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CETA – Il tritacarne umano

IL CETA E’ UN FRUTTO AVVELENATO
DELLA GLOBALIZZAZIONE
di
Cinzia Palmacci

Il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), sul cui varo è impegnato il Consiglio europeo, è l’Accordo economico e commerciale globale tra la Ue e il Canada. Obiettivo del trattato è eliminare al 99% i dazi doganali e altri ostacoli alle reciproche esportazioni e all’accesso agli appalti pubblici, aprire il mercato dei servizi, offrire agli investitori condizioni prevedibili e prevenire le copie illecite di innovazioni e prodotti tradizionali dell’Ue.

Il Ceta una volta applicato, sostiene la Commissione europea, offrirà alle imprese europee nuove e migliori opportunità commerciali in Canada e sosterrà la creazione di posti di lavoro in Europa. Questa l’ambiguità del motivo per cui il 15 febbraio il Parlamento europeo ha ratificato l’accordo di libero scambio tra Canada e UE. Dopo il voto della Commissione e del Consiglio UE che avevano già approvato il CETA, adesso è arrivato anche il via libera da parte del Parlamento Europeo.

Gli eurodeputati hanno votato in gran segreto, approvando con 408 voti in favore, 254 voti contrari e 33 astensioni. La loro decisione avrà ripercussioni serie non solo sull’ambiente ma anche sulla nostra salute. Un accordo votato in segretezza, e ciò lascia pensare. Ma perché nascondere le votazioni? Perché i rischi per la salute e i vantaggi illusori di questo trattato scellerato non sono di poco momento. Consideriamone i principali:

·Il rischio di ingresso di OGM e pesticidi attualmente vietati

·Importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita

·Equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie di Europa e Canada

·Glifosato, uno dei timori più fondati

·Nelle mani del controllore senza controllo

·Crescita economica irrisoria per l’Europa e perdita di posti di lavoro

·L’Investment Court System (ICS), il sistema di tutela degli investimenti delle multinazionali

“Questo accordo commerciale rischia di minare la democrazia e lo stato di diritto in Europa, a vantaggio di una manciata di multinazionali”, ha detto Federica Ferrario di Greenpeace Italia. Mentre Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia  dichiara “Oggi è stata scritta una pagina oscura per la democrazia in Europa, ma non tutto è compromesso.

La battaglia della società civile si sposta adesso a livello nazionale. Monitoreremo gli impatti dell’accordo, dimostrando che avevamo ragione a criticarne l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano a bloccare questo trattato dannoso per i nostri cittadini e lavoratori. I parlamentari europei, in particolare socialdemocratici e popolari, hanno abdicato al loro ruolo di garanti dei diritti e dell’ambiente”.

L’accordo CETA dovrà essere anche ratificato dai Parlamenti nazionali e regionali. Il trattato potrebbe applicarsi provvisoriamente dal primo giorno del mese successivo alla data cui entrambe le parti si sono reciprocamente notificate il completamento di tutte le procedure necessarie. Per i deputati tale data dovrebbe essere non prima del 1° aprile 2017. Intanto, sono in molti a pensare che il Ceta possa costituire un escamotage per superare i veti sul Ttip, l’accordo commerciale Usa-Europa tanto caldeggiato da Obama.

CETA prodotto insano della globalizzazione

Tutti i temi più importanti che riguardano la nostra vita, vengono decisi da pochi e a nostra insaputa. I governi cosiddetti democratici non si prendono la briga di chiedere il nostro parere e nemmeno di informarci. Ci mettono di fronte al fatto compiuto. Dai media la versione ufficiale è sempre tranquillizzante. Nulla di strano e tantomeno pericoloso, il CETA confermerebbe semplicemente l’abolizione delle dogane, l’accesso di imprese europee al mercato canadese con bandi e appalti in loco, e la salvaguardia della proprietà intellettuale nonché delle denominazioni di provenienza dei prodotti agricoli.

Questa la risposta ufficiale. In realtà si tratta di un’altra trappola che ha un solo scopo: mettere in atto il programma del TTIP. Se quest’ultimo, infatti, è stato soggetto a pesanti critiche e proteste in diverse nazioni che ne hanno bloccato l’entrata in vigore, invece il CETA è riuscito a sfuggire a qualsiasi controllo. Pochi ne hanno sentito parlare: sparute proteste, trattative in corso. Sarà quindi l’accettazione del CETA a farci accettare automaticamente anche il TTIP.

Il CETA è un’ulteriore arma segreta che ha il compito di preparare il terreno al TTIP. Ciò significa che le nostre leggi e regolamentazioni contro le tecnologie OGM di Monsanto, l’inquinamento dell’ambiente, la tecnica del fracking, la privatizzazione dell’acqua e delle istituzioni educative, culturali e sanitarie, l’eventuale diminuzione degli stipendi, e molte altre spiacevoli cose ancora, continuano ad essere in pericolo.

Infatti, qualora i regolamenti europei che riguardano l’ambiente, la sanità e gli ambiti sociali dovessero in qualche modo ostacolare gli affari delle grandi multinazionali, queste possono, per mezzo del CETA, citare in giudizio i governi europei tramite le loro filiali canadesi e il gioco è fatto. Il pacchetto CETA contiene anch’esso un meccanismo del tipo “Investor State Dispute Settlement” (ISDS), in base al quale un tribunale segreto internazionale può infliggere ai governi delle nazioni che non rispettino l’accordo delle punizioni draconiche in pagamenti di miliardi.

È ovvio che, alla fine, dovremo pagare noi, i contribuenti, tramite le tasse. Il sistema dell’ISDS sarà lo strumento più diabolico delle multinazionali, quello che ignora le leggi e calpesta le istituzioni delle nazioni democratiche. Di conseguenza è fuorilegge per sua natura e come tale non dovrebbe mai essere ammesso. Il che significa: se il CETA, o un altro di questi accordi segreti, dovesse entrare in vigore, le nazioni europee interessate sarebbero vittima di un colpo di Stato.

Questa non è che la punta dell’iceberg, di un vero complotto di banche e multinazionali sotto l’egida degli USA, caratterizzato da attacchi paralleli sferrati alle nazioni che vanno inquadrate nel loro piano di potere. Attacchi che si basano su: spionaggio ad alto livello con relative azioni di intercettazione; liberalizzazione e privatizzazione dell’economia; organizzazione di disordini intestini tramite i servizi segreti; destituzione di governi non amici con relativa sostituzione di governanti corrotti; interventi armati con conseguente violazione dei diritti sovrani delle nazioni interessate.

L’obiettivo è: divenire l’unica potenza incontrastata del pianeta. Il miliardario Warren Buffet diceva nel corso di un’intervista del 2006: “È in atto una guerra delle classi sociali, è vero. Ma è la mia classe, quella dei ricchi, che fa la guerra. E la stiamo vincendo noi.” L’autore Jürgen Roth scrive: “A Bruxelles non c’è soltanto l’European Round Table of Industrialists (ERT), ma anche il non meno potente Business Europe, dietro a cui si nascondono le lobbies delle associazioni dei datori di lavoro europei (…) L’ufficio si trova in una delle migliori zone della città, a Rond Point Schumann, dov’è la sede della Commissione Europea. (…) Quasi nessuno parla poi dell’ufficio dell’EFR European Financial Services Round Table. Questo è di certo il gruppo più influente di Bruxelles, soprattutto a causa del suo potere finanziario. I membri dell’EFR sono i dirigenti delle banche e delle compagnie assicurative più influenti”.

C’è altro da aggiungere per capire chi pilota veramente l’Unione Europea? E’ questa l’Europa “unita” che vogliamo? Quella che fa l’interesse delle lobbies e delle multinazionali a discapito della democrazie e delle sovranità nazionali? Di questo passo la democrazia sarà solo una delle tante cose ad essere compromessa, oltre alla nostra salute, sicurezza e benessere.

Ci conviene ancora rimanere in questo tritacarne che chiamano Unione Europea? Già, perché l’unica unione rimasta è solo quella degli interessi delle lobbies e dell’oligarchia al potere. Guardare positivamente all’elezione di Trump come ad un’inversione di marcia è giusto, ma prima prenderemo delle contromisure per salvaguardare i nostri Paesi europei, e prima potremo riappropriarci della nostra sacrosanta sovranità nazionale. Questa globalizzazione che fa solo gli interessi di pochi ha fatto il suo tempo, e l’esperimento è fallito.

di Cinzia Palmacci

Fonte: http://www.ilcorrieredelleregioni.it/

Le cinque Famiglie – R. R. M. D-P. B.

Le 5 famiglie che controllano il mondo 

Molti fanno notare che nell’arco della storia conosciuta, più precisamente durante il Rinascimento, modelli politici ed economici sono stati orientati verso la creazione di enti finanziari e commerciali, ora trasformati nelle corporazioni più potenti del pianeta. Ci sono cinque famiglie che controllano il mondo, avendo legami senza precedenti nei sistemi politici, economici e militari.

Al di là del quadro politico-business, dietro le aziende, c’è una base fondamentale della potenza egemone, che viene perpetrata quasi esclusivamente in maniera controllata. Qui ci sono le famiglie che secondo gli storici e studiosi controllano il mondo:

I Rothschild: Anche se molti sostengono che questa famiglia abbia avuto  antichi estremi legami ancestrali, è possibile individuare l’inizio ufficiale di questa dinastia a metà del XVIII secolo, con il banchiere tedesco di origine ebraica Mayer Amschel Rothschild, identificato dalla rivista Forbes come “il padre fondatore della finanza internazionale”. Da allora, la famiglia è rimasta al vertice dell’oligarchia planetaria e che abbia determinatamente influenzato la Federal Reserve degli Stati Uniti, così come il sistema finanziario britannico.

I Rockefeller: Questo impero ha iniziato alla fine del XIX secolo, quando il consolidamento della Standard Oil Company ha posto la famiglia a capo di un’industria di olio incipiente. John D. Rockefeller, il primo della dinastia, era considerato dalla rivista Forbes l’uomo più ricco nella storia, con una fortuna fino ad oggi equivalente a 340 miliardi di dollari. La famiglia si è inserita nei più ambiziosi circoli del potere e ha praticamente influenzato qualsiasi politica mondiale.

I Morgans: Verso la fine del XIX secolo, John Pierpont Morgan fondata JP Morgan & Company, una società finanziaria che ha svolto un ruolo di primo piano nella storia economica degli Stati Uniti e, di conseguenza, nel mondo.

Questo banchiere viene identificato come il salvatore dell’economia americana, leader di un movimento di banchieri nella vendita di obbligazioni e il riacquisto dell’oro, evitando l’affondamento delle riserve nazionali. Da allora, la famiglia Morgan ha controllato la fornitura d’oro del suo paese.

I Du-Pont: l’economista Pierre Samuel du Pont de Nemours, è arrivato negli Stati Uniti nel 1799, in fuga dalla Rivoluzione francese. Ha fondato la sua società, che non ha richiesto molto tempo nell’affermarsi come il principale fornitore del governo di polvere da sparo, e continuò poi a monopolizzare il mercato della dinamite. Il 40 per cento dell’armamento degli Alleati della prima guerra è stato fornito da lui e lui stesso è stato coinvolto nel Progetto Manhattan, che ha portato alla creazione della prima bomba atomica.

Bush: Questa famiglia è considerata come la più recente famiglia della élite mondiale e ha iniziato la sua eredità con Prescott Sheldon Bush, un banchiere degli Stati Uniti e senatore che è stato accusato, insieme con il governo degli Stati Uniti, di trarre profitto oscenamente dalla seconda guerra mondiale dopo aver stabilito grandi imprese con le aziende che hanno finanziato il governo di Adolf Hitler. La presunta speculazione e mancanza di etica sono stati documentati da un’indagine del quotidiano The Guardian.

http://www.ancient-code.com/ 

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

Arpie & Vulnerabilità

L’ascesa delle Arpie della Guerra – le donne che hanno distrutto  – e ancora distruggono il nostro mondo –
da Enea Georg  28 dic 2016 Sito Sott Versione originale in inglese

Il problema più grande che colpisce l’élite psicopatica nella sua unità per il dominio globale è che gli esseri umani normali non vogliono la guerra. La maggior parte delle persone, esse vogliono solo vivere una vita tranquilla con la loro famiglia e gli amici.

Com’è possibile vendere qualcosa sgradevole come la guerra?

Ci sono diverse opzioni che possono essere usate da sole o in combinazione:

  1. Portare le persone che vivono una vita tranquilla a sentirsi sotto attacco nei loro valori fondamentali da un nemico straniero, per esempio, gli altri sono “una minaccia per il nostro modo di vita”.  
  2. Demonizzare il governo (in particolare il loro leader) di un paese straniero, essendo estremamente crudele e barbaro, per esempio, “Saddam/ Gheddafi/Assad che stanno uccidendo la loro gente.”  
  3. Facendo appello ai valori umani di cura per i più deboli membri della società e per sottolineare che questi gruppi sono particolarmente presi di mira e abusati, RTOP una dottrina chiamata “responsabilità per proteggere”.
  4. Affermando che la civiltà occidentale è in pericolo, ed è probabile che alcuni paesi possano essere invasi da orde straniere barbariche.  

© Anonimo 

Per aumentare l’effetto promozionale, spesso le donne vengono elette per vendere la guerra, la femmina è più spesso associata con il nutrimento, la cura, la creatività, la società civile e la pace.

Senza dubbio, la patologica élite usa questo fatto per influenzare la popolazione in generale per sostenere guerre di conquista. Quando le guerre sono vendute al pubblico americano e mondiale, contribuiscono a presentarle come un loro “intervento umanitario” per proteggere donne e bambini.

Naturalmente, questa è solo una narrativa schifezza per ottenere il sostegno popolare.

Giusto per essere chiari, non si tratta di una caccia alle streghe, e si potrebbe anche compilare un elenco più completo dei protettori della guerra. Ma spero che questo elenco aiuti a correggere l’intrinseco sessismo quando si tratta di guerra:

la psicopatia femminile non riceve la giusta quota di riconoscimento.

Quindi, ecco un elenco di donne che possono essere nominate arpie della guerra.

Si sarà notato che esse hanno tutte una cosa in comune, almeno una guerra al loro attivo:

  • Margaret Thatcher (Guerra delle Falkland) 
  • Madeleine Albright ((Jugoslavia, Iraq) 
  • Hillary Clinton (Haiti, Honduras, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Yemen) 
  • Condoleezza Rice (Afghanistan, Iraq, Somalia) 
  • Samantha Power (Siria, Yemen, Ucraina) 
  • Susan Rice (Repubblica Democratica del Congo, Libia, Siria) 
  • Michèle Flournoy (Siria) 
  • Victoria Nuland (Ucraina Libia) 
  • Kimberly Kagan (Afghanistan, Iraq)

Un altro punto interessante che lega tutte queste donne è che sono tutte russofobiche

Per garantire al complesso militare industriale ad ottenere sufficienti contratti, importanti e non solo per un piccolo paese, ma per scegliere un grande “nemico” per giustificare il massiccio trasferimento di denaro dei contribuenti per i produttori di guerra e i guerrafondai. Leggi QUI il loro curriculum.

pixabay.com

Quattro fattori che stanno minacciando l’umanità di cui si parla poco …

3 gennaio 2017  Sito RT 

Alcuni di questi quattro fattori possono verificarsi con più probabilità di altri, ma gli scienziati sono d’accordo vale la pena di essere preparati per affrontarli.

Il rischio che alcuni fenomeni naturali e anche i progressi tecnologici possano far scomparire l’umanità è del tutto reale. Anche se alcuni fattori hanno più probabilità di altri, gli scienziati e gli esperti concordano sul fatto che non vi sono esseri preparati. Alcuni riscontri.

Bassi tassi di fertilità

Secondo ai dati della ‘CIA World Factbook‘ (‘Libro dei dati Mondiale CIA’), nel 2016, 106 nazioni erano al di sotto del livello di fertilità, il che significa che vi è una carenza di nascite.

Nei paesi sviluppati come la Germania e il Giappone, dove il tasso medio è stato di 2,1 nascite, attualmente raggiunge solo 1,4 figli per donna.

Negli ultimi 50 anni, il tasso di natalità medio si è dimezzato dopo l’introduzione diffusa di metodi contraccettivi e la tendenza per le donne a far parte della forza lavoro e di rinviare la maternità, detto da Joseph Chamie, ex direttore della Divisione per la popolazione delle Nazioni Unite.

Diminuzione dell’intelligenza negli esseri umani

Gerald Crabtee, un genetista della Stanford University (USA), sottolinea nella sua “teoria speculativa” che l’enorme pressione evolutiva sui nostri antenati, determinata dalla selezione naturale, ha permesso al più intelligente di sopravvivere, mentre i meno adattati sono scomparsi.

Tuttavia, oggi la scelta non è così rigorosa, è probabile che il numero di geni legati alla capacità intellettive umane siano interessate da nuove mutazioni che avvengono in ogni generazione.

Secondo Crabtee tale particolarità potrebbe finire con la stessa umanità o lasciarla vulnerabile a minacce come l’intelligenza artificiale.

malattie bio-ingegnerizzate

In un prossimo futuro questi laboratori – creazioni di malattie potrebbero influenzare gran parte della popolazione mondiale ed essere ambite da parte di gruppi terroristici.

Il professor John Parrington, Università di Oxford (Regno Unito), sottolinea che i nuovi hacker potrebbero avere accesso alle informazioni genetiche del virus e di creare nuovi esemplari da utilizzare come armi biologiche.

intelligenza artificiale

Un sondaggio dal sito YouGov per la British Association of Science ha dimostrato che la maggior parte dei giovani considerano l’aumento di intelligenza artificiale come una minaccia per la sopravvivenza dell’umanità.

Aziende come Google e Facebook hanno speso migliaia di dollari per lo sviluppo  di computer con funzioni cognitive e ora molti sono in grado di rendere più veloce di esseri umani, e imparare e dialogare a fare calcoli molto scorrevoli.

In questo contesto, molti credono che se questi sistemi arrivassero al punto di replicare la coscienza umana, potrebbero rappresentare una grave minaccia per la nostra esistenza.

Fonte diretta: 

http://www.bibliotecapleyades.net/sociopolitica/esp_sociopol_depopu115.htm    

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da 

Almanacco di dicembre 2016

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MANIFESTO SINTETICO 

Questo Progetto sta nascendo dalla consapevolezza che il destino è nelle nostre mani, che un mondo migliore potrebbe ancora esistere se solo comprendessimo il potere di ogni nostra scelta e del suo effetto su tutto ciò che ci circonda.  Fonte

Non per scadere nel complottismo (Deviance Project) [VIDEO]

Prima di guardare il video qui sotto, consigliamo vivamente di leggere integralmente il presente articolo.

Questo video è una raccolta molto parziale e generale di dichiarazioni fatte da importanti esponenti ufficiali ed autorevoli della politica, dell’economia, del giornalismo, della medicina, ecc. Queste stesse dichiarazioni fatte da perfetti sconosciuti sarebbero facilmente etichettate come becero “complottismo”, ed è proprio questo concetto che dovrebbe avviare la riflessione alla base del video.

Tra le fonti utilizzate ci sono documentari come Zeitgeist, Zero Privacy, XIII Emendamento, Anatomia di un Grande Inganno; spezzoni di telegiornali, trasmissioni di approfondimento, dichiarazioni politiche ufficiali. Continua QUI (Il video è all’interno dell’articolo) 

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IL CAPITALISMO TERMINALE DA’ LAVORI DI M. IN BASSO E IN ALTO

cireurIn Francia esiste, dal 2012,  la “Rete dei Lustrascarpe”. Les Cireurs.  Associa i lustrascarpe in franchising:   coloro che aderiscono hanno diritto di usare  il logo  e l’insegna.  Non hanno salario- sono “auto-imprenditori” – ma una paga oraria (su cui pagano in prelievo fiscale del 23%).  Pagano di tasca loro materiale e abbigliamento (un grembiule di cuoio, essenzialmente); se non hanno soldi  per cominciare a lanciarsi nell’auto- imprenditoria, possono chiedere un prestito  alla Rete Les Cireurs,  che pratica interessi fra il  6 e l’%. In compenso,  la struttura di franchising si occupa di contattare i grandi centro commerciali perché consentano ai loro “artigiani” di lavorare in un angolino.  Propone alle aziende  abbonamenti: “Lustrascarpe in ufficio! Date ai vostri collaboratori un momento di distensione utile. Uno dei nostri mastri lustrascarpe verrà nei vostri uffici con la frequenza che desiderate per darvi il suo servizio!”.    Altro servizio, il lustrascarpe a domicilio, che viene a ritirare le scarpe infangate e ve le riporta lucide, e dentro un sacchetto  di carta  col logo. Continua QUI

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Post referendum, sta per arrivare la troika

State pronti: il gruppo finanziario JP Morgan, l’Ue e gli Usa non hanno ottenuto il risultato sperato, giacché in Italia ha vinto il No al referendum costituzionale. Non è passata la loro linea, supportata dal nostro partito governativo atlantista ed euroservo, atta a destrutturare lo Stato nazionale, a desovranizzare e a spoliticizzare la politica, di modo che il fanatismo economico finanziario possa svilupparsi senza residui ostacoli e senza i lacci e i lacciuoli degli Stati.

Il piano dei signori globalisti neofeudali e neo-oligarchici è fallito. Ora stanno lavorando per ottenere per altra via il loro obiettivo, cioè distruggere la sovranità nazionale, la Costituzione e i diritti sociali: stanno lavorando per imporre un “governo tecnico” (si legga: colpo di Stato finanziario ) all’Italia, con tanto di troika in casa. Questo è il domani che ci aspetta. Con la vittoria del no abbiamo vinto la battaglia. Ma la guerra continua e i signori dell’èlite plutocratica mondialista stanno riorganizzando il conflitto.

È notizia di oggi, prontamente negata e smentita: come nei tradimenti amorosi, i colpevoli agiscono negando fino alla fine. Padoan chiederà un prestito miliardario al fondo salva stati: l’Italia come la Grecia entra nel girone dell’indebitamento, con annesso ingresso della troika nel Paese e distruzione in un colpo solo della Costituzione e della sovranità nazionale. Ciò che non sono riusciti a fare – la riforma costituzionale – lo faranno ora con una giunta militare di tipo economico, con una dittatura finanziaria il cui compito sarà la distruzione finale della sovranità nazionale con annesse “riforme” di adeguamento dell’Italia alla linea europea: distruzione dello stato sociale, tagli salariali, ulteriori aggressioni al mondo del lavoro e dei diritti sociali. I signori del mondialismo continuano nella loro lotta di classe ai danni delle masse precarizzate che subiscono in silenzio. Fonte  

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rothSfatiamo un mito: i Rothscild e Big Pharma ci temono

Attenti all’Uomo Nero: se lo fate diventare un’ossessione, potreste arrivare a crederlo invincibile, proprio come vuole lui. Ma la realtà è un’altra: persino i super-campioni del massimo potere sono vulnerabili.

E’ per questo che si affannano tanto a controllarci: i loro immensi privilegi non sono affatto al sicuro. Ci temono, gli Uomini Neri, anche se noi non ce ne rendiamo conto. Lo sostiene Paolo Barnard, autore di devastanti denunce proprio contro l’oligarchia planetaria: libri, reportage, inchieste, saggi taglienti e profetici come “Il più grande crimine”, che mette a fuoco – con largo anticipo sulla cronaca – la genesi europea della “dittatura” tecnocratica dell’euro, progettata dalla destra economica in combutta con la sinistra “rinnegata”, reclutata segretamente dall’élite per demolire la democrazia sociale in Occidente.

Lo stesso Barnard, oggi, avverte: «Nell’immaginario di tanto pubblico c’è un errore tragico, che peraltro devasta le reali possibilità delle opinioni pubbliche di migliorare la propria vita. Si pensa, infatti, che gli agglomerati della ricchezza privata siano padroni del mondo. I Rothschild! Le multinazionali! I big media! Balle. Non lo sono». Continua QUI 

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IL DIAVOLO VESTE SMART

Il diavolo è capace di trarre in inganno e stringere un patto faustiano che solo nel tempo rivelerà i suoi effetti.

Una rivoluzione annunciata da tempo: stanno per arrivare i contatori ‘smart’ per dare il via alle nostre case ‘intelligenti’. Enel lancia la “E-goodlife” che, sfruttando l’Internet delle cose, promette la possibilità di raggiungere “la piena efficienza energetica” in casa e un maggior livello di “sicurezza”.

Spiega Nicola Lanzetta, responsabile mercato Italia Enel: “Da 30 anni a questa parte il personal computer ci ha permesso di avere su un unico device tutto ciò che riguarda la nostra vita quotidiana come persone; con e-goodlife questo concetto si trasferisce alla casa: è un ‘home computer’ che consente di gestire la nostra abitazione in modo intelligente da smartphone o tablet”.

Si tratta di un kit composto da una serie di dispositivi smart: prese intelligenti, rilevatori di consumi, sensori di movimento, sensori che indicano se le porte e le finestre sono aperte e chiuse, una webcam che monitora cosa succede all’interno della casa. Tutte le informazioni e le funzioni di questi dispositivi sono accessibili attraverso un’app, che consente di controllare la casa da remoto e gestire al meglio i consumi elettrici, il frigo, la lavatrice… e anche i propri cari,

Sul SITO ENEL leggiamo: Per noi di Enel Energia casa è questo e molto altro ancora. La gestione della quotidianità a volte richiede abilità circensi e pianificazioni a tavolino degne dei grandi maestri di strategia. Lo sa chi deve occuparsi dell’organizzazione di una famiglia, chi per lavoro è costretto a spostarsi frequentemente, chi esce col buio la mattina presto e torna a casa ad ora di cena, chi non ha mai il tempo di godersi un po’ di relax. Allora, che male c’è ad alleggerirsi la vita? Così abbiamo creato e-goodlife che, grazie ai dispositivi presenti nel kit, a un sistema di notifiche totalmente personalizzabile e una serie di servizi aggiuntivi disponibili tramite app dedicata, rende la gestione della casa e delle attività quotidiane semplici e a portata di click! Poi dicono che la tecnologia non aiuta la vita. Non l’aiuta solamente, la risolve! 

Il Grande Fratello entra a casa tua in veste smart.
La casa sempre a portata di telefonino
Continua QUI

Il giorno dopo

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Cacciari: arriva la catastrofe, solo il Pd non lo capisce

«Oggi trionfano quelli che chiamate populisti, ma domani sarà molto peggio: vincerà la destra-destra, quella vera, con conseguenze spaventose per l’Europa». Il filosofo Massimo Cacciari, in prima serata, dipinge così il day-after referendario, parlando ai (pochi) renziani moderati, ancora tramortiti dallo tsunami del 4 dicembre. «Sono anni – dice Cacciari, ospite di Lilli Gruber su La7 – che chiedo inutilmente al Pd di fare qualcosa contro la crisi che sta devastando il tessuto sociale italiano, a cominciare dalla stessa base sociale di quel partito». E invece sono arrivati il beffardo Jobs Act e provocazioni continue contro i sindacati, fino all’harakiri finale: una riforma costituzionale assurda, incomprensibile, respinta a furor di popolo da chi si è sentito essenzialmente preso in giro. E la musica non cambia nemmeno dopo la debacle di Renzi: «Ci risiamo con le polemiche di palazzo, i calcoli, le tattiche. Non una sola parola di vera autocritica, da un partito ormai al governo da quattro anni. Cosa intende fare, il Pd, per rispondere alle drammatiche urgenze degli italiani?». Perdurando l’assenza di risposte, Cacciari vede una strada a senso unico: il legittimo voto di protesta aprirà la strada al livido trionfo di una destra intollerante e reazionaria, di cui avere paura.

cacciariCacciari sa benissimo che il Pd è un fallimento, «e infatti Renzi ha potuto impadronirsene proprio perché in crisi: fosse stato in buona salute, non avrebbe avuto quello spazio». E il Pd «si è rotto fin dall’inizio, una settimana dopo la sua fondazione», a cui il filosofo (già sindaco di Venezia) collaborò, per poi distaccarsene rapidamente. Cacciari si rifiuta di aderire alla lettura dei critici più intransigenti, secondo cui il centrosinistra in Europa (quindi il Pd in Italia) non è stato “un fallimento, frutto di errori”, ma un complice organico, cooptato dalla destra economica per distruggere i diritti sociali, patrimonio storico della sinistra. Demolire il welfare sarebbe stato impossibile, per governi di centrodestra: occorrevano “collaborazionisti” in grado di mobilitare l’elettorato di sinistra per appoggiare tutte le controriforme degli ultimi anni, dai decreti sul lavoro all’agenda Monti, nel quadro di un “format” europeista modellato dalla finanza e dalle multinazionali con l’obiettivo di sterilizzare le pulsioni sociali dei governi, l’istinto democratico di protezione delle comunità nazionali, verso il tramonto storico dei diritti. «Siamo sull’orlo della catastrofe», dice Cacciari, ben sapendo che il voto del 4 dicembre è l’ultimo avvertimento prima del “diluvio” che minaccia di travolgere tutto.

Anziché liquidare il Pd come “gatekeeper”, abbaglio collettivo e specchietto per allodole “di sinistra”, in realtà completamente asservito all’élite, Cacciari insiste sul partito fondato da Veltroni, poi ereditato da Franceschini e Bersani, quindi “occupato militarmente” da Renzi. Nel mirino del filosofo veneziano restano le imbarazzanti nomenclature alla testa di un disegno fallito (o di un grande inganno, a seconda dei punti di vista), ma la prima preoccupazione è per l’elettorato, che rappresenta ancora un patrimonio sociale e culturale che il Pd ha prima congelato, poi illuso, e oggi deluso e tradito. “Smontato” anche quello, secondo Cacciari, cadrà un argine: e i dirigenti del Pd non stanno facendo nulla perché quella diga non crolli. La situazione dell’Italia, sotto il regime Ue, è ormai insostenibile: e dal partito di Renzi, D’Alema e Bersani, non un fiato. I giovani, in massa, hanno votato No al referendum. Ma l’ex Ulivo non ha nulla da dire, di serio, sull’Europa – nulla da proporre, in concreto, per riscrivere (davvero) le regole, costruendo un orizzonte sostenibile, diverso dai salari irrisori, dai lavori precari e neo-schiavistici. Il boato del No ha frastornato tutti, dimissionando Renzi, ma a quanto pare non ha sortito alcun effetto capace di trasformare il Pd in uno strumento socialmente utile.

http://www.libreidee.org/

la “cospirazione” dei globalisti

L’oscura agenda dietro l’aperto confine del globalismo

Quando le persone non hanno familiarità con il movimento della libertà inciampano sul fatto innegabile della “cospirazione” del globalismo, tendono a cercare facili risposte per comprendere di cosa si tratta e perché esista. Oggi, la maggior parte delle persone sono state condizionate a percepire gli eventi da un punto di vista del frainteso “rasoio di Occam” – hanno erroneamente supposto che la spiegazione più semplice è probabilmente quella giusta.

In realtà, questo non è ciò che rasoio di Occam Unisce. Invece, per riassumere, si afferma che la spiegazione più semplice (date le prove a portata di mano) è probabilmente la spiegazione giusta.

E’ ben noto e documentato che da decenni la spinta verso il globalismo è uno sforzo deliberato e concentrato da parte di una selezionata “élite“; finanzieri internazionali, banchieri centrali, leader politici e i numerosi gruppi esclusivi componenti di esperti. Spesso ammettono apertamente i loro obiettivi per la totale globalizzazione nelle proprie pubblicazioni, forse credendo che in ogni caso la gente comune non istruita non li avrebbe mai letti. Carroll Quigley, mentore di Bill Clinton e membro del Council on Foreign Relations (CFR), è spesso citato con aperte ammissioni al regime generale:

“Lo scopo dei poteri del capitalismo finanziario di vasta portata è quello che, niente di meno che creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private in grado di dominare il sistema politico di ogni paese e l’economia del mondo nel suo complesso. Questo sistema doveva essere controllato in modo feudale dalle banche centrali del mondo che agiscono di concerto, da accordi segreti arrivati dai frequenti incontri e conferenze. L’apice dei sistemi doveva essere la Banca dei Regolamenti Internazionali a Basilea, Svizzera; una banca privata posseduta e controllata dalle banche centrali di tutto il mondo e da imprese private. Ogni banca centrale … cerca di dominare il suo governo con la capacità di controllare i prestiti del Tesoro, di manipolare scambi con l’estero, di influenzare il livello di attività economica nel paese, e di influenzare i politici cooperativi dai successivi benefici economici nel mondo degli affari.”- Carroll Quigley, tragedia e speranza

Le persone dietro lo sforzo di far rispettare il globalismo sono legati insieme da una particolare ideologia, forse anche una religione dello stesso culto, in cui si immagina un ordine mondiale, come descritto nella Repubblica di Platone. Essi credono di essere “scelti” o dal fato, il destino o geneticamente a governare come re o filosofi sopra tutti noi. Essi credono di essere i più saggi e i più capaci che l’umanità ha da offrire, e che attraverso mezzi evolutivi, possono creare  il caos e l’ordine dal nulla sulla volontà della società.

Questa mentalità è evidente nei sistemi che costruiscono e sfruttano. Ad esempio, le banche centrali, in generale, non sono altro che un meccanismo per guidare le nazioni in perenne debito, svalutazione della moneta, e in ultima analisi, la riduzione in schiavitù attraverso la diffusa estorsione economica. La fine del gioco per le banche centrali è, credo, l’innesco di una storica crisi finanziaria, che può quindi essere utilizzata dalle élites come leva per promuovere la completa e globale centralizzazione come l’unica soluzione praticabile.

Questo processo di economie destabilizzanti delle società non è diretta dai responsabili delle diverse banche centrali. E’ Invece diretta da parte delle istituzioni ancora più centralizzate e globalizzate come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca dei Regolamenti Internazionali, come viene indicato e rivelato nei tradizionali articoli come: governare il mondo del denaro pubblicato da Harpers Magazine.

Inoltre, le troviamo anche attraverso le parole dei globalisti sulla campagna per un “nuovo ordine mondiale” che non è destinata ad essere volontaria.

“… Quando la lotta sembra essere alla deriva, sicuramente verso una socialdemocrazia mondiale, ci possono essere ancora molto grandi ritardi e delusioni prima che diventi un sistema mondiale efficace e benefico. Innumerevoli persone … odieranno il nuovo ordine mondiale … e moriranno protestando contro di esso. Quando tentiamo di valutare la sua promessa al popolo, in forma piuttosto galante e graziosa di aspetto, dobbiamo tenere a mente il disagio di una generazione o più di malcontenti”-. HG Welles, Fabian socialista e autore di The New World Order

“In breve, la ‘casa dell’ordine mondiale’ dovrà essere costruita dal basso verso l’alto piuttosto che dalle stanze alte verso il basso. Essa sarà simile a un grande ‘fiume in piena espansione con confusione e ronzio,’ si può utilizzare la famosa descrizione di William James ‘piuttosto di una realtà, è un fine corsa intorno alla sovranità nazionale, che erode pezzo per pezzo, compirà molto di più del vecchio attacco frontale”. – Richard Gardner, membro della Commissione Trilaterale, pubblicato in numero degli affari esteri nell’aprile 1974

“Il Nuovo Ordine Mondiale non può avvenire senza la partecipazione degli Stati Uniti, e di come noi siamo l’unico componente più significativo. Sì, ci sarà un Nuovo Ordine Mondiale, e costringerà gli Stati Uniti a cambiare le sue percezioni”-. Henry Kissinger, Consiglio Azione Mondiale, 19 aprile 1994

Potrei citare i globalisti tutto il giorno, ma penso che non si otterrebbe un’idea generale. Mentre alcune persone vedono la globalizzazione come una “propaggine naturale” del libero mercato o l’inevitabile risultato del progresso economico, la realtà è che la spiegazione più semplice (date le prove a portata di mano) è che il globalismo è una vera e propria guerra condotta contro l’ideale di popoli sovrani e le nazioni. Si tratta di una guerra una guerriglia, o guerra di quarta generazione, condotta da un piccolo gruppo delle élite contro il resto di noi.

Un elemento significativo di questa guerra riguarda la natura dei confini. Confini di nazioni, stati, città e anche villaggi, non sono solo  linee su una mappa o di barriere invisibili nella sporcizia. Questo è ciò che le élite e i media mainstream vorrebbero farci credere. Invece, il confine se applicato correttamente rappresenta dei principi; o per lo meno, si suppone essere la sua funzione.

Gli esseri umani sono i costruttori di comunità naturali; siamo costantemente alla ricerca di altre comunità con menti e usi diversi, perché ci rendiamo conto che inconsciamente gruppi di individui che lavorano insieme possono (spesso, ma non sempre) fare di più. Detto questo, gli esseri umani hanno anche una naturale tendenza ad apprezzare la libertà individuale e il diritto di associazione di volontariato. Non ci piace essere costretti ad associarsi con persone o gruppi che non sono titolari di valori simili.

Le culture erigono delle frontiere perché, francamente, la gente ha il diritto di controllare coloro che desiderano aderire e partecipare ai loro sforzi. Le persone hanno anche il diritto di discriminare chiunque non condivida i loro valori fondamentali; o, in altre parole, abbiamo il diritto di rifiutare l’associazione con altri gruppi e ideologie che sono distruttive per i nostri fondamenti.

È interessante notare che, i globalisti ed i loro portavoce sosterranno che, rifiutando di associarsi con coloro che potrebbero minare i nostri valori, siamo noi che stiamo violando i loro diritti. Vedete come funziona?

I globalisti sfruttano la parola “isolazionismo” come vergogna nei campioni di sovranità agli occhi del pubblico, ma non c’è vergogna nell’isolamento in cui tali principi come la libertà di parola e di espressione o il diritto di autodifesa sono lineari. Non c’è niente di sbagliato con l’isolamento di un modello economico prospero da modelli economici senza successo. Forzare una decentrata economia di libero mercato per adottare un’amministrazione feudale attraverso le banche centrali e il governo finirà per distruggere quel modello. Forzare un’economia di libero mercato con una socialista economia fiscale interdipendente molto probabilmente potrà minare quella cultura. Proprio come l’importazione di milioni di persone che si nutre con differenti valori di una nazione dopo che ha avuto su di essa una spinta socialista, è una ricetta per il collasso.

Il punto è, che alcuni valori e strutture sociali si escludono a vicenda; non importa quanto duramente si tenta di integrare, certe culture non possono mai essere omogeneizzate con le altre culture. È possibile eliminare una sola cultura per fare spazio ad un’altra, in un mondo con meno confini. Questo è ciò che i globalisti perseguono. La religione elitaria è il più grande scopo dietro le politiche delle frontiere aperte e la globalizzazione – per annientare la concorrenza ideologica in modo che l’umanità pensi di avere un’altra scelta. Il gioco fine ultimo dei globalisti non è quello di controllare i governi (i governi non sono altro che uno strumento). Piuttosto, il loro gioco finale è di ottenere l’influenza psicologica totale e, infine, il consenso delle masse.

Varietà e scelta devono essere rimossi dal nostro ambiente in modo che il globalismo possa fare il suo lavoro, che è un bel modo per dire che molte persone dovranno morire e molti principi dovranno essere cancellati dalla coscienza pubblica. Le élite sostengono che il loro concetto di una singola cultura mondiale è il principio apice del genere umano, e che non vi è alcun bisogno di confini perché nessun altro principio è superiore al loro. Fino a quando i concetti di confini continuano ad esistere c’è sempre la possibilità di un aumento di differenti e distinti ideali e l’aumento di competizione con la filosofia globalista. Questo è inaccettabile per le élite.

Questo ha portato a un non così sottile meme propagandistico che le culture che valorizzano la sovranità sul globalismo sono in qualche modo in ebollizione nei potenziali calderoni del male. Oggi, con la crescente ondata di movimenti anti-globalismo, l’argomento nella corrente principale è che “populisti” (conservatori) sono di una classe inferiore e ignoranti e sono un set di elementi pericolosi atti a rovesciare la “pace e la prosperità” offerta da mani globaliste. In altre parole, siamo trattati come bambini che scarabocchiano con il dito immerso nella vernice su gioconde finemente lavorate. Ancora una volta, Carroll Quigley promuove (o prevede) che questa propaganda è in anticipo di decenni quando si discute la necessità di “lavorare all’interno del sistema” per il cambiamento invece di lottare contro di esso:

“Per esempio, ho parlato della piccola borghesia che in futuro, potrebbe rivelarsi come la spina dorsale del fascismo. Penso che questo possa accadere. I membri del partito nazista in Germania sono stati costantemente collocati nella media delle classi più basse. Credo che i movimenti di destra in questo paese siano quasi generalmente in questo gruppo “- Carroll Quigley, da Dissent:. Ne abbiamo bisogno?

Il problema è che queste persone si rifiutano di confrontarsi con i frutti della globalizzazione che si sono osservati finora. I globalisti hanno avuto libero sfogo sopra la maggior parte dei governi del mondo per almeno un secolo, se non di più. Come conseguenza delle loro influenze, abbiamo avuto due guerre mondiali, la Grande Depressione, la grande recessione, che è ancora in corso, troppi conflitti e genocidi regionali a contare e l’oppressione sistematica di agenti liberi imprenditori, inventori e le idee, al punto che ora stiamo soffrendo dalla stagnazione sociale e finanziaria.

I globalisti sono stati al potere per lungo tempo, tuttavia, l’esistenza dei confini è colpa della tempesta di crisi che abbiamo sopportato negli ultimi cento anni? Campioni della libertà sono chiamati “deplorevoli” populisti e fascisti, mentre i globalisti schivano la colpa come viscide e striscianti anguille?

Questa è la migliore carta che i globalisti hanno nella manica, ed è il motivo per cui continuo a sostenere che essi hanno intenzione di consentire i movimenti conservatori ad ottenere il potere politico nel prossimo anno, solo per staccare internazionalmente la spina della vita fiscale  che ci sostiene incolpandoci della risultante tragedia.

Non vi è alcun briciolo di prova per sostenere l’idea che la globalizzazione, interdipendente e la centralizzazione funzionino realmente. Basta solo esaminare il presente incubo economico e l’immigrazione nell’UE per capire questo. Così, i globalisti ora sostengono che in realtà il mondo non è abbastanza centralizzato. Giusto; sosterranno che abbiamo molto più bisogno di globalizzazione, non di meno, per risolvere i problemi del mondo.

Nel frattempo, i storicamente principi di sovranità dovranno essere demonizzati – il concetto di culture distinte costruite su credenze separate deve essere psicologicamente identificato con il male dalle generazioni future. In caso contrario, i globalisti non saranno mai in grado di stabilire con successo un sistema globale senza frontiere.

Immaginate, per un attimo, in un’epoca, non molto lontana, in cui il principio di sovranità sia considerato così aberrante, così razzista, così violento e velenoso che ogni individuo possa essere indotto a provare vergogna o addirittura punito dal collettivo per anelare la sovranità. Immaginate un mondo in cui la sovranità e il conservatorismo siano tacciati come i nuovi “peccati originali” fino alla generazione successiva; idee pericolose che quasi hanno determinato l’estinzione dell’uomo.

Questa prigione mentale è dove i globalisti vogliono portarci. Siamo in grado di liberarci, ma questo richiederebbe una completa inversione del modo in cui partecipiamo nella società. Abbiamo bisogno di una significativa rivolta delle associazioni di volontariato. Una spinta per il decentramento al posto della globalizzazione. Migliaia e migliaia di gruppi di volontari incentrati sulla localizzazione, l’autosufficienza e la vera produzione. Dobbiamo agire per costruire un sistema che si basa su ridondanza invece di fragile interdipendenza. Abbiamo bisogno di tornare a un’epoca con molti confini, non di meno confini, fino a quando ogni stesso individuo sia libero di partecipare a qualsiasi gruppo sociale o adoperare quello che crede sia meglio per lui, così come la connessione a difendersi contro le persone che cercano di sabotarlo; una società volontariamente tribale priva di associazioni forzate.

Naturalmente, questo sforzo avrebbe richiesto sacrifici inimmaginabili e una lotta che probabilmente potrebbe durare per una generazione. Questo vuole essere solo un suggerimento altrimenti direi una bugia. Non posso convincere nessuno di questo ipotetico modello che valga la pena di quel sacrificio in un potenziale futuro. Non ho idea se sia o non sia. Posso solo sottolineare che il dominato mondo globalista in cui viviamo oggi è chiaramente destinato a fallire. Possiamo discutere su ciò che viene dopo, dopo aver rimosso la testa dalla ghigliottina.

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L’Est di Putin contro la globalizzazione occidentale:
si fondono in un Nuovo Ordine Mondiale

Con tutti i presunti punti di conflitto – Ucraina, Siria, Cuba, Iran, e altro ancora – tra l’uomo forte russo Vladimir Putin e l’Occidente, l’idea che la Russia e i suoi alleati potrebbero un giorno “emergere” o “convergere” con gli Stati Uniti anche se questo potrebbe suonare ridicolo. Eppure, come vedremo, che è l’ultimo piano, e lo è stato per decenni, se non di più. Infatti, anche le presunte “crisi” e “tensioni” tra “Oriente” e “Occidente” – in gran parte prodotte per il consumo pubblico – stanno contribuendo a guidare questo processo. Un po’ dietro le quinte, ma difficilmente in totale segretezza, Putin e le sue presunti nemesi tra l’istituzione di un governo-occidentale per la promozione globale stanno infatti lavorando insieme verso quello che chiamano un “Nuovo Ordine Mondiale”.

A questo scopo, i globalisti stanno a lungo avanzando l’idea (che essi chiamano “convergenza”). In sostanza, il mondo deve essere governato sotto un unico regime globale, Est e Ovest, Terzo Mondo e primo mondo, dovranno tutti “convergere” – incontrandosi nel mezzo, forse. (Vedi il nostro articolo correlato Putin: ‘Nuovo Ordine Mondiale la chiave del gioco.’) Negli ultimi decenni, tuttavia, è diventato chiaro che il regime consiste nel fare più gli Stati Uniti d’Europa come la Cina e la Russia, piuttosto che il contrario, facendo leva sul pubblico da entrambi i lati per accelerare il processo. 

Leggi l’articolo in lingua inglese QUI
 
Occhio! Non è tutto oro quello che brilla 
Traduzione e adattamento Nin.Gish:Zid.Da

la sovranità non appartiene più né ai Papi né ai popoli

LA GLOBALIZZAZIONE E’ UN DOGMA DI FEDE  

di  Francesco Maria Toscano

Per non correre il rischio di combattere a vuoto, disperdendo energie in battaglie secondarie e di contorto, è indispensabile focalizzare ripetutamente i punti di forza che tengono ancora in vita un sistema universale che legittima la sopraffazione, l’ingiustizia e lo schiavismo. Negli ultimi trent’anni una serie di grandi cambiamenti hanno rivoluzionato il modo di vivere di popoli interi, sacrificati nel nome di un totem che nessuno può mettere in discussione: la globalizzazione.

Questa specie di nuova divinità paganità, che tanto ricorda il dio-pan, viene sovente evocata per far digerire al popolino bue una serie di controriforme che svuotano i diritti rese presuntivamente ineludibili proprio dalle regole che il nuovo dio (“la globalizzazione” per l’appunto) impone.

Trattandosi di materia di fede, e lo dico senza sarcasmo alcuno, a nessuno è consentito mettere in discussione la nuova dottrina religiosa di riferimento, pena la condanna eterna degli improvvidi peccatori subito marchiati al grido di “populisti” ed “irresponsabili”.

Il mastice che tiene insieme i tanti luciferini personaggi che violentano i nostri tempi è prima di tutto spirituale. Ma di che tipo di spiritualità stiamo parlando? Ecco, questo è un aspetto decisivo che nessun onesto avversario del nazismo tecnocratico oggi dominante può ignorare.

Partiamo da una premessa: ogni regola coercitiva imposta da una autorità formalmente legittima è destinata a fallire se intimamente avvertita dalle masse come contraria all’etica e alla morale prevalente.

Dall’accettazione di un simile presupposto discende una ovvia conseguenza: chi esercita il potere temporale, se vuole mantenere pacificamente il proprio ruolo, deve necessariamente entrare in connessione d’intenti con coloro i quali interpretano il sentire più profondo del popolo che sono chiamati a guidare.

Nel 494 d.c. Papa Gelasio, nello scrivere all’imperatore Atanasio, formulava la famosa teoria “delle due spade”, secondo la quale “il mondo è regolato essenzialmente da due principi: l’autorità santa dei pontefici e l’autorità regale”.

Questo schema, genericamente conosciuto come alleanza fra “Trono e Altare”, muore con l’avvento della modernità. Oggi l’esercizio del potere politico non deve più formalmente sottostare al preventivo via libera di una autorità religiosa visibile chiamata a valutare l’eventuale conformità fra le scelte dei diversi governanti e il volere divino.

Teoricamente, molto teoricamente in verità, il potere promana adesso dal basso verso l’alto, appartenendo la sovranità al popolo che può di volta in volta trasferirla pro-tempore nelle mani di alcuni delegati scelti con metodo democratico.

E allora, se così è, perché il volere dei popoli palesatosi recentemente anche per mezzo di appositi referendum viene sovente disatteso quando non completamente dileggiato? Perché il referendum greco sull’austerità indetto da Tsipras nel 2015 è diventato carta straccia? Perché tanti personaggi pericolosi come Monti e Napolitano hanno avuto il coraggio di bacchettare pubblicamente David Cameron per aver osato indire un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea conclusosi con la vittoria dei fautori della “brexit”?

Facciamo a capirci, se l’autorità che sovraintende l’esercizio della sovranità non appartiene più né ai Papi né ai popoli, di grazia, si può sapere a chi oggi appartiene? Provate a darvi una risposta. Io credo che perlopiù all’interno di un simile quadro sia corretto approfondire il ruolo esercitato dalla massoneria, da intendersi non quale dominio folkloristico di qualche grande vecchio incappucciato che impartisce ordini disparati nel chiuso di qualche tempio, ma quale istituzione filosofico-spirituale capace di imprimere un primato culturale e religioso (si, “religioso”) che recupera e attualizza una sapienzialità di tipo gnostico che rifiuta i dogmi e impone il culto di tutto ciò che è relativo.

Anche la Chiesa Cattolica, che pur vanta una storia millenaria edificata sull’assorbimento e sulla difesa di alcune verità di fede, si avverte oggi alla stregua di una qualsiasi organizzazione umanitaria che predica la riscoperta di alcune virtù cristallizzate più dai padri della filosofia morale che non dal Vangelo.

Ma dietro una interessata facciata fatta di ipocrita tolleranza e rispetto per le convinzioni altrui, il pensiero massonico che gestisce e indirizza sul piano spirituale (specie attraverso il ferreo controllo di mezzi di informazione fintamente plurali) il radicamento della globalizzazione sul piano materiale è in realtà radicalmente totalitario.

Una élite si auto-assegna nell’ombra il diritto di indicare al gregge cosa è giusto, cosa è democratico e cosa è bello; e fin quando il popolino accetta e fa sue le priorità cucinate riservatamente dagli occulti “sacerdoti neri” il problema non si pone e la democrazia, ammantata di libertà di pensiero e di espressione, cammina felice.

Quando però il sentire delle masse, nonostante la propaganda incessante, non è più funzionale alla realizzazione dei disegni pianificati dai padroni del vapore, lo stesso volere democratico, poco prima osannato, diventa improvvisamente prassi esecrabile e trionfo della demagogia.

Scacciare tutte le divinità dal cielo serve inoltre a permettere l’adorazione e il contestuale culto del denaro, unico dio sempre presente in terra. Ma questo è un altro aspetto che merita apposito approfondimento.

Fonte: IL MORALISTA