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La scienza del clima – raggiungere lo scopo a tutti i costi

“La deliberata corruzione della scienza del clima”, Dr. Tim Ball

 12 ottobre 2017 – 7:00 am Pubblicato da Sara Maria Maestroni

Ancora una volta siamo costretti a parlarvi della corruzione che impera e impregna la comunità scientifica e gli organi che dovrebbero garantire la validità degli studi e dei relativi risultati.

Riportiamo, quasi per intero, un articolo scritto da Tim Ball, uno dei più accessi combattenti di tale corruzione.

Vi accorgerete del crescendo narrativo che è riuscito a rendere, mano a mano che si susseguono le vicende. Come già immaginerete, lo scenario è il peggiore possibile

La premessa iniziale è quanto mai indicativa di come sarà l’atmosfera dell’intero pezzo (egli stesso ha preso spunto da un articolo pubblicato su WUWT, di cui non riporta il link):

Una punizione significa che le persone sono responsabili per le proprie azioni. La storia è piena di esempi di élite potenti che cercano di evitare la responsabilità. Non è sorprendente che, espandendosi la democrazia e con un gruppo più ampio al potere, ci siano più persone che evitano la responsabilità. Fa parte di quella società della “post-verità” o “post-facto”, esemplificata dall’idea che si infrange la legge solo se si viene “beccati”.

La lista di persone considerate non responsabili cresce ogni giorno, senza alcun segnale che la cosa possa cambiare in futuro […]

Subito dopo, ecco qui come stanno le cose (grassetto mio):

Responsabilità e punizione valgono sempre e solo per le persone comuni al gradino più basso della scala sociale ed economica. Nulla è più vero di quanto sta succedendo a proposito dell’inganno totale e deliberato secondo il quale gli esseri umani stanno causando il riscaldamento globale portato avanti dall’establishment. E’ senza dubbio il più originale, di lunga durata e più ampio esempio di “fake news”, ovvero informazione disegnata per mal-informare con una narrativa falsa.

Era una “fake-news” nella struttura e nella procedura, creata apposta per elicitare uno specifico risultato scientifico, ma poi si è spinta oltre. Maurice Strong e la gang del Programma sull’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) ha costruito un meccanismo per restringere le loro scoperte e l’esposizione. Come ha scritto Elaine Dewar in “Cloak of Green”:

“Lui [Strong] può guadagnare i propri soldi da chiunque gli piaccia, nominare chiunque egli voglia e controllare l’agenda”

Non poteva mancare l’entrata in scena del nostro amato IPCC e la nascita dell’etichetta di negazionista, appiccicata a chiunque si ponesse delle domande e si rendesse conto che qualcosa non girava giusto nei documenti prodotti, con il preciso scopo di creare allarme:

La maggior parte di questo controllo ha incluso la creazione di un gruppo separato (IPCC) che producesse un Riassunto per i decisori politici (Summary for Policymakers). Essi hanno limitato e distorto ciò che era stato esaminato dal Gruppo di Lavoro n°1, le Basi della Scienza Fisica alle cause di origine antropica del cambiamento climatico, ma questo ha significato che il loro Report identificò tutti i limiti dei dati, il metodo, i modelli computerizzati e le analisi. Essi ben sapevano che davvero poche persone, sopratutto coloro che ci capiscono di scienza e di limiti, avrebbero letto il Report scientifico. In aggiunta, era facile emarginare i pochi, etichettandoli come scettici, negazionisti o imbonitori pagati dall’industria energetica. In ogni caso, lo scopo più importante era presentare un messaggio allarmistico rivestito di certezza ed essere sicuri che avrebbe ricevuto tutta l’attenzione dai media e dai gruppi ambientalisti. Essi raggiunsero lo scopo, rilasciando il Sommario (SMP) mesi prima del report scientifico durante una conferenza stampa pesantemente promossa e pubblicizzata. David Wojic, un esperto revisore all’IPCC, ha spiegato:

“Le omissioni lampanti sono lampanti solo per gli esperti, perciò i ‘decisori politici’ – inclusi la stampa e il pubblico – che legge il SPM non si renderà conto che viene detta loro solo un lato della storia. Ma gli scienziati che hanno scritto il Sommario SMP sanno la verità, come rivelato dal modo spesso ingegnoso con cui la nascondono. […]

Ciò che è sistematicamente omesso dal SPM riguarda proprio le incertezze e le contro evidenze positive che potrebbero negare la teoria dell’interferenza antropica. Invece che analizzare queste obiezioni, il Sommario sostiene confidenzialmente soltanto quei dati che supportano la sua tesi. Per farla breve, questa è difesa, non valutazione”.

L’inganno è riuscito a sopravvivere, nonostante la fuoriuscita di email che provavano che c’erano state omissioni e cancellazioni:

Essi hanno continuato e mantenuto l’inganno, nonostante la debacle dell’hockey stick (bastone da hockey, ndr). Era una grande storia all’interno del piccolo gruppo che sapeva cosa stava succedendo. Noi, stupidamente, pensavamo che tutto questo sarebbe cambiato dopo la fuoriuscita di emails dall’Unità di Ricerca sul Clima (Climatic Research Unit, CRU), apparse nel 2009. Molti di noi pensavano che fosse la rovina dell’inganno. Come avrebbero potuto sopravvivere alla rivelazione che Mosher e Fuller riassunsero così?

  • [hanno] attivamente lavorato per eludere le richieste per la Libertà di Informazione di Steve Mcintyre, cancellando emails, documenti e anche dati sul clima.
  • [hanno] cercato di corrompere i principali revisori scientifici (peer-review), che costituiscono il pilastro della scienza moderna, revisionandosi il lavoro reciprocamente, sabotando gli sforzi degli oppositori che cercavano di pubblicare il proprio lavoro, e minacciando gli editori dei giornali che non adempivano alle loro richieste.
  • [hanno] cambiato la forma dei loro propri dati in materiali mostrati ai politici in carica per cambiare il nostro mondo, “nascondendo l’indebolimento” che mostrava che i loro dati non potevano essere degni di fiducia.

Se anche solo la metà di queste affermazioni sono vere, si tratta di attività che avrebbero dovuto portare a censura accademica, scientifica e legale, finanche all’accusa criminale.

Ma qui stiamo parlando di politici e di consulenti di comunicazione che sono entrati in azione per limitare i danni. L’Università dell’Est Anglia, che ha sostenuto le azioni del CRU fin dall’inizio, assunse Neil Wallis, di Outside Organization. Un esponente dell’Università, Trevor Davies, disse che lo avevano assunto poiché si trattava di un problema di “gestione della reputazione” che non riuscivano a gestire bene. Invece, essi scelsero di diventare parte dell’insabbiamento politico. In effetti, le Università sono più esperti di altri nell’insabbiare.

Voi attenti lettori di AS, sapete bene quali sono i migliori strumenti di insabbiamento, giusto? Se vi dico commissioni di inchiesta, vi suona familiare…?

I veicoli di insabbiamento difensivo preferito dai politici sono le commissioni di inchiesta (vedi link). Molte persone pensano che siano una cosa buona poiché implicano l’esclusione dei politici. In effetti, esse sono l’arma ideale poiché i politici sono esclusi, ma ottengono molto più potere e controllo. Tutte le domande vengono eliminate poiché [i membri della commissione] non possono dire nulla fino alla conclusione dell’inchiesta.

Non si è abituati a fingere che questo non sia la più grande boiata.

Le email estratte dall’hacker dall’Unità di ricerca dell’Università dell’Est Anglia potrebbero scarsamente arrecare più danno. Sono ora convinto che essi sono sinceri e sono turbato e profondamente scosso da loro. Certo, i messaggi sono stati ottenuti illegalmente. Certo, tutti noi diciamo cose nelle email che sarebbero atroci, se rese pubbliche. Certo, alcuni dei commenti sono stati estrapolati dal contesto. Ma questi sono messaggi che non richiedono un esperto per farli apparire negativi. (Qui, sembrano essercievidenze di tentativi di fare in modo che alcuni dati scientifici non venissero pubblicati e addirittura tentativi di distruggere materiale che era oggetto di una richiesta di libertà di informazione):

“Peggio ancora, alcune email suggeriscono di sforzi per evitare la pubblicazione del lavoro di scettici del clima, o per tenerli fuori dal Report dell’IPCC. Credo che il capo dell’Unità, Phil Jones, dovrebbe dimettersi. Alcuni dei dati discussi nelle email dovrebbero essere rianalizzati.”

Jones si dimise al volo, ma venne velocemente reintegrato; nel frattempo, egli convenientemente “perse” i dati rilevanti (qui). Che io sappia, non c’è mai stata una “ri-analisi” ufficiale dei dati. Monbiot aggiungeva:

“Come mai la risposta del CRU a questo tema così disastrosa?”

Egli giustificava parzialmente l’azione, scrivendo:

“Gli scettici del cima hanno mentito, nascosto e imbrogliato per anni”

In ogni caso, stemperò l’affermazione in questo modo:

“Ecco perché noi razionalisti del clima dovremmo sostenere i più alti standard della scienza”

Nella Prefazione all’analisi di Andrew Montford, Lord Turnbull sostenne la lista di Monbiot, quando scriveva:

  • che gli scienziati del CRU fallirono nel dare una visione completa e giusta ai decisori politici e all’IPCC di tutte le evidenze a loro disponibili;
  • che essi ostacolarono deliberatamente l’accesso ai dati e ai metodi a coloro che avevano un punto di vista diverso dal proprio;
  • che essi fallirono nell’adempiere ai requisiti della Libertà di Informazione
  • che essi cercarono di influenzare i panel di revisori delle riviste, in modo da evitare che evidenze scientifiche rivali venissero pubblicate.

Soltanto 4 delle 5 inchieste, 3 in Inghilterra e 1 negli stati Uniti, produssero report. Essi erano:

  • il Comitato di Scienza e Tecnologia della camera dei Comuni, in Inghilterra
  • L’Inchiesta Oxburgh iniziata e diretta dall’Università dell’Est Anglia (UEA)
  • L’inchiesta Muir Russell, tecnicamente la Revisione Indipendente delle Emails sul Cambiamento Climatico (ICCER)
  • l’Inchiesta della Penn State.

Poi, come spesso accade se si è attenti osservatori, si notano degli schemi ricorrenti:

Di seguito un riassunto di queste investigazioni, che puntualizzano uno schema definito che ho riconosciuto anche dalla personale esperienza con commissioni d’inchiesta politiche.

Le persone parte dell’inchiesta erano sia compromesse da conflitti [di interesse] o avevano scarsa conoscenza di climatologia o del processo dell’IPCC:

  • Essi non avevano obiettivi chiari e definiti e fallirono nel raggiungere tutti quelli che pubblicizzarono.
  • Le interviste si limitavano alle accuse.
  • Gli esperti che sapevano cosa stesse succedendo e come fosse fatto, cosa che si deduce da quanto scritto nelle email, non venivano intervistati.
  • La validità della scienza e dei risultati ottenuti, così come vennero pubblicati sui Report dell’IPCC non vennero esaminati, in più gli inganni servivano per coprire questi problemi. Questo è particolarmente vergognoso per l’inchiesta di Oxburgh che ignorò specifiche istruzioni per esaminare la scienza.
  • Tutte le investigazioni erano seriamente inadeguate in grandi porzioni [del lavoro] tanto da essenzialmente negare le loro scoperte. Sembra che tali inadeguatezze fossero fatte deliberatamente per evitare lo smascheramento della verità. Tutti loro esaminarono sono una parte limitata delle questioni, per cui era come ascoltare solo una parte della conversazione e ciò che vuoi ascoltare è preselezionato.

Tutte le giurie hanno fallito nel riflettere sull’ammonizione di Hans Von Storch:

“Dobbiamo assumere una visione auto-critica di quanto è successo. Niente deve essere spazzato sotto il tappeto. Alcune inchieste – come in Gran Bretagna – fecero esattamente questo. Essi hanno buttato via un’opportunità per ristabilire la fiducia”.

La verità è che tutti fecero così. Fred Pearce, dal ‘The Guardian‘, evidenziò che:

“La segretezza era all’ordine del giorno al CRU. “Abbiamo notato che c’è stato uno schema ricorrente e consistente nel fallire nel manifestare l’adeguato grado di apertura”, dice il report. Tale criticismo si applicava non solo a Jones e alla sua squadra alla CRU. Si applicava allo stesso modo alla stessa Università, che potrebbe essersi sentita imbarazzata nello scoprire se stessa al banco degli imputati tanto quanto gli scienziati ai quali essa chiese di mettere Russel in giudizio”.

Clive Crock, un editore anziano a ‘The Atlantic’, aveva scritto:

“L’inchiesta della Penn State che esonerava Michael Mann – il paleoclimatologo che inventò l’Hockey stick – sarebbe difficile da scimmiottare. Tre delle quattro accuse sono abbandonate: l’inchiesta annuncia che, per mancanza di evidenze credibili, non verranno nemmeno investigate. (Su questo, Richard Lindzen del MIT ha detto ai commissari, “E’ davvero fantastico. Cioè, questi temi sono esplicitamente scritti nelle email. Mi chiedo cosa stia succedendo”. Il report continua: “Il comitato investigativo non ha risposto alla dichiarazione del Dott. Lidzen. Invece, la sua attenzione era catturata dalla quarta accusa”). Andando avanti, il report dice, in effetti, che Mann è uno studente modello, un cacciatore di finanziamenti di successo, un uomo ammirato dai suoi colleghi – perciò qualunque accusa di inappropriatezza accademica deve essere falsa”.

Più avanti, Crook scrive:

“Ho sperato, senza grande convinzione, che le varie inchieste Climategate sarebbero state più dure. Sarebbe stato il primo passo verso il ristabilire la fiducia nel consenso scientifico. Ma no, i report hanno peggiorato le cose. Nella migliore delle ipotesi, questi sono delle scuse contorte; alla peggio, sono chiaramente incompetenti e ostinatamente sbagliati. L’establishment della scienza del clima di cui queste inchieste fanno parte, sembra del tutto incapace di comprendere, figuriamoci una riparazione, il danno che hanno fatto alla loro stessa causa”.

George Morbiot scrive:

“Ma la campagna di bugie dei negazionisti, grottesche come sono, non giustifica la segretezza e la soppressione da parte degli scienziati del clima. Lontano da ciò: questo significa che essi devono distinguere loro stessi dai loro oppositori in qualunque modo. Nessuno è stato così malamente deluso dalle rivelazioni contenute nelle email come quelli di noi che hanno sostenuto la scienza. Noi dovremmo essere i primi a pretendere che sia inattaccabile, non gli ultimi”.

Tim, Ball conclude il suo articolo con amarezza, che francamente mi sento di condividere:

Effettivamente, essi sono stati molto lontani dall’essere “inattaccabili”, poiché rimasero in silenzio o parteciparono alla copertura orchestrata.

L’intera corruzione della scienza del clima, orchestrata attraverso l’IPCC, gli uffici nazionali di meteo e agenzie governative come NASA, GISS continua. Molte delle persone coinvolte alla CRU e altre agenzie citano le cinque commissioni d’inchiesta come prova della loro innocenza.

Non sono a conoscenza di alcuna persona che è stata dichiarata responsabile in qualunque modo per il più grande deliberato inganno della storia che ha creato disordini del tutto non necessari in ambito sociale ed economico e ha sprecato trilioni di dollari. Niente di tutto ciò sorprende poiché la mancanza di responsabilità è pandemica fra tutti i politici e le élite di potere. Ciò fa coppia con il cambiamento distruttivo nel pensare, associato con la convinzione che una persona infrange la legge solo se viene beccato.

Un crimine senza la punizione non è più un crimine.

Sara Maria Maestroni.

AttivitàSolare

Fonte diretta: https://www.attivitasolare.com/l

Almanacco di ottobre 2017

 La vera storia dell’indipendenza della Catalonia

Ci dispiace vedere questa farsa della Catalonia, perché nessun paese europeo dovrebbe riconoscerla, ma se ciò dovesse avvenire allora bisognerà rimettere tutto in discussione. In realtà la Catalonia è la vittima di quella guerra che, anni fa, venne profilata dalla Etleboro parlando del conflitto in atto tra le lobbie della Cybernetica e il potere ortodosso. Oggi i  giganti della informatica finanziano le ONG, e non più la politica, attraverso quelle che potremo chiamare le ‘Nuove Banche’, ossia entità che possiedono dati e strumenti forti a sufficienza per sferrare le loro guerre. Continua QUI

UN PIANO DIABOLICO PER DOMINARE IL MONDO, aveva commentato TOM HANKS il film ‘The Circle‘ 

in  questa intervista.

Stroncato non di rado dalla critica, The Circle (il Cerchio) non ha riscontrato neanche troppo il favore del pubblico e, anche se non è costato poco per gli standard hollywoodiani (18 milioni di dollari), può essere considerato un semi-flop. Noi consigliamo la visione del film.

«I segreti sono bugie. Condividere è prendersi cura. La privacy è un furto», recitano i principi guida del ‘Cerchio’, ispirati ovviamente da Orwell («La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza»).

The Circle: tra distopia sociale e l’ossessione della condivisione di Gabriella Giliberti continua QUI

di  Sancho Senza Panza

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo riprendendo una dichiarazione dell’AD di FCA Sergio Marchionne in cui si definivano le auto elettriche un’arma a doppio taglio, essenzialmente per l’aumento di domanda e quindi di produzione di energia che provocherebbe una trasformazione di massa del parco auto e per le emissioni all’origine che, comunque non sarebbero poi così basse.

Ci si aspettava che Marchionne fosse bollato di negazionismo, di fatto liquidando il problema alla solita maniera. La reazione dei guardiani del tempio però è stata un po’ diversa, ed ha spaziato dalle accuse di conflitto di interessi a quelle di aver fatto male i conti. Circa il conflitto di interessi c’è poco da dire, è palese e non è un conflitto. Se qualcuno trova strano che l’AD di un industria dica qualcosa contro gli interessi della stessa quel qualcuno vive su Marte. Circa i conti è doveroso specificare.

Qualche numero è uscito anche nei nostri commenti, ma direi che vale la pena riprendere l’articolo di Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, uscito sul Il Manifesto il 4 ottobre: Il pianeta sul volante di Marchionne (occorre registrarsi per leggerlo). Continua QUI

 CE LO CHIEDE L’EUROPA: tutti gli Stati introducano il reddito minimo garantito

Riporta lo Studio Cataldi una notizia ripresa a sua volta dell’agenzia ANSA, la richiesta da parte dell’Europa, tramite il Parlamento Europeo, per l’introduzione nelle Nazioni che compongono la UE dell’istituzione di un reddito minimo garantito, avvenuta tramite la commissione di Occupazione e Affari Sociali e approvata con 36 voti a favore, 7 contrari e 4 astensioni. Il testo verrà votato a fine ottobre in forma plenaria e quindi con la presenza dei rappresentanti di tutte le Nazioni, compresi anche i rappresentanti Italiani. Continua QUI

 ORA AVETE LE BASI. ECCO LA VERA MINA NELLE A.I. NON SCORDATELA PIÙ.

Vi ho fornito le chiavi di base per capire la più grande trasformazione della vita umana dall’Homo Sapiens a oggi, letteralmente. Ora scrivo una cosa che voi non dovrete dimenticare mai, mai per la vita mentre stanno arrivando le nuove TECH in A.I., e che DOVETE impartire ai vostri figli appena raggiungono l’età della ragione.

NE VA DELLA VOSTRA VITA SE SIETE GIOVANI, MA DI CERTO DELLA VITA DEI BAMBINI DI OGGI.

Parto con una metafora. L’aspetto esteriore della nuova era di A.I., Robotica, Blockchain, Deep Learning, Deep Patient, Visual Abstraction, Machine Learning, Virtual/Augmented Reality, Computer Quantistici, Piattaforme mondiali, ecc. supera in abbagliante perfezione gli effetti speciali dei più avanzati film di fantascienza di oggi. Ma in realtà è un’era delle caverne in larga parte fuori controllo. Ecco la metafora: Continua QUI

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Santa Inquisizione del Web: come fermarla

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24 September 2017
from TheLastAmericanVagabond Website

Il servizio segreto U.S. dirige un’offensiva importante sulle forze russe/siriane, ma ne soffre una devastante sconfitta

“Detto in semplice inglese  questo significa che gli Stati Uniti e Daesh hanno perso la guerra … ” Il Saker

Mercoledì sera, un Insider russo ha pubblicato la storia che il ministro della Difesa russo ha affermato: ‘I servizi segreti statunitensi’ avevano diretto un’offensiva importante contro le forze russe-siriane. L’obiettivo era la cattura di 29 militari russi. L’attacco è sfociato in pesanti e drammatici combattimenti che hanno coinvolto molte truppe russe. Le forze sostenute dagli Stati Uniti hanno subito una devastante sconfitta. Perdite incluse:

850 TERRORISTI, 11 SERBATOI, 46 PICKUPS, 20 TRUCKS e 38 MAGAZZINI D’ARMI

Originariamente questo era semplicemente quello che hanno riportato e affermato i russi.

Se è vero, significa una massiccia sconfitta per gli Stati Uniti e Israele e le loro proxy radicali islamici. Molti erano scettici che questo avrebbe potuto essere vero. Anche noi avevamo i nostri dubbi. Dalla pubblicazione di tale articolo, è emerso un sacco di prove che suggeriscono che è in gran parte corretto:

Continua QUI con foto e filmati in lingua inglese.

Supplemento Almanacco di agosto 2017

Crociata contro la rete. Ministro Orlando: “Via i profili sgraditi”.

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Nessuno doveva sopravvivere

 di  Maurizio Blondet

Era disarmato, aveva le mani alzate, urlava no. Non opponeva resistenza. L’uccisione non sembrava affatto necessaria. Ma evidentemente questi terroristi devono sempre morire. La loro sopravivenza non è contemplata. ” (Alba Giusi)

http://www.altreinfo.org/terrorismo/11721/video-di-uno-dei-cinque-terroristi-uccisi-a-cambrils-era-disarmato-aveva-le-mani-alzate-e-urlava-no-alba-giusi/#comment-3688

Il video è stato pubblicato da El Pais e mostra l’uccisione del “quinto terrorista” a Cambrils.

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Stiamo perdendo la capacità di ragionare

 di Massimo Mazzucco 

Se si può trarre una conclusione dopo questo ennesimo attentato terrorista, è la seguente: il mondo sta perdendo la ragione. Intendo quello che ho detto in senso letterale: la gente non è più in grado di ragionare.

Già di per sè il terrorismo scatena paure ancestrali, che a loro volta producono pulsioni di odio assolutamente irrazionali. A questo si aggiunga il ruolo della TV, che fa assolutamente di tutto per evitare di portarci a ragionare. Lo scorso venerdì ho assistito ad un intero telegiornale di RAI2, che ha dedicato tutti i 30 minuti a disposizione all’attentato di Barcellona. Le notizie confuse sul numero delle vittime si alternavano alle notizie confuse sul numero degli attentatori e sulla loro possibile identità. Ma mai che per un solo secondo sia affiorata, fra le righe del notiziario, la fatidica domanda del “perché?” Segue QUI

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Un nuovo progetto Manhatten (1)

Il progetto Manhattan per la realizzazione della bomba atomica venne avviato dal Presidente F.D.Roosevelt, nel 1942. Il nome in codice del progetto americano era “Manhattan Engineer District”, MED. L’operazione si svolse nella massima segretezza, la maggior parte dei capi militari americani furono tenuti all’oscuro.(Qui un elenco dei partecipanti) L’articolo che segue, parte da questo momento storico ed evidenzia l’evolversi del progetto negli anni a seguire.

Il complesso militare/industriale/accademico, impegnato nel progetto originale, secondo l’autore Peter Kirby, diventa parte integrante di un altro progetto globale, la modificazione e il controllo del tempo. Kirby ritiene che si possa chiamarlo un Nuovo Progetto Manhattan.

I ‘cieli nuovi’ sono motivo di indagine e Kirby insieme a molti altri si è accorto del moltiplicarsi di scie persistenti e dei cieli modificati da questi rilasci. Nei primianni settanta si iniziò ad usare il termine ‘persistent contrail’ (scie persistenti), più tardi si fa strada il termine ‘chemtrails’ (scie chimiche), ma non in ambito scientifico e militare. Kirby ha scelto di utilizzare il popolare termine (purtroppo – vedi qui), il quadro che disegna però ci è sembrato molto importante. Ringraziamo Marina per il suo grande lavoro di traduzione.

Segue QUI

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TECH-GLEBA ANCHE PER TE, BISTURIMAN, MEDICO. 

(noi civili ammalati crepiamo, punto.)

 di Paolo Barnard 

Sorridi chirurgo, sorridi medico, si chiamano: Freenome, Cloud Medx, Zebra, Enlitic, Two&AR, Babylon, ICarbonX, Atomwise, Deep Genomics, BenevolentAI, Lunit

Sono le principali Start-Up di Artificial Intelligence (A.I) che oggi stanno viaggiando nell’iperspazio del tuo futuro. E il tuo futuro, bisturiman, o medico, sarà in queste fasi: 

Fase Iniziale: Elettrizzante entusiasmo, senso di potere, perché i nuovi giocattoli da sala operatoria o da diagnosi che BIG-TECH & A.I. (di JP Morgan o Goldman, o Accenture o BoC) ti metteranno in mano saranno fighi da matti. Ti sentirai bisturiman, medico da Star Trek.  

Fase Media: Smarrimento, perché sti nuovi giocattoli A.I. diventeranno così ‘foxy’ che sarai in seria difficoltà a stargli al passo. Inoltre pochi uomini sul pianeta avranno in mano le chiavi con cui farli funzionare, quindi sarete loro servi – tu, l’amministrazione sanitaria e il tuo Stato – e i giocattoli stessi cominceranno, più spesso che no, a dirti di levarti dalle balle perché sei solo un impiccio in sala operatoria, o in corsia. Segue QUI

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Limitati a vivere in un falso paradigma o limitante

B y Paul A Philips   Luglio 2017 Dal sito NewParadigm versione spagnola

La gente si sta svegliando dal gregge, ma la maggioranza continua ad essere giocata dal sistema di controllo da parte della élite dominante, ignara del fatto che quasi tutti i soggetti sotto il sole sono manipolati:

In effetti siamo limitati a vivere in un paradigma falso o limitante.

  • Contro le “probabilità insormontabili”
  • Ci sarà mai una nuova esperienza paradigmatica?
  • Avendo visto attraverso il grande inganno, i risvegliati cambieranno mai il sistema di controllo?
  • Possiamo in qualche modo continuare a coltivare nuove teorie e pratiche per una nuova umana esperienza paradigmatica, che davvero crea un mondo che fa la differenza per tutti?

Prima di rispondere, qui ci sono solo alcuni dei modi in cui la maggioranza delle persone nella loro ignoranza è manipolata dal sistema di controllo da parte della élite dominante nell’attuale falso paradigma o limitante:

  1. scienza falsa

La pseudo-scienza sponsorizzata da Corporazioni / Banchieri per molto tempo ha avuto una imponente presa sull’umanità, guidata da scienziati e guru molto dogmatici.

Provate a raccontare ad alcuni di questi seguaci della chiesa della scienza che questi cosiddetti Gurus sono falsi e sbagliati; Possono guardarti come se avessi 3 teste, non importa quanto siano competenti o bravi per comunicare la vera scienza.

(Un esempio: Perché non ci hanno insegnato o molto poco a scuola su chi era Nikola Tesla …?)

  1. Fasulli fallimenti politici

Infatti, i risvegliati sanno che a prescindere da chi è al potere tutti i principali capi di partito politico sono solo burattini al servizio dei maestri della élite governante.

Così, l’élite dominante prende tutte le principali decisioni politiche a prescindere da chi è al potere, rendendo irrilevanti le parti e i loro leader.

Le masse sono distratte dal risvegliarsi fino alla realizzazione di questo:

Ad esempio, uno dei trucchi più recenti utilizzato per aiutare le masse a dare il loro sostegno è stato quello di far sembrare il leader di un partito politico un “outsider” che non seguirà la linea bianca della politica dettata.

Come nel caso di Trump durante la sua campagna elettorale presidenziale, si è trovato come un “outsider”, dicendo alle masse quello che volevano sentire.

Si è imbattuto come un anti-istituzionalizzato.

Ma alla fine, le sue lunghe liste di promesse anti-istituzionalizzate non sono state possibili da realizzare e/o rese insoddisfacenti:

Le false promesse non erano altro che truffe per vincere voti, mentre il vecchio ancora continua …

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I giornalisti davvero liberi continuano ad aver ragione

I blogger avevano ragione, la grande stampa torto. Vogliamo dirlo?

di Marcello Foa 

Ebbene sì, i blogger, i “liberi pensatori”, i giornalisti davvero liberi continuano ad aver ragione e la grande stampa mainstream torto, nel senso che quest’ultima tradisce da troppo tempo quella che dovrebbe essere la sua funzione primaria e irrinunciabile, di voce critica e coraggiosa della società democratica.

Mettiamoci nei panni di un analista – politico o finanziario o strategico – che vuole capire come va il mondo. Se si fosse limitato ai principali media internazionali o di grandi Paesi come Francia, Gran Bretagna, Germania o Italia, i suoi report sarebbero stati lacunosi e, soprattutto, per nulla preveggenti. 

Le analisi più accurate e le denunce più coraggiose non le avrebbe infatti trovate su quelle colonne, bensì sui blog e sui siti della cosiddetta stampa alternativa, di qualunque orientamento politico, che negli ultimi anni ha saputo leggere molto meglio la realtà. 

Ecco qualche esempio:

– per anni economisti alla Bagnai o alla Sapir, quelli che partecipano ai convegni di A/Simmetrie, hanno denunciato l’assurdità, per evidente inefficacia e crudeltà sociale, delle cosiddette misure di salvataggio della Grecia. In perfetta solitudine, perché la stampa “ortodossa” ripeteva la solita litania. A distanza di anni il FMI ha ammesso i propri errori e oggi veniamo a scoprire che gli unici ad arricchirsi sono stati i tedeschi, che non solo hanno evitato di sopportare i costi di un default greco ma hanno poi lucrato 1.34 miliardi sui bond della salvezza. 

Idem sull’euro: era un tabù persino parlarne in maniera dubitativa. La grande stampa ha negato spazio alle voci critiche, come invece avrebbe dovuto, salvo ricredersi… a distanza di 16 anni. Ora, timidamente, anche sui giornali color salmone si odono voci critiche. 

in Siria i grandi media hanno evidenziato denunce clamorose come quelle su “esecuzioni di massa e corpi bruciati nei forni crematori di Saydnaya“, subito messe in dubbio da diversi blogger, esperti di politica estera e di comunicazione. Era chiaramente un’operazione di spin, ma chi dubitava veniva ignorato o tacciato di complottiamo. Dopo qualche settimana il Dipartimento di Stato Usa ha rettificato la notizia, che però è stata comunicata in sordina dalla stampa mainstream. 

– Il flop mediatico sulla vittoria di Trump e sul sì Brexit è ormai noto a tutti

Immigrati e ONG: c’è voluto un giovane di 23 anni, Luca Donadel, per documentare un fenomeno sconcertante per la sua vastità, quello delle navi delle ONG che vanno a prendere gli immigrati al largo della Libia. Nessun giornalista se n’era accorto e per settimane i grandi media hanno ignorato lo scoop del bravo Donadel (a proposito: dargli un premio di giornalismo, no?) rompendo il silenzio solo quando il rumore mediatico sul web è diventato così alto da non poter essere più ignorato.  

Potrei continuare con tanti altri esempi ma mi fermo qui. Mi limito a due considerazioni. 

La prima: la grande stampa internazionale si segnala soprattutto per conformismo e per eccessiva compiacenza con l’establishment. Quando diventa coraggiosa lo fa sempre in coro e sempre in modo strumentale, sapendo di avere le “spalle coperte”. Quel che accade negli Stati Uniti è emblematico: Washington Post e New York Times sono diventate delle “caselle postali”, in cui mani compiacenti depositano anche documenti coperti dal segreto di Stato, con una disinvoltura senza precedenti, che sarebbe stata denunciata come scandalosa e perseguita legalmente con qualunque altro presidente, ma che diventa bene accetta se è frutto di un’evidente saldatura tra il cosiddetto Deep State e il 90% della stampa.  

Una saldatura che, peraltro, non riguarda solo gli Usa, ma quasi tutte le grandi democrazie occidentali, che è nefasta per la democrazia ed è una delle ragioni della crescente sfiducia di ampie fasce di lettori. La stampa non rinascerà se non recupererà il senso della propria missione e tornerà a servire innanzitutto i lettori, anziché l’establishment.

La seconda: l’ho già scritto e lo ribadisco. La polemica sulle fake news mira non a garantire un’informazione più corretta ma, innanzitutto, a mettere a tacere le voci davvero libere, quelle che rompono la narrativa ufficiale. Ogni proposta di regolamentazione in realtà punta a imporre una censura, a intimidire chi esercita davvero la propria funzione critica, ignorando, e questo è davvero gravissimo, che a generare fake news e disinformazione sono, troppo spesso, gli spin doctor al servizio delle istituzioni. 

Quelle proposte vanno respinte. E il giornalismo davvero libero, davvero coraggioso va difeso con forza. 

http://blog.ilgiornale.it/

Sulle false notizie Onida si domanda: «Ma chi verifica?»

 Onida e Scorza: Ddl Gambaro, il bavaglio al web è illegale 

Lotta alle fake news, o meglio alla libertà d’opinione: il decreto legge firmato da Adele Gambaro arriva in Senato (commissioni giustizia e affari costituzionali) e riapre la polemica sulla legge-bavaglio, tra profili di incostituzionalità, correttivi legislativi parziali e grossolani, pericoli per la libertà di pensiero.

Costituzionalisti, giornalisti e attivisti, scrive “Terra Nuova”, sono in rivolta contro il Ddl, che vorrebbe regolamentare la circolazione delle informazioni “non veritiere” online. «Proposito teoricamente nobile, ma occorre definire molto bene i confini per non sconfinare nella censura travestita». A proporre una interessante analisi del testo di legge è Valerio Onida, ex giudice della Corte Costituzionale e già presidente della stessa corte, nonché docente universitario, ex presidente della Scuola superiore della magistratura nonché membro del team di “saggi” reclutato da Napolitano per ridisegnare l’assetto costituzionale. «Si tratta di un testo superficiale e non idoneo a normare ciò su cui si propone di intervenire, cioè la “rete”, perché va addirittura a modificare i criteri di punibilità dei reati solo perché il mezzo usato è differente», spiega Onida.

«L’articolo 21 della Costituzione è chiaro, parla di mezzi di diffusione del pensiero, quindi la rete, come la carta stampata, la televisione o la radio, deve avere gli stessi limiti e le stesse garanzie. 

Peraltro – ricorda Onida – le norme esistono già, si tratta solo di individuare tecnicamente le modalità più idonee di applicazione». L’articolo 1 del Ddl Gambaro crea un nuovo tipo di reato, quello riconducibile alla circolazione di informazioni attraverso piattaforme informatiche o mezzi telematici, che viene differenziato nel trattamento rispetto all’analogo reato dell’articolo 656 del codice penale che colpisce “chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico”. Poi nel testo si introduce la novità della pena anche per informazioni che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi. «Ma chi verifica?», si domanda Onida. «Qui si introduce il “controllo pubblico” sulla verità o falsità dei dati ed è inaccettabile. Sulla base di quali criteri assoluti mai si potrà effettuare la verifica? Peraltro, sempre l’articolo 1 introduce una disciplina speciale per la diffamazione, che però è già normata da codici e leggi. Anche qui ci si chiede il perché». 

L’articolo 2, poi, per Onida «introduce aspetti pericolosi di controllo pubblico sulle opinioni e sulle idee. Si legge infatti che la pena (reclusione non inferiore a 12 mesi e ammenda fino a 5.000 euro) è prevista anche per chi “svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online”. Di qui la preoccupazione di numerosi attivisti, associazioni e movimenti nazionali, aggiunge “Terra Nuova”. «Temo che ci sia il tentativo da parte di un soggetto istituito di silenziare la società civile e le sue iniziative di controinformazione», dice Monica Di Sisto, vicepresidente dell’osservatorio sul commercio e il clima Fairwatch, che sta guidando la campagna Stop Ttip in Italia. «Per punire il procurato allarme o per combattere le notizie false le leggi esistono già». Attenzione: i trattati-capestro come il Ttip, o il suo clone euro-canadese Ceta appena ratificato, hanno testi inaccessibili, riservati, nonostante i trattati coinvolgano pesantemente la vita di tutti, stravolgendo le regole su alimentazione, salute, sicurezza, ecologia.

«Nemmeno i Parlamenti e i governi degli Stati membri sono obbligatoriamente coinvolti nell’andamento delle trattative», aggiunge Di Sisto. «Anche la senatrice Gambaro, per il suo ruolo istituzionale, è chiamata a garantire i diritti costituzionali nella sua forma più ampia e piena». Ritornando al disegno di legge, il professor Onida si sofferma anche sull’articolo 6, che fa riferimento al potenziamento della formazione professionale per i giornalisti per “prevenire il rischio di distorsione delle informazioni o di manipolazione dell’opinione pubblica”. 

«Anche in questo caso si rischia di definire informazione solo ciò che sta bene al potere pubblico, che decide pure come presentarla», aggiunge Onida. E pure l’articolo 7 «ripropone un inaccettabile controllo dall’alto di verità», visto che «si mette in carico ai gestori delle piattaforme informatiche l’obbligo di verificare l’attendibilità e la veridicità dei contenuti diffusi: ma com’è pensabile?».

Per il costituzionalista, «è uno strumento di controllo autoritario e illegittimo». Idem l’articolo 8, l’ultimo, che prevede che la commissione parlamentare per la vigilanza sui servizi radiotelevisivi monitori “gli standard editoriali delle piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione e diffusione di informazione con mezzi telematici delle emittenti radiotelevisive pubbliche”. 

«Le ricette proposte dai firmatari del disegno di legge sono anacronistiche, inattuabili, inefficaci e soprattutto ad alto rischio di deriva liberticida», ha scritto dal suo blog sul “Fatto quotidiano” Guido Scorza, docente di diritto delle nuove tecnologie. «Difficile astenersi dal ricordare ai firmatari del disegno di legge – aggiunge Scorza – che era il 2000 quando l’Unione Europea stabilì un principio che è caposaldo di civiltà, libertà e democrazia online diametralmente opposto a quello che loro vorrebbero veder introdotto nel nostro ordinamento: il divieto, per tutti i paesi membri dell’Unione Europea di imporre ai cosiddetti “intermediari della comunicazione” qualsivoglia obbligo generale di sorveglianza sui contenuti pubblicati dai propri utenti». Un divieto, scrive Scorza, che ha una spiegazione semplice e di straordinaria importanza: «Se lo Stato chiede a un soggetto privato di verificare ciò che i propri utenti pubblicano attraverso i propri servizi, questo soggetto, a tutela del proprio portafoglio, inizierà a limitare e restringere la libertà dei propri utenti di dire ciò che pensano online, sacrificando così l’idea che Internet possa rappresentare quella grande agorà democratica – che non significa né Far West, né zona franca senza regole – della quale tutti avvertiamo un gran bisogno».

Giovanni Ziccardi, docente di informatica giuridica all’università di Milano, ritiene il disegno di legge «inopportuno, pericoloso e censorio» perché «nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso». Ziccardi lo trova soprattutto impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico: «Punta a soffocare il dibattito in rete caricando di responsabilità, burocrazia e sanzioni utenti e provider. Dall’altra parte “salva”, per molti versi, i due principali vettori di odio, notizie false e disinformazione di oggi, cioè molti grandi media e politici. Ed equipara fenomeni eterogenei tra loro che richiedono, invece, regolamentazioni specifiche. Infatti nella relazione introduttiva si fa riferimento a “fake news”, a espressioni che istigano all’odio e alla pedopornografia. Tre universi molto diversi tra loro». 

Vede una «chiara deriva autoritaria» anche Federico Pistono, informatico con master alla Nasa, scrittore e co-fondatore di “Axelera”, che si occupa di divulgazione nell’ambito delle nuove tecnologie. Dice: «O sanno come funziona Internet e vogliono censurarlo o non sanno come funziona e sono incompetenti; in entrambi i casi non va bene: di fatto, si prevedono pene per chi esercita il senso critico». Per esempio, «chi mette un dato vero e una propria opinione che magari molti altri condividono ma che non è mainstream, può venire processato e condannato per quello. Tutto ciò non ha nulla a che fare con l’educazione e la sensibilizzazione della popolazione a verificare le fonti di ciò che legge e a pensare con la propria testa»

http://www.libreidee.org/

Niente di ciò che conta veramente viene raccontato

Onesto, indipendente, giornalismo CORAGGIOSO: Perché le persone risvegliate amano la Notizia Naturale e il Ranger della Salute

(NaturalNews) Non tutti sono pronti ad essere risvegliati nel mondo reale, ma solo per coloro che lo vogliono, NaturalNews è ampiamente conosciuto come il sito web più veritiero, onesto e indipendente del mondo sulla salute naturale.

Mentre altri siti sulla salute affondano rifiutando di affrontare le grandi questioni che riguardano la nostra civiltà e il nostro pianeta: OGM, lesioni da vaccino, gli herbicidi dei glifosati, la frode del cancro e la corruzione di Big Pharma – qui a Natural News affrontiamo tutti questi problemi con un raro senso Di irrequietezza basate e sostenute da autorevoli conoscenze accreditate da scienze di laboratorio radicato con i principi fondamentali della protezione dell’umanità dagli sfruttamenti da parte dei cartelli farmaceutici.

E’ facile sviluppare un sito web riportando niente di ciò che conta veramente e questo è quello che trovi in molti siti “mainstream” di salute e nutrizione che non osano mettere in discussione la corrotta istituzione. Al contrario, ciò che è difficile, è quello di creare la più grande rete di notizie mediatiche indipendenti al mondo – che ora comprende oltre 150 siti di notizie indipendenti – dove i dibattiti importanti dell’attuale nostra civiltà sono apertamente esaminati e testati. Questo è ciò che facciamo a Natural News e anche per questo motivo le persone che ci amano sono autori coraggiosi e indipendenti che rappresentano il vero futuro del progresso, dell’innovazione e della medicina avanzata per l’umanità.

Quest’anno abbiamo ancora più notizie, inclusi altri test di laboratorio sui metalli pesanti in prodotti popolari di uso comune, un elenco sempre più ampio di siti web, di giornalismo rapido indipendente (abbiamo appena lanciato Chemistry.news e Discoveries.news per coprire più argomenti scientifici).

Un crescente personale di scrittori della scienza e della medicina e il lancio di un nuovo studio VIDEO che presto verrà trasmesso in diretta LIVE su importanti annunci e nuovi servizi di informazione.

Grazie per il vostro sostegno durante questo periodo di estrema censura di tutti i media indipendenti e attacchi oltraggiosi da parte di troll e aziende agricole finanziate da Monsanto, che letteralmente e specificamente divulgano notizie naturali con decine di migliaia di falsi account fantoccio gestiti da mezze calze per cercare di screditarci creando la falsa impressione che a noi il pubblico Non piace. In verità, la gente ama le notizie naturali, come evidenziato nel video qui sotto. Il fatto è che Monsanto sta spendendo milioni di dollari per cercare di screditarli, questa è una prova che siamo proprio noi il bersaglio con il nostro giornalismo che ci ha dato un impulso e un approccio impavido per esporre la scienza corrotta dell’industria biotecnologica.

Con il tuo sostegno, continueremo a portarvi l’onesta verità  e indipendente su tutti i temi della salute e della libertà che contano veramente. Siamo senza paura. Siamo indipendenti. Non possiamo essere comprati, tacitati o intimiditi. Crediamo nell’assoluta libertà del cibo, nella libertà individuale, nell’eliminazione di tutta la criminalizzazione governativa riguardo ai medicinali vegetali (inclusa la cannabis) e dal diritto inalienabile alla scelta medica (libertà sanitaria). Continua a leggere le notizie naturali per gli aggiornamenti quotidiani e acquisti presso il HealthRanger Store per scoprire oltre 600 prodotti per la salute e la cura personale verificati da laboratorio che aiutano a supportare l’operazione.

VIDEOVIDEO

Link alla fonte: http://www.naturalnews.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Erga omnes

 

La libertà non è un bavaglio

[nda] questo post ha come unico scopo il dare voce al dissenso e perché no, anche voce alle preoccupazioni nate in merito al ddl presentato dalla Senatrice Gambaro, che entrando a gamba tesa nella rete, tenta di scavalcare con il decreto legge da Lei presentato addirittura l’articolo 21 della Costituzione, decretando per legge cosa sia vero o falso nell’informazione, cancellando cosi il dissenso e le opinioni personali, che come adulti ci facciamo davanti alle notizie di ogni giorno, proprio come si fa con degli incapaci. Probabilmente la Senatrice Gambaro, benché ex grillina, frequenta ben poco la rete ultimamente e sono certo che se ne avesse l’opportunità, incontrerebbe navigando persone capaci, forse anche più di quante ne incontra giornalmente sul posto di lavoro, persone il cui giudizio razionale sa discernere per proprio conto il falso dal vero, unendo i punti che formano proprio l’informazione che si vuole tacciare. Quello che andrete dunque come lettori a leggere oggi, vede partecipi una sparuta parte di blogger italiani, grazie a una iniziativa che parte dal blog websulblog.blogspot.it che ringrazio.

C’è un’insidia che si erge ultimamente sulle nostre teste, o forse è meglio dire su milioni di schermi che si affacciano nella rete odierna italiana. http://guardforangels.altervista.org/

La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica. (Ignazio Silone) https://ofeliapride.blogspot.it/ 

Oggi è partita una prima iniziativa comune, contro una proposta di legge bavaglio. Purtroppo non è la prima volta che vogliono colpire la rete e la libertà di espressione, già in passato ci siamo riuniti e abbiamo protestato, contro le varie leggi che tentavano d’imbavagliare il web e qualche volta anche la stampa.

Queste leggi sono in linea con la censura fascista attuata nel ventennio e visto che la memoria è corta, ecco come descrive quel periodo Wikipedia:

NO al bavaglio dell’informazione on-line ! NO al DDL Gambaro !

Il DDL “Gambaro”, presentato in Senato il 7 febbraio 2017 e firmato trasversalmente da senatori di quasi tutte le forze politiche, rischia di minare seriamente il principio libertario alla base di Internet nel nostro Paese, trascinandoci ancora più a fondo nelle classifiche sulla libertà di espressione.

Le “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica“ rappresentano la volontà di parte del Senato di “cercare di impedire abusi, garantire il pluralismo e, soprattutto, tutelare i cittadini a cui i media si indirizzano“, pena multe salatissime fino a 10.000€.

Al che, pensandoci bene, la domanda madre è sempre la stessa: chi stabilisce il grado di tollerabilità della manipolazione di una notizia o di una fonte di informazione?

Perché ogni fatto, ogni atto, ogni evento o documento, se narrato, può essere letto ed interpretato secondo molte sfaccettature: alcune, secondo il DDL, sono legittime, altre -probabilmente più scomode all’establishment- no. http://www.vocidallastrada.org

Bufale in Rete – Fake news – Legge bavaglio

Il mondo stà diventando un posto sempre più folle e assurdo man mano che passano gli anni. In una società in cui le notizie si finiscono per sapere più velocemente via web, ed in taluni casi solo e soltanto via web, stanno cercando un’altra volta di creare una legge contro la libertà di opinione e di idee.
E’ infatti in preparazione una ennesima legge bavaglio indirizzata come sempre verso coloro che rappresentano l’anello più debole. Ossia ai blogger ed ai forum che non sono testate giornalistiche.

Stanno provando per l’ennesima volta a mettere un bavaglio alla parte più debole del web – alla faccia della libertà d’espressione.
E’ stata infatti presentata una proposta bipartisan una legge contro la diffusione delle bufale in rete, le cosiddette fake-news. http://ilrifugiodeglielfi.blogspot.it 

NO AL BAVAGLIO PER I BLOG

http://esseregeorgeminkiovic.blogspot.it/

 …e… tanti altri QUI