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Il reddito universale per una Classe inutile

Nel futuro, Mondi virtuali potrebbero prendere il posto della religione e altri sistemi importanti costruiti per la società man mano che gli eseri umani diventano meno utili.  Fotografia: Jeff J Mitchell / Getty Images

La Classe inutile Il significato della vita senza lavoro e un reddito di base universale

L’autore Yuval Noah Harari, è un ateo che crede di poter indovinare il futuro.  Questo articolo potrebbe farvi salire la pressione, ma bisogna che lo leggiate. Harari parla anche della élite mondiale dando immagini avveniristiche. Fonte

La maggior parte dei posti di lavoro che esistono oggi, potrebbero sparire ed è una questione di decadi.

Man mano che l’intelligenza artificiale supera gli esseri umani in sempre più compiti, li rimpiazzerà in moltissimi posti di lavoro. E’ probabile che appaiano molte nuovi professioni: disegnatori di mondi virtuali per esempio.

Questa tipologia di professioni però, richiederanno più creatività e flessibilità e non è chiaro se i tassisti o gli assicuratori di 40 anni e senza impiego saranno capaci di reinventare se stessi come disegnatori di mondi virtuali (cercate di immaginare un mondo virtuale creato da un assicuratore!).

E anche se l’assicuratore in un modo o nell’altro compie questa transizione e diventa un disegnatore di mondi virtuali, il ritmo del progresso è tale che entro dieci anni potrebbe essere che debba reinventarsi una volta di più.

Il problema fondamentale non è creare nuovi posti di lavoro. Il problema fondamentale è creare nuovi posti di lavoro che gli esseri umani possano svolgere meglio degli algoritmi.

Stando così le cose, nel 2050 potremmo trovarci con una nuova classe di persone:

la classe inutile…

Persone non sono solo senza lavoro, ma che non si possono impiegare

La tecnologia stessa che rende inutili gli esseri umani, può fare in modo di alimentare e mantenere la massa che non è possibile impiegare per mezzo di un qualche schema di reddito di base universale.

Il vero problema sarà allora mantenere occupate e soddisfatte le masse. Le persone devono partecipare ad attività utili o diventano pazzi.

Allora, cosa farà la classe inutile tutto il giorno?

Nell’anno 2050 Nascerà una nuova classe di perone la classe inutile. Le persone saranno disoccupate, ma anche non impiegabili.

 Una risposta potrebbe essere giochi al computer….

Le persone economicamente in esubero, potrebbero passare sempre più tempo in mondi dalla realtà virtuale 3D che daranno loro molto più entusiasmo e impegno emotivo del “mondo reale”.

Infatti, questa è una soluzione molto antica…

Per migliaia di anni, migliaia di persone hanno trovato un significato giocando con giochi di relatà virtuale. In passato abbiamo chiamato questi giochi di realtà virtuale “religioni“.

Cosa è una religione? E’ un gran gioco di realtà virtuale giocato insieme da milioni di persone.

Le religioni come l’Islam e il cristianesimo inventano leggi immaginarie del tipo:

  • “Non magiare carne di maiale”
  •  “Ripetere le stesse preghiere un determinato numero di volte al giorno.
  •  “Non avere relazioni sessuali con qualcuno del tuo stesso sesso”

…e così via.

Queste leggi esistono solo nell’immaginario umano. Nessuna legge naturale richiede la ripetizione di formule magiche e proibisce l’omosessualità o il mangiare carne di maiale.

I Musulmani e i Cristiani vivono cercando di “guadagnare punti” al loro gioco favorito di realtà virtuale. Se preghi tutti i giorni otterrai dei punti. Se ti dimentichi di pregare perderai dei punti.

Se alla fine della tua vita hai guadagnato punti sufficienti allora dopo la morte passerai al livello seguente del gioco (conosciuto anche come “il cielo”).

La religione:  un gioco della vita reale in cui si prega  per accumulare punti virtuali.  Fotografia: Kevin Frayer / Getty Images

Come lo mostrano, le religioni, la realtà virtuale non deve essere incasellata in una casella isolata. Invece può essere sovrapposta alla realtà fisica.

In passato, questo si faceva con l’immaginazione umana e con i libri sacri, e nel secolo 21 si può fare con gli smartphones.

Poco tempo fa sono stato con mio nipote di sei anni, Matan, a caccia di Pokemon.

Mentre camminava per la strada, Matan si fermò a guardare il suo smartphone, il che gli permise di trovare dei Pokemon attorno a noi. Io non ho visto nessun Pokemon perché non avevo uno smartphone.

Allora abbiamo visto altri due bambini per la strada che stavano andando a caccia dello stesso Pokemon e quasi litigavamo con loro.

Mi richiamò alla mente la similitudine di quella situazione con il conflitto tra “Ebrei” e “Musulmani” della “città santa” di Gerusalemme.

Se osserviamo la realtà oggettiva di Gerusalemme, tutto ciò che vediamo sono pietre ed edifici. Non c’è “santità” in nessun posto.

Però quando si guarda attraverso i ‘libri intelligenti’ (come la Bibbia e il Corano), si vedono luoghi santi e angeli dappertutto.

Voi guadagnate punti con nuove automobile e vacanze all’estero. Se avete più punti degli altri, avete vinto al gioco

L’idea di trovare il senso della vita per mezzo di giochi di realtà virtuale è, quindi, comune non solo alle religioni ma anche alle ideologie secolari e agli stili di vita.

Il consumismo anche è un gioco di realtà virtuale. Voi acquistate punti comprando nuove macchine, comprando marche care e facendo vacanze all’estero e se avete più punti degli altri vi dite che avete vinto il gioco

Potreste obiettare che le persone godono realmente delle loro macchine e delle loro vacanze.

Ma anche i religiosi godono nel pregare e celebrare cerimonie e mio nipote gode nella caccia ai Pokemon. Alla fine l’azione vera si realizza sempre “all’interno del cervello umano”.

Cosa importa se i neuroni sono stimolati mediante osservazione di pixel su uno schermo di computer, fuori della finestra di un centro turistico ai Caraibi o guardando il cielo attraverso la nostra mente?

In ogni caso, il significato che attribuiamo a quello che vediamo è generato dalla nostra mente. In realtà non sta “lì fuori”. Per la nostra conoscenza scientifica, la vita umana non ha nessun significato.

Il senso della vita è sempre una storia creata da noi esseri umani.

Nel suo primo saggio, Gioco Profondo – Note Sulla Guerra Dei Galli dei Balinesi (Deep Play – Notes on the Balinese Cockfight – 1973), l’antropologo Clifford Geertz descrive come nell’isola di Bali, la gente passa molto tempo e spende denaro scommettendo sulle guerre tra i galli.

Le scommesse e le guerre racchiudono elaborati rituali, e i risultati hanno un impatto sostanziale sulla situazione nazionale, economica e politica dei giocatori e degli spettatori

Le guerre dei galli erano così importanti per gli abitanti di Bali che quando il governo dell’Indonesia dichiarò illegale quella pratica, le persone ignorarono la legge e correvano il rischio di essere arrestati e multati. Per gli abitanti di Bali, le guerre dei galli erano “un gioco profondo” – un gioco inventato dove mettono tanto significato da trasformarle in una realtà.

Un antropologo di Bali indubbiamente avrebbe potuto scrivere saggi simili sul “calcio in Argentina” o “sull’Ebraismo in Israele.”

Infatti, una parte molto interessante della società israeliana fornisce un laboratorio unico per la forma di vivere una vita felice in un mondo post lavoro. In Israele una percentuale significativa di uomini ebrei ultra ortodossi non lavora mai.

Trascorrono la loro vita studiando le sacre scritture e compiendo rituali religiosi. Essi e le loro famiglie non muoiono di fame in parte perché le donne a volte lavorano e in parte perché il governo fornisce loro dei sussidi generosi.

Nonostante il fatto che normalmente vivono in povertà, l’appoggio del governo significa che non mancano loro le cose basilari necessarie nella vita.

Questo è il reddito di base universale messo in pratica

Nonostante siano poveri e non lavorino mai, da diverse ricerche effettuate, risulta che questi uomini ultra ortodossi ebrei dichiarano di essere molto soddisfatti della vita se paragonati ad altri settori della società israeliana.

Giochi a cui gioca la gente: uomini afgani che guardano un combattimento di galli a Kabul. Fotografia: Johannes Eisele / AFP / Getty Images

Non è necessario andare fino in Israele per vedere il mondo del dopo lavoro..

Se in casa avete un figlio adolescente a cui piacciono i giochi sul computer, potete fare un esperimento da soli: dategli un sussidio minimo di Coca-Cola e pizza, e poi ritirate tutte le domande di lavoro e ogni controllo parentale.

Il risultato più probabile è che rimarrà nella sua stanza per giorni incollato allo schermo. Non farà nessun compito o lavori domestici, salterà i pasti compresa la doccia e il sonno.

E’ poco probabile che si annoi o che provi una sensazione di mancanza di obiettivi. Almeno a corto raggio…

Quindi “la realtà virtuale” è probabile che sia la chiave per dare significato alla classe inutile del mondo post lavorativo.

  • Forse queste realtà virtuali saranno generate nei computer.
  • Forse saranno originate fuori dei computer sotto forma di nuove religioni e ideologie.
  • Forse sarà una combinazione delle due.

Le possibilità sono infinite e nessuno sa di certo a quali giochi profondi parteciperemo nel 2050

In ogni caso, la fine del lavoro non significa necessariamente la fine di significato perché quest’ultimo è generato immaginando al posto del lavoro. Il lavoro è essenziale per dare significato solo per alcune ideologie e stili di vita.

Gli scudieri inglesi del XVIII secolo, gli Ebrei ultra ortodossi di oggi e i bambini di tutte le epoche hanno trovato una grande quantità di interesse e significate nella vita compreso il lavoro.

Nel 2050 la gente probabilmente sarà capace di giocare con giochi più profondi e costruire mondi virtuali più complessi di qualsiasi altro tempo della storia.

Però,

  • Cosa c’è oltre la verità?
  • Che succede con la realtà?
  • Vogliamo vivere realmente in un mondo in cui milioni di persone sono immerse in fantasie, che cercano obiettivi illusorii e che obbediscono a leggi immaginarie?

Ci piaccia o no, questo è il mondo abbiamo vissuto per migliaia di anni…

di Yuval Noah Harari 08 maggio 2017 dal Sito Web TheGuardian traduzione di NicolettaMarino  Versioneoriginale in inglese Versionein spagnolo

Yuval Noah Harari tiene conferenze presso L’Università Ebrea di Gerusalemme ed è l’autore di ‘Sapiens: Una breve storia dell’umanità’ E ‘Homo Deus: Una breve storia del Domani’

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Trascendenza o Atrofizzazione della Mente Umana?

 

Psicologia della razza umana

Il Filmato sotto esposto (qui trascritto nda) spiega come funziona la mente Umana e come è possibile Manipolarla per raggiungere un determinato obbiettivo, influenzando le masse o per meglio dire il Gregge Umano di questo Pianeta!

Forse è per questo motivo che la serie Visitors è stata interrotta…era troppo evidente che metteva alla luce ciò che opera nell’ombra e quindi potenzialmente poteva risvegliare le Coscienze pronte ad essere svegliate e quindi liberate dalla Manipolazione Mondiale che stanno applicando!In un momento di profonda crisi, chi vorrebbe un Salvatore? 

Nelle giuste condizioni e con un po di tempo, la gratitudine diventa Adorazione o peggio Devozione. Il nostro senso di smarrimento di fronte alle “Catastrofi”, e la smarrita capacità di comprendere il mondo ci rendono pedine manipolabili da chi usa queste tragedie come opportunità.

PROBLEMA – REAZIONE – SOLUZIONE

Ogni aiuto che riceviamo, genera due aspetti fondamentali, Devozione appunto e, l’altro aspetto è la Ricattabilità. L’opposizione rafforza la maggioranza.

La Tecnologia come nuova religione

Ma che cos’è la Tecnologia? In greco “tekhnologhia” significa: Trattato, grammatica di una lingua. Ad esempio, le Api per comunicare hanno sviluppato una tecnologia interna, capace di leggere le frequenze e le vibrazioni, senza far uso di qualche linguaggio. Ma tutte le scoperte e i mille modi “Fisici” di comunicare, dal Pc, al Cellulare, non fanno altro che atrofizzare queste nostre possibilità.

L’uomo vuole trascendere, Vuole andare sempre oltre, ed è una dote Sacra che ci ha portato lontano, ma stiamo atrofizzando l’empatia a vantaggio di una tecnologia estrema a noi e da cui siamo dipendenti.

La Dipendenza porta a due aspetti. La Dipendenza porta alla paura del distacco, e la paura porta alla manipolazione. La paura, la disperazione, l’odio, sono emozioni di bassa frequenza, le sensazioni che hanno picchi emozionali più tenui, insieme alla consapevolezza portano all’azione consapevole.

Chi conosce le nostre emozioni, è di conseguenza le nostre reazioni, può controllarci e manipolarci semplicemente toccando i nostri punti deboli, giocando con le nostre Reazioni Prevedibili, che mancano di consapevolezza.

La Paura è l’arma che tutti noi usiamo per raggiungere certi scopi (pensate all’uomo nero che viene raccontato ai bambini per non fargli fare certe cose, o all’inferno per chi va in chiesa) e sa bene come usare queste Paure per poterci Controllare.

La mente è un grande mezzo ma se non la conosciamo bene diventa una prigione, cominciamo quindi a studiare noi stessi, la nostra psicologia, rafforziamo la “VISTA” del nostro Osservatore interno, siamo prima di tutto Esseri Spirituali, non siamo macchine.

Agiamo il più possibile con Amore Incondizionato. Diamo al Cuore il timone della Mente. E manteniamo la Fede in questo principio Universale. Ma non facciamoci Illudere da Falsi Profeti, da false Correnti Spirituali che promettono la Pace e la Gioia, escludendo la Sofferenza e la fatica

NEW AGE

Questo è il tempo in cui l’Odio verrà mascherato da Amore, parlerà come un DIO sapiente e saggio, e sarà la MENTE il suo vero obiettivo. Addestriamo il Cuore, l’Empatia e la nostra FEDE nell’Universo.

Trascrizione Video a cura di Nin.Gish.Zid.Da

La divinità etrusca Vatika.

Città del Vaticano Image credit: History Cooperative

La Dea Etrusca “Vatika dell’Oltretomba”
– Qual’è il collegamento? –

di Ellen Lloyd
25 Aprile 2017
dal Sito Web AncientPages
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo

Ellen Lloyd – è la proprietaria di AncientPages.com e l’autore che ha speso decadi per la ricerca sugli antichi misteri, miti, leggende e testi sacri, ma è anche molto interessata all’astronomia, astrobiologia e scienza in genere.

Il Vaticano è il simbolo della Cristianità.

Oggi siamo così abituati al nome che è arduo pensare come ha preso il nome di Vaticano. La verità è che il nome non è né latino né greco e non esiste traccia nemmeno nella Bibbia.

Il nome che associamo alla Chiesa è intimamente legato alla divinità etrusca Vatika.

Come Andiamo a scoprire, il nome “Vaticano” è antecedente alla Cristianità ed è avvolto dal mistero.

Mappa di Città del Vaticano In evidenza importanti edifici e i Giardini vaticani. Immagine: Wikipedia

Dentro lo Stato della Città del Vaticano

Lo Stato della Città del Vaticano fu fondato l’11 febbraio 1929.

Situato in Roma, Italia, è il più piccolo paese indipendente del mondo per popolazione e per area. La città ha una popolazione di circa 840 persone e si trova in un’area di circa 108 acri (44 ettari).

Il Vaticano è un simbolo della fede romana cattolica e il suo potere e la sua influenza sul popolo religioso è innegabile e l’autorità della Santa Sede si estende ai Cattolici in tutto il mondo.

Il Palazzo del Vaticano, a nord della Basilica di San Pietro è la residenza del Papa all’interno delle mura della città.

Il Vaticano è famoso per i suoi bei palazzi come la Cappella Sistina, la Piazza di San Pietro e la Basilica di San Pietro. I Musei Vaticani sono pieni di capolavori di pittura, scultura e altri pezzi d’arte raccolti dai Papi nei secoli.

La Libreria Vaticana si trova nel Palazzo del Vaticano

Cappella Sistina. da Wikimedia Commons

La Libreria Vaticana fu fondata nel 1451 d.C. e contiene più di 80.000 manoscritti, stampe, lamine e incunaboli (libri stampati prima del 1500 d.C.) scritti nel tempo da persone di diverse fedi di tutto il mondo.

Per rendere agibile al pubblico l’antico materiale, alcuni anni fa, la Libreria Apostolica Vaticana a iniziato a digitalizzare i suoi preziosi antichi manoscritti religiosi e li ha messi online nel suo sito web.

Nel 2014, la Libreria Vaticana aveva on line 4.000 antichi manoscritti

Libreria vaticana
Immagine di Fabio Frustaci/Eidon/Zuma

Gli archivi segreti del Vaticano non sono così segreti come molti pensano.

Nel 1881, Papa Leone XIII premise agli studenti di visitare gli archivi privati per la prima volta e oggi è possibile chiedere l’accesso ai documenti, ma gli esterni devono sapere cosa vogliono consultare perché con 52.000 scaffali di archivio, i bibliotecari vietano la libera navigazione.

L’etrusca Dea Vatika del Mondo Sotterraneo

Il nome Vaticano è un vero mistero.

Non ha niente a che vedere con la Bibbia, la lingua greca o latina. Come molte altre tradizioni e usi cristiani, il nome che noi associamo alla Chiesa, ha origini pagane.

Più di 28 secoli fa, e prima della leggendaria Fondazione di Roma di Romolo e Remo, esisteva un popolo chiamato gli Etruschi.

Circa 3000 anni fa, i misteriosi Etruschi si stabilirono in una regione dell’Italia centrale conosciuta come Etruria, governarono la regione del Mediterraneo prima del sorgere di Roma.

Nel mondo etrusco, Le donne come i loro contemporanei della civiltà greca, godevano di molta libertà.

Stiamo ancora cercando di decifrare la difficile lingua degli Etruschi, negli anni però abbiamo imparato molto delle loro credenze e della vita quotidiana.

Infatti, molte delle conoscenze che possediamo sulla civiltà romana provengono dagli Etruschi.

Gli Etruschi non seppellivano i morti entro le mura delle loro città. Invece costruivano un grande cimitero su un pendio collinare fuori della loro antica città nell’area che poi divenne la città di Roma.

Purtroppo la maggior parte della letteratura e mitologia etrusca è andata persa, ma sappiamo che la guardiana di quella necropoli era l’etrusca dea Vatika (a volte pronunciata come Vatica).

Era la dea dell’Oltretomba ed era suo dovere sorvegliare su coloro che erano passati a miglior vita.Gli Etruschi credevano nella vita oltre la vita, ma quello che noi sappiamo sull’argomento deriva solo da delle immagini e dai manufatti scoperti nelle loro tombe. Sembra che le credenze degli Etruschi sulla vita oltre la vita siano molto simili a quelle degli antichi Egizi.

Trattare i resti del defunto per la sopravvivenza e il loro futuro viaggio nella nuova vita era molto importante.

Statuetta di bronzo del demone Vanth. Etruschi, 425-400 a.C. Trovata vicino al monte Vesuvio, Campania, Italia Immagine dalla Collezione Hamiton.

Vanth, un demone degli inferi etrusco e servo di Caronte (in greco Cheiron), signore dell’Oltretomba era spesso ritratto sulle urne che contenevano le ceneri dei corpi cremati.

Vanth era di solito ritratta con ali e aveva dei serpenti Pelosi attorcigliati attorno alle braccia.

Secondo la mitologia etrusca, Vanth accompagnava dal momento della morte fino all’entrata nell’Oltretomba.

Da dove proviene il nome Vaticano?

Vatika ha molti altri significati nell’antico etrusco

Il nome non era solo associato alla dea dell’Oltretomba. Vatika era anche un’uva dal sapore quasi amaro usata dal contadino per produrre vino di bassa qualità.

L’uva, come un’erba dallo stesso nome, cresceva sulle colline. Quando le persone la mangiavano, aveva esperienze allucinogene e la parola passò alla lingua latina come un sinonimo di “visione profetica”

La parola latina vaticinator significa “predizione, profezia” da vatis “poeta, insegnante, oracolo”

Fonti bibliche danno svariate spiegazioni sull’origine del nome Vaticano. Secondo l’Enciclopedia Cattolica, l’origine del nome Vaticanus non è certa, alcuni sostengono che derive da una città etrusca scomparsa che si chiamava Vaticum.

Comunque, secondo in curatore vaticano, la Collina Vaticana prende il nome dalla parola latina Vaticanus, un vaticiniis ferendis, riferendosi agli oracoli; oppure da Vaticinia, che anticamente erano stati emessi in quel luogo.

Possiamo così concludere dicendo che l’origine del nome Vaticano non è Chiara, ma molti ricercatori pensano che il nome derivasse dalla lingua etrusca

http://www.bibliotecapleyades.net/

Caino e il suo mondo

 

Le scie formate dagli aerei sono un fenomeno recente? 

ARTICOLO NOGEOINGEGNERIA

Falso! dicono i debunker, mostrando vecchie foto. Secondo le loro affermazioni le cosiddette scie di condensazione che riempiono il cielo ci sono da quando volano gli aerei e quindi  si tratta di un fenomeno ‘normale’,  inteso come ‘naturale’. Un’indagine ci conferma che in varie circostanze scie di aerei sono state documentate fin da molti decenni fa. Ma solo da una ventina di anni sono diventate un’ incubo (almeno per noi che le denunciamo). Le  foto  sventolate  dai debunker ci mostrano aerei militari in azioni di guerra che risalgono agli anni quaranta.  Andando ancora più indietro nel tempo ne vediamo altre, troviamo documentate  scie davvero spettacolari. Sempre di aerei militari si tratta, che creano ‘smoke curtains’, una ‘tenda di fumo’. Parliamo degli anni venti. L’intento era quello di stendere un velo in modo di non far vedere determinate cose al nemico.

100 ANNI FA – scie create con un mix di solfuro di ammonio e potassio persolfato. Continua QUI

Quando si parla di IPCC
si parla di manipolazione dei dati – prima parte

Pubblicato da Sara Maria Maestroni

Non è la prima volta che scrivo di come l’IPCC, ovvero l’Intergovernmental Panel on Climate Change, si sia servita dei dati scientifici a proprio piacimento, pur di modificare l’agenda politica degli Stati più ricchi. Qui e qui avete due esempi, ma trovate anche più materiale nel sito se volete approfondire.

Proviamo ora ad ampliare lo sguardo e a complessificare il quadro perché se c’è chi corrompe, c’è anche chi è disponibile a reggere il gioco e a farsi corrompere…

Questo nuovo articolo ben dimostra come ci sia una reale intenzionalità nel creare uno scenario falso fin dall’inizio. Leggiamo infatti che:

“Il consenso era un tema centrale per la promozione politica del riscaldamento globale antropico (AGW) fin dall’inizio. Prima si trattava dei più di 6000 rappresentanti dell’IPCC. Più tardi, si trattò delle artificiali percentuali del 95 di Naomi Oreskes e poi del 97 di John Cooke. Ma c’è un’altra forma di consenso artificiale che continua ad influenzare l’opinione pubblica e politica. E’ una forma di consenso più potente perché sfrutta un appello ad un’autorità […] I due migliori esempi usati per promuovere il consenso dell’autorità nell’inganno rispetto al clima riguardano il Premio Nobel dato congiuntamente ad Al Gore e all’IPCC e il supporto apertamente dichiarato da parte delle società scientifiche per i Reports dell’IPCC.”

Sì, avete letto bene: la Commissione del Premio Nobel si presta a questi giochetti. Continua QUI

https://www.youtube.com/watch?v=cHb4lChdkys

UN CULTO DI LUCIFERO NELL’ALTA FINANZA.

di Maurizio Blondet

Vedo che alcuni blog  italiani hanno già postato parziali traduzioni di   questo video.  Non so chi  sia quello che parla, se davvero si chiami Ronald Bernard, sia olandese, e sia come dice un professionista interno all’alta finanza. Non so se quando dice che  in quegli ambienti alti si pratica  un culto luciferino, sia vero. Non ho prove. Solo che, quando comincia a  raccontare “sono stato invitato a  partecipare a dei sacrifici…all’estero…”,  gli occhi gli si  riempiono di lacrime.

“…Bambini…”. E’ davvero sconvolto al ricordo.

“Ti è stato chiesto di farlo?”, gli chiede l’intervistatore. “Sì, e io non potevo”. S’interrompe, non riesce  quasi più a parlare . Ma si sforza e continua.  Non sta mentendo, Ronald Bernard.

Quindi, traduco anch’io una parte (di 8 minuti:  l’intero video dura 40 minuti) delle confessioni di quest’uomo in cui la coscienza, come dice, “si è scongelata”. Continua QUI

I nemici della libertà di stampa

 «Esistono molti modi diversi per bruciare un libro:
e il mondo è pieno di gente
che corre su e giù con i fiammiferi accesi».
(Ray Bradbury)

I nemici della libertà di stampa sono moltissimi, sapete? Molti di più di quanti ne conosca la nostra filosofia – o la nostra fede politica.

I nemici della libertà di stampa sono i mafiosi, certo, ma a volte pure i magistrati, gli uomini in divisa e ogni tanto perfino quelli in tonaca porporata.

I nemici della libertà di stampa sono quelli che vogliono imporre leggi speciali e diverse a seconda che un contenuto sia su carta o sul web.

I nemici della libertà della stampa sono le corporation del web che censurano contenuti facendo prevalere le loro private e arbitrarie policy sulle Costituzioni delle democrazie.

I nemici della libertà di stampa sono i paradisi fiscali che nascondono gelosamente patrimoni e reati, lontanissimi da ogni trasparenza, da ogni diritto di sapere la verità sui potenti del mondo.

I nemici della libertà della stampa sono i politici di tutti i partiti – tutti, tutti, tutti – che telefonano ai direttori e agli editori.

I nemici della libertà della stampa sono i politici che danno una notizia a un cronista oggi in cambio di un favore a lui o alla sua parte domani. Continua QUI

I Muri della vergogna nel mondo – Eduardo Galeano 

Eduardo Galeano
Traduzione e sottotitoli di AlbaCanelli

“Il muro di Berlino è stata la notizia tutti i giorni dalla mattina alla sera abbiamo letto, guardato, ascoltato:  Il Muro della Vergogna, il Muro dell’infamia, la cortina di ferro

Infine, questo muro, che meritava di cadere, è caduto.

Ma altri muri sono sorti, continuano a germogliare nel mondo,

e anche se sono molto più grandi di quello di Berlino di essi si parla poco, molto poco o niente,

Poco si parla del muro che gli Stati Uniti stanno innalzando sul confine messicano, e poco si parla circa i recinti di Ceuta e Melilla.

Quasi per niente si parla del muro della Cisjordania, che Israele ha costruito per perpetuare l’occupazione delle terre palestinesi che presto sarà 15 volte più lungo del muro di Berlino.

E niente, niente di niente, si parla del muro del Marocco, il secondo muro più lungo del mondo, più lungo della Muraglia cinese, che da 20 anni perpetua l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale. Questo muro, minato da un’estremità all’altra e sorvegliato da migliaia di soldati, è 60 volte il muro di Berlino.

Perché mai ci sono muri così altisonanti e muri così muti?
Sarà per i muri dell’isolamento, che i grandi media di “comunicazione” costruiscono ogni giorno?  Continua QUI

CRIMINALI PAZZI E LORO CORIFEI

Quelli che Regeni martire, quelli che bruciano le chiese, quelli che le formiche ci provocano

(Con alcuni importanti commenti al mio articolo precedente)

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post “LANOTTE DEI MORTI VIVENTI – IL GIORNO DELL’ORSO D…“:

150.000 riservisti americani hanno ricevuto la lettera di tenersi pronti per essere operativi entro quindici giorni. Invasione della Siria? La Germania approva il decreto anti fake news per i social e i siti non allineati alla narrazione globalista, questa sì, realmente fake. Provvedimento dunque di censura pre guerra. Navi americane in avvicinamento alla Corea del nord. Solo muscoli tesi? E poi, attentati ovunque e false flags sempre più ignobili, l’escalation purtroppo sta aumentando vertiginosamente. Dobbiamo aspettarci di tutto. Lo confesso, non sono per niente tranquillo.

La firma è Isis, l’inchiostro e nostro

Visto che l’ininterrotto genocidio Usa e Nato non è considerato terrorismo, neanche quando mette in mano ai suoi sicari armi chimiche, per poi bombardarne le vittime, parliamo di attentati islamici.Continua QUI

I misteriosi Figli delle Stelle

E se poi, un bel giorno, scopri che non era vero niente?

Perché l’oro è così importante? L’oro, non il ferro, l’argento, altri metalli. Forse perché si suppone che l’oro, incorruttibile, possa isolare al 100% da radiazioni pericolose, provenienti da tecnologie avanzate? Lo affermano i controversi studiosi della cosiddetta paleo-astronautica, che si interrogano sul singolare interesse manifestato, per l’oro, da tutti gli “dèi” dell’antichità, chiamati Viracochas sulle Ande nel regno Inca, Túatha Dé Dànann in Irlanda, Elohim in Palestina, Annunaki in Mesopotamia, Theòi in Grecia, mentre Vimana è il nome che in India designa le antiche, ipotetiche astronavi dei Veda. E ancora: i semi-dei “venuti dal cielo” prendono il nome di Kachinas in Arizona, Muxul nello Yucatan presso i Maya, Dogu in Giappone, Wakinyan in Nord America presso i Lakota Sioux, Nommo in Mali presso i Dogo

Una cosa è sicura: a un certo punto, nella storia, l’oro viene improvvisamente apprezzato e ricercato, estratto, lavorato, tesaurizzato, utilizzato come valore di scambio. Tutti quegli esseri appassionati all’oro, spesso chiamati Figli delle Stelle perché comparsi a bordo di formidabili mezzi volanti, raffigurati in sculture e altorilievi ancora oggi visibili in diverse parti del mondo, instaurarono dominazioni di tipo coloniale, imponendo sempre – alle popolazioni assoggettate – lo stesso “sacrificio” quotidiano: bruciare, per loro, il grasso (inizialmente dei neonati primogeniti, poi solo di agnelli) presente in prossimità di certi organi, fegato e reni. Grasso che, una volta bruciato, produce un fumo inebriante e “calmante”, come spiegano nella Bibbia i sudditi di Jahwè, uno degli Elohim dell’area palestinese, divenuto celebre attraverso il drammatico racconto biblico.

Jahwè (o anche Jeohwà o Jihwì, a seconda delle vocalizzazioni convenzionali introdotte solo nel medioevo dai biblisti ebrei della scuola masoretica) era il dispotico, temutissimo padrone della famiglia di Giacobbe-Israele, poi successivamente trasformato, dalla teologia, in “Dio unico”. Nell’antica Roma, quello stesso grasso era chiamato “omentum”. Stesse disposizioni: era la parte “sacra”, cioè riservata esclusivamente agli “dèi”, perché fosse bruciata (“sacrificata”) solo per loro, pena la morte dei trasgressori. Quel particolare grasso che sovrasta gli organi interni non è come l’adipe, provvisorio e accumulato con l’alimentazione, ma è un grasso stratificato fin dall’infanzia, addirittura dalla nascita. Se bruciato, confermano i chimici, produce un fumo che sprigiona molecole pressoché identiche a quelle delle endorfine, fortemente psicotrope, il cui odore ricorda il profumo appetitoso che si libera dal barbecue durante una grigliata.

L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, di ritorno dallo spazio, ha dichiarato che, lassù, aleggia un odore di carne bruciata. Gli scienziati spiegano che quell’odore si diffonde, anche in un’astronave, man mano che si prolunga la missione, perché le condizioni ambientali all’interno del veicolo spaziale accelerano la morte di milioni di cellule epiteliali – morte che, appunto, produce quell’odore. Di recente, poi, ricercatori hanno scoperto che il vino rosso contiene una sostanza particolarissima, il resveratrolo, protegge le ossa da svariate complicazioni, inclusa la “friabilità” che colpisce lo scheletro negli astronauti esposti a lunghi soggiorni orbitali. La Bibbia racconta che Jahwè beveva vino spesso e volentieri (fece impiantare una vigna a Noè, subito dopo lo sbarco dall’Arca), mentre i testi sumero-accadici riferiscono che gli Annunaki gradivano molto la birra. Elohim, Dogu e tutti gli altri: Figli delle Stelle, scorrazzanti a bordo dei Vimana? “Vimàn” era il nome di una compagnia aerea del Bangladesh, ricorda Mauro Biglino.

“In India voliamo da tremila anni”, era uno slogan pubblicitario dell’Air India. El-Al è invece il nome della celebre compagnia israeliana.Se la tradizione rabbinica racchiusa nel Talmud ammette con assoluta tranquillità la presenza della manipolazione genetica nella Genesi – basta vedere come vennero al mondo Adamo ed Eva, disse il professor Egael Safran, rabbino e docente universitario di etica medica in Israele, all’epoca della clonazione della pecora Dolly – è davvero impossibile trascurare gli studi più recenti dei genetisti, che mettono in crisi l’evoluzionismo darwiniano: è come se fosse intervenuto qualcosa a “correggere” l’evoluzione, accelerandola – non solo per il Sapiens, ma anche per la pecora e la mucca, la patata, il grano. Cioè gli animali e i vegetali che popolavano il Gan Eden di cui parla la Bibbia, da cui i primi ibridi – Adamo ed Eva, appunto – furono allontanati preventivamente, prima cioè che potessero approfondire “le pratiche dell’albero della vita”, acquisendo cioè le medesime conoscenze e l’estrema longevità, dunque il medesimo potere, dei loro presunti “creatori”, gli Elohim, veri specialisti in genetica sperimentale, a quanto sembra. Emerge un’altra verità, dunque, sui cosiddetti “testi sacri”, da cui discende un impianto di pensiero – e di potere – almeno bimillenario.

Non stupisce, quindi, il grande successo dei bestseller di Biglino, pubblicati anche da Mondadori, né l’entusiasmo delle centinaia di persone che affollano le sue frequentissime conferenze. Di Biglino si può apprezzare innanzitutto la correttezza, nella sua impostazione preliminare: non metto in discussione l’esistenza di Dio, ripete, perché non ho le certezze degli atei; mi limito a dimostrare che quella della Bibbia non è una divinità ma solo un Elohim, di cui la stessa Bibbia nomina almeno una decina di “colleghi”, di equivalente status, senza peraltro mai spiegare il significato della parola Elohim, che nessuno al mondo conosce. Inoltre, nella Bibbia non sono presenti, mai, i concetti-chiave del monoteismo: creazione, eternità, immortalità, divinità. Il verbo tradotto con “creare” è Baraa, che significa dividere, separare (i cieli dalle acque, le acque dalle terre – Genesi). E della parola Olàm, ancora e sempre tradotta con “eternità”, e che in realtà significa “tempo molto lungo”, i dizionari raccomandano: non tradurla mai con il termine “eternità”.

Un anno fa, lo scorso 6 marzo, Biglino è stato protagonista, a Milano, di un importante confronto con eminenti teologi: un importante sacerdote e docente di teologia dell’università cattolica, un arcivescovo ortodosso, il rabbino capo della comunità ebraica di Torino e un insigne biblista, pastore valdese, co-autore di alcuni tra i più importanti dizionari di ebraico e aramaico antico. Nessuno ha messo in discussione le sue tesi. Tutti, al contrario, hanno ammesso che la Bibbia è stata ampiamente travisata. Ma lì si fermano: non denunciano, cioè, il fatto che venga ancora oggi regolarmente travisata. Dice Biglino: nel 95% dei casi, chi professa e propaga le grandi religioni monoteiste che si pretendono originate da quel libro (e quindi: Papi, vescovi, parroci, catechisti, pastori) non conosce neppure la lingua in cui quel libro è stato scritto. Pretende di “far dire” a quelle pagine determinate verità, per di più “sacre”, ma non conosce – alla lettera – il testo, nella lingua originaria.

Senza contare, poi, che la Bibbia resta una raccolta (non uniforme) di testi di epoche diverse, tutti senza fonte: non è possibile risalire con certezza neppure a un autore; nessuno dei testi biblici ha una chiara paternità – tantomeno i libri più famosi e celebrati, come quello attribuito al profeta Isaia. Anche per questo, mezzo secolo fa, i biblisti ebraici hanno varato il “Bible Project” con il compito, entro 200 anni, di ricostruire una Bibbia più attendibile. L’unica certezza, dicono, è che la Bibbia di oggi – riveduta e corretta per l’ultima volta dai masoreti all’epoca di Carlomagno – non è l’originale. Inoltre mancano una decina di libri, pure citati qua e là: quei libri sono scomparsi. E le incongruenze sintattiche presenti nella versione masoretica dimostrano il grado di manipolazione a cui quei testi sono stati sottoposti, nel corso dei secoli. Biglino dice: mi si rimprovera di offrire una lettura letterale del testo, anziché allegorica, simbologica, esoterica, teologica.

Va bene, teniamo pure conto di tutte le interpretazioni possibili. Ma aggiunge: perché privarci della versione letterale, sia pure di un testo che sappiamo essere così pesantemente rimaneggiato? Non si sa neppure in che lingua fosse scritto, l’originale: all’epoca della prima stesura della Genesi, per esempio, la lingua ebraica non esisteva ancora. Dunque non sappiamo come fossero scritte, né tantomeno pronunciate, le parole in esso contenute. Poi intervenne la traduzione in ebraico, ma con le sole consonanti; le vocali furono introdotte solo fra il VI e l’XVIII secolo dopo Cristo, quando appunto “Yhwh” divenne finalmente “Jahwè” (ma anche “Jihwì” e “Jeohwah”).

Nonostante tutto ciò, insiste Biglino, perché non provare a leggere il testo così com’è, dando per buona – per un attimo – l’idea che racconti fatti realmente accaduti? Si scoprirebbe, conclude, che la storia narrata – vera o falsa che sia – non è priva di coerenza. Ed è, tra l’altro, la fotocopia perfetta di molti altri libri antichi preesistenti, “sacri” e non, come la trilogia fondativa di un popolo geograficamente contiguo a quello ebraico, i sumero-babilonesi. Quei testi mesopotamici sono l’Atrahasis, l’Enuma Elish e l’Epopea di Gilgamesh. Raccontano tutti la stessa storia: e cioè l’arrivo (da cielo?) di individui potentissimi ma non onnipotenti, molto longevi ma non immortali, in possesso esclusivo di tecnologie fantascientifiche, decisi a colonizzare territori imponendo la loro legge (i comandamenti di Jahwè non sono 10, ma oltre 600) e stabilendo alleanze con singole tribù, in lotta perenne tra loro per la spartizione di piccoli territori. Il patto: voi lavorate per me (mi servite, mi nutrite, mi bruciate quel famoso grasso e mi obbedite in tutto) e io vi aiuto a conquistare “terre promesse”. Se disobbedite, vi stermino. Jahwè, è scritto nella Bibbia, arrivò a uccidere in massa 24.000 sudditi disobbedienti.

Quello che Biglino contesta è che, nonostante le evidenze e le conferme provenienti dagli ambiti di studio più disparati (dall’esegesi ebraica all’autorevole École Biblique dei domenicani di Gerusalemme) le traduzioni erronee continuino a essere presenti nelle Bibbie attualmente stampate. In sintesi, il primo “problema” è proprio Dio. Nella Bibbia, semplicemente, non c’è, dice Biglino. C’è Jahwè, che però è sempre in compagnia dei “colleghi” Milkòm, Kamòsh, e tanti altri. Viene tradotto con “Altissimo” il nome Eliòn, che invece è un individuo «chiaramente indicato come il capo degli Elohim: è scritto nel testo biblico che ne presiede un’assemblea, nientemeno». E addirittura è tradotto coi termini “eterno” e “onnipotente” il nome El Shaddai, letteralmente invece “signore della steppa”, cioè l’Elohim nel quale si imbatté Abramo. Allo stesso modo, altri termini vengono sempre tradotti in modo consapevolmente inappropriato e fuorviante: Kavod, per esempio. Il contesto biblico lo presenta come un’arma da guerra, un oggetto volante e pericoloso, dotato di armamenti micidiali. Viene tradotto: “gloria”. Così, il “Kavod di Jahwè” diventa la “gloria di Dio”.

Quando appare, il Kavod solleva un gran vento, il Ruach – che viene tradotto “spirito”. Sotto il Kavod sono fissati 4 Cherubini. Mezzi meccanici volanti, secondo i rabbini: robot, monoposto. Per l’esegesi teologica cristiana, invece, i Cherubini sono “angeli”, così come gli altri “angeli”, incorporei e alati, che la Bibbia invece chiama Malachìm, presentandoli come individui in carne e ossa, di cui gli umani hanno paura – sono soldati, ufficiali degli Elohim, portaordini pericolosi e molesti, inquietanti. Si racconta di un angelo che apparve alla vista di Gedeone, «volando con leggerezza», per poi «scomparire», mentre nell’originale, in ebraico, il testo dice semplicemente che «il Malach» si fece vedere dal testimone, e poi «se ne andò camminando». Pura invenzione, il volo, così come l’attraversamento miracoloso del Mar Rosso: «Nel testo c’è scritto che Mosè e i suoi attraversarono solo uno Yam Suf, un canneto.

Nessun mare, tanto meno Rosso». Quanto agli “angeli”, più tardi, il fondatore del cristianesimo, Paolo di Tarso, raccomanda alle giovani donne di coprirsi il capo con il velo, se partecipano ad assemblee, e di farlo «a motivo degli angeli», poiché  – come si spiega in altri passi – sono sessualmente eccitabili e poco raccomandabili, violenti. Biglino “corregge” anche l’interpretazione della comparsa dell’Arcangelo Gabriele, quello dell’Annunciazione evangelica: «Gabriele non è un nome proprio ma solo un termine comune, funzionale: deriva da Ghevèr-El, e essere “il Ghevèr di un El”, per di più “arcangelo”, significa essere un potente ufficiale di alto grado».

Dallo studio condotto da Biglino appare evidente la fabbricazione artificiale di un culto, la cui radice viene attribuita a un libro debitamente leggendario, in quanto antico, scritto in una lingua sconosciuta ai più. Lo studioso contesta chi ritiene obbligatoria una  lettura necessariamente cifrata: «Quando furono scritti, i testi biblici, a saper leggere e scrivere erano in pochissimi: perché mai avrebbero dovuto nascondere il loro racconto sotto il velo simbolico-allegorico?».

La prima versione della Bibbia divulgata nel Mediterraneo oltre la Palestina, detta “Bibbia dei Settanta”, fu tradotta in greco ad Alessandria d’Egitto, secondo Biglino ricorrendo a una massiccia interpolazione interpretativa ispirata dal pensiero platonico, che – a differenza della Bibbia – contempla le nozioni filosofiche di trascendenza, divinità, creazione, eternità. Gli ebrei considerano la “Bibbia dei Settanta”, letteralmente, «una tragedia per l’umanità». Eppure, sottolinea lo stesso Biglino, è proprio quella Bibbia in greco ad aver poi originato quella in latino, che è alla base della teologia cattolica e quindi delle Bibbie in italiano per le famiglie. Il lavoro del ricercatore torinese non mette in crisi solo la teologia ufficiale su cui si basano le istituzioni religiose, ma anche l’esegesi alternativa fornita dall’esoterismo, acutamente suggestiva, fondata sulla lettura allegorica e simbolica del testo – lettura che, come quella cattolica, non mette mai in discussione la presenza della divinità nell’Antico Testamento.

Certo è singolare la diffusione, negli ultimi anni, di una tale quantità di informazioni, ormai di pubblico dominio, che riguardano in particolare l’interpretazione della storia antica, sacra e non, ma anche una radicale rilettura dell’approccio scientifico alla conoscenza, rivalutando sia i testi sacri, fondativi delle grandi religioni, sia l’opera di esoteristi particolarmente illuminanti – filosofi, medici, artisti, alchimisti, proto-scienziati – che tendono a fornire chiavi di interpretazione delle “leggi universali”, cioè le “leggi di natura” di cui, ogni tanto, affiorano nuove tracce anche in ambito scientifico, da indagini sull’energia e sulla reale consistenza della materia.  Da qui le più recenti riflessioni sulla percezione del tempo e della vita stessa, sulla cosiddetta Energia Oscura, sulla Materia Bianca cerebrale di cui i neurologi ammettono di essere a corto di informazioni.

Fisici come Vittorio Marchi e Giuliana Conforto sostengono che la realtà sensibile non sia altro che rappresentazione, e che il nostro cervello non percepisca che il 2% di quanto ci circonda, sulla Terra – per non parlare dell’universo, di cui non sappiamo molto, al di là del nostro piccolo sistema solare. Un numero sempre maggiore di storici e antropologi sospetta che la storia sia interamente da riscrivere: a quanto pare non furono gli egizi a erigere le piramidi; quelle scoperte in Bosnia sono più antiche e più grandi di quelle dell’Egitto. Né tanto meno conosciamo la storia misteriosa dei Sumeri, che sorsero all’improvviso come civiltà già formata, in possesso di conoscenze evolute (architettura, agricoltura, scrittura). Forse, ipotizza Biglino sempre prendendo la Bibbia alla lettera, i Sumeri erano la discendenza di Caino, che – essendo cresciuto nel Gan Eden – era stato formato e istruito dagli Elohim.

L’esegesi ebraica ormai sospetta che Abramo, storicamente, non sia mai esistito. Quantomeno, ipotizza Biglino, il personaggio biblico rispondente a quel nome era evidentemente un sumero, spinto dagli Elohim a vagare “lungi dalla casa di padre mio”, viaggiando fino in Palestina. Poi, i Sumeri scomparvero di colpo, in coincidenza con la distruzione delle città ribelli di Sodoma e Gomorra, operata dagli Elohim che impiegarono “l’arma dei terrore”, che sprigionò nell’atmosfera una nube letale – i venti dovettero sospingerla fino alla regione di Babilonia, dove è documentata la strage della popolazione (con sintomi da contaminazione nucleare) e la fuga precipitosa degli “dèi” locali, gli Annunaki, che presero il largo a bordo dei loro “carri celesti”, in tutto simili al Kavod di Jahwè. A morire, sul posto, restarono gli umani – o meglio gli Adàm, per dirla con Biglino: creazioni di laboratorio, “fabbricate” non si sa dove e poi “poste in Gan Eden”; riprodotte in serie per lavorare, come docili schiavi, per conto dei misteriosi Figli delle Stelle.

Fonte attiva: http://www.libreidee.org/ 

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