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Nei dintorni di “ISIS”

isis

Le atrocità del Califfo Al-Mossad: occhio alle menzogne
Maurizio Blondet, 6 Settembre 2014

«Strage in Iraq, uccisi 500 yazidi. Donne e bambini sepolti vivi». Sui media, i titoli sono riprodotti con lo stampino. «300 donne ridotte schiave sessuali» dal Califfo, decine di migliaia di yazidi e cristiani un fuga, i bravi peshmerga (tanto amati da Israele) che aprono un corridoio umanitario. Tutto vero e terribile (così ci assicurano gli inviati speciali). Tanta tragedia ha almeno un vantaggio: ha fatto sparire le atrocità israeliane su Gaza, le immagini di morte e distruzione ebraiche. Continua QUI

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Isis: avanzi di quali galere?

La redazione di Sibialiria

La redazione di Sibialiria

 

Scivolano nel grottesco i tentativi di presentare Assad come “complice” dei famigerati miliziani dell’ISIS, ultimo “brand” delle tante bande che da anni insanguinano la Siria. La dichiarazione di Renzi e degli altri Capi di governo al Summit NATO nel Galles – <<Il regime di Assad ha contribuito all’emergere dell’Isis in Siria e alla sua espansione al di là di questo paese>> – fa testo, ma gli innumerevoli editoriali di sedicenti “esperti in terrorismo” (basti vedere qui e qui) che supportano questa bufala non sono da meno. Il tutto basato su due “prove”: 1) Assad avrebbe lasciato i “ribelli sbranarsi tra loro favorendo così, oggettivamente, il predominio dell’Isis: 2) Assad avrebbe liberato dalle sue prigioni terroristi poi confluiti nell’Isis. Continuia QUI

Osama Bin Laden

Barack Osama e i ragazzi dell’Isis, reclutati dagli Usa
http://www.libreidee.org/

La drammatica e apparentemente inarrestabile ascesa dell’Isis ha riportato l’attenzione mediatica sul martoriato Iraq, caduto nel dimenticatoio dopo il ritiro delle truppe americane. I mezzi di informazione sono prodighi di informazioni nel descrivere le atrocità del Califfato, ma reticenti nel raccontare chi siano i suoi membri e quale sia la sua origine. Lo Stato Islamico di Iraq e Siria (questo il nome completo) non è una forza apparsa improvvisamente dal nulla, ma il figlio diretto delle politiche dell’imperialismo americano in Medio Oriente che ha le sue radici nel conflitto siriano e nel caos dell’Iraq post-Saddam, ricorda Riccardo Maggioni, secondo cui per capire meglio qual è il ruolo dell’Isis occorre fare un salto indietro di almeno trent’anni, dal momento che l’islamismo politico «è l’alleato oggettivo dell’imperialismo americano nel Medio Oriente» a partire dai lontani anni ‘80, quand’era il pretesto perfetto per consentire agli Usa di intervenire per aiutare i “buoni” e punire i “cattivi”.Continua QUI


Pubblicato il 10/set/2014 – luogocomune.net

Non c’è nessuna prova che l’uomo ucciso nel 2011 fosse bin Laden, mentre esistono forti indicazioni che lo sceicco saudita sia morto già nell’inverno del 2001. (Tutti i commenti QUI)

Almanacco di settembre 2014

 
 Fabio Mini, il relatore sicuramente più atteso della conferenza di Firenze, riafferma la tesi già espressa anni fa. Oggi si dichiara ancora più convinto, la guerra ambientale non è una ipotesi, la guerra ambientale è in atto.
 
Reazioni tra le polemiche in provincia di Treviso per i servizi che devono essere garantiti ai migranti. Tra cui sigarette e ricariche telefoniche gratuite.
VIDEO  

Herbert E. Meyer, un pazzo che per un periodo aveva  occupato il ruolo di assistente speciale del direttore della CIA durante l’amministrazione Reagan, ha scritto un articolo invitando all’assassinio del presidente russo Vladimir Putin,. Se dobbiamo “farlo uscire dal Cremlino con i piedi in avanti e un foro di proiettile nella nuca, non avremmo problemi”.
 La riforma della riforma della riforma della riforma …
In passato avevamo visto anche gli Stati Generali con Letizia Moratti ma ogni riforma presentata è stata cancellata dal Governo successivo o attuata solo in minima parte. E così il progetto italiano di scuola, nonostante gli appelli dell’Ocse, è svanito.
  
L'Era di una diffusa Indentification biometrici e Microchip Implants è qui 
Siete pronti ad avere le vene scansionati ogni volta che si utilizza il conto in banca? Sei pronto a utilizzare un “tatuaggio digitale” o di un impianto di microchip per sbloccare il telefono? C’era una volta si leggevano tali tecnologie nei romanzi di fantascienza, ma ora sono qui. 
 
E’ come una doccia fredda, guardando l’inspiegabile scioccante 
collasso, molte persone hanno una nuova consapevolezza. Per la prima volta molti di noi stanno cominciando a mettere in discussione la burocrazia.
 

tagliare, tagliare, tagliare …

Unione Europea e Euro: due tool gesuitici 
per ridurre diritti e democrazia.
E’ certamente più facile controllare un paese oramai semifeudale e semianalfabeta come il nostro

  
E’ veramente sorprendente come nell’era della comunicazione di massa le persone non riescano a capire cosa stia realmente avvenendo ed è sorprendente che anche molta dell’informazione alternativa non sia proprio così alternativa nelle sue analisi. E non vi nascondiamo certo che nemmeno noi riusciamo a capire tutti i dettagli di questo quadro criminale molto complesso. Una delle cose che però ci pare di aver capito è che nell’Europa gesuitica l’introduzione dell’euro ha avuto lo scopo di esacerbare i nazionalismi e i razzismi tra le nazioni europee; ed era quello che si voleva fare, dato che si vogliono demonizzare le nazioni per poi distruggerle. In questi anni non abbiamo fatto altro che ascoltare le più svariate accuse tra paesi europei, ad esempio tra Italia e Germania, che si incolpano a vicenda della crisi; oppure stupidi paragoni del tipo: quel paese è più virtuoso di questo, quel paese ce l’ha più “duro” di quest’altro; ma anche questa è la solita farsa gesuitica; mettere tutti contro tutti, in competizione gli uni contro gli altri; in questa guerra crediamo che la Germania abbia goduto di qualche deroga e di qualche vantaggio temporaneo, un fatto che ha contribuito a fomentare il razzismo intra europeo, ma la manna sembra essere finita anche per loro.



I gesuiti e il Vaticano, naturalmente, hanno combinato questa Unione Europea, compreso il carcere della moneta unica, per fare in modo che i rapporti tra le nazioni si esacerbassero ed arrivassero ad un punto di rottura, per il fine ultimo di distruggere completamente le sovranità nazionali, accusate di non essere all’altezza della globalizzazione, e arrivare quindi all’Ordine Mondiale Gesuitico.


Il tutto portato avanti, naturalmente, senza che i Gesuiti e il Vaticano apparissero come i veri manovratori, ma fossero invece applauditi come i salvatori. Tutti i giorni il Drago Gesuitico ci ripete, infatti, che i “cattivi” stati nazionali devono intraprendere le cosiddette Riforme Strutturali, che non sono altro che Contro Riforme, in cui, alla fine, i popoli di tutte le nazioni non avrannopiù alcun potere democratico. 

 

 
Queste riforme non sono altro che tagli al welfare, riduzione dei diritti dei lavoratori, precarietà, salari da fame, riduzione degli spazi democratici, ecc.; il tutto imposto come “L’UNICA VIA DA INTRAPRENDERE, CHE NON BISOGNA DISCUTERE” per arrivare ad una fantomatica prosperità futura; una prosperità che sarà inevitabilmente goduta dalle classi superiori, specialmente dal clero, come è stato nei secoli dei secoli; infatti è arduo per una persona pensante riuscire a comprendere come tagli alla sanità, all’istruzione, ai servizi sociali, alle pensioni, all’edilizia popolare, alle indennità di disoccupazione, al reddito minimo, ai diritti dei lavoratori, alle retribuzioni mensili, agli spazi democratici, conditi con l’incertezza della continuità lavorativa, che non consente nemmeno di costruirsi una famiglia, possano portare ad una prosperità futura le classi meno abbienti e l’intera società; insomma, oramai alle frasi controrivoluzionarie di Draghi possono credere solo i beoti post marxisti della nostra sinistra de La Repubblica che votano PD! D’altro canto chi adesso propone delle ingenue ricette anti austerità senza prendere in considerazione la riappropriazione della sovranità monetaria e l’uscita dal carcere della moneta unica, fa solo il gioco dei banchieri mondiali gesuitici, rimandando la resa dei conti finale, perché è stata proprio l’Europa, con la sua moneta antidemocratica, che ha aggravato la crisi, togliendo la sovranità monetaria ai singoli stati nazionali.Ma l’obbiettivo non era la prosperità dell’Europa, questo lo sappiamo; l’obiettivo è invece il nuovo medioevo di servi e di padroni.
 
Tutto questo era già stato affermato ad esempio nel noto lavoro della Commissione TrilateraleLa crisi della democrazia”, a firma di Samuel Huntington, un lavoro in cui le élite apparivano seriamente preoccupate a causa dell’eccesso di democrazia e benessere che si andava sviluppando nei cosiddetti paesi democratici, nei quali si andava diffondendo anche un elevato livello di istruzione. Infatti è certamente più facile controllare un paese oramai semifeudale e semianalfabeta come il nostro

Il Vaticano lo sa bene! In un paese semianalfabeta, ad esempio, sarà infatti difficile spiegare alcune ovvietà economiche, perché nessuno avrà studiato economia e nessuno sarà capace di far di conto. Ad esempio, tutte quelle parole difficili per spiegare che l’euro, avendo tolto di mezzo la nostra Lira, ha impedito di fatto che il nostro paese potesse continuare a svalutare la propria moneta nazionale, bloccando il tasso di cambioe creando perciò crisi nei conti esteri, e che tutto ciò ha danneggiato le nostre imprese e favorito (temporaneamente) i benidel nord. Tutti quei paroloni per dire che le manovre di Monti sono state introdotte anche per ripianare il debito estero italiano (da anni l’Italia spende per importazioni più di quello che incassa per esportazioni) e che per far ciò si è dovuto distruggere la domanda interna

 
Oppure che esiste un Patto di Bilancio Europeo, firmato il 2 marzo 2012 da 25 dei 27 stati membri dell’Unione europea, in seguito introdotto come principio costituzionale italiano, il quale impone all’Italia un sanguinoso pareggio di bilancio che deprime di fatto l’offerta di servizi sociali e blocca la spesa pubblica necessaria. Oppure che in base al patto di Stabilità a crescita le economie europee sono costrette a rispettare il criminale assunto che non è ammesso un deficit pubblico superiore al 3% del PIL (rapporto deficit/PIL < 3%) pena sanzioni (art.104 del Trattato CE). Oppure il fatto che non esiste più alcuna sovranità monetaria che possa arrivare in soccorso dei singoli stati nazionali in crisi, mentre tutto il potere è concentrato in organismi antidemocratici come la BCE. Tutte queste spiegazioni appaiono molto difficili per i più. E sappiamo che le persone prive di istruzione vivono per lo più di gossip e telenovele, come le avventure sessuali di Berlusconi.

Tutta questa austerità gesuitica ha lo scopo di distruggere la democrazia, i diritti, l’istruzione, il benessere, le peculiarità nazionali, e farci sprofondare in un nuovo medioevo teocratico dove una piccola minoranza di classi dominanti collegate al clero soggiogheranno la stragrande massa di cittadini poveri e ignoranti, i quali, per sopravvivere, non avranno altra scelta che l’elemosina stracciona della Caritas. Il sistema bancario è uno strumento fondamentale di questa guerra in corso, mentre la propaganda giornalistica mainstream copre i principali criminali, sviando la comprensione dei fatti. Le analisi più critiche sulle politiche economiche e monetarie vengono relegate a qualche siparietto che pochi avranno la voglia di seguire ed approfondire. Come, ad esempio, il seguente articolo, dal titolo “Pareggio di bilancio e austerità: l’Italia è in surplus primario dal 1992! che ci fa capire che tutta la questione del “problema”della nostra spesa pubblica non è altro che propaganda delle classi dominanti per ridurre i diritti dei loro sudditi. Infatti leggerete che, se non fosse per gli interessi sul debito che lo stato italiano ha dovuto pagare al sistema mafioso bancario, il nostro bilancio risulterebbe in attivo dal 1992:

Pareggio di bilancio e austerità: l’Italia è in surplus primario dal 1992!

FOREXINFO.IT– MARTEDÌ 26 AGOSTO 2014 10.56 GMT
Durante il Governo “tecnico” di Mario Monti, con legge costituzionale 20 aprile 2012 n°1, è stato introdotto un nuovo testo dell’articolo 81 Cost. con il quale si prevede, a decorrere dall’esercizio finanziario dell’anno 2014, sia applicato il principio del pareggio di bilancio. Questo – senza perderci in ulteriori dettagli e molto sommariamente – non vuol dir altro che lo Stato deve tassare tanto quanto spende (pareggio), oppure di più (surplus); e questa condizione può essere semplicemente descritta come: G – T ≤ 0, oppure G ≤ T (dove ovviamente G è la spesa governativa e T le tasse). Di pari passo con l’introduzione del principio del pareggio di bilancio è stato sempre sostenuto che l’Italia avesse una spesa pubblica troppo elevata che non le permetteva di raggiungere questo obiettivo e, pertanto, la spesa pubblica stessa sarebbe dovuta essere tagliata affinché fosse possibile soddisfare i vincoli stabiliti nel nuovo testo costituzionale dell’art.81. Infine, a questa disciplina di bilancio che prevede uno Stato in pareggio o addirittura in surplus è stata fatta “passare” come austerità! Alcuni sono perfino riusciti a chiamarla austerità espansiva.
Ora, sembra necessario prima fare un minimo di chiarezza sul termine di “spesa pubblica” in ragione del fatto che troppo spesso si è teso volutamente a confondere la spesa d’esercizio, quella per gli interessi sul debito, con quella che è la spesa pubblica propriamente detta. La spesa pubblica propriamente detta è la spesa dello Stato per beni e servizi, ed in tutti i manuali di macroeconomia e non solo, per definizione, è calcolata al netto degli interessi sul debito. Da qui risulta quello che viene chiamato “saldo primario”. Gli interessi sul debito sono spesa di esercizio che con la spesa pubblica rientrano nel bilancio generale dello Stato, ma la spesa per interessi non è spesa pubblica propriamente detta. Quindi, bisognerebbe fare attenzione quando si parla di spesa pubblica, perché dire che “bisogna tagliare la spesa pubblica” può voler significare che sia ulteriormente necessario tagliare beni e servizi (già non proprio brillantissimi e pagati dai cittadini a caro prezzo). Ma questo non è quello che interessa principalmente ora. Detto che la spesa pubblica è calcolata al netto degli interessi sul debito e che l’austerità prevede il pareggio di bilancio cerchiamo di valutare il bilancio dell’Italia a partire dagli anni ’90 proprio per quello che riguarda la sola spesa pubblica primaria, non quella generale; cioè la spesa per beni e servizi al netto degli interessi sul debito.
Secondo lo Statistical Data Warehouse della BCE nel 1990 l’Italia ha avuto un deficit primario di -1,353% del PIL. Nel 1991 eravamo già molto vicini al pareggio visto che si registrava un deficit minimo a -0,039% del PIL, mentre nel ’92 raggiungevamo il surplus primario a +1,848% del PIL. Dal ’92 il surplus primario italiano si “consolida” ed al ’97 è a ben 6,514% del PIL. Negli anni seguenti si ha una lieve flessione, ma nel 2000 il saldo primario dell’Italia è ancora al 5,422%, sempre del PIL. Di poi, per tutto il primo decennio del terzo millennio i surplus di bilancio si restringono e nel 2009 abbiamo un deficit a -0.825% – qui i dati sono parzialmente differenti da altre fonti che danno un deficit primario di -0,6% nel 2009 e -0,1% nel 2010 – subito tornato surplus nel 2010 a 0,079% del PIL e che cresce negli anni successivi fin al 2,224% del 2013. Pertanto, vediamo che dal 1990 ad oggi, in 24 anni, l’Italia solo in tre anni ha registrato dei deficit primari, mentre per 21 anni la condizione del pareggio di bilancio è stata soddisfatta, per alcuni anni anche ampiamente si potrebbe dire.
Infine, ancora una volta, prendiamo, proprio per avere un termine di paragone, come riferimento quelle che vengono ritenute le due economie “core” della zona Euro ed il Regno Unito. Vediamo, perciò, il saldo primario dell’Italia in relazione a quello di Germania, Francia e Regno Unito dal 1995 al 2012.
 
 
Si può notare come l’Italia dal 1995 al 2005 abbia saldi primari migliori di Francia e Germania e anche per la maggior parte del Regno Unito; dopo il 2005 il saldo primario dell’Italia è più o meno simile – leggermente migliore – a quello della Germania, mentre quelli di Francia e Regno Unito peggiorano notevolmente, soprattutto il secondo. Vi facciamo notare, senza ulteriori considerazioni che qui non interessano, che il Regno Unito, con il peggior saldo primario al 2012, è il paese, tra quelli presi in considerazione nel grafico, che nel 2014 stima la maggior crescita percentuale del PIL.
Quindi per quello che riguarda la spesa pubblica primaria, cioè la spesa dello Stato al netto degli interessi sul debito, che è poi la spesa che si vorrebbe tagliare, l’Italia, come dai dati sopra riportati, è stata ben poche volte in deficit dall’inizio degli anni ’90, cioè solo in tre anni (1991-1992-2009); e dal 1995 al 2012, come riportato nel grafico ha avuto per svariati anni un saldo primario migliore rispetto a Francia, Germania e Regno Unito. Pertanto, anche al lordo della variabile “spreco” la spesa pubblica non può aver contribuito a far salire il debito pubblico per un semplice motivo: lo Stato ha sempre preso in tasse più di quanto ha speso, mentre l’aumento del debito pubblico è dovuto, principalmente, al pagamento degli interessi sul debito. Nonostante tutto, quindi, gli sprechi che ci sono, sono tanti e vanno corretti, non hanno fatto salire il debito, perché sono stati pagati dalle tasse degli italiani e non sono “sfociati” in un deficit primario che abbia comportato l’emissione di debito; bensì hanno impedito, tramite il loro mancato taglio o, molto meglio, la marginalità di un impiego di spesa “remunerativo” che il debito stesso scendesse.
Per cui, da ultimo, se consideriamo l’austerità come la necessità di soddisfare il vincolo del pareggio di bilancio, nel quale uno Stato deve spendere meno di quanto “incassa” e consideriamo la sola spesa pubblica propriamente detta e/o spesa primaria, l’Italia sta facendo austerità dal 1992, visto che è dal 1992 che – salvo un deficit minimo nel 2009 – la spesa primaria dello Stato è inferiore a quanto lo stesso tassa; per cui è da svariati anni antecedenti a quello in cui si è voluto introdurre il pareggio di bilancio in Costituzione, 2012, che lo stesso pareggio di bilancio è già una realtà: circa una ventina! E come mai si è voluto introdurre solo nel 2012 e proprio in Costituzione?! Era necessario visto che comunque erano diversi anni che veniva già rispettato?! 
  
E, ancora, se facciamo il confronto con quelli che per anni sono stati additati come Stati virtuosi da prendere come riferimento, notiamo che non è proprio così; e che se valutiamo, ancora, la spesa pubblica propriamente detta, l’Italia è il paese che ha avuto per molto tempo, dagli anni ’90, il miglior saldo primario, cioè quella che ha fatto più “austerità”, perché è quella che ha speso meno per beni e servizi ai suoi cittadini in relazione alle proprie entrate derivanti dalle tasse agli stessi. Nonostante questo, ancora una volta, il problema diventa la spesa pubblica; ed ancora una volta la soluzione non è che il taglio di quello che viene falsamente ritenuto il problema. Dopo un periodo così lungo in cui lo Stato ha avuto dei surplus primari, nel corso della crisi che rischia di venir probabilmente ricordata come la Grande Recessione, forse, invece che imporsi ulteriori limiti di bilancio, sarebbe stato meglio cominciare a invertire la tendenza e spendere – anche al netto degli interessi – più di quanto si tassasse, per aiutare un settore privato in difficoltà immettendo ricchezza piuttosto che continuare a toglierne. Invece si è fatto il contrario, si sono imposti ulteriori vincoli di bilancio che hanno costretto lo Stato ad aumentare la pressione fiscale e diminuire la spesa in modo da drenare ulteriormente risorse da un settore privato in profonda crisi e dal quale lo Stato già da anni “toglieva più di quanto metteva”.
In conclusione, questo continuo ed inopinato richiamo alla spesa pubblica, che ne fa un “calderone” unico con la spesa per interessi, al fine di poter sostenere che “lo Stato spende troppo” ed è necessario “tagliare”, sembra il solito “gioco delle tre carte”, fatto per distrarre il cittadino, il lettore, ma soprattutto l’elettore meno attento, per farlo prescindere dalla valutazione dei numeri quali sono da intendersi realmente e portarlo fuori da una visione d’insieme della situazione economica, con il solo fine di confonderlo; ed utilizza, a questo fine, definizioni, discorsi e “parametri economici” di comodo, presi singolarmente invece che con una visione d’insieme, per individuare sia i problemi che la soluzioni; che sono poi le sempre gli stessi problemi (lo Stato ”cicala”) e le stesse soluzioni (tagliare, tagliare, tagliare … la spesa pubblica) indipendentemente dalla collocazione politica dei governi che si succedono e dal lignaggio culturale di appartenenza dei loro tecnici, economisti o politici.
Articolo pubblicato su Forexinfo.it da Luca Pezzotta
http://nwo-truthresearch.blogspot.it/

I QI medi sono in calo in tutto il mondo

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Ora abbiamo la prova scientifica
che le persone sono sempre più stupide

Questo articolo è stato generosamente donato da Michael Snyder. Puoi seguire i suoi regolari scritti su: ricerca e analisi in The Collapse Blog economica eil sogno americano. Leggi anche il suo recente libro L’inizio della fine per avere un’idea di quello che in un futuro molto prossimo l’America (e non solo) potrà apparire.
 
Le persone sono più stupide di una volta? Le generazioni generazioni precedenti erano mentalmente più intelligenti di noi? E’ da un po di tempo che si ha il sospetto che le persone stiano diventando più stupide, ma ora ne abbiamo la certezza, ci sono prove scientifiche che questo è riscontrabile. Come potrete leggere di seguito, i QI medi sono in calo in tutto il mondo, i punteggi SAT negli Stati Uniti sono in calo da decenni, e gli scienziati hanno anche scoperto che il nostro cervello si è ridotto diventando sempre più piccolo nel tempo. Quindi, se  che in alcuni giorni ti sembra di esserti svegliato nel bel mezzo del film di “Idiocracy”, questi giorni non potrebbero essere troppo lontani.  

Gran parte degli igredienti che hanno messo nel nostro cibo spazzatura non è certo un bene per lo sviluppo del cervello, il nostro sistema educativo è come uno scherzo totale e la maggior parte degli americani sono assolutamente dipendenti da intrattenimenti senza cervello.  

I questi giorni, fortuna vuole che abbiamo un sacco di tecnologia che fa molto e forma il nostro pensiero per noi, perché se dovessimo dipendere dalle nostre capacità mentali la maggior parte di noi si troverebbe in una enorme quantità di guai.
 
Purtroppo, questo sembra essere un fenomeno che sta accadendo in tutto il pianeta. In un recente articolo il Daily Mail ha spiegato, che i punteggi del QI sono in calo, paese dopo paese …

Richard Lynn, psicologo presso l’Università di Ulster, ha calcolato il calo potenziale genetico degli umani.
Ha usato i dati medi sul QI in tutto il mondo nel 1950 e nel 2000 per scoprire che la nostra intelligenza collettiva è scesa di un punto di IQ.
Il dottor Lynn prevede che, se questa tendenza continua, potremmo perdere altri 1,3 punti di QI entro il 2050.

Il resto del testo dell’articolo qui sotto
è volutamente non tradotto.

One IQ point does not sound like a lot, but when you go back even further in time the declines become a lot more dramatic.  For example, a psychology professor at the University of Amsterdam named Jan te Nijenhuis has calculated that we have lost a total of 14 IQ points on average since the Victorian Era.
And we don’t need a professor to tell us that this is true.  Just go back and read some of the literature from that time period.  Much of it is written at such a high level that I can barely even understand it.

There is other evidence that people are getting stupider as well.  For instance, SAT scores in the United States have fallen significantly in recent years…

There appears to be a disturbing trend in American high schools. If we judge the quality of education by the scores that students get on their SATs, then it appears that things are getting worse. Since 2006, the overall average SAT score has fallen by 20 points, dropping from 1518 to 1498 in 2012. Scores are also down in each of the three categories tested, with reading dropping 9 points, mathematics dropping 4 points, and writing falling 9 points. It’s a fair bet that students aren’t becoming less intelligent, so exactly what is going on?

And this decline in SAT scores is not just limited to the past few years.  As the following chart from Zero Hedge demonstrates, SAT scores have been declining in America for decades…

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There are even some scientists that are convinced that this decline in the mental ability of humans goes back for thousands of years.  Some blame genetic mutations for this decline, and others point to the fact that our brains have been getting smaller.  For example, just check out what one study conducted at Cambridge University concluded…

An earlier study by Cambridge University found that mankind is shrinking in size significantly.
Experts say humans are past their peak and that modern-day people are 10 percent smaller and shorter than their hunter-gatherer ancestors.
And if that’s not depressing enough, our brains are also smaller.
The findings reverse perceived wisdom that humans have grown taller and larger, a belief which has grown from data on more recent physical development.
The decline, said scientists, has happened over the past 10,000 years. They blame agriculture, with restricted diets and urbanization compromising health and leading to the spread of disease.

Most of us today just assume that people are smarter than they ever have been before.
Most of us today look down on our ancestors and mock them for being so primitive.
But the truth is that if we had to go up head to head against them in mental challenges, we might find ourselves greatly humbled.
At the end of this article, I have posted an eighth grade exam from 1912 that was donated to the Bullitt County History Museum in Kentucky.
As you can see, it is far more difficult than anything that eighth grade students have to do today.  In fact, most eighth grade students today are doing pretty good if they can point out the United States on a map of the world and can string a few sentences together.

I should know – for a short period of time I once taught eighth grade students.
So when I first came across the exam posted below, I was amazed at how difficult it was.
Could you pass such an exam?
I don’t know if I could.
But these are the kinds of questions that eighth grade students were expected to be able to answer back in 1912…
-Through which waters would a vessel pass in going from England through the Suez Canal to Manila?
-How does the liver compare in size with other glands in the human body?
-How long of a rope is required to reach from the top of a building 40 feet high to the ground 30 feet from the base of a building?
-Compare arteries and veins as to function. Where is the blood carried to be purified?
-During which wars were the following battles fought: Brandywine, Great Meadows, Lundy’s Lane, Antietam, Buena Vista?
A full copy of the exam is posted below.  Please notice the absence of multiple choice questions where a student can guess by circling an answer.  In the old days, kids were actually expected to be able to think and to be able to write…

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So what do you think about all of this?
Do you believe that people are actually getting stupider?
And is “stupider” actually a word?
Please feel free to share your thoughts by posting a comment below…


beginning-of-the-end-snyderMichael T. Snyder is a graduate of the University of Florida law school and he worked as an attorney in the heart of Washington D.C. for a number of years.

Today, Michael is best known for his work as the publisher of The Economic Collapse Blog and The American Dream

If you want to know what things in America are going to look like in a few years read his new book The Beginning of the End.

EBOLA E DINTORNI (quarta parte)

Ebola

 

Epidemia di Ebola? Prove tecniche di controllo…
Marcello Pamio – 25 agosto 2014

 

Passano le stagioni e gli anni, cambiano apparentemente anche i burattini della politica che si alternano a marionette manovrate dagli stessi fili, eppure le strategie del Sistema sono sempre le medesime. Non cambiano di una virgola.
A parte qualche sfumatura infinitesimale, la strategia è sempre la stessa: controllare dal punto di vista fisico, mentale ed emozionale, la popolazione intera del pianeta, o una buona fetta di essa.
Come fare?

E’ più semplice di quello che si possa immaginare, e lo stile di vita moderno ne è la prova lampante: respiriamo aria avvelenata (scie chimiche, inquinamento), beviamo acqua sterilizzata la cui vitalità è meno di zero, mangiamo alimenti morti, pastorizzati, pregni di chimica e adesso anche transgenici. Se tutto ciò non bastasse ci intossichiamo quotidianamente il fisico e le menti con veleni quali droghe, farmaci e vaccini. Dall’altra parte, i super controllati e potentissimi mezzi di comunicazione massa (cinema, giornali, radio e televisioni), apparentemente disgiunti, lavorano invece in sinergia col Sistema, perché si occupano di tenere distratte le menti, le intasano e ingolfano di false notizie, spacciate però per informazione, e avvelenano le anime con emozioni e sentimenti deleteri e assolutamente devianti.

 

Ricordiamo che il fine ultimo è il controllo dell’uomo!
Un persona malata, intossicata, emotivamente destabilizzata è una persona che si manipola facilmente. Un vero e proprio suddito.
Non hanno bisogno di persone libere di pensare, sentire e agire, ma di sudditi ammansiti, di un gregge di pecore ammaestrate tenute a bada da qualche cane-pastore. Ogni tanto però qualche pecora scappa dal gruppo e cerca la libertà, cerca di capire cosa c’è aldilà del recinto.
Libertà che nonostante la tecnologia, i navigatori satellitari, gli i-phone e i cellulari, è sempre più risicata e sempre più a rischio.
L’odierno caso della epidemia di Ebola rientra in tutto questo?

Secondo dati dell’OMS, tra il 19 e il 20 agosto 2014 sono stati segnalati un totale di 142 nuovi casi, tra Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone. Mentre i morti accertati – sempre per l’Organizzazione sovranazionale di Ginevra – sono saliti a 1427.
Secondo le agenzie di stampa, ci sarebbero 70 morti per febbre emorragica “di origine sconosciuta” in Congo, e c’è chi addirittura parla di casi sospetti in Austria e Germania, quindi in piena Europa!
Il passato continua a ripetersi se non viene ben compreso…

 

Le pandemie inventate precedenti
Senza andare troppo in là nel tempo, e ridestare alla memoria pandemie come la Spagnola del 1918 o l’Asiatica, è bene però ricordare cos’è accaduto al mondo nell’ultimo decennio.
Tra il 2002 e il 2003 il mondo ha iniziato a sentir parlare di SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), forma atipica di polmonite apparsa nella provincia del Guangdong in Cina.
Dopo pochi anni, nel 2005 è apparsa dal nulla l’influenza aviaria H5N1 che allarmò il mondo, ma rimase una pandemia mancata. E’ solo nel 2009 con la mitica influenza suina, che si iniziò a parlare della prima pandemia del nuovo secolo. 
Oggi sappiamo bene come sono andate a finire simili bufale: sono servite per inoculare la paura e il panico nelle masse; spacciare farmaci (antibiotici) e vaccini, ingrassando le lobbies della chimica e farmaceutica; modificare e allargare la definizione stessa di pandemia, esattamente come è avvenuto a maggio del 2009 durante l’epidemia di suina, per opera dell’OMS.

Sono trascorsi solo cinque anni dall’ultimo vergognoso terrorismo virale, e oggi tocca a Ebola.
L’Ebola, secondo le fonti ufficiali, sarebbe un virus della famiglia Filoviridae estremamente aggressivo per l’uomo (virus di tipo A), che causa una febbre emorragica e uccide nel giro di pochissimi giorni. Il tasso di mortalità è altissimo: va da un 50% all’89%.
Potenzialmente – dicono sempre le fonti autorevoli – il virus Ebola potrebbe essere utilizzato come arma biologica, come un agente di bioterrorismo. L’unico inghippo, come arma, sta paradossalmente proprio nella sua altissima mortalità: infatti una epidemia termina velocemente perché muoiono tutti gli ospiti.

Per quale motivo i militari americani hanno sperimentato in questi anni l’Ebola in Sierra Leone e negli altri paesi africani? Forse per trovare un sistema che ne riduca la mortalità in modo tale da avere nelle mani un’arma biologica perfetta e potentissima? 
Forse tra qualche giorno i media mainstream, pubblicheranno la notizia che il virus Ebola ha mutato geneticamente, diminuendo da una parte la sua altissima mortalità, ma permettendo dall’altra il contagio virale di massa. Contagio che forse qualcuno sta desiderando?
Magari verranno pubblicate notizie che il vaccino contro l’Ebola è stato trovato, esattamente come quanto ha riportato la Pravda dell’11 agosto 2014: “Si scopre che c’è un vaccino contro Ebola. Gli scienziati del Pentagono lo stavano sviluppando da 30 anni, e tutti i diritti della cura appartengono al governo degli Stato Uniti. Due medici statunitensi infetti hanno ricevuto iniezioni di vaccino e hanno cominciato il recupero dalla malattia immediatamente”.
Quindi si parla già di vaccino.

Un vaccino i cui diritti sono del governo statunitense, o meglio, del ministero della Difesa: il Pentagono. Per cui ci stanno già dicendo che tale vaccino funziona perché due medici americani infettati dal virus Ebola sono guariti. Il miracolo della scienza e delle coincidenze!
Per tanto, chi vorrà vaccinarsi per non morire, dovrà chiederlo in ginocchio al governo americano, altrimenti, se renderanno obbligatorio il vaccino per tutti, a guadagnarci, sarà sempre il governo democratico a stelle e strisce. Il paese che salverà il mondo dalle pandemie.
Pandemie che prima creano e poi aiutano a debellare…e non sarebbe certo la prima volta.

Il dott. Leonard Horowitz in un suo articolo “SARS: Great Global Scam”, ne è convinto.
Il dottor Horowitz è l’autore di tredici libri compreso il bestseller nazionale: “Virus emergenti: AIDS & Ebola, incidenti o intenzionali?”
In questo articolo egli sostiene che questo attacco virale senza precedenti è, alternativamente,o un ingegnoso esperimento del bioterrorismo istituzionalizzato, o uno strumento per il controllo psicosociale diffuso.
Quale modo migliore di vendere giornali, che guerre e disastri? Quale modo migliore per aumentare i preventivi per gli ospedali ed il personale dell’ennesima “emergenza sanitaria”? Quale modo migliore per aumentare le vendite di farmaci e vaccini, riempiendo la gente di spavento e convincendola che queste malattie siano allarmanti e che la loro speranza migliore è un’inoculazione inoffensiva? Quale modo migliore per deviare l’attenzione di un Paese da importanti questioni estere e da problemi interni, che spaventandolo presentandogli un problema mondiale che lo colpisce così da vicino?

George Bush per esempio ha aggiunto la SARS alla lista delle malattie per le quali è necessaria la quarantena con l’ordine esecutivo nr. 13295. Il governo dell’Ontario, sempre per la SARS aveva dichiarato l’ ”emergenza sanitaria” che richiede la quarantena (se necessario con la forza) per chiunque sia ritenuto sospetto di poter diffondere l’epidemia o abbia avuto contatti con persone che potrebbero essere malate. 

 

Stessa cosa oggi con l’Ebola, con la differenza che in questo caso si tratta di una potenziale arma biologica di tipo militare molto pericolosa. E le parole del coordinatore dell’Onu contro il virus Ebola, non lasciano spazio a molti dubbi. Ha dichiarato qualche giorno fa di voler essere pronto ad “affrontare una fiammata se necessario” dell’epidemia. A quale fiammata si riferisce? Alla pandemia vera e propria? La stanno per caso attendendo? O peggio ancora, inducendo?

 

Strani incidenti…chi tocca il virus muore!
Ovviamente si tratta della classica coincidenza, ma nel Boeing 777 della Malaysia Airlines, abbattuto nei cieli tra Ucraina e Russia vi era tra le persone presenti, un certo Glenn Thomas. Un nome non molto conosciuto…
Glenn Thomas era un autorevole consulente dell’OMS a Ginevra, esperto in AIDS e, soprattutto, in virus come l’Ebola. Egli era anche il coordinatore dei media ed era coinvolto nelle inchieste che stavano portando alla luce tutte le controverse operazioni di sperimentazione del virus Ebola nel laboratorio di armi biologiche presso l’ospedale di Kenema in Sierra Leone. Ora questo laboratorio è stato chiuso per volontà del Governo, ma stanno emergendo particolari interessanti in merito agli interessi nascosti dietro la sua gestione…
Ovviamene queste cose non le sentiremo dire in televisione.

Tra gli interessati, la coppietta del secolo: il miliardario Bill Gates e sua moglie Melinda, con la loro omonima fondazione “Bill & Melissa Gates”. I due filantropi, che guarda caso, lavorano in ambienti eugenetici e contribuiscono, mediante le vaccinazioni di massa, alla sterilizzazione delle donne dei paesi del Sud del mondo, hanno connessioni con i laboratori di armi biologiche situati proprio a Kenema, epicentro, guarda caso, dell’epidemia di Ebola sviluppatasi dall’ospedale dove erano in corso trial clinici sugli esseri umani per lo sviluppo del relativo vaccino. 

 

Anche l’ebreo George Soros non manca mai. Il miliardario ungaro-statunitense, onnipresente quando si tratta di finanziare la destabilizzazione di un paese (le varie rivoluzioni colorate e arabe sono una sua creazione), tramite la sua Fondazione, finanzia lo stesso laboratorio di armi biologiche. Sono sempre banali coincidenze…
Attraverso la Fondazione “Soros Open Society”, per molti anni ha attuato “investimenti significativi“ nel “triangolo della morte Ebola” della Sierra Leone, Liberia e Guinea.

 

Glenn Thomas, lo sfortunato esperto di virus precipitato con il Boeing, era a conoscenza di prove concrete che dimostravano come il laboratorio, finanziato dai sopra filantropi, aveva manipolato diagnosi positive per Ebola, per conto della Tulane University, al fine di giustificare un trattamento sanitario coercitivo alla popolazione e sottoporla al trattamento sperimentale del vaccino che, in realtà, trasmetteva loro Ebola!
Purtroppo per noi che vogliamo capire, e per fortuna per coloro che invece stanno gestendo il gioco, i testimoni di questa criminale operazione spariscono, muoiono o precipitano…
Qual è alla fine l’operazione che stanno cercando di mettere in atto?
Innanzitutto è bene comprendere che si tratta di un’operazione militare.
Il virus Ebola esce infatti da un laboratorio militare di massima sicurezza. Lo stanno sperimentando in segreto da anni sulla ignara popolazione locale di vari paesi africani. Ogni tanto sfugge al controllo qualcosa, ma poi il focolaio epidemico viene gestito. Fino ad ora… 
Dopo anni di esperienze dirette sul campo africano, vogliono forse creare una e vera e propria epidemia o pandemia (Problema) che interessi il mondo intero?

A questo punto viene in mente la solita strategia: Problema-Reazione-Soluzione.
Il Problema è l’epidemia inventata e creata a tavolino.
La Reazione è sempre la stessa: la paura. Emozione che blocca e paralizza le coscienze e che permette a lorsignori di fare qualsiasi cosa. La paura di morire di febbre emorragica spingerà la gente a fare la fila per farsi iniettare veleni e vaccini sperimentali. La paura farà accettare senza battere ciglio, ulteriori leggi repressive che violano tutti o quasi i sacrosanti diritti civili. La paura è il collante emotivo, il vero e proprio virus che quando ha infettato la popolazione permetterà alla Sinarchia mondialista, di andare avanti indisturbata nei suoi progetti…
La Soluzione è sempre pronta: vaccinare tutta la popolazione mondiale (iniettando non si sa bene cosa!); far passare leggi e decreti, in nome della sicurezza nazionale, ancor più repressivi di quelli post 11 settembre 2001 (l’auto-attentato o per meglio dire il false flag più famoso degli ultimi decenni); instaurare la legge marziale e prepararsi a mettere in quarantena chiunque possa essere un intralcio o un pericolo.

Insomma, l’agenda è fitta e sempre molto ricca, ma la fantasia è finita da tempo. 
Il Sistema è assolutamente monotono e si trova alle strette, oramai è alle corde del ring e non sa più cosa fare, se non accelerare il disegno con la dottrina dello shock ad awe, delloshock e sgomento. Fa sempre più rumore un albero che cade, rispetto una foresta che cresce.
Trovandosi all’ultima spiaggia, stanno abbattendo sempre più alberi per shoccarci e impaurirci.
Ma tale dottrina non sta funzionando, e quindi non ce la faranno nel loro intento, e la prova sta nel fatto che la strategia adottata per i piani di dominio globale è sempre la medesima.
Le forze in atto non hanno più fantasia, sono diventate, per così dire, monotone.
Mentre le coscienze odierne dell’umanità, una volta totalmente addormentate e obnubilate, ora si stanno lentamente destando da questo grande Truman Show planetario.
Tale risveglio è il pericolo numero uno per i grandi manovratori che lavorano nell’ombra. 
Una persona sana, una persona non addormentata, che conosce la propria interiorità, il proprio mondo emozionale, e sa come agire, è una persona libera.
Libertà non intesa nel senso esteriore del termine, ma libertà interiore!
Questa persona non potrà mai essere ingabbiata, e sicuramente saprà decidere in libertà di coscienza se farsi vaccinare oppure no…

 

http://www.disinformazione.it/ebola2.htm 

 

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I 25 anni del www la “Magna Carta” del web

Internet compie 25 anni. Tim Berners-Lee: 
“Il web deve essere un diritto di tutti” 
http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/il-web-compie-25-anni-ecco-il-pc-che-ha-sviluppato-il-www/158970/157464?ref=nrct-1
 Clicca sull’immagine per vedere il video
 

Steve Jobs, Bill Gates, Mark Zuckerberg, guru mondiali dei computer e dell’informatica. Ma la rete internet nasce per un’intuizione di un trentenne ricercatore britannico che nel 1989 lavorava al Cern di Ginevra, Tim Bernes-Lee e la sua creatura è il WORLD WIDE WEB, la grande ragnatela sulla quale oggi tutti ci muoviamo.

Nel 1993 Tim Berners-Lee venne intervistato dalla testata TG1 della RAI. I suoi diretti superiori al CERN vennero interrogati, nel corso dell’intervista, sulla possibilità che il CERN promuovesse, anche con fondi speciali di ricerca delle Commissioni Europee, l’idea del WWW e la sua promozione industriale. Il direttore del CERN, il fisico italiano Carlo Rubbia, disse che non riteneva compito del CERN promuovere quella pur brillante idea. Tim Berners Lee accettò l’offerta di Mike Dertouzos del MIT, lasciando il CERN per il Laboratory for Computer Science (LCS) del prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, presso cui nel 1994 fondò il World Wide Web Consortium (W3C). (Fonte http://it.wikipedia.o/wiki/Tim_Berners-Lee) 

Internet compie 25 anni. Tim Berners-Lee: "Il web deve essere un diritto di tutti"Tim Berners-Lee (ansa)
 
Internet compie 25 anni. La nascita del web viene fatta risalire convenzionalmente infatti alla proposta depositata il 12 marzo 1989 al Cern da un professore inglese allora sconosciuto, Tim Berners-Lee (il documento è disponibile a questo indirizzo: info.cern.ch/Proposal.html). Fu lui a sviluppare WorldWideWeb, il primo programma di navigazione, quello che diede poi il nome alla rete in quanto tale, insieme a un ingegnere belga e a uno studente. E oggi, nell’occasione del 25 anni, Berners-Lee propone una “Magna Carta” per il web. Sotto attacco da parte di governi e corporation, con la necessità di un documento universale che ne protegga l’apertura a tutti e la neutralità. “Il web dovrebbe essere accessibile a tutti, da ogni dispositivo, e deve poter essere uno strumento attraverso cui l’essere umano possa esprimere il suo potenziale e garantire la propria dignità e diritti civili”.

In realtà Internet, nata prima come rete militare e poi come risorsa accademica, esisteva in forme via via più evolute fin dagli anni ’60. Il Tcp/Ip, il protocollo fondamentale che tuttora permette lo scambio di informazioni tra i computer in rete, era uno standard già dai primi anni ’80. Esistevano molti server di documentazione online per i ricercatori. C’erano vari sistemi per consultare questi archivi (come Gopher o il Nntp, il Network News Transfer Protocol), alcuni già relativamente evoluti, con la gestione di titoli grandi e testi piccoli e riferimenti incrociati tra le fonti.

Ma mancava una sistematizzazione. Ciascuno sviluppava le proprie soluzioni. “Creare il web – spiegò lo stesso Berners-Lee in un’intervista del 2007 – fu un atto di disperazione, perché la situazione era molto difficile al Cern. Gran parte della tecnologia implicava il web”. L’ipertesto e la rete, disse, c’erano già: “Tutto era già stato sviluppato. Io misi solo tutti questi elementi insieme. Era il passaggio successivo, quello della generalizzazione. Andammo a un livello superiore di astrazione e pensammo a tutti i sistemi di documentazione come componenti di un sistema immaginario più grande”.

Messa così, però, rischia di essere fuorviante per eccessiva modestia. Fu Berners-Lee a creare l’Uniform Resource Locator (Individuatore di risorsa uniforme), universalmente noto oggi come Url, cioè la struttura dell’indirizzo delle pagine web, il protocollo Hypertext Transfer Protocol (il protocollo di trasferimento dell’ipertesto) a cui fa riferimento quell’http che c’è davanti a tutti gli indirizzi, e i primi standard html (Hypertext Markup Language), il linguaggio di base nel quale sono scritte le pagine web. Venticinque anni dopo, l’infrastruttura della Rete è rimasta sostanzialmente la stessa. Ma ora è uno strumento di comunicazione di massa, utilizzato non solo attraverso i grandi mainframe e i personal computer, ma come veicolo di scambio di dati e informazioni di ogni tipo attraverso i dispositivi mobili. Una vera e propria risorsa sociale, immaginare la nostra vita oggi senza internet è impossibile.

Berners-Lee è il fondatore nonché attualmente ancora il direttore del w3c (World Wide Web Consortium, un consorzio di 351 tra aziende e organizzazioni attive nello sviluppo di tecnologie per internet), che si occupa di definire gli standard della rete. Inoltre fa ricerca presso il laboratorio di intelligenza artificiale del Mit di Boston dedicando le sue energie in particolare al Centro per l’intelligenza collettiva. Per lui il viaggio insomma è appena cominciato.

12 marzo 2014
http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/03/12/news/internet_compie_25_anni-80803001/

Ebola e dintorni (terza parte)

http://politica.ultimoranotizie.it/tag/ebola/

Ebola: epidemia costruita a tavolino 

per sostenere il businnes di Big Pharma

 A cura della Redazione Autismo e Vaccini agosto 2014

 

Tutti sanno che quando si impara ad andare in bici non lo si dimentica più; è una questione di “memoria procedurale”. Identico meccanismo si adatta benissimo per smascherare gli sporchi affari di Big Pharma: una volta imparata la tecnica di diffusione della malattia, per commercializzare il relativo prodotto, non la si dimentica più. E questo vale anche per l’attuale epidemia di Ebola.

 

Per decenni gli scienziati hanno pensato che non esistessero anticorpi efficaci contro il virus, ma nel 2012 la ricerca della US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases ha dimostrato che una combinazione di anticorpi è in grado di fermare il virus. Così, in contemporanea, altri laboratori di tutto il mondo sono stati chiamati a testare identico cocktail di anticorpi.
Il messaggio evidenziato appare chiaro e inequivocabile sul sito web The Scripps Research Institute, una delle più grandi organizzazioni di ricerca del mondo, privata, senza scopo di lucro [dicono loro], impegnata nella scienza biomedica di base, segmento fondamentale della ricerca medica che cerca di comprendere i processi fondamentali della vita.

 

Già …. e tra i processi fondamentali della vita, così insegnano nelle Università di Medicina, c’è anche la morte ….. la morte di poveri cristi, deboli e analfabeti, sui quali si è deciso di testare farmaci contro Ebola, mai verificati sull’essere umano, a tal punto da scatenare una torrida epidemia che, qualora proseguisse ad espandersi, darebbe origine a una pandemia globale che, per questioni sanitarie internazionali, comporterebbe la soppressione delle più elementari libertà individuali. E’ questo il caso odierno della Liberia, dove la Signora Presidente della nazione ha dichiarato in diretta televisiva che “alcune libertà civili potrebbero dover essere sospese“.

 

Qui di seguito è possibile apprendere l’elenco di coloro che sono impegnati nel Consorzio guidato dalla Scripps Research Institute.

Ed ora riteniamo opportuno ricordare ai nostri lettori i passaggi essenziali che non sono diffusi dai media, i quali sono troppo impegnati ad offrire realtà precostruite alle quali bisogna credere senza pensare. Ognuno di voi tragga le proprie conclusioni.

 

1) nel 2012 la ricerca della US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases [USAMRIID] ha dimostrato che una combinazione di anticorpi è in grado di fermare il virus;

 

2) nel mese di gennaio 2014 ha inizio la Fase 1 delle sperimentazioni cliniche della Tekmira Pharmaceuticals Corporation che dosa per la prima volta nell’essere umano un suo prodotto contro Ebola; 

 

3) la scheda OMS n. 103, aggiornata a marzo 2014, riporta al secondo capoverso della voce “Signs and symptoms“
“ [….. omissis …..] Virus Ebola è stato isolato, 61 giorni dopo l’insorgenza della malattia, dallo sperma di un uomo che è stato infettato in un laboratorio“.
In medicina legale questo punto rappresenterebbe la certezza del criterio cronologico e del criterio qualitativo di un’azione dannosa.

 

4) coincidenza vuole che, sempre a marzo 2014, il consorzio farmaceutico guidato da Scripps Research Institute ottiene un finanziamento premio di 28 milioni di dollari dal NIH [National Institutes of Health] per trovare e proporre il miglior trattamento per virus Ebola. Di questo consorzio fa parte la Mapp Biopharmaceutical, il cui ruolo nella vicenda sarà descritto a breve, impegnata da un paio d’anni nella ricerca scientifica in merito a virus Ebola.

 

5) altra Università presente direttamente sul luogo del delitto è la Tulane University che svolge attività di ricerca in Sierra Leone [epicentro dell’epidemia] sulle armi biologiche, anch’essa per conto della US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases [USAMRIID];

 

6) la Tulane University scrive sul proprio sito:
“We’re working on vaccines and medicines for Ebola and other hemorrhagic fevers” ….. “The solutions are coming.”
Più chiara di così non può essere descritta l’attività di ricerca in essere;

 

7) anche la GlaxoSmithKline del Regno Unito è coinvolta nella ricerca sul vaccino Ebola, in Sierra Leone, attraverso la controllata società svizzera Okairos, acquistata nel 2013, giusto in tempo per l’epidemia Ebola, che collabora a sua volta con il Vaccine Research Centre dei National Institutes of Health [NIH] degli Stati Uniti;

 

8) i farmaci di sintesi vegetale, negli ultimi dieci anni, hanno generato un sacco di chiacchiere ma hanno avuto poco effetto sulla produzione commerciale, con alcuni successi isolati di farmaci della Pfizer e della Protalix Biotherapeutics approvati dalla FDA nel 2012. 

 

L’approccio è stato nuovamente portato alla ribalta proprio questa settimana, quando un farmaco prodotto dalla pianta del tabacco è stato utilizzato per il trattamento di due persone che avevano contratto virus Ebola. Kentucky Bioprocessing, una unità del gigante del tabacco Reynolds American, ha prodotto il farmaco che è stato sviluppato da Mapp Biopharmaceutical. Il processo di produzione è simile ai passaggi per altri farmaci vegetali: i laboratoristi infettano le piante di tabacco con un virus che include il codice genetico; dopo che le piante sono infettate dal virus cominciano a produrre gli anticorpi dai quali sarà estratto il principio attivo. 

 

Così è stato prodotto ZMapp, il siero miracoloso che contrasta Ebola, iniettato ai due medici statunitensi che hanno contratto virus Ebola sul luogo dell’epidemia in Africa. Piccolo particolare: anche in questo caso gli effetti del farmaco non sono mai stati valutati sull’essere umano.

 

A tutto questo manifesto giro d’affari aggiungiamo la notizia odierna che, a nostro avviso, desta maggiore preoccupazione, perché rappresenta l’anticamera di una disposizione sanitaria globale da parte dell’OMS: i centri statunitensi per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione [CDC] hanno emesso una allerta di alto livello per virus Ebola in Africa occidentale.

 

Una pandemia rappresenterebbe una manna dal cielo per Big Pharma. Sieri miracolosi o vaccini [circa al 2015] che siano, pur non essendo ancora certificati per uso umano, saranno richiesti a gran voce dal grande pubblico. Il che “costringerà” le autorità di controllo a licenziarlo celermente, procedendo a tappe forzate ….. e sarà un bel business ….. sulla nostra pelle.

http://www.disinformazione.it/ 

 

 Scienziato britannico afferma che il virus Ebola potrebbe essere di origine Extraterrestre!

Scienziato britannico afferma che il virus Ebola 

potrebbe essere di origine Extraterrestre!

 

Molte persone hanno la convinzione che il mondo si stia preparando ad affrontare una minaccia da un altro mondo, un assalto totale contro la razza umana. Niente a che vedere con le scene mozzafiato che vediamo nei film, dove grandi navi aliene invadono la terra rendendo schiavi gli esseri umani, qua stiamo parlando di un virus alieno mortale; inarrestabile e geneticamente modificato per essere efficace solamente contro la razza umana. Fantascienza pura ed assoluta? Secondo uno scienziato britannico assolutamente no!
Michael Crichton, regista e produttore cinematografico scomparso nel 2008, ipotizzò nel suo film “ Andromeda” uno scenario di un virus alieno che raggiunge la terra. Lo schianto di un veicolo spaziale americano in Arizona darebbe il via a questo virus mortale alieno che eliminerebbe tutti gli abitanti del luogo e si spanderebbe rapidamente in tutto il mondo. Questo scenario è solamente la trama di un film ma c’è chi pensa che realmente l’Ebola possa provenire dallo spazio.

 

L’Ebola si sta diffondendo con una rapidità inusuale, tutto il contrario di quanto ci si aspettava. Il virus sta attraversando i confini: la Romania è in stato di allerta dopo un possibile caso a Bucarest, in Cina diverse persone avrebbero manifestato i classici sintomi, mentre in Germania un 28enne di Freetown della Sierra Leone è stato messo sotto osservazione con la possibilità che sia stato contagiato.

 

Questi sono solamente alcuni casi che si sono verificati al di fuori dei confini africani e molti credono che il mondo si debba preparare ad un’epidemia di Ebola dai contorni catastrofici.
Ashley Dale, un noto scienziato britannico che sta portando avanti un dottorato in ingegneria presso l’Università di Bristol, recentemente ha affermato che c’è una possibilità che il virus sia arrivato sulla terra dallo spazio.

 

Dale afferma che abbiamo meteoriti provenienti da Marte che arrivano nel nostro pianeta ogni anno e sappiamo che i batteri possono sopravvivere al viaggio. Dunque c’è la probabilità che l’Ebola provenga da un pianeta da qualche parte dello spazio. Dale ritiene che il processo possa essere simile alla panspermia, ovvero la teoria che i semi della vita siano sparsi per l’Universo. La teoria di Dale suggerisce che i meteoriti avrebbero portato la vita sulla nostra terra e nel nostro caso si sarebbe evoluto il virus Ebola, grazie anche alle particelle virali che sarebbero giunte sulla terra in buone condizioni.

 

Dale afferma inoltre che gli effetti devastanti del virus sarebbero in atto proprio in questo momento storico. Dunque la nuova e letale epidemia di Ebola non sarebbe nient’altro che un’invasione aliena silenziosa?  Sembra pazzesco ma Dale non esclude la possibilità che questo scenario sia reale. Un assassino silenzioso, veloce e soprattutto invisibile. Fantascienza?

Ci auguriamo assolutamente di si…

 

Di Stefano Sorce

Redazione Segnidalcielo

 

EBOLA E DINTORNI (prima parte

EBOLA E DINTORNI (seconda parte)