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Geoingegneria: non hanno idea di ciò che stanno distruggendo

La geoingegneria clandestina
è correlata alle malattie degenerative

(NaturalNews) Negli anni 60, si iniziò un pacato dialogo scientifico sul cambiamento climatico globale e su come potesse essere manipolato.

Ciò che avrebbe potuto sfociare in una discussione produttiva per una protezione responsabile del clima della Terra e dell’ecosistema, invece si sviluppò in un esperimento scientifico pazzo e a fini di controllo.

Verso il 21° secolo, i jumbo jets venivano impiegati per far cadere dai cieli miliardi di dollari di alluminio, e non solo, in nanoparticelle.

Nel tentativo di riflettere lontano dalla terra, la luce solare e raffreddare le temperature del clima, questo esperimento scientifico ha sfruttato popolazioni intere, usando enormi quantità di metalli provenienti dall’aria, che letteralmente piovono giù e avvelenano tutti, lentamente, sottilmente.

Secondo il neurochirurgo dr Russell L. Blaylock, le nanoparticelle di alluminio che si trovano nelle chem-trails – scie chimiche- contribuiscono largamente alle malattie degenerative del nostro tempo.

Come la bioingegneria, dove gli scienziati “rifanno” il DNA dei raccolti, creando cibo geneticamente modificato, la geo-ingegneria è il tentativo globale per manipolare il sole e il clima della Terra.

In entrambe le operazioni di ingegneria di massa, i “professionisti” cercano di giocare a “Dio”, ma per certo, la natura e i processi naturali non possono essere controllati e mai sono stati pensati per esserlo.

Invece qui vediamo indesiderate conseguenze di malattie degenerative, presenti oggi a causa degli OGM e della geoingegneria. Vengono tuttavia negate tutte le statistiche sulle malattie, dato che i controllori giustificano i loro mezzi.

Quel che serve è un enorme grido di protesta pubblica contro la geoingegneria simile all’urlo di protesta contro gli OGM.

Mentre la realtà delle geoingegneria prende piede e mentre montano le conseguenze, non è mai troppo tardi per fermare la follia e lavorare insieme per una vera conservazione dell’ambiente, attraverso una partecipazione dal basso.

Dato che questi esperimenti di geoingegneria utilizzano i jumbo jets militari, per rilasciare nella atmosfera enormi quantità di nanoparticelle di alluminio, stronzio e bario, molti potrebbero chiedersi se il dibattito sul global warming non sia semplicemente una distrazione politica, al fine di ottenere consenso pubblico, per quel che riguarda le tattiche di geoingegneria.

Sono in molti ora a pensare, che queste chem-trails siano utilizzate segretamente a fini di controllo e de-popolazione. Dopotutto, milioni di genti sconosciute sono diventate vittime di questi spray di massa. Guardate i vostri cieli alla ricerca di chem trails…

Gli effetti dei gas serra sono reali ma quando mai è riuscito ad un gruppo di governo, o miliardario, di avere l’autorità necessaria per usare dei jet per riversare enormi quantità di elementi su popolazioni che nulla sospettano?

Per quanto accreditata possa apparire la loro ricerca, non hanno autorità morale e non hanno idea di ciò che stanno distruggendo.. dato che il terreno e le piante assorbono le grandi quantità di sostanze che vengono spruzzate sopra di loro.

Il desiderio di fare esperimenti coi cieli

Quando esplosero le quiete discussioni sul cambiamento climatico, negli anni ’60, gli scienziati iniziarono lanciare intorno delle idee per combattere il global warming. Introducendo particelle che riflettono la luce del sole nell’atmosfera, hanno potuto leggermente aumentare la reflettività, contrastando i gas che intrappolano il calore e quindi raffreddando il pianeta.

L’idea del colombiano Dr. Broecker fu di introdurre anidride solforosa (biossido di zolfo) nella stratosfera e questo negli anni ‘80. Nel 2006, Dr. Crutzen, un premio Nobel dal Max Planck Institute, iniziò a pubblicare degli articoli su come quel procedimento potesse funzionare per raffreddare il pianeta.

Uno dei maggiori inventori della bomba ad idrogeno, Edward Teller, pensò che “iniettare delle particelle, che avrebbero disperso la luce del sole, nella stratosfera, sembrava essere un approccio promettente e scrisse al The Wall Street Journal, “Perché non farlo”?

Le conseguenze di questo aerosol di massa, secondo il neurochirurgo Russell L. Blaylock.

“Particolarmente preoccupante è l’effetto che queste nanoparticelle hanno sul cervello e la spina dorsale, data la crescente lista di patologie neurovegetative, che includono la demenza dell’Alzheimer, la malattia del Parkinson e quella di Lou Gehrig.”

Blaylock spiega successivamente che le nanoparticelle di alluminio possono penetrare facilmente nel cervello attraverso il sangue ed i nervi olfattivi nel naso. Passando attraverso i tratti neuronali olfattivi, le particelle di alluminio penetrano facilmente l’area del cervello che è più colpita dal morbo di Alzheimer. Inoltre, nei casi di Alzheimer, si è visto che in questa parte del cervello è contenuto il maggior livello di alluminio!

Le particelle di alluminio entrano nel corpo anche attraverso il sistema respiratorio, dove si è dimostrato che causano tremende infiammazioni ai polmoni, aggravando ulteriormente le condizioni come asma, e malattie polmonari.

Data la loro piccola dimensione, le particelle di alluminio possono anche entrare nel tratto gastrointestinale e disperdersi in molti altri organi e tessuti nel corpo, incluso la colonna vertebrale.

In qualità di neurochirurgo, che interagisce quotidianamente con la malattia neurologica, il Dr. Blaylock addita e obbietta l’opera di aerosol globale, che spruzza alluminio nei cieli.

“Bisogna che si facciano dei passi ora per prevenire un incombente disastro sulla salute, che sarà di enormi proporzioni, se questo progetto non verrà immediatamente fermato. Diversamente vedremo un aumento esplosivo nelle malattie neuro-degenerative, che colpiscono gli adulti e le persone anziane a livelli che non si sono mai visti prima, ma anche nei disturbi da sviluppo neurologico nei nostri bambini.

Vediamo già ora un enorme aumento di questi disturbi neurologici, che nei giovani stanno accadendo come mai prima d’ora”.

Articolo originale: naturalnews.com / Traduzione Cristina Bassi, per: thelivingspirits.net

https://www.ecplanet.org/

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L’incontro tra Geoingegneria e disinformazione

INTERPELLANZA URGENTE AL MINISTRO DELL’AMBIENTE 

L’onorevole Serena Pellegrino, vicepresidente Commissione Ambiente alla Camera, ha partecipato convegno  Geoingegneria & Disformazione e ha illustrato una interpellanza urgente, che verrà discussa a breve in Aula, sul tema delle emissioni degli scarichi aerei e dei loro effetti sull’atmosfera.

L’incontro “Geoingegneria e disinformazione”, svoltosi presso il Senato della Repubblica nell’Istituto di Santa Maria in Aquiro era patrocinato dal senatore Bartolomeo Pepe.

Sono intervenuti Bartolomeo Pepe (senatore), Serena Pellegrino (deputata), Paolo de Santis (fisico), Gerardo Rossi (medico), Maria Heibel (pedagogista) e il regista Matthias Hancke che ha presentato il suo film documentario ‘OVERCAST’ 

Video tradotto il lingua italiana

Deutsch Übersetzung Video HIER

Translation in English language HERE 

Atto Camera
Interpellanza
presentato da
PELLEGRINO Serena

La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Per sapere – premesso che:

l’art. 268 del d.lgs. n. 152 del 2006 definisce l’inquinamento atmosferico come ‘ogni modificazione dell’aria atmosferica dovuta all’introduzione di una o più sostanze in quantità e caratteristiche tali da ledere o costituire un pericolo per la salute umana’;

l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) nel rapporto “Qualità dell’aria in Europa”, del gennaio 2017, riferisce che l’inquinamento ‘atmosferico’ è il fattore principale di rischio ambientale per la salute, contribuisce alla diffusione di gravi patologie e causa 467.000 decessi prematuri ogni anno, mentre secondo l’lSDE (International society of doctors for the environment) gravi danni alla salute sono prodotti da metalli pesanti e particolato ultrafine;

l’Institute for Atmosferic and Climate Science, ETH Zurich, ha recentemente condotto presso l’aeroporto di Zurigo uno studio sulla composizione chimica dei gas di scarico delle turbine dei velivoli, riscontrando numerosi composti metallici mescolati con le particelle di fuliggine, tra cui alluminio, bario, manganese e ferro, tutte sostanze tossiche ed inquinanti che sono state immesse in atmosfera;

tali sostanze risultano spesso presenti, oltre che nell’aria, anche nella pioggia e sul territorio, provocando gravi danni all’ambiente ed alla salute;

da un’analisi effettuata dall’ARPA Umbria (rapporto RP-2017-211) sono stati riscontrati dati allarmanti, in data 9 gennaio 2017, in zona S.Venanzo (TR), altitudine 500 mt, zona agricola, con evidenti concentrazioni di sostanze come alluminio, bario, ben superiori alla soglia prevista.;

la Commissione europea, nella Risposta del 26/6/2007, all’Interrogazione posta il 10/5/2007 da Erik Meijer, non ha potuto escludere che il rilascio di bario, alluminio o ferro dagli scarichi aerei su larga scala possa produrre effetti sulla salute e sull’ambiente, influenzare le precipitazioni ed il cambiamento climatico;

nella Risposta del 21/5/2012, all’Interrogazione del 15/3/2012 proposta da Oreste Rossi, la Commissione si dichiara a conoscenza di programmi di ricerca che comportano il rilascio da parte di aeromobili di determinate sostanze di marcatura innocua e aggiunge di non essere a conoscenza di emissioni ‘deliberate’ di sostanze tossiche quali i metalli pesanti;

nella Risposta del 16/6/2011, all’Interrogazione dell’11/7/2011 proposta da Nessa Childers, la Commissione precisa che non sono imposti obblighi di sicurezza dalla legislazione dell’U.E. alle imprese che fabbricano, importano e usano sostanze e/o prodotti chimici per modificare il clima o per applicazioni geo-ingegneristiche e che numerose lacune esistono ancora in materia;

l’esposizione continua del nostro DNA a un inquinamento sempre più capillare, e in particolare a metalli pesanti, particolato ultrafine, ai cosiddetti distruttori endocrini, modella l’epigenoma del DNA nel lungo periodo e crea le premesse alle mutazioni genetiche che danno poi i tumori e molte altre patologie in aumento;

gli effetti deleteri dell’inquinamento atmosferico sono tanto maggiori quanto è più precoce l’esposizione (età gestazionale, neonatale, infantile e adolescenziale); risulta quindi urgente intervenire e predisporre interventi, azioni e politiche nazionali e internazionali che prevedano una rapida quanto concreta razionalizzazione e riduzione del fenomeno;

nel recepimento della normativa U.E., risulta necessaria ed urgentissima un’integrazione della normativa nazionale attraverso una precisa individuazione del traffico aereo tra le diverse fonti di inquinamento atmosferico, al pari del traffico dei veicoli su terra e mare, e una definizione e classificazione degli inquinanti che ne derivano, quali metalli pesanti, particolati atmosferici e tutti gli altri dei quali si potrà accertare la presenza, con fissazione dei relativi valori limite e guida, in quanto non ancora sufficientemente contemplati nella normativa vigente;

l’imprescindibile applicazione del principio di precauzione, nell’orientare l’azione dei pubblici poteri verso la prevenzione precoce, persino anticipatoria rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, riguarda in primis la produzione normativa in materia ambientale, ma anche l’adozione di atti generali e di misure cautelari –:

quali iniziative voglia intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze, per garantire, nel recepimento della normativa UE, la tutela del diritto alla salute ed alla vita, dell’integrità dell’ambiente e dell’equilibrio degli ecosistemi e delle biodiversità;

come intende attivarsi per promuovere tutte le possibili attività di monitoraggio e controllo, da parte dell’Anpa, sullo stato dell’aria, dell’acqua e del territorio, a cominciare dalle zone circostanti agli aeroporti e avendo riguardo anche al traffico aereo ed ai relativi inquinanti in questione;

se non ritenga, nelle more, di costituire un tavolo tecnico interistituzionale con la presenza dell’Istituto superiore di sanità, dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente, dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e di altri soggetti interessati, nell’attesa della integrazione della normativa in questione.

On. Serena Pellegrino

VEDI ANCHE 

INTERROGAZIONEALLA CAMERA: IN CHE MODO IL GOVERNO ITALIANO È IMPEGNATO IN OPERAZIONI DIGEOINGEGNERIA?

Atto Camera
Interpellanza
presentato da
PELLEGRINO Serena

Matthias Hancke e i collaboratori del suo film Overcast hanno inviato un comunicato-stampa a tutti i parlamentari svizzeri, informandoli sui risultati dello studio dell’ETHZ.

Qui il Comunicato

Fonte:  http://www.nogeoingegneria.com/

Video Correlato:

Articolo correlato: http://www.tankerenemy.com/

Almanacco di marzo 2017

E’ in atto una riprogrammazione culturale – mentale
La CO2 come capro espiatorio e la via verso un ‘Mondo Nuovo’

Articolo by Maria Heibel per Nogeoingegneria  

L’anidride carbonica è un gas naturalmente presente nella atmosfera ed è esistita anche prima che l’uomo facesse la sua comparsa. Quindi la sua presenza è dovuta ad una precisa strategia di Madre Natura. Le prime fonti di anidride carbonica, nella storia del pianeta Terrasono state i vulcani. Grazie a questo gas ha potuto svilupparsi la vita. La C0O è una sostanza fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali. E’ indispensabile per la vita e per la fotosintesi delle piante. Le piante assorbono anidride carbonica, processo che avviene di giorno, quando c’è luce, poiché serve a completare la fotosintesi, in cambio fornisce un gas fondamentale, senza il quale non potremmo vivere, l’ossigeno. Come possiamo allora considerare la CO2 un gas inquinante? È ritenuta uno dei principali gas serra presenti nell’atmosfera terrestre. I gas serra naturali comprendono anche il vapore acqueo, il metano, l’ossido nitrico e l’ozono

Normalmente consideriamo inquinanti delle sostanze che contaminano e rendono sporco o pericoloso l’ambiente. Il numero di sostanze inquinanti prodotte dall’uomo ed immesse nell’ambiente è astronomico. Le sei sostanze inquinanti più pericolose al mondo sono secondo la Green Cross (1) il cromo esavalente, il piombo, il mercurio, i radionuclidi, i pesticidi, il cadmio. Ma da un po’ di anni si parla praticamente di un inquinante soltanto: la anidride carbonica (CO2) rilasciata dall’uomo.

L’anidride carbonica è un inquinante? Continua QUI

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Prendiamoli tutti, tanto li paghiamo noi
Orban diceva il vero: il patto segreto Merkel-Erdogan esiste.

Era il dicembre 2015, e il primo ministro ungherese Victor Orban dichiarò pubblicamente che la Merkel stava concludendo un accordo con Erdogan sui migranti, che comprendeva una clausola segreta: “Ciò che s’è concordato con la Turchia a Bruxelles…c’è qualcosa che non risulta nell’accordo”, disse Orban: “Un giorno ci sveglieremo – e penso che ciò sarà annunciato a Berlino già la settimana prossima – e ci diranno che dovremo prendere 400 mila o 500 mila rifugiati direttamente dalla Turchia”.

La settimana dopo non ci fu nessun annuncio del genere. Orban fu schernito e ridicolizzato come complottista allucinato. Il vice-presidente della Commissione Frans Timmermans definì le dichiarazioni dell’ungherese “insensate”. Parigi e Berlino fecero addirittura le offese. “Francia e Germania stanno lavorando assieme per gestire il flusso di migranti”, disse Stephane Le Foll, il portavoce del governo francese, e non per prenderne di più. “L’altro fine settimana la UE ha raggiunto un accordo con la Turchia, e Orban dovrebbe sapere i dettagli, visto che c’era”. Continua QUI

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Ma guarda guarda: le statue di Mosul erano false!

Era il febbraio del 2015, due anni fa. Tutti ricordiamo quei video “terrificanti” nei quali gli uomini dell’ISIS distruggevano con rabbia dozzine di statue preziose nel museo di Mosul.

I cronisti nei telegiornali ci descrivevano “con raccapriccio” quelle immagini, che andavano a rinforzare l’idea di quanto malvagi e disumani fossero gli uomini del califfato.

Ma oggi che i “cattivi dell’ISIS” non servono più, di colpo ci si accorge che quelle statue erano quasi tutte false.

In realtà, chi ha un occhio attento si era già accorto due anni fa che si trattasse di miserevoli repliche in gesso: bastava guardare la polvere bianca che schizzava da tutte le parti, sotto le martellate rabbiose dell’ISIS, per capire che quelle non fossero affatto statue di pietra o di marmo. Ma allora serviva un’immagine dell’ISIS ” terrificante”, per cui nessun cronista “si accorse” che si trattava di semplici repliche fatte di gesso. Oggi invece, fingendo grande stupore, la CNN annuncia quanto segue: Continua QUI

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UN GORGO IN CUI PERDIAMO TUTTI, MENO I DUE BASTARDI.

E sono sempre loro a vincere, e voi li fate vincere. Ma in questo caso la cosa grottesca è che li fate vincere mentre voi vi assegnate una piccola vittoria. Buffa la vita.

Chi vince sempre sono Mark Zuckerberg di Facebook e Sundar Pichai di Google, e ti pareva? Da quanto vi dico che sti due, assieme a Jeff Bezos di Amazon, si sono pappati il pubblico del mondo? E poi ancora non avete visto nulla di ciò che hanno in serbo. Ma qui il tema è specifico.

C’era una volta la stampa… Vabbè, oggi abbiamo il Web che ormai ha sbaragliato tutto. Quindi gli editori delle news sono costretti a stare nel Web. E allora ecco che arrivano i due solerti Zuckerberg e Pichai con tanto di salamelecchi a offrirgli spazi dove rilanciare le news dei grandi quotidiani. Bene. Gli editori non hanno nessuna scelta, perché stare fuori dalla Rete significa scomparire. E accettano le offerte di Facebook e Google di spazi dedicati e appositamente creati per ospitare i loro articoli e reportage, ma li accettano con l’ovvio intento di aumentare i lettori, gli abbonati e gli incassi da pubblicità. Ok?  Continua QUI

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 Casa. Ecco quanto costa per mantenerla

I costi per il mantenimento dell’abitazione crescono del +0,75%, sull’onda degli aumenti delle utilities e della telefonia. Necessarie 17,8 annualità di stipendio per l’acquisto di un appartamento.

Anche nel 2017 le spese per la casa ed i costi ad essa connessi rappresentano una degli oneri e dei problemi principali degli italiani. Come ogni anno l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale della Federconsumatori ha monitorato i costi relativi al mantenimento di una casa (un appartamento-tipo, di 90 mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana) che nel 2017 risultano pari a:

1.693,01Euro al mese per un appartamento in affitto (+8,81 Euro al mese rispetto al 2016)

1.098,70 Euro al mese per un appartamento di proprietà (+10,90 Euro al mese rispetto al 2016).

I costi complessivi, dopo la lieve diminuzione del 2016, tornano a salire. Sebbene i costi delle abitazioni siano in calo, infatti, aumentano in maniera marcata le spese relative alle utilities ed alla telefonia fissa (dovuta alla modifica del periodo di emissione delle bollette, sceso a 28 giorni per uno dei principali operatori, operazione che determinerà un aumento pari ad una mensilità).

Alla luce della diminuzione dei prezzi delle abitazioni e del reddito pressoché stabile, scende il numero di mensilità necessarie per l’acquisto dell’appartamento-tipo preso in considerazione, che nel 2017 risulta pari a circa 17,8 annualità di stipendio.

“La casa si conferma come il patrimonio principale, ma anche la fonte delle maggiori spese per i cittadini. Tale problema è reso ancora più grave dalla situazione di crisi vissuta dalle famiglie, il cui reddito non aumenta a sufficienza per far fronte all’incremento delle voci di spesa, a partire da quelle relative all’energia ed all’acqua.

Per questo è urgente che il Governo avvii un serio piano casa, prevedendo investimenti per la messa in sicurezza, per il risparmio energetico e per gli interventi antisismici.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Una necessità resa evidente dai recenti avvenimenti, che rappresenterebbe anche una utile opportunità per creare occupazione.

Non dimentichiamo, inoltre, che il problema abitativo riguarda soprattutto i giovani senza lavoro. A loro il Governo deve dare risposte concrete, creando nuove opportunità per una crescita stabile, che consenta loro di accedere al credito e costruire un futuro su basi solide.

QUI DI SEGUITO TUTTI I COSTI MENSILI IN DETTAGLIO (4 tabelle)

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UMANI 2.0
I Genetisti stanno perseguendo l’artificiale
sinterizzazione del DNA

Questi genetisti vogliono creare un genoma artificiale sintetizzando il nostro DNA. Gli scienziati hanno intenzione di sintetizzare completamente il genoma in una cellula vivente – Che renderebbe il funzionale materiale – nel giro di dieci anni, ad un costo stimato di $ 1 miliardo

Il sogno del transumanesimo è quello di creare scientificamente la vita attraverso l’ingegneria genetica e quindi applicarla a se stessi nella speranza di raggiungere l’immortalità. Se non fosse per il loro finanziamento al 100% da fonti pubbliche, questi scienziati starebbero sfregando insieme due bastoncini nel bosco cercando di accendere un fuoco. fonte

Andrew Hessel, un ricercatore nel il gruppo di ricerca Bio / Nano e società di software Autodesk, è stato invitato a parlare durante l’evento. Il pubblico gli ha chiesto quale sarebbe stato prossimamente l’organismo che dovrebbe essere sintetizzato. L’articolo in lingua inglese continua QUI

Link trascritto QUI

La regalità discesa dal cielo

Il ritorno degli Anunnaki

Si crede che gli Anunnaki possano essere stati i creatori dell’essere umano. Questi possenti Dei hanno lasciato la Terra in un lontano passato, dicendo che un giorno sarebbero tornati. Curiosamente, se guardiamo in tutto il mondo alle antiche culture, la maggior parte di loro raccontano di Dei-Creatori, Dei-creatori che hanno promesso che un giorno sarebbero tornati.

Secondo alcuni ricercatori e autori di libri, gli Anunnaki sarebbero dovuti tornare sulla Terra al fine di “correggere ciò che avevano fatto male” al fine di accelerare un risveglio spirituale e l’evoluzione della coscienza umana.

Secondo una recente intervista con Stan Deyo gli Anunnaki potrebbero essere di ritorno sulla Terra, Stan ha detto che la NASA e il Pentagono ritengono che gli Annunaki torneranno con l’arrivo del pianeta Nibiru.

Ma … non è stato detto che Nibiru, gli Anunnaki e tutto quello che riguarda gli antichi astronauti sono inesistenti?

Nella mitologia sumera, gli Anunnaki erano un gruppo di dei e dee che nel bene e nel male sono venuti sulla Terra e, infine, hanno creato la razza umana.

L’esistenza dell’antica civiltà Anunnaki – Extraterrestri che sono venuti sulla Terra nel lontano passato, è stato a lungo conteso dai ricercatori, ma la loro esistenza e l’arrivo sul pianeta Terra è ben documentato in molti testi antichi da numerosi autori in tutto il mondo, ma che la storia ufficiale ha completamente ignorato.

È interessante notare, ci sono alcune culture africane le quali credono che gli esseri extraterrestri, abbiano e stiano visitando la Terra da decine di migliaia di anni, per esempio, le leggende Zulu parlano di un tempo in cui “i visitatori dalle stelle” sono venuti a scavare l’oro e altre risorse naturali. Queste miniere sono state costruite da schiavi creati dai “Esseri Supriori”.

Secondo alcune fonti e interpretazioni, questi dei venivano da Nibiru.

Gli Assiri e i Babilonesi chiamavano il pianeta X ‘Marduk’. I Sumeri hanno lasciato scritto che un anno (SAR) sul pianeta Nibiru, è l’equivalente in tempo di 3.600 anni sulla Terra.

No, dici che  Nibiru non esiste?

Beh, ci sono numerosi indicatori che suggeriscono vi sia un pianeta massiccio ai bordi più esterni del nostro sistema solare.

  • Secondo il Washington Post: “Un corpo celeste probabilmente grande come il pianeta gigante Giove è così vicino alla Terra che farebbe parte di questo sistema solare, è stato trovato nella direzione della costellazione di Orione da un orbitante satellite astronomico USA con a bordo un telescopio a infrarossi  … Gerry Neugebauer, chief scientist IRAS ha detto ‘tutto quello che posso dirvi è che non sappiamo di cosa si tratta’,”
  • R. Harrington nel 1988 ha scritto un articolo molto interessante nell’Astronomical Journal. Harrington ha menzionato che un pianeta tre o quattro volte le dimensioni della Terra esiste, la posizione è di tre o quattro volte più lontano dal Sole di Plutone. Secondo i modelli matematici che sono stati presentati, si ritiene che il Planeta X o Nibiru, abbia un’orbita di 30 gradi estremamente ellittica.
  • Nel 2008, i ricercatori giapponesi hanno annunciato che secondo i loro calcoli, ci dovrebbe essere un pianeta “sconosciuto” ad una distanza di circa 100 AU (unità astronomiche), che ha una dimensione fino a due terzi del pianeta Terra.

Molti sostengono come suggerito sopra che un pianeta come Nibiru potrebbe esistere

Secondo i testi antichi si ritiene che l’aspettativa di vita media degli Anunnaki era di 120 SARS, che è di 120 x 3.600 o 432.000 anni.

L’elenco dei re sumeri è forse uno dei più importanti testi antichi che descrive perfettamente un momento nella storia in cui letteralmente gli ‘Dei’ hanno governato la Terra da migliaia di anni. (Qui per saperne di più circa l’antica Lista dei re sumeri.)

“Dopo la regalità discesa dal cielo, il regno era in Eridu. In Eridu, Alulim divenne re; regnò 28800 anni. Alaljar regnò per 36.000 anni. 2 re; hanno governato per 64800 anni.” 

Uno dei dettagli più interessanti circa la lista reale sumerica è il fatto che, la prima lista descrive otto re che governarono la Terra per un totale di 241,200 anni, dal momento che la regalità originale era ‘discesa dal cielo’ fino al momento del ‘diluvio universale’, che ha colpito la Terra, ancora una volta, dopo il Diluvio “la regalità è ridiscesa dal cielo”.

DNA: La prova degli Dei? 

Secondo ricercatori provenienti dal Kazakistan: “La nostra ipotesi è che una civiltà extraterrestre più avanzata si era impegnata nella creazione di una nuova vita e diffusa sui vari pianeti. La Terra è solo uno dei pianeti”.

I ricercatori indicano che: “Quello che vediamo nel nostro DNA è un programma composto da due versioni, un codice strutturato gigante, e un semplice codice di base.”

Il gruppo di ricercatori crede al fatto che la prima parte di codice del DNA non è stato scritto sulla Terra e secondo loro è verificabile. In secondo luogo e, soprattutto, i soli geni non sono sufficienti a spiegare il processo di evoluzione, una evoluzione/brusca … ‘gioco’ ci deve essere qualcosa di più.

Secondo Makukov: “Prima o poi”, “dobbiamo accettare il fatto che tutta la vita sulla Terra porta il codice genetico dei nostri cugini extraterrestri e che l’evoluzione non è quello che pensiamo che sia”.

Le implicazioni di queste scoperte scientifiche rafforzano rivendicazioni da parte di altri individui e osservatori che affermano di aver avuto contatti con gli alieni che sembrano come gli esseri umani. alieni simili a quelli umani avrebbero potuto fornire una parte del materiale genetico necessario per l’evoluzione umana.

Citazione di News.Discovery: Questa interpretazione li porta a una conclusione inverosimile che: il codice genetico, “sembra sia stato inventato al di fuori del sistema solare già parecchi miliardi di anni fa.” Questa affermazione sostiene l’idea della panspermia, l’ipotesi che la Terra sia stata seminata con la vita interstellare. Johnny Appleseed ha dichiarato che questo è certamente un nuovo e coraggioso approccio di conquista della galassia, uno sforzo fatto da parte di esseri superiori …

Teorie alternative?

Secondo Gregg Braden – un autore americano di letteratura New Age, che ha scritto sul fenomeno 2012 e divenne noto per la sua affermazione che la polarità magnetica della Terra era sul punto di invertirsi, affermando inoltre che, abbiamo solo 20 dei 64 codoni nel nostro DNA. Ci si deve chiedere: “Perché la fonte della creazione ha limitato le nostre capacità genetiche disattivando la maggior parte del nostro DNA?”

Una teoria è che il nostro DNA è stato limitato dagli Anunnaki per tenerci in stato di sottomissione, di controllo, e conformi con i nostri padroni Anunnaki.

Molti ritengono che gli Anunnaki siano stati coloro che ci hanno controllato per milioni di anni, e conoscono la vera genetica dell’uomo. Molti autori sostengono che gli Anunnaki potrebbero essere gli dei citati in numerose culture che hanno promesso un giorno sarebbero tornati – avendo il controllo totale su di noi dal momento che sono i creatori dell’uomo.

Simon Parkes – un ricercatore di UFO – dice che abbiamo 12 filamenti di DNA e ogni filo è legato ad una specifica razza galattica. Ipoteticamente, se saremo in grado di trovare un modo per accendere ai latenti codoni nel nostro DNA, potremmo praticamente e istantaneamente fare qualsiasi cosa, come ad esempio curando ogni persona sul pianeta, così come la guarigione del nostro pianeta.

Foto di presentazione di YURISHWEDOFF

Fonte diretta: http://www.ancient-code.com/   

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

Articolo correlato:  L’origine divina della tegalità

Devoti di una scienza nera

AMBIENTE INQUINATO E MALATTIE CRONICO-DEGENERATIVE, INFIAMMATORIE E TUMORALI

NON C’È MALATTIA CHE NON SIA INDOTTA DALL’INQUINAMENTO DELL’AMBIENTE. Così affermano gli studi relativi a quella che viene definita “rivoluzione epigenetica” e uno tra i maggiori esperti in questo nuovo campo di conoscenze il dr. Ernesto Burgio, presidente del Comitato tecnico-scientifico dell’Associazione Medici per l’ambiente ISDE (International Society of Doctors for Environment), Coordinatore Comitato Scientifico ISDE-Italia, Membro del Comitato Scientifico di ARTAC France (Association pour la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse), Membro ENSSER (European Network of Scientists for Social and Environmental Responsibility), Membro Commissione Cancerogenesi Ambientale – AIOM (Ass Italiana di Oncologia Medica),  Membro Commissione Ambiente-Salute della SIP (Società Italiana di Pediatria), Referente regionale Progetti OMS di Promozione della Salute – Sicilia.

Ma che cos’è l’epigenetica?

In estrema sintesi e in modo semplice si può definire l’epigenetica come quella branca della genetica che studia tutte le modificazioni che alterano l’attività dei geni senza modificare le sequenze del DNA; modifiche che possono essere anche ereditate.

Per semplificare: il DNA  può essere pensato come l’hardware di un computer e le attività ad esso connesse come il software. Il software in questo caso funziona più o meno bene a seconda delle informazioni che gli arrivano dall’esterno, cioè dall’Ambiente. Ogni giorno della nostra vita le nostre cellule ricevono in forma di molecole, correnti elettromagnetiche, sostanze chimiche di sintesi etc., informazioni dall’attuale Ambiente esterno inquinato e inducono interagendo con l’epigenoma il DNA – il genoma –  a funzionare in maniera diversa da come dovrebbe. Il che, in parole povere, significa che l’Ambiente inquinato interferisce in modo negativo sull’attività del DNA. Il dottor Mauro Mocci dell’ISDE, per la verità, ci aveva già trasmesso questa importante informazione nel convegno di Manziana del 2012.

E qual è il dato più allarmante di questi studi epigenetici?

Che trovano riscontro in un aumento spaventoso del numero di malattie cronico-degenerative, infiammatorie e tumorali sempre più in crescita nei paesi industrializzati e quindi con un più alto livello di inquinamento ambientale.

In Italia una persona su due, prima o poi contrae il cancro, per non parlare di tutta una serie di altre patologie in continuo incremento. Il problema da affrontare è dunque di ordine collettivo e se la collettività non riuscirà entro fine secolo a fare qualcosa per rovesciare il nostro attuale rapporto con l’Ambiente, l’intera specie umana sarà a rischio.

Queste sono parole del dottor Ernesto Burgio che si fondano anche su dati rilevati e su ricerche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La visione di questi due filmati non lascia più dubbi.


Grazie a questa esposizione molto chiara del dottor Ernesto Burgio ora possiamo tutti sapere che siamo in una vera e propria crisi ambientale e sanitaria e che sarebbe criminale non intervenire subito. Ed è bene sapere che non c’è essere al mondo, nemmeno il bioprofittatore, che non sia esposto alle trasformazioni della composizione dell’aria che respiriamo, alle trasformazioni della catena alimentare (per lo più impregnata di benzene e pesticidi) e alle trasformazioni degli ecosistemi che costituiscono il cuore della biosfera.

Ma qual è la soluzione?

La soluzione sta in una presa di coscienza collettiva, con o senza il permesso dell’attuale sistema politico-finanziario che ha dimostrato di non avere gli strumenti etici per rinunciare all’attuale modello di sviluppo economico lineare che ci sta portando diritti al rischio estinzione, anche se con un consolatorio stigma “bio” o “green”. Noi cittadini, invece, possiamo ancora fare qualcosa: dobbiamo cambiare la nostra visione del rapporto ambiente-salute ed esigere, senza se e senza ma, che i nostri amministratori centrali o locali compiano il loro mandato nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute, applicando il Documento Programmatico ISDE su Ambiente e Salute (www.isde.it).

Chiediamolo a tutti i Sindaci e a tutti i presidenti di Provincia e Regione. Ci basti pensare che se un paese cosiddetto avanzato eliminasse i pesticidi, nel giro di 10 anni i linfomi si dimezzerebbero.

Senza essere medici o scienziati, questo ci dice che siamo a una svolta importantissima. Il collasso dell’Ambiente e i nostri stili di vita sempre più avidi ed esigenti ci stanno preparando al prossimo salto evolutivo nell’ignoto. In parole povere, la nostra non è solo una crisi economica, energetica, sociale, politica, ma una crisi biologica, evolutiva. Sapremo tutti che il 70% della biosfera è costituita da microrganismi, e noi da 50-60 anni facciamo la guerra ai microrganismi, ignorando che senza microrganismi la biosfera rischia di collassare, mentre eliminare l’uomo – per la biosfera – potrebbe essere tutto sommato un bene sul piano evolutivo. In pratica, siamo alle porte di un periodo simile a quello in cui si è dovuti passare dalla respirazione branchiale a quella polmonare. Ma a differenza del pesce, l’evoluzione ci ha muniti di uno strumento in più, la Mente. Come vogliamo usarla? Vogliamo collaborare oppure affondare passivamente e lasciare che si compia questo salto nel buio in una prossima specie misteriosa o mostruosa, o addirittura in nessun’altra specie? Il problema è urgente, e non disponiamo di migliaia di anni evolutivi per risolverlo, forse neanche 30 anni.

L’asfissia è alle porte, il “cocktail” d’inquinanti – spacciati spesso per “bio” o “green” – è sempre più venefico, il nostro sistema immunitario è sempre più compromesso dalla generosa quantità di antibiotici immessi nell’ambiente, soprattutto attraverso la zootecnia, le inondazioni si alternano a forti siccità, l’acqua e il cibo scarseggiano, e via così per un inquietante elenco di attacchi agli equilibri della biosfera.

Sicché, chiediamoci subito come vogliamo schierarci, possibilmente con totale disinteresse personale e localistico e togliendo l’audio a tutti quei governanti devoti di una “scienza nera” o addirittura ignoranti.

Ringraziamo di cuore la dottoressa Antonella Litta, referente dell’Associazione medici per l’Ambiente – Isde di Viterbo, che ci ha segnalato questi importantissimi filmati del dottor Ernesto Burgio e precisiamo che il nome Valerio, spesso richiamato dal dottor Burgio, corrisponde alla persona del dottor Valerio Gennaro, epidemiologo dell’IST (Istituto Nazionale Per La Ricerca Sul Cancro) di Genova.

FONTE: https://comitatibiogas.wordpress.com/

FONTE: http://www.nogeoingegneria.com/

SE VOLESSI METTERE IN GINOCCHIO L’UMANITÀ …

Articolo di Nogeoingegneria

“Se io volessi essere malvagio, se volessi mettere in ginocchio l’umanità, spruzzerei su tutto il suo cibo del glifosato, poi spruzzerei nell’aria dell’alluminio, e se questo ancora non basta, aggiungerei ancora un po’ di alluminio nei vaccini. In questo modo posso riuscire a rendervi tutti quanti stupidi, e nell’arco di due o tre generazioni vi porterei all’estinzione. Quello che mi occorrerebbe ancora per ottenere questo sono determinate frequenze elettromagnetiche, delle quali mi servo per bloccare i vostri enzimi responsabili della disintossicazione. E sono proprio esattamente queste frequenze quelle che provengono dai ripetitori della telefonia mobile. Se io fossi maligno, direi che dietro tutto questo dev’esserci un gruppo intelligente di scienziati molto, molto malvagi, e di politici. Ma siccome non sono cattivo, ritengo che si tratti solo di coincidenze casuali! ”  D. Klinghardt

Continua QUI – articolo del 7 febbraio 2016

Cavie accondiscendenti

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Un trilione di sensori saranno connessi entro il 2022

«Entro il 2022 almeno un trilione di sensori saranno connessi e ciò permetterà alle persone di percepire completamente il proprio ambiente».  E’ una delle previsioni del World Economic Forum che ha pubblicato la ricerca «Global Agenda Council on the Future of Software & Society» alla quale hanno partecipato 800 esperti.

Nel 2025, ecco come potrebbe essere la società secondo le previsioni:

– Il 10% delle persone indossano abiti collegati a internet (affidabile al 91,2%)
– Il 90% delle persone hanno accesso ad un servizio illimitato e gratuito (supportato dalla pubblicità) di storage (affidabile al 91.0%)
– 1 trilione di sensori si collegano a (Internet 89.2)
– Il primo robot farmacista negli Stati Uniti (86,5)
– Il 10% di occhiali da lettura si connettono ad internet (85,5)
– L’80% delle persone hanno almeno un contenuto digitale su internet (84,4)
– La prima auto stampato 3D in produzione (84.1)
– Almeno un governo ha sostituito il censimento su carta con sorgenti Big Data (82,9)
– Il primo telefono cellulare impiantabile disponibile in commercio (81.7)
– Il 5% dei prodotti di consumo vengono stampati in 3D (81.1)
– Il 90% della popolazione utilizza uno smartphone (80,7)
– Il 90% della popolazione ha accesso regolare a internet (78,8)
– Le Auto senza conducente sono il 10% di tutte le auto su strade americane 78.2)
– Il primo trapianto di un fegato stampato in 3D (76.4)

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SIAMO CAVIE

Le onde elettromagnetiche sono emanate dai cellulari, dai WI-FI, dalle antenne telefoniche radio-televisive, dai radar, dai cordless e altri dispositivi e sono dannose per l’uomo – quanto dannoso lo sapremo forse fra qualche anno. In pratica siamo tutti come cavie, più delle volte accondiscendenti, cavie di un laboratorio a cielo aperto, attraversato da milioni di onde invisibili artificiali. Applicare il principio di precauzione emanato in merito nel maggio 2011 dal Consiglio d’Europa e informare i cittadini sarebbe il minimo. Ma non succede.

ALCUNE RICERCHE SCIENTIFICHE

Corrado Penna ci propone una selezione di ricerche sulle radiazioni “messe sul mercato” e scrive:

Molti dei seguenti articoli sono purtroppo compiuti su animali, anche perché purtroppo è difficile trovare ormai esseri umani che non usino cellulari e wi-fi o che non siano sottoposti alla fruizione passiva di tale tecnologie. Alcuni di questi esperimenti sono anche crudeli (i topi vengono alla fine “sacrificati” ovvero uccisi). Ma vi sono anche sono studi in vivo su cellule e tessuti umani. Per quanto i roditori siano differenti da noi bisogna anche dire che non ci sono molti motivi per sospettare una differente risposta alle radiazioni da parte delle cellule umane; in ogni caso, dal momento che prima dell’approvazione di un farmaco lo si testa sugli animali, anche solo utilizzando la logica corrente (secondo la quale un farmaco viene scartato quando si notano effetti dannosi nelle cavie che lo assumono), la tecnologia dei cellulari e dei wi-fi dovrebbe essere resa illegale.

Consultando le ricerche scientifiche condotte sull’argomento, per esempio partendo da dall’archivio pubmed, si scopre che la maggior parte di esse riferiscono di effetti dannosi causati da tali radiazioni, sia sui tessuti (spesso tramite il meccanismo dello “stress ossidativo”[2]) che sull’espressione dei geni del DNA [3]. Una minoranza di articoli mostrano che tali radiazioni non hanno influenza su alcuni aspetti della fisiologia animale, mentre altri parlano di effetti possibili ma non molto chiari e invocano studi più precisi sull’argomento. Il quadro che ne viene fuori è oltremodo preoccupante.

Alcuni dei motivi per i quali studi apparentemente simili portano a risultati opposti, viene chiarito da alcuni articoli che mostrano come l’effetto biologico delle radiazioni dipende da cellula a cellula, da tessuto a tessuto [4], o per dirla in termini tecnici, dal genoma (l’insieme dei geni) e dal proteinoma (l’insieme delle proteine) cellulare[5].

Del resto persino un ente ufficiale come l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha stabilito, il 31 maggio 2011 che le radiofrequenze, comprese quelle dei cellulari e dei wi-fi, sono un possibile cancerogeno umano a causa dell’aumento di rischio di contrarre glioma (una forma maligna di cancro al cervello) associato all’uso del cellulare[6]. La presa di posizione dell’OMS di per sé dovrebbe essere sufficiente a generare un atteggiamento di preoccupazione e di precauzione nell’uso di tali tecnologie. Anche l’assemblea parlamentare della Commissione Europea ha approvato una risoluzione (n. 1815 del 2011) che invita tra l’altro a utilizzare nelle scuole collegamenti via cavo piuttosto che wireless [7]. La corte di cassazione , dal canto suo, ha confermato con una sua sentenza che ci sono motivi medico-scientifici per riconoscere almeno nel caso in oggetto, il nesso di causa-effetto tra uso professionale del cellulare e tumore al cervello [8].

Il fatto che nei pressi delle più potenti antenne per la telefonia mobile ci sia una “epidemia” di cancro è ugualmente significativo e preoccupante. L’articolo 14 die of cancer in seven years living next to phone mast with highest radiation levels in UK, ci informa per l’appunto che sono avvenute 14 morti per cancro in sette anni fra le persone che vivevano vicino ad una torre per le antenne dei cellulari coi più alti livelli di radiazione nella Gran Bretagna, e che altri 20 residenti hanno sviluppato tumori negli ultimi 7 anni, ma sono sopravvissuti [9].

E adesso veniamo agli articoli scientifici, a partire da Acute effects of 30 minutes of exposure to a smartphone call on in vitro platelet function [10], il quale ci informa che con un esperimento in vivo (ovvero su cellule e tessuti umani isolati dall’intero organismo) si sono riscontrati modificazioni significative della forma e della funzionalità delle piastrine sanguigne dopo una esposizione di 30 minuti alla radiazione di uno smartphone.

L’articolo Effects of Long Term Exposure of 900-1800 MHz Radiation Emitted from 2G Mobile Phone on Mice Hippocampus- A Histomorphometric Study[11], mostra che in seguito all’esposizione a lungo termine ad una radiazione 2G (compresa tra i 900 e i 1800 Mhz) emessa da cellulari si sono osservate delle modificazioni nelle cellule nervosa dell’ippocampo: minore densità di neuroni e minore dimensione del diametro del nucleo di tali cellule.

L’articolo Effect of mobile phone radiation on pentylenetetrazole-induced seizure threshold in mice [12] dimostra che in seguito ad esposizione prolungata alle frequenze elettromagnetiche dei cellulari si verifica un abbassamento della soglia di innesco degli attacchi epilettici indotti dal pentilenetetrazolo nei topi.

L’articolo Radiofrequency radiation (900 MHz)-induced DNA damage and cell cycle arrest in testicular germ cells in swiss albino mice [13] mostra che la radiazione da 900 Mhz causa danni alle cellule seminali nei testicoli dei topi (sebbene un certo grado di recupero si nota dopo la sospensione definitiva dell’irradiazione.

L’articolo Effects of long-term exposure to 900 megahertz electromagnetic field on heart morphology and biochemistry of male adolescent rats [14], ci informa che in seguito all’esposizione di maschi di ratto alle frequenze di 900 MHz per un’ora al giorno nel corso dell’adolescenza si è indotto uno stress ossidativo che ha causato alterazioni strutturali nei tessuti cardiaci. Lo stesso team di studiosi ha rilevato che lo stesso tipo di esposizione nell’adolescenza ha causato danneggiamento al midollo spinale degli animali [15].

Simili risultati si sono ottenuti esponendo femmine di ratto incinte a una radiazione di 900 Mhz per 24 ore al giorno per 20 giorni di seguito (i danni al fegato causati dall’esposizione durante la vita fetale sono stati permanenti anche una volta che, cessata l’irradiazione, gli animali sono cresciuti e diventati adulti), come mostra l’articolo Lasting hepatotoxic effects of prenatal mobile phone exposure [16].

L’articolo Effects of 900 MHz electromagnetic field on TSH and thyroid hormones in rats [17] mostra che nei ratti le radiazioni da 900 MHz emesse dai telefoni cellulari diminuisce i livelli nel siero sanguigno degli ormoni TSH (ormone stimolante della tiroidee) e degli ormoni tiroidei T3 e T4. Similmente l’articolo Pulse modulated 900 MHz radiation induces hypothyroidism and apoptosis in thyroid cells: a light, electron microscopy and immunohistochemical study [18],  parla chiaramente di induzione di ipotiroidismo e apoptosi (“suicidio”) delle cellule della tiroide dei ratti.

L’articolo 900 MHz pulse-modulated radiofrequency radiation induces oxidative stress on heart, lung, testis and liver tissues [19], mostra che le radiazioni emesse da cellulari e antenne causa danno da stress ossidativo nel fegato, nei polmoni, nei testicoli e nei tessuti cardiaci anche a causa della soppressione del meccanismo di difesa antiossidante.

Molto preoccupanti sono i risultati dello studio Nerve cell damage in mammalian brain after exposure to microwaves from GSM mobile phones [20], che riferisce di chiare prove di danno alle cellule neuronali nella corteccia, nell’ippocampo e nei gangli basali dei ratti esposti per due ore a campi elettromagnetici da cellulari GSM di differenti intensità.

L’articolo Electromagnetic fields and the blood-brain barrier (“I campi elettromagnetici e la barriera emato-encefalica”) [21] mostra che i campi elettromagnetici da radiofrequenze che aumentano la temperatura cerebrale di più di un grado centigrado possono aumentare temporaneamente la permeabilità di quella barriera che funziona da filtro per proteggere il cervello dalle tossine (e non solo); un cattivo funzionamento di tale barriera può ovviamente avere effetti negativi sul funzionamento e sulla salute del cervello, ed essere una delle concause del morbo di Alzheimer [22].

L’articolo del 2012 intitolato Microwave electromagnetic field regulates gene expression in T-lymphoblastoid leukemia CCRF-CEM cell line exposed to 900 MHz [23], afferma che la ricerca sui campi magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF)  ha mostrato in maniera consistente un aumento di rischio per la leucemia infantile. Per quanto riguarda le radiofrequenze da telefonia mobile gli autori scrivono che la ricerca è ancora in una fase iniziale “per la quantità e qualità dei dati disponibili”, anche perché la tecnologia in oggetto cambia costantemente. Per ciò che concerne invece la ricerca specifica descritta nell’articolo si riferisce di una influenza sull’espressione dei geni indotta dalle radiazioni elettromagnetiche da 900 Mhz su alcune cellule tumorali di una particolare forma di leucemia.

A questo punto ci ricolleghiamo a quanto detto in apertura sul possibile danno creato dai ripetitori radiotelevisivi. Essi operano nel range dei Megahertz (frequenze pari a milioni di vibrazioni al secondo e lunghezza d’onda relativamente piccola) ma possono emettere anche le pericolose onde ELF (frequenze fino 30 Hertz, ovvero 30 vibrazioni al secondo, e lunghezza d’onda enormi) [24]. Gli elettrodotti (cavi dell’alta tensione e antenne) emettono onde di frequenza appena superiore, ed è per questo che sono state approvate normative che impongono una distanza minima di tali strutture dalle strutture abitate (purtroppo ci sono situazioni in cui case e antenne sono state posizionate in epoca antecedente all’approvazione della legge).

Le “normali” radiazioni da 50 Hz (la frequenza che passa nella rete elettrica domestica) non sono infatti innocue.

L’articolo Evaluation of cell viability, DNA single-strand breaks, and nitric oxide production in LPS-stimulated macrophage RAW264 exposed to a 50-Hz magnetic field [25] riferisce di danni al DNA dovuti alla contemporanea presenza di stress ossidativo e campo magnetico a 50 Hz (0,5 millitesla).

L’articolo Effects of 50 Hz magnetic fields on gap junctional intercellular communication [26] mostra delle alterazioni indotte da un campo a 50 Hetz e 0,8 millitesla, che suggeriscono come certi campi magnetici possano essere promotori del cancro.

L’articolo Toxic effects of 50 Hz electromagnetic field on memory consolidation in male and female mice [27] infine mostra che l’esposizione per 4 ore ad un campo di 8 Tesla e frequenza 50 Hz 4 ha “effetti devastanti sul consolidamento della memoria nei topi maschi e femmine” (ma è da notare bene l’enormità del campo, cui in realtà è difficile essere sottoposti).

Detto questo occorre distinguere tra esposizione agli elettrodotti, laddove i campi magnetici variabili possono essere di intensità rilevante, ed esposizione agli elettrodomestici. Benché  nel primo caso sussista ovviamente un pericolo maggiore che nel secondo, bisogna valutare da una parte l’esposizione cronica (praticamente a vita, a meno che non si passi molto tempo all’aperto) e dall’altra la distanza dagli elettrodomestici stessi. Ad una distanza inferiore a 10 cm da un apparecchio elettrico domestico può essere superato il valore considerato (limite per la sicurezza) di 100 microtesla (ovvero 0,1 mT) [28]. Il lettore capirà quindi che fa male asciugare i capelli mettendo il phon troppo vicino alla testa, avere la testa troppo vicina a monitor e schermi etc.

Ma il valore limite non è uguale per tutti, in quanto ci sono persone più o meno sensibili ai campi elettromagnetici, e il limite legale non corrisponde necessariamente ad una soglia biologica, al di sotto della quale non si verifica nessun effetto. Due studi dei dottori Johansson e Gangi mostrano che anche solo stare seduti di fronte a video terminali (monito o televisione) porta ad una attivazione dei mastociti cutanei, i quali a loro volta rilasciano istamina e possono portare quindi persino ad eritemi sulla pelle dei soggetti più sensibili [29].

Di recente sono stati svolti diversi studi sull’influenza delle radiazioni elettromagnetiche sull’espressione dei geni (che può essere sopra-regolata o sotto-regolata, cioè incrementata o diminuita); una modifica dell’espressione dei geni può portare ovviamente a danni conclamati. Cito a tal proposito l’articolo GFAP expression in the rat brain following sub-chronic exposure to a 900 MHz electromagnetic field signal [30] nelle cui conclusioni leggiamo che un’esposizione per due mesi a tale radiazione può danneggiare il cervello anche perché ci sono segni di una potenziale gliosi (proliferazione delle cellule dette astrociti in zone dove i neuroni sono stati danneggiati) , un fenomeno che si manifesta in diverse malattie neurologiche come l’Alzheimer e a volte anche nel morbo di Parkinson e nella Sclerosi Multipla.

Le radiazioni possono anche modificare e rompere il DNA e modificare un altro equilibrio, quello tra i segnali che porta la cellula a continuare a vivere e i segnali che portano la cellula all’apoptosi  [31]. Particolarmente significativo, in un’epoca in cui la fertilità sta crollando a picco, è l’articolo Electromagnetic radiation at 900 MHz induces sperm apoptosis through bcl-2, bax and caspase-3 signaling pathways in rats [32]  che mostra come tali radiazioni inducano apopoptosi nello sperma.

Anche il wi-fi da poco inizia ad essere studiato e si iniziano a raccogliere primi riscontri  che lo stresso ossidativo del wi-fi, similmente a quello dei cellulari dipende dalla distanza della fonte di radiazioni [33].  Inoltre si è scoperto che le radiazioni del wi-fi, come quelle del cellulare riducono la mobilità delle cellule spermatiche What is harmful for male fertility: cell phone or the wireless Internet? [34].

Ma di ricerche sui danni da wi-fi, da cellulari e da antenne dedicate alla trasmissione di tali frequenze ce ne sarebbero ancora moltissime, impossibili da analizzare in questo breve spazio. Chi volesse approfondire l’argomento può consultare il sito wifiinschools [35].

Per terminare cito due articoli sulle modificazioni biologiche indotte da questo tipo di radiazioni: Microwave irradiation affects gene expression in plants[36], che mostra come anche segnali di bassa intensità e breve durata possano modificare l’espressione dei geni, e Reduced growth of soybean seedlings after exposure to weak microwave radiation from GSM 900 mobile phone and base station (“Crescita ridotta delle piantine di soia dopo esposizione a una debole radiazione di microonde da cellulari e antenne GSM 900”) [37], il cui titolo dice già tutto; nelle conclusioni si afferma in particolare che gli effetti osservati dipendono dall’intensità del campo elettromagnetico e dalla modulazione della sua ampiezza. Infine consiglio caldamente la visione di un documentario di Tele Monte Orlando Gaeta che mostra i danni subiti dalle piante di una terra vicino alla quale sono state installate antenne per la telefonia mobile [38].

NB: è in fase di sviluppo (ma già utilizzata in alcune località) una tecnologia detta li-fi che potrebbe sostituire il wi-fi, basata sull’utilizzo di particolari frequenze luminose opportunamente modulate, ma essendo una tecnologia ancora più recente e meno studiata, il principio di precauzione andrebbe applicato a maggior ragione in questo caso. L’articolo DNA breathing dynamics in the presence of a Terahertz field [39] indica che le onde Terahertz utilizzate per questa trasmissione dati, potrebbero essere pericolose per il DNA influendo negativamente sulla sua replicazione e la sua espressione genetica.

[1] Pubblicato il 13 luglio 20120; http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/07/13/news/onde_elettromagnetiche-5565454/.

[2] Uno squilibrio dovuto ad un eccesso di sostanze ossidanti, le quali a loro volta creano radicali liberi i quali possono creare danno a livello cellulare.

[3] L’espressione del gene indica che viene codificata la molecola (generalmente una proteina) indicata dalle informazioni contenute nel gene stesso.

[4] Gene expression changes in human cells after exposure to mobile phone microwaves

FONTE  Estratto dell’ E-BOOK di Corrado Penna scaricabile gratuitamente

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Fonte diretta: http://www.nogeoingegneria.com/uncategorized/un-trilione-di-sensori-saranno-connessi-entro-il-2022/

L’incompleta storia dell’umanità

I ricercatori hanno trovato prove del DNA appartenente ad una specie umana sconosciuta

Gli esperti hanno fatto un’altra scoperta da capogiro hanno trovato la prova del DNA appartenente ad una specie umana sconosciuta che esisteva 440 mila anni fa. Nuovi studi hanno dimostrato che gli abitanti delle Isole del Pacifico portano il DNA di una specie umana sconosciuta. Secondo i ricercatori, i nostri antenati sono imparentati con almeno quattro specie di ominidi – e forse di più ancora, che mettono in discussione le nostre origini. 

In un incredibile e complesso rapporto di nuovi studi, sono state scoperte delle prove che sostengono l’idea dell’esistenza di altre specie di ominidi tra i nostri antenati vissuti negli ultimi centinaia di migliaia di anni.

Applicando nuove tecniche di ricerca, gli esperti sono stati in grado di stimare la percentuale di DNA nell’antico ominide attualmente presente nelle persone che vivono. Questo è quanto ci dice il Dr. Ryan Bohlender genetista presso l’Università dello Stato del Texas in grado di trovare le prove di numerosi eventi che si sono incrociati all’interno e all’esterno dell’Africa.  

I nuovi dati sono stati presentati presso l’American Society of Human Genetics a Vancouver, BC e ci dice quanto poco sappiamo sulle nostre origini e dei nostri antenati che abitavano la Terra centinaia di migliaia di anni fa.

Grazie ad analisi genetiche di europei, asiatici e gli altri con la discendenza non africana, gli esperti sono stati in grado di trovare segni rivelatori che gli antichi umani erano incrociati con i Neanderthal. Come si è visto, alcuni gruppi hanno ereditato fino al quattro per cento del loro DNA da cugini di ominidi estinti. 

Inoltre, Bolhlender ha scoperto – dopo aver esaminato il tasso di mescolamento genetico nel Neanderthal con le attuali tracce dei Melanesiani – di Denisova, ma anche una quota elevata di un’altra stirpe estinta. Gli esperti hanno concluso che questo misterioso DNA significa che gli antichi melanesiani potrebbero aver convissuto con un terzo gruppo sconosciuto di ominidi.

Il team ha spiegato: “Suggeriamo che un terzo dell‘arcaica popolazione sia legata più strettamente ai Neanderthal e Denisova rispetto per gli esseri umani moderni studiati fin qui che interagisse nei genomi dell’Africa nella regione del San (Mali).

I ricercatori hanno analizzato la quantità di DNA condivise tra Neanderthal e Denisova scoprendo che la terza specie misteriosa probabilmente discendeva dal loro comune antenato circa 440 mila anni fa.

Queste non sono solo speculazioni, ma non vi è nessuna prova genetica che indica chiaramente che un’altra specie parti del sud-est dell’Asia e che nello stesso tempo coesistesse con noi come Denisova. 

Stranamente, mentre i ricercatori ‘sapevano‘ che questa misteriosa specie è esistita in un lontano passato, anche se la prova fisica non è ancora stata trovata. Il fatto è che questa specie misteriosa rimane un profondo mistero che i ricercatori sperano di svelare in un prossimo futuro. 

Questo, tuttavia, risale all’inizio dei tempi, gli esperti hanno scoperto quello che credono sia una evidenza cristallina di unantica specie di esseri umani nascosti direttamente all’interno dei nostri geni. 

Sembra che, dopo tutto, abbiamo ancora una lunga strada da percorrere per comprendere appieno le nostre origini. Fino ad allora, godremo dei numerosi misteri che suggeriscono chiaramente che la storia (così come ci è stata insegnata) è incompleta. 

Il dottor Bohlender ha detto: “Nel complesso, i nostri risultati confermano che l’albero della famiglia umana è più complicato di quanto pensiamo che sia”.

Aggiungendo inoltre: “Altre popolazioni arcaiche come i Denisovans, (che noi non conosciamo se non attraverso la genetica) sono suscettibili di essere esistite.”

Fonte link:

Gli scienziati trovano 19 pezzi di DNA non-umano nel genoma umano

Secondo un nuovo studio, l’otto per cento del nostro DNA è estraneo. In realtà, si compone di frammenti virali non-umani. Il nuovo studio è stato pubblicato  dalla National Academy of Sciences.  

Un recente studio ha rivelato che non vi è letteralmente DNA non umano che risiede nel genoma degli uomini moderni. 

Questo studio viene dopo che un gruppo di ricercatori ha esaminato 2.500 persone della Tufts University of Michigan Medical School. Gli esperti hanno scoperto che il nostro DNA è meno umano e che esistono diciannove pezzi di virus antichi di DNA all’interno del nostro genoma.

Sorprendentemente, la maggior parte degli esperti hanno scoperto il completo modello genetico dell’intero virus entro il 2 per cento delle persone che hanno esaminato. Secondo sciencedaily.com, non è ancora noto se il virus può essere replicato o riprodotto. Ma altri studi sull’antico virus all’interno del DNA ha dimostrato di poter influenzare gli esseri umani che sono portatori.  

Il ScienceDaily riporta che lo studio offre una nuova visione sui retrovirus endogeni umani.  Malattie come l’HERV, sono in realtà antiche caratteristiche che possiedono stranamente simili a virus di immunodeficienza umana, il precursore di AIDS.

Gli esperti ritengono che questo virale ‘DNA sia stato tramandato attraverso migliaia di generazioni di esseri umani. Gli autori dello studio sono ancora incerti se gli antichi ceppi di DNA potrebbero causare infezioni.

L’anziano autore e virologo John Coffin, Ph.D. della Tufts University School of Medicine dice che: “Questo è quello che sembra sia in grado di fare il virus infettante, la cosa sarebbe molto interessante se fosse vera, in quanto consentirebbe di studiare un’epidemia virale che ha avuto luogo molto tempo fa”. 

“Questa ricerca fornisce importanti informazioni necessarie per comprendere come i retrovirus e gli esseri umani si siano evoluti insieme in tempi relativamente recenti.”

“Molti studi hanno cercato di collegare questi elementi virali endogeni al cancro e altre malattie, una delle principali difficoltà è stata quella che ancora non li abbiamo effettivamente trovati tutti,” questo è quello che dice il Co-primario autore Zachary H. Williams, un Ph.D. studente presso la Sackler School of Graduate Scienze Biomediche presso la Tufts University di Boston. 

Molti più elementi interessanti si trovano solo in una piccola percentuale di persone, il che significa che per trovarli si deve fare lo screening a un gran numero di persone.”

“Questa è una scoperta emozionante,” dice il Co-primario autore Julia Wildschutte, Ph.D., che ha iniziato a lavorare come studente ricercatore e dottorato nel laboratorio di Coffin presso la Tufts. 

“Si apriranno molte porte alla ricerca, per cercare di capirne di più, abbiamo stabilito in questo lavoro che possiamo utilizzare i dati genomici di più persone rispetto al riferimento del genoma umano per individuare nuovi HERVs. Ma questo ci ha anche dimostrato che alcune persone portano al loro interno questi elementi che non possiamo mappare per averne un riferimento.”

Riferimento: http://www.pnas.org/content/113/16/E2326.full.pdf

Fonte link: http://www.ancient-code.com/scientists-find-19-pieces-non-human-dna-human-genome/ 

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da