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Il WEF avverte di attacchi informatici che portano al collasso sistemico del sistema finanziario globale

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Il WEF avverte di attacchi informatici che portano al collasso sistemico del sistema finanziario globale

Un rapporto pubblicato lo scorso anno dal WEF-Carnegie Cyber ​​Policy Initiative richiede la fusione delle banche di Wall Street, dei loro regolatori e delle agenzie di intelligence, come necessario per affrontare un presunto imminente attacco informatico che farà collassare il sistema finanziario esistente.

Nel novembre 2020, il World Economic Forum (WEF) e Carnegie Endowment for International Peace hanno co-prodotto un rapporto che avvertiva che il sistema finanziario globale era sempre più vulnerabile agli attacchi informatici. I consulenti del gruppo che ha prodotto il rapporto includevano rappresentanti della Federal Reserve, della Banca d’Inghilterra, del Fondo monetario internazionale, giganti di Wall Street come JP Morgan Chase e colossi della Silicon Valley come Amazon.

Il minaccioso rapporto è stato pubblicato pochi mesi dopo che il World Economic Forum aveva condotto una simulazione di quell’evento – un attacco informatico che mette in ginocchio il sistema finanziario globale – in collaborazione con la più grande banca russa, che dovrebbe far ripartire l’economia di quel paese ” trasformazione digitale ”con il lancio della propria criptovaluta supportata dalla banca centrale.

Più recentemente, martedì scorso, la più grande organizzazione di condivisione di informazioni del settore finanziario, i cui membri noti includono Bank of America, Wells Fargo e CitiGroup, hanno nuovamente avvertito che gli hacker di stato-nazione e i criminali informatici erano pronti a lavorare insieme per attaccare il sistema finanziario globale a breve termine. Il CEO di questa organizzazione, noto come Financial Services Information Sharing and Analysis Center (FS-ISAC), aveva precedentemente consigliato il rapporto WEF-Carnegie che aveva avvertito più o meno lo stesso.

Tali simulazioni coordinate e avvertimenti da parte di coloro che dominano l’attuale sistema finanziario in difficoltà sono ovvi motivi di preoccupazione, in particolare dato che il World Economic Forum è ben noto per la sua simulazione Evento 201 su una pandemia globale di coronavirus che ha avuto luogo pochi mesi prima del Crisi COVID-19.

La crisi del COVID-19 è stata da allora citata come la principale giustificazione per accelerare la “trasformazione digitale” dei settori finanziario e di altri settori che il Forum ei suoi partner promuovono da anni. La loro ultima previsione di un evento apocalittico, un attacco informatico che arresta l’attuale sistema finanziario sulle sue tracce e istiga il suo collasso sistemico, offrirebbe il passo finale ma necessario per il risultato desiderato dal Forum di questo diffuso passaggio alla valuta digitale e una maggiore governance globale di l’economia internazionale.

Dato che gli esperti hanno avvertito dall’ultima crisi finanziaria globale che il collasso dell’intero sistema era inevitabile a causa della cattiva gestione della banca centrale e della dilagante corruzione di Wall Street, un attacco informatico fornirebbe anche lo scenario perfetto per smantellare l’attuale sistema fallimentare. assolverebbe le banche centrali e le istituzioni finanziarie corrotte da ogni responsabilità. Fornirebbe anche una giustificazione per politiche incredibilmente preoccupanti promosse dal rapporto WEF-Carnegie, come una maggiore fusione di agenzie di intelligence e banche al fine di “proteggere” meglio le infrastrutture finanziarie critiche.

Considerando il precedente delle passate simulazioni e rapporti del WEF con la crisi del COVID-19, vale la pena esaminare le simulazioni, gli avvertimenti e le politiche promosse da queste potenti organizzazioni. Il resto di questo rapporto esaminerà il rapporto WEF-Carnegie di novembre 2020, mentre un rapporto di follow-up si concentrerà sul più recente rapporto FS-ISAC pubblicato la scorsa settimana. La simulazione WEF di un attacco informatico al sistema finanziario globale, Cyber ​​Polygon 2020, è stata trattata in dettaglio da Unlimited Hangout in un precedente rapporto.

L’iniziativa WEF-Carnegie Cyber ​​Policy

Il Carnegie Endowment for International Peace, è uno dei think tank di politica estera più influenti negli Stati Uniti, con legami stretti e persistenti con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ex presidenti, aziende americane e clan di oligarchi americani come gli hotel Pritzkers of Hyatt. Gli attuali fiduciari del fondo includono dirigenti di Bank of America e CitiGroup, nonché altre influenti istituzioni finanziarie.

Nel 2019, lo stesso anno dell’evento 201, è stata lanciata la dotazione sua Cyber ​​Policy Initiative con l’obiettivo di produrre una “Strategia internazionale per la sicurezza informatica e il sistema finanziario globale 2021-2024”. Tale strategia è stata rilasciata pochi mesi fa, nel novembre 2020 e, secondo l’Endowment, è stata scritta da “massimi esperti di governi, banche centrali, industria e comunità tecnica” al fine di fornire una “strategia di sicurezza informatica internazionale a più lungo termine” in particolare per il sistema finanziario.

L’iniziativa è una conseguenza degli sforzi passatidel Carnegie Endowment per promuovere la fusione di autorità finanziarie, industria finanziaria, forze dell’ordine e agenzie di sicurezza nazionale, che è sia una delle principali raccomandazioni del rapporto del novembre 2020 che una conclusione di una “tavola rotonda di alto livello” del 2019 tra il Endowment, l’FMI e i governatori delle banche centrali. The Endowment aveva anche collaborato con IMF, SWIFT, Standard Chartered e FS-ISAC per creare una “scatola degli strumenti di rafforzamento della capacità di resilienza informatica” per le istituzioni finanziarie nel 2019. Nello stesso anno, l’Endowment ha anche iniziato a monitorare “l’evoluzione panorama delle minacce e incidenti che coinvolgono istituzioni finanziarie ”in collaborazione con BAE Systems, il più grande produttore di armi del Regno Unito. Secondo l’Endowment, questa collaborazione continua nel presente.

Nel gennaio 2020, i rappresentanti della Carnegie Endowment hanno presentato la loro Cyber ​​Policy Initiative all’incontro annuale del World Economic Forum, dopo di che il Forum ha ufficialmente collaborato con l’Endowment sull’iniziativa.

I consulenti del progetto ora congiunto WEF-Carnegie includono rappresentanti di banche centrali come la Federal Reserve statunitense e la Banca centrale europea; alcune delle banche più famose di Wall Street come Bank of America e JP Morgan Chase; organizzazioni preposte all’applicazione della legge come INTERPOL e il servizio segreto degli Stati Uniti; giganti aziendali come Amazon e Accenture; e istituzioni finanziarie globali come il Fondo monetario internazionale (FMI) e SWIFT. Altri importanti consulenti includono l’amministratore delegato e capo del Centro per la sicurezza informatica del WEF, Jeremy Jurgens, che è stato anche un attore chiave nella simulazione Cyber ​​Polygon, e Steve Silberstein, CEO del Financial Services Information Sharing and Analysis Center (FS-ISAC ).

“Non è questione di se, ma di quando

Il rapporto del novembre 2020 della Cyber ​​Policy Initiative è ufficialmente intitolato ” Strategia internazionale per proteggere meglio il sistema finanziario “. Inizia rilevando che il sistema finanziario globale, come molti altri sistemi, sta “attraversando una trasformazione digitale senza precedenti, che viene accelerata dalla pandemia di coronavirus”.

Quindi avverte che:

“Gli attori dannosi stanno approfittando di questa trasformazione digitale e rappresentano una minaccia crescente per il sistema finanziario globale, la stabilità finanziaria e la fiducia nell’integrità del sistema finanziario. Gli attori maligni utilizzano le capacità informatiche per rubare, interrompere o minacciare in altro modo le istituzioni finanziarie, gli investitori e il pubblico. Questi attori includono non solo criminali sempre più audaci, ma anche stati e aggressori sponsorizzati dallo stato “.

Seguito da questo avvertimento di “attori maligni”, il rapporto rileva che “voci chiave sempre più preoccupate stanno dando l’allarme”. Rileva che Christine Lagarde della Banca centrale europea e in precedenza dell’FMI ha avvertito nel febbraio 2020 che “un attacco informatico potrebbe innescare una grave crisi finanziaria”. Un anno prima, in occasione della riunione annuale del WEF, il capo della banca centrale giapponese aveva previsto che “la sicurezza informatica potrebbe diventare il rischio più grave del sistema finanziario nel prossimo futuro”. Rileva inoltre che nel 2019 Jamie Dimon di JP Morgan Chase ha etichettato allo stesso modo gli attacchi informatici come forse “la più grande minaccia per il sistema finanziario degli Stati Uniti”.

Non molto tempo dopo l’avvertimento di Lagarde, nell’aprile 2020, il Financial Stability Board ha affermato che “gli incidenti informatici rappresentano una minaccia per la stabilità del sistema finanziario globale” e che “un grave incidente informatico, se non adeguatamente contenuto, potrebbe seriamente interrompere i sistemi finanziari, compresa l’infrastruttura finanziaria critica, che porta a implicazioni più ampie per la stabilità finanziaria “.

Gli autori del rapporto WEF-Carnegie aggiungono a queste preoccupazioni che “lo sfruttamento delle vulnerabilità informatiche potrebbe causare perdite agli investitori e al pubblico in generale” e portare a danni significativi alla fiducia e alla fiducia del pubblico nel sistema finanziario attuale. Rileva inoltre, oltre a colpire in modo significativo il pubblico in generale, questa minaccia avrebbe un impatto sia sui paesi ad alto reddito che sui paesi a reddito medio-basso, il che significa che il suo impatto sulle masse sarà di portata globale.

Il rapporto poi conclude minacciosamente che “una cosa è chiara: non è questione di se accadrà un incidente grave, ma quando.

Garantire il controllo della narrazione

Un’altra sezione del rapporto descrive in dettaglio le raccomandazioni per il controllo della narrazione nel caso in cui si verifichi un attacco informatico paralizzante. Il rapporto raccomanda in particolare che “le autorità finanziarie e l’industria dovrebbero assicurarsi di essere adeguatamente preparate per operazioni di influenza e attacchi ibridi che combinano operazioni di influenza con attività di hacking dannoso” e che “applicano le lezioni apprese dalle operazioni di influenza che prendono di mira i processi elettorali a potenziali attacchi alle istituzioni finanziarie . “

Continua raccomandando che “le principali società di servizi finanziari, banche centrali e altre autorità di vigilanza finanziaria”, rappresentanti delle quali hanno consigliato il rapporto WEF-Carnegie, “individuino un unico punto di contatto all’interno di ciascuna organizzazione per coinvolgere le piattaforme di social media per la gestione delle crisi.”

Gli autori del rapporto sostengono che, “in caso di crisi”, come un devastante attacco informatico al sistema bancario globale, “le società di social media dovrebbero rapidamente amplificare le comunicazioni delle banche centrali” in modo che le banche centrali possano “smascherare informazioni false” e “Calmare i mercati.” Afferma inoltre che “le autorità finanziarie, le società di servizi finanziari e le società tecnologiche [presumibilmente comprese le società di social media] dovrebbero sviluppare un chiaro piano di comunicazione e risposta incentrato sulla capacità di reagire rapidamente”. In particolare, sia Facebook che Twitter sono elencati nell’appendice del rapporto come “stakeholder del settore” che si sono “impegnati” con l’iniziativa WEF-Carnegie.

Il rapporto afferma inoltre che è necessario un coordinamento premeditato per una tale crisi tra banche e società di social media in modo che entrambe le parti possano “determinare quale gravità della crisi richiederebbe una comunicazione amplificata”. Il rapporto chiede inoltre alle società di social media di collaborare con le banche centrali per “sviluppare percorsi di escalation simili a quelli sviluppati sulla scia delle passate interferenze elettorali, come si è visto negli Stati Uniti e in Europa”.

Naturalmente, quei “percorsi di escalation” hanno coinvolto un’ampia censura sui social media. Il rapporto sembra riconoscerlo, quando aggiunge che “è necessario un rapido coordinamento con le piattaforme di social media per organizzare la rimozione dei contenuti”. Pertanto, il rapporto chiede alle banche centrali di collaborare con le piattaforme dei social media per pianificare gli sforzi di censura che sarebbero attuati se si verificasse una crisi sufficientemente grave nei mercati finanziari.

Per quanto riguarda le “operazioni di influenza”, il rapporto le divide in due categorie; quelli che prendono di mira le singole imprese e quelli che prendono di mira i mercati in generale. Per quanto riguarda la prima categoria, il rapporto afferma che “gli attori organizzati diffonderanno voci fraudolente per manipolare i prezzi delle azioni e generare profitti in base a quanto il prezzo delle azioni è stato spostato artificialmente”. Aggiunge quindi che, in queste operazioni di influenza, “aziende e lobbisti utilizzano campagne di astroturf, che creano una falsa apparenza di sostegno dal basso, per offuscare il valore di un marchio concorrente o tentare di influenzare le decisioni politiche abusando delle richieste di commenti pubblici online”. Le somiglianze tra quest’ultima affermazione e il fenomeno delle scommesse di Wall Street del gennaio 2021 sono evidenti.

Per quanto riguarda la seconda categoria di “operazioni di influenza”, il rapporto definisce queste operazioni come “probabilmente svolte da un attore politicamente motivato come un gruppo terroristico o anche uno stato nazionale”. Aggiunge che “questo tipo di operazione di influenza può prendere di mira direttamente il sistema finanziario per manipolare i mercati, ad esempio, diffondendo voci sulle decisioni di spostamento del mercato da parte delle banche centrali” e diffondendo “false informazioni che non fanno riferimento direttamente ai mercati finanziari ma che fa reagire i mercati finanziari “.

Dato che il rapporto afferma che la prima categoria di operazioni di influenza presenta un rischio sistemico ridotto mentre la seconda “può comportare un rischio sistemico”, sembra più probabile che l’evento previsto dal rapporto WEF-Carnegie implichi affermazioni di quest’ultimo da parte di un ” gruppo terroristico ”o potenzialmente uno stato-nazione. In particolare, il rapporto cita in diverse occasioni la Corea del Nord come probabile criminale di uno stato nazionale. Si sofferma anche sulla probabilità che i media sintetici o “deep fake” facciano parte di questo evento devastante per il sistema nelle economie emergenti e / o nei paesi ad alto reddito che stanno attraversando una crisi finanziaria.

Un rapporto separato del giugno 2020 dell’iniziativa WEF-Carnegie è stato pubblicato specificamente sui deepfakes e il sistema finanziario, sottolineando che tali attacchi sarebbero probabilmente accaduti durante una crisi finanziaria più ampia per “amplificare” narrative dannose o “simulare il contraccolpo dei consumatori di base contro un marchio mirato. “Aggiunge che “le società, le istituzioni finanziarie e le autorità di regolamentazione del governo che affrontano crisi di pubbliche relazioni sono particolarmente vulnerabili ai deepfake e ai media sintetici”.

Alla luce di queste affermazioni, vale la pena sottolineare che i cattivi attori all’interno del sistema attuale potrebbero sfruttare questi scenari e teorie per dipingere la reazione di base reale contro una banca o una società come una “operazione di influenza” sintetica perpetrata da “criminali informatici” o da una nazione -stato. Considerando che il rapporto WEF-Carnegie fa riferimento a uno scenario analogo alla situazione di Wall Street Bets nel gennaio 2021, uno sforzo guidato dai banchieri per etichettare falsamente una reazione di base futura come sintetica e colpa di un “gruppo terroristico” o di uno stato-nazione non dovrebbe essere escluso.

“Ridurre la frammentazione”: fusione delle banche con i loro regolatori e agenzie di intelligence

Data l’inevitabilità di questo evento distruttivo previsto dagli autori del rapporto, è importante concentrarsi sulle soluzioni proposte nel rapporto WEF-Carnegie in quanto diventeranno immediatamente rilevanti se questo evento, come previsto dal WEF e dal Carnegie Endowment, verrà passare.

Alcune delle soluzioni proposte sono prevedibili da un documento politico collegato al WEF, come le richieste di maggiori partenariati pubblico-privato e un maggiore coordinamento tra le organizzazioni regionali e internazionali, nonché un maggiore coordinamento tra i governi nazionali.

Tuttavia, la principale “soluzione” al centro di questo rapporto, e anche al centro degli altri sforzi dell’iniziativa WEF-Carnegie, è un appello a fondere le banche aziendali, le autorità finanziarie che essenzialmente le sovrintendono, le società tecnologiche e la sicurezza nazionale stato.

Gli autori del rapporto sostengono innanzitutto che la principale vulnerabilità del sistema finanziario globale attualmente è “l’attuale frammentazione tra parti interessate e iniziative” e che mitigare questa minaccia al sistema globale consiste nel ridurre tale “frammentazione”. Il rapporto sostiene che il modo per risolvere il problema richiede una massiccia riorganizzazione di tutti gli “stakeholder” attraverso un maggiore coordinamento globale. Il rapporto rileva che “lo scollamento tra la finanza, la sicurezza nazionale e le comunità diplomatiche è particolarmente pronunciato” e chiede un’interazione molto più stretta tra i tre.

Quindi afferma che:

“Ciò richiede ai paesi non solo di organizzarsi meglio a livello nazionale, ma anche di rafforzare la cooperazione internazionale per difendersi, indagare, perseguire e idealmente prevenire attacchi futuri. Ciò implica che il settore finanziario e le autorità finanziarie devono interagire regolarmente con le forze dell’ordine e altre agenzie di sicurezza nazionale in modi senza precedenti, sia a livello nazionale che internazionale “.

Alcuni esempi di queste “interazioni senza precedenti” tra le banche e lo Stato di sicurezza nazionale sono inclusi nelle raccomandazioni del rapporto. Ad esempio, sostiene che “i governi dovrebbero utilizzare le capacità uniche delle loro comunità di sicurezza nazionale per aiutare a proteggere le FMI [infrastrutture del mercato finanziario] e i sistemi commerciali critici”. Chiede inoltre che “le agenzie di sicurezza nazionale [a] consultino i fornitori di servizi cloud critici [come Amazon Web Services, partner dell’iniziativa WEF-Carnegie] per determinare come la raccolta di informazioni potrebbe essere utilizzata per identificare e monitorare potenziali attori di minacce significative e sviluppare un meccanismo per condividere informazioni sulle minacce imminenti ”con le aziende tecnologiche.

Il rapporto afferma inoltre che “l’industria finanziaria dovrebbe sostenere gli sforzi per contrastare la criminalità informatica in modo più efficace, ad esempio aumentando la propria partecipazione alle attività di contrasto”.

Su quest’ultimo punto, ci sono indicazioni che ciò sia già iniziato. Ad esempio, la Bank of America, la seconda banca più grande negli Stati Uniti e parte dell’iniziativa WEF-Carnegie e FS-ISAC, avrebbe “attivamente ma segretamente impegnato” le forze dell’ordine statunitensi a caccia di “estremisti politici”. dopo gli eventi del 6 gennaio a Capitol Hill. In tal modo, Bank of America ha condiviso informazioni private con il governo federale senza la conoscenza o il consenso dei suoi clienti, portando i critici ad accusare la banca di “agire efficacemente come un’agenzia di intelligence”.

Tuttavia, probabilmente la parte più preoccupante del rapporto è il suo invito a unire prima l’apparato di sicurezza nazionale e l’industria finanziaria, e poi usarlo come modello per fare lo stesso con altri settori dell’economia. Afferma che “proteggere il sistema finanziario internazionale può essere un modello per altri settori”, aggiungendo che “concentrarsi sul settore finanziario fornisce un punto di partenza e potrebbe aprire la strada a una migliore protezione di altri settori in futuro”.

Se tutti i settori dell’economia si fondessero anche con lo stato di sicurezza nazionale, si creerebbe inevitabilmente una realtà in cui non c’è parte della vita umana quotidiana che non sia in ultima analisi controllata da queste due entità già molto potenti. Questa è una chiara ricetta per il tecnofascismo su scala globale. Come chiarisce questo rapporto WEF-Carnegie, la tabella di marcia su come inventare un simile incubo è già stata tracciata in coordinamento con le stesse istituzioni, banche e governi che attualmente controllano il sistema finanziario globale.

Non solo, ma – come sottolineato nell’articolo di Unlimited Hangout su Cyber ​​Polygon – il World Economic Forum e molti dei suoi partner hanno un interesse acquisito nel collasso sistemico dell’attuale sistema finanziario. Inoltre, molte banche centrali hanno recentemente sostenuto nuovi sistemi di valuta digitale che possono ottenere un’adozione rapida e di massa solo se il sistema esistente crolla.

Dato che questi sistemi sono impostati per essere integrati con ID biometrici e cosiddetti “passaporti vaccinali” attraverso l’iniziativa WEF e Big Tech-backed Vaccine Credential, vale la pena considerare la tempistica del lancio previsto di tali sistemi per determinare quando questo previsto ed è probabile che si verifichi un evento presumibilmente inevitabile.

Con questo nuovo sistema finanziario così profondamente interconnesso a questi sforzi “credenziali”, questo attacco informatico al settore finanziario probabilmente avverrebbe in un momento in cui faciliterebbe al meglio l’adozione del nuovo sistema economico e la sua integrazione nei sistemi di credenziali attualmente essere promosso come una “via d’uscita” dalle restrizioni relative a COVID-19.

Fonte: https://www.thelastamericanvagabond.com

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Almanacco di marzo 2021

VIDEO: MICROSOFT FORMA IL “MINISTERO DELLA VERITÀ”

Un rapporto video con un’attenta ricerca sul ruolo di Bill Gates nella “Battaglia contro le notizie false”

L’iniziativa Bill Gates è supportata da “Adobe, Arm, BBC, Intel, Microsoft e Truepic in una coalizione per sviluppare uno standard aperto end-to-end per tracciare l’origine e l’evoluzione dei contenuti digitali” Sotto il timone di Bill Gates, “Tecnologia e entità dei media uniscono le forze per creare gruppi di standard volti a creare fiducia nei contenuti online”.

Produzione video di Really Graceful (RG) Fonte https://www.globalresearch.ca/video-microsoft-forms-ministry-of-truth/5738770 e https://www.windowscentral.com/microsoft-joins-battle-against-fake-news

Pubblicato sul sito web: https://www.nogeoingegneria.com/

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Il concetto fatale della tecnocrazia che affligge il processo decisionale

L’analisi critica della tecnocrazia è in rapido aumento durante la pandemia dichiarata dai tecnocrati del 2020. Il processo decisionale non dovrebbe mai essere affidato a tecnocrati dalla mentalità ristretta, tutti in gran parte non eletti e inspiegabili. TN Editor (nda, la traduzione dell’articolo intero la si può abilitare nella tendina del link originale)

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Scienziati stimolano il cervello per rimuovere la paura, aumentare la “fiducia”

Gli scienziati tecnocrati vogliono accedere al funzionamento interno del cervello per controllare gli impulsi di base tramite la stimolazione e l’intelligenza artificiale. Il potenziale per il lavaggio del cervello utilizzando questa tecnologia è sbalorditivo. TN Editor (nda, la traduzione dell’articolo intero la si può abilitare nella tendina del link originale)

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I dipartimenti della polizia locale riceveranno i droni con “l’IA più avanzata di sempre”

In previsione di un’ampia accettazione da parte delle forze dell’ordine locali, Skydio ha già ottenuto una valutazione di 1 miliardo di dollari con iniezioni di capitale di rischio. Questa sorveglianza basata sui droni sarà onnipresente, autonoma e incrollabile e promuoverà la mentalità dello stato di polizia. TN Editor (nda, la traduzione dell’articolo intero la si può abilitare nella tendina del link originale)

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ATTACCO E CONQUISTA. La guerra normativa

Con il crollo del muro di Berlino ha inizio la Terza guerra mondiale.

Una guerra combattuta più che tra Stati, tra “Prìncipi moderni”: oligarchie private più ricche degli Stati, con propri strumenti politici, comunicativi, legali e militari.

Una guerra in cui il conflitto più taciuto è il più importante: la guerra normativa.

Perché la legge è un’arma, e l’ab-uso del diritto, per conquistare e consolidare il proprio dominio, è una strategia nota da secoli. Eppure, ci siamo fatti trovare impreparati.

A seguito della globalizzazione reggimenti di avvocati e lobbisti si sono dati battaglia, attraverso un vero e proprio “arsenale legale”, seguendo strategie giuridiche a breve, medio e lungo termine che, giocate come una partita a scacchi, non vengono percepite se non quando il progetto è giunto a termine.

La conseguenza di tale “offensiva di tipo giuridico” è che “Prìncipi moderni” hanno assunto il controllo di settori strategici e si sono appropriati in maniera strutturale di risorse vitali: tra queste la più importante è l’acqua.

Analizzare il percorso compiuto per appropriarsi dell’acqua ci consente di comprendere che le modalità attraverso le quali si sono affermate le gestioni delle Big Corporation non sono le regole del mercato, ma l’uso strategico delle leggi.

Pubblicato sul sito web: http://solangemanfredi.blogspot.com/

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A-L-E-X-A … PARLA CON IL CINQUE GI

LA GABBIA DEL CINQUE GI – IL DOCUMENTARIO DI JAMES CORBETT [VIDEO]

Sinossi del documentario di James Corbett -The 5G Dragnet- tradotta in Italiano

Le società di telecomunicazioni si sono lanciate nell’implementazione della tecnologia cellulare di quinta generazione. Ma il mondo del 5G è un mondo dove tutti gli oggetti sono connessi tra loro e continuamente scambiano dati. L’oscura verità è che lo sviluppo di reti 5G e la moltitudine di prodotti connessi che vedremo nascere nelle infrastrutture delle città smart globali, rappresenta la più grande minaccia alla libertà della storia umana.

James Corbett

Introduzione di Giulio Bona, traduttore e doppiatore del documentario:

James Corbett, Canadese di nascita, Giapponese di adozione, giornalista indipendente, analizza molto lucidamente l’attuale stato di questa nuova tecnologia, che si sta sviluppando ultimamente. Mai nella storia c’è stata una repulsione così diffusa tra il popolo, ed alla stessa misura una così grande ostinazione da parte delle multinazionali, per l’implementazione di una tecnologia così inutile, frivola, nociva per la salute, e soprattutto, che distrugge la libertà e la privacy degli individui.

In un mondo dove il cancro ed i tumori sono tra le cause più diffuse di morte, e dove è anche ultra risaputo che le radiazioni sono tra le maggiori cause di queste malattie, oggi ci stiamo impegnando in una saturazione completa dell’etere di onde e radiazioni. Il 5G porterà questo e molto altro, e senza un motivo o un bisogno apparente di questa tecnologia.

Il motivo per molti definiti “complottisti” è la costruzione di un’infrastruttura che raccoglierà costantemente dati in tempo reale sulla normale vita delle persone, questi dati verranno poi trattati dalle raffinatissime intelligenze artificiali, le quali potranno estrarre profili accurati e prevedibili delle persone comuni. Queste informazioni poi chissà dove vengono portate, come vengono elaborate, o chi, magari tra i servizi di intelligence, prende vantaggio da queste stesse informazioni.

Potere prevedere o controllare le persone nella propria intimità è il sogno proibito di tutti i tiranni della storia, probabilmente essi stessi credono che nella storia abbiano sempre fallito perché non potevano prevedere le mosse del popolo così nel dettaglio, così da vicino, se solo avessero potuto…

Be’, oggi si può! La tecnologia di oggi ce lo consente. E questo non è “complottismo”, è un semplice dato di fatto.

Ed io mi chiedo… Ma quale potrebbe essere il motivo primario per questa ostinazione, investimenti e sforzi per: installare decine di migliaia di sensori e trasmettitori, allacciarli tutti a delle strutture centralizzate di raccolta dati, mandare in orbita migliaia di nuovi satelliti, mandare una marea di pubblicità, coinvolgere i politici, trattare con leggerezza o volutamente ignorare gli studi sulla salute, mentire nei progetti dei nuovi dispositivi installando dispositivi nascosti e miniaturizzati dentro di essi (la dottoressa Shoshana Zuboff ha fatto uno splendido studio su questo), inondare il mercato di suddetti dispositivi, stanziare miliardi e spenderli tutti, stanziare altri miliardi e spenderli tutti, corrompere, avere gente nei posti chiave delle autorità di controllo preposte a proteggere il pubblico… è veramente uno sforzo MASTODONTICO per avere i telefonini che vanno più veloce o per fare in modo che il frigo ordini da solo la birra quando sta per finire!

Corbett si focalizza poco sull’aspetto della salute, lui si preoccupa molto di più di ciò che riguarda sia le libertà individuali che la semplice privacy. Tutti i dati raccolti da questi oggetti smart, se usati impropriamente possono diventare letteralmente un incubo distopico per le persone. L’aspetto della salute non va sottovalutato, ma se in futuro queste compagnie ed entità che stanno spingendo per questo, riusciranno a rendere questa tecnologia innocua per quanto riguarda la salute, non ci sarà più alcuna scusa per non fare un uso selvaggio di essa che avvantaggierà solo coloro che sono al potere.

Le persone crederanno di usare queste tecnologie ma sarà l’esatto contrario, queste tecnologie sfrutteranno le persone come risorse. Ma poniamoci anche un’altra domanda: coloro che possiedono oggi queste tecnologie sono davvero meritevoli della nostra fiducia?

Crediamo davvero che Google o Facebook o qualunque società di comunicazione, applichi alcuna etica nelle loro politiche aziendali? Sono compagnie private che (per statuto) vogliono 2 cose: tendere al monopolio sul mercato e fare soldi.

Questo è troppo potere persino nelle mani delle entità pubbliche statali, che in tanti esempi nella storia hanno abusato del proprio potere a discapito del popolo. Figuriamoci se in mano di compagnie private il cui unico scopo è soffocare la concorrenza e riempirsi le tasche. Non credo sia complottismo avere sfiducia di queste entità sia statali che private, ritengo sia molto ingenuo ed incosciente pensare il contrario, historia docet.

La previsione di Corbett è che se questa tecnologia sarà implementata, funzionerà esattamente come una rete da pesca che intrappola le sue prede mentre viene trascinata in mare. In lingua Italiana ho pensato che la “Gabbia”, che si chiude sulla sua preda, fosse una figura retorica equivalente e della stessa efficacia.

Ricordate che la preda viene sempre attratta dentro la gabbia da luci e suoni magici… e bellissimi… e che la preda siamo noi.

Buona Visione.

FONTE

Pubblicato su: https://www.nogeoingegneria.com/

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Bug in Firefox, Chrome, Edge consentono il dirottamento del sistema remoto

Bug in Firefox, Chrome, Edge consentono il dirottamento del sistema remoto

I principali browser ottengono un aggiornamento per correggere bug separati che consentono entrambi attacchi remoti, che potrebbero potenzialmente consentire agli hacker di assumere dispositivi mirati.

I creatori dei browser Chrome, Firefox ed Edge invitano gli utenti a correggere le vulnerabilità critiche che, se sfruttate, consentono agli hacker di dirottare i sistemi che eseguono il software.

La vulnerabilità di Mozilla Firefox ( CVE-2020-16044) è separata da un bug riportato nel motore del browser di Google Chromium, che viene utilizzato nel browser Google Chrome e nell’ultima versione di Microsoft del suo browser Edge.

Bug critico di Firefox Use-After-Free

Giovedì, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) ha invitato gli utenti del browser Firefox della Mozilla Foundation a correggere un bug, monitorato come CVE-2020-16044 e valutato come critico. La vulnerabilità è classificata come bug use-after-free ed è legata al modo in cui Firefox gestisce i cookie del browser e, se sfruttata, consente agli hacker di accedere al computer, telefono o tablet che esegue il software del browser.

Sono interessate le versioni del browser Firefox rilasciate prima del desktop Firefox 84.0.2 rilasciato di recente, l’edizione Firefox Android 84.1.3 e anche la versione aziendale ESR 78.6.1 di Mozilla di Firefox.

“Un peer dannoso potrebbe aver modificato un blocco COOKIE-ECHO in un pacchetto SCTP in un modo che potenzialmente si traduceva in un utilizzo successivo. Presumiamo che con uno sforzo sufficiente avrebbe potuto essere sfruttato per eseguire codice arbitrario”, secondo un bollettino sulla sicurezza di Mozilla pubblicato giovedì.

L’acronimo SCTP sta per Stream Control Transmission Protocol, utilizzato nelle reti di computer per comunicare i dati del protocollo all’interno del Transport Layer della suite di protocolli Internet, o TCP / IP. Il bug è legato al modo in cui i dati dei cookie vengono gestiti da SCTP.

Ogni pacchetto SCTP in entrata contiene un blocco di cookie che facilita una risposta corrispondente dal cookie del browser. Un blocco COOKIE ECHO è uno snippet di dati inviato durante l’inizializzazione della connessione SCTP con il browser.

Secondo Mozilla, un avversario potrebbe creare un blocco COOKIE-ECHO dannoso per influire sulla memoria del browser. Una vulnerabilità use-after-free riguarda un uso errato della memoria dinamica durante il funzionamento del programma. Se dopo aver liberato una posizione di memoria, un programma non cancella il puntatore a quella memoria, un utente malintenzionato può utilizzare l’errore per hackerare il programma “, secondo una descrizione della vulnerabilità.

Mozilla non ha accreditato la scoperta del bug, né ha affermato se si trattasse di una vulnerabilità attivamente sfruttata in natura.

Il bug del browser Chromium colpisce Chrome e Edge   

Sempre giovedì, CISA ha invitato gli utenti Windows, macOS e Linux del browser Chrome di Google a correggere un bug di scrittura fuori limite (CVE-2020-15995) che influisce sull’attuale versione 87.0.4280.141 del software. L’avviso di bug CISA afferma che l’aggiornamento all’ultima versione del browser Chrome “risolverà le vulnerabilità che un utente malintenzionato potrebbe sfruttare per assumere il controllo di un sistema interessato”.

Poiché l’ultimo browser Edge di Microsoft è basato sul motore del browser Google Chromium, Microsoft ha anche invitato i suoi utenti ad aggiornare all’ultima versione 87.0.664.75 del suo browser Edge .

browser web chrome firefox e edge

Mentre i ricercatori di Tenable classificano il bug fuori limite come critico, sia Google che Microsoft hanno classificato la vulnerabilità come di alta gravità. Il ricercatore di Tencent Security Xuanwu Lab Bohan Liu è accreditato per aver trovato e segnalato il bug.

È interessante notare che il bug CVE-2020-15995 risale a un aggiornamento del bollettino sulla sicurezza di Google Chrome per Android pubblicato nell’ottobre 2020. All’epoca, il bug era anche classificato come di gravità elevata. La falla è identificata come una “scrittura fuori limite in V8”, bug originariamente trovato a settembre 2020 da Liu.

V8 è il motore JavaScript e WebAssembly open source e ad alte prestazioni di Google, secondo una descrizione di uno sviluppatore di Google. Sebbene le specifiche tecniche del bug non siano disponibili, simili bug fuori dai limiti scritti in V8 hanno consentito agli aggressori remoti di sfruttare un danneggiamento dell’heap tramite una pagina HTML predisposta.

Un danneggiamento dell’heap è un tipo di danneggiamento della memoria che si verifica in un programma per computer quando i contenuti di una posizione di memoria vengono modificati a causa di un comportamento programmatico che supera l’intenzione del programmatore originale o dei costrutti di programma / linguaggio. Secondo un documento accademico (PDF) scritto in collaborazione con Nektarios Georgios Tsoutsos, studente membro dell’IEEE e Michail Maniatakos, membro senior dell’IEEE, è possibile utilizzare un cosiddetto attacco di smashing dell’heap per sfruttare i casi di corruzione dell’heap.

Hanno scritto:

“Gli attacchi Heap Smashing sfruttano gli allocatori di memoria dinamici (ad esempio, malloc) corrompendo le strutture di controllo che definiscono l’heap stesso. Eseguendo l’overflow di un blocco di heap, gli aggressori potrebbero sovrascrivere le intestazioni di heap adiacenti che concatenano diversi blocchi di heap e alla fine fare in modo che l’allocatore di memoria dinamico modifichi posizioni di memoria arbitrarie non appena viene eseguita un’operazione di heap free. Il payload dannoso può anche essere generato al volo: ad esempio, sfruttando la compilazione Just-In-Time (JIT), il codice assemblato può essere scritto sull’heap”,

Né Microsoft né Google spiegano perché il CVE-

2020-15995 di ottobre 2020 viene nuovamente presentato in entrambi i bollettini sulla sicurezza del giovedì. In genere, questa è un’indicazione che

la correzione originale era incompleta.

Altri bug di Chromium incidono su Chrome e Edge

Dodici bug aggiuntivi sono stati segnalati da Goog

le, che hanno avuto un impatto sul suo motore del browser Chromium. Sia Google che Microsoft presentavano lo stesso elenco di vulnerabilità (CVE-2021-21106, CVE-2021-21107, CVE-2021-21108, CVE-2021-21109, CVE-2021-21110, CVE-2021-21111, CVE-2021-21112, CVE-2021-21113, CVE-2021-21114, CVE-2021-21115, CVE-2021-21116, CVE-2020-16043).

La maggior parte dei bug è stata classificata come alta gravità e legata a bug privi di utilizzo. Tre delle vulnerabilità hanno fruttato ai cacciatori di bug $ 20.000 per i loro sforzi. Weipeng Jiang del Codesafe Team of Legendsec del Qi’anxin Group è accreditato per aver trovato entrambi i bug da $ 20.000 (CVE-2021-21106 e CVE-2021-21107). Il primo, un bug use-after-free legato alla funzione di riempimento automatico di Chromium e il secondo un bug use-after-free nel componente multimediale Chromium.

Leecraso e Guang Gong di 360 Alpha Lab hanno guadagnato $ 20.000 per un CVE-2021-21108, anche un bug use-after-free nel componente multimediale del browser.

Non sono stati divulgati dettagli tecnici e in genere non lo sono fino a quando non viene stabilito che la maggior parte dei browser Chrome è stata aggiornata.

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Fonte: https://threatpost.com/

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Catherine Austin Fitts conferma gli obiettivi della tecnocrazia e del transumanesimo

In una spettacolare intervista che ha raccolto oltre 2,2 milioni di visualizzazioni nelle prime 2 settimane dalla pubblicazione, Catherine Austin Fitts espone il piano generale globale per la tecnocrazia, il transumanesimo e il controllo totale sull’umanità. Questo è un video imperdibile.

nda, corsivo mio: abilita i sottotitoli in italiano, ti potrebbe interessare per comprendere quello che sta succedendo anche in Italia. L’ipotesi transumanista non è così peregrina. Tutto questo sta già succedendo, nell’ignavia e apatia della popolazione mondiale, terrorizzata dalla paura.

Fitts è stato assistente segretario statunitense per l’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano durante l’amministrazione George HW Bush e amministratore delegato di un’importante società di investment banking, Dillon, Read & Co.

In Tecnocrazia con Patrick M. Wood sul suo sito web Solari Report, ha scritto:

La tecnocrazia è un sistema globale progettato per implementare la gestione e il controllo delle risorse centrali attraverso la microgestione basata su regole. La crescita della tecnocrazia è resa possibile dai sistemi e dal software digitali, dall’intelligenza artificiale e dallo “specchio unidirezionale” gestito attraverso la sorveglianza 24 ore su 24, 7 giorni su 7 da agenzie di intelligence e di controllo, finanziate dai nostri dollari di tasse.

La bellezza della tecnocrazia è che può essere integrata in un’ampia varietà di sistemi politici e aziendali. Mentre gli Stati Uniti promuovono la nozione di mercato e processo democratico, i nostri sistemi possono essere convertiti in tecnocrazia con l’integrazione di un flusso infinito di regole e algoritmi governativi, bancari e aziendali che gestiscono e controllano la nostra vita quotidiana e le nostre infrastrutture. Lo stesso processo si sta sviluppando nel sistema monopartitico cinese e anche attraverso una regolamentazione sconvolgente da parte di più governi di coalizione e istituzioni dell’Unione europea.

Vedere e documentare questo processo è impegnativo. Richiede l’integrazione di operazioni complesse in molte industrie e governi diversi, ed è protetto dalla straordinaria segretezza concessa al complesso militare-industriale e alle banche centrali.

Ecco una breve clip da quell’intervista:

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Usi accettabili e inaccettabili della tecnologia

Scenario “mondo in catene”: un futuro governato da uno stato totalitario 

 
Cosa servirebbe per far sì che un governo totalitario globale salisse al potere indefinitamente? Esiste o no il pericolo che una tecnologia schiavizzi il mondo?

Questo scenario da incubo è così vicino che la BBC se ne è occupata con un reportage il 16 ottobre 2020.

 

Come sarebbero stati i governi totalitari del passato se non fossero mai stati sconfitti? Per esempio, per fermare i nazisti che operavano con la tecnologia del XX secolo è servita una guerra mondiale. Oggi quanto sarebbero stati potenti i gerarchi se avessero sconfitto gli Stati Uniti con la bomba atomica? Il controllo della tecnologia più avanzata dell’epoca avrebbe permesso al potere nazista di cambiare il corso della storia.

 

Quando pensiamo ai rischi esistenziali vengono in mente eventi come la guerra nucleare o l’impatto di un asteroide. Eppure c’è una minaccia futura che è molto meno nota e, sebbene non implichi una vera e propria estinzione, potrebbe essere anche più grave.

 

Questo scenario è chiamato “Mondo in catene”: un futuro governato da uno Stato totalitario globale che utilizza una nuova tecnologia per schiavizzare la maggioranza del mondo tenendola in una sofferenza perpetua.

 

Ricercatori e filosofi stanno riflettendo su come ciò potrebbe accadere e, cosa più importante, cosa possiamo fare per evitarlo. 

 

Toby Ord, ricercatore senior presso il Future of Humanity Institute (FHI) dell’Università di Oxford ritiene che le probabilità che accada una catastrofe naturale sono inferiori a 1 su 2.000, perché gli esseri umani sono sopravvissuti per 2.000 secoli senza vederne una. Ma la probabilità di un disastro causato dall’uomo è di 1 su 6! Non a caso il dottor Ord si riferisce a questo secolo come “al precipizio” poiché il rischio di perdere il nostro futuro non è mai stato così alto.

 

I ricercatori del Center on Long-Term Risk, un istituto di ricerca senza scopo di lucro a Londra, hanno ampliato i cosiddetti “rischi X”: pericoli oggettivi per il pianeta.

 

Questi “rischi” sono definiti come “sofferenza su scala astronomica che supera di gran lunga tutte le sofferenze che sono esistite finora sulla Terra”.

 

In questi scenari la vita continua per miliardi di persone, ma la qualità è così bassa e le prospettive così cupe che sarebbe preferibile morire. Quindi stanno ipotizzando un futuro così negativo da preferire l’estinzione, ed è proprio qui che entra in gioco lo scenario del “mondo in catene”.

 

Cosa succederebbe se un gruppo o un governo acquisisse improvvisamente il potere di dominare il mondo attraverso la tecnologia? Potrebbe portare a un lungo periodo di sofferenza e sottomissione.

 

Un rapporto del 2017 sui rischi esistenziali del Global Priorities Project, in collaborazione con FHI e il Ministero degli Affari Esteri della Finlandia, ha avvertito che “un lungo futuro sotto uno stato totalitario globale particolarmente brutale potrebbe essere probabilmente peggiore della completa estinzione”.

 

Ipotesi Singleton 

 

I ricercatori nel campo dei rischi esistenziali stanno rivolgendo la loro attenzione alla sua causa più probabile: l’intelligenza artificiale (AI).

 

Nella sua “Ipotesi Singleton”, Nick Bostrom, direttore dell’FHI di Oxford, ha spiegato come potrebbe formarsi un governo globale con l’intelligenza artificiale o altre potenti tecnologie e perché potrebbe essere impossibile rovesciarlo.

 

Un mondo con “una singola agenzia decisionale al più alto livello” potrebbe verificarsi se quell’agenzia “ottenesse un vantaggio decisivo attraverso una svolta tecnologica nell’intelligenza artificiale o nella nanotecnologia molecolare”. Una volta in carica controllerebbe i progressi della tecnologia come la sorveglianza e le armi, e grazie a questo monopolio rimarrebbe perennemente al potere.

 

Anche nei paesi con i regimi totalitari più rigidi le notizie trapelano e le persone possono anche fuggire, ma un governo totalitario globale eliminerebbe queste speranze.

 

Per essere peggio dell’estinzione significa “che non sentiamo assolutamente nessuna libertà, nessuna privacy, nessuna speranza di fuggire, nessuna agenzia per controllare le nostre vite”, dice Tucker Davey, uno scrittore del Future of Life Institute in Massachusetts.

 

Potremmo non avere ancora le tecnologie per farlo”, ha detto Ord, “ma sembra che i tipi di tecnologie che stiamo sviluppando lo rendano molto più facile”…

 

IA e autoritarismo 

 

L’intelligenza artificiale sta già consentendo l’autoritarismo in alcuni paesi e rafforzando le infrastrutture che potrebbero essere usate da un despota opportunista.

 

Abbiamo assistito a una sorta di resa dei conti con il passaggio da visioni molto utopiche di ciò che la tecnologia potrebbe portare a realtà molto più che fanno riflettere e che sono, per alcuni aspetti, già abbastanza distopiche”, afferma Elsa Kania, senior fellow del Center for New American Security, una no-profit bipartisan che sviluppa politiche di sicurezza e difesa nazionale.

In passato, la sorveglianza richiedeva centinaia di migliaia di persone – un cittadino su 100 nella Germania orientale era un informatore – ma ora può essere attuata tramite la tecnologia. Negli Stati Uniti, la National Security Agency (NSA) ha raccolto centinaia di milioni di registrazioni di chiamate e messaggi di americani prima che interrompessero la sorveglianza domestica nel 2019 e si stima che nel Regno Unito ci siano dai quattro ai sei milioni di telecamere a circuito chiuso.

Diciotto delle 20 città più sorvegliate al mondo si trovano in Cina, ma Londra è la terza.

L’infrastruttura è già pronta per applicarla e l’IA, che l’NSA ha già iniziato a sperimentare, consentirebbe alle agenzie di cercare tra i nostri dati con una velocità mai vista prima.

Oltre a migliorare la sorveglianza, l’IA sostiene anche la crescita della disinformazione online, che è un altro strumento dell’autoritario. I deep fake basati sull’intelligenza artificiale possono diffondere messaggi politici fabbricati ad arte, e il micro-targeting algoritmico sui social sta rendendo la propaganda più persuasiva. Questo mina la nostra capacità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.

Il rapporto sull’uso dannoso dell’intelligenza artificiale scritto da Belfield e da 25 autori di 14 istituzioni, prevede che tendenze come queste amplieranno le minacce esistenti alla nostra sicurezza politica e ne introdurranno di nuove nei prossimi anni.

Cosa vogliamo fare?

Conclusione 

Molto interessante questo approfondimento della BBC. Forse qualcuno ci vuole avvertire sui rischi che stiamo correndo, o ci stanno facendo vedere quello che sarà il nostro inesorabile e distopico futuro?

Comunque sia, è ora il momento per decidere attentamente quali sono gli usi accettabili e inaccettabili della tecnologia in generale, soprattutto dell’IA, perché se permettiamo di controllare tutta la nostra esistenza, domani sarà troppo tardi per tornare indietro. A tal proposito ricordo che il 5G e il 6G risultano fondamentali in questa visione…

Stiamo armando le forze di polizia con il riconoscimento facciale e i vari governi stanno raccogliendo tutti i nostri dati (anche grazie a quello che noi gratuitamente e inconsapevolmente lasciamo nei social), e questo è molto ma molto pericoloso!

https://www.bbc.com/future/article/20201014-totalitarian-world-in-chains-artificial-intelligence

Pubblicato su:: https://disinformazione.it/

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