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L’autarchia mammona & gli dèi abusivi

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Per una teologia del castigo

Nell’Antico Testamento le sciagure sono il castigo riservato agli empi. Così i Proverbi:

Non giunge al giusto alcun malanno, gli empi invece son pieni di mali. (Pr 12,21)

O il Siracide:

Chi pecca contro il proprio creatore cade nelle mani del medico. (Sir 38,15)

Nei Vangeli, invece, Gesù si intrattiene coi lebbrosi e guarisce gli infermi. E ai suoi insegna:

O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico. (Lc, 13,4-5)

L’idea che le disgrazie scaturiscano dalla trasgressione di un codice etico è delle due la più antica, essendo anche la più primitiva. In essa agisce non tanto la volontà di dare un ordine razionale a ciò che ci appare arbitrario, ma piuttosto l’illusione teleologica e consolatoria di una giustizia intellegibile – corrispondente cioè alla norma etica del momento – che governerebbe i destini degli uomini.

Vieppiù consolatoria – e quindi appagante, e quindi responsabile del suo successo – è la sua inversa funzione giustificante: se la disgrazia colpisce i peccatori, allora io che non ne sono colpito sono un giusto. E in quanto giusto, a me non può succedere. È difficile resistervi. Se Tizio muore prematuramente ci preoccupiamo di sapere se conducesse stili di vita sbagliati. Se è vittima di un incidente ci auguriamo sia stato imprudente, non sfortunato. In quanto ai poveri, giova sempre sapere – o immaginare – che non lavorano perché assenteisti o sfaticati, che si drogano, delinquono, frequentano compagnie sbagliate, non si lasciano aiutare ecc. Che se la sono cercata.

Per quanto umana e parto dell’umana fragilità, la colpevolizzazione delle vittime è però la deriva mentale non solo più ingiustificata e ripugnante, ma anche la più pericolosa:

1 – perché nell’offrire una finta causazione alla portata di tutti ostacola la ricerca delle cause naturali e quindi l’avanzamento delle conoscenze;

2 – perché celebra nelle ingiustizie i correttivi di una società che piace credere dura ma giusta, alimenta la fede nello status quo, fa delle opposizioni e delle lotte per l’avanzamento sociale un fastidio;

3 – perché esclude la compassione: se chi subisce il male sconta i propri errori, non bisogna compiangerlo ma anzi trarne soddisfazione per la giustizia che vi si compie e la conferma della propria immunità. Non è però qui un problema di buon cuore, essendo piuttosto l’immedesimarsi nei problemi altrui un razionalissimo motore di civiltà: i sani curano gli infermi nella prospettiva di ammalarsi, i giovani aiutano i vecchi nella prospettiva di invecchiare, chi sta in alto tende la mano a chi sta in basso nella prospettiva di cadere. Il moralismo, all’inverso, ci restituisce al mondo delle bestie per altra via.

4 – perché nel giustificare il male giustifica la violenza. I genocidi, le oppressioni e le stragi in grande scala sono tutti preceduti da una demonizzazione etica delle vittime per rendere accettabile l’enormità di quei fatti. I crimini per interesse restano circoscritti all’obiettivo, quelli a cui si dà il nome di giustizia non hanno invece limiti, né remore, né decenza.

Si immaginerebbe che la modernità abbia fatto i conti con queste devianze. In fondo millenni di filosofia e secoli di scienza non hanno dato una definizione univoca di libero arbitrio, né hanno dimostrato che esista. Pare comunque unanime che se gli individui fossero liberi di scegliere, e quindi di sbagliare, e quindi di meritare un castigo, questa libertà – posto che esista – sarebbe confinata in un margine infinitamente più ristretto di quanto non ci suggerisca il senso comune.

Nel dubbio possiamo quindi salvare convenzionalmente il concetto per formulare giudizi, educare la prole, amministrare la giustizia ecc. ma dovremmo avere la decenza intellettuale di non farne una priorità causale.

Accade invece il contrario, e anzi di peggio: che oggi la trasgressione etica come causa efficiente e prevalente delle sciagure umane non sia attribuita solo agli individui – che già sarebbe aberrante – ma a intere comunità: gli italiani, i greci, gli imprenditori, i giovani. Che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità, che non pagano le tasse, che corrompono e si fanno corrompere, che accumulano debiti, che non sanno competere, che rifiutano il progresso, che chiagnono, fottono e non vogliono prendere la medicina. E ne scontano quindi il castigo.

È il principio della pena collettiva, che esce dalla porta dei diritti umani e rientra dalla finestra dei diritti economicamente sostenibili. O della Vergeltung, la rappresaglia nazista che si rivergina nel giro di pochi decenni. In questo caso però con le vittime impegnate non a denunciarne l’orrore ma a rivoltare le proprie fila per consegnare al boia i fratelli: i vecchi troppo agiati, gli impiegati troppo tutelati, i giovani troppo viziati, gli evasori, i populisti, gli xenofobi, gli avari, gli egoisti, i corrotti. Finché, parafrasando un noto paradosso, non resterà loro che consegnare sé stesse.

Purtroppo questi deliri anche lessicalmente puerili (ne abbiamo abbozzata una fenomenologia qui) non rimangono confinati nel basso ventre della superstizione e del ritardo mentale, come dovrebbero, ma permeano il discorso politico fino ai suoi vertici. Con il duplice effetto di chiudere la via a un’analisi razionale delle cause per risolvere i problemi a cui si allude (v. punto 1) e di impedirci di vedere nella disgrazia degli altri il presagio della nostra (v. punto 3). Così ad esempio i giornalisti di un noto quotidiano economico che, avendo invocato la falce dei mercati nel 2011, ne assaggiavano il filo nel 2016. Cose che capitano se quando sale l’acqua in terza classe, nel salone delle feste si brinda a tutta pagina invece di denunciare la falla.

Il moralismo è il rifugio più penoso. Perché a qualsiasi altezza della catena ragionativa offre una via di fuga per attribuire la responsabilità delle proprie decisioni e analisi fallimentari a chi le subisce. Di quella catena è l’anello maleodorante, ciò che la rende feccia, superstizione, passe-partout dialettico alla portata di ogni pecora che, per un giorno, vuole farsi leone affondando i denti nella carne dei moribondi. Fosse anche la sua.

Nell’illusione di responsabilizzare gli altri, le interpretazioni morali deresponsabilizzano chi ne fa uso esonerandolo dal capire e agire secondo ragione. Anche perché, in una retorica cristallizzata come un catechismo dove a ogni male corrisponde il suo peccato, non c’è più niente da inventare. Si consideri il capitolo dedicato alle crisi. Semplice, diretto, universale – a prova di scimmia (ポカヨケ):

Subiamo la crisi… Per colpa…
… economica … della Prima Repubblica spendacciona, degli amministratori spreconi
… finanziaria … dei banchieri avidi
… occupazionale … dei giovani comodi e accidiosi, degli apprendisti esosi, dei vecchi viziati e fannulloni
… produttiva … degli imprenditori pavidi e piagnoni
… migratoria … degli italiani razzisti
… delle finanze pubbliche … dei furbetti dello scontrino
… dei servizi pubblici … dei corrotti
… dell’Europa … dell’egoismo tedesco
… della politica … del populismo

Questa rogna prospera anche perché aggredisce gli anticorpi che la dovrebbero contenere, cioè la logica e il pensiero scientifico, quest’ultimo infiltrato e piegato non già a ricercare le cause storiche, politiche, aritmetiche dei problemi, ma a ripresentarne circolarmente gli effetti per dimostrarne la natura peccaminosa. I meridionali stanno peggio? Quindi sono peggiori. I giovani non lavorano? Quindi non ne hanno voglia. L’Italia va male? Quindi ci si comporta male. Applicazioni che non differiscono in nulla dalle più famose craniometrie apologetiche dell’arianesimo.

Chi poi non fosse d’accordo, chi proponesse di sostituire la logica e i precedenti storici alla morale delle fiabe è invece complice del declino. Giustifica i peggiori, si direbbe. Ne fa senz’altro parte anche lui.

Abbattuta così ogni barriera immunitaria, il morbo si fa onnipotente e dal discorso si insinua nell’agire, paralizzandolo. La politica smette l’ambizione di tradurre le soluzioni in regole e si dà a quella, millenaristica e grottesca, di fustigare il vizio, amministrare l’espiazione, redimere le moltitudini. Nascono partiti e correnti per promuovere l’onestà, combattere l’odio, predicare la solidarietà e l’accoglienza, sanzionare gli egoismi (al plurale). Si prefiggono, nientemeno, di cambiare la mentalità dei popoli. Sono idealisti, predicatori, pedagoghi, psicoterapeuti, maestre d’asilo – tutto fuorché servitori di una res publica che deve anzi servire le loro visioni, essere all’altezza dei sogni che li invasano.

Questa inversione – la stessa del folle che pretende di ruotare il pianeta per avvitare un bullone – certifica l’impotenza della politica, cioè la sua morte. O per meglio dire, la perverte in qualcosa che è al tempo stesso nuovo e primordiale. Ne fa una casta sacerdotale, il middle layer di una teocrazia laica i cui dèi non posseggono la sostanza della divinità ma ne usurpano gli attributi: i grandi investitori, le banche centrali, i decisori non eletti, le commissioni e i patti transnazionali, le agenzie di rating e tutti coloro che, in forza di un’indipendenza ordinamentale sciaguratamente negletta dai più, rispondono solo al proprio capriccio.

Alla politica in senso lato (e quindi anche ai mezzi di informazione) spetta il compito etimologicamente re-ligioso di mediare la volontà degli pseudo-dèi, difenderla dalla blasfemia di chi vi si oppone, imporla e predicarla ai fedeli traendone una norma etica e un corollario di dogmi, feticci e virtù cardinali: competizione, produttività, libertà dei commerci, internazionalismo, intraprendenza, digitalizzazione… Ma più ancora deve nasconderne i danni dietro la cortina teologica del castigo e riversarne la responsabilità su un popolo indegno, irriconoscente e immaturo: “… ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo” (ibid).

Un castigo giusto e meritato, si intende, sicché nessuna soglia è inaccettabile: nemmeno il sacrificio umano – salvo chiamare diversamente i suicidi e le morti premature che, in Grecia come altrove, hanno spento decine di migliaia di vite per compiacere gli autarchi di mammona: gli dèi abusivi, gli antagonisti della divinità (Lc 16,13). È fanatismo religioso, con l’aggravante di prostrare le masse a creature del fango e non del cielo, la cui forza sta tutta nella follia di chi ci crede e di chi, smarrito il giusto, lo cerca nella disgrazia degli altri.

Fonte diretta: http://ilpedante.org/post/per-una-teologia-del-castigo

Ps: i commenti all’interno del link sopra menzionato, sono molto interessanti.

Paracelso – “Theatrum Alchemiae”

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Il principe dei medici e dei filosofi del fuoco
Grande fisico paradossale
Il trismegisto della Svizzera
Primo riformatore della filosofia alchemicha
Adepto in alchimia, Cabala e Magia
Fedele naturalista
Maestro dell’elisir della vita e della pietra filosofale
Grande sovrano dei segreti alchemici

Philippus Aurelius Teophrastus Bombastus von Hoenheim nacque in Svizzera nel 1493, medico eccelso ed alchimista di prim’ordine, dotato di una forte personalità e di un’altrettanta forte arroganza. Era talmente pieno di sé che gli inglesi inventarono il termine bombastic per definire le persone arroganti. Si autodefinì Paracelso, ovvero più grande di Celso (massima autorità medica nel 1° secolo d.C.)

Tuttavia tale pomposità trovava valido motivo di essere nei suoi studi, tra i tanti scritti lasciati troviamo appunti che tuttora lasciano sorpresi e perplessi. Il suo libro Chirurgia minore è il precursore della moderna medicina, e su molti dei suoi libri troviamo concetti ed insegnamenti innovativi.

Paracelso era figlio di un gran maestro dell’ordine Teutonico e valente medico, tanto che Paracelso avrà sempre parole di grande rispetto nei suoi confronti. Dopo un primo periodo di studi con il padre, fu seguito da Tritemius, abate di Spanheim, e grande Cabalista, per poi imparare la medicina e la chimica da Sigismund Figger. Per tutti i suoi maestri Paracelso avrà sempre parole di lode. Si recò poi in Germania ed Ungheria per imparare i segreti dei metalli dai minatori. Nonostante le difficoltà perseguì il suo scopo con tenacia. La sua ricerca lo porterà in Russia alla ricerca delle miniere dei Tartari. Sarà fatto prigioniero dal Khan dove apprenderà altri segreti. Sarà inviato da quest’ultimo al seguito di una spedizione diplomatica a Costantinopoli dove incontrerà un Arabo che gli insegnerà i segreti della pietra filosofale, all’epoca aveva 28 anni. Nonostante la moltitudine di libri non vi è nessuno scritto di Paracelso su questo viaggio, documentato però da Van Helmont.

In Turchia Paracelso esercitò come chirurgo presso l’armata Imperiale eseguendo operazioni straordinarie, il suo libro la Grande Chirurgia stampata in folio ne è una prova schiacciante.

In Europa all’epoca si usavano le pratiche Galvaniche e Arabiche, i metodi usati erano quelli del salasso, lo spurgo, il rigurgito, i lavaggi, ecc. Nulla potevano queste pratiche contro un disturbo venereo che colpì l’Europa. A Bologna Jon Carpus, illustre chirurgo e anatomista, eccelleva nella tecnica della salivazione indotta col mercurio. Paracelso apprese le proprietà del mercurio e riuscì a preparare delle pillole. La cura diveniva meno aggressiva di quella usata da Carpus, in questo modo fu in grado di curare la scabbia, la lebbra, le ulcere, il morbo Napoletano e persino la gotta.

La sua fama aumentò rapidamente, tanto che gli fu offerta la cattedra di medicina all’università di Basilea. Al suo discorso pubblico di fronte all’università disse “Sappiate dottori, che la mia barba ha più esperienza di tutte le vostre università, il più sottile capello della mia nuca ne sa più di tutti voi, le fibbie delle mie scarpe sono più sapienti dei vostri sapienti più famosi.” E’ facile immaginare l’indignazione che provocò, alla sua prima lezione si fece portare un vaso in ottone e dopo averlo riempito di zolfo e salnitro vi appiccò il fuoco bruciando i libri di Galeno e Avicenna. A causa del suo carattere focoso, le sue lezioni pian piano furono disertate dagli studenti, e Paracelso iniziò a bere, tanto che ben presto lo additarono come ubriacone. Dopo tre anni lasciò la cattedra per riprendere i suoi vagabondaggi. Non smise mai di bere, eppure pur essendo ubriaco riusciva a compiere operazioni chirurgiche di tale bravura e precisione da rasentare l’impossibile.

Morì a Salisburgo, vicino al caminetto dell’osteria il Cavallo Bianco. In tutta la sua vita aveva pubblicato si e no quattro libri. Il suo servitore Oporinus rimase al suo fianco per anni nella speranza di carpirne i segreti, ed alla morte di Paracelso fu sorpreso di trovare tanti manoscritti, poiché non lo aveva mai visto scrivere una parola. E la sorpresa fu ancora maggiore quando si rese conto che tali scritti avevano un’eleganza ed una forma di linguaggio che non sembrava possibile fossero stati scritti da un ubriacone.

Eppure nell’Archidoxa Medicinae tratta dei fondamenti e delle massime che riguardano la chimica, tanto che sono considerate a tutt’oggi tra le più illuminanti nel campo chimico. Nella prefazione si legge “Era mia intenzione pubblicare tutti e dieci i volumi dell’Archidoxa, ma poiché ritengo che il genere umano non sia ancora maturo a sufficienza per i tesori offerti nel decimo libro, ho pertanto deciso di tenerlo nascosto nel mio occipite e di non riportarlo alla luce finché non vi decidiate ad abiurare Aristotele, Avicenna e Galeno e giurare fedeltà al solo ed unico Paracelso”

La grandezza di Paracelso fu quella di affrontare la ricerca della conoscenza con mente aperta e spirito indagatore, rifuggendo quelle che erano le schematiche dell’epoca. Usava l’oppio in alcune delle sue terapie somministrando pastiglie che lui chiamava laudanum, ovvero la sua medicina più lodevole.

Si narra che fosse riuscito a concepire la vita in vitro, i suoi studi erano un misto di scienza e alchimia, come si evince dai suoi appunti “Se la fonte di vita, chiusa in un’ampolla di vetro sigillata ermeticamente, viene seppellita per quaranta giorni in letame di cavallo e opportunamente magnetizzata comincia a muoversi e a prendere vita. Dopo il tempo prescritto assume forma e somiglianza di essere umano, ma sarà trasparente e senza corpo fisico. Nutrito artificialmente con arcanum sanguinis hominis per quaranta settimane e mantenuto a temperatura costante prenderà l’aspetto di un bambino umano. Chiameremo un tale essere Homunculus, e può essere istruito ed allevato come ogni altro bambino fino all’età adulta, quando otterrà giudizio ed intelletto.”

Nei resoconti di Oporinus spiega che il suo padrone era un giorno senza un soldo ed il giorno successivo ne aveva in grande abbondanza. Si faceva prestare i soldi da amici e conoscenti per restituirli il giorno dopo con l’aggiunta di stravaganti interessi. Nella sua conoscenza di alchimia e chimica sembra difatti che vi fosse anche la pietra filosofale, sicuramente era in grado di trasmutare gli elementi, pur senza avere cognizione dei numeri atomici che accompagnano le formule chimiche moderne. Nel suo Theatrum Alchemiae fa riferimento ad un tesoro nascosto sotto un albero.

Ad ucciderlo più che la sua passione per l’alcool fu la delusione di aver incontrato una platea di menti ottuse tra i grandi dottori e i grandi sapienti dell’epoca. Forse lo consolerebbe sapere che a distanza di 500 anni non è cambiato nulla.

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Il Libero Pensiero, la vera rivoluzione del paradigma

Il Cammino Solitario del Libero Pensatore

Tim Bryant
08 Gennaio 2016
dal Sito Web The Last AmericanVagabond
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo

Il libero pensatore è colui la cui mente non è costretta da catene, libera di esplorare il grande abisso senza ostacoli, emozioni o ideologia.  
 
In realtà, sono i liberi pensatori fuori dagli schemi, che sono i motori del cambiamento sociale e l’ingegno spesso porta la società verso nuove direzioni anche se non si intravedono prima.  
 
Sono i rappresentanti di una voce autentica e unica in un mondo che è troppo pieno di conformismi e di pensiero lineare.  
 
Mentre le generazioni future applaudiranno le conquiste, loro oggi spesso sono,
  • visti di meno
  • temuti
  • ridicolizzati
  • visti anche come pazzi per la loro maniera singolare di vedere la vita.
Spesso è un cammino solo per un vero sciolto libero pensatore. 
 
La definizione opposta a libero pensatore è definito, evidente o delineato con chiarezza. 
 
Non c’è necessità di pensare a questo perché è un concetto ben definito. Non dico che definizione e forma siano una brutta cosa perché esistono comunque, ma perché la società si evolva, trascendere il pensiero da definizione è la chiave essenziale per la crescita.

Il problema è che la società spesso si fissa con l’attuale paradigma di definizione, che ha un insieme attuale di norme, parametri e forme di pensare accettate.

La verità è pensata rispetto alla forma dove si applica il paradigma della verità del qui e adesso della verità accettata, e non ciò che la verità avrebbe potuto sembrare nel passato o la forma che potrebbe assumere in futuro.

La gente è molto condizionata e timorosa di discutere le verità accettate oggi. Andare contro il pensiero di gruppo spesso porta all’isolamento sociale, al ridicolo e anche al danno fisico, quando si parla di alcuni temi.

Accettare le verità attuali del paradigma attuale porta ad avere un’esistenza molto più sicura e comoda per qualsiasi essere umano.

Nella società attuale, tutti hanno paura di sbagliare o di richiamare l’attenzione poiché non facciamo un pensiero o un’azione originale. Tutto ha una forma che “si suppone” debba avere.

Questo, per un libero pensatore che si erge come un pollice indolenzito dal resto del gruppo sarebbe incredibilmente spaventoso.

Un vero libero pensatore non ha paura di chiedersi in qualsiasi posto, senza paura di sbagliarsi o di essere diverso durante il suo percorso. Di solito il libero pensatore quando si sbaglia è perché percorre un cammino che sta fuori da quelli della lista.

Nessuna emozione o ideologia è troppo forte per farlo dissuadere dal guardare da tutte le angolazioni il vero pensatore dialettico. Nel mondo odierno e troppo comune in qualunque evento che evoca un qualsiasi tipo di emozione intensa, avere un sistema credenze inasprito e quindi fuori dei limiti e percepito solo in un senso.

Le emozioni e l’ideologia molte volte rendono ciechi la maggioranza della società e non li fa pensare con chiarezza, perché è molto più pericoloso per il libero pensatore parlare in modo diverso.

Nel libero pensatore coloro che sono al potere vedono la più grande minaccia e pertanto pretendono di metterlo a tacere.

Tutto questo è facile da collegare poiché per la scuola è più la più vicina nel cercare di allenare la gente a essere schiavi obbedienti a pensare secondo il paradigma accettato e a non cercare di rendere la mente e l’individuo a trasformarsi in un libero pensatore indipendente.

I liberi pensatori, per il sistema al potere, sono di fatto il tipo più pericoloso di persone perché sono indipendenti e possono vedere realmente fuori del paradigma che la maggior parte di coloro che sono al potere che hanno costruito ingiustamente.

In generale sono demonizzati come pazzoidi e pericolosi, con la speranza che il pubblico credulone abbandoni l’appoggio che viene dato loro e appoggi l’eventuale loro scomparsa.

Non deve sembrare strano che alcuni dei liberi pensatori come

  • Martin Luther King
  • Mahatma Gandhi
  • J.F. Kennedy,
…erano dei veri fari a quel tempo poiché c’era un gran pubblico che li adorava per il valore della loro autenticità, eppure ci fu un gran numero che fu istruito a odiarli per aver cambiato il paradigma attuale.

Deve essere così ovvio perché furono assassinati tutti. 

L’attuale struttura al potere non vuole mai perdere. Il libero pensatore è sempre un minuto avanti agli altri loro contemporanei e la maggior parte degli elogi che ricevono sfortunatamente si sentono solo dopo la loro morte.

Basta guardare Nikola Tesla, molto probabilmente il più grande pensatore della storia del mondo e senza dubbio una grande maggioranza della popolazione non ha mai sentito parlare di lui.
Egli morì senza un centesimo in tasca e solo, eppure inventò gran parte della tecnologia moderna che diamo per scontata e che utilizziamo oggi come

  • Le bobine
  • I raggi X
  • La radio
  • I controlli remoti
  • Il raggio laser
  • La robotica
  • Le comunicazioni

…e molto altro.

Il suo obiettivo era dare la tecnologia della energia libera a tutti, pensate. Era un libero pensatore a tal punto che i poteri di fatto considerarono la loro ricerca troppo minacciosa e decisero di metterlo a tacere e di confiscare tutta la sua opera dopo la sua morte.

Non è una coincidenza che è rimasto ai margini della storia per la gran parte di noi.

Se il mondo ha una qualche speranza di trasformarsi in qualcosa di buono, l’incarico lo ha il libero pensatore. 

Il pensiero libero è un vero impossessarsi espresso al grado più alto: esprimendo la loro verità senza necessità di approvazione esterna.

Non vuol dire che abbiamo bisogno di altri lungo il cammino o non ci deve essere una forma, ambedue le cose sono essenziali però alla fine della giornata, bisogna avere il dominio e il controllo sulle proprie azioni e la libertà di muoversi.

Cerchiamo che la nostra luce interna brilli da sola, invece che altri facciano sì che la nostra luce sia ottenuta da una fonte esterna.

Siate padroni di voi stessi e cercate la verità. Con buona fortuna con il tempo, il mondo sarà illuminato da miliardi di luci individuali e il cammino del libero pensatore non sarà così solitario.

Il tutto diventerà una rete decentrata fatta da nodi individuali collegati tra loro grazie all’amore in un patron che fornisce una costante libera formazione senza nessun obiettivo e forma stabilita.

Non abbiate paura di intraprendere il vostro cammino.

Questa è la vera libertà, è darà luogo a una vera rivoluzione del paradigma.. 

“Tutto quello che era grande nel passato è stato ridicolizzato, condannato, combattuto, soppresso – solo per emergere ancora più potente, tanto più trionfante della lotta”. Nikola Tesla

http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia2/ciencia_consciousuniverse703.htm 

Seduti sul trono di Dio

VERSO UNA POST-UMANITÀ 

Andiamo verso una post-umanità che, credendosi libera, sarà schiava delle Tenebre. E’ in atto una vera e propria mutazione antropologica: il cervello e il cuore dell’uomo non funzionano più come una volta di Francesco Lamendola

Abbiamo più volte osservato come sia in atto, a causa di una serie di fattori, una vera e propria mutazione antropologica, per cui si sta creando, fra le nuove e le vecchie generazioni, un divario che è molto più grande e che è, soprattutto, qualitativamente diverso da qualunque altro possa essersi mai prodotto nelle epoche precedenti. Infatti, non solo è cambiato il modo di pensare e di sentire, ma sono cambiati i meccanismi stessi del pensare e del sentire; il cervello e il cuore dell’uomo non funzionano più come una volta: di conseguenza, qualunque tipo di comunicazione è divenuto impossibile, perché non solo il linguaggio, ma il retroterra del linguaggio – sensibilità, volontà, memoria, intelligenza, cultura – ha assunto una struttura totalmente nuova, senza più punti di contatto con quello che Stefan Zweig chiamava il mondo di ieri.

Fra non molti anni, quando gli ultimi rappresentanti dell’umanità pre-moderna saranno usciti di scena, si verificherà una situazione del tutto inedita: per la prima volta nella storia, il progresso procederà nell’ignoranza totale della tradizione, ed il nuovo verrà costruito senza più il minimo legame con il vecchio. Non ci saranno più persone in grado di leggere e capire veramente, non diciamo la Divina Commedia, ma neppure i Promessi Sposi, anzi, neppure Il cavallo rosso di Eugenio Corti, o L’Albero degli zoccoli del regista Ermanno Olmi: sarà come ripartire da zero, da una tabula rasa. Le cose del passato, anche recente, appariranno remote e incomprensibili, quanto oggi ci appaiono remote e incomprensibili le piramidi maya sprofondate nella giungla, o i templi khmer o le piramidi d’Egitto. 
 
Il tempo si è appiattito, la sua profondità è scomparsa: già oggi, per molti ragazzi, compresi molti studenti di liceo, non v’è differenza fra Risorgimento e Rinascimento (e, infatti, spesso li confondono), oppure fra Bach e Beethoven, per il semplice fatto che un evento passato da quattro o cinque secoli appare loro remoto e incomprensibile quanto lo è uno che sia trascorso da 200 o 150 anni.
“Il sentimento sarà un lusso indesiderato”
Dal punto di vista psicologico, la caratteristica saliente dell’uomo e della donna posto-moderni sarà la loro quasi completa anaffettività (o sociopatia), o, quanto meno, il radicale scollamento e l’irreparabile scissione tra la sfera dei bisogni fisiologici, sesso compreso, e quella del sentimento. Le persone capaci d’innamorarsi e di voler bene a qualcuno non ci saranno più, o, se ci saranno, saranno una razza in via di estinzione, oggetto di curiosità, se non di aperta derisione: al loro posto, verrà avanti una nuova generazione, molto pragmatica e operativa, per la quale il sentimento sarà un lusso indesiderato o una pietra d’inciampo, la quale cercherà la soddisfazione pratica dei suoi bisogni e che troverà un qualche modus vivendi con gli altri, sulla base del solo interesse. A forza di essere negletto, disprezzato e giudicato scomodo e pericoloso, il sentimento finirà per appassire e morire: le nuove generazioni non ne avranno più bisogno, e rivolgeranno ogni loro attenzione e interesse al soddisfacimento dei bisogni e alla messa a punto di una tecnologia sempre più sofisticata, capace di offrire, magari in forma virtuale, qualsiasi tipo di realtà, di esperienza, di situazione, compreso l’eventuale sfizio di provare quel che prova un innamorato, indossando un apposito kit elettronico e divertendosi un poco, come oggi fanno i bambini con un qualsiasi gioco elettronico, ad esempio “pilotando” un’automobile da corsa sul circuito d’Indianapolis.

Naturalmente, sarà una umanità priva di senso etico, perché il sentimento è un ausilio fondamentale per lo sviluppo del senso morale; la compassione, ad esempio, nasce dalla naturale simpatia verso chi soffre, così come la giustizia si accende nel cuore di chi assiste ad una ingiustizia, e vorrebbe rimediarvi. Infatti, se il sentimento si atrofizza e muore, scompare anche il giudizio di valore, che è ciò che ci fa ritenere buona una cosa, e cattiva un’altra; giusta un cosa, e un’altra sbagliata. Senza il sentimento, le cose non sono più giuste o sbagliate, buone o cattive, ma solo utili o dannose.

Ha osservato il sociologo tedesco Falko Blask nel suo saggio Q come caos (titolo originale: Ich willsprass, Munchen, Wilhelm Heyne Verlag, 1996; traduzione dal tedesco di Rita Recalcati e Franco Forte, Milano, Marco Tropea Editore, 1997, pp. 10-12):

“Conoscono la differenza fra bene e male, e se ne fregano”.

Così, uno psichiatra perplesso, mentre commenta il viaggio all’inferno di Mickey Mallory nel film carneficina di Oliver Stone “Natural Born Killers”, pronuncia il nuovo credo di un’intera generazione. Il tempo di raggiungere l’acme e la Generazione X, con la sua religione di rassegnata autocommiserazione, è rapidamente tramontata. L’ostinato rimuginare su problemi all’apparenza più essenziali delle prosaiche preoccupazioni che affliggono i tanto disprezzati conformisti ha fatto il suo tempo. La solita crisi di senso di fine secolo oggi non suscita più le tradizionali reazioni: protesta caparbia o incondizionato adeguamento. Insomma, al di là del taumaturgico ottimismo high-tech e della restaurazione neohippie, un numero sempre maggiore di giovani preferisce impegnarsi in un progetto di vita che, quanto a radicalità, supera di gran lunga i tentativi poco convinti di un0autigestione al passo con i temi della società del caos. Cavalcano il fattore Q. Q, il semidio che vive nel “Continuum”, l’universo parallelo della serie “Star Trek”, fa da padrino a questo nuovo principio di piacere: un buffone cosmico, fantasioso ed egocentrico, che rappresenta l’incarnazione ideale del mascalzone privo di scrupoli, ma equanime, al di là del bene e del male.

Negli anni Novanta non usa più tirare bilanci morali, ci si dedica piuttosto a perfezionare il piacere egocentrico dell’avventura. Passata l’era dell’edonismo, è arrivata quella dei sentimenti simulati. La lotta per la sopravvivenza ha ormai travolto ogni argine morale e infuria senza più limiti artificiosi. L’arbitrio assoluto e l’imprevedibilità sono i veri principi di vita di quest’epoca. Nella società dello spettacolo cresce una serena indifferenza verso tutte le relazioni sociali, e si affermano forze completamente nuove. Dopo la fuggevole apparizione di una riciclata “lost generation”, ora è il momento della rivolta dei sociopatici, pronti a gettarsi con assurdo ottimismo nella mischia delle relazioni interpersonali. Vivono fino in fondo il culto dell’ego con una mentalità senza scrupoli: ovvero il fattore Q. Sono scampati a tutte le regole sociali e si sono lasciati alle spalle gli ultimi residui di morale.

Nel romanzo “Blue Belle”, lo scrittore americano Andrew Vachss descrive con precisione il sociopatico: è uno che “segue solo i propri pensieri, procede per la sua strada. Avverte solo il proprio dolore. Siiii. Non è forse la via giusta per sopravvivere in questo letamaio? Aspetta il tuo momento, abbassa la visiera. Non lasciare che ti leggano nel cuore”.

Questa indifferenza egocentrica, abbinata alla rinascita del concetto di “destino”, dà luogo al più potente esplosivo sociale del nostro tempo. Anche sul destino il predicatore Stone ci fa da maestro: con quest’alibi fatalistico toglie a Mickey, il “Natural Born Killer”, ogni responsabilità per i massacri commessi, restituendolo all’innocenza.

Di fronte alla TV, il fattore Q ci inorridisce con un mix di fascino e disgusto: serial killer diventano star dei media, pazzi sanguinari dal grilletto facile ed evasi imprendibili sono gli eroi delle nostre serate televisive, stupratori di bambini sono i protagonisti delle conversazioni quotidiane nelle redazioni e a tavola. Nella lotta con il vicinato, che a volte si trasforma in una guerra sanguinosa, persino il ligio cittadino tedesco, tutto “law and order”, può sfogare nel privato le sue pulsioni sociopatiche. Ma hooligan, eviratrici, e pazzi che aprono il fuoco alla cieca nei ristoranti non sono altro che dei poveri dilettanti. Il loro divertimento si conclude inevitabilmente con la cella d’isolamento o con la camicia di forza. Sono le vittime del desiderio irrefrenabile di essere “Hero just for one day”. I veri sociopatici, invece, mettono in scena azioni meno spettacolari. Vanno su di giri al semplice ed esaltante pensiero che ciascuno, nella propria vita, va in diretta ventiquattr’ore su ventiquattro.

I sociopatici portano alle estreme conseguenze il principio di non dover mai chiedere il permesso a nessuno. Non chiedono più nulla nemmeno a se stessi, e si dedicano totalmente al compito d’inventare nuove regole del gioco là dove grava la routine, si concentrano sulla possibilità di escogitare qualche sorpresa dove domina l’angoscia dell’eterna ripetizione; in questo modo inscenano tutta la loro vita come un esperimento sociale dall’esito incerto.

Questa nuova versione della “rinascita del male” non prevede il ricorso alla violenza insensata. I suoi eroi utilizzano una forma più vitale di assurdo. Il fattore Q innesca l’avventura quotidiana partendo da un misto d’indifferenza, arbitrio, e dalla fede giocosa ed egocentrica nella profezia di “Highlander”: “Ne resterà soltanto uno”.

“Una umanità post-umana, priva di alcun legame col passato”

Quel che descrive Falko Blask è un fenomeno sociologico; quel che noi stiamo cercando di dire, invece, è che, in una società ove i sociopatici diventassero la regola, nessuno farebbe più una analisi di tipo psicopatologico, a nessuno verrebbe in mente di lanciare un grido d’allarme, o di chiedersi perché le cose fossero giunte a quel punto, per il semplice fatto che nessuno coglierebbe più il lato oscuro e malato del carattere. I vecchi libri – e non solo i romanzi, come Il rosso e il nero o Delitto e castigo, ma anche i manuali di psicologia e psichiatria – verrebbero messi da parte, con un’alzata di spalle, quali testimonianze di una umanità ancora avviluppata nei lacci di un pensiero “magico” e di una scienza non ancora emancipata da cose superate, come il senso di colpa e, più in generale, la morale “eterodiretta”. Si tratterebbe di una umanità post-umana, priva di alcun legame col passato, e quindi, in ultima analisi, di una nuova specie umana, la cui caratteristica saliente sarebbe lo spiccato sviluppo della razionalità, ma a totale detrimento dell’affettività e della morale.

Una simile “umanità” (le virgolette, a questo punto, sono d’obbligo) sarebbe capace di qualsiasi cosa, compresa la soppressione dei disabili o degli anziani, e praticherebbe la manipolazione genetica nelle forme più estreme, fino alla creazione di specie ibride semi-umane e semi-animali, dal momento che non conoscerebbe né la pietà, né l’ amicizia, né alcun senso del limite; ma possiederebbe, in compenso, una attitudine imperiosa ad imboccare la strada più conveniente, a scegliere il sentiero più comodo e facile, per risparmiarsi qualunque genere di problema, di fastidio o, semplicemente, di limitazione. Inoltre, la mancanza totale di scrupoli e il venir meno del timor di Dio, non essendoci più alcun Dio da temere, le suggerirebbe una astuzia infernale per motivare e giustificare le procedure più inumane e aberranti, più ripugnanti e crudeli; e c’è da credere che sia la giurisprudenza, sia il soggetto della legge, ossia lo Stato, adotterebbero una simile filosofia, depenalizzando una serie di pratiche omicide o manipolatorie e lasciando al singolo individuo la libertà più completa di gestire la propria vita, anche calpestando quella degli altri. Sarebbe una situazione da incubo, quale nessuno scrittore del genere horror ha mai rappresentato in tutta la sua crudezza e la sua assoluta, irredimibile desolazione morale.

C’è una cosa, infatti, che i signori progressisti, fautori del progresso sempre e comunque – ossia a qualunque prezzo e senza badare al vero progresso, che è sempre e solo quello spirituale e individuale, da essi del tutto ignorato – non tengono presente, allorché magnificano sino alle stelle le meraviglie del futuro, quando il progresso, appunto, ci avrà emancipati da tutta una serie di “schiavitù” e ci avrà gioiosamente proiettati verso le magnifiche sorti e progressive: che, per quanto una società possa apparire “nuova” e una umanità possa ripartire daccapo, esiste un avversario, il Diavolo, che non è mai nuovo, ma è sempre lo stesso, e sempre attento a spiare il momento in cui gli uomini, pazzi di superbia e d’orgoglio, si accingono a ribellarsi alle leggi divine e a glorificare se stessi, sedendosi sul trono di Dio e rivendicando per se stessi gli onori a Lui solo dovuti; un antico avversario che agisce con l’astuzia di sempre, servendosi della loro apparente astuzia, che è, invece, il cavallo di Troia del quale egli si serve per trasformarli in miseri burattini della sua battaglia contro Dio e conto l’uomo. Un uomo post-umano, come quello che abbiamo cercato di descrivere, e il cui avvento non è questione di fantascienza, ma è una realtà ormai imminente, e, per così dire, dietro l’angolo, sarà, infatti, il migliore (o peggiore) nemico di se stesso. Credendosi del tutto libero, sarà del tutto schiavo del Nemico che, con pazienza, da sempre insidia la creazione, mirando a sovvertire l’opera del Creatore; e, quel che è peggio, non si renderà conto della sua abiezione, né della sua schiavitù, ma esulterà di superbia ad ogni nuova tappa del suo cammino verso l’autodistruzione, ad ogni ulteriore discesa sulla scala dell’auto-degradazione. E non è questo lo scopo ultimo del Diavolo: contraffare l’opera di Dio e mutare l’uomo nella scimmia di se stesso?

Francesco Lamendola è nato a Udine nel 1956. Laureato in Materie Letterarie e in Filosofia, è abilitato in Lettere, in Filosofia e Storia, Filosofia e Pedagogia, Storia dell’Arte, Psicologia Sociale. Insegna nell’Istituto Superiore “Marco Casagrande” di Pieve di Soligo e ha pubblicato una decina di volumi tra saggi storici, musicali, filosofici, di poesia e di narrativa, di cui ricordiamo “Galba, Otone, Vitellio. La crisi romana del 68-69 d.C.”, “Il genocidio dimenticato. La soluzione finale del problema herero nel sud-ovest africano”, “Metafisica del Terzo Mondo”, “L’unità dell’Essere”, “La bambina dei sogni e altri racconti”, “Voci di libertà dei popoli oppressi.” Fogli Sparsi (E-Book). Collabora con numerose riviste scientifiche (tra cui “Il Polo” dell’Istituto Geografico Polare e “L’Universo” dell’Ist. Geogr. Militare) e letterarie, su cui ha pubblicato diverse centinaia di articoli e a siti internet “Arianna Editrice”, “Edicola Web” ,”Libera Opinione” e “il Corriere delle Regioni” Quaderni culturali: Giornale Web animato aggiornato sui suoi ultimi scritti. Tiene conferenze per la Società “Dante Alighieri” di Treviso, per l’”Alliance Française”, per l’Associazione Italiana di Cultura Classica, per l’Associazione Eco-Filosofica, per l’Istituto per la Storia del Risorgimento, “Alfa e Omega”, “Il pensiero mazziniano” e per varie Amministrazioni Comunali, oltre alla presentazione di mostre di pittura e scultura.

 Link Diretto alla fonte:  http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=9874:andiamo-verso-una-post-umanita-che-credendosi-libera-sara-schiava-delle-tenebre&catid=131:mistero-a-trascendenza&Itemid=162

“Guerra in Cielo” dei teocratici

Dio sei forse tu un demonio?

Richard Smoley ha oltre 35 anni di esperienza nello studio e la pratica della spiritualità esoterica. Egli è l’autore del cristianesimo interiore: Una guida alla tradizione esoterica; Il gioco dei dadi Shiva: Come la coscienza viene creata dall’universo; Consapevole Amore: Prospettive del cristianesimo mistico; Il Nostradamus essenziale; La fede Proibita: La storia segreta dello gnosticismo; e la saggezza nascosta: A Guida alle tradizioni occidentali (con Jay Kinney). Smoley è anche un ex redattore dello ‘Gnosticismo: A Journal of Inner Traditions occidentale. Attualmente è direttore della missione: ufficiale della Società Teosofica in America e Quest Books.

La frase qui sotto esposta virgolettata è una delle linee più conosciute e rassicuranti nella Scrittura:

“Il Signore è il mio pastore”.

Ma quando si pensa a questo proposito, la metafora è molto inquietante.

E’ vero che un pastore si prende cura delle sue pecore. Ma le tosa e poi le uccide per mangiarsele. Il Dio che adoriamo agisce pienamente nei nostri interessi che abbiamo a cuore, o siamo solo una specie di bestiame usato per i propri suoi scopi?

Alcune voci sono state volte e non pronunciate certamente circa l’esistenza degli dei, ma alla sua benevolenza. Gli antichi gnostici, hanno detto che il vero dio di questo mondo è stato il Demiurgo, un essere di secondo ordine che si era confuso con il vero Dio.

Il maestro spirituale GI Gurdjieff ha citato una parabola su un pastore pigro che stanco delle sue pecore, così le ha ipnotizzate in modo a farle credere che erano uomini o leoni. Poi hanno smesso di correre, andando incontro alla tosatura e poi uccise come egli voleva. (Anche in questo caso troviamo un pastore, questa volta più esplicitamente malevolo.)

Gurdjieff non dice chi è il pastore.

Il suo punto principale è che l’uomo nel suo stato di sogno e veglia, è in balia di forze che non possono avere a cuore i loro interessi – forze che estraggono energia da esso, a prescindere dai loro desideri.

Questa parabola è il primo periodo dell’insegnamento di Gurdjieff; nel suo ultimo periodo, sintetizzato nella sua opera magna Beelzebub ‘s Tales dedicato al suo piccolo nipote (I racconti di Belzebù a suo nipote), ritrae l’universo in un modo più vantaggioso.

Ma ci sono molti altri che hanno messo in dubbio le motivazioni delle potenze spirituali che controllano le nostre vite.

Uno dei più strani è in un libro intitolato guerra in cielo di Kyle Griffith.

In origine è stato presentato nel 1988. Non è mai stato pubblicato in un senso convenzionale; La prima volta che l’ho letto anni fa, era quando ricoprivo la carica di direttore della rivista esoterica Gnosi, in ufficio, c’era una copia rilegata da anelli.

Comparativamente poco si sa su Griffith.

Dalle mie fonti, concludo che nel 1980 ha vissuto nella baia di San Francisco, quando ha scritto il suo libro. Egli è stato descritto in un’intervista in internet, e non vi è mai stato un gruppo di discussione dedicato alle sue idee.

Da un certo punto di vista, guerra in cielo può sembrare folle; da un altro punto di vista, è ritenuto molto suggestivo. L’ho letto tre volte nel corso degli anni. Anche se io non sono disposto a prendere in considerazione le sue dichiarazioni al valore nominale, l’incontro rimane comunque sconvolgente e inquietante.

La visione di Griffith deriva dalla sua comunicazione presumibilmente telepatica con alcuni spiriti che dicono di essere associati con il Collegio invisibile.

Questo era il nome di una cerchia inglese del XVII secolo, che è stata dedicata all’esoterismo, la filosofia e la disciplina emergente della scienza; di solito è visto come il precursore della Royal Society.

A differenza della mentalità dei signori della scienza britannici, la visione del Collegio Invisibile di Griffith è spiriti disincarnati sostengono di aver ispirato i Rosacroce e i movimenti massonici dell’epoca moderna; più di recente, erano dietro gli Afro-American Civil Rights Movement e la rivoluzione psichedelica della stessa epoca.

Tutti questi movimenti sono stati progettati con uno scopo in mente:

Rompere il controllo dei teocratici.
I teocrati nella cosmologia della guerra in cielo, sono entità astrali, sono parassiti che divorano le anime di persone morte recentemente.Il corso normale della evoluzione dell’anima comporta reincarnazioni ripetute sulla terra. Ma queste incarnazioni, come sappiamo, possono essere a volte estremamente sgradevoli. I teocrati hanno evitato questa scelta sgradevole mantenendo un’esistenza semi-permanente sul piano astrale, alimentata dalle anime di cui si nutrono.

La loro strategia è semplice.


Quando un’anima ingenua muore, salutano la sua anima sull’altro lato porgendole l’illusorio benvenuto, con immagini popolate da figure religiose o di famiglia e persone care. Quando l’anima viene deviata nella sua trappola, viene divorata.
Per rendere questa visione ancora più inquietante, Griffith (o le loro guide dell’invisibile College) sostengono che la quasi totalità di ciò che noi pensiamo sia la religione che altro non è che uno stratagemma teocratico.

Le tappe di questo sviluppo religioso, come appare nella guerra in cielo, richiedono un certo esame. La prima fase era essenzialmente sciamanica. Questa è una forma grezza e primitiva della religione – cioè, dal punto di vista dei teocratici, certamente non nostra.

Ci viene detto che lo sciamanesimo, incoraggia lo sviluppo psichico individuale, e come tale è un valore limitato per i predatori teocratici che beneficiano molto di più dalla trance collettiva che produce il culto religioso convenzionale.

Come un risultato, i teocrati dovevano perfezionare e aggiornare i propri metodi di controllo mentale.

La seconda fase della religione era un vicolo cieco. Egli sta coinvolgendo su larga – scala i sacrifici umani. E la storia dimostra che le civiltà che hanno avuto queste pratiche presto hanno avuto a una brutta fine.

L’antica Cartagine, grande rivale di Roma per il dominio del Mediterraneo, è stato un esempio.

Quando i romani sconfissero Cartagine, radendo al suolo la città e seminato il terreno con il sale. Il sale è tradizionalmente una sostanza utilizzata per la purificazione, e alcuni hanno detto che i romani hanno fatto questo per cancellare la terra da tutti i sacrifici umani che sono avvenuti lì in quel luogo.

La civiltà azteca, che per molti versi era superiore alla sua contemporanea civiltà europea, questo è stato un altro esempio: nonostante la sua forza, la sua civiltà è stata distrutta da poche centinaia di spagnoli avventurieri a cavallo.
“La terza fase della religione Teocratica,” Griffith scrive, “prevede la macellazione di massa degli animali. Anche se si preferiscono le anime umane, gli spiriti teocratici possono nutrirsi delle anime astrali degli animali inferiori ma solo in una certa misura.” Se questo fosse vero, avrebbe dato una strana luce, ma, rivelatrice su quello che caratterizza l’articolo di accompagnamento, come le religioni dell’Era dell’Ariete.

Erano così ossessionati con il sacrificio di animali – che poi si è rivelata essere un’attività piuttosto inutile – solo perché i teocratici lo volevano.


“Tuttavia”, ha aggiunto Griffith, “i tessuti astrali delle anime degli animali non sono molto compatibili con le anime astrali dei teocratici, quindi non sono una buona fonte di cibo.”
Per risolvere questo problema, i teocratici hanno inventato la religione, il quarto stadio – che è la maggior parte delle religioni del mondo di oggi. ed ecco allora il controllo mentale:

“I teocratici usano il controllo mentale religioso per attirare le anime e metterle deliberatamente sotto il controllo Teocratico dopo la morte, facendole pensare che stanno andando verso ‘la felicità eterna in cielo’ o ‘l’unione con il Divino’.”
Queste religioni sono essenzialmente quelle dell’articolo di accompagnamento che ho chiamato l’Era dei Pesci. 


Su questo punto di vista, gli dei ai quali la gente crede e ama – siano essi chiamati Cristo o Allah o Krishna – non sono altro che i parassiti sul piano astrale sono tenuti alimentati dalle anime degli innocenti da parte di chi li ha predati.
Originariamente Buddha era diverso:


ha sperimentato un risveglio vero e proprio e, pertanto, ha mostrato poco rispetto per gli dei tradizionali vedici della loro cultura.
Ma, più tardi, i suoi seguaci, hanno distorto il suo insegnamento in una religione basata sulla fede in Buddha, così in forma subordinata sono diventati teocratici.O,   per il modo in cui:


“I teocrati vogliono che i credenti si sentano in colpa ogni volta che sentono il desiderio sessuale o godere di qualsiasi” piacere della carne. “Il senso di colpa li porta letteralmente ad essere dipendenti e ad assistere alle funzioni religiose sottoponendosi al controllo della mente religiosa”.

Oltre a questo, ci sono stati pochissimi ritratti più inquietanti della storia religiosa dell’umanità.

Per alleviare questa grave situazione per gli esseri sfortunati della razza umana, due secoli fa, certe anime avanzate da altri pianeti sono venuti nell’atmosfera astrale della terra.

Essi, insieme ad alcune illuminate anime umane, sono riuscite ad evitare i teocratici, che costituiscono l’invisibile College.

Mentre i teocrati hanno inviato suggerimenti da parte dei loro seguaci connessi su questo piano, dicendo che tutto quello che dovevano fare era quello di credere negli dei fidandosi di quello che i teocrati dicevano loro, invece, il Collegio Invisibile ha inviato il messaggio opposto:


Evitare il culto e, soprattutto, pensare per se stessi.
Hanno ispirato i Rosacroce e i movimenti dei Massoni dei secoli XVII-XVIII e gli impulsi che hanno accompagnato verso la democrazia, la libertà di pensiero, e anche l’ateismo.Dopo tutto, è meglio non credere in un Dio, che aprirsi fino al punto di una divinità astrale parassitaria.

Secondo Griffith, gran parte della controcultura degli anni 1960 è stata stimolata dal Collegio Invisibile. LSD, concerti rock, e simili incontri sono progettati per creare un diverso tipo di trance – quella che la gente telepaticamente ha aperto all’idea che dovrebbe pensare per se stessa,

Ma la storia non si ferma qui.

Questo sforzo ha portato ad una reazione dall’avversario – “quinta tappa della teocrazia”, che:


“Impiega il controllo elettronico mentale invece del controllo della mente religiosa, e … può ridurre in schiavitù le persone che si iscrivono ai sistemi di credenze diverse da quelle della religione organizzata.”

Alcuni gruppi originariamente ispirati dal Collegio Invisibile sono co – optati dall’avversario.

Griffith scrive:
“Ogni nuovo gruppo rock inizia con un paio di canzoni di protesta o di normale amore. Poi viene sommerso da una società controllata dai teocratici della quinta mente in fasi a gironi, e da quel momento in poi tutte le loro canzoni il suono è come se fossero state scritte dalla stessa persona.”

Non è possibile qui andare oltre nella strana ma affascinante
intuizione di Griffith.

Ma ci sono alcune cose a cui tengo che mi portano ad eliminarla completamente. Il primo è la follia collettiva della razza umana – il suo desiderio rabbioso e patologico di distruggere, il suo odio per i suoi benefattori e il folle culto dei suoi autori più feroci.

Vi è un punto oltre al quale non si può spiegare questo con una semplice aggressione ai mammiferi – è un dato di fatto che gli altri mammiferi non hanno tali proprietà distruttive. La psicologia e la sociologia non hanno alcuna spiegazione per questa follia di massa mostrando poco interesse nel cercare  di trovare una soluzione.

Se ci fossero tali entità sul piano astrale che stanno cercando di controllare e manipolare noi, come dice Griffith, questo comportamento sarebbe almeno comprensibile.

Un altro è la potente spinta collettiva verso ciò che Gurdjieff chiama il “risveglio dell’uomo dal sonno”.

E’ vero che nel l’Occidente, in ogni caso, l’ipnosi di massa a basso – grado di religione sta perdendo il controllo. Ma nonostante questa perdita di spiritualità, vediamo sorgere una nuova serie di meccanismi per rimettere le persone a dormire – il “controllo mentale elettronico” di cui parla Griffith.

E’ molto difficile non fare caso entrando in un luogo pubblico e vedere la gente affascinata dai loro computer portatili e smartphone senza chiedersi se qualcosa di simile stia accadendo.

Non penso che la guerra in cielo offra una spiegazione completa della condizione umana, ma ho il sospetto che abbia un fondo di verità. Sembra ci siano forze invisibili che, per ragioni che sono difficili da determinare, beneficiano della scia sul trance collettivo dell’umanità.

Griffith ha concluso i suoi lavori con una visione quasi-apocalittica della Fine dei Tempi. La Fine dei Tempi è abbastanza vicina, come viene interpretato dal cristianesimo con la quale ho problemi che si tratti solo del valore nominale.

E anche se ho il sospetto che ci siano entità spirituali di basso grado che ricordano da vicino i teocrati qui descritti, io non sono così convinto che possano spiegare tutto ciò che riguarda l’aspirazione religiosa umana.

In ogni caso, Griffith e i suoi mentori invisibili hanno dei consigli da darci nel rimanere fuori dal controllo teocratico.

In primo luogo, fare uno sforzo cosciente per sviluppare i propri poteri psichici in questa vita.

In secondo luogo,


“Leggere storie di esperienze prese a persone sul punto-di-morte (ECM) e imparare a riconoscere i trucchi più comuni che i teocratici utilizzano per asservire gli incauti dopo la morte.”
In altre parole, queste storie di esperienze pre-morte sono vere – ma non sono da prendere come valore assoluto.Sono probabilmente una “preziosa regola empirica” per tutte le esperienze spirituali – non importa quanto bene o male possano sembrare o apparire.

 
Traduzione adattamento Nin.Gish.Zid.Da 

l’anima animale del sapiens

L’anima collettiva DELLA SPECIE

Aristotele definì l’individuo uno schiavo come “strumento animato a portata di mano.” Questa terribile descrizione non ha mai avuto il successo che oggi in generale si applica agli esseri umani, l’individuo è una semplice appendice della specie. l'”homo sapiens” come altre specie animali ha un’anima collettiva che regola e dirige l’evoluzione della razza.

Questa anima collettiva produce la migrazioni degli uccelli, regola la riproduzione, indirizza le diverse modifiche e adattamenti, in generale gestisce con zelo il comportamento istintivo degli animali. I sapiens, per il fatto di appartenere al regno animale non può essere libero da questo motore, che, di fatto, controlla, dirige, supervisiona e regola, in qualità di una mente comune che soffoca un pensiero proprio.

Quest’anima comune è stata chiamata da Jung, “l’inconscio collettivo”, senza mai realmente parlare di un'”anima animale,” tuttavia, abbiamo posseduto sicuramente questa conoscenza. Questo inconscio collettivo è in realtà l’anima animale del sapiens. Il fatto solo di capire, accettare, e “comprenderne il peso” di questa materia, significa visualizzare il fondamento più importante della vita del sapiens, come gli atti bestiali alla base di tutte le sue azioni.

La personalità è solo un riflesso dell’anima comune, modellata con una potenza insospettata, la psiche del soggetto, non è altro che un’emanazione del serbatoio comune, che è integrato e personalizzato individualmente, che viene ad avere, possiamo usare questa espressione: “un’anima animale per il proprio denaro”, miniaturizzato e individuato fuori della grande anima collettiva.

Così, il soggetto riceve dai suoi genitori un corpo e la genetica, l’umanità, l’eredità patrimoniale della potenza e l’intelligenza animale. In queste condizioni, per il soggetto viene molto difficile superare questa schiacciante costrizione e formare la propria personalità individuale. Deve accontentarsi di condividere la sorte comune dei suoi simili, a meno che non si abbia la “fortuna” di raggiungere una scuola ermetica.

Noi sosteniamo che non ci può essere un vero e proprio progresso spirituale e morale, se l’uomo non taglia il cordone ombelicale che lo collega al computer centrale della specie, che supporta le caratteristiche “bestiali”.

Questo memorabile, unico, trascendente e irreversibile, è l’evento che si svolge all’interno delle vere scuole ermetiche. Gli altri, invece, non sfiorano affatto l’anima animale dello studente, sono limitati a determinati insegnamenti impartiti, che, sicuramente, sarà utilizzato per bestializzare ulteriormente l’intelligenza.

Qui un fenomeno comune del nostro tempo: l’abbrutimento dell’intelligenza. Quando l’intelligenza dell’individuo diventa più grande, più grande sarà il potere della bestia, che userà l’intelletto per soddisfare i propri istinti, lasciandolo indifferente verso la smisuratezza fatta verso l’altro.

Il programma collettivo (l’anima collettiva) sulla base di una concorrenza feroce e disumana, costringe l’individuo a uccidere per mangiare. La morte ha molti gradi, e la distruzione fisica è l’ultima. Prima che il lento declino arrivi alla distruzione delle aspirazioni interiori. Siamo in grado di uccidere o annullare la volontà di altri, senza pietà sfruttare gli altri; male per male, distruggendo l’amore, la sanità mentale, la felicità e la pace dei popoli; calunniare, ingiuriare, o manifestare una insensibilità fredda per i problemi degli altri.

Il futuro della razza umana non sembra molto promettente: è come il rapido sviluppo di un raffreddore, un’intelligenza disumanizzata, senza amore e contenuto spirituale.

Il “Progresso” viene interpretato da Titani di intelligenza, ma pigmei nello spirito, la coscienza e il cervello della sensibilità umana è atrofizzato da un vasto servizio culturale e successivo al computer centrale del programma della specie.

L’unica possibilità di salvezza si trova nell’individuo isolato, vale a dire, quella che attraverso la cultura ermetica raggiunge la sua vitale autonomia, che lo separa dal cervello centrale.

Purtroppo non è possibile salvare tutti, dal momento che con l’estinzione della specie sapiens gravi squilibri cosmici si verificherebbero con la conseguente cessazione funzionante del computer centrale, che svolge le funzioni necessarie per l’armonia planetaria del nostro sistema.

Quale futuro attende a coloro che non potranno salvarsi?

Niente di drammatico o spettacolare, si potrà reincarnarsi e seguire una molto lenta evoluzione attraverso molte vite, e gli altri si disintegreranno, cioè, che avranno il tipo di morte che attende le persone più materialistiche, le quali credono che tutto finisce nella tomba.

Il sogno – come il web che imprigiona l’uomo, è estremamente sottile e complesso, ma allo lo stesso tempo brutalmente evidente quando si impara ad osservare alcuni fenomeni di psicologia sociale. La gente, anche quando cerca qualcosa di più elevato, si trasforma (in un circolo vizioso) in comportamenti dettati dalla cultura. Mentre più si studia meno si conosce e meno si comprende. Tutti i loro sforzi sono catalogati dal computer centrale, che capitalizza il patrimonio culturale della Comunità.

Come nato questo computer centrale?

È stato gradualmente costituito da quando l’uomo esiste sulla terra dall’azione dell’ambiente sulla loro psiche. Lui è il figlio delle emanazioni di Dio e dalle emanazioni dell’uomo. Esso continuerà a crescere ed essere perfezionato sotto la stessa vita umana, ma atto solo a sopravvivere, perché questa forza, che viene chiamata “inconscio collettivo” o “mainframe” Non ha bisogno, di un materiale o di un supporto biologico per continuare ad esistere una volta creato.

L’individuo ideologicamente parlando, non è mentalmente sviluppato perché è inseparabile dalla cultura. Questa è governata da modelli di comportamento accettati dalla società, che alla fine è governata dal computer centrale. In tal modo, la cultura che fa tanto bene per l’uomo, in qualche modo, in altri, si può considerare il vero assassinio della scintilla divina, la libertà e la coscienza, sono come incasellate, con delle forze limitate, stampate, ipnotizza l’individuo con una potenza irresistibile, viene modellato su di un unico modello, che viene impostato come la produzione di prototipi di uomo-robot schiavi ai bisogni del computer centrale per continuare a muoversi nello spettacolo della vita.

In una società malata come la nostra, abbiamo inevitabilmente una cultura malata e alienata da stereotipi collettivi. La nostra società è veramente malata, e in essa vivono veri sogni infernali, degni della “Divina Commedia”. Ogni essere umano contiene un mondo pieno di problemi e conflitti di ogni genere. Per fortuna, o purtroppo, l’uomo offusca le sue facoltà superiori e non vede l’orrore della sua esistenza in un mondo travagliato.

Un aforisma popolare dice che “nel mondo dei ciechi, l’unico uomo che ha gli occhi è un re.” Qualcosa sta accadendo nella nostra civiltà, in cui le forme superiori di governo e le leadership della comunità non sono soggette ad alcun controllo di sanità mentale. Siamo spinti ad una maggiore o minore misura da persone che ignorano totalmente e assolutamente di essere affetti da un grado di disturbo o malattia mentale, è abbastanza evidente che qualcuno sia normale ed essere accettato come tale.

Sappiamo che i disturbi mentali sono uno dei più difficili ad essere avvertiti e valutati, anche da esperti e professionisti specializzati. Il tema comune è in grado di percepire questo disturbo.

Sembra incredibile che in una civiltà che si dice avanzata, sia stato trascurato una questione così importante, perché sappiamo che è un piccolo gruppo di uomini che dirige la grande massa. Quanti di coloro che fanno parte di quei capigruppo sono disturbati con gravi problemi?

Il 30%, 50% o forse no, o forse principalmente tutti?

Qualcuno ha valutato il danno che questo potrebbe significare per l’umanità?

Non importa molto se a soffrire di importanti disturbi mentali sono quei soggetti che non sono titolari di cariche pubbliche o dirigenti, ma invece importa molto nel caso invece di persone il cui raggio di azione sociale è molto più ampio, tutto questo è assurdo, inadeguato e irrazionale che non siano necessariamente soggetti ad ispezioni periodiche, per valutare la loro salute mentale e psicologica.

In questo momento, è perfettamente possibile che un giudice che amministra la giustizia nella zona in cui vive, sia mentalmente disturbato. Questa contingenza non può essere confutata da qualsiasi psichiatra, perché la malattia mentale non è mai stata spettacolare e apparente, ma piuttosto, subdola, nascosta e insidiosa. Infatti, essa non viene riscontrata nelle persone che non presentano questi elementi patologici mentali. La gravità di questi fattori viene ignorato.

Nel caso del magistrato a cui abbiamo accennato, se davvero avesse una mentalità patologica di una certa gravità, sarebbe un caso orribile di persone mentalmente disturbate e autorizzate a manipolare la società, amministrando la giustizia secondo i loro complessi, frustrazioni, hobby e traumi. Per questo si potrebbe obiettare che un giudice non fa altro che attenersi al testo della legge, ma se si guarda nel profondo della sua coscienza, ci si rende conto che il codice deontologico di giustizia è sensibile a molte interpretazioni personali.

Viene da chiedersi quanti saranno i giudici paranoici presenti nel mondo, che travisano totalmente la sacra imparzialità della legge; molti importanti personaggi pubblici che sono vittime di isteria, megalomania, egocentrismo, lussuria sfrenata per il potere, sadismo, o la perdita assoluta del senso di auto – critica.

Non vi è alcun controllo della salute mentale a coloro che in virtù della loro posizione sono interessati al fenomeno di “inflazione” per il prestigio, che gli uffici di Psicologia conferiscono loro. Questa parola, coniata da Jung designa il disorientamento vissuto da una persona che si identifica con il ruolo ricoperto e perso nella loro auto – valutazione.

Così, un medico, per esempio, potrebbe “gonfiare” o aumentare l’ego della propria persona fino all’importanza e alla dignità che la società gli ha conferito per un grado professionale. Ma il soggetto è una persona, non ciò che il suo ufficio o la posizione rappresenta, ma semplicemente  quindi, in generale, il medico, non può contenere tutta l’importanza e la grandezza data dalla professione medica, e alla scuola a cui appartengono migliaia di persone. Inavvertitamente, il soggetto essendo “inflazionato“, è destinato ad usurpare o attribuire a se stesso, la forza, la potenza e l’importanza che non gli appartiene, ma che gli viene conferito dalla società.

Sappiamo che nessun controllo psicologico viene attuato, che fatalmente, migliaia di vittime innocenti pagano in vari modi le follie di chi amministra la nostra civiltà. Errori giudiziari, abuso di potere, fatali errori politici che degenerano in conflitti armati, usurpazione del potere da parte di mafie finanziarie, sistemi educativi obsoleti o errati; tutto questo è causato in qualche modo da disturbi mentali. Sono inclusi tra questi pazienti anche quelli che vendono il loro onore, la dignità, la decenza, e la sua persona, per una ricompensa finanziaria.

E’ anche vero che ci sono stati grandi successi, scoperte e lavori molto utili e molto positivi, ma purtroppo, per un motivo o l’altro, raramente produrranno unazione decisamente positiva globalmente. E’ come curare i rami di un albero mentre la radice marcisce sotto terra. In realtà, nessun caso è di trascendentale importanza e scoperta scientifica, mentre si non si può cambiare la natura umana, alzandola ad un livello superiore.

In caso contrario, saranno solo pietre che diventeranno una montagna, solo eternità di tempo. Tuttavia, per capire questo, bisogna rendersi conto che non vi è alcun reale progresso nell’evoluzione, se non cambiare la stessa natura umana.

E’ proprio in questa grande opera che i Grandi Iniziati ermetici sono impegnati, ed è per questo, come abbiamo già detto, che ci sono alcune vere e proprie scuole ermetiche in cui la gente ha l’occasione di accedervi.

Al fine di raggiungere una più ampia azione meccanica dell’anima collettiva o la comprensione del mainframe, che è necessario per analizzare le prestazioni psicologiche delle folle, che permette di controllare l’azione segreta di qualche tipo di forze che prendono possesso delle persone sotto determinate circostanze.

Tratto dal capitolo IX libro della “Scienza Segreta” del Filosofo Dario Salas Sommer

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Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

una questione di luce

Affascinante intervista del 1899, con Nikola Tesla  che  rivela la sua personalità straordinaria.

Nikola Tesla è senza dubbio uno degli inventori più importanti che abbia vissuto sulla Terra. Stranamente, anche se lui è uno degli inventori più importanti e scienziati nella storia della civiltà, è anche il più assente dai libri di storia.

Le interviste con Tesla sono estremamente rare, ma quelli che sono disponibili offrono grande intuizione della mente di uno scienziato brillante i cui obiettivi sono stati quelli di portare alla gente della Terra un potere illimitato e gratis.

Quindi, diamo uno sguardo a questa intervista del 1899 quando Tesla è stato intervistato dal giornalista John Smith e di quello che Tesla ha detto: Tutto è Luce. In uno di questi raggi di luce c’è il destino delle nazioni, ogni nazione ha il suo raggio in quella grande fonte di luce, che noi vediamo come il Sole E va ricordato: l’uomo che esisteva in passato non è morto.


GIORNALISTA: Mr. Tesla, ti sei guadagnato la gloria di colui che è stato coinvolto nei processi cosmici. Chi sei tu, signor Tesla?
TESLA: E’ una domanda giusta, il signor Smith, e aa questa domanda cercherò di darvi la risposta giusta.GIORNALISTA: Alcuni dicono che sei del paese della Croazia, dalla zona chiamata Lika, dove insieme con le persone stanno crescendo alberi, rocce e cielo stellato. Si dice che il villaggio natale prende il nome dai fiori di montagna e che la casa, in cui sei nato, si trova accanto alla foresta e alla chiesa.
TESLA: In realtà, è tutto vero. Sono orgoglioso della mia origine serba e della mia patria croata.

GIORNALISTA:
i futuristi dicono che il XXI (ventunesimo) secolo è nato nella testa di Nikola Tesla. Vengono cantati inni nel celebrare il campo magnetico e il motore a induzione. Il loro creatore è stato chiamato il cacciatore che ha catturato la luce nella sua rete dalle profondità della terra, e il guerriero che ha catturato il fuoco dal cielo. Padre della corrente alternata e che farà della Fisica e Chimica il dominio di mezzo mondo. L’industria lo proclamerà come il loro supremo santo, uno dei più grandi benefattori. Nel laboratorio di Nikola Tesla per la prima volta l’atomo viene rotto. Viene creata un’arma che da le vibrazioni di un terremoto. Sono stati scoperti i raggi cosmici neri. Si pregherà per lui nel tempio del futuro perché avrà insegnato un grande segreto, avviando così le teorie di Empedocle sulle forze della vita nell’etere.
TESLA: Sì, queste sono alcune delle mie scoperte più importanti. Sono un uomo sconfitto. Non sono riuscito a portare a termine la cosa più grande a cui tenevo e potevo fare.GIORNALISTA: Qual’è, signor Tesla questa cosa?
TESLA: Volevo illuminare tutta la terra. C’è abbastanza energia elettrica per per alimentare un secondo sole. La Luce potrebbe girare attorno all’equatore della Terra, come un anello gira intorno a Saturno.
L’umanità non è pronta per le cose grandi e buone. In Colorado Springs ho cosparso la terra di energia elettrica. Inoltre, siamo in grado di irradiare le altre energie, come l’energia mentale positiva. Esse sono nella musica di Bach o Mozart, o nei versi di grandi poeti. Nell’interno della Terra, ci sono immense energie di gioia, pace e amore. Le loro espressioni sono un fiore che cresce dalla terra, il cibo lo si ottiene fuori da lei, questo e tutto ciò che rende la patria dell’uomo. Ho passato anni a cercare il modo in cui questa energia avrebbe potuto influenzare le persone. La bellezza e il profumo delle rose possono essere usate come una medicina e i raggi del sole come cibo. La vita ha un numero infinito di forme, e il dovere degli scienziati è quello di trovare in loro in ogni forma di materia. Tre cose sono essenziali in questo. Tutto ciò che faccio è una ricerca per loro. So che non li troverò, ma non voglio rinunciare a loro.

GIORNALISTA: Quali sono queste cose?
TESLA: Un problema è il cibo. Quale energia stellare o terrestre potrebbe nutrire gli affamati sulla Terra? Con quale vino annacquato potrebbe dissetare  in modo che possa rallegrare il loro cuore e capire che sono dèi? Un’altra cosa è quello di distruggere il potere del male e della sofferenza in cui la vita dell’uomo è costretta a passare! A volte si verificano come un’epidemia nelle profondità dello spazio. In questo secolo, la malattia della Terra si è diffusa dalla Terra all’Universo. La terza cosa è: Ci potrebbe essere un eccesso all’Universo? Ho scoperto che una stella e tutte le leggi astronomiche e matematiche potrebbero scomparire, e che nulla sembra essere stato modificato. Questa stella è in questa galassia. La densità della sua luce potrebbe essere raccolta e inserita in una sfera più piccola di una mela, la sua densità è più pesante del nostro Sistema Solare. Religioni e filosofie insegnano che l’uomo può diventare il Cristo, Buddha e Zoroastro. Quello che sto cercando di dimostrare è più selvaggio, e quasi irraggiungibile. Questa cosa ha a che fare con l’Universo, così ogni essere potrebbe nascere come Cristo, Buddha o Zoroastro.
So che la gravità è incline a tutto ciò che è necessario per volare, e la mia intenzione non è quella di rendere i dispositivi (aerei o missili) in grado di volare, ma insegnare individuo a riprendere coscienza sulle proprie ali … Ulteriori; Sto cercando di risvegliare l’energia contenuta nell’aria. Ci sono le principali fonti di energia. Ciò che viene considerato come lo spazio vuoto è solo una manifestazione della materia che non si è risvegliata? Nessuno spazio su questo pianeta, né l’Universo. In buchi neri, quello che gli astronomi parlano, sono le più potenti fonti di energia e di vita.

GIORNALISTA: Nella finestra della vostra camera a Hotel “Valdorf-Astoria”, al trentatreesimo piano, ogni mattina, gli uccelli arrivano sul davanzale.
TESLA: Un uomo deve essere sentimentale verso gli uccelli. Questo è a causa della loro ali. Gli umani  una volta le avevano, reali e visibili!

GIORNALISTA: Non hai smesso di volare da quei giorni lontani in Smiljan!
TESLA: Volevo volare dal tetto e sono caduto: i calcoli fatti dai bambini potrebbero essere sbagliati. Ricordate, le ali giovanili avere tutto dalla vita!

GIORNALISTA: Si è mai sposato? Non siamo a conoscenza di fatti affettivi amorosi o per una donna. Le foto da giovane mostrano che eri bell’uomo.
TESLA: Ci sono due punti di vista: molto affetto o per niente. Il centro di tutto questo serve per ringiovanire il genere umano. Le donne per certe persone nutre e rafforzare la propria vitalità e lo spirito. Essere single per altre persone è la stessa cosa. Ho scelto questa seconda strada.

GIORNALISTA: I tuoi ammiratori si lamentano che attacchi la relatività. Lo strano è la vostra affermazione che la materia non ha energia. Il tutto è intriso di energia, dove si trova?
TESLA: In primo luogo è che si parla di energia, allora importa.

GIORNALISTA: Mr. Tesla, è come quando hai detto che non sei nato da tuo padre, ma dalla materia.
TESLA: Esattamente! Che dire della nascita dell’Universo? La materia è creata dall’energia originaria ed eterna che noi conosciamo come Luce. E splendeva, e sono apparse le stelle, i pianeti, l’uomo, e tutto ciò che c’è sulla Terra e nell’Universo. La materia è espressione di infinite forme di luce, perché l’energia è più vecchio di essa. Ci sono quattro leggi della Creazione. La prima è che la fonte più sconcertante, la trama oscura che la mente non può concepire, o misura matematica. In quella trama è sorto l’intero Universo. La seconda legge si sta diffondendo nel buio, che è la vera natura della luce, che inspiegabilmente si è trasformata in Luce. La terza legge è la necessità della luce per diventare una questione di luce. La quarta legge è: senza inizio e senza fine; le tre leggi precedenti avvengono sempre e la creazione è eterna.

GIORNALISTA: Nella ostilità sulla teoria della relatività per andare così lontano, si tengono lezioni contro il suo Creatore a portata di feste di compleanno ..
TESLA: Ricordate, non è lo spazio che è curvo, ma la mente umana, che non può comprendere l’infinito e l’eternità! Se la relatività è stato ben compresa dal suo Creatore, avrebbe guadagnato l’immortalità, anche fisicamente, se ne fosse stato contento. Io sono parte della luce, che è musica. La luce riempie i miei sei sensi: lo vedo, ascolto, sento, odoro, tocco e penso. Il pensiero è il mio sesto senso. Le particelle di luce sono note scritte. Un fulmine potrebbe essere un’intera sonata. Un migliaio di palle di alleggerimento sono un concerto … Per questo concerto ho creato un Fulmine Globulare, che può essere ascoltato sulle cime ghiacciate dell’Himalaya. A proposito di Pitagora e la matematica uno scienziato non può e non deve violare questi due elementi. I numeri e le equazioni sono segni che segnano la musica delle sfere. Se Einstein avesse sentito questi suoni, non avrebbe creato le teorie della relatività. Questi suoni sono i messaggi dati alla mente che la vita ha un senso, che l’universo esiste in perfetta armonia, e la sua bellezza è la causa e l’effetto della Creazione. Questa musica è l’eterno ciclo di cieli stellari. La più piccola stella che ha completato la composizione e anch’essa parte della sinfonia celeste. I battiti del cuore dell’uomo sono parte della sinfonia sulla Terra. Newton ha imparato che il segreto è nella disposizione geometrica e il movimento dei corpi celesti. Ha riconosciuto che la legge suprema di armonia esiste nell’universo. Lo spazio curvo è il caos, il caos non è musica. Einstein è il messaggero del tempo del rumore e del furore.

GIORNALISTA:
Mr. Tesla, lei hai capito che cosa è la musica?
TESLA: L’ho sentita da sempre. Il mio orecchio spirituale è grande come il cielo che vediamo sopra di noi. Il mio orecchio naturale è come un radar. Secondo la Teoria della Relatività, due linee parallele si incontreranno all’infinito. Con che cosa Einstein vuole raddrizzare le curve. Il suono, una volta creato dura per sempre. Per un uomo che può scomparire, ma continua ad esistere nel silenzio è il più grande potere dell’uomo. No, non ho nulla contro il signor Einstein. Lui è una persona gentile e ha fatto molte cose buone, alcuni delle quali entreranno a far parte della musica. Scriverò a lui e cercherò di spiegargli che esiste l’etere, e che le sue particelle sono ciò che mantengono l’universo in armonia, e la vita nell’eternità.

GIORNALISTA: Mi dica, per favore, in quali condizioni un Angelo potrà adottare la Terra?
TESLA: Ne ho dieci di loro, per mantenere la vigilanza.

GIORNALISTA: Caro Signor Tesla, io documentare tutte le tue parole,
TESLA: Il primo requisito è un’elevata consapevolezza della sua missione e del lavoro da fare. Essa deve, se solo vagamente, esistono nei primi giorni. Cerchiamo di non essere falsamente modesti; La Quercia sa che è una quercia, un cespuglio accanto a lei sa di essere un cespuglio. Quando avevo dodici anni, ero sicuro che sarei andato alle Cascate del Niagara. Per la maggior parte delle mie scoperte che ho conosciuto nella mia infanzia mi hanno permesso di conseguire i risultati, anche se non del tutto evidente … La seconda condizione di adattamento è la determinazione. Tutto quello che ho potuto finire, l’ho finito.

GIORNALISTA
: Qual è la terza condizione della regola, signor Tesla?
TESLA: Linee guida per tutte le energie vitali e spirituali nel lavoro. Pertanto, la purificazione dei tanti effetti che l’uomo ha bisogno. Pertanto, non ho perso nulla, ma ho sempre guadagnato.
Così ho goduto ogni giorno e notte. Scrivevo: Nikola Tesla era un uomo felice …
Il quarto requisito è regolarne il fisico con un lavoro.

GIORNALISTA: Che cosa vuoi dire, signor Tesla?
TESLA: In primo luogo, il mantenimento del gruppo corporeo. Il corpo dell’uomo è una macchina perfetta. So che la mia circolazione e tutto ciò che è bene per il mio corpo. Il cibo ciò che quasi tutte le persone mangiano, per me è dannoso e pericoloso. A volte mi visualizzo che gli chef del mondo sono tutti in congiura contro di me …

GIORNALISTA:
E’ stato freddo.
TESLA: Sì. Flusso il sanguigno può essere controllato, e molti processi dentro e intorno a noi. Perché Giovane sei così spaventato?

GIORNALISTA: E’ una storia che Mark Twain ha scritto un misterioso straniero, quel meraviglioso libro di Satana, ispirato da voi.
TESLA: La parola “Lucifer” è più affascinante. Mr. Twain piace scherzare. Quando ero un bambino, sono guarito, una volta letto i suoi libri. Quando ci siamo incontrati qui e gli raccontai, era così commosso che si mise ad urlare di gioia. Siamo diventati amici, e lui veniva spesso al mio laboratorio. Una volta mi ha chiesto di mostrargli una macchina che tramite la vibrazione provocava una sensazione di beatitudine. Era una di quelle invenzioni per l’intrattenimento, quello che a volte ci piace fare. Ho avvertito il signor Twain, di non rimanere a lungo sotto quelle vibrazioni. Lui non ha ascoltato ed è rimasto più a lungo. Si è conclusa con una corsa lanciandosi in una certa stanza, tenendosi i pantaloni in mano. E’ stato diabolicamente divertente, ma ho mantenuto la mia serietà.
Ma, per regolare la circolazione fisica, oltre al cibo, il sogno è molto importante. Da un lungo e faticoso lavoro, che ha richiesto uno sforzo sovrumano, dopo un’ora di sonno, mi sono pienamente recuperato. Ho guadagnato la capacità di gestire il sonno, di addormentarmi e svegliarsi nel tempo che ho designato. Se faccio qualcosa di quello che non capisco, mi sforzo di pensare a questo proposito nel mio sogno, e quindi trovare una soluzione.
TESLA: La quinta condizione di adattamento è la memoria. Forse nei maggior parte delle persone, il cervello è custode della conoscenza del mondo e le conoscenze acquisite attraverso la vita. Il mio cervello è impegnato in cose più importanti che il ricordare; seleziono ciò che è necessario in un dato momento. Questo è tutto intorno a noi. Dovrebbe essere solo consumato. Tutto ciò che una volta si è visto, ascoltato, letto e imparato, ci accompagna in forma di particelle di luce. Per me, queste particelle sono obbedienti e fedeli. Il Faust di Goethe, il mio libro preferito, l’ho imparato a memoria in tedesco come studente, e ora lo posso recitare tutto. Ho tenuto le mie invenzioni per anni ‘nella mia testa “, e solo allora le ho capite.

GIORNALISTA: Lei spesso ha citato il potere della visualizzazione.
TESLA: avrei potuto creare grazie alla visualizzazione per tutto quello che ho inventato. Gli eventi della mia vita e delle mie invenzioni sono reali davanti ai miei occhi, visibile come ogni ricorrenza o voce. Nella mia giovinezza, ho avuto paura di non sapere di cosa si trattasse, ma in seguito, ho imparato a usare questo potere come un talento eccezionale e un dono. L’ho nutrito e gelosamente custodito. Ho fatto anche delle correzioni sulle visualizzazioni nella maggior parte delle mie invenzioni e li finirle in questo modo, con la visualizzazione posso risolvere mentalmente complesse equazioni matematiche. Per quel dono che ho, riceverò un alto rango dal Lama in Tibet.
La mia vista e l’udito sono perfetti e, oserei dire, più forte rispetto alle altre persone. Ho sentito il rombo a un centinaio di 50 miglia di distanza, e vedo i colori nel cielo che gli altri non possono vedere. Questo allargamento della visione e dell’udito, l’ho avuto da quando ero un bambino. Più tardi l’ho consapevolmente sviluppato.

GIORNALISTA: In gioventù, è stato più volte seriamente malato. e una malattia è un requisito per adattarsi?
TESLA: Sì. Spesso è il risultato di un esaurimento o una mancanza di forza vitale, ma spesso bisogna purificarsi dalle tossine del corpo e della mente che si sono accumulate. Questo porta l’uomo di volta in volta a soffrire. La fonte della maggior parte delle malattie è nello spirito. Pertanto, lo spirito può curare la maggior parte delle malattie. Come studente mi sono ammalato di colera che imperversava nella regione della Lika. Ero guarito perché mio padre finalmente mi ha permesso di studiare la tecnologia, che è stata la mia vita. l’illusione per me non era una malattia, ma la capacità della mente di penetrare oltre le tre dimensioni della terra. Li avevo tutta la mia vita, e li ho ricevuto come tutti gli altri fenomeni che ci circondano. Una volta, durante l’infanzia, stavo camminando lungo il fiume con lo zio e ha detto: “appariranno nell’acqua le trote, e buttando un sasso e si è tagliato.” Questo è quello che è successo. Spaventato e stupito, lo zio gridò: “Bade retro di Satana!” Era un uomo erudito e parlava in latino … ero a Parigi quando ho visto la morte di mia madre. Nel cielo, pieno di luce e musica ho visto galleggiare delle creature meravigliose. Uno di loro aveva i contorni del viso di mia madre, che mi guardava con infinito amore. Come la visione scomparve, sapevo che mia madre era morta.

GIORNALISTA: Qual è il settimo di regolazione, signor Tesla?
TESLA: la conoscenza di come l’energia mentale e vitale si trasformano in ciò che vogliamo, e raggiungere il controllo su tutti i sentimenti. Gli Indù la chiamano Kundalini Yoga. Questa conoscenza può essere appresa, anche se ci vogliono molti anni per acquisirla o viene acquisita per nascita. La maggior parte di loro l’ha acquisita per nascita. Sono legami stretti con una energia sessuale che è quella più diffusa nell’Universo. La donna è il più grande ladro di quell’energia, e quindi il potere spirituale. l’ho sempre saputo e sono stato avvisato. Da me stesso, ho creato quello che volevo: una macchina riflessiva e spirituale.
GIORNALISTA: La nona regolazione, signor Tesla?
TESLA: fare tutto quello che ogni giorno, ogni momento, se possibile, per non dimenticare chi siamo e perché siamo sulla Terra. persone straordinarie che stanno lottando con la malattia, privazioni, o la società che fa male con la sua stupidità, incomprensione, persecuzione e altri problemi di un paese pieno di paludi con insetti, che lasciamo dietro di noi senza riconoscerli fino al termine dei lavori. Ci sono molti angeli caduti sulla Terra.GIORNALISTA: Qual è il decimo adattamento?
TESLA: E’ il più importante. Scrivi che il signor Tesla ha giocato. Ha giocato tutta la sua vita, e gli è piaciuto.

GIORNALISTA: Mr. Tesla! Sia che si riferisce ai suoi risultati e il tuo lavoro? Si tratta di un gioco?
TESLA: Sì, caro ragazzo. Ho tanto amato a giocare con l’elettricità! Ho sempre rabbrividito quando sento parlare di quello che anche la Grecia, che rubò il fuoco. Una terribile storia di accoltellamenti, e aquile che beccano il fegato cibandosene. Ha, forse che Zeus non ha avuto abbastanza lampi e tuoni, ed è stato danneggiato per un fervore? Credo vi sia un malinteso … i fulmini sono i più bei giocattoli che si possono trovare. Non dimenticate che nel testo spiccano: Nikola Tesla fu il primo uomo che ha scoperto il fulmine.

GIORNALISTA: Mr. Tesla, si sta parlando solo di angeli e il loro adattamento alla Terra.
TESLA: Si potrebbe scrivere questo: ha avuto il coraggio di prendere su di sé le prerogative di Indri, Zeus, e Peron. Immaginate uno di questi dei in un abito da sera nero, con la bombetta e indossando guanti di cotone bianchi che prepara fulmini, incendi, terremoti e per l’élite di New York City!

GIORNALISTA: I nostri lettori amano l’umorismo del nostro giornale. Ma si confondono se affermo che le vostre scoperte, hanno immensi benefici per il popolo, rappresentato da un gioco. Molti, su questo avranno un cipiglio.
TESLA: Caro signor Smith, il guaio è che le persone sono troppo oppresse. Se non lo fossero, sarebbero più felici e vivrebbero più a lungo. Un proverbio cinese dice che la gravità dell’oppressione riduce la vita. Visitando la locanda a Tai Pe ho intuito che essa frequenta il Palazzo Imperiale. Ma che i lettori dei giornali non avrebbero visto di buon occhio, torniamo alle cose che considerano importanti.

GIORNALISTA:
Sarebbero felici di ricevere la vostra filosofia.
TESLA: La vita è un ritmo che deve essere compreso. Sento il ritmo che si dirige verso la vita e mi coccolo su di essa. La vita mi è stata molto grato e mi ha dato la conoscenza che ho. Tutto ciò che vive è connesso ad un profondo e meraviglioso rapporto: l’uomo e le stelle, amebe e il sole, il cuore e la circolazione di un numero infinito di mondi. Questi legami sono infrangibili, ma possono essere docili e per propiziare e cominciare a creare nuovi e diversi rapporti in tutto il mondo, senza violare il vecchio. La conoscenza viene dallo spazio; la nostra visione è la sua serie più perfetta. Abbiamo due occhi: il terreno e spirituale. Ci si raccomanda che diventi un solo occhio. L’universo è vivo in tutte le sue manifestazioni, come un animale pensante. Il nocciolo consiste un pensare e di essere senziente, come ad esempio animali e uomini. Una stella che brilla chiede di essere guardata, e se non siamo considerevolmente egocentrici vorremmo comprendere il suo linguaggio e il messaggio. Il suo respiro, i suoi occhi, e le orecchie sono come quelle di un uomo deve  rispettare la respirazione, gli occhi e le orecchie del dell’Universo.

GIORNALISTA: Come dici tu queste parole, mi sembra, come ho sentito nei testi buddisti, o taoisti Parazulzusa.
TESLA: Questo è giusto! Questo significa che non vi è conoscenza generale e verità che l’uomo abbia sempre posseduto. Nella mia sensazione e l’esperienza, l’Universo ha una sola sostanza e una suprema energia con un numero infinito di manifestazioni della vita. La cosa migliore è che la scoperta di una natura segreta, rivela l’altra. Non si può nascondere; ci sono intorno a noi, ma noi siamo ciechi e sordi a loro. Se noi stessi emotivamente abbiamo un legame con loro, loro vengono a noi stessi. Ci sono un sacco di mele, ma Newton ne ha vista solo una cadere davanti a lui.

GIORNALISTA: Una domanda che potrebbe essere messa all’inizio di questa conversazione. Cosa è l’elettricità per voi, Caro Signor Tesla?
TESLA: Tutto è energia elettrica. Prima era la luce, fonte inesauribile da cui è scaturito il materiale che si è sparso in tutte le forme che rappresentano l’Universo e la Terra con tutti i suoi aspetti della vita. Il nero è il vero volto della Luce, solo che questo non lo vediamo. È notevole la grazia per l’uomo e le altre creature. Una delle sue particelle più leggere possiede, la termica, il nucleare, le radiazioni, chimica, meccanica ed una energia non identificata. Questo è il potere che ha la Terra con la sua orbita. Niente di più vero è la leva di Archimede.

GIORNALISTA: Mr. Tesla, sei troppo sbilanciata verso l’elettricità.
TESLA: io sono energia elettrica. O, se lo si desidera, io sono l’energia elettrica in forma umana. Sei energia elettrica; Anche tu Mr. Smith, ma non te ne rendi conto.

GIORNALISTA: E’ in tal modo che la capacità consente di fallire all’energia elettrica di aumentare in numerosi volt grazie al vostro corpo?

TESLA: Immaginate un giardiniere che viene attaccato da erbe. Questo sarebbe davvero folle. il corpo e il cervello dell’uomo sono costituiti da una grande quantità di energia; in me, vi è la maggior parte dell’energia elettrica. L’energia che è diversa in ognuno di noi è ciò che rende l'”io” o l'”anima” umana. Per le altre creature alla loro essenza, “anima” della pianta è l'”anima” di minerali e animali. la funzione del cervello e la morte si manifesta alla luce. I miei occhi in gioventù erano neri, ora sono blu, e col passare del tempo il cervello diventa più forte, sono più vicini al bianco. Il bianco è il colore del cielo. Attraverso la mia finestra una mattina si è posata una colomba bianca, dove le ho dato da mangiare. Voleva esprimere una parola che stava morendo. L’ho compreso dai suoi occhi, i getti di luce che uscivano. Ma penso anche dagli occhi di qualsiasi creatura se non avessi visto così tanta luce, come in quel piccione.

GIORNALISTA: il personale nel laboratorio parla di lampi di luce, fiamme e fulmini che si verificano quando si arrabbia o in genere di rischio.
TESLA: E’ la scarica psichica o un avviso di stare attenti. La luce era sempre dalla mia parte. Sai come ho scoperto il campo di induzione magnetica e motore a rotazione, che mi ha fatto diventato famoso quando avevo ventisei anni? Una sera d’estate a Budapest, ho visto con il mio amico Sigetijem al tramonto. Migliaia di fuochi colorati e fiammeggianti mi giravano intorno. Mi sono ricordato del Faust e ho recitato i suoi versi e poi, come in una nebbia, ho visto girare il campo magnetico, e motore a induzione. Li ho visti al sole!

GIORNALISTA: Il Servizio dell’Hotel dice che, al momento del fulmine lei si isola nella stanza e parlare con se stesso
TESLA: parlo con lampi e tuoni.

GIORNALISTA: con loro? In che lingua, Mr.Tesla?
TESLA: Per lo più la mia lingua madre. Ha le parole e suoni, soprattutto in poesia, ciò che è adatto per questo.

GIORNALISTA: I lettori della nostra rivista sarebbe molto grato se volesse interpretare tale dialogo.
TESLA: Il suono non esiste solo nei tuoni e fulmini, ma, nella trasformazione in luminosità e colore. Un colore può essere ascoltato. Il linguaggio è delle parole, il che significa che è da suoni e colori. Ogni tuono e fulmine sono diversi e hanno i loro nomi. Chiamo alcuni di loro con i nomi di coloro che mi sono stati vicini nella mia vita, o da coloro che ammiro. Nel cielo, la luminosità e il tuono vivono in mia madre, sorella, fratello Daniel, un poeta Jovan Jovanovic Zmaj e altre persone della storia serba. Nomi come AsIsaiah, Ezechiele, Leonardo, Beethoven, Goya, Faraday, Puskin e tutti i fuochi accesi segnano secche e grovigli di fulmini e tuoni, che non si fermano tutta la notte portando alla pioggia preziosa alla Terra e la masterizzazione di alberi o villaggi. Ci sono fulmini e tuoni, e sono più luminosi e più potenti, che non svaniranno. Stanno tornando indietro, e li riconosco tra le migliaia di altri.

GIORNALISTA: Per voi, la scienza o la poesia sono la stessa cosa?
TESLA: questi sono i due occhi di una persona. William Blake ci ha insegnato che l’Universo è nato dalla fantasia, che mantiene e che esisterà fino a quando vi è un ultimo uomo sulla Terra. Con esso era una ruota a cui gli astronomi possono raccogliere le stelle di tutte le galassie. È l’energia creativa identica alla energia luminosa.

GIORNALISTA:
L’immaginazione è più reale per voi che la vita stessa?
TESLA: Si nasce alla vita. L’Ho appreso dalla mia insegnate; Ho imparato a controllare le emozioni, sogni e visioni. Ho sempre amato, come ho nutrito il mio entusiasmo. Tutta la mia lunga vita l’ho passato in estasi. Questa è stata la fonte della mia felicità. Mi ha aiutato in tutti questi anni a sopportare con il lavoro, che è stato sufficiente per cinque vite. La cosa migliore è lavorare di notte, perché con la luce stellare, ho uno stretto legame.

GIORNALISTA: Lei ha detto che io sono, come ogni essere, di Luce. Questo mi lusinga, ma confesso, io non capisco.
TESLA: Perché ha bisogno di capire, signor Smith? Basta credere. Tutto è luce. Nel un suo raggio c’è il destino delle nazioni, ogni nazione ha il suo raggio in quale grande sorgente di luce che vediamo come il sole. E ricordate: nessuno che non è più non è morto. Si sono trasformati in luce, e come tale esiste ancora. Il segreto sta nel fatto che le particelle di luce ristabiliscono il loro stato originale.

GIORNALISTA: Questa è la resurrezione!
TESLA: Io preferisco chiamarla: tornare a un’energia precedente. Cristo e molti altri sapevano il segreto. Sto cercando come preservare l’energia umana. Si tratta di forme di luce, a volte diritte come luce celeste. Non l’ho guardata solo per il mio bene, ma per il bene di tutti. Credo che le mie scoperte rendono la vita delle persone più facile e più sopportabile, e convogliarli alla spiritualità e la moralità.

GIORNALISTA: Pensa che il tempo potrà essere abolito?
TESLA: Non proprio, perché la prima caratteristica dell’energia è che si trasforma. E’ in trasformazione perpetua, come le nuvole dei taoisti. Ma è possibile sfruttare il fatto che l’uomo conserva la coscienza dopo la vita terrena. In ogni angolo dell’universo esiste energia della vita; una di loro è l’immortalità, la cui origine è al di fuori dell’uomo, che lo aspettava. L’universo è spirituale; siamo solo a metà in questo modo. L’Universo è più morale di noi, perché non sappiamo la sua natura e il modo di armonizzare la nostra vita con esso. Io non sono uno scienziato, la scienza è forse il modo più conveniente per trovare la risposta alla domanda che sempre mi perseguitano, e che i miei giorni e le notti trasformato in fuoco.

GIORNALISTA: Qual è il problema?
TESLA: Vedo che i tuoi occhi i si illuminarono! … Quello che devi sapere è: cosa succede a una stella cadente come il sole se si spegne? Le Stelle cadono come polvere o seme in questo o in altri mondi, e il sole è sparso nella nostra mente, nella vita di molti esseri, quello che succederà sarà il rinascere come una nuova luce, o il vento cosmico sparso nell’infinito. Capisco che questo è necessario includerlo nella struttura dell’Universo. Il fatto è, però, che una di queste stelle e uno di questi soli, anche il più piccolo, conserva.

GIORNALISTA: Ma, signor Tesla, ci si rende conto che questo è necessario ed è inclusa nella costituzione del mondo!
TESLA: Quando un uomo diventa confuso; il suo più alto obiettivo deve essere quello di correre per una stella cadente, e cercare di catturarla; deve capire che la sua vita è stata data a lui e a causa di questo sarà salvato. Alla fine bisogna essere in grado di catturare le stelle!

GIORNALISTA: E cosa accadrà allora?
TESLA: Il creatore riderà e dirà: “E’ soltanto caduta nel suo rincorrerla e cercare di afferrarla”

GIORNALISTA: Non è tutto questo in contrasto con il dolore cosmico, che così spesso si parla nei suoi scritti? E che cosa è il dolore cosmico?
TESLA: No, perché siamo sulla Terra … Si tratta di una malattia la cui esistenza la stragrande maggioranza delle persone non sono a conoscenza. Quindi, molte altre malattie, la sofferenza, il male, la miseria, le guerre e tutto il resto ciò che rende la vita umana una condizione assurda e orribile. Questa malattia non può essere completamente guarita, ma la consapevolezza deve rendere meno complicato e pericoloso il percorso. Ogni volta che uno delle persone e cari a me vicine sono rimasti feriti, ho sentito il dolore fisico. Questo perché i nostri corpi sono fatti dello stesso simile materiale, e la nostra anima-correlata con filamenti infrangibili. La tristezza incomprensibile che a volte ci travolge significa che da qualche parte, dall’altra parte del pianeta, un bambino o uomo generoso è morto. Di per sé l’intero universo in certi periodi di malattia è come noi. La scomparsa di una stella e la comparsa di comete ci riguardano più di quanto possiamo immaginare. I rapporti tra le creature sulla Terra sono ancora più forti, a causa dei nostri sentimenti e pensieri il fiore profuma e ancora quando è più bello cadrà in silenzio. Queste sono verità che dobbiamo imparare, al fine di essere guariti. Il rimedio è nei nostri cuori e in modo uniforme, nel cuore degli animali che noi chiamiamo universo.

Intervista a Nikola Tesla nel suo laboratorio a Colorado Springs per la rivista “Immortalità” .
Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da