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False Bandiere e violenza reale

Il fallimento delle false bandiere

(seconda parte)

Come con le false bandiere, anche i tentativi falliti sono altrettanto preziosi per stabilire la realtà di questi eventi messi in scena.

Il tentativo dell’assassinio di Reagan e il colpo di stato in Ucraina sono entrambi eccellenti esempi. Il tentativo dell’Ucraina è stato un fallimento, visto che l’obiettivo primario era l’Ucraina orientale (preziosi terreni agricoli), tra cui la Crimea (dove la più grande base navale della Russia si trova a Sebastopoli).

Il bomber di scarpe, e il bomber della biancheria intima (in cui abbiamo una testimonianza esperta, dell’avvocato Kurt Haskell, che ha esposto questa frode) sono due altri esempi recenti.

Questa è un’area che necessita di una ricerca più profonda. I tentativi falliti saranno più facilmente dimenticati, segnalati o non riportati.

Terrorismo reale / Morte vera

Un certo terrorismo è organico, il che significa che non è stato sponsorizzato o creato e controllato dal globalista.

Alcune false bandiere hanno reali vittime. Il perché alcune false bandiere non sembrano avere vere vittime, per definizione significa che non esiste alcuna prova diretta verificabile di morti reali. È importante indagare su quei casi di terrorismo reale e di morti reali da confrontare con gli eventi completamente bloccati.

Fornendo così una linea di base per confrontare gli eventi verificabili conosciuti contro eventi sospetti.

Un esempio eccellente è il massacro della Scuola di Beslan del 2004 in cui i terroristi ceceni hanno preso una scuola elementare con 1000 ostaggi e 300 morti. Poiché questo è successo nell’arco di 3 giorni, c’è molta documentazione di video e immagini di come la tragedia si è svolta.

Il breve video qui sotto è un’ampia prova di ciò che la violenza REALE, l’eroismo, il sangue, l’angoscia e la morte sembrano.

(Guarda il Video QUI)

Anatomia di una falsa bandiera

Analizzando le false flag in diversi componenti, non solo possiamo capire meglio come funzionano, ma perché vengono utilizzati.

Inoltre, ciò facendo sarà dimostrato che le impronte digitali delle false bandiere  mostrano chiaramente un piano più ampio. La falsa bandiera utilizza un piano di azione standard, simile a un piano aziendale o un piano di battaglia.

Lo scopo è quello di esplorare pienamente la scrittura di tutti gli elementi dell’evento. Di seguito è riportato un elenco dei diversi elementi che compongono il piano che sarà seguito da una ripartizione per ciascuna sezione.

Il piano degli eventi per sezioni:

  • Obbiettivo
  • Messa a fuoco
  • Tipo di evento
  • Evento principale
  • Appuntamento
  • Luogo
  • I partecipanti
  • Perpetratore/autore
  • Vittime)
  • Esecuzione di eventi
  • Piani di backup
  • Narrativa ufficiale
  • Copertura

L’obbiettivo

La falsa bandiera inizia con un obiettivo, uno scopo, una ragione per essere.

A volte lo scopo è singolare, ma molte volte ci sono molteplici scopi (che è un segno di avvertimento della pianificazione avanzata e quindi ulteriori prove che un evento particolare è una falsa bandiera).

L’obiettivo primario; eliminare un avversario, oltre ad un programma specifico (controllo delle armi), o giustificare la guerra. Gli eventi più sofisticati sembrano avere sempre obiettivi multipli, o obiettivi secondari.

Gli obiettivi secondari tendono ad essere più psicologici, morbidi e sottili. Queste potrebbero includere la creazione di risposte emotive specifiche, come la paura, la rabbia, l’apatia. In particolare, potrebbe essere scelto un omicidio pubblico per inviare un messaggio, un avvertimento. Quale era il caso negli anni ’60 con JFK, MLK e RFK.

Un altro obiettivo di questi tre assassini dei 60 è stata la guerra del Vietnam, un filo forte che collega i tre omicidi insieme ai responsabili.

Un altro sotto obiettivo potrebbe essere quello di creare una risposta di rabbia, accoppiata da un qualche patriottismo per manipolare la gente nell’accettare la guerra.

Il recente evento di venerdì 13 a Parigi sembra avere almeno 5 obiettivi:

  • giustificare i partecipanti francesi alla guerra per procura in Siria
  • la lista dei diritti di privacy / libertà dei popoli francesi
  • eventuale chiusura di tutti i confini europei
  • impedire eventuali proteste al vertice climatico di Parigi
  • creare sentimenti anti-musulmani, anti-immigrati

Progettazione a lungo termine …

Molti degli ultimi eventi ripresi in massa negli Stati Uniti hanno almeno due obiettivi:

  • ulteriore controllo sul programma delle armi
  • suscitare discordie tra persone di razze diverse e / o religioni

Messa a fuoco

Il focus di un evento è quello che i progettisti desiderano concentrare all’attenzione del pubblico.

Questo non  necessariamente è l’evento stesso. Può essere una vittima, l’autore del reato o altri elementi.

Per il 9/11 il focus dell’evento era il terrorismo, quindi “Osama bin Laden“. Era il cattivo. Era il motivo per cui «o sei con noi o con il terrorista».

Era lo spauracchio di uomo che doveva essere trovato e ucciso. Egli è ciò che giustifica invadere l’Afghanistan, e ottenere quei campi di papavero che nuovamente dovevano ancora produrre. Il passo successivo è toccato a Saddam Hussein, con l’invasione dell’Iraq.

Con gli ultimi sparatori in America è diventato dolorosamente ovvio che il focus degli eventi sta spingendo l’agenda sul controllo delle armi.

Un’altra parte del focus è il pubblico primario o il destinato? Nell’assassinio di JFK l’audience principale non era il popolo americano in sé per sé, ma erano i politici e quelli direttamente coinvolti nella governance. Sia a livello nazionale che internazionale.

Questo è stato un messaggio per gli addetti ai lavori …

  • “Questo è ciò che faremo a coloro che si oppongono”.

Il 9/11 il pubblico di riferimento era il popolo americano.

Tipo di evento

L’importanza del tipo di evento non può essere sottovalutata.

Il livello più semplice che il tipo di evento determina è come viene raggiunto l’obiettivo. Se si tratta di uccidere, sarà un “incidente”, un suicidio (ed), un assassinio, ecc.

Un’altra decisione importante è che l’operazione verrà effettuata in un evento reale pianificato o l’operazione sarà creata da zero? Un’altra decisione critica è determinare il livello di coinvolgimento per il Principale Evento.

Il livello di coinvolgimento definisce chi sono gli attori e se ci saranno ignoti partecipanti; le vittime, le persone entrate nella storia a causa delle circostanze create e degli astanti.

Il livello di coinvolgimento può essere semplice come il perpetratore e la vittima, o un attore con i restanti partecipanti inconsapevoli, o falsamente creato l’intero evento. Quindi il livello di coinvolgimento è su un continuum dal minimo (un attore) al massimo (tutti gli attori).

Dalla partecipazione del cattivo (Hinkley, Sirhan Sirhan), per presentare (Oswald, James Holmes, fratelli di Tsarnaev) a l’inesistente (Adam Lanza).

Dalle vittime vere (morti reali), a false morti (attori), tutte fabbricate. È importante evitare l’estereotipizzazione che una falsa bandiera segue solo un formato specifico.

Una buona analogia potrebbero essere i vari tipi di film, essendo loro illusioni reali. Il vecchio film d’azione scolastica in cui tutti i colpi sono fatti con persone reali, in un ambiente reale, con veri e propri oggetti. Allora abbiamo lo scenario comune in cui c’è un mix di azione reale / live e CG. Poi il film in cui tutti i colpi e gli stordimenti speciali sono CG.

E infine il film completo o animazione. Tutti questi tipi di film sono reali. Ognuno di loro ha richiesto persone reali a lavorare su di loro, crearle e produrle. E tutti questi film sono illusioni.

Sono opere di finzione. Sono creazioni deliberate; prodotte, pianificate, dirette e agite per essere registrate (filmate) e distribuite per essere visualizzate. Intrattenere e addestrare (i filmati sono strumenti potenti per il controllo sociale) e naturalmente per fare soldi. Non posso fare a meno di pensare al film “Wag the Dog”.

Le false bandiere sono fondamentalmente le stesse. Sia che ci sia un attore o molti.

Che ci siano morti reali o falsi. O se l’intera false flag sia solo la notizia stessa (della narrativa ufficiale). Ogni tipo di illusione creata è reale. Sono anche assolutamente utilizzati per il controllo sociale, in realtà questo è veramente il loro scopo primario.

Problema-Reazione-Soluzione. Con l’obiettivo di manipolare la maggioranza della popolazione con una soluzione e così controllarla. Come nei film, la false flag sono una produzione deliberatamente pianificata e realizzata. È un’illusione reale.

Un miglior confronto potrebbe essere quello che si svolge sulla scena, dal momento che la “performance” viene eseguita in diretta, in posizione, con un pubblico reale.

Alla fine ci si avvicina alla domanda di “Che cosa è reale?” Può essere semplicemente una questione di prospettiva.

Guardalo da un punto di vista dell’incidente. L’incidente può essere un errore o  “deliberato”. Un classico e diciamo esempio innocuo è dall’icona del ‘film di Natale’. Dove la moglie “accidentalmente” bussa e rompe una lampada dal piedino sexy. Naturalmente il padre sospetta che non sia stato un incidente. Ma lei fece la faccia innocente. Potresti aver assistito ad un incidente deliberato e, a seconda delle circostanze e dell’abilità del perpetratore, che giurando dice essere stato un errore.

Ancora una volta, l’evento è veramente avvenuto, sei stato un testimone oculare. Quindi era “reale”, ma non era un errore, era un’illusione deliberata. E in realtà si potrebbe essere selezionati in modo specifico per assistere all’evento come prova che è stato un errore poiché la maggior parte delle persone si fidano del tuo giudizio e opinione.

Questo ci porta la questione più profonda di questo progetto.

Possiamo dire che molte delle false bandiere siano collegate. Che c’è un gioco segreto e ingannevole molto profondo che vince per il potere e il controllo del mondo. È questo profondo gioco ingannevole che rende difficile analizzare le false bandiere.

Condotta ed errata confusione, disinformazione utilizzata per oscurare ciò che è veramente accaduto.

Evento principale

Il focus di questo articolo è sul piano globale di un evento di false-flag.

Dall’obiettivo, alla pianificazione iniziale, fino alla copertura. Ma normalmente quando qualcuno si riferisce a una falsa bandiera si riferisce al Main Event (Principale Evento); l’eroe girato, in Act tre … il climax.

Il punto cruciale della pianificazione sarà incentrato sull’evento principale. Indipendentemente da quale teoria si accetta di come è stata effettuata l’11/11, c’è un fatto assoluto. Una grande quantità di pianificazione era necessaria per tirarla fuori, anni prima.

A questo livello il “Piano” si fonde su ciò che esattamente saranno le prestazioni. Questo è dove viene creato lo script effettivo. La posizione specifica è selezionata, gli attori scelti, le linee vocali create e le puntate necessarie.

Il tempo e la data sono decisi. Oltre a quanti finanziamenti saranno necessari per una prestazione di successo.

L’evento principale del 9/11 era la caduta delle torri gemelle. Questo era il culmine. Questo era lo shock e lo stupore psicologico del popolo americano, che precedeva lo shock fisico e lo stupore che cadevano sui popoli afghani e iracheni. È l’immagine della torre cadente che viene ancora oggi utilizzata per rafforzare quella paura e la rabbia.

JFK, RFK, MLK l’evento principale era il tiro, ma l’omicidio era solo un obiettivo.

Data/tempo

La data e l’ora sono entrambe decisioni cruciali. Sappiamo che per i seguaci dell’occulto le date sono MOLTO importanti. Vedi Christine Lagarde, Direttore Generale del FMI, Magic of Number 7, per dimostrare l’importanza della numerologia.

Vai al 50mo minuto del suo discorso sulla numerologia.

(questo è il video ma purtroppo è stato rimosso nda)

Il significato esoterico di una data dovrebbe essere esaminato da vicino.

Un altro fattore importante di data e ora è come coincidano con il ciclo di notizie. La data può anche essere critica a seconda di quanto è necessario o richiesto dall’evento principale.

La data può essere un fattore decisivo, specialmente se il tempo è breve, su come / dove è completato l’evento principale. L’attacco dell’11 settembre 2001, la data è normalmente abbreviata all’11 settembre e negli Stati Uniti il ​​numero di emergenza è di 9-1-1. Pertanto ogni volta che 9-1-1 o 911 è menzionato o visto ricorda il 9/11, e il trauma associato.

I recenti attacchi a Parigi avvengono il 11/13/15, che succede semplicemente venerdì 13. Ma sembra che questo sia stato previsto dalla rivista Economist di gennaio 2015 (Rothschild co-owner) con due frecce con i numeri 11.5 e 11.3, gli stessi numeri esatti come la data.

Queste frecce (sotto l’immagine – in basso a destra) si trovano di fronte alla foto “La belle ferronnière” di Leonardo da Vinci, che si trova al Museo del Louvre di Parigi:

Leggi QUI la prima parte

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Traduzione e adattamento Nin.Gis.Zid.Da

continua…

 

L’immutabilità della memoria comune

Gli eventi precipitano

di Giuliana Conforto

Perché tanti disastri, perché le guerre, il clima atmosferico impazzito, quello sociale e umano allo sbando e perché tanta fretta a concludere “riforme” che, secondo me, non sono affatto tali? Le risposte sono tante, ma c’è una che in genere sfugge. L’attenzione a stragi e a problemi insoluti nasconde la soluzione: l’unità tra Uomo e Universo, composto di infiniti mondi intelligenti, mondi nel futuro rispetto al nostro presente, come ha affermato Giordano Bruno e oggi confermano i calcoli.

Il mondo è in guerra… perché? Perché la mente umana è “educata” a credere alla divisione, vincolata a una memoria comune, scissa tra creazione ed evoluzione. Da un lato teologie secondo cui il “buon dio” caccia Adamo ed Eva dal paradiso e, dall’altro, teorie come quella del Big Bang che espellono l’uomo – “unico” osservatore dell’universo – dall’universo stesso. Alla base di entrambe c’è un “unico dio” venerato da tutti, il tempo lineare, utile a calcolare le traiettorie dei proiettili, le orbite dei pianeti e persino le tappe dell’evoluzione cosmica e/o biologica. Questo “unico dio” domina la storia umana, fa crescere il debito e la miseria dei tanti, i profitti e i privilegi dei pochi che dirigono le finanze, la politica e il culto per lo stesso “unico dio”. 

Il fatto è che questo “unico dio” non esiste affatto in Natura, ma ormai tutti ci credono e il potere mondiale lo rende reale, coltivando un “sapere” contro… Natura. 

La Vita si rigenera in attimi imprevedibili, il cambio del clima è improvviso e i mutamenti sono senza precedenti, riconoscono tutti. Il rischio è che qualcuno dubiti di un “sapere” che è l’arma più efficace e duratura del potere; quest’ultimo ha fretta perciò di garantirsi il controllo sui popoli e sui media, di accrescere la paura del “nemico” e quindi riaffermare la “necessità” del suo migliore business: la produzione e la vendita di armi. 

Oltre al tempo lineare in terra, un altro grande inganno: lo spazio “vuoto” in cielo. In luglio 2014, i tecnici NASA dichiarano che la sonda Voyager 1 potrebbe non aver superato i “confini” del sistema solare, come era stato riportato in modo trionfale nel 2012 da tutti i quotidiani. Con un’altra sonda (IBEX) i tecnici avevano scoperto la natura della bolla magnetica – l’eliosfera – in cui è immerso il sistema solare, cioè siamo immersi. I suoi “confini” si comportano come specchi del vento solare. Che c’è oltre questa bolla? Forse niente; l’eliosfera può essere una caverna platonica sulle cui “pareti” – gli apparenti spazi “vuoti” o meglio gli specchi – vediamo proiettate le ombre, cioè immagini in 3D, ologrammi, come ho scritto nel mio libro Baby Sun Revelation. Questa ipotesi sconvolge le menti. 

“La luna è un ologramma? E allora le maree, le sue influenze sulla terra?” 

Vuoi vedere un ologramma? Guardati allo specchio! Il tuo corpo è un ologramma, perché il tutto (olos) è scritto in ogni elemento del tutto. Il DNA del tuo intero organismo si ripete identico in ogni tua cellula. Ciò non esclude che tu abbia peso, relazioni e influenze con l’ambiente che ti circonda. Il vincolo principale tra terra e luna non è la gravità, ma la rotazione (lo dimostra il fatto che ci fa vedere solo una faccia). L’universo osservato è un ologramma, una matrix o realtà virtuale. Non invito a credere a me, ma a verificare la validità delle idee dominanti – la vacuità dello spazio, la linearità del tempo, la solidità della materia – e le conseguenze laceranti che derivano dal credo nelle stesse. 

Gli eventi precipitano, perché la Natura le sta smentendo a ritmi accelerati. Il potere, che pochi mesi fa aveva indossato la maschera del buono e raccolto il consenso delle masse, ora ha fretta di stabilire norme per controllare meglio i popoli. Non ci riuscirà, ma la confusione delle menti, che credono ancora alle parole rassicuranti dei leader vincenti, accresce le difficoltà lungo la non facile strada verso la libertà. 

Tutti credono al debito che cresce nel tempo e nessuno sa cos’è il tempo!

Alla falsa linearità del tempo è legato il credo globale nei limiti di energia, il motivo per cui “l’uomo deve lavorare con il sudore della fronte” e/o combattere il proprio simile per accaparrarsi le varie risorse che sono sempre e comunque scarse. La Natura sta mostrando la Sua Intelligenza, dimostrando che i limiti di energia non esistono, smentendo così il “sapere” alienato e alienante che ha dominato la storia tragica di questo mondo. Tutti gli organismi usano in modo naturale e da sempre l’energia del “vuoto” che le scienze oggi riconoscono e però non sanno ancora utilizzare. Innovazione e creatività, intelligenza collettiva dimostrano che i limiti dell’uomo non esistono; sono stati inventati dalle religioni che, con la pretesa di rappresentare un “dio eterno”, hanno controllato la sessualità dell’umanità, rendendola infelice. La Natura tutta si rigenera con il sesso, non è soggetta al degrado e all’usura delle macchine.

Gli eventi precipitano, perché i tempi in Natura accelerano e spodestano il “dio unico” dal piedistallo della presunta “immutabilità” su cui lo ha posto la memoria comune. Non sarà il caso di cancellarla o magari “resettarla” come si dice in gergo informatico? Chi vuole può farlo, ma deve ammettere di non sapere che cos’è il tempo, risvegliarsi dall’oblio della propria mente automatica che crede a “certezze”… mai verificate.

http://www.giulianaconforto.it/

Gli accordi del 2014

Articolo NoGeoingegneria

 DALLA VACCINAZIONE OBBLIGATORIA
ALLA SORVEGLIANZA DI MASSA

Nelle ultime settimane tutti ci siamo chiesti: cosa c’è dietro un tale accanimento e attacco propagandistico, che non dà più via di scampo a milioni di persone e impone, proclamando di salvaguardare la comunità, la  ‘necessità’ dell’obbligo di vaccinazione di massa in nome dell’effetto gregge? Con una ferocia mai vista in questi ultimi decenni dalle nostre parti, la ministra porta avanti il suo decreto, calpestando i diritti garantiti dalla costituzione, sottoponendo una intera generazione ad una sperimentazione di massa (da 0 a 16 anni). 

Una simile combinazione di attacchi intenzionali al sistema immunitario delle persone non ha precedenti. La ministra, e chi con lei contava evidentemente su un certo tipo di effetto gregge già raggiunto, si trova invece ora a dover screditare una resistenza crescente a questa illegale costrizione che chiede di sacrificare i propri figli ad interessi ben diversi da quelli espressi (vedi Montanari su Burioni).

Il retroscena di tutto questo è un accordo stipulato negli Stati Uniti nel 2014. L’Italia ha ricevuto un incarico del tutto speciale e ‘onorevole’ secondo qualcuno. Il donatore di tanto onore era un Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche il Presidente USA Barack Obama. La ministra Lorenzin (non eletta) e chi con lei, ha assicurato che l’Italia è pronta ad eseguire. 

Italia capofila per le strategie vaccinali a livello mondiale, si è letto in ritardo  sul sito dell’Aifa. La popolazione italiana offerta in dono come cavia. Washington, 29 settembre 2014 – L’Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. È quanto deciso al Global Health Security Agenda (GHSA) che si è svolto venerdì scorso alla Casa Bianca. (1) 

Con la scoperta di questo contratto cruciale, altri accordi stipulati in seguito acquistano nuovi sensi.

Analizzando i dati, includendo anche gli atti governativi correlati, si intravede chiaramente una roadmap in via di rapida realizzazione.

Si tratta di una serie di operazioni annunciate, pubblicizzate e sponsorizzate. Sappiamo a livello europeo di Horizon 2020 e 2030 che finanzia progetti per la Ricerca e l’Innovazione in Europa investendo miliardi in direzioni ben precise: il mondo progettato è hightech, digitale, smart, dove l’intelligenza artificiale diventa il ‘cuore’ di case, cose, persone, amministrazione pubblica e privata. Questo cuore traccia, seleziona, valuta e infine manipola e guida.

In questo quadro, la vaccinazione di massa pare che abbia una funzione assai importante e complessa.

Un filo rosso ci porta dall’incarico ricevuto nel 2014 (capofila vaccinazione) ad una richiesta parlamentare nel 2015 che chiede l’Istituzione della rete nazionale e delle reti regionali dei registri dei tumori. Questa richiesta è stata approvata a testo unificata giusto in questi ultimi giorni, e con un nuovo titolo “Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione”. link alla fonte ultimo status: 29/06/2017 (3)

In seguito alla divulgazione prolungata di non-verità da parte della ministra e come tali smascherate (una delle tante l’epidemia di morbillo) è stato presentato con urgenza un decreto legge che chiede l’obbligo di VACCINAZIONI DI MASSA per ben 12 malattie.

Momentaneamente si focalizza sui piccoli e giovani tra i 0 e 16 anni, ma l’estensione della misura su altre fasce della popolazione è indicata nei piani di vaccinazione del governo (link).

Pochi mesi prima potevamo leggere sul Sole 24 Ore (13 aprile 2016) come la GlaxoSmithKline ha investito per la sola Italia, un miliardo di euro per il prossimo quadriennio.

Vediamo un orgoglioso premier Matteo Renzi (siamo sempre nel 2016) a presentare il Piano Nazionale Industria 4.0 all’Auditorium GSK di Verona (4)

Renzi (anche lui mai eletto) era appena tornato da un viaggio negli USA, dov’era stato co-protagonista: il 31 marzo 2016 ha firmato a Boston un accordo con la multinazionale IBM, passo determinante per la creazione di una nuova realtà a Milano di cui dovremmo essere fieri. Si tratta di un accordo da 150 milioni di dollari  per dare vita nell’ex-Area Expo di Milano alla sede dello Human Technopole  e la creazione del centro Watson Health europeo.

Il  centro è dedicato alla ricerca e allo sviluppo delle tecnologie cognitive per il mondo della salute, per le scienze della vita e, in prospettiva, anche per la Pubblica Amministrazione. Più precisamente: il centro Watson Health di Milano opererà per la ricerca genomica, oncologica, dell’invecchiamento e della nutrizione e punta a creare nel capoluogo lombardo un hub per tutta l’Europa.

Il Sud che brucia in questi giorni, con l’agricoltura locale compromessa, il turismo, la biodiversità, si deve sentir onorato di ospitare il Hub NATO/USA a Napoli (mentre le isole ospitano impianti militari cruciali). Milano diventa hub europeo per lo stoccaggio e il controllo dei nostri dati. Bologna invece avrà un hub tecnologico e scientifico dedicato alla sfida climatica dei prossimi decenni.

Il nostro Paese è in pieno sviluppo no? Tutti i fili si uniscono sotto cieli non sereni.

Il 17 febbraio 2017 il Corriere della Sera illumina la scelta progressista milanese: 

“Per il centro di Milano che si dovrà occupare di Watson Health, di gran lunga il principale investimento di Ibm sull’intelligenza artificiale…. Ma da Ibm fanno capire che una multinazionale non può attendere troppo a lungo i tempi del disaccordo pubblico. Ci vuole un’agenda politica forte. Sulla ipotetica cessione di dati sanitari dei cittadini italiani, sollevata in questi giorni, lo stesso Curioni afferma che «i dati arrivano già anonimi all’Ibm. Non potrebbe essere altrimenti: noi stessi non li vorremmo con i dati anagrafici proprio per evitare di essere accusati di qualcosa o che, mettiamo, un singolo possa fare dei danni svelandoli. In ogni caso per la normativa della privacy è il cittadino che deve accettare di fornire i propri dati sanitari“.(5)

Cosa fare?

Era dunque scattato il falso l’allarme epidemia seguito dal decreto strategico Lorenzin che obbliga ad iniettare ai figli 12 vaccini (ora 10 più 4 raccomandati). La legge Lorenzin ( in caso di approvazione il 18.7.2017) creerà le condizioni per fornire dati a valanghe e consensuali (obbligati).

La legge (ancora decreto) prevede l‘istituzione dell’Anagrafe Vaccinale Nazionale.

Pare tutto sommato un insieme di passi ben congegnati per traghettare tutti quanti in un MONDO NUOVO.

(1) http://www.aifa.gov.it/content/italia-capofila-le-strategie-vaccinali-livello-mondiale

(2) http://www.sanita24.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANO_SANITA/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/2016/10/28/Art_LB_OK.pdf?uuid=ADsqRPkB

(3) https://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/58107

(4) https://www.gsk.it/news/il-premier-matteo-renzi-presenta-oggi-il-piano-italia-40-in-auditorium-gsk-a-verona

(5) http://www.corriere.it/economia/17_febbraio_17/intelligenza-artificiale-polo-ibm-monaco-che-ci-curera-futuro-77e1069c-f486-11e6-9cca-0c3deaabbf55.shtml

NEWS 

Sanità 4.0, quali scenari tra big data, blockchain e internet delle cose 

VEDI ANCHE 

VACCINAZIONI DI MASSA: DA ORWELL A MATRIX

Fonte Diretta: http://www.nogeoingegneria.com/

La protervia del pensiero unico scientifico

Ricevo dal mio carissimo amico
Dott. Roberto Slaviero e pubblico
La spada di Mikael
“scoppiò quindi una guerra in cielo: Michele ed i suoi angeli combattevano contro il drago.
Il drago combatteva insieme con i suoi angeli,ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo”
Apocalisse 12,7-8
l’imperatore Costantino nel 313 d.C, gli dedicò un imponente santuario nella nuova Costantinopoli (oggi Istanbul), il Micheleion.
Nel cattolicesimo Papa Leone XIII ordinò una preghiera alla fine di ogni messa, la Preghiera a San Michele,recitata in ginocchio davanti all’altare: stabilendo inoltre un rito esorcistico dove Michele viene invocato come “principe gloriosissimo delle milizie celesti”.
Tali preghiere vennero abolite dal Concilio vaticano II, svoltosi dal 1962 al 1965 sotto i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI.
Molti cattolici ortodossi dicono che la miseria umana di pensiero e fede, che si è diffusa soprattutto nell’ultimo ventennio, sia figlia di questa involuzione della Chiesa di Roma, che pare si preoccupi più di fare “affari politici” sul pianeta, coprendo tra l’altro crimini sessuali orrendi perpetrati dai loro adepti, piuttosto che preservare la fede in Cristo.
Nell’iconografia cristiana la immagine di Michele è un uomo con le ali, con un armatura e con una spada o lancia, con cui sconfigge il drago (demonio).
Perché il mio articolo ha questo titolo?
Perché ci sono momenti nella storia umana, momenti che le varie religioni hanno testimoniato con immagini di forza, temperanza e di violenza fisica contro i malvagi, nei quali purtroppo l’uso della forza diventa indispensabile.
Ed oggi purtroppo pare sia uno di quei tempi!
E cercherò di proporvi degli esempi, che testimoniano la totale protervia dei potenti, intesi quali i riccastri del pianeta, nei confronti di milioni di persone inermi, usando falsità ideologiche scientifiche.
Scrivo il 29 giugno 2017.
E partiamo dal più scoppiettante dei problemi che riguarda la libertà di cura della persona ed il rispetto per i minori.
Con una scandalosa invenzione su famigerate epidemie di malattie virali quali il morbillo, questo illegittimo governo (illegittimo in quanto la Corte Costituzionale ha dichiarato la legge elettorale non a norma di legge), ha decretato con urgenza una campagna vaccinatoria che prevede inoculazioni di 12 vaccini in neonati, che tra l’altro sviluppano il vero equilibrio immunitario verso i 7 anni di età.
La ministra della salute ha occultato nel consiglio dei ministri i dati dell’Agenzia di controllo sui farmaci AIFA, che riportano le reazioni avverse da vaccini, (che sono moltissime) ed è stata denunciata per questo dal Codacons alla magistratura.
Vi sono dei dati preoccupanti che dimostrano che con l avvento dell’esavalente (sei vaccini iniettati insieme) nell’ultimo decennio, i problemi neurotossici nei bambini sono schizzati alla stelle,oltre che allergie ed intolleranze varie.
Si potrebbe continuare all’infinito,ma il concetto principale in medicina è solo uno: valutare il rapporto rischio-beneficio.
Vi potrebbero essere obbiettivamente dei casi, in particolari situazioni igenico-sanitarie, che mettono a repentaglio le vite di milioni di persone: come nelle guerre ad esempio dove non c’è più cibo ed acque pure e dove quindi il sistema immunitario è disintegrato.
Vi pare che siamo in tali situazioni? L’OMS dice che l’Italia è uno dei paesi più in salute del mondo e allora? Lascio a chi vuole verificare, come rappresentanti del nostro governo, nel 2014 abbiano ricevuto incarico dal governo Usa di preparare tali nuove campagne vaccinatorie e come qualche azienda farmaceutica abbia contattato più volte in tal senso i nostri politici.
Solite storie misere di chi non ha più un briciolo di sovranità e legalità.
Avete capito anche a cosa servano le volute ondate migratorie dall’Africa?
Creare il problema e creato il problema la soluzione è … vaccini a tutti a manetta!
Ma gli immigrati vengono vaccinati al loro sbarco in Italia?
Ma gli austriaci o i tedeschi ed inglesi sono un pericolo pubblico per la nostra salute, per la salute dei nostri figli?
Infatti in quegli stati non vi è nessun obbligo vaccinale. Cosa farà l’Italia, chiuderà le frontiere ai non vaccinati dell’Europa? Capite che siamo alla frutta e che tutto l’impianto legge sui vaccini è un disastro anticostituzionale in tutti i sensi.
Vi rimando ai miei articoli precedenti, dove racconto che nei primi mesi del 2017 la Corte costituzionale tedesca ha certificato, dopo 5 anni di processo intentato ad uno specialista virologo, che il virus del morbillo NON ESISTE.
Esiste il morbillo come sindrome ma il virus non si trova…
Ed allora, cosa iniettano i famosi genetisti malati, di derivazione rettiliana, ai bambini? Voi pensate che gli studi eugenetici nazisti e non, siano finiti? Come mai alla fine della seconda guerra mondiale 3000 scienziati nazisti sono stati salvati e distribuiti nei territori dei vincitori della guerra, dove probabilmente hanno continuato i loro studi che avevano applicato su ebrei e razze inferiori a loro dire.
Questa gentaglia che tiene in scacco il pianeta è gente che ha fatto scoppiare nel 1953 centinaia di bombe atomiche sopra i nostri cieli, su popolazioni inermi per vedere gli effetti radioattivi anche poi nei posteri, nelle generazioni successive a chi ha assorbito radiazioni…
Recenti studi dicono che l’aumento esponenziale dell’autismo soprattutto negli Usa, sia dovuto a lesioni genetiche subite dai nonni dei nipotini di oggi.
Quindi capite; testavano armi e chimica sui propri concittadini e adesso lo fanno sui poveracci in Africa o Asia e tentano nuovamente di farlo anche in Europa.
Capite con chi abbiamo a che fare? Capite a chi i nostri politici hanno svenduto la nostra sovranità? E gli oltre 5000 bambini spariti in Italia nel 2015 e quanti nel 2016? E’ chiaro che i Tg non ve lo dicono … Tratte d’organi, messe nere con sacrifici, pedofilia e quante altre porcherie … Orfani dati in custodia ad associazioni umanitarie che non si trovano più.
CAPITE O NO DOVE SIAMO ARRIVATI
I genetisti rettiliani si divertono a sperimentare sugli umani. Già in antichità si divertivano; uomini con i piedi equini, figure antropomorfe etc, dei nazisti abbiamo già detto … e degli anni bui di URSS e CINA chi sa chi lo sa!
Adesso si divertono probabilmente a verificare quante malattie autoimmuni si possono sviluppare negli umani iniettando virus e batteri con adiuvanti ai neonati, in assenza quasi totale di tali patologie.
Chiaramente loro parlano di effetto diga su tali patologie grazie alle vaccinazioni.
Se il loro pensiero fosse giusto, dovremmo iniettare tutti i virus e batteri presenti sul pianeta per stimolare l’immunità giusto? Vogliono intervenire modificando processi che la Natura ha salvaguardato per millenni.
La prima e più importante immunità è il latte della mamma, il colostro … altro che virus e batteri attenuati! E di seguito un alimentazione sana e vita all’aria aperta, altro che telefonini a radiazioni elettromagnetiche.
Capite che si atteggiano a dei sulla Terra in spregio al Creatore e alla potenza della Natura, che sa come preservare i suoi figli.
Bastardi, non ce la farete questa volta!
Hanno perfino facilitato la procreazione comprando ovuli, uteri e sperma favorendo il Gender; genitore uno e genitore due…
COSA?
Si chiamano papà e mamma, avete capito gentaglia infame! Per migliaia e migliaia di anni la Natura si è evoluta con la nascita dei bambini nell’utero al buio e a 37 gradi, non nei vostri porci laboratori a 22 gradi e alla luce, infami esseri!
Vi divertite a fare dio in Terra e provo pena per quelli che vi seguono in nome del dio denaro e della cosiddetta modernità dei pensieri, in nome della libertà individuale.
Vi siete cacciati in un vicolo cieco, uscirne sarà dura!
Capite adesso il titolo dell’articolo, dire altro non serve più … Serve agire se necessario, di fronte alla falsità ed alla protervia del pensiero unico scientifico e contro i continui abusi fisici e psicologici sui minori.
I BAMBINI SONO SACRI E NON SI TOCCANO

goym – sesta parte – i milionari

La scienza dell’economia Protocollo n° 8 

Dobbiamo impadronirci di tutti i mezzi che i nostri nemici potrebbero rivolgere contro noi. Ricorreremo alle più intricate e complicate espressioni del dizionario della legge, allo scopo di scolparci nella eventualità che fossimo costretti a pronunciare decisioni che potessero sembrare eccessivamente audaci, oppure ingiuste. Perché sarà sommamente importante esprimere queste decisioni in guisa così efficace, che si presentino alle genti come la massima manifestazione di moralità, equità e giustizia. Il nostro governo deve essere circondato da tutte le forze della civiltà in mezzo alle quali esso dovrà agire. Attirerà a sé i pubblicisti, gli avvocati, i praticanti, gli amministratori, i diplomatici ed infine gli individui preparati nelle nostre scuole avanzate speciali.

Questi individui conosceranno i segreti della vita sociale; saranno padroni di tutte le lingue messe insieme con le lettere e le parole politiche; avranno una perfetta conoscenza della parte intima e segreta della natura umana, con tutte le sue corde più sensibili, che essi dovranno far risuonare e vibrare secondo la loro volontà. Queste corde costituiscono l’insieme del cervello dei Gentili; delle loro qualità buone o cattive, delle loro tendenze e dei loro vizi, nonché delle loro peculiarità di caste e di classi.

S’intende che questi sapienti consiglieri della nostra potenza non saranno scelti fra i Gentili, che sono abituati a fare il loro lavoro amministrativo senza tener presenti i risultati che devono conseguire, e persino senza sapere lo scopo per cui tali risultati sono richiesti. Gli amministratori dei Gentili formano i documenti senza leggerli e prestano servizio o per amore o per ambizione. Circonderemo il nostro governo con un vero esercito di economisti.

Questo è il motivo per cui si insegna principalmente agli Ebrei la scienza dell’economia. Saremo circondati da migliaia di banchieri, di commercianti e, cosa ancora più importante, di milionari, perché, in realtà, ogni cosa sarà decisa dal danaro. Nel frattempo, fintanto che non sarà prudente riempire gli incarichi di governo con i nostri fratelli Giudei, affideremo i posti importanti a individui la cui fama e il cui carattere siano così cattivi da scavare un abisso fra essi e la Nazione, ed anche a gente di tal risma, che abbia timore di finire in galera se ci disobbedirà. E tutto questo allo scopo di obbligare costoro a difendere i nostri interessi finché abbiano fiato in corpo.

P.C. – Politicamente Corretto

http://ningizhzidda.blogspot.it/

La polizia del pensiero l’autentico psico-reato

POLITICAMENTE CORRETTO COME PSICOPOLIZIA. SUGGESTIONARE, SORVEGLIARE, CENSURARE, PUNIRE.
Maurizio Blondet  

Roberto PECCHIOLI

Una nuova ideologia

Nel suo libro “La cultura del piagnisteo,” Edward Hughes, scrittore australo-americano profetizzava che il capitano Achab, protagonista del romanzo Moby Dick di Melville, ossessionato dalla balena bianca, sarebbe stato descritto come “ portatore di un atteggiamento scorretto verso le balene “. E’ una rappresentazione umoristica, ma terribilmente realistica , di uno dei mali del nostri tempi, il cambio di linguaggio, di significato e di visione della realtà portato dall’ideologia del “politicamente corretto”, a metà tra la falsa coscienza marxiana e la coscienza infelice .

L’invenzione del politicamente corretto (P.C. nel testo – N.d.R.) è probabilmente il più importante evento meta-culturale degli ultimi decenni. Infatti, lungi dall’essere una semplice modalità espressiva, il P.C. si è trasformato in una vera e propria ideologia comportamentale, in una precisa modalità cognitiva ed riuscita programmazione neurolinguistica al servizio del nuovo potere globale, quello del liberismo economico libertario e cosmopolita.

In linguaggio informatico, possiamo definire il P.C. come una specie di sistema operativo a disposizione del Potere: il meccanismo, in fondo, è piuttosto semplice, a patto di controllare i principali canali di comunicazione culturale e mediatica: università, sistema dell’informazione, intrattenimento, e consiste nel sostituire un certo numero di parole e concetti, sostituendole con altre, al fine dichiarato di smussarne gli angoli, depotenziarne la carica offensiva o semplicemente assertiva, neutralizzarne l’effetto in nome di un rispetto ossessivo per ogni minoranza, e per eliminare dalle parole ogni possibile valenza negativa, ogni ombra di giudizio o affermazione d’ineguaglianza.

Prima , esisteva l’eufemismo, una tradizionale figura retorica che consisteva nell’utilizzare una parola di uguale significato, ma di espressione attenuata. Il P.C. è ben altro, diversa, anzi opposta è la sua intenzione; mentre il vecchio eufemismo si limitava ad affievolire un’espressione per scrupolo o riguardo, il P.C. provoca un cambio di significato, di percezione, uno scarto di senso rispetto ai termini precedenti, addirittura di paradigma, poiché mutano insieme significante e significato. E’, quindi, un’operazione fortemente politica, poiché si prefigge e provoca un “trasbordo ideologico inavvertito”, ovvero tende a rimuovere un concetto, una categoria mentale, un’opinione generalizzata, fino ad abolire, per discredito, demonizzazione e censura, alcune parole od espressioni a favore di altre, senza dichiararlo.

Un interessante libro sull’argomento, di Edoardo Crisafulli, del 2004, Igiene verbale, evoca sin dal titolo il carattere artificioso, da creazione di laboratorio intellettuale, pensata ed organizzata, della “correttezza politica”. Come quasi tutte le cose peggiori emerse nel XX secolo, e che continuano e si perfezionano nel XXI, si tratta di un’idea americana. Alla fine degli anni 80, conclusa vittoriosamente la battaglia del liberismo economico, sconfitto il nemico sovietico, confinato il marxismo nella soffitta della storia, metabolizzata l’onda d’urto delle idee libertarie originate dal 1968 sotto l’ala dei Francofortesi, specie di Herbert Marcuse, giacché Adorno è pensatore ben più profondo e complesso, il capitalismo vincente appaltò alla sinistra sconfitta sul piano degli assetti economici, le idee per la costruzione, diffusione ed imposizione di precetti nuovi per una società in cui si dissolvessero identità personali e religiose, appartenenze nazionali, principi morali, convinzioni e tradizioni secolari e millenarie.

Lo scopo ora ci è chiaro: modellare un’umanità plastica e docile, asservita ai miti del consumo compulsivo, ferocemente votata a rivendicare diritti individuali a scapito di quelli sociali e collettivi, convinta che ciò che è nuovo sia sempre migliore del vecchio, disponibile , anzi desiderosi di un’esistenza precaria, fatta di cambiamenti, instabilità lavorative, sentimentali, residenziali, emotive, per affrontare le quali occorre liberarsi di ogni retaggio e di qualsiasi forte convinzione. L’umanità doveva diventare liquida, per essere versata dai padroni del mondo in nuovi recipienti ; occorreva un’ideologia fortissima, ma soffice, impalpabile, suadente, un poco come certe pubblicità in cui la voce narrante parla con tono ipnotico, in tono basso e lento, per abbattere le nostre difese, ma con il nostro consenso, preconscio o inconscio.

Pochi davvero intuirono la portata devastante del P.C. e la sua capacità di mutare profondamente il senso delle cose per decine, centinaia di milioni di esseri umani; del resto, quando la minaccia è felpata ed armata di così buone intenzioni, come quelle di tutelare minoranze sfortunate e riscattare categorie stigmatizzate, il pensiero critico arriva sempre troppo tardi.

“Quando la filosofia dipinge a chiaroscuro, allora un aspetto della vita è invecchiato, e dal chiaroscuro, esso non si lascia ringiovanire, ma soltanto riconoscere: la nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo. “ La scintillante immagine di Hegel1 ci restituisce un frammento di verità, ovvero che i cambiamenti profondi vengono preparati con cura, e, come una fleboclisi, penetrano goccia a goccia. L’effetto, si vede solo dopo, quando la civetta di Minerva, la dea della sapienza, prima della nuovo giorno, ha concluso il suo volo notturno. La cultura, insomma, giunge a comprendere un fatto storico – l’ideologia del P.C. lo è- solo dopo che il processo di formazione della realtà è già ultimato.

L’invenzione concettuale va ascritta all’Università del Michigan, che, immersa nel multiculturalismo, propose nuovi codici di linguaggio per definire qualsiasi minoranza, tal-ché i negri divennero neri, e poi afroamericani, gli invertiti omosessuali, ma poi, definitivamente, gay, allegri, per esprimere la carica positiva della loro condizione, che venne inserita nel concetto generale di “orientamento sessuale” – tale locuzione è utilizzata anche nei vigenti trattati dell’Unione Europea – mentre gli handicappati si trasformarono prima in portatori di handicap, successivamente in disabili e infine diversamente abili.

Operazione in sé spregevole ed inutile, il p.c. cambia la parola, sfuma o neutralizza il concetto, ma la realtà non si muove di un millimetro: il paraplegico, disgraziatamente, non si alza dalla sedia da diversamente abile. Un divieto verbale tira l’altro, l’igiene verbale pone l’asticella sempre più distante dalla verità. Un mirato bombardamento chemioterapico, per estirpare quel cancro che sono le idee innate, i principi ricevuti, i nostri stessi occhi che vedono una cosa, ma ne devono descrivere un’altra. Gli stranieri sono diventati burocraticamente extracomunitari, i clandestini profughi (da che?) gli immigrati, parola che comunque evoca stabilità, ora sono migranti, vagano, si spostano inafferrabili, come l’ebreo errante del racconto medievale e del libro di Eugène Sue.

Nel campus del Michigan venne redatto un vero e proprio codice di condotta verbale, con apposite sanzioni, costituite da richiami ufficiali che influivano negativamente sulla carriera scolastica, dunque sull’intero avvenire degli studenti. Qui cogliamo un altro punto a favore della tesi “ideologica” che sosteniamo. Il castigo: dunque, saranno stati istituiti dei controllori del linguaggio, dei poliziotti della parola e del pensiero, presumibilmente insegnanti od anche studenti. Ma quando esiste una sorveglianza su ciò che si dice si vive in un regime dittatoriale, il cui destino è vivere stabilendo divieti e decretando punizioni. Sorvegliare e punire: lasciamo stare Foucault, e limitiamoci a d osservare che il diritto penale degli Stati occidentali, assai permissivo e di manica larga per quasi tutti i comportamenti criminali, è particolarmente duro con i nuovi devianti, che violano, ignorando o contrastando il P.C., la versione ufficiale, la quale, proprio perché tale, è di solito una menzogna o una costruzione arbitraria quanto il giudizio di segno contrario.

Hanno iniziato con le norme che puniscono la negazione dell’Olocausto ebraico, che sono, a loro modo, un altro capolavoro del politicamente corretto: infatti, in genere ciò che è sanzionato penalmente è “la negazione degli esiti del processo di Norimberga”. In quel senso, potrei essere trascinato dinanzi a tribunali di numerosi Paesi tanto se sostenessi l’inesistenza delle camere o gas o la non verità della “soluzione finale”, quanto, paradossalmente, se affermassi che le vittime furono sette milioni, e non sei, come da manuale storico. Poi si sono dedicati alla repressione delle discriminazioni nazionali, razziali o territoriali, in Italia la legge Mancino, per la quale non possiamo distinguere nessuno, perché questo significa discriminare , il giudizio di valore viene dopo, e quindi non abbiamo diritto di pensare. Ora stiamo per essere impediti per legge a distinguere un omosessuale da uno che non lo è (la terribile omofobia, neologismo comico, che significa paura dell’uguale, ed è dunque un ulteriore prova di inversione dei significati), e prima o poi il codice penale accoglierà una nuova figura di reato, il neonato “femminicidio”, nipotino dell’eticamente corretto, che impone sì di non uccidere in generale, ma specialmente di non ammazzare la propria moglie, fidanzata o convivente, gesto assai più grave dell’ assassinio a ruoli invertiti. Aspettiamo di verificare in quale fattispecie verrà inserita l’uccisione di persone dello stesso sesso legate da unione civile.

Ma c’è del metodo in questa follia, come capì Polonio delle stranezze di Amleto. L’uomo nuovo, no, che dico, l’umano nuovo, poiché uomo è “sessista”, (altra categoria concettuale vietata e punita dalla nuova psico-polizia progressista) ha l’obbligo assoluto di uguaglianza, deve vivere nell’identico, sguazzare nell’equivalente, credere nell’indifferente e nel relativo, elevare altari ai diritti dell’Uomo – maiuscolo forse si può scrivere -. Nessun giudizio morale è permesso, nessuna distinzione (discriminazione) ammessa, ma, come nella Fattoria degli animali2, qualcosa e qualcuno deve rimanere più uguale degli altri.

Gettati nella spazzatura tabù secolari, l’uomo ne inventa di nuovi, e, proclamata l’assenza di qualunque verità in nome dell’Equivalente, dell’Uniforme, dell’Uguale, perseguita con occhi iniettati di sangue chi esprime concetti veritativi, o, semplicemente, li ricerca. Nulla di più violento ed intollerante del pensiero debole, padrino del P.C., che inizia escludendo dal dibattito come indegno o empio il deviante e prosegue invocando la sanzione della norma scritta a carico dei dissidenti, il cui peccato e reato è pensare. E, posto che il relativismo è la conclusione del liberalismo trionfante, il suo pilastro legale è il positivismo giuridico.

Al riguardo, apriamo una parentesi per spiegare come tutto si tenga, nell’impianto concettuale liberal-libertario. La nostra ferma convinzione è che il p.c. sia la volgarizzazione ideologica ad uso delle masse del relativismo morale, il quale, a sua volta, è lo strumento con cui l’universo liberal-capitalista ottiene per inganno e disinformazione, il consenso dei più alle proprie pratiche di dominio, sfruttamento, abbrutimento dei popoli. Liberisti in economia, privatizzano il mondo, libertari nella società, privatizzano i desideri, esaltandoli come diritti. Vanno oltre, giacché il presidente Obama, che è P.C. per definizione, in quanto appartenente al Partito Democratico e di pelle scura, ha definito fondamentale il cosiddetto diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Gettata nel cestino dei rifiuti la strana attitudine della natura, che assegna la riproduzione delle specie all’incontro di due sessi, egli, gran sacerdote del Pensiero Unico occidentale, recide il legame dell’uomo con il resto della natura, ponendosi al di sopra, e considera “fondamento” di una comunità “legale” l’unione sterile omosessuale.

Screditata, derisa come inesistente la legge naturale, che infonde il principio di verità e giustizia nell’animo umano, e lo rende senso comune, che per primo Aristotele3 aveva scoperto e teorizzato, e rigettata la convinzione che esistano principi di fondo, validi per tutti, non si pone più il problema del bene e del giusto. Si torna, con acrobazie dialettiche in cui il potere è maestro da sempre, alla legge del più forte, colui che, nelle circostanze presenti, può, vuole e sa orientare l’opinione comune, avendo a libro paga intellettuali e politici, e la trasferisce nei codici scritti, con leggi che l’intelletto comune respinge, ma che, appunto, sono leggi. Stanno scritte, approvate a maggioranza da parlamenti indolenti ed ignoranti, hanno forza di coercizione. Non pretendono minimamente di essere giuste, semplicemente, ci sono: esse sono la legalità, quella di oggi, diversa probabilmente da domani o dopo.

Non importa, umano occidentale del XXI secolo: sei cittadino di un mondo dove esiste il politeismo dei valori4, di conseguenza hai rinunciato a credere nelle leggi naturali e nella verità che pure avverti presente dentro di te, hai torto, e ti devi uniformare alla “legalità”. Il grande giurista romano Paolo, nel suo Digesto, sentenzia: “Il diritto è definito in diversi modi: in uno, si dice diritto ciò che è sempre giusto e buono, che è diritto naturale; nell’altro modo, ciò che per tutti o per molti è utile in una certa città, che è diritto civile “. Dunque, da migliaia di anni è certo che esista qualcosa che è giusto e buono in sé, distinto da ciò che è ritenuto utile in dato contesto. Adesso, non più, e non possiamo quindi obiettare, con Tommaso d’Aquino,5 che se una norma non concorda con la legge naturale e morale “non eritlex, sedlegiscorruptio “, non sarà legge, ma corruzione di essa. Ti hanno convinto che tutto sia mutevole, fluido, liquido, si equivalga, e che le più belle parole del vocabolario siano progresso e moderno. Moderno, poi, significherebbe semplicemente, “al modo odierno”, quindi è un termine molto politicamente corretto, giacché, in sé, non esprime alcun giudizio di valore, ma solo una constatazione temporale!

Inoltre, ti hanno riempito la testa di “valori”, che non ci sarebbero più, o che comunque sono quelli che tu (o loro per te) riconosci al momento. Ma se l’unico valore comunemente accettato è il prezzo in denaro, è perché sono tramontati i principi. Solo possedendo dei principi, si possono attribuire dei valori, alle idee, alle cose, alle persone, ai fatti. Aveva ragione, ancora una volta, Carl Schmitt, il gigante del diritto novecentesco, ad imprecare contro “la tirannia dei valori”, che, come i titoli di Borsa, scendono, salgono, si compravendono, stanno, come ripetono gli esperti del settore, di volta in volta in territorio positivo o negativo. Purtroppo, ha vinto Kelsen, aedo del liberalismo progressista, con la sua teoria “pura” del diritto, che impone il positivismo giuridico (giuspositivismo), per il quale, avalutativamente, in assenza di principi, valore è la legge in sé, ovvero il fatto che sia formulata secondo procedura, approvata secondo procedura, applicata secondo procedura. Che prescriva castronerie o vieti comportamenti giusti, è indifferente.

Questo è il tempo nostro, l’Eldorado delle procedure, dei protocolli, dei quadratini dei formulari, ognuno dei quali deve contenere una lettera ed una sola, un numero e solo quello. Il politicamente corretto è, per l’appunto, la procedura, il prontuario, il catechismo a disposizione di chi non può (vuole….) perdere tempo, altro mantra contemporaneo, e vuole vivere tranquillo, come un animale d’allevamento, ed avere in tasca, pronte all’uso, le idee alla moda che lo faranno accettare in società e gli permetteranno una buona carriera. E’, pensateci, il pregiudizio dell’assenza di pregiudizi! Tutto già scritto, precotto, preciso e perfetto, come in uno stampato precompilato , da completare con nome e cognome, redatto in “corporate standard”, che, per i fortunati che lo ignorano, è l’insieme di regole formali con cui si comunica all’interno di un’azienda o un’amministrazione: parole da evitare, corpo tipografico, spaziature, lunghezza, tono.

Rassicurante, pronto , non si può sbagliare, è a prova di cretino, anzi di persona di ridotte attitudini intellettuali. Che è poi la fotografia digitale dell’homo sapiens nostro contemporaneo, uno che non si attarda a studiare ciò che “non serve”, e che è il destinatario perfetto del metodo delle ex scienze dello spirito, sociologia, antropologia, storia, diritto, che avanzano senza chiedersi i perché, limitandosi a descrivere ciò che guardano, senza trarre conseguenze, esprimere giudizi, senza, in fin dei conti, pensare. Il P.C., purtroppo, invece pensa, e lo fa al nostro posto, pubblicando ogni giorno una dispensa dell’ enciclopedia dei sentimenti leciti, codice ideologico obbligatorio sorvegliato da una pletora di intellettuali, giornalisti, politici di serie C, che hanno indossato di buon grado, la paga è ottima, l’uniforme della Squadra Buoncostume delle polizie di una volta. La Chiesa cattolica, che è peraltro uno dei bersagli preferiti del P.C., aveva tracciato il solco, con l’Indice dei Libri Proibiti, il Progressista Globale ha superato la maestra, con l’indice delle parole, dei concetti, dei pensieri proibiti.

Psico-reato, psico-polizia

Il chierico delegato, novello intellettuale collettivo (anche su questo versante Marx, Lenin ed il buon Gramsci sono stati battuti dai liberali) regola il traffico cerebrale per tutti, unisce le nostre sinapsi, animandole verso il Bene ufficiale, e, naturalmente, non discute: emana sentenze, inappellabili come quelle della Cassazione, diffonde scomuniche con bolle papali a mezzo sistema di informazione. Per chi sgarra e si oppone al P.C., la prima sanzione è l’avvertimento in stile mafioso, con lo scatenamento delle armate mediatiche. Due esempi: l’industriale Barilla, costretto a ritrattare l’affermazione secondo cui egli non avrebbe mai permesso pubblicità della sua azienda con famiglie diverse da quella naturale. Dovette scusarsi dopo attacchi aggressivi e volgari, non solo della lobby omosessualista. Da ultimo, il caso del calciatore Marchisio, che ha polemizzato con un giornalista, affermando che la sua telecronaca “sembrava fatta da un non vedente “. Con fiero cipiglio, i Guardiani della Rivoluzione parolaia lo hanno costretto a ritirare la frase. Badate bene, era già stato politicamente corretto, pronunciando l’espressione “non vedente” al posto di cieco. Non è bastato, nessun accenno è ammesso dai proibizionisti del linguaggio!

Secondo passo: l’esclusione dal dibattito. Chi manifesta convinzioni sgradite, o semplicemente parla chiaro, deve essere proscritto. Discutere con lui (o lei, siamo P.C. anche noi ..) significherebbe riconoscere dignità alle sue idee. Sì, perché l’intellettuale collettivo P.C. è anche abilitato a rilasciare patenti di democrazia, tolleranza, diritto di parola. Un protocollo scritto delle correttissime associazioni LGBT (lesbiche, gay, transgender, bisessuali) invita testualmente i canali televisivi e radiofonici ad escludere dai dibattiti su materie di bioetica e sessualità i contrari ai “diritti” gay. Chi ha idee non politicamente corrette, o è un pazzo oppure è un rifiuto dell’umanità, scellerato, forse nemico del popolo. Perché ammetterlo al dibattito “civile”?

Usando le loro logore categorie mentali, dovremmo dare a tutti costoro dei fascisti, o, peggio ancora, dei razzisti (antropologici), giacché questa parola è diventata multiuso per far tacere ed espellere chicchessia dal campo e dall’umanità. L’arco costituzionale sono sempre loro, ed il loro patologico bisogno del nemico assoluto (l’orco costituzionale …..) li rende impermeabili a tutto, specialmente a comprendere di essere diventati l’arma migliore nelle mani di capitalisti, multinazionali e banche, che li usano, condizionano e manipolano come ridicoli robot per i loro fini schiavistici.

Terzo movimento: la sanzione vera e propria, attraverso l’inclusione nel corpo legislativo di nuovi titoli di reato, o psico-reato, che non reggono all’esame di uno studente, ma che diventano istantaneamente vangelo vivo nelle mani dei nuovi inquisitori. Galera dunque, per chi osi preferire un figlio normale ad uno invertito (brr, che parolaccia), o sostenga che i genovesi sono spilorci o i napoletani indolenti.

Un’università americana sta bonificando il grande romanzo di Mark Twain, Le avventure di Huckleberry Finn, capolavoro assoluto, espungendo dal testo la parola nigger, negro, che vi compare ben 119 volte, da altre parti si chiede di non far studiare Shakespeare e Dante per manifesta scorrettezza politica. A forza di ripulire il pensiero, ed il linguaggio, resta una lavagna cancellata, o una pagina bianca. Aveva ragione Orwell ad immaginare che, con la neo-lingua del Socing6, si sarebbero eliminate le parole per abolizione dei relativi concetti. Afasia che lo scrittore algerino Boualem Sansal, nel recentissimo “2084”, attribuisce alla futuribile dittatura dell’Abistan, il cui lessico è ridotto a cento parole.

Non c’è bisogno di aspettare tanto, poiché la nostra, di dittatura (di “soft power” parleremo tra un attimo) sta già conseguendo risultati analoghi: estirpare il significato torcendo e poi abolendo il vecchio significato, istituendo un nuovo codice linguistico che, inevitabilmente, si trasforma in visione del mondo. Era pur stato Giovanni ad affermare che “in principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio, ed il Verbo era Dio“. Il nuovo verbo è la riproduzione neocapitalista, Dio è agevolmente sostituito dal Mercato, e la misura di tutte le cose sono l’utile (economico) ed il dilettevole (il diritto assoluto al piacere o capriccio individuale, purché compra-vendibile in denaro).

Crediamo a questo punto di avere dimostrato la vera natura – ideologica e prometeica – del politicamente corretto. Lo definiremmo una forma sofisticata, oligarchica e postmoderna di gattopardismo emanato da un potere che cambia pelle come un serpente, ma non perde il veleno. Dice Tancredi Falconeriallo zio Principe di Salina “Se vogliamo che tutto resti com’è, bisogna che tutto cambi”7, e, nel romanzo di Tomasi di Lampedusa, il vecchio principe, consapevole della fine del suo mondo, è tranchant nel giudicare i tempi nuovi: “noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene.”8 Cosi fu, ed è. Peraltro, anche Il Gattopardo fu vittima del P.C. degli anni cinquanta, consistente in ciò che era gradito al PCI; Elio Vittorini, gran maestro delle lettere italiane, irregolare ma comunque comunista, ne rifiutò la pubblicazione, che avvenne dopo la morte dell’autore, e rifiutò anche le traduzioni italiane del Dottor Zivago di Pasternak e del Tamburo di Latta di GuntherGrass. Infine, sempre di censura si tratta, sempre di controllo sui cervelli dei sudditi.

Un sistema di potere, un tabù

Il XXI secolo, tecnologico e permissivo, ha bisogno di un sistema di potere allucinogeno: le masse devono essere convinte di godere di ampie libertà , nonché di avere grandi possibilità individuali. Un esercito di finti “pezzi unici”, sospinti però verso comportamenti, gusti, reazioni assolutamente comuni e previste. E’ il principio del “soft power”, che agisce per linee interne, a livello subliminale, persuasivo, per coazione a ripetere, mostrando ed imponendo modelli , ottenendo senza violenza fisica comportamenti od attitudini di proprio gradimento. Riflessi condizionati, come quelli del cane di Pavlov. Nell’esperimento, il cane riceveva cibo dopo il suono di un campanello, ma, ripetendo l’azione, la salivazione iniziava già al momento del suono.

Così è l’uomo di oggi, i cui stimoli sono la prospettiva del guadagno, il consumo narcisistico, la stimolazione sessuale, unita alla paura dell’esclusione. Per rafforzare il dominio, tuttavia, è necessario estirpare il pensiero critico, disattivare quelle aree del cervello in cui nascono, si formano e sviluppano le idee astratte e si conservano i giudizi. All’homo consumens et desiderans si offrono insieme un ampio pacchetto di pregiudizi e la disistima di se stesso. Infatti, ciò che chiamiamo P.C. è una accattivante confezione di preconcetti basata su un unico postulato: l’uguaglianza quasi paranoica, ossessiva, superstiziosa, che diventa uniformità, gabbia inviolabile. Timoroso di se stesso, l’uomo mette a confronto la sua percezione di fatti, il proprio principio di realtà, inevitabilmente diverso dalla visione “ufficiale”, e censura se stesso, si considera cattivo, malvagio in quanto giudica altrimenti, e, nella maggioranza dei casi, si conforma, sino ad introiettare come giusto e vero quello che il suo proprio convincimento rifiuterebbe. Negli anni cinquanta, si sarebbe chiamato lavaggio del cervello.

In un esperimento a cavallo tra psicologia e sociologia, vennero mostrate ad un campione prescelto delle linee disposte su piani e con angolature diverse, ma di uguale lunghezza. Un certo numero di partecipanti aveva il compito di affermare con sicurezza la differente misura delle linee. Gli altri, i veri destinatari all’esperimento, ne vennero così influenzati che un certo numero cambiò il proprio giudizio che, ripetiamo, era corretto e basato sulla diretta esperienza personale.

Nel caso del P.C., la coazione a ripetere è collegata all’offerta di cambio di significante (zingaro, poi nomade, infine rom) e di significato (rom è il nome di quell’etnia, è psicologicamente neutro, non ha accezioni negative, come zingaro, associabile all’idea di individuo poco raccomandabile o dedito al furto, o il più cauto “nomade”, che richiama un modo di vita che in genere non apprezziamo), ma anche al doppio timore, designando quella persona come zingaro, di esporsi alla riprovazione sociale, con conseguente stigmatizzazione, e di sembrare, o addirittura essere davvero persone cattive, maleducate, prive di cuore, di idee antiquate. Autocensura allo stato puro, specie per quanto riguarda la perdita di autostima, ed alla terribile prospettiva, per molti, di non essere considerati all’altezza dei tempi, progrediti, “moderni”.

Eppure, esprimere differenze attraverso vocaboli distinti che designano sfumature, distinguono aspetti specifici, indicano, precisano, dettagliano, è l’esercizio principale del nostro pensare ed essere nel mondo, esprimono il nostro vissuto e forniscono una mappa, un percorso interiore che ha raggiunto un punto di vista che fa da criterio generale. Proprio quello che i super-padroni non vogliono: per questo ci stanno fornendo il “loro” navigatore multiuso, il GPS universale, con il quale raggiungere qualsiasi destinazione indotta da loro per la via indicata imperativamente, senza scorciatoie e senza prendere strade diverse.

Un cieco è non vedente, un sordo non udente ma questo, se riflettiamo, non cambia la loro condizione, ma la nostra. Il cieco, o chiunque altrimenti menomato, in una comunità tradizionale, ha diritto ad una certa attenzione, lo si deve aiutare in alcune operazioni, essere concretamente solidali con lui, magari solo per comprendere od evitare un pericolo, perché viene dal cuore, perché “si fa così”, e non in quanto è scritto in una legge approvata e controfirmata. Il non vedente è come me, a parte il fatto degli occhi: non gli devo nulla. Dall’egalitarismo più forsennato all’individualismo indifferente. Tutto si tiene, dicevamo. Ogni società, del resto, vive di permessi e proibizioni. La nostra non è diversa, ma li nasconde perché finge libertà: il P.C. è il tabù per eccellenza del nostro tempo, il senso del pudore riemerso dal naufragio di quell’altro, in cui eravamo cresciuti.

Il tabù rimanda alla categoria abolita e schernita del sacro, e ne mantiene la caratteristica principale: è infatti un dogma indimostrabile, alla quale si erigono alteri e si svolgono sacrifici. Il P.C. non argomenta né tanto meno dimostrare, punta l’indice accusatore e finge sdegno nei confronti di chi osa mettere in dubbio il suo credo secolare.

Chi viola un tabù, poi, non commette solo un abuso o un reato, ma un’empietà, che si manifesta al solo accennare alle aree di pensiero che ha occupato e su cui non permette incursioni: immigrazione, sicurezza, origini geografiche e razziali, omosessualità e teoria del genere, identità, fede, temi esistenziali. Proibito parlarne, tabù, violazione del recinto del tempio. Sigmund Freud, tra tante follie, ha evidenziato esattamente il nesso tra tabù e nevrosi, e questa, appunto è, è una società che spazia tra nevrosi e schizofrenia, nega accanitamente l’esistenza dei problemi, e li nasconde proclamando il tabù.

Possiamo quindi definire il P.C. come un tabù rispetto alla verità, che non deve essere cercata e neppure percepita, ma di cui i suoi gran sacerdoti si servono per consolidare il loro potere.

Nel 1984 di Orwell esisteva il Ministero del Condizionamento, nella realtà, ben più distopica, c’è ma non si dice, e lavora alla censura preventiva, anzi fa delle sue vittime gli esecutori delle sentenze, impauriti dinanzi al vuoto del pensiero ed al pericolo di volare con l’intelletto. Tabù, e religione civile, officiato da mascalzoni che padroneggiano assai bene la psicologia e, come accennavamo all’inizio, la programmazione neurolinguistica, il P.C. si è potuto sviluppare dopo la fine del comunismo poiché, con il crollo del muro, è saltata l’ultima grande narrazione politica ed esistenziale del Novecento, e lo stesso liberalismo ha perduto ogni connotazione culturale e si è trasformato in liberismo economico e libertarismo antropologico. Per questo, è potuto diventare una sorta di bizzarro elemento di raccordo sociale, per quanto negativo e fluido, giacché sposta continuamente le sue frontiere, riorienta gli obiettivi, rinnova il proprio stesso lessico.

Il P.C. malattia del pensiero

Al di là dell’egemonia degli Stati Uniti, non è casuale che americana sia la sua origine, impregnato com’è di soffocante moralismo bacchettone di ascendenza puritana, e splendida è, in materia, la folgorante intuizione di Nietzsche: Dove la morale è troppo forte, perisce l’intelletto9.

L’intelletto europeo, in particolare, è perito, o seppellito, sotto ondate di sensi di colpa per la propria storia: la grandezza passata, la volontà di potenza che ci animava, la capacità di fare cultura, di essere e diffondere civiltà, viene revocata in dubbio come sopraffazione, colonialismo, violenza. Terrorizzati da se stessi, gli europei si sono rifugiati in nuovi dogmi rassicuranti. Slogan di ossessivo antirazzismo, pacifismo spesso ridicolo, in cui si distingue per estremismo il clero cattolico, inni al multiculturalismo in cui ci si spoglia di se stessi per accogliere, nudi, l’Altro, patologie dell’uguaglianza che neppure il comunismo, ben più concreto, aveva osato, ma un’equivalenza declinata in senso individuale, tra diritti, sessualità “aperta”, aborto, eutanasia, odio per qualsiasi autorità, che mette in disparte i grandi temi della giustizia sociale, del lavoro, dell’ordine civile. Il P.C. odia ciò che marca le differenze, tra le comunità, le credenze, i modi di vita, i sessi e, screditando i linguaggi, vieta un vero dibattito a colpi di dogmi. Per oltre un millennio, così grande era l’autorità di Aristotele, che bastava, in una discussione, l’”ipse dixit”, con relativa citazione, per far tacere l’avversario.

Il P.C. si sta trasformando nel fantasma di un moderno Aristotele che, però, a differenza dello Stagirita, non ha prodotto neppure l’uno per cento dell’immensa mole di conoscenza del pensatore greco, e procede a colpi di divieti, interdetti, chiusure dogmatiche, violenza verbale dei suoi ultrà, sentenze di condanna di tribunali in cui giudice ed accusatore sono la stessa persona. Per il vostro bene, non affannatevi a pensare, sembrano dirci, non abbiate convinzioni vostre, pensiamo noi a tutto. Divertitevi, consumate, regalate a noi i vostri cervelli ed offrite il vostro lavoro ed i vostri debiti ai nostri padroni. Può sembrare una riedizione del racconto del Grande Inquisitore di Dostojevskynei Fratelli Karamazov.

Quanto alle religioni, fate come vi pare, essenziale che tutto resti nel privato e che non siate pubblicamente cristiani, buddisti o quel che vi pare. Per l’Islam, le cose stanno un po’ diversamente, perché quelli reagiscono ed è meglio tacere, oppure armare le penne ripugnanti di nichilisti come quelli di Charlie Hebdo, (proprietà dei Rothschild, chi l’avrebbe detto) e poi, dopo la frittata, organizzare un’altra campagna molto P.C., quella all’insegna di “ je suis Charlie”.

Anche il p.c., come ogni ideologia, ha bisogno di un suo calendario e di sostenitori famosi. Per questi ultimi, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Gli esponenti del mondo dello spettacolo sono sempre pronti, del resto sono ricchi e famosi perché il sistema di comunicazione, proprietario ed ispiratore delle nuove idee, ha investito su di loro. Quale migliore propaganda alle cosiddette famiglie arcobaleno, alla banalizzazione dell’uso di stupefacenti, alla santificazione dei migranti, dell’illuminata parola di Lady Gaga, Tiziano Ferro, dell’inevitabile Luciana Littizzetto o di Jovanotti, l’illustre opinionista? Ogni tanto, serve però l’austero parere di scienziati di fama, ed è pronto all’uso il professor Veronesi, che ha avuto l’improntitudine di affermare che l’amore più puro è quello omosessuale. Perdoniamolo, perché ha salvato tante vite e, soprattutto, ha superato i novant’anni.

Il calendario è un fatto ben più complesso e pericoloso, hanno bisogno di tempi più lunghi. Molto cammino, tuttavia, è stato compiuto. Il Natale è stato depotenziato con l’invenzione di uno strano anziano barbuto che gira su un carro di renne. Lo chiamano Babbo Natale, per non perdere del tutto il contatto con la tradizione e per consentire il rito dei regali, ma nessuna menzione su chi è nato, quel Gesù di Nazareth che, comunque la si pensi, ha improntato una parte rilevante della nostra cultura; erano più onesti i sovietici, che avevano Nonno Gelo, ma loro non erano tenuti alla correttezza politica. Le vere feste P.C. sono il 27 gennaio e l’ 8 marzo, in parte il 14 febbraio. Il 27 gennaio, da una decina d’anni, è la giornata della memoria, e siamo costretti ad interminabili intemerate sull’olocausto ebraico, di cui si è parlato assai meno nei primi decenni della ricorrenza, e che fu certo una tragedia, ma non purtroppo, l’unica, né, forse , la più drammatica della vicenda umana.

Politicamente, però, nulla di più corretto delle consuete parole in libertà cui dobbiamo credere obbligatoriamente, sotto pene tremende; quanto all’8 marzo giornata della donna, come evitare lo sversamento di melassa politicamente correttissima sull’altra metà del cielo, sfruttata orrendamente sino all’alba dorata degli ultimi, formidabili, anni? Pazienza se tutto è così volgarmente consumistico da risolversi in cene mono-sesso con annesso spogliarello maschile, a riprova che la donna ha raggiunto la parità specialmente nelle cose triviali, o costose e poco salutari, come il fumo o l’uso di stupefacenti. Molto P.C. è anche San Valentino, festa degli innamorati. Mette d’accordo credenti e mangiapreti, perché il buon Valentino, patrono di Terni, è comunque un santo, ma quel che conta sono i regali, le cenette intime, insomma il solito rito del consumo, e poi, deve sempre vincere l’amore. Obama e Renzi lo hanno affermato a chiare lettere che vince l’amore, anche quando si tratta di legalizzare matrimoni e filiazioni contro-natura.

Ma il paradiso del P.C. è Google, il più grande motore di ricerca del mondo, quello su cui cerchiamo siti, notizie, informazioni. Magari non ci facciamo gran caso, ma Google scandisce i giorni come una rubrica liturgica del nuovo culto: dalla data di nascita di Confucio a quella di Galileo, inizio e fine del Ramadan, la nascita di Buddha, le feste ebraiche, persino il ricordo di tale LudwikZamenhof, inventore dell’esperanto, la lingua finta che avrebbe dovuto sostituire quelle vere, e di cui nessuno parla più da decenni. Quanto ad un’altra istituzione della rete Internet, Wikipedia, consultate due o tre voci di argomenti che conoscete bene, e vi renderete conto di quanto P.C. grondi dalle definizioni e dai giudizi di quell’enciclopedia, che, dicono, scriviamo proprio noi. Anzi, su un sito del mondo Wiki è disponibile un vero manuale per parlare, scrivere e comportarsi in maniera politicamente corretta: il manuale delle giovani marmotte, nel senso che, purtroppo, sono per lo più giovani le vittime del P.C., e le marmotte, notoriamente sono un animale che dorme molto.

Insomma, in nome della multiculturalità, ce n’è per tutti, tranne, ovviamente per chi continua a credere ostinatamente nei valori europei e nella Tradizione. Il condizionamento socio culturale sotteso al P.C. c’è ed è un progetto preciso di riscrittura della mentalità e della storia. E’, insomma, o aspira a diventare, la religione civile dell’umanità occidentale postmoderna. Deve quindi neutralizzare continuamente i riferimenti che riempiono la nostra vita e determinano il bagaglio comunitario di tutti noi, per procedere a tappe forzate all’acculturazione delle masse, cancellando, espiantando e reimpiantando idee, parole, concetti, categorie.

Tale neutralizzazione, già scoperta dal solito Carl Schmitt, mira alla razionalizzazione assoluta, fino a fondare, spazzati via i detriti del passato, un nuovo punto di coesione, o almeno di concordanza, nell’economia e nella tecnica. Proprio i grandi sistemi che il potere globale controlla meglio, perché li possiede. Infine, però, tutto si risolve, nell’angusto orizzonte culturale del P.C., nella mera giustapposizione del diverso, ovvero nella negazione della diversità, o, ancora, in un diluvio di parole senza incontro con l’altro da sé e senza scambio.

Le tavole dei comandamenti sono sostituite dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo dell’ONU del 1945 – a pensarci bene, anche il nome – nazioni unite – è un inno al politicamente corretto, metà sogno e metà menzogna creduta per coazione a ripetere. Per una delle mille eterogenesi dei fini, il rigido positivismo giuridico, che nega la legge naturale ed impone la legalità delle maggioranze variabili e temporanee, viene sconfitto in quel documento, giacché nella verbosa Carta dell’ONU i diritti che vengono proclamati provengono tutti da una visione filosofica e morale giusnaturalistica.

Meglio così, occorre sorridere quando la verità fiorisce sulle labbra dell’avversario … Alla prova dei fatti, malauguratamente, le grandi lobby di potere transnazionali, non potendo abolire i diritti scritti, li devono svuotare dall’interno e dissolverli, trattandoli come mere convenzioni, manipolando Stati e popoli a colpi di correnti d’opinione che diventano maggioritarie per l’ovvia circostanza che sono esse stesse a dominarle per il tramite di stampa, televisione, cinema e spettacolo che, guarda caso, sono per il novanta per cento, loro proprietà. Cominciano parlando di “casi pietosi”, estremi, proseguono con la pronunzia in materie sensibili da parte di intellettuali e gente di spettacolo, e, di giorno in giorno, il gioco è fatto. Cambiano l’opinione comune su qualunque cosa, clonazione, sessualità, bioetica, guerra, immigrazione o su qualsiasi argomento vogliano guadagnare o imporre una visione. Si incrementa il vocabolario delle parole proibite e della maledizioni a carico dei recalcitranti. La polizia del pensiero, attivissima, fa il lavoro sporco: intimidazione, derisione, minaccia. Mai, mai una volta, un’argomentazione. E’ come in matematica: i postulati non sono dimostrabili, ma, almeno lì, sono auto-evidenti.

Nel P.C. non si deve discutere: la verità è già lì, pronta e cucinata a puntino da color che sanno, e, per i casi di emergenza, basta scrivere un articolo di legge che chiami reato pensarla diversamente su qualcosa, o, più semplicemente, pensarla. Sì, perché l’autentico psico-reato è il pensiero come tale.

Che fare, allora? Un recente, interessante saggio di Luigi Mascheroni 10 propone la soluzione sessantottina. Sostiene infatti che una risata, o milioni di risate, seppelliranno il mostro P.C. Non siamo d’accordo. Troppo grandi e potenti le forze che lo patrocinano e lo impongono, troppo debole la capacità di resistenza culturale di generazioni cui è stata tolta la bussola fin dall’infanzia e che vivono nell’indifferenza politica, e, diciamolo senza paura, anch’essa politicamente corrette, nell’ignoranza, tanto più desolante in quanto accompagnata da titoli accademici.

Una prova è il sistema della moda e dei prodotti “firmati”: tutti sappiamo a quali sfruttamenti sono sottoposti i lavoratori del terzo e quarto mondo, ma anche del nostro cosiddetto primo mondo, che producono abbigliamento, pelletteria ed altri accessori, è ormai di dominio comune che spesso la fabbricazione è uguale ed eseguita con gli stessi macchinari di prodotti il cui marchio è meno prestigioso. Eppure, specie i più giovani, sempre in prima linea nelle finte battaglie mediatiche a base di frasi fatte, pretendono i capi firmati. Potranno distinguere tra vero e falso, tra verità e menzogna, addirittura tra realtà e finzione, immersi come sono, e come siamo, nel virtuale ?

Ugualmente, non possiamo ragionevolmente sperare in un cambio di rotta: tutto va a gonfie vele per loro, non esiste motivo per fermarsi, e neppure c’è una forza, una qualsiasi, che trattenga, argini, proponga insegnamenti alternativi. Le agenzie educative sono tutte al naufragio, a partire dalle confessioni religiose cristiane. Non appare all’orizzonte un’idea forte alternativa, un mito, un sogno da realizzare.

I cinesi intitolano ad animali i vari anni o le epoche: il nostro è il tempo del cane bastardo, e dico bastardo perché meticcio mi fa schifo, è troppo politicamente corretto. Non prevarranno, alla fine, i nemici dei popoli comodamente seduti sulle loro poltrone nelle capitali della finanza e del mondo.

Ma per sconfiggerli occorre costruire avanguardie, nuovi ordini di uomini e donne che abbiano il coraggio di esporsi, di sfidare la derisione, l’esclusione, il tribunale. Non c’è un’alternativa facile, ma la verità, alla fine, vince sulla bugia, la realtà sulla virtualità, i fatti sulle parole. Occorre, ri-diventare ciò che si è, un altro lampo di Friedrich Nietzsche.

Bisogna credere nelle proprie idee, innanzitutto, studiare il linguaggio avversario, smascherare, parlare netto, ridare al corso dei nostri pensieri le giuste parole, riconoscere il nemico e, con sobria fermezza, combatterlo, a partire dai concetti, a partire dal tranquillo coraggio di dire ciò che va detto, e, certamente, fare anche delle sane risate in faccia alle suorine ed ai fraticelli della nuova, falsa, falsissima, religione del politicamente corretto. Non è poi così difficile: se lo sapremo fare in molti, allora forse, davvero, una risata potente come il mondo li seppellirà, e speriamo che sia un vero cimitero ad accoglierli, ed un becchino da non chiamare operatore del camposanto. Nel frattempo, e, per sempre, teniamoci in piedi tra le rovine, siamo esempio, punto di riferimento, manteniamoci cellula sana nella metastasi.

Ezra Pound ce lo disse chiaramente, se non abbiamo il coraggio delle idee, o non valiamo noi o non valgono le nostre idee. Un altro grande poeta del Novecento, lo spagnolo Juan RamònJiménez11, ha scritto in pochi versi qualcosa che dovremmo scolpire nella memoria, a proposito delle falsità che ci vendono per oro colato.

“E’ verità, adesso. / Ma è stata talmente menzogna, / che continua ad essere impossibile, sempre.”

Note

1) G.W.F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto. 2)G. Orwell , La fattoria degli animali. 3)Aristotele, Etica Nicomachea. 4) M. Weber, La scienza come professione. 5) Tommaso d’Aquino, Summa Theologica. 6) G. Orwell, 1984. 7) G. Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo. 8) ibidem 9) F. Nietzsche, Al di là del bene e del male. 10) L. Mascheroni, Come sopravvivere al politicamente corretto 11) J.R. Jiménez, Eternidades.

Roberto PECCHIOLI
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