Crea sito

La Tecnologia come Nuova Religione

                                                      Clicca sull’immagine per guardare il video

Psicologia della razza umana

In un momento di profonda crisi chi non vorrebbe un salvatore? Nelle giuste condizioni e con un po di tempo la gratitudine diventa Adorazione o peggio DEVOZIONE.

Il nostro senso di smarrimento di fronte alle “catastrofi” e la smarrita capacità di comprendere il mondo, ci rendono pedine manipolabili da chi usa queste tragedie come opportunità – PROBLEMA – REAZIONE – SOLUZIONE.

Ed ogni aiuto che riceviamo genera due aspetti fondamentali, DEVOZIONE appunto. E altro aspetto è la RICATTABILITÀ L’opposizione rafforza la maggioranza.

La Tecnologia come Nuova Religione. 

Ma che cos’è la TECNOLOGIA? In greco “tekhnologhia” significa: Trattato, grammatica di una lingua, deriva dall’unione tékhne che significa arte e logos che vuol dire discorso. Siamo schiavi di un’Arte fisica che manipola la materia, che sostituisce la tecnologia intrinseca dell’uomo.

Ad esempio, le Api per comunicare hanno sviluppato una tecnologia interna, capace di leggere le frequenze e le vibrazioni, senza far uso di qualche linguaggio. La Telepatia nell’uomo è una TECNOLOGIA di comunicazione.

Ma tutte le scoperte e i mille modi “FISICI” di comunicare, dal Pc, al Cellulare, non fanno altro che atrofizzare queste nostre possibilità. L’uomo vuole trascendere, vuole andare sempre oltre, ed è una dote Sacra che ci ha portato lontano, ma stiamo atrofizzando l’Empatia a vantaggio di una Tecnologia esterna a noi e da cui siamo dipendenti.

E la DIPENDENZA porta a sua volta ad altri DUE aspetti, Schiavitù e Controllo. La Dipendenza porta alla paura del distacco, e la PAURA porta alla manipolazione. La Paura, la Disperazione, l’Odio, sono EMOZIONI di bassa frequenza, figlie della mancanza di CONSAPEVOLEZZA e mentre le emozioni nella maggior parte dei casi portano a delle REAZIONI, spesso inconsce.

Le sensazioni che hanno picchi emozionali più tenui, insieme alla consapevolezza portano all’Azione consapevole. Chi conosce le nostre emozioni, è di conseguenza le nostre reazioni può controllarci e manipolarci semplicemente toccando i nostri punti deboli, giocando con le nostre Reazioni Prevedibili, che mancano di consapevolezza.

E la PAURA è l’arma che tutti noi usiamo per raggiungere certi scopi (pensate all’Uomo Nero che viene raccontato ai bambini per non fargli fare certe cose, o all’Inferno per chi va in chiesa). E di conseguenza è l’arma che viene usata contro di noi per farci fare, o farci accettare realtà che non accetteremmo mai.

Chi conosce la natura umana sà bene come impiantare certe paure a livello globale e sa bene come usare queste Paure per poterci Controllare. Siamo PREVEDIBILI.

La Mente è un grande mezzo ma se non la conosciamo bene diventa una prigione, cominciamo quindi a studiare noi stessi, la nostra psicologia, rafforziamo la “VISTA” del nostro Osservatore esterno e cominciamo ad AGIRE invece di REAGIRE, dominando le EMOZIONI, osservando senza reprimerle e coltivando le sensazioni.

Siamo prima di tutto Esseri Spirituali, non siamo macchine. Ascoltiamo il CUORE che è il collegamento diretto con la FONTE, agiamo il più possibile con Amore Incondizionato. Diamo al cuore il timone della mente e manteniamo la fede in questo principio universale.

Non facciamoci illudere da falsi Profeti, da false Correnti Spirituali che promettono la Pace e la Gioia, escludendo la Sofferenza e la fatica e sarà la Mente il suo vero obiettivo. Addestriamo il cuore, l’empatia e la nostra fede nell’universo.

Smettiamo di essere Prevedibili

Trascrizione dei sottotitoli del video: “Psicologia della razza umana”

Critica alla democrazia

 Perché Socrate odiava la democrazia … e cosa possiamo fare per questo

by Scotty Hendricks
October 08, 2017
from BigThink Website

In tutto il mondo, persone di tutte le età hanno una ragione per essere preoccupate del governo democratico.

Mentre il mondo occidentale pone oggi un valore elevato sulla democrazia, questo non è sempre stato così. Alcune delle più grandi menti della storia della civiltà occidentale hanno avuto forti critiche sulla democrazia, critiche che sarebbe da idioti ignorare.

In Repubblica, Platone scrive che Socrate stava discutendo (molto più che in forma docente) sulla natura dello stato ideale.

Ad un certo punto chiede al suo compagno, Adeimantus,

che avrebbe preferito gestire un viaggio per mare, con un qualche passeggero casuale o un capitano ben addestrato, istruito ed esperto

Video Sottotitolato in lingua italiana

Ovviamente, dopo che il capitano è stato scelto per validi motivi di competenze, Socrate estende la metafora allo stato, chiedendo perché lasciare che qualcuno cerchi di gestire la nave dello stato.

Egli continua a proporre un regime totalitario come lo stato ideale, in cui i governanti sono stati tutti istruiti in decisioni per decenni prima di assumere il potere assoluto.
Le obiezioni di Socrate per il governo democratico possono essere trovate anche in altre opere.

Ha lodato la monarchia Spartana come ben gestita, e in vari dialoghi sulle virtù lamenta che, sono così poche le persone le hanno e ancora meno persone che siano in grado di capirlo.

È senza dubbio che non ha considerato abbastanza intelligente la generale popolazione per gestire le cose.

Questa non è l’unica critica inerente all’intelligenza della popolazione che vota nella culla della democrazia. Nelle parti successive della Repubblica, Platone suggerisce che la democrazia è una delle fasi successive al declino dello stato ideale. Una cosa così sbagliata e male gestita che la gente in ultima analisi grida per avere un dittatore per essere salvata.

Questa era una grande idea per Platone, la democrazia porterebbe ai tiranni.

Aristotele, da parte sua, ha elencato che la democrazia è come la versione fallita della regola da parte delle moltitudini.

La “timocrazia”, la regola della classe privilegiata o anche solo una forma più costituzionale del governo repubblicano che nella mente dei molti era il tipo ideale di regola. Avrebbe visto l’Atene come una città sempre in decomposizione, allontanandosi dalla sua originaria costituzione timocratica come stabilito da Solone.

L’idea che la democrazia sia fondamentalmente sbagliata è addirittura sponsorizzata nei successivi e più liberali pensatori.

Voltaire, che ha sostenuto tutte le libertà liberali del discorso e della religione, ha detto alla Grande Caterina di Russia che,

“Quasi niente di grande è mai stato fatto nel mondo tranne per il genio e la fermezza di un solo uomo che combatte i pregiudizi della moltitudine”.

La sua comprensione del liberalismo è stata quasi completamente separata dalla democrazia.

Se allora la democrazia era così deleteria, perché l’abbiamo ora? E perché ripetere l’errore?

Ora, è importante capire che la democrazia ad Atene era molto diversa da quella che abbiamo oggi. Atene era molto più vicino a una democrazia diretta che la maggior parte di noi sarebbe a suo agio.

Era anche molto limitata; solo il venti per cento della popolazione era mai stato affidato allo stesso tempo, tutti i maschi bianchi liberi all’età di 18 anni con genitori che erano anche cittadini.

Alcuni uffici avevano un requisito minimo di ricchezza.

Il quorum per l’Assemblea era di 6000 cittadini, in modo da aumentare la presenza degli schiavi con una corda tinta di rosso che avrebbe portato gente lì all’agorà e, chiunque catturato con tinture rosse sui loro vestiti veniva mutilato.

Molti posti nel governo sono stati tenuti da cittadini selezionati a caso per servire in essi.

Socrate stesso si trovò in questo modo una volta, e testimoniò di che cosa si trattava a una folla arrabbiata che mise illegalmente i generali a morte. Allora, naturalmente, una giuria decise con una sottile maggioranza di metterlo a morte su accuse deboli.
Platone ci dice che solo 30 voti, da una giuria di 500, lo hanno condannato a morte uccidendolo.

La morte di Socrate

Ma perché contano ancora le critiche se non abbiamo la Democrazia Ateniese?

Beh, il fatto che abbiamo un governo diverso da Atene non significa che non condividiamo problemi simili.

Socrate era preoccupato per i problemi posti da una popolazione non addestrata e facilmente capace di avere potere sullo stato. Un problema che continua a disturbare i pensatori come Richard Dawkins.

Negli Stati Uniti gli elettori possono essere poco meno informati di quello che votano.

Jimmy Kimmel ci mostra come le persone non sanno molto dell’Obamacare e che i risultati della mancanza di informazione si sono dimostrati negativamente per loro.

Questi fatti, combinati con il potere degli uffici nelle mani del pubblico votante, avrebbero fatto raggiungere a Socrate le porte dell’inferno.

Cosa possiamo fare?

“C’è un bene, una conoscenza e un male, ignoranza”.

Così ha parlato il Socrate antidemocratico …
L’istruzione è la “migliore” speranza di una democrazia. Una popolazione che comprende i tratti necessari in un leader, conosce la differenza tra un artista e un legittimo leader e sa quale sia il cammino da intraprendere che è la differenza tra un’efficace democrazia e l’incubo socratico.

Mentre nella nostra democrazia l’elettore tipico non ha bisogno di preoccuparsi di essere messo in una posizione di potere per via di una lotteria, hanno bisogno di capire abbastanza per selezionare la persona ‘giusta’ per metterla e porla al potere.

Per i Greci questo era un’istruzione in grammatica, logica e retorica, aritmetica, geometria, musica e astronomia. Tutte le cose vissute come vitali per partecipare alla vita pubblica e vivere la vita di un cittadino libero, avvenne solo più tardi la fondazione della nostra moderna educazione all’arte liberale.

Mentre l’idea che,

“l’argomento migliore contro la democrazia è una conversazione di cinque minuti con l’elettore medio”,

… può ancora suonare vero, migliorando l’educazione dell’elettore medio si indebolisce tale argomento.

“La democrazia è la forma peggiore di governo, eccetto tutte quelle altre forme”, ha affermato Winston Churchill, noto campione di ideali democratici.

Qualsiasi governo è solo buono come i suoi governanti …

In una democrazia, questo significa che la popolazione generale deve essere adeguatamente istruita per governarsi.

  • Le critiche della democrazia date dalla sua culla saranno riconosciute?
  • O finiremo come ad Atene?
  • Una democrazia in nome, ma in realtà governata dalla folla non erudita?

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Chip – il marchio della bestia

 

 

Una azienda del Wisconsin lancia una festa per celebrare l’impianto del microchip ai suoi dipendenti

Articolo di Natural News

Il processo centralizzato governativo che diventa “Big Brother” e la diffusione delle masse che utilizzano la tecnologia di sorveglianza e altri mezzi di controllo della popolazione sono diventate semplicemente idiozia grazie a quelle stesse masse.

Potresti aver letto le storie nelle settimane scorse circa le aziende americane e svedesi che hanno tagliato i dipendenti dopo aver accettato di prendere il chip volontariamente. Quello che non hai sentito è che un simile microchip è diventato una specie di cerimonia che viene poi celebrata con una festa dopo che stupidi si sono fatti innestare il chip, evidentemente non hanno idea di quello che hanno appena fatto.

Come notato dal Gateway Pundit, i lavoratori del Three Square Market, un’impresa con sede nel Wisconsin, ha messo a disposizione una “partita di chip” per i dipendenti che hanno accettato di loro volontà il marchio della bestia.

Nel caso in cui non lo sapessi, i chip sono stati messi a disposizione a impiegati volontari incapaci di comprendere come funziona la tecnologia, ma meramente solo per “convenienza” che consente loro “più facilmente” e “più sicuri” accedere a un computer, entrare nell’edificio, comprare oggetti nella pausa aziendale entrare e uscire dai locali di lavoro, ecc. E ovviamente, la società ha assicurato ai dipendenti che hey, il chip integrato non la capacità di monitoraggio; Anche se credi che abbia la possibilità di farlo e vederti nella vastità del Kansas.

Come afferma WBAY, l’affiliata di Green Bay ABC, (qui ulteriori segnalazioni)

Il Tre Square Market ha ricevuto un’attenzione internazionale da quando ha annunciato il programma di microchip volontario, ritenuto il primo del suo genere negli Stati Uniti.

Il programma di microchip è volontario. Se i dipendenti sono disposti e consentono all’azienda di impiantare un chip a radiofrequenza di identificazione tra il pollice e l’indice.

Il chip RFID aprirà le porte, accede ai computer e fa acquisti da distributori automatici. La tecnologia è simile ai servizi di pagamento mobile come Apple Pay e Google Wallet.

Il Tre Square Market assicura ai dipendenti che non saranno in grado di monitorarli perché il chip non dispone di GPS. I dati sul microchip sono crittografati.

Nell’era dei social media, la maggior parte degli americani che ancora pretendono di preoccuparsi della privacy sono impermeabili al fatto che volontariamente rinunciano ogni volta che pubblicano qualcosa su Facebook, Google o Twitter su alcuni aspetti della loro vita.

Ma almeno questo è volontario. Quelle stesse persone potrebbero scegliere di non divulgare nulla. Purtroppo non si ha più quella scelta quando sei “marchiato/monitorato” con un impianto di identificazione a radiofrequenza.

E sinceramente, la società può dire ai suoi dipendenti inconsapevoli tutto il giorno che non vengono monitorati, ma che è solo scienza B.S. Dopo tutto, i piccoli dispositivi impiantati emettono segnali; E qualcuno in qualche parte dell’azienda sta monitorando quei segnali – altrimenti, come potevano assicurare a tutti che sono sicuri?

Inoltre, questi dispositivi sono elettronici e trasmettono un segnale, il che significa che sono probabilmente parte “dell’internet delle cose”. Ciò significa che le informazioni in esso incluse (dati riservati) possono essere rivelati.

Inoltre, cosa impedire alle aziende di richiedere che i dipendenti siano eliminati successivamente? La problematica è questa, perché è quella che sta arrivando.

Pensateci: l’automazione e l’intelligenza artificiale elimineranno milioni di posti di lavoro nel prossimo futuro. Adesso, alcuni di questi posti di lavoro saranno sostituiti da altri impieghi, ma in generale, anticipo che il lavoro diventerà un mercato solo per le aziende, non un mercato del lavoratore; Questo significa che il lavoro sarà limitato e che saranno le aziende a dettare le politiche del lavoro, non il contrario.

Quindi, o accetti di essere eliminato e tagliato fuori – per “sicurezza” e “l’efficienza” – o puoi dimenticarti di essere assunto da chiunque.

Oh, sarà “volontario” – ma solo in concetto. In realtà, se non ti fai impiantare un chip, non otterrai un lavoro. Quindi, com’è “volontario”? (Relativo: Almeno un legislatore è preoccupato per il microchipping forzato.)

L’azienda Tre Market Square è solo l’inizio. Questa tendenza entrerà in contatto con altre imprese. Molti lavoratori che oggi non hanno un concetto sulla privacy e che pensano di ottenere saranno “tagliati fuori”, saranno “freddi” non hanno idea di cosa stanno cedendo, riguardo al controllo sulle proprie vite e delle vite degli altri.

E poi, una volta che si ha perso il proprio controllo, non lo si ritroverà mai più.

JD Heyes è uno scrittore senior per NaturalNews.com e NewsTarget.com, oltre che direttore di The National Sentinel.

Le fonti includono:

TheGatewayPundit.com

NewsTarget.com

Fonte articolo: http://www.naturalnews.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Articolo correlato: Noi uomini cyborg con un microchip in corpo

Qualcosa di unico nella storia – noi l’utente prodotto

 

Il Duopolio Facebook e Google

dal Sito Web PijamaSurf  traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo

Facebook e Google si stanno trasformando nei due grandi imperi globali e di conseguenza sta distruggendo il giornalismo tradizionale in gran parte del mondo.

Il dominio di Google e Facebook continua a crescere, mentre i mezzi di comunicazione che non sono nello specifico anche società tecnologiche sono nel caos. 

Il sito Poynter riporta che questa settimana, la società Time Inc. ha annunciato che licenzierà 300 persone per cercare di essere più efficiente.

Questa settimana anche l’Huffington Post ha dichiarato che licenzierà 39 membri del suo staff, e Verizon, la società a cui appartiene questo giornale, acquisterà Yahoo. Lo stesso avviene per il popolare sito di notizie Vocativ che ha comunicato che non terrà più il suo staff editoriale, che si tratta di una decisione strategica per accentrarsi solo sulla produzione di video. 

Due settimane fa, il New York Times ha annunciato che ridurrà la sua squadra editoriale, per concentrarsi su un contenuto visivo. Si potrebbero citare altri casi, come per esempio quello del The Guardian, che negli ultimi mesi ha chiesto ai suoi utenti delle donazioni.

Il tema è inerente a come questi media vivono la pubblicità digitale. 

Facebook e Google però, che controllano in gran parte la popolarità di tutti i media digitali, dirigono il traffico e possiedono anche la maggior parte della torta pubblicitaria. 

Diversi rapporti del primo quarto dell’anno mostrano che Facebook e Google incamerano il 71% del denaro che si spende in pubblicità on-line; tutte le altre società incamerano il 29%.

Nel 2015 era solo il 64%, c’è quindi una marcata tendenza verso il duopolio. 

Evidentemente, come è risultato chiaro con cose come la cosiddetta cassa di risonanza e la bolla sui filtri che abbiamo visto con le ultime elezioni negli Stati Uniti, questo squilibrio di potere è pericoloso e riguarda tutti gli strati politici e sociali.

Tutto ciò ha l’effetto di ridurre drasticamente la qualità dell’informazione che si genera sui giornali, poiché sempre più persone producono contenuti gratuiti e il contenuto virale è quello che predomina, quindi ci sono pochi incentivi per investire in contenuto di qualità. 

E’ indubbio, che questo potrà essere uno dei grandi problemi che affronteremo in futuro come società.

Quando i mezzi di comunicazione sono prima di tutto una società di tecnologia, dobbiamo essere fiduciosi nella scelta che fanno gli algoritmi e nella loro capacità di darci ciò che è rilevante. 

Fintanto che questi algoritmi sono programmati di base solo per incrementare i guadagni delle suddette compagnie, ci troviamo di fronte alla totale disumanizzazione delle notizie. 

Per tutto questo e per il fatto che i loro algoritmi sono segreti ed esistono delle scappatoie legali che consentono di non rendere conto di nulla, le accademiche Ellen P. Goodman e Julia Powles hanno definito Google e Facebook,

“gli imperi più potenti e furtivi che siano mai esistiti nella storia dell’umanità” in questo articolo del The Guardian (uno di quegli articoli che forse vedremo nei prossimi anni).

Queste professoresse universitarie fanno un’interessante analogia:

Facebook e Google non si possono definire: sono piattaforme, sono media, sono reti sociali, sono motori di ricerca, etc…

Quello che possiamo dire è che noi siamo i media, il contenuto di questi giganti e noi gli utenti, siamo anche i loro prodotti e questo è qualcosa di unico nella storia. 

http://www.bibliotecapleyades.net/

Una pressione collettiva sul pensiero – la rinuncia consensuale alla democrazia

A DIFESA DEL MANDATO IMPERATIVO. E DUNQUE DEL POPULISMO. 

di Maurizio Blondet

Il vincolo di mandato per i parlamentari è una delle  istanze del Movimento 5 Stelle: e come tutte  quelle che escono da quel movimento, accolta con strida scandalizzate e indignazione artefatta  mediatiche e partitiche: “Non è democrazia”, eccetera.  Ovviamente,  invece,  è una  pretesa per lo meno comprensibile in Italia, dove oltre  un terzo dei parlamentari  ha cambiato casacca in meno di due anni.   Ma in realtà è molto di più: è un  potente segnale di vitalità democratica.

Mi ci ha fatto pensare il saggio del filosofo politico  Alain de Benoist, “Populismo”  (Arianna Editrice), un libro capitale che consiglio a tutti i grillini pensanti (Grillo incluso), come ai salviniani (compreso Salvini).

Vi ho letto che per Carl Schmitt, “un popolo ha tanto meno bisogno di essere rappresentato  quanto più è politicamente presente a se stesso”. Se Schmitt vi sembra sospetto perché “di destra”, ecco Simone Weil (quella vera, morta battezzata):  nel 1943,   in nome della Resistenza antifascista, scrive il “Manifesto per la soppressione dei partiti politici”, proprio per salvare la democrazia.  Per lei   “L’unico fine di ogni partito è la  propria crescita illimitata”, è “un’organizzazione costruita per esercitare una pressione collettiva sul pensiero”: noi vediamo la durata illimitata dei partiti, decisi a sopravvivere in eterno alla   fine della  loro utilità politica.

Molti pensatori  rivoluzionari sono stati contrari alla delega: a cominciare da Rousseau, per cui “un popolo non può che perdere la propria sovranità sin dal momento in cui se ne priva a vantaggio di rappresentanti”, passando per Proudhon,  per arrivare al  marxista Costanzo Preve, che nota  sarcastico: “Il metodo democratico consiste proprio nella rinuncia consensuale alla democrazia come contenuto”.

Il filosofo Jacques Rancière, un allievo di Althusser,  sancisce: la democrazia “rappresentativa” non è un espediente necessariamente inventato per adattare la democrazia alla crescita delle popolazioni, ai tempi moderni; no,  “E’ a pieno titolo una forma di oligarchia.  L’evidenza che assimila  la democrazia alla forma di governo rappresentativo è recente. La “democrazia rappresentativa” oggi può sembrare un pleonasmo, ma inizialmente è  stato un ossimoro”. Ossia: all’origine, un termine (democrazia) era il contrario dell’altro (rappresentativa).

Molti di voi, lo so, faticano a capire. Questo perché le oligarchie vi hanno cambiato di soppiatto il concetto. E’ stato operato uno   di senso e de-potenziamento fatale della “democrazia”. Nel senso originario, indica il popolo che prende ed  esercita il potere – contro un  tiranno, un re, una oligarchia. 

Dunque “Essa designava la potenza  collettiva, la capacità di autogoverno”; mentre adesso invece “rinvia solo alle libertà personali-  non è più la sovranità del popolo, ma la sovranità dell’individuo”.   Una sovranità degli individui spinto fino “alla possibilità ultima di mettere in scacco, se necessario, la potenza collettiva”.

Così Marcel Gauchet, post-marxista, “uno dei più importanti studiosi del politico” direttore della rivista Le Débat.  Il  fatto è che “una versione liberista-liberale della democrazia ha soppiantato  la  sua versione classica”.  Attenzione, perché il punto è cruciale:  è l’ideologia del libero mercato che vi ha condizionato a credere  che la “libertà” sia la vostra libertà individuale,  di  attuare vostri desideri  privati.  Dato che siete  anzitutto “un calcolatore razionale  alla ricerca di massimizzare il vostro interesse privato”,  senza alcuna preoccupazione per il bene comune.  Il mercato infatti ha  bisogno di individui così, consumatori  da soddisfare.  

Vi dice:  voi come individui siete sovrani  fino al punto di imporre i vostri desideri e piaceri alla volontà collettiva.  

“Di qui a poco a poco – conclude Gauchet – la promozione del diritto democratico  provoca l’inabilitazione politica della democrazia”.  

Infatti, dice De Benoist, “l’individuo atomizzato  quale lo concepisce la teoria liberale non può essere in primo luogo un cittadino, un soggetto democratico, perché per definizione estraneo all’appartenenza   che fonda il voler-vivere-in-comune”.

E il governo? Poco male, vi dice la sirena liberal-liberista: delegatelo ai “vostri rappresentanti”, i quali sono competenti,  e si avvalgono dei “tecnici”; i quali lo delegano alla “Unione Europea”, la  quale lo delega alla banca centrale, al Fondo Monetario, a Goldman Sachs e Wall Street, a esperti più  competenti di voi –   voi godetevi le libertà individuali che la  democrazia di mercato vi  ha regalato. Perché il vostro egoismo è “naturale”, così come il “mercato” è lo stato di natura – a cui non c’è alternativa.  Non c’è alternativa al mercato, quindi cosa volete  “governare”? 

Ci abbiamo creduto. Fino ad oggi, quando “il popolo ha la sensazione che la sua situazione sociale continui a deteriorarsi, che  l’epoca  del pieno impiego sia definitivamente passata  e  che l’avvenire sarà ancora peggiore. Ha la sensazione che i valori cui aderisce siano derisi o disprezzati [legge Cirinnà, gender nelle scuole].  Ha la sensazione che  il  suo stile di vita sia minacciato dalla presenza, sul suolo nazionale, di una popolazione dai costumi differenti che percepisce come  estranea, se non ostile. Ha la sensazione che l’Unione Europea sia diventata un progetto antisociale che contribuisce ad aggravare l’insicurezza economica e culturale”.  

Ma non sono affatto sensazioni, come sapete. Le  conquiste della “omogenitorialità”, i clandestini  da accogliere senza limiti, il gender nelle scuole, lo ius soli,  le “normative d’Europa”, i  “diritti delle minoranze”, la globalizzazione,  sono tutti i risultati di   una spoliticizzazione  “che è avvertita dalla maggior parte del popolo come un’insopportabile aggressione perché mira a togliergli la capacità di decidere, ossia la  sua sovranità”. 

Il risultato è “una impotenza sociale collettiva  senza precedenti storici”(Costanzo Preve). Un  totalitarismo della dissoluzione. Gestito dalla sinistra progressiva:  quei “sostenitori della trasgressione morale e culturale permanente che fanno direttamente il gioco della finanza mondiale, perché il capitalismo può estendere la sua influenza unicamente smembrando non solo le strutture di vita comunitarie tradizionali, ma anche il legame sociale, i valori condivisi,i modi di vita specifica, le culture popolari.  Il capitalismo può trasformare il pianeta in un vasto mercato, che è il suo scopo,  solo se questo pianeta è stato previamente atomizzato”: 

“Senza le nuove piste incessantemente aperte dal liberalismo culturale, il mercato non potrebbe impadronirsi continuamente di tutte le attività umane, comprese quelle più intime”:  così Jean-Claude Michéa,  pensatore socialista senza complessi, in “Perché ho rotto con la sinistra”.  

E’ in questa situazione che sono  sorti, in Europa ed Usa, movimenti populisti. Perché “la condizione di emersione di una mobilitazione populista è  una crisi  di legittimità  politica che tocca  l’insieme del sistema di rappresentanza” (P.  A. Taguieff). Quella patologia gravissima,terminale della democrazia rappresentativa  in cui “destra” e “sinistra” partitiche colludono, in cui Renzi agisce come Berlusconi e Berlusconi vuole adottare Renzi,  perché  hanno lo stesso programma, servire il Mercato Mondiale  da cui non si può uscire. “Lo Stato collusivo dominato dalla casta  oligarchico-tecnocratica verso il quale siamo avviati ormai da trent’anni” (Jacques Sapir). 

Naturalmente, quando  sorge il populismo,  le elites strillano  che non è  legale, che  è “demagogico”, dunque mette in pericolo la democrazia, che è  sovranista e le sovranità non esistono più, che vuole le frontiere ormai abolite, dunque che è passatista;  il popolo che vota i populisti viene  spiegato che è   (come gli inglesi che votarono il Brexit)  quello  poco istruito (strano,  quando gli operai votavano PCI,  nessuno diceva che lo facevano perché poco istruiti) nostalgico, etnicista, che rifiuta gli immigrati e i  diversi,  – anche  fascistoide  (sempre  per le élite s ciò che non piace loro  puzza di fascismo).

Balle, propaganda demagogica , perché nessuno supera in demagogia le oligarchie (basta vedere le loro tv):  non facciamoci condizionare da questi sbarramenti colpevolizzanti e demonizzanti.

“I movimenti populisti”, scrive  Paul Picone,”appaiono generalmente in congiunture storiche speciali, quando il processo democratico è talmente degenerato da esigere una vera reazione democratica –  Il populismo è in generale una reazione contro il deficit di democrazia ed è sempre molto  più democratico di qualunque sistema fondato sulla democrazia rappresentativa”. 

Insomma:  il populismo   sarà confuso, commetterà molti errori,  prenderà cantonate, perché vi aderisce gente che è stata disastrata e  atomizzata dalla Forma Capitale, che è  una forma “totale”  ,  nel senso che ci ha tutti antropologicamente minorati, disumanizzati, resi schiavi del  suo politicamente corretto  e delle sue “trasgressioni” e della sua propaganda seduttiva – però  è una reazione sana all’esproprio di democrazia, è un segno di vitalità,  di salute, di un sangue che riprende a scorrere nelle vene  collettive, il segno della volontà di riaffermare il primato del politico sull’economico.

E’, con tutti i suoi difetti, l’albeggiare del concetto di Libertà “politica”, contrario a quelle “libertà” del Mercato,   la libertà dell’individuo atomizzato, senza appartenenze né patria, nomade sradicato da ogni condizione storica e sociale: quasi che “l’uomo si costituisca liberamente a partire dal niente”. No, “la risposta è che la libertà come l’autonomia va concepita in termini di attaccamento e di legami, non di lacerazione e sradicamento,  di responsabilità verso l’altro piuttosto che di trasgressione a tutto ciò che unisce i membri di una società a un fondamento storico-sociale comune”. 

La democrazia in senso forte, dove il “demos” rigetta le oligarchie e  la loro governance che svolgono  per conto di poteri “che uccidono i popoli”,  e prova a governare in proprio. Da cui il mandato imperativo,  il guinzaglio corto ai politici.  E’ un inizio.

Fonte:  http://www.maurizioblondet.it/

ZUCCHERO & ZUCCHERO

La Truffa dello Zucchero Grezzo di Canna – Video Shock

Posted by Federica 

Tutti noi conosciamo lo zucchero di canna integrale o grezzo, quella tipologia di zucchero che subisce meno processi di lavorazione rispetto allo Zucchero Bianco.

In commercio ce ne sono due tipi: quello che non assomiglia minimante allo zucchero che conosciamo, infatti ha una consistenza più terrosa e umida e quello che si trova più comunemente, sia nei supermercati che nei locali. Ma forse non tutti sanno che uno di questi due tipi di zucchero è FALSO! Ovvero viene spacciato per Zucchero Grezzo di Canna quando in realtà non è altro che Zucchero Bianco che subisce un ulteriore processo di lavorazione… quindi, in sostanza, fa più male degli altri!  

Il video che stai per vedere ti aprirà gli occhi su uno dei più grandi imbrogli dell’industria alimentare… Guardalo fino in fondo, effettua tu stesso il semplice test, in modo che anche tu possa sapere la verità.

Ti chiediamo di diffondere questo video il più possibile. Rendiamolo virale, così che la menzogna che ci viene raccontata sia finalmente smentita.

FONTE: http://www.libertadiparola.com/  

Per saperne di più: GuidaConsumatore

Animali Umani – Umani Animali

Questi elefanti hanno appena salvato il loro piccolo elefantino dall’annegamento, dimostrando la pianificazione, l’intelligenza e la compassione 

(Natural News 

La natura è piena di meraviglie, dalla spettacolare esposizione delle luci del nord al potere del sole per aiutare i nostri corpi a produrre la miracolosa vitamina D. Ecco perché è un tale oltraggio quando la gente distrugge ciò che la natura ci ha dato. Questo quando si tratta di distruggere monitorare, inquinare o spruzzare agenti tossici sulle coltivazioni vegetali. Ancora peggio, alcuni esseri umani hanno un brutto atteggiamento, quello di ignorare altre forme di vita, credendo che animali come leoni e elefanti esistano solo per il loro piacere di caccia. A volte, il mondo potrebbe usare come esempio queste creature maestose che sono molto più simili a noi di quello che le persone possono rendersi conto.

Questo video sotto è stato recentemente girato, nel mentre un paio di elefanti si sono prodigati nel salvare un piccolo elefantino dall’annegamento in uno zoo della Corea del Sud. Il filmato del toccante soccorso dell’incidente è stato visto da più di mezzo milione di persone.

Quando il piccolo elefante si è imbattuto nella piscina del Grande Parco Zoo della fauna selvatica di Seoul, ha lottato per mantenere la testa e la bocca (proboscide) sopra la superficie, l’elefante adulto in piedi accanto ad esso immediatamente si è scatenato in una azione e ha cercato di sorreggerlo con la sua proboscide. Un altro elefante vicino si precipitò per aiutare.

Il duo si accorse rapidamente che non avrebbero potuto tirare in salvo il piccolo elefantino con le loro proboscidi, e in una mossa incredibilmente intelligente e ben organizzata, entrambi si affrettavano rapidamente verso l’estremità bassa della piscina e entrarono insieme nell’acqua, dove Essi erano in grado di salvare il piccolo elefantino travagliato, dove in piedi uno affianco all’altro sono riusciti a portare la testa del piccolo elefante in su sopra la superficie guidando l’animale agitato fuori dalla piscina.

La situazione illustra perfettamente quanto siano intelligenti questi bei pachidermi e dimostrando anche la loro compassione. In questa vicenda c’è un altro ulteriore fatto, un terzo elefante che appare nel video dietro una recinzione, inizia a camminare nervosamente avanti e indietro e chiaramente sembra essere afflitto dalla situazione pericolosa accaduta al piccolo elefantino.

Gli elefanti piangono lacrime di gioia, piangono la perdita dei loro cari

L’anno scorso, un film affascinante, ha mostrato che questi giganti gentili potrebbero anche essere più compassionevoli e amorevoli delle persone. L’anima dell’Elefante, ha illustrato come questi giganti gentili si riuniscono per ammirare i loro piccoli neonati elefanti, facendo intervenire la parentela per aiutare le madri a disperdere le traccie dei loro piccoli. Ancora più incredibilmente, gli elefanti sono stati visti piangere per il lutto della perdita dei loro cari. Un altro elefante pianse lacrime di gioia e di sollievo dopo essere stato salvato dalla prigionia come propaggine per un mendicante, persino i più scientifici veterinari sono rimasti basiti, lasciandoli per tale testimonianza senza parole.

Gli elefanti sono anche una delle sole quattro specie animali che possono riconoscersi in uno specchio, sono in grado di auto consapevolezza legato alla complessità sociale e altre abilità di pensiero ad alto livello. Essi hanno anche la capacità di vedere i propri corpi come ostacoli nel compimento delle loro mansioni.

Nonostante la loro incredibile complessità e la natura profondamente empatica, la gente continua a cacciarli per sport, li spinge a vendere le loro zanne nel commercio illegale d’avorio, metterli a lavorare, fargli eseguire in circhi e, in caso di riluttanza ad essere ammaestrati, vengono maltrattati. Gli elefanti sono anche di fronte ad una estesa perdita di habitat a causa dell’espansione degli insediamenti umani e della costruzione di infrastrutture come le strade e le condutture. Gli elefanti necessitano di ampie quantità di spazio, acqua e cibo per sopravvivere e talvolta entrano in conflitto con gli esseri umani mentre competono per le risorse.

Dopo aver visto il video, è difficile negare che questi esseri magnifici abbiano una simile preoccupazione e compassione per i loro giovani piccoli e per gli altri del gruppo. Quello che gli esseri umani fanno è scoraggiante, non mostrando lo stesso rispetto della vita, come questi animali mostrano. 

Le fonti includono:  

TheSun.co.uk  

NaturalNews.com  

NaturalNews.com  

WorldWildlife.org 

http://www.naturalnews.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da