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Vedere oltre i cieli geo-ingegnerizzati

 

Wow! Il Sistema Binario del Pianeta X / Nibiru colpirà la Terra nel 2018, Guarda al di là degli specchi e dalle lenti tecniche. Guarda i segni:

Spesso, gli umani preferiscono avere la risposta facile. La risposta soffice e bugiarda che non danneggerà la nostra illusa prospettiva sul mondo. Ma come molti stanno cominciando a capire, il mondo non è come sembra. La Terra sta cambiando. La natura è squilibrata. Il clima sta cambiando e il cambiamento e il ritmo dei grandi eventi si sono intensificati enormemente, così come la manipolazione meteorologica dell’umanità. I nostri cieli vengono spruzzati con prodotti chimici a base di metalli pesanti quasi quotidianamente, gli animali e gli alberi periscono, ma pochi, se non nessuno, nella società dominante se ne accorge,  cercano delle risposte e un motivo sulla verità. 

Ecco un punto di vista alternativo. Causa ed effetto. E’ Assurdo lo so! Qualcosa sta cambiando il nostro pianeta. La TV vuole che tu abbia programmato di credere che i mangiatori inutili, ebbene sì! Noi umani, stanno causando i cambiamenti drammatici visti in tutto il mondo. Certamente il genere umano ha trattato la terra come una propria lettiera personale da quasi due secoli, e la leadership della nostra specie mostra questo piano tutti i giorni. La società si sta rapidamente avvicinando alla data limite del consumismo alimentato dal debito. Non possiamo continuare a inquinare l’acqua, il suolo e l’aria senza ripercussioni nette sulla nostra salute e longevità. Le vite americane sono già in declino. La terra deve essere rispettata se la nostra specie deve sopravvivere su di essa. Ma questa è una logica semplice e ampiamente tabù nei circoli aziendali. 

Cambiare il clima: 

Emigrate While You Still Can! Learn More… 

I terremoti sono aumentati drasticamente dagli anni ’90, come mostra chiaramente la tabella qui sotto, 

 

Gli umani possono causare terremoti con tecnologia e fracking per l’estrazione del gas naturale, tuttavia, la tendenza al rialzo è abbastanza drammatica da suggerire che un fattore esterno sta causando l’impennata dei terremoti globali. Agenzie come USGS sono state prese di volta in volta per censurare le inferme dei terremoti, ridurre i terremoti, cambiare la sismicità e i terremoti sottovalutati in tutto il mondo. È una coincidenza o vogliono coprire l’aumento dell’attività globale dei terremoti?

https://www.nbcbayarea.com/news/local/USGS-M68-Earthquake-Alert-430017183.html  

http://www.thedailysheeple.com/scientific-fraud-why-is-the-usgs-failing-to-report-certain-earthquakes-on-the-west-coast_032016  

Proprio la scorsa settimana ci sono stati potenti terremoti di 7,6 fuori dall’Honduras, 6,0 in Myanmar e oggi, 7,1 in Perù.

Sembra quasi che qualcosa stia influenzando la terra causando un aumento della sismicità. Cosa potrebbe causare un aumento dell’attività dei terremoti in tutto il pianeta

vulcani: 

Anche i vulcani stanno esplodendo a un ritmo senza precedenti, emettendo CO2 e inquinanti che negli anni precedenti hanno effettuato le traiettorie di volo e le condizioni meteorologiche causando evacuazioni di massa come abbiamo visto di recente a Bali, in Indonesia. Il monte Agung sta ancora eruttando e quasi ogni giorno esplode un altro vulcano emettendo fuoco. Oggi, Le Filippine sono allertate dal monte Mayon in piena eruzione e Papua Nuova Guineana fuoriesce una nuova eruzione.

https://www.usnews.com/news/world/articles/2018-01-13/ash-eruption-from-philippines-volcano-triggers-evacuation 

http://www.bbc.com/news/world-asia-42680235  

https://www.express.co.uk/news/world/903787/Bali-volcano-update-Mount-Agung-eruption-latest-news  

Cosa potrebbe scatenare i vulcani in tutto il mondo e causare il picco nella recente attività vulcanica? 

La tendenza al rialzo delle eruzioni vulcaniche non è ampiamente discussa in quanto questo tipo di cambiamento climatico non è definito dagli Umani. Non vogliono che le persone colleghino tutti i punti. Nonostante la mancanza di grafici aggiornati provenienti da fonti tradizionali, le eruzioni continuano ad aumentare. Diavolo, è quasi come se qualcosa di esterno stia influenzando il pianeta. La domanda a cui nessuno vuole rispondere è, che cosa potrebbe essere quel fattore esterno? Quale tipo di firma energetica / magnetica potrebbe influenzare la terra abbastanza da far esplodere così tanti vulcani? La corrente principale può essere desensibilizzata per l’eruzione di vulcani, per i villaggi che sono stati evacuati, per le montagne del Polo Sud che esplodono sotto il ghiaccio, ma la gente deve chiedersi perché? Perché i vulcani stanno eruttando ora? Cosa li sta influenzando? 

Perché? Questa è una domanda che non chiedono. Ma la risposta può essere applicata anche altrove. 

Perché gli animali muoiono a un ritmo senza precedenti? 

Nelle ultime settimane del 2018 il danno morale delle creature marine e degli animali è stato profondo. Qualcosa sta accadendo alla Terra, all’ambiente e proprio sotto i nostri piedi, e … il mainstream corrotto non vuole parlartene. 

Migliaia di stelle marine si riversano a terra nel Regno Unito http://strangesounds.org/2018/01/thousands-of-starfish-wash-up-on-portobello-beach-in-edinburgh-and-gibraltar-point-skegness-in- meno-che-un-settimana-e-che-colpa-forte-winds.html  

I pipistrelli muoiono in Australia http://www.telegraph.co.uk/news/2018/01/09/hundreds-flying-foxes-die-australia-searing-heatwave/  

I delfini si spiaggiano a riva in Brasile https://news.nationalgeographic.com/2018/01/gray-dolphins-dead-brazil-mystery-illness-spd/  

http://www.end-times-prophecy.org/animal-deaths-birds-fish-end-times.html  

Questa è solo la punta dell’iceberg quando si parla della quantità di morti che si verificano in tutto il mondo. Le cose si stanno intensificando a livello globale, sempre più creature stanno soccombendo al clima alterato, le ondate di calore, gli incendi, i cicloni bomba e gli oceani disossigenati. Gli umani potrebbero essere responsabili di tutti questi decessi? O c’è un altro fattore esterno, finora sconosciuto che potrebbe influenzare il pianeta e i suoi abitanti? 

E se quel fattore esterno fosse nello spazio? Vedremo aumentati tempeste su altri pianeti? Noteremmo cambiamenti al sistema solare? La risposta è probabile sì, e i cambiamenti li stiamo notando. Solo di recente le fantastiche immagini provenienti da Giove di epici sistemi di tempeste che attraversano il pianeta. Quello che non è mai stato chiesto è qual è la causa delle tempeste? 

Non è solo Giove, Marte ha subito enormi tempeste di polvere e condizioni imprevedibili per diversi anni. È come se qualcosa stesse influenzando anche il clima. 

Il mistero della Massiva polvere su Marte

http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-4333218/The-mystery-massive-dust-storms-Mars-deepens.html 

Inoltre, perché quest’anno stanno chiamando epiche tempeste di polvere su Marte. Perché?

https://www.newscientist.com/article/mg23631565-000-mars-overdue-a-planetwide-dust-storm-that-could-harm-the-rovers/ 

Le tempeste giganti causano palpitazioni nel battito cardiaco di Saturno 

https://www.sciencedaily.com/releases/2017/12/171213120050.htm

Ricordate quell’enorme tempesta esagonale su Saturno l’anno scorso? 

Supponi che sia stato causato dal nulla o che un fattore esterno possa aver influenzato il clima di Saturno? 

Quindi, qualcosa sembra influenzare il clima di altri pianeti nel sistema solare, e ha causato enormi tempeste su Marte, Giove e Saturno negli ultimi mesi. Anche questa è colpa l’umanità? 

Segnali di avvertimento: 

Il mainstream non vuole approfondire troppo questo argomento tabù e scoprire la verità. Il mainstream si preoccupa solo quello che riguarda la distrazione, la programmazione e l’intrattenimento, ma anche così sono stati costretti a preparare la mandria umana per un anno difficile. 

Nel 2018, ci viene detto dagli esperti mainstream, di aspettarci: 

1) Un’ondata di enormi terremoti: (avvisandoci schiacciandoci l’occhio senza un motivo apparente) 

https://www.theguardian.com/world/2017/nov/18/2018-set-to-be-year-of-big-earthquakes 

http://time.com/5031607/earthquake-predictions-2018/ 

2) Un rallentamento della rotazione terrestre: (senza nessun motivo esterno continuando a farci l’occhiolino)

https://www.forbes.com/sites/trevornace/2017/11/20/earths-rotation-is-mysteriously-slowing-down-experts-predict-uptick-in-2018-earthquakes/

https://nypost.com/2017/11/21/earths-slowing-rotation-could-cause-huge-earthquakes-in-2018/ 

3) Una mini era glaciale (senza una ragione apparente) 

https://www.express.co.uk/news/science/897472/ice-age-global-warming-climate-change-solar-minimum 

https://globalnews.ca/news/3955038/danielle-smith-what-if-the-earth-is-actually-cooling/ 

4) Un aumento degli asteroidi che si avvicina alla Terra (senza u apparente motivo)

http://www.newsweek.com/record-breaking-2000-new-asteroids-approached-earth-2017-and-astronomers-769236

https://www.outerplaces.com/science/item/17472-potentially-hazardous-near-earth-asteroids-surge-2018 

5) Un aumento delle condizioni meteorologiche estreme

https://www.ctvnews.ca/canada/if-2017-weather-was-a-downer-you-ain-t-seen-nothing-yet-environmental-defence-1.3757008

http://www.bbc.com/news/world-australia-42657234 

6) Guerra / legge marziale (se noi contadini, persone normali, avessimo un nostro bunker privato, un posto per rifugiarci come questi bastardi dell’élite, con rifornimenti di acqua e viveri per anni, saremo anche disposti a sopportare il traffico all’aeroporto e sull’autostrada negli ultimi giorni del mondo. “Forse, il giro di vite e il coprifuoco significano solo una cosa, conflitto, ma significa anche che i nostri ricchi signori stanno correndo verso i loro nascondigli)

Il recente falso allarme hawaiano è probabilmente dovuto a uno scopo molto più profondo 

https://www.washingtonpost.com/news/politics/wp/2018/01/14/the-false-alarm-in-hawaii-revealed-an-abdication-of-leadership-by-trump/?utm_term=.d667a409a71c

La Marcia alla guerra: la massima distrazione da un paradigma implode 

http://www.newshub.co.nz/home/world/2018/01/us-now-closer-to-war-with-north-korea-former-us-general.html

7) Oceani che assurdamente s’innalzano, assurde alte e basse temperature  suggeriscono un’inclinazione o oscillazione 

http://strangesounds.org/2018/01/and-suddenly-the-sea-disappeared-ecuador-major-water-receding-in-santa-elena-frightens-fishermen.html

https://www.livescience.com/61328-ocean-bottom-is-sinking.html

https://globalnews.ca/news/3943105/king-tides-to-hit-vancouver-shores-starting-wednesday-bringing-high-water/ 

Quindi la rotazione della Terra sta rallentando, i terremoti aumenteranno drasticamente, il tempo continuerà a diventare più estremo e ci aspettiamo un avvicinamento degli asteroidi che si avvicinano pericolosamente alla Terra, una possibile mini glaciazione e questo è proprio quello che stanno predicendo! Notate anche che, nella maggior parte di questi articoli, non riescono a dare una ragione per tutto questo sta accadendo ora. Non rispondono mai alla semplice domanda del perché? Perché viene coinvolta la terra? Cosa è cambiato? Cosa potrebbe influenzare il sistema solare e l’ambiente

Non rispondere a quelle domande diaboliche. Basta incolpare l’umanità per tutto. Quel che è peggio, la metà delle specie compra bugie del genere dalla linea di aggancio dei media e dal sommerso.

Causa ed effetto. Forse è meglio non sapere, per molti ancora addormentati, certo! Ma per i negazionisti là fuori vi dico, guardate in alto. Perché questa civiltà sta correndo verso un muro, inquinando la madre terra e vivendo in modo così spericolato potrebbe essere perché alcune delle cabale elitiste conoscevano la nemesi, e il suo profetizzato ritorno al sistema solare per decenni e si sono preparate di conseguenza. 

Una volta che si potrà vedere oltre i cieli geo-ingegnerizzati e guardare i segni rivelatori del vero colpevole, è logico rispondere perché tutte queste cose stanno accadendo per una sola ragione, perchè è un Sistema Binario il Pianeta X / Nibiru.

Fonte: http://beforeitsnews.com 

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da 

Almanacco di fine anno

Giovani: morti improvvise, malori (IENA) e infarti a scuola sul computer. C’entra il Wi-Fi?

di Maurizio Martucci

Chi o cosa sta falcidiando un’intera generazione? Minando lo stato di salute dei più giovani? Ieri è toccato ad una famosa Iena. Ma, riduzionista, il titolo è semplificato: in discussione non ci sono solo gli effetti sulla salute pubblica del Wi-Fi e dei diversi sistemi wireless (H24, ubiquitari e cumulativi), ma l’Elettrosmog nel suo complesso: invisibile e silente, il fenomeno elettromagnetico c’entra qualcosa con l’inquietante lista di lutti (prematuri) e malori (improvvisi) registrati nell’ultimo anno? Se si, cosa, come e perché? Se no, perché? Ecco i fatti. Continua QUI

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QUESTO VIENE DAL SUOLO ITALIANO DI TUTTI I GIORNI.  AUGURI, INCOSCIENTI. 

di Paolo Barnard

Caro Paolo,

Sono un informatico di lunga data con una propria aziendina che opera in Europa…. Avendone esperienza, condivido pienamente le tue preoccupazioni per il futuro riguardo il lavoro in forte calo. In ogni settore…

Pensa solo all’auto ELETTRICA che oggi viene spinta in modo deciso… Il motore elettrico rispetto al motore a scoppio (benzina o diesel) è estremamente più semplice.

Spariscono: Basamenti, Pistoni, Bielle, Spinterogeno, Carburatori, Iniettori, Turbine… meccanica di precisione ed elettronica di controllo…

Quindi sparisce tutto il lavoro di progettazione, costruzione, assemblaggio ecc… Ma sparirà anche tutto il lavoro di manutenzione. Migliaia di piccole o grandi officine che ci lavorano sopra. (nota **) 

Prevedibile -80% del lavoro relativo… E dei lavoratori… Tanto, purtroppo, il popolo è bestia. (triste considerazione a 66 anni !) Magna, beve, tromba e… se ne fotte… Vedranno e capiranno…

Firmato: lo 0,2% italiano (cioè un imprenditore consapevole).

** Nota di PB: e i nuovi lavori in nascita sulle auto elettriche saranno al 99% svolti da COBOTS, cioè robotica che produce come 200 umani e comandata da solo due o tre dipendenti, che dialogano con le macchine. Spero non farete figli, fate COBOTS.

Fonte: http://paolobarnard.info/

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Mattei: siamo merce da macello, controllata via smartphone

Negli ultimi tre o quattro anni sono stati installati, soltanto nella parte occidentale del mondo, quindi nel nord globale, circa un miliardo e quattrocentomila sensori per l’Internet delle cose. Gran parte dei quali sono costruiti nei muri delle case, nei nuovi televisori – in tutti gli apparecchi elettronici che comperiamo – e nelle automobili. Parte di questi sensori, che sono invece fissi, sono inseriti negli spazi pubblici e sono quelli con i quali i nostri meccanismi elettronici si collegano senza che noi lo sappiamo.

Queste cose vengono chiamate “Smart”, nel senso che noi sentiamo parlare costantemente di “Smart City”, “Smart Card”, eccetera. Tutte le volte in cui si sente la parola “Smart” io penso sempre che gli “Smart” siano loro e i cretini siamo noi. Qui la situazione sta diventando davvero molto preoccupante. C’è in costruzione un gigantesco dispositivo (e qui proprio la parola “dispositivo” studiata da Foucault è direttamente utilizzabile per parlare dei dispositivi elettronici che noi compriamo).

Un gigantesco dispositivo di controllo sociale di tutti quanti, che viene ovviamente sperimentato per fare un passo in avanti in modo da rendere in qualche modo l’umanità coerente con la nuova frontiera. Continua QUI 

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 Davvero ironico per non dire insultante ed osceno: i maestri della menzogna a caccia di “bufale”

di Enrico Galoppini

A tutti i falsi, falsoni e falsissimi che si riempiono la bocca con ‘ste “fake news” vorrei – giusto a titolo d’esempio – ricordare che l’Iraq, che non ci minacciava in alcun modo (ma forse minacciava qualcun altro di sacro ed inviolabile…), è stato devastato e ridotto ad un campo di battaglia proprio grazie alle spudorate e criminali menzogne propalate da chi ora si ritrova a convegno (http://www.ansa.it/…/fake-news-la-notizia-al-centro-e-larma…) per discutere di “notizia al centro”, “giornalismo veritiero” ed altre chimere.

Chiedo a padre Jean-Marie Benjamin: quanti sono i morti iracheni imputabili alle bugie e alle “bufale” messe in circolazione da tutti i media occidentali? 500.000? Un milione tondo? Ve le ricordate, no, le fialette con l’antrace (!) agitate da Colin Powell? Le “armi di distruzione di massa”? Il “supercannone” di Saddam? I bambini tolti dalle incubatrici a Kuwayt City e il cormorano (dell’Alaska?) impiastricciato di greggio? Chi era che pubblicava paginoni sulla “alleanza tra Bin Laden e il rais di Baghdad” prima dell’attacco finale del 2003? Continua QUI  

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L’ETEROGENESI DEI FINI Violenza sulle donne, molestie, fascisti, migranti, Regeni, ciberbullismo… Ma anche Honduras e Israel – MA ANCHE I LOBBISTI ITALIANI DI SOROS NELL’EUROPARLAMENTO!

Fake news

I dominanti sono quattro gatti e campano di rendita, nel senso che campano alle spalle di tutti gli altri. I dominati sono tutti gli altri , ormai anche più del 99% reclamato dagli Occupy, oggi svaporati. Per cui aveva ragione Gramsci a chiamarli popolo e si aggirano tra i sepolcri coloro che ancora invocano la classe operaia e il proletariato a guidare la rivoluzione. Irriducibili alla presa di coscienza che proletario è il mio fruttarolo ridotto al nocciolo dal proliferare dei supermercati e operai sono la cassiera di qualsiasi supermercato e l’insegnante di qualsiasi scuola. Compresi coloro che questi lavori se li sognano, o li fanno da tre giorni a un mese. L’operaio Fiat oggi sta alla FCA di Detroit o Pomigliano e, come l’altofornista dell’Ilva, sta attaccato con i denti alla catena di montaggio, o alla palata di carbone, che avvelenano lui, i suoi figli e la sua comunità.

I dominanti per mantenere questo assetto delle cose devono mentire per forza. Con le bugie, oggi dette fake news, lo mettono in quel posto ai dominati. I dominati possono mentire anch’essi, ma costretti, e perlopiù a se stessi, per cavarsela in qualche modo, o per non dar fuori di matto. Nel primo caso è dolo, nel secondo colpa, ma neanche tanto. La vicenda delle fake news è tutta qui. Sarebbe facile smascherare il gigantesco inghippo planetario, radicato in una storia che inizia 2017 anni fa e che raggiunge la perfezione con il finanz-militar-securitar-capitalismo dei nostri giorni. Non fosse che i dominanti hanno messo in campo una formula assolutamente geniale: quella delle fake news a fin di bene con dentro, però, il batterio dell’eterogenesi dei fini. Fini malvagi. Continua QUI  

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I ricchi sempre più ricchi, mentre i poveri in Italia sono diventati 18 milioni

di Anna Padri

Roma, 6 dic – Mai prima d’ora gli italiani sono stati così poveri. Quasi un italiano su tre è a rischio povertà. Un dato sconfortante, quello dell’Istat, che arriva proprio a ridosso del periodo natalizio e che ci dice che ben 18 milioni di italiani rischiano l’esclusione sociale. Una situazione che peggiora di anno in anno, aumentando di quasi un punto e mezzo percentuale rispetto al 2015: dal 28,7% si è passati al 30%, tra poveri, deprivati e persone che faticano a trovare un lavoro.

E sebbene si registri una “diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d’acquisto delle famiglie”, dovuto anche a un lieve calo del cuneo fiscale rispetto agli anni passati con un’aliquota media del prelievo fiscale a livello familiare del 19,4% , questo si associa a un “un aumento della disuguaglianza economica”, con i poveri che sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi, con il quinto più ricco della popolazione che vede il proprio reddito impennarsi. Continua QUI 

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I BRICS stanno creando un loro internet

BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) intendono dotarsi di una propria governance internet per sfuggire al controllo degli Stati Uniti

Fino a oggi internet è governata dall’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), organizzazione para-amministrativa del dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.

L’istituzione di una nuova governance internet è stata proposta dal Consiglio di Sicurezza Nazionale russo. Non si sa come si articolerà con il DNS alternativo, già operativo in Cina. Se il sistema si estendesse, gli Stati Uniti perderebbero il controllo delle telecomunicazioni mondiali. Internet dovrebbe dividersi in due e i siti potranno essere accessibili solo a condizione d’scriversi in ciascuno dei due sistemi, qualunque sia la localizzazione degli internauti. Traduzione Rachele Marmetti Il Cronista

Fonte: http://www.voltairenet.org/  

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Secondo lo studioso il Planet X sarebbe un astro gemello del Sole con 7 pianeti orbitanti

Nibiru nel 2020 secondo un astrofisico russo

Nibiru sta entrando nel Sistema Solare, sta accelerando e raggiungerà il punto più vicino a noi (0.3 unità astronomiche) nel 2020. Tutto questo secondo l’astronomo russo Dr. Dyomin Damir Zhakarovich.

Ex amico e consulente astronomico del presidente russo Vladimir Putin, il dottor Zhakarovich lavora ora sotto copertura, emergendo di volta in volta per un unico scopo: avvisare il mondo a proposito di Nibiru, una nana bruna con sette pianeti in rotta verso il sistema solare interno.

La sua conoscenza del sistema Nibiru è così accurata che molti governi lo hanno considerato un’arma pericolosa, in grado di seminare il caos con i suoi annunci. Per impedire che la verità venga rivelata, i leader mondiali come Angela Merkel, Benjamin Netanyahu, Kim Jung-un, Theresa May e Salman bin Abdulaziz Al Saud hanno vietato al dottor Zhakarovich di entrare nelle rispettive nazioni, temendo che le sue parole possano scatenare potenziali insurrezioni e colpi di stato.

L’anno scorso, durante una trasmissione pre-registrata dello show televisivo tedesco Space and Beyond, il dottor Zhakarovich è stato rimosso forzatamente dallo studio e gettato in strada dopo aver espresso preoccupazione per Nibiru. Naturalmente, l’episodio non è mai emerso

Una nuova data, ancora

Ora, il dottor Zhakarovich fa nuova luce sulla data di arrivo. Aiutato da colleghi, il telescopio più potente della Russia e un supercomputer di ultimagenerazione, afferma che Nibiru sarà chiaramente visibile nei cieli del sud tra il settembre e il dicembre 2019 e renderà catastrofico il clima entro il 2020.

Ma né la nana bruna né i suoi pianeti rappresentano la più grave minaccia per la Terra, dice. I maggiori pericoli sono i trilioni di asteroidi e micrometeoriti che accompagnano il sistema Nibiru.

Il problema maggiore sono i detriti

“Mentre Nibiru attraversa lo spazio nel suo viaggio di 3600 anni, raccoglie ogni tipo di oggetto celeste. Questo vortice di spazzatura spaziale rappresenta una doppia minaccia per noi, perché la Terra passerà due volte in questa tempesta cosmica. La schermatura atmosferica che protegge la Terra dai piccoli asteroidi sarà sopraffatta dalla mole di detriti, consentendo a grandi asteroidi di colpire il pianeta e devastare le nostre città”.

Il problema non è il sistema ma la scia di detriti spaziali che si porta dietro  

Inoltre, gli asteroidi all’interno del sistema Nibiru ereditano proprietà dalla stella oscura stessa; Molti sono costituiti da ferro di magnesio, circondato da una guaina porosa che permette effettivamente di penetrare la nostra atmosfera senza disintegrarsi.

Osserviamo i cieli meridionali

La distanza di Nibiru alla terra è circa di 156.000.000 miglia e la velocità trasversale di 6.000 mph; Questa velocità, aggiunge, fluttua a seconda della posizione perpendicolare di Nibiru rispetto ai corpi astronomici vicini.

“Non credo che Nibiru sarà la fine per tutta la vita sulla Terra”, ha detto il dottor Zhakarovich, “ma cercherà di ucciderci. Purtroppo, molti capi di stato pensano di risparmiare e non si preoccupano delle persone che governano. Nibiru presenterà loro il conto. Non credo che la nostra civiltà sia così tecnologicamente avanzata per difendersi dal rosso distruttore”.

In chiusura, il dottor Zhakarovich esorta le persone nell’emisfero meridionale a mantenere una vigilanza dei cieli notturni, nel caso che Nibiru arrivi molto prima del previsto. Fonte pubblicazione nibiru2012.it

Fonte:  https://guardforangels.altervista.org/

L’enigma Anunnaki

L’enigma dietro gli Anunnaki, creatori della nostra civiltà 

Gli Anunnaki (anche trascritti come Anunaki, Anunna, Ananaki) sono un gruppo di divinità che appaiono nelle leggende mitologiche degli antichi Sumeri, Accadi, Assiri e dei Babilonesi.

Gli Anunnaki sono le divinità più influenti del pantheon, erano i discendenti di An, il dio dei cieli, e la loro funzione primaria è quella di giudicare le sorti dell’umanità.

Secondo la mito-patia mesopotamica, gli Anunna erano, inizialmente, gli dei più potenti del cielo che sono vissuti con Anu.

Nel poema Enûma Elish, è stato Marduk che ha creato l’umanità e poi ha diviso l’Anunna tra cielo e terra e ha assegnato loro i vari compiti. Allora gli Anunna, riconoscenti a Marduk, fondarono Babilonia e costruirono un tempio in loro onore chiamato Esagila.

La reinvenzione del termine Anunnaki attraverso la sua forma accadica, Anunnaki, è emersa nel 1964 dopo la pubblicazione sull’antica Mesopotamia: “ritratto di una civiltà morta” dell’assiriologo Adolph Leo Oppenheim, che ha popolarizzato questo concetto.

Successivamente, è stato Zecharia Sitchin che ha ulteriormente diffuso il termine degli Anunnaki.

Immagine: Abaddon- la caduta di Ur da berov 

I primi usi conosciuti del termine Anunnaki provengono da iscrizioni scritte durante il regno di Gudea e dalla terza dinastia di Ur.

Nei primi testi il ​​nome viene applicato alle più importanti e potenti divinità dell’antico pantheon sumero: i discendenti dal cielo-dio An.

Zecharia Sitchin, dagli anni ’70, pubblica una dozzina di libri conosciuti come Cronache della Terra  che si sono ulteriormente occupati nello studio degli antichi Anunnaki.

Nei libri pubblicati da Sitchin, le tavolette d’argilla sumeriche scritte in carattere cuneiforme e i testi biblici, sono stati tradotti nella loro scrittura originale, rivelando dettagli affascinanti che rapidamente hanno guadagnato popolarità tra i lettori.

Nel libro Il 12° pianeta, l’autore descrive l’arrivo degli Anunnaki sulla Terra circa 450.000 anni fa da un presunto pianeta chiamato Nibiru. Gli Anunnaki erano esseri molto alti, circa 3 metri di altezza, pelle pallida, capelli lunghi e barba, si sarebbero insediati in Mesopotamia e, mediante l’ingegneria genetica, accelerarono l’evoluzione del Neanderthal a Homo Sapiens contribuendo alla loro genetica e quindi creando l’umanità.

La storia di come gli Anunnaki hanno creato l’umanità è abbastanza simile alla creazione divina dell’uomo da parte di Dio scritto nella Bibbia. La storia dice che Enki ha preso dell’argilla e gli ha dato forma, nonostante il suo primo tentativo non sia riuscito.

I primi uomini consideravano gli antichi Anunnaki come dei, perché erano estremamente intelligenti per via delle loro tecnologie possedute che l’umanità non aveva mai visto prima.

Alcuni autori sostengono che la prova dell’esistenza degli Anunnaki può essere trovata nella Bibbia, dove vengono chiamati “Nefilim”, anche se alcune altre traduzioni li chiamano “giganti”.

Secondo gli scritti di Sitchin, la tecnologia e il potere degli Anunnaki sono ancora lontani dalla nostra portata, poiché gli Anunnaki 450.000 anni fa avevano la capacità di viaggiare nello spazio e la scienza dell’ingegneria genetica.

Si ritiene che gli antichi Anunnaki avessero notevolmente contribuito allo sviluppo della Terra con la loro tecnologia ancora sconosciuta e che fossero coinvolti nella costruzione di piramidi e in numerosi luoghi megalitici in tutto il mondo.

Le ipotesi di Sitchin sono state duramente criticate e licenziate da scienziati, storici e archeologi che non condividevano le sue “traduzioni” di testi antichi e la sua incomprensione della fisica.

Quindi chi erano gli Anunnaki? Erano solo parte di una grande mitologica leggenda antica? O, come molti autori affermano, è possibile che le antiche divinità mesopotamiche siano infatti quelle responsabili della creazione della nostra civiltà?

Immagine in primo piano di DElevit

Fonte: https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da 

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ADDIO A ZECHARIA SITCHIN

La “Fine dei Giorni”

IL PASSATO E’ IL NOSTRO FUTURO
(seconda parte)

Di interesse specifico in merito al problema della Fine dei Giorni e del ritorno è l’affermazione attribuita allo stesso Mosè, e rivolta a Dio: << Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato>> (Salmo 90,04). Questa affermazione ha dato origine all’ipotesi (che nacque subito dopo la distruzione del tempio a opera dei Romani) che si trattava di un modo per immaginare l’elusiva Fine dei Giorni messianica: se la Creazione, “l’Inizio”, stando alla Genesi impegnò Dio per sei giorni e un giorno divino dura mille anni, il risultato sono 6000 anni dall’Inizio alla Fine. La Fine di Giorni, perciò, è stata collocata nell’Anno Mundi 6.000.

Applicato al calendario di Nippur che iniziava nel 3760 a.C., significa che la Fine dei Giorni (6000 – 3760 = 2240) ci sarà nel 2240 d.C. Questa terza data per la Fine di Giorni può essere confortante o, al contrario, deludere, dipende dalle aspettative. La bellezza di questo calcolo è che è in perfetta armonia con il sistema sessagesimale sumero. Potrebbe anche dimostrarsi corretto in futuro, ma non credo: di nuovo ci troviamo di fronte a un calcolo lineare – mentre l’unità di tempo utilizzata per le profezie è ciclica.

Se nessuna delle date “moderne” funziona, allora dobbiamo riprendere in esame le vecchie “formule” – fare ciò che è stato detto in Isaia: <<guardare i segni a ritroso>>. Abbiamo allora due scelte cicliche: il Tempo Divino, il periodo orbitale di Nibiru, e il Tempo Celeste, la precessione zodiacale. Quale dei due?

Che gli Anunnaki vennero e se ne andarono durante una “finestra” allorché Nibiru arrivò al perigeo (il punto più vicino al sole e quindi anche più vicino alla terra e alla Luna) è talmente ovvio che alcuni dei lettori dei libri di ZS sottraevano semplicemente 3600 da 4000 (data approssimativa dell’ultima visita di Anu sulla terra), il che dava come risultato il 400 a.C.; oppure sottraevano il 3600 dal 3760 (quando ebbe inizio il calendario di Nippur) – come fecero i Maccabei – ottenendo il 160 a.C.

In realtà, come sa ora il lettore (dalle cronache scritte dei libri di ZS), Nibiru arrivò ben prima, nel 560 a.C., circa. Se consideriamo questa “digressione” bisogna tenere in mente che il SAR perfetto (3600) è sempre stato un periodo orbitale matematico, perché le orbite celesti – di pianeti, comete, asteroidi – divergono da un’orbita all’altra a causa dell’attrazione gravitazionale che esercitano i pianeti accanto ai quali passano.

Se prendiamo come esempio la ben nota cometa di Halley, il suo periodo orbitale di 75 anni in realtà fluttua tra i 74 e i 76 anni; quando è comparsa nel 1986, erano trascorsi 76 anni dal suo ultimo passaggio. Se riportiamo lo scarto della cometa di Halley ai 3600 anni di Nibiru, avremo una variante di circa 50 anni. E abbiamo un’altra ragione per chiederci perché mai Nibiru abbia avuto uno scarto così consistente dal SAR previsto: il Diluvio del 10900 a.C. circa.

Nei 120 SAR prima del Diluvio Nibiru orbitò senza causare questa catastrofe. Poi accade qualcosa di anomalo che portò Nibiru più vicino alla terra, il che, unito slittamento della calotta di ghiaccio che copriva l’Antartide, causò di fatto il Diluvio. In cosa consisteva quella anomalia? La risposta può trovarsi nei recessi del nostro Sistema Solare, laddove orbitano Urano e Nettuno – pianeti le cui numerose lune includono alcune che, inspiegabilmente, orbitano in direzione opposta (“retrograda”) – esattamente come Nibiru.

Uno dei grandi misteri del nostro Sistema Solare è il fatto che il pianeta Urano è letteralmente coricato sul fianco: il suo asse nord-sud si trova in posizione orizzontale difronte al Sole (anziché in posizione verticale). Gli scienziati della NASA sostengono che”qualcosa”, molto tempo fa, ha dato uno “spintone” a Urano, ma non provano nemmeno a ipotizzare cosa fu quel “qualcosa”.

Potrebbe essere quel “qualcosa” la misteriosa cicatrice “semi-rettangolare” di una delle Lune di Saturno? Questo solco inspiegabile si trova su Miranda (una delle lune di Saturno), quando nel 1986 il Voyager 2 la scoprì (vedi immagine a lato) – una luna che, sotto molti punti di vista, è diversa dalle altre lune di Urano. Una collisione celeste con Nibiru e con le sue lune avrebbe potuto causare queste anomalie?

Negli ultimi anni gli astronomi hanno appurato che i pianeti esterni più grandi non sono rimasti nella posizione in cui si erano formati, ma si sono spostati verso il margine esterno del Sistema Solare, allontanandosi dal Sole stesso. 

Gli studi sono giunti alla conclusione che questo allontanamento è stato più pronunciato nel caso di Urano e Nettuno (vedi figura a lato) e ciò può spiegare perché lì nulla è accaduto per molte orbite di Nibiru. Si può ipotizzare con una certa ragionevolezza che, durante l’orbita “del Diluvio”, Nibiru incontrò urano che si stava allontanando e che, una delle lune colpì Urano, facendolo coricare; potrebbe anche darsi che “l’arma” sia stata l’enigmatica luna Miranda – una luna di Nibiru – che dopo aver colpito Urano, è stata catturata dalla sua orbita. 

Questo evento avrebbe avuto delle conseguenze sull’orbita di Nibiru, rallentandola a circa 3450 anni terrestri, anziché i normali 3600 anni, causando, quindi, una ricomparsa postdiluviana con schema 7450, 4000 e 550 a.C.

Se ciò è quanto accadde realmente, spiegherebbe il “precoce” arrivo di Nibiru nel 556 a.C. e ci fa pensare che il suo prossimo arrivo sarà nel 2900 d.C. Manca ancora tempo, dunque, per coloro che associano gli eventi cataclismi-ci profetizzati al ritorno di Nibiru (per alcuni si tratta del “Pianeta X“).

Ma è comunque errata l’ipotesi che gli Anunnaki limitarono il proprio andirivieni a una singola breve “finestra” al perigeo del pianeta. Infatti hanno continuato a viaggiare anche in altri periodi. I testi antichi riportano numerosi viaggi degli dèi, senza alcuna indicazione relativa alla prossimità del pianeta.

Esiste anche una serie di storie di viaggi tra la Terra e Nibiru, compiuti da terrestri che omettono qualsiasi relazione relativa alla presenza di Nibiru nei cieli ( se ne parla, invece, quando Anu visitò la Terra nel 4000 a.C. circa). In un caso Adapa, figlio di Enki e di una donna Terrestre, al quale venne data la Sapienza, ma non l’immortalità, compì una breve visita su Nibiru, accompagnato dagli dèi Damuzi e Ningishzidda. Anche Enoch, emulando l’Enmeduranki sumero, compì due viaggi mentre era ancora sulla Terra.

Questo era possibile in almeno due modi, (come da figura sopra), uno per mezzo di una navicella spaziale che accelerava  nella fase di arrivo di Nibiru (dal punto A), che arrivava ben prima del perigeo; l’altro per mezzo di una navicella spaziale che decelera (al punto B) durante la fase di allontanamento di Nibiru, tornando verso il Sole (e, quindi verso la terra e Marte).

Una breve visita sulla Terra, come quella di Anu, poteva verificarsi, combinando “A” per l’arrivo e “B” per la partenza; una breve visita su Nibiru (come quella di Adapa) si poteva verificare usando la procedura inversa – lasciando la terra per intercettare Nibiru nel punto “A” e partendo da Nibiru nel punto “B” per il ritorno sulla Terra, e così via. Quindi il ritorno degli Anunnaki è possibile anche in un periodo diverso da quello del ritorno del pianeta e, in questo caso, abbiamo bisogno dell’altro tempo ciclico: quello zodiacale.

Zecharia Sitchin, nel suo libro “Gli Architetti del Tempo” lo ha chiamato tempo Celeste, che non avanza nella stessa direzione del Tempo Terrestre (il ciclo orbitale del nostro pianeta) e del Tempo Divino (l’orologio del Pianeta degli Anunnaki), al contrario, avanza in direzione opposta, in senso orario. Se l’atteso Ritorno sarà degli Anunnaki e non del loro pianeta, allora dobbiamo cercare la soluzione agli enigmi di uomini e dèi attraverso l’orologio che li ha uniti – lo zodiaco ciclico del Tempo Celeste.

Gli Anunnaki lo inventarono proprio per riconciliare i due cicli; la loro proporzione – 3600 per Nibiru, 2160 per un’era zodiacale – corrispondeva alla proporzione aurea  di 10 : 6. Come ipotizzava l’autore, risultava nel sistema sessagesimale sul quale si fondano astronomia e matematica dei Sumeri (6 x 10 x 6 x 10 ecc.)

Beroso riteneva  che le ere zodiacali fossero punti di svolta negli affari di uomini e dèi sostenendo che il mondo va periodicamente soggetto a catastrofi apocalittiche causate da acqua e da fuoco, la cui comparsa è determinata da fenomeni celesti. Come Manetone, suo omologo in Egitto, anche Beroso divideva storia e preistoria in fasi divine, semidivine e post-divine con un totale di 2.160.000 anni della “durata di questo mondo”. Questo – nemmeno a dirlo – è esattamente mille ere zodiacali: un millennio.

Gli studiosi che esaminano le antiche tavolette di argilla che trattano di matematica e astronomia restano sorpresi nello scoprire che le tavolette partivano dal numero 1296000 – sì, proprio 12.960.000. Sono giunti alla conclusione che questo numero si poteva collegare solo alle ere zodiacali di 2.160, i cui multipli danno 12.960 (se 2.160 x 6) o 129.600 (se 2.160 x60) o 1.296.000 (se moltiplicato per 600); e – meraviglia delle meraviglie – il numero con cui iniziano queste liste antiche, il 12.960.000, è un multiplo di 2.160, cioè 2.160 moltiplicato per 6.000-come i sei giorni divini della creazione.

All’inizio di ogni nuova era si verificava un evento di grande portata; l’Era del Toro segnalò il dono della civiltà al genere umano. L’Era dell’Ariete venne introdotta dall’olocausto nucleare e terminò con la partenza degli dèi. L’Era dei Pesci arrivò la distruzione del Tempio e con l’avvento della cristianità.

Non dovremo forse chiederci se la Fine dei Giorni delle profezie non sia in realtà la fine dell’era zodiacale?

L’espressione usta da Daniele <<tempo, tempi e la metà di un tempo>> era forse una terminologia che faceva riferimento alle ere zodiacali? La possibilità è stata vagliata da Sir Isaac Newron. Meglio noto per la sua formulazione delle leggi naturali che regolano i moti celesti, l’eminente studioso si interessava anche di religione, e scrisse trattati approfonditi sulla Bibbia e sulle profezie bibliche. Lui considerava i moti celesti come “la meccanica di Dio” e credeva fermamente che le scoperte scientifiche, iniziate con Galileo e Copernico e che lui portò avanti, erano destinate a essere fatte esattamente nel momento in cui ciò accadeva: non prima e non dopo. Questa convinzione gli fece prestare particolare attenzione alla “matematica di Daniele” – La Fine dei Giorni. 

Tratto dal Libro “Il Giorno degli Dei” p.305-306-307-308-309310-311

Leggi QUI la Prima parte

CACCIATORI DI PIANETI

Image credit:  Caltech/R. Hurt (IPAC)

 Il massivo Pianeta X sta ora diventando una priorità per i cacciatori di pianeti 

Siamo sempre più vicini alla scoperta del massiccio pianeta X all’esterno del sistema solare. Ho sentito questa relazione, l’altra sera dalle notizie della BBC, un argomento che indica la serietà con cui questo tema viene ora preso dalla comunità scientifica:

“Astronomi americani dicono di avere consistenti prove che ci sia un nono pianeta del nostro sistema solare (nono pianeta invece del decimo perché Plutone è stato declassato da pianeta ad asteroide) in orbita ben oltre il nano pianeta Plutone. La squadra, del California Institute of Technology (Caltech), non ha ancora osservazioni dirette per confermarne la presenza. Gli scienziati hanno dedotto e affermato questa scoperta in base al modo in cui gli altri oggetti celesti lontani si muovono. Se fosse confermato, il putativo pianeta avrebbero 10 volte la massa della Terra.

“Gli astronomi del Caltech hanno una vaga idea in quale parte del cielo si dovrebbe trovare, il loro lavoro è quello di approntare una ricerca per poterlo rintracciare.” Il dottor Mike Brown ha detto che ci sono molti telescopi sulla Terra che in realtà hanno la possibilità di essere in grado di trovarlo.” E io sto veramente sperando che (come a suo tempo annunciammo questo), la gente cominci una ricerca in tutto il mondo per trovare il nono pianeta.”

I calcoli fatti del gruppo suggeriscono che l’oggetto orbita mediamente 20 volte più lontano dal Sole, di quanto non faccia l’ottavo – e attualmente più esterno – il pianeta Nettuno, che si muove circa 4,5 miliardi di km dalla nostra stella. Ma a differenza dei circolari sentieri tracciati dai principali pianeti, questo oggetto romanzesco sarebbe in una traiettoria molto più ellittica, compresa tra i 10.000 e i 20.000 anni per completare un giro intorno al Sole “(1)

Il dottor Mike Brown è un accademico leader nella caccia dei pianeti, e per lui fare questa pubblica dichiarazione è del tutto senza precedenti. Si può solo supporre che la sua squadra abbia sperimentato una perdita delle loro credibilità, spingendolo ad andare pubblico con un documento scritto sull’Astronomical Journal (2). Dopo tutto, è solo un mese da quando è stata fatta una simile speculazione – un tempo abbastanza breve da quando gli scienziati lavorano presso il grande centro di Atacama in Cile – sono stati ampiamente criticati dagli astronomi e tacciati di presunzione (3). Perché rischiare una simile critica se non erano sicuri di quello che stavano proponendo? Chiaramente c’è una grande e cresciuta eccitazione che sta accadendo in questo momento, la posta in gioco è davvero molto alta. Ecco cosa il dottor Mike Brown ha detto il mese scorso circa le due proposte presentate dalle squadre Atacama:

“Mike Brown, al California Institute è un luminare di spicco sulla tecnologia astronomica autodefinitosi “Pluto killer” per aver scoperto diversi grandi TNO che hanno detronizzato il primo pianeta Plutone, e su Twitter, ha scatenato un altro argomento statistico rivendicando i nuovi pianeti.” Se è vero che ALMA accidentalmente ha scoperto un esterno oggetto massiccio del sistema solare nel suo piccolo, piccolo, piccolo, campo di vista, “Brown Twittando,” ha suggerito che ci sono qualcosa come 200.000 pianeti delle dimensioni della Terra nel sistema solare esterno. Il che, ehm, è tutto dire no.

“In seguito, ancora meglio”, ha aggiunto, “Ho appena realizzato che l’esistenza di questa moltitudine di pianeti delle dimensioni della Terra potrebbero destabilizzare l’intero sistema solare con conseguenze catastrofiche per il genere umano portandolo all’estinzione.” Detto questo, Brown ha inoltre dichiarato: “l’idea che ci potrebbero essere grandi pianeti in agguato nel sistema solare esterno è perfettamente plausibile”. (4)

Quindi, pur riconoscendo il reale potenziale per la presenza di grandi pianeti sconosciuti là fuori, rimaneva scettico sulla squadra di Atacama e della fortuna di imbattervi in ​​un tale oggetto dato i minuscoli campi visivi su cui stavano studiando, e su quando hanno avuto questi segnali di ritorno. E’ ormai chiaro che da diverso tempo sono stati a caccia di questo oggetto.

L’interesse di Dr Brown risiede nei movimenti anomali degli oggetti sferici estesi e sparsi situati appena oltre la cintura Kuiper, nonché raggruppamenti non casuali di alcuni KBOs stessi (2). Penso di non sbagliarmi nel pensare che più di una volta questi oggetti si siano manifestati (senza dubbio a molti dalla sua squadra,) una presenza suggestiva sempre più discernibile sta emergendo, per la presenza di un grande pianeta. Chiaramente il lavoro è in corso:

“L’analisi continua per entrambi gli oggetti del sistema solare esterni lontani e fortemente inclinati che ci offrono l’opportunità di testare la nostra ipotesi, oltre ad altre che vincolano le masse e gli elementi orbitali di pianeti lontani.” (2)

Sembra avere un’idea di dove si trova e come chiamarlo il ‘Nono Pianeta’ e di quanto sia grande; quanto tempo ci vuole per spostarsi intorno al Sole (nella sua “un’orbita molto ellittica”), e quanto lontano si trova.

Secondo il comunicato stampa Caltech, il Dr Brown ha lavorato a stretto contatto per qualche tempo sul puzzle di questo Pianeta X con il dynamicist dottor Konstantin Batygin:

“Anche se inizialmente siamo rimasti molto scettici sul fatto che questo pianeta potesse esistere, abbiamo continuato ad indagare la sua orbita e quali conseguenze avrebbe avuto per il sistema solare esterno, Batygin un professore e assistente di scienza planetaria dice: siamo sempre più convinti che è là fuori“. “Per la prima volta in oltre 150 anni, ci sono prove inoppugnabili che il censimento planetario del sistema solare è incompleto.”

Image credit:  Caltech

“… Batygin e Brown si resero conto che i sei oggetti più distanti (già menzionati da [Chad] Trujillo e [Scott] nella loro lontana collezione originale del pastore [KBO-fascia di Kuiper]) tutti seguono orbite ellittiche che puntano nella stessa direzione dello spazio fisico. Questo è particolarmente sorprendente perché i punti estremi delle loro orbite si muovono intorno al sistema solare, e viaggiano a velocità diverse.

“Brown dice: è quasi come avere sei mani, un orologio dove tutto si muove a velocità diverse, e quando ti capita di guardare in alto, sono tutti esattamente nello stesso luogo”. Le probabilità che questo possa accadere sono qualcosa come 1 possibilità su 100. Ma per di più, le orbite dei sei oggetti sono tutte inclinate nello stesso modo-puntando di circa 30 gradi verso il basso nella stessa direzione rispetto al piano degli otto pianeti conosciuti. La probabilità che questo accada è di circa 0.007 per cento. “Sempre Brown ci dice: fondamentalmente non dovrebbe accadere in modo casuale”. “Così abbiamo pensato che qualcos’altro deve aver plasmato queste orbite.” (5)

Alcuni di questi dati, stranamente, ha una certa assonanza che ci ricorda il lavoro di Zecharia Sitchin (6) – in particolare i 30 gradi dell’inclinazione verso il basso dell’influenza gravitazionale del pianeta sconosciuto. E’ molto ellittica. Si pensa sia almeno dieci volte la massa della Terra (2). Si pensa inoltre che si trovi a una distanza di circa 600 unità astronomiche, con un’orbita di decine di migliaia di anni – molto vicino alle mie conclusioni di qualche anno fa, inoltre mi sono reso conto che l’assunzione di Sitchin riguardo all’orbita di 3600 anni era probabilmente troppo esigua vedi figura (7).

La facilità per scoprire questo oggetto dipenderà molto dal punto di dove attualmente risiede la sua orbita. Se poi si dovesse trovare vicino al perielio, sulla Terra ci sono un gran numero di telescopi in grado di scoprirlo. Se, tuttavia, dovesse essere vicino al suo punto più lontano, o all’afelio, allora solo i più grandi telescopi del mondo, come i gemelli telescopi di 10 metri al Keck Observatory e il telescopio Subaru, il Mauna Kea alle Hawaii, saranno in grado di rilevarlo. Il dottor Brown spera che un rilascio anticipato di questo lavoro spingerà le comunità scientifiche ad azionare i loro telescopi. Auspicando che comprendano la sua superiore reputazione come cacciatore di pianeti, questo gli impedirà di essere sonoramente cestinato dai suoi pari, come è accaduto il mese scorso agli scienziati di Atacama. Ma non solo, questa proposta aprirà molte porte riguardanti ‘Nibiru’, che porterà a un enorme interesse pubblico per portare allo svolgimento questa scienza.

Ma perché finora è stato eluso il rilevamento di questo oggetto? Perché il telescopio a infrarossi Sky Survey WISE non ha scoperto il Nono Pianeta? Dopo tutto, la sua massa è molto consistente, inoltre, e relativamente vicino (è posizionato nello spazio tra la fascia di Kuiper e la nube di Oort interna). Questa  è una questione critica, gli scienziati che lavorano sui dati del WISE sembravano senza mezzi termini escludere questa possibilità, dichiarando che nessun pianeta delle dimensioni di Saturno potrebbe essere in agguato all’interno di 10.000 AU (unità astronomiche (8). Al contrario, il Nono Pianeta potrebbe essere meramente a 600 AU, o meno, anche se in fin dei conti per Batygin e Brown fosse stato molto più piccolo di Saturno. Anche in questo caso WISE lo avrebbe individuato?

Quindi qual è la probabilità di poterlo trovare? Nella loro mole di dati, il dottor Batygin e il dottor Brown sembrano essere focalizzati su questi oggetti, i parametri della sua posizione, la massa e le orbite che nel tempo si stanno restringendo. Al momento, stanno ancora giocando con una vasta gamma di valori, e conducono l’equivalente di una wargames astrofisica. Non ci sono le suggerite coordinate per la sua posizione, o anche un vago e grezzo suggerimento per poter far lavorare i migliori osservatori del mondo.

Il loro modello di previsioni è intrigante, possono indirettamente aiutarli a trovare questa perturbazione del Nono Pianeta:

“Siamo giunti a un unica previsione che nasce nel contesto della risonanza del nostro modello che la perturbazione consente l’esistenza di una popolazione supplementare di KBOs alto perielio che non presentano lo stesso tipo di raggruppamento orbitale come oggetti identificati. Sforzi osservazionali volti a scoprire tali oggetti, nonché rilevare direttamente la lontana perturbazione costituisce di per sé il miglior percorso per testare la nostra ipotesi. “(2)

Quindi, non è solo il proverbiale ago nel pagliaio che cercano, ma anche un po’ di accompagnamento ad alta inclinazione. E forse, questo è quello che sperano gli osservatori di scoprire, ampliando il loro set di dati in modo sostanziale.

In definitiva gli autori ritengono che l’origine di questo oggetto distante, il Nono Pianeta potrebbe aver iniziato la sua vita come un gigante gassoso tra i giganti di ghiaccio Urano e Nettuno, prima di essere fuoriuscito da questa zona disperdendo la sua ‘componente gassosa della [primordiale] nebulosa’. Ma, allo stesso tempo, non sembrano escludere completamente un oggetto molto più grande di 10 masse terrestri, in particolare se l’orbita è altamente eccentrica:

“Dopo aver individuato un insieme illustrativo di proprietà orbitali della perturbazione nel caso planare, abbiamo dimostrato che un oggetto inclinato con parametri simili può ritagliarsi dinamicamente una popolazione di particelle che si collocano sia absidali che nodali. Tali ammassi e famiglie di corpi celesti orbitano nello spazio fisico, in accordo con i dati. Anche se il modello qui proposto è caratterizzato intrinsecamente da una moltitudine che degenerano uno rispetto all’altro, i nostri calcoli suggeriscono che se un perturbatore orbita su un ‘~ 700 AU, e’ ~ 0,6 dovrebbe essere leggermente più massiccio (ecco per esempio, un fattore di alcuni) m ‘= 10 M E per produrre l’effetto desiderato.” (2)

Che, per me, sono dove si possono ancora ottenere cose molto interessanti!

Scritto da Andy Lloyd, 20 Gennaio 2016 http://www.andylloyd.org/darkstarblog34.htm

Riferimenti:

1)  BBC News “Case made for ‘ninth planet'” 20th January 2016 http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-35365323

2)  K. Batygin & M. Brown “Evidence for a Distant Giant Planet in the Solar System” 20th January 2016, The Astronomical Journal, Volume 151, Number 2, http://iopscience.iop.org/article/10.3847/0004-6256/151/2/22

3)  A. Lloyd “Atacama Astronomers Claim Double Discovery of Planet X” 12th December 2015 http://www.andylloyd.org/darkstarblog33.htm

4)  Lee Billings “Astronomers Skeptical Over “Planet X” Claims” 10th December 2015 http://www.scientificamerican.com/article/astronomers-skeptical-over-planet-x-claims/

5)  Caltech Press Release “Caltech Researchers Find Evidence of a Real Ninth Planet” 20th January 2016 https://www.caltech.edu/news/caltech-researchers-find-evidence-real-ninth-planet-49523

6)  Zecharia Sitchin “Genesis Revisited” p326, Avon 1990

7)  Andy Lloyd “Dark Star: The Planet X Hypothesis” Timeless Voyager Press, 2005

8)  W. Clavin & J. Harrington “NASA’s WISE Survey Finds Thousands of New Stars, But No ‘Planet X'” 7th March 2014 http://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?release=2014-075

  Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

 La notizia è stata ufficializzata oggi anche dai telegiornali e carta stampata come “Repubblica”

“IPOTESI NIBIRU”

Dove si trova il Pianeta X Nibiru? L’inutile eterna ricerca del pianeta sfuggente.

La ricerca di questo enigmatico corpo celeste iniziato quasi un secolo fa, (e che fino ad oggi i ricercatori non hanno ancora presentato le prove della scoperta di Nibiru o Pianeta X), è uno degli oggetti celesti che si pensa risiedere all’interno del nostro sistema solare.

Sebbene sia stato affermato che il pianeta è stato effettivamente scoperto nel 1930, i ricercatori credono ancora che il misterioso pianeta potrebbe essere da qualche parte là fuori, ancora in attesa di essere scoperto. 

Per decenni, gli esperti astronomi hanno lasciato aperto il dibattito sull’esistenza del Pianeta X, un grande corpo celeste che presumibilmente orbita attorno al bordo esterno del nostro sistema solare, ma finora non è stato trovato un solo corpo celeste che si adatta alle descrizioni del Pianeta X Nibiru.

Nonostante l’assenza di prove inconfutabili che dimostrino l’esistenza di tale pianeta, la ricerca dell’enigmatico corpo celeste è durata per decenni, lasciando la speranza ai ricercatori di tutto il mondo che un giorno, il misterioso pianeta salirà dalle ombre per dimostrare di essere più di un mito moderno.

Nel 1846, l’astronomo francese Urbain Leverrier ha osservato perturbazioni inspiegabili nell’orbita di Urano, perturbazione che si è rivelata per effetto gravitazionale di un altro pianeta. Questo, quando (grazie a Leverrier), è stato trovato un nuovo pianeta nel nostro sistema solare, quel pianeta è Nettuno.

Dopo alcuni anni, disturbi simili sono stati rilevati anche nell’orbita di Nettuno, i ricercatori hanno pensato che queste perturbazioni potrebbero essere causate anche dall’orbita di un altro pianeta. Il Pianeta X era il termine introdotto da Percival Lowell, un milionario degli Stati Uniti e appassionato dello spazio, che è morto senza trovare il presunto pianeta. Tuttavia, nel 1930, Clyde Tombaugh William ha avvistato un oggetto celeste che ha creduto spiegasse le perturbazioni dell’orbita di Nettuno, questo è quando scoprì Plutone.

Nel 2008, i ricercatori astronomi giapponesi hanno annunciato che secondo i loro calcoli, ci dovrebbe essere un pianeta “sconosciuto”, ad una distanza di circa 100 AU (unità astronomiche), che ha una dimensione fino a due terzi del pianeta Terra. Si pensa che questi calcoli possano sostenere l’ipotesi dell’esistenza di Nibiru o Pianeta X.

Le agenzie di stampa di tutto il mondo sono state molto interessate a questo misterioso corpo celeste alle frontiere esterne del nostro sistema solare. Secondo il Washington Post scrive quanto segue:

“Un corpo celeste presumibilmente grande come il pianeta gigante Giove, è possibile che sia molto vicino alla Terra, rendendolo parte del nostro sistema solare, il corpo celeste è stato trovato nella direzione della costellazione Orione da un telescopio a infrarossi orbitante a bordo di un satellite astronomico USA … Gerry Neugebauer, chief scientist IRAS ha detto: ‘Tutto quello che possiamo dire è che non sappiamo di cosa si tratta’”.

Ma il Washington Post, non è stata l’unica agenzia di stampa a scrivere dell’enigmatico corpo celeste.

Secondo il rapporto delle US News mondiali, il Pianeta X o Nibiru esiste, ecco cosa dice l’articolo:  

“L’attrazione della luce solare, sta misteriosamente influenzando le orbite di Urano e Nettuno, è una forza invisibile che gli astronomi sospettano possa essere il Planet X – il 10° residente del nostro sistema solare. L’anno scorso, il satellite astronomico a infrarossi (IRAS), gravitava in un’orbita polare a 560 miglia dalla Terra, il satellite ha rilevato il calore di un oggetto distante circa 50 miliardi di miglia che è ora oggetto di intensa speculazione.” 

Inoltre, un articolo pubblicato su Newsweek il 13 luglio del 1987, la NASA ha rivelato che potrebbe esserci un decimo pianeta che orbita intorno al nostro Sole. Secondo il ricercatore e scienziato John Anderson della NASA, il Planet X potrebbe in realtà essere là fuori, ma non in prossimità dei nostri pianeti. L’articolo di Newsweek afferma: 

“se John Anderson ha ragione, due degli enigmi più intriganti della scienza spaziale potrebbero essere risolti: che cosa ha causato irregolarità misteriose nelle orbite di Urano e Nettuno nel corso del 19° secolo? E che cosa ha ucciso i dinosauri 26 milioni di anni fa?” 

È interessante notare che Robert Sutton Harrington, un astronomo americano che lavorava presso la United States Naval Observatory (USNO). ha scritto un articolo molto interessante nel 1988 sull’Astronomical Journal. Harrington ha ipotizzato che un pianeta tre o quattro volte le dimensioni della Terra potesse esistere, la sua posizione sarebbe di tre o quattro volte più lontano dal Sole di Plutone. Secondo modelli matematici che sono stati presentati, si ritiene che il Pianeta X o Nibiru, ha un’orbita ellittica estrema di 30 gradi.

Harrington è diventato un credente nell’esistenza del Pianeta X oltre Plutone e si è impegnato nelle ricerche di esso, con risultati positivi provenienti dalla sonda IRAD nel 1983. 

Tuttavia, la ricerca del Pianeta X ha continuato a crescere paventando ogni sorta di teorie, molte delle quali fanno parte della pseudoscienza. Molti credono che il pianeta X sia a tutti gli effetti Nibiru, il pianeta della razza extraterrestre chiamata con il nome Anunnaki, venuta sulla Terra in un lontano passato e avviato così la civiltà come la conosciamo.

I Teorici degli Antichi Astronauti credono che l’orbita di Nibiru intorno al sole possa essere estremamente ellittica, e in base ai testi, si trovi ben oltre l’orbita di Plutone. Per completare la sua orbita dall’apogeo al perigeo intorno al Sole impiega circa 3600 anni. Nibiru si crede possa essere il pianeta natale degli Anunnaki.

L’avvicinarsi di Nibiru verso i pianeti del nostro sistema solare potrebbe rappresentare una minaccia enorme viste le sue caratteristiche gravitazionali. Secondo gli antichi testi cuneiformi, che si ritiene essere alcuni degli scritti più antichi e conosciuti fino ad oggi, tornano indietro di almeno 6.000 anni.

Questi scritti spiegano la storia di una razza di esseri chiamati Anunnaki. Gli Anunnaki vennero sulla Terra da un pianeta del nostro sistema solare chiamato Nibiru. Purtroppo, molte persone non ne hanno mai sentito parlare, perché, secondo la scienza ufficiale il pianeta chiamato Nibiru non esiste. Tuttavia, secondo Sitchin, la presenza di Nibiru è molto importante per il passato e il futuro dell’umanità.

Secondo una teoria denominata ‘ipotesi Nemesis’, il pianeta supposto, che si trova oltre l’orbita di Plutone e le sue lune, è, infatti, una stella scura in orbita intorno alla nube di Oort, che fondamentalmente trasforma la nostra Stella in un sistema binario, che è, (se esiste) il misterioso oggetto celeste. Questa teoria è stata esclusa da numerosi astronomi e indicata come impossibile.

Secondo John Matese, Patrick Whitman e Daniel Whitmire della University of Louisiana a Lafayette, il corpo celeste situato nel nostro Sistema Solare nella nube di Oort è, infatti, un ipotetico gigante gassoso. Tuttavia, nel 2014, la NASA ha annunciato che l’indagine WISE aveva escluso qualsiasi oggetto con le caratteristiche di Tyche, indicando che Tyche come ipotizzato da Matese, Whitman, e Whitmire non esiste.

Ivan è uno scrittore freelance, redattore capo di ancient-code.com, scrive anche per EWAO, condivide le sue conoscenze online sulle origini antiche.

Storia, Archeologia, Spazio e misteri del mondo sono alcuni dei temi di cui scrive. 

http://www.ancient-code.com 

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

‘mezzo milione di anni fa’

Disco alato

Un solo codice genetico per tutte le forme di vita terrestri Il ruolo chiave del ‘molibdeno’

I Nefilim sulla Terra, potevano essersi evoluti su un altro pianeta, esseri che, verosimilmente, non dovevano essere molto diversi da noi?

E potevano avere, mezzo milione di anni fa, le capacità per compiere viaggi interplanetari? La prima domanda ne implica un’altra, più generale: c’è vita, come noi la conosciamo, da qualche parte nell’universo, al di fuori del pianeta Terra? Gli scienziati oggi sanno che esistono innumerevoli galassie come la nostra, che contengono innumerevoli stelle come il nostro Sole e una serie infinita di pianeti con milioni di possibili combinazioni di temperatura, atmosfera ed elementi chimici: esistono quindi innumerevoli possibilità di vita nell’universo.

Si è scoperto, inoltre, che lo spazio interplanetario non è vuoto. Esso contiene, per esempio, molecole d’acqua, retaggio di quelle che si presume siano state nuvole di cristalli di ghiaccio che dovevano avvolgere le stelle nei primi stadi del loro sviluppo. Tale scoperta sembra confermare i riferimenti dei testi mesopotamici alle acque del Sole che si mescolavano con le acque di Tiamat.

Sono state anche trovate molecole di base della materia vivente “fluttuanti” nello spazio interplanetario ed è stata sfatata la convinzione che possa esservi vita solo a certe particolari condizioni di temperatura e atmosfera. Si credeva, inoltre, che l’unica fonte di energia e di calore disponibile per gli organismi viventi fosse il Sole, ma anche questa teoria cadde quando la navetta spaziale Pioneer 10 scoprì che Giove, molto più lontano dal Sole rispetto alla Terra, era un pianeta talmente caldo che doveva per forza avere delle fonti proprie di energia e di calore.

Un pianeta che contiene molti elementi radioattivi non soltanto genera da sé il proprio calore, ma manifesta anche un’intensa attività vulcanica; e questa attività vulcanica produce un’atmosfera. Se il pianeta è grande abbastanza da esercitare una forte attrazione gravitazionale, conserverà la sua atmosfera praticamente per sempre.

A sua volta, l’atmosfera crea una sorta di “effetto serra”: protegge il pianeta dal freddo dello spazio esterno e impedisce la dispersione del calore interno al pianeta; si tratta di un effetto simile a quello dei vestiti che indossiamo, che ci riparano dal freddo perché non lasciano disperdere il calore del corpo. Era proprio questo che avevano in mente gli antichi autori dei testi che descrivevano il Dodicesimo Pianeta come «avvolto da un alone», un’espressione che dunque non ha più soltanto un valore puramente poetico.

Il Dodicesimo Pianeta era sempre definito un pianeta “radiante”, “il più luminoso degli dèi”, e nelle raffigurazioni appariva appunto come un corpo che emanava raggi. Esso era dunque in grado di produrre da sé il proprio calore e lo tratteneva grazie al suo mantello atmosferico. Gli scienziati sono giunti all’inaspettata conclusione che non solo è possibile che la vita si sia evoluta sui pianeti più esterni (Giove, Saturno, Urano, Nettuno), ma che anzi è più che probabile che sia cominciata proprio là. Quei pianeti, infatti, sono formati dagli elementi più leggeri del sistema solare, hanno una composizione più simile a quella dell’universo in generale e contengono nella loro atmosfera grandi quantità di idrogeno, elio, metano, ammoniaca, e probabilmente neon e vapore acqueo – tutti elementi necessari per la produzione di molecole organiche.

Per la vita, quale noi la conosciamo, l’acqua è essenziale. I testi mesopotamici non lasciano dubbi sul fatto che il Dodicesimo Pianeta fosse un pianeta ricco d’acqua. Nell’Epica della Creazione l’elenco dei 50 nomi del pianeta ne comprendeva un buon gruppo che esaltava proprio il suo carattere “acquatico”. Sulla base dell’epiteto A.SAR (“re d’acqua”), “che stabilì livelli d’acqua”, il pianeta era chiamato A.SAR.u (“maestoso, luminoso re d’acqua”), A.SAR. U.LU.DU (“maestoso, luminoso re d’acqua la cui profondità è abbondante”), ecc.

I Sumeri erano certi che il Dodicesimo Pianeta fosse un pianeta lussureggiante di vita, tanto che uno dei suoi epiteti era NAM.TIL.LA.KU, “il dio che mantiene la vita”. Era anche il “dispensatore di vegetazione”, «creatore di cereali ed erbe che fa germogliare la vegetazione … che aprì i pozzi, distribuendo le acque dell’abbondanza», l'”irrigatore di Cielo e Terra”.

La vita, dunque, sostengono gli scienziati, non si formò sui pianeti terrestri, con i loro pesanti componenti chimici, ma nelle regioni più esterne del sistema solare. Da qui il Dodicesimo Pianeta venne poi in mezzo a noi, presentandosi come un pianeta rossastro, luminoso, che generava e irradiava calore proprio, che traeva dalla sua stessa atmosfera gli ingredienti necessari per la chimica della vita.

Se un problema esiste, è quello della comparsa della vita sulla Terra. Il nostro pianeta si è formato circa 4 miliardi e mezzo di anni fa e secondo gli scienziati le prime, più semplici forme di vita si trovavano già sulla Terra dopo poche centinaia di milioni di anni dalla sua formazione. Sembra davvero troppo poco. Parecchi elementi indicano anche che le più antiche e semplici forme di vita, risalenti a più di 3 miliardi di anni fa, contenevano già molecole di origine biologica, invece che non-biologica. In altre parole ciò significa che la vita presente sulla Terra così poco tempo dopo la sua formazione discendeva da altre forme di vita precedenti e non dalla combinazione di gas e sostanze chimiche inerti.

Non resta, quindi, che prendere atto del fatto che la vita, che non poteva evolversi facilmente sulla Terra, in effetti non è qui che ebbe origine. In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica «Icarus» (settembre 1973) il Premio Nobel Francis Crick e il dr. Leslie Orgel avanzarono l’ipotesi che «la vita sulla Terra possa essere nata da minuscoli organismi provenienti da un pianeta lontano».

I due scienziati cominciarono i loro studi mossi dal comune senso di disagio nei confronti delle teorie correnti circa l’origine della vita sulla Terra. Come mai esiste un solo codice genetico per tutte le forme di vita terrestri? Se la vita ebbe inizio dal cosiddetto “brodo” primordiale, come ritengono quasi tutti i biologi, allora avrebbero dovuto svilupparsi organismi con codici genetici diversi. Inoltre, come mai l’elemento molibdeno svolge un ruolo chiave nelle reazioni enzimatiche necessarie per la vita, quando il molibdeno è in realtà un elemento molto raro? E perché elementi che sono più abbondanti sulla Terra, come il cromo e il nichel, hanno invece scarsa rilevanza nelle reazioni biochimiche?

La strana teoria proposta da Crick e Orgel non affermava solo che la vita sulla Terra poteva essersi originata da un organismo proveniente da un altro pianeta, ma anche che si sarebbe trattato di un’operazione volontaria – che, cioè, esseri intelligenti di un altro pianeta avrebbero volutamente gettato il “seme della vita” dal loro pianeta verso la Terra con una nave spaziale, con il preciso scopo di avviare la catena vitale sulla Terra.

Senza conoscere i dati forniti dal presente libro, dunque, questi due eminenti scienziati sono arrivati molto vicino alla verità. Non si trattò, tuttavia, di una premeditata opera di “inseminazione”, bensì del prodotto di una collisione celeste. Un pianeta vitale, il Dodicesimo Pianeta con i suoi satelliti, entrò in collisione con Tiamat e la divise in due, “creando” la Terra con una delle due metà.

Durante tale collisione il suolo e l’aria del Dodicesimo Pianeta, che contenevano in sé i semi della vita, “fecondarono”, per così dire, la Terra e le fornirono le prime forme di vita biologicamente complesse la cui presenza non può essere altrimenti spiegata. Ma quando cominciò la vita sul Dodicesimo Pianeta? Anche se la sua origine fosse anteriore a quella della Terra solo dell’1 %, risalirebbe comunque a 45 milioni di anni prima. Persino con un margine così modesto, esseri evoluti quanto l’uomo potevano già vivere sul Dodicesimo Pianeta quando sulla Terra cominciavano appena ad apparire i primi piccoli mammiferi.

Fatte le debite proporzioni, dunque, era certamente possibile che gli abitanti del Dodicesimo Pianeta fossero in grado di viaggiare per lo spazio mezzo milione di anni fa.

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