Archivi tag: MIT

La scienza del clima – raggiungere lo scopo a tutti i costi

“La deliberata corruzione della scienza del clima”, Dr. Tim Ball

 12 ottobre 2017 – 7:00 am Pubblicato da Sara Maria Maestroni

Ancora una volta siamo costretti a parlarvi della corruzione che impera e impregna la comunità scientifica e gli organi che dovrebbero garantire la validità degli studi e dei relativi risultati.

Riportiamo, quasi per intero, un articolo scritto da Tim Ball, uno dei più accessi combattenti di tale corruzione.

Vi accorgerete del crescendo narrativo che è riuscito a rendere, mano a mano che si susseguono le vicende. Come già immaginerete, lo scenario è il peggiore possibile

La premessa iniziale è quanto mai indicativa di come sarà l’atmosfera dell’intero pezzo (egli stesso ha preso spunto da un articolo pubblicato su WUWT, di cui non riporta il link):

Una punizione significa che le persone sono responsabili per le proprie azioni. La storia è piena di esempi di élite potenti che cercano di evitare la responsabilità. Non è sorprendente che, espandendosi la democrazia e con un gruppo più ampio al potere, ci siano più persone che evitano la responsabilità. Fa parte di quella società della “post-verità” o “post-facto”, esemplificata dall’idea che si infrange la legge solo se si viene “beccati”.

La lista di persone considerate non responsabili cresce ogni giorno, senza alcun segnale che la cosa possa cambiare in futuro […]

Subito dopo, ecco qui come stanno le cose (grassetto mio):

Responsabilità e punizione valgono sempre e solo per le persone comuni al gradino più basso della scala sociale ed economica. Nulla è più vero di quanto sta succedendo a proposito dell’inganno totale e deliberato secondo il quale gli esseri umani stanno causando il riscaldamento globale portato avanti dall’establishment. E’ senza dubbio il più originale, di lunga durata e più ampio esempio di “fake news”, ovvero informazione disegnata per mal-informare con una narrativa falsa.

Era una “fake-news” nella struttura e nella procedura, creata apposta per elicitare uno specifico risultato scientifico, ma poi si è spinta oltre. Maurice Strong e la gang del Programma sull’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) ha costruito un meccanismo per restringere le loro scoperte e l’esposizione. Come ha scritto Elaine Dewar in “Cloak of Green”:

“Lui [Strong] può guadagnare i propri soldi da chiunque gli piaccia, nominare chiunque egli voglia e controllare l’agenda”

Non poteva mancare l’entrata in scena del nostro amato IPCC e la nascita dell’etichetta di negazionista, appiccicata a chiunque si ponesse delle domande e si rendesse conto che qualcosa non girava giusto nei documenti prodotti, con il preciso scopo di creare allarme:

La maggior parte di questo controllo ha incluso la creazione di un gruppo separato (IPCC) che producesse un Riassunto per i decisori politici (Summary for Policymakers). Essi hanno limitato e distorto ciò che era stato esaminato dal Gruppo di Lavoro n°1, le Basi della Scienza Fisica alle cause di origine antropica del cambiamento climatico, ma questo ha significato che il loro Report identificò tutti i limiti dei dati, il metodo, i modelli computerizzati e le analisi. Essi ben sapevano che davvero poche persone, sopratutto coloro che ci capiscono di scienza e di limiti, avrebbero letto il Report scientifico. In aggiunta, era facile emarginare i pochi, etichettandoli come scettici, negazionisti o imbonitori pagati dall’industria energetica. In ogni caso, lo scopo più importante era presentare un messaggio allarmistico rivestito di certezza ed essere sicuri che avrebbe ricevuto tutta l’attenzione dai media e dai gruppi ambientalisti. Essi raggiunsero lo scopo, rilasciando il Sommario (SMP) mesi prima del report scientifico durante una conferenza stampa pesantemente promossa e pubblicizzata. David Wojic, un esperto revisore all’IPCC, ha spiegato:

“Le omissioni lampanti sono lampanti solo per gli esperti, perciò i ‘decisori politici’ – inclusi la stampa e il pubblico – che legge il SPM non si renderà conto che viene detta loro solo un lato della storia. Ma gli scienziati che hanno scritto il Sommario SMP sanno la verità, come rivelato dal modo spesso ingegnoso con cui la nascondono. […]

Ciò che è sistematicamente omesso dal SPM riguarda proprio le incertezze e le contro evidenze positive che potrebbero negare la teoria dell’interferenza antropica. Invece che analizzare queste obiezioni, il Sommario sostiene confidenzialmente soltanto quei dati che supportano la sua tesi. Per farla breve, questa è difesa, non valutazione”.

L’inganno è riuscito a sopravvivere, nonostante la fuoriuscita di email che provavano che c’erano state omissioni e cancellazioni:

Essi hanno continuato e mantenuto l’inganno, nonostante la debacle dell’hockey stick (bastone da hockey, ndr). Era una grande storia all’interno del piccolo gruppo che sapeva cosa stava succedendo. Noi, stupidamente, pensavamo che tutto questo sarebbe cambiato dopo la fuoriuscita di emails dall’Unità di Ricerca sul Clima (Climatic Research Unit, CRU), apparse nel 2009. Molti di noi pensavano che fosse la rovina dell’inganno. Come avrebbero potuto sopravvivere alla rivelazione che Mosher e Fuller riassunsero così?

  • [hanno] attivamente lavorato per eludere le richieste per la Libertà di Informazione di Steve Mcintyre, cancellando emails, documenti e anche dati sul clima.
  • [hanno] cercato di corrompere i principali revisori scientifici (peer-review), che costituiscono il pilastro della scienza moderna, revisionandosi il lavoro reciprocamente, sabotando gli sforzi degli oppositori che cercavano di pubblicare il proprio lavoro, e minacciando gli editori dei giornali che non adempivano alle loro richieste.
  • [hanno] cambiato la forma dei loro propri dati in materiali mostrati ai politici in carica per cambiare il nostro mondo, “nascondendo l’indebolimento” che mostrava che i loro dati non potevano essere degni di fiducia.

Se anche solo la metà di queste affermazioni sono vere, si tratta di attività che avrebbero dovuto portare a censura accademica, scientifica e legale, finanche all’accusa criminale.

Ma qui stiamo parlando di politici e di consulenti di comunicazione che sono entrati in azione per limitare i danni. L’Università dell’Est Anglia, che ha sostenuto le azioni del CRU fin dall’inizio, assunse Neil Wallis, di Outside Organization. Un esponente dell’Università, Trevor Davies, disse che lo avevano assunto poiché si trattava di un problema di “gestione della reputazione” che non riuscivano a gestire bene. Invece, essi scelsero di diventare parte dell’insabbiamento politico. In effetti, le Università sono più esperti di altri nell’insabbiare.

Voi attenti lettori di AS, sapete bene quali sono i migliori strumenti di insabbiamento, giusto? Se vi dico commissioni di inchiesta, vi suona familiare…?

I veicoli di insabbiamento difensivo preferito dai politici sono le commissioni di inchiesta (vedi link). Molte persone pensano che siano una cosa buona poiché implicano l’esclusione dei politici. In effetti, esse sono l’arma ideale poiché i politici sono esclusi, ma ottengono molto più potere e controllo. Tutte le domande vengono eliminate poiché [i membri della commissione] non possono dire nulla fino alla conclusione dell’inchiesta.

Non si è abituati a fingere che questo non sia la più grande boiata.

Le email estratte dall’hacker dall’Unità di ricerca dell’Università dell’Est Anglia potrebbero scarsamente arrecare più danno. Sono ora convinto che essi sono sinceri e sono turbato e profondamente scosso da loro. Certo, i messaggi sono stati ottenuti illegalmente. Certo, tutti noi diciamo cose nelle email che sarebbero atroci, se rese pubbliche. Certo, alcuni dei commenti sono stati estrapolati dal contesto. Ma questi sono messaggi che non richiedono un esperto per farli apparire negativi. (Qui, sembrano essercievidenze di tentativi di fare in modo che alcuni dati scientifici non venissero pubblicati e addirittura tentativi di distruggere materiale che era oggetto di una richiesta di libertà di informazione):

“Peggio ancora, alcune email suggeriscono di sforzi per evitare la pubblicazione del lavoro di scettici del clima, o per tenerli fuori dal Report dell’IPCC. Credo che il capo dell’Unità, Phil Jones, dovrebbe dimettersi. Alcuni dei dati discussi nelle email dovrebbero essere rianalizzati.”

Jones si dimise al volo, ma venne velocemente reintegrato; nel frattempo, egli convenientemente “perse” i dati rilevanti (qui). Che io sappia, non c’è mai stata una “ri-analisi” ufficiale dei dati. Monbiot aggiungeva:

“Come mai la risposta del CRU a questo tema così disastrosa?”

Egli giustificava parzialmente l’azione, scrivendo:

“Gli scettici del cima hanno mentito, nascosto e imbrogliato per anni”

In ogni caso, stemperò l’affermazione in questo modo:

“Ecco perché noi razionalisti del clima dovremmo sostenere i più alti standard della scienza”

Nella Prefazione all’analisi di Andrew Montford, Lord Turnbull sostenne la lista di Monbiot, quando scriveva:

  • che gli scienziati del CRU fallirono nel dare una visione completa e giusta ai decisori politici e all’IPCC di tutte le evidenze a loro disponibili;
  • che essi ostacolarono deliberatamente l’accesso ai dati e ai metodi a coloro che avevano un punto di vista diverso dal proprio;
  • che essi fallirono nell’adempiere ai requisiti della Libertà di Informazione
  • che essi cercarono di influenzare i panel di revisori delle riviste, in modo da evitare che evidenze scientifiche rivali venissero pubblicate.

Soltanto 4 delle 5 inchieste, 3 in Inghilterra e 1 negli stati Uniti, produssero report. Essi erano:

  • il Comitato di Scienza e Tecnologia della camera dei Comuni, in Inghilterra
  • L’Inchiesta Oxburgh iniziata e diretta dall’Università dell’Est Anglia (UEA)
  • L’inchiesta Muir Russell, tecnicamente la Revisione Indipendente delle Emails sul Cambiamento Climatico (ICCER)
  • l’Inchiesta della Penn State.

Poi, come spesso accade se si è attenti osservatori, si notano degli schemi ricorrenti:

Di seguito un riassunto di queste investigazioni, che puntualizzano uno schema definito che ho riconosciuto anche dalla personale esperienza con commissioni d’inchiesta politiche.

Le persone parte dell’inchiesta erano sia compromesse da conflitti [di interesse] o avevano scarsa conoscenza di climatologia o del processo dell’IPCC:

  • Essi non avevano obiettivi chiari e definiti e fallirono nel raggiungere tutti quelli che pubblicizzarono.
  • Le interviste si limitavano alle accuse.
  • Gli esperti che sapevano cosa stesse succedendo e come fosse fatto, cosa che si deduce da quanto scritto nelle email, non venivano intervistati.
  • La validità della scienza e dei risultati ottenuti, così come vennero pubblicati sui Report dell’IPCC non vennero esaminati, in più gli inganni servivano per coprire questi problemi. Questo è particolarmente vergognoso per l’inchiesta di Oxburgh che ignorò specifiche istruzioni per esaminare la scienza.
  • Tutte le investigazioni erano seriamente inadeguate in grandi porzioni [del lavoro] tanto da essenzialmente negare le loro scoperte. Sembra che tali inadeguatezze fossero fatte deliberatamente per evitare lo smascheramento della verità. Tutti loro esaminarono sono una parte limitata delle questioni, per cui era come ascoltare solo una parte della conversazione e ciò che vuoi ascoltare è preselezionato.

Tutte le giurie hanno fallito nel riflettere sull’ammonizione di Hans Von Storch:

“Dobbiamo assumere una visione auto-critica di quanto è successo. Niente deve essere spazzato sotto il tappeto. Alcune inchieste – come in Gran Bretagna – fecero esattamente questo. Essi hanno buttato via un’opportunità per ristabilire la fiducia”.

La verità è che tutti fecero così. Fred Pearce, dal ‘The Guardian‘, evidenziò che:

“La segretezza era all’ordine del giorno al CRU. “Abbiamo notato che c’è stato uno schema ricorrente e consistente nel fallire nel manifestare l’adeguato grado di apertura”, dice il report. Tale criticismo si applicava non solo a Jones e alla sua squadra alla CRU. Si applicava allo stesso modo alla stessa Università, che potrebbe essersi sentita imbarazzata nello scoprire se stessa al banco degli imputati tanto quanto gli scienziati ai quali essa chiese di mettere Russel in giudizio”.

Clive Crock, un editore anziano a ‘The Atlantic’, aveva scritto:

“L’inchiesta della Penn State che esonerava Michael Mann – il paleoclimatologo che inventò l’Hockey stick – sarebbe difficile da scimmiottare. Tre delle quattro accuse sono abbandonate: l’inchiesta annuncia che, per mancanza di evidenze credibili, non verranno nemmeno investigate. (Su questo, Richard Lindzen del MIT ha detto ai commissari, “E’ davvero fantastico. Cioè, questi temi sono esplicitamente scritti nelle email. Mi chiedo cosa stia succedendo”. Il report continua: “Il comitato investigativo non ha risposto alla dichiarazione del Dott. Lidzen. Invece, la sua attenzione era catturata dalla quarta accusa”). Andando avanti, il report dice, in effetti, che Mann è uno studente modello, un cacciatore di finanziamenti di successo, un uomo ammirato dai suoi colleghi – perciò qualunque accusa di inappropriatezza accademica deve essere falsa”.

Più avanti, Crook scrive:

“Ho sperato, senza grande convinzione, che le varie inchieste Climategate sarebbero state più dure. Sarebbe stato il primo passo verso il ristabilire la fiducia nel consenso scientifico. Ma no, i report hanno peggiorato le cose. Nella migliore delle ipotesi, questi sono delle scuse contorte; alla peggio, sono chiaramente incompetenti e ostinatamente sbagliati. L’establishment della scienza del clima di cui queste inchieste fanno parte, sembra del tutto incapace di comprendere, figuriamoci una riparazione, il danno che hanno fatto alla loro stessa causa”.

George Morbiot scrive:

“Ma la campagna di bugie dei negazionisti, grottesche come sono, non giustifica la segretezza e la soppressione da parte degli scienziati del clima. Lontano da ciò: questo significa che essi devono distinguere loro stessi dai loro oppositori in qualunque modo. Nessuno è stato così malamente deluso dalle rivelazioni contenute nelle email come quelli di noi che hanno sostenuto la scienza. Noi dovremmo essere i primi a pretendere che sia inattaccabile, non gli ultimi”.

Tim, Ball conclude il suo articolo con amarezza, che francamente mi sento di condividere:

Effettivamente, essi sono stati molto lontani dall’essere “inattaccabili”, poiché rimasero in silenzio o parteciparono alla copertura orchestrata.

L’intera corruzione della scienza del clima, orchestrata attraverso l’IPCC, gli uffici nazionali di meteo e agenzie governative come NASA, GISS continua. Molte delle persone coinvolte alla CRU e altre agenzie citano le cinque commissioni d’inchiesta come prova della loro innocenza.

Non sono a conoscenza di alcuna persona che è stata dichiarata responsabile in qualunque modo per il più grande deliberato inganno della storia che ha creato disordini del tutto non necessari in ambito sociale ed economico e ha sprecato trilioni di dollari. Niente di tutto ciò sorprende poiché la mancanza di responsabilità è pandemica fra tutti i politici e le élite di potere. Ciò fa coppia con il cambiamento distruttivo nel pensare, associato con la convinzione che una persona infrange la legge solo se viene beccato.

Un crimine senza la punizione non è più un crimine.

Sara Maria Maestroni.

AttivitàSolare

Fonte diretta: https://www.attivitasolare.com/l

Il Progetto Manhattan continua

Un Nuovo Progetto Manhattan (2)

“Il tempo di avere la precipitazione dell’ umidità dell’atmosfera sotto completo controllo è molto vicino …”Nikola Tesla Giugno 1900

Seconda Parte

 (Leggi QUI la prima parte)

Della grande maggioranza delle decisioni di finanziamento di Bush ne beneficiarono i suoi amici e colleghi. Bush stesso in seguito ammise che aveva portato a termine “una scappatoia, una conquista, con cui un piccolo gruppo di scienziati e ingegneri, fuori dai canali prestabiliti, aveva avuto l’autorità e il denaro per il programma di sviluppo di nuove armi”. Anche se la Carnegie Institution credeva di essere tra i primi destinatari dei contratti NDRC, Bush non solo mantenne la sua presidenza, ma la sede della Carnegie Institution divenne quella del NDRC. La Carnegie Institution finì per ottenere circa 3 milioni di dollari in contratti NDRC. Un sacco di sovvenzioni NDRC sarebbero fluite anche al MIT, suo ex datore di lavoro. Infatti, il MIT è stato il principale destinatario accademico dei dollari contrattuali NDRC, rastrellando circa 117 milioni di dollari. Durante la guerra, Raytheon, le cui azioni erano ancora di proprietà di Bush, crebbe di 60 volte nelle vendite. Le connessioni tra la Carnegie Institution, il MIT, Raytheon e il NMP sono una moltitudine. Sebbene Bush si preoccupasse dei conflitti d’interesse e in seguito cercò di legalizzare ufficialmente le sue attività, Roosevelt inizialmente non vide questo come un problema.

A metà del 1941, senza preoccupazioni legali e di finanziamento, il presidente Roosevelt approvò la creazione dell’Office of Scientific Research and Development (OSRD) per la gestione del NDRC. Il NDRC diventò l’unità operativa principale dell’OSRD. Nell’ambito del precedente accordo, il NDRC fu finanziato dal ramo esecutivo. Sotto l’OSRD, il NDRC fu finanziato dal Congresso. Bush rimase il responsabile, assumendo la posizione di Direttore dell’OSRD e Conant diventò presidente del NDRC. Nel 1944, l’OSRD di Bush spese 3 milioni di dollari alla settimana per 6.000 ricercatori in più di 300 laboratori industriali e universitari. 

È interessante notare che il NDRC ha svolto un dettagliato lavoro per l’Office of Strategic Services (OSS). Il NDRC ha servito l’OSS come la fittizia Q Branch, dei film di James Bond, serve il Servizio Segreto Britannico: producendo armamenti non ortodossi e equipaggiamento da spionaggio. Ciò è importante, perché l’OSS è stato il precursore della CIA (Central Intelligence Agency) di oggi e le prove suggeriscono che la CIA è profondamente coinvolta nell’attuale Nuovo Progetto Manhattan. Per ulteriori informazioni sul coinvolgimento della CIA nell’attuale NMP, vedere l’articolo precedente dell’autore “Forging Reality: The New Manhattan Chemtrail Project Information War.”  

La creazione del complesso militare/industriale/accademico non fu l’unica cosa che fece. Nella letteratura storica sulla modificazione del tempo, il nome di Vannevar Bush (pronunciato vuh-nee-ver) viene continuamente fuori. Considerando tutto ciò che è stato svelato qui, in combinazione con il suo ben documentato sostegno alla modificazione del tempo, Vannevar Bush è probabilmente il fondatore del New Manhattan Project. Si potrebbe dire che Vannevar fosse indaffarato come un castoro. Alla fine del 1957, come introduzione al più citato documento di modificazione del tempo, scrisse: 

È del tutto possibile, se fosse abbastanza saggio, che l’uomo potrebbe produrre effetti favorevoli, forse di enorme importanza pratica, trasformando il proprio ambiente rendendolo più salutare per propri scopi. Questa è certamente una questione che dovrebbe essere studiata con diligenza ed energicamente esplorata. I primi passi sono chiari. Al fine di controllare le questioni meteorologiche è necessario comprenderle meglio di quanto facciamo ora. Quando le capiremo pienamente, potremo in futuro, perlomeno, prevedere il tempo atmosferico con certezza, per intervalli ragionevoli di tempo. 

Con i moderni dispositivi analitici, con una squadra di solida esperienza e di elevate capacità, oggi è possibile fare un lavoro in questo campo che renderà immediati benefici e ci porterà avanti verso una comprensione più approfondita delle estreme possibilità. Con tutti i nostri mezzi cerchiamo di ottenerlo.

Ancora un’altra cosa che Vannevar Bush raggiunse fu di assicurare che i tecnici, come lui stesso, diventassero vitali per pianificare la strategia e le operazioni belliche. Questa era un’idea radicale all’epoca. Come scrive il principale biografo di Bush: “Nel maggio del 1942 il presidente approvò la creazione di un sottocomitato per i suoi nuovi Capi di Stato Maggiore che avrebbero dovuto dedicarsi alle nuove armi. Bush avrebbe presieduto l’organo consultivo formato da tre persone, denominato Joint Committee on New Weapons and Equipment, il cui scopo sincero era la ‘educazione’ dei migliori ottoni militari.” G. Pascal Zachary continua a scrivere: ” Bush è stato il primo civile, al di fuori del Consiglio, ad avere formalmente una linea con i capi militari della nazione.” Questo, insieme a tutte le altre informazioni riportate qui, mostra che Bush aveva i mezzi, la motivazione, l’opportunità, il desiderio e la volontà di fondare il Nuovo Progetto Manhattan. Nessun altro era in grado. 

Come se tutto questo non fosse abbastanza, Bush fu anche coinvolto nella creazione di enormi organizzazioni nazionali postbelliche volte a consentire la ricerca scientifica finanziata da fondi statali e privati, portando così avanti l’eredità dell’OSRD. Queste organizzazioni del dopoguerra sono diventate i veicoli principali per lo sviluppo dei programmi di modificazione meteo dell’America. Questi veicoli erano l’Office of Naval Research (ONR) e la successiva National Science Foundation (NSF).

Il caso curioso di Edward Teller

Edward Teller[/caption]

Edward Teller (1908-2003) è stato uno degli scienziati più famosi del XX secolo. Era famoso perché era un fisico estremamente capace e promosse instancabilmente i suoi progetti. Lavorò come ricercatore capo sull’originale Progetto Manhattan e continuò a sviluppare e promuovere la successiva generazione di bombe nucleari, note come bombe termonucleari (bombe a idrogeno). Egli è stato anche ben noto per lo sviluppo e la promozione della Strategic Defense Initiative: a.k.a. Star Wars. 

Ci interessiamo, in special modo, del signor Teller perché negli anni Novanta è stato un famoso co-autore di una serie di articoli pubblicati dal Lawrence Livermore National Labs, che hanno proposto che la Terra e il suo biota venissero irrorati con alluminio stratosferico. Noi siamo preoccupati non solo perché, all’apparenza, questo proposito è estremamente pericoloso, siamo ancora più preoccupati perché i test di prova di campioni d’aria e di acqua piovana, provenienti da tutto il mondo, hanno mostrato che l’alluminio è l’ingrediente principale delle scie chimiche attuali. E come se non bastasse, le operazioni d’irrorazione chimica a livello nazionale, su larga scala, sono cominciate nello stesso periodo in cui sono stati pubblicati i documenti co-autorali di Teller. 

Teller non ha lavorato al laboratorio MIT Rad. Tuttavia, ha spesso teorizzato su come le bombe atomiche, detonate nell’alta atmosfera, potrebbero influenzare il tempo. Ha anche sostenuto, tra le altre cose, l’utilizzo di esplosioni di bombe nucleari per rimodellare i paesaggi planetari. Incredibilmente, Teller ha anche scritto a proposito di effettuare periodiche esplosioni nucleari sotterranee, per generare una sorta di energia geotermica prodotta dall’uomo. Anche se la maggior parte delle persone di oggi probabilmente lo definirebbero “assolutamente un pazzo fanatico”, a quel tempo, queste attività proposte erano quelle che si chiamavano “ingegneria planetaria”. L’ingegneria planetaria è sinonimo della “geoingegneria” attuale. Un ramo della geoingegneria, chiamato gestione delle radiazioni solari (SRM) oggi suggerisce che i jet spruzzino la Terra con particelle stratosferiche. 

Teller ha scritto e ha parlato della modificazione del tempo innumerevoli volte. Nelle sue memorie, Teller scrive di “mettere miliardi di piccole sfere galleggianti nell’atmosfera”. Abbiamo evidenziato come egli scriveva di spruzzarci con l’alluminio. Nel suo libro The Legacy of Hiroshima  suggerisce la tesi geoingegneristica SRM, che significa nebulizzare scie chimiche. Questi sono solo alcuni esempi. Ce ne sono molti, molti altri.

Nell’esempio riportato di seguito, vediamo come Teller evidenzia gli “inneschi” atmosferici. Sta scrivendo a proposito dell’idea che certi fenomeni atmosferici, relativamente piccoli, in determinati punti nello spazio e nel tempo, possono creare reazioni atmosferiche a catena che portano a grandi fenomeni atmosferici, come le tempeste. È analogo al cosiddetto effetto “farfalla”.  

L’effetto farfalla è il concetto secondo cui il battito delle ali di una farfalla in Cina possa causare una tempesta gigante su Cape Cod. La tesi degli inneschi atmosferici viene citata, ovunque, più e più volte nella letteratura che tratta della modificazione del tempo, nello stesso modo in cui Teller la menziona qui. 

Per controllare il tempo, Teller e i suoi colleghi suggerivano che questi inneschi venissero creati artificialmente e/o manipolati. La tesi dell’innesco atmosferico è centrale per le operazioni del NMP di oggi. I sistemi di modellazione atmosferica dei super-computer NMP di oggi sono progettati per essere in grado di identificare questi inneschi e prevedere i loro risultati. Conoscere i probabili risultati, è il modo in cui le persone che eseguono il NMP riescono a conoscere quando e dove eseguire le manipolazioni atmosferiche. Il Laboratorio Nazionale co-fondato e diretto da Teller (Lawrence Livermore National Labs), è stato all’avanguardia nella modellazione atmosferica dei super-computer fin da subito, e continua ancora oggi. Teller scrive:

Prima che qualunque cosa possa essere controllata, deve essere innanzitutto compresa. Stiamo cominciando ad affrontare una comprensione del tempo atmosferico. Sappiamo che cause molto piccole, possono crescere e dare effetti molto grandi. Una leggera perturbazione delle masse d’aria, sul fronte che separa l’aria calma dei poli dal vento continuo che circonda il globo a latitudini temperate, può innescare un vortice largo mille miglia, e può influire sul clima degli Stati Uniti per un’intera settimana. Possiamo e dobbiamo aumentare il numero e la gamma delle nostre osservazioni meteo. Utilizzeremo satelliti, e altri mezzi, per seguire gli spostamenti delle nuvole e dei venti. Poi, utilizzando computer elettronici migliorati, saremo in grado di prevedere il tempo e di rintracciare l’origine di ogni sviluppo fino al suo innesco originale. 

Quando questo alto grado di comprensione meteorologica venisse raggiunto, potremmo essere in grado di creare noi stessi degli inneschi e realizzare l’antico sogno di fare realmente qualcosa sul tempo. Potremmo cospargere di polvere una nuvola su una posizione strategica [l’accento è dell’autore] o trovare un altro modo per sconvolgere l’equilibrio della temperatura tra le masse d’aria. Potremmo interrompere la siccità. Potremmo regolare la precisa posizione e il tempo in cui sorge un uragano, predeterminando così il luogo in cui i venti distruttivi si disperdono.

Tale nuova padronanza sulla natura ci conferirà delle responsabilità che vanno oltre la nostra attuale capacità di immaginare. Quando la pioggia sarà a servizio dell’uomo, l’uomo deve essere il padrone di se stesso. Il controllo delle nubi porterà conflitto o cooperazione tra le nazioni. La prospettiva può sembrare terrificante, ma a lungo termine questa situazione si verificherà sicuramente, o una situazione simile. La scienza porta progresso; il progresso crea potere; il potere va di pari passo con la responsabilità. Non sfuggiremo a questa responsabilità. 

Come possiamo dedurre dal suo ultimo paragrafo, Teller è stato un sostenitore del governo globale. Lo ha professato apertamente innumerevoli volte, come molti altri colleghi. La minaccia della guerra termonucleare è stata ampiamente utilizzata anche come catalizzatore per il governo mondiale. Le prove suggeriscono che il Nuovo Progetto Manhattan è forse la parte più importante di un governo mondiale autoritario.

Edward Teller è stato anche determinante nella fondazione del Lawrence Livermore Labs e per molti anni ha servito come direttore. Durante la direzione di Teller, il suo diretto superiore era il Generale dell’Esercito Alfred D. Starbird. Questo è importante perché il Lawrence Livermore National Labs (LLNL) ha una lunga storia di sviluppo di modelli atmosferici e di configurazione di super-computer, per funzionare, potenzialmente, come parte del Nuovo Progetto Manhattan. Infatti, nell’articolo “C4: Command, Control, Communications, and Computers of the New Manhattan Chemtrail Project,”, il vostro autore riesamina le prove che suggeriscono che LLNL sia la sede della base di comando principale del NMP. 

Le informazioni più convincenti, che legano Teller al Nuovo Progetto Manhattan, si trovano sepolte in una nota a piè di pagina alle sue memorie. Era un consulente di lunga data alla Mitre Corporation. Ciò è importante perché, com’è stato osservato in precedenza, le prove indicano che la Mitre Corporation è il project manager del Nuovo Progetto Manhattan. 

Infine, attraverso il progetto Polaris, Teller è ancora una volta collegato al NMP. Teller e il LLNL hanno diretto lo sviluppo delle testate nucleari che sono state utilizzate come parte del progetto del Polaris Submarine Launched Ballistic Missile (SLBM). Il successo dello sviluppo della testata Polaris ha svolto un ruolo importante nella crescita iniziale del Livermore. Il capo del programma Polaris era un viceammiraglio della Marina, di nome di William Francis Raborn. William Raborn è stato molto probabilmente determinante per lo sviluppo e la produzione del NMP. Nel 1963 Raborn scrisse, in modo molto chiaro, a proposito dell’energia elettromagnetica utilizzata per controllare il clima. La Marina, attualmente, co-gestisce HAARP, il gigante riscaldatore ionosferico. Raborn era nel consiglio di amministrazione di una società che è andata avanti a costruire HAARP. Non solo questo, ma una testata nucleare Polaris è stata distintamente rilevata in un esperimento, sul campo, del radar OTH e, come abbiamo visto, HAARP è il discendente diretto del radar OTH.

Teller ha adottato precocemente, in modo forte e stabile, la teoria del riscaldamento globale creato dall’uomo. 

La somma di queste prove indica che Edward Teller è stato essenziale allo sviluppo del Nuovo Progetto Manhattan. Infatti, probabilmente, è stato l’unico più importante scienziato nella storia del NPM. 

Durante gran parte dell’arco temporale in cui il NMP si stava sviluppando, Teller fu verosimilmente occupato con la Strategic Defense Initiative (SDI). Molte persone, però, hanno messo in dubbio la validità del progetto SDI. Molte persone informate hanno descritto l’SDI come tecnicamente inesplorabile e potenzialmente inefficace (per non parlare di essere uno spreco). Lo stretto collega di Teller, Glenn Seaborg, fu un critico tagliente. Infatti, molti dei colleghi di Teller dubitarono persino che Teller stesso pensasse che l’SDI fosse realmente fattibile. 

Nel suo libro Teller’s War: The Top-Secret Story Behind the Star Wars Deception  il giornalista William Broad, vincitore del Premio Pulitzer, scrive: “Passando sopra le proteste dei colleghi, Teller ingannò i più alti funzionari del governo degli Stati Uniti riguardo a un problema critico della sicurezza nazionale, aprendo la strada ad un inganno di miliardi di dollari, in cui un sogno di pace nascondeva il programma militare più pericoloso di tutti i tempi”. Il signor Broad continua più avanti: “Si può sostenere che Teller ha mostrato chiari segni di delusione. Il suo continuo sostegno al laser a raggi X [Star Wars], dopo il suo crollo, ha indicato un impegno emotivo così profondo che ha sfidato la logica”. 

Forse la Strategic Defense Initiative era solo una storia di copertura. Forse era solo un modo per deviare l’attenzione del pubblico. Teller era ampiamente conosciuto come una forza estremamente potente. Molti tra gli americani medi erano consapevoli di Edward Teller, e credevano che avesse sempre in mente grandi cose. A molti non piaceva e non si fidavano di lui. Forse l’SDI fu presentato come una copertura per nascondere il coinvolgimento di Teller nel super-segreto Nuovo Progetto Manhattan. In questo modo il pubblico avrebbe pensato che Teller stava dedicando gran parte del suo tempo al SDI e, quindi, avrebbe dimenticato il suo coinvolgimento in un progetto altamente top-secret, utilizzato alla fine contro il popolo americano. 

Il culto di John von Neumann

 John von Neumann[/caption]

Le persone vedevano il famoso fisico del Progetto Manhattan e matematico John von Neumann (1903-1957) come un ‘semidio’. Il fisico vincitore del Premio Nobel, Hans Bethe, si chiese se il cervello di von Neumann indicasse “una specie superiore a quella dell’uomo”. Un altro vincitore del Premio Nobel, Eugene Wigner, notò che von Neumann non era umano, ma un semidio che aveva “fatto uno studio dettagliato sugli esseri umani e poteva imitarli perfettamente”. Il suo biografo Norman Macrae lo definì “un profeta”. 

Queste affermazioni erano giustificate dalle leggendarie capacità scientifiche di von Neumann. Era conosciuto per aver calcolato, a mente, risposte incredibilmente accurate a equazioni matematiche estremamente complesse. Dandogli tempo, carta e matita, non c’era nessun problema che non potesse risolvere. Applicò il suo potere cerebrale a tutto ciò di cui c’era bisogno all’epoca. Sia l’Esercito che la Marina ebbero in grande considerazione Johnny, come una risorsa scientifica inestimabile. Era di modi gentili e universalmente benvoluto.

Johnny fece parte della squadra che inventò un modello moderno di computer matematico. Questo fu inventato e sviluppato a Los Alamos, nel contesto della produzione mondiale delle prime bombe atomiche. Johnny e il suo team crearono modelli matematici, eseguiti su super-computer, che potevano prevedere i risultati di detonazioni nucleari simulate. Johnny successivamente applicò la conoscenza della modellazione computerizzata, raggiunta durante questi esperimenti, alla modellazione atmosferica. 

Poco dopo la guerra, nell’ottobre del 1945, Vladimir Zworykin e la Radio Corporation of America (RCA) pubblicarono “Outline of Weather Proposal.” (Bozza di Progetto del Clima). Questo documento ha richiesto una geoingegneria e un programma globale di controllo del tempo. Von Neumann fu un co-autore. Nel gennaio del 1946, von Neumann e Zworykin si recarono al Weather Bureau e perorarono la loro causa per la modificazione del tempo. 

L’Institute for Advanced Study (IAS) dell’Università di Princeton è stato fondato nel 1930. Come il quartier generale mondiale della RCA, lo IAS fu ubicato a Princeton, New Jersey. Von Neumann era uno dei cinque membri originari. Gli altri membri originari comprendevano Albert Einstein (1879-1955). Nel maggio del 1946, l’Istituto iniziò il suo Progetto di Meteorologia finanziato dall’Office of Naval Research. Il loro Progetto di Meteorologia fu concepito per fare “i primi passi verso il condizionamento del clima, attraverso un intervento razionale e umano”. Johnny fece pressione sugli ammiragli della Marina su come i computer avrebbero potuto rivoluzionare la meteorologia e aiutare a ottenere il controllo del tempo atmosferico. I militari riconoscono un importante sistema di armi quando ne vedono uno, quindi i soldi per il progetto meteorologico di Johnny non furono mai un problema. 

Più tardi, Jule Charney (1917-1981) e Norman Phillips arrivarono allo IAS per contribuire a produrre i primi modelli atmosferici realmente fattibili. Computer più veloci sostituirono l’altra metà dell’equazione. Con il passare del tempo, i modelli diventarono migliori e i computer erano più veloci. Dal 1955 il Weather Bureau [Ufficio Meteorologico] stava emettendo previsioni derivate dai computer. La base per la modellazione atmosferica degli attuali super-computer del NMP era stata posata. Charney e Phillips in seguito andarono via dal MIT.

Von Neumann fu un precursore della teoria moderna del riscaldamento globale creato dall’uomo e un difensore della geoingegneria. Nei primi anni ’50 ipotizzò che l’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera dalla combustione di idrocarburi fossili, come petrolio e gas, avrebbe potuto causare una crescita drammatica della temperatura media della Terra. Forse trascurò di considerare il fatto che solo un 3%, statisticamente insignificante, dell’anidride carbonica atmosferica della Terra è di origine umana. Tuttavia, fece questa congettura. Inoltre pose le basi dell’attuale tesi di Geoingegneria di Gestione della Radiazione Solare (SRM), teorizzando che uno strato di aerosol stratosferici, come quelli creati da un vulcano, avrebbe potuto abbassare la temperatura della Terra riflettendo la luce solare nello spazio. Questi sono i primi esempi sia della teoria moderna del riscaldamento globale creata dall’uomo, che della base della tesi della Geoeingegneria SRM, già nota all’autore. Von Neumann fu probabilmente l’ideatore di entrambe. Egli era anche un sostenitore del controllo globale del clima e del governo globale. È buffo come tutte queste cose vadano di pari passo, vero?

Infine, Von Neumann fu anche uno degli amici e collaboratori di Edward Teller. Lavorò al modello computerizzato per la bomba-H di Teller. 

Ulteriori informazioni su Bernard Vonnegut, Irving Langmuir e la General Electric 

Questa sezione si occupa di Bernard Vonnegut e dei suoi compari, in quanto Bernard Vonnegut ha capitanato i primi esperimenti moderni che hanno coinvolto la manipolazione elettrica di particelle atmosferiche allo scopo di alterare il tempo. Il NMP di oggi si è evoluto in un progetto che coinvolge la manipolazione elettromagnetica delle particelle atmosferiche al fine di modificare il clima. Per ulteriori informazioni sul coinvolgimento di Vonnegut, agli inizi del Nuovo Progetto Manhattan, fate riferimento al precedente articolo dell’autore “Chemtrails Exposed: A History of the New Manhattan Project.”  

Questa sezione è basata principalmente su un libro molto istruttivo e ben scritto, intitolato The Brothers Vonnegut: Science and Fiction in the House of Magic  di Ginger Strand. 

Vonnegut arrivò al MIT sia, dapprima, come studente universitario che, successivamente come laureato. Per la sua tesi di laurea “Impianto a punto di congelamento”, progettò un dispositivo per misurare l’esatto punto in cui l’acqua, con altre sostanze disciolte, si congela. Questo lavoro era rilevante per la formazione di un nucleo nelle nuvole e quindi per la modificazione del tempo. 

Durante la Seconda Guerra Mondiale, prima di diventare direttore del progetto di sghiacciamento dei velivoli del dipartimento meteorologico del MIT, lavorò presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica del MIT, dove sviluppò fumi per il Servizio di Guerra Chimica del governo statunitense. Vonnegut ottenne l’autorizzazione dal distretto di Manhattan per poter utilizzare dei traccianti radioattivi, al fine di misurare le penetrazioni dei fumi tedeschi. Fu durante questo periodo che incontrò il primo scienziato industriale ad avere vinto il Premio Nobel, Irving Langmuir, che lavorava anche sui fumi. Questi programmi di fumo del MIT sono stati effettuati con la partecipazione della General Electric. 

Vonnegut si avvicinò sia a Langmuir che al suo assistente Vincent Schaefer per discutere dello sghiacciamento degli aeromobili. Nel 1946 Vonnegut, Langmuir, Schaefer e la General Electric avrebbero continuato a implementare l’era scientifica della modificazione del tempo. In precedenza, l’8 maggio 1945 (V.E. Day, (Victory in Europe)) a New York, Langmuir, era stato reclutato dall’esercito per condurre una ricerca sulla modificazione climatica. 

Langmuir fu uno dei primi scienziati a condurre esperimenti sui gas ionizzati che chiamò “plasmi”. Inventò il campo della fisica del plasma. Ciò è rilevante per il NMP di oggi perché, come parte del Progetto, l’energia elettromagnetica è, al momento, utilizzata per trasformare vaste porzioni della nostra atmosfera in plasma. In precedenza, Tesla aveva teorizzato su come l’elettrificazione dell’atmosfera e la formazione di plasmi atmosferici avrebbero potuto portare ad una modificazione del tempo atmosferico.

Le principali agenzie governative che lavorarono con G.E. alla modificazione climatica furono i Corpi di Segnalazione dell’Esercito e l’Ufficio di Ricerca Navale. I dipendenti della G.E. erano semplicemente dei consulenti e dovettero “astenersi dall’affermare qualsiasi controllo o direzione sul programma di volo. La responsabilità del Laboratorio di Ricerca della GE [fu] limitata esclusivamente al lavoro di laboratorio e alle relazioni”.

Per inciso, la General Electric e il MIT hanno storicamente avuto un rapporto professionale molto stretto. Willis R. Whitney, fondatore dei G.E. Labs, fu membro della classe di laurea MIT del 1890 e successivamente un professore del MIT. L’uomo che ha chiesto a Whitney di organizzare i G.E. Labs, Elihu Thompson, fu presidente in carica del MIT dal 1920 al 1923. Karl Compton, che ricoprì il ruolo di Presidente del MIT e Presidente della MIT Corporation, è stato consulente del Laboratorio di Ricerca G.E. negli anni ’20. Ci sono molti altri esempi. 

Alfred Lee Loomis: padre delle armi psicotroniche e degli aspetti principali del Nuovo Progetto Manhattan

 Alfred Lee Loomis (1887-1975)[/caption]

Il più interessante è stato tenuto per ultimo. 

Alfred Lee Loomis fu un avvocato di Wall Street e un banchiere, trasformatosi poi in scienziato. Per acquisire una comprensione dell’uomo, si può leggere un’eccellente biografia scritta dalla figlia del famoso scienziato del Progetto Manhattan, James B. Conant. Il libro è intitolato Tuxedo Park: A Wall Street Tycoon and the Secret Palace of Science That Changed the Course of World War II di Jennet Conant. Questo libro fornisce la maggior parte delle informazioni qui presentate. Come accennato in precedenza, Loomis diresse il Comitato per le Microonde, fu co-fondatore del Rad Lab e propose per primo il concetto di LORAN, che si è evoluto negli attuali riscaldatori ionosferici. Era un membro a vita della MIT Corporation. Alfred Lee Loomis non deve essere confuso con un altro importante scienziato del MIT Rad Lab, il cui nome era Francis Wheeler Loomis. I due non erano imparentati. Loomis, tuttavia, era cugino primo e amico stretto del segretario di guerra Henry ‘Skull & Bones’ Stimson, precedentemente menzionato. 

Alfred Loomis possedeva diverse case in una comunità esclusiva a nord di New York, chiamata Tuxedo Park. Trasformò una di queste case, chiamata Tower House, in un laboratorio. Lo chiamava il Loomis,Laboratory e lavorava lì, divertendosi, con gli scienziati famosi di tutto il mondo. 

Nel 1930 Loomis si interessò alle onde cerebrali. Fu ispirato da uno psichiatra tedesco di nome Hans Berger (1873-1941). Loomis pubblicò il suo primo articolo su questo argomento nel giugno del 1935. Il suo lavoro andò avanti con esperimenti condotti presso il Loomis Laboratory, notando: “… la presenza molto precisa di treni di cambiamenti potenziali ritmici, a seguito di suoni sentiti da un soggetto umano durante il sonno”. Utilizzando le tecniche elettroencefalografiche, che aiutò a sviluppare, il signor Loomis rilevò diversi modelli di onde cerebrali e attribuì questi schemi a diversi stati di coscienza del sonno. Più tardi, tra il 1937 e il 1939, Loomis lavorò presso i Loomis Labs con un famoso medico della Harvard Medical School, che si chiamava Hallowell Davis (1896-1992), e sua moglie, Pauline Davis. Il trio consolidò la ricerca iniziale sulle onde cerebrali e continuò lo sviluppo dell’elettroencefalogramma. Oggi abbiamo una precisa conoscenza di come, esattamente, differenti frequenze elettromagnetiche ci influenzino.

Tutto questo lavoro sulle onde cerebrali è importante, in quanto i riscaldatori ionosferici usati oggi come parte del Nuovo Progetto Manhattan, che si sono evoluti dal LORAN di Loomis, possono produrre frequenze che influenzano i nostri stati d’animo, pensieri e funzioni corporee. Le antenne che possono produrre questi tipi di segnali elettromagnetici sono conosciute come “armi psicotroniche”. Loomis è responsabile della ricerca che ha aiutato a stabilire un fondamento per la seconda, molto probabile, agenda del NMP (il controllo mentale) e la tecnologia per compierla! Per ulteriori informazioni sulle armi psicotroniche e sulla relativa rilevanza per il NMP, vedere l’articolo precedente dell’autore “Other New Manhattan Chemtrail Project Agendas.”  

Egli fu anche interessato all’energia idroelettrica. Loomis era avidamente interessato alle nuove tecnologie che avrebbero consentito di trasmettere efficacemente l’energia generata nelle centrali idroelettriche (dighe) a città lontane. Come banchiere di Wall Street, gli era molto familiare il valore di queste tecnologie. Infatti, dopo la guerra, fece una fortuna enorme finanziando le utenze pubbliche. Questo è significativo, perché la produzione di energia idroelettrica sarebbe diventata un importante catalizzatore per l’industria convenzionale della modificazione del tempo. Per ulteriori informazioni sulla modificazione del tempo e sulla produzione di energia idroelettrica, fate riferimento all’articolo precedente dell’autore “Cui Bono? New Manhattan Chemtrail Project Motives.” 

Loomis fu anche un fondatore fiduciario della Rand Corporation. Questo è importante, perché la Rand Corporation ha molte connessioni con il NMP. Infatti Loomis fu persuaso ad essere coinvolto nella formazione della Rand Corporation da un uomo di nome Rowan Gaither (1909-1961), che a sua volta era stato invitato dall’Aviazione ad organizzare la società. Più tardi nel 1958, Rowan Gaither diventò uno dei cinque membri del primo Consiglio d’amministrazione della Mitre Corporation. Al momento della fondazione della Mitre, la Rand Corporation (insieme al MIT e alla Ford Foundation) era uno dei gruppi rappresentati in modo sproporzionato. Abbiamo rilevato la presenza dominante della Mitre Corporation nel Progetto Manhattan. 

Dopo la guerra, Loomis si impegnò nel finanziamento e nella costruzione di osservatori astronomici come il National Center for Atmospheric Research’s High Altitude Observatory. Questo è importante, in quanto l’astronomia è rilevante per il Nuovo Progetto Manhattan e il National Center for Atmospheric Research (NCAR) ha molte connessioni con il NMP. 

Il figlio di Loomis, Henry Loomis (1919-2008) è diventato membro del consiglio di amministrazione della Mitre Corporation nel 1976.

Conclusioni  

“Roosevelt mi ha chiamato nel suo ufficio e ha detto: “Che cosa succederà alla scienza dopo la guerra?” Ho detto, “Sta per fallire.” Disse: “Cosa faremo?” E gli ho detto: “Faremo meglio a fare qualcosa alla svelta.” – Vannevar Bush

Dopo che le potenze dell’Asse furono sconfitte, il nostro complesso militare/industriale/accademico voleva nuovi nemici. Nuovi nemici giustificavano la sua esistenza. Senza un nuovo nemico sarebbero cessati i finanziamenti. Uno dei nuovi nemici che rivendicarono fu il clima: in particolare la minaccia del catastrofico riscaldamento globale causato dall’uomo. Il loro profeta von Neumann aveva detto così. Non si fecero da parte con dignità. Rimasero gelosamente e disonorevolmente aggrappati al potere, dichiarando guerra a Madre Natura. Dopo la seconda guerra mondiale, Vannevar Bush e i suoi compari spesero il loro capitale politico recentemente accumulato costruendo (tra le altre cose): un progetto globale di modificazione del tempo, un governo ombra degli Stati Uniti e un governo mondiale autoritario. Il riscaldamento globale fu semplicemente la comoda bugia di cui avevano bisogno.

 Bush e suoi colleghi cavalcano una mostruosa creazione dopo la guerra.[/caption]

È molto interessante come questa storia, e tutti i nomi qui elencati, siano nuovi alla maggior parte delle persone. Tutto era, perlopiù, nuovo anche per l’autore. Si potrebbe pensare che la storia del più grande sforzo scientifico, nella storia dell’uomo, dovrebbe avere un po’ più di riconoscimento. Si potrebbe pensare che questo racconto monolitico, così importante per la nostra specie, avrebbe dovuto essere conosciuto ovunque. Dove sono i Media Tradizionali? Dove sono stati tutti questi anni? Dove sono oggi mentre flotte di jumbo jet gettano regolarmente megatoni di rifiuti tossici nella nostra atmosfera? Sono stati occupati ad affermare che le scie chimiche non esistono e che chiunque altro lo suggerisca è solo un pazzo teorico di una cospirazione. Si rimane sbalorditi che un ‘nessuno’ giornalistico, come il vostro autore, abbia scoperto così tanto. Il tempo dimostra che questo lavoro è corretto. Siete pregati di salire a bordo di questo treno, in modo che giustizia possa essere fatta il più rapidamente possibile. Voi siete i Nuovi Media. Vi preghiamo di condividere queste informazioni in lungo e in largo. Grazie.  

Bibliografia (in ordine di prima apparizione)

October 15 2017 – Trigger Event for the US Dollar? (Ad)

My Inventions: The Autobiography of Nikola Tesla a book by Nikola Tesla, published by SoHo Book

Tesla: Inventor of the Electrical Age a book by W. Bernard Carlson, published by the Princeton University Press, 2013

U.S. patent #4,686,605 “Method and Apparatus for Altering a Region in the Earth’s Atmosphere, Ionosphere, and/or Magnetosphere” by Bernard J. Eastlund, assigned to APTI Incorporated, 1987

U.S. patent #4,712,155 “Method and Apparatus for Creating an Artificial Electron Cyclotron Heating Region of Plasma” by Bernard J. Eastlund and Simon Ramo, assigned to APTI Incorporated, 1987

U.S. patent #5,038,664 “Method for Producing a Shell of Relativistic Particles at an Altitude Above the Earth’s Surface” by Bernard J. Eastlund, assigned to APTI Incorporated, 1991

Scientists Against Time a book by James Phinney Baxter, published by the Massachusetts Institute of Technology Press, 1968

Tuxedo Park: A Wall Street Tycoon and the Secret Palace of Science that Changed the Course of World War II a book by Jennet Conant, published by Simon and Schuster, 2003

The Making of the Atomic Bomb a book by Richard Rhodes, published by Simon and Schuster, 2012

“Celebrating the History of Building 20” a report

LORAN: Long Range Navigation a book by J.A. Pierce, A.A. McKenzie, R.H. Woodward, and the Massachusetts Institute of Technology Radiation Laboratory Series Board of Editors, published by McGraw Hill, v4, 1948

“An Introduction to Loran” a paper by Jack A. Pierce, published by the Institute of Electrical and Electronics Engineers, 1990

Alvarez: Adventures of a Physicist a book by Luis W. Alvarez, published by Basic Books, 1987

The Education of a College President a book by James R. Killian, Jr., published by the Massachusetts Institute of Technology Press, 1985

The Jasons: The Secret History of Science’s Postwar Elite a book by Ann Finkbeiner, Pblished by Penguin Books, 2006

Endless Frontier: Vannevar Bush, Engineer of the American Century a book by G. Pascal Zachary, published by the Massachusetts Institute of Technology Press, 1999

M.I.T. in World War II Q.E.D. a book by John Burchard, published by John Wiley and Sons, 1948

“Final Report of the Advisory Committee on Weather Control” a report by the Advisory Committee on Weather Control, published by the University Press of the Pacific, 2003

The Legacy of Hiroshima a book by Edward Teller and Allen Brown, published by Doubleday and Company, 1962

Edward Teller: The Real Dr. Strangelove a book by Peter Goodchild, published by the Harvard University Press, 2004

Teller’s War: The Top-Secret Story Behind the Star Wars Deception a book by William J. Broad, published by Simon and Schuster, 1992

Adventures in the Atomic Age: From Watts to Washington a book by Glenn T. Seaborg w/ Eric Seaborg, published by Farrar, Straus, and Giroux, 2001

John von Neumann: The Scientific Genius Who Pioneered the Modern Computer, Game Theory, Nuclear Deterrence, and Much More a book by Norman Macrae, published by the American Mathematical Society, 1999

The Brothers Vonnegut: Science and Fiction in the House of Magic a book by Ginger Strand, published by Farrar, Straus, and Giroux, 2015

Adventure into the Unknown: The First 50 Years of the General Electric Research Laboratory a book by Laurence A. Hawkins, published by William Morrow and Company, 1950

MITRE The First Twenty Years: A History of the MITRE Corporation (1958-1978) a book by the Mitre Corporation, published by the Mitre Corporation, 1979

Links PeterAKirby.com 

FONTE http://www.activistpost.com/2017/03/chemtrails-exposed-truly-a-new-manhattan-project.html

PRIMA PARTE

VEDI ANCHE

UNA COSPIRAZIONE MONOLITICA E SPIETATA

Fonte Articolo: http://www.nogeoingegneria.com/

miti, bufale (e soldi facili)

Global Warming: miti, bufale (e soldi facili)

Posted By Massimo Lupicino

Oggi parliamo di Richard Lindzen, la criptonite del salvamondo-medio: ce le ha tutte lui. Innanzitutto è uno scettico, o un negazionista come preferisce chiamarlo con disprezzo il salvamondo in questione. In secondo luogo è un combattente, uno che scende in campo con la forza delle sue idee e senza paura di sfidare i sepolcri imbiancati del politicamente corretto con iniziative anche clamorose, come la petizione al presidente USA per il ritiro dalla Convenzione dell’ONU sul Climate Change. Ma soprattutto, è uno scienziato con un curriculum di tutto riguardo: fisico dell’atmosfera, professore di Meteorologia al MIT per 30 anni e autore di più di 200 tra pubblicazioni e libri. Per giunta, è anche un raffinato divulgatore che si serve delle sue conoscenze per affondare i dogmi antropo-serristi con una leggerezza e un’ironia che dall’altra parte della barricata non hanno mai trovato ospitalità.

Riflessioni

Pochi giorni fa è uscito un articolo scritto dallo stesso Lindzen, che tradotto in italiano suonerebbe come “Riflessioni sulla Narrativa del Climate Change”. L’articolo è stato pubblicato sul Merion West, una piccola gemma nella galassia dell’informazione online che si permette il lusso di pubblicare pezzi scritti da 3 diverse prospettive politiche: destra, centro e sinistra, servendosi di contributi di studenti, accademici, politici o attivisti di diversa estrazione. Proprio come i giornali mainstream italiani, insomma.

L’invito è a leggere direttamente il pezzo in questione. Per chi non avesse dimestichezza con l’inglese, mi permetto di farne un sunto qui di seguito.

  • Il mito del 97%

Il mito in questione soddisfa il bisogno psicologico di tante persone di sentire di essere “dalla parte giusta”, ed è stato smontato sul WSJ da Joseph Bast dell’Hertland Institute e da Roy Spencer dell’UAH [Spencer è un altro nemico del popolo salvamondo, a causa dei dati satellitari non-taroccati che gli sono probabilmente valsi una salva di proiettili sulla finestra del suo ufficio in occasione della “Marcia per la Scienza”, ché notoriamente i proiettili verdi non fanno male, anzi profumano e hanno una bassa carbon footprint].

Uno dei tanti punti che vengono contestati al mito del consenso sta nel fatto che agli scienziati era stato chiesto se concordassero sul fatto che la CO2 è aumentata, che la Terra si è scaldata un pochino, e che l’uomo può aver avuto un qualche ruolo in questo. Domanda alla quale chiunque può rispondere di sì, senza per questo avallare posizioni catastrofiste. Per non parlare della scarsa rappresentatività del campione esaminato e della tendenza generale a sparare numeri a casaccio sull’argomento, come quelli citati dal Christian Science Monitor che arriva a sostenere che di 70,000 articoli pubblicati tra il 2013 e il 2014, solo 4 sostengono che l’uomo non sia responsabile del global warming. Numeri senza senso e sbugiardati persino dallo stesso IPCC.

Lindzen sottolinea che le statistiche sulle pubblicazioni non possono comunque esulare dal fatto che la grandissima parte della ricerca in campo climatico è sponsorizzata dai governi, prevalentemente al fine di corroborare l’ipotesi antropogenica [ché il terrorismo procura voti, mentre il buon senso li fa perdere]. In un ambiente del genere, promuovere studi o ricerche che vanno nel senso opposto al mainstream e all’orientamento stesso dello sponsor equivale ad una missione suicida, che stroncherebbe le velleità di carriera di qualsiasi ricercatore.

  • Il mito dell’anno più caldo di sempre

Lindzen comincia col sottolineare che ogni progetto di demonizzazione si basa sull’identificazione di un male assoluto, in questo caso il caldo. Eppure non risulta che i pensionati più facoltosi vadano a svernare in Artico quanto piuttosto in Florida o alle Hawaii. Allo stesso modo la “velenosa” CO2 viene pompata nelle serre per favorire la crescita delle piante e aumentarne la produttività.

Segue una sezione piuttosto lunga e articolata in cui si fa notare come dal 1998 le temperature siano rimaste sostanzialmente stabili. Visto che nel 1998 è stato stabilito un record del caldo, consegue che tutti gli anni seguenti, a fronte di temperature sostanzialmente stabili su quei livelli, siano stati battezzati come “anni più caldi”. A nessuno, però, è parso altrettanto interessante il fatto che la stabilizzazione delle temperature implicasse l’esistenza di una forzante di intensità paragonabile a quella antropica, e di segno opposto. In altri termini, se la CO2 aumenta e le temperature rimangono stabili, come risolviamo il problema? [Karl l’ha risolto a secchiate, ma i dati satellitari continuano a dargli torto]

Segue una sezione in cui si discute dei margini di incertezza nelle misure e nelle analisi, e della tendenza diffusa ad usare questa incertezza per dare una rappresentazione grafica dei dati più affine alla narrativa dominante. Se ne riparlerà più avanti, a proposito del solito Karl et al.

Un ulteriore paragrafo è dedicato alla sensibilità climatica all’aumento di CO2: Lindzen fa notare come questa sia notevolmente inferiore a quanto stimato dai modelli (Fig.1, colonna rossa vs. colonne grigie).

  Fig.1: Osservazioni Vs. Previsioni

Il finale di questa sezione, beffardo, è dedicato alla mitica hockey stick di Mann e, soprattutto, all’infame studio di Karl et al., citato come esempio di utilizzo in malafede dei margini di incertezza nelle misurazioni. Peccato che tale studio, pur criticatissimo nelle sue assunzioni di base, non sia riuscito comunque a far fare bella figura ai modelli climatici usati dall’IPCC: su un totale di 108 di questi modelli prodotti tra il 1998 e il 2014, il grande sforzo di Karl et al. relega il supposto aumento di temperatura globale ad un misero 2.4o percentile (Fig.2). Tante secchiate per nulla, è proprio il caso di dire.  

Fig. 2: Tante secchiate per nulla.

  • Il mito degli eventi estremi

Chiunque si occupi di meteorologia sa che gli eventi estremi si verificano ovunque, con cadenza pressoché quotidiana. La tentazione di attribuirli al climate change è quindi platealmente disonesta. Roger Pielke Jr. ha scritto un libro in cui si dimostra che non esiste un trend definito in nessuna tipologia di evento estremo, semmai un trend verso la diminuzione degli stessi. Cosa del tutto in linea, per altro, con il fatto che un pianeta che si scalda vedrebbe diminuire il gradiente termico tra poli e regioni tropicali, con conseguente diminuzione dei fenomeni estremi e dell’instabilità baroclina – che di quel gradiente è conseguenza e che di quei fenomeni è una delle cause scatenanti.

La teoria secondo cui i fenomeni estremi siano in aumento è semplicemente falsa ed infondata ed è utilizzata con l’unico scopo di sostenere la narrativa del disastro imminente, al fine di spaventare la gente.

  • Innalzamento del livello del mare

Lindzen fa notare che l’innalzamento del livello del mare è legato molto più a dinamiche tettoniche che a presunti riscaldamenti globali. Dopo aver fatto notare che l’aumento del livello dei mari è di entità trascurabile Lidnzen conclude, beffardo, che gli investimenti di Al Gore e Susan Solomon (ex-dirigente all’IPCC) in proprietà immobiliari fronte mare sono la pistola fumante dell’inesistenza del problema: se non ci credono nemmeno loro… 

  • Ghiacci artici

Le serie di misurazioni satellitari dei ghiacci artici parte dal 1979. Un tempo infinitesimo se paragonato alle dinamiche di evoluzione delle temperature terrestri. Pretendere di linearizzare l’andamento dell’estensione dei ghiacci su un intervallo così breve è come voler linearizzare l’andamento delle temperature usando come intervallo di riferimento quello compreso tra alba e crepuscolo di un singolo giorno: la conclusione sarebbe che nel giro di pochi giorni saremmo in un forno. I modelli stessi di estensione dei ghiacci artici, del resto, brancolano nel buio e sfornano previsioni talmente diverse tra loro da essere, semplicemente, inutilizzabili.

Al solito, eventi tutt’altro che catastrofici vengono presentati come esiziali per l’umanità, al fine di sostenere la narrativa del disastro imminente. Ad esempio, l’uomo ha sempre sognato di poter attraversare i Passaggi a Nord-Ovest ma oggi, misteriosamente, quella che sarebbe una buona notizia per tanti motivi, diventa la prova del fatto che moriremo tutti. Citando Mencken, Lindzen conclude che lo scopo dei politici è spaventare la gente al punto da portarla a reclamare con forza l’intervento salvifico dei politici stessi. Un’arte che l’ambientalismo ha portato in questi anni alla sua massima espressione.

  • Il mito degli orsi polari

La narrativa ambientalista salvamondista ama sottolineare come gli orsi bianchi siano minacciati dal climate change. Eppure esiste una banale correlazione tra la conta degli orsi polari e la pratica della caccia: quando è consentita, diminuiscono; quando è vietata tornano ad aumentare [al solito, in barba al Rasoio di Occam, il salvamondo coltiva spiegazioni astruse e sgangherate laddove ce ne sono di assolutamente ovvie alla portata: gli orsi non li ammazzano i cacciatori, ma la CO2 che scalda la Terra, scioglie il pack e fa annegare l’orso].

Lindzen conclude sostenendo che non esiste alcuna prova che un clima piu caldo arrechi danno ai simpatici plantigradi, tanto più che questi sono in grado di nuotare per distanze superiori a 100 miglia. Abbastanza da trovare un nuovo frammento di banchisa a cui aggrapparsi, se non la terraferma stessa.

Conclusione

 
Dopo aver proposto un paio di interessanti hyperlink relativi ad altri due miti cari ai salvamondo (l’acidificazione degli oceani, e lo sbiancamento dei coralli) Lindzen passa alle conclusioni:
  • Oggi si attribuisce alla CO2 e al relativo global warming qualsiasi evento infausto, sfidando il buon senso e il senso stesso del ridicolo. Ad esempio, la “velenosa” CO2 è talmente tossica che livelli superiori di 10 volte (e oltre) a quelli atmosferici sono comunque ritenuti sicuri per l’uomo [per non parlare degli effetti ovviamente benefici per le piante e per l’agricoltura in generale].
  • Il circo della politica salvamondo ha speso risorse enormi per cercare di contenere temperature e CO2, per altro fallendo miseramente nel raggiungere l’agognato obbiettivo. Fallimento provvidenziale, alla luce dell’evidenza che aumenti di CO2 e temperature terrestri sono decisamente più benefici che dannosi per l’uomo. Resta, tuttavia, l’immane spreco di risorse dilapidate per una causa sgangherata, alla luce delle tante cause più giuste e più urgenti di questa, sul nostro pianeta.
  • Un raddoppio del tenore di CO2 in atmosfera ha un peso pari a circa il 2% del bilancio energetico terrestre. Ritenere che questo 2% legato ad una singola variabile prevalga sull’infinità di fattori che influenzano il clima terrestre equivale a credere nella magia. Eppure vi raccontano che credere a questa assurdità equivale a credere nella “scienza”. C’è qualcosa di palesemente sbagliato in questa presunzione, conclude Lindzen, perché la scienza è una modalità di indagine conoscitiva, e non una religione.

 …E Fatti Alternativi

Come d’abitudine concludiamo questo articolo con qualche fatto alternativo, anzi con una riflessione alternativa. Negli stessi giorni in cui Lindzen scriveva l’articolo in questione, l’ex-presidente degli Stati Uniti preparava il discorso di 45 minuti da tenere a Milano e che sulla base del tariffario fissato di recente, dovrebbe avergli fruttato all’incirca 400,000 dollari. Un discorso all’insegna delle fake news: o perché francamente indimostrabili, come il mito del global warming che fa migrare milioni di persone [altro affronto ridicolo al già citato Rasoio di Occam: la gente emigra in massa e improvvisamente perché le temperature aumentano di qualche decimo di grado in 30 anni, e non a causa degli esiti disastrosi di rivoluzioni più o meno colorate]. O perché clamorosamente false, come l’incredibile affermazione che a causa del global warming i raccolti stiano diminuendo e il costo del cibo stia aumentando.

Dell’aumento spettacolare della produzione agricola russa abbiamo già parlato. Ma la clamorosa fake news per ascoltare la quale 3,500 persone hanno pagato 850 euro a cranio è tutta nel grafico in calce a questo articolo, che mostra l’andamento dei prezzi sul mercato dei futures del frumento: crollati del 50% in 4 anni a causa dell’elevata offerta. Se questo è l’effetto dell’incremento della CO2, non ci resta che bruciare montagne di carbone per avere pane e pasta gratis per tutti.

È tutto in questo grafico, il senso della narrativa sul global warming: 45 minuti di discorso infarcito di bufale climatiche valgono il totale degli stipendi di una vita da ricercatore.

Follow the money: lunga vita al global warming.

Fonte: http://www.climatemonitor.it/

____________________________________________

Raffreddamento mari settentrionali in corso

Pubblicato da Alessio
Leggi l’articolo QUI 

Chi detiene il monopolio sulla verità detiene il monopolio sull’inganno

Demistificare il dibattito sul cambiamento climatico

di Wayne Hall

Traduzione di NoGeoingegneria

Giusto poche settimane prima di lasciare l’ufficio e consegnarlo al suo (da sinistra, ecologisti, liberali) disprezzato successore  Donald Trump, il presidente Obama ha fatto un gesto molto pubblicizzato, vietando la perforazione di nuovi giacimenti di idrocarburi nelle acque statunitensi degli oceani Atlantico e Artico.

La sua presidenza quindi si è conclusa con una nota altisonante, paragonabile al modo in cui era iniziato, quando aveva fatto, altrettanto ampiamente pubblicizzata (e in pratica totalmente ignorata da lui stesso)  la promessa di disarmo nucleare.

I sostenitori di sinistra del gruppo Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) criticano questo tipo di ipocrisia, che in effetti è un’ipocrisia relazionata al “greenwashing”, ma quanti di loro sanno riconoscere l’ampiezza di questa ipocrisia?

Fa qualche differenza per la credibilità della politica climatica stabilità se la minaccia che si suppone di dover affrontare sia la minaccia del riscaldamento globale o la minaccia di una nuova era glaciale?

Quarant’anni fa era la nuova era glaciale e non il riscaldamento globale  al centro delle preoccupazioni ufficiali (e dei media).

Il “New York Times” del 18 luglio del 1970 riferiva che:

“Gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica stanno supportando indagini su larga scala per determinare perché il clima artico sta diventando sempre più freddo, perché di recente parti del ghiaccio marino del mare artico sono diventate minacciosamente più spesse  e se la portata di tale copertura di ghiaccio contribuisce alla comparsa di ere glaciali“

Tutte le grande associazioni sul clima di quel periodo approvarono la teoria del raffreddamento globale, tra cui il National Center for Atmospheric Research, il Climate Research Unit dell’Università di East Anglia, il National Academy of Sciences, National Aeronautics and Space Administration. Anche la CIA aveva rilasciato dichiarazioni con linee simili.

Un rapporto su un quotidiano del 1973 dice che:

“un gruppo di scienziati, riuniti sotto gli auspici della National Science Foundation, ha ancora una volta messo a punto un avvertimento che il mondo potrebbe essere vicino alla fine dell’attuale periodo di inter-glaciale e che la calotta di ghiaccio dell’Artico ha iniziato quello che potrebbe rivelarsi un anticipo inarrestabile su Nord America ed Europa. I 46 scienziati che si sono riuniti presso la Brown University, Providence, Rhode Island, per un simposio sul tema “La fine del presente interglaciale” hanno convenuto che vi sono evidenze di un inquietante raffreddamento delle temperature in tutto il mondo negli ultimi due decenni”.

Un rapporto 1974 dell’oceanografo e paleontologo James D. Hays ha rivelato che  “il sospetto, che gli inverni sono semplicemente sempre più freddi, non è più solo un sospetto tra i climatologi. Negli ultimi 30 anni la neve permanente sull’isola di Baffin si è ampliata. La banchisa in Islanda sta aumentando in inverno  e diventando un serio pericolo per la navigazione. Gli armadilli, amanti del calore, che migrarono verso nord nel Midwest nella prima metà di questo secolo si stanno ormai ritirando al sud, verso il Texas e Oklahoma. Raccolti cattivi  russi sono in aumento.”

“The Canberra Times” del novembre 1974 riferì: “Una nuova era glaciale potrebbe stringere il mondo durante il ciclo di vita di questa generazione (…) Un documentario su un canale  televisivo principale (BBC) dimostra che gli scienziati internazionali hanno cambiato idea circa la velocità con la quale  la “macchina del tempo” del mondo può cambiare marcia. ‘La minaccia di una nuova era glaciale deve ora essere messa accanto ad  una guerra nucleare come probabile fonte di morte e miseria globale per l’umanità’, dice lo scrittore scientifico  Nigel Calder. (…) “Gli ultimi studi dimostrano che le ere glaciali sono molto più frequenti di quanto gli scienziati pensavano una volta – e la prossima sembra essere in ritardo. Secondo una teoria, “Toronto, Leningrado e Glasgow dovrebbero ormai essere scomparse sotto strati di ghiaccio spesso”..

Scettici del Cambiamento Globale,  propagandato dal mainstream, interpretano dati retrospettivi di questo tipo come prova di dolo perenne e / o ingenuità degli “allarmisti del cambiamento del riscaldamento / climatici globali”, ma un’altra interpretazione è possibile, ed è stata presentata dal ricercatore Dylan Jones:

“Un insieme di prove punta verso una realtà in corso, una  campagna clandestina di modificazione  del clima, a partire , per lo meno, dal 1970, di proporzioni senza precedenti e di massima audacia e arroganza. L’obiettivo principale è quello di convertire il ghiaccio artico in acqua di disgelo, aprendo le sue vaste risorse di petrolio, gas e minerali e  alterare il clima globale ad uno più favorevole per le zone temperate settentrionali e meno favorevoli per zone equatoriale e semi-tropicali. Fino al 1975 l’establishment scientifico sembrava preoccupato che la terra stava entrando in una età glaciale a lungo termine. Questo può essere stato un vero e proprio problema, ma potrebbe essere anche stato un mezzo per ottenere sostegno“.

In altre parole, l’idea che l’Artico stava diventando più freddo (troppo freddo) avrebbe potuto essere studiata per sostenere l’idea di aver bisogno di un programma di modifica del clima per riscaldarlo.

Ma c’erano anche altri modi  per convincere i politici della necessità per la modifica del clima, altri approcci possibili e altri argomenti, e sono stati debitamente messi in lista. Dr. Edward Teller invitò una sottocommissione (Preparedness Subcommittee) del Senato degli Stati Uniti  ad “immaginare un mondo … in cui  (i sovietici) possono cambiare le precipitazioni sulla Russia … e influenzare le precipitazioni nel nostro paese in modo negativo.”

Dr. Henry G. Houghton del Massachusetts Institute of Technology, rabbrividì al “pensare alle conseguenze di una scoperta russa per primi di un metodo fattibile di controllo del tempo. … A meno che non rimaniamo davanti alla Russia nella ricerca della meteorologia le prospettive di accordi internazionali in materia di controllo del tempo saranno davvero scarse. Una modifica sfavorevole del nostro clima nelle vesti di uno sforzo pacifico per migliorare il clima della Russia potrebbe seriamente indebolire la nostra economia e la capacità di resistere “.

Sono stati proposti un certo numero di progetti specifici  per alleviare il duro clima russo,  con conseguenti vantaggi per l’agricoltura, la navigazione, e lo sfruttamento delle risorse. Questi includono la rimozione della calotta artica, lo sbarramento dello Stretto di Bering, e la deviazione dei fiumi siberiani. Questi programmi  potrebbero chiaramente influenzare il clima di altre parti del mondo, inclusi gli Stati Uniti e i loro alleati. Perfino cambiamenti marginali della temperatura e piovosità potrebbero drasticamente danneggiare l’agricoltura, il trasporto, e in effetti l’intera economia. Le operazioni militari sarebbero anche esse influenzate se i confini della banchisa, le stagioni liberi dai ghiacci per le basi navali, la frequenza di nubi oscuranti, ecc. fossero alterati. Questo tipo di cambiamenti climatici sono chiaramente gravi potenziali minacce alla sicurezza nazionale, e hanno conseguenti implicazioni per la pianificazione militare.

In buona sostanza la storia è che industriali, scienziati ed altri con interessi acquisiti in tali progetti sono stati alla ricerca di modi per riscaldare l’Artico per oltre 100 anni, a partire dal 1877, quando il geologo Nathaniel Shaler di Harvard propose di deviare l’acqua atlantica calda nell’Oceano Artico.

Nel 1962 il  meteorologo del MIT, Harry Wexler ha proposto 3 progetti per l’aumento della temperatura della Terra di 1,7 ° C.

(1) detonare 10 bombe all’idrogeno nel Mar Glaciale Artico per inviare cristalli di ghiaccio nell’atmosfera polare

(2) distruggere lo strato di ozono utilizzando aeri e spruzzare cloro o bromo nella stratosfera.

(3) lanciare particelle di polvere nell’orbita equatoriale per diffondere (disperdere) la luce solare e per riscaldare le regioni polari.

Le idee di Wexler hanno cominciato a guadagnare accettazione nel 1970, momento in cui nessuno “importante” gli avrebbe dato di pazzo. Ma dopo la sua prematura scomparsa, nello stesso anno, il problema di come riscaldare il pianeta subiva un’inversione. E’ stato allora presentato come imperativo assolutamente indispensabile trovare modi per raffreddare il pianeta e preservare l’atmosfera dal riscaldamento. Tenete a mente che l’obiettivo dichiarato della conferenza COP21 sui cambiamenti climatici a Parigi nel 2015 era di limitare la temperatura globale media di salire di 2° C. Ciò sarebbe compatibile con  le proposte di Wexler del 1962 per determinare un aumento della temperatura di 1,7° C.

SCIE DI CONDENSAZIONE  

Groenlandia paese delle meraviglie

Uno dei metodi di modificazione del clima proposto era il dispiegamento di scie di condensazione aeree.

Una giustapposizione di estratti dai seguenti due documentari getta una luce sulla ambigua, anzi contraddittoria, natura delle dichiarazioni ufficiali sugli effetti delle scie di condensazione degli aerei sulle temperature globali, e sui progetti concreti estrapolati da questi effetti.

(Della Commissione europea)  Il traffico aereo è aumentato considerevolmente negli ultimi anni e l’impatto del trasporto aereo sui cambiamenti climatici sta causando crescente preoccupazione. ‘Le emissioni sono in aumento del 4-5 per cento anno l’ anno, e questo è quello che stiamo vedendo in questo momento. E se di anno in anno si hanno 4-5 per cento di crescita delle emissioni, significa in quindici anni un raddoppi ‘. Per la Commissione europea è urgente agire, dal momento che l’aviazione, a differenza di altri mezzi di trasporto, non è tassata per il carburante, per cui vi è uno scarso incentivo di tagliare le emissioni di CO2. ‘Non possiamo continuare ad avere successo in un settore e neutralizzare quel risultato positivo per gli sviluppi in altri settori, e l’aviazione è uno degli esempi più eclatanti.

Il commissario europeo per l’ambiente vuole che l’aviazione faccia uno sforzo per la lotta contro i cambiamenti climatici. La Commissione propone pertanto di includere il trasporto aereo nel sistema di scambio dei diritti di emissione di CO2 che l’Unione europea ha messo a punto per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto.

‘Per affrontare questo problema in maniera più efficiente, dobbiamo includere le emissioni del trasporto aereo nel nostro riuscito sistema di scambio delle emissioni.’ La Commissione europea considera il sistema di scambio delle quote di emissioni il modo più efficace per controllare le emissioni prodotte dal trasporto aereo, meno costoso per esempio di una tassa sul carburante. Introducendo il settore aereo nel sistema di scambio di emissioni dell’UE si prevede di realizzare significativi risparmi di CO2. Entro il 2020, questo risparmio potrebbe raggiungere 180 milioni di tonnellate all’anno, il doppio delle emissioni di gas serra emesse dall’Austria ogni anno. Con questo provvedimento, l’Europa compie un ulteriore passo cruciale verso la prevenzione di un’altra catastrofe climatica globale.

E la BBC: 

Quando l’aereo solca l’atmosfera superiore, sopra i 26.000 piedi (8000 metri), lascia spesso bianche, luminose striature dietro di sè. Queste lunghe striature bianche, chiamate “scie” o scie di condensa sono causate da acqua e fuliggine dai motori a reazione del velivolo. L’acqua calda e il gas di scarico lasciando il motore incontrano l’aria a circa – 40 ° C. Questa è una reazione esplosiva.

Un cirro naturale circola circa 26.000 piedi e riflette alcuni dei raggi del sole nello spazio, producendo un raffreddamento della terra sottostante. Quando una scia di condensa si disperde, diventa un cirro artificiale chiamato “contrail cirrus”. Più riflessiva di un cirro naturale, può estendersi ad una zona grande 60.000 miglia  (sic). Ora, sempre più scienziati ritengono che questi cirri artificiali influenzano la temperatura del pianeta. Gli attacchi dell’11 settembre 2001 a New York, hanno dato loro la possibilità di provare questa teoria. Gli aeroplani degli Stati Uniti erano rimasti a terra per tre giorni interi. Quindi niente scie di aerei per tre giorni. Una volta che tutti i dati erano analizzati, c’è stato un aumento della temperatura. Un lieve aumento, ma un aumento comunque. Ciò suggerisce che le scie raffreddano il pianeta.

La dottrina che l’aumento delle emissioni di anidride carbonica stanno riscaldando il pianeta è diventata “ufficiale” nei media nel 1966, quando Gordon MacDonald – Presidente del nuovo ICAS (Institute for Climate and Atmospheric Science) aveva scelto un gruppo di esperti di meteo e cambiamenti climatici e ha dichiarato: “L’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera dall’inizio della rivoluzione industriale ha prodotto un aumento della temperatura media della bassa atmosfera di pochi decimi di gradi Fahrenheit”.

Se le nuvole artificiali, derivanti dalle emissioni degli aeromobili, contribuiscono, come sostenuto dalla Commissione Europea, al riscaldamento globale, è possibile che il riscaldamento dell’atmosfera sia parte di uno scenario globale di

  1. Creazione o intensificazione del ‘riscaldamento globale’
  2. Successiva presentazione di una ‘soluzione’ al riscaldamento globale?

Secondo Dane Wigington di “Geoengineering Watch” le emissioni di aeromobili possono avere entrambi gli effetti, di raffreddamento locale e di riscaldamento globale (ndr: lo disse anche Edward Teller). Dane però vuol far comprendere di non aver mai presentato l’ingegneria del clima come una mitigazione efficace o accettabile per il sistema di sopravvivenza della Terra, l’idea di raffreddamento locale introduce agli scenari dei geoingegneri.

E, come Dylan Jones fa notare: “L’obiettivo dichiarato della recente Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Parigi (2015) di limitare l’aumento della temperatura media globale a 2° C, sembrerebbe essere in sintonia con le proposte di Wexler di realizzare aumenti di temperatura di 1.7° C. Forse è questo il punto in cui le proposte future dellageoingegneria ufficiale per il raffreddamento del pianeta saranno messe in atto al fine di mantenere questo valore ottimale per la modificazione dell’Artico e per il Capitalismo delle Catastrofi”.

La confusione sul riscaldamento globale è perpetuata dalla promozione di una controversia bipolare sulla estensione  (a) nella realtà e (b) dell’origine antropica. Anche in questo caso c’è da quotare Dylan Jones: “Entrambi, i  propugnatori del riscaldamento globale di origine antropica e gli scettici, sono finanziati e controllati nelle loro alte sfere dalla stessa fonte. Entrambe le parti sono tenute in perenne conflitto ed ignoranza su questa verità scomoda. Big Oil e la mafia del clima sono la stessa cosa. Giusto quando chiamano l’un l’altro bugiardi sono onesti. L’obiettivo è quello di impedire la presa di coscienza  pubblica il più a lungo possibile sulle vere cause  di un mondo che si riscalda, trasferendo il senso di colpa e il costo sulle masse ignare, mentre traggono profitto dalle conseguenze di un artico in scioglimento e di crisi in tutto il mondo. Per quanto catastrofe e tassazione di carbonio premono forte, è importante riconoscere che, come sempre, i costi delle imposte che gravano sulle imprese sono passati ai poveri. La ricchezza è re-distribuita in forma piramidale”.

Analisti economici non coinvolti nel dibattito sul clima hanno fatto osservazioni che, data la relativa volontà, potrebbero essere elaborati in critiche e interventi completi, e politicamente potenti. Yanis Varoufakis per esempio, nel suo articolo “Erratic Marxist” diceva: “Il miglior esempio di sporcizia neoliberista è il dibattito su come affrontare il cambiamento climatico. I neoliberali si sono affrettati a sostenere che, se qualcosa deve essere fatto, si deve assumere la forma di un quasi-mercato per i “mali” (ad esempio, un sistema di scambio di emissioni), dato che solo i mercati “sanno” come valutare  appropriatamente buoni e cattivi.

Tra i “sei pilastri” nel programma dell’associazione di cittadini DiEM25 di Varoufakis il punto 5 sul “Green Investment” propone: “Canalizzare investimenti su larga scala in energia verde e pratiche sostenibili, che assicurano la sovranità tecnologica dell’Europa”.

L’opposizione alla “rozzezza neoliberista” è una motivazione sufficiente a consentire al DiEM25 di rifiutare la (molto reale) resistenza della mafia climatica (che comprende la maggior parte degli ecologisti normalmente non  identificati come mafiosi) verso le idee formulate nel presente articolo? Ha il DiEM25 per lo meno la capacità di opporsi in modo inequivocabile al mercato delle emissioni?

Potrebbe la conclusione di J. Marvin Herndon, che le ceneri leggere provenienti da centrali elettriche a carbone siano l’ingrediente principale utilizzato in programmi clandestini di modifica del clima, essere utilizzata per rafforzare le posizioni degli avversari favorevoli all’uso di combustibili fossili per la produzione di energia?

Finora gli ecologisti (meno quelli del Cipro) si sono mostrati non più disposti di quanto lo sono gli scettici del clima, di esaminare (o tollerare) le scoperte del Dr. Herndon.

La Sinistra, ecologisti e liberali affrontano la prospettiva di una presidenza Donald Trump con estrema ostilità, dipingendo il nuovo presidente repubblicano (ed è plausibile) come uomo sotto controllo delle lobby del petrolio e del carbone con zero preoccupazione per la devastazione ambientale che quelle lobbies sembrano ora voler proseguire e accelerare. Resta il fatto che la prima analisi pubblica senza censure dopo l’elezione di Trump di alcuni dei fattori toccati in questo articolo è stato ospitato da una organizzazione situata esattamente nel campo cambiamento-climatico-scettico  pro-Trump. Mi riferisco al dossier di Jim Lee ” Geoingegneria, Weather Modification e Weaponizing Nature“, letto il 3 dicembre 2016 alla 3° Conferenza  di Freedom Force International a Phoenix, Arizona. Jim Lee afferma di aver convinto delle proprie posizioni lo scettico del cambiamento climatico di alto profilo, “Lord” Christopher Monckton. Ma Christopher Monckton ritrae i cambiamenti climatici di origine antropica come fabbricazione ideologica dell’IPCC? Adotta ora la posizione di Jim Lee che il riscaldamento globale realmente esistente, parzialmente o totalmente, sia un risultato di modificazione del clima? Non penso.

Per dare l’ultima parola a Dylan Jones: “la follia dell’uomo sembra certamente assumere la forma di una fiducia cieca in leader mondiali indegni di fiducia, corrotti e compromessi dalla struttura di potere aziendale e della sua oligarchia bancaria globale, insieme formano un unico consorzio psicopatico.

La natura di questa follia sta in un disinteresse spensierato verso il crimine contro il pianeta, effettuato con la combustione sfrenata di combustibili fossili, con l’inquinamento dell’atmosfera, delle forniture dell’acqua, decimando le foreste, e gli innumerevoli altri peccati di cui  Big Oil, e implicitamente l’umanità stessa, è colpevole?

Oppure sta nell’ignoranza di una marcia verso il consolidamento finale di un stato di polizia tiranno planetario, effettuato dalla mafia del clima? Là dove una tassa globale del carbonio, imposta all’umanità per il suo ruolo presunto nel riscaldamento globale antropogenico (AGM), formerebbero una pietra angolare.

I seguaci di ogni campo, i sostenitori AGW da un lato e gli scettici, dall’altro, remano perennemente uno contro l’altro.

Chi detiene il monopolio sulla verità detiene il monopolio sull’inganno. Ciò che è stato raggiunto alla fine è l’ultima truffa, riuscendo a recintare persone in tutto il mondo in due campi mettendo uno contro l’altro”.

La fonte originale di questo articolo è Global Research

Copyright © Wayne Sala, Global Research, 2017

http://www.globalresearch.ca/demystifying-the-climate-change-debate/5566164

VEDI ANCHE:

Un sogno lungo cento anni: sciogliere i ghiacci dell’artico!

 «Diventò freddo, voglio dire, davvero freddo»

Fenomeni meteo estremi causati dal riscaldamento dell’Artico

Mix mortale: trivellazioni off-shore e reattori nucleari galleggianti nell’Artico

E’ l’Artico il vero nocciolo dell’ attuale crisi nel rapporto est-ovest?

Alti livelli di cloro molecolare nell’atmosfera dell’Artico

Il Rapporto Della CIA del 1974 Sul Raffreddamento Globale

HARRY WEXLER: DISTRUGGERE L’OZONO STRATOSFERICO PER RISCALDARE LA TERRA

POLO NORD – NUOVO MEDIO ORIENTE

WHAT CAUSED JANUARY’S FREAK WEATHER

Fonte diretta: http://www.nogeoingegneria.com/

Oltre la parete

Il dispositivo Wi-Fi “Cattura le radio frequenze (RF)”  e può vederti attraverso i muri. 

di Mac Slavo

Le evidenti implicazioni per la privacy sono sotto il Grande Fratello di uno stato di polizia.

I ricercatori del MIT hanno escogitato un modo per usare i segnali Wi-Fi e vedere dietro i muri,  mappare una stanza in 3-D. Riflettendo il segnale, esso può anche individuare i movimenti di persone o oggetti nella stanza. Il Daily Mail riferisce:

“Utilizzando un trasmettitore wireless montato dietro un muro, gli informatici hanno sviluppato un dispositivo in grado di mappare una stanza vicina in 3D scansionando al suo interno corpi umani.”

“Utilizzando i segnali che rimbalzano e riflettono da queste persone, il dispositivo crea una silhouette precisa e può anche usare questa silhouette per identificare chi è quella persona.”

“Il dispositivo si chiama acquisizione RF ed è stato sviluppato dai ricercatori del MIT Computer Science e Artificial Intelligence Lab (CSAIL).”

“Il dispositivo di acquisizione RF trasmette segnali wireless che viaggiano attraverso un muro e riflettono al dispositivo il corpo della persona all’interno dell’ambiente […]

“Dal momento che solo un piccolo numero di parti del corpo viene riflesso dal segnale, in un dato momento il dispositivo riflette il segnale di ritorno al monitor, queste riflessioni varieranno da come qualcuno si muove e cammina.” 

Nemmeno le nostre quattro mura sotto il nostro tetto saranno private se questa tecnologia verrà utilizzata per scopi di sorveglianza. (…). In tutto questo ci saranno chiaramente delle implicazioni sulla privacy, ma è probabile che le obiezioni saranno ridotte al sordo silenzio, così come tante altre attività di monitoraggio e sorveglianza esercitate sulla società.

Ci sono molte altre correlate tecnologie che si sovrappongono, come dei rilevatori con dispositivi radar che alcune polizie stanno ora usando per guardare attraverso i muri e localizzare le persone sospettate prima di entrare negli ambienti. Tuttavia, l’uso del WiFi per raggiungere questo obiettivo lo renderà ancora più facile.

Come SHTF ha riportato in precedenza, c’è una nuova applicazione del WiFi noto come Wi-Vi che potrebbe adottare misure di sorveglianza al livello successivo:

Il Geek MIT tech ha trovato un modo per individuare la posizione e tracciare schemi di movimento complessi con molta più accuratezza – e per di più, può seguire passi della gente attraverso i muri, gli individui o gruppi che non hanno nemmeno bisogno di portare un telefono cellulare! Il Professore del MIT Dina katabi e lo studente laureato Fadel Adib:

“Il Wi-Fi mostra che si può estendere anche ai nostri sensi, permettendoci di vedere oggetti in movimento attraverso i muri e porte chiuse. In particolare, possiamo utilizzare tali segnali per identificare il numero di persone in un ambiente chiuso e le loro relative posizioni. Si possono anche identificare semplici gesti fatti dietro un muro, e combinare una sequenza di gesti per comunicare messaggi a un ricevitore wireless senza portare alcun dispositivo trasmittente. […] Esso mostra come si possa rintracciare un essere umano solo trattando il moto del suo corpo come un apparato d’antenna, solo seguendo il risultato del fascio RF.”

Il sistema è interessato promuovere il controllo, con il pretesto di cercare e raccogliere le infrazioni che ne derivano, tale pratica di controllo sta giocando sulla testa e la vita della popolazione.

A giudicare dai commenti, molte persone sono consapevoli di tutto questo. Qui ce ne sono solo alcune:

BadSull: “Il governo le sta già adottando.”

Greg: “Droni, televisori intelligenti ci guardano, laptop (computer portatili) ci stanno ascoltando, i semafori monitorano le nostre ultime 10.000 località dove ci siamo recati e ora stanno guardando attraverso i muri. In futuro hanno intenzione di spendere un sacco di maggiori risorse per la salute mentale.”

James fruscii: “Allora, come si fa a sconfiggerli per mantenere la nostra privacy? Questa è la domanda che deve essere fatta.”

JaneDoeRKBA: “Bisogna isolare la casa con il Mylar (una forma di resina in poliestere un film resistente al calore. Il Mylar serve per foderare drappeggi, può essere messo sotto un tetto di metallo … questo dovrebbe funzionare e in gran parte sconfiggere questa tecnologia.”

Jeffrey S.Gee: “Io uso una gabbia di Faraday”

James OD: “Per una moltitudine di ragioni, sta cominciando a sembrare una buona idea aggiungere uno strato di foglio di alluminio sotto il muro quando si costruisce una casa. (…)

La tecnologia sta cambiando e il riferimento alla carta stagnola non e più così ridicola, gli va data la giusta utilità per contrastare queste forme di spionaggio che sono la vera scienza, i metodi utilizzati sono applicati dai vari enti e organizzazioni che stanno indagando, istigando a scopo intimidatorio.

Molti stanno prendendo atto di quello che rappresenta la tecnologia estrema.

Hanni Fakhoury, un avvocato della Electronic Frontier Foundation, ha detto: “La sua ubicazione è qualcosa che è degna della legge sulla privacy. Sappiamo che, anche all’interno delle vostre case, c’è molto che può essere rilevato su di voi.”

Tutto questo è ovunque, quando ci lasceranno in pace?

Vedi anche:
La storia del WiFi tecnologia di monitoraggio (w / video)
Può questo materiale proteggere la vostra casa dagli attacchi della NSA, la radiazione elettromagnetica e EMP?

Potete leggere di più su Mac Slavo al suo sito SHTFplan.com

FONTE

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da 

wlady