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La dittatura del clima e le sante alleanze tra lobbisti e salvamondisti

Lobbisti Salvamondisti 

By Massimo Lupicino

I sacerdoti della religione globalista non fanno che spergiurare che il Global Warming è questione “esclusivamente scientifica” appellandosi, tra le altre cose, alla balla spaziale sul 97% di consensus, una delle più grandi fake news del 21° secolo. A riportarci alla realtà ben diversa dei fatti è il Washington Times, gemello povero ma bello del più noto “Post”, con un articolo che non ha avuto nessuna risonanza sulla stampa mainstream. Per ovvie ragioni, come si capirà dal resto di questo pezzo.

Santa Alleanza

Ricordate la delegazione di volenterosi americani anti-CO2 che si è presentata recentemente alla COP23 di Bonn in antitesi al loro stesso presidente rovinamondo? Ne abbiamo parlato più volte su questo Blog grazie alle ottime e puntuali cronache di Donato Barone. Bene, è forse interessante sapere che due dei volenterosi delegati in questione, Jay Insley e Jerry Brown (rispettivamente governatori di Washington e della California) fanno parte della cosiddetta US Climate Alliance: associazione di 15 stati americani nata con splendido tempismo il giorno stesso in cui Trump ha cestinato l’accordo di Parigi, con il proposito di portare avanti ad ogni costo l’agenda climatista dell’amministrazione precedente. L’associazione in questione è formata dai governatori di 14 stati + Porto Rico, e ama definirsi con involontaria ironia “bi-partisan”, per la presenza di ben 2 governatori repubblicani su 15, per altro in stati di rigoroso rito liberal come Massachussets e Vermont.

Che la causa del Climate Change trovi a tempo di record soluzioni originali a qualsiasi incidente politico non deve ovviamente sorprendere: sono salvamondo, e in quanto tali sono dotati di super-poteri. Ma la cosa realmente interessante è il modo in cui quei super-poteri sono acquisiti e utilizzati.

Lobbismo Verde

La pubblicazione di una serie di email ottenute attraverso regolare richiesta dal Competitive Enterprise Institute, mostra uno spaccato molto interessante dell’attivismo climatico americano. In particolare, il quadro che emerge è quello di governatori che in cambio della disponibilità a spendersi per la causa climatista ne ricavano benefici molto materiali, ad esempio sotto la forma di attivisti climatici messi a disposizione gratuitamente per sostenere le attività dell’Alleanza Climatica stessa: un vero e proprio ufficio-ombra gentilmente offerto da gruppi di attivisti a loro volta foraggiati da entità dotate di disponibilità economiche non indifferenti. Tra le tante associazioni della galassia climatista citate nelle email in questione si segnalano:

  • Climate Nexus, progetto sponsorizzato da Rockefeller Philantropy Advisors;
  • RhodiumRhodium Group di Trevor Houser, già consigliere speciale di Hillary Clinton per Clima ed Energia; Group di Trevor Houser, già consigliere speciale di Hillary Clinton per Clima ed Energia;
  • Climate Registry e Under-2 Coalition, a loro volta partecipati da molti degli stessi Stati appartenenti alla Climate Alliance, in un curioso gioco di scatole cinesi;
  • Georgetown Climate Centre

I benefici forniti ai governatori in questione paiono non limitarsi alla fornitura materiale di uffici, centri di ricerca e staff a titolo gratuito e al di fuori di ogni contabilità, ma includono persino servizi di pubbliche relazioni finalizzati a promuovere storie politiche di “leadership” da pubblicare sul megafono giornalistico liberal per eccellenza: il New York Times.  

Quello che emerge è una forma pura e semplice di lobbismo climatico: ovvero l’esistenza di un gruppo di pressione ambientalista estremamente organizzato, ramificato e sovra-nazionale che si alimenta di donazioni molto generose da parte di entità riconducibili all’ambiente finanziario, molte delle quali amano dare di sè una immagine “filantropica”. In un articolo correlato Delingpole menziona tra i generosi donatori in questione la già citata Fondazione Rockefeller (recentemente impegnata in una battaglia “etica” contro la stessa Exxon che pure aveva attivamente sostenuto per decenni), gestori di hedge-fund miliardari come Tom Steyer e gli immancabili mega-gruppi della Silicon Valley: i nuovi padroni del vapore.  

Volendo riassumere in poche parole, la narrativa ambientalista si configura come uno dei tanti mezzi attraverso i quali alcune lobby finanziarie particolarmente esposte sul business del “verde” proteggono i loro investimenti. Contribuendo a tenere alta la tensione sul catastrofismo attraverso l’influenza sui media, per esempio. O, più semplicemente, aiutando quei politici che promettono di potare avanti le politiche più redditizie per le lobby in questione. Un mero finanziamento politico mediato (e occultato) attraverso la galassia dell’attivismo climatico e ambientalista.

C’è chi può  

Ben inteso: il lobbismo non è un crimine, o per lo meno non lo è negli Stati Uniti, dove questo fa parte a pieno titolo della lotta politica e sottende in gran parte al finanziamento della politica stessa. È altrettanto vero che in termini di etica politica non è uno spettacolo bellissimo quello dei governatori americani più o meno liberal che corrono dietro alle sirene climatiste in cambio di benefici materiali e di immagine, che si tratti di interviste compiacenti su giornali di area, o di comparsate ben pubblicizzate presso eventi planetari come le COP climatiche. Ma fa parte del gioco, decisamente: la politica è anche questo.

Il problema, semmai, è di opportunità. Come si chiede lo stesso Washington Times, immaginate cosa succederebbe se si scoprisse che qualche politico dispone di benefici materiali o di immagine messi generosamente a disposizione da una compagnia petrolifera in cambio di un impegno a perorare le sue cause: opinionisti scatenati, VIPs sdegnati, starlette inorridite, concertoni di protesta, manifestazioni di piazza, flash-mobs, sponsor in fuga, scomuniche papali e chi più ne ha più ne metta.

Ecco, il punto è proprio questo: c’è chi può e c’è chi non può. Da una parte, le poche voci scientifiche contrarie alla narrativa devono ricorrere, a mo’ di disclaimer, a pietose postille in cui giurano di non ricevere fondi da industrie minerarie o dell’energia. Mentre dall’altra parte c’è chi di fondi ne riceve tanti e generosi, in cambio di benefici politici significativi e per giunta in un contesto di sostanziale anonimato: gli è concesso, perché la loro causa è giusta, mentre quella degli altri è sbagliata. Ché alla fine della fiera è il Marchese del Grillo a celarsi sotto le sembianze solo in apparenza ascetiche delle vestali del Climate Change, con il suo intramontabile:

 Fonte: climatemonitor.it

Jørgen Randers, professore di strategia climatica alla BI Norwegian School of Economics, è uno dei sostenitori di una sorta di “dittatura climatica”. Vede la Cina come un modello. Immagine: Wikipedia Commons  

Europa – La dittatura del clima si propone di risolvere il riscaldamento globale

by Bjørn Lomborg November 05, 2017  from Technocracy Website 

La tecnocrazia sta affondando i suoi denti di ferro nei sistemi politici esistenti, cercando di trasformare l’intero mondo in una dittatura scientifica basata sulle risorse. 

Questa visione dall’Europa dovrebbe essere un campanello d’allarme per gli americani! Questo è un articolo da leggere.

L’ambientalista di spicco propone una dittatura climatica perché la democrazia non è disposta a fare le sue politiche.  

Il coraggio di questa discussione è sbalorditivo. È ancora più sbalorditivo è il quotidiano svedese che porta oggi questa ampia intervista senza dichiarare chiaramente il punto di vista come estremo e irragionevole.

Invece, hanno seriamente chiesto al loro analista politico di capire se una dittatura climatica sia davvero necessaria e finisca con la conclusione di “sì, forse”.

L’affermazione arriva da Jørgen Randers, professore di strategia climatica alla BI Norwegian Business School. 

La sua principale rivendicazione è il coautore del libro Limits to Growth del 1972, che spaventò una generazione a far credere che avremmo esaurito tutte le risorse e ucciso l’umanità con un inquinamento atmosferico soffocante. 

La rivista Time ha messo in risalto la storia del suo libro del 1972, “The Worst Is Yet To Be?” E comincia così:

“Le fornaci di Pittsburgh sono fredde, le linee di montaggio di Detroit sono ancora a Los Angeles, alcuni disperati e magri sopravvissuti da una pestilenza stanno disperatamente strisciando al centro delle strade, cortili e campi periferici, sperando di raccogliere qualcosa per la sussistenza.  

Gli uffici di Londra sono bui, le sue banchine deserte. Nelle terre agricole dell’Ucraina, i trattori abbandonati sono sparpagliati sui campi: non c’è carburante per loro. Le acque del Reno, del Nilo e del fiume giallo odorano di sostanze inquinanti.

Fantastico? No, solo triste inevitabilità se la società continua la sua attuale dedizione alla crescita e al “progresso”.

Certo, i loro scenari di paura erano quasi completamente sbagliati. Puoi leggere di più nel mio articolo sugli affari esteri e il mio breve riassunto in Project Syndicate di seguito.

Ora il professor Randers – correttamente – ci dice che la democrazia non vuole e non è in grado di pagare gli importi esorbitanti che lui e molti altri ambientalisti ci chiedono di pagare.

I sondaggi sulla disponibilità a pagare per le politiche climatiche mostrano che la maggior parte delle persone negli Stati Uniti è disposta a pagare $ 180 per nucleo familiare o $ 70 per persona. In Cina, la disponibilità media a pagare è di $ 30 per persona all’anno. (Preferirebbero usarlo per educazione, salute, alleviamento della povertà, ecc.)  

Tuttavia, le attuali promesse di Parigi costeranno ad ogni americano $ 500 all’anno, $ 600 ad ogni europeo e $ 170 ai cinesi. 

Certo, è improbabile che la maggior parte degli americani e degli europei elegga un leader che in realtà li farà incorrere in un costo molto più alto di quello che la maggior parte delle persone è disposta a pagare.  

Inoltre, queste promesse non “risolveranno” il riscaldamento globale – anzi, insieme realizzeranno quasi nulla: 

Secondo la stima dell’ONU, il trattato di Parigi ridurrà le emissioni meno dell’1% di quanto sarebbe necessario per mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2° C e tuttavia costerebbe $ 1-2 trilioni all’anno entro il 2030, principalmente in una crescita ridotta del PIL.

Quindi Parigi consegnerà molto meno di quello che la maggior parte della gente si aspetta, ma costerà molto di più di quanto la maggior parte della gente sia disposta a pagare.  

Naturalmente, la maggior parte delle persone intelligenti sarebbe contro il pagamento di un sacco di denaro per ottenere poco o nulla. Se non altro, questo suggerisce che la democrazia funziona bene.  

Ma Randers, invece, accetta questa riluttanza a spendere fortune con pochi benefici come argomento per porre fine alla democrazia: 

‘se la gente non vuole la mia preferita soluzione, allora le persone sono stupide, non dovrebbero essere autorizzate a decidere il loro destino, e dovremmo invece installare una dittatura climatica’.

L’argomento sembra letteralmente voler dire: se non posso ottenere quello che voglio in democrazia, voglio ottenerlo con una dittatura.  

Questa non è una buona argomentazione. È anche incredibilmente costosa: vanno osservati i costi per ottenere quel tipo di politiche sul clima che Randers e molti altri stanno sostenendo. 

Se la UE adempie alla promessa di ridurre le emissioni dell’80% nel 2050 (che è la più ambiziosa politica climatica del mondo oggi), la media dei migliori modelli sottoposti a peer review mostra che il costo sarebbe di almeno $ 3 trilioni all’anno e più probabilmente raddoppierà tale cifra, ovvero $ 6.000 per ogni cittadino della UE all’anno. Certo, pochi voteranno per questo.  

Inoltre, chiedere una dittatura trascura una delle ragioni principali della democrazia:

“come fai a garantire che il dittatore faccia ciò che è giusto per te?” 

Nel corso della storia, molti hanno chiesto dittature, ma quando l’hanno ottenuta, si è scoperto che il dittatore non ha fatto ciò che speravano – e poi come si cambia il leader? 

Guarda la Cina, che purtroppo è considerata da molti ambientalisti un ideale verde. Ottiene l’86% della sua domanda totale di energia primaria da combustibili fossili (dati dell’Agenzia internazionale dell’energia, ultimi dal 2014, estrapolati al 2017).

Come può essere ultra-verde? Ottiene solo il 12% da fonti rinnovabili (l’ultimo 2% dal nucleare).

Fonte

Anche nel 2040, con tutti i suoi obiettivi parigini, l’IEA ha stimato che la Cina otterrà il 16% della sua energia totale da fonti rinnovabili (e la maggior parte sarà ancora idroelettrica e biomassa, con solo il 4,2% da eolico e solare fotovoltaico).

Come può essere vista come ultra-verde? 

Va ricordato che, la Cina ha ottenuto una quota maggiore della sua energia totale da fonti rinnovabili (soprattutto perché era incredibilmente povera) “ogni anno del secolo scorso” di quanto non sarà nel 2040. 

Ma il fatto più deprimente è che invece di concentrarsi su queste politiche incredibilmente inefficaci che costeranno una fortuna ma che fanno ben poco per sistemare il clima, ci sono molti altri modi che farebbero molto più bene. 

  • In primo luogo, dovremmo aumentare la spesa per la ricerca e lo sviluppo ecologico – se riusciremo a innovare il prezzo dell’energia futura verde e affidabile al di sotto dei combustibili fossili, tutti cambieranno.
  • In secondo luogo, dovremmo concentrarci su un adattamento economico ed efficace, che a lungo termine eviterà la maggior parte dei danni aggiuntivi dovuti agli impatti climatici a costi molto bassi.
  • Terzo, dovremmo riconoscere che la principale vulnerabilità per il clima è la povertà: se sei povero, sarai molto più colpito dai cambiamenti climatici (e, ovviamente, colpisci più duramente e anche più o meno ogni altra sfida).

Quindi, se solleviamo persone dalla povertà, probabilmente li aiuteremo molto di più contro i futuri danni causati dal clima – e li aiuteremo molto, per molto più tempo.

Non sorprende che quando l’ONU ha chiesto a quasi 10 milioni di persone in tutto il mondo su cosa volessero concentrarci, hanno chiesto educazione, salute e nutrizione.

E ha posto il clima in fondo alla lista delle priorità. 

Aumentare la ricerca e lo sviluppo in campo verde, l’adattamento e concentrarsi maggiormente sulla riduzione della povertà è qualcosa a cui la maggior parte delle persone voterebbe. È efficiente, moralmente buono e molto, molto più economico.

E (anche se non posso credere di doverlo sottolineare) potremmo mantenere la nostra ‘democrazia’ … 

Fonti

Citazione:

“Il vantaggio è che una volta presa una decisione, tutto procede rapidamente, non c’è opposizione che ritorni indietro”, 

…è rappresentativo dell’argomento di Jorgen Randers, ma in realtà proviene dallo stesso articolo di Anders Wijkman, che è il portavoce del Club di Roma, di cui Randers è membro del comitato esecutivo.

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Quel ‘dietro le quinte’ che i media non rivelano ma che, quasi sempre, nemmeno conoscono

 Dietro i Panama Papers – La più colossale truffa del pianeta –

 da Piero Cammerinesi 08 Maggio 2016   dal Sito Web LiberoPensare  Versione in spagnolo

  Vi ricordate il recente scandalo dei cosiddetti “Panama Papers”?

AVVERTENZA Questo articolo – contiene notizie che credo non siano mai state pubblicate sulla stampa italiana né ‘alternativa’ né tantomeno mainstream – nasce da un’approfondita ricerca e da due fonti: 

  • una riferibile a dei siti in lingua inglese più avanti indicati.
  • l’altra a fonti personali di cui l’autore può garantire competenza e serietà, ma soprattutto conoscenza diretta degli argomenti trattati

Pertanto si tranquillizzi il lettore se alcune notizie qui contenute gli parranno inverosimili o quantomeno fantasiose; lo erano anche per l’autore prima di approfondire la storia narrata.  

Dunque, prima di liquidare il tutto come una bizzarra fantasia, approfondisca l’argomento e le fonti indicate.  

In fondo il modo migliore per nascondere qualcosa è metterlo sotto gli occhi di tutti

Dunque, si parlava dello scandalo dei Panama Papers…  

Quello, per intenderci, in cui sui media di regime compariva Putin in primo piano – nonostante dichiaratamente non fossero riferibili a lui i fondi occulti a Panama, attribuibili solo a “delle persone a lui vicine” – in buona compagnia con vari capi di Stato e di governo?

  • Quello in cui, tra migliaia e migliaia di nomi con società e conti segreti nel paradiso fiscale panamense – guarda caso – mancavano personaggi di spicco statunitensi? 
  • Quello che, dopo una momentanea fiammata sul mainstream media, è scomparso dall’orizzonte delle notizie? 
  • Quello che, partito da una opaca organizzazione denominata International Coalition of Investigative Journalists (ICIJ) – basti pensare che essa dipende dalla Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP) finanziata (a volte le combinazioni…) dal governo americano tramite l’USAIDalcuni ritengono un’operazione dei servizi anglo-americani nel contesto di scontri al vertice dei poteri mondiali?  

Ebbene su questi Panama Papers va fatta qualche considerazione più approfondita.   

Ma iniziamo con ordine.  

Il leak dei Panama Papers consta di circa 11,5 milioni di documenti, costituiti principalmente da e-mail, file PDF, file di foto e parti di un database interno della Mossack Fonseca.  

Si riferiscono a un periodo che va dal 1970 alla primavera del 2016.  

Riguardano conti e società offshore intestati a personalità politiche, imprenditori, miliardari, mafiosi, criminali e società-ombra.   

Ora, naturalmente, possedere una società offshore non è illegale di per sé nella maggior parte dei Paesi, trattandosi di qualcosa che può essere utile per una vasta gamma di transazioni commerciali.  

Tuttavia, uno sguardo ai Panama Papers indica chiaramente che l’obiettivo primario, nella stragrande maggioranza dei casi, eraquello di occultare l’identità dei veri titolari dei conti e delle società. I documenti rivelano anche numerosi scandali e individuano capi corrotti di Stato e di governo.   

Le società offshore attribuibili ai capi di Stato e di governo attuali o ex-tali costituiscono una delle parti più spettacolari di questa colossale fuga di notizie, così come i collegamenti ad altri leader, e alle loro famiglie, ai consiglieri più vicini e ai loro amici.   

Capi di Stato direttamente coinvolti 

  • Mauricio Macri, presidente dell’Argentina
  • Salman, re dell’Arabia Saudita 
  • Khalifa bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti e emiro di Abu Dhabi 
  • Petro Poroshenko, presidente dell’Ucraina
Ex-capi di Stato direttamente coinvolti: 
  • Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani, ex emiro del Qatar
  • Ahmed al-Mirghani, ex presidente del Sudan 
Capi di governo direttamente coinvolti:
  • Sigmundur Davíð Gunnlaugsson, primo ministro dell’Islanda
  • Ex-capi di governo direttamente coinvolti: 
  • Bidzina Ivanishvili , ex primo ministro della Georgia
  • Ayad Allawi, ex primo ministro dell’Iraq
  • Silvio Berlusconi, ex presidente del consiglio dell’Italia
  • Ali Abu al-Ragheb, ex primo ministro della Giordania
  • Benazir Bhutto, ex primo ministro del Pakistan 
  • Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, ex primo ministro del Qatar
  • Pavlo Lazarenko, ex primo ministro dell’Ucraina
  • Ion Sturza, ex primo ministro della Moldavia
Vi sono poi altri 200 politici in tutto il mondo tra i clienti della Mossack Fonseca, tra cui un certo numero di ministri oltre a familiari di governanti, come, ad esempio, il padre di David Cameron. 
 
Fin qui la panoramica sui personaggi coinvolti.
 
Ora, a prescindere dal fatto che questa non può che essere la punta dell’iceberg della reale magnitudo del fenomeno, nonché dal fatto che una analisi dei nomi coinvolti – ma soprattutto di quelli non coinvolti – porta a comprendere parecchie cose, 
  • Che cosa c’è veramente sotto?
  • A parte gli indubbi vantaggi fiscali di possedere conti o società offshore a Panama o in altri paradisi del genere, perché – come si è detto – l’analisi di questi conti mostra che l’obiettivo primario è quello di occultare l’identità dei veri titolari? 
  • Solo per difendersi dal fisco?
No, decisamente no.
 
In realtà il leak dei Panama Papers ha solo sollevato il lembo del velo che nasconde uno scandalo di proporzioni colossali di cui la maggior parte della gente non ha idea alcuna e di cui i media non parleranno mai.

Dietro c’è la più straordinaria, gigantesca, mostruosa truffa che mai sia stata concepita sul pianeta.

Di che si tratta?
 
Ebbene, dalle ricerche condotte e da fonti molto introdotte in questi ambienti ho potuto appurare che da decenni il governo americano e la Federal Reserve (compresi Tesoro, Banca mondiale, FMI etc.) apre ‘conti mirror’ o conti fantasma, conti illegali in ogni parte del mondo e nelle maggiori banche internazionali.
 
Questi conti vengono messi a disposizione – come si è visto nel caso dei Panama Papers – di determinate personalità in certi Paesi allo scopo di finanziare guerre, rivoluzioni colorate, genocidi, monopoli di informazione controllati e utilizzati per disinformare ma anche per pianificare ulteriori sottrazioni delle ricchezze di organismi e Paesi.
 
Il funzionamento è semplice.
 
Quando il governo USA o un’altra entità autorizza ufficialmente la Federal Reserve (o il FMI o la Banca Mondiale o il Tesoro degli Stati Uniti etc.) ad aprire un conto mirror presso una delle 250 banche più grandi del mondo, avviene che dal conto principale, che rimane nella banca originaria, vengono trasferite delle somme su questi conti aperti in altri Paesi.
 
Il conto mirror ha la stessa intestazione del conto principale, in modo che tutto appaia regolare, mentre in realtà non è affatto regolare in quanto non vi è l’autorizzazione dei reali – e legali – titolari dei capitali depositati, che provengono dai Collateral Accounts.
 

Cosa sono i Collateral Accounts

Va prima di tutto precisato che se il lettore cercherà in Rete elementi sui Collateral Accounts troverà ben poco, o meglio, troverà, 

  • fonti private, su blog siti
  • Wikipedia, 

…che ne parlano, chi in modo positivo chi negativo

Le fonti istituzionali non ne parlano affatto. Ciò in quanto si tratta di questioni classificate Top secret di cui ufficialmente molto poco è trapelato sino ad oggi.

Come ogni notizia secretata, ufficialmente o verrà negata o non verrà commentata. 

Ebbene, si tratta di una complessa rete di conti e asset (in primis oro, ma anche argento, metalli preziosi di altra natura, opere d’arte di valore inestimabile, alcune presenti anche in musei e molto altro, inclusi diritti su giacimenti petroliferi e terreni) sparsi per l’intero globo, anche in banche centrali ed in banche commerciali ma fuori bilancio.

Queste ricchezze sono custodite in depositi nei luoghi più disparati, sotto montagne o sotto deserti, e perfino negli oceani.

Molti di questi depositi segreti hanno trappole mortali all’entrata, e numerosi ‘cercatori d’oro’ indipendenti o ingenui indigeni manipolati da qualche scaltro manipolatore dell’intelligence americana deviata o simili, a conoscenza di qualche segreto, sono letteralmente saltati per aria, in particolare nei depositi delle Filippine

Ricordate il film americano National Treasure (2004), in italiano Il Mistero dei Templari, con Nicolas Cage?
 
In quel film, fonti ben informate mi hanno riferito che furono rivelati alcuni dettagli proprio di questa ricchezza internazionale nascosta in giro per il mondo, con l’errata informazione, tuttavia, che si trattasse di un National treasure, appunto, americano.
 
In realtà, si tratta di un tesoro internazionale, parte dei Collateral Accounts.
 
Sulla base di tali ricchezze, nel secondo dopoguerra venne creato un sistema di creazione del denaro dal nulla, ispirato apparentemente ad un’idea già avuta dal Conte di Saint-Germain, consigliere di famiglie reali europee nel ‘700, attraverso l’emissione di titoli bancari delle maggiori banche internazionali, che aveva lo scopo di finanziare la ricostruzione e lo sviluppo di tutti i Paesi del mondo.
 
In realtà, invece, ben presto esso venne manipolato dai ‘gestori del sistema’, in primis americani, e gestito di fatto per fini privati, per arricchire se stessi, amici, amici degli amici e per corrompere e finanziare le più disparate nefandezze.
 
I titoli bancari emessi, oggigiorno, sono,
  • soprattutto Medium Term Note (MTN)  
  • ma anche Bank Guarantee (BG)
  • Stand-by Letter of Credit (SBLC),
…emessi a una percentuale che parte anche dal 20% del valore facciale e, attraverso alcuni passaggi di compravendita a valori sempre un po’ più alti, chiamati tier 1, tier 2 e tier 3, giunge infine ai compratori finali, tipicamente fondi pensione, fondi assicurativi o altri generi di fondi, che le detengono fino a scadenza, acquistandole a valori, dopo i vari passaggi, superiori solitamente al 90% del valore facciale.
  
La taglia di questi strumenti può variare, ma tagli frequenti sono quelli da 500 milioni di dollari/euro.
 
Questi passaggi sono gestiti dai Traders specializzati (che nulla hanno a che fare con il trading online!).
 

È in questi passaggi che vengono coinvolti amici ed amici degli amici dei banchieri per arricchirsi, permettendo loro di investire cash o direttamente strumenti finanziari (in genere MTN, BG, SBLC) per accedere a queste compravendite con lauti guadagni, di solito con investimenti minimi di 100 milioni di dollari/euro, ma più spesso, attraverso cash pooling, anche con cifre inferiori.

Se, ad esempio, partecipo all’acquisto di uno strumento al 40% del valore facciale e viene rivenduto al 60%, con contratti già predeterminati dal sistema e garantiti, si ha un guadagno del 50%, che viene poi solitamente diviso tra le parti in causa, investitori ed intermediari inclusi.
 
Considerando che si partecipa, tipicamente, a un programma (Trading program, Private placement program o simili) in cui si comprano e vendono, attraverso il Trader, molti di questi strumenti finanziari, anche per un anno consecutivo o più, si capisce che si parla di guadagni stratosferici.
 
Facile arricchirsi così, no?
 
E molte persone, anche pubblicamente conosciute, italiani inclusi, si sono arricchite grazie a questi programmi.
 
Date le cifre necessarie per questi investimenti così redditizi, è chiaro che parliamo di possibilità non accessibili a tutti, bensì solo ai cosiddetti sophisticated investors, investitori sofisticati:
un termine dell’alta finanza utilizzato per indicare coloro che possono avere accesso ad investimenti privilegiati, non accessibili alla massa.
Tuttavia chi sa, di regola non parla di questi argomenti, talvolta per egoismo, talaltra per paura, talaltra ancora per entrambe le cose.
 
La Securities and Exchange Commission (SEC), il Tesoro americano e l’FBI, guarda caso tutti americani, smentiscono sui loro siti che operazioni di compravendita di strumenti finanziari, come quelli sopra accennati, siano legali, considerandole frodi.
 
In effetti non sono legali, come accennato, ma certamente esistono e quelle pagine web servono solo per mascherare, come sempre, ciò che non si vuole far sapere al pubblico.
 
Coloro che si trovano al vertice della piramide di questo sistema finanziario, ai quali viene affidata una certa quantità di titoli da emettere e far poi scendere a cascata, attraverso i passaggi sopracitati, nel sistema finanziario, vengono chiamati Master Commitment Holders e si contano sulle dita di meno di due mani.
 
Tanto questi Commitment Holders quanto i Trader del sistema sono, come si può immaginare, controllati da specifiche intelligence affinché svolgano adeguatamente il loro lavoro, secondo le direttive impartite dai grandi banchieri. 
 

I Collateral Accounts, chiamati anche Global Accounts, Global Debt Facility, o più precisamente Combined International Collateral Accounts of the Global Debt Facility, contengono al loro internoasset che le famiglie reali del mondo hanno accumulato in una storia plurimillenaria, con riferimenti non casuali (si pensi al “God Save the King/Queen” britannico, ripreso dai saluti biblici ai primi Re israeliti) che risalgono sin all’Antico Israele.

Già dal ‘500-‘600 alcune famiglie reali europee iniziarono, attraverso accordi privati e segreti, a riunire i loro asset, probabilmente come forma di protezione verso i montanti movimenti che avrebbero portato alla creazione degli Stati moderni. 

Un impulso importante in questa direzione venne dato dallo Zar di Russia intorno al 1875, quando inviò i propri figli presso le famiglie reali sparse nel globo al fine di organizzare una riunificazione collettiva di tutte le loro ricchezze, per poi utilizzarle per il bene comune ed evitare future guerre.

Piano nobile, ma che non ebbe però molta fortuna considerando quanto sarebbe accaduto da lì a pochi decenni. 

Al vertice di tale complessa struttura, costituita da migliaia di fondazioni e Trust, vi è una Fondazione, chiamata Foundation Divine, ed un connesso Trust chiamato Heritage International Trust, che sono rispettivamente la Master Foundation ed il Master Trust dei Combined International Collateral Accounts of the Global Debt Facility. 

Parte di tale ricchezza funse da collaterale per il sistema finanziario, centrato nella FED americana (Fed System) in quanto il dollaro americano venne imposto dagli USA come valuta di riserva internazionale (rigettando la famosa proposta del Bancor di Keynes), creato con gli accordi di Bretton Woods del 1944, ed attivo dal 1945.

I Collateral Accounts costituirebbero dunque – secondo le fonti interpellate – un sistema internazionale legale ma segreto, diproprietà privata e riconosciuto da molteplici trattati internazionali Top secret, gestito dal 1945 al 1995 dalla Trilateral Trillenium Tripartite Gold Commission (TTTGC) di cui facevano parte i vincitori occidentali della seconda guerra mondiale (USA, UK e Francia).

n buona fede, fu, infatti, a queste potenze che le famiglie reali nel dopoguerra diedero in gestione tali enormi ricchezze reali, sperando che esse le avrebbero utilizzate a fin di bene. 

Ma così non fu

A queste potenze, avendo esse perpetrato numerose frodi con le ricchezze dei Collateral Accounts, vennero sottratti successivamente tutti i poteri di gestione degli asset dei medesimi e, nel 1995, venne istituita una entità sovrana indipendente da ogni Stato, religione e politica, registrata alle Nazioni Unite ma classificata Top Secret, vale a dire l’attuale entità che gestisce gli asset dei Collateral Accounts. 

Si tratterebbe dell’International Treasury Controller (ITC), il cui braccio amministrativo, creato di conseguenza dal medesimo ITC, è denominato OITC, l’Office of International Treasury Control.

I proprietari di tali asset sono, come si è detto – secondo le fonti sopra accennate – le famiglie reali di tutto il mondo.

Esse avrebbero dato in gestione alla TTTGC le loro ricchezze, non rinnovando tuttavia con essa l’accordo cinquantennale (1945-1995) di gestione dei loro asset di ulteriori 50 anni.

Così nel ’95 decisero di istituire l’ITC che viene considerata l’unica istituzione o organizzazione nella storia umana ad avere abbastanza oro e mezzi necessari per garantire con l’oro le valute di tutte le 207 nazioni del pianeta.

Stiamo parlando di una quantità d’oro, accumulata da migliaia di anni, non inferiore ai 2 milioni di tonnellate (oro non registratufficialmente, né presente nei bilanci delle banche in cui è in parte depositato), molto superiore a quella dichiarata ufficialmente dal World Gold Council secondo cui, a fine 2015, l’oro stoccato a livello globale era pari a 186.700 MT (metric tons, ossia tonnellate)

In Internet si trova, da parecchi anni oramai, abbastanza materiale che parla dei Collateral Accounts, ma vi è da fare attenzione e usare discernimento perché, data la tematica ‘scottante’, vi è molta disinformazione da parte di alcune intelligence.Si pensi, ad esempio, all’OPPT ma anche a personaggi quali Neil Keenan e Karen Hudes – guarda caso tutti americani – o a giornalisti fantasiosi come Benjamin Fulford

Personaggi che molta gente, in buona fede ed ingenuamente, segue in rete, ignara di come funzionino i vertici del mondo, quel ‘dietro le quinte’ che i media non rivelano ma che, quasi sempre, nemmeno conoscono.

Anche il caso della Foundation X, risalente a qualche anno fa, citata da Lord James of Blackheath, è interessante ai fini della notizia dell’esistenza di un sistema finanziario internazionale ‘fuori bilancio’ nel quale girano, effettivamente, ricchezze che appaiono incredibili.

Come è noto, fino al 1971 le valute erano garantite dall’oro, ma quell’anno gli americani, per scelta unilaterale, sganciarono il dollaro dall’oro.

Ed essendo il dollaro americano la valuta di riserva internazionale, come deciso negli accordi di Bretton Woods del ’44-45, di fatto tale decisione determinò a cascata uno sganciamento dall’oro anche delle altre valute nazionali.

Dal 1971 il mondo si trova, dunque, in un regime di fiat money, ossia denaro non garantito da nulla, se non dalla nostra (ingenua) fiducia.

Il presente sistema finanziario centrato nella Federal Reserve, fu garantito attraverso oro prestato dalle famiglie reali alla Banca Mundiale e al Fondo Monetario Internazionale, attraverso il Master Holder dei Collateral Accounts dell’epoca, chiamato M1 (in possesso dell’Anello Alpha-Omega che ne rappresenta il ruolo spirituale), Ferdinand Marcos delle Filippine.

La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale vennero finanziati con 3.000 tonnellate d’oro l’una. Quelle ricchezze dovevano servire come vere e proprie start up per i Paesi distrutti dalle guerre o dalle rivoluzioni.

Ma l’inizio dei problemi più grossi risale a qualche decennio prima.

Ad esempio, quando la Federal Reserve fu incorporata nel 1913, gli USA non avevano oro sufficiente per garantire il valore del dollaro

Fu lo Zar di Russia che inviò 75.000 tonnellate d’oro negli USA come garanzia per finanziare la Federal Reserve.

Quell’oro era parte dei Collateral Accounts depositato in Russia e come tale custodito legalmente dallo Zar di Russia (il Presidente, Primo Ministro o il Re/Regina di un Paese, a seconda dei casi, è il Custode legale degli asset dei Collateral Accounts custoditi in quel Paese).

La Federazione Russa è in possesso di documenti che provano questo fatto

Ora, il problema è che recenti indagini hanno rivelato che quelle 75.000 tonnellate d’oro non sono più presso la Federal Reserve né in altri depositi del Governo americano

Insomma, quella montagna d’oro si è volatilizzata.

Questo sarebbe – secondo alcuni – il motivo per cui Kissinger si è recato di recente in Russia ed è tornato in America con la coda tra le gambe.

A causa sempre di questa situazione il Papa – avendo lo IOR un rapporto molto stretto con la Federal Reserve – sarebbe rimasto sconvolto e starebbe ora prendendo le distanze dagli Stati Uniti.

Ciò sarebbe collegato con il recente incontro di Papa Francesco con il Patriarca moscovita Kirill a Cuba.

Se le cose stanno in questi termini non ci sarebbe dunque da meravigliarsi se i media occidentali stanno in tutti i modi cercando di screditare e attaccare Putin.

Si tratta di disinformazione e propaganda di primissimo ordine per coprire le tracce di ciò che l’America ha fatto in passato, e continua a fare.

Dopo il Trattato di Londra del 1920, Trattato non conosciuto ai più, l’oro venne trasportato e immagazzinato in depositi in molti Paesi del mondo, secondo un complesso sistema ideato dalle famiglie reali, e con un apparente ruolo di primo piano dell’allora giovane, e futuro imperatore, Hirohito.

Lo scopo era di secretare tali asset in modo da evitare, per quanto possibile, future frodi.

Tutte le Nazioni hanno aderito ai vari trattati internazionali riferibili a questa enorme ricchezza mondiale, compresi gli Stati Uniti ed i loro alleati. Ad esempio, il Global Agreement del 1980, promosso da Ferdinand Marcos, ma mai, di fatto, attuato. 

Anche nel secondo dopoguerra, tutti gli Stati dovettero depositare una larga parte delle loro riserve d’oro nei Collateral Accounts, in modo da non avere, terminato il conflitto, situazioni di estremo squilibrio tra diversi Paesi, situazioni che avrebbero potuto generare una nuova futura guerra. Lo stesso Vaticano fu costretto a fare altrettanto. 

Gli asset vennero quindi riuniti in modo da finanziare, in modo bilanciato, la ricostruzione e sviluppo di tutti i Paesi del mondo. 

Tuttavia, chi ha infiltrato il Pentagono e la Casa Bianca, e i loro alleati, hanno iniziato a fare guerre, conquistare nazioni e rubare gli asset custoditi in altri Paesi e/o i documenti cartacei relativi a tali asset, cercando di monetizzarli presso qualche banca internazionale. 

Pensiamo, ad esempio, al “mercato nero” di titoli finanziari oramai non più validi, nel quale migliaia di persone nel mondo, italiani inclusi, spesso in buona fede, cercano di inserirsi per fare il “colpo della vita”, senza sapere, o facendo finta di non sapere, che stanno agendo nell’illegalità. 

Vi sono molte tipologie di questi bond “vecchi” (old/historic bonds) trafficati nel mercato nero finanziario.

Pensiamo ad esempio ai,

  • TOV (Treaty of Versailles) Bonds
  • FRN (Federal Reserve Notes)
  • FRB (Federal Reserve Bonds)
  • Wells Fargo Bonds
  • Petchili Bonds,

…e molti altri. 

Tutti questi bond appartengono, in realtà, ai Collateral Accounts e derivano da furti avvenuti presso qualche deposito segreto, nelle Filippine ma non solo.Negli ultimi decenni, personaggi come,

…sarebbero stati coinvolti, insieme a molti altri, in queste enormi frodi. 

Questa sarebbe dunque la vera storia,

  • delle guerre dei secoli XX e XXI
  • dagli interventi in Estremo Oriente negli anni ’60 e ’70
  • dagli interventi in America Latina e America Centrale negli anni ’70 e ’80

Anch’essi erano per l’oro e altri asset dei Collateral Accounts. 

Stesso discorso per quanto riguarda la seconda guerra mondiale; la distruzione della Germania era per l’oro

Ma le stesse forze dell’Asse, apparentemente, andarono a caccia di questi tesori nelle Filippine.

  • La Russia e lo Zar? Per l’oro.
  •  La Corea? Per gli asset dei Collateral Accounts.

E sempre questo è ciò che oggi continua ad alimentare il caos in Medio Oriente, la distruzione e le stragi

Iran, Libia, Iraq, Siria, Turchia; il domino di Paesi del Medio Oriente ha continuato fino a quando la Russia si è messa di traverso come la storia recente ha mostrato. 

Il governo russo, assieme ad altri Paesi, in primis gli aderenti ai BRICS, sta, infatti, lavorando per la creazione di un nuovo sistema finanziario internazionale equilibrato e benefico per tutti i Paesigarantito dall’oro

Come si è detto sopra, il responsabile legale, proprietario e arbitro degli asset di garanzia della linea di credito globale, l’International Treasury Controller (ITC), è stato nominato dalla ‘gerarchia’ che rappresenta le famiglie reali del mondo al fine di sostenere la valuta di ogni nazione del pianeta con l’oro necessario per collegare le valute delle nazioni al nuovo sistema finanziario sostenuto dall’oro mondiale.

Ciò in realtà sarebbe dovuto già accadere secondo gli accordi di Bretton Woods, o meglio secondo alcuni trattati segreti paralleli a quello ufficiale. 

Ma non avvenne a causa delle manipolazioni degli Alleati:

  • USA
  • UK
  • Francia

Tuttavia all’ITC, vale a dire al Dr Ray C. Dam, discendente della famiglia reale cambogiana e con esperienza finanziaria maturata ivarie banche centrali, nonché in precedenza firmatario dell’oro per i G7 (ed al precedente M1, Ferdinand Marcos, che svolgeva in sostanza il ruolo svolto dal ’95 dall’ITC), non è mai stato permesso di svolgere il suo ruolo a causa degli ostacoli frapposti dal governo americano e dai suoi agenti e alleati, i quali hanno sempre fatto di tutto per eliminare gli uomini chiave del sistema.

Si pensi a Sukarno, che fece un accordo con Kennedy, proprio pochi giorni prima della morte di quest’ultimo, per la creazione di un dollaro sovrano e non targato FED, garantito da una parte di asset (oro) dei Collateral Accounts custoditi in Indonesia; accordo, ovviamente, mai attuato dal successivo governo americano.  

Fu anzi il vicepresidente Lyndon Johnson, divenuto improvvisamente presidente alla morte di Kennedy, ancora nel suhotel di Houston, ad annullare quell’accordo (Green Hilton Treaty, 1963), revocando i relativi Presidential Executive Order firmata da Nixon.

Così facendo, il Governo americano fu in grado di ritirare dalla circolazione quelle banconote da 1 e 2 dollari della nuova valuta (garantita dall’oro) che già erano state messe in circolazione, ed impedire l’emissione dei tagli da 5, 10, 20, 50 e 100 dollari.

Successivamente gli americani, per creare confusione, fecero circolare varie copie false di tale accordo. 

Non migliore sorte toccò a Ferdinand Marcos, precedente M1, che, dopo essere stato deposto da presidente delle Filippine nel 1986 per intervento degli americani, morì ‘esiliato’ in un ospedale hawaiano tre anni dopo. Egli fece tuttavia in tempo, nel dicembre dell’88, a ‘passare il testimone’ di M1 (e relativo Anello Alpha-Omega) ad una persona stimata, a livello internazionale, che tuttora lo detiene. 

Ma del quale alle nostre fonti non è stato consentito rivelare il nome.

Anche il primo ITC, Dr. Ray C. Dam, in carica dal 1995 al 2011, venne messo fuori gioco, come i precedenti, da operazioni della CIA deviata. E nel maggio 2012 le famiglie reali hanno nominato un nuovo ITC, il cui nome non è dato sapere. 

Le Forze Alleate vincitrici della seconda guerra mondiale, americani in primis, avrebbero dunque utilizzato costantemente questi asset internazionali per i propri fini egoistici, al fine di soggiogare popoli ed invadere nazioni, come la storia recente dimostra ampiamente. 

Quello che non è noto neppure agli addetti ai lavori è la magnitudo di quest’azione di rapina cui bisogna dedicare una speciale attenzione.

All’insaputa anche degli addetti ai lavori, il Controller avrebbe giurisdizione legale,

…e su ogni altra banca che fa parte dei 250 maggiori istituti bancari del mondo, dato che ognuna di esse detiene in deposito asset dei Collateral Accounts. 

E per trattati internazionali, per quanto riguarda i Collateral Accounts, l’ITC/OITC e la relativa giurisdizione hanno precedenza su – e stanno ‘sopra’ – ogni altra entità nazionale o internazionale. 

Si tratterebbe – sempre secondo le fonti indicate – della legge suprema del pianeta. 

Ma ritorniamo ai conti mirror e al meccanismo della gigantesca truffa che ci riporta ai Panama Papers.

Ora, gli interessi di tali conti – si tratta d’importi di miliardi di dollari – si accumulano su ‘conti fantasma’ aperti presso le 250 più importanti banche in vari Paesi a nome di capi di governo, ministri e capi di Stato e vengono utilizzati per finanziare rivoluzioni, guerre e via dicendo.

La banca ricevente dunque apre conti offshore segreti Panama style in modo da comprare capi di Stato, di governo, i loro agenti e alleati, facendo così in modo che i beni dei loro Paesi possano venir depredati dall’organizzazione, che alcuni chiamano Cabala (the Cabal), con esplicito riferimento all’origine di molti membri delle famiglie di banchieri internazionali. 

Gruppi mercenari e agenzie d’intelligence vengono finanziati dai ‘conti fantasma’ loro intestati per organizzare rivoluzioni colorate, guerre civili, genocidi etc. 

Ogni Paese che viene aggredito dagli agenti statunitensi finanziati dai Collateral Accounts rubati viene finanziariamente violentato, dominato, controllato e derubato di tutte le risorse naturali.

E, come ad esempio è avvenuto recentemente in Ucrania, vengono sottratte al Paese le riserve auree. 

O, come è accaduto in Libia, dove le risorse per armare i mercenari provenivano da tali risorse rapinate e, una volta invaso il Paese, è stato anche saccheggiato dell’oro depositato nella locale Banca centrale. 

L’oro libico è stato portato via dal Paese, rifuso e rivenduto a Wall Street, mentre i profitti sono stati utilizzati per altri complotti, stragi e saccheggi di nazioni e popoli. 

Il conto di deposito principale cui è collegato il ‘conto fantasma’ non viene toccato e può essere ritrasferito in qualsiasi momento al conto principale

Ciò che viene sottratto ai Collateral Accounts sono tuttavia miliardi di dollari di interessi che non vengono accreditati al legittimo titolare del conto principale.  

Il trasferimento di questi fondi avviene sia Bank to Bank, che attraverso meccanismi perversi, estranei al meccanismo Swift internazionale, quali il cosiddetto Server to Server, meccanismo illegale ma conosciuto in certe banche internazionali attraverso il quale certi ambienti ‘deviati’, con la compiacenza di banchieri e/o bancari corrotti, cercano di ‘scaricare’ fondi senza lasciarne traccia nel sistema Swift. 

Tutto illegale, naturalmente, ma purtroppo a tutt’oggi utilizzato per derubare fondi dei Collateral Accounts. O anche, a volte, per trasferire denaro non pulito.

Ora questo sistema di controllo globale – fino a pochissimo tempo fa totalmente Top Secret, inizia a venire a galla. 

Numerosi politici di tutto il mondo – funzionali alla strategia di dominio mondiale americana – vengono comprati e controllati in questo modo.

E, per non far emergere questa realtà di fatto, il denaro dei Collateral Accounts viene utilizzato ampiamente per controllare i mainstream media a livello globale.

Quanto sopra fa chiaramente capire che nel caso dei Panama Papers et similia non si tratta solo di evitare le tasse, bensì di una manovra intesa a controllare le attività di élite nazionali da parte del proprietario transnazionale del denaro, pertanto uno stratagemma per controllare le élite nazionali stesse. 

Ora è altamente probabile che nel contesto di lotte di potere tra le piramidi più oscure delle congreghe che gestiscono le politiche e le strategie mondiali una fazione – quella collegata all’impero americano – abbia cercato di dare un avvertimento alle altre fazioni facendo emergere elementi – attraverso i Panama Papers – atti a creare difficoltà a certi Stati e a certi personaggi, tra i quali in particolare a Putin, che sarebbe a conoscenza della colossale rapina di 75.000 tonnellate d’oro appartenenti ai Collateral Accounts, depositate sino al 1913 in Russia e prestate agli USA dal suo custode, lo Zar, e mai restituite. 

La storia finanziaria degli Stati Uniti d’America, sin dalla sua creazione – 240 anni fa circa – non è in realtà mai stata rose e fiori. Un Paese che, da allora, è caduto in recessione una cinquantina di volte, numerose volte in bancarotta, e ripetutamente supportato per riprendersi dalla comunità internazionale. 

Non solo nel 1913, come detto, ma anche negli anni ’30 la comunità internazionale, attraverso i Collateral Accounts, venne in supporto degli USA in seguito all’ennesimo default, prestando dell’altro oro. 

L’oro accumulato in patria dal Governo americano, attraverso l’Executive Order 6102 del 1933 e il Gold Reserve Act del 1934, fu infatti sufficiente a ripagare solo il 10% circa dei debiti degli USA.

Tttavia oggi la comunità internazionale non ha alcuna intenzione di venire ancora in supporto agli americani, la cui disciplina finanziaria è solo peggiorata dagli anni ’30, causando enormi frodi internazionali, come accennato in questo articolo.

Gli americani stanno cercando di nascondere il default già raggiunto, attraverso continui aumenti del debt ceiling legale, che nel maggio 2013 fu portato a 16,699 T (trilioni) di dollari, giungendo anche a sospendere tale tetto massimo del debito americano, con l’ultima sospensione risalente all’ottobre 2015 e che rimarrà in vigore fino a marzo 2017.

Ad oggi, il debito americano ha superato i 19 trilioni di dollari e continua ad aumentare.

Come si è detto, vi sono segreti, al vertice delle piramidi di potere mondiali, di cui probabilmente non verremo mai a conoscenza. Ma ve ne sono altri che, per qualche motivo, volontario o meno, a volte vengono lasciati trapelare.

Nelle classificazioni dell’intelligence internazionale, vi sono non solo questioni classificate Top secret, ma ve ne sono altre superiori – sia nazionali che internazionali – chiamate Above top secret che, magari, sono note ad un manipolo di persone.

O, addirittura, questioni che non dovranno mai essere rivelate, nemmeno fra secoli, le cosiddette questioni Shrouded/cloaked in secrecy.

Termini, questi, a quanto pare, realmente utilizzati al vertice.

Ma forse di questi tempi qualche spiraglio si sta aprendo, qualche velo che separa i comuni mortali dalle alte sfere che governano il mondo sta cadendo.

Se è così, e ce lo auguriamo, potremmo vederne delle belle nel prossimo futuro..

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

L’intelligenza artificiale sarà la guerra del futuro

Il visionario transhumanista avverte che l’Europa è in ritardo per la “guerra dell’A.I. (Intelligenza Artificiale)”

Sembra che l’Europa non sia disposta a contendersi per la leadership globale dell’A.I., secondo un esperto francese sul transhumanisme può arrivare in ritardo al tavolo delle trattative.

Laurent Alexandre, imprenditore francese e visionario transhumanista, ha detto a Sputnik France che l’Europa sembra incapace di comprendere la natura dell’intelligenza artificiale e il suo ruolo nel futuro dell’umanità.

“Ci sono quattro entità geopolitiche: gli Stati Uniti con la sua Silicon Valley che hanno capito tutto, la Cina che si sta rapidamente affermando e la Russia che ha compreso l’equazione geopolitica anche se le manca il potere informatico della Silicon Valley o della Cina che, colui che raggiunge la leadership nell’intelligenza artificiale dominerà il mondo … E poi c’è l’Europa che non ha capito nulla e manca sia del potere tecnologico dell’US o della Cina e la visione geopolitica di Putin. In termini di tecnologia, Laurent ha detto: l’Europa non ha ancora realizzato che l’intelligenza artificiale è la guerra del futuro, l’Europa pensa che sarà in pace per i prossimi mille anni e ritorneranno a confrontarsi tra cervelli biologici e le entità geopolitiche”.

Il Presidente Google: la Cina “dominerà” gli Stati Uniti nell’AI entro il 2030  

Ha sottolineato che l’intelligenza artificiale è pronta a superare in alcune aree l’intelligenza umana, in quanto anche “l’A.I. non auto-consapevole può diagnosticare il cancro in modo più efficiente del miglior oncologo al mondo”.

Inoltre ha osservato che: 

“L’intelligenza e il rapido pensiero otterrà più soldi e opportunità di lavoro, mentre altri potranno trovarsi in un vicolo stretto. A causa del fatto di non aver migliorato le loro scuole tenendo conto della difficile situazione di coloro che sono meno capaci di riuscirci, affrontando il rischio dell’emersione degli “Dei” e delle “persone inutili”: l’emergere di un’aristocrazia intellettuale di minime dimensioni che governerebbe il mondo in cui un’orda di naufraghi deve combattere fondamentalmente con un reddito universale”.

PER SAPERNE PIÙ: ‘Invocazione del Demone’, ‘Torre di Babele’: Dibattito su Dio A.I. E Riscaldamento

Laurent ha anche affermato che i transhumanisti finiranno per diventare la maggioranza e, perché trasformeranno le tecnologie che aumenteranno il cervello prima dei “bio-conservatori”, i primi acquisiranno il primato mondiale del potere demografico e successivamente quello politico nel mondo.

Ha aggiunto che i conservatori come Alain Finkielkraut, che hanno affermato che Internet è la creazione peggiore dell’umanità, non contribuiscono al progresso. 

Laurent ha spiegato:

“Il tipo di conservatorismo spinto da Finkielkraut è inutile e sarà eliminato dal progresso tecnologico … Non possiamo lasciare che l’élite intellettuale ignori la situazione di milioni di persone meno dotate. Dobbiamo diminuire la diseguaglianza intellettuale: bisogna ridistribuire l’intelletto per evitare disuguaglianze”.

Fonte: https://sputniknews.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da 

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Almanacco di novembre 2017

Bertrand Russell: “L’idea che il povero possa oziare ha sempre urtato i ricchi”

L’articolo che stai per leggere è stato scritto da Bertrand Russell, 1872 -1970, i fatti narrati sono verità storiche ancora oggi non ben comprese dalla massa inerme degli schiavi civilizzati: ECCO COME CI FREGANO!!!

Come molti uomini della mia generazione, fui allevato secondo i precetti del proverbio che dice “l’ozio è il padre di tutti i vizi”. Poiché ero un ragazzino assai virtuoso, credevo a tutto ciò che mi dicevano e fu così che la mia coscienza prese l’abitudine di costringermi a lavorare sodo fino ad oggi.

Io penso che in questo mondo si lavori troppo, e che mali incalcolabili siano derivati dalla convinzione che il lavoro sia cosa santa e virtuosa; insomma, nei moderni paesi industriali bisogna predicare in modo ben diverso da come si è predicato sinora.

Tutti conoscono la storiella di quel turista che a Napoli vide dodici mendicanti sdraiati al sole (ciò accadeva prima che Mussolini andasse al potere) e disse che avrebbe dato una lira al più pigro di loro. Undici balzarono in piedi vantando la loro pigrizia a gran voce, e naturalmente il turista diede la lira al dodicesimo, giacché era un uomo che sapeva il fatto suo…!!! Continua QUI

A casa un elettore su due: nessuno dice la verità all’Italia

Attacca Mario Draghi sparando sul suo pupillo di Bankitalia, il governatore Ignazio Visco (difeso e prontamente confermato da tutti, Gentiloni e Padoan in testa), e intanto nel suo libro, “Avanti”, l’ex rottamatore se la prende col pensiero unico, quello che nel 2011 ha commissariato la repubblica piazzando a Palazzo Chigi il sicario Mario Monti, l’uomo che ha inserito il pareggio di bilancio nella Costituzione.

L’ha fatto grazie ai voti di Berlusconi e Bersani, sotto il ricatto dello spread, mentre Draghi (sempre lui) si limitava ad assistere allo spettacolo, affidato alla regia istituzionale dell’ineffabile Napolitano. Ma poi, al dunque, Matteo Renzi resta a bordo campo: va in televisione a sbeffeggiare il fantasma di Luigi Di Maio, che l’ha sfidato a duello e poi è scappato, ma evita di sfiorare qualsiasi verità scomoda negli studi de La7, da Giovanni Floris.

In quella stessa rete televisiva, poco prima, persino il “talebano” Brunetta aveva ammesso, dalla Gruber, che l’astensionismo in Sicilia (dove non ha votato neppure un elettore su due) è la vera calamità politica nazionale, tale da oscurare la vittoria del centrodestra e la disfatta del Pd, surclassato dal candidato dei 5 Stelle. Continua QUI 

RICORDATE LE PIATTAFORME? GLI IMPERATORI? ECCO LA CONFERMA. NON SCRIVO A VANVERA

“Ma attenti perché in questo progetto c’è altro. Più sopra ho scritto chiaro che nel nuovo progetto di TECH-GLEBA l’elites accumuleranno quello che non fu mai accumulato da elites in 40 secoli prima. Questo non solo in virtù di elementi già emersi qui, ma soprattutto perché il progetto prevede, alla lettera, la distruzione d’interi comparti industriali (i tradizionali Re dell’industria) a favore dell’esistenza sul Pianeta degli Imperatori del Business, e cito:

“Tutto questo sbriciolerà interi comparti industriali. Da queste fratture escono morti i tradizionali Re del business, ed escono gli Imperatori… E’ quello che ha fatto Jeff Bezos, che ha sbriciolato tutto il comparto industriale a cui apparteneva, ha azzerato sei comparti in un colpo solo, e ora l’Imperatore è Amazon…”.* State capendo? Non muore solo il Capitalismo secondo il progetto TECH-GLEBA, ma anche la moltitudine delle industrie a favore di colossali Monopoli (gli “Imperatori”) come mai visti nella Storia, già chiamati col nome di Piattaforme. Immaginatene i profitti…”.

*(Lloyd Blankfein, CEO di Goldman Sachs, Robert Smith guru di Vista Equity Partners, e Jeff Immelt CEO di General Electric, a un meeting riservato)

Ora, mentre tutti stanno con gli occhi puntati sulla Seat, o Alitalia e il battibecco delle mummie industriali europee, io incappo in una straordinaria conferma del mio avviso pubblico di cui sopra, il quale, se vivessimo in un Paese dove l’imprenditore medio ha più di 2 saponette nella scatola cranica, avrebbe dovuto aprire un dibattito di un almeno un anno sul Sole 24 Ore (per non parlare dei dipendenti). Vabbè, qualche riga e poi le Piattaforme. Continua QUI

L’ingegneria del clima è la porta per un governo globale

Da Derrick Broze 

Ecco come la camera dei rappresentanti USA ha tenuto la sua prima udienza sulla geoingegneria del clima e come sta diventando chiaro che la tecnologia porterà alla governance internazionale.

Mercoledì la sottocommissione per l’ambiente e la sottocommissione per l’energia della Casa Bianca degli Stati Uniti ha tenuto un auditorio sul controverso tema della ingegneria del clima o di modificazione climatica. L’udienza, intitolata geoingegneria:innovazione, ricerca e tecnologia,” ha riunito i membri dei comitati di casa così come i rappresentanti di gruppi di riflessione, scienziati e ricercatori nel campo per discutere del futuro della ricerca sulla geoingegneria e se l’amministrazione Trump dovresse stanziare dei fondi.

La spinta per la discussione della geoingegneria da parte dell’amministrazione Trump non è certo una sorpresa. Nel gennaio 2017, Activist Post ha riferito che “il programma di ricerca per cambiamento globale dell’US ha tranquillamente consigliato nuovi studi cercando in due specifiche aree di ricerca che coinvolgono la geoingegneria.” Con il rilascio del loro rapporto, il GCRP sono diventati i primi scienziati nel governo federale a raccomandare formalmente gli studi che coinvolgono la geoingegneria. Continua QUI in lingua inglese

Le declinate immagini  mostrano che innumerevoli bombe nucleari sono state detonate nell’atmosfera terrestre

Una delle affermazioni più citate della storia dell’età atomica sono state Interpretate da Robert Oppenheimer affermando di aver pensato quando ha assistito alla prima esplosione nucleare del mondo: “Sono diventato la morte, il distruttore dei mondi”.

Poco dopo che Oppenheimer, direttore del laboratorio che ha sviluppato la bomba atomica, vide il fuoco, un fuoco ardente sul deserto del Nuovo Messico al sito di prova della Trinità il 16 luglio 1945, quelle parole sono molto simili e derivano dalla scrittura indù della Bhagavad-Gita gli si avvicinano molto.

La citazione appare in tutta la letteratura sulle armi nucleari, spesso in una forma leggermente diversa: “Sono diventata la Morte, il disgregatore dei mondi”.

Dal 1945 al 1962, gli Stati Uniti d’America hanno eseguito circa 210 test nucleari atmosferici. Sì. Proprio sopra le nostre teste.

Nel 1963 è stata vietata la messa a fuoco del nucleare, ma migliaia di film provenienti da quegli esami distruttivi che sono rimasti in rovina in valli segrete in tutto il paese.

Tuttavia, quando i tempi cambiano e quando il materiale classificato diventa declassificato, abbiamo ora accesso ad un’enorme quantità di filmati e immagini.

Quello che stiamo guardando è il meglio della distruzione. Tale forza fa venire i brividi lungo la schiena e guardando questi video e le immagini mi fa domandare perche ‘sprechiamo il nostro intelletto umano che produce armi di distruzione di massa, e non tecnologie che ci permetterebbero di viaggiare tra le stelle?

Immaginate dove saremmo oggi come civiltà se tutti i paesi del mondo avessero passato più tempo a sviluppare tecnologie future per le esplorazioni spaziali piuttosto che delle armi per ucciderci l’un l’altro? Quello che stai per vedere in queste immagini non è una mostra d’arte, è una mostra di guerra, una mostra di terrore, una mostra di distruzione immersa nell’umanità.Quando è stato che siamo andati fuori strada, al punto che produciamo la distruzione anziché lo sviluppo?

Queste macabre immagini, che sicuramente ti faranno venir la pelle d’oca, sono state recentemente declassificate e mostrano un certo numero di test nucleari atmosferici eseguiti dagli Stati Uniti negli anni ’60. Il giorno in cui abbiamo deciso di testare le armi nucleari nell’atmosfera ha segnato una giornata tragica per il nostro pianeta, ma anche per l’umanità.

I militari volevano determinare se sia possibile sparare un missile nucleare dal cielo.

Le immagini sono state compilate da web Topic. (guarda le immagini nel sito a fondo pagina QUI ndr)

I test non hanno potuto raggiungere l’obiettivo a causa degli effetti e dell’estrema difficoltà nucleare in quel momento.

Tuttavia, ciò che queste immagini confermano è che più di mezzo secolo fa l’umanità era già in grado di lanciare un’arma nucleare all’atmosfera.

Ci auguriamo che queste foto ci facciano riflettere e mettere in dubbio questo tipo di pratica. Data l’attuale tensione tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, queste fotografie potrebbero farci vedere un futuro oscuro che, secondo me, siamo tutti d’accordo – nessuno vuole esserne testimone.

Fonte:https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

La cancrena sociale

Medical tent

ECCO COSA HANNO OTTENUTO. SPALMERANNO TECH SU CANCRENA. E FORSE UN HITLER. 

di Paolo Barnard  

Ricordate il mio ultimo articolo e la ‘benda’ miracolosa in A.I.? A voi TECH-GLEBA non la metteranno mai, ma anche ve la concedessero, sarebbe una super TECH appiccicata a cancrena sociale. No, non parlo di ‘bestiame’ qui, ma di altro ed è gravissimo di nuovo. Leggete, poi le TECH e ‘Hitler’ nel finale.

Non saremmo oggi a un livello di allarme nucleare-sociale se i bianchi occidentali fossero rimasti quelli che erano prima del trionfo Neoliberale e delle Austerità di bilancio. Se in questa epoca noi bianchi occidentali avessimo solo un problema di altre razze svantaggiate e immigrazione, credetemi, ci sarebbe da baciarsi i gomiti. 

Ma quando, per la prima volta nella Storia, l’Occidente ha masse enormi di bianchi – cittadini nazionali a tutti gli effetti – che vivono oggi come i neri o gli immigrati (in Italia a volte anche peggio), allora abbiamo una bomba atomica che pende per un filo di cotone da un B52. Perché? Semplice:

L’ingiustizia verso le minoranze, gli svantaggiati, gli ‘alieni’, si affronta come si affrontano sacche d’infezioni in un corpo, la si può curare, i mezzi ci sono eccome. Ma se anche coloro che da tempi storici sono sempre stati in cima, se anche questi finiscono oggi per colare rovinosamente nella stessa cancrena dove soffrono le minoranze ecc., allora significa che il 99% del corpo è in cancrena, e lì non esistono più cure. Lì, la Storia ti dice che i Padroni del mondo oggi, cioè persino dopo l’illusione della Civiltà del Diritto, fanno stragi senza guardare davvero più in faccia a nessuno: non al nero, non all’immigrato è ovvio, ma neppure al pensionato bianco che era bancario, neppure ai giovani bianchi che, laurea o meno, sono sperduti nel non-futuro, neppure alla classe media bianca che stanno falcidiando a frotte spaventose come mai accaduto dalla nascita della borghesia sulla Terra

E ciò apre scenari realistici da incubo con l’arrivo delle SUPER TECH. 

Guardate, non serve laurearsi in scienze politiche per sapere la storia di questa catastrofe. Io ne annusai gli inizi quando a Londra lavoravo ventenne in nero in un tunnel senza areazione a sgrassare motori, circondato da almeno 5 razze diverse di disperati, ma tutti odiavano tutti. Certo, zero solidarietà, lo stava insegnando alla nazione Margaret Thatcher col suo Disegno, eccolo: 

Lo Stato Sociale non esisterà più, la spesa di Stato per la gente non esisterà più. Ogni cittadino deve pensarsi individuo/azienda di se stesso, coltivare il suo orto di cash e assicurazioni private per e contro tutto, e far fuori chiunque glielo calpesti. Se il vicino di casa crepa di fame, mai dargli una carota, perché ha fallito, perché è un fallito, e se lo merita.

Nella realtà il Disegno di quel Mostro orripilante era ben altro, e si riassume così:

SE PERMETTIAMO A 2/3 DEI CITTADINI DI STARE ALMENO DECENTEMENTE, ESSI SI ATTACCHERANNO COME SANGUISUGHE AL LORO STILE DI VITA, E LI AVREMO SEMPRE DALLA PARTE DEL CAPITALISMO, ANCHE NELLA CABINA ELETTORALE. OBBEDIRANNO A TUTTO PUR DI NON PERDERE ANCHE IL MINIMO AGIO. FINE DELLE LOTTE SOCIALI. IL RIMANENTE 1/3 PUO’ CREPARE, NON CI SERVONO A NULLA. 

Quella putrida ideologia ha pervaso non solo gli sfigati del Pianeta, ma anche l’intero mondo ricco bianco, dagli USA alla UE di oggi, con le Austerità, i Pareggi di Bilancio, col terrore della Spesa Pubblica, con la devastazione dei Servizi Pubblici, lo smantellamento ‘nazista’ dell’idea stessa di Interesse Comune, e siamo al presente. E ripeto copia-incolla il risultato di sta follia politica: 

Ma quando, per la prima volta nella Storia, l’Occidente ha masse enormi di bianchi – cittadini nazionali a tutti gli effetti – che vivono oggi come i neri o gli immigrati (in Italia a volte anche peggio), allora abbiamo una bomba atomica che pende per un filo di cotone da un B52.

Mi ha colpito in questi giorni, davvero colpito, come l’editorialista e scrittore inglese Gary Younge abbia saputo condensare in un saggio la peste dilagante della povertà dei bianchi in America. Ma io ne avevo parlato molti anni fa nell’inchiesta di Report “E-conomy”. Già nel 2000 mi accorsi di cosa stava accadendo in quel Paese così ricco ma spietato, e lanciai un allarme. Ovvio, per un cazzo. 

Ho sempre scritto di come gli USA ‘vantino’ 22 milioni di cittadini senza nessuna assistenza sanitaria (ma di certo i numeri sono superiori), e 44 milioni di americani che mangiano una sola volta al giorno. Ma il fenomeno scioccante è proprio che oggi, fra i derelitti d’America, i bianchi ex classi medie sono quasi vicini alla maggioranza, stanno per scavalcare i neri. E non sono preparati a questo, esattamente come in Europa. Peggio:

Mentre le classi storicamente svantaggiate come neri e immigrati hanno nella seconda metà del XX secolo sviluppato almeno delle reti d’assistenza e beneficienza capaci di soccorrere milioni d’individui, i bianchi no. Non ne esistono capaci di soccorrere milioni di bianchi, non furono neppure pensate, perché si dava per scontato che lo Stato lo facesse quando capitava, se capitava, ma si davano per scontati il lavoro, i risparmi… (sì ciao). Nessuno fra coloro che sono nati pensando di essere privilegiati mai s’immaginò di trovarsi da vecchi a razzolare nei rifiuti urbani per mangiare, di dover fare la fila in ospedali da campo per le cure urgenti (foto sopra), come una volta vedevano in Tv per l’Africa o per le favelas in Brasile. 

Guardate che qui in Italia le cose stanno marciando precisamente nella direzione USA; dopo vi elenco una manciata di dati. Ma ora Gary Younge sugli States:

“In America oggi il 48% dei bianchi si sente “sotto attacco, sia dalle Corporations, che da governo e immigrazione”. L’aspettativa di vita dei bianchi si è bloccata o addirittura sta retrocedendo. Gli stipendi reali dei lavoratori sono stagnanti dal… 1973. Entro una generazione, i bianchi americani saranno la minoranza dei cittadini. Il ‘razzismo sociale’, quello che rigetta come sorcio la vista del povero, sta colpendo sempre più bianchi americani poveri a milioni, ma i bianchi storicamente non hanno Paladini anti razzismo, né i Lobbisti anti razzismo”

La rabbia. I bianchi in USA sono terrorizzati e hanno paura. La paura genera rabbia, e questo veleno finisce in ciò che tutti sappiamo: la guerra fra poveri. Non sto neppure a descriverla, ne hanno parlato milioni di articoli e libri di questo fenomeno, dove la gggènte bianca che sta di merda la prima cosa che fa è prendersela con l’altro sfigato con la pelle differente, mica mai con Mario Monti, la Fornero, Tronchetti Provera, Lloyd Blankfein, Jean Claude Trichet, o Bill Gates. Ma di fatto il risultato, e anche qui sono state scritte le Bibbie, è, riassunto, la nascita di formazioni politiche oscene

Aryan Nation e American Renaissance negli Stati Uniti, anche se il Partito Repubblicano e Trump rischiano di stargli addirittura a destra…; Forza Nuova, Casa Pound e Lega in Italia; Vlaams Belang in Belgio; Fronte Nazionale Le Pen in Francia; AFD che in Germania sfiora il 15%, come i fascistoidi Democratici Svedesi; l’Austria con l’FPO medaglia di bronzo alle legislative del 2017; l’Ungheria fa festa nell’estremismo razzista fra il MIEP, il Jobbik e l’Unione Civica del premier Orbàn; Alba Dorata in Grecia, e bla bla.

Ma mica tanto bla bla, questi sono segnali di una guerra inaudita, quella di cui parlavo sopra, quella dove da sacche d’infezione che posso essere curate, si passa all’infezione del 99% del corpo, la cancrena completa. 

Italia: ho smesso di scaricare dati sull’impoverimento italiano un anno fa, era tempo perso. Da noi si sta riproducendo esattamente il ‘disegno Thatcher’ dei 2/3 della popolazione che starà dal benissimo alla mediocre stabilità, con un 1/3 che sarà alla disperazione. Ma 1/3 d’italiani conciati così non sono 500 sfigati, sono 10 milioni di adulti lavoranti e 4 milioni di pensionati. 

Tutti avete visto le immagini dei Talk Show con gli anziani italiani che si nutrono dai cassonetti dei rifiuti. Non ci vuole un genio per trovare un’invalido/a italiani senza uno straccio di aiuto, né accompagnamento, né casa, mentre al Bangladeshi con 5 figli danno un tetto. Né occorre genio per capire dai giornali finanziari che se non fosse per i risparmi dei nonni/genitori italiani dal ’50 al ’90, una percentuale di giovani connazionali sarebbero a prostituirsi, disfarsi di sostanze, o a raccogliere olive picchiandosi a vicenda per avere il posto dal ‘Caporale’. Ecco una manciata di dati Istat, solo per dare una pallida idea: 

il 30% degli italiani è costretto a ricorrere al prestito, non arriva a fine mese. 

il 38% è in seria difficoltà economica.

il 76% è costretto alla flessibilità sul lavoro, con limiti invalicabili per l’acquisto di una casa o persino per la pianificazione di una famiglia.

il 50% delle pensioni italiane non raggiunge i 1000 euro, il 27% delle pensionate arriva a meno di 500 euro.

1 italiano su 5 rimanda le visite specialistiche urgenti per mancanza di mezzi.

l’11% degli italiani non si riscalda d’inverno.

la crescita degli stipendi è ai minimi dal 1983, quando iniziano le serie storiche ricostruite dall’Istat.

dal 2011 chiusi 104.500 negozi. Persi 340mila posti di lavoro.

Censis, 2016: La fine del lavoro e del ceto medio… crescono le professioni non qualificate. La crisi del settore pubblico non favorisce la domanda: la deflazione è figlia anche di questo sistema del massimo ribasso, che ha compresso e impoverito la classe media. 

Ecc. ecc.

Posso dire, dunque, che il mondo occidentale per come lo abbiamo conosciuto finora è rappresentabile da un organismo prima decentemente sano (lunga guarigione dall’Illuminismo alle Democrazie anni ’70-90), ma che è oggi ormai divorato dalla cancrena (Neoliberismo, Austerità, Disegno Thatcher) persino là dove era inimmaginabile che essa potesse infettare (le classi bianche). Ma…

… di colpo su questo ammalato gravissimo piomba l’assoluto imprevedibile: L’ERA DELLE SUPER TECH IN ARTIFICIAL INTELLIGENCE. 

Sapete benissimo di cosa parlo, ne ho scritto a volumi. E, in metafora dall’ultimo articolo, la domanda è: come attecchirà la ‘benda’ magica della VTT fatta di A.I e Cellulose Nanofibrils su carne umana in cancrena? Cioè come attecchirà L’ERA DELLE SUPER TECH IN ARTIFICIAL INTELLIGENCE su popoli occidentali ridotti alla rabbia, disperazione e persino fame in una larga minoranza bianca di suoi cittadini un tempo privilegiati? 

Cestinando neppure pensandoci lo stuolo di falsari che vi spacciano L’ERA DELLE SUPER TECH IN ARTIFICIAL INTELLIGENCE come la panacea dei problemi umani – panacea forse, ma solo dopo che abbiamo ripagato gli investitori vendendo cornee, reni, polmoni, uteri, Colossei, metà delle Alpi, e la Lombardia – cioè stando seri per favore, il problema che si pone con L’ERA DELLE SUPER TECH IN ARTIFICIAL INTELLIGENCE per chiunque abbia un figlio di meno di 40 anni, è ora duplice: 

1) Quello da me già menzionato 2mila volte e riassunto nel paragrafo sopra.

2) Ma anche che l’abominevole dissennatezza delle nostre classi politiche non vuole ammettere neppure sotto pena di morte che L’ERA DELLE SUPER TECH IN ARTIFICIAL INTELLIGENCE atterrerà su un Occidente sfasciato come mai prima nella sua Storia. Persino in quella razza bianca che, invece, da un secolo ne era divenuta privilegiata padrona.

Pensateci bene, guardate che è agghiacciante. Pensate solo a questo:

Oggi miliardi di umani che mai hanno conosciuto la Democrazia, il Benessere, i Diritti, si stanno riversando su questo Occidente proprio nel suo peggior momento moderno di cancrena di Democrazia, Benessere e Diritti

L’immaginate la miscela atomica che ne sta uscendo? E già da anni L’ERA DELLE SUPER TECH IN ARTIFICIAL INTELLIGENCE gli viene spalmata sopra, a sta tragedia collettiva. 

E quindi va PRETESO ancora di più (nel mondo dei sogni) che la Governance internazionale tiri ferocemente i freni; che ammetta che Neoliberismo, Austerità e Disegno Thatcher hanno putrefatto come mai nella Storia persino il mondo leader, là dove risiedevano Democrazie, Benessere, e Diritti; che oggi questo mondo non è affatto in grado di assorbire sia i miliardi di disperati che L’ERA DELLE SUPER TECH IN ARTIFICIAL INTELLIGENCE coi suoi inimmaginabili prezzi, e… 

… e sì, la Governance internazionale dovrebbe ammettere che si deve ricominciare dal Primato del Pubblico Interesse, delle Costituzioni, da John Maynard Keynes, dalla vera idea anarchica che pretende che il Potere debba sempre dimostrare al popolo la sua legittimità, da un riordino degli squilibri mondiali, e poi, ma solo poi tagliare il nastro dell’ ERA DELLE SUPER TECH IN ARTIFICIAL INTELLIGENCE, comunque sempre sotto strettissimo controllo delle Sovranità popolari nell’Interesse Pubblico.

Chi ha pensato, studiato, analizzato, gli scenari in questo modo? Avete letto da nessuna parte l’analisi nelle componenti che io ho descritto qui oggi? L’ha pubblicata l’Economist? O il Future of Humanity Institute di Oxford? O l’MIT di Boston? O i cervelli di Alibaba, o Micromega?

No. La leggete per la prima volta qui.

Oggi il 75enne bianco, sposato nel 1972, allora con lavoro casa ferie risparmi, ma che proprio ieri in Alabama, oppure a Hackney di Londra, o a Roma ha dovuto fare a gomitate con un immigrato messicano, giamaicano o senegalese per farsi visitare la prostata o curare un dente o mangiare, è un’atomica appesa a un filo di cotone sotto la pancia di un B52, molto, ma molto più pericoloso della sua controparte che viene dai Paesi poveri del mondo. Il perché l’ho già accennato sopra, ma lo ribadisco citando l’immenso Thomas Mann:

“Un linea retta collegò la follia della povertà tedesca alla follia del Terzo Reich… La donna che al mercato chiedeva, con voce spenta, 100 miliardi di marchi per un uovo, aveva perso totalmente la sua capacità di reagire a qualsiasi cosa. Da quel momento, nulla fu così folle o così atroce da poter scioccare quella gente..”. 

Ci stanno ridando il Terzo Reich, in SUPER TECH IN ARTIFICIAL INTELLIGENCE. 

Non fate figli. 

MA I RIMEDI CI SAREBBERO:

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1874  

MA PURTROPPO IN ITALIA: 

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1922  

Fonte: http://www.paolobarnard.info/

L’oro della Francia e l’oro di Gheddafi

 

Sei anni fa oggi gli Stati Uniti hanno aiutato l’omicidio di Gheddafi … per fermare la creazione della sostenuta moneta d’oro. 

di Claire Bernish 20 ottobre 2017 dal sito web TheFreeThoughtProject

Sei anni fa oggi, l’Occidente ha usato e preso per se stesso la NATO per rovesciare il leader libico Muammar al-Gheddafi – non per minacce umanitarie ai civili come è stato ripetutamente detto – ma perché il suo pianificato piano era di immettere in tutta l’Africa una nuova valuta da utilizzare che rappresentava una minaccia esistenziale palpabile alle banche centrali nel cuore del sistema finanziario e politico occidentale.

Lunga teorizzazione per essere il veicolo effettivo per la caduta di Gheddafi, il motivo monetario pan-africano basato sul dinaro d’oro, è venuto alla luce all’inizio del 2016 in una delle più di 3.000 email di Hillary Clinton rilasciate dal Dipartimento di Stato, convenientemente con la vacanza del nuovo anno per abbattere l’indignazione o ripercussioni.

Ma l’oltraggio va ancora oltre:

un sacco di false imposture sono state condotte nell’ulteriore rovesciamento del regime di Gheddafi che avrebbero dovuto ledere la fiducia del pubblico per motivi geopolitici dell’Occidente, come l’esempio primario di confluire in un conflitto inutile ogni volta che una nazione minaccia di ottenere un’elevata indipendenza.

Nel marzo 2011, in mezzo alla ribellione della Primavera araba, il caos è avvenuto nella seconda città più grande della Libia, Benghazi – e l’Occidente e i suoi alleati rapidamente capitalizzarono su questi eventi per partecipare ad una vera e propria falsa ribellione.

Citando una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per invocare una zona di non volo sopra Libia per “proteggere i civili”

  • gli Stati Uniti
  • UK
  • Francia,

… e altri hanno iniziato una campagna di bombardamento il 19 marzo – in realtà, ovviamente, quella protezione era del monopolio della banca centrale e, in particolare, degli interessi finanziari della Francia nella regione storicamente coloniale-francese.

“Lo stiamo facendo per proteggere la popolazione civile dalla follia assassina di un regime che, sta uccidendo il proprio popolo, e che ha perso tutta la legittimità”, La violenza del presidente francese Nicolas Sarkozy, ha giocato un ruolo fondamentale nella morte definitiva di Gheddafi.

“Il colonnello Gheddafi ha fatto succedere questo: ha mentito alla comunità internazionale … Continua a brutalizzare il proprio popolo”, ha affermato anche il primo ministro britannico David Cameron.

“Non possiamo permettere che il massacro dei civili continui”.

Come capo del Dipartimento di Stato americano, Hillary Clinton intonava la narrazione scritta, annunciando l’intervento in Libia come la necessità di,

“proteggere i civili e fornire l’accesso all’assistenza umanitaria”.

Negli anni che avevano portato alla decisione di rovesciare il governo libico, Gheddafi aveva apportato modifiche alla storia del terrorismo della nazione, accettando anche di abbandonare e smantellare i suoi programmi di armi chimiche e nucleari.

Infatti, Gheddafi ha così migliorato la reputazione della Libia, gli Stati Uniti hanno rimosso la nazione dai suoi sponsor statali del terrorismo nel 2006.

Ma tutto ciò non era servito a niente una volta che Gheddafi cercò di centralizzare le banche africanei per il bene di milioni di persone in Africa. 

Nel memo di cui sopra rilasciato dal Dipartimento di Stato, Clinton confidante di lunga data di Sidney Blumenthal scrisse al segretario di Stato il 2 aprile 2011, sotto il titolo “l’oro della Francia e l’oro di Gheddafi”, su pertinenti e numerose preoccupazioni riguardo all’assedio in corso in Libia.

Sembrava che Blumenthal avesse sconfitto Gheddafi e che sarebbe stato un compito più ingombrante di quello originariamente immaginato, in parte perché il leader aveva “risorse finanziarie quasi senza fondi per continuare indefinitamente” a combattere la NATO e le forze alleate. 

Blumenthal ha scritto:

“Il 2 aprile 2011 le fonti con accesso ai consulenti di Saif al-Islam Qaddafi hanno affermato con la massima fiducia che mentre il congelamento dei conti bancari stranieri di Libia presenta a Muammar Gheddafi sfide gravi, la sua capacità di dotare e mantenere le sue forze armate e servizi di intelligence resta intatto.

Secondo le informazioni sensibili a disposizione di questi individui, il governo di Gheddafi deteneva 143 tonnellate di oro e una somma simile in argento.

Durante la fine di marzo del 2011 questi titoli furono trasferiti a SABHA (sud-ovest in direzione del confine libico con il Niger e il Ciad); titirato dalle volte della banca centrale libica di Tripoli”.

Infatti, l’estensione della minaccia per i monopoli finanziari centrali dell’Occidente dalla moneta d’oro puro, è fatta incredibilmente chiara come continua il memorandum ormai noto:

“Questo oro è stato accumulato prima della ribellione attuale ed era destinato ad essere utilizzato per stabilire una moneta pan-africana basata sul dinaro d’oro libico.

Questo piano è stato progettato per fornire, i paesi francofoni africani con un’alternativa al franco francese (CFA) “.

Fonte del commento:

Secondo gli esperti, questa quantità di oro e argento è valutata a più di 7 miliardi di dollari.

Gli ufficiali francesi dell’intelligence hanno scoperto questo piano poco dopo l’inizio dell’attuale ribellione e questo è stato uno dei fattori che hanno influenzato la decisione del presidente Nicolas Sarkozy di impegnare la Francia nell’attacco contro la Libia”.

Quelle fonti non nominate citarono cinque importanti punti di preoccupazione per Sarkozy sul piano innovativo di Gheddafi per sfuggire al controllo occidentale:

  • Un desiderio di guadagnare una quota maggiore della produzione di petrolio
  • Aumentare l’influenza francese in Nord Africa,
  • Migliorare la sua situazione politica interna in Francia,
  • Fornire ai militari francesi l’opportunità di riaffermare la propria posizione nel mondo,
  • Affrontare la preoccupazione dei suoi consiglieri sui piani a lungo termine di Gheddafi per abbandonare la Francia come potenza dominante nella francofona Africa.

In quello che si potrebbe meglio descrivere una lettera scoraggiante – considerando gli eventi che seguirono – Gheddafi, ignorante della trama, ha scritto una lettera il 6 aprile al presidente Obama chiedendo di porre fine agli attacchi aerei condotti dalla NATO sulla Libia.

Affrontando il presidente come un “nostro figlio”, riferendosi al genetico patrimonio africano di Obama, il leader si è imbattuto in uno scritto [insolite ortografie e originali errori]:

“Siamo stati feriti più moralmente che fisicamente a causa di ciò che è successo contro di noi in entrambi gli atti e le parole dette da voi. Nonostante tutto questo sarai sempre nostro figlio qualunque cosa succeda.

Abbiamo ancora la speranza che tu continui ad essere il presidente degli Stati Uniti. Siamo speranzosi che tu possa guadagnare la vittoria nella nuova campagna elettorale.

Sei un uomo che ha abbastanza coraggio per annullare un’azione sbagliata”.

Gheddafi ha aggiunto che,

“per motivi di cooperazione economica e di sicurezza contro il terrorismo, sei in grado di mantenere la NATO fuori dalla vicenda libica per il bene comune.

Come sapete troppo bene, la democrazia e la costruzione della società civile non possono essere raggiunti per mezzo di missili e aerei, né sostenendo un membro armato di Al Qaeda a Benghazi”.

Ma il suo motivo – come è stato inviato pochi giorni prima del bombardamento, in cui Gheddafi ha insistito –

“anche se Libia e gli Stati Uniti entreranno in guerra, Dio non voglia, sarai sempre mio figlio” – ma purtroppo è caduto su orecchie intenzionalmente sorde.

Il 20 ottobre 2011, Gaddafi tentò invano di fuggire dalla città di Sirte, e la Libia è scesa in gran parte sotto il controllo ribelle e della NATO, sostenuto alla fine del mese da un occidentale. 

La reazione deplorevolmente spietata di Hillary Clinton,

“Siamo venuti, abbiamo visto, ed è morto”, ha dichiarato in un’intervista poco dopo l’omicidio vergognoso di Gheddafi.

Come al solito, gli Stati Uniti e le loro controparti occidentali hanno lasciato il paese ai propri dispositivi dopo aver tagliato la nazione prosperosa.

“Oggi non esiste un governo Libico: sono semplicemente una massa che pattugliano le strade e si uccidono l’un l’altro”, ha detto il senatore dello sato della Virginia, Richard Black alla RT per il disordine lasciato indietro.

E nonostante tutto, prima del colpo di stato in Libia,

“I libici hanno un livello di vita incredibilmente elevato, il più alto in Africa”, ha dichiarato RT all’avvocato internazionale Francis Boyle.

“Quando sono andato in Libia nel 1986 sono rimasto sorpreso dal potere delle donne. Quello che ho visto in Libia era che le donne potrebbero fare tutto quello che volevano”.

Tragicamente, come è ripetutamente detto, intorno al pianeta, qualsiasi nazione – non importa quanto funzionale e di successo sia – sarà annichilita dall’impero americano se ha o che i suoi alleati abbiano ragione sufficiente.  

Come ha notato il senatore Black – come potrebbe essere di qualsiasi nazione simile:

“Volevamo assolutamente spazzare e schiacciare la loro civiltà”.

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Il paradosso del progresso e conseguenze prossime future

Imagine dal film Geostorm

Ecco come sarà il mondo nel 2035  secondo l’intelligence americana

Nel 2019 disastri naturali causeranno una distruzione estrema globale. Ci si renderà conto di dover collaborare come una sola nazione per controllare il tempo. Così un team di 17 Stati costruirà insieme la rete di controllo nello spazio. Questa è la visione proposta  nel film ‘Geostorm’, in uscita nei cinema italiani tra pochi giorni.

L’ultimo rapporto dell ‘Intelligence Council USA’ disegna scenari che promuove una visione multipolare. Pechino, secondo il rapporto, è destinata, insieme alla Russia, a scalzare definitivamente gli Stati Uniti dal ruolo di unica superpotenza mondiale.

ll  mondo nel 2035  secondo l’intelligence americana 

L’intelligence USA ha delineato come potrebbe essere il mondo nel 2035. Diciotto anni possono sembrare un lasso di tempo molto breve per poter osservare dei cambiamenti radicali. Eppure molti osservatori sono concordi nel ritenere i prossimi venti/trent’anni come i più rivoluzionari di tutta la storia del genere umano. Inoltre basta guardarsi alle spalle e osservare i cambiamenti avvenuti nei vent’anni precedenti, per verificare come tale lasso di tempo sia più che sufficiente per dei mutamenti radicali. Diciotto anni fa il mondo doveva ancora assistere al crollo delle Torri Gemelle, alla conseguente guerra al Terrore, agli interventi militari in Afghanistan, Iraq e Libia, nonché alla crisi finanziaria del 2008. Insomma cambiamenti sconvolgenti.

Il paradosso del progresso 

Ci ha pensato ora il National Intelligence Council USA, organo strategico dell’intelligence USA, a mettere nero su bianco quello che potrebbe essere il mondo fra diciotto anni. Il documento, chiamato PARADOX OF PROGRESS fa parte del più ampio progetto “GlobalTrends” che ogni cinque anni cerca di dare un’idea del futuro più prossimo. Il documento serve così al presidente americano di turno, all’inizio del suo mandato (o al rinnovamento di esso), per farsi un’idea migliore delle sfide che lo attendono.

Per la sua redazione l’analisi si è servita di una dettagliata raccolta dati e di proiezioni basate sull’osservazione dell’evoluzione economica, sociale e tecnologica su scala planetaria degli ultimi anni. Un approccio scientifico per quanto la previsione del futuro non possa essere materia di scienza esatta. Tuttavia lo studio fatto dall’intelligence USA arriva addirittura al punto di prevedere quelli che potrebbero essere titoli di giornale in specifiche date.

La Cina si espanderà fino al largo delle Hawaii 

Ecco che il 3 febbraio del 2019 alcuni giornali scriveranno: “La Cina compra un’isola disabitata dell’arcipelago Fiji per costruire una base militare a 3.150 miglia dalle Hawaii per 850 milioni di dollari”. Pechino, secondo il report, è destinata, insieme alla Russia, a scalzare definitivamente gli Stati Uniti dal ruolo di unica superpotenza mondiale. In quest’ottica anche l’Europa uscirebbe dalla sfera d’influenza americana per entrare in quella euroasiatica.

Droni assassini e lavoratori sempre più flessibili 

Il 13 marzo del 2019 invece si titola che “Il Messico mette al bando i droni per uso privato dopo l’ultimo tentativo di assassinio”. La tecnologia, secondo il report, ha dunque preso il sopravvento e l’utilizzo dei droni diventerà nei prossimi anni dispnibile al grande pubblico. Il report denuncia in particolare come tali droni diventeranno facilmente reperibili anche per la criminalità organizzata, che potrà usare queste silenziose zanzare meccaniche al posto dei più riconoscibili sicari. Se saranno i droni a “sporcarsi le mani”, il lavoro delle forze di sicurezza del futuro diventerà sempre più impegnativo e difficile.

Il 17 settembre del 2021 è invece il turno della “rivolta dei gig workers a Londra”. I “gig workers” sono i lavoratori della cosiddetta “gig economy”. Si tratta di lavoratori senza stipendio fisso che lavorano solo “su richiesta (on demand)”. Lavoratori in proprio che svolgono attività temporanee. Secondo l’intelligence USA, infatti, lo sviluppo tecnologico creerà un ulteriore disequilibrio economico, modificando radicalmente la piramide lavorativa conosciuta dopo la Prima Rivoluzione Industriale. Così lo sviluppo progressivo di Intelligenza Artificiale andrà a sostituire il capitale umano in numerosi comparti, contribuendo allo sviluppo appunto della figura del lavoratore “su richiesta”.

C’è ottimismo per il futuro dell’Africa 

Se il futuro dei lavoratori dipendenti sembra a tinte fosche, pare invece che il 2035 rappresenti per il Terzo Mondo  un’opportunità di rivalsa. Nel documento redatto dall’intelligence USA si fa riferimento infatti a una rivoluzione energetica dell’Africa, che porterà il Continente ad una progressiva autosufficienza. Un traguardo raggiunto grazie allo sviluppo di pannelli solari e batterie fatte in casa facilmente reperibili a basso prezzo. A ciò si aggiunge poi la diffusione della tecnologia di desalinizzazione dell’acqua che contribuirà a stabilizzare la produzione alimentare africana.

Conflitti per acqua e cibo 

Per il resto del mondo invece i problemi legati all’acqua e allo sfruttamento del suolo diventeranno di primaria importanza. Ben 21 delle 37 sorgenti d’acqua più grandi al mondo sono attualmente sfruttate in maniera “insostenibile” e se la tecnologia non porterà un miglioramento a questo, secondo l’ intelligence USA, vi sarà un crescendo di conflitti. Stesso discorso vale per la terra, sfruttata oggi ad un ritmo quaranta volte più veloce rispetto alla naturale rigenerazione del suolo. Quest’analisi lucida arriva da una fonte più che autorevole e mette in guardia l’attuale presidenza americana rispetto ai rischi maggiori per la società contemporanea. Starà ora alla Casa Bianca interpretare al meglio gli avvertimenti lanciati dalla propria intelligence.

FONTE http://www.occhidellaguerra.it/sara-mondo-nel-2035-secondo-lintelligence-americana/

NEWS  Accelerail processo di de-dollarizzazione con la Cina in prima linea per spodestare lavaluta americana come riserva mondiale e come divisa

VEDI ANCHE 

The Governance of Geoengineering in 2025

PROGETTI MILITARI STATUNITENSI PER “CONTROLLARE Il CLIMA” ENTROIl 2025

GEOINGEGNERIA, “IL PROGETTO NEW MANHATTAN”. IL PIANETA SOTTOATTACCO

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

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Il rifiuto del dollaro da parte della Cina Washingtonn sta distruggendo il potere americano

by Paul Craig Roberts October 16, 2017 from PaulCraigRoberts Websit

Washington sta distruggendo il potere americano

La Cina e la Russia capiscono che Washington, invece di gestire un sistema equo, utilizza il suo ruolo di valuta mondiale per dominare altri paesi.

I lettori a casa e in tutto il mondo vogliono sapere cosa fare dell’annuncio che la Cina ormai condurrà acquisti di petrolio e vendite in moneta d’oro cinese.

  • Il dollaro sarà indebolito e crollerà per essere scartato come la valuta in cui viene effettuato il trasporto del petrolio?

Queste ed altre domande sono nelle menti dei lettori.

Di seguito è la mia opinione:

Il valore del dollaro americano dipende dal fatto che le banche centrali, le società e gli individui sono tenuti a tenere i loro beni o ricchezze in dollari.

  • Se lo sono, non importa quale sia la valuta utilizzata per la transazione del petrolio.
  • Se non lo sono, non ha importanza se tutto il petrolio viene fatto in dollari.

Perché? Perché se non vogliono tenere i dollari, li butteranno non appena la transazione sarà completata e si sposterà in altre valute o in oro.

Ciò che la Cina sta facendo è la creazione di una moneta che potrebbe essere una divisa più attraente da tenere.

È possibile che la moneta cinese appoggiata all’oro sia una mossa contro il potere statunitense, ma io la vedo diversamente. Lo vedo come una protezione contro il potere statunitense.

La Cina e la Russia si dissociano dal sistema del dollaro, perché Washington, sta abusando del suo ruolo della moneta mondiale, usa il meccanismo dei pagamenti in dollari per imporre sanzioni ad altri paesi minacciandoli di escluderli dal sistema di compensazione dei pagamenti.

In altre parole, Washington, invece di operare un ‘sistema equo’, utilizza il suo ruolo di valuta mondiale per dominare altri paesi.

La Russia e la Cina sono troppo forti per essere dominati, e quindi si stanno tirando fuori dal sistema del dollaro. Se seguissero altri paesi, il dollaro smetterà di essere uno strumento di controllo statunitense sul resto del mondo.

Per dirla in parole diverse, Bretton Woods ha dato a Washington la responsabilità del sistema finanziario mondiale. Washington ha abusato del potere affidatogli usando il sistema del dollaro per destabilizzare altri paesi, come attualmente il Venezuela  …

L’abuso di Washington sul ruolo della valuta mondiale per favorire gli interessi finanziari e commerciali americani e il potere di Washington sulle politiche straniere e nazionali di altri paesi ha messo in atto forze che elimineranno il ruolo del dollaro come valuta di riserva mondiale.

Il brutto è che l’arroganza di Washington sta distruggendo il potere americano.

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da