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Anatomia di eventi False Flag – False Bandiere

di Kevin Scott King 02 dicembre 2015 dal Sito TruthShock

  Che cosa è una falsa bandiera? 

Che cosa è esattamente una bandiera falsa, perché si chiama bandiera falsa?

Il termine bandiera falsa è un termine navale dall’era della vela che si riferisce a una nave che sventola i colori (bandiera) di un paese diverso da quello a cui la nave appartiene. Ciò viene fatto per più motivi, la cosa più comune è quella di attirare una nave nemica in una trappola o un intervallo di imbarco e poi nell’ultimo momento lasciare cadere la bandiera falsa e eseguire i veri colori prima di attaccare. Era uno sport usuale usare false flag – false bandiere, ma considerato immorale / non etico per attaccare l’eventuale nemico.

Al punto che non è mai stato fatto.

Ma questo accadeva in un’altra epoca …

La definizione più semplice di una falsa bandiera è un evento in cui gli autori effettivi e gli autori di reati segnalati o accusati di esserlo sono diversi. L’uso classico di una falsa bandiera, e quindi l’origine militare del suo nome, procede come segue.

Il re del paese A vuole conquistare e saccheggiare la terra del paese B per arricchirsi. Naturalmente se questo è ciò che il re A dice al suo esercito, può scegliere di non combattere o ribellarsi. Oppure nel caso migliore la manca di forza. Per ottenere il massimo dai loro soldati, i comandanti hanno bisogno di essere emozionalmente coinvolti … rabbia, odio, vendetta.

Ora l’oratore e il manipolatore esperti potrebbero essere in grado di creare questo umore con le sole parole. Ma molti non hanno questo livello di abilità. È molto più facile motivare e / o sollevare un esercito se un paese è stato attaccato, pertanto stai agendo in difesa. Ed è qui che entra in gioco la falsa bandiera. Il re del paese A e il suo generale al vertice si prodigano per lanciare un attacco contro se stessi, sostenendo che gli aggressori provenivano dal Paese B.

L’attacco deve essere abbastanza grande per creare un vero e proprio panico e paura e, per avere il massimo impatto ha bisogno di morti reali. Gli aggressori devono essere convincenti nel loro ruolo di soldati del Paese B, per cui l’abbigliamento, le uniformi, le armi devono corrispondere in modo appropriato.

Il successo del probabile attacco è alto poiché sarebbe inaspettato o un attacco a sorpresa. Anche se l’attacco dovesse fallire tecnicamente, resta il fatto che un attacco potrebbe essere sufficiente per manipolare una eventuale risposta. Il re A per eseguire l’attacco, potrebbe usare gli uomini all’interno, anche se sarebbe meglio usare dei mercenari.

Indipendentemente da ciò, un attacco di successo farebbe insorgere il popolo contro il paese “malvagio” B e quindi giustifica un’invasione.

Quanto sopra è solo un esempio, o un classico esempio di flag-flag. Tuttavia, è molto importante capire che l’evento flag-flag può assumere innumerevoli forme. Recentemente ho letto un commento in cui il commentatore ha affermato che poiché le persone sono effettivamente morte non era una falsa bandiera. La caratteristica definizione di una falsa bandiera non specifica che i non attori siano morti o anche se l’evento non sia affatto avvenuto, il che significa che l’intero evento riportato è una fabbricazione.

Una caratteristica definente è che il reato reale non viene mai conosciuto o rivelato. Quindi l’autore o il direttore / produttore della “produzione” non è sconosciuto. L’attenzione del pubblico è bloccata sul palco, è chiaramente noto il cattivo, identificato attraverso la narrazione ufficiale.

Ma chi sta dietro il sipario? Quando la scena di un gioco viene venduta come reale allora gli attori diventano irrilevanti, ciò che importa è sapere chi sono i produttori! Chi sono le persone che l’hanno scritto, diretto e finanziato l’evento? Questi sono i reali autori, non gli attori sul palco.

Cui Bono? … Chi ne beneficia?

L’altra caratteristica che definisce l’evento è un catalizzatore per i veri obiettivi. Quindi la falsa bandiera usa la classica dialettica hegeliana di “Problema-Reazione-Soluzione”.

Dall’esempio sopra riportato, l’attacco a sorpresa è il “problema” (una minaccia per la sicurezza personale), la rabbia della popolazione, la paura, quindi, la preoccupazione è la “reazione” desiderata e la “soluzione” è attaccare il reato per eliminare la minaccia abilitata dalla reazione delle popolazioni.

La falsa bandiera è quindi un’illusione deliberatamente creata, il cui scopo è creare l’ambiente in cui l’obiettivo o la “soluzione” saranno accettati e così implementati.

Perché usare tante false bandierine?

Come spiegato nella sezione precedente, il classico flag-flag è stato usato per giustificare un’invasione di un altro paese.

Ma ci sono numerose motivazioni per l’utilizzo di false bandiere. Quindi l’evento falso flag, nella storia è sempre stato utilizzato per avviare il cambiamento. Problema-Reazione-Soluzione.

Se la modifica che i leader vogliono non sarà apportata, deliberata o accettata dalla popolazione, allora la falsa bandiera è un ottimo strumento per mettere in atto tale cambiamento.

Quindi le falsi flag è uno strumento di manipolazione (inganno) per dirigere le opinioni e le azioni del popolo. Questo modello di problema-reazione-soluzione delle falsi flag è solo uno strumento dell’ingegneria sociale che guidano gli attori sul palcoscenico mondiale.

Mentre il pubblico, il 99,9% del mondo, sono molto più che semplicemente degli spettatori, è direttamente influenzati da questi “ingegneri” dal momento della loro nascita fino al momento del loro trapasso.

Essi (noi) siamo in realtà ignoti e non vogliono partecipanti alle macchinazioni dell’1%. 

Göring: Perché, naturalmente, la gente non vuole la guerra. Perché qualche povero sciattone che lavora in un’azienda vuole rischiare la sua vita in una guerra quando il meglio che ne può scaturire è tornare alla sua fattoria a pezzi?

Sia beninteso che naturalmente, la gente comune non vuole la guerra; né in Russia, né in Inghilterra, né in America, né per quello che si può dire della Germania.

Ma, dopo tutto, i leader del paese definiscono la politica e è sempre una cosa semplice trascinare il popolo, sia che sia una democrazia, sia che sia una dittatura fascista, un parlamento o una dittatura comunista.

Gilbert: C’è una differenza. In una democrazia la gente ha qualche parola in materia attraverso i loro rappresentanti eletti, e solo negli Stati Uniti il ​​Congresso può dichiarare guerre.

Göring: Oh, certo va tutto bene e bene, ma, voce o non voce che possono avere, la gente può sempre essere trascinata dai loro leader. Questo è facile. Tutto quello che devi fare è dire loro è che sono stati attaccati denunciando i pacifisti per mancanza di patriottismo esponendo il paese al pericolo.

Funziona allo stesso modo in qualsiasi paese.

Da un’intervista tra Gustave Gilbert, uno psicologo americano e Hermann Göring durante le prove di Norimberga.  Trovato nel libro, ‘Diario di Nuremberg’

La Comunità basata sulla realtà 

La fonte del termine è una citazione del 17 ottobre 2004, l’articolo di New York Times Magazine dell’autore Ron Suskind, “Fede, certezza e presidenza di George W. Bush”, citando un aiutante senza nome a George W. Bush (successivamente attribuito a Karl Rove):

“L’aiutante ha affermato che i ragazzi come me erano in quello che chiamiamo la comunità basata sulla realtà”, definita come persone che “credono che le soluzioni emergano dal tuo giudizioso studio della realtà discernibile”.

“Non è questo il modo in cui il mondo funziona di più” continuò.

“Siamo un impero adesso e quando agiamo creiamo la nostra realtà. E mentre stai studiando questa realtà – giudiziosamente, come farete – agiremo di nuovo, creando altre nuove realtà, che puoi anche studiare, e così le cose verranno risolte. Siamo attori della storia … e tu, tutti voi, saremo lasciati a studiare ciò che facciamo”.

Il 1° dicembre 1941, 80% della popolazione statunitense era contro la partecipazione alla guerra in Europa.

FDR ha voluto che gli Stati Uniti si unissero alla guerra, un fatto ora ben consolidato. Quindi, come fa la FDR a convincere la popolazione statunitense a partecipare oltreoceano a una guerra che non vogliono?

Gli Stati Uniti hanno adottato 8 passi per incensare i giapponesi e incoraggiarli o costringerli ad attaccare. Gli Stati Uniti avevano rotto i codici diplomatici e militari dei giapponesi negli anni ’30.

Gli Stati Uniti sapevano che cosa erano. I diplomatici giapponesi dovevano dichiarare la guerra alla mattina del 7 dicembre prima dell’attacco, ma questa riunione fu intenzionalmente ritardata. Così la richiesta di un attacco a “sorpresa” sarebbe stata mantenuta, e la sorpresa, l’orrore, lo shock dell’attacco sono stati utilizzati per manipolare la popolazione nell’adesione alla seconda guerra mondiale.

I comandanti dell’esercito e della marina (General Walter Short e Ammiraglio Husband Kimmel) a Pearl Harbor, che sono stati accusati di non essere pronti sono stati immediatamente licenziati, ed entrambi esonerati nel ’44.

Sia il Tribunale Navale che il Consiglio dell’esercito hanno trovato Washington colpevole, che i funzionari all’interno del Govt americano sapevano che l’attacco stava venendo, ma non aveva trasmesso queste informazioni al personale appropriato.

False bandiere provate

Quindi non sei convinto che le false bandiere siano reali.

Abbastanza buono, niente di sbagliato per essere scettico. Diamo quindi un’occhiata a eventi che sono stati esposti “ufficialmente”. Uno dei più significativi è l’Operazione Gladio, perché non solo è stato aperto in lungo e in largo, ma dimostra chiaramente che il terrorismo è sponsorizzato dal governo.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la British MI6 e la CIA hanno creato e sostenuto gruppi terroristici di destra in tutta Europa in cui sono stati uccisi innocenti. Lo scopo era quello di incolpare il terrorismo nei gruppi di sinistra, usando una “strategia di tensione” e quindi ottenere il sostegno per ulteriori poteri di governo.

Questo programma è andato avanti per molti decenni, e anche se ufficialmente Gladio potrebbe essere stata chiusa, ovviamente continua senza sosta:

L’Iran-Contra, pensato tecnicamente non ad un evento flag-flag, è una prova assoluta della complicità del governo statunitense nelle vendite internazionali di armi e cambiamenti di regime.

Il partito iraniano ha coinvolto le vendite di armi illegali degli Stati Uniti all’Iran, usando Israele come intermediario per spedire le armi all’Iran, in cambio di assistenza per liberare gli ostaggi americani in Libano.

Importante notare che in questo momento l’Iran è stato considerato un “nemico” ed è ufficialmente designato uno lo “Sponsor Stato del Terrorismo”, che è deliziosamente ironico considerando ciò che l’Operazione Gladio ha rivelato. Infatti gli Stati Uniti stavano aiutando l’Iraq nella continua guerra Iran-Iraq. Questo è avvenuto durante un embargo delle vendite di armi all’Iran.

Alcuni dei fondi generati da queste vendite di armi furono poi utilizzati per finanziare i Contras in Nicaragua, che erano stati rigorosamente vietati dal Congresso degli Stati Uniti.

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

Fine Prima parte

Magaldi – Nascerà il Pdp, Partito Democratico Progressista

Magaldi: smascheriamo insieme i bari della politica italiana

Smascherare i bari della politica? Facilissimo: basta vedere chi votò per Mario Monti, il devastatore dell’Italia inviato a Roma nel 2011, tramite Napolitano. Una missione speciale, la sua, per conto dei super-poteri oligarchici che hanno fatto dell’Ue una fabbrica di diktat, trasformando i Parlamenti in “bivacchi di manipoli” dormienti, ancora impegnati a recitare la liturgia di una democrazia che ormai non esiste più, non conta, non decide più niente.
 
Se ne vergognano, gli ex sostenitori di Monti? «Certamente se ne vergogna Bersani, che infatti nella sua nuova formazione politica ha inserito un riferimento all’articolo 1 della Costituzione “fondata sul lavoro”, ben sapendo di aver votato a favore della riforma Fornero, massimo attentato politico nella storia recente contro il mondo del lavoro e dei lavoratori».
 

Parola di Gioele Magaldi, autore del bestseller “Massoni” e presidente del Movimento Roosevelt, che ora annuncia un conto alla rovescia: quello della nascita di un nuovo soggetto politico destinato, spera, a sconvolgere la “palude” italiana, intasata di replicanti finto-progressisti e finto-ribellisti, per fornire agli elettori una vera chance di cambiamento in senso sovranistico e democratico, lontano dalla “dittatura” di Bruxelles e dei suoi corifei nazionali.

Berlusconi? Ancora una volta incerto e ambiguo, nell’elogiare – forse in funzione anti-Salvini – la Pax Europea di cui avremmo beneficiato. Niente di più falso, sostiene Magaldi, in collegamento con David Gramiccioli ai microfoni di “Colors Radio”: questa Ue, che doveva unire il continente – accusa il leader del Grande Oriente Democratico – ha letteralmente frantumato l’Europa, provocano una feroce crisi economica e pericolose rivalità tra Stati. Il Pd renziano? Minestra riscaldata: lo stesso Renzi ha commesso errori madornali come quello sul referendum, e il suo destino è comunque segnato.

In ogni caso, aggiunge Magaldi, anche una quota rilevante di elettorato Pd è delusa e disorientata, nonostante l’overdose di camomilla somministrata dal Gentiloni di turno, vero e proprio clone del dimenticabile Enrico Letta.
 
«In Italia – sostiene Magaldi – esistono praterie sconfinate, sul piano politico, per chi voglia provare a cambiare davvero il corso delle cose: manca solo uno strumento chiaro e preciso, finalmente a disposizione degli elettori». Proprio per questo, aggiunge, nascerà il Pdp, Partito Democratico Progressista: un programma netto, destinato a smascherare l’ipocrisia generale e la reticenza dei partiti di oggi, incluso il Movimento 5 Stelle.

«A Roma il movimento di Grillo non ha dato buona prova di sé, e c’è da temere che sarebbe così anche su scala nazionale, se dovesse governare l’Italia». Per un motivo semplice, dice Magaldi: «I 5 Stelle non avevano un vero programma per la capitale, così come non hanno un vero programma per il paese».

 
Per “vero programma”, spiega Magaldi, si intende qualcosa di esplicito e inequivocabile: aprire una vertenza storica con l’Ue, minacciando di sbattere la porta. Obiettivo: ripristinare la democrazia in modo sostanziale, quella dei diritti del lavoro, svuotata dalla tecnocrazia euro-tedesca, che Magaldi definisce “paramassonica”, dettata dalle strutture di potere apolidi che hanno fabbricato l’attuale globalizzione asimmetrica, che concentra i poteri e fa sparire i diritti, spingendo i cittadini verso una precarietà universale, senza speranza.
 
Un esito inaccettabile, da rovesciare a partire dalle fondamenta, riscrivendo le regole: l’economista Nino Galloni è uno dei cervelli del movimento fondato da Magaldi per sollecitare il risveglio della politica italiana, di cui però ancora non si vede traccia. E dunque, se i partiti continuano a dormire, non resta che scendere in campo direttamente: è questo il ragionamento alla base del varo (imminente, pare) del Pdp, aperto a «chiunque ami sinceramente la democrazia, cioè la legittima quota di sovranità assegnata ad ogni cittadino».
 

Letture per il fine settimana

 
 
 
 
 

Anteprima – Almanacco di settembre 2017

Soros, il problema indicibile

 di Enzo Pennetta – 01/09/2017 

Fonte: Enzo Pennetta
La nazione è sottoposta all’ingerenza di un singolo personaggio che esercita un potere illecito e che, secondo le moderne definizioni, è in guerra contro l’Italia.

La presa esercitata da George Soros sull’Italia è andata chiarendosi negli ultimi tempi, un contributo rilevante è stato fornito da Daniel Wedi Korbaria, un eritreo che vive a Roma dal 1995, sulle colonne del sito Media Comunità Eritrea. Nell’articolo si rimanda ad un episodio avvenuto nel 2010 e precisamente all’offerta fatta a George Soros dall’allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi, di ospitare nello storico edificio delle Murate un centro di rifugio per ‘blogger perseguitati’. In pratica il futuro Premier italiano ha cercato Soros per offrirgli un “regalo”, ma vediamo cosa diceva il Corriere di Firenze in quell’occasione:

La fondazione Soros ha accettato di aderire al gruppo di lavoro per creare «case rifugio» per i blogger dissidenti. Ventiquattro attivisti, giornalisti del web, che non possono più vivere nei paesi di provenienza perché perseguitati, abiteranno alle Murate, dal 2011. L’Open society institute & Soros Foundation, «braccio armato» (virgolettato nell’originale ndr) del discusso finanziere Soros, negli anni ha finanziato molte associazioni e gruppi indipendenti che lottavano contro i regimi: tra i primi, Solidarnosc in Polonia e il movimento che ha portato alla «rivoluzione delle rose» in Georgia. E ora la fondazione, per bocca del presidente Aryeh Neier, ha accettato di partecipare alla creazione di questo centro.

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Wikileaks: Clinton, Obama e Soros hanno rovesciano Papa Benedetto XVI

Un gruppo di leader laici cattolici hanno chiesto al presidente Trump di indagare le loro richieste su Soros, Obama e Clinton che hanno organizzato un colpo di stato in Vaticano con l’installazione del radicale di sinistra Papa Francesco

 
Papa Benedetto XVI ha regnato come primo vescovo della Chiesa cattolica tra il 2005-2013 prima che inaspettatamente desse le dimissioni in circostanze insolite diventando il primo Papa a dimettersi dai tempi di Papa Gregorio XII nel 1415, Benedetto è ampiamente considerato il primo a farlo di propria iniziativa dopo Papa Celestino V nel 1294. Nulla di sconvolgente… 
 
Tuttavia un gruppo di leader cattolici che si chiama “Catholic Spring” cita nuove prove rinvenute nelle e-mail diffuse da WikiLeaks per rivendicare che Papa Benedetto XVI non ha in realtà dato le dimissioni di propria iniziativa, ma è stato spinto fuori Vaticano da un vero e proprio colpo di stato. 
 
Muscoli politici e potere finanziario, queste le “macchine” usate dalla diplomazia statunitense: George Soros, Barack Obama e Hillary Clinton per costringere con tangenti e ricatti il “cambio di regime” nella Chiesa cattolica romana al fine di sostituire il “conservatore” Benedetto XVI con l’attuale “radicale di sinistra” Papa Francesco. Continua QUI

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VOTARE E’ PERFETTAMENTE INUTILE. CHIUNQUE VINCA DOVRÀ LIMITARSI AD APPROVARE L’AGENDA IMPOSTA DALLA MASSONERIA MONDIALISTA

 di Francesco Maria Toscano

In quella che i servi del regime chiamano pomposamente “democrazia”, il cittadino conta solo una volta ogni cinque anni, nell’atto cioè di inserire una scheda nell’urna per indicare il partito da sostenere. Punto. Finite le elezioni il cittadino ritorna a non contare nulla, mentre i “suoi rappresentanti” in Parlamento possono tranquillamente fare l’esatto contrario di quanto promesso in campagna elettorale, cambiare casacca, schieramento e vendersi brillantemente al maggiore offerente.

Prendete il caso Alfano. Eletto con Berlusconi nel 2013, il prode ministro degli esteri si è poi calato nel ruolo di stampella del Pd per cinque lunghi anni, fregandosene altamente dei desideri dell’elettorato. Le elezioni sono solo una grande presa in giro, perché l’oligarchia decide le riforme da approvare o da bocciare sulla testa di politicanti corrotti ed eterodiretti da poteri massonici e finanziari. 

Chiunque vinca le ricette saranno sempre le stesse: “riforme strutturali”, “privatizzazioni”, “smantellamento di welfare e pensioni” e “distruzione del diritto del lavoro”. Il Pd insieme a Forza Italia e ai centristi ha già dato prova sotto il governo Monti di volere assecondare e sostenere le mire sterminatrici dei massoni mondialisti che hanno apparecchiato questo nuovo e ingegnoso Olocausto in salsa tecnocratica, mentre i partiti “antagonisti”- Lega e Movimento 5 Stelle- possono ancora sventolare una presunta patente di verginità. Continua QUI

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 Immigrazione e banlieue come armi di destabilizzazione

 

Con sempre maggiore frequenza appaiono notizie di attacchi a centri d’accoglienza, di crescente disagio sociale nelle periferie delle città, di un’insofferenza montante verso l’ondata migratoria che sta investendo il Paese. Le forze dell’ordine, sempre più spesso, sono chiamate a soffocare le proteste contro l’insediamento di nuovi immigrati nei centri urbani. Un effetto collaterale dell’esodo africano incentivato dalla UE/NATO, dalla Chiesa di Jorge Mario Bergoglio, e dal compiacente governo italiano? No, è ormai evidente che uno dei principali obbiettivi dell’ondata migratoria sia proprio quello di destabilizzare la società dei Paesi europei, Germania ed Italia in testa. Man mano che l’impero angloamericano collassa, cresce il bisogno di esportare caos all’estero. Continua QUI

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Sono pazzi, dicono ancora che l’Ue si possa democratizzare
 

Mettetevelo in testa: l’Unione Europea è finita, non è riformabile. E’ la sintesi che fornisce Carlo Formenti su “Micromega”, commentando il numero di maggio-giugno della rivista “Il Ponte”, intitolato “Un’altra Europa”, con 10 mini-saggi firmati da autori come Ernesto Screpanti, Luciano Vasapollo, Giorgio Cremaschi nonché Marco Baldassari, Diego Melegari e Stefano Zai. 

Fine dell’illusione riformista, nessuna possibile «evoluzione democratica delle istituzioni comunitarie». Tesi scolpite nel marmo: la natura dell’Ue è «costitutivamente oligarchica».
 
Peggio: «Principi e valori dell’ordoliberalismo tedesco ne ispirano il progetto». C’è ormai una «presa d’atto della natura neocoloniale della relazione fra Germania e paesi dell’area mediterranea e dell’Est europeo».
 
Tutti concordi sulla «necessità di rompere con la Ue e di dare avvio a processi alternativi di aggregazione fra paesi periferici». Sbagliato, scrive Formenti, considerare “un errore” la politica economica europea «nel ritorno al dogma dello Stato minimo, tipico del liberismo classico». Sbagliato pensare «che tale errore sia correggibile attraverso il ritorno a politiche neokeynesiane». Con Bruxelles la partita è persa, resta solo la fuga. Continua QUI

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L’origine delle ONG
 
 

Il libro di Engdahl, di cui traduciamo di seguito il primo capitolo, (Geheimakte NGOs, Kopp Verlag, Rottenburg, giugno 2017) documenta come le principali ONG siano strumenti forgiati dalle oligarchie politiche ed economiche statunitensi, uno dei mezzi che esse, sulla base di un esasperato nazionalismo, si sentono in dovere di usare per condizionare e rovesciare i governi che ritengono non abbastanza allineati ai loro piani.

Dopo che la sequenza di destabilizzazioni, di colpi di Stato, di assassinii politici, di abusi nei confronti di cittadini stranieri e americani sollevò nell’America degli anni ’70 forti polemiche che minacciavano di impacciare i liberi movimenti dei servizi segreti, nel 1983, durante la presidenza Reagan, il direttore della CIA, Casey, uscì dall’angolo con un colpo di genio: affidare le destabilizzazioni e i cambiamenti di regime non più a manovre coperte dietro le quinte, indifferenti se non ostili alla volontà dei popoli, dunque in contrasto con l’ideologia democratica professata dagli Stati Uniti, ma ad organizzazioni ufficialmente indipendenti dal governo che le aveva create e le finanziava in segreto, le quali in nome dei diritti umani, della democrazia e della lotta alla corruzione, creassero nei paesi da colpire avanguardie in grado di mobilitare la piazza contro i governi. La destabilizzazione e il cambiamento dei regimi assunsero così l’aspetto di un generoso movimento dal basso. Continua QUI

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Klintsevich: Mosca risponderà all’introduzione del controllo biometrico da parte di Kiev

La Russia risponderà all’introduzione del controllo biometrico per gli stranieri in ingresso in Ucraina; la risposta sarà indirizzata a Kiev e non ai cittadini ucraini. Lo ha dichiarato il primo vicepresidente della commissione federale per la difesa Franz Klintsevich.
Il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko venerdì ha firmato un decreto per l’introduzione, a partire dal 2018, del controllo biometrico per gli stranieri alla frontiera. Sarà inoltre migliorata la legislazione in materia di registrazione degli stranieri, per sviluppare un meccanismo di informazione preventiva sugli stranieri che entrano Ucraina e sarà aggiornato l’elenco degli stati a rischio migrazione, includendo la Russia.
“Non dobbiamo aver fretta a reagire… abbiamo il tempo per pensarci e prendere una decisione con calma. Ma una risposta, ovviamente, ci sarà e dovrà colpire le autorità di Kiev e non i cittadini ucraini”, ha detto Klintsevich.
Secondo il senatore, la decisione di Kiev provocherà una risposta speculare da parte di Mosca.

“A Poroshenko e compagnia non importa che per molte famiglie ucraine ciò significherebbe una tragedia, la perdita tutti i mezzi di sussistenza. Per rompere i rapporti tra i nostri paesi, buttare benzina sul fuoco dell’odio per la Russia, che divampa in Ucraina: solo a questo serve questo decreto”, ha aggiunto il senatore. https://it.sputniknews.com/

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DALLA UE AL QUARTO REICH? 
UN PUTSCH SILENZIOSO E’ IN CORSO. 

di Maurizio Blondet 

 
Un putsch silenzioso è in corso nelle istituzioni europee, con la brutale velocità di un blitzkrieg, per mutare la UE in Quarto Reich. Così sussurrano le voci ben informate del deep superstate a Bruxelles, raccolte dal sito belga Dedefensa, che ha nell’ambiente buone entrature.

“Con il Brexit, i funzionari britannici stanno lasciando posti strategici nel labirinto istituzionale e burocratico che hanno occupato, da abili tattici, da una trentina d’anni. Invece di aprire una procedura trasparente di ripartizione fra i funzionari degli stati membri, i tedeschi li occupano praticamente tutti loro, approfondendo il loro potere su queste retrovie strategiche decisive e dando la loro impronta alla UE.

“il punto è che i britannici, fautori accaniti della sovranità nazionale, in quei posti chiave erano riusciti a bloccare i più ambiziosi progetti sovrannazionali ed oligarchici delle tecno-eurocrazie.

 
Va riconosciuto che hanno proseguito in questo l’opera che condusse contro i progetti delle tecnocrazie “apatridi” il generale De Gaulle nel primo decennio della Comunità. Partiti loro, e data l’incredibile stato di deliquescenza della Francia ormai subalterna a Berlino, la via è aperta alla chiusura in gabbia degli europei in un sistema che corrisponde all’ideologia e agli istinti profondi dello Stato più grosso e pesante economicamente, che impoliticamente ha sempre avuto della nazione un concetto volkisch, naturalistico e non politico; la volontà benintenzionata di abolire i conflitti invece di riconoscerli in istituzioni appropriate, ossia politicamente pluraliste.
 
Ricordiamo che la Prussia non unificò la Germania proponendo gli altri staterelli germanofoni un esplicito progetto politico, bensì una pacifistica Unione Doganale (Zollwerein) ; che il concetto di Stato non è affatto compreso in quello di Reich, parola che mal si traduce come Impero, perché ogni impero è multinazionale, mentre il Reich del Kaiser puntò alla omogeneità del Volk e della Kultur. Di fatto, divenne una struttura di comando e obbedienza, ossia l’estensione del prussianesimo dalla Baviera ad Hannover.
 
Su questa pericolosa forma che l’Unione Europea tende a prendere di per sé sotto il dominio delle tecnoburocrazie a-politiche e sovrannazionali, John Laughland ha scritto un saggio la cui lettura andrebbe resa obbligatoria ai politici, The Tainted Source (La fonte inquinata).

I politici d’oggi non avendo la levatura di un Andreotti ( “amo tanto la Germania che ne preferisco due”) non sono capaci di capire il rischio, a cui daranno la loro adesione nel nome – ovvio – del “ci vuole più Europa”, a cui il Quarto Reich somiglia. I servi mediatici ci parleranno di una Merkel che “avanza verso il federalismo europeo”…

Intanto i tedeschi annetteranno alla loro già smodata potenza economica e finanziaria che governano coi diktat nel più brutale disprezzo delle regole che loro stessi impongono (vedasi il loro demenziale surplus) anche la politica estera comune e a difesa “europea”. Allora sarà davvero il Quarto Reich. Continua QUI

Supplemento Almanacco di agosto 2017

Crociata contro la rete. Ministro Orlando: “Via i profili sgraditi”.

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Nessuno doveva sopravvivere

 di  Maurizio Blondet

Era disarmato, aveva le mani alzate, urlava no. Non opponeva resistenza. L’uccisione non sembrava affatto necessaria. Ma evidentemente questi terroristi devono sempre morire. La loro sopravivenza non è contemplata. ” (Alba Giusi)

http://www.altreinfo.org/terrorismo/11721/video-di-uno-dei-cinque-terroristi-uccisi-a-cambrils-era-disarmato-aveva-le-mani-alzate-e-urlava-no-alba-giusi/#comment-3688

Il video è stato pubblicato da El Pais e mostra l’uccisione del “quinto terrorista” a Cambrils.

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Stiamo perdendo la capacità di ragionare

 di Massimo Mazzucco 

Se si può trarre una conclusione dopo questo ennesimo attentato terrorista, è la seguente: il mondo sta perdendo la ragione. Intendo quello che ho detto in senso letterale: la gente non è più in grado di ragionare.

Già di per sè il terrorismo scatena paure ancestrali, che a loro volta producono pulsioni di odio assolutamente irrazionali. A questo si aggiunga il ruolo della TV, che fa assolutamente di tutto per evitare di portarci a ragionare. Lo scorso venerdì ho assistito ad un intero telegiornale di RAI2, che ha dedicato tutti i 30 minuti a disposizione all’attentato di Barcellona. Le notizie confuse sul numero delle vittime si alternavano alle notizie confuse sul numero degli attentatori e sulla loro possibile identità. Ma mai che per un solo secondo sia affiorata, fra le righe del notiziario, la fatidica domanda del “perché?” Segue QUI

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Un nuovo progetto Manhatten (1)

Il progetto Manhattan per la realizzazione della bomba atomica venne avviato dal Presidente F.D.Roosevelt, nel 1942. Il nome in codice del progetto americano era “Manhattan Engineer District”, MED. L’operazione si svolse nella massima segretezza, la maggior parte dei capi militari americani furono tenuti all’oscuro.(Qui un elenco dei partecipanti) L’articolo che segue, parte da questo momento storico ed evidenzia l’evolversi del progetto negli anni a seguire.

Il complesso militare/industriale/accademico, impegnato nel progetto originale, secondo l’autore Peter Kirby, diventa parte integrante di un altro progetto globale, la modificazione e il controllo del tempo. Kirby ritiene che si possa chiamarlo un Nuovo Progetto Manhattan.

I ‘cieli nuovi’ sono motivo di indagine e Kirby insieme a molti altri si è accorto del moltiplicarsi di scie persistenti e dei cieli modificati da questi rilasci. Nei primianni settanta si iniziò ad usare il termine ‘persistent contrail’ (scie persistenti), più tardi si fa strada il termine ‘chemtrails’ (scie chimiche), ma non in ambito scientifico e militare. Kirby ha scelto di utilizzare il popolare termine (purtroppo – vedi qui), il quadro che disegna però ci è sembrato molto importante. Ringraziamo Marina per il suo grande lavoro di traduzione.

Segue QUI

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TECH-GLEBA ANCHE PER TE, BISTURIMAN, MEDICO. 

(noi civili ammalati crepiamo, punto.)

 di Paolo Barnard 

Sorridi chirurgo, sorridi medico, si chiamano: Freenome, Cloud Medx, Zebra, Enlitic, Two&AR, Babylon, ICarbonX, Atomwise, Deep Genomics, BenevolentAI, Lunit

Sono le principali Start-Up di Artificial Intelligence (A.I) che oggi stanno viaggiando nell’iperspazio del tuo futuro. E il tuo futuro, bisturiman, o medico, sarà in queste fasi: 

Fase Iniziale: Elettrizzante entusiasmo, senso di potere, perché i nuovi giocattoli da sala operatoria o da diagnosi che BIG-TECH & A.I. (di JP Morgan o Goldman, o Accenture o BoC) ti metteranno in mano saranno fighi da matti. Ti sentirai bisturiman, medico da Star Trek.  

Fase Media: Smarrimento, perché sti nuovi giocattoli A.I. diventeranno così ‘foxy’ che sarai in seria difficoltà a stargli al passo. Inoltre pochi uomini sul pianeta avranno in mano le chiavi con cui farli funzionare, quindi sarete loro servi – tu, l’amministrazione sanitaria e il tuo Stato – e i giocattoli stessi cominceranno, più spesso che no, a dirti di levarti dalle balle perché sei solo un impiccio in sala operatoria, o in corsia. Segue QUI

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Limitati a vivere in un falso paradigma o limitante

B y Paul A Philips   Luglio 2017 Dal sito NewParadigm versione spagnola

La gente si sta svegliando dal gregge, ma la maggioranza continua ad essere giocata dal sistema di controllo da parte della élite dominante, ignara del fatto che quasi tutti i soggetti sotto il sole sono manipolati:

In effetti siamo limitati a vivere in un paradigma falso o limitante.

  • Contro le “probabilità insormontabili”
  • Ci sarà mai una nuova esperienza paradigmatica?
  • Avendo visto attraverso il grande inganno, i risvegliati cambieranno mai il sistema di controllo?
  • Possiamo in qualche modo continuare a coltivare nuove teorie e pratiche per una nuova umana esperienza paradigmatica, che davvero crea un mondo che fa la differenza per tutti?

Prima di rispondere, qui ci sono solo alcuni dei modi in cui la maggioranza delle persone nella loro ignoranza è manipolata dal sistema di controllo da parte della élite dominante nell’attuale falso paradigma o limitante:

  1. scienza falsa

La pseudo-scienza sponsorizzata da Corporazioni / Banchieri per molto tempo ha avuto una imponente presa sull’umanità, guidata da scienziati e guru molto dogmatici.

Provate a raccontare ad alcuni di questi seguaci della chiesa della scienza che questi cosiddetti Gurus sono falsi e sbagliati; Possono guardarti come se avessi 3 teste, non importa quanto siano competenti o bravi per comunicare la vera scienza.

(Un esempio: Perché non ci hanno insegnato o molto poco a scuola su chi era Nikola Tesla …?)

  1. Fasulli fallimenti politici

Infatti, i risvegliati sanno che a prescindere da chi è al potere tutti i principali capi di partito politico sono solo burattini al servizio dei maestri della élite governante.

Così, l’élite dominante prende tutte le principali decisioni politiche a prescindere da chi è al potere, rendendo irrilevanti le parti e i loro leader.

Le masse sono distratte dal risvegliarsi fino alla realizzazione di questo:

Ad esempio, uno dei trucchi più recenti utilizzato per aiutare le masse a dare il loro sostegno è stato quello di far sembrare il leader di un partito politico un “outsider” che non seguirà la linea bianca della politica dettata.

Come nel caso di Trump durante la sua campagna elettorale presidenziale, si è trovato come un “outsider”, dicendo alle masse quello che volevano sentire.

Si è imbattuto come un anti-istituzionalizzato.

Ma alla fine, le sue lunghe liste di promesse anti-istituzionalizzate non sono state possibili da realizzare e/o rese insoddisfacenti:

Le false promesse non erano altro che truffe per vincere voti, mentre il vecchio ancora continua …

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Un silenzio assordante

Un silenzio assordante da parte dei media tutti, eppure la gente è scesa in piazza in tutta la penisola, ma per il governo è invisibile, per le due camere dei non eletti è invisibile, per il Presidente della Repubblica è invisibile e i partiti tutti ci marciano per qualche adesione in più. 

Siamo soli nessuno ci rappresenta; in questo articolo qui pubblicato il 19 cm è ben documentata la deriva che stiamo subendo. 

Ecco il popolo invisibile alla classe politica (non eletta) dominante, alcune e coraggiose piazze dello stivale sono scese in piazza ma, la legge è passata al senato nell’indifferenza assoluta e con la fiducia passerà anche alla camera.

Non ho parole … 

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Una pressione collettiva sul pensiero – la rinuncia consensuale alla democrazia

A DIFESA DEL MANDATO IMPERATIVO. E DUNQUE DEL POPULISMO. 

di Maurizio Blondet

Il vincolo di mandato per i parlamentari è una delle  istanze del Movimento 5 Stelle: e come tutte  quelle che escono da quel movimento, accolta con strida scandalizzate e indignazione artefatta  mediatiche e partitiche: “Non è democrazia”, eccetera.  Ovviamente,  invece,  è una  pretesa per lo meno comprensibile in Italia, dove oltre  un terzo dei parlamentari  ha cambiato casacca in meno di due anni.   Ma in realtà è molto di più: è un  potente segnale di vitalità democratica.

Mi ci ha fatto pensare il saggio del filosofo politico  Alain de Benoist, “Populismo”  (Arianna Editrice), un libro capitale che consiglio a tutti i grillini pensanti (Grillo incluso), come ai salviniani (compreso Salvini).

Vi ho letto che per Carl Schmitt, “un popolo ha tanto meno bisogno di essere rappresentato  quanto più è politicamente presente a se stesso”. Se Schmitt vi sembra sospetto perché “di destra”, ecco Simone Weil (quella vera, morta battezzata):  nel 1943,   in nome della Resistenza antifascista, scrive il “Manifesto per la soppressione dei partiti politici”, proprio per salvare la democrazia.  Per lei   “L’unico fine di ogni partito è la  propria crescita illimitata”, è “un’organizzazione costruita per esercitare una pressione collettiva sul pensiero”: noi vediamo la durata illimitata dei partiti, decisi a sopravvivere in eterno alla   fine della  loro utilità politica.

Molti pensatori  rivoluzionari sono stati contrari alla delega: a cominciare da Rousseau, per cui “un popolo non può che perdere la propria sovranità sin dal momento in cui se ne priva a vantaggio di rappresentanti”, passando per Proudhon,  per arrivare al  marxista Costanzo Preve, che nota  sarcastico: “Il metodo democratico consiste proprio nella rinuncia consensuale alla democrazia come contenuto”.

Il filosofo Jacques Rancière, un allievo di Althusser,  sancisce: la democrazia “rappresentativa” non è un espediente necessariamente inventato per adattare la democrazia alla crescita delle popolazioni, ai tempi moderni; no,  “E’ a pieno titolo una forma di oligarchia.  L’evidenza che assimila  la democrazia alla forma di governo rappresentativo è recente. La “democrazia rappresentativa” oggi può sembrare un pleonasmo, ma inizialmente è  stato un ossimoro”. Ossia: all’origine, un termine (democrazia) era il contrario dell’altro (rappresentativa).

Molti di voi, lo so, faticano a capire. Questo perché le oligarchie vi hanno cambiato di soppiatto il concetto. E’ stato operato uno   di senso e de-potenziamento fatale della “democrazia”. Nel senso originario, indica il popolo che prende ed  esercita il potere – contro un  tiranno, un re, una oligarchia. 

Dunque “Essa designava la potenza  collettiva, la capacità di autogoverno”; mentre adesso invece “rinvia solo alle libertà personali-  non è più la sovranità del popolo, ma la sovranità dell’individuo”.   Una sovranità degli individui spinto fino “alla possibilità ultima di mettere in scacco, se necessario, la potenza collettiva”.

Così Marcel Gauchet, post-marxista, “uno dei più importanti studiosi del politico” direttore della rivista Le Débat.  Il  fatto è che “una versione liberista-liberale della democrazia ha soppiantato  la  sua versione classica”.  Attenzione, perché il punto è cruciale:  è l’ideologia del libero mercato che vi ha condizionato a credere  che la “libertà” sia la vostra libertà individuale,  di  attuare vostri desideri  privati.  Dato che siete  anzitutto “un calcolatore razionale  alla ricerca di massimizzare il vostro interesse privato”,  senza alcuna preoccupazione per il bene comune.  Il mercato infatti ha  bisogno di individui così, consumatori  da soddisfare.  

Vi dice:  voi come individui siete sovrani  fino al punto di imporre i vostri desideri e piaceri alla volontà collettiva.  

“Di qui a poco a poco – conclude Gauchet – la promozione del diritto democratico  provoca l’inabilitazione politica della democrazia”.  

Infatti, dice De Benoist, “l’individuo atomizzato  quale lo concepisce la teoria liberale non può essere in primo luogo un cittadino, un soggetto democratico, perché per definizione estraneo all’appartenenza   che fonda il voler-vivere-in-comune”.

E il governo? Poco male, vi dice la sirena liberal-liberista: delegatelo ai “vostri rappresentanti”, i quali sono competenti,  e si avvalgono dei “tecnici”; i quali lo delegano alla “Unione Europea”, la  quale lo delega alla banca centrale, al Fondo Monetario, a Goldman Sachs e Wall Street, a esperti più  competenti di voi –   voi godetevi le libertà individuali che la  democrazia di mercato vi  ha regalato. Perché il vostro egoismo è “naturale”, così come il “mercato” è lo stato di natura – a cui non c’è alternativa.  Non c’è alternativa al mercato, quindi cosa volete  “governare”? 

Ci abbiamo creduto. Fino ad oggi, quando “il popolo ha la sensazione che la sua situazione sociale continui a deteriorarsi, che  l’epoca  del pieno impiego sia definitivamente passata  e  che l’avvenire sarà ancora peggiore. Ha la sensazione che i valori cui aderisce siano derisi o disprezzati [legge Cirinnà, gender nelle scuole].  Ha la sensazione che  il  suo stile di vita sia minacciato dalla presenza, sul suolo nazionale, di una popolazione dai costumi differenti che percepisce come  estranea, se non ostile. Ha la sensazione che l’Unione Europea sia diventata un progetto antisociale che contribuisce ad aggravare l’insicurezza economica e culturale”.  

Ma non sono affatto sensazioni, come sapete. Le  conquiste della “omogenitorialità”, i clandestini  da accogliere senza limiti, il gender nelle scuole, lo ius soli,  le “normative d’Europa”, i  “diritti delle minoranze”, la globalizzazione,  sono tutti i risultati di   una spoliticizzazione  “che è avvertita dalla maggior parte del popolo come un’insopportabile aggressione perché mira a togliergli la capacità di decidere, ossia la  sua sovranità”. 

Il risultato è “una impotenza sociale collettiva  senza precedenti storici”(Costanzo Preve). Un  totalitarismo della dissoluzione. Gestito dalla sinistra progressiva:  quei “sostenitori della trasgressione morale e culturale permanente che fanno direttamente il gioco della finanza mondiale, perché il capitalismo può estendere la sua influenza unicamente smembrando non solo le strutture di vita comunitarie tradizionali, ma anche il legame sociale, i valori condivisi,i modi di vita specifica, le culture popolari.  Il capitalismo può trasformare il pianeta in un vasto mercato, che è il suo scopo,  solo se questo pianeta è stato previamente atomizzato”: 

“Senza le nuove piste incessantemente aperte dal liberalismo culturale, il mercato non potrebbe impadronirsi continuamente di tutte le attività umane, comprese quelle più intime”:  così Jean-Claude Michéa,  pensatore socialista senza complessi, in “Perché ho rotto con la sinistra”.  

E’ in questa situazione che sono  sorti, in Europa ed Usa, movimenti populisti. Perché “la condizione di emersione di una mobilitazione populista è  una crisi  di legittimità  politica che tocca  l’insieme del sistema di rappresentanza” (P.  A. Taguieff). Quella patologia gravissima,terminale della democrazia rappresentativa  in cui “destra” e “sinistra” partitiche colludono, in cui Renzi agisce come Berlusconi e Berlusconi vuole adottare Renzi,  perché  hanno lo stesso programma, servire il Mercato Mondiale  da cui non si può uscire. “Lo Stato collusivo dominato dalla casta  oligarchico-tecnocratica verso il quale siamo avviati ormai da trent’anni” (Jacques Sapir). 

Naturalmente, quando  sorge il populismo,  le elites strillano  che non è  legale, che  è “demagogico”, dunque mette in pericolo la democrazia, che è  sovranista e le sovranità non esistono più, che vuole le frontiere ormai abolite, dunque che è passatista;  il popolo che vota i populisti viene  spiegato che è   (come gli inglesi che votarono il Brexit)  quello  poco istruito (strano,  quando gli operai votavano PCI,  nessuno diceva che lo facevano perché poco istruiti) nostalgico, etnicista, che rifiuta gli immigrati e i  diversi,  – anche  fascistoide  (sempre  per le élite s ciò che non piace loro  puzza di fascismo).

Balle, propaganda demagogica , perché nessuno supera in demagogia le oligarchie (basta vedere le loro tv):  non facciamoci condizionare da questi sbarramenti colpevolizzanti e demonizzanti.

“I movimenti populisti”, scrive  Paul Picone,”appaiono generalmente in congiunture storiche speciali, quando il processo democratico è talmente degenerato da esigere una vera reazione democratica –  Il populismo è in generale una reazione contro il deficit di democrazia ed è sempre molto  più democratico di qualunque sistema fondato sulla democrazia rappresentativa”. 

Insomma:  il populismo   sarà confuso, commetterà molti errori,  prenderà cantonate, perché vi aderisce gente che è stata disastrata e  atomizzata dalla Forma Capitale, che è  una forma “totale”  ,  nel senso che ci ha tutti antropologicamente minorati, disumanizzati, resi schiavi del  suo politicamente corretto  e delle sue “trasgressioni” e della sua propaganda seduttiva – però  è una reazione sana all’esproprio di democrazia, è un segno di vitalità,  di salute, di un sangue che riprende a scorrere nelle vene  collettive, il segno della volontà di riaffermare il primato del politico sull’economico.

E’, con tutti i suoi difetti, l’albeggiare del concetto di Libertà “politica”, contrario a quelle “libertà” del Mercato,   la libertà dell’individuo atomizzato, senza appartenenze né patria, nomade sradicato da ogni condizione storica e sociale: quasi che “l’uomo si costituisca liberamente a partire dal niente”. No, “la risposta è che la libertà come l’autonomia va concepita in termini di attaccamento e di legami, non di lacerazione e sradicamento,  di responsabilità verso l’altro piuttosto che di trasgressione a tutto ciò che unisce i membri di una società a un fondamento storico-sociale comune”. 

La democrazia in senso forte, dove il “demos” rigetta le oligarchie e  la loro governance che svolgono  per conto di poteri “che uccidono i popoli”,  e prova a governare in proprio. Da cui il mandato imperativo,  il guinzaglio corto ai politici.  E’ un inizio.

Fonte:  http://www.maurizioblondet.it/