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miti, bufale (e soldi facili)

Global Warming: miti, bufale (e soldi facili)

Posted By Massimo Lupicino

Oggi parliamo di Richard Lindzen, la criptonite del salvamondo-medio: ce le ha tutte lui. Innanzitutto è uno scettico, o un negazionista come preferisce chiamarlo con disprezzo il salvamondo in questione. In secondo luogo è un combattente, uno che scende in campo con la forza delle sue idee e senza paura di sfidare i sepolcri imbiancati del politicamente corretto con iniziative anche clamorose, come la petizione al presidente USA per il ritiro dalla Convenzione dell’ONU sul Climate Change. Ma soprattutto, è uno scienziato con un curriculum di tutto riguardo: fisico dell’atmosfera, professore di Meteorologia al MIT per 30 anni e autore di più di 200 tra pubblicazioni e libri. Per giunta, è anche un raffinato divulgatore che si serve delle sue conoscenze per affondare i dogmi antropo-serristi con una leggerezza e un’ironia che dall’altra parte della barricata non hanno mai trovato ospitalità.

Riflessioni

Pochi giorni fa è uscito un articolo scritto dallo stesso Lindzen, che tradotto in italiano suonerebbe come “Riflessioni sulla Narrativa del Climate Change”. L’articolo è stato pubblicato sul Merion West, una piccola gemma nella galassia dell’informazione online che si permette il lusso di pubblicare pezzi scritti da 3 diverse prospettive politiche: destra, centro e sinistra, servendosi di contributi di studenti, accademici, politici o attivisti di diversa estrazione. Proprio come i giornali mainstream italiani, insomma.

L’invito è a leggere direttamente il pezzo in questione. Per chi non avesse dimestichezza con l’inglese, mi permetto di farne un sunto qui di seguito.

  • Il mito del 97%

Il mito in questione soddisfa il bisogno psicologico di tante persone di sentire di essere “dalla parte giusta”, ed è stato smontato sul WSJ da Joseph Bast dell’Hertland Institute e da Roy Spencer dell’UAH [Spencer è un altro nemico del popolo salvamondo, a causa dei dati satellitari non-taroccati che gli sono probabilmente valsi una salva di proiettili sulla finestra del suo ufficio in occasione della “Marcia per la Scienza”, ché notoriamente i proiettili verdi non fanno male, anzi profumano e hanno una bassa carbon footprint].

Uno dei tanti punti che vengono contestati al mito del consenso sta nel fatto che agli scienziati era stato chiesto se concordassero sul fatto che la CO2 è aumentata, che la Terra si è scaldata un pochino, e che l’uomo può aver avuto un qualche ruolo in questo. Domanda alla quale chiunque può rispondere di sì, senza per questo avallare posizioni catastrofiste. Per non parlare della scarsa rappresentatività del campione esaminato e della tendenza generale a sparare numeri a casaccio sull’argomento, come quelli citati dal Christian Science Monitor che arriva a sostenere che di 70,000 articoli pubblicati tra il 2013 e il 2014, solo 4 sostengono che l’uomo non sia responsabile del global warming. Numeri senza senso e sbugiardati persino dallo stesso IPCC.

Lindzen sottolinea che le statistiche sulle pubblicazioni non possono comunque esulare dal fatto che la grandissima parte della ricerca in campo climatico è sponsorizzata dai governi, prevalentemente al fine di corroborare l’ipotesi antropogenica [ché il terrorismo procura voti, mentre il buon senso li fa perdere]. In un ambiente del genere, promuovere studi o ricerche che vanno nel senso opposto al mainstream e all’orientamento stesso dello sponsor equivale ad una missione suicida, che stroncherebbe le velleità di carriera di qualsiasi ricercatore.

  • Il mito dell’anno più caldo di sempre

Lindzen comincia col sottolineare che ogni progetto di demonizzazione si basa sull’identificazione di un male assoluto, in questo caso il caldo. Eppure non risulta che i pensionati più facoltosi vadano a svernare in Artico quanto piuttosto in Florida o alle Hawaii. Allo stesso modo la “velenosa” CO2 viene pompata nelle serre per favorire la crescita delle piante e aumentarne la produttività.

Segue una sezione piuttosto lunga e articolata in cui si fa notare come dal 1998 le temperature siano rimaste sostanzialmente stabili. Visto che nel 1998 è stato stabilito un record del caldo, consegue che tutti gli anni seguenti, a fronte di temperature sostanzialmente stabili su quei livelli, siano stati battezzati come “anni più caldi”. A nessuno, però, è parso altrettanto interessante il fatto che la stabilizzazione delle temperature implicasse l’esistenza di una forzante di intensità paragonabile a quella antropica, e di segno opposto. In altri termini, se la CO2 aumenta e le temperature rimangono stabili, come risolviamo il problema? [Karl l’ha risolto a secchiate, ma i dati satellitari continuano a dargli torto]

Segue una sezione in cui si discute dei margini di incertezza nelle misure e nelle analisi, e della tendenza diffusa ad usare questa incertezza per dare una rappresentazione grafica dei dati più affine alla narrativa dominante. Se ne riparlerà più avanti, a proposito del solito Karl et al.

Un ulteriore paragrafo è dedicato alla sensibilità climatica all’aumento di CO2: Lindzen fa notare come questa sia notevolmente inferiore a quanto stimato dai modelli (Fig.1, colonna rossa vs. colonne grigie).

  Fig.1: Osservazioni Vs. Previsioni

Il finale di questa sezione, beffardo, è dedicato alla mitica hockey stick di Mann e, soprattutto, all’infame studio di Karl et al., citato come esempio di utilizzo in malafede dei margini di incertezza nelle misurazioni. Peccato che tale studio, pur criticatissimo nelle sue assunzioni di base, non sia riuscito comunque a far fare bella figura ai modelli climatici usati dall’IPCC: su un totale di 108 di questi modelli prodotti tra il 1998 e il 2014, il grande sforzo di Karl et al. relega il supposto aumento di temperatura globale ad un misero 2.4o percentile (Fig.2). Tante secchiate per nulla, è proprio il caso di dire.  

Fig. 2: Tante secchiate per nulla.

  • Il mito degli eventi estremi

Chiunque si occupi di meteorologia sa che gli eventi estremi si verificano ovunque, con cadenza pressoché quotidiana. La tentazione di attribuirli al climate change è quindi platealmente disonesta. Roger Pielke Jr. ha scritto un libro in cui si dimostra che non esiste un trend definito in nessuna tipologia di evento estremo, semmai un trend verso la diminuzione degli stessi. Cosa del tutto in linea, per altro, con il fatto che un pianeta che si scalda vedrebbe diminuire il gradiente termico tra poli e regioni tropicali, con conseguente diminuzione dei fenomeni estremi e dell’instabilità baroclina – che di quel gradiente è conseguenza e che di quei fenomeni è una delle cause scatenanti.

La teoria secondo cui i fenomeni estremi siano in aumento è semplicemente falsa ed infondata ed è utilizzata con l’unico scopo di sostenere la narrativa del disastro imminente, al fine di spaventare la gente.

  • Innalzamento del livello del mare

Lindzen fa notare che l’innalzamento del livello del mare è legato molto più a dinamiche tettoniche che a presunti riscaldamenti globali. Dopo aver fatto notare che l’aumento del livello dei mari è di entità trascurabile Lidnzen conclude, beffardo, che gli investimenti di Al Gore e Susan Solomon (ex-dirigente all’IPCC) in proprietà immobiliari fronte mare sono la pistola fumante dell’inesistenza del problema: se non ci credono nemmeno loro… 

  • Ghiacci artici

Le serie di misurazioni satellitari dei ghiacci artici parte dal 1979. Un tempo infinitesimo se paragonato alle dinamiche di evoluzione delle temperature terrestri. Pretendere di linearizzare l’andamento dell’estensione dei ghiacci su un intervallo così breve è come voler linearizzare l’andamento delle temperature usando come intervallo di riferimento quello compreso tra alba e crepuscolo di un singolo giorno: la conclusione sarebbe che nel giro di pochi giorni saremmo in un forno. I modelli stessi di estensione dei ghiacci artici, del resto, brancolano nel buio e sfornano previsioni talmente diverse tra loro da essere, semplicemente, inutilizzabili.

Al solito, eventi tutt’altro che catastrofici vengono presentati come esiziali per l’umanità, al fine di sostenere la narrativa del disastro imminente. Ad esempio, l’uomo ha sempre sognato di poter attraversare i Passaggi a Nord-Ovest ma oggi, misteriosamente, quella che sarebbe una buona notizia per tanti motivi, diventa la prova del fatto che moriremo tutti. Citando Mencken, Lindzen conclude che lo scopo dei politici è spaventare la gente al punto da portarla a reclamare con forza l’intervento salvifico dei politici stessi. Un’arte che l’ambientalismo ha portato in questi anni alla sua massima espressione.

  • Il mito degli orsi polari

La narrativa ambientalista salvamondista ama sottolineare come gli orsi bianchi siano minacciati dal climate change. Eppure esiste una banale correlazione tra la conta degli orsi polari e la pratica della caccia: quando è consentita, diminuiscono; quando è vietata tornano ad aumentare [al solito, in barba al Rasoio di Occam, il salvamondo coltiva spiegazioni astruse e sgangherate laddove ce ne sono di assolutamente ovvie alla portata: gli orsi non li ammazzano i cacciatori, ma la CO2 che scalda la Terra, scioglie il pack e fa annegare l’orso].

Lindzen conclude sostenendo che non esiste alcuna prova che un clima piu caldo arrechi danno ai simpatici plantigradi, tanto più che questi sono in grado di nuotare per distanze superiori a 100 miglia. Abbastanza da trovare un nuovo frammento di banchisa a cui aggrapparsi, se non la terraferma stessa.

Conclusione

 
Dopo aver proposto un paio di interessanti hyperlink relativi ad altri due miti cari ai salvamondo (l’acidificazione degli oceani, e lo sbiancamento dei coralli) Lindzen passa alle conclusioni:
  • Oggi si attribuisce alla CO2 e al relativo global warming qualsiasi evento infausto, sfidando il buon senso e il senso stesso del ridicolo. Ad esempio, la “velenosa” CO2 è talmente tossica che livelli superiori di 10 volte (e oltre) a quelli atmosferici sono comunque ritenuti sicuri per l’uomo [per non parlare degli effetti ovviamente benefici per le piante e per l’agricoltura in generale].
  • Il circo della politica salvamondo ha speso risorse enormi per cercare di contenere temperature e CO2, per altro fallendo miseramente nel raggiungere l’agognato obbiettivo. Fallimento provvidenziale, alla luce dell’evidenza che aumenti di CO2 e temperature terrestri sono decisamente più benefici che dannosi per l’uomo. Resta, tuttavia, l’immane spreco di risorse dilapidate per una causa sgangherata, alla luce delle tante cause più giuste e più urgenti di questa, sul nostro pianeta.
  • Un raddoppio del tenore di CO2 in atmosfera ha un peso pari a circa il 2% del bilancio energetico terrestre. Ritenere che questo 2% legato ad una singola variabile prevalga sull’infinità di fattori che influenzano il clima terrestre equivale a credere nella magia. Eppure vi raccontano che credere a questa assurdità equivale a credere nella “scienza”. C’è qualcosa di palesemente sbagliato in questa presunzione, conclude Lindzen, perché la scienza è una modalità di indagine conoscitiva, e non una religione.

 …E Fatti Alternativi

Come d’abitudine concludiamo questo articolo con qualche fatto alternativo, anzi con una riflessione alternativa. Negli stessi giorni in cui Lindzen scriveva l’articolo in questione, l’ex-presidente degli Stati Uniti preparava il discorso di 45 minuti da tenere a Milano e che sulla base del tariffario fissato di recente, dovrebbe avergli fruttato all’incirca 400,000 dollari. Un discorso all’insegna delle fake news: o perché francamente indimostrabili, come il mito del global warming che fa migrare milioni di persone [altro affronto ridicolo al già citato Rasoio di Occam: la gente emigra in massa e improvvisamente perché le temperature aumentano di qualche decimo di grado in 30 anni, e non a causa degli esiti disastrosi di rivoluzioni più o meno colorate]. O perché clamorosamente false, come l’incredibile affermazione che a causa del global warming i raccolti stiano diminuendo e il costo del cibo stia aumentando.

Dell’aumento spettacolare della produzione agricola russa abbiamo già parlato. Ma la clamorosa fake news per ascoltare la quale 3,500 persone hanno pagato 850 euro a cranio è tutta nel grafico in calce a questo articolo, che mostra l’andamento dei prezzi sul mercato dei futures del frumento: crollati del 50% in 4 anni a causa dell’elevata offerta. Se questo è l’effetto dell’incremento della CO2, non ci resta che bruciare montagne di carbone per avere pane e pasta gratis per tutti.

È tutto in questo grafico, il senso della narrativa sul global warming: 45 minuti di discorso infarcito di bufale climatiche valgono il totale degli stipendi di una vita da ricercatore.

Follow the money: lunga vita al global warming.

Fonte: http://www.climatemonitor.it/

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Raffreddamento mari settentrionali in corso

Pubblicato da Alessio
Leggi l’articolo QUI 

Chi detiene il monopolio sulla verità detiene il monopolio sull’inganno

Demistificare il dibattito sul cambiamento climatico

di Wayne Hall

Traduzione di NoGeoingegneria

Giusto poche settimane prima di lasciare l’ufficio e consegnarlo al suo (da sinistra, ecologisti, liberali) disprezzato successore  Donald Trump, il presidente Obama ha fatto un gesto molto pubblicizzato, vietando la perforazione di nuovi giacimenti di idrocarburi nelle acque statunitensi degli oceani Atlantico e Artico.

La sua presidenza quindi si è conclusa con una nota altisonante, paragonabile al modo in cui era iniziato, quando aveva fatto, altrettanto ampiamente pubblicizzata (e in pratica totalmente ignorata da lui stesso)  la promessa di disarmo nucleare.

I sostenitori di sinistra del gruppo Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) criticano questo tipo di ipocrisia, che in effetti è un’ipocrisia relazionata al “greenwashing”, ma quanti di loro sanno riconoscere l’ampiezza di questa ipocrisia?

Fa qualche differenza per la credibilità della politica climatica stabilità se la minaccia che si suppone di dover affrontare sia la minaccia del riscaldamento globale o la minaccia di una nuova era glaciale?

Quarant’anni fa era la nuova era glaciale e non il riscaldamento globale  al centro delle preoccupazioni ufficiali (e dei media).

Il “New York Times” del 18 luglio del 1970 riferiva che:

“Gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica stanno supportando indagini su larga scala per determinare perché il clima artico sta diventando sempre più freddo, perché di recente parti del ghiaccio marino del mare artico sono diventate minacciosamente più spesse  e se la portata di tale copertura di ghiaccio contribuisce alla comparsa di ere glaciali“

Tutte le grande associazioni sul clima di quel periodo approvarono la teoria del raffreddamento globale, tra cui il National Center for Atmospheric Research, il Climate Research Unit dell’Università di East Anglia, il National Academy of Sciences, National Aeronautics and Space Administration. Anche la CIA aveva rilasciato dichiarazioni con linee simili.

Un rapporto su un quotidiano del 1973 dice che:

“un gruppo di scienziati, riuniti sotto gli auspici della National Science Foundation, ha ancora una volta messo a punto un avvertimento che il mondo potrebbe essere vicino alla fine dell’attuale periodo di inter-glaciale e che la calotta di ghiaccio dell’Artico ha iniziato quello che potrebbe rivelarsi un anticipo inarrestabile su Nord America ed Europa. I 46 scienziati che si sono riuniti presso la Brown University, Providence, Rhode Island, per un simposio sul tema “La fine del presente interglaciale” hanno convenuto che vi sono evidenze di un inquietante raffreddamento delle temperature in tutto il mondo negli ultimi due decenni”.

Un rapporto 1974 dell’oceanografo e paleontologo James D. Hays ha rivelato che  “il sospetto, che gli inverni sono semplicemente sempre più freddi, non è più solo un sospetto tra i climatologi. Negli ultimi 30 anni la neve permanente sull’isola di Baffin si è ampliata. La banchisa in Islanda sta aumentando in inverno  e diventando un serio pericolo per la navigazione. Gli armadilli, amanti del calore, che migrarono verso nord nel Midwest nella prima metà di questo secolo si stanno ormai ritirando al sud, verso il Texas e Oklahoma. Raccolti cattivi  russi sono in aumento.”

“The Canberra Times” del novembre 1974 riferì: “Una nuova era glaciale potrebbe stringere il mondo durante il ciclo di vita di questa generazione (…) Un documentario su un canale  televisivo principale (BBC) dimostra che gli scienziati internazionali hanno cambiato idea circa la velocità con la quale  la “macchina del tempo” del mondo può cambiare marcia. ‘La minaccia di una nuova era glaciale deve ora essere messa accanto ad  una guerra nucleare come probabile fonte di morte e miseria globale per l’umanità’, dice lo scrittore scientifico  Nigel Calder. (…) “Gli ultimi studi dimostrano che le ere glaciali sono molto più frequenti di quanto gli scienziati pensavano una volta – e la prossima sembra essere in ritardo. Secondo una teoria, “Toronto, Leningrado e Glasgow dovrebbero ormai essere scomparse sotto strati di ghiaccio spesso”..

Scettici del Cambiamento Globale,  propagandato dal mainstream, interpretano dati retrospettivi di questo tipo come prova di dolo perenne e / o ingenuità degli “allarmisti del cambiamento del riscaldamento / climatici globali”, ma un’altra interpretazione è possibile, ed è stata presentata dal ricercatore Dylan Jones:

“Un insieme di prove punta verso una realtà in corso, una  campagna clandestina di modificazione  del clima, a partire , per lo meno, dal 1970, di proporzioni senza precedenti e di massima audacia e arroganza. L’obiettivo principale è quello di convertire il ghiaccio artico in acqua di disgelo, aprendo le sue vaste risorse di petrolio, gas e minerali e  alterare il clima globale ad uno più favorevole per le zone temperate settentrionali e meno favorevoli per zone equatoriale e semi-tropicali. Fino al 1975 l’establishment scientifico sembrava preoccupato che la terra stava entrando in una età glaciale a lungo termine. Questo può essere stato un vero e proprio problema, ma potrebbe essere anche stato un mezzo per ottenere sostegno“.

In altre parole, l’idea che l’Artico stava diventando più freddo (troppo freddo) avrebbe potuto essere studiata per sostenere l’idea di aver bisogno di un programma di modifica del clima per riscaldarlo.

Ma c’erano anche altri modi  per convincere i politici della necessità per la modifica del clima, altri approcci possibili e altri argomenti, e sono stati debitamente messi in lista. Dr. Edward Teller invitò una sottocommissione (Preparedness Subcommittee) del Senato degli Stati Uniti  ad “immaginare un mondo … in cui  (i sovietici) possono cambiare le precipitazioni sulla Russia … e influenzare le precipitazioni nel nostro paese in modo negativo.”

Dr. Henry G. Houghton del Massachusetts Institute of Technology, rabbrividì al “pensare alle conseguenze di una scoperta russa per primi di un metodo fattibile di controllo del tempo. … A meno che non rimaniamo davanti alla Russia nella ricerca della meteorologia le prospettive di accordi internazionali in materia di controllo del tempo saranno davvero scarse. Una modifica sfavorevole del nostro clima nelle vesti di uno sforzo pacifico per migliorare il clima della Russia potrebbe seriamente indebolire la nostra economia e la capacità di resistere “.

Sono stati proposti un certo numero di progetti specifici  per alleviare il duro clima russo,  con conseguenti vantaggi per l’agricoltura, la navigazione, e lo sfruttamento delle risorse. Questi includono la rimozione della calotta artica, lo sbarramento dello Stretto di Bering, e la deviazione dei fiumi siberiani. Questi programmi  potrebbero chiaramente influenzare il clima di altre parti del mondo, inclusi gli Stati Uniti e i loro alleati. Perfino cambiamenti marginali della temperatura e piovosità potrebbero drasticamente danneggiare l’agricoltura, il trasporto, e in effetti l’intera economia. Le operazioni militari sarebbero anche esse influenzate se i confini della banchisa, le stagioni liberi dai ghiacci per le basi navali, la frequenza di nubi oscuranti, ecc. fossero alterati. Questo tipo di cambiamenti climatici sono chiaramente gravi potenziali minacce alla sicurezza nazionale, e hanno conseguenti implicazioni per la pianificazione militare.

In buona sostanza la storia è che industriali, scienziati ed altri con interessi acquisiti in tali progetti sono stati alla ricerca di modi per riscaldare l’Artico per oltre 100 anni, a partire dal 1877, quando il geologo Nathaniel Shaler di Harvard propose di deviare l’acqua atlantica calda nell’Oceano Artico.

Nel 1962 il  meteorologo del MIT, Harry Wexler ha proposto 3 progetti per l’aumento della temperatura della Terra di 1,7 ° C.

(1) detonare 10 bombe all’idrogeno nel Mar Glaciale Artico per inviare cristalli di ghiaccio nell’atmosfera polare

(2) distruggere lo strato di ozono utilizzando aeri e spruzzare cloro o bromo nella stratosfera.

(3) lanciare particelle di polvere nell’orbita equatoriale per diffondere (disperdere) la luce solare e per riscaldare le regioni polari.

Le idee di Wexler hanno cominciato a guadagnare accettazione nel 1970, momento in cui nessuno “importante” gli avrebbe dato di pazzo. Ma dopo la sua prematura scomparsa, nello stesso anno, il problema di come riscaldare il pianeta subiva un’inversione. E’ stato allora presentato come imperativo assolutamente indispensabile trovare modi per raffreddare il pianeta e preservare l’atmosfera dal riscaldamento. Tenete a mente che l’obiettivo dichiarato della conferenza COP21 sui cambiamenti climatici a Parigi nel 2015 era di limitare la temperatura globale media di salire di 2° C. Ciò sarebbe compatibile con  le proposte di Wexler del 1962 per determinare un aumento della temperatura di 1,7° C.

SCIE DI CONDENSAZIONE  

Groenlandia paese delle meraviglie

Uno dei metodi di modificazione del clima proposto era il dispiegamento di scie di condensazione aeree.

Una giustapposizione di estratti dai seguenti due documentari getta una luce sulla ambigua, anzi contraddittoria, natura delle dichiarazioni ufficiali sugli effetti delle scie di condensazione degli aerei sulle temperature globali, e sui progetti concreti estrapolati da questi effetti.

(Della Commissione europea)  Il traffico aereo è aumentato considerevolmente negli ultimi anni e l’impatto del trasporto aereo sui cambiamenti climatici sta causando crescente preoccupazione. ‘Le emissioni sono in aumento del 4-5 per cento anno l’ anno, e questo è quello che stiamo vedendo in questo momento. E se di anno in anno si hanno 4-5 per cento di crescita delle emissioni, significa in quindici anni un raddoppi ‘. Per la Commissione europea è urgente agire, dal momento che l’aviazione, a differenza di altri mezzi di trasporto, non è tassata per il carburante, per cui vi è uno scarso incentivo di tagliare le emissioni di CO2. ‘Non possiamo continuare ad avere successo in un settore e neutralizzare quel risultato positivo per gli sviluppi in altri settori, e l’aviazione è uno degli esempi più eclatanti.

Il commissario europeo per l’ambiente vuole che l’aviazione faccia uno sforzo per la lotta contro i cambiamenti climatici. La Commissione propone pertanto di includere il trasporto aereo nel sistema di scambio dei diritti di emissione di CO2 che l’Unione europea ha messo a punto per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto.

‘Per affrontare questo problema in maniera più efficiente, dobbiamo includere le emissioni del trasporto aereo nel nostro riuscito sistema di scambio delle emissioni.’ La Commissione europea considera il sistema di scambio delle quote di emissioni il modo più efficace per controllare le emissioni prodotte dal trasporto aereo, meno costoso per esempio di una tassa sul carburante. Introducendo il settore aereo nel sistema di scambio di emissioni dell’UE si prevede di realizzare significativi risparmi di CO2. Entro il 2020, questo risparmio potrebbe raggiungere 180 milioni di tonnellate all’anno, il doppio delle emissioni di gas serra emesse dall’Austria ogni anno. Con questo provvedimento, l’Europa compie un ulteriore passo cruciale verso la prevenzione di un’altra catastrofe climatica globale.

E la BBC: 

Quando l’aereo solca l’atmosfera superiore, sopra i 26.000 piedi (8000 metri), lascia spesso bianche, luminose striature dietro di sè. Queste lunghe striature bianche, chiamate “scie” o scie di condensa sono causate da acqua e fuliggine dai motori a reazione del velivolo. L’acqua calda e il gas di scarico lasciando il motore incontrano l’aria a circa – 40 ° C. Questa è una reazione esplosiva.

Un cirro naturale circola circa 26.000 piedi e riflette alcuni dei raggi del sole nello spazio, producendo un raffreddamento della terra sottostante. Quando una scia di condensa si disperde, diventa un cirro artificiale chiamato “contrail cirrus”. Più riflessiva di un cirro naturale, può estendersi ad una zona grande 60.000 miglia  (sic). Ora, sempre più scienziati ritengono che questi cirri artificiali influenzano la temperatura del pianeta. Gli attacchi dell’11 settembre 2001 a New York, hanno dato loro la possibilità di provare questa teoria. Gli aeroplani degli Stati Uniti erano rimasti a terra per tre giorni interi. Quindi niente scie di aerei per tre giorni. Una volta che tutti i dati erano analizzati, c’è stato un aumento della temperatura. Un lieve aumento, ma un aumento comunque. Ciò suggerisce che le scie raffreddano il pianeta.

La dottrina che l’aumento delle emissioni di anidride carbonica stanno riscaldando il pianeta è diventata “ufficiale” nei media nel 1966, quando Gordon MacDonald – Presidente del nuovo ICAS (Institute for Climate and Atmospheric Science) aveva scelto un gruppo di esperti di meteo e cambiamenti climatici e ha dichiarato: “L’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera dall’inizio della rivoluzione industriale ha prodotto un aumento della temperatura media della bassa atmosfera di pochi decimi di gradi Fahrenheit”.

Se le nuvole artificiali, derivanti dalle emissioni degli aeromobili, contribuiscono, come sostenuto dalla Commissione Europea, al riscaldamento globale, è possibile che il riscaldamento dell’atmosfera sia parte di uno scenario globale di

  1. Creazione o intensificazione del ‘riscaldamento globale’
  2. Successiva presentazione di una ‘soluzione’ al riscaldamento globale?

Secondo Dane Wigington di “Geoengineering Watch” le emissioni di aeromobili possono avere entrambi gli effetti, di raffreddamento locale e di riscaldamento globale (ndr: lo disse anche Edward Teller). Dane però vuol far comprendere di non aver mai presentato l’ingegneria del clima come una mitigazione efficace o accettabile per il sistema di sopravvivenza della Terra, l’idea di raffreddamento locale introduce agli scenari dei geoingegneri.

E, come Dylan Jones fa notare: “L’obiettivo dichiarato della recente Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Parigi (2015) di limitare l’aumento della temperatura media globale a 2° C, sembrerebbe essere in sintonia con le proposte di Wexler di realizzare aumenti di temperatura di 1.7° C. Forse è questo il punto in cui le proposte future dellageoingegneria ufficiale per il raffreddamento del pianeta saranno messe in atto al fine di mantenere questo valore ottimale per la modificazione dell’Artico e per il Capitalismo delle Catastrofi”.

La confusione sul riscaldamento globale è perpetuata dalla promozione di una controversia bipolare sulla estensione  (a) nella realtà e (b) dell’origine antropica. Anche in questo caso c’è da quotare Dylan Jones: “Entrambi, i  propugnatori del riscaldamento globale di origine antropica e gli scettici, sono finanziati e controllati nelle loro alte sfere dalla stessa fonte. Entrambe le parti sono tenute in perenne conflitto ed ignoranza su questa verità scomoda. Big Oil e la mafia del clima sono la stessa cosa. Giusto quando chiamano l’un l’altro bugiardi sono onesti. L’obiettivo è quello di impedire la presa di coscienza  pubblica il più a lungo possibile sulle vere cause  di un mondo che si riscalda, trasferendo il senso di colpa e il costo sulle masse ignare, mentre traggono profitto dalle conseguenze di un artico in scioglimento e di crisi in tutto il mondo. Per quanto catastrofe e tassazione di carbonio premono forte, è importante riconoscere che, come sempre, i costi delle imposte che gravano sulle imprese sono passati ai poveri. La ricchezza è re-distribuita in forma piramidale”.

Analisti economici non coinvolti nel dibattito sul clima hanno fatto osservazioni che, data la relativa volontà, potrebbero essere elaborati in critiche e interventi completi, e politicamente potenti. Yanis Varoufakis per esempio, nel suo articolo “Erratic Marxist” diceva: “Il miglior esempio di sporcizia neoliberista è il dibattito su come affrontare il cambiamento climatico. I neoliberali si sono affrettati a sostenere che, se qualcosa deve essere fatto, si deve assumere la forma di un quasi-mercato per i “mali” (ad esempio, un sistema di scambio di emissioni), dato che solo i mercati “sanno” come valutare  appropriatamente buoni e cattivi.

Tra i “sei pilastri” nel programma dell’associazione di cittadini DiEM25 di Varoufakis il punto 5 sul “Green Investment” propone: “Canalizzare investimenti su larga scala in energia verde e pratiche sostenibili, che assicurano la sovranità tecnologica dell’Europa”.

L’opposizione alla “rozzezza neoliberista” è una motivazione sufficiente a consentire al DiEM25 di rifiutare la (molto reale) resistenza della mafia climatica (che comprende la maggior parte degli ecologisti normalmente non  identificati come mafiosi) verso le idee formulate nel presente articolo? Ha il DiEM25 per lo meno la capacità di opporsi in modo inequivocabile al mercato delle emissioni?

Potrebbe la conclusione di J. Marvin Herndon, che le ceneri leggere provenienti da centrali elettriche a carbone siano l’ingrediente principale utilizzato in programmi clandestini di modifica del clima, essere utilizzata per rafforzare le posizioni degli avversari favorevoli all’uso di combustibili fossili per la produzione di energia?

Finora gli ecologisti (meno quelli del Cipro) si sono mostrati non più disposti di quanto lo sono gli scettici del clima, di esaminare (o tollerare) le scoperte del Dr. Herndon.

La Sinistra, ecologisti e liberali affrontano la prospettiva di una presidenza Donald Trump con estrema ostilità, dipingendo il nuovo presidente repubblicano (ed è plausibile) come uomo sotto controllo delle lobby del petrolio e del carbone con zero preoccupazione per la devastazione ambientale che quelle lobbies sembrano ora voler proseguire e accelerare. Resta il fatto che la prima analisi pubblica senza censure dopo l’elezione di Trump di alcuni dei fattori toccati in questo articolo è stato ospitato da una organizzazione situata esattamente nel campo cambiamento-climatico-scettico  pro-Trump. Mi riferisco al dossier di Jim Lee ” Geoingegneria, Weather Modification e Weaponizing Nature“, letto il 3 dicembre 2016 alla 3° Conferenza  di Freedom Force International a Phoenix, Arizona. Jim Lee afferma di aver convinto delle proprie posizioni lo scettico del cambiamento climatico di alto profilo, “Lord” Christopher Monckton. Ma Christopher Monckton ritrae i cambiamenti climatici di origine antropica come fabbricazione ideologica dell’IPCC? Adotta ora la posizione di Jim Lee che il riscaldamento globale realmente esistente, parzialmente o totalmente, sia un risultato di modificazione del clima? Non penso.

Per dare l’ultima parola a Dylan Jones: “la follia dell’uomo sembra certamente assumere la forma di una fiducia cieca in leader mondiali indegni di fiducia, corrotti e compromessi dalla struttura di potere aziendale e della sua oligarchia bancaria globale, insieme formano un unico consorzio psicopatico.

La natura di questa follia sta in un disinteresse spensierato verso il crimine contro il pianeta, effettuato con la combustione sfrenata di combustibili fossili, con l’inquinamento dell’atmosfera, delle forniture dell’acqua, decimando le foreste, e gli innumerevoli altri peccati di cui  Big Oil, e implicitamente l’umanità stessa, è colpevole?

Oppure sta nell’ignoranza di una marcia verso il consolidamento finale di un stato di polizia tiranno planetario, effettuato dalla mafia del clima? Là dove una tassa globale del carbonio, imposta all’umanità per il suo ruolo presunto nel riscaldamento globale antropogenico (AGM), formerebbero una pietra angolare.

I seguaci di ogni campo, i sostenitori AGW da un lato e gli scettici, dall’altro, remano perennemente uno contro l’altro.

Chi detiene il monopolio sulla verità detiene il monopolio sull’inganno. Ciò che è stato raggiunto alla fine è l’ultima truffa, riuscendo a recintare persone in tutto il mondo in due campi mettendo uno contro l’altro”.

La fonte originale di questo articolo è Global Research

Copyright © Wayne Sala, Global Research, 2017

http://www.globalresearch.ca/demystifying-the-climate-change-debate/5566164

VEDI ANCHE:

Un sogno lungo cento anni: sciogliere i ghiacci dell’artico!

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Fonte diretta: http://www.nogeoingegneria.com/

Oltre la parete

Il dispositivo Wi-Fi “Cattura le radio frequenze (RF)”  e può vederti attraverso i muri. 

di Mac Slavo

Le evidenti implicazioni per la privacy sono sotto il Grande Fratello di uno stato di polizia.

I ricercatori del MIT hanno escogitato un modo per usare i segnali Wi-Fi e vedere dietro i muri,  mappare una stanza in 3-D. Riflettendo il segnale, esso può anche individuare i movimenti di persone o oggetti nella stanza. Il Daily Mail riferisce:

“Utilizzando un trasmettitore wireless montato dietro un muro, gli informatici hanno sviluppato un dispositivo in grado di mappare una stanza vicina in 3D scansionando al suo interno corpi umani.”

“Utilizzando i segnali che rimbalzano e riflettono da queste persone, il dispositivo crea una silhouette precisa e può anche usare questa silhouette per identificare chi è quella persona.”

“Il dispositivo si chiama acquisizione RF ed è stato sviluppato dai ricercatori del MIT Computer Science e Artificial Intelligence Lab (CSAIL).”

“Il dispositivo di acquisizione RF trasmette segnali wireless che viaggiano attraverso un muro e riflettono al dispositivo il corpo della persona all’interno dell’ambiente […]

“Dal momento che solo un piccolo numero di parti del corpo viene riflesso dal segnale, in un dato momento il dispositivo riflette il segnale di ritorno al monitor, queste riflessioni varieranno da come qualcuno si muove e cammina.” 

Nemmeno le nostre quattro mura sotto il nostro tetto saranno private se questa tecnologia verrà utilizzata per scopi di sorveglianza. (…). In tutto questo ci saranno chiaramente delle implicazioni sulla privacy, ma è probabile che le obiezioni saranno ridotte al sordo silenzio, così come tante altre attività di monitoraggio e sorveglianza esercitate sulla società.

Ci sono molte altre correlate tecnologie che si sovrappongono, come dei rilevatori con dispositivi radar che alcune polizie stanno ora usando per guardare attraverso i muri e localizzare le persone sospettate prima di entrare negli ambienti. Tuttavia, l’uso del WiFi per raggiungere questo obiettivo lo renderà ancora più facile.

Come SHTF ha riportato in precedenza, c’è una nuova applicazione del WiFi noto come Wi-Vi che potrebbe adottare misure di sorveglianza al livello successivo:

Il Geek MIT tech ha trovato un modo per individuare la posizione e tracciare schemi di movimento complessi con molta più accuratezza – e per di più, può seguire passi della gente attraverso i muri, gli individui o gruppi che non hanno nemmeno bisogno di portare un telefono cellulare! Il Professore del MIT Dina katabi e lo studente laureato Fadel Adib:

“Il Wi-Fi mostra che si può estendere anche ai nostri sensi, permettendoci di vedere oggetti in movimento attraverso i muri e porte chiuse. In particolare, possiamo utilizzare tali segnali per identificare il numero di persone in un ambiente chiuso e le loro relative posizioni. Si possono anche identificare semplici gesti fatti dietro un muro, e combinare una sequenza di gesti per comunicare messaggi a un ricevitore wireless senza portare alcun dispositivo trasmittente. […] Esso mostra come si possa rintracciare un essere umano solo trattando il moto del suo corpo come un apparato d’antenna, solo seguendo il risultato del fascio RF.”

Il sistema è interessato promuovere il controllo, con il pretesto di cercare e raccogliere le infrazioni che ne derivano, tale pratica di controllo sta giocando sulla testa e la vita della popolazione.

A giudicare dai commenti, molte persone sono consapevoli di tutto questo. Qui ce ne sono solo alcune:

BadSull: “Il governo le sta già adottando.”

Greg: “Droni, televisori intelligenti ci guardano, laptop (computer portatili) ci stanno ascoltando, i semafori monitorano le nostre ultime 10.000 località dove ci siamo recati e ora stanno guardando attraverso i muri. In futuro hanno intenzione di spendere un sacco di maggiori risorse per la salute mentale.”

James fruscii: “Allora, come si fa a sconfiggerli per mantenere la nostra privacy? Questa è la domanda che deve essere fatta.”

JaneDoeRKBA: “Bisogna isolare la casa con il Mylar (una forma di resina in poliestere un film resistente al calore. Il Mylar serve per foderare drappeggi, può essere messo sotto un tetto di metallo … questo dovrebbe funzionare e in gran parte sconfiggere questa tecnologia.”

Jeffrey S.Gee: “Io uso una gabbia di Faraday”

James OD: “Per una moltitudine di ragioni, sta cominciando a sembrare una buona idea aggiungere uno strato di foglio di alluminio sotto il muro quando si costruisce una casa. (…)

La tecnologia sta cambiando e il riferimento alla carta stagnola non e più così ridicola, gli va data la giusta utilità per contrastare queste forme di spionaggio che sono la vera scienza, i metodi utilizzati sono applicati dai vari enti e organizzazioni che stanno indagando, istigando a scopo intimidatorio.

Molti stanno prendendo atto di quello che rappresenta la tecnologia estrema.

Hanni Fakhoury, un avvocato della Electronic Frontier Foundation, ha detto: “La sua ubicazione è qualcosa che è degna della legge sulla privacy. Sappiamo che, anche all’interno delle vostre case, c’è molto che può essere rilevato su di voi.”

Tutto questo è ovunque, quando ci lasceranno in pace?

Vedi anche:
La storia del WiFi tecnologia di monitoraggio (w / video)
Può questo materiale proteggere la vostra casa dagli attacchi della NSA, la radiazione elettromagnetica e EMP?

Potete leggere di più su Mac Slavo al suo sito SHTFplan.com

FONTE

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da 

wlady