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Sulle false notizie Onida si domanda: «Ma chi verifica?»

 Onida e Scorza: Ddl Gambaro, il bavaglio al web è illegale 

Lotta alle fake news, o meglio alla libertà d’opinione: il decreto legge firmato da Adele Gambaro arriva in Senato (commissioni giustizia e affari costituzionali) e riapre la polemica sulla legge-bavaglio, tra profili di incostituzionalità, correttivi legislativi parziali e grossolani, pericoli per la libertà di pensiero.

Costituzionalisti, giornalisti e attivisti, scrive “Terra Nuova”, sono in rivolta contro il Ddl, che vorrebbe regolamentare la circolazione delle informazioni “non veritiere” online. «Proposito teoricamente nobile, ma occorre definire molto bene i confini per non sconfinare nella censura travestita». A proporre una interessante analisi del testo di legge è Valerio Onida, ex giudice della Corte Costituzionale e già presidente della stessa corte, nonché docente universitario, ex presidente della Scuola superiore della magistratura nonché membro del team di “saggi” reclutato da Napolitano per ridisegnare l’assetto costituzionale. «Si tratta di un testo superficiale e non idoneo a normare ciò su cui si propone di intervenire, cioè la “rete”, perché va addirittura a modificare i criteri di punibilità dei reati solo perché il mezzo usato è differente», spiega Onida.

«L’articolo 21 della Costituzione è chiaro, parla di mezzi di diffusione del pensiero, quindi la rete, come la carta stampata, la televisione o la radio, deve avere gli stessi limiti e le stesse garanzie. 

Peraltro – ricorda Onida – le norme esistono già, si tratta solo di individuare tecnicamente le modalità più idonee di applicazione». L’articolo 1 del Ddl Gambaro crea un nuovo tipo di reato, quello riconducibile alla circolazione di informazioni attraverso piattaforme informatiche o mezzi telematici, che viene differenziato nel trattamento rispetto all’analogo reato dell’articolo 656 del codice penale che colpisce “chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico”. Poi nel testo si introduce la novità della pena anche per informazioni che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi. «Ma chi verifica?», si domanda Onida. «Qui si introduce il “controllo pubblico” sulla verità o falsità dei dati ed è inaccettabile. Sulla base di quali criteri assoluti mai si potrà effettuare la verifica? Peraltro, sempre l’articolo 1 introduce una disciplina speciale per la diffamazione, che però è già normata da codici e leggi. Anche qui ci si chiede il perché». 

L’articolo 2, poi, per Onida «introduce aspetti pericolosi di controllo pubblico sulle opinioni e sulle idee. Si legge infatti che la pena (reclusione non inferiore a 12 mesi e ammenda fino a 5.000 euro) è prevista anche per chi “svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online”. Di qui la preoccupazione di numerosi attivisti, associazioni e movimenti nazionali, aggiunge “Terra Nuova”. «Temo che ci sia il tentativo da parte di un soggetto istituito di silenziare la società civile e le sue iniziative di controinformazione», dice Monica Di Sisto, vicepresidente dell’osservatorio sul commercio e il clima Fairwatch, che sta guidando la campagna Stop Ttip in Italia. «Per punire il procurato allarme o per combattere le notizie false le leggi esistono già». Attenzione: i trattati-capestro come il Ttip, o il suo clone euro-canadese Ceta appena ratificato, hanno testi inaccessibili, riservati, nonostante i trattati coinvolgano pesantemente la vita di tutti, stravolgendo le regole su alimentazione, salute, sicurezza, ecologia.

«Nemmeno i Parlamenti e i governi degli Stati membri sono obbligatoriamente coinvolti nell’andamento delle trattative», aggiunge Di Sisto. «Anche la senatrice Gambaro, per il suo ruolo istituzionale, è chiamata a garantire i diritti costituzionali nella sua forma più ampia e piena». Ritornando al disegno di legge, il professor Onida si sofferma anche sull’articolo 6, che fa riferimento al potenziamento della formazione professionale per i giornalisti per “prevenire il rischio di distorsione delle informazioni o di manipolazione dell’opinione pubblica”. 

«Anche in questo caso si rischia di definire informazione solo ciò che sta bene al potere pubblico, che decide pure come presentarla», aggiunge Onida. E pure l’articolo 7 «ripropone un inaccettabile controllo dall’alto di verità», visto che «si mette in carico ai gestori delle piattaforme informatiche l’obbligo di verificare l’attendibilità e la veridicità dei contenuti diffusi: ma com’è pensabile?».

Per il costituzionalista, «è uno strumento di controllo autoritario e illegittimo». Idem l’articolo 8, l’ultimo, che prevede che la commissione parlamentare per la vigilanza sui servizi radiotelevisivi monitori “gli standard editoriali delle piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione e diffusione di informazione con mezzi telematici delle emittenti radiotelevisive pubbliche”. 

«Le ricette proposte dai firmatari del disegno di legge sono anacronistiche, inattuabili, inefficaci e soprattutto ad alto rischio di deriva liberticida», ha scritto dal suo blog sul “Fatto quotidiano” Guido Scorza, docente di diritto delle nuove tecnologie. «Difficile astenersi dal ricordare ai firmatari del disegno di legge – aggiunge Scorza – che era il 2000 quando l’Unione Europea stabilì un principio che è caposaldo di civiltà, libertà e democrazia online diametralmente opposto a quello che loro vorrebbero veder introdotto nel nostro ordinamento: il divieto, per tutti i paesi membri dell’Unione Europea di imporre ai cosiddetti “intermediari della comunicazione” qualsivoglia obbligo generale di sorveglianza sui contenuti pubblicati dai propri utenti». Un divieto, scrive Scorza, che ha una spiegazione semplice e di straordinaria importanza: «Se lo Stato chiede a un soggetto privato di verificare ciò che i propri utenti pubblicano attraverso i propri servizi, questo soggetto, a tutela del proprio portafoglio, inizierà a limitare e restringere la libertà dei propri utenti di dire ciò che pensano online, sacrificando così l’idea che Internet possa rappresentare quella grande agorà democratica – che non significa né Far West, né zona franca senza regole – della quale tutti avvertiamo un gran bisogno».

Giovanni Ziccardi, docente di informatica giuridica all’università di Milano, ritiene il disegno di legge «inopportuno, pericoloso e censorio» perché «nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso». Ziccardi lo trova soprattutto impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico: «Punta a soffocare il dibattito in rete caricando di responsabilità, burocrazia e sanzioni utenti e provider. Dall’altra parte “salva”, per molti versi, i due principali vettori di odio, notizie false e disinformazione di oggi, cioè molti grandi media e politici. Ed equipara fenomeni eterogenei tra loro che richiedono, invece, regolamentazioni specifiche. Infatti nella relazione introduttiva si fa riferimento a “fake news”, a espressioni che istigano all’odio e alla pedopornografia. Tre universi molto diversi tra loro». 

Vede una «chiara deriva autoritaria» anche Federico Pistono, informatico con master alla Nasa, scrittore e co-fondatore di “Axelera”, che si occupa di divulgazione nell’ambito delle nuove tecnologie. Dice: «O sanno come funziona Internet e vogliono censurarlo o non sanno come funziona e sono incompetenti; in entrambi i casi non va bene: di fatto, si prevedono pene per chi esercita il senso critico». Per esempio, «chi mette un dato vero e una propria opinione che magari molti altri condividono ma che non è mainstream, può venire processato e condannato per quello. Tutto ciò non ha nulla a che fare con l’educazione e la sensibilizzazione della popolazione a verificare le fonti di ciò che legge e a pensare con la propria testa»

http://www.libreidee.org/

“il machiavellico web”

I TROLL DI INTERNET 

I “TROLL” di internet sono persone che pubblicano messaggi controversi, irrilevanti o addirittura copiati dai vari social per renderli ridicoli. Emotivamente evocano un forum e/o pagine a loro dedicate di discussione on-line o una chat room e altre miriadi di social.

Non è raro vedere i piani coordinati di attacco dei troll su singole pagine e/o profili dei singoli. Qualcuno si è fatto delle domande: “Qual’è il loro scopo? Che cosa vogliono ricavare da questo comportamento?”

La cosa più ovvia è che tutto punta ad indirizzare ad una cosa: ‘l’attenzione’.

I commenti e gli articoli ripresi e poi ri-pubblicati altrove, sono progettati per distruggere o interrompere l’eventuale conversazione – portandosi perfino a mentire, esagerare, nonché a offendere gratuitamente, ma mai e poi mai ad entrare con argomenti contrapposti per esprimere il loro punto di vista per ottenere una risposta dall’altra parte.

Sicuramente la loro intenzione non è quella di approfondire e mettersi in gioco con le proprie idee, quello che vogliono è quello di primeggiare, un qualcosa che possa attrarre la loro attenzione, sfidando gli altri, con molestie via e-mail e con i media disponibili sul web.

Nello specifico, il comportamento di questi “ricercatori”, è paragonabile ad adolescenti del 21° secolo, che si cimentano tramite internet come un bambino di giovane età. Scienziati e ricercatori, hanno anticipato questo potenziale comportamento come un disturbo della propria personalità.

E’ stato constatato che i troll possiedono i tratti caratteristici di una personalità già esistente, il machiavellismo; le persone che rientrano in questa categoria, utilizzano (nella loro condotta generale) l’astuzia e l’inganno. Di solito sono privi del senso di moralità, non riuscendo a vedere il vero problema del bene comune del mondo. Nel 2014 è stata fatta una globale valutazione dell’andatura di Internet che ha dimostrato forti correlazioni psicologiche machiavelliche a coloro che ammettono il loro status di troll on-line.

Agli estremi di questi personaggi machiavellici ci sono tre distinti comportamenti:

“Narcisismo:” i narcisisti centralizzano la maggior parte delle cose intorno a se stessi, parlando e agendo egoisticamente, disprezzando e criticando rompendo le regole del dialogo per ottenere ostinatamente quello che si sono prefissi di fare.

“Psicopatia”: Gli psicopatici vengono così classificati per il loro duraturo comportamento antisociale, non hanno nessun rimorso quando esibiscono audaci comportamenti, anche quando sono consapevoli di interventi non appropriati. Hanno un rapporto diffidente con le persone intorno a loro.

“Sadismo:” I sadici, vengono gratificati quando fondamentalmente sperimentano il piacere assistendo al dolore degli altri; si sentono estasiati dalle scene di lotta e di angoscia; a volte causando volutamente il dolore agli altri, in modo di ricevere l’estasi che ne deriva dalla sofferenza.

Si può dedurre che le persone che hanno alti livelli di machiavellismo riflettono la probabilità di essere degli Internet-Troll. Le tre componenti comportamentali combinate sopra citate hanno un unico denominatore: la mancanza di impulsi, indipendentemente dallo scopo che li traina, essendo privi della possibilità di contenerli. Ciò che li differenzia dal resto della popolazione è il “machiavellismo”.

I troll hanno un innato bisogno di aspirazione alla violenza ad un livello che va al di là del gestibile; alcuni utenti difendono i troll partecipando loro malgrado a quasta “trolling-internet”, sostenedola come una forma d’arte; vengono usati come si fa per la pesca al traino con innoqui commenti off-topic per distrarre on-line gli altri; Questi utenti si rendono conto quando viene viene passata la loro linea di decenza? Come il razzismo, la violenza, misoginia, offese, l’elenco potrebbe continuare. Che dire poi quando viene attaccato un caro defunto?

E’ giusto rovinare una famiglia solo per il gusto di farlo? Qunado sarebbe meglio rimanerne fuori?

Purtroppo la potenza dell’anonimato è forte e determinante sulla quantità di quello che si commette. In un imperativo rapporto viene suggerito che mediamente un troll pubblica dai 100 ai 300 commenti in un giorno, quanta mal-vessazione e caos avranno provocato in un mese? e che dire in un anno?

I troll non sono solo un fastidio, ma un danno alla società che cerca di proteggere se stessa, sia emotivamente che fisicamente, per le ripercussioni messe in discussione che ne derivano da tale comportamento, meglio sarebbe ignorare questi troll, qualsiasi attenzione che si dedica a loro è una goccia di combustibile che alimenta questo fuoco, alla fine, sarebbe meglio lasciarli svanire nel limbo del web. 

http://ningizhzidda.blogspot.it/

“Dal Web”

http://www.maurizioblondet.it/stoltenberg-vuole-la-nato-in-guerra/di Maurizio Blondet 16 novembre 2015

Tutto come da programma: il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha addirittura sollecitato Parigi ad invocare l’articolo 5, che obbliga i paesi membri dell’alleanza a scendere in guerra a fianco di uno di loro che sia aggredito. Stoltenberg obbedisce come sempre ad ordini americani. Se del “governo” americano non è certo. E‘ certo invece che William Kristol, il guru dei neocon, esige dalle colonne del Washington Post l’invio di truppe di terra: mai sprecare un bell’attentato-strage. Segue l’articolo QUI

https://jonrappoport.wordpress.com/

 Every television newscast: staged reality

by Jon Rappoport
November 16, 2015

Focus on the network evening news. This is where the staging is done well.

First, we have the image itself, the colors in foreground and background, the blend of restful and charged hues. The anchor and his/her smooth style.

Then we have the shifting of venue from the studio to reporters in the field, demonstrating the reach of coverage: the planet. As if this equals authenticity.

Actually, those reporters in the field rarely dig up information on location. A correspondent standing on a rooftop in Cairo could just as well be positioned in a bathroom in a Las Vegas McDonald’s. His report would be identical. Continue HERE

http://www.imolaoggi.it/2014/11/13/dite-addio-a-liberta-di-navigazione-e-di-parola-obama-sta-per-distruggere-internet/

Dite addio a libertà di navigazione e di parola. Obama sta per distruggere Internet.

13 nov – Il presidente americano vuole regolamentare internet come servizio pubblico. Forse non c’è un presidente che ha fatto di più per distruggere tutto ciò che Barack Obama ha distrutto, dalla pace nel mondo ai diritti costituzionali degli americani. E, come ricorda Martin Armstrong sul suo blog, rimarrà in carica altri due anni, un lasso di tempo sufficiente per strascinare il paese in una Terza Guerra Mondiale e ridurre la Costituzione a carta straccia. Segue QUI

http://vaticproject.blogspot.it/2015/11/paris-attack-like-mumbai-and-gladio.html

“… 5. Nelle mani degli Stati di oggi c’è una grande forza che crea il movimento del pensiero nel popolo, questa è la stampa. …. Stampa che permette di esprimere e creare malcontento. … questo strumento mediatico è caduto nelle nostre mani. Attraverso la stampa abbiamo acquisito il potere di influenzare le masse, pur rimanendo noi stessi in ombra, grazie alla stampa abbiamo l’oro nelle nostre mani ….” – Protocolli dei Savi di Sion, scritte 1897

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PARIS ATTACK LIKE MUMBAI AND GLADIO ATTACKS – UPDATED BOOM! CIA Director Met with French Security Chief and Mossad Before Paris Attacks

Posted by Vatic Master 2015-11-16 

Vatic Note:  Boy,  I could not write a vatic note as extensive in analysis as this article and I tell you, it was riveting to say the least.   This was big and he or she shows just how extensive, and long term planning this was.  This is an ongoing project with various intel agencies across Europe, the USA, and Mossad.

They really want us to start WW III against the Muslims and have us kill each other off, so they don’t have to do it after the war, like they did in Russia and post WW II Europe,  and they are willing to kill people to do it.  Both Christians and Muslims should join together and fight these satanist Khazars.   They are the real threat to the globe.

Anyway, you read and see what you think.   This above was my reaction to all of this below.  This is excellent research by the author and is very educational. Check out the dates, times, who was involved, and how many countries were involved.  That includes Mossad and even NATO,  as well.  I then follow up with another article showing again, the involvement of mossad and others in this Paris scheme and it had no connection to Muslims at all.

It was the French and Israel governments and the second article shows it included French Intel personnel.  This is truly a MUST READ all the way through.   If Gladio is real, then treason is the call and everyone involved should be arrested, tried and if convicted receive the death penalty. Continue HERE

  http://www.zengardner.com/knees-jerking-yet-let-dose-truth-set-free/

Are your Knees Jerking Yet? Let a Dose of Truth Set you Free

by Vivek Chaturvedi – Nov 16, 2015
Contributor, ZenGardner.com 

Greetings my fellow worlders….

What a time eh? I mean really, what a time.

The mess that is the middle east finally festers into the “situation” in Paris, and I use those inverted commas with due fore-thought.

To beLIEve the script is to buy the story-line and this is an old, old story line. So old in fact, that if you really dared to catch the visible string and started pulling, your MIND would unravel. The depth of deceit, the time-line, the events that you THOUGHT or rather were made to beLIEve shaped your history and therefore your present and thus your and mine, OUR collective future, more so in the last 4-500 years are ALL a fabric of lies. Continue HERE

Popolazione: costume e società

(Ordo ipse est quiddam divinum.)

 Una popolazione debole è una popolazione controllabile.

(Omnia munda mundis; coinquinatis autem et infidelibus nihil mundum, sed inquinatae sunt eorum et mens et conscientia.)

Il “Troll” ha questo compito, abbassare le difese immunitarie di discernimento sulla popolazione non solo nella carta stampata e televisiva/giornalistica ma trova il suo terreno fertile anche nel WEB.

 

(Neve similis malis fias, quia multi sunt. Neve inimicus multis, quia dissimiles sunt.) “Seneca”

La libertà politica è solo un’idea, non un fatto. Questa idea bisogna sapere applicarla ogni volta che risulti necessario, deve essere un’esca per attirare le masse popolari al proprio indirizzo politico (partito) con lo scopo di schiacciare la parte avversa che ne detiene il potere. (Protocolli di Sion)
 

Nisi credideritis non intelligetis. 

Un punto importante da valutare è che gli umani sono stati tenuti in una prigione per eoni, non sappiamo ciò che è grande o quale struttura abbia delle misure straordinarie (per noi) e come le possiamo realizzare. Abbiamo vissuto e percepito in una piccola bolla quello che ci circonda fin dall’età della pietra senza comprenderne il funzionamento.

 

Non est quod timeas ne operam perdideris, si tibi didicisti.

 

Siamo nient’altro che spiriti ricoperti da un corpo, da una forma di apparenza sensibile che dopo un po svaniscono nuovamente nell’etereo e invisibile. Tutto ciò non è metafora ma un fatto scientifico. Noi veniamo dal nulla, ci plasmiamo una forma e facciamo la nostra comparsa.

 

Dum differtur, vita transcurrit.

Va comunque ricordato che le azioni parlano più delle parole. La nostra ricchezza consiste in quello che diamo, così ogni giorno conviene donare qualcosa, anche solo uno sguardo agli altri. Ma anche un po di ascolto e del tempo. 
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“In tria tempora vita dividitur: quod fuit, quod est, quod futurum est. Ex his quod agimus breve est, quod acturi sumus dubium, quod egimus certum.”

La vita è divisa in tre momenti: passato, presente, futuro. Di questi, il momento che stiamo vivendo è breve, quello che ancora dobbiamo vivere non è sicuro, quello che già abbiamo vissuto è certo.
Lucio Anneo Seneca 

Il Metodo della classificazione web

web Il Metodo della classificazione web

La verità sul metodo Google per classificare i siti web. Anche se Google ha intenzione di lanciare tale sistema, è destinato a fallire. Internet è uno degli ultimi bastioni, il migliore del mercato libero della nostra stupidità, regolata, controllata, che manipola l’economia.

Quale volete di notizia, la buona prima o quella cattiva dopo?

Usuali fonti di media aziendali controllate dicono che questa è una buona notizia, quello che i sostenitori della anti-scienza stanno facendo è impazzire nel classificare le verità su Google, un atteggiamento straordinariamente facile per abituarsi ad una prospettiva di una realtà orwelliana tipo 1984.

Questo è il moderno mistero della verità nell’era di Google, di temi sono controversi nella conseguente ricerca, tenendo poi conto che questi articoli sono scritti da artisti del calibro di Joanna Rothkopf, la figlia più piccola di Kissinger e autore di “Super classe”, David Rothkopf.

Il New Scientist – il sito web che ha rotto la storia con Google con il suo articolo che vuole classificare i siti web, non sulla base dei link ma su quella dei fatti – inquadrando preferibilmente la scienza contro l’anti-scienza.

Hanno iniziato il loro articolo lamentandosi del fatto che i siti web anti-vaccinazioni sono sempre nella prima pagina di Google e, nuove storie sparse a macchia d’olio senza delle diffuse realtà. Inoltre l’articolo si rallegra del fatto che Google ha escogitato una risposta a questo imperversare di notizie, mettendo uno scudo a questo pasticcio: “i siti web vengono classificati secondo la loro veridicità”.

La timida buona notizia è che, ironia della sorte, l’articolo di New Scientist sembra essere un perfetto esempio di storia priva della diffusione su internet e pertanto privo di allargarsi a macchia d’olio come si credeva essere il suo intento. Mentre la storia si ricollega ad un documento di ricerca di un team di Google, inserendolo in una specie di pro-balistico modello multistrato romanzato per l’assegnamento di un punteggio di affidabilità a pagine web.

Inoltre, trascura di dire che questa idea ha ancora molto percorso da fare, al momento, c’è un teorico-lavoro-in corso e, non è neanche lontanamente pronto per essere attuato.

Molti di noi non hanno a disposizione dei feticci di equazione a multi-livello per poter analizzare i grafici lineari confrontandoli con le curve di calibrazione per analizzare i vari dati, per molti di noi certi parametri non sono molto fluenti, il succo è questo:

In primo luogo, una pagina viene classificata per le sue triple conoscenze, Queste sono collegate a triple informazioni, comprensive di un oggetto, predicato e complemento oggetto.

Il documento stesso fornisce un utile esempio: Obama – Nazionalità – USA. Questo è un “falso valore” (sempre secondo la stessa definizione) sarebbe invece Omaba – Nazionalità – Kenia. Questa tripla conoscenza (determinata da Google) viene valutata da loro per la precisione della pagina assegnandogli un punteggio KBT (basata sulla fiducia e la conoscenza) sul tradizionale rango della pagina, che Google potrebbe usare e/o mettere (o con qualche altra combinazione) il punteggio tradizionale del rango della pagina,  determinando un alto risultato nella ricerca delle pagine web.

Il documento utilizza un elenco di 15 siti di gossip per dimostrare l’utilizzo di questo metodo. I siti con informazioni controverse e spesso errate (siti di gossip), potrebbero inserirsi in posizioni molto alte nella ricerca tradizionale, portandoli verso la popolarità, ma nello stesso tempo, più bassi nei risultati KBT. Ma nello stesso tempo la procedura stessa ammette che c’è una lunga strada da percorrere prima che questo metodo KBT venga utilizzato da Google per la classificazione di migliaia di pagine web.

Questa è una buona notizia per i siti medio alti (ed i loro lettori) che si stanno rendendo conto che sono loro ad essere presi di mira da questa tecnologia. Dato che Google non è altro che una intelligenza americana aggiunta (e, lo è stato fin dalla sua nascita). Dobbiamo aspettarci qualcosa di simile per avere una valutazione corretta della “veridicità” che circonda i temi e le politiche più controverse del nostro tempo?

La Federal Reserve è un cartello privato creato da bankster con il preciso scopo di manipolare l’offerta della moneta controllando l’economia? Questa è una TEORIA DELLA COSPIRAZIONE! In questo caso Google non è adatto per noi.

Da sempre i governi hanno usato false flag sul terrorismo nella storia per giustificare le loro guerre di aggressione? Questo viene classificato come calunnia! Non passerà mai, il suo valore viene classificato in 200$, portandolo in fondo alla classifica dei risultati.

Google e ogni altra azienda della Silicon Valley ha le mani in pasta con il DOD e/o la CIA e/o la NSA? Bestemmia! Sei stato scomunicato dalla chiesa di Google.

LA VERA BUONA NOTIZIA:
Anche se Google ha intenzione di lanciare tale sistema, è destinato a fallire. Internet è uno degli ultimi bastioni della comunicazione e informazione, il migliore del mercato libero della nostra stupidità, regolata, controllata, che manipola l’economia.

La popolarità di Google non è salita perché i sicari governativi hanno puntato una pistola alla testa a tutti costringendoli ad usarlo. Non hanno nemmeno creato un sistema di licenze per operare con i sistemi dei motori di ricerca, questo trucco del governo è stato creato per tener fuori la reale concorrenza dal mercato.

E’ diventato popolare perché era un milione di volte più utile di AskJeeves o Yahoo! o uno degli altri obsoleti e goffi portali mal funzionanti che dominavano il web alla fine del 1990.

Certo che il potere del rango della pagina di Google, che potrebbe provenire direttamente dagli ingegneri della NSA, come qualcuno ha ipotizzato, resta comunque il fatto che la gente lo usa, perché possono trovare tutto quello che vogliono e anche facilmente e rapidamente con il minimo sforzo.

A questo punto se Goggle dovesse smettere di essere utile per la sua destinazione (per aiutare le persone a cercare informazioni), la gente comincerebbe a cercare alternative, anche se alternative non ce ne sono, alcuni usano la leva dell’anonimato:

Ixquick.com è un motore di ricerca che tutela la privacy, che restituisce i risultati tratti da una vasta gamma di altri motori di ricerca.

DuckDuckGo è un altro popolare motore di ricerca che tutela la privacy, utilizza una serie di strumenti innovativi per rendere la ricerca più facile e veloce.

SigTruth è un motore di ricerca alternativo medio, messo a disposizione per la libertà delle persone che utilizzano le proprie capacità di ricerca personalizzate, restituendo solo le ricerche dei media e siti alti su vari argomenti.

La notizia potrebbe essere che Google, ad un certo punto potrebbe iniziare ad usare il suo punteggio di “verità illustrata” per declassare i siti medio alti stimolandone altri medio alti (come Mike Adams) per annunciare la creazione dei propri motori di ricerca.

E’ così che il mercato delle idee è destinato a funzionare, e se quando Google decidesse di sterilizzare la ricerca, coloro che ne saranno disinteressati ad avere una propaganda igienizzata gli volteranno le spalle.

Ma ecco la migliore notizia di tutte: questa voglia di categorizzare i siti della “verità” (schiaffeggiando tutti gli articoli e mettendo il bavaglio istituzionale) mostra soltanto quanto disperato sia il voler essere dei controllori nel relegare i siti medio alti, è come il voler rinchiudere il genio in una bottiglia. Questo non è il primo segnale che i controllori stanno perdendo la loro guerra per tenere la gente all’oscuro su temi che contano.

Nel 2008, il globalista Zbigniew Brzezinski ha iniziato a lamentarsi, di come per la prima volta nella storia umana “tutta l’umanità si sia attivata consapevolmente e politicamente interattivamente”. Questo lo ha sottolineato in interventi e articoli, venendo alla conclusione che oggi non è più possibile dominare le persone negli stessi modi che sono state dominate nei secoli passati.

Nel 2011, Hillary Clinton ha ammesso che gli Stati Uniti stavano perdendo la guerra dell’informazione nei media alternativi e in tutte le bande di comunicazione.

Nel 2013, il PopularScience.com ha dovuto disattivare tutti i commenti su tutti i loro articoli, perché, è stato detto che una guerra decennale ha eroso il consenso popolare su una vasta gamma di argomenti scientificamente validati come il catastrofico cambiamento climatico.

E, sondaggio dopo sondaggio in anno dopo anno dopo anno, continua a tracciarsi il declino del dinosauro della stampa/radio multimediale/tv, per via dell’ascesa di internet come fonte di notizie e informazione quotidiana per la maggior parte del pubblico.

Senza dubbio ci sono tempi e cieli oscuri con ragioni di rioccupazione per ciò che sta arrivando nella inevitabile repressione digitale. Ma ci sono punti luminosi, come e bene e giusto che debba essere e meritano di essere evidenziati, celebrandoli facendoli notare.

Dopo tutto, le persone hanno avuto l’accortezza di informarsi realmente e, ora più che mai stanno guardando verso la goffa propaganda dell’establishment, cercando di fissare l’inutile agenda politica.

Il dentifricio della rivoluzione “internet” è uscito dal tubetto, e sta facendo un ottimo lavoro che non lo farà tornare indietro e, questa è una buona notizia.

Fonte:

http://theinternationalforecaster.com

http://ningishzidda.altervista.org/