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Un paranoico androide

Getty Images

Come Google ti sta registrando segretamente attraverso il tuo cellulare  monitorando milioni di conversazioni ogni giorno per memorizzare i file audio di carattere personale

di Margi Murphy
22 agosto 2017 
dal sito web TheSun

 Se si esegue il software Android sullo smartphone, Google potrebbe averti registrato ogni giorno – senza che tu lo sappia

UN ANDROIDE PARANOICO

Potresti aver innescato accidentalmente

il dispositivo di ascolto,

consentendogli di registrare tutto quello che dici,

come pettegolezzi, gossip truculenti e altro ancora …

Lo sapevi che Google ti sta registrando senza che tu ne sia a conoscenza e la tua approvazione?

Il gigante tecnologico ha effettivamente trasformato milioni di smartphone degli utenti in dispositivi di ascolto che possono catturare conversazioni intime – anche quando non sei presente in casa dove hai lasciato il tuo smartphone

Se possiedi un telefono Android, è probabile che tu abbia usato Google Assistant (Google Now), simile a quello di Apple

Google dice che si accende e inizia la registrazione solo quando pronunciate le parole “OK Google”.

Ma un’indagine su Sun ha scoperto che l’assistente virtuale è un po’ duro d’udito. In alcuni casi, semplicemente dicendo “OK” nella conversazione, la richiesta fa accendere il telefono che registra circa 20 secondi di audio.

Si accende regolarmente il microfono mentre stai andando sulle tue attività quotidiane.

Ecco come Google Assistant memorizza ciò che stai dicendo 

Una volta effettuata la registrazione di Google, i file audio vengono caricati sui server del computer, spesso chiamati “la nuvola”.

Questi file sono accessibili da assolutamente ovunque nel mondo – a patto che tu abbia una connessione a Internet. Ciò significa che qualsiasi dispositivo firmato nel proprio account Gmail o Google può accedere alla libreria dei tuoi segreti più profondi e più intimi.

Quindi, se sei con un computer portatile in questo momento e sei iscritto a Gmail, puoi ascoltare.

Getty Images  Apple mantiene anche le registrazioni vocali di Siri – ma dice che Sun lo anonimizza dopo 18 mesi

Le registrazioni durano circa 10-20 secondi in media e viene salvata una versione di testo della conversazione.

Il gigante della Silicon Valley afferma nei suoi termini e condizioni che mantiene queste registrazioni, per

“migliorare il riconoscimento vocale nei confronti di tutti i prodotti Google che utilizzano la tua voce”.

Dopo che Sun Online ha presentato esempi di difetti di riconoscimento vocale a Google, un portavoce ha dichiarato:

“Processiamo solo ricerche vocali dopo che il telefono ritiene che venga rilevata la parola” OK Google “. Gli snippet audio vengono utilizzati da Google per migliorare la qualità del riconoscimento vocale in tutta la ricerca”.

Recentemente è stato lanciato un assistente intelligente, Google Home.

Le registrazioni di canzoni fatte dal pubblico per il pubblico aiuteranno la sua intelligenza artificiale che gestisce Google Home, insegnandole come comunicano naturalmente gli esseri umani.

In parole povere:

è una classe di lingua gratuita per il suo software …

Come Google scopre esattamente ciò che conosce di te

  • In primo luogo, devi essere iscritto con tuo account Gmail o Google.
  • Una volta che hai fatto questo, digitare “history.google.com/history” nel tuo browser web.
  • Sarai portato in un hub che contiene l’intera impronta digitale, quindi fai attenzione, potrebbe fare qualche losca lettura.
  • Ciò include le ricerche di Google Maps e i video di YouTube che hai guardato.
  • Fai clic su “Controlli attività” sul lato sinistro della pagina.
  • In “Attività Web e App”, fai clic su “Gestisci attività”.
  • Se Google tiene le schede su di te, ci dovrebbe essere un flusso di pagine web e ricerche mappate che vengono visualizzate in ordine cronologico.
  • È possibile eliminare casualmente le ricerche oppure selezionare tutte le ricerche per farle scomparire.

Ma Google è, innanzitutto, un’azienda pubblicitaria e il suo prodotto più grande è un servizio di mirata pubblicità, che vende ai più grandi marchi del mondo.

Migliaia di ricerche web annuali, dati di posizionamento e di posta elettronica permettono di raggiungere la popolazione con marketing specializzato – e non vi è alcuna ragione per cui non potrebbe fare altrettanto con i tuoi dati vocali.

Quindi, ora per l’importante domanda:

come posso ascoltare i file audio che Google ha dalla mia vita?

Come posso ascoltare l’audio che Google ha registrato dal mio telefono?

È abbastanza facile.

A differenza di Apple, che non pubblica alcun dato vocale che memorizza attraverso Siri, Google è piuttosto trasparente, dandovi l’accesso completo al tuo audio.

  1. In primo luogo, devi essere iscritto al tuo account Gmail o Google.
  2. Una volta che hai fatto questo, digitare “history.google.com/history” nel tuo browser web.
  3. Sarai portato in un hub che contiene l’intera impronta digitale, quindi fai attenzione, potrebbe fare qualche indesiderata lettura.

Visita history.google.com/history  per trovare un hub che è praticamente un racconto sulla tua vita digitale Google 

Puoi controllare l’attività web facendo clic qui Google 

Scorri verso il basso sui controlli attività per trovare la sezione intitolata Voice & Audio Google 

Dovresti vedere un elenco  di tutti i file audio qui 

  • Ciò include le ricerche di Google Maps e i video di YouTube che hai guardato.
  • Sotto la scheda Attività vocale e audio, troverai un elenco di registrazioni in ordine cronologico.
  • Prima di iniziare l’ascolto, potrebbe essere necessario collegare le cuffie.

Potrai ascoltare i suoni della strada mentre hai comprato il giornale o quando hai fatto una piccola conversazione alla fermata dell’autobus.

Ma potrebbero esserci anche un sacco di pettegolezzi che non vorresti che qualcun altro sentisse. Sarete scioccati nell’ascoltare ciò che viene raccolto.

Il Sun Online ha scoperto le registrazioni da quando il proprietario del telefono non era in camera – e ha anche rivelato un interludio romantico tra due colleghi misteriosi.

Come posso spegnerlo?

È possibile impedire a Google di memorizzare tante informazioni in futuro.

Tornare a “Controlli attività” e in “Attività Web e App” dovresti vedere un campo azzurro.

È possibile disattivarlo, ma essendo avvisato. Ufficialmente hai semplicemente “interrotto” le registrazioni – pertanto continua a controllare regolarmente per assicurarti che i termini e le condizioni non cambino in futuro e che tu non venga automaticamente iscritto quando arriva un nuovo aggiornamento di Android.

Gli utenti di iPhone Apple non sono migliori.

Il gigante tecnologico memorizza anche le registrazioni vocali per migliorare il suo assistente Siri, ma non è possibile accedervi.

Apple dice che dopo 18 mesi le registrazioni sono anonime, quindi nessuno potrebbe capire chi sta parlando.

Fonte:  http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

L’impegno verde degli unicorni di Wall Street

 Chi comanda davvero? 

By Massimo Lupicino

Sostiene il Mainstream che il mondo va in malora perché gli inquinatori e gli sfasciamondo, forti della loro potenza economica, continuano ad inquinare impunemente. Pur di rovinare il Pianeta con sadico accanimento, i rovinamondo manipolano l’informazione e corrompono le menti dei più deboli, sostenuti dal gotha della finanza, molto vicino agli interessi delle mega-corporations petrolifere, energetiche, chimiche e industriali in generale. Del resto, parliamo di società la cui capitalizzazione in borsa permette di fare attività di lobby come nessun’altra società. Chi si oppone alle mega-corporations in questione, invece, è privo di sostegno e di mezzi economici, e non ha voce in capitolo, schiacciato com’è dal potere economico dei cattivi.

Ma è davvero così?

In Fig.1 possiamo vedere quali sono le società più capitalizzate al mondo, ovvero le più “ricche”, per farla semplice. La classifica è riferita a intervalli temporali di 5 anni e mostra una evoluzione di cui il Mainstream non ama parlare. 

Fig.1. I magnifici 5

 Si scopre, per esempio, che tra il 2001 e il 2011 le società petrolifere erano molto ben rappresentate, con Exxon, Total, Shell e PetroChina. Troviamo anche General Electrics, gigante americano molto legato all’industria dell’energia, della tecnologia e dei servizi. E poi le banche, immancabili, con Citigroup e la China Investment Bank. Nel 2011, però, irrompe Apple che si piazza direttamente al secondo posto della speciale classifica.

I giganti high-tech in questione, non casualmente, sono rappresentati in verde in Fig. 1: sono proprio loro, infatti, a sostenere la narrativa della nuova economia sostenibile salvamondo, a bassa emissione di CO2. Viene da pensare a come si sosterrebbero, i giganti in questione, se qualcun altro non producesse energia elettrica a basso costo per consentire un accesso globale ai loro prodotti, ma questa ovviamente è un’altra storia.

Quel che è certo, è che nel 2016 lo scenario è completamente cambiato. Nessuna società petrolifera, banca, gruppo industriale, grande distribuzione. Solo tecnologici ai primi 5 posti, nell’ordine: Apple, Alphabet (Google), Microsoft, Amazon e Facebook. Definirlo un ribaltone è dire poco. I cosiddetti FANG (Facebook-Amazon-Netflix-Google), del resto, sono stati protagonisti indiscussi della bolla azionaria degli ultimi anni, in cui hanno clamorosamente sovraperformato l’indice di riferimento, l’S&P500 (Fig.2).

 
Fig.2. Performance in borsa dei FANG vs. S&P 500 (fonte)
Particolare non di poco conto, esiste una correlazione strettissima (Fig.3) tra l’incremento di capitalizzazione dei FANG e il Balance Sheet delle 3 più grandi banche centrali al mondo (FED, Bank of Japan, BCE). Cosa vuol dire in parole semplici? Che c’è una probabilità molto alta che i trilioni riversati dalle banche centrali di mezzo mondo sui mercati negli ultimi anni siano finiti per gonfiare, direttamente o meno, proprio le quotazioni delle mega-corporations tecnologiche in questione.
 
Fig.3. Dove finiscono i soldi dei Quantitative Easing? Fonte: zerohedge
Di certo il peso economico dei salvamondo high-tech si fa sentire, anche nella disputa tra produzione di energia fossile e rinnovabile. Solo a titolo di esempio, vale la pena citare la Breakthrough Energy Coalition (BEC), fondata in piena COP21 con l’intento di finanziare progetti per la produzione di energia a zero emissione di CO2. Indovinate un po’ chi fa la parte del leone tra i finanziatori di questa indispensabile iniziativa? Ben tre dei cinque “unicorni” di Wall Street (li chiamano così) in testa alla classifica delle società più ricche nel 2016; nello specifico: Facebook, Amazon e Microsoft.
 
L’impegno verde degli unicorni non ha tanto valore commerciale quanto, piuttosto, di immagine. Gli investimenti nel solare, del resto, hanno prodotto risultati catastrofici negli ultimi anni (SunEdison, First Solar, SolarCity-Tesla solo per fare qualche nome tra i caduti più celebri). Se quindi da una parte la fanfara del catastrofismo climatico puo’ dare una mano a prolungare gli incentivi che hanno tenuto in piedi la baracca fino ad oggi, dall’altra parte mostrarsi verdi, salvamondo ed eco-compatibili ha un valore enorme dal punto di vista del marketing.
 
Sono soldi ben spesi, quindi, quelli del Breakthrough Energy Coalition e delle altre millemila iniziative volte a riversare miliardi o trilioni di dollari in investimenti che in una pura ottica di business sono nella gran parte dei casi catastrofici. Soldi ben spesi solo per i FANG & Friends, naturalmente, perché a fronte di investimenti a loro carico relativamente limitati (il BEC comporta un impegno per “solo” un miliardo di dollari in 20 anni), la parte del leone la fanno i finanziamenti pubblici dei governi ovvero, in ultima analisi, i soldi dei contribuenti, gettati letteralmente nel camino per finanziare progetti energetici senza alcun senso da un punto di vista economico.
 
Ma quel che è ancora più importante, la demonizzazione dei giganti decaduti dell’energia e dell’industria, e la concomitante esaltazione dell’high-tech in ottica salvamondo, hanno un risvolto ancora più pratico. Basti pensare ai tanti gruppi di pressione, lobby ambientaliste in testa, che a gran voce chiedono agli investitori più ricchi e potenti di distogliere i loro investimenti dalle società rovinamondo. L’effetto del tam-tam ambientalista e salvamondista, in ultima analisi, è proprio quello di gonfiare ulteriormente le capitalizzazioni degli unicorni a tutto danno delle altre società quotate in borsa.
 
Proviamo quindi a riassumere.
  • Nonostante la narrativa del mainstream, le società più ricche del mondo oggi sono quelle high-tech, mentre quelle legate all’energia, alle risorse minerarie e all’industria arrancano. 
  • Le stesse società high-tech attraggono la grandissima parte della carta cartamoneta che viene stampata dalle banche centrali nel disperato tentativo di far ripartire l’economia e salvare il debito dei paesi scassati. In altre parole, si stanno ingrassando impunemente grazie a soldi che avrebbero potuto sostenere una ripresa economica vera, piuttosto che l’ennesima gigantesca bolla finanziaria.
  • La narrativa catastrofista e salvamondista è utilizzata dalle stesse società per mere questioni di marketing, per apparire più etiche, belle e oneste rispetto ai rivali tradizionali: brutti, sporchi e rovinamondo per definizione.
  • La demonizzazione degli avversari in ottica salvamondista si associa all’azione di lobby ambientaliste che pretendono il ritiro degli investimenti nelle società energetiche per motivi “etici” con la conseguenza di gonfiare ulteriormente la bolla del tecnologico.
Dulcis in fundo. Forse a qualcuno interessa sapere che il boss di Amazon è casualmente anche il proprietario del Washington Post, quotidiano da cui i giornali mainstream di mezzo mondo scopiazzano, traducono e incollano impunemente una parte significativa dei “loro” articoli. Inutile dire quali siano le posizioni del Washington Post in fatto di Climate Change, vero?
 
Direi che il cerchio si chiude abbastanza bene così.
 
Colgo l’occasione per anticiparvi che del rapporto tra la stampa mainstream e il climatismo catastrofista parleremo molto presto, in un articolo in uscita all’inizio della prossima settimana. Ché saranno pure giorni di vacanza, ma Climatemonitor non va in ferie, neppure quest’anno. Così ci potete leggere anche sotto l’ombrellone.
 

Almanacco di febbraio 2017

COME SI MUOVEREBBE LA NUOVA MONETA NAZIONALE NEL CASO DI EUROBREAK (TU CHIAMALA, SE VUOI, LIRA)? E COME SI MUOVEREBBERO LE ALTRE? 

Ieri il sempre ottimo e preciso Ingegner Caustico ha dato una sua valutazione sul valore di una nuova ipotetica valuta nazionale. Possiamo chiamare questa nuova moneta Lira, Fiorino, Ducato, Zecchino, Baiocco, Meneghino, Grosso , come vogliamo, ma, comunque, non avrebbe nulla a che fare con la gloriosa Lira ereditata dal regno di Sardegna, poi dal Regno d’Italia e diventata la moneta della neonata Repubblica democratica. Si tratterebbe di un’unità di misura monetaria nuova, che partirebbe da una parità iniziale con l’Euro.

Per analizzare la nuova moneta parto da un punto di vista completamente diverso: i saldi commerciali. Utilizzo questo punto di partenza perché: Continua QUI

IL CREPUSCOLO DEL LAGER EUROPEO

Il lager europeo, per fortuna, sta per esplodere. Il 2017 decreterà senza ombra di dubbio la fine di questa indegna e malvagia impalcatura comunitaria, governata da un manipolo di assassini in guanti bianchi. Merkel, Draghi, Juncker e Moscovici sono oramai entrati nei panni “dell’ultimo giapponese”, strenui difensori di un sistema di potere già morto e sepolto. Il vento del cambiamento non si può arrestare, favorito anche dalla miopia di personaggi di rara stoltezza che continuano a chiedere “sacrifici” e “aggiustamenti dei conti” mentre la casa brucia. Non bisogna avere pietà per i burocrati europei caduti in disgrazia, da processare in maniera inflessibile per “genocidio” appena le condizioni storiche e i rapporti di forza lo permetteranno (cioè presto). Parimenti non bisogna sottovalutare il ruolo svolto dalla grande stampa nel puntellare e difendere i moderni “nazisti tecnocratici”, protetti oltremisura e senza vergogna da una informazione completamente e spudoratamente asservita ai potenti. Le patetiche grida di dolore che i maggiordomi dell’oligarchia finanziaria come Laura Boldrini lanciano all’indirizzo dei nuovi media fanno sorridere. Smascherato e delegittimato da una impetuosa crescita della consapevolezza di massa, il circuito mainstream non trova di meglio da fare che organizzare crociate contro le presunte “notizie-bufala”, rievocando comicamente atmosfere degne del “ministero della Verità” immaginato dal genio di George Orwell. Continua QUI

Anche l’India costringe Apple a produrre in loco (Noi, no).

Apple produrrà gli IPhone a Bangalore, la Silicon Valley indiana. Motivo: superare i dazi all’importazione che mantengono scarsissima la quota di mercato per gli smartphone della multinazionale di Cupertino – 2,7% – laddove Samsung ha il 24, la cinese Lenovo il 9,5; senza contare i produttori locali cresciuti dietro la protezione dei dazi, Micromax col 16,7% del mercato, Intex 10,8 %, Lava col 4,7 per cento. Ciò, in un mercato non ancora giunto a maturità, mentre le vendite Apple stanno rallentando in Cina. Apple non solo assumerà lavoratori indiani, ma dovrà utilizzare il 30 per cento di componenti fabbricati in loco, come è prescritto dalle leggi indiane per potere vendere manufatti esenti da dazi perché considerato prodotti nazionali.

Dunque anche la Federazione indiana, come già la Cina, e prima ancora Giappone e Corea, si servono del protezionismo strategico per far crescere le loro economie ed accaparrasi competenze e know how, obbligando le multinazionali, se vogliono vendere nel loro territorio, a produrre nel territorio. Anche il Brasile ha obbligato a produrre IPad localmente.  Continua QUI

Al voto a Strasburgo le leggi che i robot e le intelligenze artificiali dovranno rispettare

Il Parlamento Europeo si appresa a chiedere di disciplinare a favore del genere umano il dirompente avvento dei robot e delle intelligenza artificiali: per una volta, impedire i danni anziché affannarsi poi a ridurli e tamponarli. Ad esempio, se i robot distruggono i posti di lavoro e rendono inutili le nostre braccia ed i nostri cervelli bisogna contemplare l’eventualità che siano proprio i robot a sostenere il welfare ed e generare il nostro reddito: di qui, la richiesta che il Parlamento Europeo si appresta a votare perché sia tenuto sotto costante controllo l’impatto di robot ed intelligenze artificiali sul sistema sociale e fiscale, prendendo in considerazione un reddito universale di base finanziato attraverso le tasse pagate sui robot e sul loro lavoro.

Il rapporto Delvaux sulle norme di diritto civile nel campo della robotica (é il nome della deputata lussemburghese che ha svolto il ruolo di relatrice) é stato approvato a metà gennaio dalla commissione Giuridica e sarà votato mercoledì 15 febbraio dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo. E’ pubblicato per intero in fondo a questo post: vale davvero la pena di leggerlo essendo il il testo più interessante, completo e lungimirante cui ho avuto l’onore di contribuire in questi due anni e mezzo al Parlamento Europeo. Continua QUI

Le elites EU al massacro delle colonie europeriferiche: il caso Business Insider Italia, che ben spiega il rischio Mediaset diventata francese

Business Insider è una rivista online fondata nel 2009 dal proprietario di Doubleclick, il programma per ottimizzare pubblicità durante la navigazione internet (…). In pratica doveva occuparsi di divulgare notizie trovate sul web, con attenzione particolare ai movimenti societari e della Tech Economy, connotandosi come una “news agency” diciamo alternativa. Oggi ha circa 70 milioni di visitatori, fa profitti (pochi, ma li fa) ed ha il suo principale bacino di utenza in inglese.

Almeno fino a qualche mese fa.

Dal settembre 2015 è stata acquistata per la quasi totalità dal gruppo tedesco Axel Spinger, la casa editrice tedesca famosa per i suoi collegamenti passati (?) con il servizio segreto germanico post seconda guerra mondiale (vedasi il caso della spia del BND/Servizi Segreti della Repubblica Federale Tedesca Horst Mahnkes, ex nazista che proveniva dalla redazione di Axel Springer Verlag [capo redattore della rivista Kristall], senza dimenticare che W. Schauble fu a capo delle spie tedesche del BND) oltre che per le testate che solo apparentemente sono scandalistiche (la Bild tedesca per esempio), ma che invece parlano alla pancia della gente indirizzandola, parlo della popolazione germanofona di ceto medio-basso. A questo si aggiunga la proprietà di testate primarie e mainstream come Die Welt, giornale della destra conservatrice tedesca. Continua QUI

“l’ovile di Facebook”

  Così Facebook ha fregato Google (e ci ha chiusi nel suo recinto)

Partiamo da un assioma che è difficile mettere in discussione: lasciando da parte i fanboy, le passioni e le opinioni personali (che in quanto opinioni al momento non ci interessano) ci sono sostanzialmente 5 aziende (che io chiamo le 5 Sorelle) che stanno costruendo tecnologicamente il nostro presente e gettando i ponti per il nostro futuro e sono, in rigoroso ordine alfabetico, Amazon, Apple, Facebook, Google e Microsoft.

La seguente digressione marchettosa è utile ai fini del post, e quindi mi verrà concessa: scrivevo nel mio libro sul Web 3.0 e sulle tecnologie di domani: “Ci sono delle realtà nel nostro mondo che sono in grado di cambiare la vita di tutti noi. Non solo delle realtà, anche delle persone.

Persone come Bill Gates (Microsoft) o Steve Jobs (Apple), hanno cambiato le nostre vite. Per sempre

Questi imprenditori, anche se chiamarli imprenditori mi sembra riduttivo visto l’influenza che hanno avuto sulla vita della comunità, insieme a gente come Sergey Brin e Larry Page (Google), Jeff Bezos (Amazon) e Mark Zuckerberg (Facebook) hanno modificato non solo la nostra quotidianità, ma anche i nostri modi di pensare e di approcciarci al resto del mondo”.

Amazon – Jeff Bezos
Amazon ha del tutto cambiato il modo di concepire lo shopping, l’acquisto, il mercato e tutto quello che è “comprare”. In pochi anni è diventato di fatto il più grande negozio del pianeta, il servizio di logistica più importante di sempre (e qua sta la sua vera forza) e un servizio di cloud e di hosting senza precedenti.

Microsoft – Bill Gates
Microsot, l’eterna “data per morta”. Microsoft, l’odiata progenitrice di Windows che gira su tutto. Microsoft, l’azienda che per tutti si sarebbe dovuta estinguere presto. Microsoft, la “madre delle schermate blu”.
Microsoft… l’azienda tecnologica che l’8 aprile ha compiuto 40 anni. Da 40 anni leader del mercato dell’innovazione. Ho detto tutto.

Apple – Steve Jobs
Il Sogno. Apple è il sogno.
“Il Macintosh è più di un computer: è uno stile di vita”. Steve Wozniak.

Apple crea una tecnologia che ha una caratteristica mai avuta prima: è bella, talmente bella da diventare di moda. Apple non solo produce hardware ottimo ma lo rende di moda. E vince. Tutto.

Ok, la doverosa digressione era d’obbligo ma adesso passiamo ai veri protagonisti di questo post, ovvero Google e Facebook.

Brin e Page hanno messo insieme due cose assolutamente geniali con Google, ovvero un indice di tutti i siti presenti in rete ordinato, completamente automatizzato e un modello di business perfetto.

Google nasce come “banale” motore di ricerca e diventa una galassia di servizi: innovazione dopo innovazione Big G cambia il nostro modo di vivere giorno dopo giorno.

Mappatura
Google sponsorizza dei satelliti geostazionari, come GeoEye 1 che gira sopra alle nostre teste a 680 Km di altezza. Attraverso questo tipo di controllo globale ha mappato la Terra (Maps), il cielo (Sky), i mari (Oceans), la Luna (Moon) e addirittura Marte (Mars).

Ricerca
Ognuno di noi fa decine di query su Google ogni giorno, chi più chi meno superiamo mediamente le dieci.

Quando abbiamo bisogno di qualcosa lo cerchiamo su Google, sempre che non sia qualcosa di verticale come ad esempio alberghi, oggetti da acquistare o ristoranti… li entrano altri fattori e Google lo sa bene.

Acquisizioni

Google ha comprato colossi incredibili che gli permettono di tenere un piede dentro alle principali innovazioni oggi presenti sul pianeta. Ha comprato Motorola (per poi rivenderla svuotata dei brevetti) e ha comprato nel 2013 Boston Dynamics ovvero una delle più evolute realtà robotiche presenti al mondo.
E non ci dimentichiamo che ha comprato e reso planetario il successo di YouTube quando nessuno, nessuno, cedeva nei video come settore di mercato concorrenziale e tremendamente penetrante.
Ricordo che ai tempi sentivo gente dire “i video sono morti”. Seeee, morti.

Android
Google è proprietaria di Android, il sistema operativo che gira sulla maggior parte dei dispositivi mobili presenti oggi sul mercato. Non va solo sui cellulari ma anche su orologi e su ogni dispositivo possa portare dentro un processore.
Android è stato fondato da una compagnia di sviluppatori capitanata da Andy Rubin che oggi, guarda caso, è a capo della divisione robotica di Google, ovvero di Boston Dynamics.

In questo scenario che ha del fantascientifico Google si pone come leader innovatore praticamente incontrastato di fronte a una Apple che dalla scomparsa di Steve Jobs è diventata muscolare ma poco innovativa (più ram e processori più veloci non sono innovazione) e alle altre che per quanto leader nei loro settori non brillano per innovazione pura. Tranne… tranne Facebook.

Credits: Charis Tsevis (mikeshouts.com)

L’UNIVERSO DI ZUCKERBERG

Facebook nasce quasi per caso dal gioco, brutale e del tutto fuori luogo, di un ragazzino di Harvard che decide di costruire un sito per mettere a confronto musi di animali con volti di donne: il ragazzino di chiama Mark Zuckerberg e si appresta a cambiare il mondo indossando delle ciabatte Adidas.

Facebook cresce, supera il miliardo di utenti, viene quotato in borsa, passa il miliardo e 500 milioni di utenti superando il numero di abitanti dell’India e piazzandosi dietro solo alla Cina. Facebook non è più un gioco ma un sistema complesso di “controllo delle masse” dove controllo sta per misurazione delle attività delle persone e gusti delle stesse.

FB sa tutto, di tutti: sa con chi parliamo, cosa diciamo, quando, cosa ci piace, di cosa parliamo e con chi, da cosa siamo influenzati. Facebook sa tutto ma non gli basta.

Nel 2013 compra Instagram (qualche filtro fotografico senza un modello di business per la cifra di un miliardo di dollari circa) e un annetto dopo sconcerta il mondo comprando Whatsapp per qualcosa come 19 miliardi di dollari, soldi sufficienti a comprare la portaerei Ronald Regan.

Abbiamo capito, il valore per Facebook sono le persone, il numero enorme di persone, di fatto tutte le persone. Ma per farci cosa?

Il valore sono gli esseri umani, tipo Matrix, i dati che le persone generano e continueranno a generare sempre di più. Il valore sono i gusti degli individui e le loro relazioni, Facebook l’ha capito prima degli altri e lo sfrutta come nessun altro.

Mentre Google fatica a mantenere in crescita il proprio modello di business a causa dell’idiosincrasia che le persone mostrano verso ogni forma di pubblicità (anche se il fatturato di Big G rimane enormemente superiore a quello di FB) Facebook si proietta nel futuro, passando anche dall’Internet delle cose.

Cosa vuol dire Internet delle cose?

Mark Zuckerberg. Credits: wsj.com

E’ un’evoluzione di Internet in cui le cose, gli oggetti anche di uso comune, sono in grado di interagire tra loro ed accedere alla Rete e a tutti i dati in essa contenuti, per poter acquisire “l’intelligenza” necessaria a svolgere compiti complessi.

Anche qua, come avrete capito, è tutta questione di protocolli e di linguaggi: se le cose saranno in grado di parlarsi e di sentirsi tra loro lo dovranno fare nella stessa lingua, ma una volta raggiunto un accordo (e qua si parla più di politica economica che non di tecnologie), il pianeta sarà una vera e propria selva di sensori e dispositivi che parleranno tra loro.

Da questo universo tracciato, mappato tecnologicamente, potremo estrapolare ogni forma di informazione, di scienza e di applicativo.

E chi fornisce la piattaforma per fare si che tutto si parli e tutto comunichi formando la più grande intelligenza artificiale collettiva? Ma guarda un po’, Facebook.

“Durante la conferenza di apertura dell’F8, l’evento dedicato agli sviluppatori in corso a Fort Mason, Ilya Sukhar ha annunciato il rilascio di Parse per l’Internet of Things. Parse è la piattaforma mobile di Facebook dedicata a chi vuole sviluppare app senza curarsi degli aspetti più tecnici come storage, backend, server, cloud, analytics e dopo smartphone e tablet è già aperta da tempo ad accessori come Arduino. Il passo alla domotica, quindi, è più breve di quanto si possa pensare.”
(fonte)

Quindi FB non si limita a far parlare zii e cucini ma fa parlare ogni oggetto presente su questo pianeta con tutti gli alri e se pensate che questo pianeta conta circa 8 miliardi di device connessi a Internet allora beh, il chiacchiericcio delle cose diventa Big Data.

Nel mentre succede anche che il social blu pensa di uscire dai proprio confini, quei enormi confini da un miliardo e mezzo di utenti, con una piattaforma chiamata Atlas che serve a fare pubblicità sugli utenti Facebook fuori da Facebook, ovvero stai sul social blu che sa tutto di te, esci e vai su siti affiliati i quali sanno tutto di te, grazie a quello che gli dice FB.

Forte, eh?

FACEBOOK È “IL NUOVO GOOGLE”

Qualcuno mi ha detto che sì, tutto questo è vero, ma oggi Google grazie ad Android sa dove siamo tutti noi in ogni momento. Verissimo, ma lo saprà anche FB quanto tutti i dispositivi parleranno e comunicheranno attraverso di esso.

Qualcuno mi ha detto che Google ha un piede in tutte le tecnologie più impattanti del prossimo futuro. Vero, ma FB sta lavorando esattamente in questa direzione e questa, quindi, è innovazione.

Qualcuno mi ha detto che su Google Plus le community hanno altri gradi di interazione. Probabilmente è vero, ma alla casalinga di Voghera (che è la discriminante per il successo di una piattaforma rispetto a un’altra) non interessa molto Google Plus.

Qualcuno mi ha detto che le persone sono su Facebook solo per cazzeggiare mentre su Google ci sono servizi utili. Si, vero, ma FB è stata la prima azienda a trasformare il cazzeggio in una fonte di business.

Qualcuno mi ha detto che le 5 Sorelle si spartiranno il mondo tecnologico da brave appartenenti a un cartello con Google=Hub, Facebook=Piazza, Amazon=Market place, Apple=Piattaforma Microsoft=Office e SO.

Probabilmente anche questo è vero ma mi pare che la battaglia per la conquista del mondo digitale sia decisamente aperta e aspra e che specialmente penda sempre da qualche parte, non sia mai bilanciata.

Facebook ha miliardi di conversazioni al giorno da leggere, guardare, monitorare, misurare. Facebook ha monetizzato il cazzeggio. Facebook è nei tuoi messaggi privati, qualunque cosa usi.

Facebook permetterà il passaggio di danaro attraverso Messenger (l’avevo dimenticata, ma Mark no…. ecco cosa se ne fa di Messenger oltre che Whatsapp).

Facebook permetterà alle cose di comunicare tra loro attraverso di lui, divenendo di fatto un Hub come non si è mai visto prima.
Facebook permetterà ai siti partner di guadagnare sulla sua stessa mole di dati e sulla conoscenza degli utenti.

Non lo so cosa accadrà tra 5 anni, giuro che non lo so come non lo sa nessuno, ma quello che so è che in questo momento, nel preciso momento in cui scrivo, Facebook è certamente la piattaforma e l’azienda che maggiormente sta correndo per innovare, in alcuni casi inseguendo gli altri ma pur sempre correndo più veloce.

Direi che ‘sti ragazzi ci sanno fare, no ? 

RUDY BANDIERA 

FONTE

Pubblicato su: http://www.nogeoingegneria.com/ 

http://ningizhzidda.blogspot.it/

“LA SOSTITUZIONE”

Il Bilderberg brandisce l’intelligenza artificiale: “Uno strumento per amplificare e massificare la capacità di controllare il mondo.

di Aaron Dykes

Il progetto metropolitano di scalzare l’umanità e creare un mondo gestito dalla tecnologia è stato ufficialmente sottoscritto dalla élite. Che cosa sappiamo del master sul piano del controllo tecnologico del Bilderberg nella sua conferenza avvenuta l’11-14 giugno?

Come al solito, non molto dal suo interno; ma sappiamo molto sui suoi partecipanti e privilegiati membri, così come la progressione della conferenza stessa negli ultimi decenni e, di come gli invitati hanno sempre teso verso l’alta tecnologia.

La Robotica e la tecnologia ha fatto passi enormi e, di come l’intelligenza artificiale abbia fatto un balzo molto grande in avanti. Nel frattempo, il comitato direttivo del Bilderberg ha invitato gli imprenditori della Silicon Valley, così dicasi per tutti i capi importanti addetti alla tecnologia sui cambiamenti di Internet, sulla sicurezza informatica e i grandi cambiamenti che stanno avvenendo nella tecnologia.

In quanto tale, il presidente di Google Eric Schmidt è diventato il centro visibile del 21° secolo all’incontro del Bilderberg, dando ulteriore importanza ed elegante esperienza ai mediatori del potere dopo la seconda guerra mondiale, che hanno a lungo dominato il settore bancario, industriale, militare e interessi politici.

Di Palantir Alex Karp – un notevole tecnico molto esperto degli ultimi anni – è stato aggiunto al comitato direttivo di quest’anno 2015, unendo il privilegiato asse tecnologico con l’amico e compagno Peter Thiel, la cosiddetta mafia della PayPal e di Facebbok chiave angelica del finanziamento.

Il nuovo blocco di potere si basa ancora sul sistema bancario e altri settori tradizionali, naturalmente, sono ora partner in informatica. Craig Mundie di Microsoft, da qualche tempo è un partecipante chiave, mentre Bill Gates è un partecipante occasionale scieso di posizione. L’ex direttore della NSA Keith Alexsander è apparso consecutivamente per molti anni dal 2008, in parallelo d’importanza nella sorveglianza di massa e in eventi di “guerra informatica”.

Casualmente (o non), con il cardine e ex imprenditore della NSA Edward Snowdwn si sono avute perdite sulla sorveglianza – prima dei comunicati del 5 giugno 2013 – che si sono sovrapposti alla conferenza Bilderberg del 6-9 giugno, dove i partecipanti hanno discusso di grandi dati e “quanto è grande il cambiamento in quasi tutto”, così come la guerra cibernetica con la proliferazione di minacce asimmetriche, mentre il 2014 ha portato il tema infausto sull’esistenza della privacy. Al forum Bilderberg – c’è stato un aspro pensiero dopo le inquietanti fughe dovute a Snowden (da Wikipedia: Snowden ha affermato che le rivelazioni costituiscono uno sforzo “per informare il pubblico su ciò che viene fatto in loro nome e quello che è fatto contro di loro”.)

Tutto questo sottilmente ribadito è stato ignorato dalle masse, rafforzato dalle fatiche delle libertà personali che vengono osservate dandogli un valore meno-che-zero.

Il 2015 … ha aggiunto una ciliegina sulla torta.

Ora, dopo tutto questo e più, il Bilderberg porta ufficialmente l’intelligenza artificiale al tavolo. (Naturalmente, queste élite hanno appoggiato l’aumento della tecnologia e l’informatica fin dall’inizio quando le grandi aziende come IBM, Microsoft, Intel e Apple sono state avviate da decenni fa, ma sto divagando).

Nel 2015, il Bilderberg ha fatto una scelta di nomi suggestivi ed è andato avanti nella lista di punta, portando avanti “l’intelligenza artificiale” e la “sicurezza informatica” mettendola in cima alla lista. E, due dei suoi partecipanti si distinguono nel ruolo di portare avanti tutto questo:

“Regina Dugan, Vice Presidente per l’ingegneria, tecnologia avanzata e progetti, Google”

“Demis Hassabis, Vice Presidente dell’Ingegneria, Google DeepMind”

Questo dovrebbe annoverarsi come il collegamento più inquietante di politica occulta del Bilderberg. Certamente non dovremmo sorprenderci che siano andati lì, ma la realtà sta nel fatto che dei robot sono in mezzo a noi.

Amazon (il cui fondatore e CEO Jeff Bezos ha frequentato il Bilderberg nel 2011 e nel 2013, sta rapidamente sostituendo la sua forza lavoro con dei robot e, in un prossimo futuro ha intenzione di usare dei droni per la consegna delle merci, mentre si è a lungo ricercato complessi algoritmi per mettere fuori uso la concorrenza battendoli tutti sul tempo, tra qui Walt-Mart.

In Cina, il mondo dei costruttori hanno già fatto progressi incredibili nella raccolta della forza lavoro robotica e, sta crescendo ogni giorno sempre più forte, mettendo in pericolo i posti di lavoro ad ogni fase di passaggio.

Google lancia il “Progetto Manhattan  di AI”

Google – intimamente rappresentato nel Bilderberg dal gregario Eric Schimidt – sta apportando gli ultimi ritocchi sulla guida delle vetture per ottenere l’autorizzazione e mettere questi veicoli autonomi sulla strada. Una volta passata la luna di miele, è sicuro che andrà più in profondità nel mondo del lavoro dell’autotrasporto camionistico, lungo il pilastro della classe media, per erodere i diritti delle persone che pure li guidano.

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Nel frattempo, Google ha anche condotto il più grande acquisto di tutti i tempi nel campo dell’intelligenza artificiale. Sotto la guida di Schmidt, il famigerato futurologo Ray Kurzweil – nostalgico per l’età della singolarità, macchine spirituali e con la possibilità per alcuni di vivere per sempre – è stato assunto nel dicembre del 2012 per dirigere il tentativo di Google di “lavorare su nuovi progetti che coinvolgono l’apprendimento automatico e l’elaborazione del linguaggio per “Google” – in altre parole, l’intelligenza artificiale, è la passione che Kurzweil ha avuto per tutta la vita.

Da quel momento, Google ha acquistato quasi ogni importante ditta di AI alla sua portata – facendo leva probabilmente sul fondamentale passaggio per l’intelligenza delle macchine per le forze armate degli Stati Uniti e il governo.

Nella parte superiore di tale elenco c’è la Boston Dynamics, l’azienda di robotica strettamente legata a DARPA, il Dipartimento della Difesa e, il MIT, che ha creato il robot killer velocissimi nella loro esecuzione nello scalare pareti, abbattere prede e trasportare carichi utili. (Regina Dugan, ha frequentato il Bilderberg anche quest’anno, è stato un’alto dirigente della DARPA prima di entrare in Google.)

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Regina Dugan – descritta come una “tosta” – è stato il 19° direttore del Pentagono DARPA (che sta per Defense Advanced Researc Projects Agency) che ha le sue radici nell’ARPA – la creazione di internet. Dugan ha lasciato la DARPA nel 2012 per andare ancora oltre a Google con la loro tecnologia avanzata e progetti (ATAP).

In una conferenza mondiale del 2011 ha detto al mondo che il suo lavoro comprende la biometria e le pasword criptate utilizzate dai mercati di consumo per la moda…

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e desiderabili attraverso gli indumenti e perfino nei tatuaggi che permettono l’autenticazione in tempo reale (perché, come spiega, quale bambino non vorrebbe fare incazzare i suoi genitori con un tatuaggio?).

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Dugan ha fatto molto per portare il mondo su questa presente è possibile traiettoria e, sfortunata destinazione. Poi c’è DeepMind – forse meno conosciuta ma un più promettente acquisto di Google – che utilizza gli sviluppi nella comprensione delle neuroscienze con potenti algoritmi per l’apprendimento automatico, il grande ostacolo e chiave della vera intelligenza artificiale, e forse il più terribile al di là di ogni previsione.

Canergie Mellon, il professore Larry Wasserman ha scritto che la “messa in servizio di queste tecnologie costruirà un sistema che pensa. Questo era il sogno originale della AI. Come mi ha spiegato Shane Legg, si sono registrati enormi progressi sia nel campo delle neuroscienze e ML ed il loro obiettivo è quello di portare tutte queste cose insieme. Mi è sembrato un pazzo fino a quando non mi ha nominato la lista di miliardari famosi che hanno investito nella società”.

Comunque sia, il Deep Mind Co-fondatore e discusso a pote chiuse al Bildemberg, non è solo un passaggio importante. Piuttosto, è solo la punta dell’Iceberg della più massiccia trasformazione della società umana.

I sistemi di DeepMind utilizzano le reti neurali e metodi “di apprendimento profondo” che distribuiscono le reti a transistor a basso livello per produrre alti livelli in modo, ad esempio, distinguere il volto di un gatto da uno umano – un compito banale per un essere umano, ma difficile per una macchina.

Macchina, che è stata sviluppata in una generale intelligenza artificiale (AGI) che può imparare a risolvere i compiti senza una preventiva programmazione e, sono già stati utilizzati per sostituire 60 sistemi artigianali su Google. L’implementazione del sistema AGI nel riconoscimento vocale, è

ora utilizzato nei telefoni Android e Google Translate, che ha portato in 20 anni il più grande e generale miglioramento nel riconoscimento vocale. Suleyman ha detto, con una riduzione del 30% nella trascrizione dei tassi di errore. La formazione dell’attività del programma ha preso meno di cinque giorni. (…)

Mustafa Suleyman, che con Demis Hassabis e Shane Legg, ha costituito una società con sede a Londra, le macchine che apprendono sono state acquistate da Google nel mese di gennaio 2014 per 400 milioni di sterline, che ha portato una difesa grintosa e successi alla società. E’ stato ribadito in una conferenza che l’apprendimento delle macchine di “intelligenza artificiale”, è arrivata. Questa non è solo una breve estate per la tecnologia, c’è e ci rimarrà, si tratta di innovazioni per produrre.

Il Guardian di Londra ha citato un rivestitore di DeepMind, dicendo che Google ha avviato un “progetto Manhattan di AI” – di massa, un progetto segreto con grandi e sufficienti applicazioni per il contenimento dell’umanità in bilico.

Google ha comperato quasi ogni macchina-intelligente e le società robotiche che è riuscita trovare. Ha fatto notizia due mesi fa, quando ha comperato la Boston Dynamics, l’azienda che produce spettacolari e spaventosi realistici robot militari, per una somma riservata, ma senza dubbio molto elevata. Ha speso $ 3,2 miliardi (£ 1,19 miliardi) per lo smart termostato creato da Nest Labs. Questo mese, ha acquistato il segreto più all’avanguardia britannico avviando l’intelligenza artificiale  DeepMind per £ 242m.

Non sono solo questi i grandi affari; hanno anche comperato la Bot & Dolly, Meka Robotics, Holomni, Redwood Robotics e Schaft e, un’altro avvio AI, DNNresearch. E’ mstato assunto Geoff Hinton, un informatico britannico che è probabilmente il massimo esperto mondiale sulle reti neurali. Avviando la pubblicazione da parte dell’investitore DeepMind dei codici/Re tecnologici due settimane fa del “progetto Manhattan della AI”.

Dichiarando inoltre, se l’intelligenza artificiale sarà veramente possibile, e se qualcuno la potrà attuare, “questa è la squadra che la realizzerà”. Il futuro, in modi che non possiamo nemmeno immaginare, sarà di Google.

“L’Intelligenza Artificiale è uno strumento per amplificare in maniera massiccia la nostra capacità di controllare il mondo.”Questa è una dichiarazione, redatta positivamente con Outlook, fatta da Mustafa Suleyman un Co-fondatore di DeepMind, l’azienda AI ora è acquisita da Google e rappresentata quest’anno al Bildemberg dal co-fondatore Demis Hassabis, il Vice Presidente di Ingegneria DeepMind.

Suleiman dice che chi teme che l’intelligenza artificiale spazzerà via gli esseri umani sono affermazioni completamente esagerate, dicendo e sottolineando però che DeepMind è impostato sul sacco del miglioramento dell’umanità, insistendo su di un comitato etico che ci sarà un controllo da parte del pacchetto acquistato da Google.

Suleyman ha insistito che AI è e rimarrà uno strumento che gli esseri umani potranno controllare direttamente, piuttosto che una minaccia. Paradossalmente Suleyman ha anche dichiarato: Tutto quello che abbiamo costruito e prodotto è stato fatto dall’attività dall’umana intelligenza. AGI è uno strumento per amplificare in maniera massiccia la nostra capacità di controllare il mondo.

In nessun caso Suleyman non vede il lato negativo di tutto questo, mentre tutti gli altri lo possono vedere facilmente. Parlando in una conferenza a Londra venerdì scorso sulle macchine intelligenti Suleyman ha detto che era costernata per l’atteggiamento negativo che viene mostrato verso l’AI. E’ triste quanto abbiamo adottato questa realtà a non riconoscere la magia e il bene che questi sistemi possono portare. La narrazione è andata oltre e dritta dicendo che non è vero che l’AI è terribile ed avrà un insuccesso, anzi, l’AI ha avuto un molto successo.”

Perché il Bldemberg ha portato il DeepMind al tavolo della sua riunione? Le ragioni sono molte, ma facilmente identificabili in quanto è stato affermato: “l’intelligenza artificiale è uno strumento per amplificare in maniera massiccia la nostra capacità di controllare il mondo.”

Conclusione

Il grande potere non cadrà facilmente in mani giuste, per quanto sia ispirato e determinato eticamente voglia essere.

Google sta canalizzando questo incredibile potere, e il Bildemberg lo sfrutterà.

Non pensate di respingere questa “riunione segreta” come una teoria della cospirazione da parte di paranoici, non ha nulla a che fare come un comune raduno di professionisti che semplicemente tacciono a causa di regole che si sono dati per non divulgare i loro affari economici.

A questo punto, l’ingenuità è a una battuta d’arresto pericolosa che non possiamo permetterci.

Qualcosa di grosso si sta preparando, e il cittadino medio delle nazioni occidentali sarà senza dubbio l’ultimo a sapere, quando il loro lavoro – il loro unico mezzo di sussistenza – è reso obsoleto dai progressi tecnologici. Basta ricordare che non è mai stato inevitabile; era stato portato e alimentato sul mercato dal potere globale ammantato e mediato.

I leader del DeepMind vogliono farci credere che i timori della sua influenza siano esagerati … Nel frattempo, a porte chiuse, il gruppo Bildemberg ha fatto la stessa affermazione, e il mondo gli ha creduto a suo rischio e pericolo.

Demis hassabis, CEO, DeepMind Technologies – La Teoria del Tutto


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Google ‘DeepMind’ Intelligenza Artificiale dal sistema Atari, Beats Umani

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