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Il Giorno in cui la Terra si Fermò

 
 

Leggende che riguardano Teothihuacan, “il luogo degli déi” in Messico, legano la costruzione delle sue due grandi piramidi a una caamità che colpì la Terra, quando il Sole non sorse e persistette l’oscurità della notte.

Due divinità si sacrificarono a Teothihuacan (“Luogo degli déi”) per convincere il Sole e la Luna a mostrarsi di nuovo e riprendere il loro moto. Gli altri déi commemorarono l’evento costruendo la Piramide del Sole e la Piramide della Luna.

Analogamente, in Sud America, una leggenda inca narra che una volta il dio creatore si arrabbiò con il suo popolo e nascose il Sole. <<Per venti ore non ci fu alba>>. Si calmò solo quando il re si affrettò a riprendere i rituali prescritti.

Il ricordo analogo di “un giorno di oscurità” è incluso nelle narrazioni del popolo Uru delle Ande. In Gli déi dalle lacrime d’oro ZS ricorda uno degli episodi più stimolanti della Bibbia, quello in cui il giorno non sorse.

Nel capitolo 10 di Giosuè si narra che, per aiutare gli israeliti in battaglia, il Signore disse: << Sole fermati a Gabaon e tu Luna, sulla valle di Ayalon. Si fermò il Sole e la mLuna rimase immobile finchè il popolo non si vendicò del nemico>>. 

Il fenomeno durò quasi <<un giorno intero>>. Generazioni di studiosi si sono arrovellate su questa narrazione. Incapace di trovare una spiegazione soddisfacente, la maggior parte la considera solo un mito.

Per tutta risposta, in Gli architetti del Tempo, ZS ha fatto notare che se il Sole si fermò e non tramontò su di un versante della terra (il Vicino Oriente), non sorse nemmeno sull’altro (le Americhe); perciò storie diverse descrivono in realtà lo stesso fenomeno, al quale assistettero i popoli sui due versanti opposti del pianeta.

Citando le parole del cronista Montesinos, ZS ha calcolato che questo evbento si verificò in Sud America nel 1394 a,C., data che corrisponde a quella della battaglia di Gisuè nella valle di Ayalon. Perciò questo inesplicabile fenomeno celeste – quando la terra si fermò – deve essersi verificato davvero, anche se la scienza non è ancora in grado di offrire una spiegazione.

Quanto poi a stabilire che cosa sia effettivamente avvenuto, non possiamo che avanzare delle ipotesi. L’unico indizio contenuto nella Bibbia è l’affermazione che grosse pietre caddero dal cielo. Poiché sappiamo che entrambi i racconti non descrvono un arresto repentino del Sole (e della Luna), bensì una momentanea alterazione del movimento di rotazione della terra sul suo asse, una spiegazione possibile è che una cometa sia arrivata troppo vicino alla terra, mandando in crisi il deliacto processo.

Poiché alcune comete orbitano attorno al Sole con un senso orario che è opposto alla direzione orbitale della terra e degli altri pianeti, è possibile che una forza cinetica di questo tipo abbia abbia potuto controbilanciare temporaneamente il movimento di rotazione terrestre e quindi rallentarlo.

In ogni caso, qualunque sia stata la causa precisa del fenomeno, quello che qui ci interessa è il momento in cui esso avvenne. Solitamente l’Esodo viene collocato nel XIII secolo a.C. (verso il 1230 a.C.), e gli studiosi che propongono una data anteriore di circa due secoli si sono sempre trovati in minoranza.

Eppure in scritti precedenti (vedi Guerre Atomiche al Tempo degli déi) abbiamo visto che una data attorno al 1433 a.C. farebbe corrispondere perfettamente l’avvenimento, come pure i racconti biblici sui patriarchi ebrei, e una serie cronologica di eventi ben conosciuti accaduti in Mesopotamia e in Egitto.

Studiosi della Bibbbia come Jhon J. Bimson e David Livinston, scrissero un esauriente studio (pubblicato sulla rivista <<Biblical Archeological Review>>, settembre/ottobre 1987) in cui arrivarono alla conclusione che l’Esodo ebbe luogo nel 1460 a.C.

La conclusione, dunque, è chiara:
IL GIORNO IN CUI
IL SOLE SI FERMO’ A CANAAN
FU LA NOTTE IN CUI
IL SOLE NON SORSE NELLE AMERICHE.

Ed ecco che tutto corrisponde e diventa una prova irrefutabile della veridicitò dei racconti andini circa un Antico Impero che cominciò quando gli déi diedero al genere umano la bacchetta d’oro presso il lago Titicaca. 

Tratto dai libri di Zecharia Sitchin:
“Le Cronache Terrestri Rivelate” 
“Gli déi dalle Lacrime d’oro” 

Ma Beth El – La Casa di El

Mauro Biglino:

“La Bibbia come Omero e i Testi Vedici”

“Quelli là”. Li chiama proprio così, Mauro Biglino, gli dei che i libri antichi hanno tramandato fino a noi. Nei testi vedici, nell’epica mesopotamica, nella poesia greca, nella Bibbia, riconosce gli stessi protagonisti: individui arrivati da un altro mondo, per dominare il nostro. Esseri assai avanzati dal punto di vista tecnologico, ma per nulla spirituali. Anzi. Fin troppo materiali, iracondi, vendicativi, passionali, gelosi. Tutto, fuorché entità trascendenti.

Biglino ha espresso queste sue teorie nei vari saggi che ha scritto fino ad oggi: “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia”, “Il Dio alieno della Bibbia”, “Non c’è creazione nella Bibbia”, e l’ultimo, ”La Bibbia non è un libro sacro.”  Teorie che ripete nelle sue conferenze, in giro per l’Italia, sempre affollatissime. Le ha elaborate traducendo il Codice di Leningrado, scritto in ebraico masoretico: da questa pergamena, risalente all’XI secolo, derivano tutte le Bibbie che noi abbiamo in casa. Scartando le interpretazioni teologiche, metaforiche, allegoriche, simboliche e concentrandosi solo su quella letterale, lo studioso è arrivato ad una conclusione scioccante: nell’Antico Testamento di Dio non c’è traccia.

“Sì, esattamente:  tra i tanti dubbi che ho, questa è una delle mie poche certezze: la Bibbia non parla di Dio. Quando parla di Jahwè, intende un individuo che fa parte di un gruppo di individui chiamati Elohim, guidati da uno che chiamava Eliòn. Questi individui hanno avuto un rapporto con l’umanità, ma un rapporto speciale, nel senso che se la sono un po’ fabbricata. Jahwè era uno di questi, tra l’altro anche uno dei meno importanti.Emerge insomma una realtà che è confermata dai libri sacri degli altri popoli, di tutti i continenti della Terra, che nella sostanza ci raccontano esattamente le stesse cose, ovviamente con una terminologia diversa perchè sono lingue diverse, culture diverse… Ma la realtà è sempre quella.”

Una visione sconcertante e destabilizzante, come ho avuto modo di dire più volte allo stesso autore. In sostanza, in quelle pagine che abbiamo letto e studiato più o meno tutti a catechismo, sarebbe raccontata una storia ben diversa da quella che ci hanno spiegato.  A partire dalla stessa Genesi: racconto simbolico – ci hanno insegnato- di come dal nulla Dio abbia generato l’intero creato, umanità inclusa. Ma Biglino dissente in toto, in virtù dell’etimologia del verbo ebraico utilizzato per descrivere la nascita dell’Universo.

“Creazione è un termine improprio, perché il termine bara  non ha quel significato,  non soltanto nell’Antico Testamento,  ma proprio come radice semitica: non significa mai creare né tanto meno creare dal nulla. Significa intervenire su una situazione già esistente per modificarla, che è esattamente quello che hanno fatto questi signori. Cioè hanno introdotto un pezzettino del loro DNA all’interno di esseri che hanno trovato già su questo pianeta per modificarli e per renderli, per loro, utilizzabili. 

Ci hanno reso capaci, diciamo così, di capire ed eseguire degli ordini”, dice il ricercatore, condividendo di fatto l’idea che noi uomini- così come siamo ora- siamo il prodotto di un intervento di ingegneria genetica. Una affermazione già sostenuta nei suoi libri da Zecharia Sitchin, sulla base di quanto descritto dai testi mesopotamici: basta sostituire il termine Anunna ( o Anunnaki) con Elohim e tutto corrisponderebbe…

Sarebbero vari i passi “incriminati” da quali emergerebbe una realtà tutt’altro che divina di queste entità- quelli là, direbbe Mauro Biglino. Ad esempio, vengono citati i mezzi sui quali si spostavano nel cielo, con precise caratteristiche materiali: sono pesanti, metallici, lucenti e pure pericolosi. Descrizioni- al di là delle traduzioni teologiche- che sembrano coincidere con i moderni OVNI- oggetti volanti non identificati.

“Certo- conferma lo studioso delle religioni- oltre alla Genesi ci sono altri libri dell’Antico Testamento che danno indicazioni completamente diverse: penso al Libro di Ezechiele, piuttosto che al Libro di Zaccaria (corsivo mio: Zecharia Sitchin), in genere interpretati come allegorie e metafore, ma che al contrario sono di una chiarezza evidente. 

Questi libri in particolare ci raccontano degli strumenti  sui quali questi signori si muovevano. E poi ci sono dei passi nei quali si parla della fisiologia di questi qui. Ad esempio, si dice con assoluta chiarezza che amavano odorare il fumo del grasso bruciato, perché questo li placava. Tra l’altro questo dettaglio lo troviamo scritto nelle Bibbie che abbiamo  in casa, non è neppure necessario avere delle traduzioni particolari: se si va a vedere nel Libro dei Numeri, al capitolo 28,  è scritto chiaramente.

La cosa interessante è che le indicazioni che in questo caso Jahvè (corsivo mio Yhwh) personalmente dava ci fanno capire quanto grande conoscitore fosse di certi nostri aspetti, da un punto vista anatomico e fisiologico.  Sono particolari un po’ crudi, ma così è. Nel Libro del Levitico, dice quale parte di grasso voleva che gli fosse bruciata. Ed era il grasso di copertura, tanto che ordina: “Lo toglierete dal di sopra dei reni, dal di sopra del fegato”. Dava indicazioni di bassissima macelleria, ma per lui importanti: lo voleva soprattutto dai cuccioli e lo chiedeva sia dai cuccioli di animali che dai cuccioli di uomo.

Sappiamo che quando i cuccioli dei mammiferi nascono hanno il cosiddetto grasso di copertura, cioè un grasso che sta sopra gli organi, un grasso particolarmente ricco di colesterolo, e che a differenza del grasso che si sviluppa successivamente all’interno dei muscoli, quando viene arso non tende a sciogliersi, ma si brucia del tutto e produce molto fumo. Da quelle indicazioni che Jahwè (corsivo mio Yahweh) fornisce nel Libro del Levitico capiamo che lui ne era a conoscenza,  voleva proprio quel grasso. Anzi, diceva pure che se qualcuno del popolo veniva colto nell’utilizzo di quel grasso riservato a lui, doveva essere ammazzato.”

Il Dio della Bibbia reclamava quindi continui sacrifici animali- e con orrore scopriamo persino umani- tanto quanto uno Zeus qualunque? Sembrerebbe di sì. Le similitudini tra la divinità che abbiamo sempre ritenuto esistente solo nella mitologia greca e quella che invece tutt’oggi riteniamo reale, trascendente ed onnipotente, sarebbe molto stretta, più di quanto vorremmo ammettere.

“Esattamente”, conferma il ricercatore torinese.   “In Iliade e Odissea ( i capolavori dell’epica greca attribuiti ad Omero, ca. VIII sec. a. C., N.d.T.) ci sono più di 30 passi nei quali si dice che quando quei signori volevano dei sacrifici, le cosiddette ecatombi ( in greco antico, letteralmente “cento buoi”, N.d.T.) venivano immolate centinaia di animali. Che poi sono quelli che chiedeva anche Jahwè: voleva due animali al giorno, quindi fanno oltre 700 all’anno, uccisi per produrre il fumo per lui – così afferma la Bibbia. Anche nei poemi omerici si dice che quando facevano questi sacrifici, una parte del grasso doveva essere preparata in modo particolare e doveva essere bruciata, non veniva mangiata.”

Tutta questa insistenza per aver un fumo denso, prodotto proprio da un tipo specifico di grasso, proveniente da una vittima molto giovane, che senso ha? Come può un’entità spirituale e soprannaturale trarre giovamento da esso? A meno che- come sostiene Biglino- gli abitanti dell’Olimpo, gli Anunnaki sumeri, gli Elohim ebraici, gli dei vedici indiani – insomma, tutte le divinità del passato- non possedessero invece una vera e propria fisicità e non potessero dunque annusare, aspirare, inalare quel fumo a loro tanto gradito. Ma cosa poteva mai avere di tanto speciale? Anche in questo caso, è la scienza ad offrire una spiegazione che – sorprendentemente- sembra far quadrare il cerchio…

“Be’, le molecole di quel grasso bruciato in quel modo subiscono una trasformazione biochimica grazie alla quale diventano sostanzialmente uguali alle molecole delle endorfine, quelle che il nostro cervello ci fa produrre quando siamo sotto stress e ci dobbiamo calmare. Quindi quel fumo era pieno di endorfine. Lo ripeto, proprio la Bibbia afferma che quell’odore li calmava.”
Ma non solo. Secondo Mauro Biglino, dalle descrizioni contenute nell’Antico Testamento- e anche in altre opere- si ricava che Jahwè aveva una particolare sensibilità a livello olfattivo.

“Eh sì, c’è un altro aspetto molto curioso. I Padri della Chiesa- ma lo stesso concetto si trova anche in alcuni rotoli del Mar Morto – dicevano che le fanciulle, soprattutto le ragazze con i capelli lunghi, quando partecipavano alle assemblee nelle quali erano presenti anche quelli lì, dovevano coprirsi la testa per non eccitarli sessualmente. Chi studia gli odori del corpo umano sa, per esempio, che uno dei centri di produzione dei feromoni, sostanze legate all’attrazione sessuale,  è nel cuoio capelluto e i capelli lunghi e sciolti contribuiscono alla diffusione nell’aria.

Quindi, se questi avevano, come è probabile, un olfatto più sviluppato del nostro, erano particolarmente sensibili ai feromoni, al punto di non sapersi controllare. Tant’è che lo stesso Tertulliano nel De virginibus velandis o lo stesso Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi  dicevano che le ragazze giovani con i capelli lunghi che partecipavano alle assemblee dovevano coprirsi a loro tutela… Paolo dice chiaramente: le donne si coprano a motivo degli angeli, non per  rispetto a Dio, ma per causa degli angeli. Perchè per le ragazze poteva essere molto pericoloso.”

Tutto molto inquietante. E assurdo. Ma a voler credere all’interpretazione- letterale- del testo ebraico così come lo traduce Biglino, allora quelli lì, gli Elohim, chi erano? Se davvero si trattava di creature in carne ed ossa, da dove erano arrivate? E cosa volevano?

“Purtroppo la Bibbia non ce lo dice, ma erano sicuramente individui dotati di tecnologia superiore, inarrivabile per i tempi, forse in parte inarrivabile anche per noi. Si sono spartiti la Terra, come afferma il Libro del Deuteronomio, come ci racconta Platone nel Crizia, come ci tramandano i popoli di tutti  i continenti della Terra.  Insomma si sono suddivisi il pianeta e l’hanno governato comportandosi come normali colonizzatori. Jahwè era uno di questi.  

Tra l’altro, Jahwè è definito dalla Bibbia “uomo di guerre”, quindi  combatteva”.
Uno dei libri più noti di Mauro Biglino, non a caso, ha un titolo emblematico: “Il dio alieno della Bibbia.” Fino a poco tempo fa, a tutti coloro che gli domandavano quale ne fosse il pianeta d’origine, lo scrittore rispondeva sempre di ignorarlo e di voler parlare solo delle cose che conosceva, ovvero quelle scritte dagli autori veterotestamentari. Ma proprio da quel testo e da analogie in altre culture antiche, adesso è giunto quanto meno ad un’ipotesi, per spiegare la provenienza di questa presunta stirpe di dominatori extraterrestri.

“C’è un’indicazione del termine Nephilim, un termine plurale, che indica però una razza diversa  rispetto a quella degli Elohim. Il termine Nephilà al singolare, in aramaico, indica la costellazione di Orione (corsivo mio ORIONE-OSIRIDE).  Questo mi fa venire in mente quello che c’è scritto nei testi vedici, dove si parla di una possibile provenienza di quelli lì da una zona vicino alla stella Betelgeuse, che corrisponde alla spalla destra della costellazione di Orione, una zona che veniva chiamata Mrigashira– ovvero, testa d’antilope – perché il cacciatore Orione se la portava sulla  spalla destra.

Quindi ci sarebbe una corrispondenza tra dei possibili Orioniani, diciamo così, o comunque provenienti da questa parte del cielo, indicati dal termine Nephilim, e almeno una parte di quelli che in Oriente dicevano di provenire dalla stessa porzione di cielo. È solo un’ipotesi, ovviamente. Tra l’altro Betelgeuse- ed è una cosa molto curiosa –  deriva dall’arabo Ibn al-Jawzā.  Ma Beth El significa Casa di El, cioè casa dell’Elohim. Chissà…”

Fonte

Intervista a Mauro Biglino – Traduttore di ebraico antico 

Mauro Biglino “Oh cielo, gli Dèi erano Cosmonauti…!”

L’origine divina della regalità

L’enigma della “Lista Reale Sumerica”: l’origine divina della regalità, con regni della durata di 30 secoli!
La Lista Reale Sumerica è un antico testo scritto nella lingua sumera, nel quale sono elencati i regnanti di Sumer con rispettiva durata dei loro regni. Oltre a riferimenti storici accertati, il testo riporta anche l’elenco dei sovrani antidiluviani, i cui regni sono durati fino a 40 mila anni! I Sumeri credevano che la regalità fosse donata dagli dei e che potesse passare da una città all’altra con le conquiste militari.
 
La storia del testo

Come racconta The Ancient Origins, il primo frammento di questo testo straordinario fu individuato dallo studioso tedesco-americano Hermann Hilprecht su una tavoletta antica di 4 mila anni rinvenuta nel sito archeologico dell’antica Nippur. La scoperta venne pubblicata nel 1906.

Dopo la scoperta di Hilprecht, furono ritrovati almeno altri 18 esemplari della Lista Reale, la maggior parte dei quali risale alla dinastia Isin (2017-1794 a.C.). I materiali presentano diverse discrepanze. Tuttavia, gli studiosi ritengono che il materiale comune a tutte le versioni della lista sia sufficiente per ritenere che derivino tutte da un unico originale.

Tra tutti gli esemplari della lista, la versione più completa è rappresentata dal prisma Weld-Blundell, conservato nel Museo di Oxford. Si tratta di un parallelepipedo alto circa 10 cm, con i quattro lati maggiori completamente incisi con caratteri cuneiformi. Si ritiene che in origine ci fosse un fuso di legno che passasse nel suo centro, così da poter essere ruotato e letto su tutti e quattro lati.

Il prisma elenca i governanti dell’era antidiluviana fino al sovrano dell’ultima dinasta Isin (1763-1753 a.C.). La lista ha un immenso valore storico, sia perché rispecchia molte antiche tradizioni, come quella che soggiace alla Genesi biblica, sia perché fornisce un importante quadro cronologico relativo ai diversi periodi della storia sumera.

Governanti Antidiluviani

La Lista Reale Sumera comincia con l’elenco dei primi otto re che hanno regnato prima di una grande inondazione. Dopo il diluvio, le varie città-stato e le loro dinastie si sono date guerra per la conquista del potere sul regno.
Nessuno degli otto sovrani ha avuto conferma storica da scavi archeologici, iscrizioni epigrafe o altro. È possibile che risalgano al periodo corrispondente a quello della cultura Jemdet Nasr, conclusosi intorno al 2900 a.C.
Tuttavia, ciò che lascia sconcertati è l’immensa durata cronologica dei governi. La lista inizia con l’origine stessa della regalità, vista come un’istituzione di origine divina:

“Dopo che la regalità calò dal cielo, il regno ebbe dimora in Eridu. In Eridu, Alulim divenne re; regnò per 28.800 anni”.

I regni sono misurati in “sar”, periodo che corrisponde a 3600 anni, e in “ner”, unità che ne vale 600, rivelando una serie di Regni incredibilmente lunghi:

  • Alulim di Eridu: 8 sars (28.800 anni)
  • Alalgar di Eridu: 10 sars (36.000 anni)
  • En-Men-Lu-Ana di Bad-tibira: 12 sars (43.200 anni)
  • En-Men-Gal-Ana di Bad-tibira: 8 sars (28.800 anni)
  • Dumuzi di Bad-tibira, il pastore: 10 sars (36.000 anni)
  • En-Sipad-Zid-Ana di Larag: 8 sars (28.000 anni)
  • En-Men-Dur-Ana di Zimbir: 5 sars e 5 ners (21.000 anni)
  • Ubara-Tutu di Shuruppak: 5 sars e 1 ner (18.600 anni)

Dunque, i primi otto sovrani di Sumer coprono un totale di 241.200 anni dal momento in cui la “regalità calò dal cielo”. Poi, come riporta il documento:

“Dopo che il Diluvio spazzò via ogni cosa e la regalità fu discesa dal cielo, il regno ebbe dimora in Kish”.

Interpretazione dei lunghi regni

I lunghi regni dei governanti sumeri non sono facilmente spiegabili, rimanendo a lungo oggetto di diverse interpretazioni. Ad un estremo, c’è chi liquida la faccenda come un tentativo di mitizzare figure storiche, sottolineandone con le cifre il potere e l’importanza.

All’altro estremo c’è chi è convinto che i numeri hanno un fondamento nella realtà e che i primi re sumeri erano esseri di un altro mondo in grado di vivere molto più a lungo degli umani. Secondo Zecharia Sitchin, la Lista Reale Sumera indica i primi insediamenti creati dagli Anunnaki sulla Terra, elencando i regni dei primi capi Anunnaki prima del Diluvio.

Dopo il diluvio, le straordinarie lunghezze dei regni sumerici diminuiscono progressivamente, fino a raggiungere standard “umani”.
Alcuni studiosi, come Bryant G. Wood, hanno richiamato l’attenzione sulla presenza di notevoli concordanze tra la Lista Reale Sumera e quanto riportato nella Bibbia.

Nel libro della Genesi, ad esempio, è raccontata la storia della grande alluvione e lo sforzo di Noè per mettere in salvo tutte le specie di animali terrestri. Inoltre, la lista sumera fornisce un elenco di otto re che hanno governato prima del diluvio; allo stesso modo, Genesi riporta che tra Adamo e Noè intercorrono otto generazioni.

Infine, dopo il diluvio, la lista regale sumera registra un graduale accorciamento della durata dei regni; allo stesso modo, Genesi, all’indomani dell’inondazione, riporta una graduale diminuzione della longevità degli uomini.
Dunque, la Lista Reale Sumera rimane una pietra preziosa, con tanti misteri ancora da svelare: perché i sumeri hanno ritenuto di dover elencare sovrani mitici e storici in un solo documento? Perché ci sono tante similitudini con Genesi? Perché i sumeri pensavano che i sovrani antidiluviani avessero governato per migliaia di anni?

Fonte

Corsivo mio:
Oggi si fa spesso confusione con il sistema sessagesimale sumero, con quello decimale egizio, (arabo) confondendo i due sistemi per il calcolo, inoltre viene confuso quasi sempre la precessione terrestre dell’asse della Terra che dura 25.960 anni per passare le dodici case, considerando che ogni casa zodiacale dura 2.160/2.148 anni circa.

Il Grande Anno:
il termine astronomico usato per denotare il numero di anni necessari a completare il ciclo delle dodici costellazioni zodiacali: il ritardo dello spostamento di una casa zodiacale all’altra, meglio noto come “Precessione degli Equinozi,  è di uin grado ogni 72 anni, perciò un ritardo di 360° equivale esattamente a 25.920 anni (72 X 360), un “Grande Anno”, era così che scandiva il passaggio dei regni degli dèi Anunnaki sulla Terra. Sar e precessioni sono state il motivo delle lotte sanguinose tra enliliti ed enkiti e, l’impazienza di Marduk (per la supremazia sulla terra) figlio di Enki, provocò il disastro atomico che mise fine alla civiltà sumerica nel 2048 a.C. nella pianura del Sinai.

Eccoci così al quinto sole che le civiltà precolombiane, hanno così ben segnalato nei loro calendari di pietra, che nulla ha a che vedere con l’arrivo di Nibiru, che giustappunto Zecharia Sitchin ha sempre considerato 3.600 anni terrestri, uguale un Sar (anno di Nibiru, un Sar nibiruano è uguale a 3600 anni terrestri).

Dunque il “Sar” è il vocabolo sumero che indica il numero 3.600. Beroso lop usava come unità di tempo per i periodi di tempo di regno dei sovrani antidiluviani, esattamente come si legge nelle tavolette di argilla conosciute con il nome “Liste dei re sumeri”. ZS è giunto alla conclusione che il Sar era l’anno degli Anunnaki, che equivaleva a un’orbita di Nibiru.

Riepilogando: 
Il tempo celeste, espressione coniata da ZS per indicare il ciclo zodiacale di 2160 X 12 anni, che (a suo avviso) gli Anunnaki inventarono per mettere in relazione il “Tempo Terrestre” (un anno sulla Terra) e il “Tempo Divino” (un anno su Nibiru, matematicamente = 3.600 anni terrestri). Un Era zodiacale di 2.160 anni terrestri forniva la “proporzione aurea” di 6 : 10, perfetta per il periodo orbitale di Nibiru, pari a 3.600 anni terrestri.

Orologio messianico:
termine utilizzato da ZS ne “Il Giorno degli dèi” per tracciare e predirre l’ascesa periodica delle aspettative messianiche in tutta la storia umana. Ha dimostrato che le aspettative messianiche erano legate alle orbite di Nibiru, al calendario di Nippur e alle Ere zodiacali.

Dopo il Diluvio, la sovranità sulla Terra venne concessa agli umani e ai semi-dèi, figli degli Anunnaki che si erano uniti con i figli della Terra, disperdendo progressivamente nel tempo il puro seme Anunna e, successivamente dopo i patriarchi seguiti dopo il Diluvio è stato accorciata la vita dei terrestri con un altro intervento genetico, fino ad arrivare ai 150 anni della vita di Mosè, emblematico è il racconto della spasmodica ricerca della vita eterna da parte di Gilgamesh nell’epico poema 

[di-gres-sió-ne]

SITCHIN – ALFORD – DEMONTIS

Analisi dei punti fondamentali della

teoria di Zecharia Sitchin

 

Nell’articolo ‘Orbita Incrociata’ (http://www.acam.it/alford.htm) lo studioso Alan Alford, un tempo strenuo sostenitore della teoria di Sitchin, analizza i punti fondamentali della stessa, evidenziando i suoi punti di contatto o di distacco dalla ‘versione originale’. In qualità di esperto italiano in merito, voglio dire la mia aggiungendo per ogni punto il mio pensiero, in modo da dare al lettore una visione panoramica ma dettagliata dell’ argomento. Riporto quindi qui di seguito le 14 conclusioni analizzate da Alford, con il mio commento in corsivo:

 

 

Conclusione n. 1:

SITCHIN: Gli Annunaki (“Coloro che dal cielo alla terra vennero”) erano “giganti extraterrestri” che crearono l’uomo geneticamente come un ibrido tra loro e l’Homo erectus.

 

ALFORD:

sono d’accordo. C’è stato un intervento genetico. Il Darwinismo crolla miseramente nello spiegare come l’Homo erectus abbia beneficiato improvvisamente di un incremento del 50% nel volume del cervello, della capacità linguistica e di una moderna anatomia.

 

DEMONTIS:

Esatto. Si tratta nel dettaglio di un incrocio con alcuni esemplari di Homo Ergaser o di Homo Heidelbergensis, incrocio dal quale sarebbero nati i Neanderthal nel Nord Europa e i Rhodesiensis in Africa. Gli Heidelbregensis annoveravano esemplari di altezza fino ai 2.20 metri, e la datazione (500mila – 300mila anni fa) corrisponde con quella fornita da Sitchin, come dimostrato dallo studioso Lee R. Berger nel 2007.

 

 

 

Conclusione n. 2:

SITCHIN: Gli Annunaki vennero sulla Terra da un pianeta chiamato Nibiru, che si trova nel nostro sistema solare su un’enorme orbita cometaria della durata di 3600 anni.

 

ALFORD:

sono d’accordo. Questo è ciò che affermavano gli antichi testi. Inoltre, gli astronomi sono alla ricerca di un “Pianeta X” con caratteristiche assai corrispondenti a quelle di Nibiru. Negli ultimi anni sono state avanzate critiche piuttosto pesanti alla teoria del “Pianeta X”, ma sulla base di argomentazioni

cervellotiche e inconcludenti, e non stupisce che coloro che appoggiano la teoria, come l’astronomo Tom Van Flandern, continuino a tenere duro. 

Io credo che il discredito del Pianeta X potrebbe benissimo essere stato orchestrato a causa delle profonde implicazioni connesse alla sua scoperta… va infatti notato come il sistematico discredito sia coinciso con investimenti nell’ordine di miliardi di dollari per telescopi spaziali. La ricerca del Pianeta X continua in segreto ad opera dei governi?

 

DEMONTIS:

Esatto. Le dimostrazioni di Sitchin sono convincenti, e i riferimenti documentali e iconografici sono troppi per poter esser coincidenze. C’è da dire che non né conosciuta allo stato attuale UNA tavola che dica espressamente ‘Gli Anunnaki venivano da Nibiru etc.’. Si tratta di un lavoro di deduzione.

 

Conclusione n. 3:

SITCHIN: Gli Annunaki si sono evoluti su Nibiru sul quale avevano una società ben sviluppata, governati dal loro Dio principale, Anu.

 

ALFORD:

altamente improbabile. Sebbene Nibiru possa aver piantato semi di forme di vita primitive sulla Terra, è altamente improbabile che da questo si siano evolute specie sino al livello di intelligenza. Lo si può dedurre dall’orbita di Nibiru, che si presume essere su un corso regolare di collisione cataclismica con la cintura di

asteroidi. Per quanto riguarda la divinità suprema  vivente su Nibiru, perché avrebbe scelto di insediarsi su un pianeta dove la luce del Sole avrebbe circa un sedicesimo della forza che ha sulla Terra? Sitchin non ha considerato l’ipotesi che gli dèi siano giunti sulla Terra passando per Nibiru e non da Nibiru, usandolo come astronave… né la possibilità che gli stessi dèi fossero una colonia lavorativa che agiva sotto ordine di qualcuno… o anche che i messaggi presumibilmente provenienti da Anu su Nibiru avrebbero potuto essere trasmessi da altrove…

 

DEMONTIS:

Sappiamo poco dai testi sumeri su da dove provenissero gli Anunnaki. Per certo dai miti sappiamo che venivano da un altro pianeta, e il riferimento incrociato tra i pantheon, i miti, e in particolare l’ Enuma Elish, rendono molto probabile che Sitchin abbia ragione, e che il pianeta di origine degli Anunnaki fosse Nibiru.

 

Conclusione n. 4:

SITCHIN: gli Annunaki arrivarono sulla Terra nell’era dei Pesci, 445.000 anni fa.

 

ALFORD:

Errato. Sitchin ha basato i suoi calcoli su 120 “cicli” di 3.600 anni, e il riferimento alla lista dei re ndi Babilonia a 432.000 anni. Comunque, come ho esaustivamente dimostrato nel mio libro, i Babilonesi hanno erroneamente interpretato dei dati che erano stati espressi in ere di 2.160 anni (un dodicesimo del ciclo precessionale). Il “ciclo” di 2.160 anni fornisce una cronologia decisamente migliore che suggerisce che gli dèi arrivarono 272.000anni fa. Inoltre, è altamente probabile che il cataclisma del diluvio abbia influito sull’oscillazione della Terra e quindi Sitchin non può calcolare le date dei periodi zodiacali prima del diluvio. L’immagine dei pesci che Sitchin usa per corroborare un arrivo nei Pesci potrebbe ugualmente significare l’arrivo degli dèi tramite un

ammaraggio nell’oceano (paragonare con le missioni Apollo di ritorno dalla Luna).

 

DEMONTIS:

Alford sbaglia. In nessuna mitologia mesopotamica è presente un riferimento ai cicli di 2160 anni in relazione alle cose degli ‘dei’ e dei ‘re’. Dunque le liste di Re Sumeri (e di divinità) vanno misurate nel loro Shar, che é appunto il 3600. In base a questo calcolo la datazione di Sitchin é giustificata. Ovviamente si tratta di un valore medio, quindi se mai si può fare un discorso di ‘variabilità’ di questa orbita.

 

Conclusione n. 5:

SITCHIN: L’uomo fu creato dagli Annunaki 299.000 anni fa.

 

ALFORD:

Nuovamente errato. Il ciclo di 2160 anni situa la datazione della creazione a 182.000 anni fa. Sitchin fa andare indietro la sua cronologia con la datazione dell’arcaico Homo sapiens al 300.000 a.C., ma non abbiamo alcun dato affidabile di questo modello arcaico. Tutto ciò che è credibile sull’Homo sapiens suggerisce un’improvvisa sua comparsa a meno di 200.000 anni fa.

 

DEMONTIS:

In realtà Sitchin afferma che circa 300mila anni fa ci fu la rivolta degli Igigi, non la creazione dell’uomo. Alla rivolta seguì un periodo di stasi, poi un periodo di esperimenti che, dopo vari tentativi, portò alla produzione in serie dell’ Homo Sapiens. Inoltre Alford commette un errore: le ultime scoperte genetiche collocano la Eva Mitocondria in un periodo che può arrivare fino ai 230mila anni fa, ma é impensabile che questa Eva sia la prima donna prodotta. Il mtDNA databile fino a 230mila anni fa (da Brian Sykes – Human Genome Project) doveva essere stata preceduta da una ulteriore genealogia, esattamente come il nostro Adamo Ycromosomale viene datato a 90mila anni fa ma é impensabile che potesse essere il primo ‘Homo Sapiens’. Man mano che le scoperte genetiche vanno avanti lo scenario proposto da Sitchin trova sempre più conferma, ultimamente anche l’Adamo Ycromosomale sembra essere stato retrodatato oltre i 100mila anni fa.

 

 

 

Conclusione n. 6:

SITCHIN: L’uomo fu creato quale servo per compiere il lavoro duro a supporto delle truppe Annunaki.

 

ALFORD:

D’accordo. Tutti i testi antichi lo affermano, quindi perché contestarlo? La nostra specie è troppo arrogante per digerire questa possibilità?

 

DEMONTIS:

Esatto. Come dice Alford, questo è il tema ricorrente in tutti i testi più antichi che trattano l’argomento. Non esist emotivo per mettere in dubbio l’affermazione indipendente di varie culture.

 

 

 

Conclusione n. 7:

SITCHIN: Gli Annunaki vennero sulla Terra per ottenere oro da immettere nell’atmosfera del loro pianeta, Nibiru.

 

ALFORD:

Nessuna prova. Questa è una delle affermazioni più straordinarie di Sitchin, elencata qui perché è importante spiegare perché vennero sulla Terra. Personalmente, riterrei più credibile che vi siano giunti per estrarre numerosi altri minerali. Perché quest’ossessione per l’oro? Una volta scrissi a Sitchin per chiederglielo, ma non mi ha mai risposto…

 

DEMONTIS:

Concordo con Sitchin, ma anche con Alford ammettendo però che solo SUCCESSIVAMENTE gli Anunnaki si dedicarono ad altri minerali. Precisamente dopo il IV millennio a.C. (Stagno – Rame – Piombo – Ferro). Ma tutti i reperti e testi più antichi ci mostrano come ancora prima che l’ uomo imparasse a costruire case o strade o impianti idrici, l’utilizzo dell’oro era largamente diffuso e solo pr quelle funzioni che erano relative agli Anunnaki  (o ai corrispondenti ‘leader’ nelle culture non mesopotamiche). Sul motivo per cui questo oro venisse estratto tuttavia non si può dire molto.

 

Conclusione n. 8:

SITCHIN: Gli Annunaki vivevano migliaia di anni perché i loro cicli vitali si erano adattati per la vita su un pianeta con un’orbita di 3.600 anni attorno al Sole.

 

ALFORD:

Altamente improbabile. La teoria è priva di basi scientifiche. Al contrario, la storia tramandata nelle culture e nei testi antichi suggerisce che la longevità degli dèi abbia basi genetiche. Io ho suggerito che gli dèi usassero terapie genetiche per accrescere i loro stessi geni della longevità; si sposavano con le sorellastre per minimizzare gli effetti della dispersione genetica e usavano cocktails di droghe per contrastare gli effetti dell’invecchiamento causati dai “radicali liberi”.

 

DEMONTIS: Le due teorie non si escludono, e quella dell’ adattamento dei cicli vitali non è priva di basi scientifiche. Noi stessi lo possiamo sperimentare nel nostro piccolo empiricamente, e la questione dell’adattamento a cicli diversi é essenziale nella progettazione delle missioni nello spazio. Sitchin inoltre afferma chiaramente che man mano che gli Anunnaki vivevano sulla Terra la loro ‘biologia’ si adattava sempre più ai ritmi e alle condizioni fisiche del nostro pianeta.

 

 

 

Conclusione n. 9:

SITCHIN: Il Diluvio Universale fu un autentico evento storico, causato dal pianeta Nibiru che sciolse la placca ghiacciata dell’Antartico, che scivolando in mare generò un enorme maremoto.

 

ALFORD:

E’ improbabile che ciò sia accaduto nel modo descritto da Sitchin. La presunta orbita di Nibiru non lo avrebbe portato più vicino alla Terra rispetto alla fascia di asteroidi, una distanza di 166 milioni di miglia. È difficile immaginare come avrebbe potuto avere qualche effetto sulla Terra da tale distanza. Dal mio punto di vista, Nibiru causò il Diluvio, ma non nel modo descritto da Sitchin.

 

DEMONTIS:

E’ dimostrato scientificamente che 12mila anni fa circa ci fu un improvviso sciogliersi di ghiacci, al polo e nelle vette montuose più alte. I carotaggi mostrano proprio in questo periodo un repentino aumento della temperatura globale, e una forte modifica del tasso di salinità oceanica.

 

 

Conclusione n. 10:

SITCHIN: L’enorme piattaforma di pietra a Baalbek, in Libano era un sito di atterraggio degli Annunaki.

 

ALFORD:

Sono d’accordo. Sono fra i pochi fortunati ad aver visitato Baalbek ed ho visto le sue enormi pietre da vicino, oltre alle quali la prova geografica

sottolineata da Sitchin è persuasiva.

 

DEMONTIS:

Totalmente d’ accordo con Sitchin. Non è possibile ipotizzare altra funzione per quelle pietre se non quella di supportare strutture di lancio. La collocazione geografica inoltre, stando ai miti, mette in relazione questo sito con Shamash, il dio delle ‘navicelle’.

 

Conclusione n. 11:

SITCHIN: Le piramidi di Giza furono costruite dagli Annunaki come fari che guidassero le astronavi in arrivo a Baalbek.

 

ALFORD:

Beh… forse, però… malgrado la sua connessione geografica con Baalbek, la Grande Piramide è molto più complessa di quello che dovrebbe essere se fosse solo un faro. La mia analisi suggerisce che avrebbe potuto essere un generatore di energia a gas idrogeno.

 

DEMONTIS:

La spiegazione di Alford è molto dettagliata ed intrigante, e non esclude quella di Sitchin, che peraltro trova riscontro linguisticamente e  descrittivamente in miti mesopotamici (Le conquiste di Ninurta).

 

 

 

Conclusione n. 12:

SITCHIN: Sodoma e Gomorra furono attaccate da armi nucleari, che allo stesso modo distrussero un centro spaziale nel Sinai.

 

ALFORD:

Sono d’accordo. Ho ottenuto una foto ravvicinata da un satellite della penisola del Sinai che conferma ciò che afferma Sitchin. Inoltre possiedo copie delle foto di Emmanuel Anati delle rocce annerite in Sinai. Gli esperti ammettono che tali rocce sembrano vulcaniche, ma non c’è alcun vulcano vicino al Sinai.

 

http://ningizhzidda.blogspot.it/2011/04/spazio-porto-nel-sinai-al-tempo-degli.html

 

DEMONTIS:

Esatto, l’ episodio, o meglio i suoi effetti, ha un riscontro scientifico. Uno studio geologico delle sabbie del medioriente dimostra che proprio 4000 anni fa nella zona indicata ci fu un improvviso deposito di terra bruciata proveniente da Ovest. Sarebbero le sabbie bruciate sollevate dall’impatto ed esplosione degli ordigni, diffusosi nell’aria e trasportate verso est.

 

 

Conclusione n. 13:

SITCHIN: Stonehenge e Machu Picchu furono costruite dagli Annunaki come calendari solari-lunari, associati alla Nuova Era dell’Ariete, circa 2.200 a.C

 

ALFORD:

Quasi. Chiunque abbia costruito Stonehenge conosceva in anticipo il ciclo di 19 anni della Luna ed era in grado di localizzare un unico sito per tracciare i suoi otto punti principali in un disegno rettangolare. Perché costruire un osservatorio solare-lunare così complesso per guardare a quello che già conosci? Sorprendentemente, Sitchin non ha colto questo punto. I calendari di Stonehenge e Machu Picchu erano secondari al loro scopo primario, che era sicuramente quello di osservare le stelle e misurare la velocità dei cambi precessionali.

 

DEMONTIS:

In realtà la prima fase di Stonehenge, secondo Sitchin, risale al 2900 a.C., per venire successivamente riutilizzata e completata intorno al 2200 a.C., quindi la sua funzione originale non era legata all’ era dell’Ariete. L’osservazione di Alford sul perchè costruire qualcosa per osservare un fenomeno che già si conosceva è priva di motivo. Le strutture dovevano verificare il ‘punto di mira’ di ingresso del sole in una costellazione, come ‘cross-check’ per l’ingresso ‘da calcolo’. Cioè l’ingresso effettivo del Sole in una costellazione poteva avvenire in momenti diversi da quelli stabiliti con il calcolo approssimativo dei 2160 anni (o 2148 secondo altre suddivisioni).

 

Conclusione n. 14:

SITCHIN: Il Dio ebreo, Yahweh, non era uno degli extraterrestri, ma è il Dio Unico, Eterno e Spirituale.

 

ALFORD:

Decisamente sbagliato. La conclusione di Sitchin sul Dio degli Ebrei potrebbe benissimo essere parziale, al fine di evitare di urtare i suoi amici Ebrei. Le analisi presentate nel mio libro lasciano pochi dubbi sul fatto che Yahweh fosse il Dio in carne e ossa, conosciuto dagli antichi come “il Dio della tempesta”.

 

 

 

DEMONTIS:

Questo punto è controverso. Sitchin lascia l’ argomento aperto, senza dare una sua spiegazione ‘ufficiale’. Lui avanza l’ipotesi che Yahweh POTESSE essere considerato ndagli ebrei come il ‘Dio universale’. Concordo comunque con Alford che Yahweh non è altro che  Ishkur – Teshub – Viracocha. Tutte le indicazioni mirano in tal senso.

 

 

Alessandro Demontis GENNAIO 2013 questo articolo è la revisione di uno precedente, scritto alla fine del 2011

ανά-χρὁνος

Cripto-archeologia
 
RITORNERANNO? O FORSE NON SE NE SONO MAI ANDATI? SONO SOLO GLI ANUNNAKI, O ALTRE RAZZE SI CONTENDONO IL PIANETA? E ANCORA, RIPROGRAMMERANNO LA RAZZA UMANA PER UN NUOVO ELDORADO? CONTINUEREMO AD ESSERE GLI SCHIAVI SERVITORI DEGLI DEI? DOMANDE ANACRONISTICHE AVULSE DAL CONTESTO  TEMPORALE
LIEVITAZIONE, ANTIGRAVITÀ SONICA, LASER & MICA
I DUE ANUNNAKI (ENLIL E ENKI) 
CREATORI DELLA PRIMA GENESI

LA BASE ALIENA DI MARTE

LA CREAZIONE DELLE FREQUENZE ELETTROMAGNETICHE ATTE A PROTEGGERE LA TERRA DAI VENTI SOLARI NEL MOMENTO DEI CAPOVOLGIMENTI MAGNETICI 
(INVERSIONE DEI POLI TERRESTRI).

“re-sacerdoti”, furono i primi banchieri.

MICHAEL TELLINGER:
GLI ANUNNAKI E LA SCHIAVITÙ’
DEL DENARO

Nel seguito riporto tradotta la mia trascrizione e sintesi del video  della lunga conferenza che Michael  Tellinger (sudafricano) ha tenuto in Germania, di recente,  partecipando ad una conferenza sulla scienza alternativa, in occasione anche del suo  tour europeo 2014. Con l’occasione presenta il suo progetto Ubunto. UBUNTU, come si leggerà ampiamente nel seguito, è una filosofia di vita e di comunità senza denaro, che trae spunto dalle antiche civiltà presenti in Sud Africa e che Tellinger ha studiato e ricercato (le sue esperienze archeologiche) essendone nativo e residente. Tellinger ha anche costituito  “Ubuntu” in un partito, perché era il solo modo per poter concorrere alle recenti elezioni di maggio in Sud Africa. Nonostante le premesse, UBUNTU ha ottenuto risultati piuttosto al di sotto delle aspettative. Ma la fede e soprattutto la visione di Tellinger, restano vive e perseveranti, radicate in questa alternativa di vita, che va oltre il controllo draconiano sulla umanità

http://api.ning.com/files/3I-9LvQkoOSvx0BHaVEWgca6lDQlidpaYCU4X6B2SdsFWjjIOlh7TMaMAmnuqB8T2qFZEIm3jPK1EkLLLKtS94GuapTCK1lv/michael_tellinger.jpg

Michael Tellinger si presenta sinteticamente:

http://ecx.images-amazon.com/images/I/61d5D9uSGML._SL500_AA300_.jpg

“Il mio campo di intervento è quello della ricerca sulle origini della umanità, facendo dei collegamenti  con la cultura africana e quella sumerica; ma anche di indagare ciò che hanno  tramandato alcuni “detentori della conoscenza” del Sud Africa per poter trarre conclusioni da ciò che gli antichi avevano compreso, per usare questa conoscenza  a beneficio dell’umanità ora. 
Di recente, ho scritto il libro del movimento “UBUNTU CONTRIBUTIONISM”, impronte della prosperità umana, anche se il mio ultimo libro è Temples of African Gods (Tempi di dei africani)
Quando si scoprono piu’ di 10 milioni di rovine in pietra, in una parte del mondo e nessuno ha mai parlato di questo e nessuno sa niente, si capisce quanto depistaggio e cattiva interpretazione sia stata scritta nei libri di testo e ci si rende conto  di aver a che fare con una civiltà scomparsa di cui non sappiamo nulla. E 10 milioni di strutture, non è proprio un numero piccolo. Cio’ indica chiaramente che, molto molto tempo fa, c’era un gran numero di persone che vivevano in Sud Africa.


Ciò mi fa pensare che stiamo scoprendo qualcosa di nuovissimo  di cui non si è mai scritto e pare che io sia il primo a farlo. Ho cominciato presto ad aver interesse per questo mondo archeologico: dai miei 18 anni, quando lessi il primo libro di von Daeneken,”Charriots of the Gods”, quindi ho cominciato a leggere il più possibile di scienza alternativa. Quando stavo studiando Farmacia alla facoltà di Medicina in Sud Africa, mi resi conto che quel che mi stavano insegnando, non era necessariamente tutta la verità e che dovevo uscire dall’Accademia  mainstream, per imparare di più su ciò che succedeva nel mondo.

http://2.bp.blogspot.com/-5YKJ3yFnhzw/Ub7xDiCRTKI/AAAAAAAAAJg/csA5PtwpnRk/s1600/Slave+Species+book+cover+2-+2012.JPG Ho cominciato ad interessarmi alle origini della umanità, perché in qualche modo mi rendevo conto che esse erano connesse alle stelle, con esseri che arrivavano sul pianeta da altre parti dell’Universo, come dico in Slave Species of God( Specie schiave di Dio), il mio primo libro, che pare essere stato molto gradito.

GLI ANNUNAKI E IL DENARO-SCHIAVITU’

Mi fu cosi chiaro che centinaia di migliaia di anni fa, l’umanità viveva senza denaro, si trattava di schiavitù assoluta: l’umanità non era nemmeno consapevole del livello di schiavitù in cui viveva. Poi la sua consapevolezza cambiò, una volta che uscì dal livello di profonda ignoranza, su quanto fosse completamente inconsapevole come specie. A questo punto l’umanità si rese conto di essere manipolata e incominciò a mettere in discussione le cose, i suoi dei e padroni di schiavitù.

Cominciai a rendermi conto che c’erano punti specifici  nella storia umana, dove il denaro veniva inserito come mezzo di schiavitù. Quando non puoi più controllare le persone che fai? Crei il denaro: un mezzo di assoluta schiavitù. Infatti fu introdotto con grande furbizia. La forma più antica di denaro, è rappresentato da tavolette sumere di argilla, di oltre 2000 anni a.C. Queste prime forme di denaro furono implementate nel modo, che oggidì definiremmo come “strumenti negoziabili”; tutto questo è scritto nell’argilla. E questi strumenti negoziabili venivano emessi da “re-sacerdoti”, che furono i primi banchieri.

Le persone andavano al tempio per fare le loro operazioni in denaro; anche se usavano pezzi di argento come specie di moneta e di scambio, era la tavoletta d’argilla che era il vero strumento di negoziabilità.

Gli Annunaki, secondo il testo Sumero,nominavano i “re-sacerdoti” nella umanità. Era il tempo in cui il regno veniva portato dalla terra al cielo egli Elohim, o Annunaki, nominavano alcuni umani per governare sugli altri. Essi avevano profonde conoscenze di Alchimia e magia, che davano loro armi per terrorizzare le persone. Il denaro fu introdotto attraverso questi livelli e questi primi banchieri appartengono al lignaggio degli attuali banchieri: ecco come collegare le cose dall’antichità ai nostri giorni. L’industria bancaria risale a migliaia e migliaia di anni fa.

http://wwwLatest E-Book by<br>MICHAEL TELLINGER.ubuntuparty.org.za/  Il CONTRIBUZIONISMO,  che uso per il movimento UBUNTU, è una parola che mi venne in mente mentre scrivevo il primo libro (Slaves Species of God). Se il denaro fu introdotto come mezzo di schiavitù, allora il denaro non fa parte della evoluzione umana. E’ stato imposto alla umanità. Cosi ho cominciato ad immaginarmi un mondo senza denaro, cosa non facile perché ne siamo cosi assorbiti e la nostra mente è cosi controllata e avvelenata dal denaro. Esso si è inserito in ogni piccola fessura del nostro essere, al punto che la più parte della gente, non può immaginare un mondo senza denaro. Ecco come è diventata tossica la nostra mente.

Nel 2005 venni invitato ad una cena privata in Sud Africa, da una donna che era una senior manager della Barclays Bank. Mi invitò per parlare ai suoi ospiti di Contribuzionismo (CONTRIBUTIONISM-Ubuntu), ovvero di un mondo in cui il denaro non esiste e dove le persone contribuiscono con i loro talenti acquisiti o le doti che Dio ha dato loro, per il bene di tutti nella comunità. Non è uno scambio o commercio o un sistema di baratto, ma un sistema di uno verso molti

Cosi si crea una dinamica interessante ed un flusso di scambio, che porta abbondanza in ogni livello, perché non si basa sullo scambio uno-a-uno.
E’ una cena che non mi dimenticherò mai, perché mi hanno quasi preso a botte: dei tipi molto arroganti, pregni delle loro grandi case e auto, dai corpi possenti e con “lavori che contano”, che si rifiutarono di credere che potesse esistere un mondo senza denaro. Arroganza oltre ogni limite, che non voleva vedere oltre, in un mondo senza denaro. Tutto ciò mi portò ad approfondire ulteriormente e mi sono reso conto di come sulla umanità sia stato imposto uno scudo di ignoranza, imposto ferocemente su di noi per tenerci il più obbedienti possibile, il più ignoranti possibili.
 
E proprio tutto ciò che viene scoperto nelle istituzioni militari segrete e che viene imposto sulla umanità, dal controllo attraverso le frequenze, dal fluoro nell’acqua … e tutta la lunga lista che potete fare, scie chimiche incluse, è pensato proprio per tenere ottenebrata e anestetizzata l’umanità, per evitare che faccia le domande che non dovrebbe fare.

Quindi sono arrivato alla parola CONTRIBUZIONISMO, come per mezzo per cercare e trovare un termine che al meglio descrivesse un mondo senza denaro. Il sistema che chiamo tale, è molto simile all’ antica filosofia africana dell’UBUNTO, ecco perché l’ho chiamato Ubunto Contributionism; ho preso l’antico sapere e saggezza dell’antica civiltà e l’ho fuso con un nuovo modo di pensare del presente, perché vivo oggi e non posso tornare indietro di migliaia di anni e vivere come allora.

Dobbiamo continuamente e quotidianamente affrontare la realtà: imparare dagli antichi e fare una fusione con il nostro nuovo approccio, per capire come trasformare questo mondo pazzo, depresso e malato mentalmente, in un bellissimo mondo utopistico, dove il denaro non esiste e dove c’è condivisione fra le persone per il beneficio di tutti e del tutto.
 
Sarebbe impossibile operare con una struttura capitalistica vicino ad una comunità di Contribuzionismo, perché li ci sarebbe una tale abbondanza creata dalle persone in una simile realtà UBUNTO, dove tutto è creato per il bene di tutti. Stiamo creandone una ora nella comunità dove vivo in Sud Africa. Non è facile perché subito vediamo quanto siamo controllati dal denaro; è purtroppo spettacolare vedere come si è insediato in ogni fessura del nostro essere e società ed interazioni umane. Ma creare una società Ubunto è solo difficile, non impossibile. Dobbiamo semplicemente far partire il processo. Credo che il sollievo da questa violenta crisi in cui siamo, giunga  solo da un tipo di vita comunitario, posto nei termini descritti, in cui ognuno contribuisce con alcune ore settimanali, sia che si tratti di persone senza dimora o orfani o con professioni ambite nelle aziende. In questo progetto di comunità, ognuno mette 3-5 ore a settimana e questo genera grande abbondanza, come mai visto.

LE CULTURE ANTICHE IN SUDAFRICAAVEVANO ACCESSO ALLA FREE ENERGY

Che so … settimana prossima imparerò a creare mattoni in modo naturale, a fare il pane, piantare vegetali, progettare un ponte etc. Lavorare in progetti comunitari, significa anche imparare nuovi skill e in cambio di questo si avrà elettricità gratis. Questo credo sarà il catalizzatore.
Quel che ho scoperto di incredibile è che le culture antiche in Sud Africa, avevano accesso alla free energy. Tutti quei resti di strutture archeologiche che ci circondano, sono dispositivi per produrre energia liberamente. Dobbiamo solo capire, ma ci siamo molto vicini, come attingere a questo sapere.

Credo che daremo presto al mondo energia libera …al punto da sentirne il sapore in bocca. Immaginate ora di avere un progetto di comunità che è operativo: potete continuare ad avere un lavoro in città o altrove e continuare a guadagnare denaro, poiché attraverseremo una fase di trasformazione. Ma anche se ci saranno tanti passi intermedi, non significa che il tempo di transizione debba essere cosi lungo. Significa solo che dobbiamo attraversare queste fasi.
 
Devo sottolineare la differenza tra una comunità di Contribuzionismo ed una basata sull’autosostenibilità. Quest’ultima soffoca se stessa perché diventa un organismo chiuso.La prima invece è una comunità che crea abbondanza, oltre i propri bisogni: qui è il punto della diffusione della filosofia UBUNTU, ovvero al di fuori della propria comunità. Bisogna creare 5 volte il proprio fabbisogno, qualsiasi esso sia, cosi se ne consuma 1/3 per la propria comunità e il resto è disponibile per quelli che stano intorno.
 
In questo modo si è reso disponibile un prodotto verso gli altri intorno, ad una frazione di costo rispetto all’approvvigionamento che si dovrebbe fare in modo “normale”, perché nella comunità contribuzionista si produce con energia libera e gratuita.
 
In questo modo si puo’ far crollare il presente modello economico e la struttura capitalistica. Sono le persone che fanno le cose e non il denaro. Capisco che questo è un modello che puo’ partire prima in Africa, per il forte impatto che può avere la possibilità di avere energia libera a disposizione, rispetto all’Europa.
 
Questo aumenterà consapevolezza, perché tutti vogliono vivere felici e non depressi, preoccupati e disperati come invece succede ora. Tutti vogliono questo, tutti vogliono vivere una vita bella e felice.

 IL DNA SPAZZATURA SI STA ATTIVANDO OGNI GIORNO DI PIÙ 

Il nostro DNA si sta attivando ogni giorno, la consapevolezza sta crescendo. Quello che chiamano DNA spazzatura, si sta attivando continuamente e questo ci permette di ricaricare i nostri pensieri. Tanto pù veloce il risveglio, tanto più in fretta l’individuo aumenta la sua consapevolezza.
 
Le informazioni che svelano i meccanismi perversi dei banchieri e del sistema bancario, da alcuni anni vengono egregiamente rivelate.David Icke, primo fra tutti si è occupato di questo. Ora che abbiamo capito dobbiamo mettere in opera questa nuova consapevolezza.
 
UBUNTO è il progetto per diffondere abbondanza, felicità, gioia di vivere, senza bisogno di conflitti. Una domanda che ci si pone spesso è perché la vita in grossi conglomerati urbani. Il meccanismo illude facendo credere che bisogna entrare nella grossa città per avere ricchezza, fama, successo e lavorare, ma poi si scopre che li invece si è intrappolati, senza possibilità di sfuggirvi. E’ una trappola in cui si trovano miliardi di persone nel mondo.

La soluzione esiste e si basa su un sistema senza denaro. Son più che sicuro che questo sia fattibile, non è più fattibile invece vivere in questo assoluto e draconiano controllo imposto sulla umanità, da parte di quel lignaggio di banchieri che sta governando questo pianeta da centinaia di migliaia di anni.

LA NATURA UMANA E’ CREATIVA E NON PIGRA 

Un’altra osservazione frequente che mi si fa è: “l’essere umano è pigro e non vuole fare un tubo”. Falso. E’ una maldestra comprensione dell’animo umano. La natura umana puo’ essere al meglio descritta come “creativa”, quel che i bambini del resto vogliono fare, vogliono creare e la società puntualmente ha bloccato la loro creatività. La società li ha inscatolati e spediti a scuola. 12 anni dopo ne escono come macchine programmate per entrare nel salumificio e cercarsi un lavoro, anzi una laurea prima, perché questa porterà il lavoro migliore, ovvero maggior denaro. Ecco quindi che la trappola del denaro è una ragnatela tessuta con precisione, per distruggere la natura umana e trasformarla in ciò che poi definiamo “pigrizia”.
 
Ma la natura umana primariamente vuole creare perché siamo aspetti della creazione divina ed andiamo in risonanza con la primaria fonte della creazione. Se non andassimo in risonanza con essa, con la Fonte Divina, moriremmo all’istante. Tutto nella creazione deve vibrare in una risonanza coerente, se non fosse cosi è dissonante e morirà, sarà distrutto. 

IL CAMPO UNIFICATO, DIO 

Se ogni cosa non va in risonanza con il Primo Campo Unificato (Dio), inizia la distruzione. Con Ubuntu possiamo dire che ci sia “l’imposizione” di questa armonia di creazione, per poter vivere in armonia assoluta con il nostro pianeta, con gli altri esseri umani e rompere la struttura che ci ha imposto la dissonanza.
 
Certamente credo in Dio, ma bisogna definire cosa/chi è Dio. E’ da qui purtroppo che arrivano le divisioni. Ricordatevelo che l’umanità è governata da principi di divisione e le religioni organizzate sono il mezzo principale per imporre questa divisione, che è probabilmente il maggior distruttore dell’anima umana e dello spirito umano.

E’ fondamentale che le persone prendano coscienza che siamo tutti Uno con il creatore. State lontani da queste divisioni della religione. Guardate dentro di voi, nel vostro cuore e vedrete che siamo tutti aspetti del Divino Creatore, diversamente non saremmo qui.

Noi stessi siamo alieni: abbiamo un DNA alieno nel nostro sangue . Siamo uno con Dio che è in noi e chiunque si frapponga tra l’individuo e Dio, si sta imponendo sul libero arbitrio dell’individuo.
Può darsi che Gesù non fosse un alieno ma certo era un Maestro con molte migliaia di vite sulle spalle, che è venuto per insegnarci come sfuggire al controllo draconiano dei nostri controllori e come uscire da questa trappola, da  questi

4 LIVELLI DI SCHIAVITU’ UMANA:

1)     quella fisica, con la manipolazione genetica

2)     quella mentale, perché non capiamo che succede

3)     quella emozionale, perché il non capire chi siamo e da dove veniamo, ci rende confusi ed instabili

4)     quella spirituale: le religioni organizzate ci  confondono su ciò che siamo, come esseri divini, parte della creazione divina.

Credo che Gesù Cristo sia stato un profeta e un Maestro, un essere avanzato con grande conoscenza, ma non è stato il solo né prima né dopo di lui.
 
Il Karma non è di natura universale. C’è una manipolazione forzata che può accadere, uno scudo sull’anima, che viene imposto e che impedisce di ricordare chi siamo e crea questa griglia che è sul pianeta. Se siano stati gli Annunaki a porla o altri, il punto è che c’è evidenza di questa griglia, messa sul pianeta Terra, perché agisca come una trappola karmica, che impedisce alle anime di allontanarsi dal corpo e riunificarsi con la Sorgente e quindi esse sono costrette a tornare, causa questa stessa trappola karmica, fino a che non sopraggiunga l’illuminazione.
 
Ma le persone non sanno che significa illuminazione, tuttavia possiamo riunirci alla fonte e sfuggire alla trappola karmica o al karma, solo se ci illuminiamo. E quando cominciate a leggere ciò che Gesù Cristo ha detto, chiunque egli fosse, comincerete ad avere le chiavi per liberarvi.

 IL SUONO E LA RISONANZA: LA COSA PRIMORDIALE  

Il suono è la cosa più primordiale del tutto. L ‘OM-AUM primordiale, il suono di Dio. Tutte le civiltà antiche credevano che il suono e la risonanza, fossero la fonte di tutte le cose, quindi con esse si po’ fare tutto: manifestare una forma fisica, distruggerla, levitare e guarire. Ne è prova il fatto che i cerchi di pietra delle antiche culture (come le ho potute studiare in Sud Africa), fossero degli amplificatori giganti, che usano le frequenze della Madre Terra  e le convertono in un campo di energie estremamente potente, che corrono orizzontalmente e verticalmente, creando vari vortici. Si trattava  di Tecnologie delle Leggi di Natura, per usare il suono di Madre Terra.

Cristina Bassi