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L’ECTOPLASMA

UN ECTOPLASMA SI AGGIRA PER L’EUROPA: SOROS E LA SUA MANIA DI ONNIPOTENZA  

di Federica Francesconi

Una presenza ectoplasmatica si aggira per l’Europa: George Soros, il miliardario ottuagenario la cui longa manus rattrappita sta dietro tutti i movimenti (contro) rivoluzionari del pianeta, le novità pseudoculturali, l’umanitarismo di facciata che nasconde interessi economici inconfessabili.
 
Osannato dal mondo della cooperazione, dalle ONG e dai partiti progressisti europei, l’arzillo nonnino è ormai diventato in Europa un’icona della filantropia, il difensore per eccellenza dei diritti umani e delle minoranze straniere e di genere. Ma sotto una crosta superficiale di santità questo personaggio nasconde ben altro, essendo il principale finanziatore a livello mondiale della sovversione contro-iniziatica che sta portando il mondo alla deriva. Poco noti al grande pubblico sono infatti gli intrecci loschi tra Soros e gli agenti della sovversione.  
 
Ma andiamo per ordine, cominciando col rivelare i legami torbidi tra Soros e il mondo della cooperazione, anche italiana. Stando al quotidiano “Il Sole 24 ore” Soros avrebbe di recente investito sui titoli di alcune cooperative rosse del Nord Italia diventando, con il 5% del capitale sociale, il terzo azionista di alcuni colossi che fanno capo alla Lega delle Cooperative, quella presieduta dal pacioccone Poletti, Ministro del Lavoro dell’attuale governo.
 
L’ingresso di Soros svela il passaggio del mondo della cooperazione italiana da un modello economico di tipo solidale a un modello capitalistico tout court, già da anni adottato dalle cooperative, che ancora oggi si ammantano di un idealismo e di una purezza che non hanno mai posseduto. Insomma, le mani del nonnino Soros sulla cooperazione italiana porta alla luce del sole quel che già si sapeva da tempo e che era sottaciuto da molti: la trasformazione di quel mondo in un potere forte in grado di esercitare pressioni lobbistiche sui governi (e la nomina di Poletti alla guida del Ministero del Lavoro ne è una prova tangibile). Soros finanzia anche la cooperazione bianca, di matrice cattolica.
 
Ben documentata è infatti la partecipazione di Soros alle attività filantropiche della Compagnia delle Opere, che fa capo al colosso cattolico Comunione e Liberazione. In concomitanza con l’aumento dei flussi migratori verso il nostro paese, molte cooperative bianche e rosse hanno di recente riconvertito le loro attività nel sociale, precedentemente concentrate in settori quali i servizi educativi e sanitari, in attività di accoglienza e di gestione dei profughi. E’ quindi nata negli ultimi anni una costellazione di strutture residenziali e di comunità per accogliere e integrare i clandestini portati in Italia dalle ONG che operano nel Mediterraneo per il salvataggio di costoro.
 
Altro aspetto, questa volta più noto, dell’intraprendenza “filantropica” di Soros è il suo legame a doppio filo con le ONG, specialmente con quelle che si occupano della promozione dei diritti umani, in paesi dove vengono a loro dire calpestati.
 
Attraverso la Open Society Foundation Soros ha creato in pochi anni una vera e propria ragnatela in cui sono state attirate migliaia di ONG, spesso politicizzate e ideologizzate in senso radical progressista, che operano come agenti di disturbo verso i governi legittimamente eletti di paesi non allineati. Il caso della Siria è emblematico: attraverso una machiavellica propaganda mediatica queste ONG hanno creato a tavolino la fola della Siria violatrice di diritti umani e diffuso l’immagine demoniaca di Assad dittatore sanguinario che tortura i suoi cittadini.  
 
Altro aspetto veramente inquietante della rete labirintica creata da Soros per destabilizzare il mondo è il generoso finanziamento che egli elargisce alle associazioni LGBTQ. Secondo i documenti decretatati da Wikileaks, l’organizzazione di Julian Assange, è Soros il principale finanziatore del movimento delle Pussy Riots, un gruppo punk di donne russe sciamannate che contesta con atti provocatori Putin e l’attaccamento del popolo russo alle tradizioni patrie, e le laide Femen ucraine, sospettate di simpatie naziste. Come è lo stesso Soros a finanziare, solo per fare un esempio tra i tanti, l’Arcigay e tante altre associazioni gay e gender.
 
Il filo rosso che unisce Soros alle ONG che operano nel Mediterraneo è poi noto a tutti (o quasi). E’ lui che finanzia le navi che solcano il Mediterraneo per soccorrere i clandestini caricati nelle carrette degli scafisti. Anche se più che di soccorso bisognerebbe parlare di complicità vera e propria tra gli operatori ONG e gli scafisti, come alcune recenti indagini della magistratura italiana hanno rivelato. D’altra parte i referenti delle ONG non nascondono, con un certo autocompiacimento, la loro stretta collaborazione con la Open Society Foundation sorosiana, e i bilanci di tali ONG palesano il finanziamento diretto da parte di essa.
 
Il legame tra il magnate ungherese e le ONG dei “profughi” è così stretto che quando il mese scorso il governo libico ha deciso di vietare alle navi ONG di accostarsi alle coste libiche per caricare i clandestini, Soros ha avuto un’esplosione di rabbia, tempestando di telefonate tutti i big della politica internazionale, ONU compresa, per bloccare la decisione del governo libico. E per sensibilizzare l’opinione pubblica occidentale Soros ha già pronto l’avvio di un nuovo movimento di protesta pro migrates, i No Borders, che si attiveranno con manifestazioni e provocazioni di ogni tipo in tutti i paesi europei. Solita strategia della manipolazione dell’opinione pubblica a suon di slogan e attivismo a pagamento, insomma. Cambiamo gli attori ma la trama e il regista restano uguali.
 
Che dire, per concludere, di questo magnate con il chiodo fisso della democrazia a tutti i costi? Ma che cosa intenderà mai il filantropo Soros con il termine “democrazia”? Potere al popolo, come l’etimologia suggerisce, o potere alle élite illuminate che sovrastano il popolo prendendo decisioni non condivise che peggiorano la qualità della vita? Democrazia come solidarietà e difesa delle fasce più deboli della cittadinanza o democrazia del denaro? Rispetto dell’autodeterminazione dei popoli o imposizione della democrazia attraverso campagne di demonizzazione o campagne militari? Lascio ai più lungimiranti l’ardua risposta.
 

Almanacco di ottobre 2017

 La vera storia dell’indipendenza della Catalonia

Ci dispiace vedere questa farsa della Catalonia, perché nessun paese europeo dovrebbe riconoscerla, ma se ciò dovesse avvenire allora bisognerà rimettere tutto in discussione. In realtà la Catalonia è la vittima di quella guerra che, anni fa, venne profilata dalla Etleboro parlando del conflitto in atto tra le lobbie della Cybernetica e il potere ortodosso. Oggi i  giganti della informatica finanziano le ONG, e non più la politica, attraverso quelle che potremo chiamare le ‘Nuove Banche’, ossia entità che possiedono dati e strumenti forti a sufficienza per sferrare le loro guerre. Continua QUI

UN PIANO DIABOLICO PER DOMINARE IL MONDO, aveva commentato TOM HANKS il film ‘The Circle‘ 

in  questa intervista.

Stroncato non di rado dalla critica, The Circle (il Cerchio) non ha riscontrato neanche troppo il favore del pubblico e, anche se non è costato poco per gli standard hollywoodiani (18 milioni di dollari), può essere considerato un semi-flop. Noi consigliamo la visione del film.

«I segreti sono bugie. Condividere è prendersi cura. La privacy è un furto», recitano i principi guida del ‘Cerchio’, ispirati ovviamente da Orwell («La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza»).

The Circle: tra distopia sociale e l’ossessione della condivisione di Gabriella Giliberti continua QUI

di  Sancho Senza Panza

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo riprendendo una dichiarazione dell’AD di FCA Sergio Marchionne in cui si definivano le auto elettriche un’arma a doppio taglio, essenzialmente per l’aumento di domanda e quindi di produzione di energia che provocherebbe una trasformazione di massa del parco auto e per le emissioni all’origine che, comunque non sarebbero poi così basse.

Ci si aspettava che Marchionne fosse bollato di negazionismo, di fatto liquidando il problema alla solita maniera. La reazione dei guardiani del tempio però è stata un po’ diversa, ed ha spaziato dalle accuse di conflitto di interessi a quelle di aver fatto male i conti. Circa il conflitto di interessi c’è poco da dire, è palese e non è un conflitto. Se qualcuno trova strano che l’AD di un industria dica qualcosa contro gli interessi della stessa quel qualcuno vive su Marte. Circa i conti è doveroso specificare.

Qualche numero è uscito anche nei nostri commenti, ma direi che vale la pena riprendere l’articolo di Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, uscito sul Il Manifesto il 4 ottobre: Il pianeta sul volante di Marchionne (occorre registrarsi per leggerlo). Continua QUI

 CE LO CHIEDE L’EUROPA: tutti gli Stati introducano il reddito minimo garantito

Riporta lo Studio Cataldi una notizia ripresa a sua volta dell’agenzia ANSA, la richiesta da parte dell’Europa, tramite il Parlamento Europeo, per l’introduzione nelle Nazioni che compongono la UE dell’istituzione di un reddito minimo garantito, avvenuta tramite la commissione di Occupazione e Affari Sociali e approvata con 36 voti a favore, 7 contrari e 4 astensioni. Il testo verrà votato a fine ottobre in forma plenaria e quindi con la presenza dei rappresentanti di tutte le Nazioni, compresi anche i rappresentanti Italiani. Continua QUI

 ORA AVETE LE BASI. ECCO LA VERA MINA NELLE A.I. NON SCORDATELA PIÙ.

Vi ho fornito le chiavi di base per capire la più grande trasformazione della vita umana dall’Homo Sapiens a oggi, letteralmente. Ora scrivo una cosa che voi non dovrete dimenticare mai, mai per la vita mentre stanno arrivando le nuove TECH in A.I., e che DOVETE impartire ai vostri figli appena raggiungono l’età della ragione.

NE VA DELLA VOSTRA VITA SE SIETE GIOVANI, MA DI CERTO DELLA VITA DEI BAMBINI DI OGGI.

Parto con una metafora. L’aspetto esteriore della nuova era di A.I., Robotica, Blockchain, Deep Learning, Deep Patient, Visual Abstraction, Machine Learning, Virtual/Augmented Reality, Computer Quantistici, Piattaforme mondiali, ecc. supera in abbagliante perfezione gli effetti speciali dei più avanzati film di fantascienza di oggi. Ma in realtà è un’era delle caverne in larga parte fuori controllo. Ecco la metafora: Continua QUI

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Santa Inquisizione del Web: come fermarla

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24 September 2017
from TheLastAmericanVagabond Website

Il servizio segreto U.S. dirige un’offensiva importante sulle forze russe/siriane, ma ne soffre una devastante sconfitta

“Detto in semplice inglese  questo significa che gli Stati Uniti e Daesh hanno perso la guerra … ” Il Saker

Mercoledì sera, un Insider russo ha pubblicato la storia che il ministro della Difesa russo ha affermato: ‘I servizi segreti statunitensi’ avevano diretto un’offensiva importante contro le forze russe-siriane. L’obiettivo era la cattura di 29 militari russi. L’attacco è sfociato in pesanti e drammatici combattimenti che hanno coinvolto molte truppe russe. Le forze sostenute dagli Stati Uniti hanno subito una devastante sconfitta. Perdite incluse:

850 TERRORISTI, 11 SERBATOI, 46 PICKUPS, 20 TRUCKS e 38 MAGAZZINI D’ARMI

Originariamente questo era semplicemente quello che hanno riportato e affermato i russi.

Se è vero, significa una massiccia sconfitta per gli Stati Uniti e Israele e le loro proxy radicali islamici. Molti erano scettici che questo avrebbe potuto essere vero. Anche noi avevamo i nostri dubbi. Dalla pubblicazione di tale articolo, è emerso un sacco di prove che suggeriscono che è in gran parte corretto:

Continua QUI con foto e filmati in lingua inglese.

Anatomia di eventi False Flag – False Bandiere

di Kevin Scott King 02 dicembre 2015 dal Sito TruthShock

  Che cosa è una falsa bandiera? 

Che cosa è esattamente una bandiera falsa, perché si chiama bandiera falsa?

Il termine bandiera falsa è un termine navale dall’era della vela che si riferisce a una nave che sventola i colori (bandiera) di un paese diverso da quello a cui la nave appartiene. Ciò viene fatto per più motivi, la cosa più comune è quella di attirare una nave nemica in una trappola o un intervallo di imbarco e poi nell’ultimo momento lasciare cadere la bandiera falsa e eseguire i veri colori prima di attaccare. Era uno sport usuale usare false flag – false bandiere, ma considerato immorale / non etico per attaccare l’eventuale nemico.

Al punto che non è mai stato fatto.

Ma questo accadeva in un’altra epoca …

La definizione più semplice di una falsa bandiera è un evento in cui gli autori effettivi e gli autori di reati segnalati o accusati di esserlo sono diversi. L’uso classico di una falsa bandiera, e quindi l’origine militare del suo nome, procede come segue.

Il re del paese A vuole conquistare e saccheggiare la terra del paese B per arricchirsi. Naturalmente se questo è ciò che il re A dice al suo esercito, può scegliere di non combattere o ribellarsi. Oppure nel caso migliore la manca di forza. Per ottenere il massimo dai loro soldati, i comandanti hanno bisogno di essere emozionalmente coinvolti … rabbia, odio, vendetta.

Ora l’oratore e il manipolatore esperti potrebbero essere in grado di creare questo umore con le sole parole. Ma molti non hanno questo livello di abilità. È molto più facile motivare e / o sollevare un esercito se un paese è stato attaccato, pertanto stai agendo in difesa. Ed è qui che entra in gioco la falsa bandiera. Il re del paese A e il suo generale al vertice si prodigano per lanciare un attacco contro se stessi, sostenendo che gli aggressori provenivano dal Paese B.

L’attacco deve essere abbastanza grande per creare un vero e proprio panico e paura e, per avere il massimo impatto ha bisogno di morti reali. Gli aggressori devono essere convincenti nel loro ruolo di soldati del Paese B, per cui l’abbigliamento, le uniformi, le armi devono corrispondere in modo appropriato.

Il successo del probabile attacco è alto poiché sarebbe inaspettato o un attacco a sorpresa. Anche se l’attacco dovesse fallire tecnicamente, resta il fatto che un attacco potrebbe essere sufficiente per manipolare una eventuale risposta. Il re A per eseguire l’attacco, potrebbe usare gli uomini all’interno, anche se sarebbe meglio usare dei mercenari.

Indipendentemente da ciò, un attacco di successo farebbe insorgere il popolo contro il paese “malvagio” B e quindi giustifica un’invasione.

Quanto sopra è solo un esempio, o un classico esempio di flag-flag. Tuttavia, è molto importante capire che l’evento flag-flag può assumere innumerevoli forme. Recentemente ho letto un commento in cui il commentatore ha affermato che poiché le persone sono effettivamente morte non era una falsa bandiera. La caratteristica definizione di una falsa bandiera non specifica che i non attori siano morti o anche se l’evento non sia affatto avvenuto, il che significa che l’intero evento riportato è una fabbricazione.

Una caratteristica definente è che il reato reale non viene mai conosciuto o rivelato. Quindi l’autore o il direttore / produttore della “produzione” non è sconosciuto. L’attenzione del pubblico è bloccata sul palco, è chiaramente noto il cattivo, identificato attraverso la narrazione ufficiale.

Ma chi sta dietro il sipario? Quando la scena di un gioco viene venduta come reale allora gli attori diventano irrilevanti, ciò che importa è sapere chi sono i produttori! Chi sono le persone che l’hanno scritto, diretto e finanziato l’evento? Questi sono i reali autori, non gli attori sul palco.

Cui Bono? … Chi ne beneficia?

L’altra caratteristica che definisce l’evento è un catalizzatore per i veri obiettivi. Quindi la falsa bandiera usa la classica dialettica hegeliana di “Problema-Reazione-Soluzione”.

Dall’esempio sopra riportato, l’attacco a sorpresa è il “problema” (una minaccia per la sicurezza personale), la rabbia della popolazione, la paura, quindi, la preoccupazione è la “reazione” desiderata e la “soluzione” è attaccare il reato per eliminare la minaccia abilitata dalla reazione delle popolazioni.

La falsa bandiera è quindi un’illusione deliberatamente creata, il cui scopo è creare l’ambiente in cui l’obiettivo o la “soluzione” saranno accettati e così implementati.

Perché usare tante false bandierine?

Come spiegato nella sezione precedente, il classico flag-flag è stato usato per giustificare un’invasione di un altro paese.

Ma ci sono numerose motivazioni per l’utilizzo di false bandiere. Quindi l’evento falso flag, nella storia è sempre stato utilizzato per avviare il cambiamento. Problema-Reazione-Soluzione.

Se la modifica che i leader vogliono non sarà apportata, deliberata o accettata dalla popolazione, allora la falsa bandiera è un ottimo strumento per mettere in atto tale cambiamento.

Quindi le falsi flag è uno strumento di manipolazione (inganno) per dirigere le opinioni e le azioni del popolo. Questo modello di problema-reazione-soluzione delle falsi flag è solo uno strumento dell’ingegneria sociale che guidano gli attori sul palcoscenico mondiale.

Mentre il pubblico, il 99,9% del mondo, sono molto più che semplicemente degli spettatori, è direttamente influenzati da questi “ingegneri” dal momento della loro nascita fino al momento del loro trapasso.

Essi (noi) siamo in realtà ignoti e non vogliono partecipanti alle macchinazioni dell’1%. 

Göring: Perché, naturalmente, la gente non vuole la guerra. Perché qualche povero sciattone che lavora in un’azienda vuole rischiare la sua vita in una guerra quando il meglio che ne può scaturire è tornare alla sua fattoria a pezzi?

Sia beninteso che naturalmente, la gente comune non vuole la guerra; né in Russia, né in Inghilterra, né in America, né per quello che si può dire della Germania.

Ma, dopo tutto, i leader del paese definiscono la politica e è sempre una cosa semplice trascinare il popolo, sia che sia una democrazia, sia che sia una dittatura fascista, un parlamento o una dittatura comunista.

Gilbert: C’è una differenza. In una democrazia la gente ha qualche parola in materia attraverso i loro rappresentanti eletti, e solo negli Stati Uniti il ​​Congresso può dichiarare guerre.

Göring: Oh, certo va tutto bene e bene, ma, voce o non voce che possono avere, la gente può sempre essere trascinata dai loro leader. Questo è facile. Tutto quello che devi fare è dire loro è che sono stati attaccati denunciando i pacifisti per mancanza di patriottismo esponendo il paese al pericolo.

Funziona allo stesso modo in qualsiasi paese.

Da un’intervista tra Gustave Gilbert, uno psicologo americano e Hermann Göring durante le prove di Norimberga.  Trovato nel libro, ‘Diario di Nuremberg’

La Comunità basata sulla realtà 

La fonte del termine è una citazione del 17 ottobre 2004, l’articolo di New York Times Magazine dell’autore Ron Suskind, “Fede, certezza e presidenza di George W. Bush”, citando un aiutante senza nome a George W. Bush (successivamente attribuito a Karl Rove):

“L’aiutante ha affermato che i ragazzi come me erano in quello che chiamiamo la comunità basata sulla realtà”, definita come persone che “credono che le soluzioni emergano dal tuo giudizioso studio della realtà discernibile”.

“Non è questo il modo in cui il mondo funziona di più” continuò.

“Siamo un impero adesso e quando agiamo creiamo la nostra realtà. E mentre stai studiando questa realtà – giudiziosamente, come farete – agiremo di nuovo, creando altre nuove realtà, che puoi anche studiare, e così le cose verranno risolte. Siamo attori della storia … e tu, tutti voi, saremo lasciati a studiare ciò che facciamo”.

Il 1° dicembre 1941, 80% della popolazione statunitense era contro la partecipazione alla guerra in Europa.

FDR ha voluto che gli Stati Uniti si unissero alla guerra, un fatto ora ben consolidato. Quindi, come fa la FDR a convincere la popolazione statunitense a partecipare oltreoceano a una guerra che non vogliono?

Gli Stati Uniti hanno adottato 8 passi per incensare i giapponesi e incoraggiarli o costringerli ad attaccare. Gli Stati Uniti avevano rotto i codici diplomatici e militari dei giapponesi negli anni ’30.

Gli Stati Uniti sapevano che cosa erano. I diplomatici giapponesi dovevano dichiarare la guerra alla mattina del 7 dicembre prima dell’attacco, ma questa riunione fu intenzionalmente ritardata. Così la richiesta di un attacco a “sorpresa” sarebbe stata mantenuta, e la sorpresa, l’orrore, lo shock dell’attacco sono stati utilizzati per manipolare la popolazione nell’adesione alla seconda guerra mondiale.

I comandanti dell’esercito e della marina (General Walter Short e Ammiraglio Husband Kimmel) a Pearl Harbor, che sono stati accusati di non essere pronti sono stati immediatamente licenziati, ed entrambi esonerati nel ’44.

Sia il Tribunale Navale che il Consiglio dell’esercito hanno trovato Washington colpevole, che i funzionari all’interno del Govt americano sapevano che l’attacco stava venendo, ma non aveva trasmesso queste informazioni al personale appropriato.

False bandiere provate

Quindi non sei convinto che le false bandiere siano reali.

Abbastanza buono, niente di sbagliato per essere scettico. Diamo quindi un’occhiata a eventi che sono stati esposti “ufficialmente”. Uno dei più significativi è l’Operazione Gladio, perché non solo è stato aperto in lungo e in largo, ma dimostra chiaramente che il terrorismo è sponsorizzato dal governo.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la British MI6 e la CIA hanno creato e sostenuto gruppi terroristici di destra in tutta Europa in cui sono stati uccisi innocenti. Lo scopo era quello di incolpare il terrorismo nei gruppi di sinistra, usando una “strategia di tensione” e quindi ottenere il sostegno per ulteriori poteri di governo.

Questo programma è andato avanti per molti decenni, e anche se ufficialmente Gladio potrebbe essere stata chiusa, ovviamente continua senza sosta:

L’Iran-Contra, pensato tecnicamente non ad un evento flag-flag, è una prova assoluta della complicità del governo statunitense nelle vendite internazionali di armi e cambiamenti di regime.

Il partito iraniano ha coinvolto le vendite di armi illegali degli Stati Uniti all’Iran, usando Israele come intermediario per spedire le armi all’Iran, in cambio di assistenza per liberare gli ostaggi americani in Libano.

Importante notare che in questo momento l’Iran è stato considerato un “nemico” ed è ufficialmente designato uno lo “Sponsor Stato del Terrorismo”, che è deliziosamente ironico considerando ciò che l’Operazione Gladio ha rivelato. Infatti gli Stati Uniti stavano aiutando l’Iraq nella continua guerra Iran-Iraq. Questo è avvenuto durante un embargo delle vendite di armi all’Iran.

Alcuni dei fondi generati da queste vendite di armi furono poi utilizzati per finanziare i Contras in Nicaragua, che erano stati rigorosamente vietati dal Congresso degli Stati Uniti.

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

Fine Prima parte

INGERENZE ALBIONESI

Omicidi e stragi, la guerra segreta degli inglesi contro l’Italia

“Colonia Italia”. Giornali, radio e tv: così gli inglesi ci controllano. Le prove nei documenti top secret di Londra. Sono cose che dobbiamo sapere. Quando si pensa alle ingerenze dall’estero nei confronti del nostro paese si pensa sempre agli Stati Uniti d’America. Ma basta aprire una cartina geografica e vedere dov’è l’Inghilterra, un’isola del Nord Europa, e dove sono stati per molti decenni – a ancora oggi – i suoi interessi economici, strategici, militari. In Nord Africa, nel Medio Oriente e in Estremo Oriente.

E cosa c’è tra la Gran Bretagna e i suoi interessi? C’è il Mediterraneo e, al centro del Mediterraneo, l’Italia. Quindi già dai tempi del Risorgimento, l’Italia per la Gran Bretagna era una postazione di fondamentale importanza, attraverso la quale poteva controllare i suoi domini e le sue rotte marittime. Poi l’Italia perde la Seconda Guerra Mondiale e, tra Gran Bretagna e Stati Uniti, c’è una visione molto conflittuale sul problema Italia: per gli Stati Uniti noi eravamo un paese cobelligerante, cioè che si era auto-liberato dal nazifascismo combattendo al fianco degli alleati.

Per la Gran Bretagna invece noi eravamo un paese sconfitto tout-court. Punto e basta. Quindi un paese soggetto ai vincoli, imposti attraverso trattati internazionali, dalle potenze vincitrici alle nazioni sconfitte. Questo ha determinato il corso degli eventi della storia successiva, praticamente fino ai giorni nostri. Al tavolo della pace, quando le grandi potenze vincitrici cominciarono a spartirsi il mondo in aree di influenza, all’interno del campo atlantico la Gran Bretagna pretese e ottenne, dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica, una sorta di diritto di supervisione sull’Italia.

Quindi l’Italia, dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, è paese che appartiene all’area di influenza britannica. C’è una differenza importante tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Gli Usa hanno combattuto anche in Italia una guerra contro il comunismo. La Gran Bretagna non ha combattuto solo quella, ma anche una guerra contro l’Italia, in modo particolare contro quella parte della classe dirigente italiana del secondo dopoguerra – penso ai De Gasperi, ai Mattei, ai Fanfani, ai Vanoni fino ad Aldo Moro, sovranista – cioè, che pur nel contesto di un’alleanza internazionale, l’alleanza atlantica, si muoveva con una propria visione sulla base di un proprio interesse nazionale.

Era l’Italia del dopoguerra, uscita a pezzi, che però voleva crescere, riprendersi, ricostruire le proprie istituzioni, il proprio sistema economico. E per poterlo fare aveva bisogno di quella materia prima che è il sangue, l’ossigeno per ogni sistema, e cioè il petrolio, l’energia. Questo è stato all’origine di un conflitto con la Gran Bretagna che dura ancora oggi. La Gran Bretagna, che ha esercitato un controllo pressoché assoluto sul nostro sistema di informazione, ha usato la stampa, i giornali, gli opinion leader, gli intellettuali per orientare l’opinione pubblica e tentare di condizionare le scelte politiche dei partiti e dei governi.

Una di queste grandi scelte su cui la Gran Bretagna ha tentato di condizionarci è stata la politica mediterranea, la politica energetica e petrolifera dell’Italia. De Gasperi, presidente del Consiglio nel 1953, aveva il mandato britannico di sciogliere l’Agip. Mattei, nel 1953, era stato messo alla presidenza dell’Agip per scioglierla. E invece di sciogliere l’Agip lui fondò l’Eni, grazie anche a un decreto di De Gasperi. E dopo aver fondato l’Eni, Mattei cominciò ad attuare una propria politica.

Non era accettata l’Italia di Mattei, dell’Eni, al tavolo delle grandi compagnie internazionali, in modo particolare di quelle britanniche, con pari dignità. Era ammessa a sedersi, tutt’al più, su uno strapuntino, ma Mattei e l’Italia di quegli anni non volevano assolutamente dipendere dal punto di vista energetico dalla Gran Bretagna. Per cui cercarono autonomamente le fonti di approvvigionamento, offrendo ai paesi produttori di petrolio, che erano quasi tutti controllati dalle compagnie britanniche, condizioni più favorevoli.

C’era la famosa regola del fifty-fifty: 50% ai produttori, 50% alle compagnie petrolifere straniere. Questa era una regola imposta dalle “sette sorelle”. Mattei cambiò le regole dello scambio, proponendo il 25% alle compagnie e il 75% ai produttori: i paesi produttori trovarono più conveniente fare affari con l’Italia che non con la Gran Bretagna.

Questo disturbò parecchio gli inglesi. La rivelazione di questo libro è l’esistenza di una vera e propria macchina della propaganda occulta britannica. E questa macchina venne scagliata contro De Gasperi e contro il suo erede politico Attilio Piccioni, attraverso la macchina del fango. De Gasperi venne coinvolto in uno scandalo, il famoso scandalo Guareschi – De Gasperi delle lettere che poi risultarono false, fabbricate dalla propaganda occulta inglese, e Piccioni venne coinvolto in un altro scandalo, quello famosissimo di Wilma Montesi, la ragazza trovata morta su una spiaggia di Tor Vaianica.

Il figlio, Piero Piccioni, venne coinvolto in quello scandalo; e il padre, ministro degli esteri, sodale di De Gasperi e protettore di Enrico Mattei, venne travolto da quell’ondata di fango. Poi lo scandalo si rivelò infondato, perché le responsabilità del figlio di Piccioni non erano quelle che la campagna ispirata dalla macchina occulta britannica gli aveva attribuito, tant’è che Piero Piccioni qualche anno dopo fu prosciolto, risultò innocente.

Questo è solo un esempio di come la Gran Bretagna è intervenuta pesantemente nelle nostre vicende interne, e adesso ho citato due episodi che sono collegati alla guerra specifica energetico-petrolifera. L’Iran di Mohammad Mosaddeq, primo ministro, aveva nazionalizzato il petrolio britannico. La Gran Bretagna reagì imponendo l’embargo, e l’Italia dell’Eni e di De Gasperi violò quell’embargo. Winston Churchill, allora premier britannico – nel libro ci sono dei documenti desecretati inglesi – ordinò ai suoi apparati di “dare una lezione” agli italiani, perché avevano osato violare l’embargo imposto dagli inglesi contro l’Iran.

Sono emersi nuovi documenti sulla guerra scatenata dalla macchina della propaganda occulta contro Enrico Mattei. Attraverso la sua politica, Mattei emarginò progressivamente le compagnie che curavano gli interessi britannici, in aree che gli inglesi consideravano, per importanza – sto citando testualmente un documento – seconde soltanto alla Gran Bretagna stessa. Aree come la Libia, come l’Egitto, come l’Iran, come l’Iraq che per gli inglesi erano di vitale importanza. Mattei andò a ficcare il naso, con la sua politica, in queste zone, disturbando, anzi addirittura emarginando, nel corso degli anni, la presenza britannica.

In questi documenti Mattei venne definito dagli inglesi – cito testualmente – «un pericolo mortale per gli interessi britannici nel mondo».

E c’è un altro documento che fa venire la pelle d’oca. E’ del 1962. Gli inglesi dicono che Mattei «è una verruca, è un’escrescenza da rimuovere in ogni modo». Scrivono: «Abbiamo tentato di fermarlo in tutti i modi e non ci siamo riusciti: forse è giunto il momento di passare la pratica alla nostra intelligence».

Sei mesi dopo, Enrico Mattei morì in un incidente aereo che oggi sappiamo con certezza, anche sul piano giudiziario, essere stato causato da un atto di sabotaggio. Aldo Moro? La vicenda Moro si colloca esattamente nello stesso contesto della vicenda di Enrico Mattei. Aldo Moro è stato l’erede della politica mediterranea di Mattei.

Tra il 1969 e il 1975, Moro è stato l’ispiratore della politica estera italiana. Era ministro degli esteri in diversi governi, e riuscì a mettere a segno ulteriori colpi contro gli interessi inglesi. Certo, non è che gli italiani scherzassero, a loro volta. In Libia, nel 1969, con Moro ministro degli esteri, ci fu un colpo di Stato che rovesciò la monarchia filo-britannica e portò al potere il colonnello Muhammar Gheddafi, addestrato nelle accademie militari italiane.

E’ vero che Gheddafi cacciò via gli italiani, ma subito dopo nazionalizzò il petrolio, che era controllato dalle compagnie britanniche, espulse dalla Libia le basi militari britanniche e iniziò un rapporto privilegiato con gli italiani, grazie al quale l’Italia conobbe un periodo di grande benessere economico. E poi, negli anni successivi, ci furono altri colpi messi a segno, come in Iraq, dove il regime nazionalista aveva espropriato, nazionalizzato il petrolio controllato dalle compagnie britanniche.

E l’Eni era riuscita a penetrare anche lì, grazie ovviamente ai successori della politica energetica di Mattei, ma soprattutto grazie alla politica estera di Aldo Moro. Tra i documenti di “Colonia Italia“, ce n’è uno che veramente fa venire i brividi, riportato con tutti i suoi riferimenti archivistici, per cui chiunque voglia andare a controllare può farlo. Nel gennaio del 1969, il responsabile della macchina della propaganda occulta a Roma dice: «Attraverso la macchina della propaganda occulta non abbiamo ottenuto grandi risultati contro questa classe dirigente italiana». Quindi invita il suo governo: «Dobbiamo adottare altri metodi». Quali metodi? Questa parte del documento è oscurata ancora oggi.

E’ ancora oggi coperta dal segreto. Io chiedo continuamente agli opinionisti, ai direttori dei giornali, alla stampa: ma perché non chiedete al governo britannico la desecretazione di quella parte del documento, in cui sono spiegati gli “altri metodi” da utilizzare contro l’Italia a partire dal 1969? Nel 1969 ci fu la strage di piazza Fontana e iniziò una stagione di sangue, lo stragismo, il terrorismo, che toccò il suo punto più alto con il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro.

E anche qui c’è da dire qualcosa a proposito dell’intervento britannico. Nel 1976 – questo è provato, perché lo dicono gli stessi documenti inglesi desecretati e conservati nell’archivio di Stato di Kew Gardens, a disposizione di tutti – ci fu un tentativo di colpo di Stato organizzato o progettato dagli inglesi nei primi sei mesi del 1976 per bloccare la politica di Aldo Moro.

Quel progetto venne sottoposto all’attenzione degli alleati francesi, tedeschi e americani. I francesi aderirono immediatamente, perché l’Italia era un concorrente temibile anche per i francesi, non solo per gli inglesi, mentre americani e tedeschi si mostrarono molto più scettici, e dissero agli inglesi: «Ma voi siete pazzi! Un colpo di Stato in Italia, a parte i contraccolpi negativi nell’opinione pubblica per l’alleanza atlantica, in Italia c’è una sinistra forte, c’è una organizzazione sindacale molto radicata, cioè ci sarebbe una reazione e quindi un bagno di sangue!» Gli inglesi allora misero da parte il progetto di un colpo di Stato vero e proprio, classico.

Però c’è un altro documento, pubblicato nel libro. Scrivono: «Visto che non è possibile attuare un colpo di Stato militare classico, per l’opposizione di Germania e Stati Uniti, passiamo al piano-B». Qual era questo piano-B? Purtroppo, anche in questo caso, come nel documento che ho citato prima, c’è soltanto il titolo. E il titolo è agghiacciante.

Testualmente: “Appoggio a una diversa azione sovversiva per bloccare Aldo Moro”. Quale poteva essere questa “azione sovversiva” naturalmente io non lo so, perché anche questa parte del documento è ancora oggi secretata, protetta dal segreto. A suo tempo venne oscurata persino agli americani e ai tedeschi.

E anche in questo caso non mi trattengo dal chiedere agli opinionisti italiani, alla stampa italiana: siamo in un paese in cui rivendichiamo tutti i giorni verità e giustizia; beh, quando ci troviamo di fronte a documenti di questo tipo, ma che ci vuole a chiedere agli inglesi di desecretare anche questo documento per capire quale poteva essere la “diversa azione sovversiva” contro Moro?

Magari non c’entra nulla con il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro, le cui responsabilità  ovviamente ricadono sulle Brigate Rosse italiane. Magari, attraverso la desecretazione di quel documento, scopriamo che la diversa azione sovversiva con cui gli inglesi volevano bloccare Aldo Moro era soltanto una scampagnata della regina Elisabetta in Italia… Ci sono due documenti drammatici, che segnano due fasi drammatiche della nostra storia: piazza Fontana e l’assassinio di Aldo Moro. Entrambi questi documenti sono incompleti.

Sono ancora oggi secretati. E visto che la Gran Bretagna è un paese nostro amico, addirittura nostro alleato, sarebbe utile per noi sapere se questo paese amico ha avuto un qualche ruolo, oppure no, nella strage di piazza Fontana e nell’assassinio di Aldo Moro. Allo stato delle nostre ricerche, ho ragione di ritenere che oggi il controllo britannico sul nostro paese sia ancora più forte di prima.

(Giovanni Fasanella, dichiarazioni rilasciate a Claudio Messora il 12 novembre 2015 per la video-intervista “I documenti Uk che fanno gelare il sangue, da Enrico Mattei ad Aldo Moro”, pubblicata su “ByoBlu” per presentare il libro “Colonia Italia”, Chiarelettere – 483 pagine, euro 18,90 – che Fasanella ha scritto insieme a Mario José Cereghino. Il possibile ruolo occulto della Gran Bretagna nella “sovragestione” dell’Italia è tornato drammaticamente in primo piano nel febbraio 2016 con l’uccisione al Cairo del giovane Giulio Regeni, ingaggiato in Egitto da una Ong collegata all’università di Cambridge; secondo molte fonti indipendenti, tra cui l’ex inviato di “Panorama” Marco Gregoretti, il lavoro di Regeni sarebbe stato utilizzato dall’Mi6, il controspionaggio inglese.

La stessa intelligence britannica, sempre secondo Gregoretti, avrebbe “sacrificato” Regeni, utilizzando killer egiziani, per creare un incidente diplomatico tra Italia ed Egitto in vista di un possibile intervento militare italiano in Libia. E Fulvio Grimaldi, ex giornalista Rai, segnala che l’Italia, tramite l’Eni, ha raggiunto un accordo strategico con l’Egitto per lo sfruttamento di un immenso giacimento di gas, nel Mediterraneo, in acque egiziane, fatto che ha sicuramente irritato e preoccupato gli inglesi).

Fonte attiva: http://www.libreidee.org/

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 FU VERO GOLPE! (di A.M.Rinaldi)

Ogni tanto è bene ricordare quanto è emerso nel febbraio del 2016 in relazione a quanto avvenne in Italia nell’estate e autunno del 2011 con l’arrivo di Mario Monti.

Come è ben noto, il diavolo è bravissimo nel fare le pentole ma non i coperchi e a distanza di meno di cinque anni i soliti spioni americani ci fanno indirettamente sapere che nel 2011 in Italia ci fu vero Golpe! Questa volta però non c’era la Forestale ai comandi del Principe nero Junio Valerio Borghese in quella che ancora oggi passa per un Colpo di Stato da operetta, ma due paesi considerati “amici”, oltre che partners nell’Unione Europea e “condivisori” della stessa moneta!

La potentissima ed invisibile NSA americana infatti ha “monitorato” (termine tecnico per definire lo spionaggio) tutti i leader europei ed in particolare il trio Merkel-Sarkozy-Berlusconi in quell’estate rovente del 2011, facendo emergere nei dettagli e in modo inconsapevole, che fu ordito un Colpo di Stato in piena regola a danno dell’Italia. Sappiamo finalmente cosa celavano veramente le risatine del duo Merkel-Sarkò e a cosa miravano. Ma la sig.ra Angela e l’ex presidente francese sono stati eletti direttamente dai rispettivi loro concittadini e non dagli italiani, pertanto perché si arrogano così prepotentemente il diritto di decidere anche in casa nostra? 

Ora sono palesi i motivi per il quale il presidente della repubblica Giorgio Napolitano nominò in fretta e furia senatore a vita un alto funzionario europeo (tale era!) che rispondeva al nome di Mario Monti conferendogli dopo tre giorni l’incarico di formare un nuovo governo dopo le “spintane” dimissioni di Berlusconi (da ricordare dimissionario senza una sfiducia parlamentare!!!). Quali accordi e interessi sotterranei ci sono stati per bypassare il sacrosanto diritto degli italiani nel decidere democraticamente e autonomamente da chi farsi governare? 

E’ corretto che vengano decisi i Capi di Governo di un paese come l’Italia non per mezzi e metodi democratici ma per volontà ed interessi di potenze straniere? Ora sappiamo con prove documentali inoppugnabili che Mario Monti si è prestato a ricoprire il ruolo che fu del generale Petain, capo del governo francese collaborazionista fantoccio agli ordini e comandi del III° Reich, e non certo per il bene del proprio paese (è bene specificare l’Italia perché per come si è comportato a molti potrebbe sorgere il più che fondato dubbio su quale sia il suo paese!). 

Per non parlare di Giorgio Napolitano che ha avallato, nelle vesti di presidente della repubblica, il golpe franco-tedesco con l’irrituale conferimento dell’incarico a quello che è stato fatto credere come “l’uomo della provvidenza” in un momento in cui lo spread aveva raggiunto livelli inaccettabili di non ritorno, mentre invece era solamente il garante degli interessi esterni al Paese. 

Insomma la democrazia e le garanzie Costituzionali sono state completamente calpestate da persone i cui comportamenti dovrebbero essere vagliate al più presto prima da una Commissione d’inchiesta e poi da un tribunale speciale per verificare puntualmente le responsabilità, compresa anche quella di alto tradimento. Materiale per inchiodare molte persone che hanno preferito tradire invece di fare gli interessi del Paese questa volta è più che sufficiente! 

Paradossalmente dobbiamo ringraziare le attività spionistiche degli americani (da sempre attivissimi con chiunque) se oggi abbiamo la certezza che in Italia la democrazia è totalmente sospesa e che i cittadini sono sotto totale e completa dittatura economica. Piuttosto i nostri servizi ancora non sono a conoscenza che anche i telefonini dotati di sistemi di decriptazione più sofisticati possono essere “monitorati” facilmente dalla tecnologia americana?

Dobbiamo ringraziare quelle 46 milioni di telefonate intercettate in Italia dall’intelligence americana, secondo rivelazioni del sito Cryptome, (361 ml in Germania, 70,2 ml in Francia e 61 ml in Spagna) per conoscere tutto il “film” del complotto ordito contro l’Italia dove è emerso che al posto delle bombe, paracadutisti e carri armati si è utilizzato il più micidiale e devastante spread per metterci in ginocchio.

Come dobbiamo ancora ringraziare soprattutto Ciampi e Prodi se ci ritroviamo con il cappio sempre più stretto al collo avendo permesso che l’Italia si legasse a Trattati internazionali senza aver preventivamente capito che ci saremo consegnati completamente a ricatti e imposizioni di ogni genere. E’ loro la colpa di aver ingannato gli italiani facendogli credere che l’Europa era l’Unione Europea e l’euro e che le cessioni di Sovranità nazionali erano per riceverne in cambio una più forte che tutelasse e salvaguardasse ancora di più di quanto potessero fare singolarmente gli Stati membri.

Questa volta la misura è colma e attendiamo risposte prima che la Storia faccia inesorabilmente giustizia! 

Antonio M. Rinaldi

Fonte Attiva: https://scenarieconomici.it/fu-vero-golpe-di-a-m-rinaldi/ 

Intanto un tweet del “pensiero unico” …

Letture per il fine settimana

 
 
 
 
 

Tutti in corsa sulla supremazia dell’AI – Intelligenza Artificiale

 

Elon Musk: La concorrenza per la superiorità dell’AI (Intelligenza Artificiale) a livello nazionale sarà la “causa più probabile della III Guerra Mondiale”

In breve

Elon Musk ha usato Twitter per rispondere ai commenti di Putin sull’AI e la guerra mondiale, ribadendo di nuovo che crede sia più probabile che si verifichi una guerra mondiale in quanto gli Stati Uniti, la Russia e la Cina competono per la supremazia dell’AI più di qualsiasi qualsiasi altra causa.

L’AI va in guerra

Lunedì mattina, in risposta ad un articolo di The Verge che discute le osservazioni di Vladimir Putin sull’intelligenza artificiale (AI), Elon Musk ha usato Twitter per condividere le proprie opinioni.

Cina, Russia e presto tutti i paesi con una forte scienza informatica. La concorrenza per la supremazia dell’AI a livello nazionale sarà probabilmente la causa di una guerra mondiale.

– Elon Musk (@elonmusk) 4settembre 2017

Musk ha chiarito e crede che la guerra non sarà avviata da un leader mondiale, ma da una AI come una incursione preventiva:

La guerra potrà essere avviata non da un leader di paese, ma da una delle AI, se decide che un attacco preventivo è la via più probabile per la vittoria

– Elon Musk (@elonmusk) 4settembre 2017

Musk ha inoltre risposto a diversi utenti di Twitter nella discussione che ha seguito, concentrandosi principalmente sulla fitta relazione che c’è tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti

Se la Kerea del Nord (KN) lanciasse un missile nucleare sarebbe un suicidio per la loro leadership, in quanto la Sud Korea (SK), Stati Uniti e Cina invaderebbero e terminerebbero immediatamente il regime

– Elon Musk (@elonmusk) 4settembre 2017

La lista delle alleanze della NK sono molto basse e non destano preoccupazioni di alcun rischio esistenziale per la civiltà. La NK non ha legami di alleanze polarizzate che possano portare il mondo in guerra.

– Elon Musk (@elonmusk) 4settembre 2017

I governanti non hanno bisogno di seguire le normali leggi. Otterranno lo sviluppo dell’AI da parte delle aziende e se necessario anche con la forza delle armi.

– Elon Musk (@elonmusk) 4settembre 2017

I dominatori del mondo

Sappiamo già che gli Stati Uniti sono generalmente considerati leader mondiali nell’AI e nell’automatico apprendimento. Questa posizione è tuttavia debole, in particolare alla luce della forte concorrenza di altri paesi, nonché della crescente debolezza del sistema educativo, con conseguente diminuzione del numero di adulti con le competenze tecniche necessarie per sostenere e sviluppare le industrie STEM.

Goldman Sachs ha recentemente pubblicato un rapporto che cita la Cina come un potere dell’AI in arrivo e, prevedendo che la nazione continuerà a crescere nello sviluppo dell’AI, probabilmente raggiungerà l’obiettivo del 2030 per diventare un centro globale per l’innovazione dell’AI. A quel tempo, Goldman prevede che le industrie AI della Cina raggiungano un valore totale di produzione di 1 trilione di yuan (147,80 miliardi di dollari).

Anche la Russia sta mettendo un grande valore sullo sviluppo dell’AI. Come la Cina e gli Stati Uniti, il paese sta esplorando l’AI militarizzata sotto forma di velivoli veloci e di missili a lungo raggio. Venerdì Vladimir Putin ha commentato il paese che conduce lo sviluppo dell’AI “sarà il sovrano del mondo”, ma ha aggiunto che in termini di dominio l’AI da parte di una nazione, “sarebbe fortemente indesiderabile se qualcuno avrà una posizione sovrana e monopolista.”

Non è la prima volta che Musk sottolinea che l’AI rappresenta un rischio di guerra molto più grande della Corea del Nord. Infatti, Musk non è il solo nella sua idea che l’AI ​​provocherà la prossima guerra mondiale: Jack Ma, capo della Alibaba cinese, condivide questa credenza – e Alibaba è uno degli sviluppatori principali dell’AI in Cina, secondo la relazione di Goldman Sachs.

Fonte: https://futurism.com/

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da