Archivi categoria: censura

I giornalisti davvero liberi continuano ad aver ragione

I blogger avevano ragione, la grande stampa torto. Vogliamo dirlo?

di Marcello Foa 

Ebbene sì, i blogger, i “liberi pensatori”, i giornalisti davvero liberi continuano ad aver ragione e la grande stampa mainstream torto, nel senso che quest’ultima tradisce da troppo tempo quella che dovrebbe essere la sua funzione primaria e irrinunciabile, di voce critica e coraggiosa della società democratica.

Mettiamoci nei panni di un analista – politico o finanziario o strategico – che vuole capire come va il mondo. Se si fosse limitato ai principali media internazionali o di grandi Paesi come Francia, Gran Bretagna, Germania o Italia, i suoi report sarebbero stati lacunosi e, soprattutto, per nulla preveggenti. 

Le analisi più accurate e le denunce più coraggiose non le avrebbe infatti trovate su quelle colonne, bensì sui blog e sui siti della cosiddetta stampa alternativa, di qualunque orientamento politico, che negli ultimi anni ha saputo leggere molto meglio la realtà. 

Ecco qualche esempio:

– per anni economisti alla Bagnai o alla Sapir, quelli che partecipano ai convegni di A/Simmetrie, hanno denunciato l’assurdità, per evidente inefficacia e crudeltà sociale, delle cosiddette misure di salvataggio della Grecia. In perfetta solitudine, perché la stampa “ortodossa” ripeteva la solita litania. A distanza di anni il FMI ha ammesso i propri errori e oggi veniamo a scoprire che gli unici ad arricchirsi sono stati i tedeschi, che non solo hanno evitato di sopportare i costi di un default greco ma hanno poi lucrato 1.34 miliardi sui bond della salvezza. 

Idem sull’euro: era un tabù persino parlarne in maniera dubitativa. La grande stampa ha negato spazio alle voci critiche, come invece avrebbe dovuto, salvo ricredersi… a distanza di 16 anni. Ora, timidamente, anche sui giornali color salmone si odono voci critiche. 

in Siria i grandi media hanno evidenziato denunce clamorose come quelle su “esecuzioni di massa e corpi bruciati nei forni crematori di Saydnaya“, subito messe in dubbio da diversi blogger, esperti di politica estera e di comunicazione. Era chiaramente un’operazione di spin, ma chi dubitava veniva ignorato o tacciato di complottiamo. Dopo qualche settimana il Dipartimento di Stato Usa ha rettificato la notizia, che però è stata comunicata in sordina dalla stampa mainstream. 

– Il flop mediatico sulla vittoria di Trump e sul sì Brexit è ormai noto a tutti

Immigrati e ONG: c’è voluto un giovane di 23 anni, Luca Donadel, per documentare un fenomeno sconcertante per la sua vastità, quello delle navi delle ONG che vanno a prendere gli immigrati al largo della Libia. Nessun giornalista se n’era accorto e per settimane i grandi media hanno ignorato lo scoop del bravo Donadel (a proposito: dargli un premio di giornalismo, no?) rompendo il silenzio solo quando il rumore mediatico sul web è diventato così alto da non poter essere più ignorato.  

Potrei continuare con tanti altri esempi ma mi fermo qui. Mi limito a due considerazioni. 

La prima: la grande stampa internazionale si segnala soprattutto per conformismo e per eccessiva compiacenza con l’establishment. Quando diventa coraggiosa lo fa sempre in coro e sempre in modo strumentale, sapendo di avere le “spalle coperte”. Quel che accade negli Stati Uniti è emblematico: Washington Post e New York Times sono diventate delle “caselle postali”, in cui mani compiacenti depositano anche documenti coperti dal segreto di Stato, con una disinvoltura senza precedenti, che sarebbe stata denunciata come scandalosa e perseguita legalmente con qualunque altro presidente, ma che diventa bene accetta se è frutto di un’evidente saldatura tra il cosiddetto Deep State e il 90% della stampa.  

Una saldatura che, peraltro, non riguarda solo gli Usa, ma quasi tutte le grandi democrazie occidentali, che è nefasta per la democrazia ed è una delle ragioni della crescente sfiducia di ampie fasce di lettori. La stampa non rinascerà se non recupererà il senso della propria missione e tornerà a servire innanzitutto i lettori, anziché l’establishment.

La seconda: l’ho già scritto e lo ribadisco. La polemica sulle fake news mira non a garantire un’informazione più corretta ma, innanzitutto, a mettere a tacere le voci davvero libere, quelle che rompono la narrativa ufficiale. Ogni proposta di regolamentazione in realtà punta a imporre una censura, a intimidire chi esercita davvero la propria funzione critica, ignorando, e questo è davvero gravissimo, che a generare fake news e disinformazione sono, troppo spesso, gli spin doctor al servizio delle istituzioni. 

Quelle proposte vanno respinte. E il giornalismo davvero libero, davvero coraggioso va difeso con forza. 

http://blog.ilgiornale.it/

Sulle false notizie Onida si domanda: «Ma chi verifica?»

 Onida e Scorza: Ddl Gambaro, il bavaglio al web è illegale 

Lotta alle fake news, o meglio alla libertà d’opinione: il decreto legge firmato da Adele Gambaro arriva in Senato (commissioni giustizia e affari costituzionali) e riapre la polemica sulla legge-bavaglio, tra profili di incostituzionalità, correttivi legislativi parziali e grossolani, pericoli per la libertà di pensiero.

Costituzionalisti, giornalisti e attivisti, scrive “Terra Nuova”, sono in rivolta contro il Ddl, che vorrebbe regolamentare la circolazione delle informazioni “non veritiere” online. «Proposito teoricamente nobile, ma occorre definire molto bene i confini per non sconfinare nella censura travestita». A proporre una interessante analisi del testo di legge è Valerio Onida, ex giudice della Corte Costituzionale e già presidente della stessa corte, nonché docente universitario, ex presidente della Scuola superiore della magistratura nonché membro del team di “saggi” reclutato da Napolitano per ridisegnare l’assetto costituzionale. «Si tratta di un testo superficiale e non idoneo a normare ciò su cui si propone di intervenire, cioè la “rete”, perché va addirittura a modificare i criteri di punibilità dei reati solo perché il mezzo usato è differente», spiega Onida.

«L’articolo 21 della Costituzione è chiaro, parla di mezzi di diffusione del pensiero, quindi la rete, come la carta stampata, la televisione o la radio, deve avere gli stessi limiti e le stesse garanzie. 

Peraltro – ricorda Onida – le norme esistono già, si tratta solo di individuare tecnicamente le modalità più idonee di applicazione». L’articolo 1 del Ddl Gambaro crea un nuovo tipo di reato, quello riconducibile alla circolazione di informazioni attraverso piattaforme informatiche o mezzi telematici, che viene differenziato nel trattamento rispetto all’analogo reato dell’articolo 656 del codice penale che colpisce “chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico”. Poi nel testo si introduce la novità della pena anche per informazioni che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi. «Ma chi verifica?», si domanda Onida. «Qui si introduce il “controllo pubblico” sulla verità o falsità dei dati ed è inaccettabile. Sulla base di quali criteri assoluti mai si potrà effettuare la verifica? Peraltro, sempre l’articolo 1 introduce una disciplina speciale per la diffamazione, che però è già normata da codici e leggi. Anche qui ci si chiede il perché». 

L’articolo 2, poi, per Onida «introduce aspetti pericolosi di controllo pubblico sulle opinioni e sulle idee. Si legge infatti che la pena (reclusione non inferiore a 12 mesi e ammenda fino a 5.000 euro) è prevista anche per chi “svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online”. Di qui la preoccupazione di numerosi attivisti, associazioni e movimenti nazionali, aggiunge “Terra Nuova”. «Temo che ci sia il tentativo da parte di un soggetto istituito di silenziare la società civile e le sue iniziative di controinformazione», dice Monica Di Sisto, vicepresidente dell’osservatorio sul commercio e il clima Fairwatch, che sta guidando la campagna Stop Ttip in Italia. «Per punire il procurato allarme o per combattere le notizie false le leggi esistono già». Attenzione: i trattati-capestro come il Ttip, o il suo clone euro-canadese Ceta appena ratificato, hanno testi inaccessibili, riservati, nonostante i trattati coinvolgano pesantemente la vita di tutti, stravolgendo le regole su alimentazione, salute, sicurezza, ecologia.

«Nemmeno i Parlamenti e i governi degli Stati membri sono obbligatoriamente coinvolti nell’andamento delle trattative», aggiunge Di Sisto. «Anche la senatrice Gambaro, per il suo ruolo istituzionale, è chiamata a garantire i diritti costituzionali nella sua forma più ampia e piena». Ritornando al disegno di legge, il professor Onida si sofferma anche sull’articolo 6, che fa riferimento al potenziamento della formazione professionale per i giornalisti per “prevenire il rischio di distorsione delle informazioni o di manipolazione dell’opinione pubblica”. 

«Anche in questo caso si rischia di definire informazione solo ciò che sta bene al potere pubblico, che decide pure come presentarla», aggiunge Onida. E pure l’articolo 7 «ripropone un inaccettabile controllo dall’alto di verità», visto che «si mette in carico ai gestori delle piattaforme informatiche l’obbligo di verificare l’attendibilità e la veridicità dei contenuti diffusi: ma com’è pensabile?».

Per il costituzionalista, «è uno strumento di controllo autoritario e illegittimo». Idem l’articolo 8, l’ultimo, che prevede che la commissione parlamentare per la vigilanza sui servizi radiotelevisivi monitori “gli standard editoriali delle piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione e diffusione di informazione con mezzi telematici delle emittenti radiotelevisive pubbliche”. 

«Le ricette proposte dai firmatari del disegno di legge sono anacronistiche, inattuabili, inefficaci e soprattutto ad alto rischio di deriva liberticida», ha scritto dal suo blog sul “Fatto quotidiano” Guido Scorza, docente di diritto delle nuove tecnologie. «Difficile astenersi dal ricordare ai firmatari del disegno di legge – aggiunge Scorza – che era il 2000 quando l’Unione Europea stabilì un principio che è caposaldo di civiltà, libertà e democrazia online diametralmente opposto a quello che loro vorrebbero veder introdotto nel nostro ordinamento: il divieto, per tutti i paesi membri dell’Unione Europea di imporre ai cosiddetti “intermediari della comunicazione” qualsivoglia obbligo generale di sorveglianza sui contenuti pubblicati dai propri utenti». Un divieto, scrive Scorza, che ha una spiegazione semplice e di straordinaria importanza: «Se lo Stato chiede a un soggetto privato di verificare ciò che i propri utenti pubblicano attraverso i propri servizi, questo soggetto, a tutela del proprio portafoglio, inizierà a limitare e restringere la libertà dei propri utenti di dire ciò che pensano online, sacrificando così l’idea che Internet possa rappresentare quella grande agorà democratica – che non significa né Far West, né zona franca senza regole – della quale tutti avvertiamo un gran bisogno».

Giovanni Ziccardi, docente di informatica giuridica all’università di Milano, ritiene il disegno di legge «inopportuno, pericoloso e censorio» perché «nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso». Ziccardi lo trova soprattutto impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico: «Punta a soffocare il dibattito in rete caricando di responsabilità, burocrazia e sanzioni utenti e provider. Dall’altra parte “salva”, per molti versi, i due principali vettori di odio, notizie false e disinformazione di oggi, cioè molti grandi media e politici. Ed equipara fenomeni eterogenei tra loro che richiedono, invece, regolamentazioni specifiche. Infatti nella relazione introduttiva si fa riferimento a “fake news”, a espressioni che istigano all’odio e alla pedopornografia. Tre universi molto diversi tra loro». 

Vede una «chiara deriva autoritaria» anche Federico Pistono, informatico con master alla Nasa, scrittore e co-fondatore di “Axelera”, che si occupa di divulgazione nell’ambito delle nuove tecnologie. Dice: «O sanno come funziona Internet e vogliono censurarlo o non sanno come funziona e sono incompetenti; in entrambi i casi non va bene: di fatto, si prevedono pene per chi esercita il senso critico». Per esempio, «chi mette un dato vero e una propria opinione che magari molti altri condividono ma che non è mainstream, può venire processato e condannato per quello. Tutto ciò non ha nulla a che fare con l’educazione e la sensibilizzazione della popolazione a verificare le fonti di ciò che legge e a pensare con la propria testa»

http://www.libreidee.org/

Niente di ciò che conta veramente viene raccontato

Onesto, indipendente, giornalismo CORAGGIOSO: Perché le persone risvegliate amano la Notizia Naturale e il Ranger della Salute

(NaturalNews) Non tutti sono pronti ad essere risvegliati nel mondo reale, ma solo per coloro che lo vogliono, NaturalNews è ampiamente conosciuto come il sito web più veritiero, onesto e indipendente del mondo sulla salute naturale.

Mentre altri siti sulla salute affondano rifiutando di affrontare le grandi questioni che riguardano la nostra civiltà e il nostro pianeta: OGM, lesioni da vaccino, gli herbicidi dei glifosati, la frode del cancro e la corruzione di Big Pharma – qui a Natural News affrontiamo tutti questi problemi con un raro senso Di irrequietezza basate e sostenute da autorevoli conoscenze accreditate da scienze di laboratorio radicato con i principi fondamentali della protezione dell’umanità dagli sfruttamenti da parte dei cartelli farmaceutici.

E’ facile sviluppare un sito web riportando niente di ciò che conta veramente e questo è quello che trovi in molti siti “mainstream” di salute e nutrizione che non osano mettere in discussione la corrotta istituzione. Al contrario, ciò che è difficile, è quello di creare la più grande rete di notizie mediatiche indipendenti al mondo – che ora comprende oltre 150 siti di notizie indipendenti – dove i dibattiti importanti dell’attuale nostra civiltà sono apertamente esaminati e testati. Questo è ciò che facciamo a Natural News e anche per questo motivo le persone che ci amano sono autori coraggiosi e indipendenti che rappresentano il vero futuro del progresso, dell’innovazione e della medicina avanzata per l’umanità.

Quest’anno abbiamo ancora più notizie, inclusi altri test di laboratorio sui metalli pesanti in prodotti popolari di uso comune, un elenco sempre più ampio di siti web, di giornalismo rapido indipendente (abbiamo appena lanciato Chemistry.news e Discoveries.news per coprire più argomenti scientifici).

Un crescente personale di scrittori della scienza e della medicina e il lancio di un nuovo studio VIDEO che presto verrà trasmesso in diretta LIVE su importanti annunci e nuovi servizi di informazione.

Grazie per il vostro sostegno durante questo periodo di estrema censura di tutti i media indipendenti e attacchi oltraggiosi da parte di troll e aziende agricole finanziate da Monsanto, che letteralmente e specificamente divulgano notizie naturali con decine di migliaia di falsi account fantoccio gestiti da mezze calze per cercare di screditarci creando la falsa impressione che a noi il pubblico Non piace. In verità, la gente ama le notizie naturali, come evidenziato nel video qui sotto. Il fatto è che Monsanto sta spendendo milioni di dollari per cercare di screditarli, questa è una prova che siamo proprio noi il bersaglio con il nostro giornalismo che ci ha dato un impulso e un approccio impavido per esporre la scienza corrotta dell’industria biotecnologica.

Con il tuo sostegno, continueremo a portarvi l’onesta verità  e indipendente su tutti i temi della salute e della libertà che contano veramente. Siamo senza paura. Siamo indipendenti. Non possiamo essere comprati, tacitati o intimiditi. Crediamo nell’assoluta libertà del cibo, nella libertà individuale, nell’eliminazione di tutta la criminalizzazione governativa riguardo ai medicinali vegetali (inclusa la cannabis) e dal diritto inalienabile alla scelta medica (libertà sanitaria). Continua a leggere le notizie naturali per gli aggiornamenti quotidiani e acquisti presso il HealthRanger Store per scoprire oltre 600 prodotti per la salute e la cura personale verificati da laboratorio che aiutano a supportare l’operazione.

VIDEOVIDEO

Link alla fonte: http://www.naturalnews.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Erga omnes

 

La libertà non è un bavaglio

[nda] questo post ha come unico scopo il dare voce al dissenso e perché no, anche voce alle preoccupazioni nate in merito al ddl presentato dalla Senatrice Gambaro, che entrando a gamba tesa nella rete, tenta di scavalcare con il decreto legge da Lei presentato addirittura l’articolo 21 della Costituzione, decretando per legge cosa sia vero o falso nell’informazione, cancellando cosi il dissenso e le opinioni personali, che come adulti ci facciamo davanti alle notizie di ogni giorno, proprio come si fa con degli incapaci. Probabilmente la Senatrice Gambaro, benché ex grillina, frequenta ben poco la rete ultimamente e sono certo che se ne avesse l’opportunità, incontrerebbe navigando persone capaci, forse anche più di quante ne incontra giornalmente sul posto di lavoro, persone il cui giudizio razionale sa discernere per proprio conto il falso dal vero, unendo i punti che formano proprio l’informazione che si vuole tacciare. Quello che andrete dunque come lettori a leggere oggi, vede partecipi una sparuta parte di blogger italiani, grazie a una iniziativa che parte dal blog websulblog.blogspot.it che ringrazio.

C’è un’insidia che si erge ultimamente sulle nostre teste, o forse è meglio dire su milioni di schermi che si affacciano nella rete odierna italiana. http://guardforangels.altervista.org/

La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica. (Ignazio Silone) https://ofeliapride.blogspot.it/ 

Oggi è partita una prima iniziativa comune, contro una proposta di legge bavaglio. Purtroppo non è la prima volta che vogliono colpire la rete e la libertà di espressione, già in passato ci siamo riuniti e abbiamo protestato, contro le varie leggi che tentavano d’imbavagliare il web e qualche volta anche la stampa.

Queste leggi sono in linea con la censura fascista attuata nel ventennio e visto che la memoria è corta, ecco come descrive quel periodo Wikipedia:

NO al bavaglio dell’informazione on-line ! NO al DDL Gambaro !

Il DDL “Gambaro”, presentato in Senato il 7 febbraio 2017 e firmato trasversalmente da senatori di quasi tutte le forze politiche, rischia di minare seriamente il principio libertario alla base di Internet nel nostro Paese, trascinandoci ancora più a fondo nelle classifiche sulla libertà di espressione.

Le “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica“ rappresentano la volontà di parte del Senato di “cercare di impedire abusi, garantire il pluralismo e, soprattutto, tutelare i cittadini a cui i media si indirizzano“, pena multe salatissime fino a 10.000€.

Al che, pensandoci bene, la domanda madre è sempre la stessa: chi stabilisce il grado di tollerabilità della manipolazione di una notizia o di una fonte di informazione?

Perché ogni fatto, ogni atto, ogni evento o documento, se narrato, può essere letto ed interpretato secondo molte sfaccettature: alcune, secondo il DDL, sono legittime, altre -probabilmente più scomode all’establishment- no. http://www.vocidallastrada.org

Bufale in Rete – Fake news – Legge bavaglio

Il mondo stà diventando un posto sempre più folle e assurdo man mano che passano gli anni. In una società in cui le notizie si finiscono per sapere più velocemente via web, ed in taluni casi solo e soltanto via web, stanno cercando un’altra volta di creare una legge contro la libertà di opinione e di idee.
E’ infatti in preparazione una ennesima legge bavaglio indirizzata come sempre verso coloro che rappresentano l’anello più debole. Ossia ai blogger ed ai forum che non sono testate giornalistiche.

Stanno provando per l’ennesima volta a mettere un bavaglio alla parte più debole del web – alla faccia della libertà d’espressione.
E’ stata infatti presentata una proposta bipartisan una legge contro la diffusione delle bufale in rete, le cosiddette fake-news. http://ilrifugiodeglielfi.blogspot.it 

NO AL BAVAGLIO PER I BLOG

http://esseregeorgeminkiovic.blogspot.it/

 …e… tanti altri QUI

ARROCCO

L’arrocco è un’arma di attacco e di difesa

PER LA LIBERTÀ DI PENSIERO IN RETE. TUTTI A ROMA IL 2MARZO.

CONTRO – DIBATTITO “REGOLAMENTAZIONE DELL’ONLINE – NOA PROPOSTE LIBERTICIDE” NELLA SALA ISMA DEL SENATO (PIAZZA CAPRANICA) ILGIORNO GIOVEDI 2 MARZO DALLE ORE 11:00

Basta bufale del boldrinismo

Per la Boldrini prioritaria la lotta contro le “bufale”, grave problema in Italia e nel mondo

Crociata Anti Bufala: Situazione tragica ma non seria

Soros finanzia il sistema “anti-bufale”

George Soros Is Funding Facebook’s “Third-Party FactChecking” Organization Targeting “Fake News”

Ministero della Verità

Tra il lusco e il brusco – il crepuscolo dell’informazione

La Repubblica pubblica fake news

di Massimo Mazzucco
Pubblicato: 19 Febbraio 2017

Nella versione online di oggi La Repubblica ha publicato la seguente notizia, intitolando: “Usa, morto lo “sceicco cieco”: la mente dell’attentato alle Torri Gemelle del ’93 – È MORTO in un carcere di massima sicurezza in North Carolina lo “sceicco cieco” egiziano Omar Abdel Rahman. Era considerato la mente del primo attentato al World Trade Center, quello compiuto il 26 febbraio del 1993, quando nel parcheggio sotterraneo di una delle Torri gemelle fu fatto esplodere un pulmino imbottito con oltre 600 chili di esplosivo che provocò la morte di 6 persone.”

Omar Abdel Rahmannon fu affatto la mente dell’attentato al WTC del ’93. Come si evince chiaramente da questo video, fu la stessa FBI ad organizzare l’attentato, tramite il proprio infiltrato Emad Salem, “dimenticandosi” poi di sostituire la bomba vera con una falsa. Un “errore” che costò la vita a 6 persone.

Da oggi denunceremo sistematicamente qualunque fake news pubblicata dalle testate mainstream.

Denunciamo le fake new

https://www.luogocomune.net/ 

____________________________________________

Fake news: ecco a voi la censura perfetta!
Il Grande Fratello sferra l’ultimo attacco
Marcello Pamio – 19 febbraio 2017

La mannaia della censura viene ogni tanto tirata fuori e fatta oscillata nell’aria, questo da almeno 15 anni senza risultati. Oggi purtroppo sembra che le cose stiano accelerando.

E’ di questi giorni infatti una proposta in Senato che farebbe concretizzare il più grande timore per i diritti e le libertà: il Grande Fratello di stampo orwelliano.

Prima però andiamo a fare un salto nella Commissione Europea, perché lo strumento nelle mani dei potentati economici è stato il primo a incitare alla “lotta contro le fake news”, ossia la lotta contro le notizie false.

Il tutto è iniziato con la guerra contro l’incitamento all’odio su internet, sfociata nel maggio 2016 in un codice di condotta concordato fra la Commissione e le grandi società tipo Youtube e Twitter. Questo era solo l’inizio…

Il passaggio dall’odio sul web alle fake news è stato immediato.

Per le cosiddette notizie false l’establishment è preoccupato, e non è un caso infatti che esso abbia attribuito alle fake tre fatti alquanto sgraditi: la Brexit, cioè l’uscita dell’Inghilterra dall’euro la vittoria del no alla modifica costituzionale in Italia e l’inaspettata vittoria di Trump negli States.

Secondo il Sistema, almeno in questi tre casi i canali di informazione alternativi sul web avrebbero giocato un ruolo decisivo (sorvoliamo sul magistrale lavoretto fatto dagli hacker russi che hanno impedito brogli e manipolazioni dei voti alle presidenziali, cosa questa normalissima e frequente, permettendo così la vittoria di Trump)…

E’ bene ricordare che tutti i media inginocchiati al regime scrivevano all’unisono e a caratteri cubitale che la Gran Bretagna se usciva dall’euro sarebbe precipitata nel baratro economico, flagellata da cavallette e locuste; qui da noi se avesse vinto il no al referendum costituzionale saremo tornati in pieno medioevo, e negli States tutti avevano già pronti gli articoli per la vittoria scontata di Killary Clinton. Ma le cose sono andate diversamente… Continua QUI

______________________________________

 

Le Fake News dei media contro Trump? Il Presidente USA aveva ragione sulla Svezia (Telegraph)! Sembra quasi propaganda fascista….

Il vaso è colmo, adesso basta! Queste sono le parole che disse mio nonno un giorno, nella mezzo della sua gioventù, quando decise di opporsi al nazifascismo.  Dunque, 75 anni dopo, con la redazione di Scenarieconomici.it abbiamo deciso di mettere in piedi una centrale sulle fake news, seria, documentata, fattuale, per evidenziare l’esistenza di un enorme problema. Vi faremo sapere gli sviluppi.

Quello che temo è scoprire che sono proprio i media mainstream a diffonderle, vedremo. La ragione? Mi dilungherei troppo, mi limito a dire che lo scopo facilmente è non fare comprendere alla gente che disastro hanno combinato i governi degli ultimi anni (…). Disastro che si traduce in crisi economiche a cui contribuiscono con loro miseria solo le classi media e bassa, invece le elites globali di stampo neofeudale esplodono di gioia e ricchezza.

Ho visto troppe bugie sui media in questi ultimi tempi, e lo dico senza partigianeria. Continua QUI

_____________________________________

Bufale giganti: per seppellire indizi sui “giganti” veri?

Scheletri di giganti alti 4 metri, scoperti in America e subito occultati: scoperta clamorosa, ma “insabbiata” da una autorevolissima istituzione scientifica come la Smithsonian Institution, un glorioso organismo scientifico finanziato dal sul web in diversi blog, avrebbe «costretto la Smithsonian Institution a rilasciare i documenti classificati risalenti agli inizi del 1900 che dimostrano che l’organizzazione è stata coinvolta in una grande, storica copertura di prove». Documenti che proverebbero «la scoperta di migliaia di scheletri di giganti umani rinvenuti in tutta l’America: fu ordinato di distruggerli dagli amministratori di alto livello per proteggere la principale cronologia corrente dell’evoluzione umana». Davvero? Niente affatto: quegli scheletri non sono mai stati distrutti. E per un semplice motivo: non sono mai esistiti. Lo ripetono in coro altre fonti, sempre su Internet, secondo cui la storia rientrerebbe tra le classiche “fake news”, sempre più in voga per gettare discredito sulle vere notizie che circolano sul web, disturbando gli omertosi silenzi del mainstream. Continua QUI  

______________________________________

La libertà è cosa per pochi  

Didi Bozzini

In un Paese nel quale si vendono oltre centomila copie di È tutta vita di Fabio Volo o La dieta dei gruppi sanguigni (non un ricettario per vampiri, ma l’ennesima guida all’alimentazione sana) del dott. Mozzi, bisognerebbe costituire un comitato di pubblica igiene mentale che si incaricasse della diffusione dei libri di Aldo Busi. È chiaro che in un tale clima di sentimentalismo adolescenziale e isteria salutista, che altro non sono se non i baffi finti della gerontocrazia più cinica e dell’economia più cancerogena, questo resterà un auspicio vano. Quindi, mentre le folle continuano a ruminare idiozie languide e paraecologiche, noi ci accontentiamo di attirare l’attenzione di pochi lettori su una sola pagina dell’autobiografia non autorizzata che lo scrittore ha intitolato Vacche amiche. Una pagina, la numero 104 del volume, nella quale è racchiuso il nucleo dell’etica di Busi. 

La libertà non è un diritto, è un sapere costante nel tempo, una capacità di resistenza alla tentazione di asservirsi, una curiosità per le lande più inesplorate del cervello umano a contatto con il mondo ma innanzitutto a contatto con se stesso, a cui ritorna e a cui deve dare conto di quanto ha fatto fuori il suo portatore. Continua QUI

Internet è al centro del mirino

La crociata dei Mass Media Contro Internet 

 23 Gennaio 2017
dal Sito Web Periodismo-Alternativo
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in spagnolo

Quello che un giorno ci è stato presentato come la rivoluzione digitale che avrebbe reso facile la nostra esistenza (Internet) oggi per i mass media è uno strumento che distrugge del nostro benessere.

Il tutto in pochi anni. Perché?

La ragione è che i media hanno compreso che Internet è il loro grande rivale per l’oligopolio del potere. Prima che apparisse la rete, i gruppi di comunicazione erano quelli che canalizzavano l’opinione pubblica secondo il loro capriccio.

Il mondo era a conoscenza di quanto succedeva grazie a loro, definendo il programma in maniera tale che il cittadino era portato verso quel che doveva pensare o no. Oggi la formula non serve più. Oggi c’è Internet.

La possibilità che una persona qualsiasi possa arrivare con il suo messaggio a centinaia, migliaia o addirittura milioni di persone ha tolto efficacia ai mezzi di comunicazione.

Si sentono minacciati.

Ecco da dove nasce la loro crociata contro Internet…

Perciò quando danno informazioni su quello che succede sulla rete, alludono sempre di più a degli svantaggi tipo:

la dipendenza che causa Internet, i problemi che nascono quando fornisci il tuo numero di carta di credito, truffe, frodi e altro ancora, furto d’identità e così via….

Il diluvio di notizie sui mezzi di informazione contro Internet sfiora già il ridicolo.

Però,

  • C’è del buono in Internet?
  • Non ce n’è più?
  • Se prima della rete tutto era fuori moda, come si spiega il fatto che adesso è criticata così aspramente?
  • E’ così dannosa e distruttiva?

Come tutto in questo mondo la www ha anche le sue virtù e i suoi inconvenienti.

Anche se i mass media si accaniscono intenzionalmente solo su questi ultimi.

E’ bene ricordare che Internet, tra i propri molteplici vantaggi, ci consente di comunicare con le persone che amiamo in qualsiasi angolo del mondo si trovino, di gestire le fatture senza fare le code, di trarre piacere dai nostri hobbies da casa (e anche vivere di loro) o fare acquisti senza muoversi dal proprio divano.

Molte persone trovano sulla rete le opportunità che non troverebbero per la strada. E questo amici miei è un qualcosa di cui tener ben conto.

Internet arriva laddove i mass media non arriverebbero nemmeno a sfiorare.

La rete è piena di iscritti disposti a tendere la mano disinteressatamente. Internet è la risposta alla negligenza degli altri controllori dell’informazione.

In questo momento, però, Internet è al centro del mirino. La cosa curiosa è che nemmeno i mass media possono vivere senza.

E lo sanno…

Fonte diretta: http://www.bibliotecapleyades.net/