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IL TRADIMENTO DELLA SCIENZA

La medicina è diventata una religione e per il mito della salute siamo disposti ad accettare ogni imposizione.

Dialogo con Giorgio Agamben

Nuda vita

Nella medicina si stanno facendo strada i concetti di personalizzazione e di predizione: grazie a nuovi strumenti diagnostici ed ai big data pretendedi predire, individualmente, il rischio di sviluppare durante la vita determinate malattie. Una volta noti tali rischi si possono indirizzare le persone verso opportuni stili di vita. In aggiunta a questi screening di predisposizione genetica, le nuove tecnologie note come “wearables” permettono il costante monitoraggio di determinati parametri vitali. Oggi sono prevalentemente usate dagli sportivi mossi dalla ricerca di un continuo miglioramento delle proprie performance ma presto potranno essere estese a tutti i cittadini. Una tale impostazione della medicina sembra dirigerci verso quello che Lei ha definito come vita ridotta a condizione biologica, “nuda vita”. Tuttavia, molti scienziati nutrono forti dubbi sulla realizzabilità – etica e tecnica – di tale scenario.Ci può condividere una riflessione su questo argomento? Inoltre, cosa pensa si debba fare per invertire la rotta?

Nella prospettiva che lei delinea, decisivo è il passaggio della soglia in cui personalizzazione, predizione e screening non si traducono semplicemente in consigli e suggerimenti di stili di vita, ma diventano un obbligo giuridico. Questa soglia oggi è stata oltrepassata e quello che in passato si presentava come un diritto alla salute, si è trasformato in un’obbligazione da adempiere a qualsiasi prezzo. La causa di mortalità più frequente nel nostro paese sono le patologie cardiovascolari ed è noto che queste potrebbero forse diminuire se si praticasse una forma di vita più sana e ci si attenesse a un’alimentazione particolare. Ma a nessun medico era mai venuto in mente che le forme di vita e di alimentazione che consigliavano ai pazienti potessero diventare oggetto di una normativa giuridica, che decretasse ex lege come si deve vivere e che cosa si deve mangiare, trasformando l’intera esistenza in un obbligo sanitario. Del resto questo era escluso dal giuramento professionale del medico, che menziona espressamente “il rispetto dei diritti civili circa l’autonomia della persona”.

È quello che è ora avvenuto per il Covid-19 e, almeno per ora: la gente ha accettato non soltanto di rinunciare alle proprie libertà costituzionali, alle relazioni sociali e alle proprie convinzioni politiche e religiose, ma ha lasciato che i propri cari morissero da soli e senza funerale. In questo senso si può dire che l’esistenza umana è stata ridotta a un dato biologico, a una nuda vita che occorre salvare a qualsiasi costo, nonostante il fatto che l’IFR, il tasso reale di mortalità della malattia sia, secondo gli studi riportati nella vostra rivista, inferiore all’1%. Quel che è avvenuto è che, attraverso un processo di medicalizzazione crescente della vita, l’unità dell’esperienza vitale di ogni individuo, che è sempre inseparabilmente insieme corporea e spirituale, si è scissa in un’entità puramente biologica da una parte e in un’esistenza sociale, culturale e affettiva dall’altra. Questa frattura è secondo ogni evidenza un’astrazione, ma un’astrazione potente, alla quale gli uomini hanno sacrificato le loro condizioni normali di vita. Ho detto che la scissione della vita è un’astrazione, ma voi sapete che la medicina moderna intorno alla metà del XX secolo ha realizzato questa astrazione attraverso i dispositivi di rianimazione, che hanno permesso di mantenere a lungo un corpo umano in stato di pura vita vegetativa. La camera di rianimazione, con i suoi meccanismi di respirazione e di circolazione sanguigna artificiali e le sue tecnologie di mantenimento della temperatura corporea, attraverso i quali un corpo umano è tenuto indefinitamente in sospeso fra la vita e la morte è una zona oscura, che non deve uscire dai suoi confini strettamente medici. Ciò che è invece avvenuto con la pandemia è che questa vita puramente vegetativa, questo corpo artificialmente sospeso fra la vita e la morte è diventato il nuovo paradigma politico, sul quale i cittadini devono regolare il loro comportamento. Il mantenimento a ogni prezzo di una nuda vita astrattamente separata da quella intellettuale e spirituale e imposta come criterio non di vita, ma di mera sopravvivenza è il dato più impressionante nella situazione che stiamo vivendo.

Verità e falsificazione

Nel 2016 “Nature” ha pubblicato i risultati di una Survey dalla quale è emerso che oltre 1.500 scienziati non erano riusciti a riprodurre i dati ottenuti da colleghi. Uno stesso problema lo aveva riscontrato nel 2011 il dott. Glenn Bagley, ai tempi direttore del dipartimento di oncologia della multinazionale Amgen, il quale prima di investire diversi milioni di euro in un progetto di ricerca per un nuovo farmaco, aveva deciso di replicare i 53 esperimenti a partire dai quali si basava la loro strategia di sviluppo di un nuovo farmaco: riuscì a replicarne solo l’11%.Paradossalmente mai come oggi la scienza sta affrontando una profonda crisi di credibilità in quanto ad affidabilità dei dati che produce e a veridicità delle affermazioni. Nonostante ciò, sembra quasi impossibile far emergere sia a livello di opinione pubblica, sia a livello di opinioni accademiche, ipotesi e risultati diversi da quelli che vengono universalmente riconosciuti come “verità scientifiche”. Verità sulla base delle quali spesso vengono anche prese decisioni politiche ed economiche. Lei ha recentemente pubblicato un intervento dal titolo “Sul vero e sul falso”. Ci aiuta ad indagare meglio questo tema?

Qui si può toccare con mano che il problema della verità non è un astratto problema filosofico, ma qualcosa di estremamente concreto, che determina in maniera consistente la vita degli esseri umani. Per quel che concerne la verità scientifica, già Thomas Kuhn, in un libro ormai famoso, aveva mostrato che il paradigma ogni volta dominante in una comunità scientifica non è necessariamente il più vero, ma semplicemente quello che è in grado di procurarsi il più grande numero di seguaci. Ma questo è vero anche al di fuori delle verità scientifiche. L’umanità sta entrando in una fase della sua storia in cui la verità viene ridotta a un momento nel movimento del falso – o, più precisamente, nel dispiegamento onnipervasivo di un linguaggio che non contiene più in sé alcun criterio che permetta di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Vero è quel discorso che viene dichiarato tale e che deve essere tenuto per vero anche se la sua non verità venisse dimostrata. Ma, in ultima analisi, essenziale per il sistema è che venga meno ogni distinzione fra il vero e il falso. Di qui la confusione crescente fra notizie contrastanti diffuse dagli stessi organi ufficiali. In questo modo è il linguaggio stesso come luogo della manifestazione della verità che viene messo in questione.

Ma che cosa avviene in una società che ha rinunciato alla verità e in cui gli uomini possono soltanto osservare muti il movimento multiforme e contraddittorio della menzogna? Per arrestare questo movimento occorre che ciascuno abbia il coraggio di porsi senza compromessi la sola domanda che conta: che cos’è una parola vera? Tutti ricordano nel Vangelo la famosa domanda di Pilato a Gesù, che Nietzsche considerava “la battuta più sottile di tutti i tempi”: “che cos’è la verità?”. In realtà, Pilato rispondeva all’affermazione immediatamente precedente di Gesù “Io sono venuto al mondo per testimoniare della verità”. Non vi è, infatti, esperienza della verità senza testimonianza: vera è quella parola per la quale non possiamo non impegnarci a dare personalmente testimonianza. E qui si misura la differenza fra una verità scientifica e una verità filosofica: mentre una verità scientifica è (o, almeno, dovrebbe) essere indipendente dal soggetto che la enuncia, la verità che è qui in questione è tale solo se il soggetto che la pronuncia si mette integralmente in gioco in essa – è, cioè, una veridizione e non un teorema. Di fronte a una non verità imposta normativamente possiamo e dobbiamo testimoniare.

La scomparsa delle ipotesi

In un suo intervento ha fatto notare come molto spesso il concetto di “notizia” abbia scalzato quello di “idea” introducendo così il termine notizia falsa come arma di silenziamento di quelle che in realtà sono idee o ipotesi diverse. Come mai secondo Lei anche se certe falsità vengono ben documentate vi si continua a credere a prescindere dal livello culturale dell’interlocutore? Quali strategie di comunicazione dovrebbe adottare uno scienziato che abbia una convincente documentazione a falsificazione delle narrazioni ufficiali?

In una società che non è più in grado di distinguere il vero dal falso, la notizia tende necessariamente a sostituirsi alla realtà ed è su questa onnipervasiva sostituzione della notizia alla realtà che operano i media. I media sono oggi uno strumento essenziale della politica proprio perché assicurano questa sostituzione, così essenziale al funzionamento del sistema. In un mondo in cui esistono solo notizie, vera è solo la notizia dominante e, al limite, nessuna notizia è più vera di un’altra; di qui la necessità di istituire, come il nostro governo non ha mancato di fare, una commissione incaricata di decidere quali notizie debbono essere considerate vere e quali false. Negli appunti presi durante la seconda guerra mondiale, Heidegger definisce l’età che stava vivendo come “una macchinazione dell’in-sensato”, in cui un’assoluta assenza di senso viene formulata in un algoritmo e incessantemente calcolata. È qualcosa di simile che abbiamo oggi sotto gli occhi.

Il giuramento tradito

Il primo punto della versione italiana moderna del giuramento di Ippocrate recita: giuro di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione. Quanto spazio resta oggi all’autonomia dei medici? Si sta forse trasformando la figura stessa del medico in qualcosa di nuovo? Come vede il futuro rapporto di fiducia tra medico e paziente? Lei personalmente come si rapporta con il suo medico e con la gestione della propria salute?

Quello che lei ha menzionato è solo uno dei punti del giuramento professionale che sono oggi sistematicamente trasgrediti. Oltre ai punti 4 e 5 che ho citato prima sul rispetto dei diritti civili e dell’autonomia della persona del paziente, in questione è anche il punto 15, che impone “di rispettare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che osservo o che ho osservato, inteso o intuito nella mia professione o in ragione del mio stato o ufficio”. Mentre in passato questo segreto è stato sempre osservato, oggi chiunque risulti positivo (non solo malato, anche semplicemente positivo) viene pubblicamente denunciato come tale e isolato. Conseguentemente anche il punto 6, che impone di “curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna” viene trasgredito. Siamo arrivati al punto che i malati positivi non vengono visitati dal medico. È difficile mantenere un rapporto di fiducia individuale con un medico che agisce anche come rappresentante di un sistema di governo. Medicina e potere, terapia e normativa devono restare separati.

La medicina come religione

In diversi interventi Lei ha presentato l’idea che oggi la medicina e la scienza siano diventate una religione. Molti medici e scienziati che la leggeranno tuttavia faranno fatica a percepire sé stessi come rappresentanti di questa religione. Forse stiamo usando un unico terme, quello di medicina o quello di scienza, per nominare due concetti diversi? Ci aiuta a definire meglio quella medicina e quella scienza che sono diventate religione?

L’analogia che suggerivo non è soltanto metaforica. Se chiamiamo religione ciò in cui gli uomini credono di credere, certamente la scienza è oggi una religione. Ma in ogni religione occorre distinguere fra l’apparato dogmatico (le verità in cui bisogna credere) e il culto, cioè i comportamenti e le pratiche che ne derivano. Come il comune credente poteva ignorare i dogmi e le eresie di cui i teologi discutevano appassionatamente, così oggi l’uomo comune può ignorare completamente le teorie scientifiche di cui discutono gli scienziati. Ma dal punto di vista del culto, cioè delle sue pratiche e dei suoi comportamenti, in particolare per quanto concerne la medicina, egli ne è determinato in misura crescente. E come la religione cristiana si proponeva attraverso il culto la salvezza, così la medicina mira attraverso la terapia alla salute: in un caso dal peccato e nell’altro dalla malattia, ma l’analogia salta agli occhi. La salute non è in questo senso che una secolarizzazione di quella “vita eterna” che il cristiano sperava di ottenere attraverso le sue pratiche cultuali. Se già la medicalizzazione della vita negli ultimi decenni era andata crescendo oltre ogni misura, nella situazione che stiamo oggi vivendo, essa è diventata permanente e onnipervasiva. Non si tratta più di assumere dei farmaci o di sottoporsi se necessario a una visita medica o a un’operazione chirurgica: la vita intera degli esseri umani deve diventare in ogni istante il luogo di un’ininterrotta celebrazione cultuale. Il nemico, il virus è invisibile e sempre presente e deve essere combattuto senza una possibile tregua, in ogni momento della propria esistenza.

Transumanesimo

Sempre maggiori finanziamenti alla scienza provengono dal settore dell’info tech. Questi stanno indirizzando numerose ricerche verso la fusione uomo-macchina che da un lato rappresenta un nuovo mercato e dall’altro una nuova promessa: potenziale le facoltà umane e prolungare la vita. Cosa pensa di questa progressiva digitalizzazione e robotizzazione della vita?

Credo che sia opportuno considerare il fenomeno di cui lei parla nella prospettiva dello sviluppo della specie umana. È ormai passato quasi un secolo da quando un geniale scienziato olandese, Ludwik Bolk, a cui si deve l’idea della pedomorfosi o immaturità costitutiva dell’homo sapiens, aveva previsto che gli apparati tecnici cui l’uomo si affida in misura crescente per poter sopravvivere come specie avrebbero raggiunto un punto di esasperazione estrema in cui si sarebbero rovesciati nel loro opposto e avrebbero finito per causare la fine della specie. Paul Alsberg già negli anni venti del XX secolo ha mostrato che nella proiezione tecnologica esterna delle funzioni degli organi corporei, quel che in realtà avviene è che questi organi vengono progressivamente disattivati a favore degli strumenti artificiali che li sostituiscono. Mentre l’animale adatta le proprie funzioni corporee alle condizioni naturali, l’uomo le disattiva per affidarle a strumenti artificiali. A ogni progresso tecnico esosomatico corrisponde così un regresso delle funzioni endosomatiche. Ma se questo regresso si spinge oltre un certo limite, la sopravvivenza stessa della specie viene messa in questione. Credo che ci troviamo oggi su questa soglia. Ma l’esperienza insegna che non sempre ciò che sembra ineluttabile avviene. Nelle parole di Euripide: “ciò che ci aspettavamo non si è compiuto e gli dei trovano una via per l’insperato”.

Linguaggio

Lei ha fatto notare come gli stessi termini sembrano scelti per sostenere un paradigma di organizzazione della società. Ad esempio, il termine “distanziamento sociale” avrebbe potuto essere diverso come distanziamento personale o distanziamento fisico. Pensa ci sia una regia del linguaggio oppure che siamo già talmente immersi in un nuovo paradigma di governo che questo linguaggio emerge spontaneamente a tutti i livelli della società? Una sorta di evoluzione naturale? Molti scienziati lottano da tempo contro termini fuorvianti e inappropriati eppure, nonostante numerose argomentazioni forti, non si riesce ad intervenire sul linguaggio universale. Quali sono i meccanismi che rendono acquisiti e consolidati determinati termini?

Il rapporto fra l’uomo e il linguaggio, l’esperienza che il parlante ha della sua lingua non è qualcosa di semplice ed è forse il primo problema di cui il pensiero deve occuparsi. Il linguaggio è qualcosa che gli uomini cercano di padroneggiare e manipolare e, nello stesso tempo, esso è ciò da cui sono già sempre dominati e determinati, cioè qualcosa con cui si deve necessariamente fare i conti. Va da sé che la grande trasformazione operata dalla tecnologia e dalla scienza moderna non sarebbe stata possibile senza un cambiamento profondo nell’esperienza del linguaggio. Il mondo antico non poteva né voleva aver accesso alla scienza e alla tecnologia in senso moderno perché – malgrado lo sviluppo della matematica (significativamente non in forma algebrica) – la sua esperienza del linguaggio non permetteva di riferirsi al mondo in un modo che si pretendesse indipendente da come esso si rivelava nella lingua. Il linguaggio non era uno strumento neutrale, che poteva essere sostituito da  cifre e algoritmi, ma il luogo in cui le cose innanzitutto si rivelano e comunicano nella loro verità. Solo la riduzione della lingua a strumento neutrale, che si compie con Ockham e il tardo nominalismo, permette quella delinguisticizzazione della conoscenza che culminerà nella scienza moderna. E solo quando la verità si sposta dall’ambito delle parole e della lingua in quello dei numeri e della matematica, il linguaggio, divenuto un sistema di puri segni convenzionali, sembra essere, almeno in apparenza, dominabile e manipolabile, non è più il luogo di una possibile verità. Ma proprio un linguaggio senza  più rapporto con la verità può diventare una prigione, una sorta di macchina che sembra funzionare da sé e da cui non sembra possibile uscire. Forse gli uomini non sono mai stati così inermi e passivi di fronte a un linguaggio che li determina in misura crescente.

Filosofia della natura

Un tempo la scienza veniva identificata come “Filosofia della Natura” e persone come Goethe che si interessavano di scienza, di filosofia e di letteratura erano considerate come massima espressione dell’intelligenza. Oggi la scienza si è indirizzata verso una sempre maggiore specializzazione che ha indubbiamente portato ad enormi avanzamenti tecnico-scientifici. Si tratta di due percorsi radicalmente divergenti. Cosa consiglia a quei giovani studenti e ricercatori che oggi muovono i loro primi passi nel mondo della scienza?

Un momento importante nella storia dell’occidente è quando la filosofia si rende conto di non poter più esercitare un controllo sulla scienza, perché la scienza si è resa del tutto autonoma rispetto ad essa. In Kant ciò è perfettamente chiaro e la sua filosofia rappresenta l’ultimo tentativo di mantenere un rapporto con la scienza, ponendosi come una dottrina della conoscenza in grado di fissare dei limiti all’esperienza possibile. Non credo che oggi qualcosa del genere sia tra i compiti della filosofia. Il rapporto fra pensiero e scienza non si gioca sul piano della conoscenza. La filosofia non solo non è una scienza, ma nemmeno si può risolvere in una dottrina della conoscenza, della quale del resto la scienza ha dimostrato di non avere alcun bisogno. La filosofia è sempre etica, implica sempre una forma di vita. Ma questo vale per ogni singolo uomo e quindi anche per ogni scienziato che non voglia rinunciare a essere umano. Certo gli scienziati hanno dimostrato di essere pronti a sacrificare senza scrupoli l’etica agli interessi della scienza, altrimenti non avremmo visto illustri scienziati servirsi dei deportati nei lager nazisti per i loro esperimenti. Quello che ricorderei a un giovane che muove i primi passi nella scienza è di non sacrificare mai un principio etico alla propria volontà di sapere.

Resistenza

Lei ha parlato della necessità di sviluppare nuove forme di resistenza. Cosa intende? Ci può fare degli esempi?

Io sono un filosofo e non uno stratega. Naturalmente la lucida coscienza della propria situazione è la prima condizione per trovare una via d’uscita. Posso solo aggiungere che non credo che la via d’uscita passi oggi necessariamente, come si è forse troppo a lungo creduto, attraverso una lotta per la conquista del potere. Non vi può essere un potere buono – e quindi nemmeno uno Stato buono. Noi possiamo solo, in una società ingiusta e falsa, attestare la presenza del giusto e del vero, possiamo solo, nel mezzo dell’inferno, testimoniare del paradiso.

*L’intervista è stata realizzata da Andrea Pensotti e pubblicata in origine su “Organisms. Journal of Biological Sciences” (Sapienza Università di Roma); la si riproduce per gentile concessione

La Redazione

FONTE https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/filosofia/agamben-intervista/

Pubblicato sul sito web: https://www.nogeoingegneria.com/

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Fauci: maschera da indossare nel 2022

Il tecnocrate Fauci ha tutte le mosse di un politico di carriera infallibile esperto. Anche di fronte a un tasso di mortalità in rapida diminuzione, continua a sostenere che due maschere sono meglio di una e ora prevede che sarà necessario un altro anno. ⁃ TN Editor

Il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, Dr. Anthony Fauci, ha dichiarato domenica allo “Stato dell’Unione” della CNN che gli americani potrebbero ancora aver bisogno di indossare maschere nel 2022 per prevenire la diffusione di COVID-19.

La conduttrice Dana Bash ha detto: “Tu e il presidente avete suggerito che ci avvicineremo alla normalità verso la fine dell’anno. Cosa significa normale? Pensi che gli americani indosseranno ancora maschere, ad esempio, nel 2022?”

Fauci disse: – Sai, penso che sia possibile che sia così. Dipende da cosa intendi per normalità.

Bash ha detto: “Giusto. Ecco perché voglio che tu lo definisca”.

Fauci ha detto: “È importante perché se la normalità significa esattamente come erano le cose prima che ci accadesse, voglio dire, non posso prevedere. Voglio dire, ovviamente, penso che avremo un significativo grado di normalità al di là del terribile fardello che tutti noi abbiamo dovuto affrontare nell’ultimo anno quando entreremo in autunno e in inverno entro la fine dell’anno, sono d’accordo con il presidente completamente che ci avvicineremo a un certo grado di normalità. Potrebbe essere o meno esattamente com’era nel novembre del 2019, ma molto, molto meglio di quello che stiamo facendo in questo momento.”

Bash ha chiesto: “Perché pensi che gli americani potrebbero dover indossare maschere nel 2022?”

Fauci ha detto: “Sai, perché dipende dal livello di dinamica del virus che è nella comunità, ed è molto importante perché questo riporta a qualcosa, ancora una volta, hai detto, se vedi il livello scendere davvero, davvero molto basso, Voglio che continui a scendere a una linea di base così bassa che praticamente non ci sono minacce. Non sarà mai zero, ma una minaccia minima, minima, minima che sarai esposto a qualcuno che è infetto.”

Leggi la storia completa qui …

Fonte: https://www.technocracy.news/fauci-mask-wearing-needed-into-2022/

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Il Grande Fratello … sta venendo a prenderti

Se sei un conservatore, il momento di iniziare a preoccuparti della censura e della persecuzione è adesso.

Di: Luis R. Miranda

La California è bruciata perché attaccata da veri terroristi interni, ma nessuno, né Joe Biden, né i media mainstream, né il Partito Democratico, né il Congresso l’ha definita una minaccia alla pace.

Lo Stato di Washington è stato attaccato e bruciato da veri terroristi interni guidati da Antifa e Black Lives Matter, ma nessuno, né Joe Biden, né i media mainstream, né il Partito Democratico, né il Congresso lo hanno definito una minaccia alla pace.

Washington DC è stata attaccata, monumenti sono stati rimossi e vandalizzati, è stato appiccato il fuoco alle imprese, ma nessuno, né Joe Biden, né i media mainstream, né il Partito Democratico, né il Congresso l’hanno definito una minaccia alla pace.

New York City è stata attaccata e vandali e criminali organizzati e finanziati da multinazionali, George Soros e la gente sono stati picchiati mentre cercavano di salvare i loro mezzi di sussistenza, ma nessuno, non Joe Biden, non i media mainstream, non il Partito Democratico, non il Congresso l’ha definita una minaccia alla pace.

Nessun gruppo o organizzazione conservatrice è stato accusato di questi attacchi. Tuttavia, i media mainstream hanno incolpato l’allora presidente Donald J. Trump per la violenza.

Mentre i media difendevano la violenza ei Democratici ignoravano le morti e i saccheggi, a Washington a nessuno importava che le grandi città fossero distrutte da uomini e donne mascherati che lanciavano molotov alle stazioni di polizia.

Ora, dopo che Joe Biden è seduto nello Studio Ovale, la sua amministrazione ei media mainstream chiedono la fine della violenza nel tentativo di bandire, censurare e rimuovere dalla piattaforma chiunque mostri il minimo disaccordo con l’amministrazione ovviamente tirannica di Joe Biden e Kamala Harris.

Famosi canali tradizionali come MSNBC, CNN e New York Times prestano le loro onde radio, personalità televisive e colonne di opinione per chiedere la fine dei media conservatori, dei liberi pensatori e di chiunque non elogi le politiche di Joe Biden.

I conservatori sono stati ora etichettati come una minaccia e la nuova amministrazione non risparmierà un centesimo per cercare, distruggere e mettere a tacere le voci dissenzienti su televisione, radio e piattaforme Internet. Avevano già iniziato le loro azioni tiranniche censurando il presidente in carica degli Stati Uniti, accusandolo di incitamento alla violenza.

Hanno attribuito a Trump la responsabilità delle rivolte avvenute fuori e all’interno del Congresso, anche se quelle violente erano le stesse persone che si sono ribellate a Chicago, Washington DC, New York, Detroit e in California nell’estate del 2020.

Per le persone che ora detengono il potere, dissenso significa odio e le voci di odio devono essere censurate a tutti i costi.

Il presidente Joe Biden ha definito le rivolte contro l’edificio del Congresso degli Stati Uniti “terrorismo interno” e uno dei primi passi che ha compiuto nelle sue prime 48 ore alla Casa Bianca è stato commissionare una valutazione approfondita del problema.

In un campione della rilevanza che Biden dà al problema, la responsabilità di indagare sui rivoltosi ricadrà sul Department of Homeland Security e sull’FBI, che svolgeranno le proprie indagini e si affideranno anche al lavoro di organizzazioni non governative, ha spiegato il segretario stampa Jen Psaki.

“L’assalto al Campidoglio e le tragiche morti e distruzioni che ne sono seguite sottolineano ciò che sappiamo da molto tempo: l’ascesa dell’estremismo interno violento è una minaccia seria e crescente alla sicurezza nazionale”, ha detto Psaki.

Sulla base di questa valutazione, il Consiglio di sicurezza nazionale svilupperà misure per prevenire la radicalizzazione e smantellare le reti di estremismo violento. “L’amministrazione Biden affronterà questa minaccia con determinazione e con tutte le risorse necessarie”, ha sottolineato.

Il coinvolgimento di Homeland Security, un’agenzia federale creata sulla scia degli attacchi dell’11 settembre 2001, riflette un cambiamento nella strategia antiterrorismo degli Stati Uniti per focalizzare l’attenzione sulla violenza generata all’interno del paese.

Gli esperti di terrorismo considerano l’assalto il culmine di anni di radicalizzazione in alcuni settori della società americana.

L’insurrezione è stata la manifestazione, denunciata da analisti e politici, che il governo federale non ha preso sul serio i segnali di allarme che arrivavano: il massacro contro gli ispanici a El Paso, l’attacco alla sinagoga di Pittsburgh …

Motivazioni razziste sono state trovate nella maggior parte degli oltre 1.000 casi di terrorismo interno l’anno scorso, ha avvertito il direttore dell’FBI Christopher Wray in autunno.

“Questo non è accaduto perché non avevamo le risorse per anticiparlo, non avevamo rapporti di intelligence o leggi appropriate”, afferma la deputata Alexandria Ocasio-Cortez. “I democratici chiedono maggiori risorse per finanziare programmi di deradicalizzazione, come Life After Hate.

L’assalto al Congresso dimostra come le ingiustizie, reali o immaginate, possano portare alla violenza ma anche “come possono e saranno sfruttate per radicalizzare gli altri verso la violenza” diretta contro gruppi identificati come nemici, afferma l’organizzazione, poiché “dà loro un falso senso di sollievo. “Che si tratti della manipolazione delle credenze religiose o dello sfruttamento del patriottismo.

Il Congresso ha chiesto al direttore dell’intelligence nazionale, nominato da Biden, Avril Haines, di dedicare le risorse delle agenzie federali per indagare sul problema dell’estremismo e della disinformazione.

Gli sguardi apprensivi dell’Europa verso gli Stati Uniti sono reciproci. “Abbiamo visto gruppi simili di estrema destra crescere in vari paesi europei e c’è una certa rete tra ciò che sta accadendo lì e ciò che sta accadendo in questo paese”, afferma il senatore Mark Warner.

Tutto questo caos è stato collegato a Donald Trump, che ora è stato messo sotto accusa per la seconda volta, per presunta istigazione alla violenza. I sostenitori di Trump in televisione e sui social media continuano ad essere attaccati a destra ea manca dai cosiddetti esperti che hanno chiesto apertamente il divieto totale e completo di personalità e media conservatori, come Newsmax e Fox News.

Il Southern Poverty Law Center (SPLC), un’organizzazione di estrema sinistra, afferma di aver identificato più di una dozzina di gruppi estremisti che hanno partecipato all’assalto al Campidoglio, ad esempio i Proud Boys.

Anche se “non sembra esserci alcuna organizzazione dall’alto verso il basso”, il fatto che alcuni di questi estremisti siano organizzati in milizie o abbiano addestramento militare è “un’ulteriore preoccupazione” rispetto ai “jihadisti americani spesso incompetenti” emersi dopo il 9 / 11, afferma Daniel Byman, analista presso la Brookings Institution.

“Questi gruppi di odio, incoraggiati dal presidente-Trump-, rappresentano una minaccia diretta per la vita di milioni di neri, indigeni e altre persone di colore in tutto il paese”, avvertono. Come i bravi bugiardi, l’SPLC omette che la maggior parte dei neri e dei membri di altre minoranze che muoiono negli Stati Uniti muoiono nelle mani di criminali e membri di bande, non ufficiali di polizia o suprematisti bianchi.

Tutti i media e i gruppi politici di sinistra che hanno difeso la violenza perpetrata in tutti gli Stati Uniti da veri gruppi terroristici mentono anche sulla frode elettorale commessa contro il popolo americano a novembre, e ora vogliono cacciare e distruggere qualsiasi voce che ancora i coniugi dissentono sulla storia ufficiale pubblicata sui media mainstream.

Chiedono a tutti gli oppositori del regime radicale di Joe Biden di essere trattati come terroristi interni. Non c’è bisogno di ricordare cosa è successo ai presunti terroristi sotto George W. Bush, e questa è la stessa linea che sembra seguire l’amministrazione Biden.

Diversamente da Hitler o Lenin, Biden utilizzerà l’apparato dell’intelligence, i media mainstream e le risorse della Big Tech per ripulire il paese dai dissidenti mentre dice alla gente che il dissenso è violenza e che la violenza deve essere sradicata.

Fonte: https://real-agenda.com/

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C’è una buona ragione per cui la Bibbia avverte: “Dove non c’è visione, il popolo perisce” (Prov. 29:18). Nel caso del colpo di stato della Tecnocrazia, chi non vedrà, non potrà vedere. La loro schiavitù tecnocratica sarà sulle loro stesse teste. Abbiamo avvertito dall’inizio del panico pandemico che l’intero schema era una frode intenzionale.

Ci sono proteste giganti in tutto il mondo che chiedono la cessazione dei blocchi e la restituzione della libertà. Quei manifestanti possono non avere alcuna comprensione del quadro generale, ma comprendono il dolore della disoccupazione, della privazione sociale, delle relazioni rovinate e della fame. ⁃ TN Editor

La “guerra nella nebbia” è un termine usato per descrivere l’incertezza, il caos e la confusione che possono verificarsi durante la battaglia. Ciò che pensavi fosse vero entrando in battaglia potrebbe essere capovolto, offuscando il tuo giudizio mentre cerchi di prendere decisioni in una sorta di realtà sospesa.

In questo momento stai vivendo una guerra nel mezzo di una nebbia  – una nebbia di guerra COVID – secondo Jeffrey Tucker, direttore editoriale dell’American Institute for Economic Research (AIER): “Spesso non è chiaro chi sta prendendo decisioni e perché, e cosa le relazioni sono tra le strategie e gli obiettivi. Anche la logica può diventare sfuggente poiché la frustrazione e il disorientamento sostituiscono la chiarezza e la razionalità”. 1

Questa descrizione è tipicamente riservata al disorientamento della battaglia, ma ora si applica in modo inquietante bene alla nebbia che circonda la mitigazione della malattia COVID-19. Se desideri un esempio concreto, guarda la sequenza temporale del video sopra, che ti porta da gennaio 2020, quando l’uso delle maschere era sconsigliato, a dicembre 2020, quando le maschere sono diventate obbligatorie in molte aree. 2

Marzo: le maschere per il viso non possono proteggere dal nuovo coronavirus

Nel febbraio 2020, Christine Francis, consulente per la prevenzione e il controllo delle infezioni presso la sede dell’Organizzazione mondiale della sanità, è stata descritta in un video, mostrando una maschera usa e getta. Ha detto: “Maschere mediche come questa non possono proteggere dal nuovo coronavirus se usate da sole … L’OMS raccomanda l’uso di maschere solo in casi specifici”. 3

Questi casi specifici includono se hai tosse, febbre o difficoltà a respirare. In altre parole, se sei attivamente malato e mostri sintomi. “Se non hai questi sintomi, non devi indossare maschere perché non ci sono prove che proteggano le persone che non sono malate”, ha continuato.

Nel marzo 2020, il Surgeon General degli Stati Uniti ha accettato pubblicamente, twittando un messaggio in cui si afferma: “Sul serio, gente, smettetela di comprare maschere!” e proseguendo dicendo che non sono efficaci nell’impedire al grande pubblico di contrarre il coronavirus. 4  Al 31 marzo 2020, l’OMS sconsigliava ancora l’uso di maschere per il viso per le persone senza sintomi, affermando che “non esiste alcuna prova” che tale utilizzo della maschera prevenga la trasmissione di COVID-19. 5

Giugno: il pubblico dovrebbe indossare una maschera per il viso

Entro il 6 giugno 2020, la retorica era cambiata. Citando “l’evidenza in evoluzione”, l’OMS ha invertito la sua raccomandazione, con Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, che consiglia ai governi di incoraggiare il pubblico in generale a indossare maschere dove c’è una trasmissione diffusa e l’allontanamento fisico è difficile. 6

Questo incoraggiamento si è trasformato in mandati in molte aree, con  minacce di multe  per coloro che non si sono conformati. Nella contea di Humboldt, in California, ad esempio, chiunque abbia violato l’ordine di indossare coperture per il viso in pubblico potrebbe essere multato da $ 50 a $ 1.000 e / o affrontare 90 giorni di carcere per ogni giorno in cui si è verificato il reato. 7

A Salem, nel Massachusetts, potresti anche essere multato per non aver indossato una maschera in pubblico, comprese le aree comuni all’interno di un condominio. 8  Qual è l’evidenza in evoluzione a cui si riferiva l’OMS che li ha indotti a invertire la loro posizione sulle maschere per il pubblico in buona salute in un periodo di soli due mesi? Ciò non è chiaro, ma si è verificato uno sviluppo interessante.

CHI: trasmissione asintomatica “molto rara”

Durante un briefing con la stampa dell’8 giugno 2020 – appena due giorni dopo che Ghebreyesus aveva consigliato alle persone sane di iniziare a indossare maschere – Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico dell’OMS per la pandemia COVID-19, ha chiarito che le persone che hanno COVID-19 senza alcun i sintomi  trasmettono “raramente” la malattia  ad altri. 9

Le linee guida provvisorie dell’OMS del 5 giugno 2020 supportano la dichiarazione di Kerkhove, osservando: “Gli studi completi sulla trasmissione da individui asintomatici sono difficili da condurre, ma le prove disponibili dal tracciamento dei contatti riportate dagli Stati membri suggeriscono che le persone con infezione asintomatica hanno molte meno probabilità di trasmettere il virus rispetto a coloro che sviluppano i sintomi. ” 10

Se questo è il caso, tuttavia, la raccomandazione che le persone sane e asintomatiche indossino maschere per il viso o siano rinchiuse nelle loro case non ha senso, evidenziando solo un caso della “nebbia COVID” in corso.

Per non essere richiamato sulle loro sfacciate contraddizioni, il 9 giugno 2020, il dottor Mike Ryan, direttore esecutivo del programma di emergenza dell’OMS, ha rapidamente fatto marcia indietro la dichiarazione di Van Kerkhove, dicendo che le osservazioni erano “male interpretate o forse non abbiamo usato le più elegante parole per spiegarlo. ” 11  Van Kerkhove ha anche affermato che i dati che ha menzionato provenivano solo da un “piccolo sottoinsieme di studi” e ha aggiunto: 12

“Non stavo affermando una politica dell’OMS o qualcosa del genere. Stavo solo cercando di articolare ciò che sappiamo. E in questo, ho usato la frase “molto raro” e penso che sia un malinteso affermare che la trasmissione asintomatica a livello globale è molto rara”.

10 milioni di persone, non un caso di trasmissione asintomatica

Dopo la debacle della diffusione asintomatica dell’OMS, il discorso su questo argomento si è notevolmente attenuato. 13  Ma, in silenzio, uno studio fondamentale che ha coinvolto 9.899.828 milioni di residenti di Wuhan, in Cina, è stato pubblicato su Nature Communications. 14  I partecipanti sono stati testati per COVID-19 tra il 14 maggio 2020 e il 1 giugno 2020.

Non sono stati identificati nuovi casi sintomatici e 300 casi asintomatici. Tra i 300 casi asintomatici, sono stati identificati 1.174 contatti stretti e nessuno di loro è risultato positivo per COVID-19.

Inoltre, dei 34.424 partecipanti con una storia di COVID-19, 107 individui (0,31%) sono risultati nuovamente positivi, ma, cosa importante, nessuno era sintomatico. Come notato dagli autori, “le colture di virus erano negative per tutti i casi asintomatici positivi e ripositivi, indicando l’assenza di “virus vitale” nei casi positivi rilevati in questo studio”. 15  Tucker ha spiegato: 16

“La conclusione non è che la diffusione asintomatica sia rara o che la scienza sia incerta. Lo studio ha rivelato qualcosa che non accade quasi mai in questo tipo di studi. Non c’era un caso documentato. Dimentica i rari. Dimentica anche il precedente suggerimento di Fauci secondo cui la trasmissione asintomatica esiste ma non guida la diffusione. Sostituisci tutto ciò con: mai. Almeno non in questo studio per 10.000.000″.

Una meta-analisi di 21.708 persone a rischio, di cui 663 positive per COVID-19 e 111 asintomatiche, ha anche scoperto che i tassi di trasmissione asintomatica possono effettivamente essere “inferiori a quelli di molti studi altamente pubblicizzati”. 17  Hanno suggerito che la prevalenza di casi di COVID-19 asintomatico è di 1 su 6 e hanno scoperto che il rischio relativo di trasmissione asintomatica era del 42% inferiore al rischio di trasmissione sintomatica.

In una versione prestampata del loro studio, i ricercatori hanno osservato: “Le nostre stime della proporzione di casi asintomatici e della loro velocità di trasmissione suggeriscono che è improbabile che la diffusione asintomatica sia un fattore determinante per i cluster o la trasmissione comunitaria dell’infezione …” 18  Come ha osservato Tucker: 19

“Continuiamo a sentire come dovremmo seguire la scienza. Il reclamo è ormai stanco. Sappiamo cosa sta realmente accadendo.

La lobby del lockdown ignora tutto ciò che contraddice la loro narrativa, preferendo aneddoti non verificati a un vero studio scientifico di 10 milioni di residenti in quello che è stato il primo grande hotspot al mondo per la malattia che stiamo cercando di gestire. Ti aspetteresti che questo studio sia un’enorme notizia internazionale. Per quanto ne so, viene ignorato.”

Se la diffusione asintomatica è rara, perché maschere e blocchi?

La diffusione asintomatica diffusa è l’unica ragione per cui i blocchi e l’uso di maschere tra i sani hanno senso. Per mesi, i funzionari sanitari hanno perpetuato il mito della diffusione asintomatica per aumentare la paura.

Ora, poiché le persone sono sempre più desiderose di tornare a un certo senso di normalità,  si dice che un ceppo di SARS-CoV-2 mutato , che è presumibilmente più virulento, sia emerso e abbia portato a nuove e più severe restrizioni di blocco nel Regno Unito 20

Questa perpetuazione della paura si è estesa ben oltre lo scopo iniziale dei blocchi, che era quello di appiattire la curva ed evitare di sovraccaricare gli ospedali. Come ha sottolineato Tucker, tuttavia, questo è gradualmente cambiato in modo tale che ora dobbiamo affrontare blocchi a tempo indeterminato: 21

“Il primo round di blocchi non riguardava la soppressione del virus, ma il rallentamento per un motivo: preservare la capacità dell’ospedale. Se e in che misura la “curva” sia stata effettivamente appiattita sarà probabilmente discusso per anni, ma a quel tempo non si trattava di estinguere il virus. Il volume delle curve, alte e veloci o corte e lunghe, era lo stesso in entrambi i casi. Le persone avrebbero preso il bug fino a quando non si fosse esaurito (immunità di gregge).

Gradualmente, e talvolta quasi impercettibilmente, la logica dei blocchi è cambiata. L’appiattimento delle curve è diventato un fine in sé, a parte la capacità ospedaliera. Forse questo era perché il problema dell’affollamento degli ospedali era estremamente localizzato in due distretti di New York mentre gli ospedali di tutto il paese venivano svuotati per i pazienti che non si presentavano: 350 ospedali licenziati i lavoratori”.

La scienza è ciò che dovrebbe essere usato per dettare la politica, ma non è questo che sta accadendo. I test in corso su persone asintomatiche si stanno aggiungendo al problema, poiché i test della reazione a catena della polimerasi a trascrizione inversa (RT-PCR) vengono utilizzati anche come giustificazione per tenere bloccate ampie porzioni del mondo.

Il problema è che un test PCR positivo   non significa che sia presente un’infezione attiva. Il tampone PCR raccoglie l’RNA dalla cavità nasale. Questo RNA viene quindi trascritto al contrario nel DNA. Tuttavia, gli snippet genetici sono così piccoli che devono essere amplificati per diventare distinguibili.

Ciò che fa è amplificare qualsiasi sequenza, anche insignificante, di DNA virale che potrebbe essere presente al punto che il test risulta “positivo”, anche se la carica virale è estremamente bassa o il virus è inattivo. Questi casi “positivi” stanno mantenendo viva la narrativa sulla pandemia.

Caso in questione, tra il 22 marzo e il 4 aprile 2020, 215 donne incinte ricoverate in un ospedale di New York City sono state sottoposte a screening al momento del ricovero per i sintomi di COVID-19 e testate per il virus. Solo l’1,9% delle donne presentava febbre o altri sintomi di COVID-19 e tutte quelle donne sono risultate positive.

Delle restanti donne che sono state testate anche se non avevano sintomi, il 13,7% era positivo. Ciò significa che, nel complesso, l’87,9% delle donne risultate positive al test per SARS-CoV-2 non presentava sintomi, 22  e la ricerca travolgente suggerisce che probabilmente non avrebbero trasmesso il virus nemmeno ad altri.

Le maschere sono inefficaci

Cosa dice la scienza sulle maschere per prevenire l’infezione da COVID-19? Il primo studio controllato randomizzato di oltre 6.000 persone per valutare l’efficacia delle maschere chirurgiche contro l’infezione da SARS-CoV-2 ha rilevato che le maschere non hanno ridotto in modo statisticamente significativo l’incidenza dell’infezione.

Il “Danmask-19 Trial“, pubblicato il 18 novembre 2020 negli Annals of Internal Medicine, 23 ha  rilevato che tra i portatori di maschere l’1,8% (42 partecipanti) è risultato positivo per SARS-CoV-2, rispetto al 2,1% (53 ) tra i controlli. Quando hanno rimosso le persone che hanno riferito di non aderire alle raccomandazioni per l’uso, i risultati sono rimasti gli stessi – 1,8% (40 persone), il che suggerisce che l’adesione non fa alcuna differenza significativa.

Rational Ground ha anche esaminato i casi COVID-19 dal 1 maggio 2020 al 15 dicembre 2020, in tutti i 50 stati degli Stati Uniti, con e senza  mandato di maschera . Tra gli stati senza mandato di maschera, sono stati contati 17 casi ogni 100.000 persone al giorno, rispetto ai 27 casi ogni 100.000 persone al giorno negli stati con mandato di maschera 24  – I casi COVID-19 erano più alti nelle aree con mandati di maschera che senza.

I risultati mettono ulteriormente in dubbio l’efficacia delle maschere obbligatorie per prevenire il COVID-19, così come un’indagine caso-controllo su persone con COVID-19 che hanno visitato 11 strutture sanitarie statunitensi. Il rapporto dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie ha rivelato i fattori associati alla contrazione della malattia, 25  compreso l’uso di coperture facciali in tessuto o maschere nei 14 giorni prima di ammalarsi.

La maggioranza di loro – il  70,6% – ha riferito di aver indossato “sempre” una maschera , ma si è comunque ammalata. Tra gli intervistati che si sono ammalati, 108, ovvero il 70,6%, hanno affermato di indossare sempre una maschera, rispetto a sei, o il 3,9%, che hanno affermato di “non farlo mai”, e altri sei, o il 3,9%, che hanno affermato di “raramente “Ha fatto.

Nel complesso, ciò mostra che, degli adulti sintomatici con COVID-19, il 70,6% indossava sempre una maschera e si ammalava ancora, rispetto al 7,8% di quelli che lo facevano raramente o mai. 26

Vedere attraverso la nebbia

Un’abbondanza di prove suggerisce che bloccare l’uso di maschere salutari e obbligatorie per coloro che non hanno sintomi è irrazionale, nella migliore delle ipotesi, e pericoloso, nel peggiore dei casi, considerando che sia le maschere che i blocchi sono associati a  effetti negativi  propri. 27  Secondo Tucker: 28

“Con una solida evidenza che la diffusione asintomatica non ha senso, dobbiamo chiederci: chi prende le decisioni e perché? Di nuovo, questo mi riporta alla metafora della nebbia. Stiamo tutti sperimentando confusione e incertezza sulla precisa relazione tra le strategie e gli obiettivi di una panoplia di regolamenti e stringenze che ci circondano.

Anche la logica è diventata elusiva – persino confutata – poiché la frustrazione e il disorientamento hanno sostituito ciò che ricordiamo vagamente come chiarezza e razionalità della vita quotidiana”.

Vivere in una tale nebbia può intimidire, ma lo scopo di questo articolo non è quello di diffondere più paura ma, piuttosto, di potenziarti con le informazioni. La guerra nella nebbia, dopotutto, non è sempre un impedimento. Può anche essere usato per ottenere un vantaggio, 29  e  vedere attraverso la nebbia  è il primo passo per vincere la guerra.

Leggi la storia completa qui …

Pubblicato su: https://www.technocracy.news/

®wld

Siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle…

La grande congiunzione di Giove e Saturno è su di noi e non guardiamo indietro. Immagine: Twitter

Ecco l’Alba dell’età dell’Acquario – una lettura astrologica del Pianeta terra al tempo della Grande Mutazione

di Pepe Escobar dal Sito Web AsiaTimes traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese Versione in spagnolo

Oggi tutte le stazioni radio del pianeta Terra dovrebbero suonare questa canzone.

Quella che i Fifth Dimension, con un nome appropriato, immortalò ai loro albori nel 1969, un classico soul psichedelico è ora letteralmente vero:

Questa è l’alba dell’Età dell’Acquario – Grande congiunzione di Giove e Saturno il 21 dicembre, anno Zero dell’Acquario…

L’Acquario inizia proprio quando alcune élite losche e autoimportanti si preparano per imporre un grande ripristino (Graet Reset) sulla maggior parte del pianeta, seguendo un programma politico molto specifico, riduzionista ed esclusivista.

Eppure il vero affare non è il Reset:

è la Mutazione

Quindi siamo tutti coinvolti in qualcosa di molto più grande di qualsiasi scenario neo-orwelliano.

Per far luce su quella che sembra la nostra attuale, interminabile oscurità, ho posto domande selezionate a Vanessa Guazzelli, una rispettata astrologa, scrittrice e relatrice in conferenze di astrologia in tutto il mondo, nonché psicoanalista e psicologa praticante.

Lascia che l’astrologia fertilizzi la geopolitica.

Fa entrare la luce…

La mappa astro-cartografica della Grande Mutazione

Tutto ciò che è solido muta in aria

PE (Pepe Escobar): Probabilmente non molte persone in tutto il mondo sono consapevoli che una congiunzione Giove-Saturno questo 21 dicembre sembra rapp  resentare l’ultimo punto di svolta – definito da studiosi di astrologia seri, come la Grande Mutazione.

Potresti spiegare cosa significa veramente questa “Mutazione”, astrologicamente, poiché sembra che si verifichi ogni 200 anni?

E riportandolo alla vita di tutti i giorni e alla politica, possiamo dedurre parallelismi geopolitici da ciò che ci dicono le stelle?

VG (Vanessa Guazzelli): Con “Grande mutazione” ci riferiamo a quando le congiunzioni Giove-Saturno cambiano elementi, cosa che accade ogni 200 anni come hai detto.

Giove e Saturno sono in congiunzione, astrologicamente, per longitudine eclittica, ogni 20 anni, un periodo non così lungo.

Tuttavia, continuano a intersecarsi nei segni dello stesso elemento per 200 anni, con la possibilità di altri 40 anni di transizione, e quindi con un ciclo maggiore.

Giove e Saturno sono ciò che chiamiamo pianeti sociali e devono essere considerati per quanto riguarda la politica e la geopolitica.

Quando la congiunzione Giove-Saturno inizia ad avvenire effettivamente nell’elemento successivo, segna la Grande Mutazione, dando luogo a,

importanti cambiamenti socioeconomici e culturali…

È quello che sta succedendo adesso.

Vanessa Guazzelli.

Veniamo da un periodo di due secoli di congiunzioni nei segni della Terra.

L’enfasi è stata sulla materia e sulla dimensione più tangibile della vita:

ragazzi e ragazze materiali in un mondo materiale.

Mentre ora ci spostiamo nell’elemento aria, quando si congiungono a 0º dell’Acquario, ha luogo una richiesta di sublimazione.

Tutto ciò che è solido si trasforma in aria…

Le cose e le procedure possono essere meno materiali, più digitali e, in una certa misura, virtuali.

Ma non solo quello.

Idee e ideali condivisi acquistano ancora più importanza.

Più di quello che abbiamo materialmente, ciò che conta di più è con chi e per cosa.

La collaborazione e la cooperazione sono, oggi più che mai, i venti che fanno girare il mondo.

Questo è davvero un aspetto e una configurazione astrologicica altamente significativa che si verificano il 21 dicembre, alle 18.20 UTC. In alcune parti dell’Asia e dell’Oceania, sarà già passata la mezzanotte, il 22 dicembre.

Questa non è solo la Grande Mutazione ma una Grande Congiunzione, quando i due pianeti visibili più lontani si congiungono non solo per longitudine ma anche per latitudine (coordinate eclittiche), sia nell’ascensione retta che nella declinazione (coordinate equatoriali).

Ciò significa che non sono solo allineati nella stessa direzione ma sono davvero molto vicini l’uno all’altro nel cielo visto dalla Terra, quasi come se fossero la stessa stella.

L’ultima volta che i due corpi celesti sono stati così vicini è stato nel 1623, ma quella non era una Grande Mutazione, solo una congiunzione regolare in termini di longitudine eclittica.

Astrologicamente, il fatto che tutti questi miglioramenti avvengano insieme in questo momento, intensifica il significato di ciò che questa congiunzione ora indica, quanto sia potente una mutazione che segna.

Nella vita di tutti i giorni si parla anche di un aumento dello sviluppo tecnologico, della digitalizzazione delle cose e delle procedure, comprese le criptovalute e il denaro digitale, come una sorta di denaro “trasformato” dalla materia a una “sostanza” più leggera e meno materiale che può rapidamente circolare nell’aria.

A livello più personale, tendiamo a perdere interesse per contesti sociali che non sono in sintonia con le nostre idee e ideali, e siamo spinti verso gruppi, associazioni e progetti sulla stessa lunghezza d’onda in cui siamo noi.

Non è il momento di affidarsi semplicemente alle istituzioni per prendersi cura delle persone, ma un tempo per discernere da soli e quindi collegarsi con gli altri con interessi, ideali, scopi condivisi.

L’elemento aria è dove apriamo lo spazio e facciamo spazio all’Altro, sia nel rispetto delle differenze sia per collaborare e cooperare verso interessi e progetti condivisi.

Co-op, in cui ogni partecipante riceve una quota equa e proporzionale, in un’impresa comune, è sicuramente una strada da percorrere.

L’Acquario è opposto al segno centralizzante del Leone.

Geopoliticamente, questo vuol dire, non è il tempo di governare il mondo per una sola stella egemonica, ma un tempo che illumina l’intero cielo per molte stelle.

Non è il momento per un unico impero.

Possono esserci imperi, solo al plurale.

La forza delle nazioni potenti ora risiede, più che mai, nella qualità delle loro partnership e alleanze nel rispetto reciproco, alla pari.

Qualsiasi potere che perde di vista quella chiave cruciale lo vedrà, a breve o lungo termine, ritorcersi contro.

Alcuni sono più potenti di altri e alcuni saranno più importanti di altri.

Tuttavia, non sono da soli.

È tempo per un mondo multipolare – ora questo è il Mandato del Cielo.

Per quanto riguarda la mappa astro-cartografica della Grande Mutazione, che mostra le linee delle posizioni planetarie sulla faccia della Terra, è interessante notare che le linee IC (Imum Coeli) di Giove e Saturno passano per Pechino, indicando la rilevanza della Cina all’inizio di questo ciclo di 200 anni, poiché l’IC è la radice di una carta astrologica.

Dall’altra parte del globo, vediamo le linee MC (Medium Coeli) dei due pianeti che attraversano il Sud America (Venezuela, Amazzonia brasiliana, Bolivia, Argentina), mostrando il valore delle risorse del continente in questo nuovo ciclo.

Cosa sta combinando la gentaglia di Davos

PE: La nostra attuale, turbolenta congiuntura sembra indicare una maggiore biosicurezza e ciò che alcune serie analisi di sistema definiscono tecno-feudalesimo.

Tutto ciò implica un’iper-concentrazione di potere – e non solo il potere esercitato dall’egemonico geopolitico, gli Stati Uniti.

Dobbiamo ora aspettarci una grave mutazione del sistema-mondo – come studiato da Immanuel Wallerstein, nel senso di cambiamenti seri nel nostro sistema capitalista?

Immanuel Wallerstein. Fonte: Wikimedia Commons

VG: Sì, dovremmo. Siamo proprio al punto di svolta del sistema-mondo.

Insieme alla Grande Mutazione, un altro aspetto immensamente significativo della decade 2020 è la congiunzione Saturno-Nettuno, nel febbraio 2026, a 0° dell’Ariete.

Questo è precisamente il primo grado dell’intero Zodiaco, chiamato anche il punto primaverile– cruciale nell’interpretazione astrologica.

Saturno e Nettuno si congiungono ogni 36 anni, il che è un ciclo storico relativamente breve.

Tuttavia, come con la Grande Mutazione, il modo in cui e dove si manifesta nello Zodiaco può condurci a prospettive storiche più ampie e indicare momenti storici più espressivi.

Se torniamo indietro fino a 7.000 anni fa, questa congiunzione si è verificata al punto primaverile solo nel 4361 a.C. e nel 1742 a.C.

Se guardiamo in alto tremila anni avanti, il punto più vicino è il punto primaverile è il terzo di Ariete nel 3172. Abbastanza raro…

Quindi questa congiunzione al primo grado dello Zodiaco, 0º dell’Ariete – l’inizio – non è un affare così da poco.

  • Nettuno feconda e concepisce
  • Saturno si relaziona con la struttura concreta della realtà
  • e 0º di Ariete significa nuovo, che spunta

Saturno-Nettuno su 0º Ariete significa una nuova concezione della realtà

Gli aspetti tra Saturno e Nettuno, secondo l’osservazione storica, sono associati al socialismo e al comunismo – questi movimenti sulla Terra coincidono con i contatti in transito tra questi due pianeti nel cielo.

È già stato dimostrato storicamente nell’astrologia comune.

Inoltre, questo non ci parla solo del passato, perché in effetti sta per iniziare:

migliorandosi e avanzando, riconfigurandosi in forme ancora nuove di socialismo.

Secondo Wallerstein, durante la crisi strutturale che caratterizza il periodo finale di un sistema-mondo, una biforcazione del sistema può volgere verso una delle due direzioni o in più sistemi.

Prima che finisse l’anno scorso, ci si considerava proprio nel mezzo della crisi strutturale del capitalismo, che dura dai 60 agli 80 anni.

Direi che in questo momento abbiamo superato il punto medio.

Potrebbe, inizialmente, andare verso più sistemi in due rami:

  • da un lato, la freschezza dei venti orientali che ispirano il socialismo e il multipolarismo attraverso la Belt and Road Initiative e l’integrazione dell’Eurasia e dei suoi partner

  • d’altra parte, il turbine dell’impero al collasso e dei suoi alleati occidentali come cyborg sterminatore gestito dal perverso 0,0001% che è così senza vita da non poter concepire il diritto di esistere degli altri…

Quando ne ho sentito parlare per la prima volta nel giugno 2020, mi ha stupito come hanno impostato il “Grande Reset” per gennaio 2021, così vicino alla Grande Mutazione alla fine di dicembre 2020.

Dubito che questa sia una semplice coincidenza o “sincronismo”…

JP Morgan è noto per aver affermato che i milionari non hanno bisogno di astrologi, ma i miliardari sì.

Forse consapevole di questa grande transizione, la ciurma di Davos sembra stia effettivamente cercando di ripristinare il sistema che già governa con le proprie impostazioni e di far rivivere il sistema morente come un cyborg dall’inferno.

“Wall Street Bubbles – sempre lo stesso”, Fumetto del 1901 di Keppler, raffigura JP Morgan come un toro che soffia bolle di sapone per gli investitori desiderosi. Fonte: Wikimedia Commons

Il potenziale nefasto dell’enfasi dell’Acquario è il controllo della società attraverso la tecnologia, sia essa tecno-feudalesimo o, gli dei non vogliano, tecno-schiavitù.

Sul lato più luminoso della Forza, l’Aquario riguarda un progetto sociale per sostenere la vita e soddisfare i bisogni delle persone.

Entrambe le dimensioni o sistemi potrebbero coesistere sulla Terra per un po’…

Le potenze occidentali – per non parlare dei Maestri dell’Universo, come dici tu, che tirano i fili – sembrano avere molta strada da fare prima di raggiungere uno stato di cooperazione reale e rispettosa.

Forse le civiltà più antiche trovate in Oriente hanno una radice più profonda e più coerente da cui attingere la saggezza e la maturità necessarie in tempi così difficili per l’umanità.

Spesso ricordate per il cibo e le merci scambiate lungo il percorso, le Vie della Seta coinvolte in passato e coinvolgono oggi lo scambio di idee.

È interessante osservare il forte margine dell’Acquario attivato nelle progressioni astrologiche della Cina quando la Belt and Road Initiative fu proposta per la prima volta da Xi Jinping ad Astana, nel 2013, e come si collegasse al grado della Grande Mutazione (Venere progredita e Giove congiunti AC al 1º Acquario).

Quando alcuni anni prima Vladimir Putin tenne il suo discorso storico a Monaco, proponendo l’integrazione eurasiatica, nel febbraio 2007, c’era un aspetto Saturno-Nettuno: un’opposizione.

Quando alla 7a Assemblea delle Nazioni Unite, sia Putin che Xi hanno pronunciato discorsi lunghi, forti e sincronizzati affermando la multipolarità del mondo, nel 2015 c’era anche un aspetto Saturno-Nettuno: un quadrato.

Il prossimo aspetto Saturno-Nettuno sarà la congiunzione, nel febbraio 2026, che inaugurerà un ciclo nuovo di zecca e possiamo aspettarci che sia correlato a questi movimenti precedenti, tenendo presente che il ciclo punta verso la multipolarità e nuove forme di socialismo.

L’incantesimo della Luna Nera

PE: Può il Covid-19, a un certo livello, essere interpretato come il – spiacevole – preambolo di una Grande Mutazione?

Dopo tutto la nuova (non) realtà sociale rappresenta un sistema capovolto:

  • devastazione economica quasi totale, soprattutto delle piccole imprese

  • cancellazione dei diritti costituzionali
  • governi che praticamente governano per decreto, senza consultazione popolare
  • corporazioni globali che censurano ogni forma di dissenso informato
  • intere società praticamente agli arresti domiciliari
  • gran parte del pianeta ridotto a una sorta di parco tematico totalitario…

VG: Oh, Covid-19… – potremmo avere un’intera conversazione solo sulle implicazioni di questo, in così tante dimensioni e su come può essere, in una certa misura, tracciato astrologicamente.

Sicuramente può essere interpretato come lo spiacevole preambolo, forse mirante al Grande Reset, su cui si potrebbe riflettere.

Un’esperienza collettiva mondiale senza precedenti – e un esperimento.

Tuttavia, serve a scuotere tutto, trasformando la nostra stessa percezione del tempo, preparandoci alla concezione di un nuovo tempo.

A tutti coloro che prestano attenzione, un invito a essere ancora più vivi, più vividi, contro ogni previsione…

Una luna quasi nera. Immagine: Getty / AFP

La stessa dicotomia così enfatizzata tra “prendersi cura della vita o prendersi cura dell’economia”, in sé e per sé mostra quanto il mondo fosse già assurdo.

Quante persone sono state così facilmente intrappolate nel separare una cosa dall’altra, come se fosse un mezzo per resistere al sistema e dire finalmente no alle esigenze dell’accumulazione di capitale.

Per vedere alla fine, infatti, le piccole imprese devastate, la povertà drasticamente in aumento, mentre i miliardari concentrano la ricchezza a livelli ancora più bizzarri.

Una cosa fondamentale da considerare è come ha influenzato il corpo umano.

La pandemia è stata dichiarata durante una Black Moon (l’apogeo lunare) in Ariete e questo indica l’importanza di essere nettamente presenti e reattivi mentre Michael Jackson ballava, Bruce Lee si è mosso e Maria Zakharova risponde.

In ottobre, la Black Moon, questo punto astrologico che rappresenta la dimensione viscerale e istintiva dell’esistenza, si è trasferito nel Toro, evidenziando l’importanza di essere consapevoli di come la forza vitale in noi è condizionata o canalizzata, plasmando il modo in cui percepiamo la nostra stessa esistenza.

Ad esempio, come il confinamento del corpo potrebbe – o non potrebbe – confinare la nostra psiche.

Quali sono gli effetti psicologici della mancanza di tatto o dell’esperienza fisica di avere costantemente la bocca coperta?

Il modo in cui queste situazioni influenzano la nostra psiche, non è irrilevante.

Sia René Descartes che Wilhelm Reich avevano la Black Moon in Toro.

Come sono correlati mente e corpo?

Sono una dicotomia cartesiana o si intrecciano come unità bioenergetica mossa dalla libido?

Questo è un importante problema di fondo nella nostra collettività fino a luglio 2021

Il destino dell’impero americano

PE: L’astrologia nella storia è piena di storie affascinanti sulle interpretazioni celesti che aprono la strada a una mossa cruciale politica o militare.

Ad esempio, subito prima della conquista mongola di Baghdad nel 1258, il Gran Khan, Hulegu, chiese all’astrologo di corte le prospettive future.

L’astrologo, Husam al-Din, disse che se avesse seguito i suoi generali e avesse invaso Baghdad, le conseguenze sarebbero state minacciose.

Ma poi Hulegu si rivolse a un astronomo sciita, Tusi, un poliedrico.

Tusi disse che l’invasione sarebbe stata un grande successo. Questo è quello che è successo – e Tusi è stato ammesso nella cerchia ristretta di Hulegu. Quindi i Mongoli – che hanno costruito il più grande impero della storia – erano grandi fan delle ” conferme celesti”.

Potrebbe “la conferma celeste” dei nostri tempi finire per prevedere il destino di un altro impero – gli Stati Uniti…?

VG: È vero, ci sono così tante storie affascinanti.

La fine dell’Impero Bizantino e la conquista di Costantinopoli da parte del sultano Mehmet II dell’Impero Ottomano fu anche segnata da una previsione astrologica della vittoria ottomana relativa a un’eclissi.

Il ritorno di Plutone negli Stati Uniti avverrà nel 2022. È enorme. È un ciclo di circa 247 anni.

Plutone ha un valore del destino. Il ritorno del signore degli inferi parla anche del ritorno di ciò che è stato represso, nascosto o rifiutato. Avrà tre risultati esatti nel 2022 e l’ultimo e definitivo del prossimo ciclo di Plutone vedrà il pianeta della morte e della rigenerazione di fronte alla Luna Nera Lilith in Cancro, in opposizione.

Il karma è bastardo e colpisce all’interno…

È anche un ciclo correlato al potere e allo stato di potere. Non sarà tutto brutto e ci saranno alcuni momenti vittoriosi, ma c’è un cambiamento nella posizione del paese nell’equilibrio dei poteri nel mondo che non è così facile da digerire.

La lotta per il potere sarà intensa, sia esternamente che internamente, con notevoli rischi di manifestazioni distruttive.

Il modo migliore per attraversare un momento del genere sarebbe eliminare – anche se è difficile credere che “la palude” possa essere prosciugata così facilmente.

È un invito a una trasformazione profonda, quando tutte le cose sotto il tappeto e i cadaveri fuori dal seminterrato devono essere affrontati.

Per il popolo della nazione è un appello alla maturità (Saturno congiunge la Luna), alla compassione e una disposizione più umanamente ricettiva (opposizione di Nettuno), lasciando che le illusioni si dissolvano e che realizzano che l’impero sta perdendo la sua egemonia e il suo status, ma la nazione continuerà.

Che nazione sarebbe per il suo popolo, se andasse contro altri popoli?

Ciò non significa che l’Impero americano cadrà entro il 2022, ma sta collassando e subirà trasformazioni drammatiche nel prossimo decennio.

Un rinascimento distopico

PE: In mezzo a tanta tristezza, sembra che tu stia introducendo un concetto molto promettente:

“Rinascimento distopico”.

Questo è l’esatto opposto di ciò che viene ampiamente interpretato come il nostro inevitabile futuro neo-orwelliano.

Come descriveresti questo Rinascimento distopico, in termini di lotta individuale, collettiva, politica e culturale?

VG: Il concetto emerge proprio per chiarire l’estrema complessità dei nostri tempi.

Ebbene, la parte rinascimentale sembra molto promettente, non è vero? Ma c’è anche la parte distopica. Non è una rinascita utopica, come ben sappiamo.

Forse tra 200 anni, quando raggiungeremo la Grande Mutazione nell’acqua, lo stesso elemento del magnifico Rinascimento italiano, l’umanità potrebbe essere in grado di sentire e comprendere meglio dimensioni più profonde della vita.

Perché non mirare all’utopia? Ma tutto ciò che può essere possibile a quel punto passa proprio ora.

È ora che, insieme a questa speciale Grande Mutazione, alcuni significativi aspetti astrologici indicano un vero cambiamento del sistema-mondo.

Ci vuole questo momento cruciale nel tempo e questo periodo di aria per elevare le prospettive, per condividere idee e ideali e capire quanto possa essere arricchente costruire,

“una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”, come dice Xi Jinping…

Un punto di svolta fortemente rafforzato, che apre nuovi orizzonti, offre la possibilità di arricchire gli scambi in un mondo multipolare e con un appello al socialismo come non abbiamo mai conosciuto prima.

Atlante catalano, dettaglio che mostra la famiglia di Marco Polo 1254-1324 che viaggia con una carovana di cammelli, 1375, disegno di Spanish School. Fonte: Wikimedia

Non dimentichiamo che questo momento risuonava anche nel XIII° secolo, quando il veneziano Marco Polo, viaggiando attraverso la Via della Seta fino in Asia, riportò in Europa la freschezza dei venti orientali, con notizie dalla dinastia Yuan di Kublai Khan, tra cui la ” variazione “del denaro in una forma più leggera, dalla moneta alla carta.

A quel tempo, c’era uno stellium (una concentrazione di pianeti) in Capricorno proprio come avevamo nel 2020, con la seguente congiunzione Giove-Saturno in Acquario (sebbene non come una grande mutazione), e l’ingresso di Plutone in Acquario come faremo anche noi nel 2023/2024.

È un contesto assurdamente distopico, ma punto di svolta per una nuova concezione della realtà e la possibilità di sorprendenti nuovi orizzonti.

Un nuovo sistema mondiale è nell’aria

PE: Giorgio Agamben ha fatto riferimento a quella famosa intuizione di Foucault in Les Mots et les Choses, quando Foucault scrive che l’umanità può scomparire come una figura disegnata nella sabbia che viene cancellata dalle onde che colpiscono la riva.

L’immagine sorprendente può applicarsi alla nostra attuale condizione mutevole, mentre stiamo per entrare in un’era transumana e persino post-umana, dominata dall’intelligenza artificiale (AI) e dall’ingegneria genetica.

Giorgio Agamben sostiene che il Covid-19, il riscaldamento globale e, più radicalmente, l’accesso digitale diretto alla nostra vita psichica – tutti questi elementi stanno distruggendo l’umanità.

La Grande Mutazione installerebbe un paradigma diverso e ci allontanerebbe dalla post-umanità?

FG: Il rapido sviluppo della tecnologia sarà qualcosa di seriamente complesso da affrontare.

Sarà sorprendente in molti modi, ma non tutti belli, che presentano sfide innegabili, alcune delle quali sono già in atto e stanno per intensificarsi.

Quali sono gli effetti della tecnologia e dell’intelligenza artificiale sia nel nostro corpo organico che in quello soggettivo?

Il controllo mentale con dispositivi bidirezionali, sia la raccolta di informazioni che l’induzione di comandi è un work in progress.

Livelli perversi di controllo tecnologico della società sono una seria preoccupazione poiché Plutone, alias Ade, signore degli Inferi, transiterà anche nell’Acquario tecnologico e futuristico dal 2023/24 in poi, fino al 2043/44 – tempi di intensa trasformazione sociale, quando i progressi tecnologici lasceranno a bocca aperta e la concezione stessa della scienza cambierà considerevolmente, ma con seri rischi di follia transumana e postumana.

Non possiamo ignorare la nostra omogeneità.

Non possiamo neppure ignorare la nostra soggettività.

Plutone parla di trasformazione o dominio, in altre parole, citando un tuo recente articolo:

“Ecco il nostro futuro: hacker o schiavi”.

Dobbiamo fare della pirateria, non solo in senso oggettivo – che sicuramente diventa sempre più un’abilità allettante – ma anche in senso soggettivo, trovando linee di fuga e mantenendo vivo Eros, la forza vitale vivida dentro di noi.

Considerando che siamo già qui, vivendo tempi distopici,

tanto vale trarre il meglio da questa avventura innegabilmente epica…

Invece di soccombere alla paura e all’isolamento, sopraffatti dal destino e dall’oscurità, non dimentichiamo l’osservazione di Wallerstein sul destino contro il libero arbitrio – una conquista molto interessante, tra l’altro, che la mia esperienza di astrologa che osserva i cicli collettivi e individuali conferma molto:

Entrambi esistono…

Durante il periodo stabile di un sistema-mondo, la sua vita normale, quando la sua struttura funziona bene anche se ci sono alcune fluttuazioni, tende alla stabilizzazione ed è molto difficile cambiare le cose nel sistema.

È destino:

devi fare un sacco di sforzi per ottenere forse pochissimi cambiamenti cercando di sfuggire al destino.

Ma quando il sistema-mondo ha raggiunto la sua fase finale, non può più essere salvato e c’è molta instabilità.

La crisi non sta finendo e l’unica possibilità è il cambiamento, in un modo o nell’altro – è tempo di libero arbitrio.

Nella crisi strutturale, Wallerstein dice che abbiamo più libero arbitrio, le nostre azioni hanno un impatto più forte e ogni piccola mossa conta per decidere in quale direzione andrà il cambiamento del sistema.

Nella nostra vita personale a questo punto di svolta nel tempo, come si chiede Foucault, possiamo anche chiederci:

In quanto esseri umani, siamo un freno o un ostacolo?

Siamo un modo per imprigionare la vita o siamo un’apertura, una linea di fuga?

Per quanto riguarda le parole di Foucault che tu e Agamben portate alla luce, permettetemi di fare riferimento al paragrafo precedente, poco prima di quello finale di Les Mots et les Choses, quando afferma che:

“prendendo un campione cronologico relativamente breve all’interno di un’area geografica ristretta – la cultura europea dal XVI secolo – si può essere certi che l’uomo è un’invenzione recente al suo interno”.

“L’uomo” a cui si riferisce come l’effetto di un cambiamento nelle disposizioni fondamentali della conoscenza un paio di secoli fa, con le disposizioni più recenti che forse stanno per finire, rientra nei riferimenti europei.

Questo non è né l’inizio né la fine dell’uomo, né la sua unica espressione interessante.

Con un enorme e profondo apprezzamento per così tanta cultura europea, forse una delle cose che giungono a una fine necessaria è l’Eurocentrismo.

Ciononostante, ovviamente, è profondamente preoccupante il modo in cui i volti vengono allo stesso tempo tracciati digitalmente dalle macchine e nascosti agli altri umani da maschere, specialmente gli effetti di tutto questo nei bambini. L’attuale transizione non è priva di effetti epistemologici ed effetti su come concepiamo l’uomo, gli esseri umani.

Ma non è tutto detto e fatto.

Per contrastare il rendere oggetto l’essere umano, potrebbe essere opportuno attingere dalla concezione degli esseri umani dei Tupis:

tu + pi, suono seduto.

Un essere umano è un suono che si è seduto, ha avuto luogo e vibra.

Dobbiamo mantenere vibranti i nostri corpi, i nostri volti e le nostre parole.

Per il nativo sudamericano Tupis, ogni essere umano è una nuova musica, una nuova parola che vibra e co-crea la vita con gli altri e la natura.

Albert Eckhout dipinto di un uomo Tupi. Fonte: Wikipedia

Sembra che le radici più profonde della saggezza aborigena-indigena debbano ancora essere più pienamente riconosciute e reintegrate nelle Americhe prima che possa aver luogo la reinvenzione del mondo in Occidente.

Ora i venti soffiano dall’Est e dall’Eurasia, ispirando nuove forme di convivenza.

Ma i controllori del capitale, della ricchezza e del potere del mondo non si arrenderanno senza combattere – o faranno poche guerre e un pesante bagaglio obbligo di controllo sociale tramite la tecnologia, catturando corpi e menti.

Quale sarà, Great Reset o Great Mutation?

C’è una via d’uscita? Sì…

E sembra percorrere le Nuove Vie della Seta e l’Integrazione dell’Eurasia – letteralmente in una certa misura importante, ma anche simbolicamente.

L’Occidente può guadagnare molto dall’apertura ai venti orientali, dalle notizie e dalle idee che portano, storie di una comunità di futuro condiviso per l’umanità.

Un nuovo sistema mondiale è nell’aria…

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Mascheramento: una falsa speranza nelle affermazioni esagerate di un modello obsoleto ed errato

Il caso empirico per un mandato di maschera manca di basi scientifiche

L’Ordine Esecutivo del Presidente Biden “Sfida della maschera dei 100 giorni” è stato firmato il 20 gennaio, ma non è supportato da alcuna scienza credibile.

Piuttosto, si tratta di continuare l’intimidazione e il controllo psicologico dei cittadini americani. ⁃ TN Editor

Lo scorso autunno, l’Institute for Health Metrics Evaluation (IHME) dell’Università di Washington ha pubblicato uno  studio  accattivante con un’affermazione politicamente accattivante: se gli americani si fossero semplicemente mascherati quando si avventurassero in pubblico, oltre 120.000 vite potrebbero essere salvate all’inizio del l’anno prossimo. Quando Joe Biden entrerà in carica alla fine di questa settimana, è ampiamente previsto che utilizzi ordini esecutivi per  emanare un mandato di maschera nazionale di 100 giorni.

L’azione di Biden si basa direttamente sulle affermazioni dello studio IHME, a cui ha  ripetutamente accennato  nel suo commento pubblico. Ma la scienza dietro questa affermazione è valida?

Come  ho documentato lo scorso autunno, le proiezioni dell’IHME si basavano su un semplice errore di dati. Il modello IHME parte dal presupposto che solo il 49% degli americani indossasse attualmente maschere in pubblico. Aumenta il tasso di adozione della maschera tra l’85% e il 95%, è logico, e salverai oltre centomila vite riducendo la diffusione del Covid-19. Un mandato di maschera nazionale, sottintendevano gli autori, avrebbe funzionato.

Tuttavia, le proiezioni dell’IHME presentavano un problema cruciale. L’IHME ha preso la cifra del 49% di adozione da un sondaggio obsoleto di mesi all’inizio della pandemia. Alla fine di settembre, quando hanno fatto le loro proiezioni, l’adozione delle maschere da parte degli Stati Uniti si è attestata all’80% a livello nazionale. Invece di quasi raddoppiare i tassi di utilizzo delle maschere, un mandato nazionale per le maschere aumenterebbe la conformità solo di circa 5-15 punti percentuali. Il numero di vite che il mandato avrebbe salvato, si è scoperto, era stato enormemente esagerato nel rapporto pubblicato.

Il  direttore dell’IHME ha fatto eccezione  alle mie critiche, anche se in particolare non ha contestato nessuno dei miei calcoli. “[Magness] ha ragione sul fatto che la nostra stima dei tassi di indossare maschere è aumentata” dalla pubblicazione dello studio, ha spiegato Christopher JL Murray in una lettera al  Wall Street Journal. I nuovi dati dell’estate e dell’inizio dell’autunno hanno confermato un aumento dei tassi di adozione di maschere pubbliche. Eppure Murray ha continuato: “[h] e non è corretto suggerire che questo indebolisce il caso per le politiche pubbliche che richiedono maschere”.

Nei circa due mesi trascorsi da questo scambio pubblico, il modello di maschera dell’IHME ha subito una curiosa trasformazione. Murray e il suo team hanno aggiornato silenziosamente le loro cifre per riflettere i tassi di adozione della maschera più alti e più realistici. Inoltre, hanno esteso queste correzioni retroattivamente alle proiezioni del loro modello dai mesi estivi.

Il grafico seguente mostra come il modello di maschera IHME è cambiato nel tempo. La linea blu rappresenta l’effettivo tasso di adozione delle maschere negli Stati Uniti, come rilevato dal sondaggio YouGov. Mostra che l’adozione di maschere statunitensi è aumentata rapidamente in primavera fino a raggiungere l’80% circa a metà luglio. Da luglio ad oggi si è mantenuto stabile al livello dell’80% (i sondaggi paralleli di  CDC,  Pew Charitable Trust,  Carnegie Mellon University e  Kaiser Family Foundation  confermano questi risultati).

La linea arancione mostra il modello e le previsioni della maschera dell’IHME il 21 settembre, che è la versione pubblicata sulla rivista  Nature-Medicine. La linea gialla mostra le successive revisioni al rialzo dell’IHME a partire da gennaio 2021, che ora stanno finalmente iniziando a convergere con la realtà. Le loro stime cadono ancora un po’ a corto di quello che le indagini di cui sopra mostrano, ma a partire dal 18 gennaio il modello IHME presuppone che il 76% degli americani indossano maschere in pubblico – poco meno del livello 80%.

Sebbene il team di IHME debba essere lodato per aver corretto il proprio modello per riflettere meglio la realtà, questi aggiustamenti significano anche che rimangono relativamente pochi guadagni aggiuntivi da portare il tasso di adozione della maschera verso l’alto all’85 o 95%. Il più recente dei sondaggi indipendenti – uno studio condotto dalla  Kaiser Family Foundation  a dicembre – riporta addirittura che l’89% degli americani indossa sempre o quasi sempre maschere in pubblico, suggerendo che siamo già vicini o vicini alla soglia di “adozione universale” mirata il modello IHME.

Le correzioni in corso al modello IHME hanno fortemente smorzato i vantaggi promessi di un mandato di maschera nazionale. La figura seguente mostra la previsione di “vite salvate” dell’IHME nell’ambito dell’adozione della maschera universale con una conformità del 95%, come previsto per 4 mesi dalla data di rilascio.

A settembre, il modello IHME prevedeva che oltre 120.000 vite sarebbero state salvate entro gennaio con un mandato di maschera. Ora prevede 31.000 vite salvate entro la fine di aprile.

Durante la lettura di queste proiezioni sempre più restrittive, tieni presente che i modelli di adozione delle maschere statunitensi non sono cambiati in modo significativo dalla metà dell’estate del 2020, prima che l’IHME pubblicasse la sua prima stima di “vite salvate”. È rimasto costante a circa l’80% per tutto questo tempo. Gli unici cambiamenti apparenti sono i dati di input per il modello IHME, che hanno aggiornato sulla scia della mia critica per approssimare meglio la realtà. L’effetto è quello di ridurre la proiezione di “vite salvate” dell’IHME al termine dei 4 mesi a solo un quarto della sua affermazione da prima pagina in autunno.

Questi cambiamenti non significano che le maschere manchino di efficacia ai margini. Rimangono una risposta igienica precauzionale, in particolare in alcuni luoghi interni e intorno a persone vulnerabili. Piuttosto, gli aggiustamenti del modello dell’IHME confermano ciò che molti di noi hanno sottolineato da quando il movimento del mandato della maschera è iniziato sul serio lo scorso anno. I principali vantaggi derivanti dalla mascheratura sono già stati ottenuti. Gli americani  li hanno adottati rapidamente la  scorsa estate e da allora hanno continuato a usarli a tassi costantemente elevati. L’aggiunta di un nuovo mandato di maschera nazionale in aggiunta a questa pratica porterà poco o nessun  vantaggio aggiuntivo a ciò che l’adozione volontaria è già stata ottenuta, sebbene possa alimentare una falsa speranza nelle affermazioni esagerate di un modello obsoleto ed errato.

Leggi la storia completa qui …

Fonte:  https://www.technocracy.news/the-empirical-case-for-a-mask-mandate-lacks-scientific-grounding/

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Le radici del Piano COVID – del cartello IG Farben

fonte

di Jon Rappoport dal sito web NoMoreFakeNews

La conoscenza di un crimine in corso all’interno di una società si trasforma in una cospirazione del silenzio, condivisa da molti dipendenti

Ma mentre sali la scala aziendale, QUALCUNO non solo lo sa, ma INTENDE continuare a commettere il crimine. Questa è la mia conclusione, dopo 30 anni di indagini su comportamenti medici criminali, compreso l’omicidio di massa.

Ecco uno sfondo profondo, che illumina l’attuale ruolo di leader farmaceutico nella frode e nella devastazione COVID:

Nel 1933, il più grande cartello del mondo, IG Farben, ha permesso l’ascesa al potere di Hitler.

Farben:

prodotti farmaceutici, coloranti, prodotti chimici, sintetici …

Durante la seconda guerra mondiale, Farben fece spedire prigionieri da Auschwitz alla sua struttura vicina, dove furono condotti su di loro terribili esperimenti medico / farmaceutici.

Per i resoconti, leggi The Devil’s Chemists – 4 Conspirators of the International Farben Cartel who Manufacture Wars , di Josiah DuBois , e The Crime and Punishment of IG Farben , di Joseph Borkin . Alla fine della guerra, i dirigenti di Farben furono processati e, nonostante gli sforzi di Telford Taylor , il procuratore capo degli Stati Uniti e il procuratore aggiunto, Josiah DuBois , le condanne emesse furono lievi …

Ad esempio, Fritz Ter Meer,

un dirigente di alto rango della Farben, fu processato per omicidio medico di massa e schiavitù, e condannato a irrisori sette anni di carcere.

È stato rilasciato dopo tre anni e ha ricoperto la carica di presidente del comitato consultivo della Bayer, un “ramo sull’albero” della IG Farben.

C’erano chiare ragioni per condanne leggere per i dirigenti di Farben.

Primo, la ricostruzione dell’Europa era vista come un baluardo contro l’aggressivo comunismo sovietico.

I criminali di guerra di Farben erano “necessari” per organizzare la nuova Europa.

Ancora più importante, stava nascendo un mondo completamente nuovo e le mega-corporazioni e i cartelli erano al centro di esso.

Sarebbero i motori che guidano l’economia globale e controllano le risorse naturali del pianeta.

Era il colonialismo con una faccia diversa, la Compagnia delle Indie Orientali che si basava sulla tecnologia e sull’industria e una portata planetaria al di là di qualsiasi cosa mai tentata.

Così i magnati di Farben, e quelli come loro, erano visti da molti come progettisti altamente competenti della nuova “pace e prosperità”.

E oh sì … c’era una terza ragione per cui i dirigenti della Farben se la passavano così alla leggera.

I loro potenti partner del cartello in tutto il mondo volevano continuare rapporti proficui con questi fratelli nazisti …

Alcuni dei partner internazionali altamente influenti:

Si potrebbe dire che, dopo la guerra, l’emergente colosso farmaceutico globale era una reincarnazione del modello Farben:

  • profitto prima della sicurezza
  • sperimentazione medica letale oltre ogni limite legale
  • l’uso di farmaci / vaccini come mezzo di controllo

Quel modus operandi è sopravvissuto fino ad oggi e ha prosperato oltre le previsioni. Ha anche danneggiato, distrutto e ucciso molte più persone di quanto il nazista Farben avesse sognato.

Ho spesso citato la recensione della dottoressa Barbara Starfield del 26 luglio 2000 sul Journal of the American Medical Association ,

La salute degli Stati Uniti è davvero la migliore al mondo?”

Starfield ha affermato in modo conservativo che ogni anno,

il sistema medico statunitense uccide 106.000 persone per somministrazione diretta di farmaci approvati dalla FDA . Questo si traduce in più di un milione di morti ogni decennio.

E non stiamo nemmeno parlando degli altri milioni di persone gravemente mutilate.

Né i vaccini fanno parte di questa stima.

L’orribile programma medico è una diretta continuazione del piano IG Farben.

E ora abbiamo la frode chiamata COVID-19 …

L’uccisione – dei fragili e degli anziani – passa attraverso la terrificante diagnosi della “malattia pandemica”, più l’isolamento forzato dalla famiglia e dai propri cari.

Nessun virus necessario …

La mutilazione e l’uccisione arrivano anche con la somministrazione del farmaco tossico preferito, Remdesivir, e l’uso di ventilatori respiratori più sedazione …

In un ampio studio di New York ( Presenting Characteristics, Comorbidities, and Outcomes Among 5700 Patients Hospitalised with COVID-19 in the New York City Area – by JAMA), il tasso di mortalità tra i pazienti anziani sottoposti a ventilatori è stato uno sbalorditivo 97,2%. Le carcerazioni COVID giustificate dal punto di vista medico hanno devastato milioni di vite. Questo pubblico prigioniero è ora sottoposto al più grande esperimento medico della storia:

la somministrazione di un vaccino che è stato approvato rapidamente e utilizza una tecnologia RNA mai approvata per uso pubblico prima – a causa dei suoi pericoli …

Il vantaggio principale di questo vaccino va al moderno Farben nexus delle aziende farmaceutiche:

La tecnologia RNA, finalmente approvata, consente una produzione molto più rapida, semplice ed economica di vaccini e farmaci …

Pertanto, i ricercatori possono affermare di scoprire dozzine di “nuovi virus” che richiedono vaccini.

Dai test alla produzione di massa di vaccini … questione di pochi mesi, non anni …

Gravi reazioni avverse ai nuovi vaccini COVID si stanno accumulando … all’ultimo conteggio, un 3% riferito di coloro che hanno ricevuto i colpi.

Puoi FACILMENTE moltiplicarlo per un fattore dieci per ottenere un’immagine più accurata.

Funzionari della sanità pubblica e capi di governo scriveranno queste reazioni come “malattia COVID” e continueranno a promuovere il vaccino sperimentale – e avvertiranno che il rifiuto diffuso di prendere i colpi porterà alla necessità di nuovi livelli di carcerazione.

L’intero programma di distruzione – dalla seconda guerra mondiale in poi – in realtà dal 1910 e dal famigerato rapporto Flexner – è stato mirato a,

indebolendo le popolazioni, rendendole più facili da controllare

L’intero programma è stato intenzionale, ai massimi livelli.

L’amministrazione in corso del programma è stata essenzialmente portata avanti da ignoranti, ciechi, persone con il lavaggio del cervello, codardi, che formano una vasta burocrazia senza volto che assomiglia alla struttura della macchina nazista:

“Stavo solo eseguendo gli ordini …”

Ma ancora una volta, ai massimi livelli, è intenzionale.

Guerra con altri mezzi …

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/sociopolitica2/sociopol_igfarben10.htm

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