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L’Aquila l’Orso e il Drago

L’aquila ha dimenticato opportunamente che l’originale e antica Via della Seta metteva in contatto il drago con l’impero romano da secoli – senza intrusi, aldifuori dell’Eurasia – afferma Pepe Escobar.

C’era una volta, nella notte dei tempi, attorno a pochi fuochi da campo nei deserti del sud est dell’Asia, un tempo in cui si raccontava una favola sull’aquila, sull’orso e il dragone per il divertimento dei miei interlocutori arabi e persiani.

Si trattava di come all’inizio del XXI secolo,

 …si erano tolti i guanti (di pelo) e si erano messi in quello che risultò essere la Guerra Fredda Versione 2.0.

Man mano che ci avviciniamo alla fine della seconda decade di questo secolo già incandescente, forse è meglio rendere più bella la favola, con il dovuto rispetto per Jean de la Fontaine.

Sono passati i giorni in cui l’orso frustrato si offerse di cooperare ripetutamente con l’aquila e con i suoi seguaci su un tema caldo:

missili nucleari.

L’orso ripetutamente affermò che lo spiegamento di missili e radar per intercettare in questa terra di ciechi che guidava ciechi, l’Europa, era una minaccia.

L’aquila affermò ripetutamente che questo era fatto per proteggerci da quei persiani rinnegati.

Adesso l’aquila, che afferma che il drago sta avendo un viaggio facile, ha disatteso tutti i trattati ed è impegnata nello spiegamento di missili nucleari in determinati luoghi dell’est della terra di ciechi che primeggia su ciechi, puntando essenzialmente all’orso.

Ponte del drago, ljubljana. (Ali Eminov/Creative Commons)

Tutto ciò che brilla è seta  

Più o meno due decadi dopo che il principale orso Putin ha definito quella che è “la maggior catastrofe geopolitica del XX secolo, propose una forma di luce dell’URSS:

un organismo politico/economico chiamata l’Unione Economica dell’Eurasia (EAEU).

L’idea era che la EAEU interagisse con la UE… la principale istituzione dell’equipaggio eterogeneo si riunì come i ciechi che guidano i ciechi.

L’aquila non solo rifiutò la possibile integrazione, ma le venne in mente di mettere in atto uno scenario di rivoluzione dal colore modificato per disunire l’Ucraina dalla EAEU.

Prima di questo, l’aquila aveva voluto stabilire una Nuova Via della Seta sotto il suo totale controllo.

L’aquila opportunamente aveva dimenticato che l’antica Via della Seta, univa il drago con l’impero romano da secoli, senza intrusi che venivano dall’Eurasia.

Quindi potete immaginare lo stupore dell’aquila quando il drago irruppe nello scenario mondiale con le sue Nuove Vie della Seta super cariche, rendendo attuale l’idea originale dell’orso di una zona di libero commercio “da Lisbona a Vladivostock” e anche un corridoio di collegamento molteplice, sia terrestre che marittima, dall’est della Cina all’Europa Occidentale e tutto ciò che si trova in mezzo che comprende tutta l’Eurasia.

Difronte questo nuovo paradigma, i cechi rimasero ciechi per tanto tempo come possiamo ricordare…non hanno potuto reagire in tempo.

L’aquila da parte sua, andò aumentando gradualmente gli attacchi. Lanciò ciò che equivaleva a tutti i propositi pratici per stringere un cappio con le armi in maniera progressiva contro il drago.

L’Aquila ha fatto una serie di movimenti che equivalgono a incitare le nazioni che circondano il Mar della Cina Meridionale per contrapporsi al drago mentre riposizionano una serie di giocattoli (sootomarini nucleari, portaerei, aerei da combattimento) sempre più vicini al territorio del drago.

Per tutto il tempo ciò che il drago ha visto e continua a vedere, è un’aquila maltrattata che cerca di uscire da un declino irreversibile che cerca di intimidire, allontanare e sabotare l’ascesa irreversibile del drago, dove è stato per 18 degli ultimi 20 secoli, insediato come il re della foresta.

Un elemento chiave è che i giocatori di tutta la Eurasia sanno che, con le nuove leggi della giungla, il drago non può e non si ridurrà ad essere un attore secondario.
E i giocatori di tutta l’Eurasia sono troppo intelligenti per imbarcarsi in una Guerra Fredda Versione 2.0 Y che debiliterebbe l’Eurasia stessa.
La reazione dell’aquila alla strategia della Via della Nuova Seta del drago ha impiegato un certo tempo dal passaggio della mancata azione alla completa demonizzazione, aggiungendo alla descrizione sia del drago sia dell’orso che sono minacce per l’esistenza
E senza dubbio nonostante tutto il fuoco incrociato, i giocatori di tutta l’Europa non sono poi molto impressionati da un impero dell’aquila armata fio ai denti.
Specialmente dopo che la cresta dell’aquila fu molto danneggiata dall’insuccesso nella caccia in
Le portaerei dell’aquila che pattugliano la parte orientale del Mare Nostrum non stanno proprio impaurendo l’orso, i Persiani e i Siriani.

James Audubon e il suo diario, pubblicato nel 1899 e reso di Dominio Pubblico. (Wikimedia Commons)

 Un “nuovo inizio ” tra l’aquila e l’orso è stato sempre un mito.
C’è voluto un po’ di tempo e molte difficoltà finanziarie, perché l’orso si rendesse conto che non ci sarebbe stato nessun nuovo inizio, mentre il drago vide solo un nuovo inizio verso un confronto aperto.
Dopo essersi rafforzato, in modo lento ma sicuro come la potenza militare più avanzata del pianeta, con conoscenze ipersoniche l’orso è arrivato a una conclusione sorprendente:
Non ci interessa ciò che dice o faccia l’aquila…

Sotto il vulcano infuriato

Intanto il drago ha continuato a espandersi inesorabilmente, in tutte le latitudini asiatiche, sia in Africa, sia in America Latina e anche nelle praterie infestate dalla disoccupazione dei ciechi colpiti dall’austerità che hanno diretto i ciechi.
Il drago è fermamente sicuro che se è messo alle strette da dover ricorrere a una opzione nucleare, ha il potere di far esplodere l’incredibile deficit dell’aquila, di degradare il suo rating e causare devastazioni nel sistema finanziario globale.
Non ci deve sembrare strano che l’aquila, sotto una nuvola paranoica di dissonanza cognitiva che l’avvolge da tempo, che alimenta propaganda 24/7 ai suoi sudditi e schiavi nani, continua a espellere lava come un vulcano furioso,

Fa molto male ammettere che il centro politico/economico di un nuovo mondo multipolare sara l’Asia… in realtà l’Eurasia.

Man mano che l’aquila diveniva sempre più minacciosa, l’orso e il drago si avvicinavano in una associazione strategica.

Adesso, sia l’orso sia il drago hanno troppi vincoli strategici in tutto il pianeta perché siano intimiditi dal massivo Impero di Basi (militari) dell’aquila o da quelle coalizioni periodiche “a volontà” (un tantino reticente)… 

Friedrich Johann Justin Bertuch, La creaturaa mitica del drago, 1806. (Wikimedia Commons)

In coincidenza con l’integrazione totale e in avanzata dell’Eurasia, di cui le Nuove Vie della seta sono il simbolo grafico, la furia scatenata dell’aquila, non ha niente da offrire eccezion fatta di una ripetetizione di una guerra contro l’Islam con il ritiro armato di ambedue, l’orso e il drago.
Poi c’è la Persia (Iran) quei maestri di scacchi.
L’aquila ha sparato a zero sugli Iraniani fin da quando non ebbero più il proconsole dell’aquila, lo Sha, nel 1979 e questo dopo che l’aquila e la perfida Albione già avevano schiacciato la democrazia per collocare lo Sha al potere nel 1953 che fece sì che Saddam sembrasse un Gandhi.
L’aquila vuole recuperare tutto quel petrolio e gas naturale per non parlare di un nuovo Sha come nuovo gendarme del Golfo Persico.
La diffferenza sta nel fatto che adesso l’orso e il drago stanno dicendo ‘in Nessun Modo’
Che farà l’aquila?
Istituire una falsa ideologia per terminare con tutte le altre?
Questo è il punto in cui ci troviamo adesso.
E ancora una volta arriviamo al finale, anche se non è la fine. Tuttavia non c’è morale per questa favola rivisitata. Continuiamo a sopportare le onde e le frecciate di una sorte indegna.
La nostra unica e sottile speranza è che un gruppo di uomini vuoti ossessionati dal ‘Secondo Arrivo‘ non trasformi la Guerra Fredda Versione 2.0 in un Armagedon
di Pepe Escobar, un veterano periodista brasiliano, è in genere il corrispondente per Asia Times, con sede in Hong Kong. Il suo ultimo libro è ” 2030 “
 
dal Sito Web ConsortiumNews 
traduzione di Nicoletta Marino 
 
 

La teta y la Luna

 

Gruppo Bilderberg 2019: Lilli Gruber, Matteo Renzi e Stefano Feltri tra gli ospiti… 

 Marcello Pamio

Ogni anno, tra maggio e giugno, il Gruppo Bilderberg si riunisce in qualche prestigiosissimo albergo europeo per decidere le sorti del globo, dal punto di vista economico, finanziario e politico.

Il «Bilderberg Group» è una conferenza “non ufficiale” che prevede circa 130 invitati, tra personalità influenti e potenti dell’economia, media, politica, tecnologia, banchieri, intelligence, Segretari di stato, primi ministri, ecc. Tutti in forma privata, dicono. 

Il nome deriva dal loro primo incontro che risale al 1954, avvenuto nell’Hotel de Bilderberg in Oosterbeek nei Paesi Bassi. 

Si tratta di una creatura della Guerra Fredda, o per meglio dire, del RIIA britannico, del Royal Institute of International Affaire, un istituto nato il 30 maggio 1919 a Londra, come capitolo locale della Round Table fondata invece con proiezioni transnazionali. 

Il RIAA è noto anche come Chatam House, con sede al numero 10 di St. James Square a Londra, nel 1979 contava su un Consiglio di 33 persone alla guida di circa 3000 membri. 

L’idea della nascita del Gruppo Bilderberg venne a Joseph Retinger, che al tempo si occupava della crescita dell’anti-americanismo in Europa Occidentale. Personaggio chiave della politica mondiale per quasi mezzo secolo, Retinger manteneva strette relazioni con il Colonnello House, con la potentissima famiglia ebraica Warburg, con i banchieri internazionali Lehman, Baruch. Era anche membro della Pilgrim’s Society e del CFR statunitense (il corrispondente del RIIA negli Stati Uniti, detto anche «governo ombra»). 

L’influenza di Joseph Retinger sui circoli mondialisti era tale da meritarsi il soprannome di «His Grey Eminence», Sua Eminenza Grigia! 

Lo scopo iniziale del Bilderberg era quello di rinforzare l’unità dei Paesi Occidentali contro la «minaccia comunista», ma poi con il collasso del Patto di Varsavia, il gruppo, con a capo l’America, si è concentrato sul rafforzamento e sviluppo della globalizzazione. 

Dall’11 settembre 2001, a seguito degli attacchi su New York, è diventato di primaria importanza lo «scontro tra civiltà» o «scontro di religioni». 

Quest’anno la nazione scelta è la Svizzera, per la precisione all’Hotel Montreux Palace di Vaud, a Montreux una cittadina affacciata sul lago di Ginevra, e il periodo va dal 30 maggio al 2 giugno. 

Non poteva mancare ovviamente Lilli Gruber, la «rossa col gomito appoggiato» (come la definiva Giorgio Gaber) ospite fisso da molto tempo, ma la grandissima novità è che tra gli invitati c’è Matteo Renzi! 

Avete letto bene, il Mr. Bean della politica italiana è stato invitato alla riunione, e questo fa ben sperare, perché se sono arrivati a invitare nullità politiche simili, allora il Gruppo è spacciato e ha i giorni contati! 

Gli argomenti chiave della discussione saranno i seguenti:

  1. Un ordine strategico stabile
  2. Cosa dopo l’Europa?
  3. Cambiamenti climatici e sostenibilità
  4. Cina
  5. Russia
  6. Il futuro del capitalismo
  7. Brexit
  8. L’etica dell’intelligenza artificiale
  9. La militarizzazione dei social media
  10. L’importanza dello spazio
  11. Cyber terrorismo

Sotto l’elenco completo di tutti i partecipanti, ma in sintesi, come ogni anno i media non mancano mai, e infatti tra gli invitati figurano personaggi del «Financial Times», «The New York Times», «The Washington Post», «Bloomberg», «The Economist», «L’Echo». Per l’Italia Stefano Feltri, vice-caporedattore de «Il Fatto Quotidiano»…

Tra i pezzi da novanta il Segretario Generale della NATO, il CEO della Microsoft, il vice direttore della Roche, il CEO della Goldman Sachs e di altre banche e assicurazioni, il presidente del World Economic Forum, il governatore della Banca d’Inghilterra e addirittura il consulente capo del Presidente degli Stati Uniti d’America!

Il tutto questo, riuscite ad immaginare Matteo Renzi che tra i corridoi dell’albergo cerca di far ridere il decrepito Henry Kissinger mentre lo spinge sulla sua sedia a rotelle? Oppure mentre cerca di comunicare in un anglotoscano da film comico, con il direttore della Sicurezza Nazionale americano?
Queste sono le cose che rendono stupenda la vita….
 

Elenco completo dei partecipanti al meeting: 

IL COLLEGIO

Castries, Henri de (FRA), Chairman, Steering Committee; Chairman, Institut Montaigne

Kravis, Marie-Josée (USA), President, American Friends of Bilderberg Inc.; Senior Fellow, Hudson Institute
Halberstadt, Victor (NLD), Chairman Foundation Bilderberg Meetings; Professor of Economics, Leiden University
Achleitner, Paul M. (DEU), Treasurer Foundation Bilderberg Meetings; Chairman Supervisory Board, Deutsche Bank AG
 

I PARTICIPANTI 

Abrams, Stacey (USA), Founder and Chair, Fair Fight

Adonis, Andrew (GBR), Member, House of Lords
Albers, Isabel (BEL), Editorial Director, De Tijd / L’Echo
Altman, Roger C. (USA), Founder and Senior Chairman, Evercore
Arbour, Louise (CAN), Senior Counsel, Borden Ladner Gervais LLP
Arrimadas, Inés (ESP), Party Leader, Ciudadanos
Azoulay, Audrey (INT), Director-General, UNESCO
Baker, James H. (USA), Director, Office of Net Assessment, Office of the Secretary of Defense
Balta, Evren (TUR), Associate Professor of Political Science, Özyegin University
Barbizet, Patricia (FRA), Chairwoman and CEO, Temaris & Associés
Barbot, Estela (PRT), Member of the Board and Audit Committee, REN (Redes Energéticas Nacionais)
Barroso, José Manuel (PRT), Chairman, Goldman Sachs International; Former President, European Commission
Barton, Dominic (CAN), Senior Partner and former Global Managing Partner, McKinsey & Company
Beaune, Clément (FRA), Adviser Europe and G20, Office of the President of the Republic of France
Boos, Hans-Christian (DEU), CEO and Founder, Arago GmbH
Bostrom, Nick (UK), Director, Future of Humanity Institute, Oxford University
Botín, Ana P. (ESP), Group Executive Chair, Banco Santander
Brandtzæg, Svein Richard (NOR), Chairman, Norwegian University of Science and Technology
Brende, Børge (NOR), President, World Economic Forum
Buberl, Thomas (FRA), CEO, AXA
Buitenweg, Kathalijne (NLD), MP, Green Party
Caine, Patrice (FRA), Chairman and CEO, Thales Group
Carney, Mark J. (GBR), Governor, Bank of England
Casado, Pablo (ESP), President, Partido Popular
Ceviköz, Ahmet Ünal (TUR), MP, Republican People’s Party (CHP)
Champagne, François Philippe (CAN), Minister of Infrastructure and Communities
Cohen, Jared (USA), Founder and CEO, Jigsaw, Alphabet Inc.
Croiset van Uchelen, Arnold (NLD), Partner, Allen & Overy LLP
Daniels, Matthew (USA), New space and technology projects, Office of the Secretary of Defense
Davignon, Etienne (BEL), Minister of State
Demiralp, Selva (TUR), Professor of Economics, Koç University
Donohoe, Paschal (IRL), Minister for Finance, Public Expenditure and Reform
Döpfner, Mathias (DEU), Chairman and CEO, Axel Springer SE
Ellis, James O. (USA), Chairman, Users’ Advisory Group, National Space Council
Feltri, Stefano (ITA), Deputy Editor-in-Chief, Il Fatto Quotidiano
Ferguson, Niall (USA), Milbank Family Senior Fellow, Hoover Institution, Stanford University
Findsen, Lars (DNK), Director, Danish Defence Intelligence Service
Fleming, Jeremy (GBR), Director, British Government Communications Headquarters
Garton Ash, Timothy (GBR), Professor of European Studies, Oxford University
Gnodde, Richard J. (IRL), CEO, Goldman Sachs International
Godement, François (FRA), Senior Adviser for Asia, Institut Montaigne
Grant, Adam M. (USA), Saul P. Steinberg Professor of Management, The Wharton School, University of Pennsylvania
Gruber, Lilli (ITA), Editor-in-Chief and Anchor “Otto e mezzo”, La7 TV
Hanappi-Egger, Edeltraud (AUT), Rector, Vienna University of Economics and Business
Hedegaard, Connie (DNK), Chair, KR Foundation; Former European Commissioner
Henry, Mary Kay (USA), International President, Service Employees International Union
Hirayama, Martina (CHE), State Secretary for Education, Research and Innovation
Hobson, Mellody (USA), President, Ariel Investments LLC
Hoffman, Reid (USA), Co-Founder, LinkedIn; Partner, Greylock Partners
Hoffmann, André (CHE), Vice-Chairman, Roche Holding Ltd.
Jordan, Jr., Vernon E. (USA), Senior Managing Director, Lazard Frères & Co. LLC
Jost, Sonja (DEU), CEO, DexLeChem
Kaag, Sigrid (NLD), Minister for Foreign Trade and Development Cooperation
Karp, Alex (USA), CEO, Palantir Technologies
Kerameus, Niki K. (GRC), MP; Partner, Kerameus & Partners
Kissinger, Henry A. (USA), Chairman, Kissinger Associates Inc.
Koç, Ömer (TUR), Chairman, Koç Holding A.S.
Kotkin, Stephen (USA), Professor in History and International Affairs, Princeton University
Kramp-Karrenbauer, Annegret (DEU), Leader, CDU
Krastev, Ivan (BUL), Chairman, Centre for Liberal Strategies
Kravis, Henry R. (USA), Co-Chairman and Co-CEO, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
Kristersson, Ulf (SWE), Leader of the Moderate Party
Kudelski, André (CHE), Chairman and CEO, Kudelski Group
Kushner, Jared (USA), Senior Advisor to the President, The White House
Le Maire, Bruno (FRA), Minister of Finance
Leyen, Ursula von der (DEU), Federal Minster of Defence
Leysen, Thomas (BEL), Chairman, KBC Group and Umicore
Liikanen, Erkki (FIN), Chairman, IFRS Trustees; Helsinki Graduate School of Economics
Lund, Helge (GBR), Chairman, BP plc; Chairman, Novo Nordisk AS
Maurer, Ueli (CHE), President of the Swiss Federation and Federal Councillor of Finance
Mazur, Sara (SWE), Director, Investor AB
McArdle, Megan (USA), Columnist, The Washington Post
McCaskill, Claire (USA), Former Senator; Analyst, NBC News
Medina, Fernando (PRT), Mayor of Lisbon
Micklethwait, John (USA), Editor-in-Chief, Bloomberg LP
Minton Beddoes, Zanny (GBR), Editor-in-Chief, The Economist
Monzón, Javier (ESP), Chairman, PRISA
Mundie, Craig J. (USA), President, Mundie & Associates
Nadella, Satya (USA), CEO, Microsoft
Netherlands, His Majesty the King of the (NLD)
Nora, Dominique (FRA), Managing Editor, L’Obs
O’Leary, Michael (IRL), CEO, Ryanair D.A.C.
Pagoulatos, George (GRC), Vice-President of ELIAMEP, Professor; Athens University of Economics
Papalexopoulos, Dimitri (GRC), CEO, TITAN Cement Company S.A.
Petraeus, David H. (USA), Chairman, KKR Global Institute
Pienkowska, Jolanta (POL), Anchor woman, journalist
Pottinger, Matthew (USA), Senior Director, National Security Council
Pouyanné, Patrick (FRA), Chairman and CEO, Total S.A.
Ratas, Jüri (EST), Prime Minister
Renzi, Matteo (ITA), Former Prime Minister; Senator, Senate of the Italian Republic
Rockström, Johan (SWE), Director, Potsdam Institute for Climate Impact Research
Rubin, Robert E. (USA), Co-Chairman Emeritus, Council on Foreign Relations; Former Treasury Secretary
Rutte, Mark (NLD), Prime Minister
Sabia, Michael (CAN), President and CEO, Caisse de dépôt et placement du Québec
Sanger, David E. (USA), National Security Correspondent, The New York Times
Sarts, Janis (INT), Director, NATO StratCom Centre of Excellence
Sawers, John (GBR), Executive Chairman, Newbridge Advisory
Schadlow, Nadia (USA), Senior Fellow, Hudson Institute
Schmidt, Eric E. (USA), Technical Advisor, Alphabet Inc.
Scholten, Rudolf (AUT), President, Bruno Kreisky Forum for International Dialogue
Seres, Silvija (NOR), Independent Investor
Shafik, Minouche (GBR), Director, The London School of Economics and Political Science
Sikorski, Radoslaw (POL), MP, European Parliament
Singer, Peter Warren (USA), Strategist, New America
Sitti, Metin (TUR), Professor, Koç University; Director, Max Planck Institute for Intelligent Systems
Snyder, Timothy (USA), Richard C. Levin Professor of History, Yale University
Solhjell, Bård Vegar (NOR), CEO, WWF – Norway
Stoltenberg, Jens (INT), Secretary General, NATO
Suleyman, Mustafa (GBR), Co-Founder, Deepmind
Supino, Pietro (CHE), Publisher and Chairman, Tamedia Group
Teuteberg, Linda (DEU), General Secretary, Free Democratic Party
Thiam, Tidjane (CHE), CEO, Credit Suisse Group AG
Thiel, Peter (USA), President, Thiel Capital
Trzaskowski, Rafal (POL), Mayor of Warsaw
Tucker, Mark (GBR), Group Chairman, HSBC Holding plc
Tugendhat, Tom (GBR), MP, Conservative Party
Turpin, Matthew (USA), Director for China, National Security Council
Uhl, Jessica (NLD), CFO and Executive Director, Royal Dutch Shell plc
Vestergaard Knudsen, Ulrik (DNK), Deputy Secretary-General, OECD
Walker, Darren (USA), President, Ford Foundation
Wallenberg, Marcus (SWE), Chairman, Skandinaviska Enskilda Banken AB
Wolf, Martin H. (GBR), Chief Economics Commentator, Financial Times
Zeiler, Gerhard (AUT), Chief Revenue Officer, WarnerMedia
Zetsche, Dieter (DEU), Former Chairman, Daimler AG
 

Fonte: https://disinformazione.it/  

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La Corporazione di Londra Massoni e Banchieri

 

di Fiona lascaux 

20 Marzo 2019 

ricevuto via e-mail 

traduzione di Claudiordali  

Versione originale in inglese
KYC/AML equivale a NWO/WTF 

“Conosci il Tuo Cliente/Antiriciclaggio” equivale a “Nuovo Ordine Mondiale / Ma Che C***” 

Il KYC/AML regola il flusso di capitale in modo analogo a un rubinetto che limita il flusso d’acqua in una certa direzione ed è stato l’argomento principale dell’ultimo incontro del G-20. 

Tutti i paesi sembravano essere perfettamente d’accordo senza obiezioni riguardo ai nuovi regolamenti, anche se alcune analisi logiche approfondite hanno rivelato come possano essere d’accordo popoli di origini e culture molto diverse, quando persino i singoli stati degli USA non sono d’accordo sul fatto che le criptovalute siano davvero dei soldi. 

Le persone che hanno annunciato questi regolamenti provengono dal FATF, ovvero la Financial Action Task Force, che come suggerisce il nome sono i poliziotti che fanno rispettare queste regole finanziarie e che, ovviamente, prendono gli ordini da chi organizza e promuove la farsa del G-20 

Poiché questo spettacolo avvantaggia maggiormente i paesi più ricchi fomentando una gerarchia di potere basata sulla quantità di capitale, è ragionevole dedurre che l’Inghilterra sia il paese in cui sono state inventate queste norme, in quanto è la capitale bancaria del mondo intero. 

Più precisamente si tratta della Corporazione di Londra, uno stato nello stato in cui anche sua maestà la regina deve chiedere il permesso per entrare. 

Questo posto ospita la più grande concentrazione di banchieri e massoni 

La farsa KYC/AML (Conosci il tuo cliente/Antiriciclaggio) sta limitando il numero di arterie dell’ecosistema della criptovaluta, con lo scopo di sopprimerne il futuro.

Si è già parlato di danni, ma forse non siamo realmente consapevoli delle profonde implicazioni che potrà avere, non solo per la cripto-economia, ma anche per l’evoluzione della specie umana.

Che dire se la finestra delle opportunità per creare il sistema che vogliamo e di cui abbiamo bisogno, svanisse prima che questa nuova tecnologia raggiunga la piena maturità a causa degli intralci artificiali che rallentano la sua crescita naturale?

Sarebbe certamente una perdita, non solo nella prospettiva del genere umano ma anche in quella del pianeta e delle sue specie, poiché nulla cambierà davvero e gli esseri umani continueranno a venire programmati per estrarre egoisticamente risorse a qualunque costo, proprio come fanno i vampiri della moneta fiat.

L’umanità vive su questo globo da moltissimo tempo e il suo progresso è stato circolare, non lineare. Dall’ascia di pietra alle blockchain, è nato tutto dalla creatività e dall’ingegno umano.

Ogni nuova tecnologia ha effetti profondi sull’uomo, in quanto riorganizza la struttura della società.

Col passare del tempo, la tecnologia si è sviluppata e divisa in due categorie principali, 

  • la creazione dell’abbondanza 
  • la fabbricazione della scarsità 

Non c’è dubbio che questi bankster stiano usando i mezzi sbagliati per derubare l’umanità del suo sangue, continuando a stampare sempre più moneta e dando valore ai loro pezzi di carta attraverso il debito stesso: in altre parole le portano via il futuro.

L’umanità si trova a un crocevia. Quale sia la strada che intraprenderà è tutta una questione di palle e fede, non è più una questione di handicap tecnologici, in quanto i mezzi ci sono già. Ora si tratta solo di disobbedire, poiché rispettare questi regolamenti significa baciare la mano a questi succhiasangue.

Stavolta l’asino andrà nella direzione voluta dalla scimmia che lo cavalca, o continuerà a trottare ostinatamente verso il futuro che vede davanti a sé? 

La disobbedienza ci sta davvero mettendo le redini nelle nostre mani, perché dobbiamo capire sul serio che a cavalcarci c’è molto di più di una semplice scimmia.

La storia ha dimostrato che questi stregoni parassiti non hanno scrupoli e, a parte il KYC/AML, proveranno di tutto per smorzare la nostra forza di volontà, compreso quello di cui forse non siamo a conoscenza. 

Tuttavia, possiamo riconoscere le loro operazioni in quanto sono quelle che causano distrazioni , perdita di sperma e dissonanza cognitiva. 

 

a New Carrollton, Maryland 

Fonte 

Video

Guardate i primi venti minuti di questo documentario: 

La Ragnatela – Il Secondo Impero Britannico

Alla fine dell’impero, gli interessi finanziari della City di Londra crearono una fitta trama di giurisdizioni segrete che catturarono la ricchezza di tutto il mondo e la nascosero in una rete di isole offshore.

Ad oggi, la metà della ricchezza globale offshore è nascosta nelle giurisdizioni britanniche; la Gran Bretagna e le sue dipendenze sono i principali protagonisti globali nel mondo della finanza internazionale.

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Scielti per Voi, buon fine settimana

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La piccola Greta e i grandi gretini dell’ambientalismo malthusiano 

Di Marceello Pamio

Da settimane i media mainstream hanno acceso e puntato i riflettori su una sconosciuta ragazzina svedese, spuntata letteralmente dal nulla.

Nessuno l’aveva mai vista. Di punto in bianco….puff….esce dal cilindro, viene invitata a parlare al vertice sul clima delle Nazioni Unite e poi al Forum di Davos, oggi addirittura è stata candidata al Premio Nobel.

Tutte cose normali per una qualsiasi ragazza di 16 anni, vero?

Ma i suoi discorsi hanno emozionato e toccato le corde profonde dell’anima, appassionando gli ambientalisti di tutto il mondo, così è stata presa come modello da stimare ed emulare.

Se non bastasse per capire il quadro, persino Sergio Mattarella l’ha elogiata, e il diversamente-sobrio Jean-Claude Junker le ha fatto il baciamano.

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Da agosto 2018, ogni venerdì mattina, invece di andare a scuola Greta si piazza davanti al Parlamento svedese con il cartello “Sciopero scolastico per il clima”, e in pochissimo tempo è diventata la più giovane ambientalista europea e promotrice delle marce degli studenti per il clima.

Il suo motto è: «non mi fermerò. Non fino a quando le emissioni di gas serra non saranno scese sotto il livello di allarme».

La realtà è che Greta Thunberg è stata fatta diventare un simbolo.

Da una parte sicuramente c’è lo sfruttamento in una «campagna di pubbliche relazioni» in vista dell’uscita del nuovo libro della madre, la cantante d’opera svedese Malena Ernman

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che sta strumentalizzando la povera figlia affetta dalla Sindrome di Asperger. Conosciamo anche il nome dello stratega della campagna di PR, Pubbliche Relazioni, Ingmar Rentzhog, un esperto di marketing e pubblicità. Dall’altra però Greta fa comodo anche al Sistema…

Quello che Greta non dice…

La giovane svedese è portatrice sana di cose ovvie e assolutamente scontate.
Il punto non è quello che Greta dice, ma quello che non dice!

Non è un po’ strano che nonostante attacchi i Poteri Forti, venga appoggiata dagli stessi, cioè dai circoli malthusiano-globalisti, e dalla dittatura europea? Gli stessi circoli che vogliono austerità, deflazioni, disoccupazioni di massa, depopolazione e gli stessi che stanno creando il problema climatico!

Global Warming

L’immensa grancassa di Poteri Forti sta tambureggiano l’allarme del Riscaldamento Globale, attribuendone la causa SOLO alla produzione industriale e ai consumi umani!

Il Global Warming è un fatto accertato e la causa dell’effetto serra è il cancro chiamato uomo, per cui la “soluzione” è quella di aderire immediatamente ai vari Protocollo di Kyoto ecc. che impongono la riduzione delle emissioni industriali, costi quel che costi.

Nessuno sta negando l’ovvietà: basta aprire la finestra per capirlo.

Il pianeta sta certamente vivendo un periodo di riscaldamento globale, e il nostro stile di vita, improntato esclusivamente al consumismo sfrenato, è follia allo stato puro! Questi sono dati oggettivi e inoppugnabili, ma quello che si vuole sottolineare è che il Global Warming (non è solo causa dell’uomo) è usato dall’élite dominante come un Cavallo di Troia per scopi tutt’altro che ambientalistici o naturalistici: fomentare e instaurare il terrore nella popolazione (paura di allagamenti, nubifragi, tornado, uragani, ecc.), far passare leggi sempre più repressive, spingere l’acceleratore della riduzione della popolazione, impedire a paesi emergenti di uscire dal loro baratro, ecc.

La storia docet

Anche perché a proposito di riscaldamento, va detto che nel 1719 una canicola eccezionale, che sarà difficile attribuire all’industria umana, fece morire non i 15.000 anziani francesi deceduti nel 2013, ma oltre 450.000 persone. I sudditi del Re Luigi XV erano allora solo 22 milioni.

Per lo più i morti erano bambini colpiti da diarrea perché le falde, prosciugate per metà, erano infette. Altre dissenterie canicolari si produssero nel 1706 e nel 1747 e ciascuna fece oltre 200.000 morti.

Quindi prima della grande industrializzazione, prima che le attività dell’uomo liberassero anidride carbonica nell’aria, vi sono stati periodi molto più caldi dell’attuale. Come la mettiamo?

Sono banali esempi, che insegnano come la storia dell’umanità sia costellata da periodi caldissimi (e periodi freddissimi) indipendentemente dall’uomo.

Cambiamento climatico o guerra climatica?

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È l’inventore anche del buco dell’ozono, provocato a suo dire dal gas CFC, il cui brevetto della Dupont scadeva casualmente quando si scoprì il buco…

Lovelock è profondamente inserito nelle centrali di potere che protraggono l’impero britannico, anche perché egli è un uomo del liberismo secondo Adam Smith e seguace di progetti di riduzione della popolazione secondo Malthus*.

Quello che Lovelock adombra è il progetto di un governo autoritario mondiale con la scusa del controllo del riscaldamento globale.

Oggi ha 99 anni ed è ancora membro del The Optimum Population Trust, un think tank che promuove la riduzione della popolazione umana nel mondo, e della Royal Society of Edinburgh, società filosofica che promuove le azioni adatte ridurre dell’80% le emissioni di gas di carbonio.

Infine ha lavorato a stretto contatto con l’americano John Holdren, il fisico aeronautico diventato un fondamentalista della denatalità (consigliere del presidente Obama).

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Holdren già nel 2009 proponeva di spargere milioni di tonnellate di particolato nell’alta atmosfera onde formare una nube capace di respingere i raggi solari…

Ricordo che l’ambientalismo catastrofico, l’effetto serra e il buco dell’ozono sono mossi da interessi costituiti potenti e dalle ideologie della crescita zero, teleguidati dalle Fondazioni Rockefeller.  

«Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, giungemmo all’idea che l’inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, mancanza d’acqua, la carestia e cose del genere fossero adatte»
Così riporta una pubblicazione del Club di Roma**.
Il controllo del clima è una priorità per il Sistema.

Ecco cos’è riportato in un documento sugli armamenti futuribili della Us Air Force dal titolo Air Force 2025: «la modificazione del clima offre nel quadro bellico un ampio ventaglio di opzioni per sconfiggere o coercire un avversario. Negli Stati Uniti la modifica del tempo atmosferico diverrà parte della sicurezza nazionale con applicazione all’interno e all’estero».

Controllare il clima rientra nella guerra militare, e quindi per gli Stati Uniti d’America una priorità per la sicurezza nazionale.

Geo-ingegneria climatica

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Quali sono le cose che Greta e tutti gli ambientalisti malthusiani non denunciano nel cambiamento climatico che stiamo vivendo? Nessuno di loro ha il coraggio di tirare in ballo le scie chimiche (chemtrails) e le ingerenze dei potenti campi elettromagnetici usati nei vari programmi militari come HAARP. Irrorare quotidianamente, spruzzando sostanze tossine e metalli pesanti nei cieli non ha ripercussioni nel clima globale?

Riscaldare la ionosfera (progetto HAARP) con quantità abnormi di energia non ha ripercussioni nel clima globale?

Come mai nessuno denuncia la guerra climatica in atto? Non lo sanno, non sono coscienti, oppure fanno parte del giochetto?

Queste sono le cose da denunciare al mondo, da gridare in faccia ai potenti della Terra, non le fregnacce messe in circolazione dal Sistema stesso.
Per questo motivo Greta è diventata la paladina ambientale, l’eroina dei più deboli e indifesi, ma anche dei potenti della Terra…

*Thomas Malthus

Il reverendo Thomas Robert Malthus oltre due secoli fa elaborò una teoria che pone in relazione la crescita della popolazione con lo sviluppo economico.
Il pastore anglicano, oltre ad essere economista e demografo britannico, sosteneva che la tendenza della popolazione di un paese è di crescere a tasso geometrico (1-2-4-16-32), mentre l’offerta di cibo segue un tasso aritmetico (1-3-5-7-11).

Quindi per evitare bassi livelli di vita o di assoluta povertà la strategia è di limitare il numero delle nascite!

Malthus, al soldo della Compagnia delle Indie Orientali, si mise a capo dell’ideologia del limite delle risorse a fronte della crescita demografica.

Successivamente la sua visione è stata fonte di ispirazione di moltissimi personaggi della politica, economia e finanza. Per esempio negli anni Trenta, la politica del genocidio che sottende l’ideologia dei «limiti delle risorse», fu riformulata nel corso di un incontro tra Adolf Hitler e Lord Lothian (Philip Kerr) il capo della Tavola Rotonda, la formazione più direttamente impegnata a sostenere la scalata al potere di Adolf Hitler in Germania. Il resto è storia…

** Il Club di Roma fu fondato durante alcuni incontri tenutisi a Villa Serbelloni, proprietà della Fondazione Rockefeller a Bellagio, sul Lago di Como.

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Con il libro: «I limiti dello sviluppo» il Club propose nel 1972 le sue strampalate teorie ambientali che sollevarono una tempesta. Purtroppo il testo e le successive edizioni esercitarono una notevole influenza sul nascente movimento ambientalista italiano…

Il vero scopo del Club di Roma era – ed è – quello di organizzare la propaganda sulla crisi ambientale e sfruttare quest’ultima per giustificare la centralizzazione del potere, la soppressione dello sviluppo industriale sia in Occidente che nel Terzo Mondo ed il controllo della popolazione mediante l’eugenetica.

Fonte: https://disinformazione.it/

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CLIMA, METEO, INQUINAMENTO

Forse è bene dare una ripassata ad alcuni termini.

Non userò definizioni che solo io riesco a trovare…. ma riporterò testualmente ciò che viene scritto su Wikipedia: (ndr articolo interessante da leggere) Leggi QUI l’intero articolo

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Urgente è cambiare il modello economico. La salvaguardia del pianeta verrà poi da sè.

di Davide Gionco

Chissà perché nel giro di pochi giorni tutti i giornali e i telegiornali, e di consenguenza anche la gente sui social media (che dai primi dipendono) hanno iniziato a parlare di ambiente.

La cosa è molto sospetta. La prima cosa che viene da chiedermi è quali siano dei poteri forti del mondo, senza il permesso dei quali giornali e tv non si occupano mai di un certo argomento.

L’attuale presidente della RAI Marcello Foa ci ha spiegato bene i meccanismi che portano alla diffusione simultanea di notizie sui mass-media mainstream. L’articolo continua QUI

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Il Giudizio Universale di Greta. Siamo tornati al Medioevo

di Gianmarco Landi

La Globalizzazione sta assumendo contorni di idiozia inquietanti, ed è assolutamente agghiacciante il clamore giornalistico al servizio di una colossale bugia planetaria propalata oggi da un’eroina dei media, una ragazzina di 16 anni. Greta, purtroppo, è affetta da sindrome di Asperger e me ne duole, ma il punto non è questo; è che una ragazzetta incompetente, portata alla ribalta dal mainstream, che ha costruito il personaggio, non può certo indirizzare l’Umanità, quando invece pare che così debba essere! Tutti gli ambientalisti, i radical chic, i liberal glamour e i sinistroidi del Mondo, con Greta hanno trovato la loro giusta dimensione perché, proprio come lei, credono acriticamente ad un allarmismo apocalittico di antico richiamo all’umanità peccaminosa tardo medievale. L’articolo continua QUI 

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Il riscaldamento globale è un “imbroglio e truffa” gestito da scienziati corrotti, avverte il co-fondatore di Greenpeace

(NaturaleNews)

Sebbene l’organizzazione oggi sia tra le più schiette quando si tratta di scatenare l’isteria di massa sul “riscaldamento globale” e sul “cambiamento climatico”, la sua homepage ha attualmente un pop-up che esorta i visitatori a firmare una petizione per “Dillo al Congresso” spingere per un New Deal verde”- Greenpeace non è stato sempre un sostenitore spudorato della scienza spazzatura.

Infatti, il co-fondatore di Greenpeace Canada, Patrick Moore, ha recentemente versato i fagioli durante un’intervista su Breitbart News Tonight di SiriusXM, spiegando che non solo il riscaldamento globale è completamente falso , ma che viene utilizzato anche dagli ingegneri sociali di tutto il mondo – incluso Greenpeace – per spaventare il pubblico nel rinunciare ai propri diritti e alle proprie libertà. L’articolo continua QUI in lingua inglese

 

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Il Culto della Morte e il Pre-Crime

  

Culto della morte I democratici dicono che uccidere i neonati il ​​giorno in cui sono nati fa bene all’economia, quindi cosa c’è dopo, sterminaniamo gli anziani?

(Naturale News)

È ormai legale a New York uccidere un neonato perfettamente sano dopo essere uscito dall’utero della madre, il giorno della nascita, se la mamma e il dottore sono d’accordo che la mamma non lo vuole. Gli aborigeni usano metodi malati e contorti per uccidere anche questi giovani umani, tra cui forzare gli strumenti nelle zone morbide della testa, torcere la testa dal collo o tagliare le corde spinali con le forbici.

I bambini sopravvissuti all’aborto non sono così rari come si potrebbe pensare. Migliaia di bambini sono sopravvissuti all’aborto nei quattro decenni da quando è stato legalizzato a livello nazionale. In termini prudenti, almeno 1.200 bambini sopravvivono all’aborto ogni anno negli Stati Uniti da soli. Ora, i Death Cult Democrats (DDC) hanno appena votato per lasciare che questi stessi sopravvissuti all’aborto soffochino a morte di fronte alla madre, se lo desidera, dal momento che nessuna copertura medica può essere utilizzata per salvarlo. Per la DDC, questo è un invito alla celebrazione di massa. Prendi i coriandoli e lo champagne e brinda all’infanticidio.

Il numero di nati vivi dopo l’aborto è in realtà molto più alto di 1.200 all’anno, poiché la segnalazione di questo crimine efferato è volontaria. La maggior parte dei bambini nati vivi dopo i falliti tentativi di aborto sono lasciati a morire.

Quindi, se il DDC trova questo non solo accettabile, ma qualcosa che vale la pena celebrare, come hanno fatto quando hanno firmato il disegno di legge a New York, e allora qual è il prossimo? Sicuramente questa è solo la punta dell’iceberg per il controllo della popolazione a partire dal 2019. AOC (Alexandria Ocasio-Cortez) ha già dichiarato che tutti dovrebbero pensarci due volte (suggerimento) prima di avere figli, a partire da ora (tutto basato sulla scia del riscaldamento globale con la minaccia che tutto il mondo eploda in 12 anni).

Forse il DDC estenderà la regola dell’aborto-fallito-omicidio a una settimana dopo la nascita, o anche un mese o un anno. Perchè no? Forse la madre ha bisogno di un po’ di più per pensare se possa o meno, voglia o meno allevare quel bambino. Perché non torcere la testa al loro primo compleanno, dal momento che, secondo la DDC, i neonati non hanno anime o sentono dolore comunque?

E che dire degli anziani? Adolf Hitler voleva sterminare chiunque fosse un “fardello finanziario” o “economico” per la società. Il DDC passerà una legge per uccidere la nonna e il nonno per gli stessi motivi per cui hanno creato e approvato il disegno di legge sull’infanticidio? E che dire di neri, cristiani ed ebrei? è più che ovvio che i Democratici li odiano anche loro.

I democratici chiedono alla polizia di prelevare il campione di DNA durante gli arresti e creare un database, quindi quali sono gli arresti PRE-CRIME?

No, non stai leggendo una scena dal libro “1984” di George Orwell. Il Culto della morte democratico vuole iniziare ad arrestare le persone solo pensando a cose cattive (Dio solo sa cosa pensano di fare ogni giorno con i sostenitori di Trump). Più di 60 dipartimenti di polizia negli Stati Uniti stanno già accumulando database di DNA per rintracciare criminali (e non criminali), senza restrizioni su chi può accedervi, o per quanto tempo le informazioni sono conservate a verbale (il che significa probabilmente per sempre).

Le agenzie locali stanno elaborando le proprie regole per la catalogazione del DNA, anche per i bambini (che non vengono arrestati tra l’altro) e per le persone che non sono nemmeno arrestate. Aspetta cosa? Sì. Potresti semplicemente essere fermato per una violazione del traffico di routine o solo per il sospetto di un DUI, e voilà – i tuoi geni sono appena stati basati sui dati come un progetto. Tutto quello di cui hanno bisogno sono alcune cellule, diciamo da un tampone a bocca, e si “scucono” su file. E proprio così, sorpresa, sorpresa, sei appena stato tamponato, catalogato e preparato per un futuro arresto pre-crimine.

Gli stati e i federali in genere richiedono una condanna, un arresto o un mandato prima che il campione di DNA venga inserito nelle loro raccolte, ma non il “po-po” locale. Stanno sbagliando tutti i regolamenti. Inoltre, non è più necessario attendere che lo stato o i federali saltino per aiutare a risolvere un caso. I laboratori privati ​​stanno restituendo campioni di DNA entro un mese ai poliziotti. Chi paga per questo? La polizia usa i soldi dei beni criminali sequestrati.

Allora, qual è il prossimo? Hai mai visto la serie “Person of Interest” di Netflix o il film di successo con Tom Cruz intitolato “Minority Report?”

Prossimamente al tuo collo dei boschi: la sistematica rimozione di tutti i tuoi diritti costituzionali da parte del Democrat Death Cult

Mentre i democratici continuano a rimuovere sistematicamente i diritti costituzionali dei cittadini degli Stati Uniti, non siamo troppo lontani dalle profonde sinistra di stato che arrestano la gente per i pre-crimini. Pensaci. Stanno già chiamando per la confisca di armi di massa in tutto il paese. Abbiamo già visto il DDC far rispettare le leggi sulla confisca della “bandiera rossa” nel Maryland, la vaccinazione forzata sotto la minaccia di armi da fuoco in tutto lo stato della California e gli aborti di New York e il blocco della banconota “Born Alive“.

Le leggi della bandiera rossa permettono a chiunque, compreso il tuo vicino di casa o il tuo medico, di ipotizzare e dire che credono che potresti essere una minaccia, e la squadra swat si presenta alla tua porta alle 4 del mattino per portare via le armi legali sotto la minaccia delle armi.

Quindi, basta combinare il database medico con il nuovo database locale del DNA e scrub quello contro tutti i tuoi post sui social media, e presto il DDC arresta in massa chiunque supporti Trump o le cattive bocche dei Clinton o AOC. Ecco che arriva la gente del socialismo.

Pre-crimine sta prendendo piede velocemente. Non la penso così? Il nuovo sistema “PredPol” è già in uso dalla polizia in California, nel Maryland e in Florida. Dicono che riduce il pregiudizio umano nella polizia, ma in realtà aumenta il razzismo e il pregiudizio in generale.

Vedete, gli algoritmi PredPol (abbreviazione di predator policing) portano gli ufficiali in alcuni quartieri che hanno un alto numero di minoranze razziali, indipendentemente dal reale tasso di criminalità per quella zona. Ops. Questi sono chiamati “feedback loop” e sono piuttosto pericolosi per i diritti umani e civili.

Sintonizzati su Abortions.news per gli aggiornamenti sul DDC, Jeff “Bozo” Bezos, Bill “Vaccine Genocide” Gates, AOC e i giganti della tecnologia, tutti cercando di ridurre la popolazione dell’America di 100.000.000 di persone nei prossimi dieci anni, tutto ottenere i loro seguaci zombi morti di cervello per votare per questo.

Le fonti per questo articolo includono:  

LiveAction.org  

NaturalNews.com  

ChicagoTribune.com  

FoxNews.com  

Fonte: https://www.naturalnews.com/

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I Khazari: un popolo semi-nomade turkmeno

 

I misteriosi Khazari: un villaggio medievale dimenticato che dominava il Caucaso settentrionale e si convertì all’ebraismo  

di  dhwty  

“Il popolo Khazaro era un fenomeno insolito per il Medioevo. Circondati da tribù selvagge e nomadi, avevano tutti i vantaggi dei paesi sviluppati: la struttura del governo, un commercio vasto e prospero e un esercito permanente. Ai suoi tempi, quando un grande fanatismo e una profonda ignoranza contestavano il dominio dell’Europa occidentale, lo stato di Khazar era famoso per la sua giustizia e tolleranza. Le persone perseguitate per la loro fede provenienti da tutto il mondo accorrevano a Khazaria. Come una stella splendente brillava sul cupo orizzonte dell’Europa, e svaniva senza lasciare alcuna traccia della sua esistenza.” – Vasilii V. Grigoriev, dal suo saggio O dvoystvennosti verkhovnoy vlasti u khazarov (1835), ristampato nella sua raccolta di libri del 1876 Rossiya i Aziya  

I Khazari erano un popolo semi-nomade turkmeno che forgiò un grande impero commerciale nel Caucaso settentrionale durante il settimo secolo d.C. Nel corso dei secoli hanno esteso il loro potere includendo l’Ucraina orientale, la Crimea, la Russia meridionale, il Kazakistan occidentale e l’Uzbekistan nordoccidentale.

Moneta jázara: la famosa “Valuta di Moisés”, trovata come parte del Tesoro degli Spargimenti ed esposta al momento nel Museo di Götaland. (W.carter / CC BY SA 4.0)

Un’origine incerta

L’origine dei Khazari, arrivati ​​nella regione del Volga-Caucaso in un momento indeterminato della storia, non è chiara. È generalmente accettato che i Khazari fossero di origine turca e probabilmente migrati nella regione dall’Asia centrale. È stato anche suggerito che i Khazari avrebbero fatto parte del passato dell’Impero Hunnic del V secolo, essendo identificati come gli Akatziri menzionati dal diplomatico e storico bizantino Prisco di Panio.

Per la seconda metà del sesto secolo, i Khazari caddero sotto il dominio del khanato turco occidentale. Quando il khanato fu sciolto nella metà del secolo successivo, i Khazari fondarono il proprio Khanato, conquistando alcune delle vicine tribù bulgare, caucasiche e slave. I Khazari erano inizialmente cavalieri nomadi, anche se quando conquistarono queste tribù adottarono anche le loro pratiche agricole, diventando sedentari. Inoltre, i Khazari iniziarono a praticare il commercio, che permise loro di diventare in seguito un forte impero commerciale.  

 

Fortezza di Jázara di Sarkel (Belaya Vyezha, Russia). Fotografia aerea degli scavi effettuati da MI Artamanov negli anni ’30. (Di dominio pubblico)  

Le guerre Khazar-arabe 

Non molto tempo dopo la fondazione del proprio Khanato, i Khazari entrarono in conflitto con il Califfato Rashidun. Poco prima della sua morte, avvenuta nell’anno 644, il califfo Umar ordinò alle sue truppe di espandersi verso nord, verso il Caucaso. Fu, tuttavia, solo nel 652/3 quando fu combattuta la prima grande battaglia tra Khazari e Arabi vicino alla città di Balanjar. I Khazari riuscirono poi a respingere con successo gli invasori, e il comandante arabo, Abd ar-Rahman ibn Rabiah, incontrò la morte in battaglia. Nonostante la sconfitta, gli arabi continuarono la loro guerra contro i Khazari, e i loro attacchi continuarono a costringere i Khazari a ritirarsi nel Caucaso settentrionale. Tuttavia, le prime vittorie dei Khazari sugli Arabi contribuirono a bloccare l’espansione del Califfato verso nord verso l’Europa orientale.

I Khazari mantennero rapporti cordiali con l’altra superpotenza del momento, l’impero bizantino. Ad esempio, durante il settimo secolo, i Khazari fornirono assistenza militare all’imperatore Eraclio nella sua campagna contro i sassanidi. Inoltre, due imperatori dell’VIII secolo, Giustiniano II e Costantino V, sposarono donne khazare. E se ciò non bastasse, i Khazari proteggevano anche i bizantini dalle tribù nomadi delle steppe situate nel Caucaso settentrionale, dal momento che il loro Khanato era uno “stato cuscinetto”, bloccando le ostilità tra di loro.

I Khazari diventarono sempre più ricchi attraverso il commercio, facilitato in larga misura dalla loro posizione geografica. La rotta est-ovest collegava l’Estremo Oriente con l’Impero bizantino, proprio come la rotta nord-sud collegava le tribù slave con il Califfato. Entrambi dovevano passare attraverso le terre dei Khazari. I Khazari applicavano tasse doganali alle carovane che percorrevano queste rotte, contribuendo alla prosperità del Khanato.

 

Commercio di schiavi tra Rus e Khazar: “Il traffico di schiavi nel campo degli slavi orientali” (1913), olio di Sergej Ivanov. (Pubblico dominio)

I Khazari si convertono all’ebraismo

I Khazar scoprirono senza dubbio il cristianesimo e l’islam attraverso la loro interazione con i bizantini e gli arabi, così come i loro rapporti con i mercanti. Ma nonostante ciò, i Khazari non hanno adottato nessuna delle due religioni. Intorno all’ottavo secolo, il giudaismo cominciò a diffondersi tra i khazari, a seguito della presenza di coloni ebrei. All’inizio del IX secolo, il giudaismo fu adottato come religione ufficiale dal Khanato, che ne fece una zona neutrale tra i belligeranti cristiani bizantini e gli arabi musulmani. In ogni caso, i Khazari tollerarono altre religioni e tutte le credenze coesistettero pacificamente nel loro regno.

 

Disco circolare di metallo con una stella a sei punte nel contesto del Khazar Khanate, a volte interpretato come ebreo ma visto da altri come sciamanico o pagano. La natura circolare del disco potrebbe rappresentare il sole, con i 6 punti che sono i suoi raggi. (Pubblico dominio)

Nel decimo secolo, la Casata dei Khazari (Khazar-Khanate) iniziò a declinare. A nord ea ovest, un altro gruppo turco, i Pecheneg, stavano guadagnando forza. Inoltre, le tribù slave dell’est erano ora riunite sotto la Rus di Kiev.

Nell’anno 965, Sviatoslav I, Gran Principe di Kiev, lanciò una campagna contro i Khazari, li sconfisse e mise fine al Khazar Khanate. Curiosamente, non sembra che la lingua khazara sia sopravvissuta, e le informazioni scritte su questo villaggio sono state ottenute da fonti bizantine e arabe.

 

Sviatoslav I di Kiev (nella barca), cacciatorpediniere del Khanate Khazar. (Pubblico dominio)

Immagine di copertina: ‘Invencibles’, rappresentazione moderna di una battaglia tra Rus e Khazar. Fonte: Vladimir-Kireev / Deviant Art

Autore: Wu Mingren

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su www.ancient-origins.net ed è stato tradotto con il permesso.

Riferimenti:

Brook, KA, 2014. Un’introduzione alla storia di Khazaria. Disponibile all’indirizzo: http://www.khazaria.com/khazar-history.html

Istituto canadese di studi ucraini, 2001. Khazars. Disponibile all’indirizzo: http://www.encyclopediaofukraine.com/display.asp?linkpath=pages%5CK%5CH%5CKhazars.htm

Dugdale-Pointon, T., 2011. Khazar Khaganate. Disponibile all’indirizzo: http://www.historyofwar.org/articles/wars_khazar.html

Biblioteca virtuale ebraica, 2018. Khazar. Disponibile all’indirizzo: https://www.jewishvirtuallibrary.org/khazars

Brook, KA, 2014. Un’introduzione alla storia di Khazaria. Khazaria.com . Disponibile all’indirizzo: http://www.khazaria.com/ khazar-history.html

The Editors of Encyclopaedia Britannica, 2017. Khazar. Disponibile all’indirizzo: https://www.britannica.com/topic/Khazar

www.encyclopedia.com, 2018. Khazars. Disponibile all’indirizzo: https://www.encyclopedia.com/history/asia-and-africa/central-asian-history/khazars