Archivi tag: Luigi Di Maio

Stelle Cadenti

I 5 stelle stanno perdendo la loro qualità migliore: la coerenza

 di Massimo Mazzucco

Se vanno avanti così i 5 stelle non vinceranno mai le elezioni (con margini sufficienti per andare al governo, intendo) perché non hanno più il coraggio delle proprie idee. Prendiamo ad esempio la posizione ambigua, e sostanzialmente contraddittoria, che hanno assunto di recente riguardo al problema dei vaccini.

Ospite della Gruber un paio di settimane fa, Alessandro Di Battista si è sentito fare una domanda-trabocchetto da una giornalista di Sky-TV: “Lei vaccinerà suo figlio [che sta per nascere, ndr]?” “Certamente” ha risposto Di Battista senza esitazioni, e dimenticandosi di aggiungere una qualunque obiezione rispetto all’obbligatorietà dei vaccini. In altre parole, Di Battista ha voluto far passare il messaggio che “per i 5 stelle i vaccini, così come sono somministrati oggi, non rappresentano un problema”.

Peggio di lui ha fatto Luigi Di Maio, che pochi giorni dopo ad Harvard ha dichiarato: “I vaccini in Italia sono obbligatori per legge. Noi non abbiamo nessuna intenzione di eliminare questa obbligatorietà. Per noi sono fondamentali, e vogliamo promuovere il più possibile la cultura dell’informazione”.

Ma scusa un attimo, caro Di Maio, che cosa ce ne facciamo noi dell'”informazione”, se poi tanto i vaccini restano obbligatori?

Questa lampante contraddizione nasconde una evidente paura che ha assalito i 5 Stelle da quando è esplosa la polemica sui vaccini. Messi sotto attacco da ogni angolo (compreso il New York Times, che non è poco), e accusati di essere anti-vax in modo categorico, i 5 Stelle non hanno trovato di meglio che fare una violenta retromarcia, per andare a nascondersi dietro ad una posizione palesemente allineata con il pensiero mainstream.

La stessa cosa è successa con l’Euro. Inizialmente i 5 Stelle denunciavano apertamente la moneta unica come evidente strumento per tenere in schiavitù le diverse economie nazionali, ma da un po’ di tempo a questa parte le loro posizioni si sono progressivamente annacquate, al punto da non essere più distinguibili dal pensiero mainstream.

Il problema dei 5 Stelle è molto chiaro: quando sentono di poter diventare vulnerabili su un certo argomento, o fanno una netta marcia indietro (come nel caso dei vaccini) oppure annacquano talmente le loro posizioni (come nel caso dell’Euro) da finire per assomigliare a tutti gli altri.

Ma a questo punto a cosa servono i 5 Stelle? Se da partito di rottura stanno diventando lentamente allineati con gli altri su tutte le questioni più importanti, tanto vale votare Berlusconi oppure Matteo Renzi, no?

Purtroppo i 5 Stelle seguono questa strategia convinti di poter conquistare più voti “fra gli indecisi”, ovvero fra coloro che sarebbero magari disponibili a votare per loro, ma che ne temono alcune posizioni troppo estreme. Ma in realtà avviene l’esatto contrario: l’indeciso rimane comunque indeciso (a causa delle posizioni poco chiare dei 5 Stelle), mentre chi prima li appoggiava apertamente rischia di sentirsi tradito dai loro voltafaccia, e di disamorarsi di questo movimento.

Prendiamo ancora l’esempio dei vaccini: quante madri credono di aver conquistato, dicendo che “l’obbligo delle vaccinazioni non verrà messo in discussione”? Pochissime, in realtà, perché comunque le madri che già sono favorevoli all’obbligo sono certamente persone che non votano 5 Stelle. E quante invece ne avranno perse? Moltissime, a mio parere, e cioè tutte quelle madri che speravano in una rimozione dell’obbligo vaccinale, proprio per poter decidere in piena libertà sul futuro e sulla salute dei propri figli.

Quando ci si trova di fronte ad argomenti controversi non bisogna arretrare “per paura del nemico”, ma bisogna andargli incontro sostenendo con coraggio le proprie idee, in modo documentato ed informato.

Io voglio poter votare per un movimento che sostiene apertamente e coraggiosamente quello che è giusto, documentando e argomentando in modo adeguato le proprie posizioni. Non me ne faccio nulla invece di un movimento che ha paura di tutto e di tutti, nascondendosi dietro ad un filo d’erba ogni volta che rischia di essere attaccato.

Altrimenti, davvero, evviva la Democrazia Cristiana. 

https://www.luogocomune.net/

«Nel mezzo del cammin di nostra vita “ci ritrovam” per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita.»

germania-italia-euro

 Negli anni 90 l’Italia era la quinta potenza mondiale. Eppure la costituzione era la stessa di adesso…Meditate…

di jedanews.it

Dell’Italia nel dopoguerra non era rimasto quasi più nulla, una nazione che aveva il PIL del Bangladesh, e che doveva decidere in che direzione andare per risollevarsi.

Da quando i padri fondatori, seduti sulle macerie hanno stilato la Costituzione più bella del mondo che garantisce i diritti umani fondamentali, e i nostri nonni e padri si sono sacrificati spaccandosi la schiena per una nazione migliore, l’Italia in 35 anni è risorta dai cumuli di macerie diventando la quinta potenza mondiale e il primo Paese al mondo per risparmio privato e per ricchezza privata pro-capite. Fino ad arrivare al 1994, quando le agenzie di rating ci definivano “Economia leader d’Europa”, quando “stracciavamo” la Germania sia in produzione che export. Un paese sovrano di se stesso ricco, ricchissimo, diritti garantiti, Stato sovrano, Parlamento sovrano, Costituzione sovrana. Una legislazione del lavoro che era invidiata da tutto il Pianeta.

Eppure la Costituzione era quella di adesso, la stessa che ora viene considerata un problema dai nuovi pseudo padri costituenti che (sotto pressione delle élite finanziarie mondiali) vorrebbero renderla carta straccia a colpi di referendum.
Vogliono farci credere che basta una riforma costituzionale per risollevare l’ Italia, che la seconda parte della nostra bella Costituzione vada rivista, superando sistemi che hanno perso il loro significato storico (vedi Bicameralismo). È però un dato di fatto che il Bicameralismo perfetto, abbinato ad un sistema elettorale di tipo proporzionale, non ha impedito all’Italia di diventare quinta potenza economica al mondo, e di avere tra i migliori sistemi di tutela sociale e civile per i lavoratori e le famiglie.

La legge sul divorzio, quella sull’aborto, lo Statuto dei lavoratori, la riforma del diritto di famiglia, il Sistema sanitario nazionale, furono tutte leggi approvate con l’attuale sistema costituzionale.

Ma allora se Costituzione non è il problema dell’ Italia, qual’ è il VERO problema? Perché negli ultimi anni siamo scesi così in basso pur avendo la Costituzione più bella del mondo?

Nel 1993 dei tecnocrati europei che nessun italiano ha mai eletto avevano creato il Trattato di Maastricht, poi nel 2007 quello di Lisbona, fino ad arrivare all’Unione Europea (che una volta erra Comunità Europea) con la conseguente creazione della moneta unica, tutti fattori che  lentamente negli anni hanno esautorato il Parlamento del tutto, hanno tolto all’Italia la sovranità monetaria, e hanno persino violato già in parte la nostra Costituzione.

Cari politici, ma se la costituzione è la stessa dei “tempi d’oro”, i sistemi politici lo stesso, forse il problema non sarà rappresentato dalle cose che oggi abbiamo di diverso da quei tempi, ovvero l’austerity e l’Euro ?

Fonte diretta: http://www.jedanews.it/blog/storia-2/italia-potenza-mondiale-costituzione/

Lo dicono Loro:

Carpeoro: Renzi è finito. E’ solo, nessuno si fida più di lui

napolitano1Napolitano è stato il garante di Renzi nei confronti del sistema economico-finanziario europeo e degli altri capi di Stato: nessuna sorpresa, quindi, che oggi si schieri con Renzi. Ma il problema è che il referendum è solo lo strumento per far fuori Renzi. E un sostituto di Renzi già pronto in realtà non c’è, neanche il leader grillino Di Maio. Quindi passerebbe un altro annetto: prima di eliminarlo vogliono che Renzi rantoli, per un bel po’ di tempo. E Napolitano, che è stato il suo garante nazionale e internazionale, non ci sta. Ma questo cosa cambia? Il voto del 4 dicembre non cambia niente, gli italiani sono destinati a subire le stesse cose che subivano prima del referendum.

Le cose cambieranno solo per Renzi. Perché anche il potere, nel senso più deteriore del termine, richiede una rete di complicità. E Renzi ha commesso un errore: al di là del sostegno che gli ha dato Napolitano, in questo momento è politicamente solo. Non ha più nessuna complicità: i possibili complici li ha “solàti” tutti. Berlusconi, Letta, D’Alema, Bersani: non ha mantenuto nessuno degli impegni che, con loro, aveva preso verbalmente. E quindi adesso è drammaticamente solo, sta precipitando in un dirupo e non trova nessun appiglio per fermare la caduta. Continua QUI

Dietro questa riforma c’è il golpe di Napolitano

di Paolo Becchi – 30/11/2016

0-16283“La revisione della Costituzione ha un obiettivo politico ben preciso: è il tentativo di portare a compimento in modo legale quel colpo di Stato architettato nell’estate del 2011 dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con il sostegno della Banca centrale europea (BCE). Non bisogna infatti dimenticare che la mente della riforma in corso non è certo Renzi, che è un mero esecutore, ma Napolitano, che sino alla sua peraltro meramente formale uscita di scena è stato il vero Capo del Governo, rispetto al quale prima Monti, poi Letta e infine Renzi sono stati solo dei docili strumenti. […] La riforma costituzionale e la legge elettorale, il cosiddetto Italicum, sono strettamente legate, e hanno un unico obiettivo: realizzare ciò che Napolitano si è prefissato già dal 2011, vale a dire l’instaurazione di un regime postdemocratico, in cui il potere sarà affidato a un Primo ministro dotato, all’interno, di poteri pressoché assoluti e, all’esterno, completamente sottoposto ai diktat dell’Unione europea e della finanza globale. […] Al posto di un governo democratico si vuole dunque un governo oligarchico che sappia applicare con rapidità le direttive di Bruxelles, come JP Morgan, nel documento che di seguito citiamo, invitava a fare: le costituzioni del dopoguerra come la nostra avevano una connotazione troppo pericolosamente socialdemocratica, per questo devono essere cambiate. Ricordate? Era stata proprio la società finanziaria americana, nel 2013, a dare le indicazioni fondamentali all’Italia: le costituzioni mostrano una forte influenza socialista, aveva scritto, «che riflette la forza politica che i partiti di sinistra hanno guadagnato con la sconfitta del fascismo». E ancora: Continua QUI

Il “no” supererà qualsiasi sondaggio

 Scritto il 29 novembre 2016 by Federico Dezzani

renzi-genova-2-220x150Il voto sulla riforma Boschi si avvicina ed il mondo politico, premier in testa, è totalmente assorbito dalla campagna referendaria. Non spenderemo neppure una parola nel tentativo di influenzare o mobilitare gli italiani: abituati a giocare d’anticipo, diremo soltanto che il “no” alla riforma Boschi vincerà, e lo farà con un margine superiore a quello previsto da qualsiasi sondaggio: 60% contro il 40% per il “sì”. Alla base del nostro ragionamento c’è il referendum abrogativo dell’aprile 2016, che portò alle urne 16 milioni di persone, espressesi all’85% contro il governo: per Matteo Renzi, “il fuoriclasse” della politica (De Benedetti dixit) che ha trasformato il referendum in un plebiscito sulla sua persona, è impossibile anche solo pareggiare quella cifra.

Il “no”? Vincerà col 60%

Vaga, il premier Renzi, inquieto e spaesato, aspettando il fatidico 4 dicembre: l’errore di aver trasformato il referendum sulla riforma Boschi in un plebiscito, un sì o un no sull’azione di governo, gli ha tolto ormai da mesi il sonno. La sconfitta di Hillary Clinton, la candidata per cui il presidente del Consiglio (unico in Europa) si era speso pubblicamente, gli sottrae poi qualsiasi appiglio cui aggrapparsi il giorno dopo il referendum, quel fatidico 5 dicembre che segnerà, se non la fine, perlomeno una durissima battuta d’arresto alla carriera del premier. Continua QUI

img_8690

Qualche riflessione sul referendum di Pietro De Sarlo

Comunque vadano a finire le cose questa campagna elettorale sarà ricordata come la più spregevole della storia della Repubblica. Come altro si può definire una campagna elettorale che ha sdoganato una volta per tutte il clientelismo? Il Devoto – Oli lo definisce un “sistema di rapporti tra persone basato su favoritismo (soprattutto in campo politico), in nome di un reciproco interesse”.

Nei tempi della mia gioventù questa pratica era vissuta come abietta, contraria al senso stesso della politica come aspirazione nobile a spendersi per il bene della collettività. Era una pratica gestita dai sottopancia, di nascosto, nei vicoli e chi la praticava la negava e se ne vergognava. Ora non un sottopancia ma il Presidente della Regione Campana incita una platea numericamente, e forse non solo numericamente, nutrita di sindaci ad offrire pizze, totani e frittelle e con orgoglio proclama, riferendosi ad uno dei sindaci presenti: ”Come sa fare lui la clientela lo sappiamo. Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda. Che cosa bella!”. Ecco, che cosa bella la clientela! Altro che la tensione morale ed etica e la preoccupazione di fare una costituzione moderna e rispettosa dei principi di democrazia e dei diritti inalienabili degli esseri umani dei nostri Padri Costituenti.

Complimenti! L’esaltazione del do ut des come sistema di Governo. Anzi, che dico! Il Governo non serve più: basta il sottogoverno! Continua QUI

«L’Italia politica di questo tipo è finita….»

Serve una rivoluzione: non pagare le tasse, non votare più

Renzi è spacciato, perché ormai è solo. E’ completamente isolato, perché nessuno si fida più di lui: «Persino tra gangster, lo sgarro è un’infrazione grave. E Renzi non ha mai mantenuto la parola data. Lo stesso Napolitano, suo garante internazionale, non se l’è sentita di fargli da garante massonico: in massoneria, Renzi non lo fanno entrare. E il suo isolamento è ormai percepito da tutti». Questo, politicamente, fa di lui un “morto che cammina”, comunque vada il referendum: «Anche se dovesse vincere, cosa improbabile, resterà solo. E se sei isolato, dove vai?».

Così l’avvocato Gianfranco Carpeoro, autore del saggio “Dalla massoneria al terrorismo”, in diretta streaming con Fabio Frabetti di “Border Nights” a una settimana dal voto che rischia di rivelarsi un referendum su Renzi, anziché sul futuro dell’Italia, in ogni caso vincolata ai diktat di Bruxelles. Per Carpeoro, non cambierà niente: «L’unico modo per non accettare cosa dice l’Europa è prendere una posizione eversiva e rivoluzionaria». Ovvero: «Non pagare più le tasse per un anno, non andare più a votare in massa, mettendo questi politici nudi di fronte alle loro responsabilità».

Carpeoro esprime un giudizio nettissimo: il referendum è solo «lo strumento per fare fuori Renzi, anche se questo non è nemmeno onestamente dichiarato». Ma un sostituto già pronto «ancora non c’è, nemmeno il grillino Di Maio». E che c’entra, tutto questo, con l’avvenire del paese? «Nulla. Gli italiani si riempiono la bocca della Costituzione, della democrazia.

Ma, se vai a vedere la sostanza, in Italia già da anni non c’è democrazia». Si dice che se vincesse il Sì saremmo costretti a subire la “dittatura” dell’Ue? «Ma perché, negli ultimi dieci anni cosa è successo, col vecchio sistema?». L’Italia bicamerale ha sottoscritto al 100% tutte le volontà dell’Unione Europea. Per questo, Carpeoro scommette che il voto del 4 dicembre non cambierà assolutamente niente: al limite, accelererà la fine politica di Renzi – irrilevante, per la comunità nazionale, vista l’assenza di vere alternative politiche.
L’unico piano-B davvero democratico? Una scelta «eversiva e rivoluzionaria», di ribellione sistemica. «E le posizioni eversive e rivoluzionarie non c’entrano nulla con le leggi. Quando uno deve fare eversione e rivoluzione, non si può preoccupare di che legge elettorale ha, o di com’è fatta la Costituzione – tanto, comunque, uno Stato che fa una rivoluzione, la Costituzione poi se la cambia».
Certo, «le rivoluzioni possono essere violente o meno, delicate o dalle tinte forti – e io sono contro la violenza», sottolinea Carpeoro. Ma, aggiunge, «penso che gli italiani possano dare uno scossone forte a questo sistema solo con atti realmente rivoluzionari», come appunto il boicottaggio fiscale dimostrativo e l’astensionismo di massa dichiarato. «Io sono su questa posizione, una posizione che metta gravemente in discussione l’equilibrio, il futuro e le capacità dell’Italia. Evitiamo i pannicelli caldi, il dire “resta la vecchia Costituzione, o arriva quella nuova”: cosa vuoi che cambi?».
Non è stata certo la Costituzione vigente a mettere l’Italia al riparo dal massacro sociale dell’austerity indotta dall’Ue e dall’Eurozona. Dunque, perché insistere su temi come «il bicameralismo perfetto o imperfetto, la nomina dei senatori?». Una presa di posizione estremamente esplicita: «Basta, non voglio essere coinvolto in questa pantomima che serve solo per capire chi si siede sulla sedia più bella», conclude Carpeoro. «L’Italia politica di questo tipo è finita. Poi magari la gente ne prenderà atto tra dieci anni, ma è già finita adesso».
Leggi anche:
CHI NON HA SAPUTO OPPORSI

Eccessi di democrazia

NUOVI TECNICI A MONTECITORIO?

SVOLTE IN CARRIERA GRAZIE AGLI INCONTRI OFF LIMITS

I LEADERS RIENTRANO NEI RANGHI

HAIDER E I CADUTI PER L’UNIONE 

IL CASO DI GIANLUCA BUONANNO

A COSA SERVE IL DIRITTO DI VOTO?

NON ASCOLTATE I CITTADINI

BREXIT: SCONTRO TRA LOGGE O PRECISA STRATEGIA DEL CHAOS?

SOTTO FALSO NOME: CHI SONO GLI ATTUALI LEADERS UCRAINI?

SIETE SICURI DI VOLERE PIÙ EUROPA?

Siete sazi, o volete ancora più Europa?
Redazione Antimassoneria – Antimassoneria Copyright © 2016
 
Leggi QUI il corposo articolo facendo riferimento alle immagini e relativo titolo sotto esposto
 
Inoltre, per non farci mancare nulla:
 

Brexit, per Mario Monti è un eccesso di democrazia. I cittadini devono subire. 

Un articolo di Gianluigi Paragone pubblicato su: Il Fatto Quotidiano. Leggi QUI l’articolo.

L’eterno risorgere del Gattopardo

A FURIA DI EVOLVERSI IL M5S E’ DIVENTATO IDENTICO AL PD. LO STRANO CASO DEL DOTT. DI MAIO 

di Francesco Maria Toscano

Quanto sono lontani i tempi in cui Beppe Grillo, in maniera sibillina, spiegava come il governo Letta fosse condizionato fin dalla nascita da “manine straniere” (clicca per leggere). E come sono lontani i tempi in cui il M5S- da bravo scolaretto- si limitava a recitare il ruolo di “sfogatoio” buono per assorbire e paralizzare il dissenso delle tante vittime di un sistema politico tradizionale violento, nazistoide e perverso. 

Oggi le cose sono cambiate. E come insegna il manuale dell’ipocrita perfetto si può dire la verità e difendere gli interessi dei poveri e dei deboli solo stando volutamente all’opposizione; quando si entra nella stanza dei bottoni, invece, bisogna assorbire concetti come “responsabilità” e “moderazione”, termini orwelliani che indicano la disponibilità a garantire continuità sostanziale con il passato fingendo di cambiare tutto solo in superficie. L’eterno risorgere del Gattopardo insomma. Il Movimento 5 Stelle adesso mostra senza pudori il suo vero volto, passando all’incasso dopo avere per anni fatto diligentemente il “lavoro sporco”. 

Il Sistema massonico dominante, quello che controlla giornali come l’Economist (clicca per leggere) o il Financial Times, comincia guarda caso a tessere le lodi dei “grillini”, finalmente pronti all’ingresso nelle stanze del potere previa avvenuta maturazione constatata direttamente dai soliti infallibili incappucciati muniti di grembiule (ovvero manifesta disponibilità nel servire gli interessi della Alta Massoneria e della Alta Finanza).

Da un lato i seguaci del guru Casaleggio negano la tessera ai “massoni paesani” iscritti in qualche innocua loggetta di provincia composta magari perlopiù da tromboni retorici e demordé; dall’altro però non si fanno scrupolo nel vezzeggiare, blandire e baciare l’anello dei massoni che non fanno folklore ma contano per davvero, “iniziati” potenti come quelli che hanno recentemente chiamato a rapporto quel damerino di Luigi Di Maio (clicca per leggere) per istruirlo a dovere e, magari, cominciare a “levigarne la pietra grezza” in vista di una ventilata e prossima ascesa nell’empireo del potere sorretta dall’occhio benevolo del “Grande Architetto” dall’accento inglese (per cogliere l’invadenza anglosassone nella storia recente italiana leggere “Il Golpe Inglese” e “Colonia Italia”). 

Questa doppia morale suscita effettivamente schifo e ribrezzo, facendo tornare alla mente esempi del passato non proprio edificanti. Tutti sanno, ad esempio, che in apparenza tanto il fascismo di Mussolini quanto il nazismo di Hitler perseguitarono la massoneria.

Pochi sanno invece come tanto il fascismo quanto il nazismo ricevettero cospicui aiuti finanziari da importantissime centrali massoniche sovranazionali, vere levatrici di due fenomeni politici passati alla storia come sublimazione stessa dell’infamia e della vergogna imperitura (Vedi, tra gli altri, Antony C. Sutton, Wall Street and the rise of Hitler).

Oggi il copione si ripropone, validando una volta ancora quella nota profezia di Karl Marx secondo la quale la “la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”. Duri, puri e intransigenti con i massoni da dopolavoro ferroviario; servizievoli, carini e accorti con i massoni di spessore. Sinceri complimenti.

Noi del Moralista, a differenza di tanti altri, non possiamo dirci stupiti della parabola assunta dal Movimento 5 Stelle, avendo compreso con discreto anticipo sia il ruolo di Casaleggio (clicca per leggere), che quello di Luigi Di Maio, vero politicante da batteria cresciuto rapidamente con gli estrogeni (clicca per leggere). 

La nuova linea del Movimento 5 Stelle prevede quindi la difesa dell’euro e la richiesta di più flessibilità all’Europa, elevando perfino il premier inglese Cameron a modello da imitare (clicca per leggere). Stiamo parlando dello stesso Cameron che in patria distrugge il welfare dei suoi cittadini e all’estero combina guai ammazzando a piacimento dittatori sgraditi alla Gheddafi in compagnia di altri sanguinari personaggi come Hillary Clinton e Nicolas Sarkozy.

In conclusione: il Movimento 5 Stelle, a furia di “progredire”, è diventato identico al PD (manca solo che dicano che “ci vuole rigore ma anche la crescita”). La teoria darwiniana sul miglioramento e sull’evoluzione della specie è quindi oggi definitivamente smentita nei fatti. E anche le teorie “spenceriane”, quelle che innalzano il “progresso” a “signore della Storia”, non si sentono tanto bene.

Francesco Maria Toscano

http://www.ilmoralista.it/2016/03/24/a-furia-di-evolversi-il-m5s-e-diventato-identico-il-pd-lo-strano-caso-del-dott-di-maio/