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Una pressione collettiva sul pensiero – la rinuncia consensuale alla democrazia

A DIFESA DEL MANDATO IMPERATIVO. E DUNQUE DEL POPULISMO. 

di Maurizio Blondet

Il vincolo di mandato per i parlamentari è una delle  istanze del Movimento 5 Stelle: e come tutte  quelle che escono da quel movimento, accolta con strida scandalizzate e indignazione artefatta  mediatiche e partitiche: “Non è democrazia”, eccetera.  Ovviamente,  invece,  è una  pretesa per lo meno comprensibile in Italia, dove oltre  un terzo dei parlamentari  ha cambiato casacca in meno di due anni.   Ma in realtà è molto di più: è un  potente segnale di vitalità democratica.

Mi ci ha fatto pensare il saggio del filosofo politico  Alain de Benoist, “Populismo”  (Arianna Editrice), un libro capitale che consiglio a tutti i grillini pensanti (Grillo incluso), come ai salviniani (compreso Salvini).

Vi ho letto che per Carl Schmitt, “un popolo ha tanto meno bisogno di essere rappresentato  quanto più è politicamente presente a se stesso”. Se Schmitt vi sembra sospetto perché “di destra”, ecco Simone Weil (quella vera, morta battezzata):  nel 1943,   in nome della Resistenza antifascista, scrive il “Manifesto per la soppressione dei partiti politici”, proprio per salvare la democrazia.  Per lei   “L’unico fine di ogni partito è la  propria crescita illimitata”, è “un’organizzazione costruita per esercitare una pressione collettiva sul pensiero”: noi vediamo la durata illimitata dei partiti, decisi a sopravvivere in eterno alla   fine della  loro utilità politica.

Molti pensatori  rivoluzionari sono stati contrari alla delega: a cominciare da Rousseau, per cui “un popolo non può che perdere la propria sovranità sin dal momento in cui se ne priva a vantaggio di rappresentanti”, passando per Proudhon,  per arrivare al  marxista Costanzo Preve, che nota  sarcastico: “Il metodo democratico consiste proprio nella rinuncia consensuale alla democrazia come contenuto”.

Il filosofo Jacques Rancière, un allievo di Althusser,  sancisce: la democrazia “rappresentativa” non è un espediente necessariamente inventato per adattare la democrazia alla crescita delle popolazioni, ai tempi moderni; no,  “E’ a pieno titolo una forma di oligarchia.  L’evidenza che assimila  la democrazia alla forma di governo rappresentativo è recente. La “democrazia rappresentativa” oggi può sembrare un pleonasmo, ma inizialmente è  stato un ossimoro”. Ossia: all’origine, un termine (democrazia) era il contrario dell’altro (rappresentativa).

Molti di voi, lo so, faticano a capire. Questo perché le oligarchie vi hanno cambiato di soppiatto il concetto. E’ stato operato uno   di senso e de-potenziamento fatale della “democrazia”. Nel senso originario, indica il popolo che prende ed  esercita il potere – contro un  tiranno, un re, una oligarchia. 

Dunque “Essa designava la potenza  collettiva, la capacità di autogoverno”; mentre adesso invece “rinvia solo alle libertà personali-  non è più la sovranità del popolo, ma la sovranità dell’individuo”.   Una sovranità degli individui spinto fino “alla possibilità ultima di mettere in scacco, se necessario, la potenza collettiva”.

Così Marcel Gauchet, post-marxista, “uno dei più importanti studiosi del politico” direttore della rivista Le Débat.  Il  fatto è che “una versione liberista-liberale della democrazia ha soppiantato  la  sua versione classica”.  Attenzione, perché il punto è cruciale:  è l’ideologia del libero mercato che vi ha condizionato a credere  che la “libertà” sia la vostra libertà individuale,  di  attuare vostri desideri  privati.  Dato che siete  anzitutto “un calcolatore razionale  alla ricerca di massimizzare il vostro interesse privato”,  senza alcuna preoccupazione per il bene comune.  Il mercato infatti ha  bisogno di individui così, consumatori  da soddisfare.  

Vi dice:  voi come individui siete sovrani  fino al punto di imporre i vostri desideri e piaceri alla volontà collettiva.  

“Di qui a poco a poco – conclude Gauchet – la promozione del diritto democratico  provoca l’inabilitazione politica della democrazia”.  

Infatti, dice De Benoist, “l’individuo atomizzato  quale lo concepisce la teoria liberale non può essere in primo luogo un cittadino, un soggetto democratico, perché per definizione estraneo all’appartenenza   che fonda il voler-vivere-in-comune”.

E il governo? Poco male, vi dice la sirena liberal-liberista: delegatelo ai “vostri rappresentanti”, i quali sono competenti,  e si avvalgono dei “tecnici”; i quali lo delegano alla “Unione Europea”, la  quale lo delega alla banca centrale, al Fondo Monetario, a Goldman Sachs e Wall Street, a esperti più  competenti di voi –   voi godetevi le libertà individuali che la  democrazia di mercato vi  ha regalato. Perché il vostro egoismo è “naturale”, così come il “mercato” è lo stato di natura – a cui non c’è alternativa.  Non c’è alternativa al mercato, quindi cosa volete  “governare”? 

Ci abbiamo creduto. Fino ad oggi, quando “il popolo ha la sensazione che la sua situazione sociale continui a deteriorarsi, che  l’epoca  del pieno impiego sia definitivamente passata  e  che l’avvenire sarà ancora peggiore. Ha la sensazione che i valori cui aderisce siano derisi o disprezzati [legge Cirinnà, gender nelle scuole].  Ha la sensazione che  il  suo stile di vita sia minacciato dalla presenza, sul suolo nazionale, di una popolazione dai costumi differenti che percepisce come  estranea, se non ostile. Ha la sensazione che l’Unione Europea sia diventata un progetto antisociale che contribuisce ad aggravare l’insicurezza economica e culturale”.  

Ma non sono affatto sensazioni, come sapete. Le  conquiste della “omogenitorialità”, i clandestini  da accogliere senza limiti, il gender nelle scuole, lo ius soli,  le “normative d’Europa”, i  “diritti delle minoranze”, la globalizzazione,  sono tutti i risultati di   una spoliticizzazione  “che è avvertita dalla maggior parte del popolo come un’insopportabile aggressione perché mira a togliergli la capacità di decidere, ossia la  sua sovranità”. 

Il risultato è “una impotenza sociale collettiva  senza precedenti storici”(Costanzo Preve). Un  totalitarismo della dissoluzione. Gestito dalla sinistra progressiva:  quei “sostenitori della trasgressione morale e culturale permanente che fanno direttamente il gioco della finanza mondiale, perché il capitalismo può estendere la sua influenza unicamente smembrando non solo le strutture di vita comunitarie tradizionali, ma anche il legame sociale, i valori condivisi,i modi di vita specifica, le culture popolari.  Il capitalismo può trasformare il pianeta in un vasto mercato, che è il suo scopo,  solo se questo pianeta è stato previamente atomizzato”: 

“Senza le nuove piste incessantemente aperte dal liberalismo culturale, il mercato non potrebbe impadronirsi continuamente di tutte le attività umane, comprese quelle più intime”:  così Jean-Claude Michéa,  pensatore socialista senza complessi, in “Perché ho rotto con la sinistra”.  

E’ in questa situazione che sono  sorti, in Europa ed Usa, movimenti populisti. Perché “la condizione di emersione di una mobilitazione populista è  una crisi  di legittimità  politica che tocca  l’insieme del sistema di rappresentanza” (P.  A. Taguieff). Quella patologia gravissima,terminale della democrazia rappresentativa  in cui “destra” e “sinistra” partitiche colludono, in cui Renzi agisce come Berlusconi e Berlusconi vuole adottare Renzi,  perché  hanno lo stesso programma, servire il Mercato Mondiale  da cui non si può uscire. “Lo Stato collusivo dominato dalla casta  oligarchico-tecnocratica verso il quale siamo avviati ormai da trent’anni” (Jacques Sapir). 

Naturalmente, quando  sorge il populismo,  le elites strillano  che non è  legale, che  è “demagogico”, dunque mette in pericolo la democrazia, che è  sovranista e le sovranità non esistono più, che vuole le frontiere ormai abolite, dunque che è passatista;  il popolo che vota i populisti viene  spiegato che è   (come gli inglesi che votarono il Brexit)  quello  poco istruito (strano,  quando gli operai votavano PCI,  nessuno diceva che lo facevano perché poco istruiti) nostalgico, etnicista, che rifiuta gli immigrati e i  diversi,  – anche  fascistoide  (sempre  per le élite s ciò che non piace loro  puzza di fascismo).

Balle, propaganda demagogica , perché nessuno supera in demagogia le oligarchie (basta vedere le loro tv):  non facciamoci condizionare da questi sbarramenti colpevolizzanti e demonizzanti.

“I movimenti populisti”, scrive  Paul Picone,”appaiono generalmente in congiunture storiche speciali, quando il processo democratico è talmente degenerato da esigere una vera reazione democratica –  Il populismo è in generale una reazione contro il deficit di democrazia ed è sempre molto  più democratico di qualunque sistema fondato sulla democrazia rappresentativa”. 

Insomma:  il populismo   sarà confuso, commetterà molti errori,  prenderà cantonate, perché vi aderisce gente che è stata disastrata e  atomizzata dalla Forma Capitale, che è  una forma “totale”  ,  nel senso che ci ha tutti antropologicamente minorati, disumanizzati, resi schiavi del  suo politicamente corretto  e delle sue “trasgressioni” e della sua propaganda seduttiva – però  è una reazione sana all’esproprio di democrazia, è un segno di vitalità,  di salute, di un sangue che riprende a scorrere nelle vene  collettive, il segno della volontà di riaffermare il primato del politico sull’economico.

E’, con tutti i suoi difetti, l’albeggiare del concetto di Libertà “politica”, contrario a quelle “libertà” del Mercato,   la libertà dell’individuo atomizzato, senza appartenenze né patria, nomade sradicato da ogni condizione storica e sociale: quasi che “l’uomo si costituisca liberamente a partire dal niente”. No, “la risposta è che la libertà come l’autonomia va concepita in termini di attaccamento e di legami, non di lacerazione e sradicamento,  di responsabilità verso l’altro piuttosto che di trasgressione a tutto ciò che unisce i membri di una società a un fondamento storico-sociale comune”. 

La democrazia in senso forte, dove il “demos” rigetta le oligarchie e  la loro governance che svolgono  per conto di poteri “che uccidono i popoli”,  e prova a governare in proprio. Da cui il mandato imperativo,  il guinzaglio corto ai politici.  E’ un inizio.

Fonte:  http://www.maurizioblondet.it/

Unione Europea e il controllo comprato dopo la II Guerra Mondiale

 

Washingron Minaccia – Non tollererà la Creazione degli Stati Uniti d’Europa

29 Maggio 2017
dal Sito Web ElRobotPescador
traduzione di NicolettaMarino
Versioneoriginale in spagnolo

Come abbiamo visto oggi in un articolo pubblicato su HispanTV, il possibile ambasciatore degli USA presso l’Unione Europea, Ted Malloch, ha dimostrato la ferma opposizione di Washington alla possibile creazione degli Stati Uniti d’Europa.

Il suo messaggio non può essere più significativo e chiaro…

  • In un discorso tenuto a Bruxelles, Malloch ha avvertito Francia e Germania che gli” Stati Uniti d’Europa” con un budget centralizzato, va contro gli interessi statunitensi e ha messo ben in chiaro che la Casa Bianca si difenderà ferocemente di fronte qualsiasi incremento di “protezionismo” in Europa.
  • Inoltre ha insistito sul fatto che questa iniziativa condurrà ad maggior un deterioramento dei legami con Washington di quella che definiva un’Europa divisa “dall’antiamericanismo”, e ha approfittato del momento per scatenarsi contro il resto dei paesi europei, che ha bollato come “non graditi” dopo il massiccio appoggio degli USA nella ricostruzione del continente dopo la II Guerra Mondiale.

Nota:

sia ben chiaro che quella ricostruzione aveva vari obbiettivi:

  • Primo: indebitare l’Europa e trasformarla in una colonia anglo-americana
  • Secondo: creare mercati per i suoi prodotti o affari
  • Terzo: creare paesi sudditi dell’asse angloamericano in opposizione all’Unione Sovietica 

Quindi non lo fecero per salvare i poveri bambini affamati europei, come sempre volevano venderci…

Invece Malloch ha elogiato il regno Unito che sta lasciando il blocco comunitario con il processo conosciuto come Brexit.

Ha affermato che Londra ha avuto dei legami molto forti con Washington e che starebbe in prima fila per raggiungere un accordo commerciale con gli Stati Uniti.

Poi ha sottolineato che l’Unione Europea “è fallita” e che ha dovuto abbandonare i suoi sogni d’unione, in quanto secondo lui, il blocco è sempre più ristretto o vicino al collasso.

  • “Francamente, il fallimento dell’attuale progetto d’integrazione europea, credo che stia diventando sempre più evidente.
  • E’ un qualcosa che Roosevelt o Churchill avrebbero già messo in dubbio visto che l’unione Europea è diventata, come direbbero alcuni, la più antidemocratica, piena di burocrazia e antiamericana nel modo più sfrontato.”
  • “L’idea di un governo dell’euro centralizzato a Bruxelles non favorisce in alcun modo gli USA, sia economicamente che in politica estera. Tutto ciò danneggerebbe seriamente gli Stati Uniti.”

  • E’ curioso il fatto che Malloch critica il protezionismo d’Europa mentre l’Amministrazione del presidente USA, Donald Trump, usa questo strumento sia negli aspetti sociali sia commerciali. Fonte

Il tutto in altre parole ancora più comprensibili e alla mano, il messaggio di Malloch sarebbe:

  • “cazzoni Europei, sottomettetevi all’impero americano e all’asse angloamericana? Che c…vi credevate?

Cominciate a comprendere quindi chi c’è dietro alla Brexit, alle correnti antieuropeiste e all’auge dei movimenti di ultradestra euro scettici? Ancora non lo vedete chiaramente?

Allora aprite le orecchie:

  • il signor Malloch ha avuto l’immensa amabilità di renderlo in maniera molto esplicita.

Sono gli stessi che hanno promosso l’ascesa di Donald Trump e il suo ritorno all’antico imperialismo nordamericano fascistoide di sempre.

Evidentemente, le sue critiche all’Unione Europea hanno un fondamento:

  • Si tratta di un organismo corrotto, antidemocratico, burocratizzato fino alla nausea, che reprime le libertà e i diritti nazionali e individuali ed è a pieno servizio delle élite s finanziarie globaliste.
  • Un mostro che dovrebbe essere distrutto e polverizzato o come minimo riformato fino alle radici con un castigo esemplare per tutti quei burocrati criminali che lo dirigono che dovrebbero essere cancellati dalla faccia della Terra come monito per le generazioni future di governanti.

Che nessuno creda che:

  • coloro che si oppongono a quest’Unione Europea, l’asse angloamericano e i suoi scagnozzi dell’estrema destra (che hanno sempre servito l’imperialismo degli Stati Uniti come ci ricorda l’Operazione Gladio in Europa o il PianoCondor in America), appartengono comunque alla stessa banda repressiva contro le popolazioni e le persone e vogliono solo ritornare al predominio glorioso dell’asse anglosassone.

Molti di noi sono caduti nella trappola, quando affascinati ascoltavamo con piacere e ammirazione le diatribe antieuropeiste di quel pagliaccio di Nigel Farage al Parlamento Europeo.

Eravamo d’accordo con le sue ferree critiche, però adesso si vede più chiaramente ciò che c’era realmente dietro.

E ovviamente, la Russia, per le sue motivazioni. Condivide interessi momentanei con questa gente, almeno su questo fatto concreto. Alla Russia interessa un blocco europeo debole come sempre ha interessato anche il regno Unito.

Gli Stati Uniti hanno spinto al momento dato la creazione dell’Unione Europea (vedi Origini dell’Unione Europea – Un Piano Nascosto degli USA), pensando forse che si sarebbe trasformata in una colonia controllata dagli Stati Uniti.

Nel tempo però si è trasformata in un temibile competitore commerciale con un potere proprio…e l’asse angloamericano, l’asse anglosassone derivato dall’Impero Britannico, vuole il suo potere dominante e vuole tornare a controllare il terreno che comprò dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Del resto è bene ricordare che il TTIP sembrava essere il colpo definitivo del dominio nordamericano sull’Unione Europea… però ricordatevi che prima dell’arrivo di Trump, si stavano già rompendo le negoziazioni con gli USA per le condizione di abusi che imponevano (guardate gli articoli già prodotti, non stiamo inventando nulla) per quanto adesso i propagandisti pagati vogliono far credere a tutti che sia stato Trump che non ha permesso il trattato.

Quindi, coloro che brindano allo scioglimento dell’Europa, dovrebbero sapere meglio chi in realtà stanno servendo.

Non servono la “sovranità nazionale”, e nemmeno stupidità manipolatrici come:

“servono l’asse angloamericano.”

Come abbiamo già denunciato in passato, c’è molta gente pagata per fare campagna per questi interessi e il mondo alternativo ne è un chiaro esponente.

Il mondo dei web alternativi è pieno di agenti pagati dall’asse anglo americano che si presentano come,

Come abbiamo già detto, tutte le loro azioni sproporzionate e teorie per gli ingenui (Sorchas Faales, Benjamines Fulfords e chi li copia) hanno una radice anglosassone perché è a loro che servono dando quei messaggi.

Sfortunatamente ci sono molti poco cauti, contrari alle barbarie e agli abusi dell’Unione Europea e alla globalizzazione che credono che:

  • “i nemico del mio nemico è mio amico”.

Non è, però, così:

  • sono tutti nostri nemici, i nemici delle “persone della strada”, vostri e nostri, tutti coloro che non hanno accesso ai loro club privati, alle loro riunioni segrete, alle loro tessere da Vip per incontrarsi con delle escorts, organizzare orge o realizzare pratiche molto più oscure e inimmaginabili.

E non importa che siano i burocrati criminali e corrotti dell’Unione Europea, gli psicopatici imperialisti angloamericani , santo Putin benedetto e i suoi apostoli oligarchi o il partito (presunto) comunista cinese:

  • Tutti ci disprezzano e tutti son oi nostri nemici.

Nessun capo ci salverà, e nessuna istituzione… dovremo farlo noi stessi, noi dalla bse in giù, liberi dalle ideologie che ci dividono, però identificando con chiarezza coloro che i servitori di ogni interesse personale.

Se vogliamo veramente avere un futuro, non lasciamoci ingannare ancora di più…

http://www.bibliotecapleyades.net/