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“l’ovile di Facebook”

  Così Facebook ha fregato Google (e ci ha chiusi nel suo recinto)

Partiamo da un assioma che è difficile mettere in discussione: lasciando da parte i fanboy, le passioni e le opinioni personali (che in quanto opinioni al momento non ci interessano) ci sono sostanzialmente 5 aziende (che io chiamo le 5 Sorelle) che stanno costruendo tecnologicamente il nostro presente e gettando i ponti per il nostro futuro e sono, in rigoroso ordine alfabetico, Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft.

La seguente digressione marchettosa è utile ai fini del post, e quindi mi verrà concessa: scrivevo nel mio libro sul Web 3.0 e sulle tecnologie di domani: “Ci sono delle realtà nel nostro mondo che sono in grado di cambiare la vita di tutti noi. Non solo delle realtà, anche delle persone.

Persone come Bill Gates (Microsoft) o Steve Jobs (Apple), hanno cambiato le nostre vite. Per sempre

Questi imprenditori, anche se chiamarli imprenditori mi sembra riduttivo visto l’influenza che hanno avuto sulla vita della comunità, insieme a gente come Sergey Brin e Larry Page (Google), Jeff Bezos (Amazon) e Mark Zuckerberg (Facebook) hanno modificato non solo la nostra quotidianità, ma anche i nostri modi di pensare e di approcciarci al resto del mondo”.

Amazon – Jeff Bezos
Amazon ha del tutto cambiato il modo di concepire lo shopping, l’acquisto, il mercato e tutto quello che è “comprare”. In pochi anni è diventato di fatto il più grande negozio del pianeta, il servizio di logistica più importante di sempre (e qua sta la sua vera forza) e un servizio di cloud e di hosting senza precedenti.

Microsoft – Bill Gates
Microsot, l’eterna “data per morta”. Microsoft, l’odiata progenitrice di Windows che gira su tutto. Microsoft, l’azienda che per tutti si sarebbe dovuta estinguere presto. Microsoft, la “madre delle schermate blu”.
Microsoft… l’azienda tecnologica che l’8 aprile ha compiuto 40 anni. Da 40 anni leader del mercato dell’innovazione. Ho detto tutto.

Apple – Steve Jobs
Il Sogno. Apple è il sogno.
“Il Macintosh è più di un computer: è uno stile di vita”. Steve Wozniak.

Apple crea una tecnologia che ha una caratteristica mai avuta prima: è bella, talmente bella da diventare di moda. Apple non solo produce hardware ottimo ma lo rende di moda. E vince. Tutto.

Ok, la doverosa digressione era d’obbligo ma adesso passiamo ai veri protagonisti di questo post, ovvero Google e Facebook.

Brin e Page hanno messo insieme due cose assolutamente geniali con Google, ovvero un indice di tutti i siti presenti in rete ordinato, completamente automatizzato e un modello di business perfetto.

Google nasce come “banale” motore di ricerca e diventa una galassia di servizi: innovazione dopo innovazione Big G cambia il nostro modo di vivere giorno dopo giorno.

Mappatura
Google sponsorizza dei satelliti geostazionari, come GeoEye 1 che gira sopra alle nostre teste a 680 Km di altezza. Attraverso questo tipo di controllo globale ha mappato la Terra (Maps), il cielo (Sky), i mari (Oceans), la Luna (Moon) e addirittura Marte (Mars).

Ricerca
Ognuno di noi fa decine di query su Google ogni giorno, chi più chi meno superiamo mediamente le dieci.

Quando abbiamo bisogno di qualcosa lo cerchiamo su Google, sempre che non sia qualcosa di verticale come ad esempio alberghi, oggetti da acquistare o ristoranti… li entrano altri fattori e Google lo sa bene.

Acquisizioni

Google ha comprato colossi incredibili che gli permettono di tenere un piede dentro alle principali innovazioni oggi presenti sul pianeta. Ha comprato Motorola (per poi rivenderla svuotata dei brevetti) e ha comprato nel 2013 Boston Dynamics ovvero una delle più evolute realtà robotiche presenti al mondo.
E non ci dimentichiamo che ha comprato e reso planetario il successo di YouTube quando nessuno, nessuno, cedeva nei video come settore di mercato concorrenziale e tremendamente penetrante.
Ricordo che ai tempi sentivo gente dire “i video sono morti”. Seeee, morti.

Android
Google è proprietaria di Android, il sistema operativo che gira sulla maggior parte dei dispositivi mobili presenti oggi sul mercato. Non va solo sui cellulari ma anche su orologi e su ogni dispositivo possa portare dentro un processore.
Android è stato fondato da una compagnia di sviluppatori capitanata da Andy Rubin che oggi, guarda caso, è a capo della divisione robotica di Google, ovvero di Boston Dynamics.

In questo scenario che ha del fantascientifico Google si pone come leader innovatore praticamente incontrastato di fronte a una Apple che dalla scomparsa di Steve Jobs è diventata muscolare ma poco innovativa (più ram e processori più veloci non sono innovazione) e alle altre che per quanto leader nei loro settori non brillano per innovazione pura. Tranne… tranne Facebook.

Credits: Charis Tsevis (mikeshouts.com)

L’UNIVERSO DI ZUCKERBERG

Facebook nasce quasi per caso dal gioco, brutale e del tutto fuori luogo, di un ragazzino di Harvard che decide di costruire un sito per mettere a confronto musi di animali con volti di donne: il ragazzino di chiama Mark Zuckerberg e si appresta a cambiare il mondo indossando delle ciabatte Adidas.

Facebook cresce, supera il miliardo di utenti, viene quotato in borsa, passa il miliardo e 500 milioni di utenti superando il numero di abitanti dell’India e piazzandosi dietro solo alla Cina. Facebook non è più un gioco ma un sistema complesso di “controllo delle masse” dove controllo sta per misurazione delle attività delle persone e gusti delle stesse.

FB sa tutto, di tutti: sa con chi parliamo, cosa diciamo, quando, cosa ci piace, di cosa parliamo e con chi, da cosa siamo influenzati. Facebook sa tutto ma non gli basta.

Nel 2013 compra Instagram (qualche filtro fotografico senza un modello di business per la cifra di un miliardo di dollari circa) e un annetto dopo sconcerta il mondo comprando Whatsapp per qualcosa come 19 miliardi di dollari, soldi sufficienti a comprare la portaerei Ronald Regan.

Abbiamo capito, il valore per Facebook sono le persone, il numero enorme di persone, di fatto tutte le persone. Ma per farci cosa?

Il valore sono gli esseri umani, tipo Matrix, i dati che le persone generano e continueranno a generare sempre di più. Il valore sono i gusti degli individui e le loro relazioni, Facebook l’ha capito prima degli altri e lo sfrutta come nessun altro.

Mentre Google fatica a mantenere in crescita il proprio modello di business a causa dell’idiosincrasia che le persone mostrano verso ogni forma di pubblicità (anche se il fatturato di Big G rimane enormemente superiore a quello di FB) Facebook si proietta nel futuro, passando anche dall’Internet delle cose.

Cosa vuol dire Internet delle cose?

Mark Zuckerberg. Credits: wsj.com

E’ un’evoluzione di Internet in cui le cose, gli oggetti anche di uso comune, sono in grado di interagire tra loro ed accedere alla Rete e a tutti i dati in essa contenuti, per poter acquisire “l’intelligenza” necessaria a svolgere compiti complessi.

Anche qua, come avrete capito, è tutta questione di protocolli e di linguaggi: se le cose saranno in grado di parlarsi e di sentirsi tra loro lo dovranno fare nella stessa lingua, ma una volta raggiunto un accordo (e qua si parla più di politica economica che non di tecnologie), il pianeta sarà una vera e propria selva di sensori e dispositivi che parleranno tra loro.

Da questo universo tracciato, mappato tecnologicamente, potremo estrapolare ogni forma di informazione, di scienza e di applicativo.

E chi fornisce la piattaforma per fare si che tutto si parli e tutto comunichi formando la più grande intelligenza artificiale collettiva? Ma guarda un po’, Facebook.

“Durante la conferenza di apertura dell’F8, l’evento dedicato agli sviluppatori in corso a Fort Mason, Ilya Sukhar ha annunciato il rilascio di Parse per l’Internet of Things. Parse è la piattaforma mobile di Facebook dedicata a chi vuole sviluppare app senza curarsi degli aspetti più tecnici come storage, backend, server, cloud, analytics e dopo smartphone e tablet è già aperta da tempo ad accessori come Arduino. Il passo alla domotica, quindi, è più breve di quanto si possa pensare.”
(fonte)

Quindi FB non si limita a far parlare zii e cucini ma fa parlare ogni oggetto presente su questo pianeta con tutti gli alri e se pensate che questo pianeta conta circa 8 miliardi di device connessi a Internet allora beh, il chiacchiericcio delle cose diventa Big Data.

Nel mentre succede anche che il social blu pensa di uscire dai proprio confini, quei enormi confini da un miliardo e mezzo di utenti, con una piattaforma chiamata Atlas che serve a fare pubblicità sugli utenti Facebook fuori da Facebook, ovvero stai sul social blu che sa tutto di te, esci e vai su siti affiliati i quali sanno tutto di te, grazie a quello che gli dice FB.

Forte, eh?

FACEBOOK È “IL NUOVO GOOGLE”

Qualcuno mi ha detto che sì, tutto questo è vero, ma oggi Google grazie ad Android sa dove siamo tutti noi in ogni momento. Verissimo, ma lo saprà anche FB quanto tutti i dispositivi parleranno e comunicheranno attraverso di esso.

Qualcuno mi ha detto che Google ha un piede in tutte le tecnologie più impattanti del prossimo futuro. Vero, ma FB sta lavorando esattamente in questa direzione e questa, quindi, è innovazione.

Qualcuno mi ha detto che su Google Plus le community hanno altri gradi di interazione. Probabilmente è vero, ma alla casalinga di Voghera (che è la discriminante per il successo di una piattaforma rispetto a un’altra) non interessa molto Google Plus.

Qualcuno mi ha detto che le persone sono su Facebook solo per cazzeggiare mentre su Google ci sono servizi utili. Si, vero, ma FB è stata la prima azienda a trasformare il cazzeggio in una fonte di business.

Qualcuno mi ha detto che le 5 Sorelle si spartiranno il mondo tecnologico da brave appartenenti a un cartello con Google=Hub, Facebook=Piazza, Amazon=Market place, Apple=Piattaforma Microsoft=Office e SO.

Probabilmente anche questo è vero ma mi pare che la battaglia per la conquista del mondo digitale sia decisamente aperta e aspra e che specialmente penda sempre da qualche parte, non sia mai bilanciata.

Facebook ha miliardi di conversazioni al giorno da leggere, guardare, monitorare, misurare. Facebook ha monetizzato il cazzeggio. Facebook è nei tuoi messaggi privati, qualunque cosa usi.

Facebook permetterà il passaggio di danaro attraverso Messenger (l’avevo dimenticata, ma Mark no…. ecco cosa se ne fa di Messenger oltre che Whatsapp).

Facebook permetterà alle cose di comunicare tra loro attraverso di lui, divenendo di fatto un Hub come non si è mai visto prima.
Facebook permetterà ai siti partner di guadagnare sulla sua stessa mole di dati e sulla conoscenza degli utenti.

Non lo so cosa accadrà tra 5 anni, giuro che non lo so come non lo sa nessuno, ma quello che so è che in questo momento, nel preciso momento in cui scrivo, Facebook è certamente la piattaforma e l’azienda che maggiormente sta correndo per innovare, in alcuni casi inseguendo gli altri ma pur sempre correndo più veloce.

Direi che ‘sti ragazzi ci sanno fare, no ? 

RUDY BANDIERA 

FONTE

Pubblicato su: http://www.nogeoingegneria.com/ 

http://ningizhzidda.blogspot.it/

“il machiavellico web”

I TROLL DI INTERNET 

I “TROLL” di internet sono persone che pubblicano messaggi controversi, irrilevanti o addirittura copiati dai vari social per renderli ridicoli. Emotivamente evocano un forum e/o pagine a loro dedicate di discussione on-line o una chat room e altre miriadi di social.

Non è raro vedere i piani coordinati di attacco dei troll su singole pagine e/o profili dei singoli. Qualcuno si è fatto delle domande: “Qual’è il loro scopo? Che cosa vogliono ricavare da questo comportamento?”

La cosa più ovvia è che tutto punta ad indirizzare ad una cosa: ‘l’attenzione’.

I commenti e gli articoli ripresi e poi ri-pubblicati altrove, sono progettati per distruggere o interrompere l’eventuale conversazione – portandosi perfino a mentire, esagerare, nonché a offendere gratuitamente, ma mai e poi mai ad entrare con argomenti contrapposti per esprimere il loro punto di vista per ottenere una risposta dall’altra parte.

Sicuramente la loro intenzione non è quella di approfondire e mettersi in gioco con le proprie idee, quello che vogliono è quello di primeggiare, un qualcosa che possa attrarre la loro attenzione, sfidando gli altri, con molestie via e-mail e con i media disponibili sul web.

Nello specifico, il comportamento di questi “ricercatori”, è paragonabile ad adolescenti del 21° secolo, che si cimentano tramite internet come un bambino di giovane età. Scienziati e ricercatori, hanno anticipato questo potenziale comportamento come un disturbo della propria personalità.

E’ stato constatato che i troll possiedono i tratti caratteristici di una personalità già esistente, il machiavellismo; le persone che rientrano in questa categoria, utilizzano (nella loro condotta generale) l’astuzia e l’inganno. Di solito sono privi del senso di moralità, non riuscendo a vedere il vero problema del bene comune del mondo. Nel 2014 è stata fatta una globale valutazione dell’andatura di Internet che ha dimostrato forti correlazioni psicologiche machiavelliche a coloro che ammettono il loro status di troll on-line.

Agli estremi di questi personaggi machiavellici ci sono tre distinti comportamenti:

“Narcisismo:” i narcisisti centralizzano la maggior parte delle cose intorno a se stessi, parlando e agendo egoisticamente, disprezzando e criticando rompendo le regole del dialogo per ottenere ostinatamente quello che si sono prefissi di fare.

“Psicopatia”: Gli psicopatici vengono così classificati per il loro duraturo comportamento antisociale, non hanno nessun rimorso quando esibiscono audaci comportamenti, anche quando sono consapevoli di interventi non appropriati. Hanno un rapporto diffidente con le persone intorno a loro.

“Sadismo:” I sadici, vengono gratificati quando fondamentalmente sperimentano il piacere assistendo al dolore degli altri; si sentono estasiati dalle scene di lotta e di angoscia; a volte causando volutamente il dolore agli altri, in modo di ricevere l’estasi che ne deriva dalla sofferenza.

Si può dedurre che le persone che hanno alti livelli di machiavellismo riflettono la probabilità di essere degli Internet-Troll. Le tre componenti comportamentali combinate sopra citate hanno un unico denominatore: la mancanza di impulsi, indipendentemente dallo scopo che li traina, essendo privi della possibilità di contenerli. Ciò che li differenzia dal resto della popolazione è il “machiavellismo”.

I troll hanno un innato bisogno di aspirazione alla violenza ad un livello che va al di là del gestibile; alcuni utenti difendono i troll partecipando loro malgrado a quasta “trolling-internet”, sostenedola come una forma d’arte; vengono usati come si fa per la pesca al traino con innoqui commenti off-topic per distrarre on-line gli altri; Questi utenti si rendono conto quando viene viene passata la loro linea di decenza? Come il razzismo, la violenza, misoginia, offese, l’elenco potrebbe continuare. Che dire poi quando viene attaccato un caro defunto?

E’ giusto rovinare una famiglia solo per il gusto di farlo? Qunado sarebbe meglio rimanerne fuori?

Purtroppo la potenza dell’anonimato è forte e determinante sulla quantità di quello che si commette. In un imperativo rapporto viene suggerito che mediamente un troll pubblica dai 100 ai 300 commenti in un giorno, quanta mal-vessazione e caos avranno provocato in un mese? e che dire in un anno?

I troll non sono solo un fastidio, ma un danno alla società che cerca di proteggere se stessa, sia emotivamente che fisicamente, per le ripercussioni messe in discussione che ne derivano da tale comportamento, meglio sarebbe ignorare questi troll, qualsiasi attenzione che si dedica a loro è una goccia di combustibile che alimenta questo fuoco, alla fine, sarebbe meglio lasciarli svanire nel limbo del web. 

http://ningizhzidda.blogspot.it/

“Dal Web”

http://www.maurizioblondet.it/stoltenberg-vuole-la-nato-in-guerra/di Maurizio Blondet 16 novembre 2015

Tutto come da programma: il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha addirittura sollecitato Parigi ad invocare l’articolo 5, che obbliga i paesi membri dell’alleanza a scendere in guerra a fianco di uno di loro che sia aggredito. Stoltenberg obbedisce come sempre ad ordini americani. Se del “governo” americano non è certo. E‘ certo invece che William Kristol, il guru dei neocon, esige dalle colonne del Washington Post l’invio di truppe di terra: mai sprecare un bell’attentato-strage. Segue l’articolo QUI

https://jonrappoport.wordpress.com/

 Every television newscast: staged reality

by Jon Rappoport
November 16, 2015

Focus on the network evening news. This is where the staging is done well.

First, we have the image itself, the colors in foreground and background, the blend of restful and charged hues. The anchor and his/her smooth style.

Then we have the shifting of venue from the studio to reporters in the field, demonstrating the reach of coverage: the planet. As if this equals authenticity.

Actually, those reporters in the field rarely dig up information on location. A correspondent standing on a rooftop in Cairo could just as well be positioned in a bathroom in a Las Vegas McDonald’s. His report would be identical. Continue HERE

http://www.imolaoggi.it/2014/11/13/dite-addio-a-liberta-di-navigazione-e-di-parola-obama-sta-per-distruggere-internet/

Dite addio a libertà di navigazione e di parola. Obama sta per distruggere Internet.

13 nov – Il presidente americano vuole regolamentare internet come servizio pubblico. Forse non c’è un presidente che ha fatto di più per distruggere tutto ciò che Barack Obama ha distrutto, dalla pace nel mondo ai diritti costituzionali degli americani. E, come ricorda Martin Armstrong sul suo blog, rimarrà in carica altri due anni, un lasso di tempo sufficiente per strascinare il paese in una Terza Guerra Mondiale e ridurre la Costituzione a carta straccia. Segue QUI

http://vaticproject.blogspot.it/2015/11/paris-attack-like-mumbai-and-gladio.html

“… 5. Nelle mani degli Stati di oggi c’è una grande forza che crea il movimento del pensiero nel popolo, questa è la stampa. …. Stampa che permette di esprimere e creare malcontento. … questo strumento mediatico è caduto nelle nostre mani. Attraverso la stampa abbiamo acquisito il potere di influenzare le masse, pur rimanendo noi stessi in ombra, grazie alla stampa abbiamo l’oro nelle nostre mani ….” – Protocolli dei Savi di Sion, scritte 1897

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PARIS ATTACK LIKE MUMBAI AND GLADIO ATTACKS – UPDATED BOOM! CIA Director Met with French Security Chief and Mossad Before Paris Attacks

Posted by Vatic Master 2015-11-16 

Vatic Note:  Boy,  I could not write a vatic note as extensive in analysis as this article and I tell you, it was riveting to say the least.   This was big and he or she shows just how extensive, and long term planning this was.  This is an ongoing project with various intel agencies across Europe, the USA, and Mossad.

They really want us to start WW III against the Muslims and have us kill each other off, so they don’t have to do it after the war, like they did in Russia and post WW II Europe,  and they are willing to kill people to do it.  Both Christians and Muslims should join together and fight these satanist Khazars.   They are the real threat to the globe.

Anyway, you read and see what you think.   This above was my reaction to all of this below.  This is excellent research by the author and is very educational. Check out the dates, times, who was involved, and how many countries were involved.  That includes Mossad and even NATO,  as well.  I then follow up with another article showing again, the involvement of mossad and others in this Paris scheme and it had no connection to Muslims at all.

It was the French and Israel governments and the second article shows it included French Intel personnel.  This is truly a MUST READ all the way through.   If Gladio is real, then treason is the call and everyone involved should be arrested, tried and if convicted receive the death penalty. Continue HERE

  http://www.zengardner.com/knees-jerking-yet-let-dose-truth-set-free/

Are your Knees Jerking Yet? Let a Dose of Truth Set you Free

by Vivek Chaturvedi – Nov 16, 2015
Contributor, ZenGardner.com 

Greetings my fellow worlders….

What a time eh? I mean really, what a time.

The mess that is the middle east finally festers into the “situation” in Paris, and I use those inverted commas with due fore-thought.

To beLIEve the script is to buy the story-line and this is an old, old story line. So old in fact, that if you really dared to catch the visible string and started pulling, your MIND would unravel. The depth of deceit, the time-line, the events that you THOUGHT or rather were made to beLIEve shaped your history and therefore your present and thus your and mine, OUR collective future, more so in the last 4-500 years are ALL a fabric of lies. Continue HERE

almanacco di luglio 2015

Philippe Agrain 

 Francia via libera alla legge sulla sorveglianza di massa

“Un segno di debolezza politica”: così l’informatico e scrittore Philippe Aigrain commenta l’approvazione da parte del parlamento francese della “loi sur le renseignement”, la normativa che amplia il controllo sulle comunicazioni dei cittadini anche attraverso le “scatole nere” di FRANCESCA DE BENEDETTI

“LA SORVEGLIANZA indiscriminata, che ora in Francia diventa legge, non ci protegge dagli attentati. Anzi, ci sottopone a un rischio ulteriore: Continua …

la tecnologia del 2014

 SORVEGLIANZA: Dopo la Francia si accoda la Spagna

Anche la Spagna, quindi, si dota di una legge molto restrittiva in termini di sorveglianza dei propri cittadini. Questa verrà attuata tramite un software in grado di raccogliere dati, meta-dati e conversazioni degli utenti.

Il primo luglio è entrata in vigore quella che è stata soprannominata la Ley Mordaza insieme alla riforma del Codice Penale.

Le due leggi hanno raccolto un’ondata di critiche: da Amnesty, a Save The Children per arrivare fino alla Caritas e all’Onu.

Il New York Times ha addirittura parlato di ritorno “ai giorni oscuri del regime franchista” (….) Il motivo di questo colossale piano di sorveglianza digitale è, come la solito, la lotta al terrorismo. Continua …

La Ley Mordaza” spagnola è inquietante. New York Times

 La “Ley Mordaza” spagnola è inquietante. New York Times

Il New York Times ha definito la Ley Mordaza, la legge bavaglio spagnola, “inquietante” e ha accusato il governo del paese, guidato da Mariano Rajoy, di promuoverlo per mantenere il potere.

“L’obiettivo principale della legge, a quanto pare, è aiutare il partito al governo a rimanere al potere scoraggiando le proteste contro l’austerità, che sono aumentate e si sono rivelate di grande supporto per il partito Podemos che sembra destinato a raggiungere una buon risultato nelle elezioni di quest’anno”, scrive il giornale.
L’articolo ‘Spain’s Ominous Gag Law’ ricorda la manifestazione inusuale a Madrid contro la legge bavaglio realizzata in forma di ologrammi il 10 aprile. “Finora le proteste non sono illegali in Spagna”, scrive il giornale, “ma lo saranno se la nuova legge entrerà in vigore il 1° luglio”. Continua … 
 

Wi-fi dallo spazio, il pericolo planetario?

Quando la realtà supera l’immaginazione: satelliti, droni, laser e palloni in alta quota, tutto sopra le nostre teste. Una flotta di oltre 200.000 unità nello spazio fino a 750 miglia, ognuno in orbita continua per cinque anni a cominciare (forse) già dal 2018. Per garantire una connessione internet permanente, una copertura di rete ineludibile e ubiquitaria.

Non è la trama dell’ultimo Guerre Stellari né visionaria fantascienza, ma l’obiettivo del piano di sviluppo a copertura globale di wi-fi ad alta velocità proveniente dallo spazio a cui stanno lavorando cinque multinazionali, tra cui i colossi del web Google e Facebook. Continua QUI  e anche QUI 
La geoingegneria non è matura sul clima serve un accordo politico -
La geo-ingegneria non è matura, sul clima 
serve un accordo politico

 
(Rinnovabili.it) – La geo-ingegneria non è in grado di proporsi come soluzione al cambiamento climatico, ma servono ulteriori ricerche nel campo. I consueti aspetti ambigui caratterizzano il rapporto presentato ieri da 14 istituzioni accademiche, incaricate dall’Unione Europea di valutare l’impatto di alcune tecniche di manipolazione del clima all’interno del progetto EuTRACE (The European Trnasdisciplinary Assessment of Climate Engineering).

La ricerca, alla quale hanno partecipato anche istituti di ricerca favorevoli all’ingegneria climatica (vedi Tyndall Centre, fra gli altri), ha riguardato alcune tecnologie che da anni ormai sono state proposte come panacea per il riscaldamento globale: Continua …

Migrazioni di massa e l’ente che le “promuove”

Qualche giorno fa’ ho segnalato come le masse di clandestini imbarcati dalla Libia non solo sono quasi tutti negri sub-sahariani (che Rai 3 continua a chiamare “siriani in fuga dalla guerra”); ma che alcuni di questi hanno raccontato all’inviato di Le Monde di essere stati presi per le strade libiche. Domanda: ci sono organizzazioni   in Libia che fanno incetta di negri per spedirceli?

Il dubbio è venuto anche all’ottimo sito elvetico Les Observateurs. Che indica un possibile sospetto.

http://lesobservateurs.ch/2015/06/13/la-migration-est-elle-vraiment-le-fait-de-desesperes/

“Se credete ancora che la migrazione sia fatta di disperati – esordisce – ricredetevi. E’ un’azione voluta e organizzata, fra gli altri, da « L’organisation internationale pour les migrations » …”.

E’ questa una organizzazione intergovernativa che pare collegata alle Nazioni Unite. Andatene a vedere il sito, ed apprenderete cose interessati. Continua …

 caldo

Fa caldo? fan…. Nato, Usa, Comunità Europea e militari tutti

Il caldo di questi giorni, si spera questa volta lo abbiate capito in molti, è un caldo addizionato e non potrebbe essere che altrimenti.

Chi come me ha superato i 50 anni, non potrà scordare gli insegnamenti ricevuti sin dalle elementari, dove ci veniva spiegato che l’equatore è la parte più calda del pianeta essendo la più esposta al sole, che l’estate è determinata da una maggiore irrorazione solare, per via dell’avvicinamento ellittico della terra nei confronti del sole, sono possibili ondate di calore aventi per fortuna breve durata grazie a continui ricambi d’aria nella stratosfera che determinano avvicinamento di possibili folate calde da Sud intercalate da folate fredde da Nord.

Fasi di caldo eccessivo determinano termiche pomeridiane che portano a crearsi sui rilievi di cumulonembi, che a loro volta creano i vecchi e tanto cari temporali che avevano il pregio di smorzare il calore accumulato nelle città da muri infocati, abbassando cosi le temperature. Continua …

"tacchini caracollanti" 

Gli schiavi per lo più sono paghi del loro umiliante stato.

Molti si chiedono per quale ragione non si riesca ad imprimere una svolta decisiva agli eventi che precipitano sempre più. Accantoniamo l’ipotesi, proposta all’interno di alcune dottrine filosofiche e taluni orientamenti scientifici secondo cui è tutto predeterminato, consideriamo che almeno il 99 per cento degli esseri umani è oggi incapace di intendere e di volere.

Se ascoltiamo i discorsi della gente comune e li confrontiamo con le “argomentazioni” degli esperti, non si nota alcuna differenza: l’ignoranza, e la malafede sono un tutt’uno indistinguibile. Sono pochissimi quelli che riescono ad intravedere le vere cause degli avvenimenti, ad interpretarli in modo corretto.  Continua … 

http://ningizhzidda.blogspot.it/

“Un particolare sfuggente”

DistruggereInternet come la conosciamo oggi è sul letto di morte.

Internet non è morta o moribonda.  Ma “non è il nostro migliore amico e non lo sarà mai.”

Premessa:

Sono passati a luglio quasi due anni da questo articolo che voglio riproporre, le cose riguardo la rete Internet non sono migliorate, anzi, con l’obbligo dei coockie è peggiorato. Accettandoli i coockie si sarà loggati al sistema, il webmaster del sito saprebbe benissimo cosa l’utente sta consultando, dicendo così addio alla tanto “falsa e anelata privacy”. Ma senza divagare andiamo a vedere cosa ci dice l’articolo del 2013 e le informazioni di “Snowden che dimostrano come l’Internet può essere usata contro di noi.”

La visione originale di Internet, che comportava la condivisione libera di mezzi di informazione e di comunicazione, senza che i suoi movimenti informatici e le ricerche siano misurati, seguiti, tracciati, archiviati, messi in sezioni, commercializzati e raggruppati in banche dati dal governo, è morta.

E questo è quello che si sta perdendo secondo i mezzi di comunicazione con l’attuale copertura di Edward Snowden.

La storia di Snowden non riguarda se egli sia una spia o se Eric Holder, chiederà la pena di morte o se il Presidente russo Putin Vladamir gli accorderà il permesso di restare o quali brutte notizie gli abbia dato il suo avvocato russo o quali vestiti puliti indossi.

Si tratta, come il Guardian del Regno Unito segnala, ciò che Snowden ha rivelato su Internet attuale.

Le rivelazioni di Snowden sono la fine di una visione di libertà di Internet senza restrizioni. Durante l’ultima decade abbiamo ascoltato ogni tipo cosa riguardo a Internet che sta rantolando. In linguaggio tecnico, la rete è più grande, più viva e si collegano più persone rispetto a prima.

Però cosa è morto durante l’evoluzione di Internet.

Nel 2002,Jeff Chester, direttore generale del Centro per la Democrazia Digitale, ha scritto che le grandi compagnie di comunicazione avrebbero ucciso la rete facendo pagare l’utilizzo dei dati con lo stesso prezzo al pubblico dell’acqua potabile di casa nostra. Gli utenti erano abbastanza seccati da questo scenario.

Oggi i canali dei dati più grandi e più rapidi sembrano aver compensato il timore per l’accesso ristretto. Gli odierni utenti, però, di Internet pagano come lo aveva predetto Chester.

L’anno passato, le lotte di SOPA presentarono un altro scenario riguardo al letto di morte di Internet:

La possibilità che può esserci una censura dei contenuti da parte del Governo perché le industrie costruite sulla creazione del contenuto non potevano nascondere la ruberia e ha voluto che il Congresso proteggesse la proprietà intellettuale.

La lotta è arrivata a essere così rancorosa che uccise l’azione del Congresso. Internet non è morta, infatti, ma ha continuato a crescere con grandi firme della tecnologia catturando sempre più le pulsazioni della tastiera dell’umanità per i propri fini di marketing.

Dieci anni fa, pochi pronosticavano che la crescita della rete avrebbe significato la disintegrazione della vita privata per quasi tutti coloro che usano computer e dispositivi digitali.

Questo però è quanto si trova nelle rivelazioni di Snowden.

E non si tratta solo di una perdita della privacy personale del settore industriale – Google, Facebook, AT & T e simili – ma di una sconfitta delle agenzie di spionaggio del governo federale, della polizia e dei tribunali segreti.

“Ripetete con me: Edward Snowden non è la storia”, ha scritto l’inglese John Naughton del The Guardian lo scorso fine settimana.

“La storia è ciò che ha rivelato sul nostro mondo collegato. Questa idea sembra essere sfuggita alla maggior parte dei mezzi di comunicazione mondiali”.

Snowden ha detto agli americani e al mondo che i loro governi – le cosiddette democrazie le cui eredità del XX secolo comprendono la disfatta del fascismo e l’espansione dei diritti civili individuali contro il potere di Stato – li stavano spiando.

Non è la stessa cosa come con la Guerra Fredda contro i sovietici. E’ più pulito e più intelligente:

raccolgono solo e deviano e ordinano i nostri tracciati di dati e orme digitali per uno scrutinio posteriore.

Ogni chiamata, ogni posta elettronica, ricerca e movimento è un gioco pulito.

Una grande quantità di persone ha risposto alle rivelazioni di Snowden, coprendosi le spalle dicendo:

“Non ho niente da nascondere.”

Però non vanno al dunque.

E’ già abbastanza brutto che le ditte private controllino i nostri movimenti, gusti, abitudini, salute e reti, tutto per venderci più cose. Quando però i governi fanno lo stesso, creando un’industria “di spionaggio domestico” con milioni di fruitori, il potenziale di abuso è terrificante.

Questa rete digitale è quello che Snowden ha cercato di portare alla luce e riformare: Internet, una volta che uno dei nostri migliori strumenti può ritorcersi contro di noi.

La storia ha dimostrato che è nel giusto.

Gli obiettivi del XX secolo degli stati totalitari non hanno quasi nessun posto per correre. I nemici del colpo di Stato in Egitto, come loro o no, non è poi così segreto, che sono stati arrestati e Snowden, il messaggero di uno scandalo di spionaggio in Internet globale, adesso è un uomo senza patria.

Internet non è morta o moribonda. Ma non è il nostro migliore amico e non lo sarà mai.

E come gli agenti dello spionaggio degli Stati Uniti e le sue imprese globali continuano a difendere la loro rete digitale, le rivelazioni di Snowden ci ricordano in cosa si è trasformato Internet.

di Steven Rosenfeld

30 Luglio 2013

dal Sito Web AlterNet 

traduzione di Nicoletta Marino

Versione originale in inglese

Versione is spagnolo

http://ningizhzidda.blogspot.it/

Il Metodo della classificazione web

web Il Metodo della classificazione web

La verità sul metodo Google per classificare i siti web. Anche se Google ha intenzione di lanciare tale sistema, è destinato a fallire. Internet è uno degli ultimi bastioni, il migliore del mercato libero della nostra stupidità, regolata, controllata, che manipola l’economia.

Quale volete di notizia, la buona prima o quella cattiva dopo?

Usuali fonti di media aziendali controllate dicono che questa è una buona notizia, quello che i sostenitori della anti-scienza stanno facendo è impazzire nel classificare le verità su Google, un atteggiamento straordinariamente facile per abituarsi ad una prospettiva di una realtà orwelliana tipo 1984.

Questo è il moderno mistero della verità nell’era di Google, di temi sono controversi nella conseguente ricerca, tenendo poi conto che questi articoli sono scritti da artisti del calibro di Joanna Rothkopf, la figlia più piccola di Kissinger e autore di “Super classe”, David Rothkopf.

Il New Scientist – il sito web che ha rotto la storia con Google con il suo articolo che vuole classificare i siti web, non sulla base dei link ma su quella dei fatti – inquadrando preferibilmente la scienza contro l’anti-scienza.

Hanno iniziato il loro articolo lamentandosi del fatto che i siti web anti-vaccinazioni sono sempre nella prima pagina di Google e, nuove storie sparse a macchia d’olio senza delle diffuse realtà. Inoltre l’articolo si rallegra del fatto che Google ha escogitato una risposta a questo imperversare di notizie, mettendo uno scudo a questo pasticcio: “i siti web vengono classificati secondo la loro veridicità”.

La timida buona notizia è che, ironia della sorte, l’articolo di New Scientist sembra essere un perfetto esempio di storia priva della diffusione su internet e pertanto privo di allargarsi a macchia d’olio come si credeva essere il suo intento. Mentre la storia si ricollega ad un documento di ricerca di un team di Google, inserendolo in una specie di pro-balistico modello multistrato romanzato per l’assegnamento di un punteggio di affidabilità a pagine web.

Inoltre, trascura di dire che questa idea ha ancora molto percorso da fare, al momento, c’è un teorico-lavoro-in corso e, non è neanche lontanamente pronto per essere attuato.

Molti di noi non hanno a disposizione dei feticci di equazione a multi-livello per poter analizzare i grafici lineari confrontandoli con le curve di calibrazione per analizzare i vari dati, per molti di noi certi parametri non sono molto fluenti, il succo è questo:

In primo luogo, una pagina viene classificata per le sue triple conoscenze, Queste sono collegate a triple informazioni, comprensive di un oggetto, predicato e complemento oggetto.

Il documento stesso fornisce un utile esempio: Obama – Nazionalità – USA. Questo è un “falso valore” (sempre secondo la stessa definizione) sarebbe invece Omaba – Nazionalità – Kenia. Questa tripla conoscenza (determinata da Google) viene valutata da loro per la precisione della pagina assegnandogli un punteggio KBT (basata sulla fiducia e la conoscenza) sul tradizionale rango della pagina, che Google potrebbe usare e/o mettere (o con qualche altra combinazione) il punteggio tradizionale del rango della pagina,  determinando un alto risultato nella ricerca delle pagine web.

Il documento utilizza un elenco di 15 siti di gossip per dimostrare l’utilizzo di questo metodo. I siti con informazioni controverse e spesso errate (siti di gossip), potrebbero inserirsi in posizioni molto alte nella ricerca tradizionale, portandoli verso la popolarità, ma nello stesso tempo, più bassi nei risultati KBT. Ma nello stesso tempo la procedura stessa ammette che c’è una lunga strada da percorrere prima che questo metodo KBT venga utilizzato da Google per la classificazione di migliaia di pagine web.

Questa è una buona notizia per i siti medio alti (ed i loro lettori) che si stanno rendendo conto che sono loro ad essere presi di mira da questa tecnologia. Dato che Google non è altro che una intelligenza americana aggiunta (e, lo è stato fin dalla sua nascita). Dobbiamo aspettarci qualcosa di simile per avere una valutazione corretta della “veridicità” che circonda i temi e le politiche più controverse del nostro tempo?

La Federal Reserve è un cartello privato creato da bankster con il preciso scopo di manipolare l’offerta della moneta controllando l’economia? Questa è una TEORIA DELLA COSPIRAZIONE! In questo caso Google non è adatto per noi.

Da sempre i governi hanno usato false flag sul terrorismo nella storia per giustificare le loro guerre di aggressione? Questo viene classificato come calunnia! Non passerà mai, il suo valore viene classificato in 200$, portandolo in fondo alla classifica dei risultati.

Google e ogni altra azienda della Silicon Valley ha le mani in pasta con il DOD e/o la CIA e/o la NSA? Bestemmia! Sei stato scomunicato dalla chiesa di Google.

LA VERA BUONA NOTIZIA:
Anche se Google ha intenzione di lanciare tale sistema, è destinato a fallire. Internet è uno degli ultimi bastioni della comunicazione e informazione, il migliore del mercato libero della nostra stupidità, regolata, controllata, che manipola l’economia.

La popolarità di Google non è salita perché i sicari governativi hanno puntato una pistola alla testa a tutti costringendoli ad usarlo. Non hanno nemmeno creato un sistema di licenze per operare con i sistemi dei motori di ricerca, questo trucco del governo è stato creato per tener fuori la reale concorrenza dal mercato.

E’ diventato popolare perché era un milione di volte più utile di AskJeeves o Yahoo! o uno degli altri obsoleti e goffi portali mal funzionanti che dominavano il web alla fine del 1990.

Certo che il potere del rango della pagina di Google, che potrebbe provenire direttamente dagli ingegneri della NSA, come qualcuno ha ipotizzato, resta comunque il fatto che la gente lo usa, perché possono trovare tutto quello che vogliono e anche facilmente e rapidamente con il minimo sforzo.

A questo punto se Goggle dovesse smettere di essere utile per la sua destinazione (per aiutare le persone a cercare informazioni), la gente comincerebbe a cercare alternative, anche se alternative non ce ne sono, alcuni usano la leva dell’anonimato:

Ixquick.com è un motore di ricerca che tutela la privacy, che restituisce i risultati tratti da una vasta gamma di altri motori di ricerca.

DuckDuckGo è un altro popolare motore di ricerca che tutela la privacy, utilizza una serie di strumenti innovativi per rendere la ricerca più facile e veloce.

SigTruth è un motore di ricerca alternativo medio, messo a disposizione per la libertà delle persone che utilizzano le proprie capacità di ricerca personalizzate, restituendo solo le ricerche dei media e siti alti su vari argomenti.

La notizia potrebbe essere che Google, ad un certo punto potrebbe iniziare ad usare il suo punteggio di “verità illustrata” per declassare i siti medio alti stimolandone altri medio alti (come Mike Adams) per annunciare la creazione dei propri motori di ricerca.

E’ così che il mercato delle idee è destinato a funzionare, e se quando Google decidesse di sterilizzare la ricerca, coloro che ne saranno disinteressati ad avere una propaganda igienizzata gli volteranno le spalle.

Ma ecco la migliore notizia di tutte: questa voglia di categorizzare i siti della “verità” (schiaffeggiando tutti gli articoli e mettendo il bavaglio istituzionale) mostra soltanto quanto disperato sia il voler essere dei controllori nel relegare i siti medio alti, è come il voler rinchiudere il genio in una bottiglia. Questo non è il primo segnale che i controllori stanno perdendo la loro guerra per tenere la gente all’oscuro su temi che contano.

Nel 2008, il globalista Zbigniew Brzezinski ha iniziato a lamentarsi, di come per la prima volta nella storia umana “tutta l’umanità si sia attivata consapevolmente e politicamente interattivamente”. Questo lo ha sottolineato in interventi e articoli, venendo alla conclusione che oggi non è più possibile dominare le persone negli stessi modi che sono state dominate nei secoli passati.

Nel 2011, Hillary Clinton ha ammesso che gli Stati Uniti stavano perdendo la guerra dell’informazione nei media alternativi e in tutte le bande di comunicazione.

Nel 2013, il PopularScience.com ha dovuto disattivare tutti i commenti su tutti i loro articoli, perché, è stato detto che una guerra decennale ha eroso il consenso popolare su una vasta gamma di argomenti scientificamente validati come il catastrofico cambiamento climatico.

E, sondaggio dopo sondaggio in anno dopo anno dopo anno, continua a tracciarsi il declino del dinosauro della stampa/radio multimediale/tv, per via dell’ascesa di internet come fonte di notizie e informazione quotidiana per la maggior parte del pubblico.

Senza dubbio ci sono tempi e cieli oscuri con ragioni di rioccupazione per ciò che sta arrivando nella inevitabile repressione digitale. Ma ci sono punti luminosi, come e bene e giusto che debba essere e meritano di essere evidenziati, celebrandoli facendoli notare.

Dopo tutto, le persone hanno avuto l’accortezza di informarsi realmente e, ora più che mai stanno guardando verso la goffa propaganda dell’establishment, cercando di fissare l’inutile agenda politica.

Il dentifricio della rivoluzione “internet” è uscito dal tubetto, e sta facendo un ottimo lavoro che non lo farà tornare indietro e, questa è una buona notizia.

Fonte:

http://theinternationalforecaster.com

https://ningishzidda.altervista.org/

Leviatano

Illuminati

 IL PHISHING DI STATO

INAUDITO! Legge antiterrorismo, autorizzate le “remote computer searches”, con l’emendamento all’Art.266bis, comma 1 del Codice di procedura penale, altro che intercettazioni telefoniche. Potranno entrare nei nostri computer, in remoto, con captatori occulti (Trojan – Keylogger – Sniffer…) e frugheranno a loro piacimento. Ossia IL PHISHING DI STATO.Il provvedimento antiterrorismo modifica il codice di procedura penale così: Continua QUI

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Dagli amici mi guardi Iddio…

 “Se darete asilo a Edward Snowden non condivideremo più con voi nessuna notizia di intelligence, lasciandovi del tutto indifesi davanti al terrorismo”. Questa la minaccia – che emerge solo oggi – fatta dal governo Usa ad un Paese amico – la Germania – per impedire che la Merkel accogliesse la richiesta di asilo politico di Snowden.

di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine, Altrogiornale e Altrainformazione) Continua QUI

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La trappola della rabbia. Non farti fregare

Un altro ispirante pezzo di Zen Gardner, che parla dagli e di Stati Uniti, ma…unire i puntini per trovare e vedere tutta l’immagine . Il mondo occidentale , non si è mai stato indipendente dagli USA…

Siamo tutti incazzati, in un modo o nell’altro. Non c’è dubbio. Non c’è nessuno che possa starsene seduto pigramente, se ha un minimo livello di consapevolezza , nessuno che non possa sentire i pizzichi della follia, della disuguaglianza e delle atrocità intorno a noi.

È una rabbia legittima e non c’è nulla di male in questo. Ma dobbiamo tenere la rabbia al suo posto. La popolazione in generale è stata montata e adescata perché abbia una risposta violenta. Cio’ che stanno aspettando è una giustificazione per far camminare dritto dritto il gregge verso un paradigma fascista, mentre prende forma lo Stato di polizia intorno a noi. Non cadere nella trappola. Continua QUI

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HOLLANDE METTE AL BANDO IL “COMPLOTTISMO”?

Su richiesta del Presidente François Hollande, il Partito Socialista francese ha pubblicato in questi giorni una Nota sul movimento internazionale «cospirazionista». Lo scopo: elaborare una nuova legislazione che gli proibisca di esprimersi. Negli Stati Uniti, il colpo di Stato dell’11 settembre 2001 ha permesso la messa in atto di uno «stato d’urgenza permanente» (Patriot Act) e l’inizio di una serie di guerre imperiali. 

Poco a poco, le élite europee si sono allineate sulle loro omologhe d’oltre-atlantico. Dovunque i cittadini temono di essere abbandonati dai loro Stati e mettono in discussione le loro istituzioni. Nel tentativo di mantenersi al potere, le élite sono ormai pronte a usare la forza per imbavagliare i loro oppositori. Continua QUI 

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 ID globalizzato.

Mentre noi tutti dormiamo profondamente, la griglia dell’ID globalizzata si sta chiudendo.
Mezzo secolo fa la gente veniva rassicurata sull’utilizzo della loro carta riguardante la sicurezza sociale e che in nessun caso sarebbe stata utilizzata per l’identificazione. Ora, invece, è federalmente sincronizzata e standardizzata globalmente con le carte d’identità nel progetto dell’ID online sponsorizzate dal governo, con la banca dati del DNA, banche dati, informazioni genetiche segrete del bambino appena nato. Come abbiamo potuto arrivare fino a questo punto e, come possiamo rompere questo condizionamento? Guarda il video QUI

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Attenzione, l’ISIS ci circonda!

di Massimo Mazzucco

Chiunque abbia visto un telegiornale nelle ultime 24 ore, avrà sicuramente notato il “video dell’ISIS” che riportiamo di seguito. 

VIDEO 

Tralasciamo ogni commento sulla comicità di questo video, nel quale si vedono dei ragazzini che vengono addestrati alla Jihad prendendo dei violenti calcioni nello stomaco, mentre altri imbecilli si esercitano a saltare la sbarra di un parcheggio, e veniamo al sodo: questo video, curiosamente, porta il logo della polizia di Stato, ed è stato regolarmente messo in onda dalle reti TV mentre davano la notizia che “è stata sgominata in Italia una cellula dell’ISIS”, nell’ambito della cosiddetta operazione “Balkan Connection”.
Ad uno spettatore poco attento – e quindi praticamente all’intero pubblico televisivo – sarà quindi apparso che quelle immagini si riferiscono in qualche modo all’attività della “cellula” sgominata di recente.

Niente di più falso naturalmente, …

… visto che le immagini ritrarrebbero, casomai, dei presunti guerriglieri dell’ISIS che si addestrano “probabilmente in Iraq”. Ma tant’è, ormai il giornalismo italiano è sceso ad un livello talmente basso da mescolare cinicamente, nello stesso video, le immagini dell’arresto dei due albanesi con quelle del “campo di addestramento” jihadista, in modo da far crescere nella popolazione l’idea che ormai in qualche modo siamo accerchiati da questi maledetti guerriglieri dell’ISIS.

A che cosa debba servire tutta questa lurida propaganda, temo che lo scopriremo molto presto.

Massimo Mazzucco http://www.luogocomune.net/

http://ningizhzidda.blogspot.it/