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Effimera Oscurità

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Dove sta la verità

Quando dico che è la verità, non è per convincere coloro che non la conoscono, ma per difendere coloro che la conoscono. William Blake  Il cammino solitario

Il cammino solitario 

Risvegliare la verità sulla nostra realtà manipolata, sull’accozzaglia umana e la natura del mondo frattale, è uno schiacciante shock tossico e poiché una rivelazione dopo l’altra fa scuotere la nostra psiche e il tappeto della normalità ci viene tolto da sotto i piedi…siamo irrimediabilmente trasformati.

Le nostre idee preconcette sulla realtà si disintegrano e le pareti del comfort che ci siamo costruiti cadono come tessere di un domino e sono spazzare via.

Le nostre necessità e i nostri desideri personali svaniscono fino ad arrivare ad una nuova coscienza.

Non stiamo più vicini ai famigliari, non abbiamo tempo per conversazioni superficiali e senza senso e quando cerchiamo di esprimere il nostro nuovo modo di vedere, anche le persone più vicine a noi ci guardano con apatia e in maniera ridicola.

Siamo “esseri cambiati” che percorrono un cammino solitario, senza sapere di chi “fidarsi” o dove cercare risposte… però dobbiamo cercare… non c’è un’altra opzione per noi.

Per un certo tempo ci troviamo in una terra sconosciuta a lottare con i dubbi e mettendo alla prova il nostro buon senso… una cosa è certa però, non potremo mai tornare alla “normalità”

Il fumo nero del diario spirituale

Visto che abbiamo perso la normalità, possiamo cadere preda del fumo nero dei programmi spirituali negativi durante la nostra ricerca della verità.

Dobbiamo imparare a riconoscere l’ordine del giorno alieno elaborato con cura dalle religioni organizzate, la disinformazione spirituale, “i maestri carismatici”, le teorie ingannevoli, i culti esoterici, il pensiero delirante e le strade che non conducono a niente di spirituale.

Nel web, nelle librerie e nelle biblioteche ci sono tonnellate di informazioni sull’illuminazione e sembra che oggigiorno qualsiasi cosa possa passare per “spirituale”.

Vediamo ridicole manifestazioni di zelo religioso tra giocatori di futbol dopo che hanno segnato un gol, e la religione organizzata è piena di sacerdoti dall’apparenza benevola che molestano i bambini piccoli, bacchettano i loro benefattori con il dogma striminzito, e le crociate spirituali di sangue del nostro Dio contro di loro.

La spiritualità è un grande affare

Il mondo dell’occulto religioso è un affare “pseudo-spirituale”, uno schema per far denaro che approfitta di coloro che hanno paura e sono confusi… diretto dai satanisti, dagli egoisti, da coloro che fanno proseliti, da ciarlatani e predatori spirituali, il tutto mosso dalla loro formula personale che proviene dallo spirito per l’illuminazione la loro mercanzia è la duplicità, l’inganno e il controllo.

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La maggior parte dei venditori di fumo nero sono molto convincenti e carismatici, il loro modo di fare è come quello del dottore con i suoi pazienti, del politico convincente e hanno l’ardente entusiasmo del complesso del ‘messia, salvatore del mondo’.

Sono venditori di olio di serpente spirituale che inseguono denaro, sesso e potere.

Sono stato coinvolto nell’affare dell’esoterismo per quarantacinque anni e sono sorpreso nel vedere la quantità di persone “sensate” che si lasciano  intrappolare dalle stupidaggini, danno denaro, danno mente e corpo a dei bugiardi, delinquenti sessuali e pedofili, guru e maestri di stalking conclamati, che non saprebbero distinguere una verità spirituale anche se gliela mettessero sotto il naso, e per l’esperienza che ho, non serve avvertire il gregge che l’oggetto della loro devozione è un lupo mascherato da pecora.

Separare il grano spirituale dalla paglia

Come possiamo separare il grano dalla paglia, i venditori di fumo nero dalla luce della verità?

L’antico proverbio:

‘Non perché sia bello, è una buona persona’ ci servirà abbastanza.

Se ci soffermiamo ad osservare uno qualsiasi di questi venditori spirituali che incontriamo, vedremo immediatamente chi è amorevole e umile e chi è un predatore in cerca di ‘un’opportunità’.

“Lo conoscerete per i suoi frutti”.

(Matt7: 19)

La spiritualità e il regime vegetariano

“Ho sempre trovato difficile non considerare che il ruolo del macellaio non coincida con quello di un carnefice.” “Le Confessioni” Alphonse de Lamartine”

Probabilmente è sicuro supporre che il lettore sia d’accordo con il fatto che l’assassinio non è cosa buona e che il cannibalismo è riprovevole, però coloro che per cui è giusto uccidere persone sono soliti credere che l’uomo ha diritto di uccidere gli animali.

Questa credenza si basa sul fatto che solo gli uomini hanno un’anima che è potenzialmente immortale.

Abbiamo visto però che è la vanità dell’uomo a fargli pensare che solo lui ha un’anima e che sono loro nelle condizioni migliori per giudicare e per dirci che le creature hanno un’anima. La credenza che non hanno anima e che la personalità è un’invenzione vana del cervello umano che giustifica il desiderio dell’uomo di usare le creature come gli pare e piace.

Quanto più uno osa pensare alle conseguenze del mangiare carne e alla confusione della crudeltà e alla sofferenza che implica, più difficile sarà credere che i maestri religiosi non sono mai riusciti a far sostenere ai propri seguaci, la sconcertante credenza che era un mezzo di sostentamento di un disegno divino.

E’ facile esporre gli orrori del commercio della carne ed è altrettanto incredibile vedere come gli uomini e le donne cristiane possono mangiare coscientemente la carne di creature che erano state condannate alla morte nelle condizioni più spaventose”.  The Rev V.Holmes-Gore Non li abbiamo amati

La lenta frequenza della crudeltà, la sofferenza e la morte

Tutto è ciclico e l’aspirante ricercatore della verità si renderà conto che la risonanza delle vibrazioni del movimento più veloce, la frequenza dell’ascesa, non si può ottenere se il corpo e lo spirito sono saturati da campi di paura e di miseria… e la carne putrida delle creature intrise di anima che con tanta spietatezza inseguiamo, assassiniamo e di cui ci alimentiamo.

Tutto è una risonanza, il vibrare più rapidamente è uguale alla quantità di amore e di compassione che portiamo dentro…

Certo che esistono pessimisti “spirituali” che urlano le loro scuse dai tetti, in uno sforzo per giustificare la loro “vacca sacra”…il consumo delle cose morte! E questo va bene per loro…

Io, però, non ho mai conosciuto un vampiro spirituale.

Non c’è ritorno

Sta a noi risvegliarci, e per quanto brutta possa essere la verità sulla nostra realtà, ci è stato fatto un dono… il dono di vedere.

Dobbiamo aver fiducia nei nostri cuori e nella nostra intuizione che ci guida con sicurezza nel tempestoso mare della vita… E unirci ad altri nel cammino verso la Verità, i nostri pensieri sono attenuati dalla saggezza e i nostri cuori pieni di amore.

*** 

Ascolta uomo, e ascolta la mia voce, apri il tuo spazio mentale  E bevi dalla mia saggezza. Oscuro è il cammino della vita attraverso il quale viaggiate, molte le insidie che si trovano sul tuo cammino. Cerca sempre di ottenere una saggezza maggiore,  raggiungila e avrai luce sul tuo cammino. Apri la tua anima oh uomo, al Cosmo e lascia che esso confluisca con la LUCE DELLA TUA ANIMA, è eterna, e l’oscurità è effimera,  cerca sempre, oh uomo, la LUCE. Sappiate che quando la luce riempirà il tuo essere,  l’oscurità scomparirà presto da te. Le Tavole Smeraldine di Thoth l’Atlante  di Doreal

di Elva Thompson 13 ottobre 2014
dal Sito Web HeartStarBooks
traduzione di
Nicoletta Marino 

Versione originale in inglese 

Versione in spagnolo

http://ningizhzidda.blogspot.it/

Gandhi racconta Tolstòj

              Mohandas Karamchand Gandhi  Lev Nikolàevič Tolstòj 

Gandhi lo sconosciuto
Marcello Pamio – Effervescienza
http://www.disinformazione.it/

Mohandas Karamchand Gandhi (1869-1948), è stato un importante politico e guida spirituale per l’India.

Il mondo lo ricorda come il padre della nonviolenza, strutturalmente esile, magro, anzi magrissimo a causa dei suoi digiuni. Ma non è sempre stato così…

Nonostante il riconoscimento universale a simbolo della pace, Gandhi da giovane la pensava molto diversamente: era a favore della violenza, e stando a quello che scrive, era pure grasso!

All’età di 18 anni va a studiare da avvocato a Londra, e qui si adatta alle abitudini malsane dei britannici, indugiando nel cibo e ammalandosi come la maggior parte dei sudditi.
Poi accadde qualcosa nella sua vita che cambiò per sempre il suo destino: ricevette un libro…

«Quarant’anni fa, mentre attraversavo una grande crisi di scetticismo e dubbio, incappai nel libro di Tolstoi ‘Il Regno di Dio è dentro di voi’, e ne fui profondamente colpito. A quel tempo credevo nella violenza. La lettura del libro mi guarì dallo scetticismo e fece di me un fermo credente nell’ahimsa (non violenza)».

Del Leone russo ce ne siamo occupati nel nr. 25 di Effervescienza (novembre 2010). 

Il grande Lev Nikolàevič Tolstòj impiegò tre anni per scrivere questo capolavoro sconosciuto e l’unica edizione italiana fu quella dei F.lli Bocca nel 1894, oramai rarissima. 

«Mai nessuna opera mi è costata tanta fatica», confidò Leone al fedele discepolo e segretario Certkov.
Gandhi ne ricevette in regalo da un amico una copia nel 1894, e la sua vita cambiò.

Fece di questo libro il suo vademecum, a tal punto che se lo portò con sé in prigione nel 1908 e ne regalò una copia con tanto di dedica al suo carceriere! 

Ecco cosa scrive Gandhi dello scrittore russo:

 «Fu l’uomo più veritiero della sua epoca. Fu il più grande apostolo della nonviolenza che l’epoca attuale abbia dato. Nessuno in Occidente, prima o dopo di lui, ha parlato e scritto della nonviolenza così ampiamente e insistentemente, e con tanta penetrazione e intuito.

La vita di Tolstoi, con il suo amore grande come l’oceano, dovrebbe servire da faro e da inesauribile fonte di ispirazione, per inculcare in noi questo vero e più alto tipo di ahimsà»

Il senso di questo lavoro è far conoscere il pensiero di Gandhi per quello che concerne la salute e malattia. Il testo in corsivo è il suo pensiero come riportato nel suo libro “Guida alla salute”. 

Medicine e malattia

Viviamo nella fatale illusione che nessun male si possa curare senza medicine. Questo concetto ha nociuto all’umanità più di molti altri mali.
E’ indubbiamente necessario di curare i nostri mali, ma non sono mai le medicine che possono riuscirvi. Alcune medicine sono soltanto inutili; ma altre riescono veramente dannose.

Un ammalato che ingurgita dei medicinali commette la stessa pazzia di chi, volendo pulire una casa, si mettesse a coprire il sudiciume che vi s’è accumulato. Più copriamo le immondizie, e più rapidamente procede la putrefazione. Nel corpo umano si verifica esattamente lo stesso caso.

Le indisposizioni, le malattie, non sono altro che un ammonimento della Natura, la quale ci avverte che le immondizie si sono andate accumulando in questa o in quella parte del corpo, e sarebbe certamente cosa saggia lasciar fare alla Natura invece di coprire il sudiciume a forza di medicine.

Quelli che prendono delle medicine non fanno altro che intralciare il compito della Natura. 

La maggior parte dei mali sono curati assai meglio dalla Natura che dalle medicine, e il dottor Masongood arriva perfino a dire che i medici han fatto più vittime che la guerra, la carestia e la pestilenza assieme unite.
E’ pure provato dall’esperienza che le malattie, aumentano in proporzione all’aumento del numero dei medici in un dato paese.

Corpo, anima e spirito

Corpo e spirito, sono così intimamente legati fra loro che l’uno patisce, non può a meno di soffrirne anche l’organismo tutto.

Il corpo che alberga una mente inferma non può a meno d’essere malato. Ne viene di conseguenza che un carattere puro è la base della salute; i pensieri cattivi e le male passioni sono che varie forme di malattia.

Tutte le varie attività dell’organismo dipendono dalla circolazione del sangue. Esso estrae dagli cibo gli elementi nutritivi, elimina i rifiuti per mezzo dell’intestino, e così mantiene il calore del corpo. Il principale agente purificatore del sangue è l’aria.

Senza dubbio alcuno l’aria impura dà origine alle malattie nel novantanove per cento dei casi. Ne viene di conseguenza che il vivere e lavorare all’aria aperta è il mezzo migliore per evitare d’ammalarsi. Non c’è medico al mondo che possa rivaleggiare con l’aria fresca.

Aria e luce sono intimamente legate, o meglio compenetrate fra loro, che tanto val dir qui senz’altro alcune parole intorno alla luce. La luce è indispensabile alla vita quanto l’aria stessa. Dove la luce non penetra, l’aria non può mai essere pura!

 Il cibo

E’ indiscutibile che gli uomini mangiano soprattutto per soddisfare il palato, senza fermarsi a vagliare gli effetti del cibo sull’organismo.

L’uomo non è nato per mangiare, né per questo scopo deve vivere. La nostra vera missione è conoscere e servire il Creatore; ma siccome a questo servizio è strumento necessario il corpo, così dobbiamo nutrirlo per mantenerlo in vita.

Gli animali che vivono secondo Natura, in piena libertà, non muoiono mai di fame: fra loro non vi sono ricchi e poveri, non v’è chi muore d’inedia e chi mangia tre o quattro volte al giorno. Queste anomalie esistono soltanto fra noi, esseri umani.

La natura non ha mai riposo, non manca mai al proprio dovere, non conosce ozio; tutto il lavoro è compiuto alla perfezione e con puntualità assoluta. Se organizzeremo la nostra vita in armonia alle immutabili leggi della Natura, vedremo che in tutto il vasto mondo non vi sarà più chi patisca la fame. E poiché la natura provvede sempre quel tanto di cibo che è necessario per tutti gli esseri umani, ne viene di conseguenza che chi consuma più cibo di quanto normalmente spetta, defrauda un altro dalla parte di cui ha diritto.

Quindi tutto quello che mangiamo soltanto per soddisfare la gola deve necessariamente nuocere alla nostra salute.
La dieta di frutta è la migliore, poi c’è quella vegetale, in cui comprendiamo tutti gli ortaggi e i cereali.

Io oso considerare il latte come uno dei cibi da escludersi e questo lo dico basandomi sulla mia esperienza personale. Inoltre la purezza del latte dipende dal foraggio di cui si nutre la mucca e dalle sue condizioni di salute. L’uomo che beve latte di mucca avrà la salute della mucca stessa.
Il mangiar zucchero per sé stesso è una follia; i troppi dolci indeboliscono i denti e guastano lo stomaco.

 Digiuno ed esercizio fisico

E’ di estrema importanza il masticare in modo veramente completo; così facendo si estrae il massimo di nutrimento dal minimo possibile di cibo.
La sola parte utile del nostro cibo è quella che viene assimilata dal sangue; il resto non fa che ingombrare l’intestino.

I nostri saggi antenati hanno prescritto frequenti digiuni come doveri religiosi. Infatti, anche dal solo punto di vista igienico, sarà altamente benefico il digiunare almeno una volta ogni quindici giorni.

Il moto è per l’uomo una necessità vitale, come l’aria, l’acqua, il cibo, perché non vi può essere perfetta salute senza moto, senza attività ben regolata.

Gravidanza e allattamento

Le donne che abitano in città conducono una vita contro natura: cibi, vesti, abitudini in generale offendono le leggi naturali della vita semplice e sana.

Se la donna in gravidanza non accoglie in sé che pensieri d’amore per tutto quanto v’è di nobile e di buono, il suo bambino manifesterà le stesse tendenze; se, invece si lascia trascinare alla collera e ad altre cattive passioni, il bimbo le erediterà inevitabilmente. Perciò durante i nove mesi di gravidanza, ella deve dedicarsi costantemente ad opere buone, liberarsi da ogni angustia e timore, non ammettere pensieri o sentimenti cattivi, togliere dalla sua vita tutto ciò che sia non verità profonda e non perdere un momento solo in parole oziose o in opere vane.

S’intende che la donna incinta deve mantenere il corpo puro come la mente, respirando aria fresca e libera in gran copia, mangiando cibi semplici e sani, e anche di questi solo quel tanto che può digerire con facilità. Se segue tutti i consigli già dati quanto alla dieta, ecc. non avrà alcun bisogno di ricorrere ai medici. 

E’ stretto dovere del marito di astenersi da ogni litigio con sua moglie durante questo periodo e di condursi in modo da renderla serena e felice. Per nessun motivo, poi, si deve mai darle alcuna medicina.

Per il bambino, poiché la sua salute dipende interamente da quella della madre, bisogna curare la dieta e le abitudini con attenzione speciale.
Se il bambino è indisposto, bisogna studiare le condizioni di salute della madre; dargli delle medicine equivarrebbe ad assassinarlo, perché la sua delicata costituzione non può reggere alla loro azione tossica.

Finché la madre ha latte sufficiente, il bimbo va nutrito esclusivamente con quello, poi gradatamente bisogna abituarlo ad una dieta di frutta, per far sì che il sangue si mantenga puro fin da principio. 

Conclusione

Noi non siamo che il riflesso dell’universo che ci circonda; tutte le caratteristiche del mondo esterno si ritrovano nelle profondità dell’anima nostra.

Quando cambieremo natura, il mondo intorno a noi si trasformerà inevitabilmente. E’ questo il grande mistero della creazione di Dio, questo è il segreto della vera felicità.

La nostra felicità dipende esclusivamente da ciò che siamo, e non mai dai casi della vita, né dai nostri rapporti con altre persone.

Se desideriamo la salute per poterci concedere piaceri e svaghi di ogni genere, o per vantarci della bellezza del nostro corpo e considerarlo come fine a sé stesso, allora davvero sarebbe assai meglio che avessimo corpi informi e corrotti.

Il corpo non può esserci veramente utile se non in quanto lo consideriamo come il tempio di Dio e ce ne serviamo per il culto divino, altrimenti non è altro che un vaso immondo d’ossa, di carne, di sangue; e l’aria e l’acqua che ne escono, sono peggiori del veleno.

Il nostro corpo può essere un fedele servitore, ma quando diventa il padrone, la sua potenza di male non conosce più limiti. In noi si svolge una lotta incessante fra Satana e l’anima nostra che entrambi vorrebbero reggere il nostro corpo. Se l’anima vince, il corpo diviene un possente istrumento di bene, ma se nella lotta la vittoria tocca al demonio, esso non è più che un letamaio da cui pullula il vizio.

Quelli che trasformano un palazzo in una latrina o viceversa, raccoglieranno certo i frutti della loro colpevole follia.

La vera felicità è impossibile senza la vera salute, e la vera salute è impossibile a chi non sa rigidamente vincere la gola. Quando avremo disciplinato il palato, tutti gli altri sensi cadranno automaticamente sotto il dominio della nostra volontà. E chi domina i propri sensi ha realmente dominato il mondo intero, è giunto a far parte di Dio!

Effervescienza di Marcello Pamio

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DEMOCRAZIA: orgoglio ed arroganza

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L’esperimento democratico è finito.  La politica ingannevole della maggioranza, anche 

“Ed è questa parola “maggioranza” che incapsula il fallimento della democrazia, perché non è ancora stata in possesso della visione e della saggezza necessarie per portare la società verso un obiettivo più “meritorio”’.

by Julian Rose

In Occidente abbiamo vissuto con questa cosa chiamata ”democrazia” per qualche secolo. È stato un esperimento importante, ma uno che, alla fine, è riuscito ad inghiottire la sua stessa coda piuttosto che portare la società in un luogo migliore. Ora il suo tempo è finito e abbiamo il compito di sostituirla con qualcosa di genuinamente migliore.

La definizione più nota di democrazia – ma in nessun caso la prima- è racchiusa nel Gettysburg Address del 1863, che proclama la democrazia come “governo della gente, fatto dalla gente, per la gente”, che – e forse per una buona ragione-  pone un forte accento su “la gente”.

Ma in questo c’è anche la sua debolezza; la gente (si è poi scoperto) aveva altre ambizioni, che questa forma di autogoverno non era invece equipaggiata a soddisfare. Neppure voleva in qualche modo essere responsabile di decidere e gestire tutti gli intrecci dell’esperimento che aveva firmato. La maggioranza, eccoci…

Ed è questa parola “maggioranza” che incapsula il fallimento della democrazia, perché, come alcuni di noi avranno notato,la maggioranza non è ancora stata in possesso della visione e della saggezza necessarie per portare la società verso un obiettivo più “meritorio”’. Al meglio, la maggioranza ha creato una certa forma di giustizia sociale,  che non esisteva con la leadership di un re o una regina,  a meno che questi non avessero una coscienza sociale. 

Quindi la democrazia è diventata simile ad una polizza assicurativa personale, che è uno firma  e di cui paga la copertura annuale, attraverso la tassazione. In cambio si è ottenuta una certa garanzia: si avrebbero “inalienabili diritti”,  sostenuti dalla “legge”. Una legge presumibilmente fatta per sostenere questa forma di auto-governo, ma in realtà che ha prodotto una nicchia che assorbe  un confortevole reddito, sempre legata a quell’elemento elitario, di sfruttamento, che era ben aleggiante intorno prima dell’esperimento democratico.

Cosi poi ha finito con l’essere: ciò che la maggioranza in realtà vuole e che in realtà si basa su un interesse personale e non sulla visione di una società migliore per tutti. Quindi dai alla maggioranza il diritto di decidere su chi desidera che governi il tuo paese e colui che sarà effettivamente eletto da questa maggioranza, sarà quello che per primo deraglierà…. affermando “di avere a cuore i tuoi interessi”. Appunto gli interessi della maggioranza…

Una società sotto il mantello della “democrazia”, quindi , non evolve mai. Al contrario ruota intorno ai desideri e le paure dell’elettorato. Il desiderio “che qualcuno si prenda cura di noi” e la paura che questo non accada.”

La maggioranza elegge semplicemente una banda di  baby-sitter, così da poter uscire e andare a giocare, lasciando ad altri la vera responsabilità per la forma e la funzione della società; cosi la si lascia in mano soprattutto a coloro che si divertono a flirtare col potere che a loro è stato garantito.

L’elettorato poi si lamenta a gran voce se le cose fatte da coloro a  cui ha consegnato il potere, non vanno in porto nè sono all’altezza delle aspettative delle seduttive promesse pre-elettorali .

È uno schema che costantemente si ripete, che non mostra segno di ridursi di intensità. Ciò che è in azione cosi è la “regola della massa”: la voce inconsapevole,  senza direzione, di una maggioranza che soccombe prontamente ai poteri dei persuasori occulti.

La “gente”, quando questo significa “una maggioranza della gente”, in tutta la storia non è mai stata ne è ora in possesso della saggezza e della visione che sono prerequisiti necessari per una società in evoluzione. Una società a cui si chieda di innalzare il livello di consapevolezza, di coscienza e di responsabilità.

L’esperimento democratico è così un mezzo totalmente inappropriato per uscire dal casino in cui attualmente siamo ed andare oltre- . È semplicemente ingenuità in mostra, quella delle manifestazioni in cui ci sono cartelli che dicono che questo e quell’altro non è democratico: “il TTIP non è democratico”, “il nuovo ordine mondiale non è democratico”, “evitare le tasse non è democratico” etc. etc…

Negli anni, la democrazia si è formata intorno ad un’alleanza irremovibile con il capitalismo. Il capitalismo in genere viene considerato come “democrazia in azione”, particolarmente in relazione al fatto del libero mercato, dicendo che si autoregola, poiché sarebbe  una voce silente della gente.  Infatti è “nel mercato” che la maggioranza ha riposto la sua fede e ha lasciato operare coloro che affermano di saper gestire tutte le sue varie tortuosità, seguendo regole nefaste di competizione ed avidità, che dominano l’economia globale neo-liberale: il gioiello sulla corona dell’impero capitalista.

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Una economia in cui negozi di caramelle delle multinazionali, nel terzo mondo, possono dare alla maggioranza esattamente quel che vogliono: “abiti a poco prezzo” , “cibo a poco prezzo”, “macchine a poco prezzo”. Ecco cari amici, questa è la nostra famosa democrazia in azione… E quelli che dicono che questo “non è democrazia”,

mancano di rendersi conto che la maggioranza ha votato coloro che condonano e che seguono queste politiche altamente sfruttatrici. Quelli votati tramite l’elezione determinata dalla maggioranza: la pietra miliare ammaccata dell’esperimento democratico.

Non solo questo, ma quando tutto questo è messo in discussione da qualcuno che promuove il comunismo, la risposta è “ma il comunismo non è democrazia”. Così intenzionalmente o meno, sì mantiene la bandiera della democrazia come se fosse un simbolo di una società libera e progressiva.

Come la religione e come la mafia, la democrazia ha fornito una formula che offre protezione per coloro che prescrivono un sistema deformato di controllo di pochi. Mette dei bei brillantini su ciò che in realtà è un gioco sofisticato di duplice inganno. Un inganno che ha le sue radici nel fatto che l’elettorato ha abdicato al controllo sul proprio destino e ha invece scelto di giocare il ruolo di vittima, in un sistema che ha contribuito a mettere in atto.

Oggi si stanno lentamente aprendo gli occhi su cio’ che ci siamo rifillati. Che sia sotto il nome di Conservatore, Socialista, Liberale, Democratico, Repubblicano o altro ancora…non fa la minima differenza: sono semplicemente delle varianti di intrattenimento dello stesso tema, quel che rimane gestito e controllato da una elite nell’ombra, che tira tranquillamente le fila del potere e che consentirà che siano giocati solo quei giochi rigorosamente previsti nei suoi termini, senza andare oltre.

Dunque partendo da questo, dove possiamo andare noi?

Quel “noi” che qui intendo, è una esigua minoranza in grado di produrre un pensiero razionale, informato, con visione e saggezza. Questo gruppo non può esercitare nessuna seria autorità sulla società in cui siamo, perché in una democrazia una minoranza non può formare la maggioranza necessaria per diventare un corpo amministrativo eletto.

Ma almeno non lo stiamo negando: ci fosse un consiglio di saggi al timone degli affari regionali, nazionali e globali, il mondo sarebbe un luogo diverso. I sistemi di valore sarebbero preservati . Anziché essere il denaro, il potere,  l’egoismo e l’interesse personale a dominare la scena, ci sarebbero i valori umani, una profonda etica ed una giustizia genuina, come prerogative di una società eclettica e multirazziale.

Ci sono ancora società tribali che operano su un tale sistema e sono chiamate “primitive” e vengono collegate in modo vendicativo ad un mondo spaventoso di voodoo, stregoni e sciamani ribelli. Si è fatto ogni tentativo per spazzarli dalla cartina geografica, sia fisicamente che “democraticamente” con il nostro sistema di valori occidentali, ovvero attraverso una visione altamente giudicante di questa forma antica, testata nel tempo, della “leadership dei saggi”.

Nel ritrovare le nostre vere fondamenta spirituali, i nostri pensieri naturalmente ritornano a questa forma di società gestita da saggi, perché è una risposta organica ai nostri bisogni più profondi, veri e non superficiali. Non stupiamoci se le tribù indiane del Nord America sono state spazzate via o spinte in “riserve speciali”, come è successo anche alle tribù native sudamericane e agli Aborigeni in Australia. La democrazia che le ha soppiantate non avrebbe potuto avere traccia, senza queste culture così profondamente radicate e in sintonia con la natura.

Il libero mercato capitalista ha avuto bisogno di sfruttare i loro sacri territori e depredarli di uranio, oro e altri preziosi metalli che, mentre stavano nel sottosuolo, informavano la geografia vibrazionale dei loro siti sacri. 

La presunta “civiltà”,  che ha saccheggiato i territori dei nativi, è stata una macchinazione ampiamente giudeo cristiana, ovvero con forti pregiudizi euro-centrici  e una propensione per la “grandeur” e una vergognosa ricchezza materiale. Nelle origini pagane o tribali dell’antichità, un simile dispiegamento di grandezza e vergognosa importanza di sè, non ha mai avuto un posto cosi rilevante.

Ma è da questa tradizione, che la più parte delle persone che stanno leggendo questo articolo, probabilmente sono state educate, o meglio “indottrinate”. 

Insieme a questo orgoglio ed arroganza, ci sono state alcune avventure idealistiche in varie parti del mondo, in territori che in qualche modo ricordano la “leadership dei saggi”. E queste appartengono alla categoria definita “dittatura”. Fidel Castro di Cuba, Federico il Grande di Prussia, Mustafa Kamal Atutuk della Turchia, il re del Bhutan…per citare alcuni esempi.

La dittatura è molto meno complicata della nostra forma di democrazia, ma solo se è”benigna” puo’ essere ritenuta genuinamente superiore. Un numero di grandi leader spirituali, hanno avuto questo ruolo di dittatore benevole durante i tempi di crisi nazionale. I loro seguaci hanno visto le loro qualità che combinano amore e leadership e  di conseguenza si sentono felici di vivere alla loro guida. I grandi leader incoraggiano sempre il meglio da tirar fuori dalla umanità, bypassando il potere e prestigio personali, per essere piuttosto un esempio al comando.

Questa forma di “essere un esempio al comando”, si avvicina molto di più ai principi universali spirituali, di quanto non abbia fatto mai alcuna democrazia. 

Se ciò avviene in modo radicato ed unito al “livello di autodeterminazione del villaggio” nonché ad un consiglio di anziani saggi, questo costituisce con ogni probabilità il miglior modello che abbiamo a disposizione per guidare l’umanità fuori della crisi che ora incombe su di noi e che è solo probabile peggiori. Questo fino a quando una maggioranza di essere umani finalmente saprà riconoscere se stessa come entità divina e quindi potrà rispondere solo al Supremo.

Ciò nonostante è d’ obbligo investire ora tempo ed energia, sia per chi è desideroso che per chi è in grado di vedere il quadro più grande della situazione, per riflettere a fondo sui fondamenti principali che è necessario porre in essere per creare il mondo che sappiamo deve sostituire l’attuale fatiscente distopia.

E’ imperativo ora porre le fondamenta della vita futura persino prima che il fiasco presente abbia raggiunto il suo massimo. Questo è il vero significato del prenderci responsabilità per i nostri destini

by Julian Rose

Julian è uno dei primi pionieri nella agricoltura biologica in UK , un’ attivista internazionale, attore e autore  di ‘In Defence of Life – A Radical Reworking of Green Wisdom

fonte: http://www.zengardner.com/democratic-experiment-finished/

traduzione e adattamento Cristina Bassi

dallo stesso autore:

Le “Arche della Resistenza”. Come superare la “zona comfort” e inoltrarsi nel cambiamento 

Transumanesimo versus Coscienza del Potere Divino in noi

Forse ti svegli, ma ti alzerai dal letto? 

 

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Le due stazioni di passaggio

La vita: Un solo ininterrotto flusso di coscienza

Questo attaccamento al corpo genera un esagerato attaccamento al sesso, al denaro, al potere. Tutte le cose che possiamo godere solo con il corpo, solo nel corpo, solo qui, e solo ora. Il tutto in una rincorsa folle verso il fare, fare il massimo e subito, verso l’avere, sempre più esagerato, in una ricerca frenetica di vita, senza sapere cosa sia la vita, né il perché di essa.

Questa di seguito, è l’esperienza di chi ha vissuto l’avventura della morte, ma ancora di più il messaggio assai chiaro di tutti i grandi scritti di tutte le tradizioni. Le esperienze soggettive di morte che sono state studiate dai grandi psichiatri del secolo scorso come Raymond Moody ed Elizabeth Kubler Ross, non solo sono certamente simili yta lori, ma sono assolutamente in accordo con ciò che i veggenti di ogni epoca e di ogni tradizione ci dicono sulla morte:

1) La morte come noi la intendiamo come ci è stata insegnata e tramandata, semplicemente “non esiste”.

2) Al momento della morte non vi è interruzione di flusso di coscienza. “La vita e la morte sono un solo ininterrotto flusso di coscienza”.

E’ una esperienza comune a tutti che al momento del passaggio non ci si accorga di essere morti, si abbia la consapevolezza di essere ancora ben vivi. Si vede, si sente, si parla, si tocca, si odora, ma i viventi non ci vedono, non ci sentono, non si sentono toccati.

 Potrei riportare qui centinaia di esperienze ormai codificate e studiate a livello universitario, ma mi piace invece scrivere due esperienze fuori dal comune di due grandi esseri che non solo non si sono mai potuti incontrare ma che al momento della loro esperienza non avevano mai neanche letto un libro.

 Ecco i loro racconti

“Tutto avvenne all’improvviso, Ero seduto in una camera al primo piano della casa di mio zio. Mi sentivo bene, come al solito. La mia salute era perfetta in quel periodo, ma improvvisamente fui sopraffatto da una fortissima paura della morte, in realtà non vi era nessuna ragione di quella paura. Non ebbi il tempo di pensare da dove quella paura venisse, quando divenni consapevole “sto per morire” e comincia a pensare cosa avrei dovuto fare. Non potevo consultare un dottore, i parenti e gli amici più stretti. Dovevo risolvere il problema da solo e immediatamente.

 Lo shock della paura della morte guidò la mia mente all’interno e dissi a me stesso, senza realmente formulare parola: “Ecco, la morte è arrivata. Cosa significa? Cosa sta morendo? Il corpo sta morendo”. Stavo osservando cosa accadeva con la mia morte. Le parti del mio corpo si stiravano e diventavano rigide. Il mio respiro era cessato, le mie labbra erano serrate. Nessun suono avrebbe potuto uscirne.

Bene dissi a me stesso, “questo corpo è morto. Ora lo potranno cremare, sarà ridotto in cenere. Ma con la morte di questo corpo, sono realmente morto? Questo corpo è realmente me? Il corpo è inerte e silenzioso, ma io mi sento ben vivo. Proprio ora, la mia personalità per intero e anche la voce del mio “Io” continua a parlare. Allora io sono lo “Spirito” che trascende questo corpo. Il corpo muore, ma lo Spirito che lo trascende non può essere toccato dalla morte. Questo significa che io sono lo Spirito che non muore.

 Mi accorsi che non stavo parlando. Vi era qualche cosa al di là del pensiero che mi stava parlando. Era il mio “Io”che era diventato molto vero, l’unica cosa vera in quel momento, e tutta l’attività cosciente relativa al mio corpo era centrata in quel “Io”

Da quel momento in avanti l’Io o Sé, come lo chiamano le scritture, rimase focalizzato in se stesso in un processo di grande fascino. La paura della morte non poteva più esistere in quello stato e quindi è svanita all’istante e per sempre”

Esperienza di morte di Shree Ramana Maharshi

“io vengo dall’alto e sono divino. Questa è la mia seconda vita in questo mondo. Molti anni prima della mia attuale esistenza vivevo sulla Terra. In quell’epoca noi eravamo sul sentiero di guerra. Fui ucciso nel corso di una spedizione, ma a me parve soltanto di essere inciampato. Mi alzai e continuai a camminare diritto davanti a me fino a quando ebbi raggiunto la mia dimora.

La trovai mia moglie e i miei figli, ma non vollero guardarmi, Rivolsi allora la mia parola a mia moglie, ma lei non sembrò rendersi conto della mia presenza. “Cosa stava succedendo?”, dissi a me stesso, “perché non si fa caso a me, perché non mi rispondono quando parlo?” Di colpo mi balenò l’idea che potevo essere morto.

 Mi diressi allora verso il luogo dove potevo essere stato ucciso e naturalmente trovai lì il mio corpo. Capii che ero morto davvero” (uomo medicina, tribù Sioux Winninbago)

Quindi la morte non è contrapposta alla vita, non è la fine della vita. Se volessimo disegnare la realtà delle cose, sarebbe assai più giusto vedere la vita come un cerchio (vedi immagine sopra), di cui la nascita e la morte sono solo due stazioni di passaggio che attraversiamo per accedere a nuove esperienze di vita.

di Cesare Boni “Dove va l’anima dopo la morte”

estrapolazione non sequenziali delle pagine: 21-23-24-25

Un libro che ho letto dopo la perdita di mia moglie e che ho riletto dopo la perdita di mio figlio. Una “difesa” psicologica per continuare …

wlady

Articolo correlato:  Lo Spirito del Mondo

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“Perché Bruno muore?”

415 anni fa Il 17-02-1600 Giordano Bruno veniva bruciato vivo a Campo dei Fiori a Roma, condannato dal braccio secolare della santa inquisizione della chiesa cattolica romano apostolica,  per eresia e apostasia.

Quando un uomo grande ha attraversato un’epoca grande e terribile è sempre difficile chiarire tutti gli aspetti che segnano il suo cammino, dare il giusto valore a ogni esperienza. Impossibile però sottrarsi allo sforzo, forse disperato, di illuminare almeno in parte le zone d’ombra che avvolgono la sua morte, a partire da una domanda fondamentale: perché Bruno muore?

Abbiamo seguito il processo, tappa per tappa, ed è emerso con chiarezza che vi è un duplice elemento di ambiguità; da un lato, fino a che punto, l’Inquisizione romana ha perso tempo, ha differito il momento della scelta più radicale, ha cercato in tutti i modi di ricondurre Bruno nel suo seno, o quantomeno di portarlo al pentimento e a una chiara rinuncia alle sue tesi più palesemente eretiche.

Dall’altro lato, anche Bruno ci appare come ambiguo e oscillante nella sua posizione, incerto fino all’ultimo fra abiura e fermezza, ammissione totale  o parziale di colpevolezza.

Non sapremo mai cosa ha scritto il 20 gennaio nel suo ultimo plico al pontefice, anche perché quel plico non è mai stato letto. Resta comunque il fatto cerca di resistere il più possibile sulle sue posizioni e, già a Venezia, quando è disposto all’abiura, chiede che il castigo non sia pubblico.

Egli infatti non ha da difendere solo la sua vita, ma il valore della sua dottrina, che per quindici anni ha insegnato in tutta Europa. A sua volta la dottrina che propugna è più di un’astratta e indifferente concezione filosofica, ma rappresenta piuttosto una visione magico-religiosa, una vera e propria rivelazione. Bruno è pertanto posto per tutta la durata del processo in un conflitto anteriore assoluto.

Infine, per capire, torniamo ai suoi testi pieni di incanto, alla sua poesia senza tempo, alla sua parola ispirata, abbandoniamoci ancora per l’ultima volta, a uno sguardo sull’essere (e sul Sole, suo simbolo stesso) che dopo Bruno, dopo Giordano, dopo il Nolano non ci sarà più.

Note e spunti (non in sequenza) tratti dal libro “GIORDANO BRUNO” di Matteo D’Amico

pag: 442 – 443 – 444 – 445 – 446 – 447 

“O tu, che alimenti nel cuore dell’uomo fiamme immortali, tu che ingiungesti al mio animo di innalzarmi a tanta luce e di riscaldarsi a tanto fuoco nella misura in cui, dissipate le tenebre, mi sarò innalzato alle stelle e, pur trattenuto dal peso inerte del lento corpo, avrò percorso l’orbe infinito, morto al mondo sensibile; tu occhio che vede tutte le cose, innalzando gli animi, trascinando i sensi al di sopra dell’essere, tu che, scuotendomi dal torpore, mi concedesti di essere vigile, tu che lo sguardo fai nascere, tu che con lo sguardo ti innalzi e da esso salvato vivi per noi, tu mantieni in vita tutti i viventi e spezzi con il più lieve colpo la materia più resistente; mostri tutto ciò che la terra, i mari, l’etere, l’abisso comprendono. Il volgo, privo della luce degli occhi e folle riterrà te cieco e insensato. O tu che rivelasti ai miei occhi lo spazio illuminato i veri mondi, o stelle splendenti, non ci saranno luogo, sorte, tempo lontano dal mio punto di osservazione, non età che dimostrano i miei errori.”

Giordano Bruno: Il triplice minimo e la misura. Opere latine, cit. pag. 89

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scienza & co-scienza

la coscienza

 “DICOTOMIA”

“Il Taglio attraverso la disinformazione sulla coscienza è vitale: perché le neuroscienze si stanno muovendo verso una società controllata mentalmente, basata sull’idea che abbia una consapevolezza individuale, è un’illusione, è lo stimolo-risposta la chiave per plasmare una nuova collettività di cervelli sincronizzati ‘felici’.” (La metropolitana, Jon Rappoport)

In una nota di una storica lettera: Circa un secolo fa, la scienza, costituita da scienziati e filosofi, ha attaccato la religione organizzata, ha fatto delle presunte “regole” per regolamentare tutta la conoscenza, per il bene dell’umanità.

Oggi, i loro discendenti, credono ancora nella dicotomia semplicistica tra religione e scienza:

Se la scienza non riesce a rispondere a una domanda metafisica, dobbiamo solo aspettare un po’ perché lo faccia; altrimenti, saremo rigettati nuovamente dentro l’oppio della religione, come se nulla fosse mai accaduto. Questa è una sciocchezza.

Questo approccio è fittizio e/o spazzatura. La religione o la scienza, come le uniche due scelte, è una frode.

Ecco una di quelle questioni metafisiche:

Che cos’è la coscienza?

La scienza non ha fatto nulla per spiegarlo. ci ha ballato e speculato sopra, ha dato delle rassicurazioni, ma spiegarlo? No!

Qui sotto riportato virgolettato, un famoso biologo affronta a testa alta la domanda:

“Se uno stato di coscienza straordinario inspiegabile avviene a seguito di un tessuto nervoso, è altrettanto inspiegabile come la comparsa del Genio quando Aladino strofinò la lampada”. (Thomas Henry Huxley)

E qui sotto sempre virgolettato, un filosofo moderno si ritira nella posizione convenzionale sulla base di prove uguali a zero:

“In primo luogo, la coscienza è un fenomeno biologico. Noi pensiamo ed agiamo sulla convinzione che la coscienza sia parte della nostra ordinaria storia biologica, insieme alla digestione, la crescita, la mitosi e meiosi … gli stati di coscienza sono causati dai processi neurobiologici a livelli inferiori nel cervello anche se sono essi stessi elementi di livello superiore del cervello. “(John R Searle , professore di filosofia, Università di California a Berkeley)

I processi biologici inferiori in qualche modo “danno origine” a “processi biologici più alti,” atti così a produrre coscienza.

Questo è quanto di più convincente, è come giocarsi la data di nascita alla lotteria.

«Be’, vedete, abbiamo imparato molto sulle funzioni biologiche più basse, come si impara di più sulle funzioni superiori, scopriremo cosa sia la coscienza.”

Davvero? Questa è la logica di una formica è una navicella spaziale.

Huxley ci dice cosa implica la coscienza, la coscienza è un diverso tipo di realtà; Non è solo un atomo che urtandosi forma strutture.

Ad esempio, un fatto sulla coscienza è che ora stai leggendo questa pagina. Non è certamente come sputare molecole di messaggi per “poter leggere questa pagina.”

La coscienza è sapere che sei vivo. Non è il cervello che in qualche modo produce le parole per dirti che “sei vivo.”

La coscienza non è un’illusione. L’illusione è il supporre che il cervello non sa nulla.

I fisici ammettono che le particelle atomiche e subatomiche non sanno nulla. E poiché il cervello è costituito tali particelle, non vi è alcun motivo di ritenere che il cervello abbia la capacità di conoscere. Il fatto è che un sistema dentro altri sistemi funziona in un modo di più ampio respiro.

Sul fatto che stai leggendo questa pagina non è dovuto al fatto che il cervello ha ricevuto un messaggio. E’ diverso. Non è riducibile. Non è qualcosa che si può rompere in piccoli pezzi. Lo sai che sei vivo.

Il fatto che la coscienza agisce sulla conoscenza della consapevolezza, non è un fatto fisico. È un non fisico. Non è fatta di particelle. E’ al di là di loro. E’ indipendente.

La coscienza non è un argomento di studio in un dipartimento di filosofia o di una materia fisica o di biologia o una facoltà di chimica. Essa non rientra in nessuna categoria.

La coscienza è un’illusione? No! L’illusione è fingere che lo sia “il cervello.” L’illusione è la vendita di un futuro in cui tutta l’esistenza sarà controllata dalla scienza. L’illusione è aspettarsi “una civiltà migliore” in cui tutti i cervelli saranno “armonizzati”.

Se la coscienza è un’illusione, allora la libertà è eccessiva. Se la coscienza è solo l’atomo del cervello in movimento per fornire impulsi predeterminati, allora la libertà è una bufala.

Sotto la superficie, questo è ciò che le neuroscienze propongono. “Sì, gli umani credono in una concezione di singolare libertà, ma sappiamo che è ridicolo. Non vi è nulla di simile. Sono semplicemente particelle in movimento … “

Se dovessimo prendere il principio della vita come la rappresentazione delle particelle in movimento … allora non c’è un te, non c’è un voi, non c’è un me, non vi è nessuno. Non c’è individuo, non c’è un gruppo. Tutto ciò che c’è è pura illusione. Questa è la conclusione inevitabile della fisica presa nella sua più ampia applicazione.

E’ quindi la giustificazione per manipolare il cervello in qualsiasi modo, poiché “in casa non c’è nessuno”, quale è la differenza? La differenza è vanificare una sinapsi qui, ricollegare una connessione lì, dosare un’area del cervello con un farmaco, stimolare quei neuroni con impulsi elettromagnetici … e portare le persone ad una gradevole obbedienza.

Ci sono molte persone istruite che si rifiutano di comprendere la religione organizzata e hanno fatto sì che la scienza sia una fede senza fondo portandola alla tirannia. Essi non hanno la fantasia e la curiosità di esplorare altre alternative.

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Il paradigma: La filosofia dello scientismo

Programmazione genetica per la nuova coraggiosa utopia 

 

In primo luogo, leggete queste due citazioni di scienziati accademici altamente considerati, per catturare il sapore della rivoluzione genetica. Preparatevi a dichiarazioni sconcertanti.

Da Lee Silver, Princeton, biologo molecolare e autore di rifacimento Eden:

“Il dieci per cento della popolazione americana più ricca (avrà) tutti i geni trasportatori sintetici. Tutti gli aspetti dell’economia, i media, l’industria dell’intrattenimento, e la conoscenza del settore sono controllate dai membri della classe più ricca …

“Le persone normali forniscono lavoro nei servizi o come braccianti a basso reddito. A tal fine la classe della gente più ricca si differenzierà dalle persone normali, con nessuna possibilità di incrociarsi, saranno ben separate in due distinti gruppi, e con altrettanto interesse romantico, come un attuale essere umano avrebbe con uno scimpanzé.

“Molti pensano che è intrinsecamente ingiusto che alcune persone possano avere accesso a tecnologie in grado di offrire vantaggi, mentre altri, meno abbienti, sono costretti a dipendere solo dal caso, ma, la società americana aderisce al principio che la libertà personale e, la personale fortuna degli individui sono le determinanti principali di ciò che gli è consentito e in grado di fare.

“In effetti, in una società che valorizza la libertà individuale più di ogni altra cosa, è difficile trovare una base legittima per limitare l’uso della ri-programmazione-genetica. Ormai è indiscusso il fatto che la tecnologia della ri-programmazione genetica è inevitabile. Che ci piaccia o no, il mercato globale regnerà supremo.”

Ecco un altro gioiello, dall’archivio Gregory, ex direttore del programma in Medicina, Tecnologia e Società presso la UCLA School of Medicine:

“Anche se la metà della specie di tutto il mondo si è persa (durante gli esperimenti genetici), un’enorme diversità sarebbe ancora presente. Quando nel lontano futuro l’umanità, guarderà indietro a questo periodo storico, probabilmente non la vedrà come un’epoca in cui l’ambiente naturale è stato impoverito, ma come l’età in cui una pletora di nuove forme, alcune biologiche, alcune tecnologiche, e/o una qualche combinazione delle due irromperanno sulla scena. Stiamo pensando al presente, qui e adesso, così come lo faranno le future generazioni, le nostre azioni si concentrano sulle conseguenze a breve termine, piuttosto che sulle nostre vaghe nozioni circa le esigenze del lontano futuro.”


Uno scienziato dice che potremmo perdere la metà di tutte le specie, (geneticamente parlando) per ottenere dove “vogliamo andare,” un altro dice che il processo sarà inevitabilmente guidato dalla ricchezza e del libero mercato, creando così due classi distinte di esseri umani, dove il più alto nella gerarchia “evolutiva” avrà delle capacità di gran lunga superiori.

Non è entusiasmante? Se i nostri bambini passeranno attraverso questo cambiamento, potranno trovarsi metà biologici e, metà tecnologici.

La testa in plexiglass, due telecamere per gli occhi, i piedi in titanio. Cosa sarà mai.

Essi miravano a diventare i prossimi Mozart?  E invece … finirono per bruciare a metà le città? Naa, è solo un problema tecnico nella ricerca. Bisogna avere una visione più ampia. Non bisogna preoccuparsi, siate felici.

Il dibattito si riduce a chi controlla la filosofia e non la scienza, ogni singolo uomo è solo un sistema, o è qualcosa di più di uno che occupa una forma fisica?

Sappiamo già quello che la maggior parte dei ricercatori del cervello e genetisti credono, così come i governi e le aziende e le università e le fondazioni che prendono decisioni importanti.

Naturalmente, in questi tempi, la collegialità e le facoltà sono considerate meno importanti, considerate inutili, una mera appendice in attesa di coloro che con la saggezza ci vogliono portare fuori dalla sua miseria che ci sta uccidendo … è il dipartimento di filosofia.

Questo ci porta a raccogliere la discussione filosofica.

Non certamente questi:
Lee Silver a Princeton o Gregory Archivio o Bill Gates o George Soros o David Rockefeller o il Papa o Stephen Hawking o Obama o Clinton o Monsanto o Dow o la famiglia Bush o PBS o FOX o socialisti o comunisti o liberali o conservatori o qualche wackadoodle a Harvard o MIT o UCLA.

Va detto che: in nessuna parte degli scenari di una nuova coraggiosa utopia vedremo menzionare l’impulso creativo umano. Questo è ignorato. Invece, in qualche modo, i nuovi geni si prenderanno cura di tutti i problemi. Coloro che si vedranno risolti i loro problemi in piena regola, vivranno improvvisamente una nuova primavera.

Questa è una sciocchezza.

La verità è che, migliaia e migliaia di esperimenti genetici continueranno ad essere eseguiti, al buio, sulla base di una quantità di conoscenze molto piccole. I risultati grotteschi saranno messi da parte come sfortunate vittime collaterali nella marcia verso il Nuovo Mondo.

Il DNA non è la chiave per “un umano migliore.” La libertà individuale e il potere non può essere un corto circuito che possa avviare il processo di vivere, pensare, immaginare e creare. Ne può essere sintetizzato o fabbricato.

La filosofia dello scientismo è il paradigma corrente. Si estrapola dalle scienze e plasma norme politiche, economiche e psicologiche che si propagano in società totalitarie, sulla base di una visione materialista e assurda dell’umana esistenza.

La consapevolezza che si ha in questo momento di essere vivo, non è una funzione del DNA o del cervello. Nulla di quanto contenuto in quelle strutture è in grado di tenere conto di tale consapevolezza. Non gli atomi, gli elettroni, i protoni, i nuclei, i quark, mesoni, wavicles …

Ma, la ricerca genetica può essere utilizzata come copertura, per avere sul pianeta un enorme sottoproletariato al servizio di governanti “illuminati”. Questo, è ciò che sta accadendo ora.

by Jon Rappoport

23 gennaio 2015

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Jon Rappoport è l’autore di tre raccolte esplosive, LA MATRICE RIVELATA, USCITA dalla matrice, e la potenza all’esterno della MATRIX, Jon era un candidato per un seggio del Congresso nel 29° distretto della California. Egli sostiene uno studio di consulenza per clienti privati, il cui scopo è l’espansione del potere creativo personale. Nominato per il premio Pulitzer, ha lavorato come giornalista investigativo per 30 anni, scrivendo articoli sulla politica, la medicina e la salute per la CBS Healthwatch, LA Weekly, Spin Magazine, Stern, e altri giornali e riviste negli Stati Uniti e in Europa. Jon ha tenuto conferenze e seminari sulla politica globale, la salute, la logica, e il potere creativo al pubblico di tutto il mondo. È possibile iscriversi per i suoi messaggi di posta elettronica gratuiti presso NoMoreFakeNews.com o OutsideTheRealityMachine.

 

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