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Non sapevate le ultime di Bill Gates? Adesso lo sapete!

Le ultime mosse della Fondazione Bill Gates: cacciata dall’India trova rifugio in Italia

 Di Gino Favol 

La fondazione di Bill Gates, e di sua moglie Melinda, si è recentemente “scontrata” con il governo indiano. Materia del contendere: alcuni programmi vaccinali nel Paese. Ma l’ente caritatevole sembra aver trovato subito una nuova casa…(NDR: NOTA IMPORTANTE vedi 1)   

Forse non tutti sanno che Bill Gates, il noto miliardario fondatore di Microsoft, ha dato vita a una fondazione umanitaria che porta il suo nome. Per essere precisi, il suo nome è Bill & Melinda Gates Foundation (BMGF). Nata nel 2000, pare che oggi sia la più grande fondazione privata al mondo. Con una dotazione complessiva di 43,5 miliardi di dollari, finanzia in tutto il mondo programmi sanitari per ridurre il divario tra Paesi ricchi e poveri. In particolare, è stata impegnata negli ultimi anni nel contrasto di malattie molto gravi come malaria, poliomielite, tubercolosi e HIV. Recentemente, però, pare che il governo indiano abbia rifiutato alcuni dei programmi della Fondazione. Un contrasto che appare inspiegabile, viste le emergenze sanitarie che colpiscono alcune zone del Paese. La BMGF sembra però godere di immutata stima nel nostro Paese. Dove lancia nuovi progetti e programmi di ricerca

L’India rompe con la Fondazione di Bill Gates

«A me non sembra di certo così». In questo modo risponde Nachiket Mor, direttore della Fondazione in India, a chi gli chiede conto della preoccupazione del Paese asiatico nei confronti delle azioni della BMGF. Eppure che ci siano problemi l’ha detto Reuters. Che qualche mese fa titolava: “L’india taglia alcuni legami finanziari con la Gates Foundation sull’immunizzazione”. 

La questione sarebbe sorta intorno all’Immunization Technical Support Unit (ITSU) un programma di “immunizzazione” del governo di Nuova Delhi, che prevede la vaccinazione di 27 milioni di bambini, ogni anno. Il programma è stato ampiamente finanziato dalla fondazione di Bill Gates. Soumya Swaminathan, funzionario del Ministero della Salute indiano, ha spiegato che il governo avrebbe da quel momento in poi finanziato di tasca propria lo ITSU. La ragione? «C’era la percezione che se un’agenzia esterna avesse finanziato l’operazione, ci sarebbe potuta essere un’influenza da parte sua». 

Il problema pare sia dovuto al fatto che la Fondazione abbia dei conflitti di interessi. «Questo perché – scrive Reuters – la Fondazione finanzia anche la GAVI, l’alleanza globale per i vaccini, che conta su alcune grosse compagnie farmaceutiche tra i propri partner». 

Poche settimane dopo, la Fondazione aveva dovuto interrompere le proprie linee di finanziamento con un ente simile, sempre in India (il Public Health Foundation of India, PHFI). Un provvedimento del governo Modi, infatti, bloccava tutti i contributi stranieri nelle ong indiane. Circa 11mila organizzazioni venivano colpite dal giro di vite. Ma è stato fatto notare che il PHFI era la più grande tra gli enti coinvolti. Ed era appunto finanziata da un colosso come la Bill Gates Foundation.

Bill Gates Foundation e la controversia Gardasil

La Fondazione era stata al centro delle polemiche già qualche anno fa, in India, proprio a causa di un programma di vaccinazione. Nel 2009, nelle scuole tribali del distretto di Khammam, venivano somministrate 16mila dosi di vaccino Gardasil, impiegato per l’HPV (Human Papilloma Virus). Mesi dopo le vaccinazioni, le ragazze coinvolte mostravano diversi disturbi di salute: attacchi epilettici, gravi dolori addominali, mal di testa, sbalzi di umore. Alcune di loro sono purtroppo decedute prematuramente. 

L’investigazione successiva ha però dimostrato che le morti “non erano direttamente connesse con la vaccinazione”.

La Bill Gates Foundation in Italia 

Questa estate a molti sarà balzato agli occhi l’attivismo della Fondazione nel nostro Paese. In particolare, evidenziamo due notizie. La prima notizia è che a giugno è stata resa pubblica l’apertura di un centro sperimentale facoltà di Medicina di Terni. Il progetto prende il nome di “Target Malaria”. Al suo interno viene ricreato un clima tropicale, adatto per ospitare una specie di zanzara creata in laboratorio e geneticamente modificata. L’obiettivo, spiegano i promotori, è “di sviluppare nuove tecnologie genetiche per l’eliminazione delle sole specie di zanzare che trasmettono la malaria”. Il laboratorio è finanziato proprio dalla Bill & Melinda Gates Foundation. 

Anche la seconda notizia d’interesse riguarda la sanità nel nostro Paese. A luglio veniva infatti presentato presso l’Università di Siena l’IFGH, l’Institute for Global Health. Si tratta, si legge in un comunicato, di un “progetto strategico internazionale dell’Ateneo dedicato ai temi della salute pubblica”. L’obiettivo? Sviluppare vaccini e farmaci “per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive”.  

Per raggiungere il suo scopo, l’IFGH ha dato vita a partnership e relazioni con altri enti di ricerca, università, ong e aziende. In particolare, viene sottolineata la collaborazione proprio con la Bill & Melinda Gates Foundation. Trevor Mundel, presidente della divisione per la Salute Globale (Global Health Division) della Fondazione, è intervenuto direttamente alla presentazione del progetto.  

Forse che, dopo il niet dell’India, la BMGF abbia trovato “asilo” in Italia?

FONTE https://www.ambientebio.it/societa/le-ultime-mosse-della-fondazione-bill-gates-cacciata-dallindia-trova-rifugio-italia/

Nasce all’Università di Siena l’Institute for Global Health, un progetto strategico internazionale dedicato alla salute pubblica

 
Si è tenuto questa mattina all’Università di Siena, presso il Santa Chiara Lab, l’evento inaugurale dell’Institute for Global Health (IFGH), il progetto strategico internazionale dell’Ateneo dedicato ai temi della salute pubblica, dello sviluppo di vaccini e di farmaci per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive. Obiettivo è la creazione di un centro di eccellenza dedicato all’alta formazione, anche attraverso processi di capacity building e technology transfer, coinvolgendo i migliori ricercatori, docenti e manager farmaceutici attivi a livello mondiale. 
 
A questo proposito, molte sono le partnership e le reti con istituzioni di ricerca internazionali, università, organizzazioni no profit e industrie a cui l’IFGH ha dato già vita. Tra queste, in particolare la collaborazione con la Bill & Melinda Gates Foundation, il cui presidente (Global Health Division), Trevor Mundel – che fa parte del collegio dei docenti – è intervenuto alla presentazione pubblica del progetto. 
 
Con grande soddisfazione, il rettore dell’Ateneo, Francesco Frati, ha evidenziato che “l’Institute for Global Health si propone come la naturale evoluzione della solida tradizione che la ricerca nell’ambito della salute pubblica ha presso l’Università di Siena. Il suo scopo – ha spiegato il rettore – è concentrare le migliori iniziative e i programmi di alta formazione, definendo una strategia unica che consenta di mettere a frutto sinergie internazionali e attrarre investimenti mirati. Grazie alle nostre competenze scientifiche e di didattica intendiamo offrire a studenti di tutto il mondo occasioni formative per dare impulso alla ricerca innovativa e allo sviluppo di competenze elevate nelle discipline della vaccinologia e della salute pubblica”. 
 
Nell’ambito della nuova iniziativa, è stato anche presentato il master in “Public Health, Pharmaceutical Biotechnology and Clinical Development”, organizzato in collaborazione con la coreana Incheon National University, alla presenza del suo rettore, il professor Dong-Sung Cho. Le lezioni del master, per il quale è stato recentemente firmato dalle due Università un accordo in Corea, partiranno nei prossimi mesi e si svolgeranno presso i due Atenei. 
 
L’Institute for Global Health, che ha sede nel Santa Chiara Lab, sarà presieduto dal professor Emanuele Montomoli e diretto dalla professoressa Sue Ann Costa Clemens, fondatori del progetto. Le iniziative di collaborazione internazionale che prevederanno il coinvolgimento di corsi di dottorato dell’Università di Siena, incubate dall’IFGH, verranno coordinate dal professor Pietro Lupetti, delegato del rettore e anch’egli fondatore dell’Institute. 
 
Tra le attività dell’IFGH, oltre ai master e ai dottorati, saranno attivati programmi di formazione e aggiornamento specifici, destinati a professionisti dei settori vaccinologico e farmaceutico, che saranno svolti anche all’estero, con particolare riguardo all’approfondimento di tematiche di interesse per i Paesi in via di sviluppo. 
 
Il sito della iniziativa è consultabile al link: www.ifgh.org 
 
Nella foto, da sinistra: Pietro Lupetti, Sue Ann Costa Clemens, Trevor Mundel, Francesco Frati, Dong-Sung Cho, Emanuele Montomoli  
 
FONTE (1) NOTA Svelato il rapporto che evidenzia l’occultamento delle morti infantili post vaccinali Due medici a Nuova Delhi hanno esposto un tentativo da parte di un produttore multinazionale di farmaci di nascondere morti improvvise nei neonati dopo la somministrazione del vaccino. Jacob Puliyel, un pediatra presso l’ospedale di Santo Stefano e C. Sathyamala, un epidemiologo, hanno riportato la loro scoperta nella rivista peer reviewed Indian Journal of Medical Ethics. Vedi anche: WHO eliminated death as a consequence of pentavalent vaccine; UK seeks to mandate vaccines
 
 
VEDI ANCHE 
 

anticorpi anti-anticorpi

In figura un mio breve schema dell’evoluzione storica della medicina scientifica, con alcuni importanti personaggi e i concetti-chiave.

Pillole di storia della medicina

Pubblicato anche sul blog “Disinformazione
 
Ai miei tempi l’immunologia non esisteva. Dico ai miei tempi intendendo quando studiavo medicina, anni ‘70. Ora sono appena andato in pensione (come docente, mentre continuo a fare ricerca in università). Quando mi sono iscritto all’Università di Trieste, nessuno insegnava Immunologia, la disciplina proprio non esisteva.
 
L’anno in cui mi sono laureato (1976) in alcune università cominciavano a dare i corsi. Cosa è successo? I sistemi di difesa dalle malattie, fino ad allora, erano di competenza della Patologia Generale (la “MIA” materia), quella disciplina che per vocazione indaga le cause e i meccanismi delle malattie e delle reazioni ad esse.
 
Poi, alcuni patologi generali hanno capito che antigeni, anticorpi e linfociti erano un argomento “emergente” e vi ci sono buttati a tuffo, sviluppando una nuova branca, che presto si è resa autonoma. Come si sa, l’università genera cattedre ed è sempre in evoluzione. Nulla di male, anzi. Ma quello che qui interessa è il “successo” dell’Immunologia e il contemporaneo “declino” della Patologia generale.
 
Quest’ultimo presto si spiega: la Patologia Generale è una materia difficilissima perché ha a che fare con la complessità dell’organismo visto come un “sistema” ed è costretta, però, ad un approccio sperimentale riduzionista e per questo dedicato ai dettagli.
 
Altrimenti non si pubblica e non si fa carriera, visto che ai concorsi “pesano” più il numero dei lavori fatti che la qualità (tirando un velo pietoso sugli altri “requisiti” necessari per vincere un concorso universitario).
 
Mangiata la foglia, i patologi si sono buttati a gruppi in settori molto più applicativi e quindi remunerativi in termini di pubblicazioni e di cattedre: oncologia, patologia molecolare, tossicologia, patologia clinica o, appunto, immunologia.
 
L’Immunologia era nata in realtà alla fine del Settecento con gli esperimenti di Jenner (in Cina molto prima!), ma era rimasta come “prassi” piuttosto che come “scienza” finché la chimica del Novecento non consentì di scoprire gli “Anticorpi”.

Ecco il primo grande successo mediatico: trovare un bel nome per un nuovo meccanismo. Un nome facile da capire e da diffondere. E un nemico da combattere: gli “Antigeni”.
 
Nel successo di una teoria medica, come in quello di un prodotto commerciale, pesa moltissimo l’immagine che ne viene fornita. Poco conta se la teoria sta in piedi o il prodotto vale, quel che conta è l’immagine. Gli “anticorpi” erano diventate le armi del nostro corpo che ci proteggono dal “nemico”, il batterio o il virus.
 
Poco conta che lo stesso Pasteur aveva messo in guardia: “il microbo è molto, ma il terreno è tutto”: tale concetto ovvio a dirsi era difficilissimo da mettere in pratica dai patologi. Costoro, come me, si sono dedicati a studiare i meccanismi di base con cui i leucociti uccidono i microbi, ma è veramente un settore poco… remunerativo! Meglio prendersela col microbo, anche con l’aiuto delle case farmaceutiche molto “prolifiche”.
 
Qualche successo pratico ovviamente ci voleva ed era facilmente dimostrabile con antibiotici e, in immunologia, con i sieri e i vaccini.
 
Poi sono venuti i “Linfociti killer”, le “Citochine”, le “Allergie” e via dicendo. Tutti campi in cui l’Immunologia ha guadagnato la sua grande popolarità e la sua fetta di “consumatori”. Tutte parole magiche che spiegavano e divulgavano il verbo della altrimenti arcana scienza moderna. Come non credere che se troviamo il mezzo di aumentare gli anticorpi saremo protetti da tutte le malattie? 
 
Certo, molti problemi clinici, se non tutti, coinvolgono il sistema immunitario e quindi la figura dell’immunologo o allergologo diventa preziosa (anche se “stretta” da altre figure specialistiche come il laboratorista, il dermatologo, il reumatologo ecc…).
 
Per restare sui vaccini, argomento della attualità, il campo si è dimostrato talmente appetibile da attrarre persino figure di scienziati diverse, che prima non se ne erano mai occupate, come i… virologi!
 
Questi avrebbero dovuto occuparsi dei fatti loro (capire i virus e le loro caratteristiche positive e negative nella evoluzione umana) ma a stare solo nei laboratori è faticoso e, a meno che non si faccia il bingo di una nuova grande scoperta da Nobel (esempio l’HIV), non si ricava molto.
 
Quindi i vaccini sono il nuovo business degli immunologi, dei virologi e della farmacologia (il servizio regionale di sorveglianza del Veneto è gestito da immunologi e farmacologi).
 
I poveri medici di base, che fanno un lavoro già di per se difficile, non sono degli scienziati (checché se ne dica) e devono attenersi a quel poco che ricordano dalle lezioni universitarie e “credere” alle società scientifiche che con periodici proclami passano loro il “verbo scientifico”, invero un poco annacquato e semplificato.
 
Purtroppo, o per fortuna, la Natura non si lascia facilmente incanalare negli slogan e nei giochi di parole o di potere. E la Scienza, quella vera, ha sviluppato l’immunologia scoprendo che gli anticorpi non sono così “buoni” come si pensava e che il nostro corpo, proprio per questo, produce SEMPRE degli anticorpi anti-anticorpi, per controllare il pericolo di ogni eccesso!

Poi ha scoperto che non ci sono solo i linfociti “killer” ma ci sono anche quelli “Helper”, “Soppressori” e mille altri tipi diversi che fanno cose diverse. 

 
Poi ha scoperto l’autoimmunità e che buona parte delle malattie del mondo moderno riconoscono come meccanismo patogenetico una eccessiva attivazione del sistema immunitario (e della infiammazione).
 
Poi ha scoperto che gli adiuvanti sono necessari per far funzionare i vaccino ma sono anche usati come benzina sul fuoco in precedenti focolai infiammatori dovuti a molte altre cause.
 
Ma i medici, poveretti, ormai non ci capiscono molto e sono costretti a rivolgersi alla “medicina basata sulle prove di efficacia”; il che significa (semplificando): “se un farmaco funziona statisticamente più di un placebo, inutile chiedersi perché funziona, quello si deve dare” a tutti, pena gravi sanzioni legali. E quindi: giù cortisone, giù antibiotici, giù antivirali, giù anti-TNF, farmaci di “nuova generazione”, che funzionano sempre meglio di quelli vecchi e meno costosi.
 
Guai dubitare della “Scienza”, la quale però timidamente alza la manina e dice: la prova di efficacia su popolazioni omogenee di malati non trova applicazioni facili nella pratica dove le persone sono vere, diverse, e non cavie.
 
Se poi ci si mettono di mezzo gli Ordini dei Medici, che in realtà non hanno alcuna competenza scientifica, a dettar legge e minacciare espulsioni, allora si capisce come i poveri medici siano poco inclini a riprendere criticamente le nozioni di base di immunologia e di farmacologia, così difficili.
 
E poi, i dubbi sono sciolti (anche) dal fatto che medici di medicina generale e pediatri sono specificamente remunerati per l’attività vaccinale e sono controllati dal “sistema sanitario nazionale” che sa esattamente quanti vaccini somministrano. Se ne fanno pochi, rischiano di passare per famigerati anti-vax.
 
A questo punto la storia si complica quando entrano in gioco la politica, la finanza e l’“informazione”: la gente, che paga cospicue tasse, vuole protezione, vuole certezze, vuole sicurezze. Bisogna sfruttare i vaccini! I nostri eroi al potere, ex rottamatori, partono con la campagna per rassicurare che lo stato “c’è” e per salvare posti di lavoro.
 
L’”informazione” viene quindi mobilitata da una parte per instillare paure di epidemie disastrose, dall’altra per far credere che la “Scienza” non sia “democratica” (sic) e che quindi gli oppositori tra la gente, che sospettano istintivamente l’inganno e cominciano a capire cosa ha mosso tutta la manovra (qui mi fermo per non sembrare un complottista), siano dei poveri ignoranti, o… politicamente di destra. Si diffonde, persino negli autogrill, un famoso libro con l’opinione che il vaccino non è un’opinione, altrimenti presentato come l’illuminato parere di un futuro premio Nobel.
 
Si annunciano in TV duecento morti di morbillo in Inghilterra (mai esistiti), i tre poveri morticini italiani da morbillo (contagiati in ospedale, morti non di morbillo ma di altre malattie complicate naturalmente da un’infezione) sono esibiti come trofei ai politici in Senato, pronti a votare secondo ordini di scuderia (in giugno persino si riesuma la notizia di un morto di aprile). Si diffonde la voce che per la pertosse non c’è cura.
 
Si riportano sui mass-media 18.000 (diciottomila) morti di influenza, “nonni” che sarebbero morti perché non si sono vaccinali.
 
Si inventa una nuova parola: il fatidico “gregge”. Parola magica che dovrebbe far capire ancora meglio che chi si rifiuta di vaccinarsi fa il male del popolo. Senza la benché minima prova che la soglia di copertura proclamata (95%) sia valida e applicabile ai 14 vaccini lorenziniani (10 obbligatori e 4 “raccomandati”).
 
Persino Grillo per un po’ viene imbambolato. Ma tant’è: anche se la scienza non è democratica, il gregge deve essere riguardato dai nostri politici democratici.
Si inventano pericoli provenienti dall’immigrazione, quando basterebbe controllare meglio gli immigrati.
 
I medici dubbiosi sono effettivamente minacciati o radiati, i vaccini sono imposti per legge, e chi non si adegua è reietto dalla società di cui la scuola è l’emblema più progredito.
 
I bambini sani non vaccinati sono considerati degli untori, quelli vaccinati che dovrebbero starsene a casa per non infettare gli altri, invece col loro bravo certificato entrano trionfalmente in classe.
 
Il tutto senza uno straccio di prova scientifica che di questi vaccini ci sia veramente bisogno, oggi, in Italia. E che siano efficaci per lo scopo che si propaganda.
 
Questo è un frammento della storia della medicina italiana. Historia magistra vitae. Detto in altri termini: la storia insegna, se ben studiata, ad apprezzare i progressi e non ripetere gli errori.
 
Post scriptum. Ho sempre insegnato anche l’immunologia e che i vaccini sono utili e necessari. Per la cronaca, i dubbi mi sono venuti quando gli Ordini hanno inquisito dei colleghi che avevano perplessità sui vaccini indiscriminati. Allora ho cominciato a ri-studiare l’argomento… 
 

d. Marco Belleri: una deriva pericolosa…

 

Vaccini: sacerdote attacca Avvenire e Famiglia Cristiana 
«Mondo scientifico cattolico è una vergogna»
 
Seggiano 20 agosto 2017
alla Pontificia accademia per la Vita
all’ufficio della Pastorale della Salute della CEI
all’Associazione dei Medici Cattolici Italiani
e per conoscenza
a mons Parolin
a Famiglia Cristiana, ad Avvenire
a vari fratelli nella fede e nella nostra comune umanità
Quando ho scritto a mons Parolin il 17 luglio riguardo alle vaccinazioni, non l’ho fatto perché mi aspettassi una risposta. Sentendo che una larga parte del mondo cattolico appoggiava le derive autoritarie della ministra Lorenzin, ho voluto far sapere a tanti cristiani, perplessi e increduli di fronte a queste posizioni, che la Chiesa è ben più grande e che il pensiero di Dio non si esaurisce in quello espresso da Famiglia Cristiana o da Avvenire o, ora, da voi e vanno considerati altri punti di vista. Vi scrivo con lo stesso spirito, sperando comunque in una risposta.

Già c’è un senso di impotenza di fronte allo strapotere ideologico-economico che sta devastando la terra e umiliando l’umanità a tutti i livelli; vedere la Chiesa, ‘maestra di umanità’, ‘luce per il mondo’, che su tante questioni concrete della vita rischia di accodarsi al pensiero del Principe di questo mondo, è motivo di sofferenza per tanti cristiani impegnati e motivati dall’ascolto del Vangelo. 

La vostra ‘Nota congiunta per fare chiarezza sulla posizione della Chiesa riguardo l’uso dei vaccini obbligatori’ avrebbe bisogno di una riflessione prima di tutto scientifica, ma anche, e non di meno, morale e teologica, sociale e pastorale, senza dimenticare il ‘cuore’ di tutto questo: l’interesse economico (che non è un aspetto extra-scientifico, come spesso viene detto, perché muove e indirizza e plagia gran parte della ricerca scientifica, come sa chiunque distingue almeno il giorno dalla notte; tutti sanno che il giro di soldi per questo affare planetario è colossale). La mia riflessione non andrà in profondità in tutti questi campi, sarà breve, ma pronta ad allargarsi in corrispondenza di un vostro sincero desiderio di dialogo, anche correttamente critico. 

Non sono un medico, ma mi sono confrontato con tanti medici, pediatri, specialisti, non meno qualificati di quelli che dicono di essere la ‘comunità scientifica’ e di rappresentare ‘il pensiero della scienza’. Prima di diventare prete ero un semplice ingegnere; da questo ho ereditato una serietà nel metodo di lavoro che credo sia utile in tutti i campi. Prima di tutto la tendenza a conoscere bene i fatti, a mettere in fila le cose, a confrontare le varie opinioni, a valutare con serietà quello che non torna; e poi a fare in modo che le cose stiano in piedi senza puntelli da tutte le parti, con materiali non scadenti, con visioni che tengano conto di vari aspetti. 

Mi limiterò ai punti che avete trattato nella vostra nota, senza ripetere tutte le questioni tecnico-scientifiche di cui ho parlato nella lettera a mons Parolin, che potete trovare facilmente; anche se avrebbe bisogno di qualche correzione e precisazione, quella lettera rimane riferimento imprescindibile, introduzione e completamento per quello che vi scriverò. Importanti sono anche la lettera aperta al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità SCIENZA E VACCINI sottoscritta da centoventi tra medici, pediatri e specialisti, e il documento della SIPNEI (Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), entrambe documentate scientificamente, rispettose ed equilibrate. I medici che condividono queste posizioni sono migliaia e molti altri non hanno il coraggio di esporsi perché hanno famiglia e non possono permettersi di perdere il lavoro. 

Le richieste fatte al governo (e totalmente ignorate), hanno un’intelligenza, un’onestà e un valore scientifico tale che dovrebbero essere quelle portate avanti dagli organi scientifici cattolici. Viene chiesto l’utilizzo molto maggiore di vaccini singoli (passato con riserve in Parlamento e già troncato); vengono chiesti controlli che non siano fatti, direttamente o indirettamente, dalle case farmaceutiche stesse (che sono invece la grande maggioranza, come ammetteva anche un articolo di qualche tempo fa sull’Osservatore Romano), un’anamnesi più seria e approfondita che faccia valutare caso per caso (sia riguardo alle persone che riguardo al singolo vaccino, senza fare pericolosi minestroni), una corretta informazione che permetta ai genitori di svolgere nel modo migliore il loro compito di scelta per la salute del proprio bambino e ai pediatri di fare il loro lavoro; c’è infine l’invito a ripensare e a fare una seria ricerca (che assurdamente non esiste) sugli effetti di questi bombardamenti di agenti patogeni su bambini di pochi mesi con sistema immunitario immaturo e a innalzare l’età delle vaccinazioni. Tutte cose che una conoscenza scientifica non condizionata da montature ideologico-economiche riconoscerebbe legittime e veramente scientifiche. 

Vengono stigmatizzati, anche da giornali cattolici, singoli casi con situazioni estreme (senza rispetto per chi le vive), vengono evidenziate ‘bufale’ e articoli falsi o superficiali solo per svalutare obiezioni serie, competenti e motivate a cui invece non si danno risposte. Spero non siate anche voi quelli che fanno di ogni erba un fascio ma proviate a interrogarvi su obiezioni tutt’altro che banali. Ricordando che dietro le sigle che vengono loro appioppate, no-vax, free-vax, ci sono centinaia di migliaia di genitori che amano i loro figli infinitamente più di un generico sistema sanitario, persone intelligenti e serie, spesso provate dalla vita in questo campo. Tanto più chele notizie false e parziali, insieme ai silenzi su questioni essenziali da parte del sistema sanitario ufficiale sono ‘bufale’ ben peggiori, perché si ammantano dell’arroganza autoreferenziale dell’autorità, rasentando la frode. 

Venendo ad alcuni punti concreti, voglio partire da una delle malattie che è stata usata come spauracchio: il rischio del morbillo (la meningite ha perso di mordente e di visibilità sugli organi di informazione pubblica, dopo che la gente ha cominciato a verificare che in realtà i numeri non erano per niente eccezionali e soprattutto che si ammalavano i vaccinati nella stessa misura dei non vaccinati, se non di più). 

Chi non è più giovane ma non è ancora vecchio ricorda bene che i medici di famiglia invitavano i genitori a esporre i bambini al contagio, perché da piccoli c’erano meno problemi e per renderli più forti. Tra le tante persone che conosco che hanno preso morbillo e varicella da adulti non ci sono stati particolari problemi. E’ importante notare che i grafici sulla diminuzione della mortalità per il morbillo, e per tante altre malattie infettive, non mostrano variazioni significative di tendenza all’introduzione della vaccinazione; questo perché ciò che più ha condizionato la resistenza alle malattie è stato il cambiamento delle condizioni di vita. 

Si parla di rischio per la diminuzione della copertura vaccinale, ma non si dice che nel 2011, periodo della più alta copertura vaccinale ci sono stati più casi di quelli che probabilmente ci saranno quest’anno. Accanto a questo ci sono dati da tutto il mondo che mostrano come qualcosa non quadra e che il discorso sull’effetto gregge fa acqua da tutte le parti. Infatti in Paesi ad altissima copertura vaccinale ci sono stati focolai di morbillo in cui si sono ammalati sia vaccinati che non vaccinati: vedi Cina, Vallonia, USA, Portogallo, Repubblica Ceca, Mongolia. Il morbillo rimane pericoloso dove ci sono condizioni di vita difficili; medici impegnati in Africa parlano di morti per morbillo, ma tanti dei quali vaccinati (questo non vale solo per il morbillo ma anche per altre malattie infettive). 

A questo si aggiunga che la vera immunizzazione si ha solo prendendo la malattia, che l’immunizzazione artificiale si instaura in non più del 70% delle persone e, per ammissione delle stesse case farmaceutiche, la risposta anticorpale non sempre funziona e si perde nel tempo. Alla luce di tutto questo, come possa essere seriamente scientifico parlare di copertura del 95% lo lascio decidere a ogni persona che ragiona. Tutto questo fa anche scricchiolare il discorso sulla protezione degli immunodepressi (già di per sé stiracchiato e discutibile). Ma ci conduce anche a una drammatica riflessione sulla riduzione della forza reattiva del sistema immunitario, che diventa sempre più dipendente dai medicinali, che non sono bravi come il sistema immunitario inventato da Dio, come voi dovreste ricordare bene.  

Senza drammatizzare tanto, per le donne in gravidanza il rischio maggiore è la rosolia; basta disporre di un vaccino singolo per la rosolia in previsione di una gravidanza, se non si già avuta la malattia. 

Sentirvi ripetere la solita interessata storia sulla sicurezza dei vaccini, parlando solo di complicazioni di lieve entità, spingerà le migliaia di persone che hanno visto i loro figli subire gravi danni o anche la morte a causa dei vaccini, a essere giustamente disgustati da coloro che dovrebbero cercare seriamente la verità e invece si vendono mani e piedi ad altri interessi. Nemmeno i bugiardini delle case farmaceutiche sono così arroganti nell’affermare questa stupida sicurezza e parlano, sia pure in modo incompleto, delle possibili conseguenze (che regolarmente si verificano). La scienza è utile, quando è umile.  

Si può avere fiducia nella scienza quando è onesta, staccata dagli interessi economici, quando riconosce sia i passi in avanti che gli errori, quando è capace di una visione unitaria in cui accetta il suo posto tra altri modi di conoscenza della realtà, quando riconosce se quello che fa è per il bene dell’uomo o per altri interessi. Ma quando si chiude nella sua arroganza a dispetto delle evidenze sotto gli occhi di tutti, come può pensare di mantenere la sua autorevolezza? Se è calata la fiducia nella scienza non si può sempre scaricare la responsabilità sull’ignoranza degli altri. Ho conosciuto tante persone che hanno subito la difficile esperienza dei traumi da vaccini, in loro o nei loro figli; ho potuto verificare, insieme alla loro sofferenza, il loro impegno, il loro desiderio di una conoscenza onesta.

Ci sono un’infinità di casi, anche di importanti ospedali per i bambini, in cui i medici ufficiosamente riconoscono il legame di varie malattie con le vaccinazioni, ma non vogliono mettere niente per scritto; solo voi non vedete questo? D’altronde se si ammettesse una realtà di conseguenze negative dei vaccini enormemente superiori a quelle ammesse ufficialmente, e molto superiori anche a quelle denunciate, troppe cose crollerebbero, oltre agli affari miliardari; e si aprirebbe un’immensa voragine sulle conseguenze impreviste e inspiegabili che possono verificarsi quando l’uovo è incrinato, di cui i casi reali (le uova rotte) sono solo la punta dell’iceberg. Ora, che questo lo portino avanti la Lorenzin e i suoi soci con i loro intrallazzi fa parte purtroppo delle vicende di un mondo ormai alla deriva, ma che il mondo scientifico cattolico si accodi è una vergogna. 

La questione forse più grave è legata all’assoluta mancanza di una seria valutazione scientifica dell’effetto dei vaccini, specie quelli multipli, sul sistema immunitario dei bambini di pochi mesi, immaturo sia dal punto di vista neurologico e cerebrale, sia da quello immunitario. In questa situazione le vaccinazioni non stimolano il sistema immunitario, ma, a differenza delle vere malattie dell’infanzia, creano il caos nel sistema immunitario. Non è un caso che in questi ultimi decenni si siano sviluppati nuovi tipi di patologie nei bambini e nei ragazzi legati appunto a queste sfere: infezioni a ripetizione e allergie, insieme a problemi psicomotori, del linguaggio, del comportamento; e poi depressioni, anoressia, aggressività, difficoltà di concentrazione, soglia inibitoria bassa o inesistente. Nell’adulto l’immunità cellulare e quella anticorpale sono in equilibrio dinamico. Questo equilibrio è alterato dalle forti sollecitazioni a un sistema immunitario immaturo. Anche qui non è un caso che siano in aumento le malattie allergiche e autoimmuni, conseguenza della prevalenza dell’una o dell’altra delle risposte immunitarie alterate.

Certo, ci sono anche altri fattori a determinare tutto questo, ma come si fa a fare un confronto tra benefici e danni quando non si sa nulla dell’alterazione del sistema immunitario a lungo termine? Nonostante questa immensa carenza si è andati avanti a tappeto vaccinando centinaia di milioni di bambini, in ogni situazione ambientale e sociale. E ora si fa un passo avanti con un mix di dieci agenti patogeni. Spero che non ripetiate le banalità riguardo al fatto che il bambino ogni giorno incontra centinaia di antigeni senza danni; qui si tratta di aggressivi agenti infettivi di malattie rarissime o quasi assenti, che il bambino comunque non incontrerà mai tutti insieme e che vengono messi in circolo direttamente senza alcun filtro delle difese esterne del bambino. Tra l’altro almeno due dei vaccini (Bexsero per il meningococco C e l’esavalente Hexyon) sono soggetti a monitoraggio addizionale, cioè i bambini sono ancora di più le cavie.

Avete parlato dell’uso di cellule ricavate da organi di bambini abortiti. La questione, già grave di per sé, è aggravata dalla vostra posizione, che sostanzialmente elimina ogni questione etica. Giornali cattolici sottolineano come questo aspetto sia stato utilizzato in modo strumentale, scorretto, come tante altre notizie. Può esserci del vero in questo, ma quando ci si trova di fronte a una corazzata armata fino ai denti per difendere la sua ideologia e i suoi interessi, inattaccabile da piccoli uomini, può succedere che le persone facciano quello che possono per difendere i loro figli da questi pescicani. 

Intanto un minimo di onestà; sapete benissimo che quelle due linee cellulari non sono le sole, ce n’è almeno un’altra, più efficiente, preparata dai cinesi partendo da una bambina abortita a tre mesi e scelta tra altri. Sapete altresì che c’è una enorme quantità di vaccini, forse la maggioranza, in cui sono presenti queste linee cellulari. 

Non mi interessano le vostre acrobazie mentali sulla coscienza, mi interessa il vostro silenzio su fatti perfettamente verificabili e che è impossibile non conosciate. Organi, tessuti, sangue, plasma di bambini abortiti sono un affare mondiale (forse più di quello della tratta degli organi dai Paesi poveri); centinaia di migliaia di bambini abortiti ogni anno vengono venduti alle case farmaceutiche, con un legame stretto tra pianificazione familiare e industria. Ma allora perché solo così pochi bambini sono utilizzati per le vaccinazioni? Semplice, perché non ne servono di più; se ne servissero cento, mille, centomila, si utilizzerebbero senza problemi. Ma a voi basta sapere che se ne utilizzano solo due o tre e magari le cui fonti si perdono nei decenni. Può darsi che voi agiate secondo la vostra coscienza, ma tutto dipende da come si costruisce la propria coscienza.

Una cosa che colpisce in questa legge è il suo disprezzo dei valori fondamentali della Costituzione (in cui La Pira ha avuto una parte non marginale), togliendo l’autorità dei genitori con una obbligatorietà che non ha nessuna giustificazione. L’obbligo per questi dieci vaccini è assolutamente infondato sul piano scientifico; lo Stato eventualmente può chiederlo alla persona se dimostra il rischio per la collettività per tutti i singoli vaccini. 

Nella realtà nessuno ha osato dire, nemmeno l’Istituto Superiore di Sanità, che esista epidemia o urgenza per alcuna delle malattie per cui è scattato l’obbligo. Allora perché, se non sono in atto epidemie, non dilagano pandemie, bisogna fare una sperimentazione mai provata su neonati, bambini e adolescenti sani? Gli ‘impegni internazionali’ presi, che permettono di passare sopra al bene della popolazione e alla stessa Costituzione, da chi e a che scopo sono stati firmati?

A completare l’opera la tragica farsa dell’esclusione da scuola dei piccoli che in tre mesi si ritrovano a essere diventati pericolosi untori, grazie alla diabolica campagna che anche voi sostenete; chiaro ricatto per i genitori, senza alcuna attenzione e rispetto per i bambini. Multe per i genitori nelle scuole dell’obbligo; dopo il pagamento i ragazzi non sono più untori? E i ragazzi stranieri che non possono essere obbligati a vaccinarsi? Tutti sanno che a scuola è ben peggiore l’aumento di virus di ogni genere il cui unico contrasto sono le difese immunitarie aspecifiche che voi vi state impegnando a indebolire (La salute si difende in altri modi, la maggior parte dei quali ha il principale difetto di non far crescere il PIL). 

Tra l’altro tutto questo genera tensioni sociali assurde che alla Lorenzin non interessano; a lei interessano solo i suoi affari. Ma a voi? Anche voi vi piegate di fronte agli stessi interessi? Anche voi volete la dittatura? Anche voi siete per la presunta lotta del bene contro il male come gli americani? 

E’ molto probabile che dopo la campagna intimidatoria del governo, dei media e dei giornali cattolici, la gente abbia paura e la maggioranza della popolazione stia con voi, con atteggiamenti ostili verso i vicini che con piena consapevolezza (di cui ho mostrato alcune motivazioni in questa e nell’altra lettera) fanno altre scelte. 

Ma questo non è assolutamente garanzia di verità per quello che dite. Anche la maggioranza dei tedeschi era con Hitler, ma ciò non era una garanzia della verità delle sue parole; era solo il risultato della sua capacità di plagiare le persone. Famiglia Cristiana dice che bisogna avere più fiducia nella Scienza. Mi ricorda uno dei dialoghi di Franz Jagerstatter con dei membri importanti della Chiesa austriaca; di fronte al suo rifiuto di combattere per Hitler, gli dicevano che lui non sapeva tutte le motivazioni della guerra come invece li conoscevano il governo e il Fuhrer. 

Per qualche amico dovrei essere meno duro, più ‘politico’, altrimenti non mi ascoltano. Mi viene in mente la storia di tanti profeti; all’inizio hanno provato a far capire con pazienza dove stava il male, come d’altronde ha fatto Gesù, ma quando hanno visto che era superata la possibilità dell’ascolto, hanno detto quello che dovevano anche con durezza. 

Spero che almeno qualcuno di voi capisca la gravità della situazione e faccia qualcosa rapidamente contro questa deriva pericolosa per la salute ma anche per la dignità umana. Chi sono io per dirvelo? Solo un prete qualsiasi senza nessuna autorità. Le mie parole, se valgono, valgono perché hanno valore in se stesse, non per l’autorità di chi le pronuncia. 

Spero che il Signore mi dia la forza di continuare l’impegno per la dignità dell’uomo in questo e in tanti altri campi in cui, spesso senza particolare distinzione del mondo cattolico, le indicazioni di Dio Creatore e Padre sono solo un vago ricordo che non porta a cambiare la propria vita nella loro direzione.

Un fraterno saluto 

d. Marco Belleri, via Roma 1, 58038 Seggiano GR tel 3408694904

Fonte Link diretto:  https://www.informarexresistere.fr/

Minority Report – Un mondo smart è clean

L’artista Nickolay Lamm ha creato mappe 3D dei campi elettromagnetici emessi dai cellulari

Le radiazioni 5G fanno male, 170 scienziati per la moratoria

Le radiazioni non ionizzanti sono considerate un possibile cancerogeno dall’OMS. Gli esperti chiedono valutazioni indipendenti prima di commercializzare il nuovo standard 5G

Con le connessioni 5G aumenta l’esposizione ai campi elettromagnetici

(Rinnovabili.it) – Una moratoria sulla realizzazione della rete di quinta generazione, l’attesissimo 5G. È la richiesta contenuta in una lettera aperta firmata da 170 scienziati di 37 paesi, tra cui l’Italia. Gli esperti avvertono che l’arrivo della nuova rete causerebbe un aumento massiccio dei campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF), con la conseguente maggiore esposizione degli esseri umani ad un flusso di radiazioni non ionizzanti – definito anche elettrosmog – che non è privo di controindicazioni.

«Devono essere condotti studi di impatto sanitario e ambientale seri e indipendenti prima di qualsiasi immissione sul mercato», scrivono i 170 scienziati. Il loro appello segue un altro richiamo del 2015, nel quale si chiedeva all’ONU e all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di promuovere misure preventive per limitare l’esposizione alle onde elettromagnetiche. Le preoccupazioni, fino a qualche anno fa liquidate con un’alzata di spalle e portate avanti da pochi esperti, sono oggi una realtà conclamata. Il passaggio discriminante è avvenuto nel 2011 con la classificazione da parte della IARC (l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) delle radiofrequenze come «possibile cancerogeno» per l’uomo.

>> Leggi anche: 70 scienziati chiedono al governo di non alzare ilimiti sull’elettrosmog <<

La valutazione della IARC ha ammesso possibili effetti biologici, non soltanto termici, delle radiazioni non ionizzanti. La lettera degli scienziati alle istituzioni europee raccomanda che tutti i paesi membri seguano la risoluzione 1815 del Consiglio d’Europa sui potenziali danni dei campi elettromagnetici e informino cittadini, insegnanti e medici sui rischi per la salute delle radiazioni RF-EMF.

Gli esperti avvertono che la progressiva diffusione del cosiddetto internet delle cose (IoT) porterà a creare dalle 10 alle 20 miliardi di nuove connessioni, incrementando l’esposizione umana all’elettrosmog in maniera esponenziale. Con essa crescerebbero i rischi di cancro al cervello, morbo di Alzheimer, infertilità o sintomi di elettro-ipersensibilità (forte mal di testa, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stanchezza e sintomi simili a quelli dell’influenza).

La tecnologia 5G è in fase di sperimentazione in diversi paesi. Svezia e Finlandia tirano la volata in Europa, con Francia e Germania che hanno già lanciato le aste per le frequenze. Il Giappone punta a offrire servizi di connessione già per le Olimpiadi 2020 di Tokyo. In Italia il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato il bando “Città in 5G” lo scorso maggio, con l’intenzione di arrivare ad una copertura commerciale entro il 2022.  FONTE 

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 LA CO2 COME CAPRO ESPIATORIO E LA VIA VERSO UN ‘ MONDO NUOVO’ 

IL MONDO SMART – IL BRAVE NEW WORLD

In nome dell’abbattimento della CO2 il mondo cambierà. L’Unione Europea prevede di spendere 270 miliardi di Euro l’anno per  “tutelare il clima”. Queste sono le cifre nei prossimi 40 anni secondo Connie Hedegaard. L’obiettivo sarebbe di ridurre le emissioni di gas serra tra l’80 e il 90 per cento entro il 2050 favorendo la creazione di Smart Cities.

La Smart Grid consiste nell’installazione di una rete capillare di controllo elettronico in grado di monitorare e coordinare la vita nella società. In nome della ‘sicurezza e della sostenibilità’ saranno applicati dei dispositivi di controllo e misurazione negli apparecchi di uso quotidiano (lavatrice, frigo, termosifone, caldaie, lampadine…contatori). Tutte le attività, in luoghi pubblici e privati, saranno inseriti in una estesa rete di sorveglianza. Ogni attività collegata ad un dispositivo elettronico (sensori) sarà identificata e registrata. BIG DATA. Dati su abitudini e attività quotidiani delle persone saranno raccolti, registrati e conservati in una banca dati.

La commissione europea ha lanciato l’iniziativa Smart Cities & Communities European Innovation Partnership (SCC).

Smart Cities & Communities diventa una parte fondamentale del nuovo programma dedicato alla ricerca Horizon 2020. Uno dei principali motori che spinge verso questa evoluzione sono gli obiettivi Europei di eco-sostenibilità “20-20-20”, che entro il 2020 prevedono la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, l’aumento dell’efficienza energetica del 20% e la provenienza del 20% di energia elettrica da fonti rinnovabili.

La rivoluzione arriva poi nelle case di tutti. La case di ognuno deve diventare ‘intelligente e green’. Il convincimento è il seguente: è fondamentale per ridurre le emissioni diCO2 nell’atmosfera che diventi una priorità per tutte le persone. Tutti quindi ‘devono necessariamente diventare responsabili’ nei confronti dell’ambiente, partendo dal nostro piccolo. E cosa significa? La nostra casa deve diventare smart. Per facilitare il passaggio ci sono belle promesse: sarà gestito al meglio comfort, benessere, sicurezza, riduzione costi e consumi. Le valanghe di articoli che pubblicizzano le case smart dicono questo.

C’è un piccolo inconveniente.

Saremo spiati, seguiti, controllati. Sapranno ancora di più dove ci troviamo e con chi siamo. Conosceranno ancora meglio i nostri gusti, le nostre abitudini, le preferenze politiche, i prodotti che ci piacciono e quelli che odiamo. Di noi conoscono tutto ormai. Grazie al cellulare, tablet o pc siamo costantemente filtrati, scannerizzati, analizzati.  Qualsiasi informazione possa essere raccolta dalle nostre abitudini è merce preziosa. Oggi 10 miliardi di computer, smartphone e tablet si scambiano continuamente in tutto il mondo flussi di dati.

L’enorme mole di dati che si raccoglie sui singoli individui permettono alle agenzie di intelligence di compiere un’analisi predittiva dei comportamenti dei singoli, questo anche per ‘individuare i potenziali soggetti pericolosi’.

Un mondo smart è clean e sostenibile? Non lo è.

Saremo (ancora di più) immersi nelle microonde, giorno e notte. Sono ormai sempre più numerose le prove e le testimonianze, internazionali e nazionali, sui danni prodotti da “elettrosmog”, cioè da campi elettromagnetici (EM) nocivi per la salute umana, prodotti da antenne, cellulari, cordless, Wi-Fi e altri prodotti similari.  Numerosi studi dimostrano che la radiazione da radiofrequenza danneggia l’ambiente, sia la flora che la fauna. E non avremo via di scampo.Nemmeno George Orwell nel suo libro “1984” si era spinto tanto, era più avanzato Huxley nel suo Brave New World. Pare che abbia scritto un copione per il futuro. La “dittatura dolce” è cominciata. E noi, in nome dellaCO2 e del Global Warming, l’abbiamo accettata? 

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Il Banco (Lo Stato) vince sempre

QUANDO LA SENILITÀ E’ PERICOLOSA…
Marcello Pamio – 13 settembre 2017
 

«Quando l’amore è dannoso» è il titolo dell’ultimo articolo a firma di Ferdinando Camon.

Titolo provocatorio che fa nascere molte domande, anche sulla salute dell’autore… 

La spiegazione però di questo ossimoro (amore=danno) arriva, purtroppo per i lettori, poche righe dopo…

«C’è una norma, va rispettata e fatta rispettare. Specialmente se riguarda i bambini: i bambini devono capire che quel che vuole lo stato vale di più di quel che vuole il papà o la mamma». 

Quindi per Camon siccome c’è una legge, va assolutamente rispettata. Poco importa se questa legge è stata dettata da un governo illegittimo perché eletto con legge elettorale incostituzionale (sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale). Poco importa se tale legge (unica al mondo) impone obbligatoriamente 10 + 4 vaccini (senza nessuno studio che ne garantisca la loro sicurezza) e in assenza di qualsivoglia epidemia o emergenza sanitaria.

Non solo, i bambini devono ficcarselo in testa fin da piccolini che lo stato-padrone è superiore a qualsiasi volontà, anche quella dei propri genitori. Chiaro? Ma scusate, pensavate di essere in democrazia? Se la scienza non è democratica figuriamoci lo stato! 

Scusate, ma giuridicamente parlando cosa contano i genitori? Soprattutto cosa vogliono e cosa pretendono questi scriteriati che mettono al mondo dei figli?
Alla salute dei piccoli e alla loro istruzione ci pensano da una parte Beatrice Lorenzin e dall’altra Valeria Fedeli. Potete dormire sonni tranquilli.
 

Non contento Camon però prosegue nel ragionamento.

«Se c’è un braccio di ferro tra famiglia e stato, o tra comune e stato, o tra regione e stato, è giusto, per il bene di tutti, che lo stato vinca, ed è giusto che il papà e la mamma perdano, che il comune o la regione si arrenda».

Altra memorabile e mi auguro storica frase: «se c’è un disaccordo è giusto che il papà e la mamma perdano, perché lo stato prima di tutto!»

Di primo acchito, appena ho letto l’articolo, a caldo avrei commentato in altro modo, ma oggi ragionando a mente fredda, mi domando se tali affermazioni sono dovute all’età che avanza, alla senescenza o ad altri motivi, magari politici, o ancora perché ci crede proprio.

La cosa certa è che queste affermazioni sono molto inquietanti, anche perché rappresentano perfettamente lo specchio dell’attuale periodo storico italiano e dell’atmosfera che stiamo respirando.

Bambini espulsi da scuola, a cui viene impedito di essere appunto bambini e di giocare con i propri amichetti, perché i genitori hanno avuto la malsana idea di obiettare ad un TSO vaccinale illegittimo e pericoloso. Il tutto sotto lo sguardo vuoto e impotente delle forze dell’ordine che a testa bassa confermano la legittimità di tali divieti. Buttando nel cesso la Costituzione italiana, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Bambini violentati da uno stato dittatoriale che abroga per legge l’articolo 32 della Costituzione: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

Nessuno Camon, neppure il suo stato totalitario! 

La cosa che fa specie è che Ferdinando Camon, classe 1935, dovrebbe ricordarsele certe cose o almeno saperle. Nonostante all’epoca avesse solo tre anni, la sua fortuna è stata quella di non essere ebreo. E’ del 5 settembre 1938 infatti il regio decreto-legge n. 1390, intitolato «Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola italiana»

Questo regio decreto sancì l’esclusione degli ebrei dall’insegnamento e dalla frequentazione delle scuole. 

Ecco i primi due agghiaccianti articoli:

Art. 1

All’ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale,  non potranno essere ammesse persone di razza ebraica.

Art. 2

Alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica… 

Bambini fuori da scuola perché ebrei.

Lo stabilisce la “norma” e quindi, secondo il ragionamento di Camon, andava rispettata…

Il resto è storia…

Fonte:  http://www.disinformazione.it/

Supplemento Almanacco di agosto 2017

Crociata contro la rete. Ministro Orlando: “Via i profili sgraditi”.

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Nessuno doveva sopravvivere

 di  Maurizio Blondet

Era disarmato, aveva le mani alzate, urlava no. Non opponeva resistenza. L’uccisione non sembrava affatto necessaria. Ma evidentemente questi terroristi devono sempre morire. La loro sopravivenza non è contemplata. ” (Alba Giusi)

http://www.altreinfo.org/terrorismo/11721/video-di-uno-dei-cinque-terroristi-uccisi-a-cambrils-era-disarmato-aveva-le-mani-alzate-e-urlava-no-alba-giusi/#comment-3688

Il video è stato pubblicato da El Pais e mostra l’uccisione del “quinto terrorista” a Cambrils.

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Stiamo perdendo la capacità di ragionare

 di Massimo Mazzucco 

Se si può trarre una conclusione dopo questo ennesimo attentato terrorista, è la seguente: il mondo sta perdendo la ragione. Intendo quello che ho detto in senso letterale: la gente non è più in grado di ragionare.

Già di per sè il terrorismo scatena paure ancestrali, che a loro volta producono pulsioni di odio assolutamente irrazionali. A questo si aggiunga il ruolo della TV, che fa assolutamente di tutto per evitare di portarci a ragionare. Lo scorso venerdì ho assistito ad un intero telegiornale di RAI2, che ha dedicato tutti i 30 minuti a disposizione all’attentato di Barcellona. Le notizie confuse sul numero delle vittime si alternavano alle notizie confuse sul numero degli attentatori e sulla loro possibile identità. Ma mai che per un solo secondo sia affiorata, fra le righe del notiziario, la fatidica domanda del “perché?” Segue QUI

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Un nuovo progetto Manhatten (1)

Il progetto Manhattan per la realizzazione della bomba atomica venne avviato dal Presidente F.D.Roosevelt, nel 1942. Il nome in codice del progetto americano era “Manhattan Engineer District”, MED. L’operazione si svolse nella massima segretezza, la maggior parte dei capi militari americani furono tenuti all’oscuro.(Qui un elenco dei partecipanti) L’articolo che segue, parte da questo momento storico ed evidenzia l’evolversi del progetto negli anni a seguire.

Il complesso militare/industriale/accademico, impegnato nel progetto originale, secondo l’autore Peter Kirby, diventa parte integrante di un altro progetto globale, la modificazione e il controllo del tempo. Kirby ritiene che si possa chiamarlo un Nuovo Progetto Manhattan.

I ‘cieli nuovi’ sono motivo di indagine e Kirby insieme a molti altri si è accorto del moltiplicarsi di scie persistenti e dei cieli modificati da questi rilasci. Nei primianni settanta si iniziò ad usare il termine ‘persistent contrail’ (scie persistenti), più tardi si fa strada il termine ‘chemtrails’ (scie chimiche), ma non in ambito scientifico e militare. Kirby ha scelto di utilizzare il popolare termine (purtroppo – vedi qui), il quadro che disegna però ci è sembrato molto importante. Ringraziamo Marina per il suo grande lavoro di traduzione.

Segue QUI

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TECH-GLEBA ANCHE PER TE, BISTURIMAN, MEDICO. 

(noi civili ammalati crepiamo, punto.)

 di Paolo Barnard 

Sorridi chirurgo, sorridi medico, si chiamano: Freenome, Cloud Medx, Zebra, Enlitic, Two&AR, Babylon, ICarbonX, Atomwise, Deep Genomics, BenevolentAI, Lunit

Sono le principali Start-Up di Artificial Intelligence (A.I) che oggi stanno viaggiando nell’iperspazio del tuo futuro. E il tuo futuro, bisturiman, o medico, sarà in queste fasi: 

Fase Iniziale: Elettrizzante entusiasmo, senso di potere, perché i nuovi giocattoli da sala operatoria o da diagnosi che BIG-TECH & A.I. (di JP Morgan o Goldman, o Accenture o BoC) ti metteranno in mano saranno fighi da matti. Ti sentirai bisturiman, medico da Star Trek.  

Fase Media: Smarrimento, perché sti nuovi giocattoli A.I. diventeranno così ‘foxy’ che sarai in seria difficoltà a stargli al passo. Inoltre pochi uomini sul pianeta avranno in mano le chiavi con cui farli funzionare, quindi sarete loro servi – tu, l’amministrazione sanitaria e il tuo Stato – e i giocattoli stessi cominceranno, più spesso che no, a dirti di levarti dalle balle perché sei solo un impiccio in sala operatoria, o in corsia. Segue QUI

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Limitati a vivere in un falso paradigma o limitante

B y Paul A Philips   Luglio 2017 Dal sito NewParadigm versione spagnola

La gente si sta svegliando dal gregge, ma la maggioranza continua ad essere giocata dal sistema di controllo da parte della élite dominante, ignara del fatto che quasi tutti i soggetti sotto il sole sono manipolati:

In effetti siamo limitati a vivere in un paradigma falso o limitante.

  • Contro le “probabilità insormontabili”
  • Ci sarà mai una nuova esperienza paradigmatica?
  • Avendo visto attraverso il grande inganno, i risvegliati cambieranno mai il sistema di controllo?
  • Possiamo in qualche modo continuare a coltivare nuove teorie e pratiche per una nuova umana esperienza paradigmatica, che davvero crea un mondo che fa la differenza per tutti?

Prima di rispondere, qui ci sono solo alcuni dei modi in cui la maggioranza delle persone nella loro ignoranza è manipolata dal sistema di controllo da parte della élite dominante nell’attuale falso paradigma o limitante:

  1. scienza falsa

La pseudo-scienza sponsorizzata da Corporazioni / Banchieri per molto tempo ha avuto una imponente presa sull’umanità, guidata da scienziati e guru molto dogmatici.

Provate a raccontare ad alcuni di questi seguaci della chiesa della scienza che questi cosiddetti Gurus sono falsi e sbagliati; Possono guardarti come se avessi 3 teste, non importa quanto siano competenti o bravi per comunicare la vera scienza.

(Un esempio: Perché non ci hanno insegnato o molto poco a scuola su chi era Nikola Tesla …?)

  1. Fasulli fallimenti politici

Infatti, i risvegliati sanno che a prescindere da chi è al potere tutti i principali capi di partito politico sono solo burattini al servizio dei maestri della élite governante.

Così, l’élite dominante prende tutte le principali decisioni politiche a prescindere da chi è al potere, rendendo irrilevanti le parti e i loro leader.

Le masse sono distratte dal risvegliarsi fino alla realizzazione di questo:

Ad esempio, uno dei trucchi più recenti utilizzato per aiutare le masse a dare il loro sostegno è stato quello di far sembrare il leader di un partito politico un “outsider” che non seguirà la linea bianca della politica dettata.

Come nel caso di Trump durante la sua campagna elettorale presidenziale, si è trovato come un “outsider”, dicendo alle masse quello che volevano sentire.

Si è imbattuto come un anti-istituzionalizzato.

Ma alla fine, le sue lunghe liste di promesse anti-istituzionalizzate non sono state possibili da realizzare e/o rese insoddisfacenti:

Le false promesse non erano altro che truffe per vincere voti, mentre il vecchio ancora continua …

Segui QUI In lingua inglese o QUI in lingua spagnola 

VELATURE – ECCOLE DI NUOVO

Dopo una giornata di cielo libero da nubi, pioggia, grandine grande come palline da golf, con temperature sotto i 15°, ecco le famose velature, al satanico “Lucifero” non sono bastati i 38/42° (di giorno e di notte senza escursione termica), ci stiamo preparando ad un nuovo forno a microonde?

Questa mattina alle ore 7:00 il cielo era completamente terso e senza una nuvola, un azzurro che ricordo solo negli anni passati della mia gioventù, inoltre la notte completamente sgombra da nuvole, “velature” e inquinamento luminoso, ho visto dopo molto tempo il firmamento pieno di stelle e la luna raggiante (non più velata) al centro di esso.

Queste sono fotografie fatte dal mio portatile questa mattina; non mi stancherò mai di fotografare lo scempio che viene perpetrato ormai da oltre 15 anni, da quando è stato firmato quel fatidico documento.

Sullo sfondo di questa fotografia sono visibili i cumulonembi naturali sotto attacco da quelle che oggi vengono definite “velature”, (velature non esistenti in natura) partorite dalla mente compiacente di chi è complice volontario/involontario della élite votata alla satanica “Geoingegneria”

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 Il regime di Geoingegneria solare progettato 
per bloccare il tuo sole – Di Matt Landman

 “Un gruppo di scienziati del clima sta attualmente sostenendo una mossa preventiva contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, anche se probabilmente non hai mai sentito molto a questo proposito. Il piano è quello di bloccare il sole, simile a quello di imitare un’eruzione vulcanica, per questo motivo è chiamato Effetto del Monte Pinatubo che verrebbe attuato con una campagna di iniezione aerosolica già in atto per velare la LUCE del SOLE.”

“Le basi ingenue di questo approccio sono TRE assimilazioni e costituiscono quanto segue:”
“1) Conosciamo tutto quello che c’è da sapere sul riscaldamento globale

2) Possiamo risolvere il problema

3) Dovremmo risolvere il problema 

Continua QUI all’interno del blog”