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VELATURE – ECCOLE DI NUOVO

Dopo una giornata di cielo libero da nubi, pioggia, grandine grande come palline da golf, con temperature sotto i 15°, ecco le famose velature, al satanico “Lucifero” non sono bastati i 38/42° (di giorno e di notte senza escursione termica), ci stiamo preparando ad un nuovo forno a microonde?

Questa mattina alle ore 7:00 il cielo era completamente terso e senza una nuvola, un azzurro che ricordo solo negli anni passati della mia gioventù, inoltre la notte completamente sgombra da nuvole, “velature” e inquinamento luminoso, ho visto dopo molto tempo il firmamento pieno di stelle e la luna raggiante (non più velata) al centro di esso.

Queste sono fotografie fatte dal mio portatile questa mattina; non mi stancherò mai di fotografare lo scempio che viene perpetrato ormai da oltre 15 anni, da quando è stato firmato quel fatidico documento.

Sullo sfondo di questa fotografia sono visibili i cumulonembi naturali sotto attacco da quelle che oggi vengono definite “velature”, (velature non esistenti in natura) partorite dalla mente compiacente di chi è complice volontario/involontario della élite votata alla satanica “Geoingegneria”

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 Il regime di Geoingegneria solare progettato 
per bloccare il tuo sole – Di Matt Landman

 “Un gruppo di scienziati del clima sta attualmente sostenendo una mossa preventiva contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, anche se probabilmente non hai mai sentito molto a questo proposito. Il piano è quello di bloccare il sole, simile a quello di imitare un’eruzione vulcanica, per questo motivo è chiamato Effetto del Monte Pinatubo che verrebbe attuato con una campagna di iniezione aerosolica già in atto per velare la LUCE del SOLE.”

“Le basi ingenue di questo approccio sono TRE assimilazioni e costituiscono quanto segue:”
“1) Conosciamo tutto quello che c’è da sapere sul riscaldamento globale

2) Possiamo risolvere il problema

3) Dovremmo risolvere il problema 

Continua QUI all’interno del blog”

Sulle false notizie Onida si domanda: «Ma chi verifica?»

 Onida e Scorza: Ddl Gambaro, il bavaglio al web è illegale 

Lotta alle fake news, o meglio alla libertà d’opinione: il decreto legge firmato da Adele Gambaro arriva in Senato (commissioni giustizia e affari costituzionali) e riapre la polemica sulla legge-bavaglio, tra profili di incostituzionalità, correttivi legislativi parziali e grossolani, pericoli per la libertà di pensiero.

Costituzionalisti, giornalisti e attivisti, scrive “Terra Nuova”, sono in rivolta contro il Ddl, che vorrebbe regolamentare la circolazione delle informazioni “non veritiere” online. «Proposito teoricamente nobile, ma occorre definire molto bene i confini per non sconfinare nella censura travestita». A proporre una interessante analisi del testo di legge è Valerio Onida, ex giudice della Corte Costituzionale e già presidente della stessa corte, nonché docente universitario, ex presidente della Scuola superiore della magistratura nonché membro del team di “saggi” reclutato da Napolitano per ridisegnare l’assetto costituzionale. «Si tratta di un testo superficiale e non idoneo a normare ciò su cui si propone di intervenire, cioè la “rete”, perché va addirittura a modificare i criteri di punibilità dei reati solo perché il mezzo usato è differente», spiega Onida.

«L’articolo 21 della Costituzione è chiaro, parla di mezzi di diffusione del pensiero, quindi la rete, come la carta stampata, la televisione o la radio, deve avere gli stessi limiti e le stesse garanzie. 

Peraltro – ricorda Onida – le norme esistono già, si tratta solo di individuare tecnicamente le modalità più idonee di applicazione». L’articolo 1 del Ddl Gambaro crea un nuovo tipo di reato, quello riconducibile alla circolazione di informazioni attraverso piattaforme informatiche o mezzi telematici, che viene differenziato nel trattamento rispetto all’analogo reato dell’articolo 656 del codice penale che colpisce “chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico”. Poi nel testo si introduce la novità della pena anche per informazioni che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi. «Ma chi verifica?», si domanda Onida. «Qui si introduce il “controllo pubblico” sulla verità o falsità dei dati ed è inaccettabile. Sulla base di quali criteri assoluti mai si potrà effettuare la verifica? Peraltro, sempre l’articolo 1 introduce una disciplina speciale per la diffamazione, che però è già normata da codici e leggi. Anche qui ci si chiede il perché». 

L’articolo 2, poi, per Onida «introduce aspetti pericolosi di controllo pubblico sulle opinioni e sulle idee. Si legge infatti che la pena (reclusione non inferiore a 12 mesi e ammenda fino a 5.000 euro) è prevista anche per chi “svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online”. Di qui la preoccupazione di numerosi attivisti, associazioni e movimenti nazionali, aggiunge “Terra Nuova”. «Temo che ci sia il tentativo da parte di un soggetto istituito di silenziare la società civile e le sue iniziative di controinformazione», dice Monica Di Sisto, vicepresidente dell’osservatorio sul commercio e il clima Fairwatch, che sta guidando la campagna Stop Ttip in Italia. «Per punire il procurato allarme o per combattere le notizie false le leggi esistono già». Attenzione: i trattati-capestro come il Ttip, o il suo clone euro-canadese Ceta appena ratificato, hanno testi inaccessibili, riservati, nonostante i trattati coinvolgano pesantemente la vita di tutti, stravolgendo le regole su alimentazione, salute, sicurezza, ecologia.

«Nemmeno i Parlamenti e i governi degli Stati membri sono obbligatoriamente coinvolti nell’andamento delle trattative», aggiunge Di Sisto. «Anche la senatrice Gambaro, per il suo ruolo istituzionale, è chiamata a garantire i diritti costituzionali nella sua forma più ampia e piena». Ritornando al disegno di legge, il professor Onida si sofferma anche sull’articolo 6, che fa riferimento al potenziamento della formazione professionale per i giornalisti per “prevenire il rischio di distorsione delle informazioni o di manipolazione dell’opinione pubblica”. 

«Anche in questo caso si rischia di definire informazione solo ciò che sta bene al potere pubblico, che decide pure come presentarla», aggiunge Onida. E pure l’articolo 7 «ripropone un inaccettabile controllo dall’alto di verità», visto che «si mette in carico ai gestori delle piattaforme informatiche l’obbligo di verificare l’attendibilità e la veridicità dei contenuti diffusi: ma com’è pensabile?».

Per il costituzionalista, «è uno strumento di controllo autoritario e illegittimo». Idem l’articolo 8, l’ultimo, che prevede che la commissione parlamentare per la vigilanza sui servizi radiotelevisivi monitori “gli standard editoriali delle piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione e diffusione di informazione con mezzi telematici delle emittenti radiotelevisive pubbliche”. 

«Le ricette proposte dai firmatari del disegno di legge sono anacronistiche, inattuabili, inefficaci e soprattutto ad alto rischio di deriva liberticida», ha scritto dal suo blog sul “Fatto quotidiano” Guido Scorza, docente di diritto delle nuove tecnologie. «Difficile astenersi dal ricordare ai firmatari del disegno di legge – aggiunge Scorza – che era il 2000 quando l’Unione Europea stabilì un principio che è caposaldo di civiltà, libertà e democrazia online diametralmente opposto a quello che loro vorrebbero veder introdotto nel nostro ordinamento: il divieto, per tutti i paesi membri dell’Unione Europea di imporre ai cosiddetti “intermediari della comunicazione” qualsivoglia obbligo generale di sorveglianza sui contenuti pubblicati dai propri utenti». Un divieto, scrive Scorza, che ha una spiegazione semplice e di straordinaria importanza: «Se lo Stato chiede a un soggetto privato di verificare ciò che i propri utenti pubblicano attraverso i propri servizi, questo soggetto, a tutela del proprio portafoglio, inizierà a limitare e restringere la libertà dei propri utenti di dire ciò che pensano online, sacrificando così l’idea che Internet possa rappresentare quella grande agorà democratica – che non significa né Far West, né zona franca senza regole – della quale tutti avvertiamo un gran bisogno».

Giovanni Ziccardi, docente di informatica giuridica all’università di Milano, ritiene il disegno di legge «inopportuno, pericoloso e censorio» perché «nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso». Ziccardi lo trova soprattutto impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico: «Punta a soffocare il dibattito in rete caricando di responsabilità, burocrazia e sanzioni utenti e provider. Dall’altra parte “salva”, per molti versi, i due principali vettori di odio, notizie false e disinformazione di oggi, cioè molti grandi media e politici. Ed equipara fenomeni eterogenei tra loro che richiedono, invece, regolamentazioni specifiche. Infatti nella relazione introduttiva si fa riferimento a “fake news”, a espressioni che istigano all’odio e alla pedopornografia. Tre universi molto diversi tra loro». 

Vede una «chiara deriva autoritaria» anche Federico Pistono, informatico con master alla Nasa, scrittore e co-fondatore di “Axelera”, che si occupa di divulgazione nell’ambito delle nuove tecnologie. Dice: «O sanno come funziona Internet e vogliono censurarlo o non sanno come funziona e sono incompetenti; in entrambi i casi non va bene: di fatto, si prevedono pene per chi esercita il senso critico». Per esempio, «chi mette un dato vero e una propria opinione che magari molti altri condividono ma che non è mainstream, può venire processato e condannato per quello. Tutto ciò non ha nulla a che fare con l’educazione e la sensibilizzazione della popolazione a verificare le fonti di ciò che legge e a pensare con la propria testa»

http://www.libreidee.org/

Il Faraone Gigante

5.000 anni fa, un ‘gigante’ dominò l’Antico Egitto

Un antico faraone egiziano chiamato Sa-Nakht, dalla terza dinastia, era l’antico gigante dell’Egitto.

Sa-Nakht governò la civiltà del fiume Nilo circa 1.000 anni prima che Ramses II salisse al trono. Ramses, era considerato estremamente alto migliaia di anni fa, con un’altezza di circa 1,75 m, ma, era “sovrastato” dalla dimensione del faraone Sa-Nakht.

Sa-Nakht o Sanakht da anni è rimasto un enigma per gli esperti, dato che le informazioni riguardanti la sua dominazione, quando ha assunto la carica, quando è morto e su che tipo di faraone era, è rimasto ambiguo nel tempo. Quello che si sa di questo faraone è dovuto a diversi esperti che sono riusciti a raccogliere nel corso degli anni alcune reliquie che sono sopravvissute per più di 5000 anni.

Se si da un occhio ai registri dell’antico e storico egiziano Manetho (Manetone) e nella lista dei re di Torino, Sa-Nakht ha governato l’antico impero egiziano per 18 anni, ma molti archeologi sostengono che il periodo di tempo esatto rimasto sul trono rimane un mistero. La sua esistenza è attestata da frammenti di guarnizioni trovati a nella mastaba K2 a Beit Khallaf e un graffito – un marchio deliberato fatto da graffiti o incisioni su una grande superficie come un muro.

Negli ultimi anni, grazie a numerose scoperte archeologiche ad Abydos, la posizione di Sa-Nakht come fondatore dell’antica dinastia egiziana regnante d’Egitto, registrata da Manetho e dalla Roya Torino Canon, è stata seriamente minata, creando come mai prima d’ora più confusione intorno all’antico faraone egiziano.

Ok, quindi cosa sappiamo? Quello che sappiamo è che era un vero GIGANTE per il suo tempo. Si ritiene che nel 1901, nel piccolo villaggio di Beit Khallaf gli archeologi hanno scavato i resti di Sa-Nakht. I resti scheletrici appartenevano ad un uomo che si levava in piedi a 6 metri e di larghezza 1,6 pollici, quasi 2,00 metri. Questo avrebbe reso il faraone Sa-Nakht un vero gigante.

Secondo studi precedenti, l’altezza media per gli uomini intorno a questo tempo era di circa 5 metri secondo il co-autore dello studio Michael Habicht. Secondo Charles S. Myers, nel libro “Le ossa di Hen Nekht, un re egiziano della terza dinastia”, il cranio di Sa-Nakht era piuttosto grande e capiente.

Anche se la sua capienza cranica era insolitamente ampia e quasi brachicefalo, le proporzioni delle sue lunghe ossa erano regolate tropicamente come quelle di molti altri antichi egiziani in quel momento.

L’altezza di Sa-Nakht era diversa da qualsiasi cosa precedentemente vista. Infatti, era così alto che avrebbe torreggiato sopra Ramesses II, il più alto registrato antico faraone egiziano, alto circa 9 piedi (1,75 m), che governò l’antico Egitto 1000 anni dopo Sa-Nakht. Uno studio pubblicato su The Lancet: Diabetes & Endocrinology, indica come l’antico faraone egiziano possa aver sofferto di Gigantismo.

Gli esperti dell’Università di Zurigo che hanno analizzato accuratamente i resti ritengono che questo è il più antico esempio di gigantismo nella storia umana. Contrariamente alla credenza popolare, l’altezza di Sa-Nakht non gli avrebbe concesso alcun vantaggio sociale, come di fatto vengono raffigurate le statue nelle antiche dinastie dell’Egitto, sono preferite statue più piccole, dal momento che c’erano “molte piccole persone nel servizio regale”, così concludevano gli esperti dello studio.

“Le ragioni di questa inclinazione non sono sempre certe”, ha concluso il coautore dello studio Michael Habicht, un egittologo dell’Istituto di Medicina Evoluzionistica dell’Università di Zurigo.

https://www.ancient-code.com/ 

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

CURIOSITÀ

L’immutabilità della memoria comune

Gli eventi precipitano

di Giuliana Conforto

Perché tanti disastri, perché le guerre, il clima atmosferico impazzito, quello sociale e umano allo sbando e perché tanta fretta a concludere “riforme” che, secondo me, non sono affatto tali? Le risposte sono tante, ma c’è una che in genere sfugge. L’attenzione a stragi e a problemi insoluti nasconde la soluzione: l’unità tra Uomo e Universo, composto di infiniti mondi intelligenti, mondi nel futuro rispetto al nostro presente, come ha affermato Giordano Bruno e oggi confermano i calcoli.

Il mondo è in guerra… perché? Perché la mente umana è “educata” a credere alla divisione, vincolata a una memoria comune, scissa tra creazione ed evoluzione. Da un lato teologie secondo cui il “buon dio” caccia Adamo ed Eva dal paradiso e, dall’altro, teorie come quella del Big Bang che espellono l’uomo – “unico” osservatore dell’universo – dall’universo stesso. Alla base di entrambe c’è un “unico dio” venerato da tutti, il tempo lineare, utile a calcolare le traiettorie dei proiettili, le orbite dei pianeti e persino le tappe dell’evoluzione cosmica e/o biologica. Questo “unico dio” domina la storia umana, fa crescere il debito e la miseria dei tanti, i profitti e i privilegi dei pochi che dirigono le finanze, la politica e il culto per lo stesso “unico dio”. 

Il fatto è che questo “unico dio” non esiste affatto in Natura, ma ormai tutti ci credono e il potere mondiale lo rende reale, coltivando un “sapere” contro… Natura. 

La Vita si rigenera in attimi imprevedibili, il cambio del clima è improvviso e i mutamenti sono senza precedenti, riconoscono tutti. Il rischio è che qualcuno dubiti di un “sapere” che è l’arma più efficace e duratura del potere; quest’ultimo ha fretta perciò di garantirsi il controllo sui popoli e sui media, di accrescere la paura del “nemico” e quindi riaffermare la “necessità” del suo migliore business: la produzione e la vendita di armi. 

Oltre al tempo lineare in terra, un altro grande inganno: lo spazio “vuoto” in cielo. In luglio 2014, i tecnici NASA dichiarano che la sonda Voyager 1 potrebbe non aver superato i “confini” del sistema solare, come era stato riportato in modo trionfale nel 2012 da tutti i quotidiani. Con un’altra sonda (IBEX) i tecnici avevano scoperto la natura della bolla magnetica – l’eliosfera – in cui è immerso il sistema solare, cioè siamo immersi. I suoi “confini” si comportano come specchi del vento solare. Che c’è oltre questa bolla? Forse niente; l’eliosfera può essere una caverna platonica sulle cui “pareti” – gli apparenti spazi “vuoti” o meglio gli specchi – vediamo proiettate le ombre, cioè immagini in 3D, ologrammi, come ho scritto nel mio libro Baby Sun Revelation. Questa ipotesi sconvolge le menti. 

“La luna è un ologramma? E allora le maree, le sue influenze sulla terra?” 

Vuoi vedere un ologramma? Guardati allo specchio! Il tuo corpo è un ologramma, perché il tutto (olos) è scritto in ogni elemento del tutto. Il DNA del tuo intero organismo si ripete identico in ogni tua cellula. Ciò non esclude che tu abbia peso, relazioni e influenze con l’ambiente che ti circonda. Il vincolo principale tra terra e luna non è la gravità, ma la rotazione (lo dimostra il fatto che ci fa vedere solo una faccia). L’universo osservato è un ologramma, una matrix o realtà virtuale. Non invito a credere a me, ma a verificare la validità delle idee dominanti – la vacuità dello spazio, la linearità del tempo, la solidità della materia – e le conseguenze laceranti che derivano dal credo nelle stesse. 

Gli eventi precipitano, perché la Natura le sta smentendo a ritmi accelerati. Il potere, che pochi mesi fa aveva indossato la maschera del buono e raccolto il consenso delle masse, ora ha fretta di stabilire norme per controllare meglio i popoli. Non ci riuscirà, ma la confusione delle menti, che credono ancora alle parole rassicuranti dei leader vincenti, accresce le difficoltà lungo la non facile strada verso la libertà. 

Tutti credono al debito che cresce nel tempo e nessuno sa cos’è il tempo!

Alla falsa linearità del tempo è legato il credo globale nei limiti di energia, il motivo per cui “l’uomo deve lavorare con il sudore della fronte” e/o combattere il proprio simile per accaparrarsi le varie risorse che sono sempre e comunque scarse. La Natura sta mostrando la Sua Intelligenza, dimostrando che i limiti di energia non esistono, smentendo così il “sapere” alienato e alienante che ha dominato la storia tragica di questo mondo. Tutti gli organismi usano in modo naturale e da sempre l’energia del “vuoto” che le scienze oggi riconoscono e però non sanno ancora utilizzare. Innovazione e creatività, intelligenza collettiva dimostrano che i limiti dell’uomo non esistono; sono stati inventati dalle religioni che, con la pretesa di rappresentare un “dio eterno”, hanno controllato la sessualità dell’umanità, rendendola infelice. La Natura tutta si rigenera con il sesso, non è soggetta al degrado e all’usura delle macchine.

Gli eventi precipitano, perché i tempi in Natura accelerano e spodestano il “dio unico” dal piedistallo della presunta “immutabilità” su cui lo ha posto la memoria comune. Non sarà il caso di cancellarla o magari “resettarla” come si dice in gergo informatico? Chi vuole può farlo, ma deve ammettere di non sapere che cos’è il tempo, risvegliarsi dall’oblio della propria mente automatica che crede a “certezze”… mai verificate.

http://www.giulianaconforto.it/

FRANKENSKIES

LA DOCUMENTAZIONE DI FRANKENSKIES  E’ DISPONIBILE SOLO NELLA FORMA COMPLETA DELLA SUA LUNGHEZZA 

Matt Landman

FrankenSkies è un documentario di 80 minuti sul cambiamento sociale riguardante l’agenda della Geoingegneria solare che colpisce ogni essere vivente sulla Terra. La lotta è per portare consapevolezza a questo argomento, nonostante gli ostacoli di una popolazione socialmente ingegnerizzata e del complesso industriale militare con le sue risorse infinite, è palpabile in questa funzione di svegliata verità.

In una apertura impeccabilmente temporizzata di esposizione, il film rivela la campagna per normalizzare le formazioni di nubi chimiche attraverso dispersioni di aerosol nell’atmosfera. Volto verso un calendario di normalizzazione che comprende un mezzo controllato e un sistema educativo indottrinandone la politica, gli attivisti fanno la domanda: il tuo silenzio è il tuo consenso? Una pellicola informativa scioccante sull’innovazione climatica, sul controllo della frequenza e sulla manipolazione della CIA, la narrazione del film si sviluppa attraverso una storica sequenza temporale di sperimentazione sull’umanità, portandoci ad un moderno laboratorio in pieno giorno che comprende l’aria che respiriamo e che impone quando e dove il sole deva splendere, o no..

FONTE https://theinternationalreporter.org/2017/06/26/frankenskies-full-length-documentary/

TRAILER 

DOCUMENTARIO COMPLETO 

Il regime di Geoingegneria solare progettato per bloccare il tuo sole Di Matt Landman 

Un gruppo di scienziati del clima sta attualmente sostenendo una mossa preventiva contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, anche se probabilmente non hai mai sentito molto a questo proposito. Il piano è quello di bloccare il sole, simile a quello di imitare un’eruzione vulcanica, per questo motivo è chiamato Effetto del Monte Pinatubo che verrebbe attuato con una campagna di iniezione aerosolica già in atto per velare la LUCE del SOLE.

Le basi ingenue di questo approccio sono TRE assimilazioni e costituiscono quanto segue

1) Conosciamo tutto quello che c’è da sapere sul riscaldamento globale
2) Possiamo risolvere il problema
3) Dovremmo risolvere il problema

“Schiarire il cielo sbiancandolo”, cosiddetto dal piccolo gruppo d’élite di scienziati [pazzi], che prevede la dispersione di aerosol attraverso aerei per formare le “nuvole”, questo progetto è stato in fase di ricerca da decenni. Il 2017, tuttavia, è l’anno in cui questo “Regime di Geoingegneria Solare” (tenere d’occhio l’imponente, vaga terminologia) andrà dalla fase di ricerca alla Piena e Globale Scala di Dispiegamento.

La mancanza di informazioni pubbliche schermate da abbondanti tattiche di confusione, di disinformazione, di divieto totale e di terminologia eufemistica hanno lavorato finora per nascondere i fatti. Ma coloro che chiedono di conoscere la verità hanno prestato molta attenzione all’evoluzione della terminologia che circonda ciò che molti di noi hanno conosciuto fino ad ora come “chemtrails”. La lingua infatti ha la sua importanza. Ecco un elenco parziale:

Geoingegneria
Gestione delle radiazioni solari (SRM)
Programma di aerosol troposferico (TAP)
Iniezioni di aerosol stratosferiche (SAI)
Iniezione di particelle stratosferiche per l’ingegneria climatica (SPICE)
Esperimento di rilascio aerosol caricato (CARE)
Climate Geoengineering Governance Project (CGGP)
Progetto di ricerca sul cambiamento globale (GCRP)
Iniziativa del governo sulla radiazione solare (SRMGI)
Strategia nordamericana sull’ozono troposferico (NARSTO)

I media hanno anche coniato il termine segreto su larga scala Aerosol Program (SLAP) un fine incomprensibile per le persone nuove al soggetto. Poco sapevamo allora che il regime stava solo recuperando un po’ più tempo prima di lanciare il suo pazzesco schema questa primavera prossima.

Il 18 maggio 2017, allora, è stato stabilito a Chicago l’auto-proclamato Governo di Regime sulla Geoingegneria Solare per creare un corpo che sostituirà le Nazioni Unite, il cui obiettivo è quello di avviare la distribuzione su scala globale l’Ingegneria Solare sulla Terra.

Prima di attuare un programma così controverso, dovremmo sicuramente considerare gli impatti sulla salute umana nell’iniettare sostanze chimiche tossiche in aria, di discutere il diritto umano ad avere un ambiente sano e del diritto del pubblico a partecipare al processo decisionale ambientale. Il “regime”, tuttavia, si è già incontrato per pianificare e strutturare il dibattito pubblico, anticipando e dirigendo la reazione degli attivisti del clima. Ha anche dettagliato come i mezzi verranno utilizzati per “manifestare la volontà del popolo” per dare ai governi di attuarla senza lasciare “nessuna scelta”. La “Società”, ci crede ciecamente, “ma non conosce la strategia” a differenza del regime stesso che ha speso fino a 15 anni per la pianificazione, ricerca e alla strategia di una distribuzione in tutto il mondo della Geoingegneria Solare.

Gli scienziati del clima, tuttavia, sono molto divisi per quanto riguarda i motivi che causano il riscaldamento globale. Allo stesso modo, non si capisce quali siano gli effetti dell’intervento della Geiongegneria o come la natura reagirà. Il livello di imprevedibilità richiede un’analisi di valutazione del rischio che si concentra sui probabili risultati.

L’Uragano Aerosol e Microphysics Programme (HAMP), ad esempio, è un programma di ricerca geonesistente che utilizza l’implementazione di aerosol di carbonio nero per modificare gli uragani. Vari studi hanno identificato il carbonio nero come causa diretta del riscaldamento globale, ma l’impatto di tali iniezioni di aerosol non è stato adeguatamente considerato / studiato o addirittura discusso quando si affronta il fenomeno del riscaldamento globale. In effetti, è chiaramente contro-intuitivo utilizzare un componente chimico che promuove esattamente quello che stai cercando di evitare.

Esistono gravi rischi multipli nei metodi di iniezione proposti:
Esacerbare il riscaldamento globale
Danno alla salute umana
Cause di collasso biospherico
Creazione di siccità

Non possiamo permetterci di sperimentare solo per trovare in un momento successivo che sono stati commessi lungo la strada errori irreversibili e catastrofici, ma la sperimentazione sembra essere esattamente ciò che accade qui.

Ma questi possono essere evitati. La tecnologia di cattura del carbonio, gli incentivi a tecnologia verde aggressiva, le fioriture oceaniche di fitoplancton e l’urbanesimo rigenerativo offrono tutte alternative molto più sicure alle opzioni globali delle iniezioni di aerosol stratosferici. Avendo inquadrato l’intero dibattito dietro le quinte significa che i diritti e il consenso informato sono stati completamente ignorati e scoraggiati. Scioccamente, attori e media sono stati assunti anche per inquadrare il dibattito e modellare l’opinione pubblica. Che cosa dobbiamo fare per fermare questo assalto mortale, insidioso e disonesto sul nostro mondo fisico?

Tuttavia, il silenzio e l’inerzia non sono opzioni a fronte di una tale minaccia. Dobbiamo agire e agire rapidamente.

La rappresentanza pubblica è l’unico corso giusto e razionale e deve provenire da coloro che sono direttamente interessati dal programma di gestione della radiazione solare. Ciò significa che abbiamo bisogno di membri eletti da un campione adeguato di ricercatori e di parti interessate che rappresentino l’umanità nel suo complesso. Ecco come funziona un approccio basato sul diritto e consensuale al problema.

Quello che non possiamo permetterci è solo una piccola rappresentanza da parte di pochi che sono essenzialmente isolati da tutto e da tutti creando danno a causa del loro stato socio-economico. Un sì dato fatto, non è affatto una «rappresentazione». Eppure questo è quello che abbiamo.

Non vogliamo vedere una ripetizione dell’inflazione dell’acqua di Flint, MI, né la sfida pubblica che nasce quando i boliviani si sono opposti alla privatizzazione del loro approvvigionamento idrico a Cochamba.

Per una decisione di tale portata occorre adottare un approccio basato sui diritti, non discriminatori e inclusivo all’adattamento e alla mitigazione del cambiamento climatico. La piena eguaglianza deve essere rispettata come riconosciuto nella Dichiarazione di Rio, dove è stato dichiarato il diritto alla partecipazione del pubblico al processo decisionale ambientale. Nel dominio ad alto rischio e incerto della Geoingegneria, è chiaro che sono necessari ulteriori controlli e ricerche. L’assunzione è coprire i migliori interessi di tutti i giocatori. Il fatto che vengano considerati e rispettati non è semplicemente vero, le cose stanno così attualmente.

I valori, l’etica, la legge e i diritti umani sono tutti inestricabilmente legati. Questi devono essere presi in considerazione attraverso un processo di partecipazione attiva del pubblico quando si stanno attuando programmi altamente sperimentali che mettono a rischio la vita umana e l’ambiente.

Dobbiamo portare il pubblico alla consapevolezza dall’agenda sul Regime solare di Geingegneria e richiedere l’inclusione pubblica, il controllo e la trasparenza a tale compito.

Come cittadino interessato della Terra, non ho avuto altra scelta se non rispondere a una tale atrocità con una campagna di sensibilizzazione pubblica. Niente può essere più dannoso per la vita umana che togliere il nostro sole. Un tour di sensibilizzazione per attirare l’attenzione sul Regime di Geoingegneria Solare di Chicago il 18 maggio, il 20 aprile a Miami, Florida e visiterà ventiquattro città in tutto il Nord America.

FONTE http://www.newagora.ca/the-solar-geoengineering-regime-designed-to-block-out-your-sun/ 

Matt Landman – Geo-engineering è il controllo totale del cibo, dell’acqua, del tempo, della medicina e del movimento

Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

I Maghi di Is

L’arte è pericolosa per le autorità

Di Jon Rappoport 

Nel 1891, Oscar Wilde scrisse: “L’arte è l’individualismo, e l’individualismo è una forza inquietante e disintegrabile. Ci si trova il suo valore immenso. Per quello che cerca di disturbare la monotonia del tipo, la schiavitù dell’usanza, la tirannia dell’abitudine e la riduzione dell’uomo al livello di una macchina”. 

L’autorità desidera una percezione limitata.

Vuole le “cose così ​​come sono” per regolare la giornata.

Vuole che il fuoco dell’esplorazione creativa esca e si rivolga alle ceneri.

L’arte è pericolosa. Spinge le persone fuori dai canali delle risposte standard.

Non vedono più le cose che dovrebbero vedere.

È per questo che viene trasmesso nell’insegnamento in vari corsi da parte di collegi e scuole di ogni rango, nascondendosi nella storia dell’arte. Ogni tentativo è fatto per codificare le reazioni degli studenti.

Non sto solo parlando di arte politica. Voglio dire QUALUNQUE ARTE che veramente esce dalla fiducia dell’immaginazione.

Coloro che gestiscono le cose – e le loro libere volontà – vogliono che la realtà si guardi in un certo modo e si sperimenti per farla sentire in certi modi. Questi spettri limitati formano un comune denominatore.

Anche la cosiddetta esperienza spirituale è codificata. Si chiama religione organizzata. Lo chiamo “dare soldi al soffitto”. Lei dà i tuoi soldi e ti dicono che per la tua esperienza il soffitto è alto e, cosa troverai quando ci arrivi.

L’arte non ha nessuna di queste limitazioni. È creata da persone che sono andate al di là del ridotto catalogo di emozioni, pensieri e percezioni.

L’arte, come la intendo è l’immaginazione, che si libra cauta ai venti. Inventa realtà che generano nuove reazioni, mai sperimentate.

I colpi di martello e la morbida propaganda della comune cultura installa strati di controllo sulla mente: “Vedi le cose e le sperimenti in questi modi prescritti”.

Nel corso degli anni ho incoraggiato un certo numero di persone a diventare artisti. A parte il lavoro che hanno inventato, ho notato tutto il loro approccio alla percezione che ha radicalmente cambiato la loro vita.

Il loro senso di vitalità, il loro coraggio, il loro spirito avventuroso è venuto in primo piano.

Il controllo mentale, applicato esternamente e auto-indotto, è tutto quello di mettere un coperchio sul potere creativo. Questo è il suo vero obiettivo.

I tecnici credono che agganciando il tuo cervello a un super-computer soddisferà le tue esigenze e i tuoi desideri. Essi cercano di dimostrare che tutta l’invenzione, tutta la creazione, tutta l’arte, tutta l’immaginazione è solo un insieme di calcoli all’interno di un sistema chiuso.

Questo sforzo tradisce la propria disperazione: non vedono in alcun modo la reale possibilità di creare.

È il vuoto in cui vivono tutte le élite. Costruiscono una coscienza morta congelata di modelli e algoritmi e “soluzioni”, e cercano di imporli, come realtà, alle menti delle popolazioni.

In sostanza, stanno dicendo: “Se abbiamo una malattia dell’anima, devi averla anche al corpo”.

Si chiama odio della vita.

D’altra parte, il potere creativo individuale viene lanciato da una piattaforma di libertà e sale attraverso le stratificazioni, su un altro strato di maggiore libertà.

Da questa prospettiva, il potere autoritario assomiglia a una charade mortalmente malata.

Ci sono due livelli di false novità. La prima, è quella che molte persone sanno. Cioè, un’informazione falsa e ingannevole trasmessa dai principali mezzi di comunicazione, per impedire al pubblico di scoprire cosa succede veramente sotto la superficie e dietro il velo, da dove viene esercitato il potere.

Il secondo livello, che pochissime persone capiscono. È di proprietà e gestito da quello che io chiamo i Maghi di Is. Dicono: “Ora è questo che c’è qui, non c’è qualcos’altro perché … continui a guardare e a pensare, quello che c’è già esiste”.

“Familiarizzate con tutto ciò che già esiste. Vi daremo un’offerta infinita di cose e di idee che potete esplorare e realizzare. Vi daremo ciò che esiste. Guarda tutte queste cose e accettale. E, Continua a farlo.”

Il corollario è: Non c’è niente da creare. Tutto ciò che può essere creato è stato creato. Tu stesso, tu, non hai il potere di creare.

Questa è la menzogna più profonda. Questo è dove la battaglia si ferma e l’individuo si arrende.

Questo è dove l’individuo che potrebbe essere più diventa meno.

È qui che l’artista non ancora nato decide di vivere a metà luce.

È qui dove le energie vitali si disperdono e si esauriscono.

Questo è dove si assume la macchina.

O…

L’individuo può svegliarsi e attivare la sua immaginazione.

Senza limiti.

È qui che comincia la nuova battaglia. Questo è dove l’artista mette da parte tutte le risposte standard e le piccole emozioni e, invece, INVENTA.

Questo è dove la paura viene spazzata via.

Questo è dove l’individuo può riconquistare se stesso con le sue più profonde azioni.

https://jonrappoport.wordpress.com/ 

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Chip – il marchio della bestia

 

 

Una azienda del Wisconsin lancia una festa per celebrare l’impianto del microchip ai suoi dipendenti

Articolo di Natural News

Il processo centralizzato governativo che diventa “Big Brother” e la diffusione delle masse che utilizzano la tecnologia di sorveglianza e altri mezzi di controllo della popolazione sono diventate semplicemente idiozia grazie a quelle stesse masse.

Potresti aver letto le storie nelle settimane scorse circa le aziende americane e svedesi che hanno tagliato i dipendenti dopo aver accettato di prendere il chip volontariamente. Quello che non hai sentito è che un simile microchip è diventato una specie di cerimonia che viene poi celebrata con una festa dopo che stupidi si sono fatti innestare il chip, evidentemente non hanno idea di quello che hanno appena fatto.

Come notato dal Gateway Pundit, i lavoratori del Three Square Market, un’impresa con sede nel Wisconsin, ha messo a disposizione una “partita di chip” per i dipendenti che hanno accettato di loro volontà il marchio della bestia.

Nel caso in cui non lo sapessi, i chip sono stati messi a disposizione a impiegati volontari incapaci di comprendere come funziona la tecnologia, ma meramente solo per “convenienza” che consente loro “più facilmente” e “più sicuri” accedere a un computer, entrare nell’edificio, comprare oggetti nella pausa aziendale entrare e uscire dai locali di lavoro, ecc. E ovviamente, la società ha assicurato ai dipendenti che hey, il chip integrato non la capacità di monitoraggio; Anche se credi che abbia la possibilità di farlo e vederti nella vastità del Kansas.

Come afferma WBAY, l’affiliata di Green Bay ABC, (qui ulteriori segnalazioni)

Il Tre Square Market ha ricevuto un’attenzione internazionale da quando ha annunciato il programma di microchip volontario, ritenuto il primo del suo genere negli Stati Uniti.

Il programma di microchip è volontario. Se i dipendenti sono disposti e consentono all’azienda di impiantare un chip a radiofrequenza di identificazione tra il pollice e l’indice.

Il chip RFID aprirà le porte, accede ai computer e fa acquisti da distributori automatici. La tecnologia è simile ai servizi di pagamento mobile come Apple Pay e Google Wallet.

Il Tre Square Market assicura ai dipendenti che non saranno in grado di monitorarli perché il chip non dispone di GPS. I dati sul microchip sono crittografati.

Nell’era dei social media, la maggior parte degli americani che ancora pretendono di preoccuparsi della privacy sono impermeabili al fatto che volontariamente rinunciano ogni volta che pubblicano qualcosa su Facebook, Google o Twitter su alcuni aspetti della loro vita.

Ma almeno questo è volontario. Quelle stesse persone potrebbero scegliere di non divulgare nulla. Purtroppo non si ha più quella scelta quando sei “marchiato/monitorato” con un impianto di identificazione a radiofrequenza.

E sinceramente, la società può dire ai suoi dipendenti inconsapevoli tutto il giorno che non vengono monitorati, ma che è solo scienza B.S. Dopo tutto, i piccoli dispositivi impiantati emettono segnali; E qualcuno in qualche parte dell’azienda sta monitorando quei segnali – altrimenti, come potevano assicurare a tutti che sono sicuri?

Inoltre, questi dispositivi sono elettronici e trasmettono un segnale, il che significa che sono probabilmente parte “dell’internet delle cose”. Ciò significa che le informazioni in esso incluse (dati riservati) possono essere rivelati.

Inoltre, cosa impedire alle aziende di richiedere che i dipendenti siano eliminati successivamente? La problematica è questa, perché è quella che sta arrivando.

Pensateci: l’automazione e l’intelligenza artificiale elimineranno milioni di posti di lavoro nel prossimo futuro. Adesso, alcuni di questi posti di lavoro saranno sostituiti da altri impieghi, ma in generale, anticipo che il lavoro diventerà un mercato solo per le aziende, non un mercato del lavoratore; Questo significa che il lavoro sarà limitato e che saranno le aziende a dettare le politiche del lavoro, non il contrario.

Quindi, o accetti di essere eliminato e tagliato fuori – per “sicurezza” e “l’efficienza” – o puoi dimenticarti di essere assunto da chiunque.

Oh, sarà “volontario” – ma solo in concetto. In realtà, se non ti fai impiantare un chip, non otterrai un lavoro. Quindi, com’è “volontario”? (Relativo: Almeno un legislatore è preoccupato per il microchipping forzato.)

L’azienda Tre Market Square è solo l’inizio. Questa tendenza entrerà in contatto con altre imprese. Molti lavoratori che oggi non hanno un concetto sulla privacy e che pensano di ottenere saranno “tagliati fuori”, saranno “freddi” non hanno idea di cosa stanno cedendo, riguardo al controllo sulle proprie vite e delle vite degli altri.

E poi, una volta che si ha perso il proprio controllo, non lo si ritroverà mai più.

JD Heyes è uno scrittore senior per NaturalNews.com e NewsTarget.com, oltre che direttore di The National Sentinel.

Le fonti includono:

TheGatewayPundit.com

NewsTarget.com

Fonte articolo: http://www.naturalnews.com/

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

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