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Le fatiche di Sisifo

Sisifo spinge faticosamente il masso in cima alla montagna delle proprie ambizioni; la pietra cade inesorabilmente dall’altro versante, verso gl’inferi. Sisifo ricomincia l’assurda fatica.

Propaganda e post-verità 

 di Thierry Meyssan  

Ormai da diciott’anni discutiamo della strana trasformazione dei media, che sembrano attribuire sempre meno valore ai fatti. Ascriviamo la causa del fenomeno alla democratizzazione dei mezzi di comunicazione, dovuta all’avvento dei social-network. La qualità dell’informazione sarebbe precipitata perché chiunque ormai può improvvisarsi giornalista. Il diritto di esprimersi dovrebbe perciò essere opportunamente riservato alle élite. E se fosse vero l’esatto contrario? Se l’auspicata censura non fosse in realtà una risposta al fenomeno, bensì ne fosse l’evoluzione?   

Propaganda  

Nei sistemi in cui il potere ha bisogno della partecipazione del popolo, la propaganda ha lo scopo di ottenere l’adesione del maggior numero possibile di persone a un’ideologia e di mobilitarle per metterla in pratica.  

I metodi di convincimento sono gli stessi, vengano essi usati in buona o malafede. Nel XX secolo i primi teorici del ricorso alla menzogna e alla reiterazione, nonché all’eliminazione dei punti di vista che si scostano dall’opinione corrente e all’irreggimentazione in seno a organizzazioni di massa, sono stati il deputato britannico Charles Masterman, il giornalista statunitense George Creel e, soprattutto, il ministro tedesco Joseph Goebbels, con le devastanti conseguenze che conosciamo [1]. Per questo, alla fine della seconda guerra mondiale, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato tre risoluzioni di condanna dell’uso deliberato da parte dei media di menzogne al fine di provocare guerre, e a ingiungere agli Stati membri di vegliare sulla libera circolazione delle idee, unico antidoto all’intossicazione delle menti [2].  

Le tecniche di propaganda perfezionate negli ultimi 75 anni, utilizzate in ogni conflitto internazionale, sono ora progressivamente sostituite da nuove tecniche d’influenza, da utilizzare nei Paesi in situazione di pace: non si tratta più di convincere le persone ad aderire a un’ideologia e ad agire al servizio del potere, si tratta invece di dissuaderle dall’intervenire, di paralizzarle.  

Una strategia che si conforma a un’organizzazione della società “democratica”, dove il pubblico ha facoltà di sanzionare il potere, un fatto in altre epoche raro.  

Una strategia che si diffonde da 18 anni con la “Guerra al terrorismo”. Espressione di cui numerosi intellettuali hanno rilevato l’assurdità: il terrorismo non è un nemico, bensì una tecnica militare. Come si può fare guerra alla guerra? Benché all’epoca non lo avessimo capito, l’invenzione di questa paradossale locuzione mirava a instaurare l’epoca della post-verità.
Post-verità 
 

Prendiamo l’esempio della recente esecuzione di Abu Bakr al-Baghdadi. Sappiamo che una squadriglia di elicotteri non può attraversare, volando raso terra, il nord della Siria senza essere né vista dalla popolazione né intercettata dai sistemi antiaerei russi. Quel che ci hanno raccontato è chiaramente impossibile. Ciononostante, lungi dal mettere in discussione quel che noi bolliamo come propaganda, ci ritroviamo a discutere per scoprire se il califfo, acculato dalle forze speciali USA, si sia fatto saltare in aria con due piuttosto che con tre bambini. 

In altri tempi saremmo stati tutti d’accordo nel dire che, se un elemento essenziale della narrazione è inverosimile, non possiamo prendere per buoni gli altri elementi del racconto, a cominciare, nel caso citato, dalla morte stessa del califfo. Ora invece i nostri meccanismi mentali sono cambiati: accettiamo che un elemento fattuale sia stato falsificato a priori per ragioni di sicurezza nazionale e consideriamo il resto della storia autentico. Alla fine dimenticheremo la diffidenza suscitata da questo o quest’altro elemento e verseremo fiumi d’inchiostro per raccontare una bella storia, costruita sugli elementi più inverosimili.  

In altre parole, ci rendiamo istintivamente conto che la narrazione non relaziona fatti, ma veicola un messaggio. La nostra mente non esamina elementi, bensì assorbe il messaggio veicolato: anche Abu Bakr al-Baghdadi, come Osama Bin Laden, è stato giustiziato. Che la Forza sia sempre dalla parte degli Stati Uniti d’America.  

Per spostare la nostra coscienza dai fatti al messaggio, gli speech writer sono costretti a diffondere una narrazione incoerente. Non commettono un ulteriore infelice errore, ma soddisfano un’esigenza tecnica del loro lavoro.  

Nella propaganda classica si cercava di costruire storie coerenti, anche mascherando o travisando fatti. Ora non più. Non si cerca di persuadere con storie ben architettate, manipolando all’occorrenza e a proprio piacimento la realtà, bensì ci si rivolge a uno strato di coscienza intermedio, permeabile ai messaggi. Siamo consapevoli che la faccenda degli elicotteri è impossibile, tuttavia possiamo ragionare eliminando questo elemento dal campo della coscienza. Parte del nostro cervello è inibita.   

Mentiamo a noi stessi.   

Nella cronaca degli ultimi anni possiamo trovare numerosissimi esempi di come sia stata usata questa tecnica di condizionamento. Tutti quelli che potrei citare irriterebbero la maggior parte dei lettori perché ogni esempio implicherebbe il prendere atto di essere stati raggirati con la nostra stessa complicità. Detestiamo venir messi di fronte ai nostri errori.  

Mi limito a un solo esempio, non recente ma fondamentale, che ancor oggi svolge ruolo di primaria importanza. Dopo gli attentati dell’11 Settembre le compagnie aeree pubblicarono immediatamente le liste d’imbarco complete dei passeggeri e del personale deceduto. Due giorni dopo il direttore dell’FBI raccontò la storia dei dieci pirati dell’aria, autori, lui disse, degli attentati. Ebbene, secondo la testimonianza a caldo delle compagnie aeree, nessuno di costoro si era imbarcato su uno dei quattro aerei. La versione dell’FBI è quindi impossibile. Eppure, diciotto anni dopo stiamo ancora discutendo della personalità degli “attentatori”.  

Antidoto  

Da 18 anni ci viene spiegato che, con la possibilità offerta a tutti di esprimersi su un blog o su un social-network, il progresso della tecnica ha svalutato la parola pubblicamente profferita. Chiunque può dire qualunque cosa gli passi per la testa. In altri tempi soltanto gli uomini politici e i giornalisti professionisti avevano la possibilità di esprimersi pubblicamente. Prestavano attenzione alla qualità dei contenuti dei loro discorsi e di quanto scrivevano. Oggi il vulgus pecus, il popolo ignorante, prende lucciole per lanterne e diffonde fake news.  

Quel che accade è esattamente l’opposto. Uomini politici di primo piano, a cominciare dal presidente George Bush Jr. e dal primo ministro britannico Tony Blair, hanno tenuto discorsi incoerenti per inibire le reazioni del pubblico in generale e dei loro elettori in particolare: una tecnica che sostituisce l’assurdo alla verità, come altri in precedenza alla verità sostituivano la menzogna. Una tecnica che ha distrutto il funzionamento di sistemi democratici, che il comune mortale tenta di ripristinare con i mezzi di cui dispone.  

Nelle reti televisive catodiche le righe di scansione dell’immagine sono 625. Basta che una sola di queste righe sia disturbata perché l’intera immagine si offuschi. In base allo stesso principio, basta un unico punto di vista discordante perché le menzogne diffuse da una propaganda onnipresente balzino agli occhi. Per questa ragione la propaganda menzognera esige una censura implacabile. Ma se la menzogna introduce volontariamente nel discorso un’incoerenza, facendola risaltare, non bisogna censurare i punti di vista alternativi. Al contrario bisogna lasciare che si esprimano al fine di sfruttarli, bollandone pubblicamente alcuni come fake news.  

L’antidoto alla post-verità non è la verifica dei fatti – da sempre appannaggio di giornalisti e storici – bensì il ristabilimento della logica. Per questo motivo oggi sta prendendo piede una nuova forma di censura. La maggior parte degli utilizzatori di Facebook si sono visti disconnettere, senza tuttavia capirne, in numerosissimi casi, la ragione. Invano hanno cercato di scoprire quale parola proibita il sistema avesse scovato, o quale presa di posizione incivile avesse censurato un vigilante. In realtà quel che spesso è loro rimproverato, nonché arbitrariamente sanzionato, è il ripristino della logica nel ragionamento.   

Thierry Meyssan 

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo 

Fonte: https://www.voltairenet.org/

 

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La sensazione che ci sia un pensiero libero, mentre una gabbia è attorno a noi

L’incredibile finestra di Overton che si restringe

“Il modo intelligente per mantenere le persone passive e obbedienti è limitare rigorosamente lo spettro di opinioni accettabili, ma consentire un dibattito molto vivace all’interno di quello spettro – persino incoraggiare le opinioni più critiche e dissidenti. Questo dà alla gente la sensazione che ci sia un pensiero libero in corso, mentre continuamente i presupposti del sistema vengono rafforzati dai limiti posti sulla portata del dibattito.” ~ Noam Chomsky

I gestori narrativi di proprietà plutocratica della classe politico / media lavorano costantemente per restringere la finestra di Overton, lo spettro del dibattito che è considerato socialmente accettabile. Lo fanno dando sempre più dibattiti in termini di come l’impero oligarchico dovrebbe essere sostenuto e sostenuto, allontanandoli dai dibattiti sull’opportunità di autorizzare l’esistenza di quell’impero.

Fanno discutere le persone sulla necessità di apportare modifiche moderate o di non apportare modifiche significative, piuttosto che le enormi e radicali modifiche che tutti sappiamo che devono essere apportate all’intero sistema.

Fanno discutere le persone se dovrebbero eleggere un truffatore in un cappello rosso o un truffatore in un cappello blu, piuttosto che se debbano essere costretti o meno a eleggere truffatori.

Fanno sì che le persone discutano delle violazioni delle leggi sulla segretezza del governo, non se il governo abbia degli affari che trattengano quei segreti dalla sua cittadinanza.

Fanno discutere le persone su come dovrebbe avvenire la censura di Internet e su chi dovrebbe essere censurato, piuttosto che se si debba verificare qualsiasi censura di Internet.

Fanno discutere le persone su come e in che misura dovrebbe avvenire la sorveglianza del governo, non se il governo ha qualche attività di spionaggio sui suoi cittadini.

Fanno discutere le persone su quanto deve essere sottomesso e conforme qualcuno per non farsi sparare da un ufficiale di polizia, piuttosto che se un ufficiale di polizia debba sparare alla gente per quei motivi.

Inducono le persone a discutere se un gruppo di manifestanti sia sufficientemente educato, piuttosto che discutere sulla cosa contro cui stanno manifestando quei manifestanti.

Inducono le persone a discutere se questa o quella cosa sia una “teoria della cospirazione”, piuttosto che discutere del fatto noto che cospirano le persone potenti.

Fanno discutere le persone sul fatto che Tulsi Gabbard sia una pazza pericolosa, una risorsa russa, una risorsa repubblicana che si prepara per una corsa da parte di terzi, o solo un innocuo crackpot del Partito Democratico, piuttosto che discutere sul fatto che la sua politica estera sarebbe stata considerata perfettamente normale prima dell’11 settembre.

Fanno discutere la gente se Bernie Sanders è eleggibile o troppo radicale, piuttosto che discutere ciò che dice sullo status quo secondo cui le sue proposte estremamente modeste che ogni altro grande paese già implementa sono trattate come qualcosa di stravagante negli Stati Uniti.

Fanno discutere le persone sul fatto che Jeremy Corbyn abbia fatto abbastanza per affrontare la crisi dell’antisemitismo laburista, piuttosto che se quella “crisi” sia mai esistita al di fuori dell’immaginazione dei mercanti che diffondono l’establishment.

Fanno discutere la gente se Joe Biden o Elizabeth Warren vincessero contro Trump, piuttosto che se uno di quei lacchè dell’establishment sia un degno candidato.

Le persone discutono se i politici debbano avere sponsor aziendali, piuttosto che se le società debbano interferire nel processo elettorale.

Fanno discutere le persone se gli Stati Uniti dovessero perseguire un cambio di regime in Iran o in Siria, piuttosto che se gli Stati Uniti abbiano qualche attività per rovesciare i governi delle nazioni sovrane.

Fanno discutere le persone sul numero di truppe statunitensi in Siria, piuttosto che sull’invasione e l’occupazione illegali in primo luogo.

Fanno discutere le persone se uccidere lentamente le persone con sanzioni o ucciderle rapidamente con le bombe, piuttosto che se dovessero essere uccise affatto.

Fanno discutere le persone sul fatto che il leader di qualche altro paese sia o meno un dittatore malvagio, piuttosto che se siano affari tuoi.

Fanno discutere le persone sulla misura in cui Russia e Trump sono stati coinvolti nelle fughe di e-mail del Partito Democratico 2016, piuttosto che sul contenuto di tali fughe.

Fanno discutere le persone su quale dovrebbe essere la risposta all’interferenza russa nelle elezioni, piuttosto che sull’interferenza che ha avuto luogo e se sarebbe davvero importante se lo facesse.

Fanno discutere le persone su quanto sostegno governativo dovrebbe essere concesso ai poveri, piuttosto che se i ricchi dovrebbero essere autorizzati a mantenere ciò che hanno rubato ai poveri.

Fanno discutere le persone sul tipo di tasse che i miliardari dovrebbero pagare, piuttosto che sul fatto che abbia senso esistere per i miliardari.

Fanno sì che le persone discutano impotentemente delle cose cattive che altri paesi fanno, piuttosto che delle cose cattive che il loro stesso paese fa in cui possono effettivamente fare qualcosa.

Fanno discutere le persone su ciò che dovrebbe essere fatto per prevenire l’ascesa della Cina, piuttosto che se un mondo multipolare potrebbe essere utile.

Fanno discutere le persone se le escalation della guerra fredda occidentale contro la Federazione Russa sono sufficienti, piuttosto che se vogliono che gli orrori della guerra fredda siano resuscitati in primo luogo.

Stanno inducendo le persone a discutere in che misura la cannabis dovrebbe essere depenalizzata, piuttosto che se il governo dovrebbe essere autorizzato a rinchiudere chiunque per aver deciso di mettere qualsiasi sostanza nel proprio corpo.

Vengono indotti a discutere se le truppe statunitensi debbano essere ritirate o meno dall’Afghanistan, piuttosto che se vi siano o meno truppe statunitensi al di fuori degli Stati Uniti.

Fanno discutere le persone sul fatto che Julian Assange sia “un vero giornalista”, piuttosto che se debbano stabilire precedenti legali che criminalizzano necessariamente gli atti di giornalismo.

Fanno sì che le persone discutano dei sottili dettagli del protocollo su cauzione, dell’asilo politico, dell’igiene dei gatti dell’ambasciata e delle perdite piuttosto che se debba mai essere legale incarcerare un editore per aver denunciato crimini di guerra governativi.

Fanno discutere le persone su quale punizione dovrebbe essere per gli informatori, non su quale punizione dovrebbe essere per coloro su cui soffiano il fischio.

Fanno discutere le persone se Fox o MSNBC sono le vere “notizie false”, piuttosto che se la totalità dei media mainstream è la propaganda oligarchica.

Fanno discutere le persone su come le cose che tutti fanno impazzire per Trump siano state precedentemente fatte da Obama, piuttosto che discutere sul perché tutti i presidenti degli Stati Uniti fanno le stesse cose malvagie indipendentemente dai loro partiti o piattaforme di campagna.

Fanno discutere le persone su ciò che dovrebbe essere fatto con il denaro, non se il concetto stesso di denaro abbia bisogno di una revisione completa.

Fanno discutere le persone su ciò che dovrebbe essere fatto con il governo, non se il concetto stesso di governo abbia bisogno di una revisione completa.

Fanno discutere le persone sul fatto se lo status quo debba essere rafforzato o rivisto, piuttosto che se debba essere scaricato nel water a cui appartiene.

Fanno sì che le persone discutano con rabbia cose che non possono cambiare, piuttosto che lavorare costruttivamente su ciò che possono.

Fanno spingere le persone l’una contro l’altra in direzioni opposte, mentre costruiscono rapidamente una gabbia attorno a noi tutti.

Men in Black del Governo Ombra

 

L’NSA Whistleblower parla di Julian Assange e del “governo ombra”

Di Arjun Walia 

  • I fatti: William Binney, dipendente di lunga data della NSA di alto rango, condivide le sue opinioni sull’arresto di Julian Assange e che ha davvero il controllo.
  • Rifletti su: Perché continuiamo a credere che un presidente possa apportare cambiamenti? Perché continuiamo a eleggere e votare senza affrontare la vera questione alla base delle decisioni prese in politica? Perché non rivolgersi al governo segreto e alla sua stretta di mano sulla politica? 

Ancora oggi, se dici alla maggior parte delle persone che esiste un “governo invisibile” o un governo ombra di portata internazionale, potrebbero chiamarti un teorico della cospirazione o darti uno sguardo divertente. Ciò è in gran parte dovuto alla mancanza di istruzione, in particolare di autoistruzione, di una popolazione che è formata per andare a scuola, trovare lavoro e “godersi” la vita. Certo, va tutto bene e dandy, ma negare e condannare un pensiero o un’idea senza alcuna indagine è sicuramente l’apice dell’ignoranza. Non solo è l’apice dell’ignoranza, ma impedisce anche all’umanità di andare avanti. Affinché possiamo andare avanti, dobbiamo identificare correttamente i nostri problemi e non aiuta quando i problemi più importanti che devono essere identificati non sono nemmeno creduti a causa del lavaggio del cervello di massa e della mancanza di istruzione. Nessuno pensa da solo, invece si basano semplicemente sui media dell’establishment, che non è stato altro che un’enorme macchina di propaganda sin dal suo inizio.

L’idea di un governo ombra non deriva solo dalle dichiarazioni di numerosi politici globali e “leader mondiali”, è stata dimostrata da cambiamenti politici e decisioni che non sono a favore delle persone o del pianeta, che rivelano come le nostre agenzie di regolamentazione federali sono gestite da interessi canaglia. Il CDC e le “Spider Papers” sono uno dei tanti grandi esempi, insieme a più informatori di più agenzie.

I partiti politici non supportano più il popolo ed è difficile dire se lo abbiano mai fatto davvero. Il governo e la politica sono ora semplicemente, come ha sottolineato il presidente Theodore Roosevelt, “strumenti di interessi corrotti che li usano nel martialling [sic] per servire i loro scopi egoistici”. Ha affermato che “Dietro il governo apparente si trova in trono un governo invisibile a causa di nessuna fedeltà e nessuna responsabilità nei confronti della gente. Distruggere questo governo invisibile, confondere la cattiva alleanza tra affari corrotti e politica corrotta è il primo compito della statualità del giorno”.

Questo è il potere invisibile che esiste oggi. Roosevelt non è stato l’unico, nel suo discorso di addio, il presidente Eisenhower ha avvertito dell’ascesa del potere mal posto che “esiste” e “persisterà” all’interno del complesso industriale militare.

Non molto tempo fa, il presidente Vladimir Putin ha spiegato come, dopo essere stato eletto un presidente negli Stati Uniti, “uomini in giacca e cravatta scura” entrano e fondamentalmente gestiscono lo spettacolo. (fonte)

Secondo il presidente Woodrow Wilson:

Da quando sono entrato in politica, ho avuto le opinioni degli uomini principalmente confidate in privato. Alcuni dei più grandi uomini degli Stati Uniti, nel campo del commercio e della produzione, hanno paura di qualcuno, hanno paura di qualcosa. Sanno che esiste un potere da qualche parte così organizzato, così sottile, così attento, così interconnesso, così completo, così pervasivo, che è meglio che non parlino al di sopra del loro respiro, quando ne parlano viene emessa una condanna. (La nuova libertà, un appello all’emancipazione delle generose energie di un popolo, scritto nel 1913)

Sembra che John F. Hylan, sindaco di New York City dal 1918 al 1925 avesse ragione nel dire che “la vera minaccia della nostra Repubblica è il governo invisibile, che come un polpo gigante si estende sulle gambe viscide delle nostre città, stati e nazione“.

Alla fine della giornata, se segui i soldi, non è difficile capire chi sia questo “governo invisibile” a cui molti hanno fatto riferimento. Una cosa è abbastanza chiara, non sembra che abbiano troppa preoccupazione per l’umanità o il pianeta Terra. Ci sono così tante prove che mostrano che l’élite finanziaria globale (vari membri di grandi politiche, corporazioni, Hollywood, famiglie reali, persone in posizioni di grande potere, il Vaticano, ecc.) Sono impegnate in alcuni comportamenti molto psicopatici. Ma sei davvero sorpreso? Guarda il mondo, i suoi sistemi e tutti gli aspetti che circondano l’umanità … è davvero un riflesso dei “leader” psicopatici. Ed è un riflesso del fatto che siamo totalmente ignari di esso a causa del lavaggio del cervello di massa. Tuttavia, in molti casi, sosteniamo e difendiamo questi sistemi e non accettiamo altro … Ci rifiutiamo di riconoscere cose che qualsiasi persona abbastanza intelligente dovrebbe essere in grado di vedere con un po’ di indagine.

Questo è il motivo per cui ho sentito il bisogno di condividere l’intervista qui sotto di William Binney. Binney è un ex funzionario dell’intelligence di alto livello presso la National Security Agency, che è diventata informatore dopo oltre 30 anni con l’agenzia. Ha emesso un fischio, come ha fatto Edward Snowden, dopo l’11 settembre sui programmi di raccolta e sorveglianza dei dati di massa dell’agenzia, insieme a J. Kirk Wiebe e Edward Loomis, altri due impiegati dell’agenzia.

Da allora, è stato abbastanza schietto e ha contribuito a far luce su molte altre questioni. Ha anche affermato che i programmi di sorveglianza dell’NSA non hanno nulla a che fare con la sicurezza della popolazione, ma sono piuttosto mezzi per continuare ulteriormente il “controllo totale della popolazione”. (Fonte)

Ciò avrebbe senso e confermerebbe anche tutte le prove che dimostrano le connessioni tra le organizzazioni terroristiche e il complesso industriale governativo / militare, comprese le prove che dimostrano il loro coinvolgimento nel finanziamento, nel sostegno e nella creazione di queste organizzazioni. Nonostante tutto, sostengono di “inseguire” gli stessi terroristi che sostengono in nome della democrazia.

Nell’intervista che segue, Binney fa riferimento anche al governo ombra per quanto riguarda Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, in particolare per quanto riguarda il suo recente arresto e detenzione.

Di seguito una citazione dell’intervista:

Per me, questa è semplicemente una continuazione dell’acquisizione del mondo da parte dei governi ombra del mondo e delle loro relazioni a livello internazionale. Sono sempre lì, non vengono votati dentro e fuori. Controllano tutte le informazioni che vengono fornite al presidente, ad esempio, per prendere decisioni. Possono personalizzare ciò che vogliono che faccia lui focalizzando alcune informazioni su di lui e tenendone gli altri lontani come il blocco dell’ombra. Non permettono ad altre opinioni di arrivare a lui in modo che non abbia l’opportunità di vedere un’altra visione. Hanno la maggior parte dei media mainstream chiusi e fanno quello che vogliono e che fanno adesso, ma è un po ‘come il chiodo nella bara che dice: “se mai fai qualcosa che espone tutti i crimini che stiamo commettendo o la criminalità che stiamo facendo dietro le quinte, se mai lo farai, arriveremo a te.”

Nell’intervista menziona anche come usano la “sicurezza nazionale” come scusa per fare tutto in segreto, e come è diventato un nome usato per giustificare segreti che sono molto poco etici e sbagliati.

E c’è il pericolo molto grave che un’annunciata necessità di maggiore sicurezza venga colta da coloro che sono ansiosi di espandere il suo significato fino ai limiti della censura e dell’occultamento ufficiali. Che non intendono permettere nella misura in cui è sotto il mio controllo. – JFK (fonte)

C’è un sacco di buon cibo per pensare, quindi assicurati di dare un’occhiata all’intervista.

Il messaggio è per tutti gli altri nel mondo, o sei conforme a ciò che ti diciamo di fare, o ti faremo questo.

The Takeaway

L’influenza del “governo segreto” è esattamente il motivo per cui vediamo così tanti presidenti che parlano contro certe cose durante le loro campagne, e poi all’improvviso fanno un centottantottesimo grado di ribaltare le loro promesse una volta che sono in carica. I presidenti, insieme ad altri politici, sono probabilmente ricattati, estorti, sottoposti a lavaggio del cervello o tenuti lontani da certe narrazioni e prospettive. Molti di loro non sono stati altro che marionette per l’élite globale. Alcuni lo fanno volentieri, altri inconsapevolmente. Se una cosa è vera sulla politica globale, è che ciò che ci viene presentato è lontano dalla verità per quanto riguarda ciò che sta realmente accadendo dietro le quinte.

Arjun Walia – Mi sono unito al team CE nel 2010 poco dopo aver finito l’università e sono stato grato per il fatto che sono stato in grado di farlo da allora poiché Ci sono molte cose che accadono sul pianeta che non risuonano con me, e io volevo fare quello che potevo per svolgere un ruolo nella creazione del cambiamento. È stato grandioso apportare cambiamenti nella mia vita e creare consapevolezza e non vedo l’ora di altri progetti che vadano oltre la consapevolezza, entrino in azione e attuazione. Quindi rimanete sintonizzati [email protected]

Questo articolo proviene da Evoluzione collettiva.  

Fonte: https://www.activistpost.com/ 

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Le lunghe mani del Gruppo Bilderberg

 

L’arrivo di Henry Kissinger e di Mike Pompeo al Montreux Palace per la 67^ riunione annuale del Gruppo Bilderberg.   

Le lunghe mani del Gruppo Bilderberg  

di Manlio Dinucci

Da anni si scrivono molte stupidaggini sul Gruppo Bilderberg, sebbene si possa ricostruirne un’immagine affidabile basandosi sulla documentazione disponibile. Molti ricercatori si sono dedicati all’impresa. Il Gruppo Bilderberg non è affatto un governo mondiale, bensì una rete d’influenza che CIA e MI6 hanno formato per sostenere la NATO. 

Tre italiani sono stati invitati quest’anno alla riunione del gruppo Bilderberg, svoltasi a Montreux in Svizzera dal 30 maggio al 2 giugno. Accanto a Lilli Gruber, la conduttrice televisiva de La7 ormai ospite fissa del Bildelberg, è stato invitato un altro giornalista: Stefano Feltri, vicedirettore del Fatto Quotidiano diretto da Marco Travaglio.

Il «terzo uomo» scelto dal Bildenberg è Matteo Renzi, senatore del Partito Democratico, già presidente del Consiglio.

Il gruppo Bilderberg, costituitosi nel 1954 formalmente per iniziativa di «eminenti cittadini» statunitensi ed europei, fu in realtà creato dalla Cia e dal servizio segreto britannico MI6 per sostenere la Nato contro l’Urss. Dopo la guerra fredda, ha mantenuto lo stesso ruolo a sostegno della strategia Usa/Nato [1].

Alle sue riunioni vengono invitati ogni anno, quasi esclusivamente da Europa occidentale e Stati uniti, circa 130 esponenti del mondo politico, economico e militare, dei grandi media e dei servizi segreti, che formalmente partecipano a titolo personale. Essi si riuniscono a porte chiuse, ogni anno in un paese diverso, in hotel di lusso blindati da ferrei sistemi militari di sicurezza.

Non è ammesso nessun giornalista od osservatore, né viene pubblicato alcun comunicato. I partecipanti sono vincolati alla regola del silenzio: non possono rivelare neppure l’identità dei relatori che hanno fornito loro determinate informazioni (alla faccia della declamata «trasparenza»).

Si sa solo che quest’anno hanno parlato soprattutto di Russia e Cina, di sistemi spaziali, di uno stabile ordine strategico, del futuro del capitalismo. Le presenze più autorevoli sono state, come al solito, quelle statunitensi: Henry Kissinger, «figura storica» del gruppo a fianco del banchiere David Rockfeller (fondatore del Bilderberg e della Trilateral, morto nel 2017); Mike Pompeo, già capo della Cia e attuale segretario di stato [2]; David Petraeus, generale già capo della Cia [3]; Jared Kushner, consigliere (nonché genero) del presidente Trump per il Medio Oriente e intimo amico del premier israeliano Netanyahu.

Al loro seguito Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, che ha ricevuto un secondo mandato per i suoi servigi agli Usa. Per quattro giorni, in incontri segreti multilaterali e bilaterali, questi e altri rappresentanti dei grandi poteri (aperti e occulti) dell’Occidente hanno rafforzato e allargato la rete di contatti che permette loro di influire sulle politiche governative e sugli orientamenti dell’opinione pubblica.

I risultati si vedono.

Sul Fatto Quotidiano Stefano Feltri difende a spada tratta il gruppo Bilderberg, spiegando che le sue riunioni si svolgono a porte chiuse «per creare un contesto di dibattito franco e aperto, proprio in quanto non istituzionale», e se la prende con «i tanti complottisti» che diffondono «leggende» sul gruppo Bilderberg e anche sulla Trilateral [4].

Non dice che, fra «i tanti complottisti», c’è il magistrato Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione (deceduto nel 2018), che riassumeva così il risultato delle indagini effettuate: «Il gruppo Bilderberg è uno dei responsabili della strategia della tensione e quindi anche delle stragi» a partire da quella di Piazza Fontana, di concerto con la Cia e i servizi segreti italiani, con Gladio e i gruppi neofascisti, con la P2 e le logge massoniche Usa nelle basi Nato [5].

In questo prestigioso club è stato ammesso ora anche Matteo Renzi. Escludendo che lo abbiano invitato per le sue doti di analista, resta l’ipotesi che i potenti del Bilderberg stiano preparando in modo occulto qualche altra operazione politica in Italia.

Ci scuserà Feltri se ci uniamo così ai «tanti complottisti». 

Si legga Il Gruppo Bilderberg, l’élite del potere mondiale, di Domenico Moro, Aliberti Editore, maggio 2014 (euro 14,50).logge

Abbiamo pubblicato la lista ufficiale dei partecipanti alla riunione 2019 del Gruppo Bilderberg, indicandone le funzioni: «Liste des partecipants àla réunion 2019 du Groupe de Bilderberg», Réseau Voltaire, 1er juin 2019.

L’annuncio di accadimenti politici inaspettati è una peculiarità del Gruppo Bilderberg. Per esempio, Emmanuel Macron, invitatovi nel 2014, annunciò la rottura con François Hollande e nel 2016 il sindaco di Le Havre, Édouard Philippe, comunicò di aver aderito alla formazione politica di Macron. Macron e Philippe divennero rispettivamente presidente della repubblica e primo ministro.  

Manlio Dinucci 

Fonte Il Manifesto (Italia) 

[1] “Quel che non sapete del Gruppo Bilderberg”, di Thierry Meyssan, traduzione di Alessandro Lattanzio, Komsomolskaïa Pravda (Russia), Rete Voltaire, 10 aprile 2011.

[2] Mike Pompeo non risulta sulla lista ufficiale. La sua presenza è stata rivelata dal quotidiano L’Écho: «Mike Pompeo est à la réunion du groupe Bilderberg», Nicolas Keszel, L’Écho, 1° giugno 2019.

[3] In quanto direttore della CIA, David Petraeus ha concepito la fornitura di armi a Daseh attraverso l’operazione Timber Sycamore. Oggi Petraeus continua il traffico come direttore del Global Institute del fondo d’investimento KKR. KKR è diretto da Henry Kravis, ospite immancabile del Gruppo Bilderberg, di cui la moglie è amministratrice. KKR è anche il principale finanziatore di Emmanuel Macron. «Miliardi di dollari in armi contro la Siria», di Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 21 luglio 2017, traduzione di Matzu Yagi.

[4] “Sì, il gruppo Bilderberg mi ha invitato alla sua riunione. Vi spiego perché mi interessa partecipare”, Stefano Feltri, 28 Maggio 2019; «Stefano Feltri al Bilderberg, per me è un errore e le spiego perché», Angelo Cannatà, 1 Giugno 2019; «Dentro il Bilderberg: ecco di cosa si discute davvero», Stefano Feltri, 4 Giugno 2019, Il Fatto Quotidiano.

[5] “Terrorismo: il giudice Imposimato accusa il Bilderberg”, Traduzione Alessandro Lattanzio, Rete Voltaire, 1 febbraio 2013. 

L’articolo è su licenza Creative Commons

Potete riprodurre liberamente gli articoli del Réseau Voltaire a condizione di citare la fonte, di non modificarli e di non usarli a scopi di lucro (licenza CC BY-NC-ND). 

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PRIMA SONO VENUTI PER ASSANGE …

 

Più incursioni della polizia mentre la guerra sul giornalismo si intensifica in tutto il mondo

Di Caitlin Johnstone

La polizia federale australiana ha condotto due raid su giornalisti e sequestrato documenti in incidenti presumibilmente non correlati nel giro di soli due giorni.

Ieri l’AFP ha fatto irruzione nella casa della giornalista di News Corp Australia Annika Smethurst, alla ricerca di informazioni relative al suo rapporto investigativo lo scorso anno che hanno messo in evidenza il fatto che il governo australiano ha discusso la possibilità di darsi poteri senza precedenti per spiare i propri cittadini. Oggi hanno fatto irruzione nel quartier generale di Sydney dell’Australian Broadcasting Corp, sequestrando informazioni relative a un rapporto investigativo del 2017 sui possibili crimini di guerra commessi dalle forze australiane in Afghanistan.

In un terzo episodio, anche apparentemente non correlato, un altro giornalista australiano ha rivelato ieri che il Dipartimento per gli affari interni ha avviato un’indagine sulla sua relazione su una storia di richiedenti asilo che potrebbe portare a un caso criminale AFP, dicendo che è sotto pressione per rivelare il suo fonte.

AFP: Sono ancora sconcertato dal potere di questo mandato. Consente all’AFP di “aggiungere, copiare, eliminare o alterare” il materiale nei computer dell’ABC. Tutti gli australiani, per favore pensateci: da questo momento, l’AFP ha il potere di cancellare materiale nei computer dell’ABC. Australia 2019.

– John Lyons (@TheLyonsDen), 5 giugno 2019

“Perché l’AFP ha improvvisamente deciso di eseguire questi due raid dopo le elezioni?” Ha twittato l’editor politico australiano David Speers durante il raid di Sydney. “Le nuove prove sono appena emerse in entrambe le storie di Annika Smethurst e ABC ?!”

Perché davvero?

“Se queste incursioni non sono collegate, come riferito dall’AFP, si tratta di una coincidenza straordinaria”, ha twittato la corrispondente politica del capo della Conversazione , Michelle Grattan. “AFP ha bisogno di spiegare al più presto i tempi così lunghi dopo le storie. Non può essere così inefficiente! Deve essere una spiegazione – il che rende la rivendicazione “non connessa” ancora più strana. “

Strano davvero.

È vero che l’AFP ha formalmente negato che ci fosse qualche collegamento tra i due raid, ed è infatti difficile immaginare come i due potrebbero essere collegati oltre alla loro condivisione di un tema comune di denuncia del malaffare che il governo voleva mantenere segreto. Se è vero che non sono collegati, allora cosa è cambiato? Cosa potrebbe essere cambiato nel mondo per innescare questa improvvisa escalation dell’assalto del governo australiano alla stampa libera?

Bene, se come ho suggerito di recente non pensi in termini di singole nazioni separate, non è difficile pensare ad almeno una cosa che è cambiata.

L’Assange Effect sta prendendo piede in tutto l’impero centralizzato degli Stati Uniti. #auspol

La polizia federale australiana fa irruzione nella casa del giornalista di News Corp per presunta perdita di sicurezza nazionale https://t.co/LntOZRpwA1 via @abcnews

– Caitlin Johnstone (@caitoz) 4 giugno 2019

“La criminalizzazione e il crollo del giornalismo sulla sicurezza nazionale si sta diffondendo come un virus”, ha scritto oggi su Twitter WikiLeaks in risposta al raid della ABC. “Il precedente di Assange sta già avendo effetto. I giornalisti devono unirsi e ricordare che il coraggio è anche contagioso “.

“Le accuse di arresto e spionaggio contro Assange erano solo l’inizio, come molti nei media, anche quelli che odiano Assange, temevano”, ha twittato il direttore del consorzio News Joe Joe in risposta al raid della News Corp. “La casa di un giornalista australiano mainstream è stata perquisita mercoledì. mattina dalla polizia a causa di una storia su cui ha lavorato. “

“Notizie vergognose dall’Australia, quando la polizia fa irruzione negli uffici e nelle case dei giornalisti”, ha twittato il leggendario giornalista australiano John Pilger. “Un mandato consente loro di aggiungere, copiare, cancellare o modificare i file del computer in ABC. L’assalto a Julian Assange è stato un chiaro avvertimento per tutti noi: era solo l’inizio. “

Se ci pensate, sarebbe stato molto meno inquietante dell’alternativa se ci fosse una connessione tra i due raid, perché l’alternativa è molto più sinistra: che l’atteggiamento del governo australiano nei confronti della stampa libera è cambiato. E forse lo ha fatto, come l’Australia ha fatto per decenni, in linea con il comportamento del resto dell’impero centralizzato USA.

In un articolo per il Consortium News intitolato “Dopo l’attacco di Espionage Act di Assange, la polizia si muove contro altri giornalisti per pubblicare materiale classificato”, Joe Lauria ci ricorda che l’Australia non è la prima nazione all’interno dell’alleanza del potere occidentale ad assistere a tale escalation dal paradigma. spostamento carcere di Julian Assange nel Regno Unito.

Dopo l’accusa di spionaggio di #Assange, la polizia si sposta su più giornalisti per pubblicare materiale classificato https://t.co/9sfnYoaMB2

– Notizie del Consorzio (@Consortiumnews) 5 giugno 2019

“La polizia di Parigi ha arrestato due giornalisti che stavano coprendo le proteste della Vest gialla il 20 aprile”, scrive Lauria. “Uno dei giornalisti, Alexis Kraland, ha detto che è stato arrestato dopo aver rifiutato di essere perquisito e aver consegnato la sua telecamera alla polizia della stazione ferroviaria Gare du Nord. Il più grande sindacato di giornalismo in Francia ha chiesto spiegazioni alla polizia “.

“E il 10 maggio a San Francisco, la polizia ha usato le mazze per abbattere la porta, ha fatto irruzione nella casa di Bryan Carmody, un giornalista freelance, per ottenere, mentre era ammanettato, rivelare la sua fonte che gli ha fatto trapelare un rapporto della polizia sulla morte improvvisa il difensore civico eletto della città “, ha aggiunto Lauria. “La polizia ha portato via computer, fotocamere, telefoni cellulari e appunti.”

Quindi stiamo già vedendo uno schema. Puoi scegliere di ignorarlo o di respingerlo con una storia piacevole, oppure puoi riconoscere che sembriamo nel bel mezzo di un arresto rapido e inarrestabile della stampa libera nel mondo occidentale.

Non ci deve necessariamente essere una cospirazione pianificata centralmente dietro questa tendenza; può semplicemente essere il risultato naturale di un impero in difficoltà, visto che avrà bisogno di molta più guerra, menzogne ​​e inganno per evitare di collassare e rispondere di conseguenza. Una volta superata la linea di Assange, avrebbe potuto semplicemente essere un precedente per gli altri governi all’interno dell’impero per iniziare a fare cose che avrebbero già voluto fare comunque.

PRIMA SONO VENUTI PER ASSANGE …

Secondo raid della polizia federale australiana sui giornalisti australiani! 

Stessa ragione!

Per intimidire i whistleblowers / giornalisti dall’esporre le azioni sbagliate del Governo

Questo esattamente come la persecuzione di Julians!

Per coprire i crimini di guerra! https://t.co/vgU6OKQIrT

– Mrs Christine Assange (@AssangeMrs), 5 giugno 2019

Julian Assange è il punto di un punto interrogativo alla fine di una questione storicamente importante che ci viene richiesta in questo momento. Questa domanda si legge come segue: l’umanità desidera creare una società basata sulla verità e che detiene il potere di rendere conto o vuole l’esatto opposto?

Finora, la risposta generale di consenso a questa domanda è andata in qualche modo sulla falsariga di “In realtà stiamo bene con un tuffo a capofitto nella distopia orwelliana, grazie.” Ma come le implicazioni di questa risposta diventano più chiare e limpide, possiamo ancora vedere alcuni sussulti nell’altra direzione prima che sia troppo tardi.

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Fonte: https://www.activistpost.com/

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L’omicidio di Julian Assange

Julian Assange viene lentamente assassinato da “Her Majesty’s Prison Service” nella prigione di Belmarsh nel sud-est di Londra. La prigione è famosa per tenere persone che non sono mai state accusate di un crimine indefinitamente. Viene anche chiamata la versione inglese di Guantanamo, e tipicamente usata per detenere i cosiddetti terroristi, così chiamati dalla polizia britannica e dai servizi segreti e pubblicizzati dal MSM e dallo stabilimento britannico. Terroristi che diventano terroristi con continue e ripetute accuse, dalla propaganda dei media, ma non necessariamente dal fatto.

Ricorda, se una bugia viene ripetuta abbastanza spesso diventa la verità nelle menti indecenti degli ascoltatori. Il suo indottrinamento del pubblico per demonizzare qualcuno o un gruppo di persone, o un paese, che potrebbe diventare pericoloso per gli sforzi viziosi e criminali dell’impero. Questo è quello che stanno facendo con Julian Assange. Esattamente lo stesso principio viene applicato, anche se su scala diversa, contro il presidente Putin e contro la Russia e la Cina. E sembra funzionare in una società occidentale, sottoposta al lavaggio del cervello, gestita dalla loro leadership vassallica statunitense senza spina dorsale.

Sì, quello che sta succedendo a Julian Assange potrebbe accadere a qualsiasi giornalista che rivela la scomoda verità sull’impero e le macchinazioni criminali dei suoi seguaci, qualunque giornalista – o non giornalista, informatore, a tale proposito – chiunque osi alzarsi verso l’AngloSionista atrocità possono finire a Guantanamo o Belmarsh che è considerata una prigione di tipo A per uomini adulti, vale a dire, una prigione “seria”, dove detenuti “pericolosi” sono detenuti fino a quando il servizio carcerario di Sua Maestà ritiene necessario, e si tengono i trattamenti dei prigionieri segreto e includere la tortura.

Il caso di Julian Assange va ancora più lontano che infrangere tutte le regole della libertà di parola “democratica”. Il modo in cui viene trattato è una grave infrazione ai Diritti Umani. I governi statunitense e britannico intendono mettere a tacere e punire un campione di libertà di parola, torturandolo perché il mondo lo veda, e soprattutto come deterrente per i potenziali informatori e altri sostenitori della libertà di parola.

Julian Assange è stato condannato a una pena detentiva “provvisoria” di 50 settimane per aver saltato la cauzione, quando ha cercato e ottenuto un rifugio nel 2012 nell’ambasciata ecuadoriana. E perché ha saltato la cauzione? Perché stava per essere estradato in Svezia neofascista, che agendo in nome di Washington, lo accusò di stupro fasullo e accuse di cattiva condotta sessuale, da dove sarebbe stato probabilmente estradato negli Stati Uniti – dove avrebbe potuto affrontare un tribunale di canguri e un finto processo con possibile condanna a morte o detenzione indefinita a Guantanamo.

Ecco perché è saltato su cauzione e perché è scappato all’ambasciata ecuadoriana, perché l’ingiustizia occidentale era già stata giocata con falsa propaganda, per tutti, ma ciechi e indottrinati, per vedere. Rafael Correa, allora Presidente dell’Ecuador, vide la verità dietro a tutto e concesse asilo a Julian, e in seguito gli diede la cittadinanza ecuadoriana – che nel 2018 fu revocata dal traditore e successore fascista di Correa, l’impiantista statunitense Lenin Moreno, che, come premio, si dice, ha ottenuto un prestito del FMI di 4,2 miliardi di dollari USA per aiutare il governo a portare avanti il ​​suo programma di riforma economica neoliberale, il che significa annullare molti dei programmi sociali di miglioramento dell’eguaglianza economica per la popolazione ecuadoriana, attuati durante la presidenza Correa. 

Bene, quanto può essere malato? – Sfortunatamente, agire patologicamente o anche psicopaticamente nel mondo di oggi è pienamente accettato. È la nuova normalità. Ciò significa che viviamo in una società quasi malata, corrotta e completamente sottoposta al lavaggio del cervello, per essere precisi, la società occidentale. “Quasi-terminale” significa che c’è solo una scarsa speranza di guarigione per l’assoluta mancanza di coscienziosità della società occidentale. La speranza del risveglio delle persone occidentali sta svanendo, mentre scivola sempre più in profondità in un abisso senza fondo.

Julian Assange fu accusato per la prima volta da Washington di false accuse di pirateria informatica e cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Di fatto, si tratta della pubblicazione 2010 di Wikileaks del famigerato video che circolava il mondo un milione di volte, raffigurante il mirato, dannoso “omicidio collaterale” di civili innocui da parte dell’equipaggio di un elicottero dell’esercito americano – e di altri dati di atti atroci dell’esercito americano rivelati da Chelsea Manning e pubblicati da Wikileaks. Chelsea Manning è stata ed è lei stessa al servizio di pene detentive.

Nonostante il fatto che questo piccolo video sia stato visto in tutto il mondo probabilmente da più di un miliardo di persone, nessuno è salito sulle barricate – in un’infinita dimostrazione di massa – per fermare lo stato canaglia e la macchina per uccidere gli Stati Uniti d’America dal crimini quotidiani e mortali. Nessuno. E l’uccisione continua. E Washington sta facendo del suo meglio per zittire ogni rivelazione futura delle loro atrocità, facendo tacere Julian Assange e intimidendo qualsiasi potenziale futuro rivelatore di verità.

Ora hanno 50 settimane, mentre è nascosto in una prigione britannica simile a Guantanamo, per ucciderlo lentamente a nome di e come un piccolo favore a Washington, così non deve essere estradato e gli Stati Uniti sono risparmiati dall’essere esposti al processo di canguro che Julian avrebbe altrimenti ricevuto. Se muore di morte “naturale” in una prigione britannica, Trump può lavare le sue mani insanguinate in innocenza, e quelli del Congresso che vogliono mandare uno squadrone della CIA per uccidere Assange – Ti prendo in giro, non si vergognano di dirlo apertamente – sarà anche in grado di imbiancare le loro menti criminali e sanguinose. Nessuno saprà mai cosa è realmente accaduto dietro le mura della prigione di Sua Maestà. – Ci saranno alcune fiammate nei media – e poi tutto si calmerà. Come di solito. Il fondatore di Wikileaks se ne andrà – e tutti i potenziali informatori e giornalisti che cercano la verità saranno in guardia. Obiettivo raggiunto.

Nel frattempo e per raggiungere quell’obiettivo, Julian è molto probabilmente torturato, possibilmente fisicamente e psicologicamente. Julian Assange ha subito “un’esposizione prolungata alla tortura psicologica”, ha detto l’esperto di torture delle Nazioni Unite, Nils Melzer, in un’intervista alla BBC, e ha esortato la Gran Bretagna a non estradare Assange a Washington. Secondo il tenente colonnello in pensione USAF, Karen Kwiatkowski, potrebbe essere stato drogato con farmaci psicotropi, come il 3-quinuclidinil benzilato, noto come BZ che produce allucinazioni, confusione mentale e perdita di memoria. Questo potrebbe essere stato il motivo, il motivo per cui non è stato in grado di parlare chiaramente e di partecipare a un’udienza della Corte svedese – e doveva essere trasferito nell’ala dell’ospedale del carcere di Sua Maestà a Belmarsh. Una delle poche immagini emerse al momento del suo trasferimento all’ospedale era uno di uno zombi.

Speriamo solo di sbagliarmi completamente in questo scenario – e che la pressione della gente (a questo punto sarebbe un miracolo) preda Julian sciolto dalle letali zanne dell’impero e dei suoi seguaci.

Il mondo occidentale continua a guardare – peggio ancora, sostengono persino il servizio carcerario di Sua Maestà, a cui è sottoposto Julian Assange. Hanno in gran parte applaudito il brutale arresto britannico di Julian Assange, quando la polizia lo ha trascinato fuori dall’ambasciata ecuadoriana in un furgone e in custodia cautelare, e ore dopo è stato condannato a 50 settimane con un’accusa fasulla per aver saltato la cauzione.

Cosa si può dire – non è detto meglio che da Paul Craig Roberts,

” Se il mondo rappresenta l’omicidio giudiziario USA / Regno Unito / svedese di un uomo innocente, il mondo non merita di esistere un altro secondo”. – Amen.

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Questo articolo è stato originariamente pubblicato su New Eastern Outlook.

Peter Koenig è un economista e analista geopolitico. È anche un esperto in risorse idriche e ambientale. Ha lavorato per oltre 30 anni con la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità in tutto il mondo nei settori dell’ambiente e dell’acqua. Tiene lezioni in università negli Stati Uniti, in Europa e in Sud America. Scrive regolarmente per la ricerca globale; ICH; RT; Sputnik; PressTV; Il 21 ° secolo; Telesur; Il Blog di Saker, il New Eastern Outlook (NEO); e altri siti internet. È autore di Implosion – An Economic Thriller su War, Environmental Destruction e Corporate Greed – fiction basato su fatti e su 30 anni di esperienza della World Bank in tutto il mondo. È anche un co-autore di The World Order and Revolution! – Saggi dalla resistenza. È un ricercatore associato del Centro di ricerca sulla globalizzazione.

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La fonte originale di questo articolo è Global Research
Copyright © Peter Koenig, Global Research, 2019