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Nietzsche: la degenerazione dell’uomo

La previsione di Nietzsche è stata progressivamente soddisfatta

Il mondo moderno, visto con sospetto, può essere definito come l’ illusione della libertà. La libertà non è mai stata valutata così tanto e non ci siamo mai vantati così tanto di essere liberi, di essere in grado di fare ciò che vogliamo. di una sovrabbondanza di diritti e di agenzia. L’uomo moderno sente con orgoglio che questo è il suo grande successo: essersi liberato dai tiranni, dalla religione, dall’inclemenza della natura. Si sente superiore agli uomini delle altre generazioni, perché crede di essersi liberato dalle sue superstizioni e dalla sua impotenza. Crede di essere libero dagli dei e ora si sta muovendo verso la sua stessa divinità – come è chiaramente il caso delle idee transumaniste – o almeno verso un avvertimento riguardo alla natura e alle necessità. Tuttavia, non è questo un nuovo mito? Un mito in cui i nuovi dei sono scienza, tecnologia, democrazia, società?

Per sostenere l’idea che siamo liberi, la libertà doveva essere ridefinita. Tradizionalmente – nel cristianesimo, nello stoicismo, nel platonismo – la libertà aveva a che fare con la teleologia o con un’armonizzazione con i principi universali. Essere liberi non era solo saper scegliere e autodeterminarsi, era saper scegliere ed entrare in armonia con il bello, il buono o il vero. O era scegliere bene o virtualmente – che aveva a che fare con l’allineamento con la razionalità o l’intelligenza in natura – in modo tale da evitare la sofferenza. Al contrario, c’era anche il modo di desiderare per poter aggiornare la sua essenza o soddisfare la sua vocazione.

Come sappiamo, la scienza e la filosofia moderne hanno rotto con queste idee – dio, anima, essenza, scopo, ecc. – Questo è qualcosa che può essere liberatorio ma anche estremamente pericoloso, come ha avvertito Nietzsche, uno dei principali distruttori di questo vecchio paradigma. Ma anche filosofi come Nietzsche o Heidegger, per i quali la libertà non è essenzialmente morale, né è essenziale nel senso che non si tratta di aggiornare un’essenza, se letti attentamente, si allontanano dall’idea moderna di libertà, o almeno della sua applicazione in massa. La volontà di potere è stata confusa con il libero arbitrio, con l’orgia dei diritti, con il nichilismo del libero mercato. Certamente Nietzsche è stato uno degli autori più travisati, essendo egli stesso autore di “interpretazioni” e “prospettive”. La sua filosofia difende la virtù dell’anti-sistemico, ma per questo permette e persino – con la sua distruttiva veemenza e licenza morale – incoraggia molteplici interpretazioni, cooptazioni, passioni irrazionali attorno al suo lavoro.

Le idee di Nietzsche contengono un seme che, sebbene possa essere una medicina per la condizione che chiama “mandria moralità” (o schiavo), di solito è piuttosto velenoso, una dinamite che prende tutto e lascia il nichilismo, che deserto, quella terra desolata di cui lui stesso era un profeta. A difesa di Nietzsche, lo spiega lui stesso, ripetendo che ciò che vediamo è la degenerazione dell’uomo, e, quindi, questo uomo degenerato, “l’ultimo uomo”, difficilmente potrebbe avere la vitalità e il coraggio per crearsi, per trovato un nuovo sistema di valori. E, come ritiene Nietzsche, se ciò che degenera è solo la mentalità sociale, di massa, essendo entità collettive, spinte dalla maggior parte o dalla maggioranza, allora la globalizzazione, il villaggio globale, è il punto più alto dell’umanità. È il momento in cui il grande, l’eroico, il divino è meno gestitato. (È per un’altra occasione discutere se ciò che Nietzsche chiede non è troppo, anche contro la natura, poiché l’essere umano è stato costituito come un animale sociale e la più significativa dell’esistenza umana sono le relazioni umane, l’amicizia, amore, erotismo. Nietzsche non pensa molto alla compassione e la sua filosofia non edifica per raggiungere la coesistenza. È vero che ciò che Nietzsche vuole non è una società superiore, ma una manciata di uomini superiori – si muove secondo un impulso aristocratico Ma sarebbe necessario considerare se questo è davvero conveniente e sostenibile senza tener conto della ricchezza delle relazioni significative nella coltivazione dell’anima).

Ad ogni modo, è chiaro che l’uomo moderno si allontana da questo uomo veramente libero che potrebbe venire nel “crepuscolo degli idoli”, libero dall’assoluto. Forse l’uomo ha un bisogno interno – ed eterno nella specie – di assoluti – l’homo religiosus non sembra in alcun modo scomparire, e sembra essere il più vicino a un’essenza psichica umana. Certo, ora gli dei sono altri, prendono altri nomi. Jung lo notò dicendo che ora gli dei sono patologie. Roberto Calasso ha portato alla luce magistralmente i sostituti religiosi della modernità, le teologie politiche (la principale, la “Società”), il luogo in cui la mentalità religiosa e del gregge convergono come mai prima nella storia. Ma, in ogni caso, non possiamo smettere di desiderare, di nominare (con altri nomi) i poteri, anche quando li soppiantiamo per oggetti di consumo o dispositivi tecnologici. Ora Agni, osserva Calasso, il fuoco, il messaggero degli dei, è un missile dell’agenzia spaziale indiana.

Nietzsche lo notò chiaramente, perché “il movimento democratico è l’erede del movimento cristiano” e “è comunque una fede metafisica che sta alla base della nostra fede nella scienza”. I grandi successi della società moderna, con cui presumibilmente volevano sbarazzarsi di credenze e metafisica, sono sistemi segreti di credenze e metafisica. La scienza è il nuovo mito, il mito che ha guadagnato trazione e potere, per alleviare la nostra paura del caos e dell’incertezza, per intorpidire i nostri istinti ed evitare l’incontro terribile-numinoso con il mistero. La forza che muove la scienza non sarebbe il desiderio di conoscere la realtà, nemmeno di dominarla, ma di eliminarne il pericolo, di domare l’esistenza.

È possibile che l’uomo moderno, l’uomo tecnologicamente attrezzato, incarni un nuovo e più perfetto animale da gregge, che non solo non sappia che fa parte di un gregge – questo sicuramente esisteva già – ma si vanta anche di avere rilasciato per la prima volta nella storia, di essere il primo animale libero, perché considera che non è determinato dalla società, che sceglie sempre liberamente, che possiede il suo destino. Forse l’uomo può davvero fare ciò che vuole, ma non può desiderare ciò che vuole, come ipotizzava Schopenhauer; non sembra mai voler essere libero (la libertà è la Volontà stessa), forse perché esiste una forza che la determina (e viviamo in un universo deterministico); o, come notò anche il grande maestro di Nietzsche (che in seguito negò), perché la volontà stessa è la negazione dell’individuo, la sua universalizzazione, in qualche modo il suo annientamento. Oppure, senza ricorrere alla metafisica, perché almeno la libertà implica l’abbandono di tutta la sicurezza, lasciando non solo il gregge, la protezione dell’accettazione sociale, ma anche l’abbandono del benessere di sé, la maschera che è la persona.

Sembra che nella società moderna il presagio di Nietzsche si sia consolidato: “questo declino dell’uomo nell’animale della mandria perfetto (o, come si dice, nell’uomo della “società libera”), questa animalizzazione dell’uomo nell’animale nano di pari diritti”. Questo è il dio che non è morto o l’ombra del dio, secondo Nietzsche. E forse gli dei, o il divino stesso non muoiono mai nell’uomo, poiché la sua natura è la possibilità; Come dice Nietzsche, l’uomo è “l’animale non ancora definito”, cioè l’animale che ha un potenziale illimitato e l’infinito, dal momento che Anassimandro, è sempre stato legato al divino. O come sosteneva Kierkegaard, Dio è che tutto è possibile, è un campo di possibilità, un campo fertile di immaginazione e fede. 

Citazioni di Nietzsche tratte da Oltre il bene e il male.

Twitter dell’autore: @alepholo 

Dello stesso autore in Pajama Surf: Freedom, il mito della modernità: siamo davvero più liberi chenel Medioevo o nei tempi antichi? 

Immagine di copertina: JohnConway

Fonte: https://pijamasurf.com/

La prospettiva femminile sull’amore nell’antica Mesopotamia

 

Il “Piacere di Burney”, che si crede rappresenti o Ishtar, la dea mesopotamica dell’amore e della guerra, o sua sorella maggiore Ereshkigal, regina degli Inferi (aprox. Sec. 19 o 18 AC) BabelStone

Nell’antica Mesopotamia il sesso tra gli dèi scosse il Cielo e la terra

di Louise Pryke 

22 Aprile 2018 

dal Sito Web TheConversation 

traduzione di Nicoletta Marino 

Versione originale in inglese  

La sessualità era fondamentale nella vita dell’antica Mesopotamia, un’area delll’antico Vicino Oriente che si descrive come la culla della civiltà occidentale e che oggi caorrisponde aprrimativamente a:  

  • Irak 
  • Kuwait 
  • Parti della Siria 
  • Iran 
  • Turchia  

Non era solo così per gli uomini normali ma anche per i re e le divinità.  

Le divinità mesopotamiche hanno molte esperienze come gli esseri umani: si sposano con loro, procreano e condividono le case e i doveri famigliari.

Eppure quando l’unione d’amore non continuava, le conseguenze erano terribili sia in cielo che n terra.

Gli studiosi hanno osservato le similitudini tra il “sistema di matrimonio” divino che si trova nelle antiche opere letterarie e il corteggiamento storico degli esseri mortali anche se è difficile distinguere i due più famosi nei cosiddetti “matrimoni sacri” che videro i re mesopotamici sposarsi con divinità

IL Sesso divino 

Gli dei, essendo immortali e in genere appartenenti a uno status superiore a quello umano, non avevano relazioni sessuali in senso stretto, eppure gli aspetti pratici del tema sembrano aver frenato poco il loro entusiasmo.

Le relazioni sessuali tra le divinità mesopotamiche furono di ispirazione per una ricca varietà di narrativa. 

Esse comprendono miti sumeri come Enlil e Ninlil e Enki e Ninhursag, dove essi vedeva che le complicate interazioni sessuali tra divinità sono intrise di astuzia, inganni e travestimenti.

La dea Ishtar come raffigurata nei Miti e nelle leggende di Babilonia e Assiria, 1916, di Lewis Spence. Wikimedia

In tutti i miti, una divinità maschile adotta un travestimento e poi cerca un approccio sessuale verso la divinità femminile o di evitare la ricerca del suo amante.

Nel primo caso, la dea Ninlil segue il suo amante Enlil fino negli Inferi e cerca dei favori sessuali per ottenere informazioni sul luogo di Enlil.

Usare una falsa identità in questi miti si usa per lasciare intendere le aspettative sociali per il sesso e la fedeltà.

Il tradimento sessuale potrebbe significare la fatalità non solo per gli amanti errantima per tutta la società. Quando la Regina degli Inferi, Ereshkigal, è abbandonata dal suo amante Nergal, lei minaccia di far resuscitare i morti a meno che non gli sia restituito, allusione al suo diritto alla sazietà sessuale.

La divinità Ishtar fa la stessa minaccia visto il rifiuto romantico del re di Uruk nell’Epopea di Gilgamesh.

E’ interessante osservare che sia Ishtar sia Ereshkigal, che sono sorelle, utilizzano una delle minacce più potenti a loro disposizione per affrontare i temi del cuore.

Le trame di questi miti mettono in risalto il potenziale che ha l’inganno per creare l’alienazione tra gli amanti durante il corteggiamento.

L’andamento poco soave del corso dell’amore in questi miti e il loro complicato uso di immagini letterarie, ha fatto sì che si realizzino paragoni accademici con le opere di Shakespeare.

Amore per la poesia

Gli antichi autori della poesia d’amore sumeri, che rappresentano le gesta delle coppie divine, mostrano una grande quantità di conoscenze pratiche sulle fasi dell’eccitamento sessuale femminile.

Alcuni eruditi pensano che questo tipo di poesia può aver avuto storicamente un proposito educativo: 

insegnare il coito a giovani amanti senza esperienza dell’antica Mesopotamia. 

Si è anche pensato che i testi avevano intenti religiosi o possibilmente di potenza magica.

Vari testi scrivono sul corteggiamento di una coppia divina Inanna (l’equivalente semita di Ishtar) e del suo amante, la divinità pastore Dumuzi.

La vicinanza degli amanti si vede attraverso una sofisticata combinazione di immagini di poesia e sensualità…

La riproduzione di un antico sigillo a cilindro sumero mostra Dumuzid mentre è torturato negli Inferi dai demoni  Museo Britannico

In uno dei poemi, gli elementi dell’eccitazione dell’amante femmina sono catalogati, dall’aumento della lubrificazione della sua vulva fino al “tremito” del suo climax.

Il compagno maschio si vede mentre si diletta della forma fisica della sua compagna e le parla amabilmente. La prospettiva femminile sull’amore si enfatizza nei testi con la descrizione delle fantasie erotiche della dea.

Queste fantasie sono parte dei preparativi della dea per la sua unione e forse contribuiranno alla sua soddisfazione sessuale.

I genitali femminili e maschili si potrebbero celebrare in poesia, la presenza del vello pubico scuro nella vulva dela dea è descritto poeticamente con un simbolismo dato da uno stormo di uccelli su un campo ben irrigato” o una porta stretta circondata da lapislazzuli dal nero lucente.

La rappresentazione dei genitali può anche aver avuto una funzione religiosa: 

Gli inventari dei templi hanno rivelato modelli votivi di triangoli pubici, alcuni in argilla altri in bronzo. 

Sono state trovate delle offerte votive con la forma di una vulva nella città di Assur di prima del 1000 a.C. 

Una Dea felice, un regno felice

Il sesso divino non era il dominio esclusivo degli dei ma poteva comprendere il re umano.

Pochi temi della Mesopotamia hanno catturato tanto l’immaginazione come il concetto del matrimonio sacro. In questa tradizione, lo storico re mesopotamico si sarebbe sposato con la dea dell’amore Ishtar.

Esiste una prova letteraria di tali matrimoni nella Mesopotamia molto antica, prima del 2300 a.C. e il concetto continuò in periodi molto più tardivi.

La relazione tra i re storici e le divinità mesopotamiche fu considerata cruciale per la continuazione positiva dell’ordine terrestre e cosmico.

Per il monarca mesopotamico, quindi, per realizzare la relazione sessuale con la dea dell’amore probabilmente ci volle una certa quantità di vigore.

 

 Nell’antica Mesopotamia, la vulva di una dea poteva paragonarsi con uno stormo di uccelli. Shutterstock.com

Alcuni eruditi hanno detto che questi matrimoni implicano una espressione fisica tra il re e un’altra persona (come una sacerdotessa) che incarna la dea.

L’opinione generale adesso è che se ci fosse stata una forma fisica per un rituale sacro per il matrimonio, sarebbe stato a livello simbolico invece che carnale, con il re che condivideva forse il suo letto con una statua della dea. 

Le immagini agricole si usavano per descrivere l’unione della dea con il re. Il miele, per esempio è descritto come dolce come la bocca e la vulva della dea.

Una canzone d’amore della città di Ur del 2100-2000 a.C è dedicata a Shu-Sin, al re e Ishtar:  

Nell’alcova inzuppata di miele, lasciaci godere più volte del tuo incanto, o dolce. Signore permettimi di farti le cose più dolci. Mio prezioso dolce lascia che ti porti del miele.

Il sesso in questa poesia d’amore è descritta come un’attività piacevole che migliora i sentimenti amorosi intimi.

Si considerava che questa sensazione di maggior vicinanza avrebbe portato allegria al cuore della dea, il che portava buona fortuna e abbondanza a tutta la comunità, forse dimostrando una versione mesopotamica antica del proverbio “sposa felice, vita felice“.

La presentazione diversa del sesso divino crea qualcosa di misterioso sulle cause dell’enfasi culturale della copulazione cosmica.

Sebbene la presentazione del sesso e del matrimonio divino nell’antica Mesopotamia probabilmente servì a molti propositi, alcuni elementi delle relazioni intime tra gli dei mostrano una certa vicinanza alle unioni umane.

Sebbene la disonestà tra gli amanti potrebbe portare all’alienazione, le interazioni sessuali positive portarono numerosi benefici inclusa una maggiore intimità e una felicità duratura.

L’ottimo lavoro di Ezechiele nel descrivere ciò a cui ha assistito

 

 Il personale Veicolo volante di Dio descritto nel libro di Ezechiele  

di Tony Gliddon
July 18, 2019
from AncientPages Website
  

Siamo nell’anno 484 a.C.

Ezechiele, un prete, prigioniero nella terra dei Caldei (Iraq), testimonia e descrive abbastanza bene alcuni veicoli volanti che gli appaiono.

Per un uomo che ha visto solo carri trainati da buoi per veicoli, fa del suo meglio per descrivere ciò che sta vedendo.

“Un vortice uscì dal nord, una grande nuvola e un fuoco che si avvolgeva su se stesso, e attorno a esso c’era una luminosità, e fuori da esso come il colore dell’ambra, dal mezzo del fuoco.”
“Anche da ciò è emersa la somiglianza di quattro creature viventi.”

Riportando la parola “ambra” all’originale ebraico, scopriamo che significa

“bronzo molto lucido” o “bronzo splendente”. 

Quindi descrive i veicoli mentre si muovono,

“E andarono tutti dritti: dovunque andasse lo spirito, andarono; e non si voltarono quando andarono.”

Ezechiele è abituato a vedere un carro trainato da buoi controllato e diretto usando le redini.

Questi veicoli non avevano redini, andavano come preferivano e non giravano come andavano. Quindi vede un veicolo madre e altri quattro veicoli volare in formazione. 
 

Continua affermando che sembravano,

“ruote dentro le ruote” e “quando andarono, andarono sui loro quattro lati: e non si voltarono quando andarono”.

Ruote non in posizione verticale ma appoggiate in piano, ai lati.

Egli afferma inoltre,

“E le creature viventi corsero e tornarono come l’apparenza di un lampo.”

Veicoli molto, molto veloci!!

 

 Quando questi veicoli arrivano a terra sulla terra scrive Ezechiele,

“E i loro piedi erano dritti; e la pianta dei loro piedi era come la pianta del piede di un vitello; e scintillavano come il colore dell’ottone brunito.”

Buona descrizione delle piattaforme di atterraggio!

Il veicolo madre aveva a bordo ciò che era,

“la somiglianza di un trono: e sulla somiglianza del trono era la somiglianza di un uomo sopra di esso.”

E lui afferma,

“Ho visto come era l’aspetto del fuoco, e aveva una luminosità intorno.

Come l’aspetto dell’arco che è nella nuvola nel giorno della pioggia, così è stato l’aspetto della sua luminosità intorno. Questa era l’apparizione della somiglianza della gloria dell’Eterno “.

“E quando l’ho visto, sono caduto sulla mia faccia e ho sentito una voce di Colui che parlava. E mi disse: ‘Figlio dell’uomo, alzati in piedi e ti parlerò’.”  

Ezechiele assistette a questi veicoli che si spostavano da cima a montagna.

“Quando quelli andarono, questi andarono; e quando quelli si alzarono, questi si alzarono; e quando quelli furono sollevati da terra, le ruote furono sollevate contro di loro: poiché lo spirito nella creatura vivente era nelle ruote.”

Questi veicoli apparvero ad Ezechiele in tre diverse occasioni.

Continua a dichiarare,

“E la somiglianza del firmamento sulle teste delle creature viventi era il colore di un terribile cristallo, teso sopra le teste sopra.”

Ottima descrizione della cupola o della cabina di pilotaggio.

“Quanto ai loro anelli, erano così alti che erano terribili; e i loro anelli erano pieni di occhi intorno a loro quattro.”

Oblò? Le persone dentro?

In conclusione, “DIO” è venuto a visitare e parlare con Ezechiele “di persona” con “il suo” Trono a bordo “, il suo” veicolo personale”. E c’erano altri quattro veicoli in formazione che scortavano il “veicolo di DIO” …

Ezechiele assiste all’apparizione di questi veicoli in tre diverse occasioni. E ‘DIO’ ha un messaggio da portare ‘personalmente’ ogni volta che visita Ezechiele.

Ezechiele fa un ottimo lavoro per un uomo del 484 a.C. nel descrivere ciò a cui ha assistito. Questi non sono UFO così come sono identificati, quindi sono IFO.

Incoraggio tutti a leggere il Libro di Ezechiele e vedere cosa dice delle sue esperienze riguardo alle “visite di DIO” …  

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Galeno di Pergamo

Ricevo dall’amico Di Val Pusteria Dott.Roberto Slaviero e pubblico

CI FACCIAMO UN “GALENOS?“

Il grande medico greco Galeno, nato a Pergamo nel 129 d.C., è stato un grandissimo del passato ed in campo medico ha raggiunto livelli altissimi per ricerca delle cause delle malattie e per le loro cure; noi farmacisti, a tutt’oggi prepariamo rimedi “galenici” in suo onore!

Ci fu un periodo in cui egli visse a Roma, soprattutto alla corte del grande filosofo ed Imperatore Marco Aurelio e si dice che la soluzione da lui creata per ridurre i dolori, a base di Alcool ed Oppio, il GALENUS, piacesse molto anche all’Imperatore.

Il grande Dio Morfeo, deve il suo nome alla sostanza più presente nell’ oppio, ossia la morfina, potentissimo antidolorifico e induttore del sonno.

Fino a poche decine di anni fa, nelle farmacie si trovava ancora il Laudano, ovvero la stessa cosa inventata da Galeno.

Furono i discepoli di Paracelso a modificare una ricetta del grande medico ed alchimista svizzero, aggiungendoci l’oppio!

Mi ricordo da giovane studente in farmacia, che un giorno mio padre Ettore, farmacista, mi mostrò l’armadietto degli stupefacenti chiuso a chiave e mi fece vedere’ la bottiglia del Laudano. E disse:  guarda bene il tutto ed abbi timore e rispetto per queste sostanze “eroiche”!

Per sostanza eroica, si intende una sostanza che in quantità piccolissime, (pochissimi milligrammi), abbatte anche un elefante! Potenze della natura e per questo da rispettare ed anche da temere.

Castaneda insegna …. Don Juan …

Il problema del dolore fisico in una vita vissuta nella materia, è di vitale importanza, e per questo la Dea Natura ci ha fornito strumenti incredibili per sradicarlo; affinché la nostra anima, leggiadra e volatile, non soffra molto nell’esperienza terrena.

I potenti, negli ultimi secoli hanno usato invece il potere dell’oppio, per rincoglionire e sottomettere le popolazioni. Mi vengono in mente ad esempio i colonialismi britannici in Cina nel 19°  secolo, con le guerre dell’oppio.

Cosa credete che siano andati a fare in Afganistan gli occidentali? A portare forse il pensiero libero contro le barbarità dei talebani? L’Afganistan è il più grande produttore di oppio del mondo!

Oggi lo fanno anche legalmente, soprattutto negli Usa, prescrivendo farmaci a base di oppiacei anche per dolori ridicoli. L’onda lunga made in Usa sta arrivando anche in Europa, anzi è già qui; arriverà anche la Marijuana legale etc. etc.

Obbiettivo è che i coloni (i servi della gleba), vivano rincretiniti e lavorino a basso costo e non si interessino della “cosa pubblica”.

Tornando ai tempi di Galeno, egli studiava le ferite dei Gladiatori per imparare i funzionamenti del corpo umano. Aveva abbracciato la scienza di Ippocrate e la teoria degli umori del corpo, quali causa delle malattie.

Un genio incredibile, che affermava che non si può essere medici, se non ci si intende anche di logica, fisica ed etica!

Pensando al momento in cui viviamo, dove solo il denaro ed il volere delle grosse multinazionali farmaceutiche contano, penso che siamo precipitati proprio negli abissi e sarà dura un giorno rialzarsi!

Il nostro caro Galeno frequentava ai tempi di Roma, ai tempi dell’ Imperatore Lucio Settimio Severo, che fu imperatore dopo Marco Aurelio, dal 193 d.C. fino alla morte, i salotti filosofici e letterari della moglie dell’Imperatore, Giulia Domna.

Altro frequentatore di quei salotti fu lo storico e retore Flavio Filostrato, nato a Lemno nel 172 d.C.

A Filostrato, l’Imperatrice commissionò una ricerca e biografia di un filosofo antico di Tiana nella Cappadocia, nato nell’anno 2 d.C., nella allora provincia romana dell’impero e chiamato Apollonio, (Apollonio di Tiana). Nato più o meno negli stessi anni di Jesus, dotato di poteri straordinari; effettuava miracoli ed opere incredibili. Venne anch’egli a contatto (per un periodo) con gli Esseni, viaggiò in Oriente per molti anni, tra Mesopotamia ed India.

A qualcuno sorse il dubbio … ma non è che la storia sia stata leggermente alterata e forse l’Apollonio e Jesus siano la stessa persona?!

Ma va … era un mago stregone, possedeva le arti magiche.

Qualcun altro dice che avendo frequentato anche Tarso … non è che magari sia il famoso Paolo di Tarso, divenuto in seguito San Paolo!? Pensate un po’ se magari si scoprisse che il Jesus esseno non era della stirpe di Davide … apriti cielo!

Frequentò molto Efeso; li proprio ad Efeso c’è ancor oggi la Casa di Maria (l’ho visitata), dove si dice che Maria e Giovanni evangelista vissero per degli anni dopo la morte di Jesus … forse anche con la Maddalena!

Chi lo sa ragazzi, al tempo non c’era Internet o la Treccani e dopo il Concilio di Nicea nel 325 d.C., l’Imperatore Costantino decretò la religione cristiana, religione dell’Impero.

Le dispute su chi era Jesus Cristus furono terribili e fecero fuori diversi Vescovi, non in linea con il nuovo ordine mondiale di Costantino!

Nel 380 poi con l’Editto di Tessalonica gli Imperatori Graziano,Teodosio I° e

Valentinianio II°, decretarono il Cristianesimo niceno il credo ufficiale dell’Impero, proibendo l’Arianesimo e tutti i culti pagani.

Iniziò cosi una persecuzione feroce contro tutti i culti pagani con la distruzione di molti templi … vi viene in mente qualcosa del recente presente … sempre nelle stesse zone Siriane – mesopotamiche? Non parliamo della eliminazione fisica di migliaia di persone. L’Integralismo di tutti i tipi e soprattutto religioso è una disgrazia per l’umanità  !!

Tornando all’ Apollonio mi ha colpito una cosa in particolare; egli fece voto di silenzio per 5 anni! “Parla prima con gli Dei e dopo parla degli Dei “

Vita ascetica secondo la dottrina pitagorica, spesso scalzo, si cibava di bacche e di piante spontanee. si vestiva di tuniche di lino bianche.

  • Pensate se oggi i nostri politici ed economisti facessero almeno un giorno di silenzio alla settimana … che sollievo!
  • Pensate se ognuno di voi facesse un giorno di silenzio sui social … che sollievo!
  • Pensate se ognuno di voi ritornasse col pensiero alla magia della natura e degli Dei della Natura … che sollievo!

Tornando ai secoli passati, Giulia Domna, Imperatrice e moglie dell’Imperatore Severo, era di origine siriana, di Emesa, figlia di Giulio Bassiano, gran Sacerdote della divinità solare El-Gabal!

Fu quella dinastia che trasferì il culto del Deus Sol Invictus nella corte romana;

l’adorazione del Dio monoteista solare!

L’Imperatore Eliogabalo, nipote  di Giulia Domna, tentò di imporre il culto del Sol Invictus all’Impero. Egli morì molto giovane, assassinato: era tra l’altro un personaggio un po’ spinto … ebbe 5 mogli e 2 mariti …Storia

Comunque la corona solare sulle monete romane coniate durò per molto tempo.

Nel 272 l’Imperatore Aureliano ufficializzò il culto solare di Emesa e costruì un tempio sul Quirinale e creò i sacerdoti Pontifices Solis Invict.

La nascita del 25 dicembre dopo il Solstizio invernale, o meglio la rinascita, dopo che il sole si ferma per circa 3 giorni dal 21 al 24 dicembre, è dovuta a questo culto.

Il Cristianesimo ha seguito tale corso storico, con la nascita di Jesus in quei giorni.

Con Costantino nel 330, il Natale Invitto divenne Natale Cristiano!

Poi è arrivato l’Editto di Tessalonica e tale culto venne bandito … unica religione, il Cristianesimo niceno!

La magia dei culti pagani faceva vivere le persone con meno problemi e sensi di colpe a mio parere e forse più libere …

Vabbè … attendiamo l’evento finale dell’Apocalisse già in atto … l’oggetto trascendentale della fine del tempo avviato dall’Onda Temporale zero!

Allora ragazzi … ci facciamo un Galenus per rincoglionirci e non capire nulla del mondo … o ci facciamo un Gin Tonic … più spumeggiante  e forse più stimolante sul pianeta … guardate l’impero inglese … chi ha inventato il Gin Tonic?

Gli ascetismi ed integralismi  eccessivi a me non piacciono … la matrix terrestre è assai più interessante, se vissuta senza paure e timori vari!

A voi la scelta ed auguri … molti integralisti rimarranno stupiti delle rivelazioni finali, credo non manchi molto visto l’andazzo!

In bocca al lupo!

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/

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Presenti sulla Terra fin dagli albori dell’umanità

 

Ci sono 5 specie aliene che cercano di dominare la Terra

Ancient Code 

Ufficialmente parlando, gli alieni non sono reali.

Infatti, non abbiamo ancora trovato prove conclusive che suggeriscano che non siamo l’unica specie vivente nell’universo.

Anche se questa è la storia ufficiale, basata su numerose descrizioni e resoconti di avvistamenti registrati in tutto il mondo, oltre a numerose fonti – alcune di loro, migliaia di anni – gli ufologi hanno determinato l’esistenza di diversi alieni specie che presumibilmente lottano per dominare il nostro pianeta. In questo articolo, diamo un’occhiata ad alcuni dei “visitatori ultraterreni” più frequentemente segnalati dai testimoni.

I siriani

Si ritiene che i Siriani siano esseri molto antichi e avanzati, indicati come responsabili dell’insegnamento di conoscenze evolute a diverse civiltà in tempi antichi come gli egiziani (che avrebbe aiutato alla costruzione delle piramidi, e con la medicina e l’informazione astronomica), tra le altre, le culture Maya e Pre-Inca.

I Grigi

I Grigi sono senza dubbio gli extraterrestri più popolari e i più menzionati nei casi di rapimenti. I testimoni spesso li descrivono come piccoli, con teste bulbose e grandi occhi neri. Comunicano in forme telepatiche e si dice che abbiano fatto diversi patti segreti con il governo.

I grigi alti

Non così popolare come i normali alieni grigi, i grigi alti sono estremamente alti (ovviamente), sono pallidi e non hanno capelli. Sono considerati una razza egocentrica avanzata per la quale la vita umana è inutile.

I Grigi Alti sono descritti per avere origine dalla costellazione di Orione, e secondo il Dr. Arthur Horn svolgono un ruolo di supervisione nei grigi medi:

I grigi piccoli sono supervisionati all’interno dei loro ranghi dai grigi più alti di sette-otto piedi di altezza. Questi grigi sono quelli che effettivamente svolgono missioni “diplomatiche”, come negoziare segretamente trattati con i capi dei governi umani. Come accennato i grigi in generale, e i piccoli tre a cinque piedi grigi in particolare, sono stati paragonati a mercenari.

La conferma del ruolo diplomatico svolto dai “grigi alti” proviene da William Cooper, ex Navy Intelligence Advisor, che sostiene di aver visto documenti classificati in cui i “Gray alti” hanno negoziato nelle riunioni accordi con l’amministrazione Eisenhower a partire dal 1954.

Più tardi, nel 1954, la razza di grandi alieni grigi dei ficcanaso che orbitavano intorno alla Terra, atterrarono alla Base Holloman Air Force. È stato raggiunto un accordo di base. Questa razza si identificava come originaria di un Pianeta intorno a una stella rossa nella Costellazione di Orione che chiamavamo Betelgeuse. Hanno dichiarato che il loro pianeta stava morendo e che in un futuro sconosciuto non sarebbero più stai in grado di sopravvivere lì.

Reticoli di zeta

I presunti alieni chiamati Zeta Reticoli provengono dal sistema dei Reticoli e sono considerati tra gli ufologi come alcuni dei visitatori spaziali più noti.

Questi esseri sono presumibilmente alti tra tre o quattro piedi e sono spesso menzionati nei casi di rapimento.

Come riportato da bibliotecapleyades, le canalizzazioni di Lyssa Royal suggerisce che provengono da un pianeta chiamato il pianeta Apex nel sistema Lyran. Questo era un pianeta molto simile alla Terra.

La loro crescita spirituale, tuttavia, non corrispondeva al loro sviluppo tecnologico che alla fine portò ad un cataclisma planetario.

Le esplosioni atomiche causarono il deterioramento della vita vegetale, il che portò la civiltà a costruire rifugi sotterranei. Fu durante questo periodo sotterraneo della loro storia che cominciarono a riprodursi attraverso tecniche di clonazione, che fa parte del lavoro che continuano nel loro lavoro di rapimento sulla razza umana.

Alieni rettili

I rettili sono descritti come creature a due zampe, con pelle verde squamosa, un forte odore del corpo e grandi occhi con una pupilla verticale. Si ritiene che la loro interazione con l’umanità risalga a migliaia di anni fa.

Diversi popoli antichi provenienti da tutto il mondo hanno ritratto gli esseri rettiliani, che agivano in modo ostile verso gli esseri umani. Si ritiene che questi alieni siano stati presenti sulla Terra fin dagli albori dell’umanità.

Fonte: https://www.ancient-code.com/

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Citazioni errate nell’interpretazione

 

“Sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo” – Attribuito erroneamente, abusato e oscenamente sottovalutato

Caitlin Johnstone, Ospite
Waking Times

(La frase virgolettata nel testo sopra – e nel mio Logo ndr) Indica una citazione di Mahatma Gandhi.

Le probabilità sono che la prima cosa che salta nella tua mente è il famoso, “Sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo.” È una buona citazione. È abbastanza conciso da adattarsi a un adesivo per paraurti, e risuona profondamente con qualcosa dentro di noi che ci dice che indica qualcosa di vero e prezioso.

Ma, come in molte altre citazioni di sticker paraurti che vediamo fluttuare oggi, queste parole non sono mai state pronunciate dalla persona a cui sono state attribuite. Ciò che Gandhi in realtà ha detto è stato questo:

“Se potessimo cambiare noi stessi, cambierebbero anche le tendenze nel mondo. Quando un uomo cambia la propria natura, cambia anche l’atteggiamento del mondo nei suoi confronti”.

Oof. Questo è un po’ più conflittuale rispetto alla versione divulgata, non è vero? Cambia la mia natura? Pensavo che stessimo parlando di qualcosa di leggero e facile, come non indossare pellicce o comprare chicchi di caffè del commercio equo e solidale.

Ecco come “essere il cambiamento che desideri vedere nel mondo” tende a essere interpretato oggi. È una frase che è così rigurgitata nella nostra società che ora è cliché e quasi priva di significato, qualcosa che si vede su portachiavi economici al centro commerciale e scruta senza leggerla veramente, ma immagina di capire perché l’hai visto tante volte in passato. Se premuto per davvero pensarci, la maggior parte delle persone dirà che significa qualcosa come fare i cambiamenti nel mondo che vuoi vedere. Se non ti piace l’agricoltura industriale, diventa un vegano. Se non ti piace la povertà, fai volontariato in una mensa per i poveri.

Ma non è quello che dice la citazione. Non è niente di simile a quello originale di Gandhi. Non è nemmeno quello che dice la versione adesiva del paraurti.

Anche se guardi la versione divulgata della citazione, guardala davvero con occhi nuovi che non l’hanno vista rigiocamente rigurgitata dai liberali aziendali e intonacata sui prodotti K-Mart, ti viene in mente lo stesso messaggio dell’originale. Non dice “Fai il cambiamento che desideri vedere nel mondo”. Non dice “Attiva il cambiamento che desideri vedere nel mondo”. Dice “Sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo. “Non si riferisce a un semplice cambiamento nel comportamento o nello stile di vita, sta dicendo cambiare chi sei come persona. Sta dicendo cambiare la tua stessa natura per cambiare il mondo.

Questa è notte-e-giorno diversa dall’interpretazione convenzionale. L’interpretazione convenzionale della citazione esiste come una plateale vana che le persone prendono in giro gli hippy e i New Age per l’uso eccessivo. Una comprensione profonda e viscerale di quella stessa frase, tuttavia, trasmette più saggezza di tutti i testi religiosi del mondo messi insieme. È una chiamata a una trasformazione più reale del parto. Più esistenzialmente conflittuale di una diagnosi terminale del cancro.

La prima sfida della citazione è di farti riflettere seriamente su quali cambiamenti di fatto vuoi vedere nel mondo. La maggior parte delle persone non arriva mai così lontano. Pochi hanno davvero pensato a quale tipo di mondo vorrebbero vedere in un modo positivo che immagina realmente come sarebbe il mondo. La maggior parte delle persone pensa solo in termini di piccole battaglie partigiane che stanno vedendo attualmente: sanità universale, politiche di immigrazione, controllo delle armi, politiche di austerità, aborto, problemi LGBTQ, brutalità della polizia, ecc. Poche persone arrivano fino a sedersi e a contemplare profondamente una visione positiva per il tipo di mondo che vorrebbero aiutare a creare.

Quando faccio un inventario dei cambiamenti che desidero vedere nel mondo, so che voglio vedere le persone che scelgono costantemente la salute rispetto all’illusione della sicurezza.

Voglio che facciano scelte con il più alto interesse di tutti gli interessati rispetto al proprio interesse personale, anche se queste scelte li fanno sentire esposti o vulnerabili perché sembrano andare contro le loro finanze o il pensiero di gruppo tribale, o sono al di fuori della loro zona di comfort.

Voglio che le persone siano collaborative piuttosto competitive.

Voglio che le persone inizino a fidarsi del fatto che i passaggi appariranno di fronte a loro mentre forgiamo un percorso su una nuova rotta sconosciuta piuttosto che ritirarsi sulle autostrade ben battute perché sono familiari anche se sappiamo già che guidano nel modo sbagliato.

Voglio vedere la gente rinunciare al proprio tribalismo e abbracciare il proprio umanesimo.

Voglio vedere le persone che si amano abbastanza profondamente da amare gli altri in modo significativo e con occhi chiari.

Voglio che le persone si elevino al di sopra delle narrative in competizione e facciano le loro distinzioni in base alle azioni e alla realtà piuttosto che alle storie dei manipolatori o delle loro stesse manipolazioni interne.

Voglio che le persone abbiano la saggezza di riconoscere dove hanno potere e privilegio e usarle coraggiosamente, e dove sono impotenti, così possono costringere coloro che sono al potere a cambiare immediatamente la nostra traiettoria suicida.

Voglio che la gente dica la verità, anche se all’inizio è solo per se stessi.

Voglio che le persone scelgano la vita sulla morte, ogni volta, senza esitazione, e voglio che cerchino sempre le loro soluzioni nella vita e nella guarigione e nell’armonia e rifiutino le soluzioni offerte dalla morte, dalla distruzione, dalla manipolazione, dal sabotaggio e dal caos.

Questi sono solo i miei desideri personali per il mondo. Dopo averli scoperti, la prossima sfida posta da “Sii il cambiamento che desideri vedere nel mondo” è molto più seria e, se intrapresa, rimarrà davanti e al centro della tua attenzione per il resto della tua vita.

Osservando i cambiamenti che desidero vedere nel mondo, cerco di essere qualcuno che sceglie costantemente di premere il pulsante “salute” anche se mi spaventa, o altri, o entrambi.

Cerco di essere qualcuno che sceglie sempre il massimo interesse piuttosto che manipolarlo leggermente, così ne ricavo un po’ di più o sembro un po’ più cool.

Cerco di dire la verità anche quando la mia tribù mi sta urlando per stare zitta, ma cerco di avere la saggezza per farlo solo quando giova a tutti e non solo per cercare il dramma o l’attenzione.

Cerco di trascinarmi attraverso la vita usando la mia bussola interiore perché so per certo che i miei vecchi sentieri non hanno mai portato a nulla di buono.

Cerco di non manipolare gli altri, e cerco di non manipolarmi per fingere a me stesso che non sto manipolando gli altri.

Cerco di amare le parti di me che vedo negli altri, specialmente quelle parti che mi fanno rabbrividire, ma anche io cerco di amarmi abbastanza da allontanarmi da qualcuno i cui schemi mi fanno male.

Cerco di fare distinzioni in base a ciò che vedo fare alle persone piuttosto che a ciò che sento sentirmi dire, e cerco di integrare i miei pensieri e le mie azioni il più possibile.

Cerco di usare il mio potere e il mio privilegio per il più alto interesse di tutti, ma mi rifiuto di assumermi la responsabilità per cose al di fuori del mio controllo, e mi impegno a mantenere quelli che hanno quel potere da rendere conto.

Cerco sempre di dire la verità, anche se è solo per me stesso a volte perché in quel caso non ho abbastanza potere e privilegio per parlarne senza essere punito ingiustamente. Ma se è nel più alto interesse prendere punizioni ingiuste, allora lo scelgo.

Scelgo la vita, ogni volta, senza esitazione, e voglio guarire qualsiasi blocco in me o fuori di me che sia resistente a trasformare ogni atomo del mio essere verso la vita e la guarigione.

Certo che mi manca molto, ma spero di continuare a notare quando fallisco e correggo il corso ogni volta che è necessario, perché ottenere questo diritto è molto più importante per me che sentirmi giusto. Voglio questo più di quanto voglio la storia di aver già questo. Voglio cambiare il mondo più di quanto voglio la storia di cambiare il mondo.

Fondamentalmente, voglio questo più di quanto io voglia “me”, più di quanto voglio la personalità che io considero come “me”. Intere parti della mia identità sono dovute morire per trasformarsi in qualcosa di più sano e più agile, e ci saranno molte altre parti di me che devono morire in futuro, e ne sono felice. Lo accolgo con un profondo respiro di trepidazione perché non è facile, e nel momento prima di lasciarmi andare mi sembra di morire davvero, ma so che deve succedere, e più lo faccio, più positivamente mi rinforzo per ottenere come la mia riluttanza viene annullata con curiosità su ciò che si manifesterà nello spazio che ho creato. E so che in ogni caso è meglio dell’alternativa, che è una morte lenta e reale attraverso la stagnazione.

Oltre l’adesivo del paraurti, sono abbastanza sicuro che Mahatma abbia avuto qualcosa di davvero enorme. Sono abbastanza sicuro che questo è il modo in cui lo aggiustiamo. Ricorda quell’altra castagna trita, La preghiera della serenità. “Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza di conoscere la differenza”, un altro detto che ha eroso nella superficialità ma contiene una profonda saggezza se la prendi come la tua chiamata. Se tutti noi abbiamo preso individualmente la responsabilità sincera per l’unica cosa che possiamo realmente cambiare – noi stessi – allora gli effetti a catena non sono quantificabili.

E, inevitabilmente, cambiamo il mondo.

Fonte: https://www.wakingtimes.com/

 

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Ipotesi di Simulazione

 

Gli scienziati affermano: stiamo vivendo una simulazione al computer

Postato da: Dan Falk

La mente dei Technocrati che è affidata a tali vane speculazioni non dovrebbe mai essere attendibile per fornire soluzioni scientifiche che potenzialmente interessino tutta la società. È tempo che le persone razionali “dicano semplicemente no” ai loro piani e ai loro sogni. ⁃ Editor TN

E se tutto intorno a noi – la gente, le stelle in alto, il terreno sotto i nostri piedi, persino i nostri corpi e le menti – fosse un’illusione elaborata? E se il nostro mondo fosse semplicemente una simulazione iper-realistica, con tutti noi solo personaggi in una specie di sofisticato videogioco?

Questo, naturalmente, è un concetto familiare di libri e film di fantascienza, tra cui il film di successo del 1999 “The Matrix”. Ma alcuni fisici e filosofi dicono che è possibile vivere davvero in una simulazione, anche se questo significa mettere da parte ciò che sappiamo (o pensiamo di sapere) sull’universo e sul nostro posto in esso.

“Se viviamo in una simulazione, allora il cosmo che stiamo osservando è solo un piccolo pezzo della totalità dell’esistenza fisica”, ha detto il filosofo di Oxford Nick Bostrom in un articolo del 2003 che ha iniziato la conversazione su ciò che è diventato noto come ipotesi di simulazione. “Mentre il mondo che vediamo è in un certo senso ‘reale’, non si trova al livello fondamentale della realtà”.

Simulare mondi e esseri

Rizwan Virk, fondatore del programma PlayLabs del Massachusetts Institute of Technology e autore di “The Simulation Hypothesis”, è tra coloro che prendono sul serio l’ipotesi della simulazione. Ricorda di aver giocato a un gioco di realtà virtuale così realistico che ha dimenticato di trovarsi in una stanza vuota con un auricolare acceso. Ciò lo portò a chiedersi: siamo sicuri di non essere radicati in un mondo creato da esseri più tecnologicamente esperti di noi stessi?

Quella domanda ha senso per Rich Terrile, un informatico del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California. Dettagliate come sono, le migliori simulazioni di oggi non coinvolgono le menti artificiali, ma Terrile pensa che la capacità di modellare gli esseri senzienti potrebbe presto essere alla nostra portata. “Siamo all’interno di una generazione di essere quegli dei che creano quegli universi”, dice.

Non tutti sono convinti. Durante un dibattito del 2016 all’American Museum of Natural History di New York, la fisica della Harvard University Lisa Randall ha detto che le probabilità che l’ipotesi della simulazione sia corretta sono “effettivamente zero”. Per i principianti, non ci sono prove che il nostro mondo non sia la matrice di stelle e galassie che sembra essere. E si chiede perché gli esseri avanzati si prenderebbero la briga di simulare l’Homo sapiens. “Perché simularci? Voglio dire, ci sono così tante cose da simulare”, ha detto. “Non so perché questa specie più alta dovrebbe disturbarsi con noi.”

Echi di Genesi

Eppure, c’è un anello familiare all’idea che c’è un simulatore, o un creatore, che si preoccupa per noi. Allo stesso modo, l’idea che un essere superiore forgia un universo simulato paragona la nozione di una divinità che crea il mondo – per esempio, come descritto nel Libro della Genesi.

Alcuni pensatori, incluso Terrile, accolgono l’analogia con la religione. Se l’ipotesi della simulazione è corretta, dice, “c’è un creatore, un architetto – qualcuno che ha progettato il mondo”. È un’idea antica riformulata in termini di “matematica e scienza piuttosto che solo fede”.

Ma per altri studiosi, incluso il fisico dell’Università del Maryland, Sylvester James Gates, la somiglianza tra l’ipotesi della simulazione e la credenza religiosa dovrebbe essere presa come un avvertimento che siamo fuori strada. La scienza, come ha detto in una recente intervista radiofonica, ci ha portato “lontano da questa idea che siamo burattini” controllati da un’entità invisibile. L’ipotesi della simulazione, ha detto, “inizia a sembrare una religione”, con un programmatore che sostituisce dio.

Chi, o cosa, è l’entità divina che potrebbe aver creato un universo simulato? Una possibilità, sostenitori dell’ipotesi della simulazione, è che si tratta di una razza di esseri avanzati – alieni spaziali. Ancor più inclinazione alla mente è la possibilità che siano i nostri discendenti – “i nostri sé futuri”, come dice Terrile. Cioè, gli esseri umani che vivono centinaia o migliaia di anni nel futuro potrebbero sviluppare la capacità di simulare non solo un mondo come il nostro, ma i corpi e le menti degli esseri al suo interno.

Leggi la storia completa qui …

Fonte: https://www.technocracy.news/

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