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I segreti di Enki

I segreti di Enki, il creatore della civiltà umana 

Enki (“En” Signore, “ki” Terra) o EA (“E” Tempio, “A” Acqua) è uno dei tre più importanti dèi della cultura mesopotamica. È il dio della saggezza, signore della magia, della costruzione, delle arti, del design e della creazione.

Enki è stato interpretato come il Signore della Terra; Era il fratellastro del dio Enlil e figlio di Anu.

La sua unica missione era creare uomini e incoraggiare altre divinità a credere in loro. Enki era anche il patrono originario della città antica di Eridu, e la sua influenza si diffuse in tutta la storia e tutta la Mesopotamia e verso i cananei, gli hittiti e anche gli ugarit.

È interessante notare che Enki è stato associato alla fascia meridionale delle costellazioni chiamate le stelle di EA, ma anche con la costellazione AŠ-IKU- Pegasus, una costellazione nel cielo settentrionale.

Qualche volta durante il secondo millennio EA, Enki fu menzionato per iscritto dall’ideogramma numerico “40”, chiamato anche il suo “numero sacro”.

Enki è il creatore dell’umanità – secondo quello che viene detto nella leggenda epica Accadica dell’Atrahasis – solo per lo scopo di liberare gli dèi dal loro lavoro. Enki usava un esistente, un ominide che lui (geneticamente?) ha manipolato e altri per rendere l’uomo capace di comprendere e soddisfare le esigenze degli dèi.

Inoltre è stato considerato il salvatore dell’umanità da quando ha avvisato Ziusudra (Noè) dal Diluvvio Universale.

Il Diluvio Universale è stato portato all’umanità da Enlil, il “Signore del Cielo (aria o atmosfera)”.

Enki, il Dio Creatore dell’umanità.

Prima dell’assemblea divina, apparentemente preoccupata per l’eccessiva proliferazione della razza umana e il loro comportamento sconfortante, Enlil propose di porre fine all’umanità.

Enlil riuscì a convincere il resto degli dèi, riuniti in assemblea, per autorizzare lo sterminio dell’Umanità.

Questa leggenda probabilmente ha dato luogo al successivo racconto biblico di Noè e del Diluvio Universale.

Era il maestro plasmatore della terra, dio della saggezza e di tutta la magia, Enki fu descritto come il signore dell’abzu (Apsu in Accadico), il mare d’acqua dolce o acque sotterranee situate all’interno della terra – dove scorrono “acque primordiali”.

Egli è anche il creatore dell’apkallu (ab-gal-lu “grande uomo pesce” in Sumero) che durante il giorno insegnava a tutti gli uomini e di notte si ritiravano in fondo al mare.

Enki era il custode dei poteri divini chiamati Io, i doni della civiltà . Credito di immagine

È interessante notare che Enki è stato considerato il custode dei poteri divini chiamati Me, i doni della civiltà. L’immagine di Enki erano dei serpenti incrociati a doppia elica o il Caduceo, talvolta confuso con l’Asta di Asclepio usato per simboleggiare la medicina.

Enki ha creato i primi sette uomini saggi o “Abgallu” (Ab = acqua, Gal = grande, Lu = Uomo), noto anche come Adapa usando il sangue del Kingu ucciso.

Adapa, il primo uomo creato e modellato, vive e lavora come consulente del re di Eridu, e nella lista dei re sumerici, fino a quando (attraverso “Me”) la “regalità” discese su Eridu”

Il tempio principale di Enki è stato chiamato E-abzu, che significa “tempio di abzu“. Era un tempio a forma di piramide a gradoni (Ziggurat)  circondato da paludi create dal fiume Eufrate nei pressi dell’antica costa del Golfo Persico nell’antica città di Eridu.

È considerato il primo tempio noto per essere stato costruito nel sud dell’Iraq.

Quattro scavi archeologici separati nel sito di Eridu hanno dimostrato l’esistenza di un santuario risalente al primo periodo Ubaid, più di 6.500 anni fa. Si ritiene che nei successivi 4.500 anni, il tempio fu ampliato 18 volte, finché non fu abbandonato durante il periodo persiano.

Fonte: https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.da 

 

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L’immutabilità della memoria comune

Gli eventi precipitano

di Giuliana Conforto

Perché tanti disastri, perché le guerre, il clima atmosferico impazzito, quello sociale e umano allo sbando e perché tanta fretta a concludere “riforme” che, secondo me, non sono affatto tali? Le risposte sono tante, ma c’è una che in genere sfugge. L’attenzione a stragi e a problemi insoluti nasconde la soluzione: l’unità tra Uomo e Universo, composto di infiniti mondi intelligenti, mondi nel futuro rispetto al nostro presente, come ha affermato Giordano Bruno e oggi confermano i calcoli.

Il mondo è in guerra… perché? Perché la mente umana è “educata” a credere alla divisione, vincolata a una memoria comune, scissa tra creazione ed evoluzione. Da un lato teologie secondo cui il “buon dio” caccia Adamo ed Eva dal paradiso e, dall’altro, teorie come quella del Big Bang che espellono l’uomo – “unico” osservatore dell’universo – dall’universo stesso. Alla base di entrambe c’è un “unico dio” venerato da tutti, il tempo lineare, utile a calcolare le traiettorie dei proiettili, le orbite dei pianeti e persino le tappe dell’evoluzione cosmica e/o biologica. Questo “unico dio” domina la storia umana, fa crescere il debito e la miseria dei tanti, i profitti e i privilegi dei pochi che dirigono le finanze, la politica e il culto per lo stesso “unico dio”. 

Il fatto è che questo “unico dio” non esiste affatto in Natura, ma ormai tutti ci credono e il potere mondiale lo rende reale, coltivando un “sapere” contro… Natura. 

La Vita si rigenera in attimi imprevedibili, il cambio del clima è improvviso e i mutamenti sono senza precedenti, riconoscono tutti. Il rischio è che qualcuno dubiti di un “sapere” che è l’arma più efficace e duratura del potere; quest’ultimo ha fretta perciò di garantirsi il controllo sui popoli e sui media, di accrescere la paura del “nemico” e quindi riaffermare la “necessità” del suo migliore business: la produzione e la vendita di armi. 

Oltre al tempo lineare in terra, un altro grande inganno: lo spazio “vuoto” in cielo. In luglio 2014, i tecnici NASA dichiarano che la sonda Voyager 1 potrebbe non aver superato i “confini” del sistema solare, come era stato riportato in modo trionfale nel 2012 da tutti i quotidiani. Con un’altra sonda (IBEX) i tecnici avevano scoperto la natura della bolla magnetica – l’eliosfera – in cui è immerso il sistema solare, cioè siamo immersi. I suoi “confini” si comportano come specchi del vento solare. Che c’è oltre questa bolla? Forse niente; l’eliosfera può essere una caverna platonica sulle cui “pareti” – gli apparenti spazi “vuoti” o meglio gli specchi – vediamo proiettate le ombre, cioè immagini in 3D, ologrammi, come ho scritto nel mio libro Baby Sun Revelation. Questa ipotesi sconvolge le menti. 

“La luna è un ologramma? E allora le maree, le sue influenze sulla terra?” 

Vuoi vedere un ologramma? Guardati allo specchio! Il tuo corpo è un ologramma, perché il tutto (olos) è scritto in ogni elemento del tutto. Il DNA del tuo intero organismo si ripete identico in ogni tua cellula. Ciò non esclude che tu abbia peso, relazioni e influenze con l’ambiente che ti circonda. Il vincolo principale tra terra e luna non è la gravità, ma la rotazione (lo dimostra il fatto che ci fa vedere solo una faccia). L’universo osservato è un ologramma, una matrix o realtà virtuale. Non invito a credere a me, ma a verificare la validità delle idee dominanti – la vacuità dello spazio, la linearità del tempo, la solidità della materia – e le conseguenze laceranti che derivano dal credo nelle stesse. 

Gli eventi precipitano, perché la Natura le sta smentendo a ritmi accelerati. Il potere, che pochi mesi fa aveva indossato la maschera del buono e raccolto il consenso delle masse, ora ha fretta di stabilire norme per controllare meglio i popoli. Non ci riuscirà, ma la confusione delle menti, che credono ancora alle parole rassicuranti dei leader vincenti, accresce le difficoltà lungo la non facile strada verso la libertà. 

Tutti credono al debito che cresce nel tempo e nessuno sa cos’è il tempo!

Alla falsa linearità del tempo è legato il credo globale nei limiti di energia, il motivo per cui “l’uomo deve lavorare con il sudore della fronte” e/o combattere il proprio simile per accaparrarsi le varie risorse che sono sempre e comunque scarse. La Natura sta mostrando la Sua Intelligenza, dimostrando che i limiti di energia non esistono, smentendo così il “sapere” alienato e alienante che ha dominato la storia tragica di questo mondo. Tutti gli organismi usano in modo naturale e da sempre l’energia del “vuoto” che le scienze oggi riconoscono e però non sanno ancora utilizzare. Innovazione e creatività, intelligenza collettiva dimostrano che i limiti dell’uomo non esistono; sono stati inventati dalle religioni che, con la pretesa di rappresentare un “dio eterno”, hanno controllato la sessualità dell’umanità, rendendola infelice. La Natura tutta si rigenera con il sesso, non è soggetta al degrado e all’usura delle macchine.

Gli eventi precipitano, perché i tempi in Natura accelerano e spodestano il “dio unico” dal piedistallo della presunta “immutabilità” su cui lo ha posto la memoria comune. Non sarà il caso di cancellarla o magari “resettarla” come si dice in gergo informatico? Chi vuole può farlo, ma deve ammettere di non sapere che cos’è il tempo, risvegliarsi dall’oblio della propria mente automatica che crede a “certezze”… mai verificate.

http://www.giulianaconforto.it/

Una pressione collettiva sul pensiero – la rinuncia consensuale alla democrazia

A DIFESA DEL MANDATO IMPERATIVO. E DUNQUE DEL POPULISMO. 

di Maurizio Blondet

Il vincolo di mandato per i parlamentari è una delle  istanze del Movimento 5 Stelle: e come tutte  quelle che escono da quel movimento, accolta con strida scandalizzate e indignazione artefatta  mediatiche e partitiche: “Non è democrazia”, eccetera.  Ovviamente,  invece,  è una  pretesa per lo meno comprensibile in Italia, dove oltre  un terzo dei parlamentari  ha cambiato casacca in meno di due anni.   Ma in realtà è molto di più: è un  potente segnale di vitalità democratica.

Mi ci ha fatto pensare il saggio del filosofo politico  Alain de Benoist, “Populismo”  (Arianna Editrice), un libro capitale che consiglio a tutti i grillini pensanti (Grillo incluso), come ai salviniani (compreso Salvini).

Vi ho letto che per Carl Schmitt, “un popolo ha tanto meno bisogno di essere rappresentato  quanto più è politicamente presente a se stesso”. Se Schmitt vi sembra sospetto perché “di destra”, ecco Simone Weil (quella vera, morta battezzata):  nel 1943,   in nome della Resistenza antifascista, scrive il “Manifesto per la soppressione dei partiti politici”, proprio per salvare la democrazia.  Per lei   “L’unico fine di ogni partito è la  propria crescita illimitata”, è “un’organizzazione costruita per esercitare una pressione collettiva sul pensiero”: noi vediamo la durata illimitata dei partiti, decisi a sopravvivere in eterno alla   fine della  loro utilità politica.

Molti pensatori  rivoluzionari sono stati contrari alla delega: a cominciare da Rousseau, per cui “un popolo non può che perdere la propria sovranità sin dal momento in cui se ne priva a vantaggio di rappresentanti”, passando per Proudhon,  per arrivare al  marxista Costanzo Preve, che nota  sarcastico: “Il metodo democratico consiste proprio nella rinuncia consensuale alla democrazia come contenuto”.

Il filosofo Jacques Rancière, un allievo di Althusser,  sancisce: la democrazia “rappresentativa” non è un espediente necessariamente inventato per adattare la democrazia alla crescita delle popolazioni, ai tempi moderni; no,  “E’ a pieno titolo una forma di oligarchia.  L’evidenza che assimila  la democrazia alla forma di governo rappresentativo è recente. La “democrazia rappresentativa” oggi può sembrare un pleonasmo, ma inizialmente è  stato un ossimoro”. Ossia: all’origine, un termine (democrazia) era il contrario dell’altro (rappresentativa).

Molti di voi, lo so, faticano a capire. Questo perché le oligarchie vi hanno cambiato di soppiatto il concetto. E’ stato operato uno   di senso e de-potenziamento fatale della “democrazia”. Nel senso originario, indica il popolo che prende ed  esercita il potere – contro un  tiranno, un re, una oligarchia. 

Dunque “Essa designava la potenza  collettiva, la capacità di autogoverno”; mentre adesso invece “rinvia solo alle libertà personali-  non è più la sovranità del popolo, ma la sovranità dell’individuo”.   Una sovranità degli individui spinto fino “alla possibilità ultima di mettere in scacco, se necessario, la potenza collettiva”.

Così Marcel Gauchet, post-marxista, “uno dei più importanti studiosi del politico” direttore della rivista Le Débat.  Il  fatto è che “una versione liberista-liberale della democrazia ha soppiantato  la  sua versione classica”.  Attenzione, perché il punto è cruciale:  è l’ideologia del libero mercato che vi ha condizionato a credere  che la “libertà” sia la vostra libertà individuale,  di  attuare vostri desideri  privati.  Dato che siete  anzitutto “un calcolatore razionale  alla ricerca di massimizzare il vostro interesse privato”,  senza alcuna preoccupazione per il bene comune.  Il mercato infatti ha  bisogno di individui così, consumatori  da soddisfare.  

Vi dice:  voi come individui siete sovrani  fino al punto di imporre i vostri desideri e piaceri alla volontà collettiva.  

“Di qui a poco a poco – conclude Gauchet – la promozione del diritto democratico  provoca l’inabilitazione politica della democrazia”.  

Infatti, dice De Benoist, “l’individuo atomizzato  quale lo concepisce la teoria liberale non può essere in primo luogo un cittadino, un soggetto democratico, perché per definizione estraneo all’appartenenza   che fonda il voler-vivere-in-comune”.

E il governo? Poco male, vi dice la sirena liberal-liberista: delegatelo ai “vostri rappresentanti”, i quali sono competenti,  e si avvalgono dei “tecnici”; i quali lo delegano alla “Unione Europea”, la  quale lo delega alla banca centrale, al Fondo Monetario, a Goldman Sachs e Wall Street, a esperti più  competenti di voi –   voi godetevi le libertà individuali che la  democrazia di mercato vi  ha regalato. Perché il vostro egoismo è “naturale”, così come il “mercato” è lo stato di natura – a cui non c’è alternativa.  Non c’è alternativa al mercato, quindi cosa volete  “governare”? 

Ci abbiamo creduto. Fino ad oggi, quando “il popolo ha la sensazione che la sua situazione sociale continui a deteriorarsi, che  l’epoca  del pieno impiego sia definitivamente passata  e  che l’avvenire sarà ancora peggiore. Ha la sensazione che i valori cui aderisce siano derisi o disprezzati [legge Cirinnà, gender nelle scuole].  Ha la sensazione che  il  suo stile di vita sia minacciato dalla presenza, sul suolo nazionale, di una popolazione dai costumi differenti che percepisce come  estranea, se non ostile. Ha la sensazione che l’Unione Europea sia diventata un progetto antisociale che contribuisce ad aggravare l’insicurezza economica e culturale”.  

Ma non sono affatto sensazioni, come sapete. Le  conquiste della “omogenitorialità”, i clandestini  da accogliere senza limiti, il gender nelle scuole, lo ius soli,  le “normative d’Europa”, i  “diritti delle minoranze”, la globalizzazione,  sono tutti i risultati di   una spoliticizzazione  “che è avvertita dalla maggior parte del popolo come un’insopportabile aggressione perché mira a togliergli la capacità di decidere, ossia la  sua sovranità”. 

Il risultato è “una impotenza sociale collettiva  senza precedenti storici”(Costanzo Preve). Un  totalitarismo della dissoluzione. Gestito dalla sinistra progressiva:  quei “sostenitori della trasgressione morale e culturale permanente che fanno direttamente il gioco della finanza mondiale, perché il capitalismo può estendere la sua influenza unicamente smembrando non solo le strutture di vita comunitarie tradizionali, ma anche il legame sociale, i valori condivisi,i modi di vita specifica, le culture popolari.  Il capitalismo può trasformare il pianeta in un vasto mercato, che è il suo scopo,  solo se questo pianeta è stato previamente atomizzato”: 

“Senza le nuove piste incessantemente aperte dal liberalismo culturale, il mercato non potrebbe impadronirsi continuamente di tutte le attività umane, comprese quelle più intime”:  così Jean-Claude Michéa,  pensatore socialista senza complessi, in “Perché ho rotto con la sinistra”.  

E’ in questa situazione che sono  sorti, in Europa ed Usa, movimenti populisti. Perché “la condizione di emersione di una mobilitazione populista è  una crisi  di legittimità  politica che tocca  l’insieme del sistema di rappresentanza” (P.  A. Taguieff). Quella patologia gravissima,terminale della democrazia rappresentativa  in cui “destra” e “sinistra” partitiche colludono, in cui Renzi agisce come Berlusconi e Berlusconi vuole adottare Renzi,  perché  hanno lo stesso programma, servire il Mercato Mondiale  da cui non si può uscire. “Lo Stato collusivo dominato dalla casta  oligarchico-tecnocratica verso il quale siamo avviati ormai da trent’anni” (Jacques Sapir). 

Naturalmente, quando  sorge il populismo,  le elites strillano  che non è  legale, che  è “demagogico”, dunque mette in pericolo la democrazia, che è  sovranista e le sovranità non esistono più, che vuole le frontiere ormai abolite, dunque che è passatista;  il popolo che vota i populisti viene  spiegato che è   (come gli inglesi che votarono il Brexit)  quello  poco istruito (strano,  quando gli operai votavano PCI,  nessuno diceva che lo facevano perché poco istruiti) nostalgico, etnicista, che rifiuta gli immigrati e i  diversi,  – anche  fascistoide  (sempre  per le élite s ciò che non piace loro  puzza di fascismo).

Balle, propaganda demagogica , perché nessuno supera in demagogia le oligarchie (basta vedere le loro tv):  non facciamoci condizionare da questi sbarramenti colpevolizzanti e demonizzanti.

“I movimenti populisti”, scrive  Paul Picone,”appaiono generalmente in congiunture storiche speciali, quando il processo democratico è talmente degenerato da esigere una vera reazione democratica –  Il populismo è in generale una reazione contro il deficit di democrazia ed è sempre molto  più democratico di qualunque sistema fondato sulla democrazia rappresentativa”. 

Insomma:  il populismo   sarà confuso, commetterà molti errori,  prenderà cantonate, perché vi aderisce gente che è stata disastrata e  atomizzata dalla Forma Capitale, che è  una forma “totale”  ,  nel senso che ci ha tutti antropologicamente minorati, disumanizzati, resi schiavi del  suo politicamente corretto  e delle sue “trasgressioni” e della sua propaganda seduttiva – però  è una reazione sana all’esproprio di democrazia, è un segno di vitalità,  di salute, di un sangue che riprende a scorrere nelle vene  collettive, il segno della volontà di riaffermare il primato del politico sull’economico.

E’, con tutti i suoi difetti, l’albeggiare del concetto di Libertà “politica”, contrario a quelle “libertà” del Mercato,   la libertà dell’individuo atomizzato, senza appartenenze né patria, nomade sradicato da ogni condizione storica e sociale: quasi che “l’uomo si costituisca liberamente a partire dal niente”. No, “la risposta è che la libertà come l’autonomia va concepita in termini di attaccamento e di legami, non di lacerazione e sradicamento,  di responsabilità verso l’altro piuttosto che di trasgressione a tutto ciò che unisce i membri di una società a un fondamento storico-sociale comune”. 

La democrazia in senso forte, dove il “demos” rigetta le oligarchie e  la loro governance che svolgono  per conto di poteri “che uccidono i popoli”,  e prova a governare in proprio. Da cui il mandato imperativo,  il guinzaglio corto ai politici.  E’ un inizio.

Fonte:  http://www.maurizioblondet.it/

Ashoka – 226 a.C.

I Nove Sconosciuti di Ashoka

Kerry Sullivan ha una Laurea in Scienze e Arti e attualmente è uno scrittore indipendente che approfondisce argomenti su temi religiosi e politici della storia.

In India c’è una legenda che tutti conoscono su un’organizzazione segreta che si suppone abbia una grande quantità di conoscenze avanzate.

Si crede che fu formata più di 2000 anni fa. C’è un forte sospetto sul fatto che i Nove Sconosciuti manipolino le tendenze politiche e sociali per ottenere obiettivi personali.

Un’organizzazione così segreta, però, è una realtà o semplicemente una leggenda?

Storia dell’Origine

La società dei Nove Sconosciuti fu formata poco dopo il 226 a.C. dall’imperatoreAshoka

Nipote del leggendario imperatore Chandragupta che unificò il subcontinente indiano, Ashoka era ansioso di mantenere l’eredità di suo nonno e di mantenere l’impero.

Nella regione tra Calcutta e Madras, i Kalingan resistettero al dominio imperiale, scatenando una guerra totale. Le forze di Ashoka, in numero superiore, uccisero più di 1.000.000 guerrieri di Kalinga e deportarono dalla regione più di 150.000 abitanti.

Nonostante avesse vinto la guerra, Ashoka era terrorizzato dalla carneficina che una tale vittoria portava con sé.

Da allora giurò di non utilizzare più la violenza.

  Un bassorilievo dell’India che potrebbe rappresentare  Ashoka al centro. Amaravati, distretto di Guntur, India. (CC BY SA 3.0) 

L’imperatore Ashoka è più conosciuto per la sua conversione al buddismo e per i suoi sforzi per diffondere la religione pacifica in tutta l’India, la Malesi, Cylon e l’Indonesia.

I suoi sforzi contribuirono all’espansione posteriore del buddismo verso la Cina, il Nepal, il Tibet e la Mongolia. Ashoka fu in vegetariano convinto ma non obbligò nessuno a farlo. In effetti era molto tollerante con le altre religioni.

Egli proibì comunque l’uso dell’alcool.

La cosa più importante fu:

“rinunciare all’idea di cercare di integrare le persone ribelli, dichiarando che l’unica vera conquista era quella di guadagnare i cuori degli uomini attraverso l’osservanza delle leggi sul lavoro e la pietà perché la sacra Maestà desidera che tutti gli esseri vivi godano della sicurezza, della pace e della felicità e di essere liberi per vivere a loro piacimento.”

Pauwels y Bergier

L’imperatore mise molto impegno in questa missione in cui cercò di impedire ai suoi simili di mettere la propria intelligenza al servizio del male, soprattutto quello che riguardava la guerra.

Il compito di prendere, conservare e mantenere tutta la conoscenza era troppo grande perché un imperatore lo facesse da solo, e non era meno importante, rispetto ai compiti necessari a governare un impero.

Fu così che Ashoka convocò nove delle menti più brillanti dell’India di quel tempo. Per ragioni di sicurezza, l’identità di questi uomini non fu mai resa pubblica.

Tutti insieme, questi geni formarono una società segreta che fu conosciuta come i Nove Sconosciuti.

L’inviato di Ashoka dichiara la pace.Esempio dalla storia delle Nazioni di Hutchinson. (Dominio pubblico) 

L’organizzazione riunì tutte le conoscenze scientifiche possibili, da scienze naturali a psicologia, fino alla composizione della materia

Con il timore che se gli uomini ordinari avessero ricevuto la conoscenza scientifica l’avrebbero utilizzata per distruggersi, fu permesso solo ai nove uomini di studiare e sviluppare le teorie scientifiche e la tecnologia.

Per svolgere meglio questo compito di enormi proporzioni, ognuno dei nove uomini fu incaricato di tenere un libro in particolare che egli avrebbe dovuto aggiornare, rivedere e in ultima istanza perfezionare la conoscenza.

Quando uno dei nove non poteva portare a termine il suo compito – per il desiderio di ritirarssi, per la precarietà della sua salute o per morte – l’incarico passava a un nuovo eletto.

Il numero dei membri della società è stato sempre di nove

Si suppone quindi che la società dei Nove Sconosciuti ha vissuto da oltre 2000 anni.

Il Libro del 1923 

Le congetture sul contenuto di ognuno dei nove libri varia molto.

Talbot Mundy, una scrittore inglese ha pubblicato un libro dal titolo The Nine Unknown Men nel 1923 e conteneva una lista dei nove libri.

Questa lista è stata accettata da tutti.

1) Propaganda: Il primo libro riguardava le tecniche di propaganda e di guerra psicologica. “La più pericolosa di tutte le scienze è quella di manipolare l’opinione delle masse poiché permetterebbe a qualsiasi persona di governare il mondo intero”. Questo secondo Mundy.

2) Fisiologia: Il secondo libro riguarda la fisiologia e spiega come uccidere una persona solo toccandola, conosciuto come “il tocco della morte” e si può seguendo semplicemente un impulso nervoso. Si dice che l’arte marziale dello judo sia il risultato “di elementi fuoriusciti” dal secondo libro.

3) Microbiologia: Il terzo volume riguarda la microbiologia e la biotecnologia.

4) Alchimia: Il quarto libro riguarda l’alchimia e la trasmutazione dei metalli. Secondo un’altra leggenda, in periodi di grande siccità, templi religiosi e organizzazioni di aiuto ricevettero grandi quantità di oro da una “fonte segreta

5) Comunicazione: Il quinto libro riguardava uno studio di tutti i mezzi di comunicazione, terrestre ed extraterrestre. Si deduce che i nove uomini sconosciuti sapessero della presenza extraterrestre.

6) Gravità: Il sesto libro riguarda i segreti della gravità e le istruzioni reali su come utilizzare gli antichiVimanas vedici, (come Vaiminika Shastra nella tecnologia aerospaziale).

7) Cosmogonia: Il settimo libro riguarda la settima cosmogonia e le materie dell’universo.

8) Luce: L’ottavo libro riguarda la luce compresa la velocità e la forma in cui utilizzarla come un’arma.

9) Sociologia: Il nono e ultimo libro riguarda la sociologia. Comprende regole per l’evoluzione delle società e i meodi per predire la loro decadenza.

(Mundy riassunto da Ancient Explorers)

Mito o Realtà? 

Sono stati reali i Nove Uomini Sconosciuti?

Ashoka avrebbe potuto sicuramente chiedere a nove uomini dall’identità sconosciuta di riunire la conoscenza scientifica soprattutto per quello che riguardava la la sua applicazione alla guerra. Quello è stato un tempo molto frammentario e si sa di altri imperatori che hanno avuto l’idea di una simile iniziativa.

Quegli uomini possono aver studiato le tattiche belliche di diversi imperi ed essersi esercitati fabbricando armi, l’uso dei cavalli/elefanti e forse anche l’uso della polvere da sparo.

Un gruppo antico, però, che vive in segreto per più di 2000 anni, mentre controlla gli avvenimenti mondiali dalle selve remote dell’India senza una minima quantità di armamentari moderni, di infrastrutture o tecnologia, è difficile da credere.

Per molti, la leggenda è solo una leggenda…

Fonti 

Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

Agli albori della creazione dell’uomo

 Il Culto del Serpente 

 di Katrina Sisowath  03 Dicembre 2014  dal Sito Web Ancient-Origins  traduzione di Nicoletta Marino  Versione originale in inglese  Versione in spagnolo 

Nella mitologia, il serpente simboleggia la fertilità e la procreazione, la saggezza, la morte e la resurrezione (perché cambia la sua pelle, il che non è affine alla rinascita) e nelle prime scuole di mistica, il simbolo della “Parola” è stato il serpente. 

La ‘luce’ che apparve fu metaforicamente definita come il serpente chiamato ‘Kundalini’, arrotolato alla base della colonna vertebrale che rimane latente in una persona addormentata. 

La divinità o il risveglio di una divinità e le abilità latenti vennero con i rituali e gli insegnamenti portati dagli uomini serpente.

Per comprenderli, bisogna tornare ai “serpenti” originali. 

  • In Cina, erano una coppia, un maschio e una femmina, con teste umane e corpi di serpente chiamati Fu Xi e Nu Wa; essi crearono gli esseri umani.
  • In Sumeria, fu l’Anunnaki Nin-Khursag e suo marito Enki ai quali fu dato l’incarico di creare lavoratori. Enki è conosciuto da noi come il serpente della Genesi – che ci diede la capacità di pensare, ragionare e per questo fu maledetto da suo fratello Enlil.
  • Per gli Indù, a crearci fu il serpente cosmico Ananta.

Quindi, se agli albori della creazione dell’uomo ci sono un paio di esseri somiglianti a serpenti che ci hanno creato, allora coloro che avevano il loro culto, devono essere loro discendenti diretti, sia per linea di sangue o per via spirituale.

Fu Xi y Nu Wa, I serpenti mitci Che crearono gli esseri umani nella mitologia cinese Wikipedia

Il serpente che segue era figlio di Enki, Ningizzidda, conosciuto dai Sumeri, dagli Egizi e dai Tibetani. 

Secondo Zecharia Sitchin, egli dimorava a Magan, o quello che noi conosciamo come Egitto, i teorici credono che egli fosse Thoth che formò una scuola di misteri propagando le idee di auto miglioramento e dell’illuminazione, promuovendo le opere e la filosofia di suo padre.

Se Enki e Ningizzidda governarono in Egitto come si afferma, allora quella scuola sarebbe stata il faro che attraeva tutti coloro che desideravano acquisire conoscenze, supportati dal potere e della forza di Magan.

C’è qualche prova per questa teoria? 

Nel Concilio di Nicea fu affermato:

‘Il potere degli dei è venuto dall’Egitto’.

Ci fu una grande fratellanza bianca (chiamata così per i loro abiti), una prominente scuola di misteri a Karnak.

Un suo ramo si trasformò nell’egizio Therapeutate che in Giudea erano conosciuti come gli Esseni. Gesù, essendo un Esseno, è stato con tutta probabilità iniziato in Egitto in questa scuola di misteri, salendo i livelli fino a che divenne un ‘Maestro’

Il dio sumero Ningizidda, rappresentato come un serpente dalla doppia testa che si avvolge in una forma a doppia elica (rappresenta la dualità della natura), affinacato da due grifoni (Wikipedia)

E venne il momento in cui Anunnaki persero il controllo della Terra e della sua popolazione, che si espanse rapidamente, con gli uomini sparsi dappertutto che formarono le proprie colonie e le strutture sociali.

Coloro che seguirono l’ideologia del serpente si sono premurati di mantenere la supremazia, mentre affrontavano il cambiamento costante di nuove religioni e di possibili minacce nei confronti delle loro terre che erano ricche. 

Così, per proteggersi e per animare le persone a seguire il loro sistema di credo, inviarono emissari (‘gli Illuminati‘) e dappertutto troviamo racconti su di loro. 

Ai semplici cacciatori e pescatori sembravano dei

Non vennero a conquistare le terre, ma ad aiutare la gente, insegnando loro a coltivare, a curare i malati e i feriti, a leggere le stelle.

Numerose culture antiche di tutto il mondo adoravano il serpente, un essere come,

  • Quetzalcóatl, Cihuacohuatziti e Cihuacohuatl in México e Perú
  • Rey Naga dell’India e i suoi figli Nagin
  • Po Nagar in Vietnam, che fu la loro prima imperatrice 

…e le divinità serpente che erano belle donne associate agli alberi e ai laghi.

La dea serpente in Egitto, Wadjet, era la protettrice della terra, dei re e delle partorienti.

Per i Minoici, la dea serpente era A-sa-sa-ra-me e era come l’ittita Ishassara, la Khmer Apsara e la cananea Asera. 

Anche l’Irlanda, la Scozia e l’Inghilterra precristiane adoravano il serpente. 

La dea serpente minoica  (Wikimedia Commons)

Una figura proveniente da fuori, senza dubbio, non bastava a consolidare la posizione del culto del serpente, soprattutto quando si trovava di fronte a nuove religioni e regni che andavano acquisendo potere politico e militare

A tal fine, si organizzarono matrimoni politicamente vantaggiosi con le emergenti famiglie che governavano.

Un principe o una principessa serpente sposandosi portavano alla famiglia affari, ricchezza, conoscenza su come formare una società coerente e i segreti noti solo a chi professava il culto che poi sarebbe stato trasmesso ai futuri figli.

Era questo pozzo di conoscenze che dava alla nuova famiglia regnante un vantaggio sul proprio popolo e permetteva loro di reclamare “Divinità” – o superiorità su tutti gli altri. 

Indubbiamente la maggior parte di questi matrimoni non si concludeva felicemente. 

  • Il Re Dwuttabaung di Birmania aveva come moglie una principessa Naga. La capitale della Birmania, Pagan, aveva consulenti e assistenti Naga. Secondo alcune versioni, dopo una discussione con la sua sposa, si dice che egli sarebbe stato ucciso dai Naga.
  • Nel Laos si racconta la storia del principe Naga, Phangkhi, che si innamorò di una principessa Khmer, Aikham. Volendo guardarla, ma senza essere visto, si trasformò in uno scoiattolo, ma sfortunatamente fu catturato e mangiato.
  • Suo padre, il re del Naga mosse guerra al regno per vendicarsi e catturò la principessa. Il Re Phadaeng, anche lui innamorato di lei, andò a salvarla ma senza successo perché il re si trasformò in Re Fantasma e continuò ad assediare la capitale del re Naga.
  • In Cambogia, fu Soma, la figlia del re Naga, che fu catturata dal sacerdote Kaundinya Brahmán, che poi la sposò. Suo padre aspirò l’acqua di una terra paludosa creando per la coppia il paese di Kampuchea.

Particolare di un Naga, uno dei tanti forgiato in legno o in pietra  che si trovano in tutta l’Asia

  • A Giava c’è una storia che conserva una certa similitudine con la Sirenetta. E’ la storia di Lara Nyai Kidul, che era sposata con un re umano. Era così bella che le altre spose contattarono una maga perché la facesse diventare brutta. Disperata, lei si lanciò nell’oceano, e una dea ebbe pietà di lei e la trasformò in un essere metà umano e metà serpente e la incoronò Regina dell’Oceano.
  • In India, gli esseri serpenti erano conosciuti come Nagin – i figli del re Naga. Diverse famiglie reali affermano che il loro lignaggio discendeva dalla endogamia di Nagin, anche i Manipur, gli Yadavas e i Pallavas.
  • In Grecia, l’esempio più famoso è Alejandro Magno, la cui madre era una entusiasta partecipante dei riti orfici, e a volte ballava con i serpenti attorcigliati al suo corpo. Nella pittura affresco “Zues che seduce Olimpia”, di Giulio Romano, Zeus ha il capo e il busto umano ma la coda di un serpente.

Zeus che seduce Olimpia, Giulio Romano, 1526 Palazzo del Té, Mantova, Italia (Wikipedia)

  • In Francia, troviamo la storia di Melusina – metà umana e metà pesce (o serpente), tradita dal marito che mancò alla parola d’onore alla sua richiesta di non molestarla mentre eseguiva un bagno rituale.

Perché gli esseri serpente che erano conosciuti per la loro bellezza e portavano vantaggi finivano i matrimoni in un brutto modo.

Forse la principessa serpente aveva nostalgia della sua casa. 

Oppure perché si trovava ad essere dipendente dalla volontà di suo marito per assicurarsi di essere bene accolta nella società in cui arrivava e si trovava di frequente con molte censure, sospettata viste la sua influenza straniera e a forti gelosie. 

Incapace di trovare amicizie, era condannata all’ostracismo e arrivava a vacillare l’affetto di suo marito nei suoi riguardi , coloro che cercavano di farla decadere, attaccavano.

In molti casi, la principessa tornava a casa sua lasciando i suoi figli. In altri lei o suo marito morivano.

Però, i suoi figli la ricordavano, quelli che erano nati con una forza e una intelligenza più forte di quella di coloro che li circondavano, permettendo così alla famiglia di avanzare la pretesa che gli dei avevano concesso loro il diritto divino a governare, essendo i figli una prova di superiorità, favorita dagli dei. 

Bibliografia  

 
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“Guerra in Cielo” dei teocratici

Dio sei forse tu un demonio?

Richard Smoley ha oltre 35 anni di esperienza nello studio e la pratica della spiritualità esoterica. Egli è l’autore del cristianesimo interiore: Una guida alla tradizione esoterica; Il gioco dei dadi Shiva: Come la coscienza viene creata dall’universo; Consapevole Amore: Prospettive del cristianesimo mistico; Il Nostradamus essenziale; La fede Proibita: La storia segreta dello gnosticismo; e la saggezza nascosta: A Guida alle tradizioni occidentali (con Jay Kinney). Smoley è anche un ex redattore dello ‘Gnosticismo: A Journal of Inner Traditions occidentale. Attualmente è direttore della missione: ufficiale della Società Teosofica in America e Quest Books.

La frase qui sotto esposta virgolettata è una delle linee più conosciute e rassicuranti nella Scrittura:

“Il Signore è il mio pastore”.

Ma quando si pensa a questo proposito, la metafora è molto inquietante.

E’ vero che un pastore si prende cura delle sue pecore. Ma le tosa e poi le uccide per mangiarsele. Il Dio che adoriamo agisce pienamente nei nostri interessi che abbiamo a cuore, o siamo solo una specie di bestiame usato per i propri suoi scopi?

Alcune voci sono state volte e non pronunciate certamente circa l’esistenza degli dei, ma alla sua benevolenza. Gli antichi gnostici, hanno detto che il vero dio di questo mondo è stato il Demiurgo, un essere di secondo ordine che si era confuso con il vero Dio.

Il maestro spirituale GI Gurdjieff ha citato una parabola su un pastore pigro che stanco delle sue pecore, così le ha ipnotizzate in modo a farle credere che erano uomini o leoni. Poi hanno smesso di correre, andando incontro alla tosatura e poi uccise come egli voleva. (Anche in questo caso troviamo un pastore, questa volta più esplicitamente malevolo.)

Gurdjieff non dice chi è il pastore.

Il suo punto principale è che l’uomo nel suo stato di sogno e veglia, è in balia di forze che non possono avere a cuore i loro interessi – forze che estraggono energia da esso, a prescindere dai loro desideri.

Questa parabola è il primo periodo dell’insegnamento di Gurdjieff; nel suo ultimo periodo, sintetizzato nella sua opera magna Beelzebub ‘s Tales dedicato al suo piccolo nipote (I racconti di Belzebù a suo nipote), ritrae l’universo in un modo più vantaggioso.

Ma ci sono molti altri che hanno messo in dubbio le motivazioni delle potenze spirituali che controllano le nostre vite.

Uno dei più strani è in un libro intitolato guerra in cielo di Kyle Griffith.

In origine è stato presentato nel 1988. Non è mai stato pubblicato in un senso convenzionale; La prima volta che l’ho letto anni fa, era quando ricoprivo la carica di direttore della rivista esoterica Gnosi, in ufficio, c’era una copia rilegata da anelli.

Comparativamente poco si sa su Griffith.

Dalle mie fonti, concludo che nel 1980 ha vissuto nella baia di San Francisco, quando ha scritto il suo libro. Egli è stato descritto in un’intervista in internet, e non vi è mai stato un gruppo di discussione dedicato alle sue idee.

Da un certo punto di vista, guerra in cielo può sembrare folle; da un altro punto di vista, è ritenuto molto suggestivo. L’ho letto tre volte nel corso degli anni. Anche se io non sono disposto a prendere in considerazione le sue dichiarazioni al valore nominale, l’incontro rimane comunque sconvolgente e inquietante.

La visione di Griffith deriva dalla sua comunicazione presumibilmente telepatica con alcuni spiriti che dicono di essere associati con il Collegio invisibile.

Questo era il nome di una cerchia inglese del XVII secolo, che è stata dedicata all’esoterismo, la filosofia e la disciplina emergente della scienza; di solito è visto come il precursore della Royal Society.

A differenza della mentalità dei signori della scienza britannici, la visione del Collegio Invisibile di Griffith è spiriti disincarnati sostengono di aver ispirato i Rosacroce e i movimenti massonici dell’epoca moderna; più di recente, erano dietro gli Afro-American Civil Rights Movement e la rivoluzione psichedelica della stessa epoca.

Tutti questi movimenti sono stati progettati con uno scopo in mente:

Rompere il controllo dei teocratici.
I teocrati nella cosmologia della guerra in cielo, sono entità astrali, sono parassiti che divorano le anime di persone morte recentemente.Il corso normale della evoluzione dell’anima comporta reincarnazioni ripetute sulla terra. Ma queste incarnazioni, come sappiamo, possono essere a volte estremamente sgradevoli. I teocrati hanno evitato questa scelta sgradevole mantenendo un’esistenza semi-permanente sul piano astrale, alimentata dalle anime di cui si nutrono.

La loro strategia è semplice.


Quando un’anima ingenua muore, salutano la sua anima sull’altro lato porgendole l’illusorio benvenuto, con immagini popolate da figure religiose o di famiglia e persone care. Quando l’anima viene deviata nella sua trappola, viene divorata.
Per rendere questa visione ancora più inquietante, Griffith (o le loro guide dell’invisibile College) sostengono che la quasi totalità di ciò che noi pensiamo sia la religione che altro non è che uno stratagemma teocratico.

Le tappe di questo sviluppo religioso, come appare nella guerra in cielo, richiedono un certo esame. La prima fase era essenzialmente sciamanica. Questa è una forma grezza e primitiva della religione – cioè, dal punto di vista dei teocratici, certamente non nostra.

Ci viene detto che lo sciamanesimo, incoraggia lo sviluppo psichico individuale, e come tale è un valore limitato per i predatori teocratici che beneficiano molto di più dalla trance collettiva che produce il culto religioso convenzionale.

Come un risultato, i teocrati dovevano perfezionare e aggiornare i propri metodi di controllo mentale.

La seconda fase della religione era un vicolo cieco. Egli sta coinvolgendo su larga – scala i sacrifici umani. E la storia dimostra che le civiltà che hanno avuto queste pratiche presto hanno avuto a una brutta fine.

L’antica Cartagine, grande rivale di Roma per il dominio del Mediterraneo, è stato un esempio.

Quando i romani sconfissero Cartagine, radendo al suolo la città e seminato il terreno con il sale. Il sale è tradizionalmente una sostanza utilizzata per la purificazione, e alcuni hanno detto che i romani hanno fatto questo per cancellare la terra da tutti i sacrifici umani che sono avvenuti lì in quel luogo.

La civiltà azteca, che per molti versi era superiore alla sua contemporanea civiltà europea, questo è stato un altro esempio: nonostante la sua forza, la sua civiltà è stata distrutta da poche centinaia di spagnoli avventurieri a cavallo.
“La terza fase della religione Teocratica,” Griffith scrive, “prevede la macellazione di massa degli animali. Anche se si preferiscono le anime umane, gli spiriti teocratici possono nutrirsi delle anime astrali degli animali inferiori ma solo in una certa misura.” Se questo fosse vero, avrebbe dato una strana luce, ma, rivelatrice su quello che caratterizza l’articolo di accompagnamento, come le religioni dell’Era dell’Ariete.

Erano così ossessionati con il sacrificio di animali – che poi si è rivelata essere un’attività piuttosto inutile – solo perché i teocratici lo volevano.


“Tuttavia”, ha aggiunto Griffith, “i tessuti astrali delle anime degli animali non sono molto compatibili con le anime astrali dei teocratici, quindi non sono una buona fonte di cibo.”
Per risolvere questo problema, i teocratici hanno inventato la religione, il quarto stadio – che è la maggior parte delle religioni del mondo di oggi. ed ecco allora il controllo mentale:

“I teocratici usano il controllo mentale religioso per attirare le anime e metterle deliberatamente sotto il controllo Teocratico dopo la morte, facendole pensare che stanno andando verso ‘la felicità eterna in cielo’ o ‘l’unione con il Divino’.”
Queste religioni sono essenzialmente quelle dell’articolo di accompagnamento che ho chiamato l’Era dei Pesci. 


Su questo punto di vista, gli dei ai quali la gente crede e ama – siano essi chiamati Cristo o Allah o Krishna – non sono altro che i parassiti sul piano astrale sono tenuti alimentati dalle anime degli innocenti da parte di chi li ha predati.
Originariamente Buddha era diverso:


ha sperimentato un risveglio vero e proprio e, pertanto, ha mostrato poco rispetto per gli dei tradizionali vedici della loro cultura.
Ma, più tardi, i suoi seguaci, hanno distorto il suo insegnamento in una religione basata sulla fede in Buddha, così in forma subordinata sono diventati teocratici.O,   per il modo in cui:


“I teocrati vogliono che i credenti si sentano in colpa ogni volta che sentono il desiderio sessuale o godere di qualsiasi” piacere della carne. “Il senso di colpa li porta letteralmente ad essere dipendenti e ad assistere alle funzioni religiose sottoponendosi al controllo della mente religiosa”.

Oltre a questo, ci sono stati pochissimi ritratti più inquietanti della storia religiosa dell’umanità.

Per alleviare questa grave situazione per gli esseri sfortunati della razza umana, due secoli fa, certe anime avanzate da altri pianeti sono venuti nell’atmosfera astrale della terra.

Essi, insieme ad alcune illuminate anime umane, sono riuscite ad evitare i teocratici, che costituiscono l’invisibile College.

Mentre i teocrati hanno inviato suggerimenti da parte dei loro seguaci connessi su questo piano, dicendo che tutto quello che dovevano fare era quello di credere negli dei fidandosi di quello che i teocrati dicevano loro, invece, il Collegio Invisibile ha inviato il messaggio opposto:


Evitare il culto e, soprattutto, pensare per se stessi.
Hanno ispirato i Rosacroce e i movimenti dei Massoni dei secoli XVII-XVIII e gli impulsi che hanno accompagnato verso la democrazia, la libertà di pensiero, e anche l’ateismo.Dopo tutto, è meglio non credere in un Dio, che aprirsi fino al punto di una divinità astrale parassitaria.

Secondo Griffith, gran parte della controcultura degli anni 1960 è stata stimolata dal Collegio Invisibile. LSD, concerti rock, e simili incontri sono progettati per creare un diverso tipo di trance – quella che la gente telepaticamente ha aperto all’idea che dovrebbe pensare per se stessa,

Ma la storia non si ferma qui.

Questo sforzo ha portato ad una reazione dall’avversario – “quinta tappa della teocrazia”, che:


“Impiega il controllo elettronico mentale invece del controllo della mente religiosa, e … può ridurre in schiavitù le persone che si iscrivono ai sistemi di credenze diverse da quelle della religione organizzata.”

Alcuni gruppi originariamente ispirati dal Collegio Invisibile sono co – optati dall’avversario.

Griffith scrive:
“Ogni nuovo gruppo rock inizia con un paio di canzoni di protesta o di normale amore. Poi viene sommerso da una società controllata dai teocratici della quinta mente in fasi a gironi, e da quel momento in poi tutte le loro canzoni il suono è come se fossero state scritte dalla stessa persona.”

Non è possibile qui andare oltre nella strana ma affascinante
intuizione di Griffith.

Ma ci sono alcune cose a cui tengo che mi portano ad eliminarla completamente. Il primo è la follia collettiva della razza umana – il suo desiderio rabbioso e patologico di distruggere, il suo odio per i suoi benefattori e il folle culto dei suoi autori più feroci.

Vi è un punto oltre al quale non si può spiegare questo con una semplice aggressione ai mammiferi – è un dato di fatto che gli altri mammiferi non hanno tali proprietà distruttive. La psicologia e la sociologia non hanno alcuna spiegazione per questa follia di massa mostrando poco interesse nel cercare  di trovare una soluzione.

Se ci fossero tali entità sul piano astrale che stanno cercando di controllare e manipolare noi, come dice Griffith, questo comportamento sarebbe almeno comprensibile.

Un altro è la potente spinta collettiva verso ciò che Gurdjieff chiama il “risveglio dell’uomo dal sonno”.

E’ vero che nel l’Occidente, in ogni caso, l’ipnosi di massa a basso – grado di religione sta perdendo il controllo. Ma nonostante questa perdita di spiritualità, vediamo sorgere una nuova serie di meccanismi per rimettere le persone a dormire – il “controllo mentale elettronico” di cui parla Griffith.

E’ molto difficile non fare caso entrando in un luogo pubblico e vedere la gente affascinata dai loro computer portatili e smartphone senza chiedersi se qualcosa di simile stia accadendo.

Non penso che la guerra in cielo offra una spiegazione completa della condizione umana, ma ho il sospetto che abbia un fondo di verità. Sembra ci siano forze invisibili che, per ragioni che sono difficili da determinare, beneficiano della scia sul trance collettivo dell’umanità.

Griffith ha concluso i suoi lavori con una visione quasi-apocalittica della Fine dei Tempi. La Fine dei Tempi è abbastanza vicina, come viene interpretato dal cristianesimo con la quale ho problemi che si tratti solo del valore nominale.

E anche se ho il sospetto che ci siano entità spirituali di basso grado che ricordano da vicino i teocrati qui descritti, io non sono così convinto che possano spiegare tutto ciò che riguarda l’aspirazione religiosa umana.

In ogni caso, Griffith e i suoi mentori invisibili hanno dei consigli da darci nel rimanere fuori dal controllo teocratico.

In primo luogo, fare uno sforzo cosciente per sviluppare i propri poteri psichici in questa vita.

In secondo luogo,


“Leggere storie di esperienze prese a persone sul punto-di-morte (ECM) e imparare a riconoscere i trucchi più comuni che i teocratici utilizzano per asservire gli incauti dopo la morte.”
In altre parole, queste storie di esperienze pre-morte sono vere – ma non sono da prendere come valore assoluto.Sono probabilmente una “preziosa regola empirica” per tutte le esperienze spirituali – non importa quanto bene o male possano sembrare o apparire.

 
Traduzione adattamento Nin.Gish.Zid.Da 

l’anima animale del sapiens

L’anima collettiva DELLA SPECIE

Aristotele definì l’individuo uno schiavo come “strumento animato a portata di mano.” Questa terribile descrizione non ha mai avuto il successo che oggi in generale si applica agli esseri umani, l’individuo è una semplice appendice della specie. l'”homo sapiens” come altre specie animali ha un’anima collettiva che regola e dirige l’evoluzione della razza.

Questa anima collettiva produce la migrazioni degli uccelli, regola la riproduzione, indirizza le diverse modifiche e adattamenti, in generale gestisce con zelo il comportamento istintivo degli animali. I sapiens, per il fatto di appartenere al regno animale non può essere libero da questo motore, che, di fatto, controlla, dirige, supervisiona e regola, in qualità di una mente comune che soffoca un pensiero proprio.

Quest’anima comune è stata chiamata da Jung, “l’inconscio collettivo”, senza mai realmente parlare di un'”anima animale,” tuttavia, abbiamo posseduto sicuramente questa conoscenza. Questo inconscio collettivo è in realtà l’anima animale del sapiens. Il fatto solo di capire, accettare, e “comprenderne il peso” di questa materia, significa visualizzare il fondamento più importante della vita del sapiens, come gli atti bestiali alla base di tutte le sue azioni.

La personalità è solo un riflesso dell’anima comune, modellata con una potenza insospettata, la psiche del soggetto, non è altro che un’emanazione del serbatoio comune, che è integrato e personalizzato individualmente, che viene ad avere, possiamo usare questa espressione: “un’anima animale per il proprio denaro”, miniaturizzato e individuato fuori della grande anima collettiva.

Così, il soggetto riceve dai suoi genitori un corpo e la genetica, l’umanità, l’eredità patrimoniale della potenza e l’intelligenza animale. In queste condizioni, per il soggetto viene molto difficile superare questa schiacciante costrizione e formare la propria personalità individuale. Deve accontentarsi di condividere la sorte comune dei suoi simili, a meno che non si abbia la “fortuna” di raggiungere una scuola ermetica.

Noi sosteniamo che non ci può essere un vero e proprio progresso spirituale e morale, se l’uomo non taglia il cordone ombelicale che lo collega al computer centrale della specie, che supporta le caratteristiche “bestiali”.

Questo memorabile, unico, trascendente e irreversibile, è l’evento che si svolge all’interno delle vere scuole ermetiche. Gli altri, invece, non sfiorano affatto l’anima animale dello studente, sono limitati a determinati insegnamenti impartiti, che, sicuramente, sarà utilizzato per bestializzare ulteriormente l’intelligenza.

Qui un fenomeno comune del nostro tempo: l’abbrutimento dell’intelligenza. Quando l’intelligenza dell’individuo diventa più grande, più grande sarà il potere della bestia, che userà l’intelletto per soddisfare i propri istinti, lasciandolo indifferente verso la smisuratezza fatta verso l’altro.

Il programma collettivo (l’anima collettiva) sulla base di una concorrenza feroce e disumana, costringe l’individuo a uccidere per mangiare. La morte ha molti gradi, e la distruzione fisica è l’ultima. Prima che il lento declino arrivi alla distruzione delle aspirazioni interiori. Siamo in grado di uccidere o annullare la volontà di altri, senza pietà sfruttare gli altri; male per male, distruggendo l’amore, la sanità mentale, la felicità e la pace dei popoli; calunniare, ingiuriare, o manifestare una insensibilità fredda per i problemi degli altri.

Il futuro della razza umana non sembra molto promettente: è come il rapido sviluppo di un raffreddore, un’intelligenza disumanizzata, senza amore e contenuto spirituale.

Il “Progresso” viene interpretato da Titani di intelligenza, ma pigmei nello spirito, la coscienza e il cervello della sensibilità umana è atrofizzato da un vasto servizio culturale e successivo al computer centrale del programma della specie.

L’unica possibilità di salvezza si trova nell’individuo isolato, vale a dire, quella che attraverso la cultura ermetica raggiunge la sua vitale autonomia, che lo separa dal cervello centrale.

Purtroppo non è possibile salvare tutti, dal momento che con l’estinzione della specie sapiens gravi squilibri cosmici si verificherebbero con la conseguente cessazione funzionante del computer centrale, che svolge le funzioni necessarie per l’armonia planetaria del nostro sistema.

Quale futuro attende a coloro che non potranno salvarsi?

Niente di drammatico o spettacolare, si potrà reincarnarsi e seguire una molto lenta evoluzione attraverso molte vite, e gli altri si disintegreranno, cioè, che avranno il tipo di morte che attende le persone più materialistiche, le quali credono che tutto finisce nella tomba.

Il sogno – come il web che imprigiona l’uomo, è estremamente sottile e complesso, ma allo lo stesso tempo brutalmente evidente quando si impara ad osservare alcuni fenomeni di psicologia sociale. La gente, anche quando cerca qualcosa di più elevato, si trasforma (in un circolo vizioso) in comportamenti dettati dalla cultura. Mentre più si studia meno si conosce e meno si comprende. Tutti i loro sforzi sono catalogati dal computer centrale, che capitalizza il patrimonio culturale della Comunità.

Come nato questo computer centrale?

È stato gradualmente costituito da quando l’uomo esiste sulla terra dall’azione dell’ambiente sulla loro psiche. Lui è il figlio delle emanazioni di Dio e dalle emanazioni dell’uomo. Esso continuerà a crescere ed essere perfezionato sotto la stessa vita umana, ma atto solo a sopravvivere, perché questa forza, che viene chiamata “inconscio collettivo” o “mainframe” Non ha bisogno, di un materiale o di un supporto biologico per continuare ad esistere una volta creato.

L’individuo ideologicamente parlando, non è mentalmente sviluppato perché è inseparabile dalla cultura. Questa è governata da modelli di comportamento accettati dalla società, che alla fine è governata dal computer centrale. In tal modo, la cultura che fa tanto bene per l’uomo, in qualche modo, in altri, si può considerare il vero assassinio della scintilla divina, la libertà e la coscienza, sono come incasellate, con delle forze limitate, stampate, ipnotizza l’individuo con una potenza irresistibile, viene modellato su di un unico modello, che viene impostato come la produzione di prototipi di uomo-robot schiavi ai bisogni del computer centrale per continuare a muoversi nello spettacolo della vita.

In una società malata come la nostra, abbiamo inevitabilmente una cultura malata e alienata da stereotipi collettivi. La nostra società è veramente malata, e in essa vivono veri sogni infernali, degni della “Divina Commedia”. Ogni essere umano contiene un mondo pieno di problemi e conflitti di ogni genere. Per fortuna, o purtroppo, l’uomo offusca le sue facoltà superiori e non vede l’orrore della sua esistenza in un mondo travagliato.

Un aforisma popolare dice che “nel mondo dei ciechi, l’unico uomo che ha gli occhi è un re.” Qualcosa sta accadendo nella nostra civiltà, in cui le forme superiori di governo e le leadership della comunità non sono soggette ad alcun controllo di sanità mentale. Siamo spinti ad una maggiore o minore misura da persone che ignorano totalmente e assolutamente di essere affetti da un grado di disturbo o malattia mentale, è abbastanza evidente che qualcuno sia normale ed essere accettato come tale.

Sappiamo che i disturbi mentali sono uno dei più difficili ad essere avvertiti e valutati, anche da esperti e professionisti specializzati. Il tema comune è in grado di percepire questo disturbo.

Sembra incredibile che in una civiltà che si dice avanzata, sia stato trascurato una questione così importante, perché sappiamo che è un piccolo gruppo di uomini che dirige la grande massa. Quanti di coloro che fanno parte di quei capigruppo sono disturbati con gravi problemi?

Il 30%, 50% o forse no, o forse principalmente tutti?

Qualcuno ha valutato il danno che questo potrebbe significare per l’umanità?

Non importa molto se a soffrire di importanti disturbi mentali sono quei soggetti che non sono titolari di cariche pubbliche o dirigenti, ma invece importa molto nel caso invece di persone il cui raggio di azione sociale è molto più ampio, tutto questo è assurdo, inadeguato e irrazionale che non siano necessariamente soggetti ad ispezioni periodiche, per valutare la loro salute mentale e psicologica.

In questo momento, è perfettamente possibile che un giudice che amministra la giustizia nella zona in cui vive, sia mentalmente disturbato. Questa contingenza non può essere confutata da qualsiasi psichiatra, perché la malattia mentale non è mai stata spettacolare e apparente, ma piuttosto, subdola, nascosta e insidiosa. Infatti, essa non viene riscontrata nelle persone che non presentano questi elementi patologici mentali. La gravità di questi fattori viene ignorato.

Nel caso del magistrato a cui abbiamo accennato, se davvero avesse una mentalità patologica di una certa gravità, sarebbe un caso orribile di persone mentalmente disturbate e autorizzate a manipolare la società, amministrando la giustizia secondo i loro complessi, frustrazioni, hobby e traumi. Per questo si potrebbe obiettare che un giudice non fa altro che attenersi al testo della legge, ma se si guarda nel profondo della sua coscienza, ci si rende conto che il codice deontologico di giustizia è sensibile a molte interpretazioni personali.

Viene da chiedersi quanti saranno i giudici paranoici presenti nel mondo, che travisano totalmente la sacra imparzialità della legge; molti importanti personaggi pubblici che sono vittime di isteria, megalomania, egocentrismo, lussuria sfrenata per il potere, sadismo, o la perdita assoluta del senso di auto – critica.

Non vi è alcun controllo della salute mentale a coloro che in virtù della loro posizione sono interessati al fenomeno di “inflazione” per il prestigio, che gli uffici di Psicologia conferiscono loro. Questa parola, coniata da Jung designa il disorientamento vissuto da una persona che si identifica con il ruolo ricoperto e perso nella loro auto – valutazione.

Così, un medico, per esempio, potrebbe “gonfiare” o aumentare l’ego della propria persona fino all’importanza e alla dignità che la società gli ha conferito per un grado professionale. Ma il soggetto è una persona, non ciò che il suo ufficio o la posizione rappresenta, ma semplicemente  quindi, in generale, il medico, non può contenere tutta l’importanza e la grandezza data dalla professione medica, e alla scuola a cui appartengono migliaia di persone. Inavvertitamente, il soggetto essendo “inflazionato“, è destinato ad usurpare o attribuire a se stesso, la forza, la potenza e l’importanza che non gli appartiene, ma che gli viene conferito dalla società.

Sappiamo che nessun controllo psicologico viene attuato, che fatalmente, migliaia di vittime innocenti pagano in vari modi le follie di chi amministra la nostra civiltà. Errori giudiziari, abuso di potere, fatali errori politici che degenerano in conflitti armati, usurpazione del potere da parte di mafie finanziarie, sistemi educativi obsoleti o errati; tutto questo è causato in qualche modo da disturbi mentali. Sono inclusi tra questi pazienti anche quelli che vendono il loro onore, la dignità, la decenza, e la sua persona, per una ricompensa finanziaria.

E’ anche vero che ci sono stati grandi successi, scoperte e lavori molto utili e molto positivi, ma purtroppo, per un motivo o l’altro, raramente produrranno unazione decisamente positiva globalmente. E’ come curare i rami di un albero mentre la radice marcisce sotto terra. In realtà, nessun caso è di trascendentale importanza e scoperta scientifica, mentre si non si può cambiare la natura umana, alzandola ad un livello superiore.

In caso contrario, saranno solo pietre che diventeranno una montagna, solo eternità di tempo. Tuttavia, per capire questo, bisogna rendersi conto che non vi è alcun reale progresso nell’evoluzione, se non cambiare la stessa natura umana.

E’ proprio in questa grande opera che i Grandi Iniziati ermetici sono impegnati, ed è per questo, come abbiamo già detto, che ci sono alcune vere e proprie scuole ermetiche in cui la gente ha l’occasione di accedervi.

Al fine di raggiungere una più ampia azione meccanica dell’anima collettiva o la comprensione del mainframe, che è necessario per analizzare le prestazioni psicologiche delle folle, che permette di controllare l’azione segreta di qualche tipo di forze che prendono possesso delle persone sotto determinate circostanze.

Tratto dal capitolo IX libro della “Scienza Segreta” del Filosofo Dario Salas Sommer

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Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da