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Un silenzio assordante

Un silenzio assordante da parte dei media tutti, eppure la gente è scesa in piazza in tutta la penisola, ma per il governo è invisibile, per le due camere dei non eletti è invisibile, per il Presidente della Repubblica è invisibile e i partiti tutti ci marciano per qualche adesione in più. 

Siamo soli nessuno ci rappresenta; in questo articolo qui pubblicato il 19 cm è ben documentata la deriva che stiamo subendo. 

Ecco il popolo invisibile alla classe politica (non eletta) dominante, alcune e coraggiose piazze dello stivale sono scese in piazza ma, la legge è passata al senato nell’indifferenza assoluta e con la fiducia passerà anche alla camera.

Non ho parole … 

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Una pressione collettiva sul pensiero – la rinuncia consensuale alla democrazia

A DIFESA DEL MANDATO IMPERATIVO. E DUNQUE DEL POPULISMO. 

di Maurizio Blondet

Il vincolo di mandato per i parlamentari è una delle  istanze del Movimento 5 Stelle: e come tutte  quelle che escono da quel movimento, accolta con strida scandalizzate e indignazione artefatta  mediatiche e partitiche: “Non è democrazia”, eccetera.  Ovviamente,  invece,  è una  pretesa per lo meno comprensibile in Italia, dove oltre  un terzo dei parlamentari  ha cambiato casacca in meno di due anni.   Ma in realtà è molto di più: è un  potente segnale di vitalità democratica.

Mi ci ha fatto pensare il saggio del filosofo politico  Alain de Benoist, “Populismo”  (Arianna Editrice), un libro capitale che consiglio a tutti i grillini pensanti (Grillo incluso), come ai salviniani (compreso Salvini).

Vi ho letto che per Carl Schmitt, “un popolo ha tanto meno bisogno di essere rappresentato  quanto più è politicamente presente a se stesso”. Se Schmitt vi sembra sospetto perché “di destra”, ecco Simone Weil (quella vera, morta battezzata):  nel 1943,   in nome della Resistenza antifascista, scrive il “Manifesto per la soppressione dei partiti politici”, proprio per salvare la democrazia.  Per lei   “L’unico fine di ogni partito è la  propria crescita illimitata”, è “un’organizzazione costruita per esercitare una pressione collettiva sul pensiero”: noi vediamo la durata illimitata dei partiti, decisi a sopravvivere in eterno alla   fine della  loro utilità politica.

Molti pensatori  rivoluzionari sono stati contrari alla delega: a cominciare da Rousseau, per cui “un popolo non può che perdere la propria sovranità sin dal momento in cui se ne priva a vantaggio di rappresentanti”, passando per Proudhon,  per arrivare al  marxista Costanzo Preve, che nota  sarcastico: “Il metodo democratico consiste proprio nella rinuncia consensuale alla democrazia come contenuto”.

Il filosofo Jacques Rancière, un allievo di Althusser,  sancisce: la democrazia “rappresentativa” non è un espediente necessariamente inventato per adattare la democrazia alla crescita delle popolazioni, ai tempi moderni; no,  “E’ a pieno titolo una forma di oligarchia.  L’evidenza che assimila  la democrazia alla forma di governo rappresentativo è recente. La “democrazia rappresentativa” oggi può sembrare un pleonasmo, ma inizialmente è  stato un ossimoro”. Ossia: all’origine, un termine (democrazia) era il contrario dell’altro (rappresentativa).

Molti di voi, lo so, faticano a capire. Questo perché le oligarchie vi hanno cambiato di soppiatto il concetto. E’ stato operato uno   di senso e de-potenziamento fatale della “democrazia”. Nel senso originario, indica il popolo che prende ed  esercita il potere – contro un  tiranno, un re, una oligarchia. 

Dunque “Essa designava la potenza  collettiva, la capacità di autogoverno”; mentre adesso invece “rinvia solo alle libertà personali-  non è più la sovranità del popolo, ma la sovranità dell’individuo”.   Una sovranità degli individui spinto fino “alla possibilità ultima di mettere in scacco, se necessario, la potenza collettiva”.

Così Marcel Gauchet, post-marxista, “uno dei più importanti studiosi del politico” direttore della rivista Le Débat.  Il  fatto è che “una versione liberista-liberale della democrazia ha soppiantato  la  sua versione classica”.  Attenzione, perché il punto è cruciale:  è l’ideologia del libero mercato che vi ha condizionato a credere  che la “libertà” sia la vostra libertà individuale,  di  attuare vostri desideri  privati.  Dato che siete  anzitutto “un calcolatore razionale  alla ricerca di massimizzare il vostro interesse privato”,  senza alcuna preoccupazione per il bene comune.  Il mercato infatti ha  bisogno di individui così, consumatori  da soddisfare.  

Vi dice:  voi come individui siete sovrani  fino al punto di imporre i vostri desideri e piaceri alla volontà collettiva.  

“Di qui a poco a poco – conclude Gauchet – la promozione del diritto democratico  provoca l’inabilitazione politica della democrazia”.  

Infatti, dice De Benoist, “l’individuo atomizzato  quale lo concepisce la teoria liberale non può essere in primo luogo un cittadino, un soggetto democratico, perché per definizione estraneo all’appartenenza   che fonda il voler-vivere-in-comune”.

E il governo? Poco male, vi dice la sirena liberal-liberista: delegatelo ai “vostri rappresentanti”, i quali sono competenti,  e si avvalgono dei “tecnici”; i quali lo delegano alla “Unione Europea”, la  quale lo delega alla banca centrale, al Fondo Monetario, a Goldman Sachs e Wall Street, a esperti più  competenti di voi –   voi godetevi le libertà individuali che la  democrazia di mercato vi  ha regalato. Perché il vostro egoismo è “naturale”, così come il “mercato” è lo stato di natura – a cui non c’è alternativa.  Non c’è alternativa al mercato, quindi cosa volete  “governare”? 

Ci abbiamo creduto. Fino ad oggi, quando “il popolo ha la sensazione che la sua situazione sociale continui a deteriorarsi, che  l’epoca  del pieno impiego sia definitivamente passata  e  che l’avvenire sarà ancora peggiore. Ha la sensazione che i valori cui aderisce siano derisi o disprezzati [legge Cirinnà, gender nelle scuole].  Ha la sensazione che  il  suo stile di vita sia minacciato dalla presenza, sul suolo nazionale, di una popolazione dai costumi differenti che percepisce come  estranea, se non ostile. Ha la sensazione che l’Unione Europea sia diventata un progetto antisociale che contribuisce ad aggravare l’insicurezza economica e culturale”.  

Ma non sono affatto sensazioni, come sapete. Le  conquiste della “omogenitorialità”, i clandestini  da accogliere senza limiti, il gender nelle scuole, lo ius soli,  le “normative d’Europa”, i  “diritti delle minoranze”, la globalizzazione,  sono tutti i risultati di   una spoliticizzazione  “che è avvertita dalla maggior parte del popolo come un’insopportabile aggressione perché mira a togliergli la capacità di decidere, ossia la  sua sovranità”. 

Il risultato è “una impotenza sociale collettiva  senza precedenti storici”(Costanzo Preve). Un  totalitarismo della dissoluzione. Gestito dalla sinistra progressiva:  quei “sostenitori della trasgressione morale e culturale permanente che fanno direttamente il gioco della finanza mondiale, perché il capitalismo può estendere la sua influenza unicamente smembrando non solo le strutture di vita comunitarie tradizionali, ma anche il legame sociale, i valori condivisi,i modi di vita specifica, le culture popolari.  Il capitalismo può trasformare il pianeta in un vasto mercato, che è il suo scopo,  solo se questo pianeta è stato previamente atomizzato”: 

“Senza le nuove piste incessantemente aperte dal liberalismo culturale, il mercato non potrebbe impadronirsi continuamente di tutte le attività umane, comprese quelle più intime”:  così Jean-Claude Michéa,  pensatore socialista senza complessi, in “Perché ho rotto con la sinistra”.  

E’ in questa situazione che sono  sorti, in Europa ed Usa, movimenti populisti. Perché “la condizione di emersione di una mobilitazione populista è  una crisi  di legittimità  politica che tocca  l’insieme del sistema di rappresentanza” (P.  A. Taguieff). Quella patologia gravissima,terminale della democrazia rappresentativa  in cui “destra” e “sinistra” partitiche colludono, in cui Renzi agisce come Berlusconi e Berlusconi vuole adottare Renzi,  perché  hanno lo stesso programma, servire il Mercato Mondiale  da cui non si può uscire. “Lo Stato collusivo dominato dalla casta  oligarchico-tecnocratica verso il quale siamo avviati ormai da trent’anni” (Jacques Sapir). 

Naturalmente, quando  sorge il populismo,  le elites strillano  che non è  legale, che  è “demagogico”, dunque mette in pericolo la democrazia, che è  sovranista e le sovranità non esistono più, che vuole le frontiere ormai abolite, dunque che è passatista;  il popolo che vota i populisti viene  spiegato che è   (come gli inglesi che votarono il Brexit)  quello  poco istruito (strano,  quando gli operai votavano PCI,  nessuno diceva che lo facevano perché poco istruiti) nostalgico, etnicista, che rifiuta gli immigrati e i  diversi,  – anche  fascistoide  (sempre  per le élite s ciò che non piace loro  puzza di fascismo).

Balle, propaganda demagogica , perché nessuno supera in demagogia le oligarchie (basta vedere le loro tv):  non facciamoci condizionare da questi sbarramenti colpevolizzanti e demonizzanti.

“I movimenti populisti”, scrive  Paul Picone,”appaiono generalmente in congiunture storiche speciali, quando il processo democratico è talmente degenerato da esigere una vera reazione democratica –  Il populismo è in generale una reazione contro il deficit di democrazia ed è sempre molto  più democratico di qualunque sistema fondato sulla democrazia rappresentativa”. 

Insomma:  il populismo   sarà confuso, commetterà molti errori,  prenderà cantonate, perché vi aderisce gente che è stata disastrata e  atomizzata dalla Forma Capitale, che è  una forma “totale”  ,  nel senso che ci ha tutti antropologicamente minorati, disumanizzati, resi schiavi del  suo politicamente corretto  e delle sue “trasgressioni” e della sua propaganda seduttiva – però  è una reazione sana all’esproprio di democrazia, è un segno di vitalità,  di salute, di un sangue che riprende a scorrere nelle vene  collettive, il segno della volontà di riaffermare il primato del politico sull’economico.

E’, con tutti i suoi difetti, l’albeggiare del concetto di Libertà “politica”, contrario a quelle “libertà” del Mercato,   la libertà dell’individuo atomizzato, senza appartenenze né patria, nomade sradicato da ogni condizione storica e sociale: quasi che “l’uomo si costituisca liberamente a partire dal niente”. No, “la risposta è che la libertà come l’autonomia va concepita in termini di attaccamento e di legami, non di lacerazione e sradicamento,  di responsabilità verso l’altro piuttosto che di trasgressione a tutto ciò che unisce i membri di una società a un fondamento storico-sociale comune”. 

La democrazia in senso forte, dove il “demos” rigetta le oligarchie e  la loro governance che svolgono  per conto di poteri “che uccidono i popoli”,  e prova a governare in proprio. Da cui il mandato imperativo,  il guinzaglio corto ai politici.  E’ un inizio.

Fonte:  http://www.maurizioblondet.it/

Le variabili nascoste

TECH-GLEBA. SPACCIATI?
COGLIONI FATEVI I CONTI IN TASCA.

di Paolo Barnard

La risposta è sì. Coglioni, sì, voi coglioni siete spacciati. Credete di essere innocenti oggi? Chi avete seguito e reso prioritari fra gli ‘informatori’ in Italia fino ad ora? Chi ancora avete sulle vostre pagine ‘Social’ postati 10 mila volte? Eh?. Leggete sotto, eh…

Siamo spacciati? Ma dai, iniziamo dell’ipotesi ottimista. Nella storia dell’universo, del pianeta Terra, delle scienze, e nella geopolitica imbastita dagli umani, sono esistite sempre le ‘variabili impazzite’, che oggi la ricerca chiama ‘hidden variables’.

Allora noi destinati ai ‘ceppi’ della TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE possiamo sperare in quelle variabili impazzite che inceppino tutto il mostruoso disegno delle elite Tech che ho descritto nel saggio?

Ora, per farmi capire su questa fragile speranza, prendo il tema di questo immane progetto di TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE e lo restringo in due esempi più piccoli: la ricerca nello Xenotrapianto anni ‘90, e la guerra in Iraq del 2003. Furono due pianificazioni tecnologiche e geopolitiche umane che nonostante i miliardi e i poteri politici che avevano dietro si frantumarono per una o più variabili impazzite.

A metà degli anni ’90, a Cambridge in Inghilterra e in laboratori segreti, si stava completando quella che poteva essere una delle più strepitose rivoluzioni in Medicina di sempre. Lo Xenotrapianto. Che significa? Semplice: l’idea era di modificare geneticamente i maiali su profili di DNA umano in modo da rendere i loro organi interni fatti da cellule umane. Perché? Per poterli usare (cuore, reni, polmoni ecc.) per i trapianti sull’uomo senza il problema del rigetto, e senza il tragico problema della scarsità di donatori per cui spesso gli ammalati muoiono in lista d’attesa. Il rigetto in particolare veniva evitato perché il profilo del DNA impiantato in un singolo maiale era… personalizzato. Cioè ogni ammalato avrebbe avuto il suo maiale ad hoc che già portava il suo DNA, RNA ecc.

Io ne feci un servizio per Report allora. Mi portarono ai labs chiuso dentro un furgone senza finestrini perché la location doveva essere segretata, a causa delle minacce di morte degli animalisti inglesi contro gli scienziati. Incontrai il Prof. White, capo della ricerca e il front man per gli investitori. La parte, ovviamente negativa, di tutto era che quel miracolo medico sarebbe stato privato, e quindi venduto agli Stati con le loro Sanità a peso d’oro. Mi ricordo oggi che White mi citò pile di milioni di dollari investiti nello Xenotrapianto dalla UBS, da Goldman Sachs, dai Sauditi, e da un fondo sovrano malese, credo, e altri. White era un 45enne che emanava luce, ma non per carisma, per l’ideogramma $ stampato nelle cornee, come nei cartoni animati. La sperimentazione animale era conclusa, mancavano 2 cm all’applicazione sull’uomo.

Poi… la ‘hidden variable’ colpì e tutto andò in frantumi. Un banale Retrovirus del maiale ci si mise di mezzo, non lo avevano mai scoperto, e adios… pile di milioni, labs, mega-banche, sogni di fama e soldoni, e purtroppo anche la vita di tanti ammalati. Tutto franato.

Quando G.W. Bush decise d’invadere l’Iraq, oggi anche i piccioni lo sanno, gli occhi dei suoi sponsor politici, cioè Big-Oil (mega petrolieri USA) erano tutti puntati sulla torta nera liquida da spartire. Infatti, come documentai nel mio libro Perché ci Odiano (Rizzoli, BUR), Exxon, ConocoPhillips, Chevron ecc. ma anche giganti collegati come Halliburton, Kellog Brown & Root e Carlyle, avevano pianificato con tronfia sicurezza un futuro di fantastilioni in un Iraq divenuto la stazione di benzina privata degli Stati Uniti.

La strategia era stata pensata ben prima dell’invasione, ed era interamente dedicata allo studio della torta da spartire nel dopoguerra iracheno. La si trovava scritta nero su bianco nel documento riservato Moving the Iraqi Economy from Recovery to Sustainable Growth che già circolava fra i lobbisti aziendali di Washington nel Febbraio del 2003. Ok. Tanto quanto. Si fa la guerra, si commettono crimini contro l’umanità, si smembra il Paese in un caos sanguinario, ma poi quando si trattò di spartire la maledetta torta nera che successe? Le ‘hidden variables’ colpirono.

Per prima cosa quei coglioni degli americani, ignoranti del mondo come capre, non avevano capito nulla della composizione etnica e tribale dell’Iraq, e immaginate, per farla breve, che fu come mettere in un frullatore nazisti, ebrei, anarchici, trotzkisti, cinesi e giapponesi, leghisti e immigrati, e sperare che ne esca ordine. Ne uscì una delle guerre civili più violente della Storia. Da qui la fuga dei capitali USA e occidentali dall’Iraq, che erano indispensabili alle infrastrutture affinché Big-Oil si pappasse i pozzi. Nessun demente avrebbe mai messo 10 $ d’investimento in un bagno di sangue infernale. Poi i Kurdi, che hanno in mano i migliori pozzi del nord, fecero la voce grossa, e infine arrivò l’ISIS, frutto in gran parte di un conflitto fra politica americana e l’allora governo a maggioranza Shiita (la Anbar Awakening). Insomma, Booooooommmm… anche lì le ‘hidden variables’ fecero esplodere tutto il mega-progetto di Washington.

E ok. Allora, possiamo noi sperare, cioè, appenderci al tenue filo di speranza che delle ‘hidden variables’ faranno esplodere la TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE? Bé, uno può sperare tutto nella vita, ma la risposta è, sinceramente, NO. Perché?

Perché il progetto di TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE è di scala globale, non regionale e neppure business-settoriale.

Spiego: G. W. Bush franò anche perché l’amministrazione che venne dopo di lui era tutto un altro settore di business (il business-settoriale) . Di colpo nel 2008, dal dominio assoluto di Big-Oil, si passò al dominio di Wall Street che aveva PAGATO di tasca propria l’elezione di Obama. Addio Iraq, Exxon, Halliburton e Cheney. Adesso arrivavano gli ‘algoritmi dei derivati, mega-banks, e Big-Finance’, cioè Goldman, BoA, HSBC, Deutsche Bank, e gli Hedge Funds turbo spietati come Bridgewater. Questi passaggi sono però roba business-settoriale, non globale. In cose di questa dimensione – che è enorme comunque – può accadere, come scritto sopra, che le ‘hidden variables’ mettano bastoni fra le ruote. Ma su scala globale, cioè nella TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE, no, è veramente improbabile.

Come scritto nel saggio, qui abbiamo un’idea che è condivisa da un continente all’altro senza soluzioni di continuità, dalla Cina agli USA alla Russia all’Argentina all’Italia… Yes, mi ha scritto un tecnocrate di Milano di alto livello (e la cui azienda non mi ha nominato) e mi ha detto che poco tempo fa di ritorno da un seminario su quello che io chiamo TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE, arrivò a casa, guardò sua moglie, e si mise a piangere sul divano. Cercate d’intuire per favore. L’idea è MONDIALE, non business-settoriale, quindi magari forse essa è solo ‘inceppabile’ a livello di qualche Paese, ma non nel Pianeta, no. SFONDERA’, punto.

Allora?

Siamo nella m… (finisce per erda). Non posso dirlo meglio, sorry.

Voi mi leggete, e il 99,99% di voi non ha ancora un’idea del potere reale di un Trattato U.E. come la Banking Union o il Preventing Macroeconomic Imbalances, non li avete mai letti, davvero ancora non l’avete colto. Immaginiamo se state capendo, voi, quello che vi scrivo sui prossimi 50-200 anni di TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE. Ma dai, mica sono scemo. Lo so bene che mettete i ‘mi piace’ alla cazzo, ma non avete veramente capito un millesimo di quello che arriva. E voi siete lo 0,2% che segue me. Immaginate il resto della popolazione dei bar, dei TG, delle parrucchiere, stadi, Vasco, del bagno al mare, di “piove, governo ladro” dei 5S e di Travaglio. Ma dai, guardiamoci negli occhi, eh? Voi pensate che Sergey Brin o i fisici quantistici di D-Wave Systems temano i popoli come voi e i sotto-voi che ho citato? Tradotto: voi, la gggènte?

Cosa potete fare? Nulla. Perché voi siete la gggènte, quelli che mai capirono cosa significava il nome Jaques Attali per la sopravvivenza di milioni di famiglie e di aziende europee. Voi vi agitaste per Tangentopoli, Craxi, poi di recente per il Cavaliere e le sue troie, poi per i Meet-up, o le Mafiette del sud, fessi. E l’Eurozona di cui io vi avvisavo anni prima ha fatto un milione di morti più di Provenzano, fessi. Ma voi ancora Travaglio, Imposimato, la Raggi… Oggi tutti gridano a ciò di cui vi avvisavo io 10 anni fa.

Non potete fare letteralmente nulla, perché come ho già scritto nel saggio TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE 1 & 2, già siete vittime dell’APATIZZAZIONE di Samuel P. Huntington, Michel J. Crozier e Joji Watanuki con la Trilaterale da almeno 40 anni, e non sapevate un cazzo. Fra un 15-40 anni vi arriva addosso l’universo di Sergey Brin, Zuckerberg, David Ferrucci, Jerome Pesenti, Jonathan Ross o Jeff Bezos, che è un milione di volte peggio, e credete di poter fare uno strillo, voi eterni fessi?

Lo ripeto. Non fate figli. E odiatemi, ma ve lo meritate. Ho meno followers su Twitter di un liceale, e sono sempre stato nell’assoluta minoranza, ignorato, umiliato, mai sostenuto dal pubblico, coglioni. Guardate i followers dei veditori di caramelle del ‘pollitalico pollaio’, sono 100 mila volte più dei miei. E allora fate una cosa: guardate i vostri bimbi di 3 anni, e uccidetevi.

SIETE VOI L’APOCALISSE.

TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE. NO ESCAPE. Ci risentiamo fra 15-40 anni.

http://paolobarnard.info/

Egemonia

HAMBURG, GERMANY JULY 7, 2017: Russia’s President Vladimir Putin (L) and US President Donald Trump shake hands during a bilateral meeting on the sidelines of the G20 summit in Hamburg. Mikhail Metzel/TASS (Photo by Mikhail MetzelTASS via Getty Images)

 

La valutazione di Putin su Trump al G20
determinerà il nostro futuro

Postato da Davide su come donchisciotte

Articolo di: DI PAUL CRAIG ROBERTS

Sullo sfondo della riunione di Putin-Trump ci sono le aspirazioni di Israele e dei neocon. Sono queste che guidano la politica estera americana.

Perché Washington si impegna così tanto a rovesciare il presidente siriano Come si spiega l’improvvisa apparizione nel 21° secolo della “minaccia musulmana”? La preoccupazione su tale minaccia come fa ad essere coerente con le guerre fatte contro Saddam, Gheddafi ed Assad, leader che hanno soppresso il jihadismo? Come si spiega l’improvvisa apparizione della “minaccia russa”, pompata fino a farla diventare una pericolosa russofobìa priva di fondamento?

Le minacce musulmana e russa e le bugie usate per distruggere Iraq, Libia e parti della Siria sono tutte orchestrazioni che servono i desiderata di israeliani e neocon.

La lobby ebraica in America, fortemente presente in Commentary, Weekly Standard e New York Times, ha sfruttato l’11 settembre per costringere Bush ad intraprendere un “energico sforzo per detronizzare Saddam” (vedi qui e qui).

Saddam Hussein era un leader laico, il cui compito era di sopire i conflitt tra sunniti e sciiti e mantenere una stabilità politica. Lui, Assad e Gheddafi hanno soppresso l’estremismo che porta al jihadismo. Saddam non ha avuto nulla a che fare col 9/11, e sotto il suo governo l’Iraq non costituiva alcuna minaccia per gli Stati Uniti. Era stato un fedele vassallo, attaccò persino l’Iran per conto di Washington, che sperava di usare il suo paese per rovesciare il governo persiano.

Rimuovere leader secolari è ciò che crea il jihadismo. L’America ha scatenato il terrorismo musulmano con regime changes che hanno ucciso i presidenti ed hanno lasciato i paesi nel caos.

Fomentare il caos in Iraq è stato l’inizio, poi si è passati a Siria ed Iran. Questi due paesi sostengono Hezbollah, la milizia nel Libano meridionale che per ben due volte ha battuto l’esercito israeliano, inviato per appropriarsi delle risorse idriche.

Le guerre dei neocon in Medio Oriente servono a rimuovere i governi che forniscono sostegno militare e finanziario ad Hezbollah. Spingendo il jihadismo più vicino ai confini russi, queste guerre peraltro coincidono perfettamente con la politica statunitense della World Hegemony. Come ha espresso Paul Wolfowitz, sottosegretario alla Difesa:

“Il nostro primo obiettivo è impedire il riemergere di un nuovo rivale che costituisca una minaccia simile a quella sovietica. Per questo, dobbiamo impedire che qualsiasi potenza ostile possa dominare una regione le cui risorse, sotto un controllo consolidato, sarebbero sufficienti a creare una potenza globale”.

Israele vuole che anche Siria ed Iran finiscano nel caos come Iraq e Libia, così da poter rubare l’acqua nel sud del Libano. Se i due paesi vengono indeboliti, Hezbollah non avrà il sostegno militare e finanziario per resistere all’esercito israeliano.

I neocon hanno invece obiettivi più grandi. Vogliono attaccare Siria ed Iran per poter dirottare il jihadismo in Russia e Cina (quest’ultima ha anche una provincia musulmana che confina col Kazakistan). Provocando problemi interni a Mosca e Pechino, i neocon possono ridurre le loro capacità di ostacolare l’unilateralismo americano.

Ecco perché si fa guerra in Siria, nient’altro.

La “minaccia musulmana” è apparsa all’improvviso con l’attacco al WTC e al Pentagono. La colpa venne immediatamente data ai musulmani. Sebbene il governo americano sostenesse di non aver idea che un attacco del genere fosse in preparazione, sapeva sùbito chi l’aveva commesso. Ovviamente, i documenti lasciati sulla scena identificavano convenientemente i “terroristi”.

Ci sono 3.000 architetti e ingegneri che mettono in dubbio gli eventi di quel giorno. La spiegazione ufficiale della distruzione dei 3 edifici è tecnicamente senza senso. Ci sono infinite prove fornite da esperti. Basta andare in certi siti: Architects & Engineers for 9/11 Truth, Firefighters and First responders for 9/11 Truth e Pilots for 9/11 Truth. Cercate quel che alcuni funzionari stranieri hanno da dire sulla storia assurda raccontata da Washington. Che la gente creda alla spiegazione ufficiale è la prova del fallimento totale dell’istruzione in America. Gran parte della popolazione è incapace di pensare. La gente accetta tutto ciò che il governo gli dice, indipendentemente dall’assurdità.

Da dove viene la presunta “minaccia musulmana”? Che cosa l’ha prodotta? L’11 settembre è avvenuto prima che gli Stati Uniti distruggessero in tutto o in parte sette paesi musulmani, uccidendo, assassinando, rendendo orfani e spostando milioni di musulmani che stanno ora invadendo gli stati europei vassalli. Queste guerre su innocenti possono produrre terroristi, ma l’11 settembre è avvenuto prima delle guerre di Washington contro i paesi musulmani.

Bin Laden ed al-Qaeda erano alleati di Washington contro i sovietici in Afghanistan. Sicuramente non avevano le connessioni interne per superare tutte le 17 agenzie di intelligence americane, il National Security Council, tutti i servizi della NATO, il Mossad e la sicurezza dell’aeroporto per ben quattro volte, nella stessa ora e nella stessa mattina.

Inoltre, nell’ultimo video attribuitogli, bin Laden ha dichiarato di non aver nulla a che fare con quell’attacco. In generale, i terroristi si prendono la responsabilità anche solo per magnificare il movimento. Non ha senso che “il promotore” presunto destinato a rovesciare l’Occidente neghi la più grande umiliazione mai inflitta ad una potenza mondiale. Gli Stati Uniti vennero completamente umiliati, impotenti contro una manciata di musulmani muniti di taglierini. Questa umiliazione è un record mondiale che rimarrà per sempre. È impossibile che il presunto terrorista, bin Laden, non la rivendichi.

Anche solo questo fatto dimostra che bin Laden ed Al-Qaeda non hanno avuto niente a che fare con l’11 settembre.

Chiunque creda alla storia ufficiale, come chiunque creda che Oswald abbia ucciso JFK, che Saddam avesse armi di distruzione di massa e collegamenti con Al-Qaeda, che Assad abbia usato armi chimiche, che la bugia del Golfo di Tonchino fosse vera, che Sirhan Sirhan abbia ucciso RFK, che la Russia abbia invaso l’Ucraina, ecc., è ormai perso nella Matrix e non più salvabile.

Non so se la stupidità occidentale si estenda anche in America Latina, Africa ed Asia. Alcune persone in Venezuela, Ecuador e Bolivia, i cui governi sono regolarmente soggetti a regime changes voluti dagli americani, devono essere consapevoli del fatto che non sono in controllo del proprio destino. Ma quanto è diffusa la consapevolezza del desiderio di Washington di avere l’egemonia mondiale? Gli unici segnali in tal senso sono gli accordi, ancorché iniziali e limitati, tra Russia e Cina.

Ancora oggi nessun governo europeo ha fatto il collegamento tra le guerre di Washington, sostenute dall’Europa, ed i milioni di rifugiati che stanno invadendo il continente, intenti a rubarne il welfare e le donne. Sentiamo tutti i tipi di lamentele per gli immigrati, ma non si fa mai una connessione tra questi e le guerre europee sostenute dagli Stati Uniti.

Washington è stata così brava durante la guerra fredda a rappresentarsi come simbolo di pace, giustizia e verità che il mondo non riesce a vedere il suo volto satanico.

Ora che 16 anni di guerra inumana contro le popolazioni musulmane hanno distrutto la vita di milioni di persone, perché non ci sono 9/11 ogni giorno? Invece ci sono solo alcuni presunti attacchi terroristici condotti da individui, palesi false flag, come quelli in Francia e in Inghilterra. Ma niente negli Stati Uniti, “il Grande Satana”, cosa molto sospetta.

Il 9/11 è stato il “New Pearl Harbor” dei neocon per fare guerre per gli interessi propri ed israeliani.

Perché gli americani e gli europei non lo sanno? Perché non hanno media indipendenti ma presstituti.

Washington ha creato “la minaccia russa” quando la falsa accusa di Obama ad Assad sul suo presunto uso delle armi chimiche è fallita. Cameron aveva promesso l’appoggio britannico all’invasione della Siria, ma il parlamento gli ha votato contro. La Russia disse basta alle guerre, di aver raggiunto un accordo con la Siria: raccogliere tutte le armi chimiche e darle agli americani per distruggerle. Gli Stati Uniti stanno probabilmente usando queste stesse armi date dagli ingenui russi per fare attacchi chimici false flag.

Bloccati nei loro obiettivi di guerra contro la Siria, i neocon si sono infuriati con la Russia. Come osano intralciarci! Daremo loro una bella lezione! Washington ha così scatenato le ONG in Ucraina, finanziandole con 5 miliardi di dollari.

Non rendendosi conto della propria vulnerabilità, la Russia concentrata sulle Olimpiadi di Sochi ha improvvisamente scoperto che l’Ucraina aveva subìto un colpo di stato e che le popolazioni russe ivi presenti stavano subendo violenze. In passato, leader sovietici avevano assegnato le province russe alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina dell’URSS. Questi russi attaccati dal governo neonazista installato a Kiev da Washington hanno chiesto di poter tornare nella madrepatria.

La Russia ha accettato di riprendere la Crimea, a causa della base navale nel Mar Nero, ma ha rifiutato le altre aree russe, Donetsk e Luhansk. Sperando contro ogni logica di convincere l’Europa di non essere aggressiva, Mosca ha rifiutato le repubbliche russe in difficoltà e le ha lasciate alla misericordia dei neo-nazisti di Kiev, che continuano ad attaccarli, violando ogni tipo di accordo.

La tolleranza di Putin alle provocazioni ed agli insulti fa apparire il suo governo debole agli occhi dei neocon, che continuano a demonizzarlo e a far pressioni per ulteriori sanzioni e basi militari vicine ai confini russi. Prima del suo incontro con Putin, Trump ha detto che “la Russia deve smetterla di ‘destabilizzare’ l’Ucraina ed altri paesi e deve ‘aderire alla comunità delle nazioni responsabili’”. Come può pensare che le cose stiano così?

Il desiderio dei russi di essere accettati dall’Occidente potrebbe finire per compromettere la propria sovranità, e gli americani lo stanno capendo.

I russi pensano anche che il terrorismo musulmano sia una minaccia globale. Mosca delira se pensa di raggiungere un accordo con Washington per combattere insieme il terrorismo. Non capiscono che quella è l’arma creata contro di loro.

Il jihadismo è stato prima usato contro l’esercito sovietico in Afghanistan. Poi contro Gheddafi in Libia. Poi, quando il piano di invadere la Siria con la scusa delle armi chimiche venne bloccato dal parlamento britannico e dalla Russia, Obama mandò l’ISIS a rovesciare Assad. Il generale Flynn, l’allora direttore della Defense Intelligence Agency, l’ha detto esplicitamente su Al Jazeera: è stata una “decisione deliberata”. Ecco perché le speranze della Russia di un fronte comune contro l’ISIS non hanno mai avuto alcun senso.

Il jihadismo è l’arma migliore di Washington con cui destabilizzare la Russia. Perché dovrebbe sconfiggerlo?

La disinformazione dei media occidentali raggiunge anche i russi, e forse anche i cinesi.

Persino gli analisti occidentali che rifiutano la storia ufficiale della Siria continuano a bersi la menzogna che Assad sia un dittatore.

Quando Putin incontrerà Trump, dovrà valutare se l’altro sia un vero presidente o un altro burattino dell’élite.

Nel secondo caso, dovrà prepararsi alla guerra.

Paul Craig Roberts

Fonte: www.lewrockwell.com

LInk: https://www.lewrockwell.com/2017/07/paul-craig-roberts/putins-assessment-trump/8.07.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org acura di  di HMG

Link diretto: https://comedonchisciotte.org/

MACERIE

UN ALTRO RUDERE SI AGGIUNGE A UN PARLAMENTO  FATTO SOLO DI SCORIE.

di Maurizio Blondet

Con la disfatta del 5 Stelle, si aggiunge un’altra maceria ai mozziconi, ruderi e rifiuti solidi di cui è ingombra la politica italiana. Ci avrete fatto caso:  il  parlamento è intasato di questi mozziconi, di questi avanzi mal consumati. Sono scorie di progetti politici falliti, vestigia in rovina di proposte generali  di governo dismesse e rifiutate, relitti  di  proposte di vasto respiro,    che suscitarono un tempo grandi speranze nel pubblico, naufragate: quasi sempre per stupidità e imperizia o disonestà dei suoi leader, talora per i siluri di franchi tiratori  e fuoco amico invidioso.

 Quello di Grillo e dei grillini era un progetto politico: mattoide, fanatico, dogmatico e confuso, ma aveva attratto il 30 per cento degli elettori – perché lo volevano attuato. Ora si aggiunge alle scorie e agli scarti e alle macerie degli altri. Sono così tanti che è impossibile elencarli, senza dimenticarne qualcuno: Berlusconi rincretinito e animalista, quel che resta del Popolo delle Libertà che lui ha tradito; Alfano, Casini sopravvivono come maceria affaristico-democristiana; da qualche parte dev’esserci un mozzicone di Mariotto Segni, che vinse i referendum (il totocalcio) e poi perse la schedina. Si vedono le vistose macerie di Renzi e del renzismo, molto ingombranti.

Resta inamovibile a intralciare Mario Monti, sopravvissuto pietrificato al compito che gli affidarono dall’estero, golpista di lusso pietrificato dalla sua nomina a senatore a vita. Il visitatore riconosce nella la Meloni, il residuo storico e spezzone inutilizzabile e romanesco del neofascismo; si riconoscono relitti della Margherita, scarti di D’Alema, scorie bersaniane bruciacchiate e annerite, spezzoni stroncati di Ulivo, monconi archeologici di Prodi; la Boldrini è in sé stessa il rudere del Niki Vendolismo. Salvini cerca di ricostruire un progetto politico che fu devastato e ridotto in macerie dal suo stesso fondatore, esempio preclaro di ottusità.

La politica italiana somiglia alla Milano bombardata del 1944. Meglio, somiglia a una zona archeologica riutilizzata come discarica di rifiuti tossici. Il guaio è che queste macerie di falliti, relitti, spezzoni sopravvissuti ai rispettivi progetti, ingombrano. Sono pesanti, inamovibili, e restano lì a intralciare il panorama politico, a renderlo illeggibile. Ogni nuovo relitto che vi si aggiunge, rende sempre più improbabile il sorgere di un nuovo progetto, di una nuova proposta d’interesse generale che l’elettorato (o quel che ne resta) possa riconoscere ed approvare – o rifiutare.

Mozziconi, resti e sopravvissuti zombificati, hanno questo carattere (non rivelo nulla di nuovo): rinunciato al grande progetto politico da proporre al Paese, sopravvivono coltivando le loro minuscole clientele parassitarie. Berlusconi è inguardabile, ma avendo abbracciato agnellini strapperà qualche voto. La “dc” residuale di Alfano campa con i finanziamenti pubblici per gli immigrati in Sicilia. Renzi e i renziani non hanno più altro progetto che restare attaccati alla mammella di miliardi nelle pieghe della Presidenza del Consiglio. La Meloni ha i voti sicuri della tifoseria e dei teppisti der Testaccio, che so.  

A nessuno di costoro importa più nulla, in realtà, della politica intesa nel vero senso della parola, la proposta al popolo di un progetto complessivo, su cui cercare e trovare le più vaste convergenze. No, anzi: a loro basta avere quel 6 per cento che gli assicuri quattro seggi in Parlamento e le mani in pasta nei clientelismi meridionali, in qualche comune o municipalizzata. La legge elettorale che voteranno è quella per loro ideale, il proporzionale puro con sbarramento al 4, a 3 per cento: quella che garantisce loro la sopravvivenza, il business degli immigrati nel proprio collegio e comunque qualche ditata di denaro pubblico locale, e l’ingombro continuo e perenne del terreno politico.

Sono quasi sicuro che anche Beppe Grillo, a parte la rabbia del momento, sia contento di aver perso voti: la prospettiva di governare davvero, con quell’elettorato di fanatici e idioti che s’era procurato sul web, e la coscienza oscura della sua propria stupidità, lo ha sempre terrorizzato. Troppa responsabilità, troppa necessità di competenze che non possiede nemmeno lontanamente (e lo sa); la pratica di “selezionare” personale politico dai mattoidi che si propongono sulla rete, e che lui non conosce, è evidentemente un incubo. Ma quale 33 per cento! Un confortevole 12 va benissimo, permette di gestire la ditta Casaleggio e Associati confortevolmente, senza assumersi pesi, oneri e rischi di governo, e al riparo dalle critiche e dagli attacchi dei media. Ora che i grillini non sono più un pericolo, li lasceranno campare. 

Occorrerebbe ripulire questo parlamento con getti potenti di acqua e schiuma disinfettante, come le stalle di Augia; non basta però , macerie impietrite, scorie e rifiuti solidificati richiederebbero lanciafiamme e dinamite. Non è il caso di sognare. Ma è solo per farvi notare che questo popolo è smarrito, istupidito oggi più di ieri, non per caso. 

LA FRANCIA HA IL PARTITO UNICO 

Proviamo a consolarci: in Francia, i francesi hanno votato, ed hanno dato a Macron il Partito Unico: avrà 440 seggi sui 572 dell’Assemblea, i partiti storici sono stati svuotati dagli elettori accorsi a sostenere il giovinotto in massa, il Front National nemmeno riuscirà a costituire un gruppo parlamentare. Sconfitto il populismo! Macron trionfa!, strillano i media. I francesi hanno votato le riforme lacrime e sangue di Macron-Attali, addirittura con entusiasmo.

Come il “socialismo” serve il “mercato”.  Hanno votato questo?

Ah sì? Guardate meglio: 51,2 francesi su cento non hanno votato. Oltre la metà. Il partito artificiale di Macron, tenuto conto degli astenuti, non ha ottenuto il trionfale 32,9 per cento dichiarato, ma il 12,7. Però l’astensione non conta.  

Quindi, col 32% dei voti, il partito di Macron avrà il 75% dei seggi. Mai si è visto un tale scollamento tra popolo e politica, una simile mancanza di rappresentatività e falsificazione del suffragio. E’ il germe della Révolution? Forse solo di una enorme Jacquerie.

Tradotto più o meno dice così:

“Passati i 65 anni, l’uomo costa alla società più di quel che produce. Oggi la vecchiaia è sì un mercato, ma non è solvente. In quanto sopcialista, sono contro l’allungamento della vita. L’eutanasia sarà uno degli srumenti essenziali delle società future. La logicca socialista è la libertà, e la libertà fondamentale è il suicidio.

http://www.maurizioblondet.it/

Stelle Cadenti

I 5 stelle stanno perdendo la loro qualità migliore: la coerenza

 di Massimo Mazzucco

Se vanno avanti così i 5 stelle non vinceranno mai le elezioni (con margini sufficienti per andare al governo, intendo) perché non hanno più il coraggio delle proprie idee. Prendiamo ad esempio la posizione ambigua, e sostanzialmente contraddittoria, che hanno assunto di recente riguardo al problema dei vaccini.

Ospite della Gruber un paio di settimane fa, Alessandro Di Battista si è sentito fare una domanda-trabocchetto da una giornalista di Sky-TV: “Lei vaccinerà suo figlio [che sta per nascere, ndr]?” “Certamente” ha risposto Di Battista senza esitazioni, e dimenticandosi di aggiungere una qualunque obiezione rispetto all’obbligatorietà dei vaccini. In altre parole, Di Battista ha voluto far passare il messaggio che “per i 5 stelle i vaccini, così come sono somministrati oggi, non rappresentano un problema”.

Peggio di lui ha fatto Luigi Di Maio, che pochi giorni dopo ad Harvard ha dichiarato: “I vaccini in Italia sono obbligatori per legge. Noi non abbiamo nessuna intenzione di eliminare questa obbligatorietà. Per noi sono fondamentali, e vogliamo promuovere il più possibile la cultura dell’informazione”.

Ma scusa un attimo, caro Di Maio, che cosa ce ne facciamo noi dell'”informazione”, se poi tanto i vaccini restano obbligatori?

Questa lampante contraddizione nasconde una evidente paura che ha assalito i 5 Stelle da quando è esplosa la polemica sui vaccini. Messi sotto attacco da ogni angolo (compreso il New York Times, che non è poco), e accusati di essere anti-vax in modo categorico, i 5 Stelle non hanno trovato di meglio che fare una violenta retromarcia, per andare a nascondersi dietro ad una posizione palesemente allineata con il pensiero mainstream.

La stessa cosa è successa con l’Euro. Inizialmente i 5 Stelle denunciavano apertamente la moneta unica come evidente strumento per tenere in schiavitù le diverse economie nazionali, ma da un po’ di tempo a questa parte le loro posizioni si sono progressivamente annacquate, al punto da non essere più distinguibili dal pensiero mainstream.

Il problema dei 5 Stelle è molto chiaro: quando sentono di poter diventare vulnerabili su un certo argomento, o fanno una netta marcia indietro (come nel caso dei vaccini) oppure annacquano talmente le loro posizioni (come nel caso dell’Euro) da finire per assomigliare a tutti gli altri.

Ma a questo punto a cosa servono i 5 Stelle? Se da partito di rottura stanno diventando lentamente allineati con gli altri su tutte le questioni più importanti, tanto vale votare Berlusconi oppure Matteo Renzi, no?

Purtroppo i 5 Stelle seguono questa strategia convinti di poter conquistare più voti “fra gli indecisi”, ovvero fra coloro che sarebbero magari disponibili a votare per loro, ma che ne temono alcune posizioni troppo estreme. Ma in realtà avviene l’esatto contrario: l’indeciso rimane comunque indeciso (a causa delle posizioni poco chiare dei 5 Stelle), mentre chi prima li appoggiava apertamente rischia di sentirsi tradito dai loro voltafaccia, e di disamorarsi di questo movimento.

Prendiamo ancora l’esempio dei vaccini: quante madri credono di aver conquistato, dicendo che “l’obbligo delle vaccinazioni non verrà messo in discussione”? Pochissime, in realtà, perché comunque le madri che già sono favorevoli all’obbligo sono certamente persone che non votano 5 Stelle. E quante invece ne avranno perse? Moltissime, a mio parere, e cioè tutte quelle madri che speravano in una rimozione dell’obbligo vaccinale, proprio per poter decidere in piena libertà sul futuro e sulla salute dei propri figli.

Quando ci si trova di fronte ad argomenti controversi non bisogna arretrare “per paura del nemico”, ma bisogna andargli incontro sostenendo con coraggio le proprie idee, in modo documentato ed informato.

Io voglio poter votare per un movimento che sostiene apertamente e coraggiosamente quello che è giusto, documentando e argomentando in modo adeguato le proprie posizioni. Non me ne faccio nulla invece di un movimento che ha paura di tutto e di tutti, nascondendosi dietro ad un filo d’erba ogni volta che rischia di essere attaccato.

Altrimenti, davvero, evviva la Democrazia Cristiana. 

https://www.luogocomune.net/

Almanacco di maggio 2017

ICE AGE BRITAIN: Il fiume Tamigi darà i primi segnali dell’arrivo di questo periodo – in milioni a rischio

Pubblicato da  

Articoli che, al di là della previsione in se, comunque sempre di autorevoli studi di scienziati del settore e in base a indicazioni ben precise che ci da la natura, iniziano a preoccupare per la loro frequenza con cui occupano sempre più spazio nel nostro presente

Il raffreddamento GLOBALE “arriverà entro pochi anni” inaugurando così una “Mini Ice Age” della durata di circa 100 anni e che potrebbe portare al congelamento del fiume Tamigi. Questo riferiscono gli scienziati climatici al Daily Star Online. 

Di Joshua Nevett – Pubblicato il 7 maggio 2017

Gli esperti climatici hanno confermato che il nostro pianeta è sulla via per una nuova “Little Age Ice” entro i prossimi tre anni grazie ad un cocktail di cambiamenti climatici e di un’attività solare molto ridotta.

La ricerca mette in mostra un ciclo naturale di raffreddamento che si verifica ogni 230 anni iniziato nel 2014 e che farà scendere le temperature ulteriormente entro il 2019.

Gli scienziati si aspettano anche una “enorme riduzione” dell’attività solare per un periodo equivalente di circa 33 anni, che tra il 2020 e il 2053 causerà il crollo delle temperature.

Entrambi i cicli suggeriscono che la Terra sta per entrare in un ciclo di raffreddamento globale che potrebbe portare a conseguenze devastanti per l’economia globale, l’essere umano e la società così come la conosciamo.

Se le previsioni ipotizzate dagli scienziati climatici, di questo grande raffreddamento globale, si dovessero avverare, la trama del film del 2004 “The Day After Tomorrow” non andrebbe molto lontano dalla realtà durante le prossime stagioni invernali. Continua QUI

Sistema solare: Matrix sta collassando

C’è una coincidenza singolare tra il cervello umano (DNA compreso) e ciò che l’Astronomia ammette: l’Universo osservato è appena il 4% della massa oggi calcolata dagli astrofisici e, di questa, è “conosciuto” (andrebbe tra tante virgolette, poi, si capirà il perché) solo un 1-2%. Allo stesso modo, noi utilizziamo potenzialmente solo il 4-5% del nostro cervello (la parte conscia, per intenderci), ma di fatto solo un 1-2%.

Quasi a significare che, se si volesse vedere e/o comprendere tutto l’Universo nella Sua Realtà, dovremmo mettere in moto almeno l’altro 95-96% del nostro cervello.

Una particolarità su quell’Universo, per come vorrebbero farcelo intendere, tuttavia, la conosciamo, anche se la scienza ufficiale cerca di non ammetterla, per non interrompere l’immensa catena di falsità che la mantiene in vita: siamo immersi in un’illusione! Che non è psicologica, ma ottica e, per assurdo, ampiamente dimostrata dalla stessa scienza che vorrebbe negarla.

Molte scoperte, infatti, mostrano oggi l’illusione delle osservazioni celesti, che dipendono dalle frequenze prescelte dagli osservatori. Le distanze calcolate in microonde sono diverse da quelle calcolate in ottico. Le dimensioni e le forme dei corpi celesti non sono perciò oggettive, ma dipendenti dai nostri modi di osservarle, dalle nostre attenzioni e interpretazioni. Continua QUI 

Hanno mangiato la brioche 

Oggi sono tutti contenti che Macron sia riuscito a sconfiggere il fascismo. Non è stato da meno di Reagan, Thatcher, Sarkozy, Merkel, Hollande, i Chicago boys e Pinochet i quali di volta in volta hanno salvato il popolo dalle insidie dell’ “estrema sinistra”, del “populismo” del “castro -chavismo”, del “sovranismo”, del comunismo. Ora i francesi hanno la loro brioche e dunque potranno continuare la guerra in Siria, aiutare i nazisti ucraini, continuare a fare stragi in Africa per sostenere dittature tribali, non mettere mai più in dubbio la Nato, ma soprattutto potranno finalmente lasciarsi alle spalle gli obsoleti diritti del lavoro.

Ben presto ci si accorgerà che in Francia ha vinto comunque la destra e dopo le legislative di giugno, Macron mostrerà il suo vero volto facendo scoprire che la sostanza marroncina con la quale è farcita la brioche non è precisamente crema al cioccolato.

Del resto cosa ci si può attendere da uno la cui candidatura al potere è stata di fatto avanzata dal seguace dell’eugenetica Jacques Attali, a una riunione di Bilderberg nel 2014? E cosa ci si può aspettare da corpi elettorali sistematicamente frastornati da un’ informazione divenuta cane da guardia del gregge e sempre più composti dalle generazioni perdute, rassegnate alla precarietà, votate al dilettantismo e orgogliose di “spiccicare” in inglese per poter imitare modelli di subordinazione e di primitivismo antropologico?

Cosa ci si può attendere da giovani di apparente sinistra che affermano di aver dovuto scegliere tra fascismo e capitalismo? Nemmeno si accorgono che i capitalisti hanno scelto per loro fin dall’inizio, che hanno creato le condizioni per una dicotomia così ridicola tra una signora di provincia piuttosto confusa e dunque anche erratica sui temi della campagna e un giovanotto ricco, arrogante e del tutto irrilevante sul piano della politica e dell’intelligenza. Li hanno messi nel recinto lasciando che fossero loro stessi a chiuderlo; il vecchio fascismo è usato da quello nuovo come un’arma per la lotta di classe. Continua QUI

Noi saremo gli anticorpi 

di Marcello Foa 

Una interessante riflessione di Marcello Foa, che fa da ottimo corollario alla discussione in corso sull’Europa e su Macròn. 

Viviamo in un mondo sempre più complesso, in cui l’apparenza non corrisponde alla realtà, un mondo in cui, ricorrendo alle tecniche che Jacques Ellul aveva sapientemente individuato oltre mezzo secolo fa nel suo saggio “Propaganda”, si tende ad appropriarsi di un concetto, di un’idea, di un principio, promettendo di difenderlo, per poi fare in realtà esattamente l’opposto, ovvero svuotarlo di significato ma sempre pretendendo il contrario. Gli esempi sono innumerevoli.

L’ex presidente italiano Napolitano avrebbe dovuto essere il primo custode della Costituzione italiana, dunque della sua sovranità e dei suoi valori, ma durante la sua lunga permanenza al Quirinale non ha fatto altro che incentivare il trasferimento di poteri e di competenze all’Unione Europea, violando – nella forma e nella sostanza – proprio la Costituzione su cui ha prestato giuramento.

Dopo l’11 settembre i governi occidentali hanno proclamato la difesa ad oltranza delle nostre radici giudaicocristiane, ma poi hanno promosso una società i cui valori sono antitetici rispetto ad esse. Il valore della famiglia, del ruolo e delle origini dell’uomo e della donna, viene rimesso in discussione dalla teoria del gender secondo cui l’identità maschile e femminile non è naturale ma frutto di condizionamenti culturali, dalla promozione dell’aborto, dai matrimoni gay e dalle adozioni gay, dai continui attacchi e alla ghettizzazione dei cattolici. Continua QUI

E’ NATO IL PARTITO UNICO DELL’EUROPA POST-NAZIONALE

di  

Macron e Jacques Attali alla riunione del Bilderberg a Copenhagen, giugno 2014. Lì Attali ha presentato il suo giovane protetto a quelli che contano.

E lì probabilmente è stata architettata la strategia per fare del giovanotto il candidato sintetico al silicone, visto che il loro Hollande stava rovinando nei sondaggi e diventava impresentabile alle elezioni il partito detto “socialista”. 

Dovrà diventare “il campione del pop-futurismo, trasformare i francesi nei nomadi ideali alla Attali: una classe di precari che ha acquisito qualche competenza e un inglese passabile, ma, manca di impiego stabile, di una professione affidabile, di un vero salario e di un avvenire” (The Saker): insomma esattamente quel che aveva preconizzato la Boldrini nello stesso anno: “I migranti sono l’avanguardia della globalizzazione, ci offrono uno stile di vita che presto sarà molto diffuso per moltissimi di noi, perché nell’era globale tutto si muove. Si muovono i capitali. Si muovono le merci. Si muovono le notizie. Si muovono gli esseri umani”. O come auspica il filosofo post-hegeliano materialista Alain Badiou, i migranti ci devono insegnare a diventare migranti noi stessi, stranieri in casa nostra, per “non rimanere prigionieri di questa lunga storia occidentale e bianca che volge al termine”. Continua QUI

Dr Giuseppe Di Bella: lo stato interposto tra medico e paziente

by Cristina Bassi

“La medicina è gestita da un’élite, che la professoressa Anghel e il Nobel Schekman hanno chiamato “la Comunità scientifica” o “i Vertici del Potere”.

Nel seguito la trascrizione del breve ma efficacissimo video del dr Giuseppe Di Bella, pubblicato il 16 marzo 2015: pochi minuti ma con chiarezza sullo stato delle cose…ovvero le ingerenze “di un vertice di potere” non certo solo nazionale, tra le scelte e valutazioni del medico e il paziente.

“Non siamo più nell’ambito della scienza e non siamo più nell’ambito della ricerca, siamo nell’ambito politico. Questo è l’inquinamento politico sulla scienza, è la prevaricazione della politica sulla scienza. Perché la politica mi impone terapie coercitive e vincolanti, che DISATTENDONO IL DATO SCIENTIFICO. Per cui pretendono di creare dei protocolli vincolanti, cui deve sottostare sia il medico ospedaliero che il medico convenzionato.

La gravità del momento attuale è questa, e questo oltretutto disattende ed invalida completamente elementi base dell’etica medica di sempre, perché  il medico deve prescrivere secondo scienza e coscienza, NON secondo la politica o i protocolli di un governo; risponde al paziente e alla sua coscienza, NON allo Stato.

Lo Stato si è interposto ARBITRARIAMENTE nel rapporto tra medico e paziente, lo ha alterato, per cui il danno è politico e la politica, tra la miriade di danni che ha prodotto, ha prodotto anche il decadimento della salute, imponendo arbitrariamente e TIRANNICAMENTE terapie obsolete, illogiche e inefficaci. Continua QUI 

Persone d’onore al di fuori di ogni sospetto