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DENUNCIA: “SIAMO IN UNO STATO DI CALAMITÀ ARTIFICIALE”

Pripyat-Ucraina 

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo

E’ ora che i Medici si facciano sentire per denunciare i danni alla salute (art. 32 iCost.) e al clima dalle devastanti immissioni radioattive nell’atmosfera ad opera dei test atomici, delle centrali elettronucleari e dei propulsori a energia nucleare, immissioni conseguenti alla fissione dell’ Uranio. Sono immissioni continue, a far data dagli anni ’40, di radionuclidi tossici che si cumulano progressivamente nell’ambiente dato il noto loro lungo periodo di decadimento… LEGGI QUI

Denuncia contro il nucleare killer del clima e della salute pubblica

 Ill.mo PM Dr. Michele TRIANNI, Procura di Monza (396/15)
Con. riferimento alla segnalazione 12.10.17 del collega Dott.Med. Luigi Gasparini (ambiente_salu[email protected]) circa il ritrovamento di Tallio nel corpo di deceduti rientrati da Varmo (UD) in Brianza (Nova Milanese, Desio) occorre accertare se trattasi del killer Tallio-204, metallo pesante radioattivo (betaemettitore, t½: 3,8 anni), proveniente dagli scarichi da basi nucleari (Aviano, presso Varmo…) o da centrali nucleari o da centri di ritrattamento nucleare o da test nucleari in atmosfera, e depositatosi negli alimenti (ad esempio nei funghi di Varmo).

Ciò vale anche per il Tallio stabile, già di per sé tossicissimo, che nell’organismo si sostituisce ai metalli alcalini Sodio e Potassio, colpendo soprattutto il midollo osseo, le gònadi e i polmoni, ma anche il pancreas, la milza, i reni, il fegato, i muscoli e il cervello. Inoltre attraversa la placenta e colpisce il feto.

Ora si è posta l’attenzione sui vulcani sottomarini all’altezza di Palinuro (Salerno) e tutt’attorno alla Sicilia. Recente il terremoto ad Ischia (21.8.17). Tutta un’area sismica, ove sono stati autorizzati, o ignorati, gli scarichi in mare (dal 1987 al 1995) di bidoni di scorie radioattive di centrali nucleari USA in dotazione all’Italia per produrre Plutonio per le loro bombe e cancri per noi (nessuno escluso)… Bidoni che vanno recuperati al più presto, per essere seppelliti nei deserti asismici USA, perché da essi fuoriesce da sùbito per permeazione radioattiva il cancerògeno e climalterante Trizio, e in un secondo tempo, dopo qualche decennio, per corrosione dei bidoni, anche gli altri mortìferi radionuclìdi, con massivo avvelenamento radioattivo del pescato dell’intero mare del Sud d’Italia e conseguente reato di strage (Art. 422 cpdi competenza delle Procure della Repubblica italiana, finora truffata dalla asserita liceità delle dosi radioattive perpetrate alle nostre popolazioni ben oltre il fondo radioattivo naturale assodato letalmente nocivo dalla Scienza medica, come confermato dalle statistiche dei morti radioesposti in Italia da me effettuate dal 1944 al 1988 (all.), Italia che ha diritto al risarcimento ad estinzione del suo debito pubblico

E’ del 15.11.17 l’allarme in USA della Union of Concerned Scientists: “A causa del repentino cambiamento climatico e dell’inquinamento la biosfera è in gravissimo pericolo, ormai quasi irreversibile! allarme da me ribadito, all’Autorità Giudiziaria di Monza, da oltre un trentennio (v. mia Denuncia 28.4.1981)! Ma in USA c’è ancora chi minaccia interventi in NordCorea con bombette nucleari ad asserita azione locale, tacendo che la radioattività scatenata dalle “bombette” si distribuisce a tutto il pianeta con le nubi e le piogge, così come quella dalle due bombe atomiche USA sganciate sulle popolazioni civili di Hiroshima e Nagasaki nell’agosto 1945. (ndr: e più di 2000 ‘test’  nucleari  http://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/nucleare/il-progetto-segreto-sunshine/ Hiroshima e Nagasaki , i primi test di una lunga serie.)

La situazione è drammatica, ma non è disperata, non lo è ancora, purché codesta A.G. penale, rimosso il “diniego di giustizia” (denunciato dall’Avv. Nicolas COLNAGHI con atto 10.3.16), intervenga, su input della Scienza (all.), del Vaticano e degli Ordini Medici nazionali (all.), a tutela della sopravvivenza, col blocco immediato delle dolose quotidianeimmissioni di radioattività dalle centrali nucleari nell’ambiente, bloccando soprattutto il principale radiocontaminante, il Trizio+Idrògeno radioattivo, che ha un t½ di 12 anni, quindi con un sensibile decadimento annuale.

Il che comporterà, abbastanza rapidamente, il calo dell’acidità radioattiva delle piogge, e quindi degli alimenti, e il calo della jonizzazione protonica (T+) della troposfera, e quindi dello stravolgimento del clima con devastanti tornado, alluvioni, inondazioni, fulminazioni ed incendi.

Ai sensi del Dlgs 195/05 rendo pubbliche le informazioni ambientali.

Dott. Med. Marco MAROTTA www.marcomarotta.it 4 all. Besana Brianza, 28.11.2017

Allegati

LA DENUNCIA DI UN MEDICO DIOCONTAMINAZIONI “SIAMO IN UNO STATO DI CALAMITÀ ARTIFICIALE” PDF

Stephen Hawking: «Piogge acide, temperature di 250° La Terra diventerà come Venere»
VEDI ANCHE UN BY-PRODUCT – CIBO IRRADIATO

Le radiazioni nucleari sono entrate prepotentemente, ma in sordina, nel mercato alimentare

Gli alimenti radio-zombie

Almanacco di fine anno

Giovani: morti improvvise, malori (IENA) e infarti a scuola sul computer. C’entra il Wi-Fi?

di Maurizio Martucci

Chi o cosa sta falcidiando un’intera generazione? Minando lo stato di salute dei più giovani? Ieri è toccato ad una famosa Iena. Ma, riduzionista, il titolo è semplificato: in discussione non ci sono solo gli effetti sulla salute pubblica del Wi-Fi e dei diversi sistemi wireless (H24, ubiquitari e cumulativi), ma l’Elettrosmog nel suo complesso: invisibile e silente, il fenomeno elettromagnetico c’entra qualcosa con l’inquietante lista di lutti (prematuri) e malori (improvvisi) registrati nell’ultimo anno? Se si, cosa, come e perché? Se no, perché? Ecco i fatti. Continua QUI

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QUESTO VIENE DAL SUOLO ITALIANO DI TUTTI I GIORNI.  AUGURI, INCOSCIENTI. 

di Paolo Barnard

Caro Paolo,

Sono un informatico di lunga data con una propria aziendina che opera in Europa…. Avendone esperienza, condivido pienamente le tue preoccupazioni per il futuro riguardo il lavoro in forte calo. In ogni settore…

Pensa solo all’auto ELETTRICA che oggi viene spinta in modo deciso… Il motore elettrico rispetto al motore a scoppio (benzina o diesel) è estremamente più semplice.

Spariscono: Basamenti, Pistoni, Bielle, Spinterogeno, Carburatori, Iniettori, Turbine… meccanica di precisione ed elettronica di controllo…

Quindi sparisce tutto il lavoro di progettazione, costruzione, assemblaggio ecc… Ma sparirà anche tutto il lavoro di manutenzione. Migliaia di piccole o grandi officine che ci lavorano sopra. (nota **) 

Prevedibile -80% del lavoro relativo… E dei lavoratori… Tanto, purtroppo, il popolo è bestia. (triste considerazione a 66 anni !) Magna, beve, tromba e… se ne fotte… Vedranno e capiranno…

Firmato: lo 0,2% italiano (cioè un imprenditore consapevole).

** Nota di PB: e i nuovi lavori in nascita sulle auto elettriche saranno al 99% svolti da COBOTS, cioè robotica che produce come 200 umani e comandata da solo due o tre dipendenti, che dialogano con le macchine. Spero non farete figli, fate COBOTS.

Fonte: http://paolobarnard.info/

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Mattei: siamo merce da macello, controllata via smartphone

Negli ultimi tre o quattro anni sono stati installati, soltanto nella parte occidentale del mondo, quindi nel nord globale, circa un miliardo e quattrocentomila sensori per l’Internet delle cose. Gran parte dei quali sono costruiti nei muri delle case, nei nuovi televisori – in tutti gli apparecchi elettronici che comperiamo – e nelle automobili. Parte di questi sensori, che sono invece fissi, sono inseriti negli spazi pubblici e sono quelli con i quali i nostri meccanismi elettronici si collegano senza che noi lo sappiamo.

Queste cose vengono chiamate “Smart”, nel senso che noi sentiamo parlare costantemente di “Smart City”, “Smart Card”, eccetera. Tutte le volte in cui si sente la parola “Smart” io penso sempre che gli “Smart” siano loro e i cretini siamo noi. Qui la situazione sta diventando davvero molto preoccupante. C’è in costruzione un gigantesco dispositivo (e qui proprio la parola “dispositivo” studiata da Foucault è direttamente utilizzabile per parlare dei dispositivi elettronici che noi compriamo).

Un gigantesco dispositivo di controllo sociale di tutti quanti, che viene ovviamente sperimentato per fare un passo in avanti in modo da rendere in qualche modo l’umanità coerente con la nuova frontiera. Continua QUI 

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 Davvero ironico per non dire insultante ed osceno: i maestri della menzogna a caccia di “bufale”

di Enrico Galoppini

A tutti i falsi, falsoni e falsissimi che si riempiono la bocca con ‘ste “fake news” vorrei – giusto a titolo d’esempio – ricordare che l’Iraq, che non ci minacciava in alcun modo (ma forse minacciava qualcun altro di sacro ed inviolabile…), è stato devastato e ridotto ad un campo di battaglia proprio grazie alle spudorate e criminali menzogne propalate da chi ora si ritrova a convegno (http://www.ansa.it/…/fake-news-la-notizia-al-centro-e-larma…) per discutere di “notizia al centro”, “giornalismo veritiero” ed altre chimere.

Chiedo a padre Jean-Marie Benjamin: quanti sono i morti iracheni imputabili alle bugie e alle “bufale” messe in circolazione da tutti i media occidentali? 500.000? Un milione tondo? Ve le ricordate, no, le fialette con l’antrace (!) agitate da Colin Powell? Le “armi di distruzione di massa”? Il “supercannone” di Saddam? I bambini tolti dalle incubatrici a Kuwayt City e il cormorano (dell’Alaska?) impiastricciato di greggio? Chi era che pubblicava paginoni sulla “alleanza tra Bin Laden e il rais di Baghdad” prima dell’attacco finale del 2003? Continua QUI  

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L’ETEROGENESI DEI FINI Violenza sulle donne, molestie, fascisti, migranti, Regeni, ciberbullismo… Ma anche Honduras e Israel – MA ANCHE I LOBBISTI ITALIANI DI SOROS NELL’EUROPARLAMENTO!

Fake news

I dominanti sono quattro gatti e campano di rendita, nel senso che campano alle spalle di tutti gli altri. I dominati sono tutti gli altri , ormai anche più del 99% reclamato dagli Occupy, oggi svaporati. Per cui aveva ragione Gramsci a chiamarli popolo e si aggirano tra i sepolcri coloro che ancora invocano la classe operaia e il proletariato a guidare la rivoluzione. Irriducibili alla presa di coscienza che proletario è il mio fruttarolo ridotto al nocciolo dal proliferare dei supermercati e operai sono la cassiera di qualsiasi supermercato e l’insegnante di qualsiasi scuola. Compresi coloro che questi lavori se li sognano, o li fanno da tre giorni a un mese. L’operaio Fiat oggi sta alla FCA di Detroit o Pomigliano e, come l’altofornista dell’Ilva, sta attaccato con i denti alla catena di montaggio, o alla palata di carbone, che avvelenano lui, i suoi figli e la sua comunità.

I dominanti per mantenere questo assetto delle cose devono mentire per forza. Con le bugie, oggi dette fake news, lo mettono in quel posto ai dominati. I dominati possono mentire anch’essi, ma costretti, e perlopiù a se stessi, per cavarsela in qualche modo, o per non dar fuori di matto. Nel primo caso è dolo, nel secondo colpa, ma neanche tanto. La vicenda delle fake news è tutta qui. Sarebbe facile smascherare il gigantesco inghippo planetario, radicato in una storia che inizia 2017 anni fa e che raggiunge la perfezione con il finanz-militar-securitar-capitalismo dei nostri giorni. Non fosse che i dominanti hanno messo in campo una formula assolutamente geniale: quella delle fake news a fin di bene con dentro, però, il batterio dell’eterogenesi dei fini. Fini malvagi. Continua QUI  

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I ricchi sempre più ricchi, mentre i poveri in Italia sono diventati 18 milioni

di Anna Padri

Roma, 6 dic – Mai prima d’ora gli italiani sono stati così poveri. Quasi un italiano su tre è a rischio povertà. Un dato sconfortante, quello dell’Istat, che arriva proprio a ridosso del periodo natalizio e che ci dice che ben 18 milioni di italiani rischiano l’esclusione sociale. Una situazione che peggiora di anno in anno, aumentando di quasi un punto e mezzo percentuale rispetto al 2015: dal 28,7% si è passati al 30%, tra poveri, deprivati e persone che faticano a trovare un lavoro.

E sebbene si registri una “diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d’acquisto delle famiglie”, dovuto anche a un lieve calo del cuneo fiscale rispetto agli anni passati con un’aliquota media del prelievo fiscale a livello familiare del 19,4% , questo si associa a un “un aumento della disuguaglianza economica”, con i poveri che sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi, con il quinto più ricco della popolazione che vede il proprio reddito impennarsi. Continua QUI 

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I BRICS stanno creando un loro internet

BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) intendono dotarsi di una propria governance internet per sfuggire al controllo degli Stati Uniti

Fino a oggi internet è governata dall’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), organizzazione para-amministrativa del dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.

L’istituzione di una nuova governance internet è stata proposta dal Consiglio di Sicurezza Nazionale russo. Non si sa come si articolerà con il DNS alternativo, già operativo in Cina. Se il sistema si estendesse, gli Stati Uniti perderebbero il controllo delle telecomunicazioni mondiali. Internet dovrebbe dividersi in due e i siti potranno essere accessibili solo a condizione d’scriversi in ciascuno dei due sistemi, qualunque sia la localizzazione degli internauti. Traduzione Rachele Marmetti Il Cronista

Fonte: http://www.voltairenet.org/  

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Secondo lo studioso il Planet X sarebbe un astro gemello del Sole con 7 pianeti orbitanti

Nibiru nel 2020 secondo un astrofisico russo

Nibiru sta entrando nel Sistema Solare, sta accelerando e raggiungerà il punto più vicino a noi (0.3 unità astronomiche) nel 2020. Tutto questo secondo l’astronomo russo Dr. Dyomin Damir Zhakarovich.

Ex amico e consulente astronomico del presidente russo Vladimir Putin, il dottor Zhakarovich lavora ora sotto copertura, emergendo di volta in volta per un unico scopo: avvisare il mondo a proposito di Nibiru, una nana bruna con sette pianeti in rotta verso il sistema solare interno.

La sua conoscenza del sistema Nibiru è così accurata che molti governi lo hanno considerato un’arma pericolosa, in grado di seminare il caos con i suoi annunci. Per impedire che la verità venga rivelata, i leader mondiali come Angela Merkel, Benjamin Netanyahu, Kim Jung-un, Theresa May e Salman bin Abdulaziz Al Saud hanno vietato al dottor Zhakarovich di entrare nelle rispettive nazioni, temendo che le sue parole possano scatenare potenziali insurrezioni e colpi di stato.

L’anno scorso, durante una trasmissione pre-registrata dello show televisivo tedesco Space and Beyond, il dottor Zhakarovich è stato rimosso forzatamente dallo studio e gettato in strada dopo aver espresso preoccupazione per Nibiru. Naturalmente, l’episodio non è mai emerso

Una nuova data, ancora

Ora, il dottor Zhakarovich fa nuova luce sulla data di arrivo. Aiutato da colleghi, il telescopio più potente della Russia e un supercomputer di ultimagenerazione, afferma che Nibiru sarà chiaramente visibile nei cieli del sud tra il settembre e il dicembre 2019 e renderà catastrofico il clima entro il 2020.

Ma né la nana bruna né i suoi pianeti rappresentano la più grave minaccia per la Terra, dice. I maggiori pericoli sono i trilioni di asteroidi e micrometeoriti che accompagnano il sistema Nibiru.

Il problema maggiore sono i detriti

“Mentre Nibiru attraversa lo spazio nel suo viaggio di 3600 anni, raccoglie ogni tipo di oggetto celeste. Questo vortice di spazzatura spaziale rappresenta una doppia minaccia per noi, perché la Terra passerà due volte in questa tempesta cosmica. La schermatura atmosferica che protegge la Terra dai piccoli asteroidi sarà sopraffatta dalla mole di detriti, consentendo a grandi asteroidi di colpire il pianeta e devastare le nostre città”.

Il problema non è il sistema ma la scia di detriti spaziali che si porta dietro  

Inoltre, gli asteroidi all’interno del sistema Nibiru ereditano proprietà dalla stella oscura stessa; Molti sono costituiti da ferro di magnesio, circondato da una guaina porosa che permette effettivamente di penetrare la nostra atmosfera senza disintegrarsi.

Osserviamo i cieli meridionali

La distanza di Nibiru alla terra è circa di 156.000.000 miglia e la velocità trasversale di 6.000 mph; Questa velocità, aggiunge, fluttua a seconda della posizione perpendicolare di Nibiru rispetto ai corpi astronomici vicini.

“Non credo che Nibiru sarà la fine per tutta la vita sulla Terra”, ha detto il dottor Zhakarovich, “ma cercherà di ucciderci. Purtroppo, molti capi di stato pensano di risparmiare e non si preoccupano delle persone che governano. Nibiru presenterà loro il conto. Non credo che la nostra civiltà sia così tecnologicamente avanzata per difendersi dal rosso distruttore”.

In chiusura, il dottor Zhakarovich esorta le persone nell’emisfero meridionale a mantenere una vigilanza dei cieli notturni, nel caso che Nibiru arrivi molto prima del previsto. Fonte pubblicazione nibiru2012.it

Fonte:  https://guardforangels.altervista.org/

ANU – l’antenato degli Anunnaki

Gli Anunnaki erano considerati esseri celesti venuti sulla Terra, migliaia di anni fa.

Anu, la fonte suprema di ogni autorità e l’antenato degli Anunnaki

Anu era una delle più antiche divinità del pantheon sumero, era considerato il padre e il primo re degli dei, ed è indicato come l’antenato degli antichi Anunnaki.

Nella mitologia sumera, An (in Sumerian An = “sky”) o Anu (in accadico) era il dio del cielo, signore delle costellazioni, re degli dei, che viveva con sua moglie, la dea Ki (in sumerico, “Terra” o Antu in accadico), nelle regioni più alte del cielo.

Si credeva che avesse il potere di giudicare coloro che avevano commesso crimini e che aveva creato le stelle come soldati per distruggere i malvagi.

Il suo attributo era la tiara reale.

Il suo servitore e ministro era il dio Ilabrat.

La cosa ancora più importante, è che era era il padre di Enlil, l’antico dio mesopotamico del vento, dell’aria, della terra e delle tempeste. E l’antenato degli Anunnaki, la fonte suprema di ogni autorità.

An, l’Antenato degli Anunnaki: quelli che scesero dal cielo

Allora, chi erano gli antichi Anunnaki?

Il termine ANUNNAKI, se frammentato, si traduce; ANU: “CIELO” – NNA: “Discendere” – KI: “Terra”: “Coloro che sono discesi dal cielo in terra …”

Oggi molti autori sono convinti che non sono né dèi né angeli, ma esseri di un altro pianeta venuti sulla Terra in possesso di uno sviluppo tecnologico e di una conoscenza avanzata della fisica, in grado di manipolare le menti di una razza “inferiore” e trasformarli in un specie schiavi.

Difronte a una civiltà tecnologica come quella degli Anunnaki, l’uomo si inginocchiava considerandoli Dei celesti con poteri per governare il cielo e la terra.

In altre parole, queste “divinità” sono state male interpretate come divinità supreme poiché possedevano una tecnologia che l’uomo primitivo non era in grado di comprendere e capire.

An era una delle divinità più potenti e importanti nel pantheon sumero e gli Dei Anunnaki erano considerati la progenie di An e della sua consorte Ki.

Secondo Black and Green nel loro libro Gods, Demons and Symbols of Ancient Mesopotamia: An Illustrated Dictionary, gli antichi Anunnaki erano proprio questo, la “progenie di An”.

I “sette dei che decretano” possono essere elencati nel gruppo Anunnaki: An, Enlil, Enki, Ninhursag, Nanna, Utu e Inanna.

Quando si menzionano gli Anunnaki, le antiche tavolette sumeriche non fanno riferimento a questi Dei come mere creature eteriche, ma li descrivono come esseri biologici di  arne e sangue, come gli umani.

Quando parliamo di Dei, immaginiamo immagini di nebulosi spiriti celesti che emergono dai confini di un piano di realtà indeterminato.

Tuttavia, questa non è la descrizione che i Sumeri hanno dato agli Anunnaki.

Queste divinità erano reali in ogni singolo modo per gli antichi Sumeri. Gli Dei coesistevano con l’uomo, questi esseri Celesti condividevano le loro vite e coesistevano con l’uomo nelle antiche città della Terra. Erano esseri fisici e palpabili, che mangiavano, dormivano e morivano.

Queste divinità erano visibili agli occhi di chiunque; sono descritti come viaggiatori dei cieli in possenti veicoli aerei, che emettevano un rumore che sembrava un tuono che faceva tremare le montagne, mentre emettevano fuoco.

Anu era una delle più antiche divinità secondo l’antica mitologia sumera. Creditoimmagine

Anu- una delle divinità più antiche del pantheon sumero

Anu era considerato una delle divinità più antiche del pantheon sumero e faceva parte di una triade di grandi dei, insieme a Enlil, dio dell’aria e dell’atmosfera e Enki (anche noto, in accadico, come Ea), dio della terra o delle sue fondamenta.

Era considerato il padre e il primo re degli dei.

Anu è associato al tempio E-anna della città di Uruk (la biblica Erech), nel sud di Babilonia e vi è una buona ragione per credere che questo posto sarebbe il sito originale del culto di Anu.

Il tempio di Anu a Uruk era chiamato E-an-na (‘casa del paradiso’). “In paradiso c’è Anu sul suo trono, rivestito di tutti gli attributi della sovranità: lo scettro, il diadema, il copricapo, il bastone …

Le stelle costituivano il suo esercito.

Simbolicamente, il re ha ricevuto il suo potere direttamente da Anu.

Ecco perché invocavano solo i sovrani e non il resto dei mortali.

Anu era il:

“Padre degli dei” (abû ilâni),

“Padre del cielo” (ab shamê),

“Re dei cieli” (il shamê).

L’equivalente semitico occidentale di Anu sarebbe il dio Ël.

E sembra anche avere equivalenza con il dio Dagon dei filistei e dei fenici.

Astronomicamente Anu era associato alla Via dell’An (o Sentiero di An), una regione del cielo che coincideva con l’equatore.

Più tardi questa regione verrebbe definita come lo spazio tra i due tropici.

Era associato al numero 60, un numero sacro per i Sumeri.

https://www.ancient-code.com/

 Allora, chi erano gli Anunnaki? 

L’albero genealogico degli Anunnaki antichi: 

quelli che scendevano dal cielo

Gli Antichi Anunnaki vengono spesso definiti come gli dei immortali che vivevano sulla Terra durante l’antico tempo Sumero in Mesopotamia

Secondo la mitologia mesopotamica, Anunna o Anunnaki erano, inizialmente, gli dei più potenti e vivevano con Anu in paradiso.

Più tardi, senza aver stabilito un chiaro motivo per questo cambiamento, gli Igigi erano considerati come dei celesti mentre il termine Anunna era usato per designare gli dei dell’Oltretomba, specialmente sette dei che servivano come giudici negli Inferi.

Nel mito di Atrahasis si afferma che, prima della creazione dell’uomo, gli dei dovevano lavorare per vivere.

Quindi, gli Anunna fecero una categoria di dei inferiori, gli Igigi lavorarono per loro, finché non si ribellarono e si rifiutarono di continuare a lavorare.

Quindi Enki creò l’umanità in modo che continuasse a svolgere i compiti che gli dei minori avevano abbandonato e attraverso il culto avrebbe fornito cibo agli dei.

Nell’Enûma Elish, fu Marduk che creò l’umanità e quindi divise l’Anunna tra il cielo e la terra e assegnò loro compiti.

Successivamente, l’Anunna, grata a Marduk, fondò Babilonia e costruì un tempio in suo onore, chiamato Esagila.

La reinvenzione del termine Anunna attraverso la sua forma accadica, Anunnaki, sorse nel 1964, dopo la pubblicazione del libro Antica Mesopotamia: Ritratto di una civiltà morta, di AdolphLeo Oppenheim, che rese popolare questo concetto che fu preso da diversi blog e personaggi da il mondo esoterico e portali pseudoscientifici.

L’autore Zecharia Sitchin pubblicò una dozzina di libri conosciuti come Chronicles of the Earth degli anni 70 in cui descriveva dettagliatamente gli Anunnaki.

Nei suoi libri, Sitchin offriva tradotte antiche tavolette d’argilla sumere e testi scritti in una scrittura cuneiforme che descrive gli Anunnaki.

Nel libro il dodicesimo pianeta, Sitchin racconta l’arrivo degli Anunnaki sulla Terra da un presunto pianeta chiamato Nibiru circa 450.000 anni fa: esseri alti circa 3 metri di altezza con pelle bianca, capelli lunghi e barba, che si sarebbero stabiliti in Mesopotamia e questo, grazie all’ingegneria genetica, ha accelerato l’evoluzione del Neanderthal in Homo Sapiens contribuendo con la propria genetica, per il bisogno di schiavi lavoratori.

Secondo gli scritti di Sitchin, la tecnologia e il potere degli Anunnaki è qualcosa che la nostra civiltà non può replicare nemmeno oggi nel 21° secolo.

Sitchin affermò che gli antichi abitanti di Nibiru 450.000 anni fa avevano la capacità di viaggiare nello spazio e utilizzare l’ingegneria genetica e che avrebbero lasciato tracce della loro esistenza in tutta la Terra con piccoli indizi che indicavano una tecnologia ancora sconosciuta che è presente in varie forme come la costruzione di piramidi (egiziane, maya, azteco e cinese), nel sito megalitico di Stonehenge, nello “spazioporto di Baalbeck”, nelle linee di Nazca e in Machu Picchu.

Le teorie sono molte e ciò che alcuni studiosi definiscono mitologia, altre li indicano come viaggiatori interstellari, che vennero sulla Terra migliaia di anni fa.

Ma se gli Anunnaki fossero reali? Chi erano e chi fu tra di loro il primo? Qual è la loro linea di sangue e, possiamo rintracciarli nella storia come specifiche divinità?

Ci sono vari “alberi genealogici” disponibili su Internet che presentano una serie di differenze. Ad esempio, i seguenti tre (immagine sotto) sono alberi genealogici più inclini alla versione mesopotamica, in particolare quella babilonese della linea di sangue Anunnaki, e la prova di ciò è l’inclusione di Tiamat e Marduk.

La “Grande Assemblea degli Anunnaki”, essenzialmente l’Albero genealogico della classe dominante (o “Dèi e Dee” dei testi sumeri) è data da Laurence Gardner, Genesi dei Re GReail, Bantam Press, New York, 1999:

Nella foto qui è la grande assemblea degli Anunnaki antichi. Credito immagine

Una versione leggermente diversa:

Di John D. Croft, CC BY-SA3.0, tramite Wikimedia Commons

https://www.ancient-code.com/

 Secondo Zacharia Sitchin questo è l’Albero Genealogico degli Anunnaki

Gli antichi egizi ereditarono il loro sapere dai Sumeri. Ma se è così, una domanda sorge spontanea: questi ultimi da chi avevano appreso quelle scienze? La tesi di Zecharia Sitchin è semplice, ma sconvolgente: i testi sacri dei popoli antichi vanno letti come resoconti storici. La mitologia non è creazione fantastica, bensì confusa memoria di fatti realmente avvenuti!

Darwin aveva ragione – secondo Sitchin – solo a metà: la selezione naturale produsse, è vero, i primati superiori dai quali discendiamo, ma l’impiegabile salto evolutivo all’Homo Sapiens fu opera di viaggiatori extraterrestri a nostra immagine e somiglianza, che applicarono l’ingegneria genetica al bagaglio cromosomico dei nostri antenati africani.

C’è infatti un altro pianeta nel nostro sistema solare, un pianeta con un’orbita ellittica simile a quella delle comete, che transita tra Marte e Giove ogni 3600 anni. Esseri intelligenti di quel pianeta (i Sumeri li chiamavano Anunnaki, la Bibbia Nephilim) iniziarono a visitare la Terra mezzo milione di anni orsono, e le loro gesta attraverso i millenni sono quelle che leggiamo nell’Antico Testamento, o nel libro di Gilgamesh. Alla luce delle ipotesi dell’autore, tradizioni, leggende e ritrovamenti, da sempre circondati da un alone di mistero, divengono improvvisamente comprensibili.

Gli argomenti del professor Sitchin spaziano dall’esegesi biblica all’astrofisica, dalla linguistica alla storia delle religioni. Il modello metastori-co che ci propone è logico e coerente, e potrebbe persino riconciliare credenti e non credenti sulle origini dell’umanità

Contributo: wlady 

La cura del Giurassico D’Alema

D’Alema: gli italiani non fanno più figli. Chissà come mai…

Perché mai gli italiani non fanno più figli? Non se lo chiede, Massimo D’Alema, mentre ripropone tranquillamente il più classico teorema mondialista: il nostro futuro saranno i migranti, unica risposta all’impoverimento demografico del Belpaese, sempre più anziano e spopolato. L’ex segretario del Pds è stato un esponente di punta della classe dirigente italiana, in particolare di quella “sinistra post-comunista di governo” che supportò la grande cessione della sovranità nazionale dopo la caduta (per via giudiziaria) della Prima Repubblica.

Eppure, alla televisione italiana già immersa nel clima politico della campagna elettorale, D’Alema parla dell’Italia come se fosse un turista distratto, e non l’uomo che sedette per due anni a Palazzo Chigi, peraltro vantandosi di aver realizzato il massimo volume possibile di privatizzazioni, un vero e proprio record europeo. Parla come un osservatore sbadato e impreciso, D’Alema, quando si limita a prendere atto che il bizzarro problema che affligge lo Stivale, da molti anni, è la crisi della natalità, il saldo negativo che rivela la decrescita costante della popolazione. Affrontare il male a monte, occupandosi degli italiani? Aiutarli a scommettere nuovamente sul futuro? Ma no, basta rimpiazzarli con un po’ di profughi africani. Per gli italiani, tuttalpiù, D’Alema ha in mente una cura innovativa e rivoluzionaria: reintrodurre l’imposta sulla prima casa.

D’Alema appartiene a pieno titolo alla storia del Novecento: il suo nome è legato per sempre all’infelice stagione che vide incrinarsi i decenni del benessere, preparando il crollo sistemico al quale stiamo assistendo. Ma la vera notizia è che l’ex premier sia ancora in campo nel 2017, tra le fila (meramente anti-renziane) di un sedicente movimento “democratico e progressista”.

Quella di D’Alema sembra una voce proveniente dalle catacombe della politica, dal cimitero neoliberista nel quale marcirono e poi morirono, a volte anche assassinate, le migliori idee di progresso sociale, giustizia e solidarietà, incarnate in Europa da giganti del pensiero come Olof Palme, leader della gloriosa socialdemocrazia svedese, artefice del più avanzato welfare del continente. Nel salottino televisivo di Lilli Gruber, D’Alema parla come se nulla sapesse di quanto è avvenuto, in questi anni, al paese a cui oggi si rivolge: la colossale svendita del patrimonio nazionale, i tagli sanguinosi alla spesa sociale, l’austerity, la precarizzazione del lavoro e la piaga della disoccupazione. Dov’era, D’Alema, quando l’Italia organizzava il proprio suicidio socio-economico accettando di subire il macigno del Fiscal Compact, la legge Fornero sulle pensioni, la crocifissione della Costituzione mediante pareggio di bilancio obbligatorio?

L’ex premier post-comunista parla come se non conoscesse Mario Draghi, come se non avesse mai sentito nominare Napolitano e Monti, la Merkel e la spietata Troika che ha ridotto alla fame una nazione come la Grecia. Si limita a descrivere l’Italia come un paese curiosamente in crisi demografica, i cui abitanti – chissà perché – hanno smesso di sposarsi e di metter su famiglia. Il giornalista Paolo Barnard, autore del saggio “Il più grande crimine”, presenta D’Alema come “allievo” di Jacques Attali, eminente politologo francese, già “consigliere del principe” quando lavorava all’Eliseo.

Un grande economista transalpino, Alain Parguez, rivela che proprio Attali, oggi padrino di Macron, contribuì a determinare la svolta neo-reazionaria del presidente socialista Mitterrand, “l’inventore” della soglia del 3% (del Pil) come tetto alla spesa pubblica. Una regola artificiosa e nefasta, solo ideologica e anti-economica, da allora utilizzata dall’élite finanziaria per scatenare l’attacco frontale alla sovranità di bilancio degli Stati europei, mettendo fine alla loro capacità di realizzare politiche progressiste.

Nel suo saggio del 2014 sulla segreta geografia supermassonica del massimo potere (“Massoni”, Chiarelettere), Gioele Magaldi collega D’Alema e Attali sul piano delle loro frequentazioni più riservate: il primo, scrive, milita in due diverse Ur-Lodges, la “Pan-Europa” e la “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”, mentre il secondo nella “Three Eyes”. Secondo Magaldi, le “logge madri” sono strutture esclusive e sovranazionali del back-office del potere, incubatrici di ogni grande decisione finanziaria, economica e geopolitica. Quelle citate, in relazione a D’Alema e Attali, sempre secondo Magaldi (a sua volta “iniziato” alla Ur-Lodge progressista “Thomas Paine”) sono superlogge orientate in senso neo-aristocratico, grandi protagoniste della globalizzazione universale che sta privatizzando il pianeta, senza più altra bandiera che quella del denaro.

Se la figura politica di D’Alema resta complessa, legata alla tormentata conversione atlantica degli ex comunisti (D’Alema fu il primo premier italiano proveniente dal Pci, il partito di Togliatti e Berlinguer), può sembrare un mistero l’ipotetica attualità della sua proposta odierna, la sua stessa permanenza nel club degli interlocutori politici italiani.D’Alema sarà addirittura tra i competitori elettorali del 2018, per giunta nel cartello guidato dall’imbarazzante Bersani, che si richiama in modo surreale all’articolo 1 della Costituzione (“fondata sul lavoro”, ma in realtà “affondata” dalla costituzionalizzazione del rigore imposta dal governo Monti, con i voti di Berlusconi e dello stesso Bersani).

La surrealtà di questa sedicente sinistra prosegue nell’omaggio ricorrente a Romano Prodi, il super-privatizzatore dell’Iri che riuscì a passare da Palazzo Chigi alla Goldman Sachs, fino alla guida della Commissione Europea, cioè l’organismo che ha inflitto le maggiori sofferenze ai lavoratori europei. Al fantasma di Prodi, peraltro, si oppone quello del Cavaliere, che allatta agnellini per la gioia degli animalisti ed evoca spettacolari candidature securitarie, scomodando alti ufficiali dei carabinieri.

Poi naturalmente c’è l’eroico Renzi, per il quale il male italico numero uno resta “la burocrazia” (infatti: il problema di Palermo è il traffico, dice Benigni nel film in cui interpreta il boss mafioso Johnny Stecchino). E i 5 Stelle? Lontani anche loro dalla zona rossa, quella del vero pericolo: il loro mitico “reddito di cittadinanza” lo finanzierebbero semplicemente “tagliando gli sprechi”, non certo bocciando i diktat di Bruxelles. Un quadro anche pittoresco, nel quale diventa più comprensibile persino la sopravvivenza giurassica dello stesso D’Alema, l’uomo che finge di non sapere perché l’Italia sia tanto in crisi, al punto da smettere di fare figli.

Pubblicato il 14 feb 2015 da DiSinAntcontroinvStr

La dittatura del clima e le sante alleanze tra lobbisti e salvamondisti

Lobbisti Salvamondisti 

By Massimo Lupicino

I sacerdoti della religione globalista non fanno che spergiurare che il Global Warming è questione “esclusivamente scientifica” appellandosi, tra le altre cose, alla balla spaziale sul 97% di consensus, una delle più grandi fake news del 21° secolo. A riportarci alla realtà ben diversa dei fatti è il Washington Times, gemello povero ma bello del più noto “Post”, con un articolo che non ha avuto nessuna risonanza sulla stampa mainstream. Per ovvie ragioni, come si capirà dal resto di questo pezzo.

Santa Alleanza

Ricordate la delegazione di volenterosi americani anti-CO2 che si è presentata recentemente alla COP23 di Bonn in antitesi al loro stesso presidente rovinamondo? Ne abbiamo parlato più volte su questo Blog grazie alle ottime e puntuali cronache di Donato Barone. Bene, è forse interessante sapere che due dei volenterosi delegati in questione, Jay Insley e Jerry Brown (rispettivamente governatori di Washington e della California) fanno parte della cosiddetta US Climate Alliance: associazione di 15 stati americani nata con splendido tempismo il giorno stesso in cui Trump ha cestinato l’accordo di Parigi, con il proposito di portare avanti ad ogni costo l’agenda climatista dell’amministrazione precedente. L’associazione in questione è formata dai governatori di 14 stati + Porto Rico, e ama definirsi con involontaria ironia “bi-partisan”, per la presenza di ben 2 governatori repubblicani su 15, per altro in stati di rigoroso rito liberal come Massachussets e Vermont.

Che la causa del Climate Change trovi a tempo di record soluzioni originali a qualsiasi incidente politico non deve ovviamente sorprendere: sono salvamondo, e in quanto tali sono dotati di super-poteri. Ma la cosa realmente interessante è il modo in cui quei super-poteri sono acquisiti e utilizzati.

Lobbismo Verde

La pubblicazione di una serie di email ottenute attraverso regolare richiesta dal Competitive Enterprise Institute, mostra uno spaccato molto interessante dell’attivismo climatico americano. In particolare, il quadro che emerge è quello di governatori che in cambio della disponibilità a spendersi per la causa climatista ne ricavano benefici molto materiali, ad esempio sotto la forma di attivisti climatici messi a disposizione gratuitamente per sostenere le attività dell’Alleanza Climatica stessa: un vero e proprio ufficio-ombra gentilmente offerto da gruppi di attivisti a loro volta foraggiati da entità dotate di disponibilità economiche non indifferenti. Tra le tante associazioni della galassia climatista citate nelle email in questione si segnalano:

  • Climate Nexus, progetto sponsorizzato da Rockefeller Philantropy Advisors;
  • RhodiumRhodium Group di Trevor Houser, già consigliere speciale di Hillary Clinton per Clima ed Energia; Group di Trevor Houser, già consigliere speciale di Hillary Clinton per Clima ed Energia;
  • Climate Registry e Under-2 Coalition, a loro volta partecipati da molti degli stessi Stati appartenenti alla Climate Alliance, in un curioso gioco di scatole cinesi;
  • Georgetown Climate Centre

I benefici forniti ai governatori in questione paiono non limitarsi alla fornitura materiale di uffici, centri di ricerca e staff a titolo gratuito e al di fuori di ogni contabilità, ma includono persino servizi di pubbliche relazioni finalizzati a promuovere storie politiche di “leadership” da pubblicare sul megafono giornalistico liberal per eccellenza: il New York Times.  

Quello che emerge è una forma pura e semplice di lobbismo climatico: ovvero l’esistenza di un gruppo di pressione ambientalista estremamente organizzato, ramificato e sovra-nazionale che si alimenta di donazioni molto generose da parte di entità riconducibili all’ambiente finanziario, molte delle quali amano dare di sè una immagine “filantropica”. In un articolo correlato Delingpole menziona tra i generosi donatori in questione la già citata Fondazione Rockefeller (recentemente impegnata in una battaglia “etica” contro la stessa Exxon che pure aveva attivamente sostenuto per decenni), gestori di hedge-fund miliardari come Tom Steyer e gli immancabili mega-gruppi della Silicon Valley: i nuovi padroni del vapore.  

Volendo riassumere in poche parole, la narrativa ambientalista si configura come uno dei tanti mezzi attraverso i quali alcune lobby finanziarie particolarmente esposte sul business del “verde” proteggono i loro investimenti. Contribuendo a tenere alta la tensione sul catastrofismo attraverso l’influenza sui media, per esempio. O, più semplicemente, aiutando quei politici che promettono di potare avanti le politiche più redditizie per le lobby in questione. Un mero finanziamento politico mediato (e occultato) attraverso la galassia dell’attivismo climatico e ambientalista.

C’è chi può  

Ben inteso: il lobbismo non è un crimine, o per lo meno non lo è negli Stati Uniti, dove questo fa parte a pieno titolo della lotta politica e sottende in gran parte al finanziamento della politica stessa. È altrettanto vero che in termini di etica politica non è uno spettacolo bellissimo quello dei governatori americani più o meno liberal che corrono dietro alle sirene climatiste in cambio di benefici materiali e di immagine, che si tratti di interviste compiacenti su giornali di area, o di comparsate ben pubblicizzate presso eventi planetari come le COP climatiche. Ma fa parte del gioco, decisamente: la politica è anche questo.

Il problema, semmai, è di opportunità. Come si chiede lo stesso Washington Times, immaginate cosa succederebbe se si scoprisse che qualche politico dispone di benefici materiali o di immagine messi generosamente a disposizione da una compagnia petrolifera in cambio di un impegno a perorare le sue cause: opinionisti scatenati, VIPs sdegnati, starlette inorridite, concertoni di protesta, manifestazioni di piazza, flash-mobs, sponsor in fuga, scomuniche papali e chi più ne ha più ne metta.

Ecco, il punto è proprio questo: c’è chi può e c’è chi non può. Da una parte, le poche voci scientifiche contrarie alla narrativa devono ricorrere, a mo’ di disclaimer, a pietose postille in cui giurano di non ricevere fondi da industrie minerarie o dell’energia. Mentre dall’altra parte c’è chi di fondi ne riceve tanti e generosi, in cambio di benefici politici significativi e per giunta in un contesto di sostanziale anonimato: gli è concesso, perché la loro causa è giusta, mentre quella degli altri è sbagliata. Ché alla fine della fiera è il Marchese del Grillo a celarsi sotto le sembianze solo in apparenza ascetiche delle vestali del Climate Change, con il suo intramontabile:

 Fonte: climatemonitor.it

Jørgen Randers, professore di strategia climatica alla BI Norwegian School of Economics, è uno dei sostenitori di una sorta di “dittatura climatica”. Vede la Cina come un modello. Immagine: Wikipedia Commons  

Europa – La dittatura del clima si propone di risolvere il riscaldamento globale

by Bjørn Lomborg November 05, 2017  from Technocracy Website 

La tecnocrazia sta affondando i suoi denti di ferro nei sistemi politici esistenti, cercando di trasformare l’intero mondo in una dittatura scientifica basata sulle risorse. 

Questa visione dall’Europa dovrebbe essere un campanello d’allarme per gli americani! Questo è un articolo da leggere.

L’ambientalista di spicco propone una dittatura climatica perché la democrazia non è disposta a fare le sue politiche.  

Il coraggio di questa discussione è sbalorditivo. È ancora più sbalorditivo è il quotidiano svedese che porta oggi questa ampia intervista senza dichiarare chiaramente il punto di vista come estremo e irragionevole.

Invece, hanno seriamente chiesto al loro analista politico di capire se una dittatura climatica sia davvero necessaria e finisca con la conclusione di “sì, forse”.

L’affermazione arriva da Jørgen Randers, professore di strategia climatica alla BI Norwegian Business School. 

La sua principale rivendicazione è il coautore del libro Limits to Growth del 1972, che spaventò una generazione a far credere che avremmo esaurito tutte le risorse e ucciso l’umanità con un inquinamento atmosferico soffocante. 

La rivista Time ha messo in risalto la storia del suo libro del 1972, “The Worst Is Yet To Be?” E comincia così:

“Le fornaci di Pittsburgh sono fredde, le linee di montaggio di Detroit sono ancora a Los Angeles, alcuni disperati e magri sopravvissuti da una pestilenza stanno disperatamente strisciando al centro delle strade, cortili e campi periferici, sperando di raccogliere qualcosa per la sussistenza.  

Gli uffici di Londra sono bui, le sue banchine deserte. Nelle terre agricole dell’Ucraina, i trattori abbandonati sono sparpagliati sui campi: non c’è carburante per loro. Le acque del Reno, del Nilo e del fiume giallo odorano di sostanze inquinanti.

Fantastico? No, solo triste inevitabilità se la società continua la sua attuale dedizione alla crescita e al “progresso”.

Certo, i loro scenari di paura erano quasi completamente sbagliati. Puoi leggere di più nel mio articolo sugli affari esteri e il mio breve riassunto in Project Syndicate di seguito.

Ora il professor Randers – correttamente – ci dice che la democrazia non vuole e non è in grado di pagare gli importi esorbitanti che lui e molti altri ambientalisti ci chiedono di pagare.

I sondaggi sulla disponibilità a pagare per le politiche climatiche mostrano che la maggior parte delle persone negli Stati Uniti è disposta a pagare $ 180 per nucleo familiare o $ 70 per persona. In Cina, la disponibilità media a pagare è di $ 30 per persona all’anno. (Preferirebbero usarlo per educazione, salute, alleviamento della povertà, ecc.)  

Tuttavia, le attuali promesse di Parigi costeranno ad ogni americano $ 500 all’anno, $ 600 ad ogni europeo e $ 170 ai cinesi. 

Certo, è improbabile che la maggior parte degli americani e degli europei elegga un leader che in realtà li farà incorrere in un costo molto più alto di quello che la maggior parte delle persone è disposta a pagare.  

Inoltre, queste promesse non “risolveranno” il riscaldamento globale – anzi, insieme realizzeranno quasi nulla: 

Secondo la stima dell’ONU, il trattato di Parigi ridurrà le emissioni meno dell’1% di quanto sarebbe necessario per mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2° C e tuttavia costerebbe $ 1-2 trilioni all’anno entro il 2030, principalmente in una crescita ridotta del PIL.

Quindi Parigi consegnerà molto meno di quello che la maggior parte della gente si aspetta, ma costerà molto di più di quanto la maggior parte della gente sia disposta a pagare.  

Naturalmente, la maggior parte delle persone intelligenti sarebbe contro il pagamento di un sacco di denaro per ottenere poco o nulla. Se non altro, questo suggerisce che la democrazia funziona bene.  

Ma Randers, invece, accetta questa riluttanza a spendere fortune con pochi benefici come argomento per porre fine alla democrazia: 

‘se la gente non vuole la mia preferita soluzione, allora le persone sono stupide, non dovrebbero essere autorizzate a decidere il loro destino, e dovremmo invece installare una dittatura climatica’.

L’argomento sembra letteralmente voler dire: se non posso ottenere quello che voglio in democrazia, voglio ottenerlo con una dittatura.  

Questa non è una buona argomentazione. È anche incredibilmente costosa: vanno osservati i costi per ottenere quel tipo di politiche sul clima che Randers e molti altri stanno sostenendo. 

Se la UE adempie alla promessa di ridurre le emissioni dell’80% nel 2050 (che è la più ambiziosa politica climatica del mondo oggi), la media dei migliori modelli sottoposti a peer review mostra che il costo sarebbe di almeno $ 3 trilioni all’anno e più probabilmente raddoppierà tale cifra, ovvero $ 6.000 per ogni cittadino della UE all’anno. Certo, pochi voteranno per questo.  

Inoltre, chiedere una dittatura trascura una delle ragioni principali della democrazia:

“come fai a garantire che il dittatore faccia ciò che è giusto per te?” 

Nel corso della storia, molti hanno chiesto dittature, ma quando l’hanno ottenuta, si è scoperto che il dittatore non ha fatto ciò che speravano – e poi come si cambia il leader? 

Guarda la Cina, che purtroppo è considerata da molti ambientalisti un ideale verde. Ottiene l’86% della sua domanda totale di energia primaria da combustibili fossili (dati dell’Agenzia internazionale dell’energia, ultimi dal 2014, estrapolati al 2017).

Come può essere ultra-verde? Ottiene solo il 12% da fonti rinnovabili (l’ultimo 2% dal nucleare).

Fonte

Anche nel 2040, con tutti i suoi obiettivi parigini, l’IEA ha stimato che la Cina otterrà il 16% della sua energia totale da fonti rinnovabili (e la maggior parte sarà ancora idroelettrica e biomassa, con solo il 4,2% da eolico e solare fotovoltaico).

Come può essere vista come ultra-verde? 

Va ricordato che, la Cina ha ottenuto una quota maggiore della sua energia totale da fonti rinnovabili (soprattutto perché era incredibilmente povera) “ogni anno del secolo scorso” di quanto non sarà nel 2040. 

Ma il fatto più deprimente è che invece di concentrarsi su queste politiche incredibilmente inefficaci che costeranno una fortuna ma che fanno ben poco per sistemare il clima, ci sono molti altri modi che farebbero molto più bene. 

  • In primo luogo, dovremmo aumentare la spesa per la ricerca e lo sviluppo ecologico – se riusciremo a innovare il prezzo dell’energia futura verde e affidabile al di sotto dei combustibili fossili, tutti cambieranno.
  • In secondo luogo, dovremmo concentrarci su un adattamento economico ed efficace, che a lungo termine eviterà la maggior parte dei danni aggiuntivi dovuti agli impatti climatici a costi molto bassi.
  • Terzo, dovremmo riconoscere che la principale vulnerabilità per il clima è la povertà: se sei povero, sarai molto più colpito dai cambiamenti climatici (e, ovviamente, colpisci più duramente e anche più o meno ogni altra sfida).

Quindi, se solleviamo persone dalla povertà, probabilmente li aiuteremo molto di più contro i futuri danni causati dal clima – e li aiuteremo molto, per molto più tempo.

Non sorprende che quando l’ONU ha chiesto a quasi 10 milioni di persone in tutto il mondo su cosa volessero concentrarci, hanno chiesto educazione, salute e nutrizione.

E ha posto il clima in fondo alla lista delle priorità. 

Aumentare la ricerca e lo sviluppo in campo verde, l’adattamento e concentrarsi maggiormente sulla riduzione della povertà è qualcosa a cui la maggior parte delle persone voterebbe. È efficiente, moralmente buono e molto, molto più economico.

E (anche se non posso credere di doverlo sottolineare) potremmo mantenere la nostra ‘democrazia’ … 

Fonti

Citazione:

“Il vantaggio è che una volta presa una decisione, tutto procede rapidamente, non c’è opposizione che ritorni indietro”, 

…è rappresentativo dell’argomento di Jorgen Randers, ma in realtà proviene dallo stesso articolo di Anders Wijkman, che è il portavoce del Club di Roma, di cui Randers è membro del comitato esecutivo.

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

AI – il prossimo passo della civiltà

 L’IA distruggerà la razza umana?  Credito dell’immagine: Shutterstock

Elon Musk avverte: l’Intelligenza Artificiale è altamente probabile che distrugga gli umani

Nonostante il fatto che ci siano molti che accolgono l’intelligenza artificiale dicendo che è il prossimo passo per la nostra civiltà, ci sono molti esperti in materia che hanno emesso un forte avvertimento quando si tratta di AI.

Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX sostiene che l’Intelligenza Artificiale è altamente probabile che sia una minaccia per le persone.

L’uomo dietro SpaceX e Tesla desideravano che una manciata di grandi aziende finissero per controllare i sistemi di IA con un livello di potenza “estrema”.

Questo, secondo Musk, non è una buona idea e può risultare estremamente pericoloso per la nostra civiltà.

Il Rolling Stone riferisce che dopo aver fatto vedere il documentario sull’intelligenza artificiale al personale di Neuralink, ha detto che “forse c’è una probabilità del 5-10% di successo [di rendere l’intelligenza artificiale sicura]”. 

Mr. Musk avverte che dobbiamo procedere con attenzione quando si tratta di AI, ed è stato detto e chiesto alle compagnie che sviluppano sistemi di IA di rallentare al fine di garantire che non creino involontariamente qualcosa di estremamente pericoloso per gli umani. 

Ha detto a Rolling Stone che “Tra Facebook, Google e Amazon – e probabilmente Apple, – ma sembrano preoccuparsi più della privacy – quando in realtà hanno più informazioni su di te di quanto tu possa ricordare”. 

“C’è molto rischio nella concentrazione del potere. Quindi, se l’AGI [intelligenza artificiale generale] rappresenta un livello estremo di potere, dovrebbe essere controllato da poche persone su Google senza sorveglianza?” 

E probabilmente Musk ha ragione, sai, non possiamo lasciare una tecnologia potenzialmente pericolosa per la civiltà nelle mani di poche aziende, giusto? Questo è il motivo per cui Mr. Musk crede che dovremmo regolare proattivamente lo sviluppo dell’IA.

L’ultima volta che Mr. Musk ha parlato delle minacce che l’Intelligenza Artificiale rappresenta ha detto: “Ho un’esposizione all’IA più all’avanguardia di molti e penso che le persone dovrebbero essere davvero preoccupate. Continuo a far suonare il campanello d’allarme ma fino a quando la gente non vedrà i robot andare in strada a uccidere la gente, non sapranno come reagire perché sembra così etereo”.

Il presidente della Russia, Vladimir Putin condivide, in parte, la sua opinione, ma allo stesso tempo vede l’IA come una “opportunità colossale”

In una dichiarazione agli studenti, il leader russo ha affermato che qualsiasi paese che conduce la ricerca sull’intelligenza artificiale dominerà il pianeta. E avranno un sacco di potenziali vantaggi sia nel bene che nel male.  

Putin non poteva essere più esplicito e assicura che “l’intelligenza artificiale è il futuro, non solo per la Russia ma per tutta l’umanità”. 

Voleva anche, ed era sua intenzione, di avvertire dei possibili pericoli che, come sappiamo, sono difficili da prevedere:

L’intelligenza artificiale offre opportunità colossali, ma anche minacce difficili da prevedere. 

Putin ha avvertito che questa tecnologia aiuterà a progredire nella ricerca medica e in tutti i tipi di industrie, ma il vero timore è che possa anche essere la chiave di volta di una possibile guerra.

Subito dopo le dichiarazioni di Putin, Elon Musk ha usato il suo account Twitter per chiarire che è molto preoccupato, assicurando che tutto ciò ci porterà verso la terza guerra mondiale. 

Fonte:  https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da  

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Baracuda con le chiavi della vita sulla Terra

Eridu è stata la prima città sulla Terra

 

ERIDU si dice che sia la prima e la più antica città sumera e la capitale del primo periodo dinastico. Secondo la tradizione sumera, la città fondata e appartenuta al dio Enki, il dio della saggezza.

Secondo la lista dei Re Sumeriprima della Grande Alluvione, Eridu è stata la prima città sulla Terra,

Secondo i re dei Sumeri, Eridu era la prima città al mondo. La riga di apertura recita:

“[Nam] -lugal an-ta èd-dè-a-ba 

[eri] du ki nam-lugal-la ”  

“Quando la regalità sciese dal cielo, 

la regalità era in Eridu. “

Eridu (Coordinate: 30° 48’57.02 “N 45° 59’45.85” E) era un’antica città nel sud della Mesopotamia, 24 chilometri a sud di Ur, nell’attuale sito archeologico di Tell Abu Shahrein. Eridu, anche traslitterato come Eridug, potrebbe significare “luogo potente” o “luogo di orientamento” secondo gli studiosi dicono che questo sito archeologico è di grande importanza.

Alla sua fondazione, era molto probabile che si trovasse a pochi passi dal Golfo Persico; tuttavia, attualmente, a causa dell’accumulo di limo sul litorale nel corso dei millenni, i resti di Eridu sono ora a una certa distanza dal golfo di Abu Shahrain, in Iraq.

Alcuni studiosi sostengono che nell’antica epoca sumera Eridu era legato all’estuario per mezzo di canali e secondo l’epopea babilonese, era la prima città creata nel mondo.

Come notato dalla mitologia sumera, l’antica città di Eridu era UNA DELLE CINQUE città antiche costruite sulla Terra prima del grande diluvio.

Eridu era la città più meridionale del conglomerato della Mesopotamia e importante centro del culto per il Dio dell’acqua, Enki.

Nel luglio 2016, l’UNESCO ha scelto il sito archeologico di Eridu come Patrimonio dell’Umanità Mista, come “parte dei resti archeologici degli insediamenti sumeri nella Bassa Mesopotamia, che prosperarono tra il terzo e il quarto millennio a.C. nel delta formato dal Fiume Eufrate e Fiume Tigri.”

Come notato dall’antica tradizione sumera, così come dalla lista dei re sumeri, Eridu era la più antica delle città della Mesopotamia, nella cui posizione il dio Marduk aveva creato il mondo.

Gli archeologi hanno dimostrato, attraverso la ricerca del ventesimo secolo, che i livelli inferiori della città (livello XIX) risalgono almeno al 4900 a.C., all’inizio del periodo di El Obeid. Il mainstream di studiosi suggeriscono che la città fu fondata nel 54° secolo a.C. 

L’egittologo David Rohl ha ipotizzato che Eridu, potrebbe essere stata l’originale Babele e il sito della mitica Torre di Babele, piuttosto che la successiva città di Babilonia. (Credito dell’immagine: Shutterstock.) 

In questa prima fase, i resti ceramici mostrano un ruolo significativo di Eridu nella regione

Verso il 3800 a.C. (livello VI) la città aveva un importante tempio e un cimitero da cui sono state scoperte mille tombe. 

Verso l’anno 2500 a.C., durante l’arcaico periodo dinastico, un sovrano, forse della prima dinastia di Ur, costruì un grande palazzo ad Eridu, e alla fine del III millennio a.C., durante il regno di Amar-Sin, un grande ziggurat fu costruito nella città, che rimase un importante centro religioso nell’impero della terza dinastia di Ur. 

Secondo la lista dei re sumerici, i primi “mitologici” re, i successori del regno dei cieli, sono quelli di Eridu. 

La lista dei re continua:

In Eridu, Alulim divenne re; regnò per 28800 anni. Alalngar governò per 36000 anni. 2 re; hanno governato per 64800 anni. Poi Eridu cadde e la regalità fu portata a Bad-Tibira.

L’elenco dei re sumeri descrive in un dettaglio senza precedenti un tempo in cui il mondo era governato per migliaia di anni da esseri chiamati “dei”. Questo è uno dei motivi principali per cui il mainstream di studiosi suggeriscono che la lista dei re sumeri è una miscela di resoconti preistorici e mitologici e che quei governanti che vivevano in regni non plausibili non erano reali e facevano parte dell’antico folklore.

Il mainstream di studiosi considerano l’età in cui un governante presumibilmente governava il popolo come riflesso della sua importanza. Più anni regnava un re, più era importante. Tuttavia, questo è molto discusso tra molti autori.

In tempi antichi, questa città era uno degli insediamenti più importanti, e il nucleo urbano di Eridu era il tempio di Enki, chiamato Casa della falda acquifera. 

di  Ivan

Fonte:  https://www.ancient-code.com/ 

Traduzione e adattamento: NinGish.Zid.Da  

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