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Letture per il fine settimana

 
 
 
 
 

Un paranoico androide

Getty Images

Come Google ti sta registrando segretamente attraverso il tuo cellulare  monitorando milioni di conversazioni ogni giorno per memorizzare i file audio di carattere personale

di Margi Murphy
22 agosto 2017 
dal sito web TheSun

 Se si esegue il software Android sullo smartphone, Google potrebbe averti registrato ogni giorno – senza che tu lo sappia

UN ANDROIDE PARANOICO

Potresti aver innescato accidentalmente

il dispositivo di ascolto,

consentendogli di registrare tutto quello che dici,

come pettegolezzi, gossip truculenti e altro ancora …

Lo sapevi che Google ti sta registrando senza che tu ne sia a conoscenza e la tua approvazione?

Il gigante tecnologico ha effettivamente trasformato milioni di smartphone degli utenti in dispositivi di ascolto che possono catturare conversazioni intime – anche quando non sei presente in casa dove hai lasciato il tuo smartphone

Se possiedi un telefono Android, è probabile che tu abbia usato Google Assistant (Google Now), simile a quello di Apple

Google dice che si accende e inizia la registrazione solo quando pronunciate le parole “OK Google”.

Ma un’indagine su Sun ha scoperto che l’assistente virtuale è un po’ duro d’udito. In alcuni casi, semplicemente dicendo “OK” nella conversazione, la richiesta fa accendere il telefono che registra circa 20 secondi di audio.

Si accende regolarmente il microfono mentre stai andando sulle tue attività quotidiane.

Ecco come Google Assistant memorizza ciò che stai dicendo 

Una volta effettuata la registrazione di Google, i file audio vengono caricati sui server del computer, spesso chiamati “la nuvola”.

Questi file sono accessibili da assolutamente ovunque nel mondo – a patto che tu abbia una connessione a Internet. Ciò significa che qualsiasi dispositivo firmato nel proprio account Gmail o Google può accedere alla libreria dei tuoi segreti più profondi e più intimi.

Quindi, se sei con un computer portatile in questo momento e sei iscritto a Gmail, puoi ascoltare.

Getty Images  Apple mantiene anche le registrazioni vocali di Siri – ma dice che Sun lo anonimizza dopo 18 mesi

Le registrazioni durano circa 10-20 secondi in media e viene salvata una versione di testo della conversazione.

Il gigante della Silicon Valley afferma nei suoi termini e condizioni che mantiene queste registrazioni, per

“migliorare il riconoscimento vocale nei confronti di tutti i prodotti Google che utilizzano la tua voce”.

Dopo che Sun Online ha presentato esempi di difetti di riconoscimento vocale a Google, un portavoce ha dichiarato:

“Processiamo solo ricerche vocali dopo che il telefono ritiene che venga rilevata la parola” OK Google “. Gli snippet audio vengono utilizzati da Google per migliorare la qualità del riconoscimento vocale in tutta la ricerca”.

Recentemente è stato lanciato un assistente intelligente, Google Home.

Le registrazioni di canzoni fatte dal pubblico per il pubblico aiuteranno la sua intelligenza artificiale che gestisce Google Home, insegnandole come comunicano naturalmente gli esseri umani.

In parole povere:

è una classe di lingua gratuita per il suo software …

Come Google scopre esattamente ciò che conosce di te

  • In primo luogo, devi essere iscritto con tuo account Gmail o Google.
  • Una volta che hai fatto questo, digitare “history.google.com/history” nel tuo browser web.
  • Sarai portato in un hub che contiene l’intera impronta digitale, quindi fai attenzione, potrebbe fare qualche losca lettura.
  • Ciò include le ricerche di Google Maps e i video di YouTube che hai guardato.
  • Fai clic su “Controlli attività” sul lato sinistro della pagina.
  • In “Attività Web e App”, fai clic su “Gestisci attività”.
  • Se Google tiene le schede su di te, ci dovrebbe essere un flusso di pagine web e ricerche mappate che vengono visualizzate in ordine cronologico.
  • È possibile eliminare casualmente le ricerche oppure selezionare tutte le ricerche per farle scomparire.

Ma Google è, innanzitutto, un’azienda pubblicitaria e il suo prodotto più grande è un servizio di mirata pubblicità, che vende ai più grandi marchi del mondo.

Migliaia di ricerche web annuali, dati di posizionamento e di posta elettronica permettono di raggiungere la popolazione con marketing specializzato – e non vi è alcuna ragione per cui non potrebbe fare altrettanto con i tuoi dati vocali.

Quindi, ora per l’importante domanda:

come posso ascoltare i file audio che Google ha dalla mia vita?

Come posso ascoltare l’audio che Google ha registrato dal mio telefono?

È abbastanza facile.

A differenza di Apple, che non pubblica alcun dato vocale che memorizza attraverso Siri, Google è piuttosto trasparente, dandovi l’accesso completo al tuo audio.

  1. In primo luogo, devi essere iscritto al tuo account Gmail o Google.
  2. Una volta che hai fatto questo, digitare “history.google.com/history” nel tuo browser web.
  3. Sarai portato in un hub che contiene l’intera impronta digitale, quindi fai attenzione, potrebbe fare qualche indesiderata lettura.

Visita history.google.com/history  per trovare un hub che è praticamente un racconto sulla tua vita digitale Google 

Puoi controllare l’attività web facendo clic qui Google 

Scorri verso il basso sui controlli attività per trovare la sezione intitolata Voice & Audio Google 

Dovresti vedere un elenco  di tutti i file audio qui 

  • Ciò include le ricerche di Google Maps e i video di YouTube che hai guardato.
  • Sotto la scheda Attività vocale e audio, troverai un elenco di registrazioni in ordine cronologico.
  • Prima di iniziare l’ascolto, potrebbe essere necessario collegare le cuffie.

Potrai ascoltare i suoni della strada mentre hai comprato il giornale o quando hai fatto una piccola conversazione alla fermata dell’autobus.

Ma potrebbero esserci anche un sacco di pettegolezzi che non vorresti che qualcun altro sentisse. Sarete scioccati nell’ascoltare ciò che viene raccolto.

Il Sun Online ha scoperto le registrazioni da quando il proprietario del telefono non era in camera – e ha anche rivelato un interludio romantico tra due colleghi misteriosi.

Come posso spegnerlo?

È possibile impedire a Google di memorizzare tante informazioni in futuro.

Tornare a “Controlli attività” e in “Attività Web e App” dovresti vedere un campo azzurro.

È possibile disattivarlo, ma essendo avvisato. Ufficialmente hai semplicemente “interrotto” le registrazioni – pertanto continua a controllare regolarmente per assicurarti che i termini e le condizioni non cambino in futuro e che tu non venga automaticamente iscritto quando arriva un nuovo aggiornamento di Android.

Gli utenti di iPhone Apple non sono migliori.

Il gigante tecnologico memorizza anche le registrazioni vocali per migliorare il suo assistente Siri, ma non è possibile accedervi.

Apple dice che dopo 18 mesi le registrazioni sono anonime, quindi nessuno potrebbe capire chi sta parlando.

Fonte:  http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Qualcosa di unico nella storia – noi l’utente prodotto

 

Il Duopolio Facebook e Google

dal Sito Web PijamaSurf  traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo

Facebook e Google si stanno trasformando nei due grandi imperi globali e di conseguenza sta distruggendo il giornalismo tradizionale in gran parte del mondo.

Il dominio di Google e Facebook continua a crescere, mentre i mezzi di comunicazione che non sono nello specifico anche società tecnologiche sono nel caos. 

Il sito Poynter riporta che questa settimana, la società Time Inc. ha annunciato che licenzierà 300 persone per cercare di essere più efficiente.

Questa settimana anche l’Huffington Post ha dichiarato che licenzierà 39 membri del suo staff, e Verizon, la società a cui appartiene questo giornale, acquisterà Yahoo. Lo stesso avviene per il popolare sito di notizie Vocativ che ha comunicato che non terrà più il suo staff editoriale, che si tratta di una decisione strategica per accentrarsi solo sulla produzione di video. 

Due settimane fa, il New York Times ha annunciato che ridurrà la sua squadra editoriale, per concentrarsi su un contenuto visivo. Si potrebbero citare altri casi, come per esempio quello del The Guardian, che negli ultimi mesi ha chiesto ai suoi utenti delle donazioni.

Il tema è inerente a come questi media vivono la pubblicità digitale. 

Facebook e Google però, che controllano in gran parte la popolarità di tutti i media digitali, dirigono il traffico e possiedono anche la maggior parte della torta pubblicitaria. 

Diversi rapporti del primo quarto dell’anno mostrano che Facebook e Google incamerano il 71% del denaro che si spende in pubblicità on-line; tutte le altre società incamerano il 29%.

Nel 2015 era solo il 64%, c’è quindi una marcata tendenza verso il duopolio. 

Evidentemente, come è risultato chiaro con cose come la cosiddetta cassa di risonanza e la bolla sui filtri che abbiamo visto con le ultime elezioni negli Stati Uniti, questo squilibrio di potere è pericoloso e riguarda tutti gli strati politici e sociali.

Tutto ciò ha l’effetto di ridurre drasticamente la qualità dell’informazione che si genera sui giornali, poiché sempre più persone producono contenuti gratuiti e il contenuto virale è quello che predomina, quindi ci sono pochi incentivi per investire in contenuto di qualità. 

E’ indubbio, che questo potrà essere uno dei grandi problemi che affronteremo in futuro come società.

Quando i mezzi di comunicazione sono prima di tutto una società di tecnologia, dobbiamo essere fiduciosi nella scelta che fanno gli algoritmi e nella loro capacità di darci ciò che è rilevante. 

Fintanto che questi algoritmi sono programmati di base solo per incrementare i guadagni delle suddette compagnie, ci troviamo di fronte alla totale disumanizzazione delle notizie. 

Per tutto questo e per il fatto che i loro algoritmi sono segreti ed esistono delle scappatoie legali che consentono di non rendere conto di nulla, le accademiche Ellen P. Goodman e Julia Powles hanno definito Google e Facebook,

“gli imperi più potenti e furtivi che siano mai esistiti nella storia dell’umanità” in questo articolo del The Guardian (uno di quegli articoli che forse vedremo nei prossimi anni).

Queste professoresse universitarie fanno un’interessante analogia:

Facebook e Google non si possono definire: sono piattaforme, sono media, sono reti sociali, sono motori di ricerca, etc…

Quello che possiamo dire è che noi siamo i media, il contenuto di questi giganti e noi gli utenti, siamo anche i loro prodotti e questo è qualcosa di unico nella storia. 

http://www.bibliotecapleyades.net/

L’impegno verde degli unicorni di Wall Street

 Chi comanda davvero? 

By Massimo Lupicino

Sostiene il Mainstream che il mondo va in malora perché gli inquinatori e gli sfasciamondo, forti della loro potenza economica, continuano ad inquinare impunemente. Pur di rovinare il Pianeta con sadico accanimento, i rovinamondo manipolano l’informazione e corrompono le menti dei più deboli, sostenuti dal gotha della finanza, molto vicino agli interessi delle mega-corporations petrolifere, energetiche, chimiche e industriali in generale. Del resto, parliamo di società la cui capitalizzazione in borsa permette di fare attività di lobby come nessun’altra società. Chi si oppone alle mega-corporations in questione, invece, è privo di sostegno e di mezzi economici, e non ha voce in capitolo, schiacciato com’è dal potere economico dei cattivi.

Ma è davvero così?

In Fig.1 possiamo vedere quali sono le società più capitalizzate al mondo, ovvero le più “ricche”, per farla semplice. La classifica è riferita a intervalli temporali di 5 anni e mostra una evoluzione di cui il Mainstream non ama parlare. 

Fig.1. I magnifici 5

 Si scopre, per esempio, che tra il 2001 e il 2011 le società petrolifere erano molto ben rappresentate, con Exxon, Total, Shell e PetroChina. Troviamo anche General Electrics, gigante americano molto legato all’industria dell’energia, della tecnologia e dei servizi. E poi le banche, immancabili, con Citigroup e la China Investment Bank. Nel 2011, però, irrompe Apple che si piazza direttamente al secondo posto della speciale classifica.

I giganti high-tech in questione, non casualmente, sono rappresentati in verde in Fig. 1: sono proprio loro, infatti, a sostenere la narrativa della nuova economia sostenibile salvamondo, a bassa emissione di CO2. Viene da pensare a come si sosterrebbero, i giganti in questione, se qualcun altro non producesse energia elettrica a basso costo per consentire un accesso globale ai loro prodotti, ma questa ovviamente è un’altra storia.

Quel che è certo, è che nel 2016 lo scenario è completamente cambiato. Nessuna società petrolifera, banca, gruppo industriale, grande distribuzione. Solo tecnologici ai primi 5 posti, nell’ordine: Apple, Alphabet (Google), Microsoft, Amazon e Facebook. Definirlo un ribaltone è dire poco. I cosiddetti FANG (Facebook-Amazon-Netflix-Google), del resto, sono stati protagonisti indiscussi della bolla azionaria degli ultimi anni, in cui hanno clamorosamente sovraperformato l’indice di riferimento, l’S&P500 (Fig.2).

 
Fig.2. Performance in borsa dei FANG vs. S&P 500 (fonte)
Particolare non di poco conto, esiste una correlazione strettissima (Fig.3) tra l’incremento di capitalizzazione dei FANG e il Balance Sheet delle 3 più grandi banche centrali al mondo (FED, Bank of Japan, BCE). Cosa vuol dire in parole semplici? Che c’è una probabilità molto alta che i trilioni riversati dalle banche centrali di mezzo mondo sui mercati negli ultimi anni siano finiti per gonfiare, direttamente o meno, proprio le quotazioni delle mega-corporations tecnologiche in questione.
 
Fig.3. Dove finiscono i soldi dei Quantitative Easing? Fonte: zerohedge
Di certo il peso economico dei salvamondo high-tech si fa sentire, anche nella disputa tra produzione di energia fossile e rinnovabile. Solo a titolo di esempio, vale la pena citare la Breakthrough Energy Coalition (BEC), fondata in piena COP21 con l’intento di finanziare progetti per la produzione di energia a zero emissione di CO2. Indovinate un po’ chi fa la parte del leone tra i finanziatori di questa indispensabile iniziativa? Ben tre dei cinque “unicorni” di Wall Street (li chiamano così) in testa alla classifica delle società più ricche nel 2016; nello specifico: Facebook, Amazon e Microsoft.
 
L’impegno verde degli unicorni non ha tanto valore commerciale quanto, piuttosto, di immagine. Gli investimenti nel solare, del resto, hanno prodotto risultati catastrofici negli ultimi anni (SunEdison, First Solar, SolarCity-Tesla solo per fare qualche nome tra i caduti più celebri). Se quindi da una parte la fanfara del catastrofismo climatico puo’ dare una mano a prolungare gli incentivi che hanno tenuto in piedi la baracca fino ad oggi, dall’altra parte mostrarsi verdi, salvamondo ed eco-compatibili ha un valore enorme dal punto di vista del marketing.
 
Sono soldi ben spesi, quindi, quelli del Breakthrough Energy Coalition e delle altre millemila iniziative volte a riversare miliardi o trilioni di dollari in investimenti che in una pura ottica di business sono nella gran parte dei casi catastrofici. Soldi ben spesi solo per i FANG & Friends, naturalmente, perché a fronte di investimenti a loro carico relativamente limitati (il BEC comporta un impegno per “solo” un miliardo di dollari in 20 anni), la parte del leone la fanno i finanziamenti pubblici dei governi ovvero, in ultima analisi, i soldi dei contribuenti, gettati letteralmente nel camino per finanziare progetti energetici senza alcun senso da un punto di vista economico.
 
Ma quel che è ancora più importante, la demonizzazione dei giganti decaduti dell’energia e dell’industria, e la concomitante esaltazione dell’high-tech in ottica salvamondo, hanno un risvolto ancora più pratico. Basti pensare ai tanti gruppi di pressione, lobby ambientaliste in testa, che a gran voce chiedono agli investitori più ricchi e potenti di distogliere i loro investimenti dalle società rovinamondo. L’effetto del tam-tam ambientalista e salvamondista, in ultima analisi, è proprio quello di gonfiare ulteriormente le capitalizzazioni degli unicorni a tutto danno delle altre società quotate in borsa.
 
Proviamo quindi a riassumere.
  • Nonostante la narrativa del mainstream, le società più ricche del mondo oggi sono quelle high-tech, mentre quelle legate all’energia, alle risorse minerarie e all’industria arrancano. 
  • Le stesse società high-tech attraggono la grandissima parte della carta cartamoneta che viene stampata dalle banche centrali nel disperato tentativo di far ripartire l’economia e salvare il debito dei paesi scassati. In altre parole, si stanno ingrassando impunemente grazie a soldi che avrebbero potuto sostenere una ripresa economica vera, piuttosto che l’ennesima gigantesca bolla finanziaria.
  • La narrativa catastrofista e salvamondista è utilizzata dalle stesse società per mere questioni di marketing, per apparire più etiche, belle e oneste rispetto ai rivali tradizionali: brutti, sporchi e rovinamondo per definizione.
  • La demonizzazione degli avversari in ottica salvamondista si associa all’azione di lobby ambientaliste che pretendono il ritiro degli investimenti nelle società energetiche per motivi “etici” con la conseguenza di gonfiare ulteriormente la bolla del tecnologico.
Dulcis in fundo. Forse a qualcuno interessa sapere che il boss di Amazon è casualmente anche il proprietario del Washington Post, quotidiano da cui i giornali mainstream di mezzo mondo scopiazzano, traducono e incollano impunemente una parte significativa dei “loro” articoli. Inutile dire quali siano le posizioni del Washington Post in fatto di Climate Change, vero?
 
Direi che il cerchio si chiude abbastanza bene così.
 
Colgo l’occasione per anticiparvi che del rapporto tra la stampa mainstream e il climatismo catastrofista parleremo molto presto, in un articolo in uscita all’inizio della prossima settimana. Ché saranno pure giorni di vacanza, ma Climatemonitor non va in ferie, neppure quest’anno. Così ci potete leggere anche sotto l’ombrellone.
 

Qualcosa di più

L’imperativo di sostituire Google e Facebook

Le nazioni stanno iniziando a prendere più seriamente il controllo del loro spazio d’informazione dopo che per anni hanno permesso ai giganti della tecnologia degli Stati Uniti, Google e Facebook, di monopolizzarli e sfruttarli

Il Vietnam, secondo un recente articolo di GeekTime, è l’ultimo paese che ha iniziato a fomentare alternative locali del motore di ricerca e della rete dei mezzi di comunicazione sociali, per riequilibrare il monopolio dell’informazione che oggi hanno nel loro paese i giganti della tecnologia del sud est asiatico.

Google e Facebook – Sono più che Motori di Ricerca e Social Media

I due giganti della tecnologia e altri come loro agli inizi possono essere sembrati ai politici, agli industriali e ai capi militari di tutto il mondo, delle corporazioni meramente opportuniste che cercano guadagni ed espansione.

Indubbiamente, Google e Facebook, tra gli altri, chiaramente sono diventati qualcosa molto più di questo.

Tutti e due hanno lavorato ed è verificabile per il Dipartimento di Stato per la ricerca di obiettivi geopolitici in tutto il mondo, dal collasso del governo della Libia ai tentativi di cambiamento del regime della Siria e l’utilizzo dei social media e della tecnologia dell’informazione di tutto il mondo per manipolare la percezione pubblica e ottenere mete sociopolitiche in nome di Wall Street e Washington per molti anni.

L’utilizzo delle reti sociali per controllare lo spazio di informazione di una specifica nazione, e utilizzarlo come un mezzo per arrivare alla sovversione sociopolitica e anche a un cambiamento di regime ha raggiunto l’apice negli Stati Uniti nel 2011 con la gestione della “primavera araba”.

All’inizio dipinta come manifestazioni spontanee organizzate su Facebook e altre piattaforme di social media, adesso è stato rivelato in alcuni articoli quelli del New York Times, Gruppi di statunitensi che aiutano a fomentare “Rivolte Arabe“, che il Governo degli Stati Uniti aveva addestrato attivisti anni prima delle proteste, con con Google e Facebook partecipando direttamente ai preparativi.

I fronti di opposizione finanziati e appoggiati dalla Fondazione Nazionale per la Democrazia (NED) del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dalle loro filiali,

  • Casa della Libertà (Freedom House)
  • Istituto Repubblicano Internazionale (IRI – International Republican Institute)
  • Istituto Nazionale Democratico (NDI – National Democratic Institute),

…furono invitati a varie riunioni dove i dirigenti con i loro gruppi di appoggio tecnico di Google e Facebook presentavano loro i piani di gioco da eseguire nel 2011 coordinati agli Stati Uniti e ai mezzi di comunicazione europei che avevano anche assistito alle riunioni.

Il risultato finale fu quello di armare virtualmente le reti sociali, che agivano come coperchio per quello che fu una serie pianificata da tempo di colpi militari regionali fortemente armata che finalmente buttarono giù i governi di:

  • Tunisia
  • Egitto
  • Libia
  • Yemen,

…con il governo della Siria adesso accerchiato da 6 anni di guerra come risultato.

E’ stato durante il conflitto in Siria che Google è stato di nuovo coinvolto.

Il Guardián, in un articolo del 2012 dal titolo “Siria – E’ possibile cambiare il nome delle strade su Google Maps?”, avrebbe dato questa informazione:

Nella loro lotta per liberare la Siria dalle grinfie del presidente Bashar al-Assad, attivisti antigovernativi si sono imbarcati in un progetto per cancellarlo dalla mappa. Letteralmente…

Su Google Maps, le principali vie di Damasco dedicate alla famiglia Assad sono apparse cambiate con il nome degli eroi della rivolta. La primavera araba prende forma così.

Quando i ribelli contro Gheddafi fecero sparire a Tripoli l’agosto scorso, il nome della piazza principale della città dal servizio di mappe durante la notte – da Piazza Verde, nome datogli dall’antico dittatore, è divenuta “Piazza dei Martiri”.

Il servizio di mappe del gigante di Internet ha una storia importante nelle dispute politiche.

Il monopolio di Google nelle nazioni che non hanno un’alternativa locale, assicura chela percezione pubblica sia influenzata di traverso da questi metodi ingannevoli.

The Independent, in un articolo del 2016 intitolato “Google progetta di aiutare i ribelli siriani a sconfiggere il regime di Assad – Asseriscono così nella posta elettronica filtrata di Hillary Clinton“, continuerebbero a dire altro sull’attività di Google per quanto riguarda la Siria:

Uno strumento interattivo creato da Google è stato disegnato per alimentare i ribelli siriani e aiutarli a distruggere il regime di Assad, così hanno rivelato le mail di Hillary Clinton secondo i rapporti effettuati.

Controllando e monitorando quanti si cancellavano dall’indirizzo della Siria, è stato progettato come dicono i resoconti, un modo per animare più persone a cancellarsi e a dare fiducia all’opposizione ribelle.

E’ chiaro che Google è molto più di solo ricerche in Internet.

Le nazioni sarebbero comunque irresponsabili a permettere che una impresa straniera eserciti un controllo sul suo spazio di informazione – specialmente alla luce degli abusi documentati, verificati – come lo sarebbero se imprese straniere esercitassero un controllo su altri aspetti essenziali dell’infrastruttura nazionale.

Vietnam prende il controllo del suo spazio d’informazione

L’articolo sul GeekTime, condiviso con il Dipartimento degli Stati Uniti NDI su Twitter dal titolo “Si tratta di una campagna del Vietnam per costruire un’alternativa a Facebook per lottare contro le notizie false o è per fomentare la censura?”,

così scrive:

Durante una riunione all’inizio di questo mese, Truong Minh Tuan, Ministro per l’Informazione e le Comunicazioni del Vietnam, ha detto che il governo sta incoraggiando le industrie di tecnologie vietnamite a costruire sostituti locali di piattaforme come Facebook e Google (che sono le più popolari del genere in Vietnam).

L’articolo diceva anche:

Si tratta di una campagna più ampia “per rafforzare la sicurezza cibernetica” e l’integrità dell’informazione del paese.

“Il piano è cercare di abbordare il problema di come su Facebook, le ‘pagine false’ crescevano senza controllo, con un contenuto antigovernativo.” Queste le parole di Taun.”

“Guardando oltre, abbiamo bisogno di reti sociali utili alle società locali che possano rimpiazzare e competere con Facebook.”.

La menzione del NDI all’articolo ha la pretesa di far comprendere che il governo vietnamita ottiene dei guadagni a partire dalle localizzazioni dei motori di ricerca e dei social media – e lo fa.

La localizzazione dello spazio d’informazione del Vietnam, però, non è diversa dalla localizzazione dell’infrastruttura dell’industria della difesa, dell’energia, dell’acqua, delle scuole e della sanità vietnamita.

Tutti dovrebbero essere controllati dal popolo vietnamita non da Washington, Wall Street, o Silicon Valley. Se il governo vietnamita abusa di questa localizzazione o non lo fa, è un problema del popolo vietnamita.

La vera preoccupazione del NDI è che una volta avvenuta quella localizzazione della tecnologia d’informazione in Vietnam, questi effettivi vettori di rivolta sociopolitica saranno chiusi per sempre agli speciali interessi finanziari e corporativi della politica estera degli Stati Uniti come i fronti di lavoro dell’NDI.

Fonte:  http://www.bibliotecapleyades.net/

Almanacco di marzo 2017

E’ in atto una riprogrammazione culturale – mentale
La CO2 come capro espiatorio e la via verso un ‘Mondo Nuovo’

Articolo by Maria Heibel per Nogeoingegneria  

L’anidride carbonica è un gas naturalmente presente nella atmosfera ed è esistita anche prima che l’uomo facesse la sua comparsa. Quindi la sua presenza è dovuta ad una precisa strategia di Madre Natura. Le prime fonti di anidride carbonica, nella storia del pianeta Terrasono state i vulcani. Grazie a questo gas ha potuto svilupparsi la vita. La C0O è una sostanza fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali. E’ indispensabile per la vita e per la fotosintesi delle piante. Le piante assorbono anidride carbonica, processo che avviene di giorno, quando c’è luce, poiché serve a completare la fotosintesi, in cambio fornisce un gas fondamentale, senza il quale non potremmo vivere, l’ossigeno. Come possiamo allora considerare la CO2 un gas inquinante? È ritenuta uno dei principali gas serra presenti nell’atmosfera terrestre. I gas serra naturali comprendono anche il vapore acqueo, il metano, l’ossido nitrico e l’ozono

Normalmente consideriamo inquinanti delle sostanze che contaminano e rendono sporco o pericoloso l’ambiente. Il numero di sostanze inquinanti prodotte dall’uomo ed immesse nell’ambiente è astronomico. Le sei sostanze inquinanti più pericolose al mondo sono secondo la Green Cross (1) il cromo esavalente, il piombo, il mercurio, i radionuclidi, i pesticidi, il cadmio. Ma da un po’ di anni si parla praticamente di un inquinante soltanto: la anidride carbonica (CO2) rilasciata dall’uomo.

L’anidride carbonica è un inquinante? Continua QUI

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Prendiamoli tutti, tanto li paghiamo noi
Orban diceva il vero: il patto segreto Merkel-Erdogan esiste.

Era il dicembre 2015, e il primo ministro ungherese Victor Orban dichiarò pubblicamente che la Merkel stava concludendo un accordo con Erdogan sui migranti, che comprendeva una clausola segreta: “Ciò che s’è concordato con la Turchia a Bruxelles…c’è qualcosa che non risulta nell’accordo”, disse Orban: “Un giorno ci sveglieremo – e penso che ciò sarà annunciato a Berlino già la settimana prossima – e ci diranno che dovremo prendere 400 mila o 500 mila rifugiati direttamente dalla Turchia”.

La settimana dopo non ci fu nessun annuncio del genere. Orban fu schernito e ridicolizzato come complottista allucinato. Il vice-presidente della Commissione Frans Timmermans definì le dichiarazioni dell’ungherese “insensate”. Parigi e Berlino fecero addirittura le offese. “Francia e Germania stanno lavorando assieme per gestire il flusso di migranti”, disse Stephane Le Foll, il portavoce del governo francese, e non per prenderne di più. “L’altro fine settimana la UE ha raggiunto un accordo con la Turchia, e Orban dovrebbe sapere i dettagli, visto che c’era”. Continua QUI

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Ma guarda guarda: le statue di Mosul erano false!

Era il febbraio del 2015, due anni fa. Tutti ricordiamo quei video “terrificanti” nei quali gli uomini dell’ISIS distruggevano con rabbia dozzine di statue preziose nel museo di Mosul.

I cronisti nei telegiornali ci descrivevano “con raccapriccio” quelle immagini, che andavano a rinforzare l’idea di quanto malvagi e disumani fossero gli uomini del califfato.

Ma oggi che i “cattivi dell’ISIS” non servono più, di colpo ci si accorge che quelle statue erano quasi tutte false.

In realtà, chi ha un occhio attento si era già accorto due anni fa che si trattasse di miserevoli repliche in gesso: bastava guardare la polvere bianca che schizzava da tutte le parti, sotto le martellate rabbiose dell’ISIS, per capire che quelle non fossero affatto statue di pietra o di marmo. Ma allora serviva un’immagine dell’ISIS ” terrificante”, per cui nessun cronista “si accorse” che si trattava di semplici repliche fatte di gesso. Oggi invece, fingendo grande stupore, la CNN annuncia quanto segue: Continua QUI

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UN GORGO IN CUI PERDIAMO TUTTI, MENO I DUE BASTARDI.

E sono sempre loro a vincere, e voi li fate vincere. Ma in questo caso la cosa grottesca è che li fate vincere mentre voi vi assegnate una piccola vittoria. Buffa la vita.

Chi vince sempre sono Mark Zuckerberg di Facebook e Sundar Pichai di Google, e ti pareva? Da quanto vi dico che sti due, assieme a Jeff Bezos di Amazon, si sono pappati il pubblico del mondo? E poi ancora non avete visto nulla di ciò che hanno in serbo. Ma qui il tema è specifico.

C’era una volta la stampa… Vabbè, oggi abbiamo il Web che ormai ha sbaragliato tutto. Quindi gli editori delle news sono costretti a stare nel Web. E allora ecco che arrivano i due solerti Zuckerberg e Pichai con tanto di salamelecchi a offrirgli spazi dove rilanciare le news dei grandi quotidiani. Bene. Gli editori non hanno nessuna scelta, perché stare fuori dalla Rete significa scomparire. E accettano le offerte di Facebook e Google di spazi dedicati e appositamente creati per ospitare i loro articoli e reportage, ma li accettano con l’ovvio intento di aumentare i lettori, gli abbonati e gli incassi da pubblicità. Ok?  Continua QUI

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 Casa. Ecco quanto costa per mantenerla

I costi per il mantenimento dell’abitazione crescono del +0,75%, sull’onda degli aumenti delle utilities e della telefonia. Necessarie 17,8 annualità di stipendio per l’acquisto di un appartamento.

Anche nel 2017 le spese per la casa ed i costi ad essa connessi rappresentano una degli oneri e dei problemi principali degli italiani. Come ogni anno l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale della Federconsumatori ha monitorato i costi relativi al mantenimento di una casa (un appartamento-tipo, di 90 mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana) che nel 2017 risultano pari a:

1.693,01Euro al mese per un appartamento in affitto (+8,81 Euro al mese rispetto al 2016)

1.098,70 Euro al mese per un appartamento di proprietà (+10,90 Euro al mese rispetto al 2016).

I costi complessivi, dopo la lieve diminuzione del 2016, tornano a salire. Sebbene i costi delle abitazioni siano in calo, infatti, aumentano in maniera marcata le spese relative alle utilities ed alla telefonia fissa (dovuta alla modifica del periodo di emissione delle bollette, sceso a 28 giorni per uno dei principali operatori, operazione che determinerà un aumento pari ad una mensilità).

Alla luce della diminuzione dei prezzi delle abitazioni e del reddito pressoché stabile, scende il numero di mensilità necessarie per l’acquisto dell’appartamento-tipo preso in considerazione, che nel 2017 risulta pari a circa 17,8 annualità di stipendio.

“La casa si conferma come il patrimonio principale, ma anche la fonte delle maggiori spese per i cittadini. Tale problema è reso ancora più grave dalla situazione di crisi vissuta dalle famiglie, il cui reddito non aumenta a sufficienza per far fronte all’incremento delle voci di spesa, a partire da quelle relative all’energia ed all’acqua.

Per questo è urgente che il Governo avvii un serio piano casa, prevedendo investimenti per la messa in sicurezza, per il risparmio energetico e per gli interventi antisismici.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Una necessità resa evidente dai recenti avvenimenti, che rappresenterebbe anche una utile opportunità per creare occupazione.

Non dimentichiamo, inoltre, che il problema abitativo riguarda soprattutto i giovani senza lavoro. A loro il Governo deve dare risposte concrete, creando nuove opportunità per una crescita stabile, che consenta loro di accedere al credito e costruire un futuro su basi solide.

QUI DI SEGUITO TUTTI I COSTI MENSILI IN DETTAGLIO (4 tabelle)

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UMANI 2.0
I Genetisti stanno perseguendo l’artificiale
sinterizzazione del DNA

Questi genetisti vogliono creare un genoma artificiale sintetizzando il nostro DNA. Gli scienziati hanno intenzione di sintetizzare completamente il genoma in una cellula vivente – Che renderebbe il funzionale materiale – nel giro di dieci anni, ad un costo stimato di $ 1 miliardo

Il sogno del transumanesimo è quello di creare scientificamente la vita attraverso l’ingegneria genetica e quindi applicarla a se stessi nella speranza di raggiungere l’immortalità. Se non fosse per il loro finanziamento al 100% da fonti pubbliche, questi scienziati starebbero sfregando insieme due bastoncini nel bosco cercando di accendere un fuoco. fonte

Andrew Hessel, un ricercatore nel il gruppo di ricerca Bio / Nano e società di software Autodesk, è stato invitato a parlare durante l’evento. Il pubblico gli ha chiesto quale sarebbe stato prossimamente l’organismo che dovrebbe essere sintetizzato. L’articolo in lingua inglese continua QUI

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