Galla Placidia, sua promessa sposa, insieme a cui si spinse in Calabria per poi attraversare il Mediterraneo: diretto in Africa o a Gerusalemme? Morì a Cosenza, di malaria o avvelenato. Fu sepolto insieme al suo tesoro, a lungo inutilmente cercato – anche da Hitler. E adesso chi glielo spiega, al Führer, che forse il suo Alarico era addirittura un giudeo?

Avete sempre scavato dalla parte sbagliata, scrive Carpeoro, perché Alarico non era un barbaro germanico: era romanizzato e cristiano, sia pure di confessione ariana. E forse addirittura ebreo, discendente nientemeno che dalla Maddalena e da Giuseppe di Arimatea, il misterioso armatore che riscattò il corpo di Cristo da Pilato. L’oscuro Giuseppe d’Arimatea, cioè l’uomo che poi, si racconta, nel Primo Secolo guidò la spedizione navale che portò in Europa il Cristianesimo, tramite lo sbarco in Provenza delle “Marie venute dal mare” guidate proprio da Maria di Magdala, il cui vero nome – Miriam – è quello che tuttora i Gipsy attribuiscono alla loro regina, consacrata ogni anno a Saintes-Marie-De-La-Mer, in Camargue. Ma che c’entrano, i Goti, con i profughi palestinesi di origine semitica, probabilmente giudei, che raggiunsero le coste meridionali della Francia dopo i fatti di cui parlano i Vangeli? C’entrano eccome, se è vero che i Goti discesi dal Baltico e spintisi a ovest del Danubio – i Derving – poi cambiarono nome, secondo l’abate calabrese Gioacchino da Fiore, adottando la “M” di Miriam per diventare Merovingi, dinastia regale. 

E’ così strano pensare che un popolo erratico di origine baltica, poi attestatosi in Francia, sia entrato in contatto con i proto-cristiani di Palestina? Certo che no, se si pensa che i Goti furono in gran parte cristianizzati, già nel Quarto Secolo. Ma attenzione: non erano cattolici, erano seguaci di Ario.

Corrente gnostica, secondo cui Cristo è “figlio di Dio” esattamente quanto noi, ciascuno avendo in sé la propria quota di divinità, l’Arianesimo (bocciato nel 325 dal Concilio di Nicea insieme a tutti gli altri cristianesimi non cattolici) ebbe un vastissimo seguito, specie nell’Europa balcanica popolata dai Goti, all’epoca reduci dal Medio Oriente turco: il loro primo vescovo, Wulfila, a partire dall’anno 348 tradusse la Bibbia in lingua gotica. E’ proprio lui, Ulfila, che apre il romanzo meta-storico di Carpeoro, svelando al giovane Alarico il senso profondo e segreto della sua missione: conquistare la regalità nella giustizia, proprio nel nome della mitica antenata Miriam. Simbologo e studioso dei Rosacroce, Carpeoro fa discendere quel “mandato ancestrale” (il governo terreno illuminato dall’alto) direttamente dalla Bibbia: è il compito che Abramo riceverebbe dal misterioso Melchisedek, “Re di Giustizia”, al quale chiede di essere autorizzato a regnare sugli ebrei. 

E’ il mandato che poi Giuda riceverà a sua volta da Giacobbe-Israele, che descrive le doti del figlio con i tre colori della bandiera italiana. Nella tradizione, proprio il bianco, il rosso e il verde designeranno il contenuto simbolico della discendenza di Davide, fino a tradursi nelle virtù teologali cristiane (fede, speranza e carità). Valori che il potere del mondo ha bandito, ma che qualcuno – in nome di Cristo – ha provato a restaurare? Anche indossando i panni, germanici ma romanizzati, dell’inquieto sovrano dei Goti dell’Ovest?

E’ la tesi attorno a cui si interroga Carpeoro, avvicinando il lettore ai primissimi secoli attraverso l’espediente letterario del noir, impersonato dall’anomalo ricercatore milanese Giulio Cortesi, appassionato di musica e soprattutto di cucina. Come già nel “Volo del Pellicano” e poi in “Labirinti”, Cortesi è vegliato dal suo ruvido angelo custode, il commissario Amedeo Bertossi, il cui mestiere non è inseguire fantasmi del passato, ma brutali assassini in carne e ossa. Killer contemporanei, che questa volta fanno fuori un professore – tedesco – che aveva scoperto qualcosa di sconcertante sulla vera identità di Alarico. Un’intuizione fondamentale, imbarazzante e molto pericolosa, che porta dritto anche alla precisa ubicazione della leggendaria sepoltura del condottiero.

Se Cosenza è tuttora alla ricerca del Tesoro di Alarico su quella che era la riva pagana del Busento, Carpeoro – che è cosentino di nascita – cita il conterraneo Vincenzo Astorino per suggerire che le spoglie del sovrano vanno cercate sulla sponda opposta del fiumicello, quella che all’epoca era cristiana, dove sorgeva l’antichissima chiesetta di San Pancrazio, oggi interrata dai detriti alluvionali. Secondo la leggenda – e la poesia di August von Platen, tradotta da Carducci –quel piccolo corso d’acqua avrebbe addirittura sommerso il Re dei Goti, inumato (come poi Attila) insieme al suo cavallo nel letto del torrente, deviato per l’occasione. 

A decrittare anche quei versi ottocenteschi – scomponendoli, in un gioco enigmistico – provvede, nel romanzo, la favolosa équipe di cui si avvale Cortesi: il professore torinese e il suo amico simbologo, l’anziano architetto milanese che tiene in casa un Caravaggio non censito, e poi il vero “aiutante magico”, Fra’ Tommasino, il decano dell’Abbazia di Chiaravalle, “coadiuvato” (in sogno) da Cecilia, la ragazza amata dall’immenso pittore Giorgione, sulla cui “Tempesta” la critica non ha finito di arrovellarsi.

Una trama agile e avvincente, piena di colpi di scena giocati tra Milano e la Calabria, riesce a trasportare il lettore tra le brume meno esplorate degli ultimi decenni dell’Impero Romano, dato già per morto quando invece era ancora enorme l’impronta di un grande imperatore come Teodosio. E’ proprio nella guerra di successione che si inserisce l’apparente outsider “germanico” Alarico, che contende Galla Placidia al figlio del suo altrettanto apparente antagonista, il generale Stilicone, accanto al quale ha anche combattuto per difendere Roma. Alarico? Era sì il Re dei germanici Dervingi, ma anche un cittadino romano, promosso addirittura governatore dell’Illiria. E non era pagano: era cristiano. Di più: era ariano, devoto al vescovo Ulfila. 

Se poi il termine “ariano” ha assunto tutt’altro significato, lo si deve all’Uomo Nero, Hitler, che – in nome del mito della purezza razziale – spedì a Cosenza gli archeologi di Himmler e cercare, inutilmente, le spoglie (e il tesoro) del loro presunto campione germanico. Quello è il modo in cui la lettura distratta della storia può deviare dalla verità, coniando stereotipi e luoghi comuni che poi innescano dinamiche che finiscono sempre nello stesso modo, cioè con una strage di massa. 

Ne sa qualcosa il sinistro Rudolf von Sebottendorff , il vero fondatore del nazismo “etnico”, il cui spettro si presenta puntuale all’appuntamento coi lettori di Carpeoro – che non è uno storico, ma un simbologo: nella storia, cerca quello che gli storici non dicono, e forse non vedono. Per esempio: perché Alarico, conquistata Roma, porta con sé Galla Placidia? E perché, se voleva dirigersi in Africa, non è salpato da qualsiasi porto tirrenico, spingendosi invece fino a Reggio Calabria, cioè verso la rotta ionica del Medio Oriente? Aveva forse con sé qualcosa di prezioso, che – come poi i Templari – doveva essere “rimesso al suo posto”, cioè nel Tempio di Salomone a Gerusalemme, simbolo dell’unità pacifica di tutti i popoli della Terra?  

“Il Re Cristiano” (l’acronimo è R+C, Rosacroce) è un romanzo per chi ama le domande, più che le risposte. E’ il sequel della storia che lo precede, “Labirinti”, e in fondo disegna un altro dedalo: come Teseo ha bisogno dell’amore di Arianna per uscire vivo dal labirinto del Minotauro, il valoroso Alarico deve avere al suo fianco Galla Placidia. Non riuscirà a portare a termine la missione, morendo ancora giovane senza poter instaurare il suo “regno di giustizia” a Roma? Ma la storia non finisce lì, avverte Carpeoro.  

Vi siete mai chiesti chi fosse, davvero, Galla Placidia? Perché era così ambita, importante, decisiva? Vi siete mai domandati perché si fece erigere lo spettacolare mausoleo funebre a Ravenna, poi scegliere di essere sepolta altrove? Cosa nasconde, allora, il Mausoleo di Galla Placidia? E perché proprio lì, a due passi – come fosse un “guardiano della soglia” – volle farsi seppellire Dante Alighieri, amico dei Càtari e dei Templari, nonché capo della confraternita iniziatica dei Fidelis in Amore? Sono solo domande, non risposte. Ma quelle, del resto, spesso mancano anche agli storici. E appunto, a proposito di Goti: qualcuno s’è mai chiesto perché si chiamino “gotiche” le meravigliose cattedrali che ornano le capitali europee, erette mille anni dopo Alarico? E dunque: cosa salterebbe fuori, magari proprio a Cosenza, se qualcuno prima o poi si decidesse a gettare la rete “dall’altra parte”? 

(Il libro: Giovanni Francesco Carpeoro, “Il Re Cristiano”, Melchisedek, 272 pagine, 22 euro). 

Fonte: http://www.libreidee.org/

Il controllo dell’Arcano Stato

Gli oscuri segreti della sala udienze del Papa -rappresenta un rettiliano gigante- 

 di Joe Martino 17 Novembre 2017 dal Sito Web Collective-Evolution traduzione di Nicoletta Marino Versión original en ingles  Versione in spagnolo

  

Quando mi sono reso conto per la prima volta della vera grandezza di quanto rivela il disegno della Sala delle Udienze del Papa ne sono rimasto sconvolto. Nonostante i miei dieci anni di ricerca sulla élite.

L’occultismo, gli Illuminati, la Coscienza e altro, tutto questo ha preso il sopravvento come se fosse qualcosa che DOVEVO scoprire.

Avete sentito parlare della Sala delle Udienze del Papa…?

Conosciuta anche come Auditorio Paolo VI o Salone delle Udienze Pontificie, si trova in parte nella Città del Vaticano e in parte in Roma.

Dedicata in onore del Papa Paolo VI e costruita nel 1971 dall’architetto italiano Pier Luigi Nervi, ha la capacità di contenere 6.300 persone e vi si trova una statua di bronzo chiamata La Resurrezione, disegnata da Pericle Fazzini.

Fino ad ora sembra tutto semplice, immergiamoci però adesso in quello che rende così strano questo edificio. Cominceremo da quello che è meno strano e che diventa mana mano che procediamo sempre più strano.

Metodo di costruzione e disegno

L’edificio è stato costruito in cemento armato dal famoso architetto Pier Luigi Nervi.

Nervi è conosciuto per i suoi disegni semplici ma pratici che sono forti e fatti per durare.

La semplice curvatura dell’edificio può sembrare senza pretese vista dall’esterno, ma questa è la prima parte che inizieremo a esplorare e vi prometto che quando arriveremo alla fine capirete con chiarezza Dove voglio arrivare.

Date un’occhiata all’immagine ed appare la sua forma uguale a quella di un serpente visto lateralmente.  

Considerate la forma generale:

Larga nella parte posteriore, la parte frontale stretta e arrotondata, occhi in mezzo, fosse nasali nelle parti laterali e la parte superiore curva.

Finestre

Come già potete iniziare a vedere nell’immagine superiore, ci sono due finestre per ogni lato dell’edificio che sembrano occhi.

Sono fatti di vetri colorati e sono proprio nella metà longitudinale dell’edificio su ogni lato. Al centro della forma dell’occhio, uno inizia a vedere una fenditura che potrebbe sembrare un occhio del rettile.

Se non siete ancora convinti, continuate a leggere.

 

Forse guardare una sola finestra non rende la cosa più chiara, e allora diamo un’occhiata alle due finestre.

Allora iniziamo a vedere le cose che qui prendono forma

Due occhi da rettileche guardano mentre osserva lo scenario.

Scaglie e zanne 

Date un’occhiata all’immagine in alto: cosa notate al centro?

Lì si trova quella che sembra essere una statua nel mezzo e poi a ogni lato due denti affilati e appuntiti. Il tetto e i lati dell’edificio assomigliano anche a squame.

Vedete due immagini di più per darvi un’idea delle squame.

Adesso uniamo il tutto un po’ di più affinché si possa vedere quello che vogliamo.

Fate molta attenzione all’immagine in basso, a tutto il progetto della costruzione e allo scenario e aggiungete l’immagine di un serpente. 

Gli occhi, la forma, le squame, i denti, l’apparenza e la sensazione del rettile… è tutto lì.

La statua della Resurrezione

In mezzo al palco si trova una statua di Cristo che risorge da un’apocalisse atomica. E’ stata disegnata da PericleFazzinie posata nel 1977.

Date un’occhiata qui in basso.

Notate qualcosa sulla testa di Gesù?

Di fronte

 Lato destro  

 Lato sinistro 

Vederlo di fronte è difficile, ma quando si guarda la statua dai due lati, Dove i patrocinanti si siedono, diventa sorprendentemente chiaro da tutti e due i lati che la testa di Gesù deve apparire la testa di un serpente.

Pensate per un momento a questo:

Se solo un lato della statua dava l’impressione di una testa di serpente, avremmo potuto pensare ad una coincidenza, ma quando si vede da tutti gli angoli e tutto l’edificio assomiglia a un serpente, diventa più difficile da ignorare.

Dobbiamo iniziare a renderci conto che tutto questo è stato progettato e disegnato a proposito per farlo apparire così. Il pensiero e la pianificazione utilizzate in tutto questo deve essere stato molto grande.

La realtà è che c’è una ovvia ragione per questa immagine. 

La grande domanda 

Vi state domandando di quale ragione si tratta:

Perché questo edificio è stato costruito in modo che il Papa sembra stia parlando dalla bocca di un rettile?

Se non ve lo state chiedendo, avete la vista corta. 

L’evidenza c’è, siete voi che non volete vederla. Ci sono sette parti separate che comprendono il simbolo del serpente o rettile. Se fosse un solo o due soli parti, capirei lo scetticismo, arrivo anche fino a tre. 

Pero quando i pezzi si uniscono così bene e perfettamente, saparai sopra ogni dubbio che è stato intenzionale. 

Capisco che ciò che dico può sembrare difficile da accettare, ma tutte le verità difficili passano per due fasi: risate e scherzi, accettazione parziale e finalmente appaiono evidenti al popolo.

Credo che ci stiamo avvicinando alla terza tappa quando si trata di compendere chi realmente ci maneggia ed ha influenza sul nostro mondo, che è la ragione per la quale questo simbolismo del serpente si trova qui. 

La ricerca dimostra che c’è uno Stato Arcano che governa la maggior parte del nostro mondo: 

un gruppo di persone che non sono statunitensi, europei, russi o canadesi etc., che hanno un’identità che va oltre quella nazionale e che controllano il mondo intero.

Per molto tempo è stato detto che lì c’è una influenza extraterrestre. Non di tutte le razze di extraterrestri, ma di una in particolare i rettiliani. 

Non tutti i rettiliani sono disertori del cuore, ma un gruppo, come qualsiasi gruppo umano che ha lavorato per avere influenza su questo pianeta. Credo che questo sembri dire che sto fuori di testa, ma io lo penso realmente. 

C’è più evidenza della realtà degli extraterrestri di quanto si possa immaginare. Ci sono molte evidenze sul fatto che uno Stato Arcano controlla le cose. 

E’ possibile che queste due realtà siano vincolate? 

Ancora una volta non sto dicendo che tutti gli extraterrestri o i rettiliani siano “cattivi” ma che forse alcuni lo sono, e questi ultimi stanno lavorando con i nostri governi.

Anche i nostri funzionari di Governo hanno detto che sono molto coscienti degli extraterrestri solo che non lo hanno detto in pubblico.

Secondo quanto rivelato dall’ex ministro della Difesa del Canada Paul Hellyer:

“Hanno deciso quindi di fare una ricerca e ricercarono per tre anni e decisero che con assoluta certezza quattro diverse tipologie, almeno quattro, hanno visitato questo pianeta da migliaia di anni”.

La conoscenza che i Governi hanno sugli extraterrestri è immensa, e lo hanno rivelato molte volte basandosi su molta documentazione. 

Potete guardare il film Unacknowledged su Netflix per avere più informazione al riguardo. 

L’influenza dei rettili sullo Stato Oscuro non è nuova e si può trovare in molte tradizioni e culture. Ma è stata resa popolare dal lavoro di David Icke, che comprensibilmente è stato molto deriso per questo. 

Nonostante ciò milioni lo seguono e credono nel suo lavoro. 

Vi raccomando di leggere “Il Segreto più Grande” che avvicina di più a questa teoria. 

Perché si usa questo simbolismo 

In una intervista è stato riportato che le Elites/Illuminati credono che debbano trasmettere le loro intenzioni all’umanità, in breve, per ottenere il nostro consenso per diffonderle.

Questo avviene nella forma di rituali durante gli eventi sportivi di massa e i simbolismi che si trovano nelle società e nelle industrie famose come il cinema e la musica. 

Quando iniziate a prendere in considerazione quello che la Sala delle Udienze del Papa vuol dire realmente, è evidente che sta parlando dalla bocca del serpente. 

Il Papa si mette difronte alla bocca e pronuncia le parole della Elite a tutti coloro che ascoltano. L’élite sta dicendo all’umanità, attraverso il simbolismo, che questo è quanto sta accadendo. 

Molti ricercatori hanno detto e proposto che il cristianesimo, tra tante altre religioni, è utilizzato per controllare le masse. 

Sebbene le storie delle religioni possono contenere qualcosa di vero e trasmettere messaggi utili, il loro intento in genere è quello di portare le persone ad avere una relazione con uno spirito che toglie loro potere. 

La colpa, il giudizio e l’ira che esistono nelle religioni sono disegnate per controllarci, per toglierci il nostro potere. 

Dobbiamo anche renderci conto che queste religioni sono impure e abbiamo avuto la vista corta per moltissimo tempo.

Guardate, per esempio, quello che è successo con la copertura degli scandali sull’abuso di minori in Vaticano. 

Insomma, non vi sto chiedendo che crediate a tutto quello che si dice qui, ma nemmeno che ne ridiate. Ci sono quì dei fatti su cui potete fare ricerche, ma dovete spingervi oltre una ricerca. 

Ovvio che sta succedendo qualcosa di molto intenzionale e non si spendono milioni per disegnare e costruire un serpente molto evidente negli edifici del Vaticano senza avere un motivo. 

Fate una ricerca sul tema,

  • I rettiliani 
  • I lignaggi dell’Elite 
  • Cosa significa un simbolismo come questo

Guardate come sentite tutto questo. 

Permettete alla vostra mente di essere aperta per collegare i punti invece di rimanere chiusa e disdegnosa su qualcosa che non rientra “nella vita quotidiana”… 

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

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Il più grande e prezioso negozio del mondo delle opere d’arte

Quanta ricchezza controlla il Vaticano? 

Di Isaac Davis
03 agosto 2017
Dal sito WakingTimes

Una delle 7 monarchie assolute restanti del mondo, è la Città del Vaticano nel cuore di Roma, Italia, è una città particolare all’interno di un’altra città e uno dei luoghi più ricchi della terra.

Se non sei mai stato al Vaticano, che è in realtà una nazione sovrana, di certo non avrai mai visto la sua incredibile ricchezza di proprietà della Chiesa cattolica, ma quanto vale veramente il Vaticano?

La famiglia Rothschild si crede detenga cinque volte più ricchezze degli 8 miliardari privati ​​del mondo, ma quando si tratta del Vaticano, è molto più difficile valutare la sua ricchezza complessiva.

In realtà, è praticamente impossibile individuare la ricchezza del Vaticano, in quanto la somma totale dipende notevolmente da come si aggiunge il patrimonio e le affiliazioni con le chiese di tutto il mondo, così vale anche su chi se lo chiede.

Ad esempio, un’indagine del 1987 sulle finanze del Vaticano da parte della rivista Forbes, afferma che il Vaticano era quasi in banca rotta, ha speso annualmente quasi del doppio delle sue entrate.

“In tutto il suo splendore, il Vaticano era quasi fallito.

L’anno scorso la Santa Sede, il centro amministrativo della Chiesa e la capitale spirituale dei suoi membri, ha assorbito $ 57,3 milioni da fonti diverse,

  • Tasse per le cerimonie
  • Reddito da pubblicazioni
  • Annunci giornalieri
  • Vendita di videocassette
  • Sorprendentemente un investimento “modesto”

… guadagni di $ 18 milioni.

Con gli investimenti di circa 500 milioni di dollari, il Vaticano comanda meno risorse finanziarie di molte università americane”.

fonte

Questo è difficile da comprendere quando si considera la pura estravaganza materiale che si svolge all’interno delle proprietà che contiene e delle migliaia di inestimabili opere d’arte e d’oro.

Il Vaticano è composto da due grandi entità:

  • Città del Vaticano
  • La Santa Sede

Secondo quanto stimato da Forbes, la ricchezza del Vaticano è nominale, solo nelle centinaia di milioni quando si fa factoring negli investimenti dell’entità e nei vari fondi.

“Il Vaticano comprende due amministrazioni separate, la Città-Stato e la Santa Sede.

Lo Stato della Città del Vaticano, è un’enclave di 108,7 acri all’interno della città di Roma – l’ultimo resto degli Stati Papali un tempo potenti – e fiorenti finanziariamente.

Il suo governo fornisce servizi comunali per la più piccola nazione sovrana del mondo.

La Città-Stato mantiene anche il Museo Vaticano e gestisce una forza di sicurezza di 200 uomini, con un plotone di guardie svizzere provviste di lance.”

fonte

La Santa Sede è,

Un’entità sovrana indipendente, che tiene l’enclave della Città del Vaticano a Roma come territorio sovrano, mantiene rapporti diplomatici con altri Stati”.

Impiegando diverse migliaia di operai che hanno il compito di mantenere e garantire i locali e i membri del clero, la Santa Sede serve come punto centrale per la Chiesa cattolica in tutto il mondo.

Mentre i costi del lavoro sono alti, il Vaticano sostiene che i suoi membri più alti lavorano ancora per le “noccioline”.

“Comunque, la sfrontatezza superiore del Vaticano dice di lavorare solo per le noccioline.

Alcuni cardinali fanno un minimo di 20.000 dollari all’anno e 30 gesuiti nei posti più alti di Radio Vaticana accettano volontariamente gli stessi stipendi dei padroni di casa, circa 11.000 dollari.

I cardinali hanno ricchi vantaggi, compresi appartamenti sontuosi a prezzi imbattibili.”

fonte

Proseguendo velocemente fino al 2015, in una un’analisi della CNN Money della Banca Vaticana suggerisce che la stessa detiene circa 8 miliardi di dollari più beni, che includono un numero di risparmi personali di molti dipendenti del Vaticano.

“I conti della Banca Vaticana dovrebbero essere detenuti solo dai residenti del personale della Città del Vaticano e della Chiesa.

Ma secondo Gerald Posner, uno studioso della banca del Vaticano e l’autore di “Banchieri di Dio”, questi conti sono stati spesso assegnati a potenti funzionari italiani che cercano di raccogliere denaro senza pagare le tasse”.

fonte

Guardare la ricchezza del Vaticano sulla carta è anche abbastanza fuorviante.

Il Time Magazine Ha eseguito questa valutazione della ricchezza del Vaticano nel 1965, offrendo una stima della ricchezza totale, che a quel tempo ha raggiunto decine di miliardi di dollari.

“Le migliori indagini dei banchieri riguardo alla ricchezza del Vaticano sono quelle di aver messo dai 10 miliardi ai 15 miliardi di dollari.

Di questa ricchezza, i titoli italiani sono di soli 1,6 miliardi di dollari, il 15% del valore delle azioni quotate sul mercato italiano. Il Vaticano ha grandi investimenti in banche, assicurazioni, prodotti chimici, acciaio, costruzione, immobiliare.

I dividendi contribuiscono a pagare le spese del Vaticano e le associazioni di beneficenza come portare aiuto a 1.500.000 bambini e fornire una certa quantità di cibo e abbigliamento a 7.000.000 di bisognosi italiani.

A differenza degli azionisti ordinari, il Vaticano non paga imposte su questi redditi, L’espresso di Roma, la settimana scorsa lo ha chiamato “La più grande evasione fiscale italiana”.

fonte

In altre parole, le stime di questo luogo e la relazione contemporanea su questo argomento è piuttosto sottile.

Un’altra dimensione di tutto questo è il valore puro di tutte le inestimabili opere d’arte ospitate nella Città del Vaticano. La stima del valore di tutto questo in termini di dollari è impossibile da valutare, ma guardando una sola opera d’arte ben nota, la Cappella Sistina, ci si rende conto di quanto sia difficile valutare tutto questo.

Le stime vanno da 400 miliardi di dollari fino a 2 trilioni di dollari solo per questo capolavoro.

Per quanto riguarda i valori immobiliari delle proprietà detenute dal Vaticano, una stima del 2004 ha affermato che il numero era poco meno di un miliardo di dollari.

“Secondo l’AP di Nicole Winfield, il settore immobiliare della Santa Sede nel 2004 aveva un valore di circa 900 milioni di dollari – prima del botto immobiliare.

Ciò non comprende la Basilica di San Pietro e la Cappella Sistina, ma anche se entrambi i siti sacri si aggiungesse in un altro miliardo, non ci si avvicinerebbe a coprirlo”.

fonte

Insomma, nessuno sa veramente chi controlla la ricchezza della Chiesa cattolica, il segreto dell’organizzazione e l’ombra dei fatti che la circondano relativi alla  sua ricchezza, gli investigatori continuano a condurre una selvaggia ricerca.

Il flusso di cassa del Vaticano è nelle centinaia di milioni all’anno, le cui partecipazioni della banca vaticana sono forse di circa 15 miliardi di dollari, le proprietà detenute dal Vaticano possono valere più di un miliardo di dollari, considerando anche che la chiesa possiede il più grande e prezioso negozio del mondo delle opere d’arte…

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Il reddito universale per una Classe inutile

Nel futuro, Mondi virtuali potrebbero prendere il posto della religione e altri sistemi importanti costruiti per la società man mano che gli eseri umani diventano meno utili.  Fotografia: Jeff J Mitchell / Getty Images

La Classe inutile Il significato della vita senza lavoro e un reddito di base universale

L’autore Yuval Noah Harari, è un ateo che crede di poter indovinare il futuro.  Questo articolo potrebbe farvi salire la pressione, ma bisogna che lo leggiate. Harari parla anche della élite mondiale dando immagini avveniristiche. Fonte

La maggior parte dei posti di lavoro che esistono oggi, potrebbero sparire ed è una questione di decadi.

Man mano che l’intelligenza artificiale supera gli esseri umani in sempre più compiti, li rimpiazzerà in moltissimi posti di lavoro. E’ probabile che appaiano molte nuovi professioni: disegnatori di mondi virtuali per esempio.

Questa tipologia di professioni però, richiederanno più creatività e flessibilità e non è chiaro se i tassisti o gli assicuratori di 40 anni e senza impiego saranno capaci di reinventare se stessi come disegnatori di mondi virtuali (cercate di immaginare un mondo virtuale creato da un assicuratore!).

E anche se l’assicuratore in un modo o nell’altro compie questa transizione e diventa un disegnatore di mondi virtuali, il ritmo del progresso è tale che entro dieci anni potrebbe essere che debba reinventarsi una volta di più.

Il problema fondamentale non è creare nuovi posti di lavoro. Il problema fondamentale è creare nuovi posti di lavoro che gli esseri umani possano svolgere meglio degli algoritmi.

Stando così le cose, nel 2050 potremmo trovarci con una nuova classe di persone:

la classe inutile…

Persone non sono solo senza lavoro, ma che non si possono impiegare

La tecnologia stessa che rende inutili gli esseri umani, può fare in modo di alimentare e mantenere la massa che non è possibile impiegare per mezzo di un qualche schema di reddito di base universale.

Il vero problema sarà allora mantenere occupate e soddisfatte le masse. Le persone devono partecipare ad attività utili o diventano pazzi.

Allora, cosa farà la classe inutile tutto il giorno?

Nell’anno 2050 Nascerà una nuova classe di perone la classe inutile. Le persone saranno disoccupate, ma anche non impiegabili.

 Una risposta potrebbe essere giochi al computer….

Le persone economicamente in esubero, potrebbero passare sempre più tempo in mondi dalla realtà virtuale 3D che daranno loro molto più entusiasmo e impegno emotivo del “mondo reale”.

Infatti, questa è una soluzione molto antica…

Per migliaia di anni, migliaia di persone hanno trovato un significato giocando con giochi di relatà virtuale. In passato abbiamo chiamato questi giochi di realtà virtuale “religioni“.

Cosa è una religione? E’ un gran gioco di realtà virtuale giocato insieme da milioni di persone.

Le religioni come l’Islam e il cristianesimo inventano leggi immaginarie del tipo:

  • “Non magiare carne di maiale”
  •  “Ripetere le stesse preghiere un determinato numero di volte al giorno.
  •  “Non avere relazioni sessuali con qualcuno del tuo stesso sesso”

…e così via.

Queste leggi esistono solo nell’immaginario umano. Nessuna legge naturale richiede la ripetizione di formule magiche e proibisce l’omosessualità o il mangiare carne di maiale.

I Musulmani e i Cristiani vivono cercando di “guadagnare punti” al loro gioco favorito di realtà virtuale. Se preghi tutti i giorni otterrai dei punti. Se ti dimentichi di pregare perderai dei punti.

Se alla fine della tua vita hai guadagnato punti sufficienti allora dopo la morte passerai al livello seguente del gioco (conosciuto anche come “il cielo”).

La religione:  un gioco della vita reale in cui si prega  per accumulare punti virtuali.  Fotografia: Kevin Frayer / Getty Images

Come lo mostrano, le religioni, la realtà virtuale non deve essere incasellata in una casella isolata. Invece può essere sovrapposta alla realtà fisica.

In passato, questo si faceva con l’immaginazione umana e con i libri sacri, e nel secolo 21 si può fare con gli smartphones.

Poco tempo fa sono stato con mio nipote di sei anni, Matan, a caccia di Pokemon.

Mentre camminava per la strada, Matan si fermò a guardare il suo smartphone, il che gli permise di trovare dei Pokemon attorno a noi. Io non ho visto nessun Pokemon perché non avevo uno smartphone.

Allora abbiamo visto altri due bambini per la strada che stavano andando a caccia dello stesso Pokemon e quasi litigavamo con loro.

Mi richiamò alla mente la similitudine di quella situazione con il conflitto tra “Ebrei” e “Musulmani” della “città santa” di Gerusalemme.

Se osserviamo la realtà oggettiva di Gerusalemme, tutto ciò che vediamo sono pietre ed edifici. Non c’è “santità” in nessun posto.

Però quando si guarda attraverso i ‘libri intelligenti’ (come la Bibbia e il Corano), si vedono luoghi santi e angeli dappertutto.

Voi guadagnate punti con nuove automobile e vacanze all’estero. Se avete più punti degli altri, avete vinto al gioco

L’idea di trovare il senso della vita per mezzo di giochi di realtà virtuale è, quindi, comune non solo alle religioni ma anche alle ideologie secolari e agli stili di vita.

Il consumismo anche è un gioco di realtà virtuale. Voi acquistate punti comprando nuove macchine, comprando marche care e facendo vacanze all’estero e se avete più punti degli altri vi dite che avete vinto il gioco

Potreste obiettare che le persone godono realmente delle loro macchine e delle loro vacanze.

Ma anche i religiosi godono nel pregare e celebrare cerimonie e mio nipote gode nella caccia ai Pokemon. Alla fine l’azione vera si realizza sempre “all’interno del cervello umano”.

Cosa importa se i neuroni sono stimolati mediante osservazione di pixel su uno schermo di computer, fuori della finestra di un centro turistico ai Caraibi o guardando il cielo attraverso la nostra mente?

In ogni caso, il significato che attribuiamo a quello che vediamo è generato dalla nostra mente. In realtà non sta “lì fuori”. Per la nostra conoscenza scientifica, la vita umana non ha nessun significato.

Il senso della vita è sempre una storia creata da noi esseri umani.

Nel suo primo saggio, Gioco Profondo – Note Sulla Guerra Dei Galli dei Balinesi (Deep Play – Notes on the Balinese Cockfight – 1973), l’antropologo Clifford Geertz descrive come nell’isola di Bali, la gente passa molto tempo e spende denaro scommettendo sulle guerre tra i galli.

Le scommesse e le guerre racchiudono elaborati rituali, e i risultati hanno un impatto sostanziale sulla situazione nazionale, economica e politica dei giocatori e degli spettatori

Le guerre dei galli erano così importanti per gli abitanti di Bali che quando il governo dell’Indonesia dichiarò illegale quella pratica, le persone ignorarono la legge e correvano il rischio di essere arrestati e multati. Per gli abitanti di Bali, le guerre dei galli erano “un gioco profondo” – un gioco inventato dove mettono tanto significato da trasformarle in una realtà.

Un antropologo di Bali indubbiamente avrebbe potuto scrivere saggi simili sul “calcio in Argentina” o “sull’Ebraismo in Israele.”

Infatti, una parte molto interessante della società israeliana fornisce un laboratorio unico per la forma di vivere una vita felice in un mondo post lavoro. In Israele una percentuale significativa di uomini ebrei ultra ortodossi non lavora mai.

Trascorrono la loro vita studiando le sacre scritture e compiendo rituali religiosi. Essi e le loro famiglie non muoiono di fame in parte perché le donne a volte lavorano e in parte perché il governo fornisce loro dei sussidi generosi.

Nonostante il fatto che normalmente vivono in povertà, l’appoggio del governo significa che non mancano loro le cose basilari necessarie nella vita.

Questo è il reddito di base universale messo in pratica

Nonostante siano poveri e non lavorino mai, da diverse ricerche effettuate, risulta che questi uomini ultra ortodossi ebrei dichiarano di essere molto soddisfatti della vita se paragonati ad altri settori della società israeliana.

Giochi a cui gioca la gente: uomini afgani che guardano un combattimento di galli a Kabul. Fotografia: Johannes Eisele / AFP / Getty Images

Non è necessario andare fino in Israele per vedere il mondo del dopo lavoro..

Se in casa avete un figlio adolescente a cui piacciono i giochi sul computer, potete fare un esperimento da soli: dategli un sussidio minimo di Coca-Cola e pizza, e poi ritirate tutte le domande di lavoro e ogni controllo parentale.

Il risultato più probabile è che rimarrà nella sua stanza per giorni incollato allo schermo. Non farà nessun compito o lavori domestici, salterà i pasti compresa la doccia e il sonno.

E’ poco probabile che si annoi o che provi una sensazione di mancanza di obiettivi. Almeno a corto raggio…

Quindi “la realtà virtuale” è probabile che sia la chiave per dare significato alla classe inutile del mondo post lavorativo.

  • Forse queste realtà virtuali saranno generate nei computer.
  • Forse saranno originate fuori dei computer sotto forma di nuove religioni e ideologie.
  • Forse sarà una combinazione delle due.

Le possibilità sono infinite e nessuno sa di certo a quali giochi profondi parteciperemo nel 2050

In ogni caso, la fine del lavoro non significa necessariamente la fine di significato perché quest’ultimo è generato immaginando al posto del lavoro. Il lavoro è essenziale per dare significato solo per alcune ideologie e stili di vita.

Gli scudieri inglesi del XVIII secolo, gli Ebrei ultra ortodossi di oggi e i bambini di tutte le epoche hanno trovato una grande quantità di interesse e significate nella vita compreso il lavoro.

Nel 2050 la gente probabilmente sarà capace di giocare con giochi più profondi e costruire mondi virtuali più complessi di qualsiasi altro tempo della storia.

Però,

  • Cosa c’è oltre la verità?
  • Che succede con la realtà?
  • Vogliamo vivere realmente in un mondo in cui milioni di persone sono immerse in fantasie, che cercano obiettivi illusorii e che obbediscono a leggi immaginarie?

Ci piaccia o no, questo è il mondo abbiamo vissuto per migliaia di anni…

di Yuval Noah Harari 08 maggio 2017 dal Sito Web TheGuardian traduzione di NicolettaMarino  Versioneoriginale in inglese Versionein spagnolo

Yuval Noah Harari tiene conferenze presso L’Università Ebrea di Gerusalemme ed è l’autore di ‘Sapiens: Una breve storia dell’umanità’ E ‘Homo Deus: Una breve storia del Domani’

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Trascendenza o Atrofizzazione della Mente Umana?

 

Psicologia della razza umana

Il Filmato sotto esposto (qui trascritto nda) spiega come funziona la mente Umana e come è possibile Manipolarla per raggiungere un determinato obbiettivo, influenzando le masse o per meglio dire il Gregge Umano di questo Pianeta!

Forse è per questo motivo che la serie Visitors è stata interrotta…era troppo evidente che metteva alla luce ciò che opera nell’ombra e quindi potenzialmente poteva risvegliare le Coscienze pronte ad essere svegliate e quindi liberate dalla Manipolazione Mondiale che stanno applicando!In un momento di profonda crisi, chi vorrebbe un Salvatore? 

Nelle giuste condizioni e con un po di tempo, la gratitudine diventa Adorazione o peggio Devozione. Il nostro senso di smarrimento di fronte alle “Catastrofi”, e la smarrita capacità di comprendere il mondo ci rendono pedine manipolabili da chi usa queste tragedie come opportunità.

PROBLEMA – REAZIONE – SOLUZIONE

Ogni aiuto che riceviamo, genera due aspetti fondamentali, Devozione appunto e, l’altro aspetto è la Ricattabilità. L’opposizione rafforza la maggioranza.

La Tecnologia come nuova religione

Ma che cos’è la Tecnologia? In greco “tekhnologhia” significa: Trattato, grammatica di una lingua. Ad esempio, le Api per comunicare hanno sviluppato una tecnologia interna, capace di leggere le frequenze e le vibrazioni, senza far uso di qualche linguaggio. Ma tutte le scoperte e i mille modi “Fisici” di comunicare, dal Pc, al Cellulare, non fanno altro che atrofizzare queste nostre possibilità.

L’uomo vuole trascendere, Vuole andare sempre oltre, ed è una dote Sacra che ci ha portato lontano, ma stiamo atrofizzando l’empatia a vantaggio di una tecnologia estrema a noi e da cui siamo dipendenti.

La Dipendenza porta a due aspetti. La Dipendenza porta alla paura del distacco, e la paura porta alla manipolazione. La paura, la disperazione, l’odio, sono emozioni di bassa frequenza, le sensazioni che hanno picchi emozionali più tenui, insieme alla consapevolezza portano all’azione consapevole.

Chi conosce le nostre emozioni, è di conseguenza le nostre reazioni, può controllarci e manipolarci semplicemente toccando i nostri punti deboli, giocando con le nostre Reazioni Prevedibili, che mancano di consapevolezza.

La Paura è l’arma che tutti noi usiamo per raggiungere certi scopi (pensate all’uomo nero che viene raccontato ai bambini per non fargli fare certe cose, o all’inferno per chi va in chiesa) e sa bene come usare queste Paure per poterci Controllare.

La mente è un grande mezzo ma se non la conosciamo bene diventa una prigione, cominciamo quindi a studiare noi stessi, la nostra psicologia, rafforziamo la “VISTA” del nostro Osservatore interno, siamo prima di tutto Esseri Spirituali, non siamo macchine.

Agiamo il più possibile con Amore Incondizionato. Diamo al Cuore il timone della Mente. E manteniamo la Fede in questo principio Universale. Ma non facciamoci Illudere da Falsi Profeti, da false Correnti Spirituali che promettono la Pace e la Gioia, escludendo la Sofferenza e la fatica

NEW AGE

Questo è il tempo in cui l’Odio verrà mascherato da Amore, parlerà come un DIO sapiente e saggio, e sarà la MENTE il suo vero obiettivo. Addestriamo il Cuore, l’Empatia e la nostra FEDE nell’Universo.

Trascrizione Video a cura di Nin.Gish.Zid.Da

La divinità etrusca Vatika.

Città del Vaticano Image credit: History Cooperative

La Dea Etrusca “Vatika dell’Oltretomba”
– Qual’è il collegamento? –

di Ellen Lloyd
25 Aprile 2017
dal Sito Web AncientPages
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo

Ellen Lloyd – è la proprietaria di AncientPages.com e l’autore che ha speso decadi per la ricerca sugli antichi misteri, miti, leggende e testi sacri, ma è anche molto interessata all’astronomia, astrobiologia e scienza in genere.

Il Vaticano è il simbolo della Cristianità.

Oggi siamo così abituati al nome che è arduo pensare come ha preso il nome di Vaticano. La verità è che il nome non è né latino né greco e non esiste traccia nemmeno nella Bibbia.

Il nome che associamo alla Chiesa è intimamente legato alla divinità etrusca Vatika.

Come Andiamo a scoprire, il nome “Vaticano” è antecedente alla Cristianità ed è avvolto dal mistero.

Mappa di Città del Vaticano In evidenza importanti edifici e i Giardini vaticani. Immagine: Wikipedia

Dentro lo Stato della Città del Vaticano

Lo Stato della Città del Vaticano fu fondato l’11 febbraio 1929.

Situato in Roma, Italia, è il più piccolo paese indipendente del mondo per popolazione e per area. La città ha una popolazione di circa 840 persone e si trova in un’area di circa 108 acri (44 ettari).

Il Vaticano è un simbolo della fede romana cattolica e il suo potere e la sua influenza sul popolo religioso è innegabile e l’autorità della Santa Sede si estende ai Cattolici in tutto il mondo.

Il Palazzo del Vaticano, a nord della Basilica di San Pietro è la residenza del Papa all’interno delle mura della città.

Il Vaticano è famoso per i suoi bei palazzi come la Cappella Sistina, la Piazza di San Pietro e la Basilica di San Pietro. I Musei Vaticani sono pieni di capolavori di pittura, scultura e altri pezzi d’arte raccolti dai Papi nei secoli.

La Libreria Vaticana si trova nel Palazzo del Vaticano

Cappella Sistina. da Wikimedia Commons

La Libreria Vaticana fu fondata nel 1451 d.C. e contiene più di 80.000 manoscritti, stampe, lamine e incunaboli (libri stampati prima del 1500 d.C.) scritti nel tempo da persone di diverse fedi di tutto il mondo.

Per rendere agibile al pubblico l’antico materiale, alcuni anni fa, la Libreria Apostolica Vaticana a iniziato a digitalizzare i suoi preziosi antichi manoscritti religiosi e li ha messi online nel suo sito web.

Nel 2014, la Libreria Vaticana aveva on line 4.000 antichi manoscritti

Libreria vaticana
Immagine di Fabio Frustaci/Eidon/Zuma

Gli archivi segreti del Vaticano non sono così segreti come molti pensano.

Nel 1881, Papa Leone XIII premise agli studenti di visitare gli archivi privati per la prima volta e oggi è possibile chiedere l’accesso ai documenti, ma gli esterni devono sapere cosa vogliono consultare perché con 52.000 scaffali di archivio, i bibliotecari vietano la libera navigazione.

L’etrusca Dea Vatika del Mondo Sotterraneo

Il nome Vaticano è un vero mistero.

Non ha niente a che vedere con la Bibbia, la lingua greca o latina. Come molte altre tradizioni e usi cristiani, il nome che noi associamo alla Chiesa, ha origini pagane.

Più di 28 secoli fa, e prima della leggendaria Fondazione di Roma di Romolo e Remo, esisteva un popolo chiamato gli Etruschi.

Circa 3000 anni fa, i misteriosi Etruschi si stabilirono in una regione dell’Italia centrale conosciuta come Etruria, governarono la regione del Mediterraneo prima del sorgere di Roma.

Nel mondo etrusco, Le donne come i loro contemporanei della civiltà greca, godevano di molta libertà.

Stiamo ancora cercando di decifrare la difficile lingua degli Etruschi, negli anni però abbiamo imparato molto delle loro credenze e della vita quotidiana.

Infatti, molte delle conoscenze che possediamo sulla civiltà romana provengono dagli Etruschi.

Gli Etruschi non seppellivano i morti entro le mura delle loro città. Invece costruivano un grande cimitero su un pendio collinare fuori della loro antica città nell’area che poi divenne la città di Roma.

Purtroppo la maggior parte della letteratura e mitologia etrusca è andata persa, ma sappiamo che la guardiana di quella necropoli era l’etrusca dea Vatika (a volte pronunciata come Vatica).

Era la dea dell’Oltretomba ed era suo dovere sorvegliare su coloro che erano passati a miglior vita.Gli Etruschi credevano nella vita oltre la vita, ma quello che noi sappiamo sull’argomento deriva solo da delle immagini e dai manufatti scoperti nelle loro tombe. Sembra che le credenze degli Etruschi sulla vita oltre la vita siano molto simili a quelle degli antichi Egizi.

Trattare i resti del defunto per la sopravvivenza e il loro futuro viaggio nella nuova vita era molto importante.

Statuetta di bronzo del demone Vanth. Etruschi, 425-400 a.C. Trovata vicino al monte Vesuvio, Campania, Italia Immagine dalla Collezione Hamiton.

Vanth, un demone degli inferi etrusco e servo di Caronte (in greco Cheiron), signore dell’Oltretomba era spesso ritratto sulle urne che contenevano le ceneri dei corpi cremati.

Vanth era di solito ritratta con ali e aveva dei serpenti Pelosi attorcigliati attorno alle braccia.

Secondo la mitologia etrusca, Vanth accompagnava dal momento della morte fino all’entrata nell’Oltretomba.

Da dove proviene il nome Vaticano?

Vatika ha molti altri significati nell’antico etrusco

Il nome non era solo associato alla dea dell’Oltretomba. Vatika era anche un’uva dal sapore quasi amaro usata dal contadino per produrre vino di bassa qualità.

L’uva, come un’erba dallo stesso nome, cresceva sulle colline. Quando le persone la mangiavano, aveva esperienze allucinogene e la parola passò alla lingua latina come un sinonimo di “visione profetica”

La parola latina vaticinator significa “predizione, profezia” da vatis “poeta, insegnante, oracolo”

Fonti bibliche danno svariate spiegazioni sull’origine del nome Vaticano. Secondo l’Enciclopedia Cattolica, l’origine del nome Vaticanus non è certa, alcuni sostengono che derive da una città etrusca scomparsa che si chiamava Vaticum.

Comunque, secondo in curatore vaticano, la Collina Vaticana prende il nome dalla parola latina Vaticanus, un vaticiniis ferendis, riferendosi agli oracoli; oppure da Vaticinia, che anticamente erano stati emessi in quel luogo.

Possiamo così concludere dicendo che l’origine del nome Vaticano non è Chiara, ma molti ricercatori pensano che il nome derivasse dalla lingua etrusca

http://www.bibliotecapleyades.net/