Crea sito

Super Galline & Zanzare Terminators

 
Il Sequel di Crolla Cabala, Crolla! – Parte 9
 

Da Bill Gates come salvatore dell’umanità e del pianeta Terra, alle sue attività più sconosciute e segrete, la sua ossessione per la modificazione genetica praticamente su ogni cosa sui cui possa mettere le mani, oltre ai suoi legami con l’esercito degli Stati Uniti e il suo interesse per la guerra biologica. Diamo uno sguardo ad alcune delle attività di Gates di cui potresti non aver sentito nei notiziari…

DOWNLOAD & REUPLOAD di tutti i nostri video esplicitamente DESIDERATI! Il nostro lavoro gratuito dovrebbe essere disponibile ovunque.

Seguite Q su
https://qposts.in/

Qlobal-Change è una piattaforma che unisce le notizie alternativi.

Blog:
https://qlobal-change-italy.blogspot.comTelegram: t.me/QlobalChangeItalia

NewsFEED su Telegram: t.me/QC_Italia_BlogFEED

La parte 8 QUI

Se ti sei perso i “Sequel” dei video precedenti, li puoi trovare QUI  

®wld

IL TRADIMENTO DELLA SCIENZA

La medicina è diventata una religione e per il mito della salute siamo disposti ad accettare ogni imposizione.

Dialogo con Giorgio Agamben

Nuda vita

Nella medicina si stanno facendo strada i concetti di personalizzazione e di predizione: grazie a nuovi strumenti diagnostici ed ai big data pretendedi predire, individualmente, il rischio di sviluppare durante la vita determinate malattie. Una volta noti tali rischi si possono indirizzare le persone verso opportuni stili di vita. In aggiunta a questi screening di predisposizione genetica, le nuove tecnologie note come “wearables” permettono il costante monitoraggio di determinati parametri vitali. Oggi sono prevalentemente usate dagli sportivi mossi dalla ricerca di un continuo miglioramento delle proprie performance ma presto potranno essere estese a tutti i cittadini. Una tale impostazione della medicina sembra dirigerci verso quello che Lei ha definito come vita ridotta a condizione biologica, “nuda vita”. Tuttavia, molti scienziati nutrono forti dubbi sulla realizzabilità – etica e tecnica – di tale scenario.Ci può condividere una riflessione su questo argomento? Inoltre, cosa pensa si debba fare per invertire la rotta?

Nella prospettiva che lei delinea, decisivo è il passaggio della soglia in cui personalizzazione, predizione e screening non si traducono semplicemente in consigli e suggerimenti di stili di vita, ma diventano un obbligo giuridico. Questa soglia oggi è stata oltrepassata e quello che in passato si presentava come un diritto alla salute, si è trasformato in un’obbligazione da adempiere a qualsiasi prezzo. La causa di mortalità più frequente nel nostro paese sono le patologie cardiovascolari ed è noto che queste potrebbero forse diminuire se si praticasse una forma di vita più sana e ci si attenesse a un’alimentazione particolare. Ma a nessun medico era mai venuto in mente che le forme di vita e di alimentazione che consigliavano ai pazienti potessero diventare oggetto di una normativa giuridica, che decretasse ex lege come si deve vivere e che cosa si deve mangiare, trasformando l’intera esistenza in un obbligo sanitario. Del resto questo era escluso dal giuramento professionale del medico, che menziona espressamente “il rispetto dei diritti civili circa l’autonomia della persona”.

È quello che è ora avvenuto per il Covid-19 e, almeno per ora: la gente ha accettato non soltanto di rinunciare alle proprie libertà costituzionali, alle relazioni sociali e alle proprie convinzioni politiche e religiose, ma ha lasciato che i propri cari morissero da soli e senza funerale. In questo senso si può dire che l’esistenza umana è stata ridotta a un dato biologico, a una nuda vita che occorre salvare a qualsiasi costo, nonostante il fatto che l’IFR, il tasso reale di mortalità della malattia sia, secondo gli studi riportati nella vostra rivista, inferiore all’1%. Quel che è avvenuto è che, attraverso un processo di medicalizzazione crescente della vita, l’unità dell’esperienza vitale di ogni individuo, che è sempre inseparabilmente insieme corporea e spirituale, si è scissa in un’entità puramente biologica da una parte e in un’esistenza sociale, culturale e affettiva dall’altra. Questa frattura è secondo ogni evidenza un’astrazione, ma un’astrazione potente, alla quale gli uomini hanno sacrificato le loro condizioni normali di vita. Ho detto che la scissione della vita è un’astrazione, ma voi sapete che la medicina moderna intorno alla metà del XX secolo ha realizzato questa astrazione attraverso i dispositivi di rianimazione, che hanno permesso di mantenere a lungo un corpo umano in stato di pura vita vegetativa. La camera di rianimazione, con i suoi meccanismi di respirazione e di circolazione sanguigna artificiali e le sue tecnologie di mantenimento della temperatura corporea, attraverso i quali un corpo umano è tenuto indefinitamente in sospeso fra la vita e la morte è una zona oscura, che non deve uscire dai suoi confini strettamente medici. Ciò che è invece avvenuto con la pandemia è che questa vita puramente vegetativa, questo corpo artificialmente sospeso fra la vita e la morte è diventato il nuovo paradigma politico, sul quale i cittadini devono regolare il loro comportamento. Il mantenimento a ogni prezzo di una nuda vita astrattamente separata da quella intellettuale e spirituale e imposta come criterio non di vita, ma di mera sopravvivenza è il dato più impressionante nella situazione che stiamo vivendo.

Verità e falsificazione

Nel 2016 “Nature” ha pubblicato i risultati di una Survey dalla quale è emerso che oltre 1.500 scienziati non erano riusciti a riprodurre i dati ottenuti da colleghi. Uno stesso problema lo aveva riscontrato nel 2011 il dott. Glenn Bagley, ai tempi direttore del dipartimento di oncologia della multinazionale Amgen, il quale prima di investire diversi milioni di euro in un progetto di ricerca per un nuovo farmaco, aveva deciso di replicare i 53 esperimenti a partire dai quali si basava la loro strategia di sviluppo di un nuovo farmaco: riuscì a replicarne solo l’11%.Paradossalmente mai come oggi la scienza sta affrontando una profonda crisi di credibilità in quanto ad affidabilità dei dati che produce e a veridicità delle affermazioni. Nonostante ciò, sembra quasi impossibile far emergere sia a livello di opinione pubblica, sia a livello di opinioni accademiche, ipotesi e risultati diversi da quelli che vengono universalmente riconosciuti come “verità scientifiche”. Verità sulla base delle quali spesso vengono anche prese decisioni politiche ed economiche. Lei ha recentemente pubblicato un intervento dal titolo “Sul vero e sul falso”. Ci aiuta ad indagare meglio questo tema?

Qui si può toccare con mano che il problema della verità non è un astratto problema filosofico, ma qualcosa di estremamente concreto, che determina in maniera consistente la vita degli esseri umani. Per quel che concerne la verità scientifica, già Thomas Kuhn, in un libro ormai famoso, aveva mostrato che il paradigma ogni volta dominante in una comunità scientifica non è necessariamente il più vero, ma semplicemente quello che è in grado di procurarsi il più grande numero di seguaci. Ma questo è vero anche al di fuori delle verità scientifiche. L’umanità sta entrando in una fase della sua storia in cui la verità viene ridotta a un momento nel movimento del falso – o, più precisamente, nel dispiegamento onnipervasivo di un linguaggio che non contiene più in sé alcun criterio che permetta di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Vero è quel discorso che viene dichiarato tale e che deve essere tenuto per vero anche se la sua non verità venisse dimostrata. Ma, in ultima analisi, essenziale per il sistema è che venga meno ogni distinzione fra il vero e il falso. Di qui la confusione crescente fra notizie contrastanti diffuse dagli stessi organi ufficiali. In questo modo è il linguaggio stesso come luogo della manifestazione della verità che viene messo in questione.

Ma che cosa avviene in una società che ha rinunciato alla verità e in cui gli uomini possono soltanto osservare muti il movimento multiforme e contraddittorio della menzogna? Per arrestare questo movimento occorre che ciascuno abbia il coraggio di porsi senza compromessi la sola domanda che conta: che cos’è una parola vera? Tutti ricordano nel Vangelo la famosa domanda di Pilato a Gesù, che Nietzsche considerava “la battuta più sottile di tutti i tempi”: “che cos’è la verità?”. In realtà, Pilato rispondeva all’affermazione immediatamente precedente di Gesù “Io sono venuto al mondo per testimoniare della verità”. Non vi è, infatti, esperienza della verità senza testimonianza: vera è quella parola per la quale non possiamo non impegnarci a dare personalmente testimonianza. E qui si misura la differenza fra una verità scientifica e una verità filosofica: mentre una verità scientifica è (o, almeno, dovrebbe) essere indipendente dal soggetto che la enuncia, la verità che è qui in questione è tale solo se il soggetto che la pronuncia si mette integralmente in gioco in essa – è, cioè, una veridizione e non un teorema. Di fronte a una non verità imposta normativamente possiamo e dobbiamo testimoniare.

La scomparsa delle ipotesi

In un suo intervento ha fatto notare come molto spesso il concetto di “notizia” abbia scalzato quello di “idea” introducendo così il termine notizia falsa come arma di silenziamento di quelle che in realtà sono idee o ipotesi diverse. Come mai secondo Lei anche se certe falsità vengono ben documentate vi si continua a credere a prescindere dal livello culturale dell’interlocutore? Quali strategie di comunicazione dovrebbe adottare uno scienziato che abbia una convincente documentazione a falsificazione delle narrazioni ufficiali?

In una società che non è più in grado di distinguere il vero dal falso, la notizia tende necessariamente a sostituirsi alla realtà ed è su questa onnipervasiva sostituzione della notizia alla realtà che operano i media. I media sono oggi uno strumento essenziale della politica proprio perché assicurano questa sostituzione, così essenziale al funzionamento del sistema. In un mondo in cui esistono solo notizie, vera è solo la notizia dominante e, al limite, nessuna notizia è più vera di un’altra; di qui la necessità di istituire, come il nostro governo non ha mancato di fare, una commissione incaricata di decidere quali notizie debbono essere considerate vere e quali false. Negli appunti presi durante la seconda guerra mondiale, Heidegger definisce l’età che stava vivendo come “una macchinazione dell’in-sensato”, in cui un’assoluta assenza di senso viene formulata in un algoritmo e incessantemente calcolata. È qualcosa di simile che abbiamo oggi sotto gli occhi.

Il giuramento tradito

Il primo punto della versione italiana moderna del giuramento di Ippocrate recita: giuro di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione. Quanto spazio resta oggi all’autonomia dei medici? Si sta forse trasformando la figura stessa del medico in qualcosa di nuovo? Come vede il futuro rapporto di fiducia tra medico e paziente? Lei personalmente come si rapporta con il suo medico e con la gestione della propria salute?

Quello che lei ha menzionato è solo uno dei punti del giuramento professionale che sono oggi sistematicamente trasgrediti. Oltre ai punti 4 e 5 che ho citato prima sul rispetto dei diritti civili e dell’autonomia della persona del paziente, in questione è anche il punto 15, che impone “di rispettare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che osservo o che ho osservato, inteso o intuito nella mia professione o in ragione del mio stato o ufficio”. Mentre in passato questo segreto è stato sempre osservato, oggi chiunque risulti positivo (non solo malato, anche semplicemente positivo) viene pubblicamente denunciato come tale e isolato. Conseguentemente anche il punto 6, che impone di “curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna” viene trasgredito. Siamo arrivati al punto che i malati positivi non vengono visitati dal medico. È difficile mantenere un rapporto di fiducia individuale con un medico che agisce anche come rappresentante di un sistema di governo. Medicina e potere, terapia e normativa devono restare separati.

La medicina come religione

In diversi interventi Lei ha presentato l’idea che oggi la medicina e la scienza siano diventate una religione. Molti medici e scienziati che la leggeranno tuttavia faranno fatica a percepire sé stessi come rappresentanti di questa religione. Forse stiamo usando un unico terme, quello di medicina o quello di scienza, per nominare due concetti diversi? Ci aiuta a definire meglio quella medicina e quella scienza che sono diventate religione?

L’analogia che suggerivo non è soltanto metaforica. Se chiamiamo religione ciò in cui gli uomini credono di credere, certamente la scienza è oggi una religione. Ma in ogni religione occorre distinguere fra l’apparato dogmatico (le verità in cui bisogna credere) e il culto, cioè i comportamenti e le pratiche che ne derivano. Come il comune credente poteva ignorare i dogmi e le eresie di cui i teologi discutevano appassionatamente, così oggi l’uomo comune può ignorare completamente le teorie scientifiche di cui discutono gli scienziati. Ma dal punto di vista del culto, cioè delle sue pratiche e dei suoi comportamenti, in particolare per quanto concerne la medicina, egli ne è determinato in misura crescente. E come la religione cristiana si proponeva attraverso il culto la salvezza, così la medicina mira attraverso la terapia alla salute: in un caso dal peccato e nell’altro dalla malattia, ma l’analogia salta agli occhi. La salute non è in questo senso che una secolarizzazione di quella “vita eterna” che il cristiano sperava di ottenere attraverso le sue pratiche cultuali. Se già la medicalizzazione della vita negli ultimi decenni era andata crescendo oltre ogni misura, nella situazione che stiamo oggi vivendo, essa è diventata permanente e onnipervasiva. Non si tratta più di assumere dei farmaci o di sottoporsi se necessario a una visita medica o a un’operazione chirurgica: la vita intera degli esseri umani deve diventare in ogni istante il luogo di un’ininterrotta celebrazione cultuale. Il nemico, il virus è invisibile e sempre presente e deve essere combattuto senza una possibile tregua, in ogni momento della propria esistenza.

Transumanesimo

Sempre maggiori finanziamenti alla scienza provengono dal settore dell’info tech. Questi stanno indirizzando numerose ricerche verso la fusione uomo-macchina che da un lato rappresenta un nuovo mercato e dall’altro una nuova promessa: potenziale le facoltà umane e prolungare la vita. Cosa pensa di questa progressiva digitalizzazione e robotizzazione della vita?

Credo che sia opportuno considerare il fenomeno di cui lei parla nella prospettiva dello sviluppo della specie umana. È ormai passato quasi un secolo da quando un geniale scienziato olandese, Ludwik Bolk, a cui si deve l’idea della pedomorfosi o immaturità costitutiva dell’homo sapiens, aveva previsto che gli apparati tecnici cui l’uomo si affida in misura crescente per poter sopravvivere come specie avrebbero raggiunto un punto di esasperazione estrema in cui si sarebbero rovesciati nel loro opposto e avrebbero finito per causare la fine della specie. Paul Alsberg già negli anni venti del XX secolo ha mostrato che nella proiezione tecnologica esterna delle funzioni degli organi corporei, quel che in realtà avviene è che questi organi vengono progressivamente disattivati a favore degli strumenti artificiali che li sostituiscono. Mentre l’animale adatta le proprie funzioni corporee alle condizioni naturali, l’uomo le disattiva per affidarle a strumenti artificiali. A ogni progresso tecnico esosomatico corrisponde così un regresso delle funzioni endosomatiche. Ma se questo regresso si spinge oltre un certo limite, la sopravvivenza stessa della specie viene messa in questione. Credo che ci troviamo oggi su questa soglia. Ma l’esperienza insegna che non sempre ciò che sembra ineluttabile avviene. Nelle parole di Euripide: “ciò che ci aspettavamo non si è compiuto e gli dei trovano una via per l’insperato”.

Linguaggio

Lei ha fatto notare come gli stessi termini sembrano scelti per sostenere un paradigma di organizzazione della società. Ad esempio, il termine “distanziamento sociale” avrebbe potuto essere diverso come distanziamento personale o distanziamento fisico. Pensa ci sia una regia del linguaggio oppure che siamo già talmente immersi in un nuovo paradigma di governo che questo linguaggio emerge spontaneamente a tutti i livelli della società? Una sorta di evoluzione naturale? Molti scienziati lottano da tempo contro termini fuorvianti e inappropriati eppure, nonostante numerose argomentazioni forti, non si riesce ad intervenire sul linguaggio universale. Quali sono i meccanismi che rendono acquisiti e consolidati determinati termini?

Il rapporto fra l’uomo e il linguaggio, l’esperienza che il parlante ha della sua lingua non è qualcosa di semplice ed è forse il primo problema di cui il pensiero deve occuparsi. Il linguaggio è qualcosa che gli uomini cercano di padroneggiare e manipolare e, nello stesso tempo, esso è ciò da cui sono già sempre dominati e determinati, cioè qualcosa con cui si deve necessariamente fare i conti. Va da sé che la grande trasformazione operata dalla tecnologia e dalla scienza moderna non sarebbe stata possibile senza un cambiamento profondo nell’esperienza del linguaggio. Il mondo antico non poteva né voleva aver accesso alla scienza e alla tecnologia in senso moderno perché – malgrado lo sviluppo della matematica (significativamente non in forma algebrica) – la sua esperienza del linguaggio non permetteva di riferirsi al mondo in un modo che si pretendesse indipendente da come esso si rivelava nella lingua. Il linguaggio non era uno strumento neutrale, che poteva essere sostituito da  cifre e algoritmi, ma il luogo in cui le cose innanzitutto si rivelano e comunicano nella loro verità. Solo la riduzione della lingua a strumento neutrale, che si compie con Ockham e il tardo nominalismo, permette quella delinguisticizzazione della conoscenza che culminerà nella scienza moderna. E solo quando la verità si sposta dall’ambito delle parole e della lingua in quello dei numeri e della matematica, il linguaggio, divenuto un sistema di puri segni convenzionali, sembra essere, almeno in apparenza, dominabile e manipolabile, non è più il luogo di una possibile verità. Ma proprio un linguaggio senza  più rapporto con la verità può diventare una prigione, una sorta di macchina che sembra funzionare da sé e da cui non sembra possibile uscire. Forse gli uomini non sono mai stati così inermi e passivi di fronte a un linguaggio che li determina in misura crescente.

Filosofia della natura

Un tempo la scienza veniva identificata come “Filosofia della Natura” e persone come Goethe che si interessavano di scienza, di filosofia e di letteratura erano considerate come massima espressione dell’intelligenza. Oggi la scienza si è indirizzata verso una sempre maggiore specializzazione che ha indubbiamente portato ad enormi avanzamenti tecnico-scientifici. Si tratta di due percorsi radicalmente divergenti. Cosa consiglia a quei giovani studenti e ricercatori che oggi muovono i loro primi passi nel mondo della scienza?

Un momento importante nella storia dell’occidente è quando la filosofia si rende conto di non poter più esercitare un controllo sulla scienza, perché la scienza si è resa del tutto autonoma rispetto ad essa. In Kant ciò è perfettamente chiaro e la sua filosofia rappresenta l’ultimo tentativo di mantenere un rapporto con la scienza, ponendosi come una dottrina della conoscenza in grado di fissare dei limiti all’esperienza possibile. Non credo che oggi qualcosa del genere sia tra i compiti della filosofia. Il rapporto fra pensiero e scienza non si gioca sul piano della conoscenza. La filosofia non solo non è una scienza, ma nemmeno si può risolvere in una dottrina della conoscenza, della quale del resto la scienza ha dimostrato di non avere alcun bisogno. La filosofia è sempre etica, implica sempre una forma di vita. Ma questo vale per ogni singolo uomo e quindi anche per ogni scienziato che non voglia rinunciare a essere umano. Certo gli scienziati hanno dimostrato di essere pronti a sacrificare senza scrupoli l’etica agli interessi della scienza, altrimenti non avremmo visto illustri scienziati servirsi dei deportati nei lager nazisti per i loro esperimenti. Quello che ricorderei a un giovane che muove i primi passi nella scienza è di non sacrificare mai un principio etico alla propria volontà di sapere.

Resistenza

Lei ha parlato della necessità di sviluppare nuove forme di resistenza. Cosa intende? Ci può fare degli esempi?

Io sono un filosofo e non uno stratega. Naturalmente la lucida coscienza della propria situazione è la prima condizione per trovare una via d’uscita. Posso solo aggiungere che non credo che la via d’uscita passi oggi necessariamente, come si è forse troppo a lungo creduto, attraverso una lotta per la conquista del potere. Non vi può essere un potere buono – e quindi nemmeno uno Stato buono. Noi possiamo solo, in una società ingiusta e falsa, attestare la presenza del giusto e del vero, possiamo solo, nel mezzo dell’inferno, testimoniare del paradiso.

*L’intervista è stata realizzata da Andrea Pensotti e pubblicata in origine su “Organisms. Journal of Biological Sciences” (Sapienza Università di Roma); la si riproduce per gentile concessione

La Redazione

FONTE https://www.lintellettualedissidente.it/controcultura/filosofia/agamben-intervista/

Pubblicato sul sito web: https://www.nogeoingegneria.com/

®wld

Ogni viaggio e/o vacanza una vaccinazione

Scienziati: può essere necessaria la vaccinazione prima di OGNI vacanza

Steve Watson

Gli scienziati dell’Università di Oxford hanno suggerito che le persone potrebbero aver bisogno di una vaccinazione contro il coronavirus non una, non due volte, ma OGNI volta che vogliono viaggiare fuori dal loro paese d’origine.

Gli scienziati hanno pubblicato un rapporto sul  Royal Society Journal la  scorsa settimana che ha riconosciuto che ci sono pochi dati su quanto siano efficienti o duraturi gli attuali vaccini, e quindi è probabile che i paesi richiedano una vaccinazione recente.

Avere infinite vaccinazioni quando non vi è alcuna indicazione di quanto siano efficaci o quali effetti collaterali a lungo termine potrebbero esserci suona assolutamente mentale, ma questo è ciò che viene suggerito.

Parlando al London Telegraph, l’epidemiologo Christopher Dye, uno dei principali autori dei rapporti, ha dichiarato: “Se pensassimo che la durata della protezione fosse solo questione di mesi, allora il tipo di criteri che potrebbero essere introdotti – non stiamo dicendo che dovrebbero be – è che quando si viaggia all’estero per un breve viaggio, andando in vacanza per esempio, si viene vaccinati ogni volta in quell’occasione per quel particolare viaggio.”

Gli scienziati hanno anche affermato che i passaporti per i vaccini sono “fattibili”, ma solo quando gli standard globali possono essere concordati.

“Un efficace sistema di passaporti vaccinali che consentirebbe il ritorno alle attività pre-Covid, compresi i viaggi, senza compromettere la salute personale o pubblica, deve soddisfare una serie di criteri esigenti”, ha affermato Dye.

Altri coautori dello studio volevano che i passaporti covid, che il ministro dei vaccini del governo ha ripetutamente affermato non saranno utilizzati a livello nazionale, “devono essere completamente esplorati”.

La professoressa Melinda Mills ha avvertito che un tale sistema “potrebbe inavvertitamente discriminare o esacerbare le disuguaglianze esistenti”, aggiungendo “L’uso previsto avrà implicazioni significative in una vasta gamma di questioni legali ed etiche”.

“È letteralmente un passaporto per consentire i viaggi internazionali o potrebbe essere utilizzato a livello nazionale per consentire ai titolari maggiori libertà?” Il professor Mills ha ulteriormente interrogato.

“Abbiamo bisogno di una discussione più ampia sui molteplici aspetti di un passaporto vaccinale, dalla scienza dell’immunità alla riservatezza dei dati, le sfide tecniche e l’etica e la legalità di come potrebbe essere utilizzato”, ha aggiunto Mills.

Di fronte ai globalisti che spingono ripetutamente per il sistema di passaporti vaccinali, Silkie Carlo, il direttore del gruppo di campagne per le libertà civili Big Brother Watch, ha scritto un importante avvertimento editoriale   che rischiamo di “emergere come una sorta di aggiunta cinese – un alto -distopia tecnologica in cui i cittadini mostrano i loro documenti identificativi del vaccino e i punteggi di rischio biologico per acquistare una pinta di latte o un riconoscimento facciale approvato dal governo per una pinta di birra “.

Carlo ha esortato che “siamo sopravvissuti al XX secolo perché i nostri antenati hanno dato la vita per la libertà. Oggi, alcuni sono disposti a rinunciare alla loro libertà per qualsiasi cosa. “

Fonte: https://summit.news/2021/02/22/scientists-vaccination-before-every-holiday-may-be-needed/

§wld

L’intelligenza artificiale diventerà una parte pienamente integrata della burocrazia governativa

Tecno-censura: la via scivolosa dalla censura E della “disinformazione” al tacere la verità

John W. Whitehead, Rutherford
Waking Times

“Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alle persone ciò che non vogliono sentire” – George Orwell

Questa è la china scivolosa che porta alla fine della libertà di parola come una volta la conoscevamo.

In un mondo sempre più automatizzato e filtrato dalla lente dell’intelligenza artificiale, ci troviamo in balia di algoritmi inflessibili che dettano i confini delle nostre libertà.

Una volta che l’intelligenza artificiale diventerà una parte pienamente integrata della burocrazia governativa, ci sarà poco ricorso: saremo soggetti ai giudizi intransigenti dei tecno-governanti.

Ecco come inizia.

L’avvertimento di Martin Niemöller sull’allargamento della rete che ci intrappola tutti è ancora valido.

“Prima sono venuti per i socialisti e io non ho parlato, perché non ero un socialista. Poi sono venuti per i sindacalisti e io non ho parlato, perché non ero un sindacalista. Poi sono venuti per gli ebrei e io non ho parlato, perché non ero ebreo. Poi sono venuti per me e non c’era più nessuno a parlare per me.

Nel nostro caso, tuttavia, è iniziato con i censori che inseguivano gli estremisti sputando i cosiddetti “discorsi di odio” e pochi si sono espressi perché non erano estremisti e non volevano vergognarsi di essere percepiti come politicamente scorretti.

Poi i censori di Internet sono stati coinvolti e hanno inseguito gli estremisti che lanciavano “disinformazione” sulle elezioni rubate, sull’Olocausto e su Hunter Biden , e pochi hanno parlato, perché non erano estremisti e non volevano essere evitati per sembrare in disaccordo con la maggioranza. .

Quando i tecno-censori inseguivano gli estremisti che lanciavano “disinformazione” sulla pandemia COVID-19 e sui vaccini, i censori avevano sviluppato un sistema e una strategia per mettere a tacere i non conformisti . Tuttavia, pochi hanno parlato.

Alla fine, “noi il popolo” saremo quelli nel mirino.

Ad un certo punto o in un altro, a seconda di come il governo ei suoi alleati aziendali definiscono ciò che costituisce “estremismo,” noi il popolo “potremmo essere tutti considerati colpevoli di qualche crimine di pensiero o altro.

Quando arriverà quel momento, potrebbe non esserci più nessuno a parlare o parlare in nostra difesa.

Qualunque cosa tolleriamo ora – qualunque cosa su cui chiudiamo un occhio – qualunque cosa razionalizziamo quando viene inflitta ad altri, sia in nome della giustizia razziale o della difesa della democrazia o della lotta al fascismo, alla fine tornerà a imprigionarci, tutti e tutti.

Guarda e impara.

Dovremmo allarmarci tutti quando voci di spicco dei social media come Donald Trump, Alex Jones, David Icke e Robert F.Kennedy Jr. vengono censurate, messe a tacere e fatte scomparire da Facebook, Twitter, YouTube e Instagram per dare voce a idee che sono ritenute politicamente scorretto, odioso, pericoloso o complottista.

La questione non è se il contenuto del loro discorso fosse legittimo.

La preoccupazione è cosa succede dopo che obiettivi così importanti sono stati messi con la museruola. Cosa succede una volta che i tecnocensori aziendali volgono gli occhi sul resto di noi?

È un pendio scivoloso dalla censura delle cosiddette idee illegittime al tacere la verità. Alla fine, come aveva predetto George Orwell, dire la verità diventerà un atto rivoluzionario.

Siamo su una traiettoria in rapido movimento.

Ci sono già richieste all’amministrazione Biden di nominare uno “zar della realtà” per contrastare la disinformazione, l’estremismo interno e la cosiddetta “crisi della realtà” della nazione.

Sapendo ciò che sappiamo sulla tendenza del governo a definire la propria realtà e ad attaccare le proprie etichette a comportamenti e discorsi che sfidano la sua autorità, questo dovrebbe essere motivo di allarme in tutto lo spettro politico .

Ecco il punto: non devi amare Trump o nessuno degli altri a cui è stata messa la museruola, né devi essere d’accordo o persino simpatizzare con le loro opinioni, ma ignorare le ramificazioni a lungo termine di tale censura sarebbe pericolosamente ingenuo. .

Come sottolinea giustamente Matt Welch, scrivendo per Reason , “ Le modifiche proposte alla politica del governo dovrebbero sempre essere visualizzate con il team avversario responsabile dell’implementazione.

In altre parole, qualunque potere tu permetta al governo e ai suoi agenti corporativi di rivendicare ora, per il bene del bene superiore o perché ti piacciono o ti fidi dei responsabili, alla fine sarà abusato e usato contro di te da tiranni di tua stessa creazione.

Come scrive Glenn Greenwald per The Intercept :

L’evidente errore che si trova sempre al centro dei sentimenti pro-censura è la convinzione ingenua e delirante che i poteri di censura saranno impiegati solo per sopprimere le opinioni che non piacciono, ma mai le proprie opinioni … Facebook non è un genitore benevolo, gentile, compassionevole o un attore sovversivo e radicale che controllerà il nostro discorso al fine di proteggere i deboli e gli emarginati o servirà come un nobile controllo delle offese dei potenti. Faranno quasi sempre esattamente l’opposto: proteggere i potenti da coloro che cercano di minare le istituzioni d’élite e rifiutare le loro ortodossie. I giganti della tecnologia, come tutte le società, sono tenuti per legge ad avere un obiettivo fondamentale: massimizzare il valore per gli azionisti.Useranno sempre il loro potere per placare coloro che percepiscono detengono il più grande potere politico ed economico.

Benvenuti nell’era del tecnofascismo.

Rivestito di tirannica ipocrisia, il tecnofascismo è alimentato da colossi tecnologici (sia aziendali che governativi) che lavorano in tandem per raggiungere un obiettivo comune.

Finora, i giganti della tecnologia sono stati in grado di eludere il Primo Emendamento in virtù del loro status non governativo, ma nella migliore delle ipotesi è una distinzione dubbia. Certamente, Facebook e Twitter sono diventati gli equivalenti moderni delle piazze pubbliche, i tradizionali forum sulla libertà di parola, con Internet stesso che funge da utilità pubblica.

Ma cosa significa per la libertà di parola online: dovrebbe essere protetta o regolamentata?

Quando viene data una scelta, il governo sceglie sempre l’opzione che espande i suoi poteri a scapito dei cittadini. Inoltre, quando si tratta di attività di libertà di parola, regolamentazione è solo un’altra parola per indicare la censura.

In questo momento, è trendy e politicamente opportuno denunciare, mettere a tacere, urlare e svergognare chiunque le cui opinioni sfidano le norme prevalenti, quindi i giganti della tecnologia si stanno allineando per placare i loro azionisti.

Questa è la tirannia della maggioranza contro la minoranza – esattamente la minaccia alla libertà di parola che James Madison ha cercato di impedire quando ha redatto il primo emendamento alla Costituzione – marciando al passo con il tecnofascismo.

Con l’intolleranza come la nuova lettera scarlatta dei nostri giorni, ora ci troviamo governati dalla folla.

Coloro che osano esprimere un’opinione o usare una parola o un’immagine tabù che va contro le norme accettate sono i primi in fila per essere svergognati, rimproverati, messi a tacere, censurati, licenziati, scacciati e generalmente relegati nel mucchio di polvere degli ignoranti, bulli dallo spirito meschino che sono colpevoli di vari “crimini verbali” e banditi dalla società.

Ad esempio, un professore della Duquesne University è stato licenziato per aver usato la parola N in un contesto accademico. Per riavere il suo lavoro, Gary Shank dovrà seguire un corso di formazione sulla diversità e ristrutturare i suoi programmi di lezione.

Questo è ciò che oggi viene considerato libertà accademica in America.

Se gli americani non difendono rumorosamente il diritto di una minoranza di uno di sottoscrivere, per non parlare di voce, idee e opinioni che possono essere offensive, odiose, intolleranti o semplicemente diverse, scopriremo presto che non abbiamo diritti qualunque cosa (parlare, riunirsi, essere d’accordo, in disaccordo, protestare, accettare, rinunciare o forgiare i nostri percorsi come individui).

Non importa quale sia il nostro numero, non importa quale sia il nostro punto di vista, non importa a quale partito potremmo appartenere, non passerà molto tempo prima che “noi popolo” costituiamo una minoranza impotente agli occhi di uno stato fascista alimentato dal potere. spinto a mantenere il suo potere a tutti i costi.

Siamo quasi a quel punto adesso.

La costante e pervasiva censura che ci viene inflitta dai giganti della tecnologia aziendale con la benedizione dei poteri forti minaccia di portare a una ristrutturazione della realtà direttamente dal 1984 di Orwell , dove il Ministero della Verità controlla il discorso e assicura che i fatti sono conformi a qualsiasi versione della realtà abbracciata dai propagandisti del governo.

Orwell intendeva il 1984 come un avvertimento. Invece, viene utilizzato come manuale di istruzioni distopico per l’ingegneria sociale di una popolazione conforme, conformista e obbediente al Grande Fratello.

Niente di buono può venire dalla tecno-censura.

Ancora una volta, per citare Greenwald:

Il potere di censura, come i giganti della tecnologia che ora lo detengono, è uno strumento di conservazione dello status quo. La promessa di Internet fin dall’inizio era che sarebbe stato uno strumento di liberazione, di egualitarismo, consentendo a coloro che non avevano denaro e potere di competere in modo equo nella guerra dell’informazione con i governi e le società più potenti. Ma proprio come è vero per consentire a Internet di essere convertito in uno strumento di coercizione e sorveglianza di massa, niente ha fegato che prometta, quel potenziale, come il potere di padroni aziendali e monopolisti irresponsabili di regolare e sopprimere ciò che può essere ascoltato .

Come chiarisco nel mio libro Battlefield America: The War on the American People , questi censori di Internet non agiscono nel nostro migliore interesse per proteggerci da pericolose campagne di disinformazione. Stanno gettando le basi per prevenire qualsiasi idea “pericolosa” che potrebbe sfidare la morsa dell’élite del potere sulle nostre vite.

Pertanto, è importante riconoscere la prigione del pensiero che si sta costruendo intorno a noi per quello che è: una prigione con una sola via di fuga: libertà di pensiero e libertà di parola di fronte alla tirannia.

Fonte: https://www.wakingtimes.com/

®wld

SE SON SPINE…

SE SON SPINE…

Di: Dottor Roberto Slaviero – 23.02.21

Se son rose … fioriranno, si soleva dire un tempo. Se son spine…pungeranno!

https://www.treccani.it/vocabolario/solere/

Come volevasi dimostrare, il cambio del testimone al governo, era solo il modo per incastrare una parte della cosiddetta “destra”, perché non rompesse troppo le palle alla cabina di regia.

Infatti alla Lega, sono stati conferiti il Ministero del Turismo e dello Sviluppo Economico e Draghi nel suo discorso programmatico, ha dichiarato che il turismo sarà la base di rilancio per l’Italia!

Ed ecco, infatti, che con  il primo Dpcm, mantiene bloccati gli spostamenti tra le regioni, fino a fine marzo. Complimenti!

Per gli impianti di risalita dello sci, avevamo già capito mesi fa l’andazzo e cosi gli eventuali spiccioli della stagione invernale 20-21 … marameo!

I danni sono incalcolabili!

I pagliacci dei virologi della banda Speranza e  Governatori vari, non sapendo più come fare per far continuare le chiusure, stanno trovando svariate forme di varianti corona, estremamente pericolose, a loro dire.

Non possono dire che le varianti, sono semplicemente le solite virosi invernali, che da sempre, da millenni, MUTANO spontaneamente e ci accompagnano in tutti gli inverni passati, presenti e futuri!

Per tale motivo infatti, ogni anno, i classici vaccini antinfluenzali, sono diversi dai precedenti, a causa delle mutazioni.

I virus, principalmente quelli ad unica catena Rna, si modificano rapidamente in qualche mese.

Ma adesso, non si può più dire, la dittatura mediatica e sanitaria ha rincoglionito i più  e poi c’è il succulento Affare Vaccini, che vaccini NON sono.

Mentre in molte parti del pianeta, per fare alcuni nomi,  dalla Russia all’India, dall’Ucraina alla Bielorussia, per non parlare della Cina e dell’Africa, la situazione è praticamente risolta, anche senza vaccinazioni massicce, da noi ed in altri pochi Stati, siamo ancora soggiogati e sottomessi!

Lasciamo perdere lo scandalo di Israel e del suo Primo ministro, che sta facendo esattamente quello che i nazisti, fecero agli ebrei durante la seconda guerra;

marchiati, con colori diversi i vaccinati dai NON. Liberi i vaccinati e gli altri no!

Il governo in carica, ha fatto un accordo con la Pfizer e ci sono di mezzo le elezioni del 23 marzo prossimo; la  dittatura sanitaria, sta rivoltandosi sul proprio popolo.

Tra l’altro, mi pare che la Russia, protettrice della Siria, abbia informato Israel, che nuovi attacchi aerei alla stessa, avranno una contro risposta militare adeguata!

Escalation militare in Medio Oriente, come al solito, come dai tempi biblici … Libano, Palestina, Siria e la Persia…Guerra dei Re, Sodoma e Gomorra…che due palle, calmatevi una volta per tutte!

Pare che, molto amici dell’odierno premier israeliano, siano il nostro Ministro per la Salute e nelle nostre nazioni limitrofe, il Cancelliere austriaco, al quale comunque, sta scoppiando in mano una bomba di corruzione del suo caro amico, ministro delle Finanze. Ma i media tacciono.

Anche in Olanda il governo ha dovuto dimettersi. In Germania, Frau Angela è a fine del suo mandato e mi pare che tutti i centri di vaccinazione quasi coatta, stile Israel, stiano miseramente fallendo…gente in giro al sole nei parchi affollati senza mascherine: meglio la Vit D, alle terapie geniche dei deviati eugenetisti nazisti!

Nel frattempo, il Texas ha subito una 3 giorni di freddo polare, con temperature mai viste nella storia e blocchi elettrici incredibili. E il Texas, sta più o meno sulle latitudini della bassa Spagna e Portogallo.

Ma … è il riscaldamento globale dovuto alla CO2 … coglioni!

Adesso non è più Global Warming, ma parlano di Climate Change!

Il Texas, è lo Stato Usa che ha denunciato i brogli elettorali delle ultime elezioni Usa e sembra avviato alla richiesta di una uscita dalla Confederazione Usa! Sarà un caso, quindi?

Il clima lo stanno controllando da molti anni i militari, attraverso sistemi Haarp etc.

La Cina ha annunciato che entro il 2025, potrà fare quello che vuole con il suo clima, far piovere o fare siccità, a loro discrezione. Quindi, miei cari servi della gleba o ubbidite, oppure cataclismi o siccità…vi ricordate le piaghe d’Egitto  con Mosè ??

Dei e buoi dei paesi tuoi!

Il problema è però che, un soffio di vento ad Hong Kong, può diventare un uragano a Rio: ossia, modificare i venti e l’umidità, ha effetti potenziali su tutto il pianeta!

Torniamo alle nostre miserie, purtroppo.

Come vedete, la struttura ministeriale della nostra Salute è in scacco ed ostaggio, attraverso  infami personaggi, alle varie multinazionali dei vaccini, già dai tempi della Lorenzin e la storia continua, con l’avvallo di quasi tutti.

Infatti se i new entry del governo,  avessero chiesto un cambio nel ministero chiave in una, seppur fantomatica, “emergenza sanitaria“,  le cose sarebbero potute migliorare, ma non l’hanno fatto e quindi, sono tutti collusi, come da sempre!

Collusi ad un progetto di dissoluzione territoriale, finanziaria, culturale, sociale e razziale dell’Italia.

A proposito, il famoso reddito di cittadinanza di 800 o 1000 euro, che viene già da anni fornito ai “non lavoratori“ ( qualcuno dei quali veramente disoccupato ed in crisi, altri per mala voglia di lavorare), non potrebbe essere dato anche e soprattutto a quelle persone che restano a casa, a disposizione della famiglia, ovvero le Casalinghe/i?

Il governo precedente, aveva fornito un credito di imposta di 400 euro per le casalinghe/i, per fare dei corsi online, per trovare altri lavori! E allora, chi si prende cura della casa e della prole? Lo Stato, con le sue sovrastrutture bolsceviche sociali?

La famiglia deve morire, anche la moderna Chiesa gesuitica, non ne vuol più sapere!

Mi pare tra l’altro, che il Vescovo argentino di Roma, parteciperà ad una riunione importante dei riccastri del pianeta ad Astana, nel Kazakistan, in primavera, nella culla degli Illuminati con Piramide.

Bravo! Speriamo contribuisca a fondare la religione unica planetaria, infarcita di milioni di Tenge Kazako

mmhhh….meglio una valuta digitale per controllare tutti ed eventualmente chiudere i conti correnti dei “non allineati“.

Però…adesso ci sono le cripto valute; la’, per ora, nessuno rompe la privacy e frega i soldi, poi si vedrà!

Mi viene in mente la Torre di Babele

“6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare, non sarà loro impossibile. 7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro».

8 Il Signore li disperse di là, su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.

9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.”

E allora   ?

Dio allora, vuole tutti uguali o tutti diversi, dove magari le individualità possano rivelarsi?!

Personalmente, io sono difensore di ogni singola individualità e lotto perché il singolo, non venga prevaricato e schiacciato dal sistema degli usurpatori schiavisti, religiosi o dittatori che siano!

Mi pare però che il mondo, giri diversamente e la massificazione della sporca globalizzazione, sembri avanzare a grosse falcate: ma, come sempre avvenne nella Storia, eventi imprevisti e non controllabili dai potenti, accaddero ed accadranno!

Un po’ di pazienza e come dicono i cinesi …

“siediti sulla riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare i corpi dei tuoi nemici”

E se lo dicono loro…

Tanti auguri al nuovo governo italico, soprattutto in relazione al reparto turistico!

Se son rose…

Se son spine…sono molto pungenti e possono procurare molti dolori!

Vi ricordate  “un giorno di ordinaria follia“

E’ un attimo impazzire! Anzi, è un attimo risvegliarsi diciamo…leggermente incazzati!

Auguri a tutti!

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/articolo.php?sesonspine

®wld

Fauci: maschera da indossare nel 2022

Il tecnocrate Fauci ha tutte le mosse di un politico di carriera infallibile esperto. Anche di fronte a un tasso di mortalità in rapida diminuzione, continua a sostenere che due maschere sono meglio di una e ora prevede che sarà necessario un altro anno. ⁃ TN Editor

Il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, Dr. Anthony Fauci, ha dichiarato domenica allo “Stato dell’Unione” della CNN che gli americani potrebbero ancora aver bisogno di indossare maschere nel 2022 per prevenire la diffusione di COVID-19.

La conduttrice Dana Bash ha detto: “Tu e il presidente avete suggerito che ci avvicineremo alla normalità verso la fine dell’anno. Cosa significa normale? Pensi che gli americani indosseranno ancora maschere, ad esempio, nel 2022?”

Fauci disse: – Sai, penso che sia possibile che sia così. Dipende da cosa intendi per normalità.

Bash ha detto: “Giusto. Ecco perché voglio che tu lo definisca”.

Fauci ha detto: “È importante perché se la normalità significa esattamente come erano le cose prima che ci accadesse, voglio dire, non posso prevedere. Voglio dire, ovviamente, penso che avremo un significativo grado di normalità al di là del terribile fardello che tutti noi abbiamo dovuto affrontare nell’ultimo anno quando entreremo in autunno e in inverno entro la fine dell’anno, sono d’accordo con il presidente completamente che ci avvicineremo a un certo grado di normalità. Potrebbe essere o meno esattamente com’era nel novembre del 2019, ma molto, molto meglio di quello che stiamo facendo in questo momento.”

Bash ha chiesto: “Perché pensi che gli americani potrebbero dover indossare maschere nel 2022?”

Fauci ha detto: “Sai, perché dipende dal livello di dinamica del virus che è nella comunità, ed è molto importante perché questo riporta a qualcosa, ancora una volta, hai detto, se vedi il livello scendere davvero, davvero molto basso, Voglio che continui a scendere a una linea di base così bassa che praticamente non ci sono minacce. Non sarà mai zero, ma una minaccia minima, minima, minima che sarai esposto a qualcuno che è infetto.”

Leggi la storia completa qui …

Fonte: https://www.technocracy.news/fauci-mask-wearing-needed-into-2022/

Correlato: Maschera doppia maschera e NO maschera

®wld

Facebook fa una mossa di potere in Australia e potrebbe pentirsene

Facebook fa una mossa di potere in Australia e potrebbe pentirsene

Per anni, Facebook è stato accovacciato sulla difensiva in mezzo a una sfilza di scandali sulla privacy, cause legali antitrust e accuse di lasciare che l’incitamento all’odio e l’estremismo distruggessero la democrazia. Giovedì presto, tuttavia, ha improvvisamente virato per prendere l’offensiva in Australia, dove ha abbassato il boom degli editori e del governo con un’improvvisa decisione di bloccare le notizie sulla sua piattaforma in tutto il paese.

Quel gioco di potere – una risposta a una legge australiana che obbligherebbe Facebook a pagare gli editori per l’utilizzo delle loro notizie – potrebbe facilmente ritorcersi contro, dato quanto molti governi sono preoccupati per l’influenza incontrollata dell’azienda sulla società, la democrazia e il discorso politico. Ma è ancora un sorprendente promemoria di quanto potere il CEO Mark Zuckerberg può esercitare con il semplice tocco di un pulsante figurativo.

“La flessibilità di Zuckerberg qui mostra come può interrompere l’accesso globale alle notizie in un batter d’occhio”, ha detto Jennifer Grygiel, esperta di social media e professore alla Syracuse University. “Nessuna azienda dovrebbe avere così tanta influenza sull’accesso al giornalismo”.

La mossa di Facebook significa che le persone in Australia non possono più pubblicare link a notizie su Facebook. Al di fuori dell’Australia, nel frattempo, nessuno può pubblicare collegamenti a fonti di notizie australiane come il Sydney Morning Herald.

Facebook ha affermato che la proposta di legge “ignora la realtà” del suo rapporto con gli editori che utilizzano il suo servizio per diffondere le loro storie in tutto il mondo. Anche esperti di tecnologia e media hanno sollevato serie preoccupazioni. Timothy Berners-Lee, lo scienziato informatico britannico noto come l’inventore del World Wide Web, ha dichiarato a una commissione del Senato australiano a gennaio che il precedente della legge potrebbe alla fine distruggere Internet richiedendo il pagamento per i collegamenti che sono sempre stati gratuiti.

La legge non è entrata in vigore. I negoziati tra le società tecnologiche, il governo australiano e i giganti dei media del paese – in particolare, News Corp. di Rupert Murdoch – potrebbero portare a modifiche alla versione finale.

Ciò che non può essere cambiato, tuttavia, è il drammatico, anche se intransigente, tentativo di Facebook di forzare il problema. La società non ha fornito alcun avvertimento sulla sua decisione di bloccare le notizie australiane e ha applicato il divieto in modo così goffo da bloccare molti spettatori innocenti.

“Poiché la legge non fornisce una guida chiara sulla definizione del contenuto delle notizie, abbiamo preso una definizione ampia per rispettare la legge così come redatta”, ha detto la portavoce di Facebook Mari Melguizo, che ha aggiunto che la società avrebbe sbloccato tutte le pagine che erano bloccato per sbaglio.

La reazione di Facebook non è stata giustificata anche se ci sono problemi con la legge, incluso il fatto che ne trarrà vantaggio i giganti dei media come News Corp., ha affermato Elizabeth Renieris, direttore del Notre Dame-IBM Technology Ethics Lab. La dimostrazione di forza di Facebook, ha detto, “sveglierà davvero i regolatori di tutto il mondo”.

“Se non è già chiaro, Facebook non è compatibile con la democrazia”, ​​ha scritto su Twitter il deputato David Cicilline, un democratico del Rhode Island a capo di una sottocommissione della Camera che ha sollecitato un’azione antitrust contro la società . “Minacciare di mettere in ginocchio un intero paese per accettare i termini di Facebook è l’ultima ammissione del potere di monopolio”.

Giovedì, i Democratici hanno annunciato che terranno nuove udienze per frenare le piattaforme online e aggiornare le leggi antitrust.

Miliardi di persone in tutto il mondo si affidano a Facebook per informazioni essenziali: non solo notizie, ma pagine di beneficenza e di governo, annunci di emergenza e altri canali importanti. Il blackout delle notizie di Facebook ha spazzato via molti di questi, comprese organizzazioni umanitarie come Foodbank Australia e Medici senza frontiere in Australia, che hanno trovato le loro pagine temporaneamente disabilitate.

Il divieto ha interessato articoli di grandi testate giornalistiche internazionali e piccoli giornali comunitari o stazioni radio allo stesso modo. Tali restrizioni hanno potenzialmente privato molti australiani delle informazioni di base su Facebook su COVID-19 o sulla stagione degli incendi del paese, da una società che si dichiara impegnata a costruire “connessione e comunità”.

La società tecnologica ha affrontato anni di critiche per aver permesso che la disinformazione sulla politica e sul coronavirus si manifestasse sul suo sito. I critici hanno affermato di temere che privare gli utenti australiani di fonti di notizie legittime non farà che peggiorare il problema.

“Giocare a questo gioco in Australia riempirà i feed delle persone di disinformazione”, ha detto mercoledì Tama Leaver, esperta di studi su Internet e social media presso la Curtin University in Australia, durante un’intervista con Australian Broadcasting Corporation Radio Perth.

Ma un Facebook senza notizie potrebbe anche essere un’esperienza più piacevole per molte persone, ha detto Drew Margolin, professore di comunicazione alla Cornell University. Facebook sarebbe stato meglio se avesse dato agli australiani la possibilità di rinunciare alle notizie, ha suggerito. Se molti lo avessero fatto, la società avrebbe potuto usarlo per fare leva con il governo e gli editori.

Egli ha detto:

“Cosa succede quando dicono che siamo pronti per riaccenderlo e noi diciamo per favore non farlo?”

__________________

La scrittrice di Associated Press Amanda Seitz ha contribuito a questa storia.

Pubblicato sul sito web: https://apnews.com/

®wld