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VELATURE – ECCOLE DI NUOVO

Dopo una giornata di cielo libero da nubi, pioggia, grandine grande come palline da golf, con temperature sotto i 15°, ecco le famose velature, al satanico “Lucifero” non sono bastati i 38/42° (di giorno e di notte senza escursione termica), ci stiamo preparando ad un nuovo forno a microonde?

Questa mattina alle ore 7:00 il cielo era completamente terso e senza una nuvola, un azzurro che ricordo solo negli anni passati della mia gioventù, inoltre la notte completamente sgombra da nuvole, “velature” e inquinamento luminoso, ho visto dopo molto tempo il firmamento pieno di stelle e la luna raggiante (non più velata) al centro di esso.

Queste sono fotografie fatte dal mio portatile questa mattina; non mi stancherò mai di fotografare lo scempio che viene perpetrato ormai da oltre 15 anni, da quando è stato firmato quel fatidico documento.

Sullo sfondo di questa fotografia sono visibili i cumulonembi naturali sotto attacco da quelle che oggi vengono definite “velature”, (velature non esistenti in natura) partorite dalla mente compiacente di chi è complice volontario/involontario della élite votata alla satanica “Geoingegneria”

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 Il regime di Geoingegneria solare progettato 
per bloccare il tuo sole – Di Matt Landman

 “Un gruppo di scienziati del clima sta attualmente sostenendo una mossa preventiva contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, anche se probabilmente non hai mai sentito molto a questo proposito. Il piano è quello di bloccare il sole, simile a quello di imitare un’eruzione vulcanica, per questo motivo è chiamato Effetto del Monte Pinatubo che verrebbe attuato con una campagna di iniezione aerosolica già in atto per velare la LUCE del SOLE.”

“Le basi ingenue di questo approccio sono TRE assimilazioni e costituiscono quanto segue:”
“1) Conosciamo tutto quello che c’è da sapere sul riscaldamento globale

2) Possiamo risolvere il problema

3) Dovremmo risolvere il problema 

Continua QUI all’interno del blog”

Spedizioni difficoltose

Per ridere, per passione, per riflettere

Author: Guido Guidi

Arctic Expedition Cancelled Due to Excess “Climate Change” https://t.co/4SvjTkIql5 pic.twitter.com/vKK1K6lVNk  

 — Watts Up With That (@wattsupwiththat) 15 giugno 2017

Anno diverso, spedizione diversa, stessa identica sorte degli impavidi esploratori dell’Antartide che rimasero miseramente bloccati (e dovettero essere salvati) nel tentativo di dimostrare quanto poco ghiaccio c’era. Questa volta, piuttosto che rischiare un’altra magra figura, preferiscono rinunciare al programma di ricerca. Vedersela con condizioni di ghiaccio estreme (e inattese ?!?) avrebbe allungato troppo il programma. Quindi tutti a casa e lo scioglimento dei ghiacci lo documenteranno un’altra volta.

Per Passione:

Protagonista la Natura! Una fantastica danza di colori al tramonto, tra nubi temporalesche e le “nuove” Asperitas (ex Ungulatus Asperatus) inserite nell’International Cloud Atlas nel marzo del 2017. Nella seconda parte del video, con l’unzoom, i flash dei fulmini dentro la banda delle precipitazioni completano uno spettacolo già di per se imperdibile.

Per riflettere:

Strategie per il #Clima devono basarsi su #Scienza, non Ideologia
Ernesto Pedrocchi, già prof di energetica @polimihttps://t.co/lFWcP4Ub3lpic.twitter.com/DjyeIKJKFE 
— RiEnergia (@RiEnergia) 14 giugno 2017
Ernesto Pedrocchi, già ospite di CM dopo la COP22 di Marrakesh, in un breve ma esauriente punto di situazione sulla bagarre climatica, tra rinunce, ritiri, salti in lungo e, soprattutto, fiumi di disinformazione.

Buona giornata.

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Gli scienziati accusano il “cambiamento climatico”  per il troppo ghiaccio che ha arrestato la spedizione artica 

Pubblicato da Enzo Ragusa
Di Michael Bastasch  
 
Gli scienziati che hanno annullato la loro spedizione in Artico, a causa delle condizioni sfavorevoli alla navigazione per la presenza del ghiaccio troppo spesso, hanno avuto come scusante il “cambiamento climatico” per motivare il fallimento del loro progetto di ricerca.
 
 “Stiamo svolgendo uno studio sul cambiamento climatico su larga scala ma che purtroppo non possiamo portare avanti, il cambiamento climatico ci ha costretti ad annullare lo studio”, ha dichiarato David Barber, scienziato dell’Università di Manitoba, che ha condotto la spedizione told The Guardian.
 
La spedizione di Barber si è conclusa alla fine di maggio, dopo aver trovato ghiaccio con oltre 25 metri di spessore sulla costa settentrionale di Terranova. La spedizione è stata così costretta a tornare indietro dopo aver speso centinaia di migliaia di dollari per un progetto di quattro anni per studiare gli effetti del riscaldamento globale sulla Baia di Hudson.
 
Ora, Barber e gli altri ricercatori hanno accusato un ritardo sulla loro sfortunata spedizione a causa del riscaldamento globale o cambiamenti climatici, come li chiamano.
 
Le loro prove? Non molte, tranne le opinioni di alcuni scienziati coinvolti – almeno, Guardian non ha presentato alcuna prova. Il documento accusa il cambiamento climatico.
 
È interessante notare che Guardian ha accusato un simile evento già nel 2013 come un avvenimento del “tempo” e non del “cambiamento climatico”. Quell’anno, una nave rompi ghiaccio di nazionalità russa, che trasportava scienziati, è rimasta bloccata nel ghiaccio marino antartico.
 
“Non è qualcosa che ci aspettavamo di vedere e neppure qualcosa che abbiamo mai visto prima”, ha detto Barber. “Nell’alto Artico, il cambiamento climatico sta causando l’assottigliamento del ghiaccio e in futuro sarà sempre meno. ”Quello che avviene è l’aumento della mobilità del ghiaccio”.
 
Gli scienziati hanno poi studiato il ghiaccio attorno a loro mentre erano bloccati. Hanno notato la presenza di molto ghiaccio pluri-annuale più comune nelle vicinanze del Polo Nord. Tuttavia, ciò che è accaduto agli scienziati potrebbe essere un evento correlato al tempo.
 
Adesso si aspettano di ripartire per la spedizione all’inizio di luglio, ma il loro studio sarà senza dubbio ritardato.
 
Non è la prima volta che gli scienziati sono stati ostacolati dal ghiaccio marino glaciale artico. Nonostante il declino complessivo del ghiaccio marino, dalla fine degli anni Settanta, la Sfida della Polar Ocean Challenge si è trovata imprigionata nel ghiaccio spesso nel luglio 2016.
 
 
Enzo 

Chi detiene il monopolio sulla verità detiene il monopolio sull’inganno

Demistificare il dibattito sul cambiamento climatico

di Wayne Hall

Traduzione di NoGeoingegneria

Giusto poche settimane prima di lasciare l’ufficio e consegnarlo al suo (da sinistra, ecologisti, liberali) disprezzato successore  Donald Trump, il presidente Obama ha fatto un gesto molto pubblicizzato, vietando la perforazione di nuovi giacimenti di idrocarburi nelle acque statunitensi degli oceani Atlantico e Artico.

La sua presidenza quindi si è conclusa con una nota altisonante, paragonabile al modo in cui era iniziato, quando aveva fatto, altrettanto ampiamente pubblicizzata (e in pratica totalmente ignorata da lui stesso)  la promessa di disarmo nucleare.

I sostenitori di sinistra del gruppo Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) criticano questo tipo di ipocrisia, che in effetti è un’ipocrisia relazionata al “greenwashing”, ma quanti di loro sanno riconoscere l’ampiezza di questa ipocrisia?

Fa qualche differenza per la credibilità della politica climatica stabilità se la minaccia che si suppone di dover affrontare sia la minaccia del riscaldamento globale o la minaccia di una nuova era glaciale?

Quarant’anni fa era la nuova era glaciale e non il riscaldamento globale  al centro delle preoccupazioni ufficiali (e dei media).

Il “New York Times” del 18 luglio del 1970 riferiva che:

“Gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica stanno supportando indagini su larga scala per determinare perché il clima artico sta diventando sempre più freddo, perché di recente parti del ghiaccio marino del mare artico sono diventate minacciosamente più spesse  e se la portata di tale copertura di ghiaccio contribuisce alla comparsa di ere glaciali“

Tutte le grande associazioni sul clima di quel periodo approvarono la teoria del raffreddamento globale, tra cui il National Center for Atmospheric Research, il Climate Research Unit dell’Università di East Anglia, il National Academy of Sciences, National Aeronautics and Space Administration. Anche la CIA aveva rilasciato dichiarazioni con linee simili.

Un rapporto su un quotidiano del 1973 dice che:

“un gruppo di scienziati, riuniti sotto gli auspici della National Science Foundation, ha ancora una volta messo a punto un avvertimento che il mondo potrebbe essere vicino alla fine dell’attuale periodo di inter-glaciale e che la calotta di ghiaccio dell’Artico ha iniziato quello che potrebbe rivelarsi un anticipo inarrestabile su Nord America ed Europa. I 46 scienziati che si sono riuniti presso la Brown University, Providence, Rhode Island, per un simposio sul tema “La fine del presente interglaciale” hanno convenuto che vi sono evidenze di un inquietante raffreddamento delle temperature in tutto il mondo negli ultimi due decenni”.

Un rapporto 1974 dell’oceanografo e paleontologo James D. Hays ha rivelato che  “il sospetto, che gli inverni sono semplicemente sempre più freddi, non è più solo un sospetto tra i climatologi. Negli ultimi 30 anni la neve permanente sull’isola di Baffin si è ampliata. La banchisa in Islanda sta aumentando in inverno  e diventando un serio pericolo per la navigazione. Gli armadilli, amanti del calore, che migrarono verso nord nel Midwest nella prima metà di questo secolo si stanno ormai ritirando al sud, verso il Texas e Oklahoma. Raccolti cattivi  russi sono in aumento.”

“The Canberra Times” del novembre 1974 riferì: “Una nuova era glaciale potrebbe stringere il mondo durante il ciclo di vita di questa generazione (…) Un documentario su un canale  televisivo principale (BBC) dimostra che gli scienziati internazionali hanno cambiato idea circa la velocità con la quale  la “macchina del tempo” del mondo può cambiare marcia. ‘La minaccia di una nuova era glaciale deve ora essere messa accanto ad  una guerra nucleare come probabile fonte di morte e miseria globale per l’umanità’, dice lo scrittore scientifico  Nigel Calder. (…) “Gli ultimi studi dimostrano che le ere glaciali sono molto più frequenti di quanto gli scienziati pensavano una volta – e la prossima sembra essere in ritardo. Secondo una teoria, “Toronto, Leningrado e Glasgow dovrebbero ormai essere scomparse sotto strati di ghiaccio spesso”..

Scettici del Cambiamento Globale,  propagandato dal mainstream, interpretano dati retrospettivi di questo tipo come prova di dolo perenne e / o ingenuità degli “allarmisti del cambiamento del riscaldamento / climatici globali”, ma un’altra interpretazione è possibile, ed è stata presentata dal ricercatore Dylan Jones:

“Un insieme di prove punta verso una realtà in corso, una  campagna clandestina di modificazione  del clima, a partire , per lo meno, dal 1970, di proporzioni senza precedenti e di massima audacia e arroganza. L’obiettivo principale è quello di convertire il ghiaccio artico in acqua di disgelo, aprendo le sue vaste risorse di petrolio, gas e minerali e  alterare il clima globale ad uno più favorevole per le zone temperate settentrionali e meno favorevoli per zone equatoriale e semi-tropicali. Fino al 1975 l’establishment scientifico sembrava preoccupato che la terra stava entrando in una età glaciale a lungo termine. Questo può essere stato un vero e proprio problema, ma potrebbe essere anche stato un mezzo per ottenere sostegno“.

In altre parole, l’idea che l’Artico stava diventando più freddo (troppo freddo) avrebbe potuto essere studiata per sostenere l’idea di aver bisogno di un programma di modifica del clima per riscaldarlo.

Ma c’erano anche altri modi  per convincere i politici della necessità per la modifica del clima, altri approcci possibili e altri argomenti, e sono stati debitamente messi in lista. Dr. Edward Teller invitò una sottocommissione (Preparedness Subcommittee) del Senato degli Stati Uniti  ad “immaginare un mondo … in cui  (i sovietici) possono cambiare le precipitazioni sulla Russia … e influenzare le precipitazioni nel nostro paese in modo negativo.”

Dr. Henry G. Houghton del Massachusetts Institute of Technology, rabbrividì al “pensare alle conseguenze di una scoperta russa per primi di un metodo fattibile di controllo del tempo. … A meno che non rimaniamo davanti alla Russia nella ricerca della meteorologia le prospettive di accordi internazionali in materia di controllo del tempo saranno davvero scarse. Una modifica sfavorevole del nostro clima nelle vesti di uno sforzo pacifico per migliorare il clima della Russia potrebbe seriamente indebolire la nostra economia e la capacità di resistere “.

Sono stati proposti un certo numero di progetti specifici  per alleviare il duro clima russo,  con conseguenti vantaggi per l’agricoltura, la navigazione, e lo sfruttamento delle risorse. Questi includono la rimozione della calotta artica, lo sbarramento dello Stretto di Bering, e la deviazione dei fiumi siberiani. Questi programmi  potrebbero chiaramente influenzare il clima di altre parti del mondo, inclusi gli Stati Uniti e i loro alleati. Perfino cambiamenti marginali della temperatura e piovosità potrebbero drasticamente danneggiare l’agricoltura, il trasporto, e in effetti l’intera economia. Le operazioni militari sarebbero anche esse influenzate se i confini della banchisa, le stagioni liberi dai ghiacci per le basi navali, la frequenza di nubi oscuranti, ecc. fossero alterati. Questo tipo di cambiamenti climatici sono chiaramente gravi potenziali minacce alla sicurezza nazionale, e hanno conseguenti implicazioni per la pianificazione militare.

In buona sostanza la storia è che industriali, scienziati ed altri con interessi acquisiti in tali progetti sono stati alla ricerca di modi per riscaldare l’Artico per oltre 100 anni, a partire dal 1877, quando il geologo Nathaniel Shaler di Harvard propose di deviare l’acqua atlantica calda nell’Oceano Artico.

Nel 1962 il  meteorologo del MIT, Harry Wexler ha proposto 3 progetti per l’aumento della temperatura della Terra di 1,7 ° C.

(1) detonare 10 bombe all’idrogeno nel Mar Glaciale Artico per inviare cristalli di ghiaccio nell’atmosfera polare

(2) distruggere lo strato di ozono utilizzando aeri e spruzzare cloro o bromo nella stratosfera.

(3) lanciare particelle di polvere nell’orbita equatoriale per diffondere (disperdere) la luce solare e per riscaldare le regioni polari.

Le idee di Wexler hanno cominciato a guadagnare accettazione nel 1970, momento in cui nessuno “importante” gli avrebbe dato di pazzo. Ma dopo la sua prematura scomparsa, nello stesso anno, il problema di come riscaldare il pianeta subiva un’inversione. E’ stato allora presentato come imperativo assolutamente indispensabile trovare modi per raffreddare il pianeta e preservare l’atmosfera dal riscaldamento. Tenete a mente che l’obiettivo dichiarato della conferenza COP21 sui cambiamenti climatici a Parigi nel 2015 era di limitare la temperatura globale media di salire di 2° C. Ciò sarebbe compatibile con  le proposte di Wexler del 1962 per determinare un aumento della temperatura di 1,7° C.

SCIE DI CONDENSAZIONE  

Groenlandia paese delle meraviglie

Uno dei metodi di modificazione del clima proposto era il dispiegamento di scie di condensazione aeree.

Una giustapposizione di estratti dai seguenti due documentari getta una luce sulla ambigua, anzi contraddittoria, natura delle dichiarazioni ufficiali sugli effetti delle scie di condensazione degli aerei sulle temperature globali, e sui progetti concreti estrapolati da questi effetti.

(Della Commissione europea)  Il traffico aereo è aumentato considerevolmente negli ultimi anni e l’impatto del trasporto aereo sui cambiamenti climatici sta causando crescente preoccupazione. ‘Le emissioni sono in aumento del 4-5 per cento anno l’ anno, e questo è quello che stiamo vedendo in questo momento. E se di anno in anno si hanno 4-5 per cento di crescita delle emissioni, significa in quindici anni un raddoppi ‘. Per la Commissione europea è urgente agire, dal momento che l’aviazione, a differenza di altri mezzi di trasporto, non è tassata per il carburante, per cui vi è uno scarso incentivo di tagliare le emissioni di CO2. ‘Non possiamo continuare ad avere successo in un settore e neutralizzare quel risultato positivo per gli sviluppi in altri settori, e l’aviazione è uno degli esempi più eclatanti.

Il commissario europeo per l’ambiente vuole che l’aviazione faccia uno sforzo per la lotta contro i cambiamenti climatici. La Commissione propone pertanto di includere il trasporto aereo nel sistema di scambio dei diritti di emissione di CO2 che l’Unione europea ha messo a punto per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto.

‘Per affrontare questo problema in maniera più efficiente, dobbiamo includere le emissioni del trasporto aereo nel nostro riuscito sistema di scambio delle emissioni.’ La Commissione europea considera il sistema di scambio delle quote di emissioni il modo più efficace per controllare le emissioni prodotte dal trasporto aereo, meno costoso per esempio di una tassa sul carburante. Introducendo il settore aereo nel sistema di scambio di emissioni dell’UE si prevede di realizzare significativi risparmi di CO2. Entro il 2020, questo risparmio potrebbe raggiungere 180 milioni di tonnellate all’anno, il doppio delle emissioni di gas serra emesse dall’Austria ogni anno. Con questo provvedimento, l’Europa compie un ulteriore passo cruciale verso la prevenzione di un’altra catastrofe climatica globale.

E la BBC: 

Quando l’aereo solca l’atmosfera superiore, sopra i 26.000 piedi (8000 metri), lascia spesso bianche, luminose striature dietro di sè. Queste lunghe striature bianche, chiamate “scie” o scie di condensa sono causate da acqua e fuliggine dai motori a reazione del velivolo. L’acqua calda e il gas di scarico lasciando il motore incontrano l’aria a circa – 40 ° C. Questa è una reazione esplosiva.

Un cirro naturale circola circa 26.000 piedi e riflette alcuni dei raggi del sole nello spazio, producendo un raffreddamento della terra sottostante. Quando una scia di condensa si disperde, diventa un cirro artificiale chiamato “contrail cirrus”. Più riflessiva di un cirro naturale, può estendersi ad una zona grande 60.000 miglia  (sic). Ora, sempre più scienziati ritengono che questi cirri artificiali influenzano la temperatura del pianeta. Gli attacchi dell’11 settembre 2001 a New York, hanno dato loro la possibilità di provare questa teoria. Gli aeroplani degli Stati Uniti erano rimasti a terra per tre giorni interi. Quindi niente scie di aerei per tre giorni. Una volta che tutti i dati erano analizzati, c’è stato un aumento della temperatura. Un lieve aumento, ma un aumento comunque. Ciò suggerisce che le scie raffreddano il pianeta.

La dottrina che l’aumento delle emissioni di anidride carbonica stanno riscaldando il pianeta è diventata “ufficiale” nei media nel 1966, quando Gordon MacDonald – Presidente del nuovo ICAS (Institute for Climate and Atmospheric Science) aveva scelto un gruppo di esperti di meteo e cambiamenti climatici e ha dichiarato: “L’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera dall’inizio della rivoluzione industriale ha prodotto un aumento della temperatura media della bassa atmosfera di pochi decimi di gradi Fahrenheit”.

Se le nuvole artificiali, derivanti dalle emissioni degli aeromobili, contribuiscono, come sostenuto dalla Commissione Europea, al riscaldamento globale, è possibile che il riscaldamento dell’atmosfera sia parte di uno scenario globale di

  1. Creazione o intensificazione del ‘riscaldamento globale’
  2. Successiva presentazione di una ‘soluzione’ al riscaldamento globale?

Secondo Dane Wigington di “Geoengineering Watch” le emissioni di aeromobili possono avere entrambi gli effetti, di raffreddamento locale e di riscaldamento globale (ndr: lo disse anche Edward Teller). Dane però vuol far comprendere di non aver mai presentato l’ingegneria del clima come una mitigazione efficace o accettabile per il sistema di sopravvivenza della Terra, l’idea di raffreddamento locale introduce agli scenari dei geoingegneri.

E, come Dylan Jones fa notare: “L’obiettivo dichiarato della recente Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Parigi (2015) di limitare l’aumento della temperatura media globale a 2° C, sembrerebbe essere in sintonia con le proposte di Wexler di realizzare aumenti di temperatura di 1.7° C. Forse è questo il punto in cui le proposte future dellageoingegneria ufficiale per il raffreddamento del pianeta saranno messe in atto al fine di mantenere questo valore ottimale per la modificazione dell’Artico e per il Capitalismo delle Catastrofi”.

La confusione sul riscaldamento globale è perpetuata dalla promozione di una controversia bipolare sulla estensione  (a) nella realtà e (b) dell’origine antropica. Anche in questo caso c’è da quotare Dylan Jones: “Entrambi, i  propugnatori del riscaldamento globale di origine antropica e gli scettici, sono finanziati e controllati nelle loro alte sfere dalla stessa fonte. Entrambe le parti sono tenute in perenne conflitto ed ignoranza su questa verità scomoda. Big Oil e la mafia del clima sono la stessa cosa. Giusto quando chiamano l’un l’altro bugiardi sono onesti. L’obiettivo è quello di impedire la presa di coscienza  pubblica il più a lungo possibile sulle vere cause  di un mondo che si riscalda, trasferendo il senso di colpa e il costo sulle masse ignare, mentre traggono profitto dalle conseguenze di un artico in scioglimento e di crisi in tutto il mondo. Per quanto catastrofe e tassazione di carbonio premono forte, è importante riconoscere che, come sempre, i costi delle imposte che gravano sulle imprese sono passati ai poveri. La ricchezza è re-distribuita in forma piramidale”.

Analisti economici non coinvolti nel dibattito sul clima hanno fatto osservazioni che, data la relativa volontà, potrebbero essere elaborati in critiche e interventi completi, e politicamente potenti. Yanis Varoufakis per esempio, nel suo articolo “Erratic Marxist” diceva: “Il miglior esempio di sporcizia neoliberista è il dibattito su come affrontare il cambiamento climatico. I neoliberali si sono affrettati a sostenere che, se qualcosa deve essere fatto, si deve assumere la forma di un quasi-mercato per i “mali” (ad esempio, un sistema di scambio di emissioni), dato che solo i mercati “sanno” come valutare  appropriatamente buoni e cattivi.

Tra i “sei pilastri” nel programma dell’associazione di cittadini DiEM25 di Varoufakis il punto 5 sul “Green Investment” propone: “Canalizzare investimenti su larga scala in energia verde e pratiche sostenibili, che assicurano la sovranità tecnologica dell’Europa”.

L’opposizione alla “rozzezza neoliberista” è una motivazione sufficiente a consentire al DiEM25 di rifiutare la (molto reale) resistenza della mafia climatica (che comprende la maggior parte degli ecologisti normalmente non  identificati come mafiosi) verso le idee formulate nel presente articolo? Ha il DiEM25 per lo meno la capacità di opporsi in modo inequivocabile al mercato delle emissioni?

Potrebbe la conclusione di J. Marvin Herndon, che le ceneri leggere provenienti da centrali elettriche a carbone siano l’ingrediente principale utilizzato in programmi clandestini di modifica del clima, essere utilizzata per rafforzare le posizioni degli avversari favorevoli all’uso di combustibili fossili per la produzione di energia?

Finora gli ecologisti (meno quelli del Cipro) si sono mostrati non più disposti di quanto lo sono gli scettici del clima, di esaminare (o tollerare) le scoperte del Dr. Herndon.

La Sinistra, ecologisti e liberali affrontano la prospettiva di una presidenza Donald Trump con estrema ostilità, dipingendo il nuovo presidente repubblicano (ed è plausibile) come uomo sotto controllo delle lobby del petrolio e del carbone con zero preoccupazione per la devastazione ambientale che quelle lobbies sembrano ora voler proseguire e accelerare. Resta il fatto che la prima analisi pubblica senza censure dopo l’elezione di Trump di alcuni dei fattori toccati in questo articolo è stato ospitato da una organizzazione situata esattamente nel campo cambiamento-climatico-scettico  pro-Trump. Mi riferisco al dossier di Jim Lee ” Geoingegneria, Weather Modification e Weaponizing Nature“, letto il 3 dicembre 2016 alla 3° Conferenza  di Freedom Force International a Phoenix, Arizona. Jim Lee afferma di aver convinto delle proprie posizioni lo scettico del cambiamento climatico di alto profilo, “Lord” Christopher Monckton. Ma Christopher Monckton ritrae i cambiamenti climatici di origine antropica come fabbricazione ideologica dell’IPCC? Adotta ora la posizione di Jim Lee che il riscaldamento globale realmente esistente, parzialmente o totalmente, sia un risultato di modificazione del clima? Non penso.

Per dare l’ultima parola a Dylan Jones: “la follia dell’uomo sembra certamente assumere la forma di una fiducia cieca in leader mondiali indegni di fiducia, corrotti e compromessi dalla struttura di potere aziendale e della sua oligarchia bancaria globale, insieme formano un unico consorzio psicopatico.

La natura di questa follia sta in un disinteresse spensierato verso il crimine contro il pianeta, effettuato con la combustione sfrenata di combustibili fossili, con l’inquinamento dell’atmosfera, delle forniture dell’acqua, decimando le foreste, e gli innumerevoli altri peccati di cui  Big Oil, e implicitamente l’umanità stessa, è colpevole?

Oppure sta nell’ignoranza di una marcia verso il consolidamento finale di un stato di polizia tiranno planetario, effettuato dalla mafia del clima? Là dove una tassa globale del carbonio, imposta all’umanità per il suo ruolo presunto nel riscaldamento globale antropogenico (AGM), formerebbero una pietra angolare.

I seguaci di ogni campo, i sostenitori AGW da un lato e gli scettici, dall’altro, remano perennemente uno contro l’altro.

Chi detiene il monopolio sulla verità detiene il monopolio sull’inganno. Ciò che è stato raggiunto alla fine è l’ultima truffa, riuscendo a recintare persone in tutto il mondo in due campi mettendo uno contro l’altro”.

La fonte originale di questo articolo è Global Research

Copyright © Wayne Sala, Global Research, 2017

http://www.globalresearch.ca/demystifying-the-climate-change-debate/5566164

VEDI ANCHE:

Un sogno lungo cento anni: sciogliere i ghiacci dell’artico!

 «Diventò freddo, voglio dire, davvero freddo»

Fenomeni meteo estremi causati dal riscaldamento dell’Artico

Mix mortale: trivellazioni off-shore e reattori nucleari galleggianti nell’Artico

E’ l’Artico il vero nocciolo dell’ attuale crisi nel rapporto est-ovest?

Alti livelli di cloro molecolare nell’atmosfera dell’Artico

Il Rapporto Della CIA del 1974 Sul Raffreddamento Globale

HARRY WEXLER: DISTRUGGERE L’OZONO STRATOSFERICO PER RISCALDARE LA TERRA

POLO NORD – NUOVO MEDIO ORIENTE

WHAT CAUSED JANUARY’S FREAK WEATHER

Fonte diretta: http://www.nogeoingegneria.com/

Antropocene – la nuova era

1974

Scrive Rosalie Bertell: “Nell’ambito degli Accordi di Vladivostock, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica presero la decisione congiunta di sciogliere la calotta polare artica. Non si tratta di un accordo bilaterale registrato dell’ONU, perciò non divenne mai accessibile a coloro i quali – più tardi – furono messi in allarme dal rapido scioglimento dei ghiacci e delle nevi polari, e dalla situazione degli orsi polari che ne è risultata. Per il pubblico, lo scioglimento della calotta polare artica è diventato un segnale forte e inquietante del cambiamento climatico, talmente forte che negli Stati Uniti ai media è stato richiesto di non parlare mai di orsi polari! A causa del segreto militare la gente è stata indotta a pensare che il controllo industriale delle emissioni di CO2 riporterebbe tutto a posto nell’Artico! “VEDI QUI 

La vera guerra? Contro Madre Terra
Di Vandana Shiva

La crisi ecologica nasce dalla nostra separazione da ‘madre natura’. Ogni anello della catena della biodiversità è minacciato di privatizzazione e mercificazione”. Arriva in libreria “La Terra ha i suoi diritti”, l’ultimo libro-intervista di Vandana Shiva. Ne pubblichiamo un estratto dal capitolo “Pace, democrazia, attivismo”». Il Fatto Quotidiano, 3 novembre 2016 (p.d.) 

Si parla di guerra per indicare campi di battaglia come la Siria, la Libia, l’Ucraina, l’Iraq o l’Afghanistan. Ma la più grande guerra che attualmente si combatte è quella contro il nostro pianeta. Poche multinazionali cercano di assicurarsi il controllo delle risorse della Terra in spregio dei più elementari limiti etici ed ecologici.

La nostra acqua, i nostri geni, le nostre cellule, i nostri organi, le nostre conoscenze, la nostra cultura e il nostro futuro sono direttamente minacciati come su un campo di battaglia tradizionale. Non vede l’onnipresenza e la retorica guerriera dell’agroindustria? Che diventa palese quando si citano i nomi degli erbicidi di Monsanto: Roundup (“retata”, “razzia”), Machete, Lasso (“lazo”). 

Le industrie che producevano veleni ed esplosivi per uccidere durante le guerre sono le stesse che oggi fabbricano prodotti agro chimici. Negli anni Sessanta, Monsanto produceva in particolare l’Agente Arancio, scaricato dall’aviazione statunitense sulle foreste vietnamite durante la guerra per avvelenare gli alberi e gli uomini che essi proteggevano. Oltre ai numerosi tumori e malformazioni provocati all’epoca, molti altri casi fanno ancor oggi la loro comparsa.

I pesticidi hanno origine nelle armi chimiche: è utilizzando il cloro durante la Prima guerra mondiale (per esempio nell’iprite) che sono state messe in evidenza le proprietà insetticide dei composti a base di cloro, in seguito abbandonati, tra cui il Ddt, largamente diffuso prima di venire proibito. 

In seguito, l’ingegneria genetica ha preteso di offrire un’alternativa ai prodotti tossici. In realtà ha incrementato l’utilizzo di pesticidi ed erbicidi. Intanto gli Stati sostengono sempre di più i grandi gruppi nella loro marcia verso l’accaparramento delle risorse. È emerso un potere che coalizza Stato e industria per imporre le sue priorità al pianeta e ai popoli. 

Lo constatiamo senza timore di smentita in India, dove l’esercito è regolarmente chiamato a intervenire per espropriare le popolazioni che risiedono sui territori adocchiati dalle imprese. Ma il metodo è identico quando manifestanti greci o spagnoli subiscono gli assalti delle forze dell’ordine anche se non fanno che denunciare un’evidenza: le crisi economiche, alimentari, finanziarie sono lì a dimostrare che il sistema è agli sgoccioli e che una crescita senza limiti è impossibile su un pianeta dalle risorse limitate.

Gli scienziati hanno annunciato che siamo entrati in una nuova era: l’Antropocene. Ciò significa che le conseguenze chimiche, urbane, nucleari dei nostri stili di vita rimarranno incise negli archivi geologici del pianeta per migliaia di anni.

Eppure, anche tra quanti ammettono questa verità e il dato che l’umanità si trova in un’impasse esistono quelli che reagiscono ancora in maniera bellicosa, per esempio con la geoingegneria. Si rifiutano di abbassare le armi per lasciare che la natura si rigeneri e auspicano una lotta tecnologica contro i fenomeni naturali. Progettano interventi su grande scala per influenzare il sistema climatico e rallentare il riscaldamento: avvolgere la Terra di particelle di solfato per raffreddare il pianeta, inseminare di ferro gli oceani per stimolare il fitoplancton, o catturare il carbonio accumulato nell’atmosfera.

Manipolazioni che sono frutto di una totale mancanza di umiltà e di un’arroganza illimitata. Sono il sintomo di una perversione etica ed ecologica. Chi le promuove vede nell’uomo, una volta di più, il proprietario e padrone della natura, non un elemento che ne fa semplicemente parte. Di conseguenza, difendere i diritti della Terra Madre è la lotta più importante, tanto per l’ambiente come per i diritti umani e la giustizia sociale. Tenendo conto di tale contesto, è questa la lotta con le maggiori chance di portare a una pace duratura e a una situazione di stabilità. FONTE http://www.eddyburg.it/2016/11/la-vera-guerra-contro-madre-terra.html

VEDI ANCHE

http://www.nogeoingegneria.com/interviste/terra-futura-2013-intervista-a-vandana-shiva-sulla-geoingegneria/ 

“una sperimentazione non consensuale sugli esseri umani”

Wi-Fi DALLO SPAZIO – A RISCHIO LO STRATO DI OZONO

di Global Union Against Radiation Deployment from Space (GUARDS)

  Wi-Fi dallo spazio: quali rischi? 

La prevista distribuzione globale di Wi-Fi dallo spazio potrebbe distruggere lo strato di ozono, inasprire i cambiamenti climatici e minacciare la vita sulla Terra

La prevista distribuzione globale di Wi-Fi dallo spazio potrebbe distruggere lo strato di ozono, inasprire i cambiamenti climatici e minacciare la vita sulla Terra. È quanto denuncia l’Unione Globale per Bloccare lo Sviluppo delle Radiazioni dallo Spazio Global Union Against Radiation Deployment from Space (GUARDS).

Cinque società si stanno organizzando per fornire, entro i prossimi tre o quattro anni, una copertura globale di Wi-Fi ad alta velocità proveniente dallo spazio. Secondo la coalizione internazionale di associazioni, recente formata, la Global Union Against Radiation Deployment from Space (GUARDS) ovvero l’Unione Globale per bloccare lo Sviluppo di Radiazioni dallo Spazio (GUARDS), tutto questo rappresenta un vero e proprio incubo per la salute pubblica e per l’ambiente.

Secondo GUARDS, i collegamenti satellitari necessari a distribuire questi servizi potrebbero mettere in pericolo lo strato di ozono e potrebbero contribuire significativamente ai cambiamenti climatici. I gas di scarico dei razzi contengono cloro che distrugge l’ozono, vapore acqueo (un gas a effetto serra) e particelle di ossido di alluminio che si depositano sulle nuvole nella stratosfera. Nei fumi di scarico dei razzi si osserva, infatti, la completa distruzione dell’ozono.

Secondo Aleksandr Dunayev della Agenzia Spaziale Russa, citato dal New York Times (14 maggio 1991, pag. 4) “Circa 300 lanci dello Space Shuttle ogni anno sarebbero una catastrofe e lo strato di ozono andrebbe completamente distrutto”.

Nei primi anni ’90, nel mondo si effettuavano in media solo 12 lanci di razzi all’anno. Mantenere una flotta di 4.000 satelliti nello spazio, ciascuno con una durata prevista di cinque anni, potrebbe comportare un numero di lanci ogni anno tale da creare una catastrofe ambientale.

Un’altra preoccupazione di GUARDS è lo stesso Wi-Fi. Benché venga ritenuto da molti come un servizio di grande valore, il Wi-Fi funziona con radiazioni pulsate a microonde, simili a quelle utilizzate dai forni a microonde. Numerosi studi scientifici dimostrano che le radiazioni da radiofrequenza e da microonde possono avere un ruolo nella riduzione delle foreste, nella scomparsa di rane, di pipistrelli, di api da miele e nella minaccia di estinzione del passero comune oltre che provocare altri danni al DNA nell’Uomo. E’ di vitale importanza per la vita sulla Terra che si diminuiscano queste radiazioni.

“Il corpo umano”, sostiene il dottor Gerard J. Hyland, dell’Università di Warwick, nel Regno Unito, “è uno strumento elettrochimico con una estrema sensibilità“, sottolineando che, come una radio, può essere disturbato dalle radiazioni a cui è esposto. Se un segnale elettromagnetico può azionare un dispositivo meccanico, infatti, può disturbare anche ogni cellula del corpo umano.

Il 7 febbraio 2014 il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha dichiarato, in riferimento ai limiti estremi che disciplinano la radiazione utilizzate dal Wi-Fi, che “gli standard di sicurezza per le radiazioni elettromagnetiche della Federal Communications Commission (FCC) continuano a basarsi solo sugli effetti termici, che rappresentano un criterio ormai vecchio di quasi 30 anni e oggi inapplicabile”.

Nel 2011 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato, inoltre, le radiazioni emesse dai telefoni cellulari, Wi-Fi, e da altre tecnologie wireless come possibili cancerogene per l’Uomo (Classe 2B). Recenti studi scientifici hanno concluso che sarebbe più appropriata la classificazione della radiofrequenza come cancerogeno certo (Classe 1A). Ciononostante, i progetti di un Wi-Fi globale dallo spazio renderebbero l’esposizione a queste onde elettromagnetiche praticamente ubiquitaria ed ineludibile.

Una recente lettera inviata al Comitato Economico e Sociale Europeo da 88 associazioni, che rappresentano tutte insieme oltre un milione di persone, denuncia che i governi stanno tradendo la fiducia della popolazione ignorando i pericoli delle radiazioni a radiofrequenza e microonde.

L’intento di GUARDS è quello di bloccare i piani di sviluppo del Wi-Fi globale, che costituirebbero una sperimentazione non consensuale sugli esseri umani e, dunque, una violazione dei diritti umani secondo il Codice di Norimberga.

Global Union Against Radiation Deployment from Space (GUARDS)
GUARDS è una coalizione internazionale di diverse associazioni che hanno creato un coordinamento per fermare i piani di sviluppo del Wi-Fi globale dallo spazio che minaccia la vita sulla Terra.

Contatto: Ed Friedman, Maine USA, 207-666-3372 edfomb@comcast.net
Contatto in Italia: Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (AMICA)
www.infoamica.it
 

 Fonti bibliografiche  

Salute umana

Il Rapporto BioInitiative (1500 pagine) sugli effetti sulla salute della radiofrequenza e delle microonde è stato pubblicato nel 2007 con un aggiornamento nel 2012. Gli autori sono 29 scienziati provenienti da dieci paesi. Hanno pubblicato migliaia di studi che mostrano l’interferenza con i processi chimici nel corpo, delle radiofrequenze con numerosi effetti tra cui alterazioni genetiche, cancro, disfunzioni immunitarie, danni neurologici, e infertilità. Il Rapporto è disponibile all’indirizzo: www.bioinitiative.org.

Lettera Avviso inviata nel mese di febbraio 2015 al Comitato Economico e Sociale Europeo da 88 organizzazioni (tra cui AMICA)riguardo il tradimento della fiducia dei cittadini da parte delle istituzioni che ignorano gli effetti delle radiazioni da radiofrequenza e da microonde.

Disponibile all’indirizzo: http://www.radiationresearch.org/images/rrt_articles/EM-Radiation-Research-Trust-Letter-of-Notice-Served-on-Mr-Richard-Adams.pdf

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), un comitato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato le radiazioni da radiofrequenza, compresa quella emessa dalla tecnologia wireless, come possibile cancerogeno per l’uomo in Classe 2B.

Il medico inglese Erica Mallery-Blythe ha scritto un ottimo rapporto sulla Elettrosensibilità che si stima colpisca attualmente il 5% della popolazione mondiale:

Il 7 febbraio 2014, il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha dichiarato, in riferimento ai limiti estremi che disciplinano la radiazione utilizzati dal WiFi, che “gli standard di sicurezza per le radiazioni elettromagnetiche della Federal Communications Commission (FCC) continuano a basarsi sugli effetti termici, un criterio ormai vecchio di quasi 30 anni e oggi inapplicabile”.

Ambiente

Studi dimostrano che la radiazione da radiofrequenza danneggia l’ambiente, sia la flora che la fauna.

Fonti: http://www.moef.nic.in/downloads/public-information/final_mobile_towers_report.pdf e http://www.biolmedonline.com/articoli/ Vol4_4_2012 / Vol4_4_202-216_BM-8.pdf

Il 31 ottobre 2014 è stata presentata alla Manitoba Entomological Society la revisione di 91 studi sugli effetti delle radiazioni da radiofrequenza e da microonde su api, insetti, uccelli, ecc .

Fonte: https://groups.google.com/forum/#!topic/ mobilfunk_newsletter / 0RUPGTI4qQY

Sulla riduzione dell’ozono e il cambiamento climatico da gas di scarico dei razzi: http://www.eucass-proceedings.eu/articles/eucass/pdf/2013/01/eucass4p657.pdf

Piani di sviluppo del Wi-Fi dai satelliti
Le cinque aziende che cercano di fornire radiazioni Wi-Fi globale dallo spazio sono:
SpaceX: 4000 satelliti, ad un altezza di 750 miglia
OneWeb: 2.400 satelliti, ad un altezza di 500-590 miglia
Facebook: satelliti, droni, e laser.
Google: 200.000 palloni ad alta quota (62.500 piedi) (“Progetto Loon”) Outernet: microsatelliti a bassa orbita

FONTE http://www.informasalus.it/it/articoli/wi-fi-spazio-rischi.php  

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Finiremo tutti dentro un grosso forno a microonde mondiale per la ‘comodità’ del wi-fi globale?

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Immersi nelle microonde – come difendersi?

CRUCIALE ARTICOLO SUI RAGGI UV

 Fonte articolo: http://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/spazio/wi-fi-dallo-spazio-a-rischio-lo-strato-di-ozono/

“Teste calde-Teste fredde”

Il folle piano di cannoneggiare le nuvole con il laser
per fermare il cambiamento climatico.

Con il giusto tipo di tecnologia, è possibile. 

di Neel V. Patel 

A Parigi è stato firmato a dicembre l’accordo sul cambiamento climatico, e mentre ci sono speranze che potremmo essere in grado di riuscire a mantenere la temperatura della Terra senza farle ulteriormente salire, molti esperti stanno già dicendo che avremo bisogno di pensare in forma molto più radicale se vogliamo davvero salvare il pianeta. A secondo di chi parla, la geo-ingegneria (o come viene detto in alcuni ambienti, diminuire il riscaldamento “tagliando il clima“) potrebbe salvare tutti noi.

Quando si tratta di geo-ingegneria, c’è una piccola cosa che dovremmo prestare particolare attenzione, le nubi. Le masse di gocce d’acqua che galleggiano nel cielo sopra di noi svolgono un ruolo essenziale nel riflettere la luce solare nello spazio mantenendo il pianeta fresco e confortevole. Quindi, cosa succederebbe se potessimo in qualche modo modificare le nuvole per far riflettere ancora di più luce? Possiamo salvare il pianeta in quel modo?

Potrebbe esserlo. E, la chiave, che secondo un nuovo studio condotto da ricercatori provenienti da Svizzera e Germania, per questo metodo potrebbe essere il laser. Pubblicato in La scienza avanza, lo studio mostra come il team di ricerca ha costruito e ricreato in un ambiente controllato di laboratorio le nuvole che si formano in condizioni di alta atmosfera (aka Cirri). Successivamente hanno elettrizzato quelle nuvole con potenti raffiche di laser.

Qui, è dove le cose si fanno davvero interessanti: quando le particelle di ghiaccio congelate all’interno delle nuvole sono colpite con il laser, all’interno delle stesse nuvole si forma al centro un plasma estremamente caldo, un’onda d’urto rompe il ghiaccio frantumandolo facendolo increspare verso l’alto.

Qualunque sia il vapore acqueo che viene rilasciato, rapidamente si trasforma in particelle di ghiaccio più piccole. Le piccole particelle che sono state frantumate  possono coprire una superficie maggiore all’interno delle nuvole in modo di permettere loro collettivamente di riflettere più luce solare a differenza delle particelle in precedenza più pesanti.

Una parte del motivo di questa ipotesi, suona come una folle idea perché in realtà non abbiamo una potente tecnologia laser per sparare potenti laser verso il cielo e soffiare i cristalli congelati in frammenti più piccoli tra le nuvole. La chiave di questa ipotesi potrebbe essere un laser da 100 gigawatt, che serve anche per inviare navicella verso sistemi stellari lontani anni luce? Può essere. (I Geo-ingegneri e gli ingegneri astrofisici dovrebbero iniziare a collaborare più frequentemente l’uno con un l’altro.)

In realtà, c’è un altro ostacolo, per attuare questa idea e renderla fattibile: la geo-ingegneria è una sorta di soluzione folle nei cambiamenti climatici. Anche se si potesse risolvere il problema del cambiamento climatico, le tecniche di geo-ingegneria potrebbero anche aggravare il problema ancora di più, o portare a qualche altro disastro ambientale intenzionale che minaccerebbe la vita di esseri umani e animali in tutto il mondo. Mediante l’attuazione di tali strane idee potrebbero benissimo portarci alla nostra distruzione prima di quanto pensiamo.

I Laser potrebbero davvero portare alla fine del nostro mondo come lo conosciamo? E’ possibile. Rompere il ghiaccio tra le nuvole potrebbe portare ad avere più luce solare riflessa – o potrebbe semplicemente creare più calore nell’atmosfera che normalmente sarebbe contenuta in un più ampio solido congelato.

Saranno necessarie le teste più fredde per valutare veramente quanto bene potrebbe funzionare una soluzione come questa per salvare la Terra dal surriscaldamento.

FONTE

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

Almanacco di marzo 2016

Uniamo i puntini [VIDEO]

Scritto da MMJ
Video originale: https://youtu.be/GfYIX_-TJRg?t=2m23s

Che cosa hanno in comune l’innalzamento del livello del mare in Bangladesh, l’interruzione dei servizi pubblici in Ghana e l’austerità nel Regno Unito?
Sono tutti parte della stessa storia globale. La storia di una economia globale che collega varie crisi economiche, politiche, ambientali e sociali affrontate dalle comunità di tutto il mondo.


Facendo domande su questa storia – come è collegato il tutto? Chi c’è dietro e quali sono i motivi? – Cominciamo a scoprire le verità evidenti di quello che rappresenta l’economia globale; l’unico insieme di regole che governano il mondo intero (regole come ‘la crescita a tutti i costi’); il piccolo gruppo di élite di persone che detengono il potere intenzionalmente a livello globale; e il fatto che le persone con più energia nel sistema globale sono quelli che lo proteggono e lo reiterano per promuovere i loro interessi. LINK

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cattura

TTIP e agricoltura. Come l’UE nega il disastro 

Istruttiva, la risposta della Commissione Europea alla nostra interrogazione sul disastro che il TTIP causerà all’agricoltura europea. Mostra come l’UE nega l’evidenza quando difende il trattato.

Abbiamo domandato alla Commissione Europea se non sarebbe meglio abbandonare il negoziato TTIP, quanto meno nel settore dell’agricoltura, alla luce di uno studio d’impatto pubblicato dal Dipartimento per l’Agricoltura USA. Tratteggia gli esiti del TTIP sul settore agricolo legati a due diversi gradi di deregulation del commercio. Dice che in tutti i due casi l’aumento delle esportazioni di prodotti agricoli USA verso l’UE sarà superiore all’aumento delle esportazioni di prodotti agricoli UE verso gli USA. Allo scenario legato alla deregulation più alta (eliminazione sia delle barriere tariffarie sia delle barriere non tariffarie che ora impediscono l’ingresso nell’UE di OGM e carne agli ormoni) corrispondono sia il rovesciamento della bilancia commerciale fra le due sponde dell’Atlantico, che ora pende decisamente a favore della UE, sia la diminuzione nell’UE (ma non negli USA) della produzione agricola e dei prezzi dei prodotti agricoli, dai quali dipende il reddito degli agricoltori.

La Commissione Europea, nella risposta all’interrogazione, riassume lo studio statunitense a suo modo. Secondo lei, gli USA otterrebbero “maggiori vantaggi” dal TTIP solo in quest’ultimo scenario, che però non si verificherà perché … Continua a leggere QUI 

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Preso il terrorista. A 300 metri da dove abitava.

 Preso il terrorista. A 300 metri da dove abitava. 

 Maurizio Blondet

Chissà perché nell’arresto di Salah Abdeslam qualcosa suona falso. Ricercatissimo, doveva essere in Siria nei ranghi di Daesh, invece era nel quartiere dov’è nato e vissuto, Molenbeek, Bruxelles. Ma non aveva amici nel Califfato? Del resto anche il 14 novembre 2015, dopo che lui e la banda jihadista avevano fatto le stragi del Bataclan e del Caffè Voltaire,  più quella mancata allo Stade De France, se n’era scappato con i complici a Molenbeek, da Parigi; tre ore di auto, la macchina viene fermata dalla polizia a Cambrai, e lasciata ripartire verso il Belgio, perché a quell’ora – dice la versione ufficiale – non erano ancora ricercati. E Salah dà all’agente persino il suo indirizzo di Molenbeek. Decisamente è affezionato al suo quartiere. E perché riparare in Siria, dove non conosci nessuno?

E la notte del 15-16 novembre 2015? La polizia belga localizza Abdeslam in un strada  – di Molenbeek, naturalmente –  e  ormai gli agenti sono pienamente allertati della strage avvenuta a Parigi, pronti dunque a catturarlo….ma no, cosa andate a pensare. A Bruxelles non si possono far irruzioni poliziesche tra le 23 e le 5 del mattino, si disturba il vicinato. Così il mattino dopo, fatta irruzione in vari appartamenti, il tremendo terrorista non si trova più.

Caccia spietata, comunque. Mesi e mesi. Due polizie, la belga e la francese, ventre a terra sulle sue tracce. Inutile, l’assassino ormai è in Siria, a combattere. Continua a leggere QUI 

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 Geoingegneria: ecco come hanno ridotto la Terra

Edoardo Capuano 

Geoingegneria

 

 

 

Il pianeta Terra è diventato una bolla gigantesca, composta da sostanze volatili molto pericolose, diciamola tutta…una sorta di camera a gas.

La Nasa ha recentemente diffuso le ultime immagini della Terra e sorpresa qualcosa è cambiato rispetto all’immagine della Terra registrata dalla ISS nell’anno 2000.

Oggi non abbiamo più quel cielo limpido e azzurro come una volta, tutto quello che c’era un tempo ora è soltanto un lontano ricordo di quando non eravamo contaminati da chi sa quale schifezza irrorata.

Infatti nel 2015, quel colore “blu” si è trasformato in un pallido e mortifero colore grigio-celestino, come del resto le nuvole, che vengono sistematicamente “divorate” dalle sostanze chimiche rilasciate da aerei cisterna 24 ore al giorno e tutto davanti ai nostri occhi. Continua a leggere QUI

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Geoingegneria ufficiale e geoingegneria clandestina:
una sinossi essenziale

Quali sono le principali differenze che intercorrono tra geoingegneria ufficiale (o accademica) e geoingegneria clandestina (o illegale o bellica)? Vediamole in modo essenziale. Le abbrevieremo rispettivamente con G.u. e G.c.

• G..u. Che cos’è. E’ il complesso dei progetti volti ad arginare il cosiddetto (inesistente) riscaldamento globale ed a governare i fenomeni meteo-climatici, attraverso il dispiegamento di varie metodologie e strumenti tecnologici: diffusione di composti dello zolfo in atmosfera, dispersione di ferro negli oceani per favorire la proliferazione di fitoplancton utile a catturare il biossido di carbonio, l’installazione di specchi nello spazio per riflettere una quota della radiazione solare, uso di mongolfiere etc.

• G.c. Che cos’è. E’ l’insieme delle operazioni chimiche e biologiche compiute nella biosfera con i seguenti obiettivi: ottimizzare le trasmissioni radar nonché controllare i processi economici e demografici, dal dominio del clima in settori strategici e produttivi allo sfoltimento della popolazione. Si veda la criminale Agenda 21.Continua a leggere QUI

Nin.Gish.Zid.Da