Archivi categoria: Tecnologia

Chip – il marchio della bestia

 

 

Una azienda del Wisconsin lancia una festa per celebrare l’impianto del microchip ai suoi dipendenti

Articolo di Natural News

Il processo centralizzato governativo che diventa “Big Brother” e la diffusione delle masse che utilizzano la tecnologia di sorveglianza e altri mezzi di controllo della popolazione sono diventate semplicemente idiozia grazie a quelle stesse masse.

Potresti aver letto le storie nelle settimane scorse circa le aziende americane e svedesi che hanno tagliato i dipendenti dopo aver accettato di prendere il chip volontariamente. Quello che non hai sentito è che un simile microchip è diventato una specie di cerimonia che viene poi celebrata con una festa dopo che stupidi si sono fatti innestare il chip, evidentemente non hanno idea di quello che hanno appena fatto.

Come notato dal Gateway Pundit, i lavoratori del Three Square Market, un’impresa con sede nel Wisconsin, ha messo a disposizione una “partita di chip” per i dipendenti che hanno accettato di loro volontà il marchio della bestia.

Nel caso in cui non lo sapessi, i chip sono stati messi a disposizione a impiegati volontari incapaci di comprendere come funziona la tecnologia, ma meramente solo per “convenienza” che consente loro “più facilmente” e “più sicuri” accedere a un computer, entrare nell’edificio, comprare oggetti nella pausa aziendale entrare e uscire dai locali di lavoro, ecc. E ovviamente, la società ha assicurato ai dipendenti che hey, il chip integrato non la capacità di monitoraggio; Anche se credi che abbia la possibilità di farlo e vederti nella vastità del Kansas.

Come afferma WBAY, l’affiliata di Green Bay ABC, (qui ulteriori segnalazioni)

Il Tre Square Market ha ricevuto un’attenzione internazionale da quando ha annunciato il programma di microchip volontario, ritenuto il primo del suo genere negli Stati Uniti.

Il programma di microchip è volontario. Se i dipendenti sono disposti e consentono all’azienda di impiantare un chip a radiofrequenza di identificazione tra il pollice e l’indice.

Il chip RFID aprirà le porte, accede ai computer e fa acquisti da distributori automatici. La tecnologia è simile ai servizi di pagamento mobile come Apple Pay e Google Wallet.

Il Tre Square Market assicura ai dipendenti che non saranno in grado di monitorarli perché il chip non dispone di GPS. I dati sul microchip sono crittografati.

Nell’era dei social media, la maggior parte degli americani che ancora pretendono di preoccuparsi della privacy sono impermeabili al fatto che volontariamente rinunciano ogni volta che pubblicano qualcosa su Facebook, Google o Twitter su alcuni aspetti della loro vita.

Ma almeno questo è volontario. Quelle stesse persone potrebbero scegliere di non divulgare nulla. Purtroppo non si ha più quella scelta quando sei “marchiato/monitorato” con un impianto di identificazione a radiofrequenza.

E sinceramente, la società può dire ai suoi dipendenti inconsapevoli tutto il giorno che non vengono monitorati, ma che è solo scienza B.S. Dopo tutto, i piccoli dispositivi impiantati emettono segnali; E qualcuno in qualche parte dell’azienda sta monitorando quei segnali – altrimenti, come potevano assicurare a tutti che sono sicuri?

Inoltre, questi dispositivi sono elettronici e trasmettono un segnale, il che significa che sono probabilmente parte “dell’internet delle cose”. Ciò significa che le informazioni in esso incluse (dati riservati) possono essere rivelati.

Inoltre, cosa impedire alle aziende di richiedere che i dipendenti siano eliminati successivamente? La problematica è questa, perché è quella che sta arrivando.

Pensateci: l’automazione e l’intelligenza artificiale elimineranno milioni di posti di lavoro nel prossimo futuro. Adesso, alcuni di questi posti di lavoro saranno sostituiti da altri impieghi, ma in generale, anticipo che il lavoro diventerà un mercato solo per le aziende, non un mercato del lavoratore; Questo significa che il lavoro sarà limitato e che saranno le aziende a dettare le politiche del lavoro, non il contrario.

Quindi, o accetti di essere eliminato e tagliato fuori – per “sicurezza” e “l’efficienza” – o puoi dimenticarti di essere assunto da chiunque.

Oh, sarà “volontario” – ma solo in concetto. In realtà, se non ti fai impiantare un chip, non otterrai un lavoro. Quindi, com’è “volontario”? (Relativo: Almeno un legislatore è preoccupato per il microchipping forzato.)

L’azienda Tre Market Square è solo l’inizio. Questa tendenza entrerà in contatto con altre imprese. Molti lavoratori che oggi non hanno un concetto sulla privacy e che pensano di ottenere saranno “tagliati fuori”, saranno “freddi” non hanno idea di cosa stanno cedendo, riguardo al controllo sulle proprie vite e delle vite degli altri.

E poi, una volta che si ha perso il proprio controllo, non lo si ritroverà mai più.

JD Heyes è uno scrittore senior per NaturalNews.com e NewsTarget.com, oltre che direttore di The National Sentinel.

Le fonti includono:

TheGatewayPundit.com

NewsTarget.com

Fonte articolo: http://www.naturalnews.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Articolo correlato: Noi uomini cyborg con un microchip in corpo

Ultimi e primi uomini

Francis Crick – Il segreto della vita e una civiltà straniera creatrice 

Francis Harry Compton Crick, uno dei più famosi biologi molecolari britannici, biofisico e neuroscienziato, noto per essere il Co-scopritore nel 1953 della struttura della molecola del DNA con James Watson aveva alcune affascinanti opinioni su come la vita ‘è sorta’ sulla Terra.

La vita sulla Terra – una civiltà creatrice aliena e diretta Panspermia

La panspermia diretta può essere interpretata come il trasporto deliberato di microrganismi nello spazio da utilizzare come specie introdotte su pianeti senza vita.

È interessante notare che nel 1966, Sclovskii, Sagan, Crick e Orgel prima di loro nel 1973, hanno teorizzato come la vita sulla Terra possa essere seminata deliberatamente da civiltà aliene, da altrove nell’universo.

L’idea della diretta Panspermia può essere ricondotta al lavoro di fantascienza chiamato – Ultimi e primi uominiLast and First Men di Olaf Stapledon, pubblicato nel 1930.

Nel 1953 Francis Crick disse: “… organismi sono stati veicolati deliberatamente alla terra da esseri intelligenti da un altro pianeta. Concludiamo che è possibile che la vita abbia raggiunto la terra in questo modo, ma al presente non possiamo dire nulla sulle prove scientifiche siano adeguate o no sulla probabilità …”

Inoltre, le idee di Crick sulla teoria secondo cui siamo il risultato di «un gruppo di molecole che si rompono l’una nell’altra» questo è probabile come l’assemblaggio di un jumbo jet, colpito da un uragano in un cestino.

Nel libro intitolato “Life Itself”, Francis Crick ha scritto che non esiste un modo positivo che la molecola del DNA possa con un calcio ricevuto essere arrivato sulla Terra in modo casuale ma, che deve aver avuto origine altrove. Panspermia diretta.

Crick si chiedeva come fosse possibile che la “natura” creasse contemporaneamente due elementi reciprocamente interdipendenti per dare inizio alla vita. Crick ha avuto difficoltà a capire come il materiale genetico (acidi nucleici, come il DNA o l’RNA) sia il meccanismo che le permette la sua perpetuazione (proteine ​​chiamate enzimi) si siano manifestati allo stesso tempo e spontaneamente.

Inoltre, se la sintesi dell’acido nucleico è dipendente dalle proteine e le proteine, a loro volta, contano sugli acidi nucleici, Crick e il suo collaboratore Leslie Orgel hanno affrontato un problema simile a quello dell’uovo e della gallina, chi è nato prima?

Così il duo dinamico della creazione giunse alla conclusione che la vita terrestre potrebbe / avrebbe potuto provenire in un mondo in cui esisteva una sorta di “minerale o composto” che avrebbe potuto sostituire la funzione degli enzimi da cui sarebbe stata diffusa in altri Pianeti, come il nostro, attraverso “un’attività deliberata da parte di una società extraterrestre”.

Anche se questo era lontano da un’ipotesi convenzionale, la verità è che Crick in un dato momento, ha cercato di rispondere a una domanda incisiva. Sarebbe stato molti anni dopo la scoperta della doppia elica del DNA finché non si scoprì che l’RNA può funzionare come enzima, senza bisogno di proteine, cioè la soluzione al problema che ha ispirato Crick alla teoria aliena della pan-spermica.

Gli scienziati sostengono che il DNA umano ‘è stato progettato dagli alieni’

Così, nel 1993, Crick e Orgel hanno pubblicato un nuovo articolo scientifico in cui non hanno più citato un presunto intervento extraterrestre.

Gli scienziati hanno scritto: il problema dell’uovo e della gallina “potrebbe essere risolto se, all’inizio dell’evoluzione della vita, gli acidi nucleici abbiano agito come catalizzatori”.

Sicuramente una civiltà aliena super avanzata sarebbe stata capace di qualcosa di simile, se naturalmente ci fosse un posto adeguato nel cosmo per poterlo sviluppare.

La nostra civiltà, ad esempio, è capace di seminare la vita su pianeti senza vita.

In un saggio pubblicato in Astrofisica e Space Science Claudius Gros, un fisico teorico dell’Università Johann Wolfgang Goethe, ha proposto l’idea di trapiantare la vita su altri pianeti. Riferendosi all’idea del Progetto Genesi.

L’idea è quella di inviare navi spaziali robotizzate a basso costo che contengono una spedizione piena di forme di vita microbica – batteri e eucarioti unicellulari – e indirizzarli verso gli esopianeti identificati dagli astronomi come potenzialmente abitabili.

Quindi, se possiamo farlo oggi, come facciamo a sapere se qualcuno in un lontano passato non ci abbia piantati qui sulla Terra?
Cibo per la mente?

Qualcosa di unico nella storia – noi l’utente prodotto

 

Il Duopolio Facebook e Google

dal Sito Web PijamaSurf  traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo

Facebook e Google si stanno trasformando nei due grandi imperi globali e di conseguenza sta distruggendo il giornalismo tradizionale in gran parte del mondo.

Il dominio di Google e Facebook continua a crescere, mentre i mezzi di comunicazione che non sono nello specifico anche società tecnologiche sono nel caos. 

Il sito Poynter riporta che questa settimana, la società Time Inc. ha annunciato che licenzierà 300 persone per cercare di essere più efficiente.

Questa settimana anche l’Huffington Post ha dichiarato che licenzierà 39 membri del suo staff, e Verizon, la società a cui appartiene questo giornale, acquisterà Yahoo. Lo stesso avviene per il popolare sito di notizie Vocativ che ha comunicato che non terrà più il suo staff editoriale, che si tratta di una decisione strategica per accentrarsi solo sulla produzione di video. 

Due settimane fa, il New York Times ha annunciato che ridurrà la sua squadra editoriale, per concentrarsi su un contenuto visivo. Si potrebbero citare altri casi, come per esempio quello del The Guardian, che negli ultimi mesi ha chiesto ai suoi utenti delle donazioni.

Il tema è inerente a come questi media vivono la pubblicità digitale. 

Facebook e Google però, che controllano in gran parte la popolarità di tutti i media digitali, dirigono il traffico e possiedono anche la maggior parte della torta pubblicitaria. 

Diversi rapporti del primo quarto dell’anno mostrano che Facebook e Google incamerano il 71% del denaro che si spende in pubblicità on-line; tutte le altre società incamerano il 29%.

Nel 2015 era solo il 64%, c’è quindi una marcata tendenza verso il duopolio. 

Evidentemente, come è risultato chiaro con cose come la cosiddetta cassa di risonanza e la bolla sui filtri che abbiamo visto con le ultime elezioni negli Stati Uniti, questo squilibrio di potere è pericoloso e riguarda tutti gli strati politici e sociali.

Tutto ciò ha l’effetto di ridurre drasticamente la qualità dell’informazione che si genera sui giornali, poiché sempre più persone producono contenuti gratuiti e il contenuto virale è quello che predomina, quindi ci sono pochi incentivi per investire in contenuto di qualità. 

E’ indubbio, che questo potrà essere uno dei grandi problemi che affronteremo in futuro come società.

Quando i mezzi di comunicazione sono prima di tutto una società di tecnologia, dobbiamo essere fiduciosi nella scelta che fanno gli algoritmi e nella loro capacità di darci ciò che è rilevante. 

Fintanto che questi algoritmi sono programmati di base solo per incrementare i guadagni delle suddette compagnie, ci troviamo di fronte alla totale disumanizzazione delle notizie. 

Per tutto questo e per il fatto che i loro algoritmi sono segreti ed esistono delle scappatoie legali che consentono di non rendere conto di nulla, le accademiche Ellen P. Goodman e Julia Powles hanno definito Google e Facebook,

“gli imperi più potenti e furtivi che siano mai esistiti nella storia dell’umanità” in questo articolo del The Guardian (uno di quegli articoli che forse vedremo nei prossimi anni).

Queste professoresse universitarie fanno un’interessante analogia:

Facebook e Google non si possono definire: sono piattaforme, sono media, sono reti sociali, sono motori di ricerca, etc…

Quello che possiamo dire è che noi siamo i media, il contenuto di questi giganti e noi gli utenti, siamo anche i loro prodotti e questo è qualcosa di unico nella storia. 

http://www.bibliotecapleyades.net/

Le variabili nascoste

TECH-GLEBA. SPACCIATI?
COGLIONI FATEVI I CONTI IN TASCA.

di Paolo Barnard

La risposta è sì. Coglioni, sì, voi coglioni siete spacciati. Credete di essere innocenti oggi? Chi avete seguito e reso prioritari fra gli ‘informatori’ in Italia fino ad ora? Chi ancora avete sulle vostre pagine ‘Social’ postati 10 mila volte? Eh?. Leggete sotto, eh…

Siamo spacciati? Ma dai, iniziamo dell’ipotesi ottimista. Nella storia dell’universo, del pianeta Terra, delle scienze, e nella geopolitica imbastita dagli umani, sono esistite sempre le ‘variabili impazzite’, che oggi la ricerca chiama ‘hidden variables’.

Allora noi destinati ai ‘ceppi’ della TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE possiamo sperare in quelle variabili impazzite che inceppino tutto il mostruoso disegno delle elite Tech che ho descritto nel saggio?

Ora, per farmi capire su questa fragile speranza, prendo il tema di questo immane progetto di TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE e lo restringo in due esempi più piccoli: la ricerca nello Xenotrapianto anni ‘90, e la guerra in Iraq del 2003. Furono due pianificazioni tecnologiche e geopolitiche umane che nonostante i miliardi e i poteri politici che avevano dietro si frantumarono per una o più variabili impazzite.

A metà degli anni ’90, a Cambridge in Inghilterra e in laboratori segreti, si stava completando quella che poteva essere una delle più strepitose rivoluzioni in Medicina di sempre. Lo Xenotrapianto. Che significa? Semplice: l’idea era di modificare geneticamente i maiali su profili di DNA umano in modo da rendere i loro organi interni fatti da cellule umane. Perché? Per poterli usare (cuore, reni, polmoni ecc.) per i trapianti sull’uomo senza il problema del rigetto, e senza il tragico problema della scarsità di donatori per cui spesso gli ammalati muoiono in lista d’attesa. Il rigetto in particolare veniva evitato perché il profilo del DNA impiantato in un singolo maiale era… personalizzato. Cioè ogni ammalato avrebbe avuto il suo maiale ad hoc che già portava il suo DNA, RNA ecc.

Io ne feci un servizio per Report allora. Mi portarono ai labs chiuso dentro un furgone senza finestrini perché la location doveva essere segretata, a causa delle minacce di morte degli animalisti inglesi contro gli scienziati. Incontrai il Prof. White, capo della ricerca e il front man per gli investitori. La parte, ovviamente negativa, di tutto era che quel miracolo medico sarebbe stato privato, e quindi venduto agli Stati con le loro Sanità a peso d’oro. Mi ricordo oggi che White mi citò pile di milioni di dollari investiti nello Xenotrapianto dalla UBS, da Goldman Sachs, dai Sauditi, e da un fondo sovrano malese, credo, e altri. White era un 45enne che emanava luce, ma non per carisma, per l’ideogramma $ stampato nelle cornee, come nei cartoni animati. La sperimentazione animale era conclusa, mancavano 2 cm all’applicazione sull’uomo.

Poi… la ‘hidden variable’ colpì e tutto andò in frantumi. Un banale Retrovirus del maiale ci si mise di mezzo, non lo avevano mai scoperto, e adios… pile di milioni, labs, mega-banche, sogni di fama e soldoni, e purtroppo anche la vita di tanti ammalati. Tutto franato.

Quando G.W. Bush decise d’invadere l’Iraq, oggi anche i piccioni lo sanno, gli occhi dei suoi sponsor politici, cioè Big-Oil (mega petrolieri USA) erano tutti puntati sulla torta nera liquida da spartire. Infatti, come documentai nel mio libro Perché ci Odiano (Rizzoli, BUR), Exxon, ConocoPhillips, Chevron ecc. ma anche giganti collegati come Halliburton, Kellog Brown & Root e Carlyle, avevano pianificato con tronfia sicurezza un futuro di fantastilioni in un Iraq divenuto la stazione di benzina privata degli Stati Uniti.

La strategia era stata pensata ben prima dell’invasione, ed era interamente dedicata allo studio della torta da spartire nel dopoguerra iracheno. La si trovava scritta nero su bianco nel documento riservato Moving the Iraqi Economy from Recovery to Sustainable Growth che già circolava fra i lobbisti aziendali di Washington nel Febbraio del 2003. Ok. Tanto quanto. Si fa la guerra, si commettono crimini contro l’umanità, si smembra il Paese in un caos sanguinario, ma poi quando si trattò di spartire la maledetta torta nera che successe? Le ‘hidden variables’ colpirono.

Per prima cosa quei coglioni degli americani, ignoranti del mondo come capre, non avevano capito nulla della composizione etnica e tribale dell’Iraq, e immaginate, per farla breve, che fu come mettere in un frullatore nazisti, ebrei, anarchici, trotzkisti, cinesi e giapponesi, leghisti e immigrati, e sperare che ne esca ordine. Ne uscì una delle guerre civili più violente della Storia. Da qui la fuga dei capitali USA e occidentali dall’Iraq, che erano indispensabili alle infrastrutture affinché Big-Oil si pappasse i pozzi. Nessun demente avrebbe mai messo 10 $ d’investimento in un bagno di sangue infernale. Poi i Kurdi, che hanno in mano i migliori pozzi del nord, fecero la voce grossa, e infine arrivò l’ISIS, frutto in gran parte di un conflitto fra politica americana e l’allora governo a maggioranza Shiita (la Anbar Awakening). Insomma, Booooooommmm… anche lì le ‘hidden variables’ fecero esplodere tutto il mega-progetto di Washington.

E ok. Allora, possiamo noi sperare, cioè, appenderci al tenue filo di speranza che delle ‘hidden variables’ faranno esplodere la TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE? Bé, uno può sperare tutto nella vita, ma la risposta è, sinceramente, NO. Perché?

Perché il progetto di TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE è di scala globale, non regionale e neppure business-settoriale.

Spiego: G. W. Bush franò anche perché l’amministrazione che venne dopo di lui era tutto un altro settore di business (il business-settoriale) . Di colpo nel 2008, dal dominio assoluto di Big-Oil, si passò al dominio di Wall Street che aveva PAGATO di tasca propria l’elezione di Obama. Addio Iraq, Exxon, Halliburton e Cheney. Adesso arrivavano gli ‘algoritmi dei derivati, mega-banks, e Big-Finance’, cioè Goldman, BoA, HSBC, Deutsche Bank, e gli Hedge Funds turbo spietati come Bridgewater. Questi passaggi sono però roba business-settoriale, non globale. In cose di questa dimensione – che è enorme comunque – può accadere, come scritto sopra, che le ‘hidden variables’ mettano bastoni fra le ruote. Ma su scala globale, cioè nella TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE, no, è veramente improbabile.

Come scritto nel saggio, qui abbiamo un’idea che è condivisa da un continente all’altro senza soluzioni di continuità, dalla Cina agli USA alla Russia all’Argentina all’Italia… Yes, mi ha scritto un tecnocrate di Milano di alto livello (e la cui azienda non mi ha nominato) e mi ha detto che poco tempo fa di ritorno da un seminario su quello che io chiamo TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE, arrivò a casa, guardò sua moglie, e si mise a piangere sul divano. Cercate d’intuire per favore. L’idea è MONDIALE, non business-settoriale, quindi magari forse essa è solo ‘inceppabile’ a livello di qualche Paese, ma non nel Pianeta, no. SFONDERA’, punto.

Allora?

Siamo nella m… (finisce per erda). Non posso dirlo meglio, sorry.

Voi mi leggete, e il 99,99% di voi non ha ancora un’idea del potere reale di un Trattato U.E. come la Banking Union o il Preventing Macroeconomic Imbalances, non li avete mai letti, davvero ancora non l’avete colto. Immaginiamo se state capendo, voi, quello che vi scrivo sui prossimi 50-200 anni di TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE. Ma dai, mica sono scemo. Lo so bene che mettete i ‘mi piace’ alla cazzo, ma non avete veramente capito un millesimo di quello che arriva. E voi siete lo 0,2% che segue me. Immaginate il resto della popolazione dei bar, dei TG, delle parrucchiere, stadi, Vasco, del bagno al mare, di “piove, governo ladro” dei 5S e di Travaglio. Ma dai, guardiamoci negli occhi, eh? Voi pensate che Sergey Brin o i fisici quantistici di D-Wave Systems temano i popoli come voi e i sotto-voi che ho citato? Tradotto: voi, la gggènte?

Cosa potete fare? Nulla. Perché voi siete la gggènte, quelli che mai capirono cosa significava il nome Jaques Attali per la sopravvivenza di milioni di famiglie e di aziende europee. Voi vi agitaste per Tangentopoli, Craxi, poi di recente per il Cavaliere e le sue troie, poi per i Meet-up, o le Mafiette del sud, fessi. E l’Eurozona di cui io vi avvisavo anni prima ha fatto un milione di morti più di Provenzano, fessi. Ma voi ancora Travaglio, Imposimato, la Raggi… Oggi tutti gridano a ciò di cui vi avvisavo io 10 anni fa.

Non potete fare letteralmente nulla, perché come ho già scritto nel saggio TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE 1 & 2, già siete vittime dell’APATIZZAZIONE di Samuel P. Huntington, Michel J. Crozier e Joji Watanuki con la Trilaterale da almeno 40 anni, e non sapevate un cazzo. Fra un 15-40 anni vi arriva addosso l’universo di Sergey Brin, Zuckerberg, David Ferrucci, Jerome Pesenti, Jonathan Ross o Jeff Bezos, che è un milione di volte peggio, e credete di poter fare uno strillo, voi eterni fessi?

Lo ripeto. Non fate figli. E odiatemi, ma ve lo meritate. Ho meno followers su Twitter di un liceale, e sono sempre stato nell’assoluta minoranza, ignorato, umiliato, mai sostenuto dal pubblico, coglioni. Guardate i followers dei veditori di caramelle del ‘pollitalico pollaio’, sono 100 mila volte più dei miei. E allora fate una cosa: guardate i vostri bimbi di 3 anni, e uccidetevi.

SIETE VOI L’APOCALISSE.

TECH-GLEBA SENZA ALTERNATIVE. NO ESCAPE. Ci risentiamo fra 15-40 anni.

http://paolobarnard.info/

Qualcosa di più

L’imperativo di sostituire Google e Facebook

Le nazioni stanno iniziando a prendere più seriamente il controllo del loro spazio d’informazione dopo che per anni hanno permesso ai giganti della tecnologia degli Stati Uniti, Google e Facebook, di monopolizzarli e sfruttarli

Il Vietnam, secondo un recente articolo di GeekTime, è l’ultimo paese che ha iniziato a fomentare alternative locali del motore di ricerca e della rete dei mezzi di comunicazione sociali, per riequilibrare il monopolio dell’informazione che oggi hanno nel loro paese i giganti della tecnologia del sud est asiatico.

Google e Facebook – Sono più che Motori di Ricerca e Social Media

I due giganti della tecnologia e altri come loro agli inizi possono essere sembrati ai politici, agli industriali e ai capi militari di tutto il mondo, delle corporazioni meramente opportuniste che cercano guadagni ed espansione.

Indubbiamente, Google e Facebook, tra gli altri, chiaramente sono diventati qualcosa molto più di questo.

Tutti e due hanno lavorato ed è verificabile per il Dipartimento di Stato per la ricerca di obiettivi geopolitici in tutto il mondo, dal collasso del governo della Libia ai tentativi di cambiamento del regime della Siria e l’utilizzo dei social media e della tecnologia dell’informazione di tutto il mondo per manipolare la percezione pubblica e ottenere mete sociopolitiche in nome di Wall Street e Washington per molti anni.

L’utilizzo delle reti sociali per controllare lo spazio di informazione di una specifica nazione, e utilizzarlo come un mezzo per arrivare alla sovversione sociopolitica e anche a un cambiamento di regime ha raggiunto l’apice negli Stati Uniti nel 2011 con la gestione della “primavera araba”.

All’inizio dipinta come manifestazioni spontanee organizzate su Facebook e altre piattaforme di social media, adesso è stato rivelato in alcuni articoli quelli del New York Times, Gruppi di statunitensi che aiutano a fomentare “Rivolte Arabe“, che il Governo degli Stati Uniti aveva addestrato attivisti anni prima delle proteste, con con Google e Facebook partecipando direttamente ai preparativi.

I fronti di opposizione finanziati e appoggiati dalla Fondazione Nazionale per la Democrazia (NED) del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dalle loro filiali,

  • Casa della Libertà (Freedom House)
  • Istituto Repubblicano Internazionale (IRI – International Republican Institute)
  • Istituto Nazionale Democratico (NDI – National Democratic Institute),

…furono invitati a varie riunioni dove i dirigenti con i loro gruppi di appoggio tecnico di Google e Facebook presentavano loro i piani di gioco da eseguire nel 2011 coordinati agli Stati Uniti e ai mezzi di comunicazione europei che avevano anche assistito alle riunioni.

Il risultato finale fu quello di armare virtualmente le reti sociali, che agivano come coperchio per quello che fu una serie pianificata da tempo di colpi militari regionali fortemente armata che finalmente buttarono giù i governi di:

  • Tunisia
  • Egitto
  • Libia
  • Yemen,

…con il governo della Siria adesso accerchiato da 6 anni di guerra come risultato.

E’ stato durante il conflitto in Siria che Google è stato di nuovo coinvolto.

Il Guardián, in un articolo del 2012 dal titolo “Siria – E’ possibile cambiare il nome delle strade su Google Maps?”, avrebbe dato questa informazione:

Nella loro lotta per liberare la Siria dalle grinfie del presidente Bashar al-Assad, attivisti antigovernativi si sono imbarcati in un progetto per cancellarlo dalla mappa. Letteralmente…

Su Google Maps, le principali vie di Damasco dedicate alla famiglia Assad sono apparse cambiate con il nome degli eroi della rivolta. La primavera araba prende forma così.

Quando i ribelli contro Gheddafi fecero sparire a Tripoli l’agosto scorso, il nome della piazza principale della città dal servizio di mappe durante la notte – da Piazza Verde, nome datogli dall’antico dittatore, è divenuta “Piazza dei Martiri”.

Il servizio di mappe del gigante di Internet ha una storia importante nelle dispute politiche.

Il monopolio di Google nelle nazioni che non hanno un’alternativa locale, assicura chela percezione pubblica sia influenzata di traverso da questi metodi ingannevoli.

The Independent, in un articolo del 2016 intitolato “Google progetta di aiutare i ribelli siriani a sconfiggere il regime di Assad – Asseriscono così nella posta elettronica filtrata di Hillary Clinton“, continuerebbero a dire altro sull’attività di Google per quanto riguarda la Siria:

Uno strumento interattivo creato da Google è stato disegnato per alimentare i ribelli siriani e aiutarli a distruggere il regime di Assad, così hanno rivelato le mail di Hillary Clinton secondo i rapporti effettuati.

Controllando e monitorando quanti si cancellavano dall’indirizzo della Siria, è stato progettato come dicono i resoconti, un modo per animare più persone a cancellarsi e a dare fiducia all’opposizione ribelle.

E’ chiaro che Google è molto più di solo ricerche in Internet.

Le nazioni sarebbero comunque irresponsabili a permettere che una impresa straniera eserciti un controllo sul suo spazio di informazione – specialmente alla luce degli abusi documentati, verificati – come lo sarebbero se imprese straniere esercitassero un controllo su altri aspetti essenziali dell’infrastruttura nazionale.

Vietnam prende il controllo del suo spazio d’informazione

L’articolo sul GeekTime, condiviso con il Dipartimento degli Stati Uniti NDI su Twitter dal titolo “Si tratta di una campagna del Vietnam per costruire un’alternativa a Facebook per lottare contro le notizie false o è per fomentare la censura?”,

così scrive:

Durante una riunione all’inizio di questo mese, Truong Minh Tuan, Ministro per l’Informazione e le Comunicazioni del Vietnam, ha detto che il governo sta incoraggiando le industrie di tecnologie vietnamite a costruire sostituti locali di piattaforme come Facebook e Google (che sono le più popolari del genere in Vietnam).

L’articolo diceva anche:

Si tratta di una campagna più ampia “per rafforzare la sicurezza cibernetica” e l’integrità dell’informazione del paese.

“Il piano è cercare di abbordare il problema di come su Facebook, le ‘pagine false’ crescevano senza controllo, con un contenuto antigovernativo.” Queste le parole di Taun.”

“Guardando oltre, abbiamo bisogno di reti sociali utili alle società locali che possano rimpiazzare e competere con Facebook.”.

La menzione del NDI all’articolo ha la pretesa di far comprendere che il governo vietnamita ottiene dei guadagni a partire dalle localizzazioni dei motori di ricerca e dei social media – e lo fa.

La localizzazione dello spazio d’informazione del Vietnam, però, non è diversa dalla localizzazione dell’infrastruttura dell’industria della difesa, dell’energia, dell’acqua, delle scuole e della sanità vietnamita.

Tutti dovrebbero essere controllati dal popolo vietnamita non da Washington, Wall Street, o Silicon Valley. Se il governo vietnamita abusa di questa localizzazione o non lo fa, è un problema del popolo vietnamita.

La vera preoccupazione del NDI è che una volta avvenuta quella localizzazione della tecnologia d’informazione in Vietnam, questi effettivi vettori di rivolta sociopolitica saranno chiusi per sempre agli speciali interessi finanziari e corporativi della politica estera degli Stati Uniti come i fronti di lavoro dell’NDI.

Fonte:  http://www.bibliotecapleyades.net/

Il reddito universale per una Classe inutile

Nel futuro, Mondi virtuali potrebbero prendere il posto della religione e altri sistemi importanti costruiti per la società man mano che gli eseri umani diventano meno utili.  Fotografia: Jeff J Mitchell / Getty Images

La Classe inutile Il significato della vita senza lavoro e un reddito di base universale

L’autore Yuval Noah Harari, è un ateo che crede di poter indovinare il futuro.  Questo articolo potrebbe farvi salire la pressione, ma bisogna che lo leggiate. Harari parla anche della élite mondiale dando immagini avveniristiche. Fonte

La maggior parte dei posti di lavoro che esistono oggi, potrebbero sparire ed è una questione di decadi.

Man mano che l’intelligenza artificiale supera gli esseri umani in sempre più compiti, li rimpiazzerà in moltissimi posti di lavoro. E’ probabile che appaiano molte nuovi professioni: disegnatori di mondi virtuali per esempio.

Questa tipologia di professioni però, richiederanno più creatività e flessibilità e non è chiaro se i tassisti o gli assicuratori di 40 anni e senza impiego saranno capaci di reinventare se stessi come disegnatori di mondi virtuali (cercate di immaginare un mondo virtuale creato da un assicuratore!).

E anche se l’assicuratore in un modo o nell’altro compie questa transizione e diventa un disegnatore di mondi virtuali, il ritmo del progresso è tale che entro dieci anni potrebbe essere che debba reinventarsi una volta di più.

Il problema fondamentale non è creare nuovi posti di lavoro. Il problema fondamentale è creare nuovi posti di lavoro che gli esseri umani possano svolgere meglio degli algoritmi.

Stando così le cose, nel 2050 potremmo trovarci con una nuova classe di persone:

la classe inutile…

Persone non sono solo senza lavoro, ma che non si possono impiegare

La tecnologia stessa che rende inutili gli esseri umani, può fare in modo di alimentare e mantenere la massa che non è possibile impiegare per mezzo di un qualche schema di reddito di base universale.

Il vero problema sarà allora mantenere occupate e soddisfatte le masse. Le persone devono partecipare ad attività utili o diventano pazzi.

Allora, cosa farà la classe inutile tutto il giorno?

Nell’anno 2050 Nascerà una nuova classe di perone la classe inutile. Le persone saranno disoccupate, ma anche non impiegabili.

 Una risposta potrebbe essere giochi al computer….

Le persone economicamente in esubero, potrebbero passare sempre più tempo in mondi dalla realtà virtuale 3D che daranno loro molto più entusiasmo e impegno emotivo del “mondo reale”.

Infatti, questa è una soluzione molto antica…

Per migliaia di anni, migliaia di persone hanno trovato un significato giocando con giochi di relatà virtuale. In passato abbiamo chiamato questi giochi di realtà virtuale “religioni“.

Cosa è una religione? E’ un gran gioco di realtà virtuale giocato insieme da milioni di persone.

Le religioni come l’Islam e il cristianesimo inventano leggi immaginarie del tipo:

  • “Non magiare carne di maiale”
  •  “Ripetere le stesse preghiere un determinato numero di volte al giorno.
  •  “Non avere relazioni sessuali con qualcuno del tuo stesso sesso”

…e così via.

Queste leggi esistono solo nell’immaginario umano. Nessuna legge naturale richiede la ripetizione di formule magiche e proibisce l’omosessualità o il mangiare carne di maiale.

I Musulmani e i Cristiani vivono cercando di “guadagnare punti” al loro gioco favorito di realtà virtuale. Se preghi tutti i giorni otterrai dei punti. Se ti dimentichi di pregare perderai dei punti.

Se alla fine della tua vita hai guadagnato punti sufficienti allora dopo la morte passerai al livello seguente del gioco (conosciuto anche come “il cielo”).

La religione:  un gioco della vita reale in cui si prega  per accumulare punti virtuali.  Fotografia: Kevin Frayer / Getty Images

Come lo mostrano, le religioni, la realtà virtuale non deve essere incasellata in una casella isolata. Invece può essere sovrapposta alla realtà fisica.

In passato, questo si faceva con l’immaginazione umana e con i libri sacri, e nel secolo 21 si può fare con gli smartphones.

Poco tempo fa sono stato con mio nipote di sei anni, Matan, a caccia di Pokemon.

Mentre camminava per la strada, Matan si fermò a guardare il suo smartphone, il che gli permise di trovare dei Pokemon attorno a noi. Io non ho visto nessun Pokemon perché non avevo uno smartphone.

Allora abbiamo visto altri due bambini per la strada che stavano andando a caccia dello stesso Pokemon e quasi litigavamo con loro.

Mi richiamò alla mente la similitudine di quella situazione con il conflitto tra “Ebrei” e “Musulmani” della “città santa” di Gerusalemme.

Se osserviamo la realtà oggettiva di Gerusalemme, tutto ciò che vediamo sono pietre ed edifici. Non c’è “santità” in nessun posto.

Però quando si guarda attraverso i ‘libri intelligenti’ (come la Bibbia e il Corano), si vedono luoghi santi e angeli dappertutto.

Voi guadagnate punti con nuove automobile e vacanze all’estero. Se avete più punti degli altri, avete vinto al gioco

L’idea di trovare il senso della vita per mezzo di giochi di realtà virtuale è, quindi, comune non solo alle religioni ma anche alle ideologie secolari e agli stili di vita.

Il consumismo anche è un gioco di realtà virtuale. Voi acquistate punti comprando nuove macchine, comprando marche care e facendo vacanze all’estero e se avete più punti degli altri vi dite che avete vinto il gioco

Potreste obiettare che le persone godono realmente delle loro macchine e delle loro vacanze.

Ma anche i religiosi godono nel pregare e celebrare cerimonie e mio nipote gode nella caccia ai Pokemon. Alla fine l’azione vera si realizza sempre “all’interno del cervello umano”.

Cosa importa se i neuroni sono stimolati mediante osservazione di pixel su uno schermo di computer, fuori della finestra di un centro turistico ai Caraibi o guardando il cielo attraverso la nostra mente?

In ogni caso, il significato che attribuiamo a quello che vediamo è generato dalla nostra mente. In realtà non sta “lì fuori”. Per la nostra conoscenza scientifica, la vita umana non ha nessun significato.

Il senso della vita è sempre una storia creata da noi esseri umani.

Nel suo primo saggio, Gioco Profondo – Note Sulla Guerra Dei Galli dei Balinesi (Deep Play – Notes on the Balinese Cockfight – 1973), l’antropologo Clifford Geertz descrive come nell’isola di Bali, la gente passa molto tempo e spende denaro scommettendo sulle guerre tra i galli.

Le scommesse e le guerre racchiudono elaborati rituali, e i risultati hanno un impatto sostanziale sulla situazione nazionale, economica e politica dei giocatori e degli spettatori

Le guerre dei galli erano così importanti per gli abitanti di Bali che quando il governo dell’Indonesia dichiarò illegale quella pratica, le persone ignorarono la legge e correvano il rischio di essere arrestati e multati. Per gli abitanti di Bali, le guerre dei galli erano “un gioco profondo” – un gioco inventato dove mettono tanto significato da trasformarle in una realtà.

Un antropologo di Bali indubbiamente avrebbe potuto scrivere saggi simili sul “calcio in Argentina” o “sull’Ebraismo in Israele.”

Infatti, una parte molto interessante della società israeliana fornisce un laboratorio unico per la forma di vivere una vita felice in un mondo post lavoro. In Israele una percentuale significativa di uomini ebrei ultra ortodossi non lavora mai.

Trascorrono la loro vita studiando le sacre scritture e compiendo rituali religiosi. Essi e le loro famiglie non muoiono di fame in parte perché le donne a volte lavorano e in parte perché il governo fornisce loro dei sussidi generosi.

Nonostante il fatto che normalmente vivono in povertà, l’appoggio del governo significa che non mancano loro le cose basilari necessarie nella vita.

Questo è il reddito di base universale messo in pratica

Nonostante siano poveri e non lavorino mai, da diverse ricerche effettuate, risulta che questi uomini ultra ortodossi ebrei dichiarano di essere molto soddisfatti della vita se paragonati ad altri settori della società israeliana.

Giochi a cui gioca la gente: uomini afgani che guardano un combattimento di galli a Kabul. Fotografia: Johannes Eisele / AFP / Getty Images

Non è necessario andare fino in Israele per vedere il mondo del dopo lavoro..

Se in casa avete un figlio adolescente a cui piacciono i giochi sul computer, potete fare un esperimento da soli: dategli un sussidio minimo di Coca-Cola e pizza, e poi ritirate tutte le domande di lavoro e ogni controllo parentale.

Il risultato più probabile è che rimarrà nella sua stanza per giorni incollato allo schermo. Non farà nessun compito o lavori domestici, salterà i pasti compresa la doccia e il sonno.

E’ poco probabile che si annoi o che provi una sensazione di mancanza di obiettivi. Almeno a corto raggio…

Quindi “la realtà virtuale” è probabile che sia la chiave per dare significato alla classe inutile del mondo post lavorativo.

  • Forse queste realtà virtuali saranno generate nei computer.
  • Forse saranno originate fuori dei computer sotto forma di nuove religioni e ideologie.
  • Forse sarà una combinazione delle due.

Le possibilità sono infinite e nessuno sa di certo a quali giochi profondi parteciperemo nel 2050

In ogni caso, la fine del lavoro non significa necessariamente la fine di significato perché quest’ultimo è generato immaginando al posto del lavoro. Il lavoro è essenziale per dare significato solo per alcune ideologie e stili di vita.

Gli scudieri inglesi del XVIII secolo, gli Ebrei ultra ortodossi di oggi e i bambini di tutte le epoche hanno trovato una grande quantità di interesse e significate nella vita compreso il lavoro.

Nel 2050 la gente probabilmente sarà capace di giocare con giochi più profondi e costruire mondi virtuali più complessi di qualsiasi altro tempo della storia.

Però,

  • Cosa c’è oltre la verità?
  • Che succede con la realtà?
  • Vogliamo vivere realmente in un mondo in cui milioni di persone sono immerse in fantasie, che cercano obiettivi illusorii e che obbediscono a leggi immaginarie?

Ci piaccia o no, questo è il mondo abbiamo vissuto per migliaia di anni…

di Yuval Noah Harari 08 maggio 2017 dal Sito Web TheGuardian traduzione di NicolettaMarino  Versioneoriginale in inglese Versionein spagnolo

Yuval Noah Harari tiene conferenze presso L’Università Ebrea di Gerusalemme ed è l’autore di ‘Sapiens: Una breve storia dell’umanità’ E ‘Homo Deus: Una breve storia del Domani’

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/