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Oltre all’arma della paura, i regimi totalitari hanno bisogno della censura

Il colpo di stato della tecnocrazia svelato nel nuovo libro di Mercola “The Truth About C-O-V-I-D-19”

Questa intervista tra il dottor Joseph Mercola e Robert F. Kennedy, Jr. pone le basi per comprendere il colpo di stato della tecnocrazia attraverso la tirannia medica e la censura di tutte le opinioni opposte. Mercola comprende appieno la tecnocrazia e sta aprendo gli occhi a milioni di persone. ⁃ TN Editor

Nell’intervista sopra, Robert F. Kennedy Jr. mi intervista sul mio nuovo libro, “The Truth About C-O-V-I-D-19 – Exposing the Great Reset, Lockdowns, V-a-c-c-i-n-e Passports and the New Normal”, scritto insieme al fondatore e direttore del Associazione dei consumatori biologici, Ronnie Cummins.

Kennedy ha scritto una prefazione penetrante e perspicace1 ad esso. Il libro è in uscita oggi. Se hai preordinato, grazie! Se non l’hai fatto, ora puoi ritirarlo senza indugio.

Clicca sull’immagine per vedere il video originale

L’arma della paura

In “The Truth About C-O-V-I-D-19”, esaminiamo le prove che suggeriscono un’origine di laboratorio e come l’élite tecnocratica abbia usato questa pandemia come giustificazione per erodere la libertà, la libertà e la democrazia dal primo giorno. Come notato da Kennedy nella sua prefazione:

Tecnocrati governativi, oligarchi miliardari, Big Pharma, Big Data, Big Media, i baroni rapinatori dell’alta finanza e l’apparato di intelligence industriale militare amano le pandemie per gli stessi motivi per cui amano le guerre e gli attacchi terroristici. Le crisi catastrofiche creano opportunità di convenienza per aumentare sia il potere che la ricchezza.

Nel suo libro fondamentale, ‘The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism’, Naomi Klein racconta come demagoghi autoritari, grandi corporazioni e ricchi plutocrati usano le interruzioni di massa per spostare la ricchezza verso l’alto, cancellare le classi medie, abolire i diritti civili, privatizzare i beni comuni e espandere i controlli autoritari …

La metodologia è, infatti, stereotipata, come ha spiegato il comandante della Luftwaffe di Hitler, Hermann Göring, durante i processi per crimini di guerra nazisti a Norimberga: un parlamento o una dittatura comunista.

Voce o nessuna voce, il popolo può sempre essere portato agli ordini dei leader. Questo è facile. Tutto quello che devi fare è dire loro che sono stati attaccati e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e per esporre il paese a un pericolo maggiore. Funziona allo stesso modo in qualsiasi paese. ‘”

Il bioterrorismo è la nuova “guerra al terrorismo”

Come sottolineato da Kennedy, l’attacco dell’9 settembre è stato utilizzato per lanciare la “guerra al terrore” e attuare il Patriot Act, ironicamente chiamato, che, lungi dal proteggere i diritti dei patrioti, li ha effettivamente erosi e ha gettato le basi per il moderno stato di sorveglianza. Ora, il nemico sono i microbi, che sono ancora più nebulosi e intoccabili del “terrorismo” amorfo che lo precede.

Non commettere errori, il piano, come esposto in vari documenti e rapporti, incluso il rapporto 2010 della Fondazione Rockefeller,2 “Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale”, in cui descrivono il loro scenario “Lockstep”, una risposta globale coordinata a una pandemia letale e il suo white paper del 2020,3 “National C-O-V-I-D-19 Testing Action Plan” – consiste nell’utilizzare il bioterrorismo per assumere il controllo delle risorse, della ricchezza e delle persone del mondo.

Si tratta di utilizzare la necessità di una risposta pandemica coordinata come giustificazione per una sorveglianza permanente e controlli sociali che ostacolano la libertà personale e la libertà di scelta.

Le misure pandemiche infatti non riguardano la protezione della salute pubblica e il salvataggio di vite umane. Ciò può essere accertato dal fatto che non sono mai stati presentati calcoli costi-benefici per nessuna delle misure – nemmeno ora, quasi un anno e mezzo dopo, in un momento in cui gli stati e le nazioni stanno di nuovo considerando un altro round di blocchi e quarantene domestiche. Come notato da Kennedy:

“La sospensione del giusto processo, e le regole di avviso e commento hanno significato che nessuno dei prelati di governo che hanno ordinato la quarantena doveva prima calcolare pubblicamente se distruggere l’economia globale, interrompere cibo e forniture mediche e gettare un miliardo di esseri umani in una povertà estrema e l’insicurezza alimentare ucciderebbe più persone di quante ne salverebbe”.

Se l’obiettivo primario fosse la salute pubblica, nessuna misura verrebbe reimplementata una seconda, terza o quarta volta senza prima aver effettuato quei calcoli. Dopotutto, abbiamo più di un anno di dati sull’uso della maschera, sui blocchi e sulle distanze sociali da tutto il mondo. L’unico motivo per ignorare quella parte cruciale della definizione delle politiche sanitarie è perché sanno che i dati non supportano nessuna di queste strategie.

La censura è una caratteristica essenziale del totalitarismo

Oltre all’arma della paura, i regimi totalitari hanno bisogno della censura. Non solo si devono respingere le obiezioni, ma per sovvertire efficacemente la democrazia, con l’obiettivo di eliminarla del tutto, bisogna prima eliminare la libertà di parola. Come spiegato da Kennedy nella sua prefazione:

“Includendo la libertà di parola nel Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, James Madison ha sostenuto che tutte le nostre altre libertà dipendono da questo diritto. Qualsiasi governo in grado di nascondere le sue malefatte ha la licenza per commettere atrocità.

Non appena si impadroniscono delle leve dell’autorità, i tiranni impongono la censura orwelliana e iniziano a spiare i dissidenti … Il libero flusso di informazioni e l’espressione di sé sono ossigeno e luce solare per la democrazia rappresentativa, che funziona meglio con le politiche ricotte nel calderone bollente del pubblico discussione. È assiomatico che senza libertà di parola la democrazia appassisce …

Per consolidare e rafforzare il loro potere, le dittature mirano a sostituire quegli ingredienti vitali dell’autogoverno – dibattito, espressione di sé, dissenso e scetticismo – con rigide ortodossie autoritarie che fungono da surrogati secolari della religione. Queste ortodossie si comportano per abolire il pensiero critico e le popolazioni di reggimento in obbedienza cieca e incondizionata alle autorità immeritevoli …

La censura è violenza, e questa sistematica imbavagliamento del dibattito – che i sostenitori giustificano come misura per ridurre la pericolosa polarizzazione – sta in realtà alimentando la polarizzazione e l’estremismo che gli autocrati usano per reprimere controlli sempre più draconiani. Potremmo ricordare, in questo strano momento della nostra storia, l’amico di mio padre, l’avvertimento di Edward R. Murrow:

‘Il diritto al dissenso … è sicuramente fondamentale per l’esistenza di una società democratica. Questo è il diritto che è andato per primo in ogni nazione che è inciampata sul sentiero del totalitarismo”.

Il dogma fabbricato si pone come “consenso scientifico”

Per anni ho denunciato la corruzione e la collusione tra le industrie private e le agenzie governative che dovrebbero regolarle. Oggi, il pericolo che le agenzie catturate rappresentano per la salute pubblica è chiaro a chiunque.

Abbastanza convenientemente, le uniche “fonti attendibili” che le persone possono esaminare sono proprio le agenzie che sono state catturate e corrotte dall’industria. Nel frattempo, ci sono molte migliaia di esperti medici e scienziati indipendenti che sono in disaccordo con veemenza con il “consenso scientifico” presentato da queste agenzie e hanno le prove per sostenere le loro obiezioni.

Tutti loro vengono ora censurati in un modo o nell’altro. Il risultato finale è un pubblico completamente poco informato e fuorviato, e da questo non può derivare una sola cosa buona. Come dice Kennedy:

“Invece di citare studi scientifici per giustificare i mandati per maschere, blocchi e v-a-c-c-i-n-i, i nostri dirigenti medici citano WHO, CDC, FDA e NIH …

Quindi, non sorprende che, invece di chiedere la scienza della sicurezza del nastro blu e incoraggiare un dibattito onesto, aperto e responsabile sulla scienza, i funzionari sanitari del governo gravemente compromessi e di recente abilitazione incaricati di gestire la risposta alla pandemia C-O-V-I-D-19 hanno collaborato con i media tradizionali e i social media interrompere la discussione sulle questioni chiave della salute pubblica e dei diritti civili.

Hanno messo a tacere e scomunicato gli eretici come il dottor Mercola che ha rifiutato di genuflettersi alla Pharma e trattare la fede incondizionata in zero responsabilità, v-a-c-c-i-n-i sperimentali scadenti come un dovere religioso.

La rubrica del “consenso scientifico” della nostra attuale iatrarchia è l’iterazione contemporanea dell’Inquisizione spagnola. È un dogma fabbricato costruito da questo cast corrotto di tecnocrati medici e dai loro collaboratori dei media per legittimare le loro pretese di nuovi poteri pericolosi.

I sommi sacerdoti della moderna Inquisizione sono i gasbag della rete e delle notizie via cavo di Big Pharma che predicano la rigida obbedienza ai diktat ufficiali, inclusi i blocchi, le distanze sociali e la rettitudine morale di indossare maschere nonostante l’assenza di una scienza peer-reviewed che dimostra in modo convincente che le maschere prevengono C-O-V-I-D-19 trasmissione. La necessità di questo tipo di prova è gratuita.

Ci consigliano invece di “fidarci degli esperti”. Tale consiglio è sia antidemocratico che antiscientifico. La scienza è dinamica. Gli “esperti” spesso differiscono sulle questioni scientifiche e le loro opinioni possono variare in base alle esigenze della politica, del potere e degli interessi finanziari.

Quasi tutte le azioni legali che io abbia mai portato si contrappongono a esperti altamente accreditati provenienti da parti opposte, e tutti giurano sotto giuramento a posizioni diametralmente antitetiche basate sulla stessa serie di fatti. La scienza è disaccordo; la nozione di consenso scientifico è un ossimoro”.

Proteggi la tua salute

Il “consenso scientifico” in cui la tecnocrazia medica vuole farvi credere è che i v-a-c-c-i-n-i sono l’unica risposta disponibile a questa pandemia. Finora, tutte le strategie preventive e le terapie farmacologiche più sicure sono state minimizzate nel migliore dei casi e censurate o bandite nel peggiore dei casi.

La realtà è che ci sono molte alternative e tutte sono molto più sicure delle terapie geniche C-O-V-I-D-19 sperimentali che vengono fornite. Rivedo quelli che credo siano i più importanti in “The Truth About C-O-V-I-D-19”.

Leggi la storia completa qui …

Pubblicato sul sito web: https://it.technocracy.news/

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Figli e figliastri, una storia senza fine

Figli e figliastri, una storia senza fine
Visto che a tenere banco come notizie sono da un tredici mesi i morti per C/ov/id, se se lo prende Zingaretti o Berlusconi la guarigione è quasi immediata, tanto che se il v/ir/us lo prende la Signora Maria questa muore in tre giorni, il marito il giorno dopo ed i figli non potranno neanche andare al funerale.

Notizie come queste sono facilmente reperibili ogni giorno su giornali e telegiornali. Quello che invece rimane spiegabile almeno per me, su come sia possibile che miliardari, alti prelati, politici e vip di ogni genere, fateci caso, non muoiono mai cosi come accade ai comuni mortali.

Questa osservazione non va vista come un malaugurio a chicchessia, ma come uno strano dato di fatto, che si constata ogni qual volta uno dei candidati vive, per cosi dire, ad ovest di Paperino o in tutt’altro mondo.

Indubbiamente deve essere l’aria che si respira in loco, non può essere solo questione di culo o di differente classe sociale, anche perché se cosi fosse dimostrerebbe che: non solo siamo davanti a un pericoloso v/ir/us, ma che siamo davanti, con evidenza, ad un pericoloso v/ir/us razzista, non credete?

Finora tranne i due presidenti africani morti per cosi dire di C/ov/id dopo che hanno tentato in vita di non piegarsi all’O/M/S e al F/M/I, sono le uniche unità di un certo peso, la cui vita è trapassata causata da un destino crudele che se la prende mica con tutti, eh.

L’importante per il sistema ora è, che rimaniate e rimembriate discorsi che vi tengono immersi nella paura, paura che andrete peraltro a condividere con chi non nasconde la “sua” di paura rimanendo ancora più terrorizzato di quanto già non lo sia. E’ cosi schierando le parti contrapposte, come sempre d’altronde, facendo poi come si è soliti fare, si denota la differenza che notoriamente si fa’ tra figli e figliastri, dove i primi li si culla ed i secondi li si sgrida anche se hanno fatto quanto loro richiesto.

Vi lascio con un illuminante video che espone le ricerche di Sonia Savioli, la quale espone al pubblico i risultati di quanto da essa scoperto, risultati che giornali e media in generale omettono per convenienza dei loro editori, un silenzio al quale se non prenderemo urgenti provvedimenti, pagheremo caro essere rimasti nell’ignoranza nella quale intendono farci rimanere per fare i loro “porci” comodi, ricordandovi che nel mondo nel quale noi tutti viviamo, nessuno di noi siamo figli ma solo figliastri senza alcun futuro, se non quello che ci è stato predestinato senza il nostro consenso.

Mi scrive in privato l’autore dell’articolo sopra esposto:

“dopo 47 minuti il video salta inserendo nuovi video, ma è il messaggio ivi inserito ad essere interessante, peraltro è spiegato in maniera talmente semplice e comprensibile da chiunque, tanto da superare qualsiasi interlocutore sinora ascoltato suglii stessi temi e non mi sembra cosa di poco conto! Per questo e non per altro ho tenuto a presentartelo.”

Una polvere impalpabile, che ricorda il pane della vita

El oro monoatomico tambien llamado ORMUS y sus propiedades ...

Vietato parlare dell’Oro degli Dei: YouTube oscura Bizzi

E’ durata appena due giorni la possibilità di ascoltare la ricostruzione offerta da Nicola Bizzi sul misterioso “oro degli dèi”, che collegherebbe recenti scoperte in Iraq e in Romania alla Casa dell’Oro, cioè il tempio egizio di Hathor sul Sinai, dove Mosè – secondo la Bibbia – avrebbe trasformato il famoso Vitello d’Oro in finissima polvere bianca, per poi darla in pasto al suo popolo. Una polvere impalpabile, che ricorda il “pane della vita” celebrato in tante iscrizioni egizie, con i faraoni raffigurati nell’atto di ricevere dalle divinità quella strana sostanza, capace – secondo la tradizione – di allungare di moltissimo la durata dell’esistenza. La notizia? Dal 28 aprile non è più possibile guardare il video, immesso il 25 aprile sul canale YouTube “Facciamo finta che”, di Gianluca Lamberti, dedicato alle voci eterodosse che indagano sul passato anche alla luce delle incongruenze del presente, dando spazio a personaggi ormai popolari (da Biglino a Malanga) e alle scoperte dell’archeologia non ufficiale, che destabilizzano la storiografia convenzionale. Tutti i video realizzati da Lamberti sono scomparsi: il canale YouTube è stato svuotato. “Colpa” del filmato con Bizzi?

Storico e fondatore delle Edizioni Aurora Boreale, Bizzi ha richiamato l’importanza della tradizione dei Misteri Eleusini, che alludono a una particolare fondazione dell’umanità legata ai Titani e alla civiltà di Atlantide, che l’ufficialità non riconosce ancora. Nel corso del filmato “La Faraone SnefruPietra Filosofale e l’Oro Monoatomico”, Bizzi mette in relazione la Bibbia e l’Egitto dei faraoni a recenti ritrovamenti archeologici. Sui Monti Bucegi, in Romania, nel 2003 sono state scoperte enormi cavità sotterranee con dispositivi ad alta tecnologia. «Sulla scoperta è calato il silenzio – racconta Bizzi – su pressione degli Usa, che si sono accorti che le grotte rumene sono “gemelle” di quelle da loro scoperte durante l’invasione dell’Iraq». Al centro del “giallo” ci sarebbe il cosiddetto “oro monoatomico”, ricavabile dall’oro comune mediante sconosciuti procedimenti che, anziché fondere il metallo, lo polverizzano. Un elisir di lunga vita, sorgente dell’eterna giovinezza? O magari la “pietra filosofale” degli alchimisti? Insomma: un segreto strettamente custodito, nei millenni, e che anche oggi si vorrebbe mantenere sigillato, al punto da oscurare i video che ne parlano?

L’analisi di Bizzi parte dalle scoperte archeologiche dell’inglese William Flinders Petrie, che sul Sinai – dove Mosè tramutò in polvere l’oro del Vitello – scoprì sull’altura di Sarabit al-Khadim un gigantesco tempio, pieno di quella polvere bianca e di attrezzature per la metallurgia: la Casa dell’Oro. Una sorta di “fabbrica” dell’epoca, ininterrottamente attiva per 1.500 anni, a partire dal 2600 avanti Cristo. Cos’era, quella polvere? Aveva davvero proprietà prodigiose? E poi: la tecnica di polverizzazione dell’oro era stata importata sulla Terra dalle divinità Sarabit al-Khadimantiche, che oggi si tende a far coincidere con le presenze aliene di cui si parla con sempre maggiore insistenza? Nell’autunno 2019, la Us Navy ha ammesso ufficialmente l’esistenza degli Ufo. Un anno dopo, il generale Haim Eshed (per trent’anni a capo della sicurezza aerospaziale di Israele) ha dichiarato che gli umani sono stabilmente in contatto con extraterrestri, nell’ambito di un’alleanza chiamata Federazione Galattica.

E ora, John Ratcliffe – capo della direzione nazionale dell’intelligence, nell’amministrazione Trump – ha annunciato che il 1° giugno 2021 sarà pubblicata un’enorme quantità di immagini, sugli Ufo, provenienti da aerei e satelliti militari. La strana compresenza di elementi antichi (templi) e attrezzature avveniristiche è esattamente il punto di domanda su cui Nicola Bizzi articola le sue osservazioni: alta tecnologia di origine ignota sarebbe stata rilevata sia in Iraq che in Romania, sempre in relazione a quella stranissima trasformazione dell’oro. Meccanica quantistica? Alchimia? Lo stesso Mosè, sottolinea Bizzi, era descritto come grande alchimista. Di quella misteriosa trasmutazione parla Ireneo Filalete, alchimista britannico del XVII secolo, studiato da Newton, Locke e Leibniz: la polvere bianca ottenuta dall’oro sarebbe Lamberti e Bizziesattamente la mitica “pietra filosofale”. «Per queste ricerche – aggiunge Bizzi – dobbiamo molto a un autore inglese da poco scomparso, Sir Lawrence Gardner». Di quella famosa polvere, Gardner parla ne “L’ombra di Salomone”, e prima ancora nel saggio “I segreti dell’Arca perduta”.

«Lo studioso collega direttamente il Sinai (cioè quello che poteva avvenire in quella “Casa dell’Oro”, il Tempio di Hathor) alle conoscenze alchemiche di Mosè: lo riteneva in grado di alterare la materia, secondo un’antica sapienza». Di nuovo: quelle conoscenze provenivano da mondi non terrestri? «Certi grandi personaggi del passato – Archimede, Ipparco, Tolomeo – che la moderna cultura derivante dal razionalismo illuministico settecentesco considera asetticamente “scienziati”, in realtà erano tutti grandi iniziati», osserva Bizzi: «Attraverso le scuole misteriche, avevano appreso i segreti che provenivano da un’antichità remota: e sicuramente questo è avvenuto anche per Mosè, un personaggio molto misterioso e presentato in genere soltanto come leader religioso, senza mai soffermarsi sulla sua possibile, vera identità». Interrogativi che, a quanto pare, sono bastati a svuotare brutalmente il canale YouTube di Gianluca Lamberti. Alla faccia di chi – come il Cicap e i tanti “debunker” che dominano il mainstream – ancora ridicolizza certe tesi: se si tratta di amenità innocue e persino ridicole, perché imporre una censura così perentoria e medievale?

(Su “Facciamo finta che” è ancora presente il link di accesso al video oscurato).

Fonte: https://www.libreidee.org/

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La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione

Bizzi: Cro-Magnon, l’Uomo di Atlantide venuto dalle stelle

Chi siamo? Da dove veniamo? Sono domande che ci interpellano da sempre. «La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione: gente inconsapevole, gestita completamente». Lo scrive in un libro il biologo Giovanni Cianti, in una considerazione erroneamente attribuita a Carlos Castaneda. «Chi ha capito, ha capito: non ha bisogno di consigli. Chi non ha capito, non capirà mai. Io non biasimo queste persone», scrive Cianti: «Sono strutturate per vivere, e basta: mangiare, bere, respirare, partorire, lavorare, guardare la televisione e mangiare la pizza il sabato sera, andare a vedere una partita. Il mondo, per loro, finisce lì: non sono in grado di percepire altro. C’è invece un piccolissimo gruppo di esseri umani, che possono essere definiti “difetti di fabbricazione”. Sono sfuggiti al “controllo qualità” della linea di produzione. Sono pochi, sono eretici e sono guerrieri». Mi piace molto, questa frase, forse perché anch’io sento di appartenere a questa minoranza. Ma non è solo questione di rifiutare i dogmi, le imposizioni, e di sentirsi guerrieri. E’ anche una questione di sensibilità. Si tratta di porsi domande, di chiedersi sempre il perché delle cose.

E infatti, tutte le grandi tradizioni spirituali – quelle autentiche, dell’antichità, quelle cioè che hanno preceduto l’era dei dogmi – hanno sempre spinto le persone a porsi domande. Tutte le grandi tradizioni iniziatiche dell’antichità erano finalizzate al risveglio della coscienza e Uomo di Cro-Magnondella percezione, all’apertura di certi canali che noi possediamo naturalmente, ma che magari non sappiamo come utilizzare. Sono canali di comunicazione tra macrocosmo e microcosmo. Comunicazione diretta: sono dei portali, che abbiamo dentro di noi. Molte persone, semplicemente, li ignorano: non si pongono nemmeno il problema della loro esistenza. Nel libro “Resi umani“, scritto con Mauro Biglino, il biologo molecolare Pietro Buffa riflette sulla nostra parentela con lo scimpanzé: il cucciolo di scimpanzé e il “cucciolo d’uomo” sono praticamente indistinguibili. Poi lo scimpanzé adulto si trasforma e si allontana molto da noi, mentre l’uomo adulto conserva i tratti delle specie domestiche, con scarsissima aggressività, e mantiene i caratteri morfologici del cucciolo, come gli occhi grandi rispetto al resto del corpo: un fenomeno che gli scienziati chiamano “neotenia”.

Siamo stati “domesticati” da qualcuno, che ci ha “fabbricati” con la genetica? Lo dicono i testi sumeri: raccontano che gli Anunnaki “crearono” gli Igigi, loro servitori, progettati per lavorare al posto loro, nelle miniere. La nascita degli Igigi ricorda da vicino quella degli Adamiti, che la Bibbia attribuisce agli Elohim. Nella tradizione eleusina, i nostri “creatori” sono gli dèi Titani. Per la precisione, quattro di loro: Atlante, Menezio, Prometeo ed Epimeteo, figli di Giapeto. Da cui la Stirpe Giapetide, ottenuta anche in quel caso con l’ingegneria genetica. La nostra sarebbe la Quinta Umanità, anche per Esiodo. In vari testi antichi si allude a interventi numerosi e ripetuti, attraverso varie fasi del nostro passato. Si parla di una civiltà avanzata, sbarcata sulla Terra in un’epoca incredibilmente remota. La Terra: un pianeta Una ricostruzione dell'Atlantideottimale per la vita, abitabile, con enormi risorse naturali da sfruttare. Solo che, magari, i primi “pionieri” erano in pochi: un’avanguardia di sparuti colonizzatori.

Per ottenere lavoratori, questi pionieri hanno incrociato i loro geni con quelli di alcuni tipi di primati, al fine di ottenere manodopera a costo zero? Si tratta di un’ipotesi inquietante, come è inquietante che l’umanità attuale presenti tanti segni di soggezione, di sottomissione. Non è un mistero, per psicologi e sociologi: l’Homo Sapiens attuale è estremamente manipolabile, suscettibile di indottrinamenti. Tutte le grandi religioni (monoteistiche, in particolare) hanno sempre imposto dogmi: non spingersi oltre, non cogliere il frutto proibito, non porsi domande, accettare il dogma di fede. E’ la basilare forma di indottrinamento, che nelle religioni monoteistiche accompagna l’essere vivente dalla culla alla tomba. Ci viene insegnato a credere, e tutto il sistema si regge su questo. Proprio tutto? Secondo certe interpretazioni, alcune manipolazioni genetiche sarebbero avvenute in epoche assai remote, prima di 200.000 anni fa, e avrebbero portato alla nascita di alcuni ceppi del Sapiens. Secondo invece la tradizione misterica eleusina, sarebbe avvenuta una successiva manipolazione, ad opera dei Titani, attorno all’anno 80.000 avanti Cristo.

Molto plausibilmente, questa seconda manipolazione dette vita all’Uomo di Cro-Magnon, un ceppo del Sapiens particolarmente evoluto. E’ un enigma, per la storia, perché il Cro-Magnon nasce già avanzato, con elevatissime proprietà di linguaggio e con una struttura sociale organizzata, e si diffonde in buona parte dell’emisfero occidentale. La sua comparsa può aver turbato certi processi precedenti? Ha generato un’anomalia? Una falla, nella cosiddetta Matrix? Secondo determinate teorie, il Cro-Magnon sarebbe l’Uomo di Atlantide: proprio quella Astronaviparticolare umanità che gli dèi Titani avrebbero creato a loro immagine e somiglianza, e che avrebbe generato una propria civiltà in quello che era un grande continente, oggi scomparso, nell’Altantico settentrionale.

Doveva essere un continente che poi sarebbe stato distrutto nell’ambito di una grande guerra, che ci viene descritta nella “Teogonia” di Esiodo come la Titanomachia, una guerra combattuta fra dèi. Secondo certi testi mitologici, questo cosiddetto Primo Impero di Atlantide avrebbe cessato il proprio percorso storico attorno al 19.000 avanti Cristo. Poi, la civiltà umana del Cro-Magnon sarebbe risorta dalle proprie ceneri (dalle palafitte, dalle caverne) fino a tornare grande, organizzata e civile, e a conquistare vastissimi territori, incluso il bacino mediterraneo, il Medio Oriente, buona parte dell’Africa e le Americhe. Sempre secondo alcune interpretazioni, questa particolare parte di umanità avrebbe dato molto fastidio, a certi gestori della Matrix. Lo so, sembra di sconfinare nella fantascienza. E sia: facciamo finta Bizziche sia fantascienza. Dunque, immaginiamo che questo sia vero, e che tanti altri ceppi umani siano frutto di una manipolazione finalizzata esclusivamente all’assoggettamento e alla “domesticazione”, per diventare forza lavoro gratuita.

Tutto questo può aver fatto comodo, a certi schemi di potere che poi, di volta in volta, hanno dovuto ricorrere a forme manipolative. Come una sorta di “tagliando”: ogni tanto è stato necessario, nella storia, per certe élite di potere, ricorrere a ulteriori giri di vite, a ulteriori interventi manipolativi a livello concettuale, di dogma, di pensiero religioso, giusto per riportare questa umanità nei binari prestabiliti. Immaginiamo però che una parte di umanità sia sfuggita, a questa logica. Immaginiamo che abbia portato avanti una civiltà libera da questi schemi, libera da certi dogmi, e che questa parte di umanità sia sempre stata contrastata da certi poteri. Poi, la distruzione della Seconda Atlantide (fra il 10800 e il 9600 avanti Cristo, a causa di un cataclisma di origine cosmica) ha segnato di nuovo un duro colpo, per questa umanità.

Cos’è rimasto, di quella civiltà? La Creta minoica e certe altre civiltà del Mediterraneo, anch’esse poi messe a dura prova dagli eventi, con la fine del matriarcato e l’avvento del patriarcato, e con lo scontro tra religioni avvenuto con la Guerra di Troia (fra l’antico culto degli dèi Titani e il culto dei nuovi dèi olimpici). Tutto ci porterebbe a credere che il Cro-Magnon sia stato una sorta di anomalia nell’anomalia. So benissimo che questo è un campo minato: nessun antropologo ammetterà mai che possano esistere ceppi umani con origini diverse. Loro tendono sempre a ricondurre tutto agli eredi dei grandi primati, in modo lineare, con una discendenza diretta. Effettivamente, il problema del fenotipo che ci differenzia è inquietante. Io posso citare interpretazioni fornite da studiosi sulla soglia dell’eresia. Già nell’800, ad esempio, il fatto degli Fenotipi umaniocchi a mandorla presenti nel fenotipo orientale (che non ha nessuna giustificazione apparente, per quanto riguarda la vita sulla Terra) è stato associato ipoteticamente ad un incrocio con delle “razze” (o meglio, delle civiltà) provenienti da un pianeta con una luminosità molto maggiore della nostra, quindi magari con una stella molto più luminosa del nostro sole. Se è vero che questi “creatori” hanno utilizzato dei loro geni, può essere un carattere che si è trasferito: altrimenti gli occhi a mandorla non avrebbero alcuna giustificazione, se non – appunto – per proteggere gli occhi da una forte luce. E’ solo un’ipotesi, naturalmente.

Anche il fatto della pigmentazione scura non ha nessun rapporto con i climi tropicali, dove infatti troviamo anche popolazioni native con pelle molto più chiara. E’ come se questi ceppi umani avessero effettivamente delle origini diverse. Ma questo rappresenta una pericolosissima eresia, per gli antropologi attuali. Sono cose che non si possono dire, anche perché, solitamente, chi avanza queste ipotesi viene accusato di razzismo. Ma qui non si tratta assolutamente di razzismo, nel senso di discriminazione razziale. Non ha senso parlare di discriminazione: si tratta semplicemente di ipotizzare le origini di questi fenotipi. Gli aborigeni, i nativi americani dalla pelle rossa: ognuno sembra raccontare qualcosa di diverso. Alcuni hanno folta peluria, altri meno. Per noi, l’eliminazione della peluria è diventata quasi un’ossessione. Come se si volesse arrivare ad assomigliare a questi “attori terzi”, o all’elemento “creatore” originario.

Lo stesso discorso della peluria si collega alla questione della “neotenia”, cioè il mantenimento dei tratti giovanili che caratterizza anche l’adulto nel solo caso dell’Homo Sapiens: tratti che poi l’uomo vuole mantenere a tutti i costi. Come se, inconsapevolmente, cercassimo di scavare in un ipotetico passato, remotissimo. A questo proposito trovo impressionante un frammento di un antico testo misterico, attribuito I Minoici in Americaalla letteratura atlantidea e tramandato dalla tradizione eleusina, pubblicato per la prima volta (a pagina 518) nel mio libro “I Minoici in America e le memorie di una civiltà perduta”, appena uscito. «Un tempo – vi si legge – la Stirpe di En’n (cioè l’umanità) non era ospite nella Casa della Dea Taéa, ma aveva stabile dimora nella Grande Casa di Shanal, e compiva viaggi per le rotte di Nehéfre (fra le stelle). Questo per tutto il tempo che i Padri-Madri Phykkhesh-Tàu imperarono nella Grande Casa». Phykkhesh-Tàu è il pianeta della costellazione della Balena, il sistema solare di Tau-Ceti da cui gli eleusini fanno discendere i Titani.

«Distrutto il loro Impero, anche le progenie di En’n figlio dei Phykkesh-Tau caddero in disgrazia ed ebbero rifugio solo nella Casa di Taéa», continua il testo. «E nella Casa di Taéa la progenie di En’n, privata delle scienze della Mente Cosmica, dovrà restare tante generazioni quante vissero per Nehéfre nella Grande Dimora di Shanal. Ma la progenie di En’n col passar delle generazioni – prosegue il frammento – dimenticò la sua naturale origine, facendo di ciò che fu realtà il mito, e allora gli Dei, Giusti e Veraci, mandarono alla progenie di En’n ospite nella Casa di Taéa, luogo d’esilio, il Dio che guarda Nehéfre per concepimento di Anuve, affinché fosse ricordo alla progenie di En’n dove è la sua Vera Casa e quale l’origine della Stirpe, e che il destino dei figli di En’n figlio dei Phykkhesh-Tau è di tornare donde venne, perché la progenie di En’n non può rimanere eternamente in esilio nella Casa di Taéa, essendo questa estranea alla sua origine». E’ incredibile: praticamente, quel testo ci parla di una nostra origine stellare, e di un nostro destino finalizzato al ritorno alle stelle.

Visto che siamo in tema di citazioni, propongo un testo appena scritto sul suo sito da Elisa Renaldin, che è un’attrice e regista teatrale. Fa una considerazione molto profonda, che si ricollega al discorso che ho fatto adesso. «Continuo a leggere da tutte le parti che l’anima sarebbe qui per evolvere», premette Elisa. «Vi dirò che non credo a questa storiella. O almeno, non ci credo nei termini in cui viene presentata». E spiega: «Collocare l’anima al pari di un ego infantile che deve crescere, ed è qui per imparare, lo trovo degradante per la natura intrinseca Elisa Renaldindell’anima: è un altro modo per dirci che siamo piccoli e miseri esseri incapaci. Giunti quaggiù per fare che cosa? Per “migliorare”: ma stiamo scherzando? Se noi arriviamo da lassù, prima cosa, significa che abbiamo origine da un punto della coscienza oltremodo evoluto e sviluppato. Che poi, scendendo qui, ci dimentichiamo chi siamo, veniamo deviati dall’inizio alla fine e ci perdiamo per la strada, questo è un altro paio di maniche».

«Tuttalpiù – continua Elisa Renaldin – siamo qui per ricordare. Ricordare che cosa? Chi siamo. Ce ne dimentichiamo, per una serie di ragioni che qui sarebbe troppo lungo trattare. Ma questo è ciò che io sento come vero. Ad ogni incarnazione aggiungiamo un pezzo al puzzle della nostra memoria. Ci avviciniamo ogni volta un po’ di più al ricordo di sé, ed è questo il vero scopo. Se per evolvere intendiamo questo, allora possiamo essere d’accordo. Ma se per evolvere intendiamo imparare, come se fossimo dei bambini incapaci, allora no. E perché alcuni sembrano più evoluti di altri? Si trovano solo in punti differenti del ricordo di sé. Chi si riunifica alla sua identità (divina, o coscienziale) modifica il suo approccio alla vita, e quindi modifica pensieri, sentimenti, comportamenti ed energie. Come facciamo, a ricordarci di noi? Esercitandoci a rimanere il più a lungo possibile nello stato di presenza. E sbarazzandoci degli orpelli inutili che ci hanno appicciato addosso: credi, memi, ideologie, dogmi, e via discorrendo. Insomma, uscendo dai recinti percettivi che ci hanno costruito addosso».

Con questo testo, Elisa Renaldin ha centrato pienamente l’essenza dei Misteri Eleusini. Gliel’ho scritto, in un messaggio che le ho inviato: i Misteri Eleusini insegnano proprio questo. Insegnano alle persone a ritrovare il proprio sé, quindi la propria identità, stabilendo correttamente il proprio percorso. Probabilmente la specie umana è stata addomesticata, da qualcuno. Ammesso e non concesso che si riesca a farlo, sta a noi scoprire se questo è vero, o no. Quindi non accontentiamoci dei dogmi della scienza, non accontentiamoci della storia Tau Cetiper come ci viene raccontata: perché, se magari ci hanno imposto una certa “domesticazione” (assimilabile alla famosa Matrix, quella dei film che ben conosciamo) possiamo anche imparare a uscirne, a rifiutarla. L’importante è crescere: far crescere il nostro sé, la nostra coscienza, dal punto di vista evolutivo. Poi potremo anche decidere: se continuare ad essere animali addomesticati, o invece diventare uomini e donne liberi.

(Nicola Bizzi, dichiarazioni rilasciate nella diretta web-streaming “ll Sentiero di Atlantide – Homo Sapiens“, trasmessa il 18 aprile 2021 sul canale YouTube “Facciamo finta che“, di Luca Lamberti. Storico ed editore di Aurora Boreale, nonché iniziato alla tradizione dei Misteri Eleusini, Bizzi ha pubblicato saggi di estremo interesse, come “Da Eleusi a Firenze“, che aprono squarci inattesi sulla nostra storia, partendo dalla documentazione riservata della comunità eleusina. Un filone di indagine che continua nell’ultimo saggio, appena uscito: Nicola Bizzi, “I Minoici in America  e le memorie di una civiltà perduta“, Edizioni Aurora Boreale, 616 pagine, euro 28,50, disponibile anche in versione epub, euro 11,99).

Pubblicato sul sito web: https://www.libreidee.org/

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Senza nemmeno saperlo, le trappole della civiltà ci rendono schiavi

Credito:Dominio pubblico tramite Wikipedia

Lezioni dall’Impero Romano sul pericolo del lusso

di Jonny Thomsondal sito web BigThink

Siamo schiavi dalle cose belle della vita …?

  • Lo scrittore romano, Tacito, sosteneva che l’Impero Romano fosse stato costruito schiavizzando i conquistati che si abituarono alla vita raffinata e al lusso.

  • La tecnologia oggi è diventata così essenziale nella nostra vita quotidiana che sembra impossibile liberarsene. È tanto una gabbia quanto un lusso.

  • Essere dipendenti da una cosa le conferisce potere su di te. Avere bisogno di qualcosa o qualcuno è, nel bene e nel male, limitarsi …

Philippa ha deciso che vuole lasciare i social media. È preoccupata per quanto possa creare dipendenza e pensa che non le stia facendo alcun bene.

Ma allora,

Come parlerà a sua zia in Sud Africa?

Cosa succederà a tutte le sue foto?

E come può organizzare quella festa?

Trevor vuole lasciare il paese. Non si fida del governo, non gli piace la gente e odia il tempo.

Ma poi ottiene una buona assistenza sanitaria. E gli piace la TV. Anche le strade sono abbastanza buone.

Philippa e Trevor sono due esempi di come il lusso, la tecnologia e la vita facile possono intrappolarci o rinchiuderci. Per molti versi, è un fenomeno moderno e riconoscibile, ma risale almeno allo scrittore romano Tacito .

È l’idea che,

le trappole della civiltà ci rendono schiavi

Come è possibile che, senza nemmeno saperlo, quelle cose che pensavamo fossero utili e il risparmio di tempo sono diventati indispensabili indispensabili?

Il pericolo nascosto del lusso

L’esercito romano era una delle forze militarmente più efficaci e di successo che il mondo abbia mai conosciuto.

In terra aperta, le loro legioni erano praticamente imbattibili …

Ma l’Impero Romano non fu costruito solo sul dorso del genio militare e di spade corte e taglienti.

Le legioni avrebbero potuto picchiare un popolo, ma non l’hanno sottomesso.

È stato l’amore per il lusso e la vita facile a farlo …

I Britanni, notò Tacito, erano ridotti in schiavitù, non dalle catene, ma dal loro desiderio di buon vino e cene eleganti.

In effetti, il governatore della Gran Bretagna, Agricola, cercò deliberatamente di pacificare questa società guerriera tribale con “deliziose distrazioni” di bagni caldi, toghe e istruzione.

Come ha scritto Tacito,

“Gli ingenui britannici descrivevano queste cose come ‘civiltà’, quando in realtà facevano semplicemente parte della loro schiavitù”.

Il comfort e la comodità avevano trasformato guerrieri dipinti e urlanti in civili gentili e pacificati.

(Va notato che Tacito probabilmente esagerò eccessivamente tutto questo. La Gran Bretagna non fu mai conforme come la Francia o la Spagna nell’impero romano.)

L’uso del lusso per conquistare un popolo è una tattica che si rispecchia nel tempo.

Di fronte a un deficit commerciale con la Cina, l’Impero britannico ha inondato il paese di oppio a buon mercato che avevano spedito dall’India.

Una droga di lusso divenne una dipendenza e gli inglesi scambiarono il loro oppio con porcellana, tè e seta.

Mikhail Gorbachev si gode lo stile di vita americano. Credito: Bob Galbraith / Dominio pubblico tramite Wikipedia

La Guerra Fredda è stata vinta anche grazie al lusso.

Quando televisori e frigoriferi americani a buon mercato si fecero strada inevitabilmente nell’URSS, i sovietici non potevano sperare di eguagliare tanta opulenza.

Il blocco è arrivato a considerare tali beni domestici “di lusso” come essenziali, e solo gli Stati Uniti potevano darli.

Ma l’esempio più riconoscibile per la maggior parte di noi oggi è il nostro rapporto con Big Tech

Aziende come,

… collegare lentamente e inesorabilmente le nostre vite ai loro algoritmi e piattaforme.

I social media sono progettati e calibrati per creare deliberatamente dipendenza.

I servizi che fanno risparmiare tempo o denaro, come l’archiviazione basata su cloud , sono diventati così universali che tornare indietro sta diventando impossibile.

È sempre più vero che non conosciamo nemmeno le nostre password per le cose: lasciamo che i nostri telefoni o app le inventino e le memorizzino per noi.

Non puoi lasciare la macchina

Una nuova tecnologia o servizio è inizialmente un lusso – finché non diventa così normalizzato e onnipresente, così essenziale – che non possiamo tornare indietro al tempo prima della sua comparsa.

Quello che una volta era un “desiderio” diventa un “bisogno”.

Il romanzo di EM Forster, “The Machine Stops“, immagina un mondo in cui ogni aspetto della vita è fornito dalla “macchina”.

Ci sono pulsanti,

“chiedere cibo, musica, vestiti, bagni caldi, letteratura e, ovviamente, comunicazione con gli amici”.

Quanto si è rivelato essere preveggente …?

Oggi abbiamo,

  • Uber

  • Skype

  • Ciao Fresh

  • Amazon Prime

Anche i nostri amici e familiari sono collegati alla macchina …

È possibile partire?

Sebbene consideriamo la tecnologia liberatoria , ci racchiude anche in

Se crediamo a Tacito, ora siamo schiavi delle cose che una volta consideravamo un lusso.

È compito della filosofia vedere queste catene per quello che sono …

E, mentre esaminiamo le nostre vite, possiamo quindi scegliere di indossarle felicemente o iniziare il lungo e difficile viaggio di buttarle via ..

Pubblicato sul sito web: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Perchè l’Era Presente teme i Classici Antichi?

di: Francesco Carraro

Molte delle cose migliori, e anche di quelle peggiori, arrivano come noto dall’America. Quindi, anche la crociata contro la cultura classica partita dalla Howard University di Washington probabilmente produrrà a breve i suoi effetti da noi. Dobbiamo aspettarci l’eliminazione del latino dai curricula dei licei? Anche peggio. Magari, già che ci sono, i paladini del culturalmente corretto aboliranno pure i licei tout court. Forse partendo dal Classico che – da questo punto di vista – si presenta come il covo di ogni nequizia: lì si spacciano persino i sediziosi pensieri (in greco antico!) di Eraclito, Parmenide, Socrate, Aristotele; e le cattivissime trame dei tragediografi Eschilo, Sofocle ed Euripide; e i semi di discordia universale della filosofia stoica.

Ora, il fenomeno è già stato correttamente inquadrato da qualche intellettuale più attento della media. Per esempio, Marcello Veneziani su “La Verità” ha messo giustamente in luce come la guerra alla cultura classica occidentale sia consonante a una precisa “nota” della nostra epoca. E cioè la saldatura tra le esigenze puramente materiali, consumistiche, di “crescita” del turbocapitalismo apolide e transnazionale, da un lato; e le ossessioni orwelliane, poliziesche e censorie di una certo permalosissimo “mondo”: quello, per intenderci, degli antifa, del metoo, dell’antirazzismo ottuso, della cancel culture, dell’ideologia gender.

In effetti, il neoliberismo ha bisogno di consumatori privi di identità specifica, di genere definito, di tradizione radicata. Mentre le nuove “ideologie” di cui sopra (paranoiche, aggressive e intimidatorie verso chiunque non si allinei) forniscono il “tipo umano” ideale di cui l’Evo Competitivo abbisogna. Tutto vero, ma non è tutto. C’è un altro aspetto da considerare. In gioco non c’è solo la volontà di sbriciolare e disperdere le “tradizioni” in senso lato: e quindi i concetti di patria e di nazione, di religione e di famiglia, di lingua e di specificità culturale. In gioco, c’è anche (se non “proprio”) il deliberato intento di annichilire una peculiare forma di cultura: e cioè quella classica occidentale.

È quest’ultima il vero idolo polemico e bersaglio finale dei distruttori. La vogliono far saltare per aria come i talebani hanno polverizzato i Buddha di Bamiyan. L’alibi è quello, ridicolo, del maschilismo, della misoginia, del razzismo, del “bianchismo” e chi più ne ha più ne metta, di imbecillità in imbecillità. La verità è che il Pensiero Unico Dominante ha in odio la cultura classica per un altro dirimente, ma dissimulato, motivo: perché è la patria della filosofia, cioè della riflessione libera e indipendente, del dominio della ragione sull’istinto, della logica sull’irrazionalità, del pensiero sulla materia, delle virtù sui vizi, dell’ordine etico sul disordine morale, del dominio di sé sull’attitudine al servaggio, della legge sul caos, della giustizia sulla iniquità.

Insomma, nella classicità vi è la radice di quanto di meglio abbia mai saputo partorire la parte “divina” dell’essere umano. E questa è una colpa intollerabile per i signori di una “agenda” affatto angelica. Con la quale si punta, piuttosto, a degradare l’uomo al rango di bestia al pascolo o di appendice robotica di una matrice digitale. Nel quale hanno da funzionare solo la “pancia”, il “cuore”, le “emozioni”, i “gusti”. In uno scenario di ottundimento psicologico e inebetimento individuale e collettivo, in cui nessuno sia in grado di ricordare (o di capire) chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando.
Francesco Carraro
www.francescocarraro.com
https://scenarieconomici.it/perche-lera-presente-teme-i-classici-antichi/

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Il Codice QR – la Nuova stella a sei punte

La Commissione europea introduce i passaporti COVID a livello di UE

Questa follia sta investendo il mondo e sicuramente colpirà l’America come una tonnellata di mattoni. Tuttavia, non cercare entità governative qui per implementarlo; piuttosto, saranno le corporazioni globali dalla mentalità tecnocratica ad operare nell’UE e quindi a portare qui le loro politiche. ⁃ TN Editor

La Commissione Europea propone di creare un file Certificato verde digitale per “facilitare la libera circolazione sicura all’interno dell’UE durante la pandemia COVID-19”. La Commissione ha poteri antidemocratici per pubblicare un regolamento, che è una legge per decreto, che tutti gli Stati membri dell’UE devono attuare nelle proprie giurisdizioni come legge statale. Di solito, gli Stati membri attraversano due anni di dibattito parlamentare e ratifica dei regolamenti CE, che diventa automaticamente legge due anni dalla pubblicazione da parte della Commissione o prima.

Questo decreto a livello dell’UE per un passaporto vaccino / Covid che in realtà è una carta d’identità digitale che traccia il portatore, si applicherà a tutti gli Stati membri dell’UE a 27 ea tutti i 447 milioni di persone dell’UE. Nessuno di loro ha avuto voce in capitolo in questo decreto, che ora deve essere loro imposto dalla Commissione europea, anche se alcuni negoziati sono consentiti agli Stati membri.

“Il vicepresidente per i valori e la trasparenza presso la Commissione europea, V? Ra Jourová ha dichiarato:” Il certificato verde digitale offre una soluzione a livello di UE … ” Ognuno dei 447 milioni di cittadini dell’UE dovrà ora avere questa carta d’identità digitale, che la commissione sostiene non è un passaporto Covid, e “garantirà che i cittadini dell’UE beneficino di uno strumento digitale armonizzato per sostenere la libera circolazione nell’UE”. Ignorando apparentemente che uno dei diritti umani e dei principi fondanti dell’UE è già la libertà di circolazione delle persone, sembra che la Commissione pensi che la loro “Soluzione” sia basata su una “App” che ti rende libero.

La Commissione Europea, che è un ente non eletto, sostiene che i “Certificati Verdi Digitali” non saranno discriminatori, perché tutti, non importa chi siano, dovranno portare il “Certificato Verde Digitale, in particolare i non vaccinati e i visitatori del UNIONE EUROPEA. La Commissione propone che coloro che devono sopportare questa App non diventino cittadini di seconda classe e saranno comunque gratuiti perché avranno la possibilità di avere un codice QR cartaceo o un’app di codice QR digitale nel proprio telefono che includerà, il loro nomi, data di nascita e numero assegnato nel codice.

Il codice QR è un codice a barre bidimensionale. Quindi tutti i 447milioni cittadini dell’UE ora, dalla Commissione europea, la legge promulgata deve avere il proprio marchio con codice a barre unico. Non è chiaro il destino di coloro che sono ritenuti indesiderabili o che si rifiutano di portare questo marchio.

Nel 1942, quando gli Stati Uniti e i canadesi decretarono che i giapponesi americani e canadesi erano “indesiderabili” e “nemici alieni dello stato” attraverso la Proclamazione 2537 del presidente Roosevelt e l’Ordine del Primo Ministro Mackenzie King nel Consiglio del 1665, tutti i giapponesi che vivevano in questi paesi erano obbligatori ottenere un “Certificato di identificazione” e portarlo “sempre”. Sebbene non dovessero indossare una stella colorata, ai giapponesi non era permesso entrare nelle aree riservate; i trasgressori di questi regolamenti sono stati soggetti ad arresto, detenzione e internamento nei campi per tutta la durata della guerra. Molti di loro hanno trascorso nove anni nei campi e hanno perso le loro case, tutti i beni, i loro affari e i loro cari.

La Commissione Europea sostiene che il “Certificato Verde Digitale” sarà solo temporaneo fino a quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità non dichiarerà la pandemia finita. Ma nel luglio 2020 il comitato di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che la pandemia di coronavirus sarebbe stata probabilmente “lunga”.

Come ci mostra la guerra, un rapido “intervento militare” o un attacco chirurgico “può trasformarsi troppo facilmente in una guerra, un conflitto e un’occupazione di decenni. E quanto velocemente pochi giorni per appiattire la curva sono diventati un anno? Quale sarà questa politica se il virus muta regolarmente o raggiunge il 100% di infezione della popolazione mondiale? Dobbiamo vivere in blocchi permanenti che richiedono il permesso del governo per andare a fare una passeggiata o al negozio, o per vedere i parenti morenti? Ciò richiederà l’applicazione della legge marziale? Dove porterà questo stato di cose? E che ne sarà di quegli obiettori di coscienza che non vorranno seguire i decreti del nuovo Covidismo? Verranno dichiarati i nuovi “indesiderabili” e “nemici dello stato”?

Il “Certificato verde digitale” europeo e il “Passaporto vaccino” britannico, il loro codice a barre QR e l’app, saranno in grado di monitorare e tracciare il movimento di tutti i cittadini dell’UE e del Regno Unito per garantire la loro sicurezza e libertà. Forse i governi riterranno i cittadini più sicuri rimanendo a quindici chilometri dalle loro case? La scansione di un codice QR nel tuo telefono consente ai produttori e ai proprietari del codice QR di monitorare il tuo telefono, accedere ai tuoi dati privati ​​e tracciare e registrare i tuoi movimenti e le tue parole. All’inizio della crisi Covid, molti governi colsero l’opportunità per approvare in silenzio leggi di sorveglianza draconiane che avrebbero fatto arrossire Hitler. Tutti gli smartphone sono diventati automaticamente strumenti di sorveglianza potenziati dello stato e della grande tecnologia, e nessuno ha obiettato perché venivano pagati per stare a casa e guardare la TV.

Il Partito Comunista Cinese ha utilizzato con successo il sistema di app del codice QR e carte d’identità digitali e certificati per il loro sistema di punteggio di credito sociale, che è l’invidia dei leader dell’occidente che hanno sogni bagnati di controllo feudale sui mangiatori inutili e sui grandi non lavati che potrebbero insorgere contro di loro e trascinarli fuori dalle loro torri d’avorio nelle strade per aver forzato la chiusura dei loro mezzi di sussistenza se non fosse per il pubblico che viene comprato con assegni salariali al costo di centinaia di miliardi di debiti futuri che lo faranno aumentare seriamente il carico fiscale sulla cittadinanza europea per le generazioni a venire.

Il leader del partito laburista britannico e l’avvocato per i diritti umani Sir Keir Starmer QC ha avuto un assaggio di ciò che verrà per i politici dalla sua disastrosa visita a un pub a Bath dove è stato buttato fuori e poi bloccato dal proprietario del pub Rod Humphris per aver parlato. fino al signor Humphris. Humphris ha accusato Starmer di non fare il suo lavoro di opposizione alle politiche di blocco del governo, e poi gli ha chiesto: “Perché abbiamo appena accettato la perdita di tutte le nostre libertà?” Starmer ha detto a Humphris “Non ho bisogno di avere lezioni da te”.

Ha quindi proceduto a vagare nel pub dell’uomo invitando un’espulsione rabbiosa. Le attuali normative Covid nel Regno Unito vietano l’accesso ai pub, richiedendo che i frequentatori dei pub siano seduti solo all’esterno. Forse se Sir Keir avesse avuto un’app per la libertà del codice QR sul suo telefono, lo avrebbe avvisato che non gli era stato permesso di entrare nel pub in primo luogo o che non gli era stato permesso di aver viaggiato per quindici chilometri da casa sua, risparmiando così Starmer il suo imbarazzo.

Quindi codici QR, certificati digitali e punteggi di credito sociale devono essere la nuova normalità. Nel 2015, la Banca popolare cinese ha concesso a otto società una licenza per avviare una sperimentazione sui sistemi di credito sociale che si sono evoluti in una lista nera decretata dal governo che ha negato con successo i viaggi aerei ad almeno 27 milioni di persone e i viaggi in treno a 6 milioni di persone che sono considerate da il governo ad essere “disonesto”.

Il punteggio di credito sociale è collegato allo stato di credito bancario e all’opinione del governo o del partito al governo. In occidente questo sistema svantaggerebbe i poveri, criminalizzandoli efficacemente e impedendogli di viaggiare, mentre l’uno per cento arriva a volare sui propri jet privati ​​per visitare località turistiche senza essere disturbato dalle orde di contadini ormai assenti e rinchiuse.

Qui in Europa abbiamo le nostre amate libertà, o almeno pensiamo di avere, dopo migliaia di anni di storia umana, i diritti umani sono un concetto molto giovane che è stato realmente codificato solo dopo i processi di Norimberga settantacinque anni fa. L’Europa prima della seconda guerra mondiale ha dimostrato che il sistema economico occidentale è abbastanza compatibile con il totalitarismo politico.

È quindi dovere della società civile europea guardarsi dagli eccessi dei nostri leader e chiedere loro di rendere conto delle loro azioni. Se i cittadini europei devono perdere le loro libertà e libertà concesse loro dai leader del contratto sociale del dopoguerra, allora i nostri leader dovrebbero offrirci un reale sviluppo economico, opportunità e prosperità come hanno fatto i leader cinesi per il loro popolo, che sembra accettare meno libertà in cambio di maggiore prosperità.

Nel trimestre di marzo del 2021, l’economia cinese è cresciuta del 18.30% accelerando bruscamente da una crescita del 6.5% nel quarto trimestre e ha l’obiettivo dichiarato di una crescita del PIL del 6% per il 2021. Rispetto alla crescita del PIL dell’Unione europea, che si è contratta del 4.60% nel quarto trimestre del 2020 e toccando il livello minimo del 13.8% nel luglio 2020.

Gli europei non sono ancora sul punto di dirigersi verso le colline per coltivare cibo e scavare bunker. La recessione europea non è ancora diventata una depressione. Ma lo sarà ufficialmente se non ci sarà un aumento del PIL rispetto alla crescita economica reale entro due anni dai blocchi. È a quel punto in cui si renderà conto che l’opinione pubblica europea probabilmente si ribellerà e trascinerà i politici nelle strade.

Purtroppo oggi, al mondo mancano i principali filosofi architetti delle istituzioni ispirate ai diritti umani come Aristotele, Hugo Grotius, Lionel Curtis, Eleanor Roosevelt, Aristide Briand, Jean Monnet o René Cassin. C’è stata l’unica voce del buon senso politico in questa nuova era di Covidismo nei pensieri di Lord Jonathan Sumption, ma non c’è nessuna voce guida per una rinascita economica che affronti le sfide globali.

Ciò che emana dal favolosamente ricco World Economic Forum è nel migliore dei casi banale e nel peggiore dei casi distopico, e sembra dimenticare i poveri del mondo concentrandosi invece su un grande ripristino, Internet of Things e intelligenza artificiale e che si collegherà alla coscienza umana direttamente da Davos.

I veri bisogni umani sono che più dell’ottanta per cento della popolazione mondiale vive con meno di dieci dollari al giorno. Quasi la metà della popolazione mondiale, oltre tre miliardi di persone, vive con meno di due dollari e cinquanta centesimi al giorno. Queste persone hanno bisogno di cibo, acqua e riparo, non app, server cloud e concetti astratti.

Forse ora è il momento per i leader di considerare l’umiltà in quanto non hanno le risposte alla pandemia e dichiarare guerra a un virus è più o meno efficace quanto dichiarare guerra al vento. Le pandemie evaporano nel tempo. Invece di chiudere e distruggere l’economia dei colletti blu, esentando i colletti bianchi che potrebbero lavorare da casa, gli stati dovrebbero semplicemente aumentare gli investimenti nella costruzione e nell’equipaggiamento degli ospedali e nella formazione del personale medico.

Forse i leader dovrebbero considerare la creazione di una nuova istituzione funzionalista che aiuti l’umanità nei suoi prossimi passi; ci sono abbastanza sfide presenti e future che richiederanno l’integrazione piuttosto che la disintegrazione come modello. Il sistema di pace funzionante della governance globale odierna è più simile al sistema di pace di David Mitrany, costruito attorno ad agenzie internazionali con responsabilità funzionali, piuttosto che al sogno di un mondo federale di Lionel Curtis. L’esperimento dell’Unione europea è stato complicato dalla capacità della Commissione europea di governare per decreto e il Parlamento europeo non è l’autorità esecutiva con iniziativa. Anche le evoluzioni delle agenzie dell’Unione europea sembrano stentate nella loro forma attuale.

La fondazione del Consiglio d’Europa è stata un buon tentativo di un modello più ampio, da cui è uscita la Corte europea dei diritti dell’uomo. Tuttavia, il Consiglio non è mai diventato l’organizzazione universalmente inclusiva che si sperava fosse al suo inizio. La creazione di nuove istituzioni non è sempre la risposta alle sfide sistemiche globali e spesso sono comunque messe da parte dalle grandi potenze o utilizzate come strumenti quando necessario e scartate come giocattoli quando non lo sono.

Ma forse, invece di evocare nuove ideologie di “reimpostazioni” basate sulla tecnologia, i robot volanti, l’orrore acuto del transumanesimo, l’intelligenza artificiale e l’automazione dei lavori umani, che escluderanno dal progresso solo larghe fasce della popolazione mondiale, i leader dovrebbero considerare qualcosa di più rappresentativo delle persone della coscienza collettiva del mondo: un’istituzione che è più serena e meno strutturale pur essendo complementare agli obiettivi delle istituzioni e dei governi attuali, da qualche parte per il pensiero, la discussione e l’azione significativi e ponderati, ma al livello globale.

Con le nuove polarità crescenti nel mondo che esprimono punti di vista, prospettive e obiettivi diversi da coloro che hanno progettato l’architettura del secondo dopoguerra e che offrono persino un modello e un paradigma concettuale diverso del pensiero politico e dello sviluppo economico, forse è il momento per un nuova conversazione multipolare e universale inclusiva sul futuro non solo per il rinnovamento economico globale, ma su quale tipo di futuro vogliamo per tutti i popoli e tutte le nazioni su questo pianeta?; e dove è probabile che si dirigerà la nostra civiltà umana data la traiettoria attuale e le sfide comuni che affrontiamo?, Ma soprattutto, la famiglia umana ha bisogno di una conversazione su che tipo di mondo vogliamo vivere?

Leggi la storia completa qui …

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